Complimenti.....Sei entrato nel piu' completo Portale sulle Medicine Alternative, Biologico  Naturali e Spirituali - la Guida alla Salute Naturale - Leggi, Studia, Pratica e starai in Perfetta  Salute, senza Farmaci ne' Vaccini


GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


COSA e' il DENARO ?
 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)
vedi: Origini segrete della Banca d'Inghilterra

Dichiarazione della Banca d’Inghilterra:
i soldi non sono rappresentazione su carta di beni reali, ma sono cambiali universalmente riconosciute,
vengono creati nella loro maggioranza dalle Banche Commerciali nell’atto di fare supposti "prestiti".
http://www.oltre12.net/2014/03/rendetelo-virale-banca-dinghilterra-i.html?spref=fb&fbclid=IwAR2juBBOqOs8R0fI08I24WvYxdpUpmvXaP_tEdicULu4LsH_SbAGfkOQRmE&m=1ù

Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)

La Fame nel mondo e' DOVUTA non alla mancanza di cibo, ma alla mancanza di denaro nelle tasche delle popolazioni del mondo che infatti NON si possono comperare da mangiare ! e dove e' finito il denaro ? nelle tasche dei finanzieri (banchieri)  del mondo, i quali hanno INDEBITATO (con i loro uomini immessi nei centri nevralgici - direzione - dei vari stati), anche gli stati, sottraendo denaro vero e fresco alle popolazioni che lavorano con sudore, del mondo intero, "vendendo loro dei pezzi di carta stampata senza vero valore monetario (sub primes + derivati + carta moneta, tutti carta straccia senza copertura reale - NON esite piu' l'oro a copertura della moneta circolante, per cui la moneta e' carta straccia stampata a seconda del fabbisogno dei banchieri ) ...attraverso le banche....ed i loro lacche', la Casta dei politici dei vari stati del mondo, che NON hanno "tutelato" la propria popolazione da quegli avvoltoi, anzi, hanno tutelato gli interessi dei banchieri e finanzieri tollerando, a discapito dei propri cittadini, che quei PIRATI della finanza mondiale rapinassero i loro sudditi ignoranti !

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Arma Letale … ovvero … Cambiale Sociale
La “Cambiale Sociale” non è soltanto un freddo ed inerte strumento monetario. Tutti gli strumenti hanno un “anima”….
Noi di AlbaMediterranea abbiamo voluto darle intenzionalmente, precisamente e scientemente una sua ben definita identificazione e collocazione, anche in ambito culturale, sociale, storico, politico che possono essere definite attraverso le formulazioni che seguono :
1) I poteri dello Stato effettivamente sono quattro :
a) Monetario;
b) Legislativo;
c) Esecutivo;
d) Giudiziario;

2) Il potere monetario non può e non deve essere mai delegabile;

3) La prima sovranità del cittadino è il riconoscimento del valore economico e l’emissione di divisa che rappresenti la quantità di detto riconosciuto valore;

4) Emissione individuale del denaro da parte di ciascun cittadino come massima forma di democrazia orizzontale;

5) Il denaro è primariamente una funzione sociale con due principali aspetti/caratteristiche :
a) è di tutti, come uso individuale e sociale;
b) è di possesso collettivo in quanto non singolarmente accumulabile, detenuto temporaneamente dal portatore;

6) La funzione prima ed essenziale del denaro è la sua circolazione e non la sua tesaurizzazione, capitalizzazione, accaparramento;

7) La circolazione del denaro è una funzione sinergica della fiducia sociale e collettiva e la sua circolazione è prova e testimonianza della restituzione e distribuzione del valore emesso dall’individuo in favore della collettività e viceversa.

Va quindi riconfermato il concetto che stante così il contesto normativo e convenzionale generalmente accettato, la banconota integra in sé il valore del lavoro dell’”altro”…

Ma quando è possibile produrre, o meglio “creare” valore da integrare poi nella moneta ?
Quando contemporaneamente coesistono i dieci elementi coagulanti, e cioè nell’esatto ordine :
1) clima ed ambiente ottimale;
2) territorio di dimensioni quanto più ampie possibili;
3) massa critica di popolazione, a seconda della concentrazione in un determinato territorio;
4) disponibilità di risorse alimentari e minerali del territorio;
5) livello tecnologico/culturale/sociale/strutturale elevato e diffuso largamente nella popolazione;
6) energia in quantità e a basso costo;
7) libertà imprenditoriale singola o collettivistica
8) beni, prodotti e servizi
9) mercato su cui immettere i beni, prodotti, servizi
10) moneta per “valorizzare” e scambiare tutte queste risorse

Quindi alla fine della filiera… e perché esista la filiera, occorre una moneta e quindi necessariamente una “banconota”.
La “cambiale Sociale” è a tutti gli effetti una banconota, in quanto è anche “Titolo al Portatore”.
Il libro “Arma Letale … ovvero … Cambiale Sociale” parla di tutto questo e molto altro rivisitando e riformulando concetti che tutti danno per ovvi, scontati, acquisiti ed invece nascondono sfaccettature e personalità del tutto impreviste, impensabili, insospettabili …. La cui scoperta lascerà sbalorditi, frastornati, confusi, ma soprattutto con una profondamente diversa e sconcertante visione della società che ci circonda.
I motivi che mi hanno spinto a realizzare questa ricerca sull’essenza e reale e multiforme immagine della “Moneta” sono molteplici, e alcuni spiccano tra gli altri.

Il primo motivo è senza falsi pudori la possibilità di farmi conoscere che questa pubblicazione rappresenta per me, ma subito appresso viene il desiderio di trasmettere ad altri le mie esperienze e conoscenze riguardanti i luoghi del pensiero e della consapevolezza che noi cittadini affrontiamo tutti i giorni, che per mille ragioni “impellenti” ed inderogabili della vorticosa vita moderna pochi, percepiscono, non conoscono a sufficienza o addirittura neppure suppongono.

Visionate questi video:

 

Negli USA l'agenzia (privata) di riscossione delle Tasse, non paga le Tasse ed e' in mano ai soliti Criminali !
 

Video da visionare per comprendere il meccanismo del FURTO dei nostri beni da parte di questi CRIMINALI a livello mondiale !

Video di Paolo Barnard, Rivoluzionario !

 

PERCHE' le TASSE NON DEBBONO ESSERE PAGATE - IL DENARO (moneta di carta) e' ILLIMITATO per TUTTI
 
 

vedi: QUESTI i SOCI delle VARIE BANCHE Centrali + BCE + FEDERAL RESERVE & C. (nei fatti tutte private)

Nuovo dollaro americano - Trump e il nuovo Dollaro sostenuto dall’Oro -  2017


ll DENARO STERCO del DEMONIO - vedi: Denaro illegale
"STORIA di un AFFASCINANTE SCOMMESSA sul NULLA"

Da utile mezzo è diventato fine, da servo si è fatto padrone, crediamo di maneggiarlo ed invece ci manipola, crediamo di usarlo ed invece ci usa, crediamo di muoverlo ed invece ci fa muovere, anzi trottare, crediamo di possederlo ed invece ci possiede. Inoltre, considerato globalmente, il denaro ha raggiunto un tale stratosferico volume e lo abbiamo caricato di tali aspettative che, prima o poi, gonfiato a dimensioni oniriche, imploderà con conseguenze devastanti.

I teologi, cristiani e musulmani, sono sempre rimasti impressionati dalla capacità di possessione del denaro e dalle devastazioni che può compiere nell'animo umano. 
Più laicamente i marxisti più ortodossi l'hanno dannato perché sarebbe 'lo strumento per appropriarsi del lavoro altrui'. Gli psicoanalisti lo apparentano allo sterco, per il piacere che se ne trae sia nell'espellerlo che nel ritenerlo. Ma se è sterco è uno sterco molto speciale, trascendente e metafisico: è, per dirla con Lutero, lo sterco del Demonio.

  • CHE COS'È IL DENARO
    Tradizionalmente le funzioni del denaro sono quattro:

    1. Misura del valore;

    2. Intermediario nello scambio;

    3. Mezzo di pagamento;

    4. Deposito di ricchezza.

    Niente da dire sulle prime tre. Ma togliamoci dalla testa che il denaro sia ricchezza o che la rappresenti (nel 1600 gli spagnoli ricchi dell'oro e argento rapinato agli indios si ritrovarono più poveri di prima, e nel 1929 le ricchezze in denaro divennero carta straccia). Il valore di una mucca invece, per quanto possa variare, non può essere ridotto a zero, ci ricaverò sempre del latte o, alla mala parata, ne farò bistecche. Io posso essere certamente disposto a scambiare la mia mucca per denaro, ma non cambierei mai tutti i beni del mondo con tutto il denaro del mondo.

    Perché non saprei cosa farmene. Il denaro non aumenta di nulla la ricchezza del mondo, perché può acquistare unicamente ciò che c'è già, può trasferire solo la titolarità della proprietà delle cose. Può spostare ricchezza, non è esso stesso ricchezza.. Il denaro raggiunge la sua perfezione e la sua purezza quanto più si smaterializza, perché il denaro in quanto tale non esiste in natura: è un'astrazione. Infatti in qualsiasi forma si presenti (moneta-merce, oro, monete metalliche, cartamoneta, banconote, azioni, obbligazioni, registrazioni in conto corrente, impulsi elettronici, tacca con cui il barista segna che gli devo un caffè) il denaro è una promessa. Funziona da intermediario nello scambio non perché è un valore materiale ma in quanto è una promessa.

    Altrimenti si tratterebbe di un baratto, di un semplice scambio di cosa contro cosa. Chi detiene il denaro è in possesso di una promessa che qualcuno, per il momento indefinito, farà qualche cosa per lui (gli fornirà una merce, un servizio, eccetera).
    La moneta invece è il segno dell'esistenza di questa promessa.

    Se il denaro è una promessa la moneta è una convenzione con la quale si concorda che un determinato oggetto funziona come garanzia di tale promessa, come titolo di credito. Infatti il denaro, quale che sia la sua forma, è sempre un credito. la promessa (cioè il denaro, oltre a essere di per sé aleatoria, non regge all'infinito. È un fatto che i debiti, alla lunga, non sono pagati. Se così non fosse, qualunque piccolo gruzzolo, depositato in banca, nel giro di qualche decennio diventerebbe, con gli interessi composti, enorme. Invece, nel giro di qualche decennio, e anche molto prima, quel gruzzolo scompare. Ma poiché il denaro non esiste, è un credo, una fede, un'illusione, può sparire anche di colpo o in pochissimi giorni. Sismondi3 fa un divertente elenco di casi, a lui vicini nel tempo, in cui il denaro si volatilizzò: l'antica Banca di Copenaghen fu costretta a sospendere i pagamenti nel 1745; rifondata nel 1791 collassò nuovamente nel 1831; la Banca di Vienna sospese i pagamenti nel 1797; e la Banca di Stoccolma, la prima Banca centrale comparsa al mondo, nel 1762 pagava soltanto 1/96 dei suoi debiti originari. Più recentemente si possono ricordare la grande inflazione che colpì gli Stati Uniti dopo la guerra di secessione (al Sud la moneta perse il 98,4% del suo valore) e quella, ancor più devastante, di Weimar che in pochi mesi cancellò l'intero risparmio tedesco, o il crollo di Wall Street del '29.

    Ripetiamo: È un fatto che i debiti, alla lunga, non sono pagati. La promessa non viene mantenuta. Il denaro scotta quindi fra le mani e bisogna liberarsene prima che cominci a bruciare le dita. Come il famoso cerino acceso. L'abilità consiste, come nel gioco, nel tenere il cerino in mano fino all'ultimo momento.

    Per questo gli imprenditori e i finanzieri, che sono gli individui che meglio hanno capito la funzione del denaro, lo fanno girare vorticosamente, cambiandogli di continuo impiego e trattenendo solo quel minimo di liquidità che è loro indispensabile, pronti a disfarsene del tutto. Il gran gioco del denaro è tutto qui: far ricadere, al momento opportuno, la sua inesistenza sui troppo creduloni.

    Il modo più ragionevole di usare il denaro è quindi disfarsene. E anche piuttosto in fretta.1 Chi vende infatti per denaro è, in teoria, un fesso. Perché cede qualcosa che c'è (un bene, un lavoro) per qualcosa che non c'è ed è mera aspettativa di qualcosa che forse ci sarà. Scambia la certezza del presente con l'incertezza del futuro. Ed è inutile quindi mettere in discussione l'interesse o l'attività finanziaria se non si mette in discussione il denaro.

    Perché tutto è cominciato lì. È una marcia partita migliaia di anni fa, lenta all'inizio, contrastata per molti secoli; durante il Medioevo, il denaro scomparve e riapparve come una profezia intorno all'anno Mille. Da allora la sua marcia è diventata una scorribanda trionfale che ha finito per travolgere tutto, uomini e cose.
     

  • LA STORIA DEL DENARO
    Nelle società tribali, antiche e moderne, la produzione e la distribuzione dei beni materiali erano incorporate in relazioni sociali che non avevano natura economica. Lo scambio intertribale nella forma del dono è sempre collettivo (non esiste la figura del 'mercante') è accompagnato da riti religiosi danze, feste, banchetti. E anche quando assume più propriamente la forma del baratto manca completamente il fine di lucro, di guadagno, di profitto, come noi lo intendiamo, che anzi se fosse presente in forma esplicita sarebbe motivo del più profondo disprezzo; il prestigio è l'autentico fine di tutta la faccenda.
    Che il motivo dell'onore sia assolutamente fondante nella civiltà tribale lo si vede in quell'istituto straordinario che è il potlach dove, puramente e semplicemente, si distruggono voluttuariamente dei beni per schiacciare, per 'annientare' il rivale.
    La ricchezza dei primitivi viene accumulata per dilapidarla alla prima buona occasione: nel potlach, in feste, in banchetti, nei matrimoni.  La ricchezza è fatta per essere spesa a fondo perduto.

    Anche nelle società degli antichi Imperi si ritiene che il lucro e il guadagno individuali incrinino la solidità e l'unità di gruppo L'equivalenza dei beni, nel baratto, è decisa dalle tradizioni e dalla legge. Ma sul luogo del mercato interviene un funzionario dello Stato che, ferme restando le equivalenze, raziona il bene in modo che tutti ne abbiano la minima quantità necessaria e i ricchi non possano accaparrarselo.

    Il mercante individuale che guadagna sulla differenza di prezzo fra ciò che acquista e ciò che vende farà la sua prima apparizione in Grecia nel VII e VI sec. a C., solo dopo l'introduzione della moneta coniata.

    Fu in Lidia, un piccolo regno dell'Asia minore, che, fra la fine dell'VIII sec. a. C. e l'inizio del VII, comparve la moneta (elektron) coniata in metallo prezioso, garantita, nel peso, nella misura e quindi nel valore, da chi l'aveva battuta, cioè dallo Stato era nata la forma-denaro. Insieme al denaro nacque il suo fratello gemello, il mercato. E contemporaneamente fecero la loro apparizione la filosofia, la scienza, l'economia, la polis, la democrazia, la personalità, il lavoro individuale, la povertà individuale e la solitudine dell'uomo. Lacerate infatti in modo irreparabile le strutture tribali, l'uomo, per la prima volta nella sua storia, si trovò a doversi procacciare i mezzi di sussistenza da solo o con la sua famiglia senza poter più contare sull'aiuto solidale del gruppo e nemmeno, come era stato negli antichi Imperi, sull'assistenza dello Stato.

    Compaiono cioè preoccupazioni che erano ignote alla società tribale e fa capolino una concezione lineare del tempo, una proiezione verso il futuro, che è tipica di una società dove comincia a circolare il denaro. Col denaro si era entrati in pieno nella brutale età del ferro. Ed è da questo momento che l'uomo cominciò a rimpiangere una mitica età dell'oro in cui la terra dava i suoi frutti in abbondanza senza che ci si dovesse affannare troppo né scannarsi fra simili.
    Ora tutto ha un prezzo, tutto è monetizzabile, tutto è denaro. E col denaro compare, fatalmente, la sua prole: l'interesse, anzi l'usura perché in quei primi tempi non si fa differenza chiamandosi usura qualunque remunerazione del capitale prestato.
    Il prestito a interesse (di beni nde) prende piede con le civiltà urbane degli antichi Imperi (Sumeri, Ittiti, Egizi) e variava dal 20 al 33%, mentre per i più poveri e bisognosi lo Stato garantiva un interesse ridotto. Ma è con l'invenzione della moneta che si aprono le cateratte.

    Mentre in Grecia classica ed in Mesopotamia il prestito a interesse (dal 10 al 40%) sfondò senza incontrare resistenza in tutte le altre parti del mondo la comparsa dell'usura sistematica, che rompeva totalmente con tutti i principi di solidarietà sociale, fu uno choc difficile da assorbire. E con il denaro e l'usura (combattuta inutilmente con la legge da Israele alla Persia, dall'India a Roma) irrompono mutui, ipoteche, depositi a interesse, prestiti su pegno, cambi di valute fino alla cambiale. Intorno al IV secolo a. C., in Grecia, compaiono le banche alla cui origine sta la figura del cambiavalute. E con esse la perdita del potere di acquisto (inflazione) cui si accompagna la diminuzione dei salari.

    È la consueta tesi per cui l'ulteriore impoverimento della povera gente è inevitabile all'inizio di ogni processo di sviluppo, in quanto è necessario per costituire il capitale. Si tratta, si dice, di periodi di transizione. Peccato che non finiscano mai.
    Si afferma anche il regime della doppia moneta: una forte a disposizione dei mercanti e una debole usata dalla gente comune e questa disparità vige tuttora nei rapporti fra Terzo Mondo e Paesi industrializzati (ove l'imprenditore internazionale paga la manodopera o le materie prime con moneta debole - locale - e rivende poi sui mercati in cambio di dollari.) Il conseguente approfondirsi delle diseguaglianze economiche fenomeno quasi sconosciuto prima del 700 a. C. porta al tentativo di controllare questo potenziale esplosivo rappresentato dall'imponente massa dei poveri attraverso l'esaltazione, teorica, della povertà, con la creazione dell'etica della povertà dignitosa che durerà fino all'avvento della Riforma e dell'industrialismo fino a lambire i nostri giorni prima che si affermasse definitivamente il principio che solo chi ha è.

    Il denaro così si avvia a diventare un fine. Scrive Max Weber: 'Che uno possa proporsi a scopo del lavoro di tutta la sua vita unicamente il pensiero di scendere nella tomba carico del massimo peso possibile di denaro e di beni, appare spiegabile solo come un prodotto di impulsi perversi'. In questo percorso, dal denaro come mezzo al denaro come fine, è fondamentale la nascita della lettera di cambio2, la prima forma di cartamoneta che assumerà nel 1694, con la Banca d'Inghilterra, la forma della banconota.

    Siamo quindi alla nascita della attività di credito, con la quale emerge chiaramente per la prima volta la possibilità di guadagnare denaro con un'attività economica senza il sudore della fronte; emerge la possibilità di far lavorare a proprio vantaggio altra gente senza l'impiego di mezzi coercitivi.

    E con essa si radica l'usura nonostante i divieti e le condanne (vedi Concilio Laterano del 1139 e Concilio di Vienne del 1311). Verso la fine del XVIII secolo viene legittimato in Europa un capolvolgimento di portata copernicana: si passa da un'epoca in cui l'economia è ancora subordinata alle esigenze della comunità umana a un'altra in cui le leggi economiche prendono liberamente il sopravvento ed è l'uomo a doversi piegare ad esse. I teorici di quella nuova scienza che è l'economia politica considerano le leggi economiche né più né meno che leggi di natura, ineluttabili, alle quali è inutile cercare di opporsi, È nato il primato dell'economia.

    Questo primato si accompagna e si sposa a cambiamenti epocali che, a partire dal XVI secolo, riguardano la concezione del tempo (il futuro viene inteso non più come un aldilà metafisico e religioso ma un aldiqua concreto legato al calcolo, al futuro che nella sua essenza è appunto il denaro. Il concetto di 'investimento' presuppone la fiducia nel futuro), la proprietà terriera (scompaiono l'inalienabilità della terra, il divieto di recintare i campi, l'obbligo di farla riposare - la rotazione a maggese -, il divieto di adibire a pascolo le terre arate senza l'approvazione della comunità), l'urbanizzazione (i cambiamenti di coltivazione decisi dai grandi proprietari costrinsero i contadini ad andarsene trasformando i più poveri di essi, 'da una popolazione di contadini dignitosi , in una folla di mendicanti e di ladri') e la Rivoluzione Industriale (1750/1870 - sposta il centro di produzione dalla terra alla fabbrica; il produttore/contadino diviene un salariato/consumatore inevitabilmente costretto a entrare nel meccanismo monetario.L'industrialismo postula infatti la necessità della moneta in ogni settore dell'economia poiché tutti i redditi devono derivare dalla vendita di qualcosa).

    Così, che lavori o che riposi, l'uomo non è più il padrone del suo tempo, ma lo schiavo. La società umana diventa un accessorio del sistema economico. E il 'Fare denaro' diventa un'etica, un comandamento morale. L'industrialismo diversifica i beni, parcellizza le produzioni, aumenta la divisione del lavoro: e più il lavoratore si specializza più si allontana dall'autosufficienza e viene a dipendere totalmente dal denaro.

    Se fra il XVII e il XVIII secolo l'economia si pone al centro della vita dell'uomo, sottomettendola alle sue esigenze, nel XIX è il denaro che si mette al centro dell'economia, finendo in breve tempo per assoggettarla. produzione, investimenti, risparmio, redistribuzione dei redditi dipendono dal tasso di sconto, cioè dal costo del denaro. Quindi nemmeno più direttamente dal denaro in se stesso ma dal frutto della sua gravidanza isterica: l'interesse.

    La spinta decisiva a questa ascensione del denaro è stata data dalla banconota 4 con la quale il denaro si emancipa da qualsiasi valore intrinseco. A differenza di lettere di cambio, titoli di debito pubblico o certificati di deposito la banconota ha corso legale, cioè deve essere accettata su tutto il territorio nazionale. Siamo in Inghilterra nel 1700.

    Nasce dunque il sistema monetario basato sulla fiducia: e se la fiducia crolla, e tutti si presentano agli sportelli bancari a chiedere in cambio delle banconote il 'denaro sonante', o oro che dir si voglia, si hanno i famosi crack finanziari durante i quali le banconote tornano ad essere ciò che realmente sono: carta. Sull'onda poi della 'rivoluzione tenologica' assistiamo alla evoluzione, in senso sempre più virtuale, del denaro: dalla banconota passiamo ai titoli, alle azioni, alle obbligazioni, ai pegni, alle ipoteche, alle polizze di assicurazione, ai fondi di previdenza, alle rateizzazioni.

    Il denaro, separandosi dalla moneta, assume la forma del credito. Acquista quindi un'esistenza del tutto autonoma, staccata dalle specifiche merci e, pur non possedendo più alcun valore intrinseco, diventa a sua volta merce in quanto denaro. Il che non è solo lucroso ma addirittura inevitabile: infatti tutte le merci esistenti non sono più in grado di soddisfare la gigantesca massa di denaro che si è venuta a creare. Nasce la Borsa, ove azioni, obbligazioni, titoli di Stato, valute, Financial Futures, Derivati, swaps, hedges, knock-out e chi più ne ha più ne metta partecipano a questo gioco cannibalico del denaro che avidamente compra se stesso, un traffico in cui si compra e si vende ciò che non esiste, o meglio si comprano e si vendono proiezioni mentali nel futuro… i Futures appunto !

    Si è fatto strada il principio che non è ricco chi lavora, ma chi lavora col denaro. Siamo al denaro finanziario: un percorso obbligato, perché il denaro finanziario sta al denaro, per così dire, commerciale, come il missile atomico alla pallottola. Inventata l'una non si può che arrivare all'altro.

    Dunque questo il percorso durato tremila anni: Moneta - merce (buoi, riso, sale, pelli, ecc.), moneta (coniata in metallo prezioso), moneta cartacea (convertibile in oro o argento), banconota (non più convertibile in oro o argento), moneta scritturale (assegni, depositi, partite di giro), moneta elettronica (denaro formato da bit e byte, cioè da impulsi elettronici, plastic card, smart-chip-card).

    Si spezza così l'ultimo legame fra denaro e materia, e l'unico elemento frenante di una finanza completamente virtuale sono le persone. Karl Marx ha scritto con profonda intuizione: 'Il materiale in cui si esprime questo simbolo [il denaro] non è affatto indifferente, per quanto diverso esso si presenti storicamente. Insieme al simbolo, lo sviluppo della società elabora anche il materiale a essa sempre più corrispondente, ad un denaro virtuale non può che corrispondere una società virtuale.

    COSA e' il denaro - Precetto Cinese

  • IL DENARO COME FINE E LA FINE DEL DENARO

    Il denaro dunque non è mai stato così presente nella nostra esistenza come oggi che, fisicamente, è assente. Impregna la nostra mentalità, modella le nostre coscienze, determina i nostri stili di vita. Automobili, aerei, telefoni, telefonini, fax, computer, nati allo scopo di risparmiare tempo, ci vedono in continuo affanno, con gli occhi sempre rivolti all'orologio.
    Non abbiamo tempo di vivere il presente perché ci è rubato dal futuro: questi sono i ritmi cui ci obbliga la logica del denaro.
    La vita è tutto un soppesare, calcolare, misurare i costi e i ricavi delle nostre e delle altrui azioni. Tutto è tradotto a valutato in termini di denaro. Tutto è business. Anche le attività più spirituali e i sentimenti più sacri sono misurati in denaro: dalla ricorrenza del giorno dei morti ('un business da 100 miliardi') alla morte dei Vip (lady Diana) alla malattia. Neppure la vecchiaia è più la vecchiaia ma il 'rischio vecchiaia' (dal punto di vista assicurativo o della previdenza).

    Oggi il principio fondamentale di ogni agire economico è la mancanza di scrupoli. Si ha prestigio se si ha denaro, ma si ha denaro anche grazie al prestigio, perché è quest'ultimo che oggi conferisce quella credibilità che una volta era riservata all'onestà. Scrive G. Simmel5: 'L'indifferenza con cui si presta ad ogni utilizzazione, l'infedeltà con cui si separa da ogni oggetto, perché non era veramente legato a nessuno, l'oggettività, che esclude qualsiasi rapporto affettivo e lo rende adatto ad essere un puro mezzo, tutto ciò determina un'analogia fatale fra denaro e prostituzione'. E così, come il cane finisce per assomigliare al suo padrone, assumendone tic e fisionomia, l'uomo d'oggi è come il suo denaro: frenetico e vuoto. I due orgogli della società liberale uscita dalla Rivoluzione industriale, il primato della politica e della democrazia, si sono sottomessi alle leggi del mercato finanziario internazionale. E quindi i governanti e le loro scelte dipendono dal denaro e dalle strutture che lo governano (FMI, Banca Mondiale ecc.) 6.

    Denaro e benessere dell'uomo non hanno nulla da spartire, anzi sono su sponde opposte: il cibo non va dove c'è la fame ma dove c'è il denaro che può comprarlo ai prezzi più remunerativi, durante la guerra il denaro prospera ma la gente sta male, la ricchezza aumenta e la popolazione impoverisce. Sembra che ci sia qualcosa che non quadri: e invece quadra tutto benissimo, dato che il valore è il denaro e niente altro. Gli uomini sono valutati in base a ciò che guadagnano e le disuguaglianze, da quando ha preso piede l'economia monetaria, non hanno fatto che aumentare.

    I valori che distinguono la società moderna da tutte le altre si rifanno al primato della visione economica, secondo la quale in un mondo di oggetti non possedere significa non esistere. Insomma da un lato il sistema, usando il denaro come specchietto per le allodole, spinge una parte degli uomini a lavorare freneticamente e sempre di più, dall'altro impedisce di lavorare a chi ne ha bisogno.

    La capacità del denaro di crescere come un tumore sul corpo che gli ha dato vita sino ad invaderlo completamente, soffocarlo e distruggerlo, deriva dalla sua natura squisitamente tautologica, dalla sua attitudine ad autolimentarsi, diventando così un fine, un fine ultimo, un fine che non ha altri fini al di fuori di se stesso. E poiché il denaro è un sacco vuoto, un puro Nulla, il suo fine non ha mai fine, si pone in un futuro irraggiungibile, trascinando con sé, in questa corsa verso il niente, l'uomo.
    Questa natura è particolarmente evidente nel meccanismo finanziario, del denaro che compra denaro. Scrive Bazelon7: 'Il denaro finanziario non è denaro da spendere. Con esso non si compra mai nulla; serve a guadagnare altro denaro. E quando poi si è in pieno movimento, non si compra nulla nemmeno col denaro guadagnato sul denaro adoperato per guadagnarlo, e così via.'

    Così funziona anche il circuito creditizio internazionale: crediti enormi, ormai inesigibili, vengono pagati sempre più spesso aprendo altre linee di credito al debitore. Cioè il creditore paga il debitore perché lo paghi. Soddisfa la promessa di pagamento di cui è detentore con un'altra (vedi gli Stati Uniti con l'Europa dopo la prima guerra mondiale ed oggi con l'Est asiatico, o il Messico ed il Terzo Mondo con i paesi industrializzati).

    Così funziona l'attività industriale e commerciale: non si producono o vendono cose utili a chi non le ha, si produce per ottenere valore di scambio e cioè denaro, si deve produrre per produrre (per questo, nonostante esista una tecnologia in grado di produrre materiali quasi indistruttibili, i prodotti hanno una resistenza e un'esistenza sempre più breve).
    Così funziona il sistema di creazione di nuovi bisogni da soddisfare con nuovi beni (l'offerta che crea la domanda).
    La produzione non serve più per la soddisfazione di un bisogno ma per accaparrare denaro in funzione del denaro.
    A questo punto della storia dell'uomo il denaro è diventato la sostanza materiale dell'esistenza, è diventato la 'vera comunità'. È diventato tutto.
    E i risparmiatori sono i fessi storici di questa vicenda, quelli che, avendone poco, finanziano strutturalmente quelli che ne maneggiano molto, quelli che risparmiano perché temono (causa la disoccupazione e l'abbassamento dei salari) per il futuro.
    Non hanno capito che a essere diventato precario non è il futuro, ma il denaro.

* Questo comunicato è interamente costruito usando liberamente, come in un 'puzzle' che in 4 pagine cerca di riassumerne 300, brani di uno splendido libro di Massimo Fini dal titolo appunto "Il denaro 'sterco del demonio' - storia di un'affascinante scommessa sul nulla", Marsilio Editori, Venezia 1998, pp. 289, £. 29.000.

NOTE:

  1. E qui si gioca il paradosso dell'avaro. L'avaro è colui che meno ha capito la funzione del denaro. Perché trattenendolo con sé all'infinito non lo usa come denaro. D'altro canto, e all'opposto, l'avaro è forse colui che ne ha penetrato più profondamente l'essenza squisitamente spirituale. L'avaro ritiene il denaro e trova in ciò il suo godimento. 
    Egli fa di questo mero mezzo un puro fine. Contemplando il denaro l'avaro raggiunge il suo piacere, non ha bisogno d'altro, così come nel Paradiso di Dante i Beati raggiungono l'estasi nella contemplazione di Dio;

  2. E per me pagherete al latore della presente…'. La lettera di cambio nasce dall'esigenza di trasferire denaro in luoghi lontani senza doverlo trasportare materialmente. Siamo nel 1300;

  3. Teorico del pensiero economico della prima metà del 1.800: la sua tesi di base, partendo dall'esperienza inglese, è che l'incremento della produzione ottenuto attraverso l'introduzione delle macchine ha portato al paradossale risultato di un aumento della produzione e di una diminuzione del benessere. Sismondi, che Andromeda non si stanca di citare da quindici anni, è naturalmente ignorato dagli economisti contemporanei;

  4. vedi al proposito il Comunicato Andromeda N. 33/95 dal titolo "Sopra la banca l'usuraio campa, sotto la banca la gente crepa";

  5. G. Simmel: Filosofia del denaro, Utet 1984;

  6. vedi al proposito i Comunicati Andromeda N. 5, 14, 18, 30, 31, 32, 33, 36/95, 42/96, 46/97, 69 e 70/99 su 'inflazione, debito pubblico e internazionale, pensioni, FMI;

  7. D.T. Bazelon, "L'economia di carta", ed. di Comunità, 1964
    Tratto da: COMUNICATO ANDROMEDA N.71/1999

IMPORTANTE
La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento (dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio bancario in mano a banche private e autorizzate dalle banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity

IL DENARO E' SEMPRE SCRITTURALE
"Si potrebbe quindi sostenere che il denaro è sempre scritturale e che il denaro è intrinsecamente una unità di conto. La valuta, sotto forma di monete, banconote o altri oggetti fisici, può essere vista come manifestazione fisica dell'unità di conto. La valuta fisica sarebbe quindi solo un'altro modo per mantenere i conti, una forma più tangibile di contabilità."
 - Banca centrale della Finlandia, The Great Illusion of Cryptocurrencies, 2018, pag.6
https://helda.helsinki.fi/bof/bitstream/handle/123456789/15564/BoFER_1_2018.pdf?sequence=1&isAllowed=

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

Il denaro la vera bestia con cui fare i conti.
Carissime essenze,
Rivolgo questo pensiero a tutti noi e poiché mi rendo conto che sia giunto il tempo in cui vogliamo sostituire nella nostra mente  una credenza che continua dal tempo della Torre di Babele, tempo in cui abbiamo voluto introdurre ogni uno la propria misura di scambio dell’amore: ci separammo dal valore dell’amore universale che ci  scambiavamo reciprocamente in modo incondizionato.
Quale atroce sbaglio segnò il nostro cammino. Da li abbiamo parlato lingue diverse ovvero ogni uno di noi cercò di definire il proprio valore e proporlo all’altro, in modo condizionato.
Oggi siamo giunti in uno spazio tempo che definirei una sorta di limbo dove il diritto è modificabile ed il tempo è relativo, in quanto tutto avviene ad una velocità superiore alla precedente percezione, stiamo attenti quindi  a non cadere nel medesimo inganno del passato.
Ora chi ha introdotto la misura della moneta ? Credete sia un modo per renderci liberi ?
Fu da li che nacque il potere ?
Bene per quanto mi riguarda sto cercando di fare dei ragionamenti per assurdo: vedendo come funziona il corpo umano o l’universo o il sistema cellulare o qualsiasi  cosa possa venir in mente ad ogni uno di noi . Partendo dal postulato che tutto ciò che è creato risponde ad una semplice legge: quella dell’Amore, come si può combinare con il denaro ? Serve forse per misurare la grandezza, l’entità dell’amore stesso ? Come in passato ci siamo fatti illudere da qualcuno ? Ma l’amore in se stesso può essere misurabile ?
E se lo fosse che scopo avrebbe di essere misurato ?
Oggi un esempio lampante nella nostra vita è il caso di divorzio il paradosso della separazione  - dopo essersi spergiurati amore eterno (chiedo venia a tutti per questa mia affermazione molto forte) arriva la fatidica separazione, molto spesso per soldi, che guarda caso va a stabilire la misura di questo “amore “ e come deve essere divisa con il “mantenimento “. Chiedo doppiamente venia per l’infelice esempio scevro da ogni giudizio,  tratto solo per la sua consuetudine.
Facciamo ora  un esempio sempre per assurdo osservando così è nel piccolo come nel grande nella natura dell’Universo.
So che possa sembrare ridicolo ma immaginate se anche solo nel vostro corpo gli organi decidessero  di voler misurare l’Amore che li muove al lavoro senza che nemmeno Ce ne rendiamo conto (per essere magnanimi diremo la notte nel sonno).
Quindi immaginate se il Cuore chiedesse un compenso in denaro agli altri organi e così questi ultimi al cuore e viceversa tra loro …. Dove si arriverebbe ?  Immaginate ora che le cellule facciano lo stesso e dichiarino anche scioperi e ribellioni nel caso non ottengano la giusta ricompensa in danaro. Se lo ritenessimo potremmo proseguire l’esempio per assurdo con ancora nel più piccolo con molecole atomi ecc.
O potremmo spostarci all’opposto sul macro, dove ogni pianeta pretenda di vantare il proprio obolo per mantenere la rotta, per irradiare di luce e calore e qualsiasi altra onda che ci possa venire in mente …..
Ad ogni uno di Noi risulta che funzioni così ?  Ora che l’esercizio del ragionamento per assurdo è terminato pensiamo a cui giova il denaro, chi lo usa, e perché lo usa e vorrebbe convincere tutti che sia cosa buona. Cosa buona perché i pochi abbiano potere sui  più e si possa tramandare questo potere di generazione in generazione ? Ma nell’Universo  le cose  funzionano  allo stesso modo ? Quando un ciclo finisce c’è forse una eredità che un pianeta possa vantare su un altro o un sistema cellulare su altri ? Risuona ? Funziona così ? 
Utopia o realtà ? Sappiate che la mia forma pensiero non è nuova: a Madrid dopo atroci guerre e sofferenze la gente bruciò le banconote perché attribuì al denaro la causa di questa separazione di valori, l’amore o è reale o è potere camuffato. Erano forse di precursori ?

Il denaro è la parte espressamente duale e di separazione  dei valori è il responsabile della fine dell’amore. E’ la contraddizione del vero valore in quanto l’amore è di per se immisurabile, lo vediamo nel gesto spontaneo di un bambino che ha solo l’amore da donare ai propri genitori e di quanto amore sia in grado di ripagarli; paradossalmente essendo nudo di proprietà, ma carico di amore immenso.
Come può un bambino misurare l’entità di un sorriso che esprima amore ? Ritorniamo bambini veri capaci di dare in modo incondizionato e di ricevere in modo incondizionato. Salveremo noi ed il mondo intero.
 Ho avuto l’onore ed il piacere di incontrare a Firenze due veri pionieri e sperimentatori di questo modello privato della misura: Debora e Daniel, una coppia fantastica che con i due figli sta sperimentando questo percorso da due anni. A Loro il mio grazie di cuore per il coraggio e la concretezza di sperimentare un mondo dove è ammesso un unico valore: l’amore nel dare e nel ricevere .  
Ormai di esempi ne abbiamo avuti parecchi del comportamento nell’amore incondizionato, nella sola concentrazione sull’amore scevro dall’essere misurato in alcun modo. Usciamo dal paradosso della mente razionale che tende a voler misurare ciò che il cuore dona con amore.
Il nostro cuore è collegato alla creazione, risponde alle leggi dell’amore,  la nostra mente è il nostro inganno duale, che  dovrebbe proiettare nello schermo dell’Universo ciò che il cuore le comunica con vigore, ma che Lei media con le sue paure e invia una comunicazione artefatta.
Il denaro è una creazione della mente duale nell’illusione che il possederlo possa preservarci l’esistenza. Ma poiché la mente duale sa di aver giocato ad auto ingannarsi vive costantemente l’ansia della fine ed un amore incompleto. A ben guardare la mente duale ci ha condotti nella sete di potere e di potenza e di onnipotenza. Il gioco qui finisce, nella sperimentazione della materia la nostra vera essenza decide da che parte stare Cuore o mente positivo negativo in termini elettrici di giudizio.
A breve saremo attori e spettatori della più grande manipolazione della storia verso l’abolizione della povertà da parte di chi ha da sempre mantenuto saldamente ed occultamente il potere del denaro, ma a che prezzo mi domando io ? Saremo chiamati inconsapevolmente o consapevolmente ad una scelta che per i più sarà scontata e palese, ma per pochi rappresenterà un paradosso invalicabile.
Siamo ad un bivio storico che si presenta ogni 26000 anni: o le anime si ricongiungono in una sola o la stessa giostra ricomincerà a girare per uno stesso periodo e allo stesso modo: a noi la scelta care essenze. A noi la scelta, mente o cuore ?
In quale modo possiamo dare una spallata definitiva a questo sistema governato dal denaro e non dall’amore ?  Sono aperto a suggerimenti e condivisioni.
By Stef dei Cosmi - vedi anche: Riflessioni sul denaro


Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo
!

vedi anche SIMEC, la nuova moneta che ci salvera' dal fallimento

 

PER QUALE MOTIVO PERVERSO MANDI A "SQUOLA" I TUOI FIGLI  ? ...
ERUDISCILO al contrario, sulla ... "Usurocrazia e sovranità monetaria" ... non aiutarlo ad essere SCHIAVO per TUTTA la VITA.
Per li occhi fora scoppiava lor duolo;/ di qua, di là soccorrien con le mani/ quando a’ vapori, e quando al caldo suolo:/ non altrimenti fan di state i cani/ or col ceffo or col piè, quando son morsi/ o da pulci o da mosche o da tafani".
Con questi versi di terrificante realismo e forte impatto emotivo Dante descrive la condizione degli usurai nel III girone del VII cerchio dell’Inferno.  
Sfruttatori del lavoro altrui, avidi di denaro e di potere, se ne stanno - moltitudine indistinta e belluina - muti, racchiusi nel loro dolore espresso attraverso le lacrime che sgorgano dagli occhi.
Come i cani d’estate dimenano il muso e le zampe quando sono tormentati dalle pulci, dalle mosche e dai tafani, così anch’essi agitano convulsamente le mani per pararsi dalle fiamme e dalla sabbia ardente.
Un’impietosa condanna dell’usura, dunque (la legislazione ecclesiastica del tempo paragonava l’usura all’eresia e condannava al rogo chi si macchiava di tale colpa), oggi più che mai d’attualità in un mondo globalizzato che vede il trionfo della finanza apolide usuraria e del grande capitale a scapito del lavoro dei popoli e della solidarietà sociale.
Già Aristotele affermava che “il denaro non può procurare altro denaro” e tale enunciato lo troviamo poi sviluppato nel tomismo di età medievale.  Il denaro veniva infatti considerato sterile in quanto non poteva generare frutti alla stregua degli esseri viventi o delle piante.

Ma cos’è esattamente l’usura ? È il denaro ricavato dal mero utilizzo del denaro.
Ed Ezra Pound, da annoverare tra i grandi uomini del ‘900, bollava impietosamente taluni governi di servilismo e di sottomissione al signoraggio sulla moneta esercitato dal sistema bancario privato e dalle banche centrali da questo controllate.
Una ragnatela speculativa dove l’esclusivo interesse privato strangola la sovranità politica e monetaria degli stati nazionali e l’autodeterminazione dei popoli.
Tale sistema perverso nasce in Inghilterra ad opera dello scozzese William Paterson, mercante, avventuriero e banchiere.
Il 27 luglio 1694 Paterson ottiene dal sovrano protestante Guglielmo III d’Orange (al potere dal 1689 come re d’Inghilterra, Irlanda e Scozia dopo la deposizione di suo zio Giacomo II, cattolico.
Ancora oggi l’oppressione “orangista”, incentivata e protetta da Londra, contro i cattolici repubblicani d’Irlanda è oggetto di funesta cronaca quotidiana) l’autorizzazione ad operare come banchiere ufficiale del regno.
Fonderà la Banca d’Inghilterra, prima banca di emissione privata, che godrà così del privilegio di emettere moneta da prestare ad usura allo Stato (il primo prestito al governo inglese ammonterà a 1.200.000 sterline).
Nella sua memorabile sentenza: “La banca trae beneficio dall’interesse che pretende su tutta la moneta che crea dal nulla” vi è racchiuso il nucleo ideologico del significato di signoraggio sulla moneta.
È, quindi, a partire da tale data che i governi perderanno la loro sovranità economica e il potere di emettere moneta sarà delegato ad una banca privata.
Non faranno ovviamente eccezione gli Usa, che nonostante l’indipendenza dalla madrepatria proclamata con la famosa dichiarazione del 4 luglio 1776, saranno sempre soggetti all’usurocrazia monetaria della Federal Reserve, divenendo ben presto il braccio armato del liberismo mondialista.
Con due eccezioni, però, anche se di breve durata per la tragica sorte toccata a chi osò andare controcorrente: Abraham Lincoln e John Fitzgerald Kennedy (NdR: tutti e due Assassinati.....)
Tuttavia, ad onor del vero, già Thomas Jefferson, al tempo in cui ricopriva la carica di segretario di Stato durante la presidenza di George Washington, si era fermamente opposto al progetto di fondazione di una banca centrale privata (la First Bank of the United States) caldeggiato dall’allora ministro del Tesoro Alexander Hamilton.
Personaggio ambiguo e contraddittorio (in origine sosteneva esattamente l’opposto, e cioè che la cosa pubblica non potesse essere delegata ad una banca privata poiché questa tutelava esclusivamente i propri interessi), l’Hamilton fu accusato di essere strumento dei banchieri internazionali, probabilmente in combutta con i Rothschild, che proprio in quel periodo, per bocca del fondatore della dinastia, l’ebreo askenazita Mayer Amschel, memore forse della succitata celebre frase del suo predecessore scozzese, aveva sentenziato:
“Lasciate che io emetta e controlli il denaro di una nazione e non mi interesserò di chi ne formula le leggi”.
Come siano andate poi le cose per il XVI e XXXV presidente Usa è cosa tristemente risaputa.
Lincoln sosteneva che il privilegio dell’emissione della moneta dovesse essere prerogativa esclusiva del governo e che il denaro da padrone sarebbe dovuto diventare servitore dell’umanità.
L’applicazione pratica di tali principi portò all’emissione di banconote non gravate dagli interessi da corrispondere ai banchieri privati. Il 15 aprile 1865 Lincoln veniva assassinato in un palco del teatro di Washington.
Stessa sorte, cento anni dopo, toccava a Kennedy, il quale, cinque mesi prima del suo assassinio, aveva firmato l’ordine esecutivo n. 11110 con il quale il governo aveva il potere di battere moneta dietro copertura argentea.
Anche in questo caso lo Stato non pagava più gli interessi alla banca di emissione privata.
Un duro colpo al signoraggio bancario che si infranse il 22 novembre 1963. Da allora nessun altro presidente Usa si è più arrischiato a sfidare i Signori del denaro.
By Salvatore Maiorca
vedi anche: 10 PUNTI PER IL CONTANTE LIBERO


vedi: http://www.iconicon.it/blog/2013/02/people-public-trust-spiegazione-prima-parte/

Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI  !
vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi ! +
 SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)

Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario - "DEBITO PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.

SOLUZIONE parziale di transizione:
Dovremmo per risolvere il problema della Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche Centrali (FED + BCE
, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito "pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente, riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !

Altra proposta per la soluzione-annullamento del cosiddetto falso Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per il debito pubblico per un totale di circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al 2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila duecento miliardi
) per cui sottraendo dal totale, la somma gia' pagata, vi e' una plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi possiamo cessare di pagarle immediatamente investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi, nella nostra economia....

Pagato in agosto 2018 TUTTO il cosiddetto DEBITO PUBBLICO, ecco la descrizione dell'avvenimento epocale !

ISTRUZIONI PER RATIFICARE il pagamento gia' effettuato, del presunto debito pubblico
a) CREARE UN NUOVO MESSAGGIO PEC
b) inserisci nei destinatari le seguenti 5 email PEC, a:
bancaditalia@pec.bancaditalia.it
tes@pec.bancaditalia.it
mef@pec.mef.gov.it
dipartimento.tesoro@pec.mef.gov.it
protocollo.centrale@pec.quirinale.it
cc:andrea@pec.castellani.com
d) INSERIRE l'OGGETTO nel seguente modo:
"RATIFICA DI NOTIFICA DI PAGAMENTO PER CONTANTI DEBITO PUBBLICO"
e) Inserire testo nella prima riga la seguente dicitura (SCRIVERE SEMPRE CON IL COLORE BLU) :
"RATIFICA DI NOTIFICA DI PAGAMENTO, email pec del giorno 04/09/2018 alle ore 12:53:06 (+0200) il messaggio
"NOTIFICA DI PAGAMENTO" proveniente da "andrea@pec.castellani.com"
ed indirizzato a:
bancaditalia@pec.bancaditalia.it ("posta certificata")
tes@pec.bancaditalia.it ("posta certificata")
dipartimento.tesoro@pec.mef.gov.it ("posta certificata")
mef@pec.mef.gov.it ("posta certificata")
protocollo.centrale@pec.quirinale.it ("posta certificata")

CONSEGNATA E DA VOI RICEVUTA CON
Identificativo messaggio: 46AA1F7F-5A38-E00F-B5F3-0FCCA88623AC@twtcert.it
CONTENENTE NR.1 ALLEGATO PDF A COLORI PROT.AC-2018-08-28-090909 DEL 28/08/'18 PAGAMENTO DEBITO PUBBLICO A SALDO PER CONTANTI"
f) inserire la vostra firma come autodeterminati o come cittadini italiani (sempre in colore blu)
g) cliccare con molta energia positiva (come hanno fatto in ISLANDA) nel tasto "invio"
h) conservare le ricevute di ACCETTAZIONE e di CONSEGNA come prova inconfutabile e casomai inviarne una copia a "andrea@castellani.com"

IMPORTANTE

La Banca d’Inghilterra conferma attraverso il documento (dettagliatissimo in lingua originale) raggiungibile al link sottostante, la creazione di denaro dal NULLA attraverso la riserva frazionaria e il signoraggio bancario in mano a banche private e autorizzate dalle banche centrali anch’esse di proprietà delle suddette banche in percentuale più o meno variabile:"
http://www.bankofengland.co.uk/publications/Documents/quarterlybulletin/2014/qb14q102.pdf
In più, quest'altro link come ulteriore, robusta conferma:
http://www.theguardian.com/commentisfree/2014/mar/18/truth-money-iou-bank-of-england-austerity
 
AVVISATE TUTTA la POPOLAZIONE con  QUESTO VIDEO, FATELO GIRARE all'INFINITO !!
Che sappiate o meno che cosa sia, il Fondo di Redenzione Europeo (E.R.F.) ci rovinerà la vita per i prossimi 20 anni !!
vedi e' IMPORTANTE:
http://attivo.tv/player/documentari/i-media-stanno-censurando-allintera-popolazione-un-nuovo-trattato-europeo-sconvolgente.html#sthash.4QWK6rLY.dpuf
 
EURO FALSO:  TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE BANCHE SONO ANNULLABILI !
Nel contrato non è scritto chi è il proprietario della moneta….quindi: chi è il creditore ? chi il debitore ?...e per cui TUTTI i debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con le banche sono infatti annullabili”.
“Il sillogismo è semplice: siccome le banche evitano di iscrivere in contabilità, a patrimonio netto, la quota annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo considerano esse stesse “denaro falso“.
I debiti contratti con denaro falso ovviamente non sono giuridicamente validi.”
Ecco quindi che, se non tutti in generale, almeno quei debiti che implicano come creditore o controparte una banca, devono essere considerati nulli dalla nascita !
In sostanza, parafrasando, se il denaro non risulta “battezzato” contabilmente alla nascita certificandone l’origine, non può godere dei diritti civili.
Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni, IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la contabilità bancaria attuale è completamente falsa.
 
INOLTRE
Interrogazione UE con richiesta di risposta scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo 117 del regolamento
Marco Scurria (PPE)
Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione ?
Risposta: Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario.
....e se uno e' proprietario del denaro, non puo' essere contemporaneamente debitore, dato che il denaro precedentemente all'emissione nei fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....

 
Guardate cosa afferma il Consiglio Direttivo della Banca Centrale Europea – BCE
- (Tratto dal sito ufficiale www.ecb.int) nel  loro documento: “Decisione della Banca Centrale Europea del 6 dicembre 2001 relativo all’emissione delle banconote in euro”, al comma 3: “L’emissione delle banconote in euro non necessita di essere soggetta a limiti quantitativi o di altro tipo, visto che la immissione in circolazione di banconote è un processo indotto dalla domanda.”
Tratto da: http://www.ecb.europa.eu/home/html/index.en.html
 
Commento NdR: L'Eurosistema e' nei fatti di proprieta' di PRIVATI cosi come le varie Banche Centrali Nazionali dei paesi aderenti alla UE, quindi tutto il sistema bancario europeo e' in mano ai privati cosi pure come l'emissione della moneta (denaro)
Ricordiamo a tutti che le Banche facendo sorgere dal "nulla" (che non esiste, per proprieta' intrinseca) il denaro, esse lo "prendono" dal TUTTO presente ed esistente SOLO ed UNICAMENTE nell'INFINITO, e ce lo accreditano nel nostro conto corrente di cui siamo proprietari e non debitori;, se noi chiediamo ad esse di darci un credito,  quindi trattasi di DONAZIONE dell'Infinito a tutti noi, che le Banche ci RUBANO e ci chiedono pure gli interessi, I banchieri e le banche, sono dei veri e propri CRIMINALI, protetti dalle leggi inique degli "stati" (a loro volta aziende private) loro servi, perche' i Banchieri immettono, sponsorizzano o pagano, i "loro" uomini politici e non, nei posti chiave degli stati, per ottenere cio' che vogliono... da questi ultimi, alla faccia del popolo che rimane in TOTALE schiavitu' !
 
Quindi:
Cari amici e lettori, dovete rendervi conto che quando andate a chiedere un "prestito" ad una banca...voi subite un FURTO da parte della banca, perche l'emissione del denaro viene effettuata dal NULLA (che e’ di proprieta’ dell’INFINITO), sul vostro NOME e COGNOME; la banca non lo emette/accredita sul suo proprio conto corrente e poi gira la cifra a Voi con un bonifico dal proprio conto, ma lo accredita direttamente sul Vs conto corrente,  e quindi siete voi gli UNICI proprietari del denaro, cosi come ha confermato recentemente anche la UE, in una risposta ad una interrogazione fatta su: chi e' il proprietario del denaro..?
Se il denaro viene emesso sul vs NOME e COGNOME, significa semplicemente che e' VOSTRO e NON della banca, e siccome viene emesso dal NULLA (di proprieta’ dell’INFINITO e non della banca), quindi e’ a credito NON a debito ….. la banca non ha NESSUN titolo, ne’ diritto, per chiedervi di restituire il capitale, che non e’ mai stato suo, ne' tanto meno di richiedere degli interessi su di un capitale che nei FATTI e' SOLO VOSTRO all’atto della emissione fatta per mezzo del vostro NOME e COGNOME, infatti non puo’ mai dimostrare di aver avuta la proprieta’ del denaro che e’ stato emesso sul vs conto corrente !
Inoltre le leggi italiane e quelle dei vari paesi occidentali, sui “prestiti”, confermano che: se un soggetto non e’ proprietario di un bene non puo’ prestare nulla, anzi se viene attuato, diviene un’atto illegale.
Qui siamo alla totale follia illogica bancaria, per tentare di legalizzare un FURTO !
In piu’ le banche, una volta sottratto il VOSTRO denaro, con la vostra firma, su di un modulo prestampato e senza la firma dell’amministratore della banca …. essa lo immette nel proprio bilancio, nei debiti, e non nei crediti, come sarebbe se fosse tutto regolare oltre ad essere logico amministrativamente, (cosa che non e’, commettendo un falso in bilancio)  ma e cosi, non solo non paga neppure l’iva sul servizio, ma non paga neppure le tasse allo stato…perche’ trattasi di un “debito”….ecco perche’ le banche dichiarano sempre un bilancio facilmente in passivo od a zero….


>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

L’ITALIA METTE in VENDITA le PROPRIE RISERVE AUREE MENTRE la PROSPETTIVA del GOLD STANDARD DIVIENE SEMPRE PIÙ CREDIBILE – 10/03/2014
Nell’estate del 2012, mentre infuocava la crisi della zona-euro, il presidente russo Vladimir Putin affermò che «Si deve riconoscere che non si vede alcuna opzione per superare l’attuale crisi economica globale» (1). Putin pronunciò queste parole dopo aver speso oltre 500 milioni di dollari al mese per tutti i cinque anni precedenti allo scopo di accrescere le riserve auree russe, in modo da diversificare gli attivi nazionali al di fuori di dollari ed euro.
La Repubblica Popolare Cinese ha fatto lo stesso, accumulando ulteriori 500 tonnellate di oro dal gennaio al luglio 2012, nel tentativo di tutelarsi dai rischi valutari connessi alle enormi riserve di “capitale fittizio” espresso in divisa statunitense detenute dalla People’s Bank of China. «Le mie fonti – sostiene il gestore di fondi a Hong Kong William Kaye, ex di Goldman Sachs – mi dicono che, contrariamente alle cifre ufficiali disponibili, la Cina possiede fra 4.000 e 8.000 tonnellate di oro fisico. Non solo i cinesi sono i più grandi produttori di oro, ma sono anche i maggiori importatori di oro al mondo» (2).

Kaye rivela anche che una parte consistente dell’immane quantità di oro immagazzinata dalla Cina provenga dalla Federal Reserve, che nel corso degli anni si sarebbe sbarazzata progressivamente (addirittura fino all’esaurimento!), delle proprie riserve auree.
Già nel novembre del 2011, per la verità, il Venezuela aveva attuato l’operazione “Oro Patrio”, attraverso la quale il Paese sudamericano riprese il controllo fisico di circa 30 tonnellate del proprio oro che erano conservate prevalentemente in Gran Bretagna, Francia, Lussemburgo e Svizzera. La decisione risaliva al mese di agosto, quando Hugo Chavez aveva firmato una legge che prevedeva la nazionalizzazione dello sfruttamento delle riserve aurifere del Venezuela, e successivamente sostenuto che a causa delle eccessive turbolenze economiche e politiche che affliggevano l’Europa, era giunto il momento di mettere in salvo le riserve auree venezuelane custodite nel “vecchio continente”, trasferendole in nazioni alleate come la Russia, la Cina o il Brasile. Incoraggiati dall’atteggiamento tenuto da Russia, Cina e Venezuela e dalla effettiva “disconnessione” tra domanda fisica e andamento dei prezzi dovuta alla massiccia speculazione promossa dalla Fed a sostegno del dollaro, anche i magnati George Soros, Warren Buffett, e John Paulson hanno drasticamente alleggerito i propri investimenti azionati acquistando oro per oltre 150 milioni di dollari a testa.
La Pacific Investment Management Company (PIMCO), grande società di gestione degli investimenti (gestisce oltre 2.000 miliardi di dollari), ha incrementato la quota in oro presente nel suo Commodity Total Return Fund, portandola dal 10,5% degli attivi totali del giugno 2012 all’11,5% dell’agosto dello stesso anno.
Nel gennaio 2013, la Germania (che possiede ufficialmente le seconde riserve auree mondiali, quantificabili in circa 3.396 tonnellate per un valore di 133 miliardi di euro) ha pubblicamente notificato l’intenzione di porre, entro il 2020, almeno metà delle proprie riserve auree sotto il proprio controllo diretto, subito prima che la Bundesbank inoltrasse una richiesta relativa al rimpatrio del proprio oro dai depositi negli Stati Uniti e in Francia, nel tentativo di riportare nelle casse tedesche ben 374 tonnellate d’oro (11% del totale) da Parigi ed altre 300 (8% del totale) da New York (ove ne rimarrà depositato il 37% del totale, con il rimanente 13% depositato in Gran Bretagna). Ciò testimonia un calo di fiducia reciproca tra le principali Banche Centrali suscettibile di insinuare un certo nervosismo tra gli operatori finanziari, i quali potrebbero leggere questa mossa tattica in parallelo a quanto accadde quando la Francia di Charles De Gaulle ritirò il proprio oro dagli Stati Uniti e convertì tutta la propria riserva in valuta pregiata contribuendo a far crollare il sistema monetario nato a Bretton Woods nel 1944. La decisione della Bundesbank di porre i lingotti sotto il proprio controllo diretto, evitando qualsiasi tipo di intermediazione, costituisce quindi un avvertimento per gli investitori.
«La scelta tedesca – osserva l’analista finanziario Jim Sinclair – rappresenta un incoraggiamento generale a prendere (o riprendere) il controllo dell’oro, indipendentemente da chi lo custodisca. Quando la Francia lo fece, anni fa,  si sparse il panico tra la leadership finanziaria americana. La storia guarderà a questo recupero come all’inizio della fine di un dollaro considerato come valuta di riserva privilegiata» (3).

Oltre a Sinclair, anche altri numerosi analisti hanno espresso l’opinione secondo cui l’attività frenetica che Cina, Russia, Germania e i più noti finanzieri a livello mondiale hanno messo in atto attorno all’oro, rappresenterebbe una chiara dimostrazione del fatto che il mondo si stia avviando verso l’adozione di un nuovo Gold Standard rivisitato e corretto, ma non privo di punti di contatto con il sistema monetario che rimase in vigore fino al 1931.
Nel 2012, infatti, le banche hanno aumentato le loro riserve nette di 536 tonnellate, acquistando più lingotti d’oro in termini di volume che in qualsiasi altro anno dall’epoca del crollo di Bretton Woods.L’abbassamento dei tassi di interesse attuato dalla BCE nonostante la forte contrarietà espressa della Germania evidenzia inoltre il fatto che la vicinanza ideologica tra gli attori accomunati dal promuovere strenuamente varie forme di quantitative easing (Stati Uniti, Giappone, Inghilterra e BCE) cozza in maniera vigorosa con la marcata inclinazione anti-inflazionistica di Berlino, che sembra cercare di tutelarsi in prospettiva di un ipotetico collasso della moneta unica europea rimpatriando il proprio ore e spingendo per l’instaurazione di un sistema monetario internazionale fondato sui principi del vecchio Gold Standard (come osservato in precedenza).

Come osserva l’acuto analista Ambrose Evans-Pritchard:«A differenza di Gran Bretagna [in seguito al “divorzio” tra governo e Bank of England attuato dal ministro delle Finanze Gordon Brown tutti i membri del Commonwealth cominciarono a vendere le proprie riserve auree] nel 1998, Spagna, Svizzera, Olanda e altri, la Germania non ha venduto nessuno dei suoi lingotti d’oro, quando questo era di moda. E nemmeno l’Italia. I due Paesi ora possono stare seduti su riserve sostanziali che stanno iniziando ad assumere un significato politico» (4).

L’Italia, tuttavia, rischia di perdere definitivamente questo immenso capitale strategico per via di un incredibile decreto legge volto a modificare l’assetto dei proprietari della Banca d’Italia, controllata (come osservato in precedenza) dai più potenti cartelli finanziari operanti all’interno del Paese, Intesa-Sanpaolo e Unicredit in primis. Il provvedimento varato dall’esecutivo guidato da Enrico Letta prevede infatti un’enorme concessione agli istituti bancari in attesa degli stress-test comunitari, rappresentata dalla rivalutazione del valore nominale della quota societaria della Banca d’Italia attraverso una ricapitalizzazione gratuita da 156.000 euro (equivalenti ai 300 milioni di lire stabiliti nel 1936) a 7,5 miliardi di euro (legata ufficialmente all’accumulo, capitalizzato nel corso dei decenni dalla stessa Bankitalia, di riserve aggiuntive pari a circa 23 miliardi di euro) da attingere alle riserve della stessa Banca Centrale.
In base al decreto legge, sarà attuato un programma di ripartizione del capitale della Banca d’Italia in quote nominative di partecipazione del taglio di 20.000 euro ciascuna, completato il quale verrà introdotto il divieto per ogni azionista di detenere quote superiori al 3% delle azioni. Siccome la partecipazione di Intesa-Sanpaolo e Unicredit al capitale della Banca d’Italia ammonta complessivamente a circa il 60%, si è pensato bene di aiutare tali istituti a piazzare le loro plusvalenze (quantificabili in circa 3 miliardi di euro) risultanti dalla rivalutazione del capitale della Banca Centrale e dalla fissazione del tetto massimo sulle azioni imponendo la stessa Banca d’Italia come acquirente temporaneo di tutte le quote in eccesso. Banca d’Italia, «Al fine di favorire il rispetto dei limiti di partecipazione al proprio capitale, può acquistare temporaneamente [versando a Unicredit e a Intesa-Sanpaolo una cifra complessiva superiore ai 4 miliardi di euro] le proprie quote di partecipazione e stipulare contratti aventi ad oggetto le medesime» (5), recita il decreto.
Se si pensa che nel 2005 era stata approvata una legge (la 262/2005), mai applicata, che prevedeva la ri-nazionalizzazione della Banca d’Italia con il passaggio del 100% delle quote dai privati allo Stato Italiano, si comprende agevolmente come questa manovra rappresenti in tutta evidenza un colossale “regalo” ai due grandi istituti in questione finalizzato a consolidare il loro potere in vista dell’imminente “unione bancaria” che rischia di sancire la conquista del comparto bancario “periferico” da parte di quello “centrale”, con l’aggravante che la vendita delle quote legate alla ricapitalizzazione (basata sul nulla) della Banca d’Italia equivale di fatto a una creazione di liquidità ex nihilo che anziché andare a vantaggio dello Stato verrà integralmente incassata da Intesa-Sanpaolo e Unicredit.
L’aspetto più distruttivo di questa manovra, che si ricollega al tema centrale dell’oro, è tuttavia rappresentato dal fatto che gli azionisti della Banca d’Italia potranno mettere le mani sulla riserva aurea detenuta da Palazzo Koch (che ammonta a circa 2.450 tonnellate), privando il Paese di un strumento che potrebbe rivelarsi fondamentale in un futuro non troppo lontano, come puntualmente sottolineato da Evans-Pritchard.
Privarsi dei lingotti in oro mentre Paesi come la Germania e la Russia premono per l’istituzione di un nuovo Gold Standard rappresenta senza dubbio una mossa strategicamente suicida.
By Giacomo Gabellini - Fonte: eurasia-rivista.org