Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


MILITARI ammalati e/o morti, Uranio o VACCINI   ?
Conclusioni della Commissione Uranio Impoverito:
i nostri militari sono stati ammalati ed alcuni uccisi dai vaccini che gli hanno propinato

Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

Bibliografia aggiuntiva:
http://treasoncast.com/2014/04/05/anti-vaccination-peer-reviewd-research-list/
 

CASSAZIONE: MORTI URANIO, NIENTE PROCESSO a MINISTERO DIFESA  -  vedi: Uranio o Vaccini
Non ci sara' - almeno per ora - alcun processo ai vertici del Ministero della Difesa in relazione alla morte, a seguito di tumori, di militari italiani impegnati in missioni di pace all'estero durante le quali sarebbero entrati in contatto con l'uranio impoverito.

Lo ha stabilito la Cassazione che ha confermato l'archiviazione della denuncia dei familiari di Salvatore Vacca (23 anni) - il caporalmaggiore del 151/mo Reggimento della Brigata Sassari morto nel settembre 1999 per leucemia acuta, dopo 150 giorni dal rientro dalla Bosnia - presentata alla Procura di Cagliari.
Il Gip, il 26 settembre 2005, aveva archiviato il fascicolo per omicidio colposo aperto contro ignoti. Nell'ordinanza che metteva fine all'inchiesta si escludeva che ci fossero gli estremi per sostenere la responsabilita' per ''condotta colposa omissiva impropria'' dei vertici dell'Amministrazione militare.
In particolare, la Cassazione - con la sentenza 17693 della Quarta sezione penale - ha dichiarato ''inammissibile'' il ricorso presentato dai parenti del caporalmaggiore di Naxis (Cagliari) contro l'archiviazione.
I supremi giudici hanno infatti ritenuto corretto il provvedimento del Gip che evidenziava come ''le incertezze emerse sia sul piano fattuale che sotto il profilo epidemiologico, in ordine alla possibilita' di individuare un nesso causale prevalente ed esclusivo tra la contaminazione da uranio impoverito ed il decesso di Salvatore Vacca, impediscono di sostenere che la condotta colposa omissiva impropria dei rappresentanti di vertice dell'Amministrazione militare e del Ministero della Difesa abbia potuto avere una efficacia condizionante nella produzione della morte del militare''.
Senza successo, dunque, i familiari del giovane hanno sostenuto - davanti ai magistrati di Piazza Cavour - che l'archiviazione era ''abnorme'' perche' aveva ''un contenuto assolutorio adottato da un giudice, come il Gip, che non ha alcun potere in tal senso, dovendosi solo occupare della fondatezza della notizia di reato''.
Ma la Cassazione ha risposto che l'operato del Gip e' corretto perche' ''non ha fatto altro che prendere atto della impossibilita' di accertare la sussistenza dell'elemento oggettivo del reato ipotizzato dai denuncianti, sulla base delle attivita' investigative, peraltro approfondite ed agevolate dalla collaborazione dell'amministrazione militare, e confortate dai risultati delle analisi sui reperti biologici''.
Ad ogni modo le indagini per la morte dei militari (quattro solo in Sardegna) - sottolinea la Suprema Corte - si possono riaprire ''in qualsiasi momento su richiesta.
ROMA,  05 Maggio 2008  -  Ansa.it

Commento NdR: ...ma allora se non e' l'Uranio impoverito....sono i VACCINI le sostanze che ammalano ed uccidono i soldati.....vedi: Contenuto dei Vaccini  Come si producono i Vaccini

 

Conclusioni finali della Commissione del Senato Italiano, sull'Uranio impoverito ? NO sono i vaccini !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

E' la clamorosa svolta al vaglio ormai da un anno dell'osservatorio militare permanente coordinato dal maresciallo Domenico Leggero, che si avvale della consulenza medico - scientifica di alcuni tra i maggiori esperti del settore.

"Abbiamo scoperto - rivela Leggero - che la somministrazione e la posologia effettuata sui militari non corrisponde alle direttive del Ministero. Secondo quel documento i dieci tipi di vaccinazioni avrebbero dovuto essere eseguiti sui ragazzi almeno 28 giorni prima della loro partenza. Al contrario, i militari sono stati vaccinati sul posto, con richiami fino a un anno dalla prima vaccinazione".
 

Il sospetto è, insomma, che le sostanze tossiche presenti nelle fiale di vaccino, interagendo con un ambiente fortemente tossico e contaminato quale quello in cui operavano i militari, possano aver agito da attivatori di malattie.

E intanto sono già scattate le richieste di risarcimento. Ad occuparsi della maggior parte delle perizie di parte presentate dai militari e dalle loro famiglie all'Osservatorio, nella speranza di ottenere un risarcimento danni dal ministero della Difesa, è un medico di prima linea, Massimo Montinari, il primo in Italia ad essersi occupato delle complicanze da vaccino, sin dal '94, e che attualmente risulta tra i maggiori esperti del settore, citato persino in buona parte della letteratura ministeriale piuttosto che internazionale. Non è un caso perciò, che si ritrovi il suo nome in almeno due dei procedimenti eccellenti seguiti all'inchiesta "Uranio".

Il primo riguarda, in particolare, il decesso di  un sottufficiale dell'esercito di Firenze. I controlli sanitari effettuati prima della sua partenza per la Bosnia evidenziano che fino all'espatrio, il giovane aveva goduto di buona salute.
A dicembre 1998, mentre si trovava in servizio a Sarajevo, aveva presentato sei sintomi simil influenzali. Il suo stato di salute non era migliorato nei mesi seguenti. Eppure, a fine febbraio, era stato sottoposto ugualmente alla vaccinazione antiepatite B. Rientrato  in Italia, da Sarajevo, a marzo, aveva richiesto ufficialmente un controllo medico che, a detta del padre, non era stato adempiuto.

A giugno successivo, il suo stato di salute era peggiorato. Non si placava la tosse stizzosa, il giovane si presentava molto dimagrito e accusava, per di più, un dolore acuto al petto.  Per questo, verso la metà di giugno '99, all'Ospedale Careggi di Firenze, il ragazzo aveva deciso di sottoporsi ad esami radiologici.

Di lì l'amara scoperta:  era affetto da Linfoma non hodgkin a grandi cellule B. Il primo ciclo di chemioterapia sembrava aver dato risultati, ma appena un anno dopo, la neoplasia si era ripresentata. Dopo aver effettuato un secondo ciclo di terapia, le condizioni del giovane si erano ulteriormente aggravate. Un'insufficienza cardio-respiratoria lo aveva, infine, stroncato a dicembre 2000.

Montinari non ha dubbi: alla base della neoplasia del giovane sottufficiale potrebbero esserci i cicli massicci di vaccinazioni cui il militare era stato sottoposto, ben 9 nell'arco di appena due mesi.

E cita, a sostegno della sua tesi, almeno un centinaio di studi scientifici internazionali. Diversi sarebbero, secondo il suo parere tecnico, i fattori che potrebbero aver contribuito all'insorgere del linfoma: l'alta concentrazione di mercurio ed alluminio presente nelle dosi vaccinali somministrate, l'ambiente contaminato in cui le vaccinazioni sono state effettuate, le precarie condizioni del giovane al momento della somministrazione.

E i vaccini sarebbero, sempre secondo il dott. Montinari, i responsabili del diabete mellito contratto da  un altro militare, un sergente maggiore sardo, anch'egli coinvolto nelle operazioni di Sarajevo nello stesso periodo.
e tredici vaccinazioni cui il militare era stato sottoposto nell'arco di un anno avrebbero apportato al suo organismo 1269 microgrammi di alluminio per ogni litro di sangue e 116.74 microgrammi/litro di mercurio.
Dosi documentalmente lesive, se si considera che la quantità di mercurio sopportabile da un adulto in un ambiente sano è pari a 5 -20 microgrammi per ogni litro di sangue e quella di alluminio a 6 -11 microgrammi / litro di sangue.

Quelle recenti di "Uranio", peraltro, sarebbero solo le ultime di una lunga lista di vittime generata dai vaccini al veleno. Montinari sostiene di avere al vaglio almeno una sessantina di cartelle cliniche appartenenti a militari impregnati in operazioni oltre Oceano, negli ultimi dieci anni.

"La medicina legale in Italia  - sostiene il medico - sta cambiando atteggiamento sulle correlazioni tra cause da vaccino e insorgenza post vaccinale, rivalutando la quantificazione del danno biologico per i militari". Nell'attesa, al danno si aggiunge la beffa:  per tutti i militari colpiti da malattie più o meno gravi a seguito di vaccinazioni massicce subite per operazioni oltre Adriatico, l'unico provvedimento dell'esercito è stato il loro licenziamento.  

Nocivo o no ?
Trentotto militari colpiti, 10 morti, 28 ammalati gravemente: sono i numeri delle operazioni militari in Kosovo. 
I casi segnalati alla commissione del Ministero della Difesa erano stati complessivamente 64.
Ma 26 non sono stati presi in esame perché la commissione aveva ritenuto che si trattasse di persone che "non sono mai state impiegate nei Balcani né in altre missioni fuori area, oppure affette da patologie non tumorali o di lieve entità".
Dal canto suo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, a marzo dello scorso anno, ha emesso un verdetto di assoluzione sull'uranio impoverito del Kosovo. In 43 pagine di rapporto sono raccolti i risultati della missione svolta dal 22 al 31 gennaio scorso, dopo averli fatti esaminare da una task force di quattro esperti.
La missione fu portata a compimento da esperti di tossicologia, radiobiologia, epidemiologia e ambiente e salute su richiesta dei vertici dell'Unmik, l'organismo delle Nazioni Unite che opera in Kosovo.
L'analisi si basò su una serie di informazioni raccolte sul territorio integrate con "conoscenze raccolte dalla letteratura internazionale medica, scientifica e ambientale e dagli esperti dell'Organizzazione mondiale della sanità anche all'esterno del Kosovo.
Ad allontanare lo spettro di una sindrome dei Balcani era stata anche la Commissione del ministero della Difesa, che indagava sui casi di leucemia acuta e di linfoma non Hodgkin verificatisi a Sarajevo.
Franco Mandelli, l'ematologo presidente della commissione scientifica, precisava quasi un anno fa che non era stata "riscontrata alcuna contaminazione di acqua, latte, viveri, edifici ed oggetti" e che "la letteratura scientifica internazionale non documenta una correlazione tra i linfomi non Hodgkin e l'esposizione alle radiazioni da uranio".
Un ulteriore studio compiuto in America per volontà diretta del Pentagono dimostrava altre due verità scientifiche. 
La prima: il rischio di radiazioni è molto basso proprio perché questa sostanza è poco radioattiva. 
L'uranio impoverito è radioattivo il 40% in meno rispetto all'uranio normale, contenuto nell'aria, nell'acqua e nel cibo che si consuma ogni giorno.
Secondo il rapporto Clinton, "nessun tipo di cancro umano può essere ricondotto all'esposizione di uranio naturale o impoverito".
La seconda: "l'uranio impoverito, per tossicità, è simile al nichel. L'inalazione o l'assunzione di polveri può provocare effetti collaterali. Ma come qualsiasi altra sostanza chimica tossica"

Commento: come mai non hanno voluto prendere in considerazione i Vaccini, come causa delle sindromi ?....per continuare a vaccinare impunemente !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

URANIO: ACCAME, STORICA SENTENZA TRIBUNALE FIRENZE SU RISARCIMENTO A  MILITARE
Roma, 12 Gen. 2009 (Adnkronos) - ''Storica sentenza, il 17 dicembre 2008, del Tribunale di Firenze che obbliga il Ministero della Difesa a risarcire con la somma di 545mila euro per il danno non patrimoniale
subito dal militare di Orbetello (Grosseto) Giambattista Marica, affetto da un linfoma e vittima di possibile contaminazione da uranio impoverito. Il paracadutista si era ammalato dopo la missione Ibis in Somalia''. A darne notizia e' il presidente dell'associazione di tutela delle vittime Anavafaf, Falco Accame, attraverso il sito www.vittimeuranio.com.
Nella sentenza, cosi' come riportata dal sito, si legge: ''Deve concludersi che, nel caso in discorso, vi sia stato un atteggiamento non commendevole e non ispirato ai principi di cautela e  responsabilita' da parte del Ministero della Difesa, consistito nell'aver ignorato le informazioni in suo possesso, gia' da lungo tempo, circa la presenza di uranio impoverito nelle aree interessate dalla missione ed i pericoli per la salute dei soldati collegati all'utilizzo di tale metallo, nel non aver impiegato tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei propri militari e nell'aver ignorato le cautele adottate da altri Paesi impegnati nella stessa missione, nonostante l'adozione di tali misure di prevenzione fosse stata piu' volte segnalata dai militari italiani''.
''Il Ministero della Difesa - prosegua la sentenza citata da www.vittimeuranio.com - sapeva dunque, doveva ed era tenuto a sapere avendone l'obbligo giuridico, dell'uso di ordigni all'uranio impoverito, della sua pericolosita' e dei rischi ad esso collegati, e doveva conseguentemente ispirare la propria azione ai principi di cautela e protezione, nella salvaguardia del personale inviato col contingente italiano, da pericoli incombenti e diffusi, ulteriori e diversi dall'ineliminabile rischio insito nel 'mestiere di soldato', in quel precipuo teatro di guerra, come si e' detto connotato da forte presenza di sostanze nocive ed idonee ad innescare, su un numero indeterminato di persone, per le notizie al tempo gia' disponibili, processi eziopatogenetici''.
(Rre/Gs/Adnkronos)


Nella sentenza si parla di:
......Ai fini del giudizio sul rapporto causale la dottrina medico-legale ha elaborato proprie originali soluzioni criteriologiche. L'applicazione puntuale al caso oggetto di tali criteri - il criterio topografico, cronologico, di adeguatezza o idoneità lesiva, di continuità fenomeno logica, di sindrome a ponte, di esclusione di altre cause - richiede una loro collocazione gerarchica e sequenziale coordinata ad altri due criteri cardine: il criterio di possibilità scientifica (primo momento del ragionamento causale) e il criterio di probabilità scientifica o logica (alternativo al criterio di certezza non applicabile nella fattispecie).
I maggiori dubbi sussistono proprio in ordine alla positività del criterio di
possibilità scientifica, sul quale non pare siano disponibili risultanze definitive.

Nel caso specifico della Somalia, anche da innumerevoli articoli di stampa pubblicati sui maggiori quotidiani risulta che il Governo U.S.A. aveva istruito il comando militare americano (che coordinava la missione in Somalia) circa i rischi connessi all’uranio impoverito, precisando esattamente tutte le misure di prevenzione da adottare nel corso delle varie operazioni affidate ai soldati della forza di pace (docc. 19 e 24 attore). (NdR: tutti i militari Statunitensi vengono istruiti, quando vanno in guerra sui pericoli dell'U.I, anche se non si recano in zone a rischio !)

.....Sotto i diversi profili della consapevolezza in capo al Ministero della Difesa dell’impiego dell’uranio impoverito, dei rischi che esso comportava per la salute dei militari, della omessa diffusione di tali informazioni e della mancata adozione di misure protettive, occorre innanzitutto ricordare che, nel presente giudizio, il Ministero non ha mai contestato la presenza di uranio impoverito nell’area interessata dalla missione in parola (così come non ha contestato, anzi ha ammesso, la partecipazione dell’attore alla missione in Somalia) e, pertanto, tali circostanze e l’esposizione dell’attore a tali agenti patogeni devono ritenersi del tutto pacifiche.
In atti è versato un documento risalente al 1993, diffuso dal Pentagono fra i militari americani in partenza per il Corno d’Africa, in cui si indicano precauzioni da adottare in caso di esplosioni ravvicinate.
(NdR: Cio' NON vuol dire che in quella zona, Somalia, le armi all'U.I. sono state utilizzate !)

Commento della sentenza NdR:
Pero’ da indagini effettuate, per mezzo di
colloqui riservati con militari anche di alto grado, in Somalia NON vennero impiegati proiettili all’uranio impoverito (U.I), quindi la sentenza e’ una “forzatura” effettuata per evitare che l’attenzione cada sui Danni dei Vaccini, quali Vere cause dell’ammalamento e della morte dei nostri soldati.
Infatti ben il 70% dei militari malati
NON si sono MAI recati in zone di guerra, ma si sono lo stesso ammalati, anzi diversi sono partiti per quelle zone pur avendo gia’ problemi di salute latenti !
Oltre al fatto che comunque e per verita’ la sentenza
NON certifica la prova del nesso fra U.I ed ammalamento, ma in essa si parla di una “possibilita’, probabilita’ scientifica o logica”…sul quale non pare siano disponibili risultanze definitive !

Infatti nelle Conclusioni della Commissione sull’Uranio impoverito e’ emerso a chiare lettere che vi e’ un’altra molto piu’ plausibile prova nel nesso fra Vaccini ed ammalamento e/o morte dei soldati; ed ha di conseguenza proposto che nel proseguo delle sue indagini si affronti anche il problema dei gravi danni dei Vaccini di cui la letteratura medico scientifica e’ piena da decenni !  
Per cui appare evidente che questa sentenza segue ….le linee guida… di allontanamento dell’attenzione dai
Danni dei Vaccini.

Quindi per riassumere:
Pur di NON indagare a fondo sui Veri danni ai nostri militari dovuti ai Vaccini
che gli hanno propinato, hanno "pilotato e diretto verso questa sentenza, che non ha fondamenti scientifici dimostrati e riscontrati clinicamente.
Lo studio citato e' tratto da: http://www.altalex.com/index.php?idnot=44275) :
"L'irradiazione esterna è di fatti pressoché priva di conseguenza dannose (5); il DU, classificato nella fascia più bassa di rischio fra gli isotopi radioattivi, emette particelle alfa, le quali sono sostanzialmente innocue, con effetto biologico lieve o nullo: la radioattività alfa non riesce a penetrare dall'esterno nella materia, è  sufficiente lo strato corneo della cute (o un foglio di carta) ad attenuarla notevolmente. Il pericolo maggiore dell'irradiazione esterna è quello della contaminazione ambientale.

Le particelle alfa, nondimeno, esercitano un potente effetto mutageno se emesse all'interno dell'organismo, la quantità di radioattività emessa è funzione della superficie; pertanto il DU in forma di polveri ha una maggiore efficienza nel raggiungere la dose radiologica nel soggetto esposto che lo abbia assorbito,
La presenza di solventi, come l'acqua (presente sia nell'organismo sia nell' ambiente), permette di facilitare il passaggio dell'Uranio da insolubile a solubile, facilitando i suddetti processi (di ingestione e inalazione)
".

Questo perche'
se salta fuori **pubblicamente** che sono i Vaccini a rovinare anche i soldati, come di fatto e' (vi sono anche le sentenze ormai eseguite, di risarcimento comprovanti documentalmente tutto quanto), CROLLA tutto il "Mito" dei vaccini.... e gli Stati "collusi" con BIG PHARMA,  debbono risarcire milioni di individui e quindi gli stati fallirebbero...quindi "non sa da fare"....