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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


RICERCA, COME FARLA  -  RICERCA... quella medica e' per ora Truffaldina

"Compito del ricercatore è cercare di falsificare quante più teorie è possibile".  By Karl Popper
Leggete QUI come gli "Enti" internazionali a "tutela della Salute" (OMS + CDC + FDA, ecc.)
sono chiaramente collusi con l'Industria Farmaceutica

La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari dei Rothschild, di impadronirsi
dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
i Rockefeller (legati ai Rothschild), amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
QUESTI I VERI PADRONI del MONDO

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea


Collusioni e legami di Big Pharma con tutti gli enti della Salute, malattia
http://www.altrainformazione.it/wp/2014/11/28/e-adesso-denunciatemi-o-tacete/
Ecco come la FDA tutela la salute con i suoi controlli, ricerche e studi
http://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2109848
 
Aziende farmaceutiche e pubblicazioni scientifiche; corruzione e giro d’interesse ?...SI !
http://sadefenza.blogspot.it/2018/05/big-pharma-possiede-e-controlla-la.html

https://koenig2099.wordpress.com/2017/12/30/dalla-seconda-guerra-mondiale-ai-giorni-nostri-come-cibo-e-medicine-sono-stati-completamente-corrotti-dai-grandi-del-governo-delle-agenzie-e-delle-case-farmaceutiche/
 

La Comunita' scientifica  NON ESISTE !
La "comunità scientifica", intesa come unanimita' di teorie e prove, non esiste.
Tale "comunità scientifica" (che a leggere dichiarazioni ufficiali sarebbe schierata per gli obblighi vaccinali) non esiste.
Parola di scienziato. Gli scienziati non sono unanimi, ci sono quelli che lavorano nel paradigma dominante e quelli che lo contestano. Talvolta, pochi si sono opposti al credo convenzionale e poi hanno avuto ragione (da questo punto di vista e' vero che la Scienza non e' democratica). E' sempre stato cosi'.
Dire che il decreto Lorenzin (ora Legge n 119/17) è stato approvato dalla "comunità scientifica" è un falso storico, filosofico, etico, scientifico.
La "comunità scientifica" che approva o sostiene decisioni di legge non esiste.
Esistono alcuni medici filogovernativi, esistono certamente organizzazioni di medici e di pediatri che si sono schierate secondo le linee ufficiali e hanno coniato il paradigma "i vaccini sono efficaci e sicuri", esistono alcuni scienziati che, esprimendo opinioni coerenti col volere governativo, sono serviti ai politici per cercare di far passare loro decisioni prese da tempo.
 Eppure, anche se medici "ipervaccinatori" e a favore dell'obbligo fossero la maggioranza (difficile dirlo visto che il dissenso e' vietato e punito) cio' non costituirebbe parere della "comunita' scientifica" a sostegno di decisioni che una parte politica vorrebbe imporre. La Scienza ha certo scoperto antigeni, anticorpi, decine di diversi linfociti e via dicendo, fino ad una complessita' impensabile di meccanismi genetici ed epigenetici. Questo si.
Ma non ha dimostrato che oggi ci sia una situazione epidemiologica peggiore dell'anno scorso, ne' di 3, 5, 10, 20 anni fa, ne' ha dimostrato che aumentando forzatamente le coperture dal 92 al 97 % si eradica il morbillo, ne' che la difterite e' sparita grazie al vaccino, ne' si conosce la farmacocinetica dei prodotti iniettati, né il meccanismo d'azione degli adiuvanti, né si e' certi che le reazioni avverse siano solo quelle dichiarate visto che i sistemi di sorveglianza sono inefficienti.
Non ci sono prove scientifiche ma solo ipotesi (che si confrontano con altre ipotesi) delle cose che ci vogliono propinare.
Le soglie del cosiddetto effetto gregge sono spesso aleatorie, dovrebbero essere aggiornate per la situazione italiana e per alcuni vaccini neppure si conoscono.
La Scienza dell'igiene ha portato e porta benefici immensi indipendentemente dai vaccini. La Scienza dell'epidemiologia dimostra che i problemi di salute degli Italiani non sono infezioni ma patologie cronico-degenerative, cardiovascolari, metaboliche, neuropsichiatriche. La Scienza dell'immunopatologia ha scoperto che il diabete giovanile e' una malattia che spesso ha una patogenesi autoimmune e che l'autoimmunita' puo' essere scatenata dal mimetismo molecolare. Eccetera. Quindi, per favore, dico ai politici renziani, berlusconiani (c'era una volta il popolo delle liberta'...) e lorenziniani:
 Almeno prendetevi le vostre responsabilità e non nascondetevi dietro la foglia di fico della "comunità scientifica".
La "comunità scientifica" che viene evocata a sostegno di una parte politica non esiste. Invece di ripetere slogans e introdurre obblighi e sanzioni inusitati e inesistenti in tutti gli altri Paesi civili, cercate di convincere la gente con argomenti validi che conviene vaccinarsi.
In Veneto, non certo l'ultima delle Regioni Italiane per Sanita' pubblica, tutto ha funzionato benissimo con l'informazione e la responsabilizzazione. Se proprio volete imparare qualcosa dagli scienziati, almeno guardate l'esperienza !
By prof Paolo Bellavite + vedi chi e' Burioni...

Il MITO della COMUNITÀ SCIENTIFICA
Invocare la cosiddetta comunità scientifica è diventato un mantra moderno molto usato, non solo in ambito scientifico e giornalistico, ma anche tra la gente comune.
L’idea alla base è che ci sia questo organo collegiale che vigila sulla giustezza delle scoperte scientifiche fino ad arrivare a coprire con la sua benefica influenza anche scelte politiche. Insomma un bel tappeto comodo comodo sotto cui gettare tutti i dubbi che possono sorgere su scoperte scientifiche, loro applicazioni pratiche e derivanti legiferazioni in merito.
Ma come funziona questa “comunità scientifica ?”

Prima di tutto il senso della parola comunità è proprio quello più “laico”, ovvero un insieme di persone. Le persone di cui parliamo sono appunto gli scienziati che aderiscono comunitariamente a dei “valori” quali la sperimentazione e la conoscenza. Quindi parliamo di una comunità mondiale di persone distanti anche migliaia di chilometri che lavorano più o meno con gli stessi metodi e attitudine, e che a loro volta formano comunità più piccole in base al ramo scientifico di cui si occupano e che a loro volta si ramificano ancora in base al campo specifico e così via.
Stiamo parlando quindi non di un congresso o un parlamento, ma di un concetto astratto esattamente come può essere quello di “nazione” inteso come insieme di cittadini e quello di “internet” inteso come insieme di navigatori.
I membri della comunità scientifica, come quelli di tutte le comunità, dialogano tra loro. Al di là di convegni e seminari, la forma più autorevole di comunicazione avviene attraverso le riviste scientifiche dove vengono pubblicati articoli riguardanti nuove scoperte. Più una rivista è autorevole e più le ricerche pubblicate sono sicure e valide perché attentamente vagliate. Attraverso queste pubblicazioni, che contengono anche dettagliate metodologie di analisi, la comunità scientifica viene a conoscenza di nuove scoperte, come queste siano avvenute e chi le ha condotte, in modo da usare queste informazioni per ulteriori ricerche.

Un metodo che sembra molto sicuro.
La parola “sembra” è d’obbligo perché per considerare questo sistema di cose sicuro e per vedere la comunità scientifica come portinaia della Verità, è necessario trascurare una lunga serie di fatti, dettagli e ragionamenti logici.
Partiamo con la pubblicazione su riviste scientifiche.
Questa avviene attraverso la cosiddetta peer review (revisione paritaria) ovvero la validazione di un lavoro scientifico da parte di ricercatori che lavorano nello stesso ambito. Passata questa revisione, l’articolo viene pubblicato e diventa letteratura scientifica.
Questo processo viene spesso fatto passare come una validazione di una ricerca da parte della comunità scientifica, convogliando l’autorevolezza di milioni di addetti ai lavori a ciò che viene pubblicato, però la cosiddetta comunità scientifica non è per nulla coinvolta nella pubblicazione degli articoli ma solo chi è interpellato a validarli dall’editore scientifico. Il resto della comunità può leggere e, nel caso, confutare quella ricerca, ma di questa enorme massa di scienziati quanti, effettivamente, leggono nel dettaglio quella ricerca, vogliono testarla e hanno, allo stesso tempo, capacità e strumenti per farlo? Stiamo parlando di un ago nel pagliaio.
La maggior parte della letteratura scientifica quindi dipende dalla revisione di pochi scienziati che si basano su altra letteratura revisionata allo stesso modo. Non c’è nessuna “comunità scientifica” intesa come un insieme di migliaia se non milioni di scienziati che attivamente ne controlli e garantisca la validità. La presunta pluralità di questa immensa comunità che dovrebbe difendere la validità delle ricerche dall’errore o malafede di pochi è di fatto inesistente.
Come riportato anche in un mio precedente articolo, la rivista scientifica Nature ha condotto una ricerca statistica coinvolgendo 1500 scienziati per comprendere quanto i risultati pubblicati sulle riviste scientifiche siano riproducibili. Nature ha scoperto che gli scienziati interpellati non hanno ottenuto gli stessi risultati di ricerche altrui nel 70% dei casi e il 50% di loro non ha ottenuto gli stessi risultati nemmeno cercando di riprodurre le proprie ricerche.
John P. A. Ioannidis (medico-scienziato che ha contribuito alla letteratura in medicina, epidemiologia e salute pubblica, scienza dei dati e ricerca clinica) ha pubblicato un articolo nel 2005 sul Public Library of Science con l’eloquente titolo “Perché la maggior parte dei risultati di ricerca pubblicati sono falsi”. Sempre nello stesso anno Ioannidis ha analizzato 49 dei risultati di ricerca più apprezzati in medicina negli ultimi 13 anni scoprendo che, in analisi successive con campioni di analisi più ampi, solo il 44% di quei risultati è stato replicato, il 32% risultavano contraddetti o presentavano effetti minori.
Nel 2014 ha pubblicato un’altra ricerca che affronta come poter ottenere più pubblicazioni veritiere. Nelle premesse si stima che l’85% delle risorse di ricerca siano sprecate e si mette in luce il rischio di alti tassi di falsi positivi delle ricerche imputando il problema a una serie di fattori tra i quali ci sono i pregiudizi, i conflitti di interesse e mancanza di collaborazione.
Non c’è da stupirsi che il capo editore della rivista scientifica Lancet (una delle più autorevoli) abbia dichiarato che “…gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può semplicemente essere falsa. Tormentata da studi effettuati con campioni di piccole dimensioni, risultati infimi, analisi esplorative non valide e palesi conflitti d’interesse, aggiunti all’ossessione di seguire tendenze alla moda di dubbia importanza, la scienza ha preso una svolta verso l’oscurità.”

Considerando tutto questo e che ogni ramo della scienza è sempre più sottile e dedicato, il cosiddetto dibattito scientifico su una data ricerca riguarda in realtà un numero limitatissimo di scienziati e non è impermeabile a tutto un cosmo di realtà che sta attorno a quel dibattito.
Consideriamo per esempio il segreto industriale e quanto un brevetto, un marchio o un copyright possano impedire un dibattito aperto su una scoperta scientifica. Consideriamo la pressione lobbistica delle case farmaceutiche: è impensabile credere che la ricerca in questo campo sia esente da corruzione o altre pratiche illecite soprattutto quando consideriamo che parliamo di aziende con indotti da capogiro.
La questione lobbistica di solito viene banalizzata e ridicolizzata affermando che non esiste nessuno in grado di corrompere TUTTA la comunità scientifica, cioè ogni singolo scienziato ovunque nel mondo. Ma questa obiezione è ridicola. In tutti i settori dello scibile umano esiste una compartimentazione delle mansioni e delle responsabilità che permette di far accadere cose toccando solo i giusti ingranaggi, senza bisogno di avere sotto controllo tutta la macchina. Ma sembra veramente ridicolo in questo momento storico, dopo gli infiniti esempi offertici in tutti i settori, dalla politica all’economia, dover ancora analizzare un aspetto talmente banale ed ovvio.
Nessun settore importante dal punto di vista politico o economico è esente dalla creazione di potentati più o meno oligarchici che tentano di far prevalere la loro volontà.

La Pfizer e la Johnson&Johnson, ad esempio, due colossi del settore farmaceutico, fatturano rispettivamente 52 e 76 miliardi di dollari all’anno. In nessun campo imprenditoriale si esclude la possibilità che grandi aziende facciano cartello, manipolino dati o facciano pressioni di tipo lobbistico, anzi, la cronaca è piena di esempi ed è noto che accada. Quando però si parla di scienza, improvvisamente un paraocchi viene calato sul volto e tutto cambia, al punto che ad esempio l’espressione “Big Pharma” è considerata complottismo da due soldi.
Eppure ci sono addetti ai lavori come B. Saraceno (Psichiatra, per più di 10 anni Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Abuso di Sostanze della Organizzazione Mondiale della Salute) che non solo usano giustamente quel termine ma lo usano per denunciare, ad esempio, nel suo libro “Sulla povertà della psichiatria”, che la spesa per il marketing di Big Pharma negli Stati Uniti dal 1996 al 2005 è cresciuta da 11,4 a 29,9 miliardi di dollari e la spesa di pubblicità diretta al consumatore, nello stesso periodo, è cresciuta del 330%.
Riprendendo le due aziende citate poco sopra, la Johnson&Johnson nel 2013 ha speso 17.5 miliardi di dollari nel marketing contro gli 8.2 in ricerca e sviluppo di nuove molecole; la Pfizer a fronte di 11.4 miliardi di dollari spesi nel marketing ne ha spesi 4.8 di meno per la ricerca.
Pensare che con cifre di questo calibro in ballo le aziende interessate possano fare dei responsabili passi indietro quando trovano muri politici, etici o scientifici è semplicemente imbarazzante.
Le attività di corruzione e lobbismo sono infinite.
Recentemente in Grecia la Novartis avrebbe pagato tangenti (le carte dell’FBI parlano di 50 milioni) per far aumentare i prezzi dei propri farmaci sul mercato ellenico e per farli acquistare dal servizio sanitario nazionale per gli ospedali pubblici. Uno scandalo che coinvolge numerosi nomi della politica.
La casa farmaceutica Glaxo sta collezionando accuse di corruzione in giro per il mondo, senza tregua. In Polonia il manager regionale della Glaxo Smith Kline e 11 dottori sono sotto indagine per un presunto giro di mazzette versato ai camici bianchi in cambio della prescrizione del farmaco antiasmatico Seretide.
Pfizer nel 2009 ha patteggiato una multa da 2,3 miliardi di dollari negli USA: aveva pagato tangenti ai medici per prescrivere quattro farmaci tra i quali l’antiinfiammatorio Bextra, ritirato dal mercato nel 2005 a causa di incertezze sulla sua sicurezza.

Eppure anche nel nostro “piccolo” in Italia, per fare qualche esempio, abbiamo visto la Glaxo pagare una tangente all’allora ministro (e medico) De Lorenzo affinché un vaccino diventasse obbligatorio, ma si potrebbe anche citare l’orrenda storia di Duilio Poggiolini che negli stessi anni prendeva tangenti dalla case farmaceutiche per inserire i loro prodotti nei prontuari, lo stesso Poggiolini che è collegato anche con lo scandalo degli emoderivati infetti messi in commercio, tra le altre, da Bayer e Baxter: queste compagnie erano al corrente che gli emoderivati in loro possesso erano infetti ma anziché distruggerli e perdere quattrini hanno semplicemente continuato a venderli all’estero. Secondo alcune stime, in Italia i decessi per infezione da emoderivati sono, al 2009, circa 2.600 mentre sono più di 66 mila le richieste di indennizzo da parte di pazienti per danni subiti.

Ma si potrebbe andare avanti per ore.
Ridere e scherzare sul termine “Big Pharma” davanti a tutto questo più che ingenuo e idiota è quasi criminale.
Basti pensare che, senza scomodare atti di puro lobbismo e corruzione, persino il numero e la qualità delle ricerche seguono naturalmente i soldi: gli ambiti di ricerca che possono portare a scoperte interessanti per i mercati pullulano di ricercatori mentre gli altri ambiti vanno sempre più deserti.
La ricerca indipendente è semplicemente strozzata, la stragrande maggioranza delle ricerche è finanziata da aziende private e questo è un grosso problema, sia per quanto riguarda l’attendibilità dei risultati, sia perché la ricerca è indirizzata ad ottenere risultati spendibili sul mercato, non socialmente utili. Ad esempio la spinta può essere verso ricerche che portino a nuovi prodotti medici riguardanti patologie che statisticamente colpiscono pazienti con alto reddito oppure ricerche su temi che possano distrarre dai potenziali rischi di altri prodotti già in commercio.

Il CODACONS ha pubblicato la lunghissima lista dei medici italiani e delle fondazioni, università finanziati dalle case farmaceutiche nel 2015-2017, lista in cui appare sorprendentemente anche l’Istituto Superiore della Sanità, fatto che l’associazione ritiene “quanto meno inopportuno” e invita chi di competenza a dare dettagli in merito.
Anche la dottoressa Marcia Angell, ex caporedattrice del New England Journal of Medicine, in un articolo sul Boston Review descrive la “sordida storia” di come i dollari delle multinazionali abbiano corrotto la ricerca e l’istruzione nei centri medici accademici, incluso il suo attuale posto di lavoro, la Harvard Medical School.
Anche Arnold Seymour Relman (1923-2014), professore di medicina a Harvard e, anche lui, ex redattore capo dello stesso giornale ha affermato “La professione medica viene comprata dall’industria farmaceutica, non solo in termini di pratica medica, ma anche in termini di insegnamento e ricerca. Le istituzioni accademiche stanno diventando gli agenti pagati dell’industria farmaceutica. Penso che sia vergognoso”.
Sembra davvero banale dover argomentare in proposito, ma chi ha frequentato l’università sa benissimo che persino in quell’ambito, quando ancora non ci sono soldi né carriere in ballo, esistono pressioni che non permettono di trattare certi temi per la propria tesi in completa libertà. Se questo avviene in un ambiente “protetto” che è addirittura precedente a quello del lavoro…

Oltre a questo, laboratori e istituzioni di ricerca hanno forma gerarchica e i presunti risultati oggettivi a cui dovrebbe arrivare la scienza lasciano il passo a meccanismi come nepotismo, autoritarismo e catena di montaggio in cui le ricerche e le intuizioni del singolo, assieme alla loro possibile validità e scientifica e utilità sociale, contano sempre meno.
Non dimentichiamoci ad esempio di come siano stati trattati alcuni scienziati e medici solo per aver suggerito una maggiore farmacovigilanza nel settore vaccini o perché, sempre nell’ambito dei vaccini, semplicemente hanno rammentato di tenere presente anche i rischi correlati oltre ai benefici. Alcuni, solo per queste posizioni precauzionali, sono stati radiati, cosa che non è successa a medici che hanno leso volontariamente la salute dei loro pazienti. Successivamente la radiazione viene usata come elemento di prova della non-genuinità delle affermazioni del radiato da parte di tutta la comunità scientifica e dell’opinione pubblica, un meccanismo molto poco scientifico.

È evidente che in alcuni ambiti la libertà di dissenso che dovrebbe stare alla base del cosiddetto “dibattito scientifico” e che dovrebbe garantire la genuinità delle scoperte scientifiche, semplicemente sparisce dietro l’ombra colossale del dogmatismo, prezzolato o no che sia.
Quando si parla di scienza, sia che lo faccia uno scienziato che un non addetto ai lavori, si ha sempre l’idea di parlare di qualcosa di super partes che non ha a che fare con la fallibilità umana, col conflitto di interessi, con l’economia, con l’egemonia, con il capitalismo, con l’utilitarismo, con il produttivismo, ecc.
Questo è il grande errore: inglobare in un metodo di indagine (quello scientifico, considerato puro e sempre tendente alla verità senza pregiudizi) tutto quello che ha che fare con quel metodo, anche se dipende o genera o riguarda ambiti molto più complessi e diversificati che non hanno più niente a che fare direttamente con quel metodo, implicando premesse e conseguenze del tutto diverse.
È come se pensassimo che in uno stato fondato sull’ideale della democrazia (intesa come potere decisionale del popolo), automaticamente tutto quello che uscisse dal parlamento (qualunque legge, decreto, scelta politica, lavoro pubblico, ecc.), fosse per forza di cose espressione della volontà popolare.
È chiaro che questo è di fatto un ragionamento molto ingenuo e non realistico. Eppure per la scienza funziona così.
È come se pensassimo che, siccome il sistema giuridico si basa sul concetto de “la legge è uguale per tutti”, allora conseguentemente la magistratura e tutto il sistema giuridico siano esenti da corruzione, errori, impedimenti, pressioni di potere, ecc. Sarebbe ridicolo pensare questo.
Ecco invece molti scienziati e molte persone credono che questa fantomatica “comunità scientifica” abbia le stesse mirabolanti peculiarità del parlamento e della magistratura descritte nei ridicoli esempi di poco sopra in cui queste entità sono esenti da qualsiasi contaminazione per il solo fatto che alla base ci siano principi corretti.
Scienza, politica e magistratura non sono affatto diversi: così come, ad esempio, dei parlamenti hanno varato leggi razziste, così i tribunali le hanno applicate e la comunità scientifica dell’epoca ha avvallato scientificamente quell’idea aberrante e criminale.
La cosiddetta comunità scientifica è solo un concetto astratto e non è garante di alcuna verità scientifica. Mai questa ha fatto muro contro decisioni dei vari potentati (se non a posteriori e molto raramente), anzi, di solito la scienza e la sua comunità sono espressione delle dinamiche economiche, capitaliste, industriali, produttiviste, politiche e militari; ne hanno sempre sostenuto le decisioni e a loro volta ne sono state espressione.
Articolo di Mason Massy James

Fonti:
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4204808/ 
- https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC1182327
-
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2018/02/12/tsipras-su-scandalo-novartis-far-luce_86ae98b2-d8a0-41bb-b786-a2483929b94a.html
- http://www.movimentodeicittadini.it/dirsol/des3/farmaci.htm
- https://en.wikipedia.org/wiki/Contaminated_haemophilia_blood_products
- http://bostonreview.net/archives/BR35.3/angell.php
Tratto da:  medicinapiccoledosi.it

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Ricerche truccate su pressioni degli Sponsor
….. 

Da: Corriere della Sera: pag. I, II Messaggero: pag. 14 - 14 giugno 2005
Nei laboratori USA il 15% dei ricercatori ha ammesso di aver modificalo i risultati dei propri lavori, di non aver rispettato le regole etiche negli studi clinici, di aver coperto colleghi che utilizzavano dati falsi o proposto interpretazioni non corrette dei dati stessi.
L'indagine è stata svolta negli Stati Uniti da Health Partners Research Foundation di Minneapolis.
I ricercatori intervistati, il cui lavoro era finanziato dai National Institutes of Health, dichiarano che c'è tanta competizione e le
pressioni commerciali sono sempre più forti.  
http://www.aboutpharma.it/notizia.asp?id=8643

MEDICI e ricercatori ASSASSINATI da BIG PHARMA....oltre a quelli osteggiati !
https://www.lettera43.it/it/articoli/scienza-e-tech/2018/11/03/cochrane-peter-gotzsche-ricerca-vaccini/224990/

US - Ricercatori, medici, che hanno scoperto le porcherie vaccinali e quelle dei farmaci sono stati UCCISI,
ecco le loro foto:

Italy - Le associazioni dei medici rispondo alla federazione FNOMCEO degli Ordini dei medici, il 50% degli studi medici pubblicati, sono FALSI ! - Gen. 2017
http://www.freedompress.cc/vaccini-radiazione-medici-le-associazioni-sindacali-medici-rispondono/

Da recenti ricerche e piu' accurate risulta che sono false o sponsorizzate da Big Pharma, lo 85% degli studi pubblicati !
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4204808/

Case farmaceutiche e Corruzione: lo scandalo planetario della Glaxo Smith Kline - 26/04/2014

https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/26/case-farmaceutiche-e-corruzione-lo-scandalo-planetario-della-glaxo-smith-kline/964564/
In Italia e nel resto del mondo le Case Farmaceutiche alterano la scienza medica !
https://www.corvelva.it/blog/case-farmaceutiche/311-in-italia-roche-e-novartis-alterano-anche-la-scienza.html

I VERI PADRONI della SANITA' nel MONDO
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari di impadronirsi dell’intero sistema medico americano  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario, i Rockefeller amavano chiamarla “filantropia efficiente”, e' qui ben descritto.

https://koenig2099.wordpress.com/2017/12/30/dalla-seconda-guerra-mondiale-ai-giorni-nostri-come-cibo-e-medicine-sono-stati-completamente-corrotti-dai-grandi-del-governo-delle-agenzie-e-delle-case-farmaceutiche/

La maggior parte delle case farmaceutiche è stata fondata a meta-fine ottocento o primi del novecento. Inizialmente le nazioni trainanti in questo settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta scientifica si è fuso con quello di bene di consumo di massa, per cui la aziende farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di fare medicina pratica.

"La professione medica viene comprata dall'industria farmaceutica, non solo in termini di pratica medica, ma anche in termini di insegnamento e ricerca. Le istituzioni accademiche stanno diventando gli agenti pagati dell'industria farmaceutica. Penso che sia vergognoso".
By Arnold Seymour Relman (1923-2014), professore di medicina a Harvard ed ex redattore capo del New England Medical Journal.


Case farmaceutiche e Corruzione: lo scandalo planetario della Glaxo Smith Kline - 26/04/2014
https://www.ilfattoquotidiano.it/2014/04/26/case-farmaceutiche-e-corruzione-lo-scandalo-planetario-della-glaxo-smith-kline/964564/

Audizione del 24/01/2019, alla Camera del Parlamento Italiano, da parte della Commissione Vaccini, della Associazione Corvela, che ha effettuato le analisi di laboratorio sui vaccini in Commercio, scoprendo tutte le porcherie inserite in essi....

BIG PHARMA CORROMPE TUTTE LE ISTITUZIONI !
Grecia, file Fbi su "presunta" maxi frode Novartis. Coinvolti dieci tra ex ministri ed ex premier
 I documenti Usa hanno rivelato i nomi dei politici che, secondo l'accusa, avrebbero ricevuto milioni in tangenti per far ottenere alla multinazionale elvetica una posizione di forza nel mercato ellenico
  https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/02/06/grecia-file-fbi-su-presunta-maxi-frode-novartis-coinvolti-dieci-tra-ex-ministri-ed-ex-premier/4140095/#commenti-mobile

EMEA (oggi EMA) ha legami con l'Industria Farmaceutica - Roma, 09 giugno 2006
"Nessuno ha ricordato una cosa: l'Emea, l'agenzia europea del farmaco (oggi EMA), non dipende dall'amministrazione comunitaria della sanità ma da quella dell'industria. Un distinzione che dovrebbe far riflettere. A Bruxelles la forza delle lobby è grandissima". L'osservazione è di Luca Poma, portavoce di "Giu' le mani dai bambini", Comitato sui disagi dell'infanzia che raggruppa quasi cento associazioni di volontariato e promozione sociale. "Continuano a trattare i bambini come fossero, dal punto di vista metabolico, degli adulti", protesta Poma: è "assurdo somministrare ai bambini  farmaci pensati per gli adulti.
Soprattutto il Prozac, psicofarmaco molto forte, che richiede prudenza nella somministrazione anche negli adulti".
Prudenza che "sarebbe stato naturale attendersi, soprattutto dopo drammatici fatti di cronaca avvenuti negli Stati uniti - come le stragi nelle scuole causate da ragazzi in cura antidepressiva - ma che non è stata usata".
Fonte: DIRE
Cosi come i CDC e la FDA, OMS, oltre al Ministero della salute italiano, ISS, gli ordini dei medici, le universita' ecc., i politici ed i partiti....

CORRUZIONE di BIG PHARMA nella sanita' e con i medici
Il mio nome è Peter Gotzche, Direttore del Nordic Cochrane Centre di Copenaghen (Cochrane collaboration) e Professore di Clinical Research Design and Analysis, presso l'Università di Copenhagen. 

Due anni fa ho scoperto che le prescrizioni di tutti i farmaci che prescriviamo sono la terza causa di morte, dopo I problemi cardiaci e il cancro. 

I nostri farmaci uccidono circa 200.000 persone in America ogni anno e la metà di queste persone muoiono perché fanno quello che il loro medici dicono loro di fare, quindi muoiono a causa delle reazioni avverse. L'altra metà muore a causa degli errori, e spesso sono i dottori che commettono gli errori, perché ogni medicinale viene con circa 20 o 30 o 40 controindicazioni, precauzioni, ecc.

Nessun dottore (medico) al mondo conosce tutto questo, quindi danno ai loro pazienti dei farmaci che non dovrebbero dare, perché hanno interazioni pericolose con gli altri farmaci o prodotti alimentari.

Quindi i pazienti muoiono. Questa è l'altra metà.

Quindi un'altra cosa che ho scoperto in questi due anni, è stato che, per la maggior parte ciò che fa l'industria farmaceutica, è crimine organizzato, secondo la legge americana e in molti modi loro si comportano come fa la mafia, corrompono tutti quelli che possono corrompere, hanno comprato ogni tipo di persona, perfino incluso il ministro della sanità in alcuni paesi.
C'è un grande quantità di corruzione; nel mio paese, per esempio, la Danimarca, siamo conosciuti per essere un paese con poca corruzione, ciononostante ci sono migliaia di medici sul libro paga delle case farmaceutiche e in Danimarca siamo solo 20.000 dottori (medici), questo è davvero un tipo di corruzione reale, le case farmaceutiche prima comprano i professori, poi altri direttori, medici e assistenti, non comprano i giovani dottori. 

Quindi quando ci sono molte migliaia di dottori (medici) nella libro paga dell'Industria farmaceutica, questo è davvero un male, e questo è il motivo per cui ho scritto il mio libro: "farmaci mortali e crimine organizzato e di come Big Pharma ha corrotto il sistema della salute pubblica". 

Spero di convincere i pazienti che non devono prendere così tanti farmaci perché così tante persone muoiono a causa delle medicine che usano.

Nel mio paese le persone prendono tante medicine e ogni singolo cittadino può essere sotto trattamento con una medicina e mezza da quando è nato fino a quando muore.
Questo è INCREDIBILE ! E i farmaci non sono così buoni per la salute e uccidono molte persone. 

Noi lo sappiamo, perché il farmaci sono al terzo posto come causa di morte, dopo i problemi cardiaci e il cancro. 

Quindi, quello di cui abbiamo bisogno negli anni a venire, prendere molte meno medicine di quelle che prendiamo  attualmente, se noi facessimo questo, se fossimo attenti, potremmo vivere più a lungo e più sani, perché le medicine hanno molti controindicazioni e reazioni avverse, e i pazienti spesso non capiscono che quando loro salute peggiora, potrebbe essere un effetto collaterale proprio delle medicine, e continuano a prenderle, perché questo è quello che dicono loro i dottori.

 

Quando ero uno specialista di Medicina Interna, quello che facevo spesso era fermare il trattamento farmacologico, specialmente nelle persone anziane, ed è incredibilmente rivelatore il fatto che quando un anziano messo molto male veniva dentro il mio studio e quando interrompevo loro il trattamento, stavano meglio e sembravano molto più giovani.

Molte di queste medicine hanno un negativo effetto sul cervello, la maggior parte delle persone non li tollera affatto, cadono e quando si rompono le anche, un quarto di essi poi muoiono.

Per esempio, molti antidepressivi vengono usati sui nostri anziani per oltre il 10%, sembra che uccidono il 3% di questi, ogni anno, intendo, su 100 anziani che prendono antidepressivi per un anno,  3% di loro cadono e si rompono le anche e muoiono, questo è un tasso molto elevato di mortalità.

Così anche altri farmaci, specialmente antidepressivi, possono fa cadere le persone e ucciderli, e possono interferire con la cognizione, la memoria, la coscienza e tutte queste cose, e interagiscono in un modo di cui non sappiamo praticamente nulla, molti anziani prendono più di 5 farmaci al giorno e nessuno sa come questi farmaci interagiscono gli uni con gli altri; quello che invece sappiamo è che tutte le medicine hanno molte reazioni avverse nel corpo, e alcune di queste interferiscono con il loro metabolismo, cosicché si può avere un'alta concentrazione di farmaci nel corpo, se si utilizzano tanti farmaci simultaneamente. 

Facciamo così tanto di quel male che nemmeno ci accorgiamo. 


Ho una collezione piuttosto colorita di come la gente mi ha chiamato durante tutti questi anni, qualche volta i giornalisti mi hanno chiesto perché tu stai sempre cercando diatribe, e io ho risposto io non le cerco, sono le diatribe che cercano me, perché non è popolare dire la verità per quanto riguarda la salute, si fanno molti nemici, perché molte persone fanno soldi su false premesse, tanto i dottori quanto le industrie farmaceutiche, e i nostri controllori farmaceutici e i politici, sono tutti a bordo del carrozzone, ci sono poche persone indipendenti dal denaro della Salute, ovviamente per questo sono stato attaccato molte volte durante la mia carriera, perché ho toccato molte vacche sacre, la gente ha urlato forte a me, in una rivista francese sono stato chiamato "masturbatore statistico", perché facevo vedere delle statistiche che gli screening mammografia non funzionavano, sono stato accusato di miscondotta scientifica dall'associazione delle industrie farmaceutiche danesi, è stato veramente ridicolo, non è stato nient'altro che molestia, dall'inizio alla fine, si sono presentati con argomenti vaghi che non hanno riconosciuto le conclusioni dei miei studi, e potevano essere presentati con statistiche e dire che le mie erano sbagliate, ma non hanno fatto nulla, solo molestie, il tutto è durato in totale 18 mesi, mi pare, e poi quando siamo stati assolti, ho fatto in modo che questo  comportamento sgradevole fosse raccontato sul British Medical Journal.

Dopo di questo fatto, l'industria farmaceutica danese ha deciso di non perseguirmi più di tanto.

Quando è uscito il mio libro sul crimine organizzato, hanno raccontato un sacco di bugie, come sempre fanno, dicendo che i miei esempi erano vecchi e andavano indietro di 90 anni e così via, ma io sono riuscito a dimostrare che le 10 principali case farmaceutiche sono crimine organizzato.

Questi esempi in realtà non sono vecchi, vanno indietro di 10-15 anni al massimo, i crimini sono aumentati, perché è così che funziona il crimine, più si guadagna e più crimine aumenta, è così che funziona il capitalismo.
https://telegra.ph/Farmaci-mortali-e-crimine-organizzato-e-di-come-Big-Pharma-ha-corrotto-il-sistema-della-salute-pubblica-10-23


Big Pharma, FINANZIA le varie associazioni dei medici pediatri, fondazioni politiche....! - vedi il video....
http://www.infovax.it/news/i-soldi-delle-case-farmaceutiche-a-chi-decide-sui-vaccini/
e le UNIVERSITA':
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1211856718867508&id=100001295757504
By Laura Dana Popescu ha aggiunto 32 nuove foto — con Paolo Colpani e altre 41 persone - 4 febbraio 2017

L'azienda Farmaceutica Glaxo Smith Kline, leader mondiale nella distribuzione di vaccini! Ho fatto un piccolo reportage per capire come mai le istituzioni mediche ci spingono cosi ferocemente a vaccinarci! Questo mostro farmaceutico sponsorizza Associazioni, Federazioni, Fondazioni nazionali, europee e globali! Incentiva i medici e gli ospedali a scopo di produrre sempre più soldi con i vaccini. Guardate le Federazioni Globali delle malattie rare, autoimmune, HIV / AIDS, tumori, anziani, sclerosi multipla parkinson etc hanno tutte ricevuto finanziamenti!!! Noi diventiamo i loro pazienti a vita! ( L'articolo è stato creato dalla sottoscritta Laura Dana Popescu e le slide provengono dai siti ufficiali della Glaxo Smith Kline)

Italia:
Telethon
Dynamo Camp
Save the Children
Leggere per Crescere
AIPI Associazione Ipertensione Polmonare Italiana Onlus
AMIP Associazione Malati di Ipertensione Polmonare Onlus
A.N.I.Ma.S.S. Associazione Nazionale Italiana Malati di Sindrome di Sj¿ogren Onlus
Federanziani Senior Italia FederAnziani
Federasma e Allergie Onlus Federazione Italiana Pazienti
Gruppo LES Gruppo Italiano per la lotta contro il LES Onlus
UNIAMO Federazione Italiana Malattie Rare Onlus

Pan European:
Alzheimer Europe (AE)
Associazione Immunodeficienze Primitive (AIP)
European Federation of Allergy and Airways Disease Patients Association
European Institute of Womens Health
European Multiple Sclerosis Platform
European Organisation for Rare Diseases
European Parkinsons Disease Association
European Patients Forum
Global Alliance of Mental Illness Adocacy Networks
International Diabetes Federation
LUPUS EUROPE
Pulmonary Hypertension Association Europe

National European Groups:
Countries with websites:
Austria
Belgium
Bulgaria
Czech Republic
Denmark
Estonia
Finland
France
Germany
Greece
Ireland
Italy
Latvia
Lithuania
Netherlands
Norway
Poland
Portugal
Romania
Serbia
Slovak Republic
Slovenia
Spain
Sweden
Switzerland
Countries without websites:
Israel
Cyprus
Hungary
Malta
Portugal

UK
Asthma UK
British Lung Foundation
Bloodwise
Eczema Outreach Scotland
Epilepsy Scotland
Genetic Alliance UK
Herts Aid
Jo’s Cervical Cancer Trust
Melanoma UK
Meningitis Now
Meningitis Research Foundation
Parkinsons UK
Pulmonary Hypertension Association UK
Target Ovarian Cancer
WellChild

Emerging Markets and Australasia:
Agentina:
- Alua - Systemic Lupus Erythematosus (SLE) and supports SLE's
- Casa Angelman - Angelman disease
- FundEPOC - respiratory problems (COPD).
Australia:
- ViiV Healthcare - HIV Company
- Stiefel dermatology - global leader in the field of dermatology
Brazile Website
Canada Website
Cile: Chilean Association of Pulmonary Arterial Hypertension (HAPCHI)
Ecuoador: Ecuadorian association in favour of cancer Patients “Esperanza y Vida”
Hong Kong: The Hong Kong Asthma Society – Hong Kong
Korea:
- Korean Lupus Support Group
- Pulmonary Hypertension Association Korea (PYEISA)
Malaysia Website
Mexico:
- Programa Compañeros, A.C. – HIV / AIDS
- Ministerios de Amor, A.C.
New Zealand:
- ASTHMA NEW ZEALAND
- BODY POSITIVE NEW ZEALAND – HIV/ AIDS
- POSITIVE WOMEN – HIV/AIDS
Philippines: Bravehearts Coalition of the Philippines, Inc. (“Bravehearts”)
Russia: New Zealan Website
Taiwan: Russian Website
Thailand: The Foundation for the Deaf Under The Royal Patronage of Her Majesty The Queen
Turkey: Turkey Website
Ukraine: Down Syndrome Charitable Foundation

Global:
Confederation of Meningitis Organisations (CoMO)
International Alliance of Patient Organisations (IAPO)
International Brain Tumour Alliance (IBTA)
International Patient Organisation for Primary Immunodeficiencies (IPOPI)

L'immagine può contenere: schermoNessun testo alternativo automatico disponibile.Nessun testo alternativo automatico disponibile.L'immagine può contenere: 1 personaNessun testo alternativo automatico disponibile.

Complaint to the European Medicines Agency (EMA) over maladministration at the EMA
CLASS ACTION  COMPLAINT: VIOLATION OF CIVIL  RIGHTS AND CRIMINAL CONSPIRACY

La frase di Henry W Gadsden, direttore generale della multinazionale farmaceutica Merck tra il 1965 e il 1975 (durante la sua leadership i guadagni della Merck quadruplicarono):
Il nostro sogno è produrre farmaci per le persone sane, questo ci permetterebbe di vendere a chiunque”.
OGNI COMMENTO E’ VERAMENTE SUPERFLUO !

vedi anche: Conflitto di interesse + Conflitti di interesse PDF - 1 + Conflitti di interesse PDF - 2 + Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF + CDC - 1 + CDC - 2  + FDA + Conflitti di Interesse, business farmaci e vaccini + Conflitti di interesse dell'AIFA

vedi anche:
ISS + Ministero della salute + EMA  + CNR e Corruzione + Consenso Informato
+ Le case farmaceutiche ingannano i medici e questi danneggiano i malati + I medici sono una minaccia

Commento NdR:
Oggi sono ben noti i misfatti dell’industria farmaceutica, e sono solo  la punta dell’iceberg, ma nell’articolo non vengono tenuti in nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI  degli enti governativi  Italiani ed esteri, a “Tutela della Salute”;  dove sono stati, e dove sono ancora oggi questi enti che dovrebbero controllare con i loro laboratori, i farmaci ed anche i vaccini…..forse al bar a prendersi un caffe’….? ..e chiudendo tutti  i due occhi su queste azioni Criminali, cio’ significa che sono collusi con i produttori di farmaci e vaccini, ma significa anche che le case farmaceutiche hanno corrotto e/o immesso nei posti di potere di questi enti, i “loro” uomini affinche’ nascondessero e chiudessero i due occhi su questi CRIMINI contro l’Umanita’ …altro che HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in CONFRONTO a QUESTI CRIMINALI di OGGI !

Ritirato lo studio che esaminava le differenze nello stato di salute fra bambini vaccinati e non vaccinati - 2018
La censura della scienza non è un fatto nuovo. In Canada, ad esempio, hanno suscitato molte perplessità i vincoli governativi sempre più stringenti che impedivano agli scienziati di rendere note al pubblico le loro scoperte. La censura, nel suo complesso, è un problema costantemente sottostimato nella nostra società. L'elezione di Donald Trump ha certamente mostrato il fatto che i media mainstream riportano solo le narrazioni che vogliono farci vedere.

Nell'ultimo caso di censura scientifica, un articolo di una rivista scientifica è stato “rimosso,” ma solo dopo che i sostenitori dei vaccini hanno dichiarato che doveva essere eliminato. Lo studio, vedete, esaminava le differenze nello stato di salute fra bambini vaccinati e non vaccinati. I risultati indicavano che "i bambini vaccinati mostravano significativamente meno probabilità di ricevere diagnosi di varicella e pertosse rispetto ai non vaccinati, ma significativamente più probabilità di ammalarsi di polmonite, otite media, allergie e patologie del neurosviluppo - NDDs (definite come disturbo dello spettro autistico, sindrome da deficit di attenzione e iperattività, e/o  disturbo dell'apprendimento).”

Dalle segnalazioni delle madri, i ricercatori hanno scoperto che i bambini vaccinatierano più soggetti ad allergie e patologie del neurosviluppo (NDDs). Il team ha notato che anche dopo aver tenuto conto di altri fattori, la vaccinazione restava associata in modo rilevante alla presenza di patologie a carico del neurosviluppo, con una probabilità di ricevere una diagnosi di questo tipo quasi tre volte superiore rispetto al controllo. La combinazione di nascita pretermine e vaccinazione produceva un rischio persino maggiore di NDDs, aumentandone le possibilità di oltre sei volte. 

Nell'abstract, i ricercatori hanno scritto come conclusione: “In questo studio basato sui report delle madri, i vaccinati hanno avuto un tasso superiore di allergie e di patologie del neurosviluppo rispetto ai non vaccinati. La vaccinazione, ma non la nascita pretermine, è rimasta associata in modo significativo a questo tipo di malattie dopo aver tenuto conto di altri fattori. Tuttavia, la nascita pretermine combinata con la vaccinazione  era associata ad un aumento apparentemente sinergico nello sviluppo di NDDs. Sono necessarie ulteriori ricerche che coinvolgano campioni più ampi e indipendenti per verificare e comprendere queste scoperte inattese ed ottimizzare l'impatto dei vaccini sulla salute dei bambini.”

Baxter Dmitry di Investment Watch Blog sottolinea che questo studio è stato  “rimosso” dalla rivista Frontiers In Public Health. Normalmente, è ancora possibile vedere la copia cache nell'archivio di internet. Ma Baxter afferma che anche quella è stata cancellata, dichiarando “anche la copia cache disponibile nell'archivio di internet è stata rimossa, il che denota l'esistenza di una vera e propria campagna per evitare che il pubblico venga a conoscenza di questo studio.” Fortunatamente, è stato salvato uno screenshot dello studio prima che il tutto scomparisse per sempre da internet.

Prima di essere rimosso da internet, lo studio è stato sottoposto ad una enorme quantità controlli; a quanto pare in questo caso l'uso di sondaggi, che vengono ampiamente utilizzati per la raccolta dati - sarebbe in qualche modo viziato dal "biais" (forma di distorsione della valutazione causata dal pregiudizio, N.d.T.). Fra i più suggestivi commenti pubblici, “Questo studio è caratterizzato da carente progettazione, benché i risultati non  siano impossibili.  Esso si basa sui report spontanei delle madri, inducendo al biais,” e “Ecco un altro studio spazzatura sulla rivista Frontiers. Scienziati, smettetela di recensire/pubblicare qui.”
Non è certo la prima volta che uno studio che mostri i potenziali effetti nocivi dei vaccini viene ritirato da internet. A febbraio, la rivista Vaccine rimosse temporaneamente, e poi alla fine ritirò, uno studio che associava il vaccino contro il papillomavirus (HPV) a disturbi comportamentali nei topi.  

Pubblicare ricerche che contengono informazioni in conflitto con le narrazioni dei mass media, continua a mostrarsi un modo veloce e facile per trovarsi sulla lista nera della censura da parte dei media tradizionali.
Questo fatto sottolinea ancora una volta l’importanza della ricerca indipendente e dei media alternativi.
Fonti:
- http://www.activistpost.com/2016/12/vaccinated-versus-unvaccinated-children-2016-health-study-pulled-from-publication.html
- http://www.naturalblaze.com/2016/12/notable-study-on-vaccinated-vs-unvaccinated-children-pulled-from-web.html
- http://www.universityworldnews.com/article.php?story=20130625133943361
- https://vaccineimpact.com/2016/retracted-paper-linking-hpv-vaccine-to-behavioral-issues-republished/

Ex VICEPRESIDENTE PFIZER - dr. Peter Rost afferma su: "il malaffare farmaceutico"
"Le università, le istituzioni sanitarie e tutti coloro che ho incontrato quand'ero a capo di una casa farmaceutica, tutti vogliono soldi.
Nessuno ha soldi e tutti ne hanno bisogno. Il governo non ha soldi, le università non ne hanno.
Le uniche coi soldi, sono le grandi multinazionali e loro ne hanno tanto, e lo usano per esercitare influenza.
Il modo in cui viene fatto è il seguente: dai a queste istituzioni e organizzazioni delle donazioni per ricerche contro il cancro, per sviluppare insieme delle ricerche, sviluppi delle amicizie, ti assicuri che queste istituzioni siano in debito con te, e paghi i professori, i ricercatori e dottori direttamente o come Speaker, li fai andare in giro per il paese per parlare a conferenze, li paghi 1.000, 2.000 dollari al giorno, a volte di più...".
-
vedi video intervista su : http://www.infoautismo.it/radioautismo.org/watch.php?vid=39bdbae70
vedi: Corruzione

CONFLITTI D’INTERESSI nella RICERCA BIOMEDICA e nella PRATICA CLINICA  
Approvato nella Seduta Plenaria dell’8 Giugno 2006 - Italy
Presidenza del Consiglio dei Ministri COMITATO NAZIONALE per la BIOETICA:
vedi PDF tratto da: http://www.governo.it/bioetica/testi/Conflitti_interessi.pdf

vedi: Conflitto di interesse + Conflitti di interesse PDF - 1 + Conflitti di interesse PDF - 2 + Conflitti di Interesse, denuncia del Governo Ii - PDF + CDC - 1  + FDA + Conflitti di Interesse, business farmaci e vaccini
+ Conflitti di interesse dell'AIFA + Codice etico della ricerca Europea

US - Ricercatori, medici, che hanno scoperto le porcherie vaccinali e quelle dei farmaci sono stati UCCISI,
ecco le loro foto:

Sindrome infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai vaccini !
ASIA_Sindrome infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da:  http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo di sintomi, che i medici impreparati allopati chiamano erroneamente "malattie"....

Il mondo dorato dei vaccini. Chi finanzia gli studi e chi deve propagandarli - 05/11/2016
Ecco l'intervista integrale a Tom Jefferson, di Cochrane Vaccines Field, ASL, titolo articolo “Studi sui vaccini influenzali e finanziamenti”che spiega con chiarezza disarmante il mondo delle riviste scientifiche, l’affidabilità degli studi pubblicati ed efficacia e utilità dei vaccini antinfluenzali, gli stessi studi su cui la scienza medica affonda le sue certezze.
http://www.freedompress.cc/il-mondo-dorato-dei-vaccini-chi-finanzia-gli-studi-e-chi-deve-propagandarli/


Ecco come la FDA tutela la salute con i suoi controlli, ricerche e studi http://archinte.jamanetwork.com/article.aspx?articleid=2109848 
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013 
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista: 
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html


vedi anche: CNR e Corruzione + CDC e conflitti di interesse - 1 + CDC e conflitti di interesse - 2 + OMS + FDA + EMEA + Aifa +  Ministero della Sanita' + ISS + Ordini dei medici + Mafia sanitaria + Costituzione ROCKEFELLER SYNDICATE + Comparaggio farmaceutico + Psichiatria e frodi

CDC e Conflitti di interesse - 1 + CDC e Conflitti di interesse - 2 + CDC e Conflitti di interesse - 3 + Corruzione
CDC conflitti di interesse anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/

Informatore dei CDC CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli studi della correlazione VACCINO=AUTISMO

La maggior parte delle case farmaceutiche è stata fondata a meta-fine ottocento o primi del novecento. Inizialmente le nazioni trainanti in questo settore furono Svizzera, Germania ed Italia.
Nel novecento il concetto di scoperta scientifica si è fuso con quello di bene di consumo di massa, per cui la aziende farmaceutiche hanno imposto un nuovo modo di fare medicina pratica.


RICERCA DEVIATA ai MEDICINALI che MANTENGONO la MALATTIA CRONICA.
 INTERVISTA al PREMIO NOBEL per la  MEDICINA: RICHARD J. ROBERTS. - MEDITATE  e CONDIVIDETE !

 Il vincitore del Premio Nobel per la Medicina, Richard J.Roberts, denuncia il modo in cui operano le grandi
industrie farmaceutiche nel sistema capitalistico, anteponendo i benefici economici alla salute e rallentando lo sviluppo scientifico nella cura delle malattie perché guarire non è fruttuoso come la cronicità.

Visionate questo video, parla un'informatore farmaceutico, sul Business dei Farmaci e Vaccini
http://ildocumento.it/farmaci/il-business-farmaceutico-current.html
 

vedi anche:
ISS + Ministero della salute + EMA  + CNR e Corruzione + Consenso Informato
+ Ricerca nelle mani di Big Pharma + Riviste scientifico-mediche pilotate da Big Pharma + Universita', scuole di medicina e Big Pharma + CNR e Corruzione + Effetto aspettativa + Truffa delle riviste dette "scientifiche" + Miti della Scienza  + Miti dei Vaccini + Comparaggio farmaceutico + Le case farmaceutiche ingannano i medici e questi danneggiano i malati + I medici sono una minaccia

Commento NdR:
Oggi sono ben noti i misfatti dell’industria farmaceutica, e sono solo  la punta dell’iceberg, ma nell’articolo non vengono tenuti in nessuna considerazione i GRAVISSIMI MISFATTI  degli enti governativi  Italiani ed esteri, a “Tutela della Salute”;  dove sono stati, e dove sono ancora oggi questi enti che dovrebbero controllare con i loro laboratori, i farmaci ed anche i vaccini…..forse al bar a prendersi un caffe’….? ..e chiudendo tutti  i due occhi su queste azioni Criminali, cio’ significa che sono collusi con i produttori di farmaci e vaccini, ma significa anche che le case farmaceutiche hanno corrotto e/o immesso nei posti di potere di questi enti, i “loro” uomini affinche’ nascondessero e chiudessero i due occhi su questi CRIMINI contro l’Umanita’ …altro che HITLER….quello ERA un BRAVO RAGAZZO in CONFRONTO a QUESTI CRIMINALI di OGGI !

Qui trovate tutte le resistenze del produttore (Glaxo), ad esempio del Tamiflu, alla pubblicazione al pubblico dei trials del farmaco:
http://www.bmj.com/tamiflu

Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013 
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista: 
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html


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Non ne parla nessuno: una casta controlla la scienza
Le principali riviste scientifiche distorcono il processo scientifico e rappresentano una «tirannia» che va spezzata. Questo il giudizio del premio Nobel per la medicina 2013.
La denuncia è grave, a maggior ragione perché è la cosa che ha pensato di dire Randy Schekman al Guardian il giorno stesso in cui ha ricevuto il premio Nobel e quindi non solo nel momento più importante per la carriera di un ricercatore, ma anche nel momento di massima visibilità.
Ma non basta, la dichiarazione di Schekman era stata preceduta di un paio di giorni da quella di un altro autorevolissimo scienziato, Peter Higgs, notissimo teorizzatore del bosone di Higgs, che sempre al Gurdian aveva denunciato il sistema delle pubblicazioni scientifiche.
Ma se la dichiarazione di Schekman è clamorosa, altrettanto clamoroso è il silenzio con il quale è stata inghiottita dalle testate che si occupano di divulgazione scientifica, alcuni quotidiani le hanno almeno dedicato il “minimo sindacale” come Il Corriere della Sera “Schekman: «Le principali riviste scientifiche danneggiano la scienza»” (poco più che un trafiletto) e l’Unità “Il Nobel Shekman: “Boicottiamo Science e Nature”“, altri hanno però vistosamente dimenticato di pubblicarla. Ma ancor più vistosa è la “dimenticanza” da parte di soggetti che fanno della divulgazione scientifica il loro argomento centrale, non una parola sull’autorevole denuncia da parte delle solite testate comeLe Scienze, Oggiscienza, Query, Pikaia e perfino Focus e Ocasapiens, in genere così attente a difendere la buona scienza scegliendosi però bersagli comodi e banali come i creazionisti della Terra giovane o qualche stravagante di turno.
E allora per vedere commentato in modo decente quanto detto da Schekman dobbiamo andare suWired, un periodico che si occupa in genere di scienza tenendo conto delle sue implicazioni più ampie, per leggere un articolo intitolato “Il Nobel che vuole boicottare le riviste scientifiche“, che inizia con le seguenti parole

La scienza è a rischio: NON è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente.
Le principali riviste scientifiche internazionali – Nature, Cell e Science – sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.

L’accusa di “tirannia” lanciata da un neo premio Nobel dovrebbe in ogni caso meritare la massima attenzione, ma così come si usa fare per i critici di minore visibilità la tecnica è la stessa: ignorare per non dare visibilità alle idee. Ma Schekman aggiunge dell’altro, qualcosa che da sempre andiamo sostenendo:
Queste riviste, dice lo studioso, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni.
Ma il suo laboratorio (all’università di Berkeley in California) le boicotterà – ha detto al Guardian –, evitando di inviare alcun genere di ricerca. Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza. Almeno così la pensa il Nobel.
La scienza con le sue dichiarazioni è un’autorità tale da influenzare le scelte di governi e istituzioni, e se è manipolabile da parte di chi detiene il comando delle principali testate scientifiche è automaticamente vero che le affermazioni su temi sensibili possono essere orientate in base alle convenienze dei governi stessi o delle istituzioni. Le dichiarazioni di Schekman supportano dunque indirettamente che su temi come il Global warming, la "pandemia" H1N1, l’eugenetica e tutte le implicazioni della visione malthusiana dell’evoluzione, la possibilità di orientare gli studi in un senso “conveniente” è reale.

L’episodio della dichiarazione di Schekman mostra che però neanche per un Nobel per la medicina è facile denunciare i problemi della scienza, figurarsi per soggetti enormemente meno visibili.
La denuncia di Schekman rappresenta però un incentivo ad andare avanti per tutti coloro che ritengono la scienza una realtà preziosa che deve essere difesa dalle strumentalizzazioni e da qualsiasi tentativo di piegarne i risultati a vantaggio di interessi particolari.
By Edoardo Capuano -
 09 dicembre 2013
Fonte: enzopennetta.it

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“Truccate le foto delle cellule” -  Il prof. universitario sotto accusa - 16/10/2013
Il Pubblico ministero: ricerche sul cancro aggiustate al computer per ottenere fondi
Riguarda otto pubblicazioni prodotte fra il 2001 e il 2012 dal gruppo di lavoro del professor Alfredo Fusco, ordinario di patologia generale, direttore a Napoli dell’Istituto di endocrinologia e oncologia sperimentale del CNR, socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei e membro della commissione scientifica consultiva dell’Airc, da tempo impegnato sui meccanismi molecolari alla base di varie forme tumorali.
Ma anche fuori dal caso specifico (nel quale peraltro il professore passa ai suoi ricercatori la palla di eventuali falsificazioni di cui si dice ignaro), altri dettagli dell’indagine, sviluppata ora per competenza territoriale a Napoli dall’aggiunto Francesco Greco e dalla pm Stefania Buda, fanno intuire che il fenomeno è talmente ampio da aver creato un mercato per studi di computer grafica specializzati nel taroccare la visualizzazione di test «su richiesta di dipartimenti scientifici e laboratori di ricerca»: un fotografo ha messo a verbale che i ricercatori committenti “capita siano presenti e dirigano le operazioni (...)”, oppure “mandano un negativo e con foglio scritto a mano ci chiedono quali parti delle immagini isolare o spostare in posizione diversa dall’originale”.

C’è un doping fotoinformatico che trucca persino gli studi sulle malattie ?
Una inchiesta delle Procure di Milano e Napoli mostra come le immagini destinate a comprovare gli esiti di ricerche sul cancro, pubblicati da primarie riviste scientifiche e utilizzati per rafforzare il curriculum dei ricercatori in concorsi pubblici e per concorrere a finanziamenti erogati dall’Associazione italiana ricerca sul cancro (Airc), in alcuni casi sono stati manipolati al computer con uno sconcertante photoshop.
Il caso concreto all’esame della magistratura, segnalato dall’esposto di un biologo molecolare ricercatore del Cnr che ha trovato conferma nella consulenza informatica affidata dai pm milanesi Maurizio Romanelli, Francesco Cajani e Antonio D’Alessio al professor Sebastiano Battiato dell’Università di Catania, riguarda otto pubblicazioni prodotte fra il 2001 e il 2012 dal gruppo di lavoro del professor Alfredo Fusco, ordinario di patologia generale, direttore a Napoli dell’Istituto di endocrinologia e oncologia sperimentale del Cnr, socio corrispondente dell’Accademia dei Lincei e membro della commissione scientifica consultiva dell’Airc, da tempo impegnato sui meccanismi molecolari alla base di varie forme tumorali.
Nell’elettroforesi di gel si cerca l’assenza, presenza, collocazione o mutazione di proteine o geni ai quali si ipotizza possa essere associato l’insorgere di tumori. La consulenza informatica, però, svela che, per supportare quell’esito pubblicato dalle riviste scientifiche, nelle immagini rappresentative dei test sono state duplicate o ribaltate porzioni di immagini di proteine o di geni «scattate» in tutt’altri test. E quando sono stati perquisiti i laboratori di Fusco e di una ricercatrice del suo gruppo, Monica Fedele, nei «quaderni di laboratorio» dei singoli esperimenti non sono stati trovati gli originali delle immagini corrispondenti a quelle (manipolate) pubblicate negli articoli.
Un’altra teste ricercatrice ha confermato agli inquirenti il contesto di una mail ricevuta nel 2007 dalla collega ora indagata insieme al professore per le ipotesi di falso e di truffa, la quale all’epoca le scriveva: «Purtroppo il plasmide Atm, come temevamo, non è buono. Ho parlato di tutte le difficoltà con Alfredo (il professor Fusco, ndr ).
Siccome gli esperimenti che dovevo fare con questo plasmide sono essenzialmente controlli di esperimenti che tu hai già fatto e per il quale hai già fatto 1.000 controlli, lui si sente sicuro di quello che viene affermato nel paper e mi ha chiesto di modificare la figura aggiungendo quei controlli anche se di fatto non siamo riusciti a farli (...) Spero tu sia d’accordo perché altrimenti questo lavoro rischia di essere bruciato. Ho bisogno che mi invii le foto originali in un formato compatibile con Photoshop».
E la destinataria di questa mail si sfoga con un amico: «(...) In pratica se un esperimento riusciva una volta e dieci no, io dovevo decidere che andava bene lo stesso e pubblicare l’unica volta che era venuto bene come lo si voleva far venire! (...)».
In effetti la difesa degli indagati, con gli avvocati Arturo Froio e Gianfranco Mallardo, oltre a contestare la configurabilità della truffa sui finanziamenti Airc perché essi sarebbero legati al tema della ricerca proposta e non ai suoi risultati, ribadisce che comunque gli esperimenti sarebbero stati fatti davvero, e con quegli esiti reali: prospettazione che però non spiega perché mai allora si dovesse truccarne la rappresentazione.
Ma anche fuori dal caso specifico (nel quale peraltro il professore passa ai suoi ricercatori la palla di eventuali falsificazioni di cui si dice ignaro), altri dettagli dell’indagine, sviluppata ora per competenza territoriale a Napoli dall’aggiunto Francesco Greco e dalla pm Stefania Buda, fanno intuire che il fenomeno è talmente ampio da aver creato un mercato per studi di computer grafica specializzati nel taroccare la visualizzazione di test «su richiesta di dipartimenti scientifici e laboratori di ricerca»: un fotografo ha messo a verbale che i ricercatori committenti «capita siano presenti e dirigano le operazioni (...)», oppure «mandano un negativo e con foglio scritto a mano ci chiedono quali parti delle immagini isolare o spostare in posizione diversa dall’originale».
By Luigi Ferrarella - Tratto da: corriere.it

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Gli studi clinici finanziati dall'industria farmaceutica riportano un quadro più favorevole degli effetti di farmaci (vaccini compresi)  e dispositivi medici rispetto a quelli non sponsorizzati. Questa la conclusione (un po' come scoprire l'acqua calda!) di una revisione riportata nel nuovo numero della Cochrane Library, database che raccoglie tutte le revisioni sistematiche di Cochrane Collaboration.
I ricercatori hanno condotto una revisione sistematica di 48 studi che confrontavano farmaci e dispositivi medici con placebo o altri trattamenti su una vasta gamma di malattie e condizioni diverse, da malattie cardiovascolari a disturbi psichiatrici. E dalla ricerca è emerso che gli studi sponsorizzati dall' industria farmaceutica riportano maggiori benefici e minori effetti collaterali rispetto agli studi non sponsorizzati.
"I nostri risultati suggeriscono che gli studi su farmaci e dispositivi medici finanziati dall'industria sono più spesso favorevoli ai prodotti dello sponsor - spiega Andreas Lundh, ricercatore del Nordic Cochrane Centre, Rigshospitalet a Copenhagen (Danimarca) - Questi risultati supportano gli appelli della comunita' scientifica verso una maggiore trasparenza su come vengono condotti gli studi clinici, un migliore accesso alle informazioni e ai dati grezzi".
I ricercatori suggeriscono che le linee guida e le revisioni, incluse le revisioni sistematiche Cochrane, dovrebbero migliorare la trasparenza dichiarando la sponsorizzazione quando vengono riportati i risultati di studi finanziati dall'industria e considerando il finanziamento dall'industria farmaceutica un fattore che aumenta il rischio di distorsioni nello studio.
http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/14651858.MR000033.pub2/abstract;jsessionid=298C92D428924A3915D6CBE0329804F3.d01t01

Video, parla una biologa:

Medico falsifica i dati di una sperimentazione clinica e finisce in carcere.   
È la prima volta che scattano le manette a un ricercatore. Succede a Edimburgo, in Scozia. La notizia è riportata dal quotidiano inglese “The Independent” .
Steven Eaton, 47 anni, dipendente della filiale scozzese dell’azienda farmaceutica Usa, Aptuit, è stato condannato a tre mesi di carcere, in base alle leggi sulla sicurezza scientifica (Good laboratory practice), elaborate dall’Ocse, e poi recepite dall’Ue e dal Regno Unito.
Con la sua truffa Eaton ha messo a rischio malati di cancro, secondo l’accusa avrebbe infatti cambiato e alterato, per sei anni, i dati analitici necessari a determinare la concentrazione di farmaco da somministrare ai partecipanti allo studio clinico, per assicurare il successo della sperimentazione quando falliva.
Gli investigatori dell’Agenzia regolatoria sui farmaci e prodotti per la cura della salute (Mhra) hanno scoperto che Eaton, dal 2003, sceglieva quali dati riportare. “Con il suo comportamento – spiega Gerald Heddel, direttore degli ispettori dell’Mhra – ha influito direttamente sulla validità degli studi clinici, e ritardato l’arrivo sul mercato di diversi farmaci, tra cui uno per il trattamento della depressione. I motivi del suo gesto non sono chiari.
Questa condanna è un messaggio chiaro: non esiteremo a perseguire chiunque, con le sue azioni, può danneggiare la salute pubblica”. -
Tratto da: blog.ilgiornale.it

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Per essere pubblicati sulle cosiddette riviste “accreditate”, gli studi devono poter essere riprodotti, e i dati grezzi e le procedure degli esperimenti resi noti. Ma le regole sono rispettate raramente, solo nel 10 % degli studi pubblicati !
Se si vuole pubblicare uno studio di biologia molecolare su una delle maggiori riviste scientifiche - del calibro di “Nature”, “Science”, “The Lancet” - da due anni a questa parte è necessario condividere gli ingredienti e rivelare la ricetta: immettere cioè in un database pubblico i dati grezzi e le procedure che hanno portato ai risultati.
Quindi, grazie a queste informazioni, tutti gli ultimi studi pubblicati sono virtualmente ripetibili. “Bene, proviamo”, si è detto John Ioannidis della School of Medicine dell’Università di Ioannina (Grecia) insieme a un gruppo internazionale di ricercatori: “Prendiamo 18 studi in uno dei campi più all'avanguardia della ricerca - lo studio dell’espressione genica tramite microarray - pubblicati tra il 2005 e il 2006 su “Nature Genetics”, e vediamo per quanti potremmo davvero ottenere gli stessi risultati”. Risposta: due.
Degli altri, sei possono essere riprodotti solo in parte o con discrepanze, e dieci non sono riproducibili a causa della mancanza o dell’inesattezza dei dati.


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Negli studi molto ampi e complessi i risultati che si ottengono spesso dipendono dagli interessi economici che ci sono in gioco. Questi studi difatti possono essere effettuati solo da grandi organizzazioni che hanno il potere di pilotare i dati e i risultati secondo la propria convenienza.
La Considerazione o meno di alcuni parametri piuttosto che di altri, il restringimento o l'ampliamento delle condizioni iniziali, lo spostamento o la fissazione degli elementi in gioco, o altro ancora, fanno parte di tutto quel bagaglio statistico che è in grado, a mo' di elastico, di produrre qualsiasi risultato statistico di cui si necessita.
In questo stato di cose, è chiaro che chi ha più denaro può dire quello che vuole e far passare per vere o efficaci anche cose palesemente false e fallimentari.

Un esempio (English) - in sintesi: falsita' sul Tamiflu ed antivirali oltre al fatto che anche la Roche effettua delle frodi nei suoi studi che sono falsificati !
When it comes to selling chemicals that claim to treat H1N1 swine flu, the pharmaceutical industry's options are limited to two: Vaccines and anti-virals.
The most popular anti-viral, by far, is Tamiflu, a drug that's actually derived from a Traditional Chinese Medicine herb called star anise, but Tamiflu is no herb.
It's a potentially fatal concentration of isolated chemical components that have essentially been bio-pirated from Chinese medicine. And when you isolate and concentrate specific chemicals in these herbs, you lose the value (and safety) of full-spectrum herbal medicine.
That didn't stop Tamiflu's maker, Roche, from trying to find a multi-billion-dollar market for its drug. In order to tap into that market, however, Roche needed to drum up some evidence that Tamiflu was both safe and effective.

Roche engages in science fraud
Roche claims there are ten studies providing Tamiflu is both safe and effective. According to the company, Tamiflu has all sorts of benefits, including a 61% reduction in hospital admissions by people who catch the flu and then get put on Tamiflu.
The problem with these claims is that they aren't true. They were simply invented by Roche.
A groundbreaking article recently published in the British Medical Journal accuses Roche of misleading governments and physicians over the benefits of Tamiflu. Out of the ten studies cited by Roche, it turns out, only two were ever published in science journals. And where is the original data from those two studies? Lost.
The data has disappeared. Files were discarded. The researcher of one study says he never even saw the data. Roche took care of all that, he explains.
So the Cochrane Collaboration, tasked with reviewing the data behind Tamiflu, decided to investigate. After repeated requests to Roche for the original study data, they remained stonewalled. The only complete data set they received was from an unpublished study of 1,447 adults which showed that Tamiflu was no better than placebo. Data from the studies that claimed Tamiflu was effective was apparently lost forever.

As The Atlantic reports, that's when former employees of Adis International (essentially a Big Pharma P.R. company) shocked the medical world by announcing they had been hired to ghost-write the studies for Roche.

It gets even better: These researchers were told what to write by Roche !
As one of these ghostwriters told the British Medical Journal: "The Tamiflu accounts had a list of key messages that you had to get in. It was run by the [Roche] marketing department and you were answerable to them. In the introduction ...I had to say what a big problem influenza is. I'd also have to come to the conclusion that Tamiflu was the answer."
In other words, the Roche marketing department ran the science and told researchers what conclusions to draw from the clinical trials. Researchers hired to conduct the science were controlled by the marketing puppeteers. No matter what they found in the science, they had already been directed to reach to conclusion that "Tamiflu was the answer."
Now, I don't know about you, but where I come from, we call this "science fraud." And as numerous NaturalNews investigations have revealed, this appears to be the status quo in the pharmaceutical industry.
Virtually none of the "science" conducted by drug companies can be trusted at all because it really isn't science in the first place. It's just propaganda being dressed up to look like science.
Sadly, even the CDC has been fooled by this clinical trial con. As stated by author Shannon Brownlee in The Atlantic:
The Truth about Tamiflu: http://www.theatlantic.com/doc/200912u/tamiflu
Tratto da: naturalnews.com

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Ecco cosa afferma il dott. F. Franchi:
"Il più grande ostacolo al progresso della scienza è il monopolio che ne fanno gli esperti, tra i quali si crea una rete (il cosiddetto establishment) che controlla i fondi per la ricerca, le pubblicazioni, gli incarichi accademici, le royalities per i test ed i farmaci, e mira a mantenere la sua posizione dominante di successo evitando per quanto possibile che altre idee, altre soluzioni, altre teorie possano filtrare scalzando le loro.
La censura c’è, e mentre una volta i "dissidenti" venivano fisicamente eliminati, oggigiorno lo stesso effetto viene ottenuto escludendoli dal circuito scientifico e mediatico che conta. Viene incoraggiata la raccolta di dati, una massa di dati sempre crescente, mentre scoraggiata è la loro elaborazione critica".
Tratto da: http://www.dissensomedico.it 


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CONFLITTI di INTERESSE - Se la trasparenza è optional
Nelle pubblicazioni sui dispositivi coronarici, otto volte su dieci i ricercatori nascondono i rapporti con l’industria farmaceutica. L'indagine su Plos One
vedi: http://www.galileonet.it/news/9943/se-la-trasparenza-e-optional

vedi: Limiti della Ricerca  + Ricerca nelle mai dell'Industria - 1 +  Ricerca nelle mani dell'Industria - 2

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Scorrettezze etiche per ottenere più finanziamenti.
Un terzo degli scienziati Imbroglia…..
Un editoriale, pubblicato su Nature, intitolato "I cattivi comportamenti degli scienziati", rivela allarmanti notizie sul mondo scientifico.
L'inchiesta è stata condotta dai National
Institutes of Health su 3.600 ricercatori e 4.160 borsisti. Circa il 50% ha risposto ad una serie di domande che ha messo in luce comportamenti preoccupanti: per esempio, lo 0,3% ha affermato di avere falsificato i dati o di averli inventati e il 15,5% ha modificato la linea e la metodologia di ricerca per accontentare chi finanziava lo studio.
In totale, circa il
33% di coloro che hanno risposto alle domande ha avuto una  condotta sleale.
http://www.aboutpharma.il/notizia.asp?id-86l9


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Ecco un esempio di come vengono condotte molte ricerche scientifiche e come vengono gestite le relative pubblicazioni.
Ma chi ci dice che non ci siano pubblicazioni truccate alla base di farmaci, Vaccini e terapie ufficiali ?
Alla gente interessa sapere in che mani siamo.....

Video su: ATTENTI alle Bufale degli "Studi Scientifici":
http://www.pensiero.it/catalogo/scheda.asp?IDPubblicazione=475

Chi lavora alla sintesi delle prove scientifiche si è reso conto che la maggior parte di ciò che si legge e si dice nella scienza biomedica è di dubbia qualità. Frutto di un gioco sporco.
Vi proponiamo una serie di video-pillole per minimizzare il rischio di bufale, per imparare a riconoscere le bufale e per difendersi da esse.

Introduzione
La presentazione di Tom Jefferson: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_intro.html
"Bufala spotting": come diventare famosi in modo disonesto - Il mio Impact Factor è più grosso del tuo:
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v1.html
Come "imbottire" il proprio Impact Factor: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v2.html
Esistono metodi alternativi al numero di citazioni per valutare l'IF ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v3.html
Che relazione c'è tra l'IF e la qualità del lavoro scientifico ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v4.html

La frode scientifica
Esiste il reato di frode scientifica ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v5.html
Il caso del BMJ http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v6.html

Chi controlla i controllori ?
http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v7.html

Studi, revisioni, riviste: come valutarli ?
Impressione clinica vs risultati di uno studio: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v8.html
Le revisioni sistematiche e le metanalisi: come valutare ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v9.html
Un abstract chiaro è garanzia di qualità di uno studio ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v10.html
"Lifting" di un articolo in equilibrio tra forma e sostanza: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v11.html
Che percentuale di bufale c'è sulle riviste scientifiche ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v12.html

Referee, editor, lettere e...lifting
Le bufale degli editor o dei Refeere ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v13.html
Referee in cieco: che senso ha ?: http://www.attentiallebufale.it/qualita/pillole_v14.html

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Ma quale ricerca scientifica  !  
«Le case farmaceutiche si sono trasformate in imperi commerciali capaci di vendere antidepressivi..., antidolorifici... e farmaci anticolesterolo... con gli stessi metodi utilizzati da Coca Cola o per vendere il Dash... Vendere farmaci, anziché scoprirli, è diventata l'ossessione dell'industria farmaceutica». Questo uno dei passi più incisivi dell'introduzione del libro della Petersen (pagina14).
Emerge, clamorosa, un'anomalia: che senso ha indirizzare una pubblicità così intensiva verso il malato ?
Questi viene considerato persona da curare o cliente da allettare? Appare moralmente lecita una politica simile e la parallela indifferenza delle autorità ? E poi: visto che incidono fortemente sul prezzo, quanto costano al cittadino le spese promozionali delle case farmaceutiche ?
Sono domande che tutti dobbiamo cominciare a porci, per sapere che fiducia possiamo dare a costoro, ai loro prodotti, a coloro che li prescrivono. Inoltre occorre riflettere su un'altra stranezza, e cioè la doppia pubblicità: quella rivolta ai medici e quella al cittadino. Un assedio opprimente che negli USA ha raggiunto livelli inimmaginabili e da noi si sta preparando a diventarlo, come facilmente ravvisabile nel recente incremento della pubblicità farmaceutica sui nostri teleschermi.

Tra il 1995 ed il 2000 gli impiegati addetti all'attività di marketing nelle aziende farmaceutiche statunitensi erano cresciuti del 59%, mentre gli addetti alla ricerca ed allo sviluppo dei farmaci erano diminuiti del 2%: i promotori avevano così raggiunto le 87.210 unità contro le 48.527 dei tecnici. Nel 2004 il boom: sono stati assunti negli Stati Uniti 101.000 informatori farmaceutici che visitano il medico portando una «pioggia di omaggi e denaro contante» (opera citata, pagina 19). E' ovvio che dal medico ci si aspetta riconoscenza, sotto forma di prescrizione di farmaci.
Questa tendenza si era fatta evidente già dal finire degli anni '70, ma, come osservò il dottor Steven N. Wiggins, docente di Economia presso un rinomato ateneo americano, «i ricercatori avevano cominciato a perdere la loro influenza all'interno delle grandi società farmaceutiche già alla fine degli anni sessanta».
Pierre Simon, ricercatore universitario prima, responsabile della ricerca presso la francese Sanofi poi, dichiarò allo storico della medicina David Healy: «All'inizio l'industria farmaceutica era in mano ai chimici. Ora appartiene a persone che hanno un master in Business Administration o qualcosa del genere, gente che potrebbe dirigere allo stesso modo Renault, Volvo o qualsiasi altra società. Bisogna vedere la quantità di denaro che il settore farmaceutico spende per condurre ricerche su farmaci-fotocopia, la cui efficacia a volte è minore. Parliamo di utilizzare il 70-90% di tutto il denaro destinato alla ricerca per finalità che esulano dall'innovazione. E' uno spreco di denaro terribile».

Ma torniamo alla foglia di fico dei costi della ricerca.
Questi sono assai contenuti - ammettendo per un istante che si intenda fare davvero ricerca scientifica - ed inferiori ai costi vivi che, comprensivi di oneri di acquisto delle materie prime, spese di produzione e confezionamento, raramente superano il 10% del totale. A questo punto è opportuno approfondire la natura del marketing e dell'attività promozionale.
Cominciamo con le... quisquilie.
Gli esponenti della Tap Pharmaceutical Products - si tratta solo di un esempio emblematico di costumi più sistematici che diffusi – facevano omaggio di televisori, videoregistratori e biglietti per spettacoli a Broadway ai medici che prescrivevano una loro specialità. Se un medico doveva trasferire il proprio studio, ecco arrivare con fulminea tempestività i rappresentanti della ditta con un assegno rotondo; se voleva incrementare le proprie entrate, non mancava l'affettuosa offerta di consulenza gratuita, fornita da esperti che ordinariamente chiedevano onorari anche di 25.000 dollari.

La tolleranza di pratiche di dubbia correttezza e legalità ha poi portato alla mancanza di quel minimo di ipocrita decenza che solitamente costituisce il belletto dei disonesti di marca. Ci riferiamo a molti congressi scientifici (sic), che assomigliano molto di più a fiere e a saghe paesane che a convegni: poco ci manca che,
aggirandosi per le sedi di questi coacervi di intellighenzia scientifica, non si venga avvolti dall'acre fumo di porchetta rosolata o dal dolciastro aroma dei fusi di zucchero filato, mentre concionatori dalla lingua sciolta magnificano le virtù dell'ultima padella antiaderente o di un avveniristico sbucciapatate. E non si tratta certo di cose nuove. Già all'inizio degli anni cinquanta un docente universitario, amico del professor Luigi Di Bella, riferendosi all'ambiente osservato in un congresso, gli scriveva sdegnato:
«... Le case farmaceutiche premono per esporre le loro bancarelle». Ma, bancarelle a parte, migliaia di medici e papaveri accademici, una volta salvate le convenienze con fugaci apparizioni nelle sedi congressuali, di giorno si crogiolano al sole di scientificissime spiagge tropicali, dedicandosi col vespro all'estatica degustazione di ostriche fresche e rosee aragoste innaffiate da champagne francese d'annata; per ritemprare infine le esauste mandibole riposando, da soli o con accompagnatrici congressuali, in magnifiche suite di alberghi a cinque stelle, totalmente spesati dal grande cuore e dall'ancor più capace portafogli degli industriali farmaceutici.
Questa è prassi corrente, non episodica forzosamente generalizzata.
Avete qualche perplessità o dubbio? Dirimiamoli insieme affidandoci ad uno degli innumerevoli episodi a suffragio, preso a caso.

Miami Beach, 2004: si tiene un convegno formativo di dermatologia. I partecipanti possono godere il panorama marino dalle finestre di un lussuoso hotel che si affaccia sulla South Beach. Il depliant consegnato ai congressisti-bagnanti recita:
«Per cominciare, avrete l'occasione di farvi fotografare insieme a numerosi pappagalli esotici. Nel corso del ricevimento, un illusionista girerà tra la folla, sorprendendo gli invitati con i suoi trucchi strabilianti, mentre un gruppo di acrobati vi lascerà senza fiato con uno spettacolo assolutamente incredibile! Potrete servirvi ad un ricco buffet con cibo e cocktail locali, da gustare sulle note di una tipica orchestra da spiaggia e delle sue canzoni. Naturalmente, la pista da ballo è a vostra disposizione».

Si riempirebbero più libri che pagine di esempi sconfortanti e – si badi bene - non tratti da semplici indiscrezioni o testimonianze sporadiche, ma da documenti di rango assoluto. Nel corso di lavori di una apposita commissione al Senato americano furono verbalizzati episodi vergognosi e generalizzati. Basti quello costituito dall'operato della American Home Products, una grossa casa farmaceutica del New Jersey, che da poco aveva ottenuto l'approvazione di un suo prodotto, l'Inderal LA, versione fotocopiata di un farmaco  ideato vent'anni prima. I medici che prescrivevano l'Inderal a cinquanta pazienti, compilavano un modulino fornito loro dalla American H.P. ed ottenevano subito un volo gratuito della American Airlines per qualsiasi città del Paese.
La Roche, per non esser da meno, offriva 1.200 $ ai medici che prescrivevano il Rocephin ad almeno 20 pazienti, mentre la Sandoz spediva assegni da 100$ a qualunque medico accettasse semplicemente di leggere un articolo di un paio di pagine dove si magnificavano i risultati di un proprio farmaco per la cura della psoriasi (risultato poi inefficace ed estremamente tossico).

I rapporti con emittenti TV e la stampa risultano descritti nei verbali di un'apposita commissione, prima presieduta dal senatore Kennedy. Per dribblare i pur platonici controlli della FDA, le case farmaceutiche fornivano alle televisioni filmati per promuovere i loro prodotti, abilmente presentati come fossero stati realizzati dai giornalisti delle emittenti. Lasciamo la parola alla Petersen: «Negli spezzoni dei filmati comparivano spesso medici dalla parlantina forbita, pazienti riconoscenti e grafici complessi elaborati a computer. I copioni distribuiti insieme ai filmati contenevano suggerimenti destinati ai giornalisti di studio su come presentare la notizia, quali domande porre e come concludere il servizio per farlo apparire come un fatto vero».

Aggiungiamo che noi italiani - oggi ridotti a mimi/imitatori dei costumi stranieri - ci apprestiamo ad adottare questo stile pubblicitario, che sta infettando anche altre categorie di produttori.
Cominciano quindi ad affacciarsi yoghurt che diminuiscono del 43% (non un 40% o 45%...) la stipsi, o colluttori che in un mese riducono del 31% (assai più incisivo di un prosaico 30%) la carie, e così via.
Hanno imparato come far cantare la stonata sirena delle statistiche che, per cifre spezzate, appaiono molto più scientifiche, frutto di meticolosissime indagini: più o meno sulla falsariga di quelle delle virtuali guarigioni dal cancro.

Non siamo giunti comunque al vero cuore del problema. Fin qui abbiamo passato in rassegna esempi di malcostume, scorrettezza, assenza di etica professionale: che ci sono stati, ci sono e ci saranno sempre.
La gravità inaudita, eversiva, riguarda questa Grande Piovra che allunga i suoi viscidi tentacoli dovunque, obnubila con la nuvola nera del suo secreto, avvelena, corrompe, dissolve ogni argine eretto a
difesa della salute e della civiltà. Non esagerazione maniacale, ma palese e concreta evidenza originano queste righe.

Marcia Angell: «Un recente sondaggio ha rilevato che circa i due terzi dei centri medici accademici hanno rilevanti partecipazioni nelle aziende che sponsorizzano la ricerca all'interno della stessa istituzione. Una inchiesta sul settore universitario medico ha scoperto che i due terzi dei cattedratici dovevano il loro incarico alle aziende farmaceutiche e che i tre quinti avevano ricevuto da queste incarichi personali».

M. Petersen: «La tragedia non sta nei medicinali, ma nel marketing e nel potere senza precedenti che queste società attualmente detengono sulla pratica medica».

R. Moynihan: «Le case farmaceutiche hanno generosamente sovvenzionato. ospedali, università, scuole di medicina, associazioni mediche, agenzie governative e praticamente qualunque organizzazione desiderassero avere a fianco».

E, come non bastasse: «Dato che le aziende farmaceutiche pretendono, come condizione per erogare un finanziamento, di essere capillarmente coinvolte in tutti gli aspetti della ricerca che sponsorizzano, è facile per loro introdurre falsificazioni dirette a far apparire i loro farmaci migliori e più sicuri di quel che sono. Prima del 1980 veniva data ai ricercatori universitari una totale autonomia nella conduzione dei lavori, ma ora le case farmaceutiche impiegano spesso i loro dipendenti ed i loro agenti nel progettare gli studi, eseguire i test, scrivere i lavori, e decidere se e in quale forma pubblicare i risultati. Talvolta le facoltà mediche procurano ricercatori che sono poco più che manovali, per cui l'arruolamento di pazienti e la raccolta dei dati seguono le direttive dell'azienda. In considerazione di un controllo simile e dei conflitti di interesse che permeano la ricerca, non c'è da meravigliarsi che i risultati negativi degli studi sponsorizzati dalle case farmaceutiche (e pubblicati su riviste scientifiche a loro tornaconto), non vengano in gran parte resi noti, mentre la pubblicazione di quelli positivi venga riproposta in altri lavori appena variati nella forma; oppure che quelli negativi vengano presentati come positivi. Per fare un esempio, un controllo su 74 studi clinici relativi ad antidepressivi, ha svelato che 37 su 38 risultati positivi siano stati pubblicati, ma 36 dei 37 negativi o sono stati occultati o pubblicati spacciandoli per positivi. Non è poi raro che un documento pubblicato focalizzi l'attenzione sull'effetto secondario che sembra più favorevole».

Il sunto drammatico della situazione può rintracciarsi nel discorso di apertura tenuto dal dottor Erling Refsum, esponente della Nomura International, nel corso del quale egli disse fra l'altro: «Le grandi case farmaceutiche si fondano ormai sulla finanza. Ciò che fanno non ha nulla a che spartire con la ricerca, ma ruota intorno al calcolo degli utili per azioni ed alla soddisfazione delle aspettative degli azionisti. Scoprire nuovi farmaci non interessa a queste società, perché per loro ciò che stanno realmente vendendo non ha la minima rilevanza. L'importante è guadagnare» (Life Sciences, Università del Michigan, 8 febbraio 2002.
Il video del discorso è disponibile su: www.zli.bus.umich.edu/events_programs/featured_event.asp).

Ancor più esplicito il lapidario responso rilasciato nel corso di un'intervista del 2003 da Alex Hittle, analista di A.G. Edwards: «Circola una battuta secondo cui si rischiano due possibili disastri, quando si fanno dei test clinici. Il primo è uccidere le persone, il secondo guarirle» (International Herald Tribune, 1 marzo 2003).
Eccovi presentata la tanto reclamizzata e dogmatizzata EBM (Evidence-Based Medicine). Le ovvie, incontestabili conclusioni di questa esasperata ed esasperante colonizzazione le trarremo nella chiusura di questo scritto, avvilita ceralacca che suggella una disamina mai condotta dai mezzi di informazione, specie nostrani, senza giri di parole, distrazioni e lacune omertose.
Conclusione: poiché sul prezzo del farmaco incidono marginalmente i costi vivi, in misura prevalente quelli di marketing e penetrazione in ogni tessuto sociale ed istituzionale, noi contribuenti siamo forzatamente costretti a pagare il sovvenzionamento della corruzione!!!
Come osserva la Petersen, «Mentre i pazienti si ritrovano con le tasche vuote, i produttori di farmaci nuotano nell'oro».

§ 2. Inventare malattie
»Persino ai cani viene somministrato il Prozac se abbaiano troppo alla luna». Come prologo non ci sembra male.
Ma, psicofarmaci a parte, potremo constatare come non vi sia funzione dell'organismo o parte del corpo sulle quali non si sia sbizzarrita la rapace fantasia dei mercanti di pillole. Fantasia, a dire il vero, bolsa e un po' ammuffita, dato che noi italiani, meno ingenui e più smaliziati degli americani, tendiamo - se stiamo bene - a sorriderne, condendo l'ilarità con qualche salace battutaccia toscaneggiante. Il guaio è che quando si accusa qualche problema di salute, sopravalutato o sottovalutato che sia, il senso critico (e quello dell'umorismo) di qualsiasi persona si appanna e rende tutti potenziali prede di queste poiane che planano su di noi, lente e pazienti - sapete - pronte a focalizzare il primo segno di malessere, la prima smorfia che ci storce la bocca e scendere in picchiata sulla nostra salute ed il nostro portafogli.

Dato che l'assurdità (ed a volte la ridicolaggine) di certa neo-diagnostica è difficile da camuffare, si ricorre ad uno stratagemma di sicura presa, efficace quando certe magniloquenti nomenclature fanno cilecca: gli acronimi. Papale papale, ecco l'opinione della Petersen: «Per inventare nuove malattie o ingigantire le preesistenti, le aziende affibbiano loro denominazioni altisonanti attraverso acronimi». Se poi questi sono desunti dall'americano... meglio ancora. Sa di arcano, sa di importante, sa di vero...
Se una persona semplice ascolta un critico d'arte (altro velo pietoso) magnificare una crosta sfregiata da segni inconcludenti - una di quelle solenni porcherie a caro prezzo che deturpano pareti di case e
di gallerie d'arte contemporanea (e che uno scimpanzè riuscirebbe a dipingere probabilmente meglio,... pardon., meno peggio del divino) - tra un parolone e l'altro si convincerà di chissà quali criptici valori celati nel brutalizzato rettangolo di tela. Ammetterete che analoghe sciocchezze recitate da qualche ieratico personaggio dal camice bianco immacolato ed appena stirato, bene impomatato e pettinato da abili truccatori, che spari disinvolto tutta una serie di neopatologie con impeccabile pronuncia, ha buone probabilità di far presa sul pubblico più ingenuo: quasi intimorito perfino all'impulso di chiedersi «ma che è 'sta roba ?».

Cerchiamo quindi di rimanere seri e iniziamo il carosello.
Nel 2003 Vince Parry, esperto di marchi farmaceutici, scrisse su una rivista scientifica che la capacità di creare nuove malattie aveva toccato «. livelli di sofisticazione mai raggiunti prima». Non si tratta infatti di un disegno inedito, ma solo di un'esasperazione di tendenze manifestatesi agli albori dell'industrialismo farmaceutico.

- L'alitosi. Alias: alito cattivo eretto a condizione patologica. Siamo agli inizi degli anni venti, quando il colosso farmaceutico Warner-Lambert fa questa pensata per aumentare le vendite di un proprio farmaco, ovviamente inefficace a risolvere un problema che, una volta curata l'igiene dentale oppure rinunciando a strapazzare il proprio fegato, magari sparirebbe: il Listerine. Risultato: la Warner riesce a vendere un quantitativo di Listerine 40 volte superiore a quello ante alitosi ! Fu creato anche uno slogan, emblematico del tempo, che evidentemente fece presa, soprattutto sulle donne americane: «Messaggio per 5 milioni di donne in cerca di marito: com'è il vostro alito oggi ?». Un semplice esempio, ma valido per completare, anche storicamente, questa rassegna. Ma ora proseguiamo con l'attualità.

- GERD. Siete curiosi di sapere di che diavolo si tratti? E' l'acronimo di sindrome gastro-esofagea da reflusso. Detta così, una cosa importante. Tolti gli orpelli si riduce al bruciore di stomaco.
Ma dire sono affetto da sindrome gastro-esofagea da reflusso è tutt'altra cosa del plebeo ho bruciore di stomaco. E caspita, c'è di mezzo l'autorevolezza del malato! Ed il problema, che un coscienzioso medico di famiglia risolverebbe con un opportuno regime dietetico e un po' di bicarbonato, si trasforma in un caso da indagare con carrettate di analisi, -s copìe varie, indagini di ogni genere. Inutili, quando non potenzialmente dannose, e costose: per le casse dello Stato, la collettività ed il paziente dal ruttino allo zolfo. Ma remunerative per altri.
Autori ben più autorevoli di noi la pensano alla stessa maniera: «... pillole, iniezioni o interventi chirurgici possono anche provocare più danni della malattia stessa. Persino gli esami. con aghi, endoscopie, TAC e radiazioni possono danneggiare la salute». E' mai ammissibile la frequenza con la quale vengono effettuate, in particolare, colonscopie, rettoscopie, gastroscopie, per giunta con immotivate, frequenti (e pericolose) biopsie ? Ma la semeiotica e l'esame obiettivo, dove sono finiti ?
Per decenza, evitiamo di rivelarlo.

Torniamo ora alla genesi dello Gerd. Sigla che si deve ad un ragioniere. Inutile strabuzzare gli occhi: è così. Paul Girolami era entrato in Glaxo come contabile ed aveva fatto carriera, divenendo direttore nel 1980. All'uscita dello Zantac, prodotto antiulcera assai noto e diffuso, Girolami considerò che gli americani sono appassionati consumatori di pizza (la loro pizza... s'intende), patatine fritte, hot dog, pollo fritto, porcherie assortite ed altri cibi spacca-stomaco: di conseguenza, trasformare i bruciori e l'acidità di stomaco in una malattia acuta e cronica e presentare un farmaco come specificamente studiato per curare il Gastroesophageal Reflux Desease poteva riempire d'oro la Glaxo.
Una ricerca statistica, commissionata alla società Gallup, rivelò che il 44% della popolazione statunitense accusava ogni mese bruciori di stomaco: senza perdere tempo venne varata una campagna pubblicitaria titolata «Bruciori di stomaco in tutta l'America» ! Girolami non amava fare le cose a metà, per cui la Glaxo assoldò l'attrice Nancy Walker perché raccontasse che dopo inenarrabili peripezie causate dai suoi riflussi acidi aveva risolto il problema con lo Zantac.
 I dirigenti Glaxo fecero anche di più: crearono L'Institute for Digestive Health, allo scopo di incapsulare le fregole commerciali sotto il manto di un'istituzione presentata quale autorevole ed autonomo ente accademico-scientifico. Ai margini di questa offensiva, supportata da risorse evocanti la campagna di Guadalcanal, una talea del Gerd. Uno degli accademici pagati da Glaxo, Donald O. Castell, primario di gastroenterologia, raccontò nel 1989 al New York Times che la casa farmaceutica gli aveva dato 15.000 $ per condurre uno studio: val la pena approfondire. Lo studio consisteva nel reclutare una dozzina di podisti, far mangiare loro cornflakes, latte, una banana e succo d'arancia, seguìti da una compressa di Zantac, e mandarli a correre.
Ebbene, il farmaco somministrato preventivamente scongiurava il... riflusso del corridore, neopatologia marcata anch'essa Glaxo. La sensazionale notizia venne diffusa in tutto il mondo grazie ad un'agenzia ingaggiata allo scopo, la Ketchum Communications.

Glaxo divenne la più grossa casa farmaceutica britannica, la regina Elisabetta nominò baronetto Girolami, e la stessa Glaxo, grata e commossa, commissionò una statua in bronzo (tutta in bronzo, non solo il viso) ad uno scultore di fama: l'effigie di Sir Paul Girolami troneggia oggi nel quartier generale della società. Sic transit gloria mundi.

- DE. Un acronimo di due lettere risulta particolarmente incisivo. Andiamo allo sviluppo: Disfunzione Erettile! Un problema fisiologico per uomini di una certa età, patologico se si manifesta precocemente.
Le cause - si sa - possono essere tante e, come bisognerebbe fare sempre prima di azzardarsi a prescrivere qualsiasi farmaco, occorrerebbe decifrarle con precisione, senza limitarsi alla pur imbarazzante sintomatologia. Ma di solito ci si accontenta di qualche rapida descrizione, fatta ad occhi bassi, per diagnosticare una DE e, seguendo diligentemente le linee-guida, prescrivere il farmaco block-buster (campione d'incassi) a ciò deputato. Ci occuperemo più avanti di questa categoria di prodotti e del loro retroterra economico.

- PMMD. Qui voliamo verso l'empireo: siamo di fronte alla sindrome premestruale. Che cos'è? Tutte le donne (ed i loro partner), sanno bene come i disturbi che precedono ed accompagnano il flusso mestruale, dal menarca alla menopausa, siano antipatici, alterino l'umore ed incrementino l'irritabilità. E' un fenomeno fisiologico, prima ancora che psicologico, le cui cause sono state individuate da tempo e dovrebbero essere conosciute da qualsiasi studente di medicina. Ma la fisiologia è nemica del profitto delle vendite: tale considerazione ha portato (anche) a coniare il PMMD.

Già negli anni sessanta si era iniziato a parlare di SPM (Sindrome Premestruale), volendo riunire una serie di sintomatologie psicologiche e fisiche (tra le quali la ritenzione idrica) che accomunavano molte donne, senza volerne forzare l'accezione in una patologia per la quale sfornare appositi medicinali. Si era affacciata, a dire la verità, una siglatura di barocca insulsaggine (LLPDD: disturbo disforico della tarda fase luteinica), ma, al di là dell'offrire a medici di deprimente mediocrità un escamotage terminologico per apparire autorevoli e colti, non si era andati.
All'inizio del 2000, una campagna di quelle che vengono definite informative mise in allarme milioni di donne nei confronti del disturbo disforico premestruale. I media abboccarono o accettarono di
abboccare alla immissione sul mercato del Prozac in confezione civettuola, con capsule rosa e lavanda ed il nome d'arte di Sarafem: specialità presentata quale cura per questa nuova malattia. Al solo scopo di favorire la divulgazione scientifica... la direzione marketing della Ely Lilly commissionò anche spot televisivi a società pubblicitarie esperte nel lancio di marche di caffè, elettrodomestici, autovetture, cellulari. Volete un saggio ? Uno di questi spot riprende una donna, in evidente stato di nervosismo, che tenta di liberare il carrello della spesa dal groviglio degli altri. A questo punto interviene una voce fuori campo: «Pensi che siano semplici sbalzi di umore dovuti al ciclo ? Potrebbe trattarsi del disturbo disforico premestruale».

R. Moynihan e A. Cassels scavano più a fondo sulle motivazioni che portarono alla PMMD. La verità è che a fine '98 stava per scadere il brevetto della fluoxetina (principio attivo del Prozac), con la inevitabile comparsa di generici meno costosi. La Lilly organizzò quindi una roundtable a Washington, presenti anche esponenti della FDA, e partì l'offensiva sopra evocata.

Noi europei, forse perché nei secoli ne abbiamo viste di tutti i colori, siamo meno sensibili a queste cretinate, ed a volte le istituzioni sanitarie del vecchio continente ne tengono conto. Nel dicembre 2003 gli organi di vigilanza europei inibirono alla Lilly il prosieguo della commercializzazione del Prozac per i disturbi premestruali, dichiarando che si trattava di una «patologia non ben definita». Semel in anno licet sanire.

- FSD. La disfunzione sessuale femminile (Female Sexual Disfunction).
Non chiedeteci lumi sulla nozione di FSD: mai precisamente definita.
Quest'ennesima conquista scientifica non fu frutto di una singola casa farmaceutica. Forse la forzatura apparve tanto grossa da consigliare di adibire a levatrice della bufala un convegno internazionale. Come, d'altronde, si era fatto per il DE visto prima. Tecnica già collaudata: un sondaggio (?) stabilisce che il 46% delle donne ne soffre. Nella Blue Room del Palais des Congrès di Parigi, il 30 giugno 2003, nell'ambito di un sontuoso Congresso Internazionale sulle disfunzioni sessuali, si accese un dibattito sull'argomento, sponsorizzato dalla Pfitzer con «una borsa di studio senza limitazioni».
Siccome non tutti sono disposti a recitare la parte del giullare ed alcuni congressisti ritenevano che la misura fosse ormai colma, alcuni partecipanti respinsero la sola idea «... che esistesse una malattia con questo nome e stavano conducendo una campagna per smascherare il ruolo che secondo loro le case farmaceutiche avevano nella sua invenzione» (Moyhnian e Cassels, Farmaci che ammalano, pagine 227-228).
Singolarità: il moderatore del dibattito e due oratori schierati a difesa dell'esistenza e plausibilità della FSD avevano lavorato come consulenti esterni della Pfitzer. In un successivo congresso a Boston, la precisissima e puntigliosa percentuale del 46% si trasformò in una forbice possibilista «tra il 20 ed il 50%», e fu sancito che la nuova definizione dovesse essere adottata negli ambienti medici e psichiatrici. Casuale... la sponsorizzazione del congresso da parte di 8 case farmaceutiche ed il fatto che 18 dei 19 sostenitori della FSD avessero «legami finanziari o di altro tipo con un totale di 22 società» (opera citata pagina 235). L'anno dopo, altro congresso a Boston, sempre sullo stesso tema.

Qui un controllo tanto al braccio (alzata di mano quale risposta alla precisa domanda) rivelò che la metà dei partecipanti era aggiogata all'industria farmaceutica.

Evitiamo di citare i numerosissimi congressi organizzati in ogni dove picchiando sempre sullo stesso tasto, alcuni dei quali – abbandonata la sagrestana prudenza - nella stessa sede della Fondazione Pfitzer, e l'arruolamento di ausiliari di ogni genere: sociologi, opinionisti, luminari al neon, giornalisti ed associazioni di femministe furibonde nei confronti degli uomini e del mondo intero.

Il mercato sarebbe (ed in parte è) di enorme appetibilità: cerotti al testosterone, farmaci a base di estrogeni (efficacissimi fattori cancerofili: quindi fonti di potenziale, ulteriore, successivo business oncologico), psicofarmaci. Ed ovviamente non può mancare il micro business (micro rispetto alle vendite di farmaci) costituito dall'onorario di ginecologi, psicologi, psicanalisti e para-psico-parassiti vari. Lapidariamente qualcuno ha riassunto in poche righe il succo del discorso: «Le società farmaceutiche stanno cercando nuove malattie, in base ad ampie analisi delle opportunità di mercato non sfruttate, già riconosciute oggi o promosse come tali domani. Gli anni venturi assisteranno in misura crescente alla creazione di malattie sponsorizzate dalle società farmaceutiche» (New England Journal of Medicine, volume 346, pagine 524-526).
L'invito più saggio ci sembra quello di Jean Endicott, intervistato da Ray Moynihan: «Non fatevi ingannare dal marketing sovvenzionato dalle case farmaceutiche camuffato da scienza o da informazione». In conclusione: il business continua florido anzi che no, ma il concetto di FSD ha fatto flop.

- L'iperattività vescicale. Molti lettori non avranno mancato di osservare come la proliferazione di queste corbellerie è dovuta all'inescusabile complicità di parte della classe medica, a sua volta particolarmente favorita, oltre che dal sensuale fruscio delle banconote, da una rigogliosa ignoranza. La corbelleria di turno viene ideata dal colosso farmaceutico Pharmacia e sostenuta da una forsennata campagna promozionale senza scrupoli. Già nel 1998 i telegiornali avvisavano che c'era una nuova epidemia che colpiva un americano su quattro: «Misteriosamente, i servizi iniziarono a susseguirsi sui media poche settimane prima che nelle farmacie arrivasse un nuovo farmaco per questa malattia, una compressa bianca chiamata 'Detrol' » (opera citata, pagina 27).
Il bello è che cinque anni dopo il presidente di Pharmacia, Neil Wolf, intervenendo al Pharmaceutical Marketing Global Summit (titolo che è già un programma), si sarebbe vantato di questa truffa, gonfiandosi d'orgoglio come un tacchino.
La prima slide proiettata recava il titolo dell'intervento: «Posizionare il 'Detrol' - creare una malattia». Affermò quindi: «Volevamo che la gente leggesse qualcosa sul Reader's Digest e andasse dal medico dicendo: ho questo problema».
Da quale sfrido cerebrale nasce l'iperattività vescicale? La genesi è nella bava; bava monetaria che cola dalle fauci, visto che gli industriali farmaceutici sembrano tutti affetti da quel prognatismo che caratterizza bulldog e cani mastinoidi. Ricostruiamo il percorso logico-filosofico della pipì-syndrome. L'incontinenza è un problema numericamente limitato e prevalente in una fascia alta d'età. Il che significa minor numero di potenziali acquirenti; il che significa meno vendite e utili. Una rapida stima porta a considerare che l'incontinenza viene curata con farmaci di basso prezzo e frutta appena 40 milioni di dollari l'anno, cifra per morti di fame e squalificante per un'azienda farmaceutica di grosse dimensioni. Allora una lampadina si accende, abbagliante, sulla cervice di Wolf. Bisogna vendere il Detrol a venti milioni di americani, convincendoli che il bisogno naturale di fare pipì è fastidioso, sgradevole, innaturale. In una parola: è una malattia. Tutti coloro che sentono il bisogno di mingere 9-10 volte al giorno sono costretti - disse Wolf - ad adottare comportamenti definibili mappatura della toilette, evacuazione preventiva. Ecco, tenera, premurosa, materna, che Pharmacia arriva a liberare i neomalati dalla schiavitù della pipì.

Approfittiamo di questo episodio di UM (Uric-Marketing: ci si vuol negare il diritto di coniare anche noi acronimi?) per fare luce sulle strategie ormai consolidate nel breviario-manuale farmaceutico. Nel Pharmaceutical Marketing Congress del 2002, Eric Pauwels, dirigente della Bayer, moderò una discussione sulle Strategie di marketing precedenti al lancio del prodotto.
I congressisti si trovarono d'accordo sul fatto che era indispensabile «... arruolare i dottori con ampio anticipo di mesi, se non anni prima della presunta data di approvazione del farmaco stesso». Pauwels osservò: «Quante volte, alla vigilia del lancio di un medicinale, abbiamo dovuto trovare qualcuno che ne parlasse?». Si convenne da parte di tutti che non era necessario né conveniente ricorrere a grossi nomi, ma, anzi, risultava preferibile trovare una rosa di medici «... disponibili ad affermare che il prodotto X era migliore del prodotto Y»: si sarebbe pensato poi a «costruire la loro reputazione all'interno della comunità scientifica» e farne dei novelli luminari.

Insomma, trasfigurando questa realtà nella nota favola oraziana, si fanno diventare topi di città i topi di campagna. E si risparmia pure, perché i servitori di provincia costano molto meno dei grandi servi in livrea dei capoluoghi. Nessuna preoccupazione se, col tempo, i primi sprimacceranno i loro magnanimi lombi sugli scranni accademici: sono dei soli, ma soli compromessi, che possono quindi tramontare con la stessa velocità con la quale sono sorti. Per inciso, il lettore è così in grado di comprendere come personaggi ossessivamente chiamati in ballo da testate giornalistiche o ripresi dalle telecamere lascino in struggente incertezza.

Incertezza che deriva dal loro aspetto e che è tutta questione di numeri: sì, il numero degli anni di carcere ai quali vien spontaneo pensare siano stati condannati. Questi astri di etica e cultura medica vengono definiti (e ci scappa un altro acronimo) KOL: Key Opinion Leaders, leader di pensiero scientifico. Tenetelo bene a mente: KOL !
Ma andiamo avanti.

Pharmacia individua senza difficoltà un nutrito drappello di medici disponibili, li arruola e li fa partecipare a due simposi tenutisi a Londra nel 1997 e nel 1999, pagando anche per ottenere la pubblicazione sulla diffusa rivista Urology degli atti congressuali.
La ditta «. copriva la maggior parte, se non la totalità, delle spese dei simposi londinesi e pagava anche i medici che vi si presenziavano... .altri vennero pagati per eseguire test clinici o scrivere articoli per le riviste mediche» (opera citata, pagina 43).
Il primo supplemento di Urology del dicembre 1997 riportava 30 articoli, per la maggior parte scritti dagli arruolati della società.
C'è da chiedersi come mai una rivista scientifica rinomata e diffusa si sia prestata a queste mistificazioni.
La triste realtà è che sono poche quelle davvero autonome e indipendenti (in misura più o meno parziale), molte quelle partecipate da multinazionali del farmaco o da loro collegate. Gli esempi di British Medical Journal o del New England Journal of Medicine sono purtroppo assai circoscritti.

Parleremo prossimamente del prezzo che avrebbero pagato gli incauti consumatori di Detrol per (non) liberarsi da questo asservimento.
Ricordando una celebre battuta fantozziana a proposito della Corazzata Potëmkin, verrebbe da definire tale operato una pis...ta pazzesca.

- IBS. Sindrome da intestino irritabile (Irritable Bowel Syndrome). Inutile dire che anche questa chicca, con la quale concludiamo la presente rassegna (non esaustiva, ma solo rappresentativa), nasce da una rozza prospettiva mercantile. E' chiaro che si tratta di mistificazione. Che non sarebbe mai passata ai tempi della grande medicina: quella di Murri, Albertoni, Lussana, Moscati, Cardarelli, Frugoni, Campanacci. Quando l'ammalato si visitava non soltanto, ma prima di tutto, con dita, occhi, orecchi; i sintomi erano considerati segni di malattie, non malattie; la mente del medico elaborava, cucendo formule chimiche con nozioni di fisiologia, biologia, biofisica; e la prescrizione nasceva da un profondo processo di logica e di cultura applicata, non dal seguito servile e rinunciatario di linee guida. Chi avesse parlato ad uno qualsiasi dei (veri) luminari citati di IBS, DE, FSD, sarebbe stato preso a calci nel sedere o afferrato per la collottola e trascinato all'uscita.

Anche qui il solito, stanco copione. Si considera che molte persone soffrono di dolori di stomaco, diarrea o problemi di stipsi, e si rilegano questi sintomi in una nuova patologia. Una specie di natura morta, avvolta da una nebbia simbolistica alla De Chirico, dove si mettono insieme oggetti d'uso domestico, frutti, verdure ed un manichino col capo reclinato.
Basta trovare una bella cornice, mettere un paio di firme nell'angolo destro, ed ecco pronta una nuova patologia. Inquietante (non inedito) lo strumento di lancio dei farmaci già pronti: un articolo di Lancet, pubblicato a Londra alcuni mesi prima del varo della nuova Potëmkin. Inutile frugare sui legami dei redattori dell'articolo e la Glaxo: «In ambito medico un articolo positivo su The Lancet vale oro, e pertanto questa fu un'ottima notizia per GSK (GlaxoSmithKline), l'azienda produttrice del farmaco» (opera citata, pagina 206).
La febbre dell'oro porta a considerare che il farmaco (Lotronex) può valere miliardi di dollari, e quindi occorre tirare fuori dal cilindro il solito peluche delle statistiche: la IBS colpisce nientemeno che una persona su cinque, che, in soldoni, significa 45 milioni di pazienti negli States.

La meraviglia - ci si perdoni l'intromissione - è che, considerando i milioni di americani che soffrono di acidità, problemi vescicali, sessuali, psicologici, digestivi, motori, eccetera, si arriva alla considerazione che su 300 milioni di abitanti ci sono almeno un miliardo e mezzo di malati. E poi uno non deve credere nei miracoli della scienza !

L'unica quisquilia è che il farmaco provoca, in non pochi casi, costipazione acuta e tenace, nonché la cosiddetta colite ischemica.
Le feci si trasformano in sassi appuntiti che perforano le pareti dell'intestino, con conseguenti emorragie e setticemie non di rado letali. Gli incredibili tira-e-molla tra GSK ed alleati cavalieri mascherati, esponenti comprati della FDA, altri fuori mercato, il solito rompiscatole del BMJ (British Medical Journal), comitati di pazienti in realtà manichini Glaxo, li tratteremo più avanti, quando
parleremo dell'opinabilissima autorevolezza e indipendenza dell'istituzione governativa americana. Il farmaco viene sospeso, poi riammesso, poi nuovamente criticato, riassolto...; una lunga saga, accompagnata da resipiscenze di Lancet, pur tardive, e dall'entrata in campo, in questa cagnara accompagnata da morsi e latrati, della Novartis col suo Zelnorm.
A dimostrare come costipazioni iatrogene, perforazioni intestinali, emorragie e morti non siano considerate che bazzecole, la concorrente della GSK giura sull'esistenza innegabile della IBS, lanciando uno spot: «Fastidi o dolori addominali? Gonfiori? Stitichezza? E' ora di parlare con il tuo medico dell'IBS» (pubblicità Novartis del 2002).

E' appena il caso di notare come questo mazzo di sintomi possano dipendere (e dipendono) da cause estremamente varie e spesso assai lontane. E' semplicemente inaudito ed oscurantista (qualche severo censore direbbe criminale) mettere insieme sintomi che discendono da patologie diverse o da temporanee disfunzioni e farne una malattia. Si può trattare di ingrossamento del fegato, colite, abuso di antibiotici, alterazioni della flora batterica intestinale, fermentazioni del periodo estivo, virosi intestinali, abitudini alimentari errate, stili di vita pregiudizievoli, e via dicendo. Il più delle volte basterebbe mettersi a dieta, assumere disinfettanti intestinali, fermenti lattici, farmaci per aiutare la decongestione epatica, vitamine.
Come al solito, prevale la meccanica ed acefala connessione sintomo-diagnosi, pseudodiagnosi-linea guida, linea guida-farmaci, farmaci-soldi. E la qualità della vita del singolo, già compromessa da alimenti carenti di sali, vitamine o da ritmi di vita errati ed imposti, peggiora, invece di migliorare, con l'assunzione di farmaci impropri e magari dannosi, ma che producono utili diretti ed utili indiretti: questi ultimi quando il malcapitato - come prassi frequente - sarà costretto ad assumere altri farmaci per combattere le malattie provocate da quelli consigliatigli. In un'autogerminazione di irrazionalità e disonestà che a volte ha fine solo con la morte del sano diventato malato. E poi dicono che il moto perpetuo non esiste !

Il lettore che ci ha fin qui seguiti pazientemente, potrebbe, pur continuando a leggere con interesse, bofonchiare all'indirizzo del redattore di queste righe: «E va bene, abbiamo capito che si inventano le malattie per farci soldi. Ma bastava qualche esempio.
Cosa vuoi fare, un'antologia minuziosa delle malattie inventate?». Caro lettore, ti preghiamo di continuare a seguirci con pazienza, perché il bello
 (cioè il brutto) deve ancora venire. Nel senso che non abbiamo affrontato questi argomenti con lo spirito di un giornalista superficiale, che si frega le mani al pensiero di sbalordire e meravigliare, magari caricando i termini e colorando la realtà.

Dietro quanto abbiamo esposto c'è - cosa più importante di ogni altra
- la salute e la vita nostra e dei nostri cari, certo; ma c'è il punto chiave, anzi, la chiave stessa che apre un portone sigillato in ogni modo, spalancato il quale si presenta devastante, raccapricciante, evidente il DISASTRO multiforme della nostra epoca.
C'è la dimostrazione indiscutibile dell'asservimento dell'uomo a clan spuntati rigogliosi, soprattutto negli ultimi decenni, veri Fleurs du Mal della nostra contemporaneità; c'è la osannata, propagandata e surrettiziamente imposta filosofia che ripete con cadenza ossessiva come slogan i sacri vocaboli libertà e democrazia per celare il lezzo di una decomposizione morale, ma anche intellettuale, mai registratasi nella storia dell'umanità. Una decomposizione che ormai non ha confini, ti entra dalla porta di casa, ti porta via i figli, ti sottrae la possibilità di capire e giudicare, trasformandoti da uomo in ingranaggio, da individuo a numero di serie, da uomo in animale ad impulsi programmati.

Gli autori che abbiamo citato, ed altri ancora, pur meritevoli di gratitudine e stima, ci sembra non colgano l'aspetto di gran lunga più importante di questa disamina: la base di questo malcostume, la ragione, la vera causa; e quindi i possibili rimedi.
Qui, in poche parole, non c'è di mezzo solo la truffa e la menzogna farmaceutica: paradossalmente, sarebbe il meno. Qui si arriva al ganglio vitale di tutta la società, specie occidentale o sotto influenza occidentale, degli ultimi sessant'anni.

L'umanità è realmente oppressa ed espropriata di ogni vera libertà, speriamo non in modo irreversibile, solo quando è convinta di vivere in un'epoca di civiltà e progresso. Il tiranno più oppressivo non è quello che viene identificato come tale, quello che ha una faccia ed un nome e può essere detronizzato: il vero despota non ha volto. Non è uno, né è un direttorio.
L'oppressore del nostro tempo si serve di uomini, ma è una sigla.
Un sorta di moloch costituito da una ditta, da un'entità organizzata e non obbligatoriamente individuabile, che da creatura dell'uomo si trasforma in entità autonoma, prende vita come
statua che da immobile ed inanimata inizi a battere le ciglia, respirare, camminare, orrido automa in grado di schiacciare e divorare chi l'ha forgiata per il raggiungimento dei propri interessi. Se ci trovi oscuri o farneticanti, caro lettore, scusaci, ma ti preghiamo di seguirci ancora. Non è una tattica furbesca per catturare la tua attenzione, ma solo la volontà di condividere con i propri simili, fraternamente, quello che non meriti o doti personali particolari, ma i casi della vita ci hanno permesso di scorgere. E siamo convinti che questo, per quanto amaro e sconvolgente, sia stato un privilegio che la sorte ci ha concesso.
L'importante, nella vita, non è tanto la serenità, ma capire, sapere, voler capire e sapere: in caso contrario si consumerebbero inutilmente i propri anni come comparse e capitoli d'anagrafe, non uomini.

A breve affronteremo temi ancor più sconvolgenti ed eloquenti: il mondo alienante degli psicofarmaci, i farmaci block-busters, lo sfruttamento dell'infanzia, i numeri del business, l'infiltrazione nelle istituzioni di ogni Paese. Prima di suonare il campanello di casa del Grande Fratello orwelliano e dalle ragnatele giungere alla tana del ragno.
By Adolfo Di Bella (medico Oncologo)

Commento NdR: articolo, ben documentato e soprattutto arricchito da esperienze di decenni sul campo..ma che si e' dimenticato di parlare dei Vaccini.....

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Nel 1975 Francesco Della Valle, gestore della Fidia, piccola azienda farmaceutica di Abano (Padova) ottiene da Duilio Poggiolini, il corrotto dirigente del ministero della Sanità (sarà in seguito condannato, insieme alla moglie complice), la registrazione di un farmaco spacciato come miracoloso, il Cronassial.
Non supererà mai i test scientifici imposti dalla normativa
e si rivelerà, nelle miglior delle ipotesi, un placebo e, nelle peggiori, addirittura dannoso.
Della Valle, che ha bisogno di referenti scientifici per far pubblicità al suo Cronassial, versa 50 milioni di lire (del 1975, badate bene) a Rita LeviMontalcini, che perora contributi per la Fondazione Levi.
Da questo momento i rapporti tra LeviMontalcini e Fidia si fanno sempre più stretti. "La scienziata - dichiararono ad "Espansione" i ricercatori della Fidia -segue le indagini di laboratorio e ne esamina i risultati", mentre il materiale promozionale dell'azienda rimarca il madrinaggio dell'illustre scienziata, che assurge, nei fatti se non nelle intenzioni, a capofila dei garanti scientifici della Fidia.
Nel 1986 la LeviMontalcini riceve, insieme a Stanley Cohen, il Nobel per la scoperta del fattore di accrescimento delle fibre nervose. Nel suo discorso di ringraziamento dinanzi alla stampa mondiale, la donna si rivolge riconoscente agli amici della Fidia che l'hanno aiutata nelle ricerche.
Per Fidia e il suo Cronassial è un trionfo. Il Cronassial, che nei momenti di massima incidenza sul fatturato arriva all'82%, diventa il farmaco più venduto in Italia. Il marketing aggressivo di Della Valle induce i medici a prescriverlo come cura di tutti i mali.
La Fidia, che nel 1968, all'arrivo di Della Valle, fatturava 600 milioni, balza a 420 miliardi e si colloca al quarto posto nella classifica delle industrie farmaceutiche

Nel 1989 Le autorità della Germania mettono in relazione il Cronassial con una malattia che paralizza gli arti e uccide un paziente su dieci: la sindrome di Guillain-Barré.
Il Cronassial è bandito dal mercato tedesco. L'anno dopo, in Gran Bretagna, gli inglesi vietano la vendita del Cronassial, che è ricavato dal cervello di bue. In seguito il farmaco sarà bandito anche dalla Spagna (per la Guillain-Barré) e in altri mercati, mentre negli Stati Uniti non otterrà mai la registrazione. Inizia il tramonto di Della Valle, che i padroni della Fidia (misteriosi individui di una società anonima basata a Mendrisio, in Svizzera) cacciano.
Della Valle si mette in proprio e fonda una microazienda, la Lifegroup. LeviMontalcini, che in tutto questo tempo non ha mai preso le distanze dai nefasti del Cronassial, dichiara: "L'uscita di Della Valle dalla Fidia minaccia la sopravvivenza della ricerca scientifica". Che invece sopravviverebbe alla Lifegroup, dove l'anziana premio Nobel dirotta la propria collaborazione.
Espansione chiese invano a LeviMontalcini un commento sulle "disgrazie" del Cronassial, nel frattempo fustigato anche dal British Medical Journal, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali del settore.
Le vendite del Cronassial crollarono del 95% finché persino l'Italia, nonostante le resistenze di Poggiolini, fu costretta a metterlo fuori legge. Stampa e comunità scientifica internazionale spararono a zero contro "un farmaco in cerca di patologia", come lo battezzò Daniele Coen, ricercatore dell'Istituto Negri di Milano (presieduto da Silvio Garattini). Furono stigmatizzate le astuzie di Della Valle, la complicità dei medici prescrittori e le corruttele al Ministero della Sanità italiano.
Nessuno - tranne Espansione - tirò in ballo le responsabilità di LeviMontalcini....

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Plagio, dati falsificati o del tutto inventati: queste e altre discutibili pratiche, classificate come "frodi scientifiche", risultano in costante e rapido aumento da diversi anni negli Stati Uniti (dove sono disponibili i dati), e ciò apre uno squarcio su quanto può accadere nella ricerca in tutto il mondo.
L'Office of Research Integrity (ORI) - l'ente che da oltre un decennio raccoglie le denunce di cattiva condotta scientifica in ambito biomedico negli USA - ha infatti registrato nel 2003 un incremento del 20 per cento nei nuovi casi segnalati dalle istituzioni rispetto all'anno precedente. Un dato rilevante, se si considera che il numero delle denunce (pari a 105) supera di oltre il 50 per cento la media di 69 calcolata sugli ultimi dieci anni (dal 1993 al 2003).
L'andamento crescente indicato dall'indagine - pubblicata nella rivista online dell'ORI scaricabile dal sito internet: http://ori.dhhs.gov e  riportata da Science .
Plagi e falsificazioni sarebbero, in realtà, sempre esistiti nell'ambito della ricerca, come sostiene Horace Freeland, direttore del Center of History of Recent Science della George Washington University e autore del libro appena pubblicato oltreoceano The Great Betrayal (in italiano, Il grande tradimento), che traccia un'analisi impietosa della ricerca scientifica.
Accuse pesanti che, secondo la rivista Nature, mancherebbero tuttavia di individuare la principale minaccia per la trasparenza scientifica dei giorni nostri: "gli inganni mirati a sfruttare il buon nome della scienza per inseguire i profitti, come rivelato dai recenti scandali farmaceutici".
Non è un caso, dunque, che il National Institute of Health statunitense abbia indetto una moratoria di un anno, durante il quale qualsiasi attività di consulenza esterna per le aziende farmaceutiche e biotecnologiche sarà categoricamente vietata ai dipendenti. L'ente nazionale vuole infatti stabilire una serie di regole che mettano in guardia dai conflitti di interesse e tutelino l'integrità della ricerca.
Fonti: Science Dec 2004; 306: 1679  +  Nature Feb 2005; 433: 801-802

Commento
NdR:  Prendere totalmente con le pinze tutti gli studi pubblicati sulle riviste dette "scientifiche", perche' potrebbero essere falsificati !

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Quello studio su "Lancet" era completamente inventato: un altro caso fresco-fresco di un medico al soldo delle case farmaceutiche ?
L'autore è un ricercatore norvegese di fama internazionale. Era tutto falso, dai profili dei pazienti alle conclusioni.
Londra. Un altro falso scuote il mondo della ricerca scientifica.
Uno studio sul cancro alla bocca pubblicato nell'ottobre scorso sulla prestigiosa rivista medica britannica Lancet è risultato totalmente inventato. Il suo autore, il dottor Jon Sudboe, ricercatore di fama internazionale, si è persino preso la briga di creare ben 900 profili di pazienti: nome, età, genere, peso, patologie, diagnosi, assunzione di medicinali. Tutto falso, comprese naturalmente le conclusioni della ricerca. Lo riferisce il quotidiano britannico The Guardian.

Dopo la truffa del ricercatore sudcoreano Hwang Woo Suk, che aveva annunciato di essere riuscito a clonare cellule staminali "su misura" per poi ammettere l'imbroglio, una nuova frode scientifica è venuta a galla.
Qualche tempo fa, Camilla Stoltenberg si è ritrovata fra le mani la copia della rivista sulla quale era pubblicato lo studio del dottor Sudboe. Leggendo l'articolo, si è accorta che lo scienziato citava come fonte un database nazionale norvegese.
Un piccolo particolare: quel database non è ancora entrato in funzione.
Questa la leggerezza dello scienziato dell'ospedale Radium di Oslo che ha rivelato il clamoroso imbroglio: quei 900 pazienti non sono mai esistiti. E di conseguenza sono falsi anche i risultati della ricerca sulla relazione tra antinfiammatori e cancro orale: non esiste alcuna dimostrazione scientifica che nei soggetti che assumono medicinali come il paracetamolo (farmaco analgesico e antipiretico) sia minore il rischio di sviluppare quel tipo di tumore. "Nello studio non c'era un solo dato vero, si è inventato tutto", afferma sconvolto Stein Vaaler, direttore sanitario del Radium. "Era uno dei nostri migliori scienziati, stentiamo a crederci".
L'ospedale intanto ha aperto un'inchiesta, e un'altra sarà condotta dal Karolinska Institute di Stoccolma: dovranno analizzare i 38 articoli che il dottor Sudboe (nel frattempo sparito dalla circolazione senza rilasciare alcuna dichiarazione) ha scritto dal 1997, e che avevano contribuito a renderlo noto e stimato dalla comunità scientifica internazionale.
By www.repubblica.it  - 16 gennaio 2006

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La SCIENZA VIENE MANIPOLATA per FAVORIRE POLITICA ed AZIENDE
Attualmente negli Stati Uniti, la scienza non è più un materia di puro studio. La scienza a cui oggi viene data un'attenzione primaria è quella che sostiene gli interessi commerciali. Ciò si può notare in diversi ambiti, ma in modo particolare è evidente nel campo medico e ambientale.
 Iniziamo dall'ambiente, perché la censura della scienza ambientale è stata lampante ed estrema.
Sotto l'amministrazione Bush, viene sistematicamente detto agli scienziati impiegati dal governo di non registrare risultati che indichino l'avanzamento del surriscaldamento del globo. Gli Stati Uniti sono gli ultimi tra le nazioni industrializzate ad affermare che l'emissione di biossido di carbonio, prodotta dalla civilizzazione umana, non ha il  benché minimo impatto sul clima mondiale. Questa è una posizione assolutamente ridicola sebbene i politici americani insistano nel farla propria.
Tali personaggi fanno di tutto per censurare i dati e le conclusioni di alcuni scienziati che potrebbero andare contro il risultato da loro desiderato.
Gli USA sono la sola nazione avanzata che rifiuta di approvare il trattato di Kyoto e, per giustificarsi, il governo americano insistite da molto tempo sul fatto che il riscaldamento globale non esista affatto. Per fare una tale affermazione bisogna falsare la scienza, poiché essa mostra chiaramente che la civilizzazione umana sta avendo un impatto marcato e rovinoso sull'ecosistema globale.

La medicina è un altro campo nel quale la cosiddetta scienza perde ogni somiglianza con la vera scienza, piuttosto diventa propaganda progettata per vendere le medicine. I test tecnici per approvare o meno i medicinali, usati dalla Food and Drug Administration (FDA) , sono condotti quasi interamente dalle stesse case farmaceutiche produttrici. Queste aziende fanno di tutto per assumere scienziati disposti a progettare e a dirigere gli studi in modo da produrre esattamente dei risultati pilotati. Una strategia facile da attuare; qualsiasi ricercatore che si rifiuti di stare al gioco di questa scienza fraudolenta non si vedrà più offrire del lavoro o, nei casi peggiori, sarà licenziato e interdetto dall'industria.
Tale manipolazione dei risultati dei test sulle medicine è ormai una routine. Le aziende farmaceutiche sono capaci di confermare qualsiasi conclusione, per quanto ridicola o assurda, allungando bustarelle a sufficienza a chi conduce gli studi. In seguito, possono scegliere i dati adatti ad essere inviati alla FDA e assicurarsi che i ricercatori corrotti siano coinvolti nel gioco in ogni fase.
La FDA poi fonda le sue decisioni di approvazione delle medicine sulla base di queste manipolazioni ad opera della "scienza-spazzatura".
L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI

e di molti Farmaci e Vaccini   (vedi la trasmissione Report -Rai3 del 20704/08)

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Ricerca medica in pericolo ?
Gli svantaggi della ricerca medica privata (finanziata anche dallo stato) non sono solo l' alto costo dei medicinali (giustificabile con l' alto costo della ricerca) ma anche sopratutto:

  • la scelta delle terapie e dei temi da ricercare che non viene più fatta secondo il principio dell' efficacia del risultato e con il metodo scientifico - http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico - ma forzatamente secondo un principio finanziario (investimento /guadagno) a svantaggio non solo delle malattie rare ma paradossalmente anche a svantaggio di un vero progresso nella sconfitta di malattie comuni come il cancro (quasi una persona su due contrae il cancro nel corso della sua vita)

  • l' influsso degli sponsor sulla formazione dei giovani medici (allestimento laboratori, scelta esperimenti, allestimento programma di studio, redazione libri di testo, stralcio ed introduzione di nuove lezioni, postformazione ed aggiornamento continuo professionale dei medici) a scapito di una formazione indipendente e scientifica che sarebbe invece auspicabile per progredire nella cura e nella ricerca contro il cancro (e non solo). Vedi (1).

  • la manipolazione dei protocolli e la falsificazione dei risultati delle ricerche ufficiali (2) legittimato dal finanziamento privato sono controproducenti al progresso scientifico della medicina.

Siamo di fronte ad una grave violazione del principio etico fondamentale dell' indipendenza della medicina con tutti gli svantaggi per la sanità e la salute che ne derivano.

Vi e' un Rimedio ?
Sì, la ricerca medica deve tornare ad essere scientifica e controllata democraticamente ed in modo trasparente dalle universita' , dai medici e dagli scienziati e finanziata dal settore pubblico che si avvale di tasse per la ricerca sulle multinazionali farmaceutiche, magari tramite tasse sui permessi di vendita dei farmaci.
Inchiesta on-line http://tinyurl.com/64yku

Informatevi !
Ne scoprirete di cotte e di crude: http://marcorudin.wikispaces.com/leggere+tra+le+righe

Metodo scientifico vs. ricerca ufficiale
Per eseguire osservazioni scientifiche che abbiano carattere di verità universale, è necessario applicare le seguenti regole:
1) osservare e descrivere un dato fenomeno
2) formulare un'ipotesi che lo possa spiegare
3) prevedere una o più conseguenze dipendenti da quest'ipotesi
4) verificare in modo sperimentale le conseguenze
5) concludere (valutare): confermare o confutare l'ipotesi iniziale
Quando le conseguenze confermano le ipotesi, si parla di oggettività delle osservazioni e si costruisce una legge; da un insieme di leggi, si costruisce una teoria.
vedi: http://it.wikipedia.org/wiki/Metodo_scientifico

Ora formulare un' ipotesi significa cercare un' idea, una prova, un sospetto, un risultato statistico, una diceria, un' informazione tramandata dai nostri avi, un modo di fare di culture lontane, una certezza, una scoperta casuale, o eventualmente il risultato di una ricerca fatta precedentemente non ancora validata con il metodo scientifico.
Se si formula un' ipotesi tenendo conto prevalentemente degli interessi di chi finanzia, non e' piu' formulare un' ipotesi. E' piuttosto stralciare a priori quello che potrebbe rivelarsi assai utile.
Facendo cosi' non si utilizza il metodo scientifico ma un metodo modificato ad hoc.
La
ricerca ufficiale non utilizza piu' il metodo scientifico.
Tratto da:http://marcorudin.wikispaces.com/ricerca+in+pericolo

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HAMER e la LEZIONE di Ignaz SEMMELWEIS
Dicono che il dottor Ryke G. Hamer, autore di una controversa teoria sul cancro ed altre malattie, sia una persona non molto equilibrata dal punto di vista psichico. Lo ha velatamente ipotizzato anche Umberto Veronesi (*), il noto esponente della Casta del Cancro.

Personalmente non so se sia vero. Molti degli atteggiamenti di Hamer mi sembrano in effetti quantomeno bizzarri. Certe sue prese di posizione (non mediche, ma politiche) lasciano davvero il tempo che trovano. Ed in fondo non giurerei sulla salute mentale di nessuno, tantomeno della mia.

Quello che so e’ che le teorie di Hamer sono estremamente interessanti, e che si legano a quel filone che parte proprio nel nostro paese con l'opera di Luigi Oreste Speciani. Negli anni '60 Speciani fu il primo ad affermare che alla base del cancro c'e’ un enorme sofferenza psicologica. Anzi, dell'Anima, come lui amava dire. E che non e’ possibile nessuna vera guarigione se non si affronta questo aspetto, il disperato dolore della Psike’. Il suo libro "Di Cancro si vive" fu una vera rivelazione per molti.

Ora Speciani era un grandissimo anatomo-patologo, molto stimato dai suoi colleghi e perfettamente inserito nell'ambito universitario del suo tempo. Insomma, non era certo un esponente della famigerata corrente new-age. Oggi, a più di trent'anni dalla sua scomparsa, i suoi allievi della Scuola di Medicina Integrata lavorano silenziosamente nell'ombra, senza cercare la luce dei riflettori, preferendo curare e guarire piuttosto che richiedere l'approvazione della "Scienza Ufficiale".
Hamer invece ha avuto la grande colpa di essersi schierato apertamente, di essersi messo contro il grande business della "Ricerca sul Cancro". E lo ha fatto spesso con i suoi modi, eccessivi, bizzarri, e forse un po' folli.

Per questo mi ricorda molto il povero Ignaz Semmelweis che, nonostante la sua geniale scoperta, morì pazzo e screditato dalla "Scienza" del suo tempo.
Vediamo la sua storia, come riportata su: http://www.ildiogene.it/ : "Medico ungherese, Semmelweis e’ considerato lo scopritore della principale causa della febbre puerperale, e rappresenta un caso emblematico della chiusura del mondo scientifico di fronte alle nuove scoperte.
La febbre puerperale, ai tempi di Semmelweiss, uccideva misteriosamente migliaia di puerpere, soprattutto nei grandi ospedali. Semmelweiss, in seguito ad attente osservazioni e a una serie di coincidenze fortuite, giunse alla conclusione che la malattia fosse provocata dagli stessi medici e studenti i quali, secondo una prassi abbastanza comune a quel tempo, venivano spesso a visitare le pazienti dopo aver fatto pratica di dissezione dei cadaveri, in sala anatomia.
Per verificare la sua ipotesi, Semmelweiss ordino’ che tutte le persone del suo reparto si lavassero bene le mani con una soluzione disinfettante (cloruro di calcio) prima di qualsiasi contatto con le pazienti.
Tale direttiva porto’ a una drastica riduzione dei decessi.
Il valore della scoperta
(così semplice e geniale, n.d.r.), tuttavia, fu contestato aspramente dalla maggioranza dei medici del tempo, che gli rivolsero una tale quantita’ di accuse da provocare addirittura la sua espulsione dall'ospedale e in seguito anche dalla cattedra universitaria di Budapest, che gli era stata offerta nel 1885."

Per dirla tutta, sembra che il carattere fumantino, un po' bizzarro e non perfettamente ligio alle regole di Semmelweis contribuì non poco alla sua emarginazione. In ogni caso : "i dati che Semmelweiss forniva a sostegno della propria tesi erano molto eloquenti: nell'anno 1846, su 4.010 puerpere ricoverate nel suo reparto, ne erano morte ben 459 (più dell'11%); nel 1847, con l'adozione del lavaggio delle mani con cloruro di calcio verso la meta’ dell'anno, su 3.490 pazienti ricoverate, ne erano morte 176 (il 5%); l'anno successivo proseguendo la pratica del lavaggio, su 3.556 ricoveri, i decessi erano scesi ad appena 45 (poco più dell'1%). Questi risultati, anche se forse lasciavano ancora un piccolo margine di dubbio (poteva trattarsi di una semplice coincidenza) avrebbero dovuto almeno suscitare qualche interesse in coloro che avevano a cuore il progresso della medicina, così da spingere a nuove sperimentazioni per sottoporre a verifica l'ipotesi. Invece, essi vennero praticamente ignorati." (1)
"Dopo la pubblicazione della sua opera fondamentale Eziologia, concetto e profilassi della febbre puerperale, l'opposizione nei confronti di Semmelweiss divenne ancor più agguerrita, tanto che egli, stanco e deluso, cadde in un lungo periodo di depressione.
I suoi nemici ne approfittarono allora per farlo internare in un manicomio, dove poco dopo egli morì"
. (2)

Migliaia di partorienti continuarono a morire, finche’ alla lunga la teoria di Semmelweis non venne accettata. Ma questo fu possibile solo quando la generazione dei suoi contemporanei scomparve e venne sostituita da una generazione di giovani medici dalla mente aperta in grado superare i pregiudizi e le cristallizzazioni mentali dei vecchi baroni.

Come infatti ha spiegato acutamente Thomas Kuhn (3), nessuna teoria nuova e rivoluzionaria, per quanto geniale e ricca di prove, puo’ essere accettata dall'establishment scientifico. Produce piuttosto una situazione di crisi, in cui la comunita’ cerca di negare o ridimensionare il fenomeno anomalo.
La nuova teoria viene accettata solo quando una nuova generazione di ricercatori, adottando un nuovo "paradigma", riesce a superare gli schemi mentali della generazione precedente.

Oggi i vecchi baroni continuano a difendere chemioterapia, radioterapia e tutta quella devastante ed invasiva pratica "terapeutica", peraltro molto redditizia, anche perche’ non possono mutare il loro "paradigma", con il quale hanno costruito la loro carriera e le loro conoscenze. Sarebbero costretti ad uno sforzo psicologico e mentale al di fuori della loro portata.
Di conseguenza tutte le teorie alternative sul cancro (Di Bella, Hamer, Kremer, Simoncini, ecc.) potranno essere seriamente prese in esame dall'establishment scientifico solo quando questa classe dominante scomparira’ per vecchiaia.

Sta ad ognuno di noi decidere se aspettare (la maggior parte dei baroni e’ oltre i settanta) o se infischiarsene ed iniziare a pensare in maniera nuova da subito.

(1) Oggi, seguendo la logica dei detrattori di Hamer, si potrebbe sostenere che Semmelweis, con la sua prassi, fece morire più di 220 pazienti in 2 anni.
(2) Tutto il corsivo virgolettato e’ tratto da: http://www.ildiogene.it/EncyPages/Ency=Semmelweis.html
(3) "La Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche", Thomas Kuhn
Tratto da: http://pensierolaterale.blog.com/2298282/   


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Affari all’Italiana: Quando Beppe Grillo tuono’  a tutto fiato  contro Veronesi (Istituto Europeo Oncologia = dei Tumori) chiamandolo “Cancronesi”, un motivo c’era, e leggendo qui e li, un dubbio ci e’ venuto.
Grillo riferiva che Veronesi,  per l’occasione divenuto Cancronesi,  avesse delle super-interessate azioni nella Impregilo spa (costruttore anche di inceneritori=termovalorizzatori) dove le quote dell’azionista di controllo sono in  Benetton, Ligresti. Quest’ultimo e’ un personaggio, siciliano, venuto nella fine degli anni 60 a Milano, dopo una vita  passata anche  un po’ al fresco; a Milano si dedica agli affari. Oggi e’ anche proprietario di una catena di Hotels, della quale uno grossissimo a mo di “pensione” guarda caso in “convenzione”  con l’Istituto Europeo di Oncologia, del quale, direttore scientifico e fondatore e’ proprio Veronesi., a tutti i malati del Istituto Europeo di Oncologia di Milano, “consigliano” il soggiorno li….in quell’Hotel....
Vi e’ un gruppo finanziario economicamente fortissimo, che controlla i media, che ha interessi mostruosi  nello smaltimento e nel business dei rifiuti, situazione decisamente voluta e gestita con anni di incuria per arrivare alla situazione attuale (2008), e coronarla magari con l’intervento dei militari sul territorio.
Comunque la cosa che  ci ha stupito di piu’ e’ che, Cancronesi, abbia approfittato dei media, ed in TV abbia riferito che  gli inceneritori non fanno male alla salute (soprattutto quelli Impregilo….?), mentre ormai e’ dominio della comunita’ scientifica internazionale anche il legame  tra cancro e inquinamento ambientale.
La Fondazione Umberto Veronesi ha come partner sponsor anche le seguenti Multinazionali:
- ACEA - multiutility con inceneritori
- ENEL - centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
- VEOLIA Environment - costruzione inceneritori.

Molti medici non sono d'accordo con lui e non solo in Italia - Il "Conseil Nationale de l'Ordre des medicins" francese e i principali sindacati dei medici di medicina generale francesi "praticiens" hanno richiesto "una moratoria concernente la costruzione di nuovi inceneritori".
L'incenerimento produce centinaia di sostanze tossiche che si liberano nell'atmosfera (articolo da Le Monde).

Medici e associazioni italiane hanno scritto una lettera aperta al Commissario Europeo Dimas:
"Egregio Commissario Dimas,
siamo cittadini italiani e siamo costernati per quanto sta capitando nel nostro paese, ormai diventato lo zimbello del mondo per la vicenda dei rifiuti in Campania. Oltre 14 anni di gestione in regime di emergenza non hanno risolto assolutamente nulla, anzi hanno aggravato sempre più un problema che non ha assolutamente nulla di “emergenziale” perché in tutti i paesi del mondo si producono rifiuti.

Le direttive dell’UE forniscono una chiara gerarchia dei trattamenti per il loro smaltimento: riduzione, riciclo, riuso, e solo per la quota residua recupero energetico e non solo tramite incenerimento. Purtroppo la crisi napoletana appare del tutto strumentale al fare passare nel nostro paese l’incenerimento come metodo privilegiato per la soluzione del “problema rifiuti”, ribaltando completamente ciò che la stessa UE suggerisce. In Italia non sono messe in atto, se non in singole virtuose realtà grazie ad amministratori responsabili , quei metodi di raccolta (door to door) che responsabilizzano i cittadini e che possono garantire una buona qualità del prodotto differenziato ed il loro effettivo recupero.

L’incenerimento continua ad essere incentivato, solo nel nostro paese, come fonte di energia rinnovabile, nonostante il minimo rendimento energetico di questi impianti (che sono per la maggior parte impianti di rifiuti tal quali), i gravi danni all’ ambiente e all’ economia che anche di recente si sono registrati( latte contaminato oltre il consentito da diossine a Brescia, territorio già gravemente inquinato, ove funziona il più grande inceneritore d’ Italia) e nonostante il fatto che il kilowattora ottenuto bruciando rifiuti, sia quello gravato dalla massima emissione di CO2.

Numerosissimi sono gli studi che hanno evidenziato danni alla salute sulle popolazioni esposte, danni che nessuno può escludere anche con i “nuovi” impianti (NdR: neppure Veronesi) e che hanno indotto migliaia e migliaia di medici, di cittadini, di intellettuali, di associazioni ambientaliste a prendere posizioni anche con esposti e denunce alla Magistratura, affinché venga semplicemente fatto ciò che in tutto il mondo civile si fa, mettendo al primo posto la salvaguardia dell’ ambiente per la tutela nostra e di chi verrà dopo di noi.

Commissario Dimas, La supplichiamo, ci ascolti, faccia tutto quanto è in suo potere affinché si scongiuri questo ennesimo disastro, affinché si facciano scelte che guardano avanti e non indietro, all’ età del fuoco."

Firmato, tra gli altri, da:
Prof. Angelo Gino Levis - genetista,
Dr.Patrizia Gentilini - oncologo,
Prof. Gianni Tamino - biologo,
Dr. Giovanni Ghirga - pediatra e potavoce dei Medici per l’ Ambiente e la Salute Alto Lazio,
Dr. Luigi Carpentiero - Medico del Lavoro,
Dr. Stefano Montanari – Direttore Scientifico Laboratorio nanodiagnostics
Fonte in parte da:
http://www.beppegrillo.it/2008/02/cancronesi/index.html?s=n2008-02-04'%20class=%22Stile13%22%20target=%22_blank%22%20%3E[continua]%3C/a%3E%3Cp%20/%3E%3Cdiv%20align=%22right%22%3E%3Ca%20href=

Che le “masse” della popolazione  fossero femmine e’ amassero essere “fottute” dipende dai punti di vista, ma, una cosa certa e’ che, mai come adesso,  cordate di  capitani coraggiosi senza capitale o con il capitale dei poveri cittadini, continuano a fare il loro sporco gioco, ai danni della salute  collettiva.

Impregilo spa: Buora in Cda non si attende cariche operative - Il Sole 24, Ore Radiocor - Milano, 07 Mag. 2008:
Carlo Buora ha fatto il suo ingresso come consigliere nel Cda (Consiglio di Amministrazione)  di Impresilo spa, proposto dalla lista dell'azionista di controllo Igli (Gavio, Benetton, Ligresti), con la nomina da parte dell'assemblea degli azionisti. A chi gli chiedeva se si attende l'attribuzione di cariche operative, l'ex vicepresidente di Telecom Italia ha replicato: "Assolutamente no, ho gia' dato.
Ho sessantadue anni – ha aggiunto - e sono in pensione". Quanto alle critiche sulla sua maxi-retribuzione in Telecom, Buora ha affermato di essere del tutto indifferente: "Non mi interessa".


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Poteri economici in campo, senza considerare la salute !
Quando tra le pagine della rivista di diffusione medica più letta in Italia compaiono in forte evidenza articoli contro la soia di taglio estremamente
generico, e privi di novità particolari sul tema, l'unico pensiero giornalistico che si può fare è che ci sia l'intenzione di "seminare zizzania" cioè di fornire notizie che riducano la sensazione di sicurezza sulla soia e possano modificare le abitudini alimentari della popolazione.

Infatti l'articolo riporta solo generici avvertimenti, ma ben posizionati sotto un titolo che cita "rischio estrogeni verdi"; in contemporanea con questo articolo un altro, dello stesso tenore e della stessa evidenza,
compare sul settimanale L'Espresso.

Ritengo che ci si trovi in un momento in cui il crescente successo della soia, una alternativa importante alla utilizzazione del latte e dei
prodotti lattiero caseari, stia determinando reazioni commerciali sia nel mondo della produzione lattiero casearia, sia nel mondo della farmacologia: la soia infatti riesce anche da sola a riportare a valori di norma il colesterolo plasmatico nella maggior parte dei soggetti, disturbando quindi il fiorente mercato delle statine.

E se non bastasse la soia contribuisce alla regolazione menopausale e comunque del ciclo ormonale anche nel periodo fertile.
Anche questo
disturba il crescente mercato degli ormoni per il trattamento dei disturbi ginecologici.
Basta leggere quanto di recente accaduto con la Cimicifuga, sospesa dal commercio solo in Italia grazie all'intervento di un ente europeo EMEA,  finanziato al 75% dalle Case Farmaceutiche.

Restiamo coi piedi per terra: impariamo a leggere le notizie con senso critico, cercando di capire se ci possono essere interessi diversi da quello scientifico che fanno dare ad una notizia un particolare rilievo.

E  nella nostra alimentazione usiamo la soia e i suoi derivati serenamente, lasciando spazio non sistematico anche all'uso dei prodotti caseari che fanno parte della nostra cultura, ricordando però che le notizie riportate nel menu’ di destra, al link : http://www.eurosalus.com/notizie/ultime/sdegno-e-rabbia-per-la-sospensione-dal-commercio-della-cimicifuga-interesse-per-la-salute-o-semplic.htm sono frutto di studi scientifici seri e recenti, che poche riviste di diffusione hanno avuto il coraggio di riportare.

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Studio per tentare di screditare l’utilizzo della Vitamina D nella prevenzione del Cancro alla Prostata.
Il 27 aggio 2008, il Journal of the National Cancer Institute ha pubblicato una analisi della popolazione sulla correlazione tra il rischio di cancro alla prostata e il livello serico di 25-idrossi vitamina D in persone anziane.
I risultati dello studio hanno portato gli autori a concludere che la vitamina D non diminuisca il rischio di cancro alla prostata e, inoltre, che maggiori livelli di 25-idrossi vitamina D nella circolazione possano essere associati ad un aumento del rischio di forme più aggressive di cancro prostatico.

Dati i sorprendenti risultati dello studio, ed il fatto che altri studi mostrino che livelli elevati della forma attiva della vitamina D hanno forti effetti anti-cancro inibendo nel contempo la crescita e la diffusione delle cellule di questo cancro, il team scientifico della Life Extension ha eseguito un accurato esame dello studio in questione.
In questa confutazione, Life Extension esamina con meticolosità i numerosi vizi presenti in questo studio finanziato tramite fondi governativi. Per coloro che non vogliano leggere questi dettagli tecnici, riportiamo di seguito tutto quello che devono sapere le persone che prendano integrazione di vitamina D:

Nello studio, solo il 6.3% degli uomini diagnosticati di cancro alla prostata stavano assumendo almeno 1.000 IU di vitamina D quotidiana dal cibo (solo 49 uomini sul totale di 781 diagnosticati). Inoltre, i livelli sanguigni di vitamina D nei soggetti dello studio erano globalmente talmente bassi da rendere verosimile che la maggior parte dei soggetti non assumesse nessun tipo di vitamina D integrativa.

Pertanto, i risultati di questo studio non hanno nessun rilievo per uomini che stiano assumendo le quantità di vitamina D raccomandate per l'ottenimento di livelli sanguigni ottimali.
Dai sintetici titoli apparsi nei media sembrava che questo studio mostrasse che non ha senso assumere integrazioni di vitamina D, quello che succede in realtà è che i soggetti dello studio non stavano proprio assumendo nessuna integrazione di vitamina D.

Come potete leggere, sono presenti numerosi altri vizi che rendono i risultati dello studio completamente senza significato. Stante la sua pubblicazione in una rivista finanziata dal governo, questo studio dissuaderà molti anziani Americani dal prendere vitamina D, il che è una gran notizia per le compagnie farmaceutiche che vendono medicinali per curare le molteplici malattie degenerative provocate da una deficienza di vitamina D.

Link alla pagina originale contenete l'articolo completo:
http://www.lef.org/featured-articles/Vitamin-D-Prostate-Cancer-Risk-Study.htm?source=eNewsLetter2008Wk23-1&key=Archive&l=0#article

BIBLIOGRAFIA:
Ahn J, Peters U, Albanes D, Purdue MP, Abnet CC, Chatterjee N, Horst RL,Hollis BW, Huang WY, Shikany JM, Hayes RB; For the Prostate, Lung, Colorectal, and Ovarian Cancer Screening Trial Project Team. Serum Vitamin D Concentration and Prostate Cancer Risk: A Nested Case-Control Study. J Natl Cancer Inst. 2008 May 27.
Skowronski RJ , Peehl DM , Feldman D . Vitamin D and prostate cancer: 1,25 dihydroxyvitamin D3 receptors and actions in human prostate cancer cell lines . Endocrinology . 1993 ; 132 ( 5 ): 1952 - 1960.
Peehl DM , Skowronski RJ , Leung GK , Wong ST , Stamey TA , Feldman D .
Antiproliferative effects of 1,25-dihydroxyvitamin D3 on primary cultures of human prostatic cells . Cancer Res. 1994 ; 54 ( 3 ): 805 - 810.
Oades GM , Dredge K , Kirby RS , Colston KW . Vitamin D receptor dependent antitumour effects of 1,25-dihydroxyvitamin D3 and two synthetic analogues in three in vivo models of prostate cancer . BJU Int .2002 ; 90 ( 6 ): 607 - 616 .

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Che il chiarissimo Prof. Garattini è asservito alle multinazionali e farmaceutiche è cosa nota, dal momento che non ha alzato un dito contro l'Aulin che ha causato più vittime della mucca pazza...o dello scoop del secolo dell'aviaria....pensiamo anche alle MIRACOLOSE STATINE CONTRO il COLESTEROLO, così caldeggiate dai guru scientifici nazionali che intascano miliardi dalle multinazionali e milioni per le comparsate televisive.
Non contiamo poi i risultati scientifici dei trattamenti chemioterapici, radioterapici, etc... se  sopravvivono il 20 % dei malati di tumore è un miracolo, parliamo anche della tanto acclamata terapia con interferone per l'epatite C, con risultati a breve termine che non superano il 30% (abbassamento della carica virale o scomparsa del virus HCV) con effetti collaterali sul tono dell'umore ed a lungo termine sul sistema immunitario dei pazienti..... Ah... ma di questo non parla l'eminente Prof. Garattini.
La scienza è sperimentazione, anche ad Edison scoppiarono in mano varie ampolle di vetro prima di assicurarci a tutti la comodità di una lampadina elettrica. Anch'egli apparve  alquanto bizzarro per i suoi contemporanei che ancora concepivano le torce e le candele come uniche fonti di illuminazione ...
Le gogne mediatiche senza confrontare report clinici  sono tipiche di questo povero nostro paese colluso tra mafia e politica, di qualsiasi colore opportunisticamente si vesta.
Non parlo per sentito dire, essendo io stessa portatrice del virus HCV gentilmente trasmessomi verosimilmente durante un intervento chirurgico. Personalmente sperimento su me stessa l'alimento biodinamico in questione, e mentre vari amici sono già trapiantati, o sono cirrotici anche dopo terapie interferoniche ripetute per anni godo, a Dio piacendo, di ottima salute sia fisica che mentale.

25.3.2008 -“La decisione della Corea del Sud di mettere al bando la mozzarella di bufala per il timore della contaminazione della diossina è saggia e logica e credo che l’Italia debba fare i giusti controlli per vedere se è ancora il caso di mettere questo alimento a disposizione della gente”. Lo dice il professor Silvio Garattini  direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, dopo la decisione del paese asiatico di bloccare l’importazione di mozzarelle di bufale campane. Garattini annuncia che il suo istituto effettuerà dei test per verificare l’eventuale contaminazione delle mozzarelle.“La diossina è una sostanza inquinante cancerogena che si deposita nei grassi - spiega ancora Garattini - per questo motivo una volta assunta dall’organismo è difficilissimo eliminarla perchè non è idrosolubile. La presenza di diossina riscontrata nel latte e nella mozzarella proveniente da alcuni allevamenti campani probabilmente è legata ai tanti roghi di immondizia che da settimane si susseguono nella Regione, ad opera dei cittadini esasperati dalla situazione di emergenza rifiuti”.

“La diossina si deposita sull’erba e, quindi, viene assunta dalle mucche per via orale. Una volta entrata in circolo – continua il professore - si deposita nel tessuto adiposo e viene eliminata nel latte. Questa sostanza infatti si deposita proprio nei grassi di cui è ricco il latte. E quindi nei prodotti derivati quali la mozzarella”. Per Garattini non bisogna rischiare: “prima si facciano i controlli e poi, eventualmente, si dia il via libera alla vendita di mozzarella di bufala e degli altri derivati a rischio”.

Veramente sull'eminentissimo Prof. Garattini ho delle grosse riserve, dal momento che non ha mai alzato la sua autorevole voce contro l'Aulin, ritirato dal commercio già in alcuni paesi per epatopatie gravi e fulminanti, come non ho mai sentito la sua illustrissima dottrina elencare le statine come farmaci fortemente sospettate di provocare gravi cardiopatie. nemmeno ho udito parlare di truffa riguardo la terapia ad interferone  ed adesso associata a retrovirali, per i pazienti affetti da HCV (ovvero dal virus che provoca l'epatite C, verosimilmente trasmesso alla maggioranza della popolazione infettata nelle strutture sanitarie, dopo interventi chirurgici).
Tale terapia nel breve - medio periodo porta in alcuni casi (a seconda del genoma del virus) ad un abbassamento della carica virale, ma nel lungo periodo  si stanno evidenziando nei pazienti sottoposti a tale terapia recidive e disordini del sistema immunitario. In ogni caso l'interferone non cura tutte le persone affette da HCV anche se sino ad oggi in associazione con antivirali è la terapia anche se viene caldamente consigliata a livello medico . Che dire poi dei vaccini
contro il virus dell'influenza, espressamente consigliati per le persone anziane o affette da patologie croniche, che costano allo Stato milioni di euro ogni anno, e della cui efficacia non c'è la minima ricerca per validarli scientificamente. Sappiamo che un  farmaco viene immesso sul mercato quando dopo in media 5 anni di sperimentazione ha dato sull'uomo il 30% di risultati favorevoli ? E negli altri 70% dei casi in cui il principio attivo non ha funzionato ?
La sanità è un business che muove miliardi di euro all'anno, pensate che le anime belle come quella dell'eminentissimo Prof, Garattini siano immuni dai richiami delle sirene ?
Perchè sulle metodiche cosiddette alternative non ci sono i soldi per una seria sperimentazione clinica ?
Perchè non rende, perchè la prevenzione non fa malati e quindi consumatori di farmaci. Mi dispiace che di queste cose se ne parli con metodi e modi beceri e poco accademici. Allora se invochiamo le forche mediatiche per un alimento biodinamico cosa dovrei chiedere io affetta da epatite C dopo un intervento chirurgico, mi è andata bene che non mi abbiano trasmesso l'AIDS con il sangue infetto, acquistato dall'esimio Dott. De Lorenzo al tempo Ministro della Salute.
Con me gli affari sono andati male perchè non prenderò nè interferone nè retrovirali , ma un po' di sciroppo allo zucchero mi addolcirà la bocca, resa amara da troppo tempo da scienziati nominati sul campo direttamente dalle multinazionali farmaceutiche. Grazie della cortese attenzione
By Umberta Torti

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Importante: ….pur segnalando in questo Portale Guida alla Salute Naturale le gravi anomalie (anche criminali) della Sanita’ Mondiale gestita dalle Lobbies  farmaceutiche e dei loro “agenti-rappresentanti” inseriti a tutti i livelli, Politici e Sanitari nel Mondo intero, vogliamo anche ricordare e spendere per Giustizia delle parole per gratificare e ringraziare quei centinaia di migliaia di medici (quelli in buona fede) che, malgrado le interferenze degli interessi di quelle Lobbies, incessantemente si prodigano ogni giorno aiutare i malati che a loro si rivolgono e che con i progressi delle apparecchiature tecnologiche per la diagnostica e delle tecniche interventive, stanno facendo notevoli progressi e raggiungono per essi risultati ed effetti benefici, che fino a qualche anno fa erano impensabili.
Vediamo ogni giorno progressi in tal senso, ma la terapeutica indicata dalla direzione della Sanita’ ufficiale Mondiale = OMS (che e' legata alle linee guida di dette Lobbies), non segue, salvo rari casi, quella curva progressiva di benessere per i malati.

Se questi bravi medici che operano giornalmente sul campo, conoscessero anche la Medicina Naturale, potrebbero migliorare e di molto le loro tecniche terapeutiche, con grande beneficio per tutti i malati

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