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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


ANTROPOCRAZIA - ANTROPOCRACY
(PRINCIPALI CONCETTI   -  By Nicolò Giuseppe Bellia)
 

I Veri Pirati = Banchieri, Banche, Multinazionali

"L'attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari.
La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto
". (By Maurice Allais, premio Nobel per l'economia)

Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
Negli USA l'agenzia (privata) di riscossione delle Tasse, non paga le Tasse ed e' in mano ai soliti Criminali !
....e per l’ Italia, vedi Equitalia, e sorpresa....scoprirete....che fino alla fine del 2013...e' stata registrata come Company in un stato degli USA
(Paradiso Fiscale) al n° 5315638, poi dai primi del 2014, dopo la nostra scoperta il nome e’ stato cambiato in Equitax….
....chissa’ chi ha registrato la prima volta e chi lo ha cambiato dopo la nostra segnalazione…?
- digitate questo numero su questa pagina: https://delecorp.delaware.gov/tin/GINameSearch.jsp


L’Antropocrazia è un progetto sociale italiano
, mirante a riportare la struttura statale alla sua naturale funzione di servizio giuridico, con la conseguente liberazione del settore economico e di quello culturale da ogni ingerenza statale.

Il prelievo fiscale sul reddito e le imposizioni previdenziali, sulle Imprese e sui Cittadini, scaricandosi necessariamente sui prezzi, sono la causa prima del disastro economico e sociale italiano, in continuo aggravamento, malgrado gli enormi progressi tecnologici.

Il dato oggettivo che, con tale metodo, attraverso lo scarico sui prezzi, tutti gli oneri statali vengono ad essere in pratica pagati dai poveri, rende incostituzionale l’intero sistema fiscale italiano giacché la costituzione prevede:

Art. 53 Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita` contributiva. Il sistema tributario e` informato a criteri di progressività.
A ciò aggiungasi il fatto che la globalizzazione penalizza le Imprese nazionali, ad alto carico fiscale previdenziale e burocratico, rispetto a quelle estere meno tartassate.
Nel Progetto Antropocratico si prevede l’istituzione della Fiscalità Monetaria, consistente nel trasferimento del prelievo fiscale dalle Imprese e dai Cittadini all’intera massa monetaria, eliminando in tal modo lo scarico sui prezzi e quindi sui poveri.
Tale modifica fiscale porterà immediatamente al dimezzamento dei prezzi di mercato, con conseguente raddoppio del potere d’acquisto dei precedenti redditi individuali e porterà anche alla necessità di rivalutazione della lira del 100%, per mantenere l’equilibrio commerciale mondiale, con la conseguenza che i prezzi dei prodotti di importazione si dimezzeranno anch’essi.
Il raddoppio del potere d’acquisto della lira sul mercato interno renderà necessario il prelievo del 50% della massa monetaria italiana, ammontante a 8 milioni e cinquecentomila miliardi di lire
Con tale prelievo di 4 milioni e cinquecentomila miliardi di lire si estingueranno i debiti pubblici dello stato, gravanti tutti sui Cittadini.
Va rilevato che tale prelievo non impoverirà i possessori di beni monetari, giacché il dimezzamento dei prezzi di mercato farà si che il potere d’acquisto del capitale monetario residuo sarà uguale a quello precedente la riforma.
Per quanto riguarda le esigenze di bilancio, per fare fronte alle spese statali, sarà sufficiente un prelievo annuale dell’8% sulla massa dei beni monetari, che sarà sempre di 8 milioni e cinquecentomila miliardi di lire.
Tale prelievo sarà parzialmente compensato dalla scomparsa dell’inflazione e dalla continua diminuzione dei prezzi del libero mercato per effetto del progresso tecnologico e della concorrenza tra i produttori.
Dopo l’istituzione della datazione annuale della moneta cartacea, tutti i prelievi saranno facilmente eseguiti dal sistema bancario con versamento alla istituenda Banca degli Italiani, dotata di idonei super-computers.
Con la scomparsa degli oneri di interesse, sui precedenti debiti pubblici, sarà possibile istituire il Reddito di Cittadinanza Generalizzato, a favore dei Cittadini, - prevedibile in circa 800 mila lire mensili in valore attuale - dalla nascita alla morte, con ordini di accredito della Banca degli Italiani sui conti dei Cittadini.
Con ciò si renderà concreto il diritto alla vita al posto dell’utopistico precedente diritto al lavoro.

Con l’attuazione del Progetto Antropocratico gli Italiani potranno svilupparsi verso la creatività e quindi risolvere anche i problemi di natura individuale, da cui dipende la felicità personale.
Tutti i mali sociali e individuali che oggi affliggono gli Italiani si avvieranno ad una rapida sparizione a seguito di uno sviluppo sociale naturale e non dirigistico e quindi entusiasmante.
L’inquinamento, originato dall’abnorme sviluppo delle città, causato dalla ricerca affannosa di fonti di reddito, scomparirà con il ritorno dei Cittadini verso nuclei abitativi piccoli, integrati con attività industriali e artigianali in loco, e con la trasformazione dei piani regolatori pubblici in privati, nell’ambito di una adeguata legislazione.
Le piaghe della droga, della prostituzione, della criminalità ed altre analoghe, originate dalle angosce del vivere, indotte da una società non concretamente solidaristica e oppressiva, che fa apparire il futuro sempre più buio e minaccioso, privo di opportunità di lavoro, rientreranno in limiti fisiologici connessi a naturali patologie che saranno affrontate più sul piano medico che su quello sociale, essendo venuta meno, con il Reddito di Cittadinanza, la paura per il domani.

Per ulteriori chiarimenti sul Progetto Antropocratico, si potranno prelevare gratuitamente i seguenti libri: LA VIA D’USCITA, LA NEOSOCIETÀ, L’ANTROPOCRAZIA, e LOGICA DELL’ANTROPOCRAZIA alla pagina internet: http://www.bellia.com

Video del prof. Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura dei Banchieri del mondo !

ATTUAZIONE dell’ANTROPOCRAZIA
Nella vita sociale va considerato preminente il principio di sussidiarietà che afferma che deve essere pubblico solo ciò che non può essere gestito privatamente. Il Governo che avrà il mandato di attuare L’ANTROPOCRAZIA dovrà dare disposizioni per rendere operativo quanto segue:

  1. Creazione della Cassa degli Italiani dotata di un super-computer per la gestione contabile di tutte le operazioni derivanti dalla istituzione della fiscalità monetaria.

  2. Istituzione della Fiscalità Monetaria e del Reddito di Cittadinanza Generalizzato:

  3. - Fissazione della data di avvio della riforma.

    - Datazione virtuale di tutta la moneta cartacea preesistente.

    - Annullamento di tutti i precedenti obblighi fiscali.

    - Spostamento del prelievo fiscale dal settore produttivo e di consumo alla massa dei beni monetari.

    - Si ipotizza ragionevolmente in più del 50% la riduzione dei prezzi medi di mercato, a seguito della detassazione.

    - Prelievo immediato, da parte delle Banche del 50% dei beni monetari depositati e del denaro cartaceo in transito, con accreditamento sul conto individuale di ciascun Contribuente, nel super-computer della Cassa degli Italiani.

    - Rivalutazione della Lira del 100%, per mantenere il precedente equilibrio commerciale mondiale.

    - Si istituisce il Reddito di Cittadinanza Generalizzato, da versare mensilmente, da parte dei conti dei Cittadini presso la Cassa degli Italiani, sui loro conti presso le varie Banche di appoggio, a partire dal mese successivo alla data della riforma.

    - Si dà avvio alla restituzione, da parte della Cassa degli Italiani, di tutti i debiti Pubblici, nella misura del 50% (Il potere di acquisto del residuo è lo stesso di quello precedente la riforma.)

    - Determinazione del congruo periodo di verifica della percentuale di abbassamento medio di tutti i prezzi di mercato a seguito della detassazione (Massimo 6 mesi).

    - Alla scadenza di tale periodo si ordina alle Banche di correggere, con accrediti o addebiti, i precedenti prelievi del 50% nonché la precedente liquidazione dei debiti pubblici, in base alla variazione media rilevata.

     - Istituzione della fiscalità ordinaria, nella misura dell’8% della massa dei beni monetari, da avviare appena esaurite le risorse monetarie iniziali.

    - Abrogazione di tutte le leggi aventi influenza sulla vita economica e quindi sulla formazione dei prezzi di mercato.
     

  4. Privatizzazione graduale di tutte le aziende pubbliche, non svolgenti funzioni giuridiche, con regolare liquidazione economica di tutto il Personale, anche per quanto riguarda i versamenti per contributi previdenziali. Nel periodo di riorganizzazione generale continueranno le precedenti gestioni pubbliche statali. Per le Aziende svolgenti servizi di utilità dei Cittadini, gli addetti potranno organizzarsi privatamente per fornire tali servizi in concorrenza con altri, seguendo le regole del libero mercato.

  5. Organizzazione per indire, entro tre mesi, le elezioni dei Giudici, in circoscrizioni territoriali di servizio delimitate e successivamente con periodicità quinquennale.

  6. Organizzazione della elezione da parte dei Giudici eletti, dei Legislatori, con candidati tra i Giudici eletti, e costituzione del Parlamento giuridico, con proibizione di legiferare in campo economico e con la funzione principale di adeguare costantemente i codici alla Scienza del Diritto e allo sviluppo sociale e tecnologico. Il Legislatore con più anzianità di servizio o più anziano diverrà il Rappresentante della Comunità Nazionale

  7. Organizzazione di un’Assemblea di rappresentanza della vita economica con funzione di controllo e ratifica dei preventivi annuali di spesa, delle strutture pubbliche, presentati dalla Camera Legislativa, nonché di proposta degli eventuali aggiornamenti della percentuale fiscale e del Reddito di Cittadinanza, in funzione degli andamenti delle bilance commerciali con l’estero.

  8. Organizzazione della struttura consortile, con carature miliardesimali nazionali, per la gestione della viabilità di uso pubblico, avente investitura elettiva piramidale, a partire dalle strutture condominiali, facenti capo ai rappresentanti delle assemblee dei proprietari immobiliari di base. Nel periodo di riorganizzazione generale continueranno le precedenti gestioni pubbliche statali.

  9. Avvio della vendita, a prezzi di mercato, di tutte le precedenti proprietà statali, con versamento dei ricavi su un conto della Cassa degli Italiani.

Ci limitiamo agli accenni sopra fatti per lasciare spazio alla libera fantasia creatrice dei Lettori.

APPENDICE 1 - INTRODUZIONE

Nel 1977 a seguito di una delle tante congiunture sociali, ho predisposto il testo intitolato:

PROPOSTA DI RIFORMA DEL SISTEMA FISCALE E MONETARIO PER LA RIPRESA PRODUTTIVA.
Ho avuto un breve colloquio con Giorgio Benvenuto a cui ho consegnato il testo e l’ho fatto anche pervenire alle altre forze sindacali.
Dagli esperti dei problemi fiscali delle varie confederazioni ho avuto telefonicamente assicurazione che avrebbero studiato a fondo la proposta.
Dopo alcuni mesi usciva il decreto che istituiva il prelievo del 12% sui ricavi degli interessi sui titoli pubblici ed il prelievo del 33% sugli interessi dei depositi dei conti correnti.
Lo spirito della proposta era stato parzialmente recepito ed in corrispondenza delle esigenze fiscali del momento si era ricorso ad un inizio di fiscalità monetaria in sostituzione di quella tradizionale che avrebbe scaricato il proprio peso sul settore produttivo, con l’ulteriore impoverimento delle fasce deboli.
Il prelievo del 6 per mille sui depositi dei conti correnti del Governo Amato è stato un altro passo, seppure imperfetto, di fiscalità monetaria, non gravante sui prezzi delle merci.
Recentemente l’istituzione del prelievo del 12% sui redditi da azioni è un altro passo nella stessa direzione.
Seppure si tratti di tentativi episodici, ciononostante gli Italiani hanno beneficiato di tali provvedimenti giacché se i corrispondenti ricavi fiscali fossero stati prelevati dal settore produttivo, l’attuale crisi economica sarebbe giunta prima.
Come potrà rilevarsi dal contenuto del testo che segue, ne1977 la visione antropocratica non era giunta a completa maturazione, data anche la minore gravità della situazione del momento, rispetto all’attuale, ma già operava nella giusta direzione.
Oggi è necessario diffondere il progetto antropocratico, nella sua definitiva logica, per indurre i Politici a prendere quei provvedimenti conseguenti, capaci di avviare lo sviluppo sociale su nuove basi corrispondenti alle più profonde esigenze degli Esseri Umani e che si vanno sempre più manifestando con forza, in connessione anche con eventi minacciosi per la stabilità sociale.

PROPOSTA di RIFORMA del SISTEMA FISCALE e MONETARIO per la RIPRESA PRODUTTIVA
(Consegnata alle Confederazioni Sindacali nel 1977)

L'imposizione fiscale ha lo scopo di prelevare dalle rendite e dai beni di persone o collettività il denaro necessario allo Stato o alle collettività locali, per far fronte alle spese di interesse generale.

Il prelievo avviene prevalentemente da due lati: dalla parte del reddito e dalla parte del consumo.

Vi sono poi le imposte sul Patrimonio nelle sue diverse configurazioni.

Le esigenze dello Stato sono determinate dall'ammontare del Bilancio.

Ma mentre da un lato le esigenze dello Stato sono quantitativamente determinate, dall'altro la base di imposizione muta col mutare dell'andamento della vita economica.

Qui si evidenzia una prima imperfezione dell'attuale sistema fiscale.

Le imposte sul reddito e sui consumi sono tali da lasciare libero nell'ulteriore processo economico il capitale monetario residuo che resta totalmente deresponsabilizzato.

Una forte contrazione del reddito e dei consumi lascia lo Stato con una insufficiente base impositiva e senza alcun potere sul capitale monetario e ciò proprio in un momento in cui maggiori sono le necessità dello Stato per far fronte ai suoi compiti sociali.

Se a quanto accennato si aggiunge la incapacità tecnica dello Stato ad individuare tutti i soggetti fiscali, appare giustificata la necessità di rivedere la logica fiscale.

Per impostare correttamente il problema occorre fare alcune considerazioni di base.
 

Che cosa chiede lo Stato al campo economico per far fronte alle proprie necessità ? Chiede denaro.

Nell'attuale logica fiscale tale richiesta viene fatta prevalentemente a coloro che stanno operando, mentre i detentori di capitali che magari hanno tirato i remi in barca restano esenti dall'obbligo di contribuire alle necessità generali.

Nel campo economico operano da un lato i beni e dall'altro il capitale monetario.

Il reale potere economico è nelle mani di coloro che possiedono moneta.

Qualsiasi attività economica necessita di capitale monetario al cui possesso è legato il potere decisionale.

Chi detiene un bene ha solo il potere di metterlo in vendita o di renderlo disponibile dietro una contropartita monetaria, quindi non è titolare di una capacità di iniziativa autonoma, mentre chi possiede il denaro è in condizione di prendere le iniziative che vuole.

I possessori del denaro sono quindi i responsabili dell'andamento dell'economia.

Sono inoltre responsabili verso lo Stato per quanto riguarda le sue esigenze economiche.

Così come determinata è la somma necessaria allo Stato per far fronte alle spese di interesse generale, altrettanto determinata è la somma dei capitali monetari della collettività.

Il rapporto tra la prima quantità e la seconda dà la percentuale di contributo fiscale spettante a ciascun possessore di capitale monetario.

Questo è l'unico contributo fiscale logico che riassume in sé perennemente e correttamente tutti gli altri contributi esistenti.

Ciascun possessore di denaro ha rappresentato in esso il frutto di tutti i propri redditi passati comunque realizzati sia su base patrimoniale, sia sii base industriale ecc. ecc.

Nel dare allo Stato una quota percentuale di tale capitale monetario, il titolare continua a partecipare equamente al sostegno delle necessità della collettività.

Se noi pensiamo l'intera attività economica come una società. cui ciascuno partecipa in proporzione al proprio capitale monetario. appare logico che di fronte alla spesa generale dello Stato, che riguarda la collettività, ciascuno debba partecipare in proporzione alla propria quota di potere economico.

Lo stesso non vale per i possessori di beni non monetari in quanto, avendo trasformato il proprio denaro in tali beni, si sono privati del corrispondente potere economico.

Le obbiezioni circa i pericoli di immobilizzazíoni strumentali a fine di speculazione cadranno sulla base di quanto sarà detto in seguito in merito all'inflazione ed in ogni caso non si può pensare di sanare fiscalmente il danno derivante alla collettività dalla sottrazione immotivata di risorse produttive.

Con tale nuovo criterio fiscale il detentore di capitale monetario è responsabilizzato nei confronti dello Stato, non per una quota limitata in uri solo esercizio di bilancio, ma finché vi sarà un residuo monetario.

Esaminiamo ora la tecnica necessaria per realizzare tale nuovo tipo di imposta unica.

Per ottenere ciò è necessario che la moneta rechi la data di emissione.

Immaginiamo che uno Stato voglia realizzare un tale tipo di riforma fiscale.

Il primo provvedimento necessario è quello di emanare una legge che stabilisca che tutti i valori monetari esistenti, ivi comprese tutte le obbligazioni, sono da considerare come recanti virtualmente la data fissata dalla legge.

Tale legge dovrà inoltre stabilire che ogni valore monetario sarà decurtato a fini fiscali con procedimento inverso a quello degli attuali interessi bancari secondo un tasso fiscale che per fine di chiarezza ipotizziamo nella misura del 12% annuo.

La concreta decurtazione a favore della cassa fiscale avverrà attraverso le banche ad ogni passaggio della moneta in esse e regolarmente sui depositi monetari.

In pari tempo lo Stato emetterà nuova moneta con data, con periodicità da stabilire, in misura corrispondente al presunto gettito fiscale, con possibilità di compensazione negli esercizi successivi.

L'istituto di emissione fornirà continuamente le banche di moneta nuova datata, in cambio, secondo il valore attuale, di quella vecchia da destinare al macero.

I compensi da lavoro e tutte le transazioni economiche in generale, avverranno sulla base dei valori attuali della moneta.

Con tale sistema l'evasione fiscale diventa impossibile e diviene inutile l'esportazione di capitali, giacché al rientro, l'anzianità dei segni monetari, renderà possibile il recupero dell'imposta ai fini del conto della cassa fiscale.

Il danno derivante alla collettività dalla sottrazione di moneta circolante alla vita economica sarà da valutare con criteri diversi da quello fiscale.

Prendendo ad esempio l'Italia e considerando in L. 250.000 miliardi l'ammontare dei valori monetari e delle obbligazioni esistenti, con un tasso fiscale del 12% si avrebbero per il Fisco in un anno 30.000 miliardi per far fronte alle necessità dello Stato.

Con tale sistema fiscale, rimarrebbe invariata nel tempo la massa monetaria globale eliminando la causa fondamentale dell'inflazione.

Va rilevato che con tale sistema fiscale sparirebbe la conflittualità tra contribuenti e Stato con grande vantaggio del clima sociale.

Da tale riforma fiscale e monetaria deriverebbero numerose conseguenze positive per l'intero organismo sociale di cui elenchiamo quelle che vengono per prime alla mente.

I detentori di capitali monetari in tale nuovo sistema non si troverebbero in condizione di svantaggio rispetto alla precedente situazione in quanto la nuova imposta unica sostituirebbe le perdite di valore che prima si avevano a causa dell'inflazione.

Mentre prima le perdite di valore dell'intera massa monetaria andavano a beneficio dei beni immobiliari e di quelli duraturi in generale, col nuovo sistema tali decurtazioni vanno a beneficio della intera collettività.

Con l'eliminazione dell'inflazione si instaurerebbe un regime di prezzi stabili, con tendenza alla diminuzione, per effetto del progresso tecnologico.

I percettori di redditi da lavoro potrebbero impostare le loro rivendicazioni su basi qualitative ed in considerazione di reali compatibilità, e non già come prima sotto l'assillo del continuo diminuire del potere di acquisto della moneta.

Con tale sistema la scala mobile perderebbe quel carattere di perversità che ha finora operato sul livello dei prezzi, potendosi al limite prevedere delle inversioni di tendenza del mutare dei prezzi con margini disponibili per il progresso sociale.

L'eliminazione dell'attuale forma impositiva produrrebbe immediatamente due conseguenze: la prima è quella di stimolare gli investimenti produttivi a causa del nuovo regime di equità e di certezza fiscale e la seconda è quella di liberare alla base nuove capacità di consumo che agirebbero da rivitalizzante sull'intero organismo economico in condizioni di forte depressione.

Sotto il primo riguardo si pensi agli effetti psicologici sull'attività industriale dell'eliminazione della necessità legale di tutte le formalità fiscali che attualmente appesantiscono le imprese con effetti talvolta paralizzanti.

In dipendenza dell'incremento produttivo si avrebbero positive e rapide ripercussioni sull'occupazione con ulteriori e benefici effetti indotti sulla vita economica e sociale del paese.

L'aumento della produzione e della produttività metterebbe lo Stato in condizione di perseguire con maggior successo che per il passato i propri obiettivi di giustizia sociale.

Circa i rapporti con l'estero si può immaginare un crescere della fiducia nella nostra moneta con la sola conseguenza della necessità di un continuo apprezzamento di essa rispetto alle altre.

Tale apprezzamento sarebbe equilibrato, ai fini delle esportazioni, dalla svalutazione interna delle altre monete per effetto dell'inflazione che di necessità affligge i vecchi sistemi sociali.

A chi deve valutare preventivamente la riforma proposta si pongono delle difficoltà di ordine psicologico nell'immaginazione di una moneta il cui valore va aggiornato ad ogni transazione.

Tale difficoltà può essere facilmente superata se si considerano i seguenti fatti.

Il problema non si pone per i pagamenti fatti a mezzo banche.

Per quel che riguarda gli acquisti al minuto, fatti dalla gente con moneta, si pensi che generalmente essi vengono fatti con moneta derivante o da redditi da lavoro o da prelevamenti bancari e quindi sempre con moneta di anzianità inferiore al mese ed in tal caso i rivenditori considereranno irrilevante il deperimento monetario ed in ogni caso ne avranno tenuto conto, in valore medio, nei prezzi.

Se si pensi che in contropartita si vivrà in regime di prezzi stabili si può accettare volentieri il leggero fastidio di dover talvolta fare qualche calcolo o consultare qualche tabella oppure andare in banca per ottenere moneta fresca.

La riforma proposta ha valore squisitamente tecnico ed è neutra rispetto alle ideologie politiche.

Le forze politiche potranno continuare a perseguire i propri fini specifici, con il vantaggio di poter sperare più concretamente di realizzare i propri ideali.

È evidente a tutti che la gestione dello Stato dovrà evolvere verso forme che assicurino a tutti il massimo di giustizia sociale, ma è altrettanto evidente che tanto più tali fini si possono realizzare quanto più efficiente e sana è l'attività produttiva che deve fornire i beni che si vogliono far pervenire agli aventi diritto.

APPENDICE 2
Pensieri sociali di Rudolf Steiner dal libro: ESIGENZE SOCIALI DEI TEMPI NUOVI - Seconda Conferenza - Commenti in corsivo di Nicolò Giuseppe Bellia

SANO GIUDIZIO e QUESTIONE SOCIALE
Al giorno d'oggi non si dovrebbe in nessun caso trascurare quel che si prepara nell'umanità su tutta la terra. Bisognerebbe cercare di penetrare, con giudizi che ci mettano in grado di comprendere i grandi impulsi presenti negli eventi del mondo, in ciò che oggi sta parzialmente in modo tanto enigmatico davanti alle anime degli uomini, e che minaccia di trasformare la struttura sociale in un caos. Non si dovrebbe continuare lasciando che le cose accadano come vogliono, senza cercare di penetrarle col proprio sano giudizio.

Deve cessare il principio che sostiene: "Questo è di tutti i giorni; questo è profano; quest'altro riguarda la vita esteriore; distogliamocene e rivolgiamo lo sguardo al divino-spirituale ". Bisogna che incominci il tempo in cui anche i fatti più comuni vengano messi in relazione col divino-spirituale, il tempo nel quale le cose desunte dal mondo spirituale non vengano considerate solo dal punto di vista più astratto.

Nel corso di queste considerazioni ho detto che un mutamento favorevole nel movimento sociale potrà aver luogo soltanto se crescerà l'interesse del singolo per il suo prossimo. La struttura sociale è appunto la struttura che collega gli uomini socialmente. Essa può risanarsi soltanto se l'uomo sa di farne parte, se sta coscientemente nella struttura sociale. Il fenomeno malsano del presente, quello che ha provocato la catastrofe, è il fatto che gli uomini hanno trascurato di avere dei principi in merito al come stare nella comunità sociale. L'interesse che ci collega come esseri umani ad altri uomini è cessato, anche se la gente spesso crede di avere un simile interesse Il trito principio teosofico: " amo tutti gli uomini, mi interesso a tutti gli uomini ", non risana perché è astratto e non afferra la vita reale. Si tratta invece. di agire sulla vita reale; questo appunto deve essere compreso più profondamente. L'incomprensione della vita reale è stata proprio una caratteristica degli ultimi secoli. Ma gli ultimi secoli, senza che gli uomini avessero seguito il processo, hanno provocato la situazione attuale, e daranno origine alla situazione futura. Non può essere altrimenti, nella vita storica dell'umanità, se non che gli uomini accompagnino anche col pensiero ciò che succede, ciò che avviene nella vita sociale in mezzo a loro. Ma gli eventi che si svolgono già da un tempo relativamente lungo non possono essere seguiti altrimenti se non acquistando un sano senso per certi fenomeni.

SEPARARE IL LAVORO DAL PROCACCIAMENTO DEI MEZZI DI SUSSISTENZA.
Infatti ciò cui si deve tendere, naturalmente non in maniera bolscevica ma ragionevole, è di separare il lavoro dal procacciamento dei mezzi di sussistenza.

In avvenire il denaro non dovrà essere un equivalente per la forza umana di lavoro, ma solo per la merce. Solo merce si potrà avere in avvenire per denaro, non forza umana di lavoro.

  • Ciò potrà essere realizzato soltanto attraverso l’istituzione del REDDITO DI CITTADINANZA GENERALIZZATO, che motiverà la ricerca del lavoro su basi vocazionali e non per esigenze di mera sopravvivenza.(N. G. Bellia)

ESIGENZA DI DEPERIMENTO DEL DENARO INOPEROSO
Esiste oggi nell'ordinamento sociale qualcosa di innaturale al massimo grado e cioè che, semplicemente per il fatto di possederlo, il denaro aumenta. Lo si mette in banca e se ne ricavano interessi. Questo è il fatto più innaturale che possa esistere. In realtà è semplicemente un assurdo. Non si fa nulla; si mette in banca il denaro che si ha, che forse non ci si è nemmeno procurato col lavoro, ma che si è ereditato, e se ne ricavano interessi. È tutta un'assurdità. Però sorgerà la necessità, quando il procacciamento dei mezzi di sussistenza sarà separato dal lavoro, che venga impiegato il denaro, quando esiste, e quando venga prodotto come equivalente di merci che esistono. Esso deve essere utilizzato, deve circolare. Si avrà allora l'effetto reale che il denaro non aumenterà, ma diminuirà.

Ciò potrà essere ottenuto soltanto con l’istituzione della FISCALITÀ MONETARIA che oltre a ridurre gradualmente la quantità dei capitali inoperosi, ha l’insostituibile pregio di non scaricare sui prezzi gli oneri fiscali, di permettere l’istituzione del REDDITO DI CITTADINANZA GENERALIZZATO nonché il reperimento delle risorse per le SPESE PER L’AMMINISTRAZIONE GIURIDICA.  - e.mail. ngbellia@flashnet.it

vedi: Fiscalita' monetaria ed Epikeia + AFIMO:  vedere anche su http://digilander.libero.it/afimo + http://www.loafimo.it/

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Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario  - "DEBITO PUBBLICO"
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.

SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche Centrali (FED + BCE
, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito "pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini di governo dei vari stati hanno contratto (e' tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci con il debito stesso), ed inviare la carta moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente, riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che hanno acquistato i privati, gli altri stati e le banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li potremmo investire nell'industria, nel turismo, nei servizi...e cio' per i vari stati indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !

Altra proposta per la soluzione-annullamento del cosiddetto falso Debito Pubblico:
in circa 30 anni l'Italia ha pagato interessi annui per il debito pubblico per un totale di circa € 3.400.000.000.000 (3 mila quattrocento miliardi), mentre il debito pubblico ammonta al 2014 a c.a. € 2.200.000.000.000 (duemila duecento miliardi
) per cui sottraendo dal totale, la somma gia' pagata, vi e' una plus valenza di c.a. 1.200.000.000.000, che le banche dovrebbero ridarci.....ma anche se non ce li ridanno, noi possiamo cessare di pagarle immediatamente investendo la stessa cifra annuale di falsi interessi, nella nostra economia....

EURO FALSO:  TUTTI I DEBITI CONTRATTI CON LE BANCHE SONO ANNULLABILI !
 Nel contrato non è scritto chi è il proprietario della moneta….quindi: chi è il creditore ? chi il debitore ?E per cui TUTTI i debiti sono nulli “tutti i debiti contratti con le banche sono infatti annullabili”.
  “Il sillogismo è semplice: siccome le banche evitano di iscrivere in contabilità, a patrimonio netto, la quota annuale di denaro virtuale che creano dal nulla, è evidente che lo considerano esse stesse “denaro falso“.
 I debiti contratti con denaro falso ovviamente non sono giuridicamente validi.”
 Ecco quindi che, se non tutti in generale, almeno quei debiti che implicano come creditore o controparte una banca, devono essere considerati nulli dalla nascita !
 In sostanza, parafrasando, se il denaro non risulta “battezzato” contabilmente alla nascita certificandone l’origine, non può godere dei diritti civili.
 Tratto dal testo dell’economista Nino Galloni, IL FUTURO DELLA BANCA, da dove si impara che la contabilità bancaria attuale è completamente falsa.
 
 INOLTRE
 Interrogazione con richiesta di risposta scritta E-000302/2012 alla Commissione Articolo 117 del regolamento
 Marco Scurria (PPE)
 Oggetto: Natura giuridica della proprietà dell’euro
 In risposta ad un’interrogazione scritta sul medesimo tema presentata dall’on. Borghezio fornita il 16 giugno 2011, la Commissione informa il collega che “al momento dell’emissione, le banconote in euro appartengono all’Eurosistema e che, una volta emesse, sia le banconote che le monete in euro appartengono al titolare del conto su cui sono addebitate in conseguenza”.
 Può la Commissione chiarire quale sia la base giuridica su cui si basa questa affermazione ?
 Olli Rehn non fa altro che ribadire che dopo l’emissione, ossia dopo la creazione fisica delle banconote o più verosimilmente dell’apparizione in video delle cifre sui terminali dell’Eurosistema (totalmente a costo zero, se si esclude l’energia elettrica che mantiene accesi i computers…) la proprietà dei valori nominali appartiene al nuovo proprietario, e se uno e' proprietario non puo' essere contemporaneamente debitore, dato che il denaro precedentemente all'emissione nei fatti apparteneva al NULLA.....e non alla banca ! e quindi e' al NULLA che semmai va reso....