Questo Progetto di ECOVILLAGGIO
(areligioso ed apolitico) puo'
interessare chiunque abbia a cuore la propria salute
e quella dei propri cari, ma se del caso la persona DEVE
essere in
armonia (voler vivere) con i Principi
Spirituali che esponiamo in questo Portale - vedi:
Definizione di IO SONO
Zona interessata in Italia, da definire, se
possibili vicino al mare.
(Per ora, abbiamo acquistato un terreno
di 25 Ha nel comune di
Urbino e stiamo cercando la possibilita' di
ottenere finanziamenti).
Gli ecovillaggi sono piccole
comunità rurali o urbane che integrano una struttura
sociale basata sulla solidarietà con attività
pratiche legate alla progettazione ecologica. Sono
modelli insediativi che cercano di proteggere i
sistemi viventi del pianeta, di incoraggiare la
crescita personale e di sperimentare stili di vita che
facilitino l'armonia tra gli esseri umani e la
natura.
All'interno della terminologia ecovillaggi trovano
spazio anche altre esperienze comunitarie che pongono
al centro della loro identità non solo l'aspetto
ecologico, ma anche istanze spirituali, di medicine
alternative, educative, religiose e politiche.
In genere questi sono i principi base ispiratori per
il Villaggio della Salute:
I
principi per la progettazione
Elenchiamo
qui una breve sintesi dei principi che costituiscono
le linee guida per la progettazione in
permacultura.
Le loro applicazioni e interazioni costituiscono la
materia di studio dei corsi teorico-pratici che
vengono organizzati ormai da moltissimi anni in tutto
il mondo e da qualche anno anche in Italia.
- Avere cura delle persone.
-
Prendersi cura della
terra, quindi lavora
con e non contro.
- Limitare il nostro consumo alle necessità -
condivisione equa e solidale delle risorse.
-
Tutto
influenza tutto: individuare le relazioni funzionali fra
i vari elementi.
- Riflettere
prima di agire e fare il minimo cambiamento per
ottenere il massimo risultato.
- Gli
errori sono occasioni per imparare.
-
Ogni
elemento in un sistema naturale svolge molte funzioni,
cercare di sfruttare tutte le potenzialità di ogni
elemento.
- Ogni
funzione può essere esercitata da più elementi.
Progettare in modo che tutte le funzioni importanti
possano essere svolte anche quando qualche elemento
non funziona.
- Il
tutto è più della somma delle parti.
- Ogni
problema contiene in sé la soluzione: trasforma i
limiti in opportunità.
- Favorire
la biodiversità: progettare in modo da aumentare le
relazioni fra gli elementi piuttosto che il numero di
elementi.
- Minimizzare
l'apporto di energia esterna, progettando sistemi che
sfruttano le risorse presenti in loco, riciclare e
riutilizzare il più possibile.
- Collaborazione fra i vari partecipanti al progetto
per la costruzione del Villaggio e per la sua
manutenzione.
- Scambio delle competenze professionali fra gli
stesi partecipanti a costo ZERO fra di essi e
se possibili anche con gli esterni, in modo da
evitare lo scambio di denaro, che nel villaggio
e' abolito, la moneta di scambio e' il tempo
dedicato con la propria professionalita'.
- Pianificare gli sviluppi futuri.
1 - Il Villaggio della Salute sara' un centro
medico-sanitario e di ricerca, multidisciplinare ,
con case separate per le varie famiglie che vi
abitano (in affitto annuale od in affitto mensile o multiproprieta' settimanali), ma con servizi comuni, cucina,
orto, Centro Salute Naturale, biblioteca, sala per
mangiare (riunioni, conferenze, corsi di medicine
naturali, teatro, danza, musica,
ecc.) tennis, piscina, calcetto, stalle, magazzino
attrezzi, garages, ecc.
2
- Autogestito per mezzo dei suoi abitanti per
avere cio' che serve per
l'autosufficienza del Villaggio, con dei soci che
acquisteranno settimane, mesi od anno di affitto di
case (per minimo 4, max 6 persone per ogni abitazione)
con un piccolo giardino personale.
3
- Ogni abitante del Villaggio svolgera' le
mansioni che decidera' di assolvere in funzione del
fabbisogno del Villaggio e del tempo nel quale
risiedera' nel Villaggio.
Si richiedono almeno 10 famiglie residenti in 60
casette-villette di vario tipo, da almeno min. 70 a max 160 m2 l'una, per
ottenere una certa autosufficienza del villaggio
stesso, che ovviamente dovranno lavorare per
l'autogestione di tutti i servizi da attuare nel
villaggio.
4
- Il Villaggio avra' dei campi agricoli + bosco, ove si
attuera'
Agricoltura SOLO
Naturale, autogestita.
Vi sara' anche un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS)
per ottenere sconti sugli acquisti all'esterno, con
rivendita autogestita nel proprio supermarket ed anche all'esterno del Villaggio
(tipo supermarket del biologico nei paesi vicini in
appositi locali-negozi-banchetti)
5
- Si alleveranno piccoli animali domestici per
ottenere cibo (proteine animali) da volatili (polli,
anatre, oche, tacchini, per uova, capre e pecore per
latte e formaggi.
6
- Vi sara' un'alimentazione tendenzialmente
Vegetariana di tipo
biologico
Naturale, derivante dai
prodotti della campagna autogestita, con una
cucina comune.
7
- Tutto il Villaggio sara' cablato elettronicamente in modo da avere
in ogni locale (delle abitazioni) la possibilita' di comunicare con
tutti gli abitanti interni (intranet) e con l'esterno
(internet), per mezzo di
linea ADSL per + linea telefonica necessaria al
villaggio; gli abitanti utilizzeranno per mezzo di
computer il sistema tipo Voip e/o altro per la telefonia a basso
costo.
8 - L'energia necessaria sara' ricavata da: Eolica,
Solare, Combustione (Digestori anaerobici con produzione
di biogas + Totem per avere energia a 220 Volt),
generatori di elettricita' e acqua calda a
Magneti, ed ogni altra soluzione ecologica per
l'autosufficienza, con centrale
comune per tutti i servizi in modo da sfruttare le
economie di scala.
9
- Si attuera' scambio merci con i villaggi, paesi
vicini, per avere in cambio merci utili e necessarie
per il villaggio.
10
- Il
Centro Salute Naturale (CSN) sara' messo
a disposizione gratuitamente
per gli abitanti del Villaggio ma anche per terzi a
pagamento, parenti e non, che vorranno essere
ri-sanati con le Terapie naturali; il ricavato in denaro
sara' gestito all'interno del villaggio per i fabbisogni
del medesimo, e/o per acquistare attrezzature
necessarie.
Si
accettano altri consigli in merito: scrivere ad
info@mednat.org
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Un mondo migliore è possibile, da subito,
l’esperienza degli ecovillaggi lo dimostra
La Rete italiana dei villaggi ecologici (Rive) è nata
nel dicembre 1996 ad Alessano (Lecce), in occasione del
convegno "Ecovillaggi: una soluzione per il futuro del
pianeta ?" organizzata dall’ Amministrazione Comunale di
Alessano e dal Centro Studi Cosmòs di Milano.
Scopo della
rete è fare conoscere le esperienze comunitarie, ritenute
fertili laboratori di sperimentazione sociale ed economica,
dove è possibile da subito vivere l’utopia, per quanto in
scala ridotta, di una società basata sulla solidarietà, la
cooperazione e l’ecologia.
Alla rete italiana degli ecovillaggi appartengono esperienze
comunitarie molto differenti tra loro per orientamento
filosofico e organizzazione, ma tutte comunque ispirate a un
modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico,
spirituale, socioculturale ed economico, intendendo per
sostenibilità l'attitudine di un gruppo umano a soddisfare i
propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando, le
prospettive delle generazioni future.
Le comunità aderenti al Rive sono ecovillaggi a porte
aperte, si richiede solo di concordare per tempo modalità e
data della visita.
La RIVE aderisce al GEN - Global Ecovillage Network (rete
Globale degli Ecovillaggi) che collega fra loro le
esperienze più significative di insediamenti umani
sostenibili in tutto il mondo.
L’ufficio del GEN–Europe ha sede a Torri Superiore, via
Torri Superiore 5, 18039 Ventimiglia (IM) tel
0184/215504 fax 0184/215914
e-mail info@gen-europe.org
La segreteria della Rive ha sede presso La Comune di Bagnaia,
loc. Ancaiano, 53018 Sociville - Siena -. tel. e fax
0577/311014
e-mail
lacomune.bagnaia@libero.it
Per contatti si può telefonare anche a Mimmo Tringale presso
AAM Terra Nuova, tel. 055/3215729 fax 055/3215793
e-mail
aam-tn@greenplanet.net
Ecovillaggi aderenti:
La COMUNE di BAGNAIA
Via Bagnaia 37, Ancaiano, 53018 Sovicille (Si), tel/fax
0577/311014
lacomune.bagnaia@libero.it
Comune esistente da
20 anni, formata da 15 adulti che vivono in una casa
colonica nella Montagnola senese; l’economia è basata
sull’agricoltura biologica e su lavori esterni.
VILLAGGIO
UPACCHI Eva Lotz, località Upacchi, 52031 Anghiari (Ar) tel
0575/749323
Antico borgo in pietra completamente
ristrutturato dopo decenni di abbandono; vi abitano tredici
nuclei familiari, ognuno dei quali ha una propria economia e organizzazione; solo gli spazi comuni vengono gestiti
collettivamente.
TORRI SUPERIORE Via Torri Superiore n.5,
18039 Ventimiglia (IM), tel 0184/215504, fax.0184/215914,
info@gen-europe.org.
Comunità composta da circa 16 adulti
residente e numerosi altri membri non residenti; nei mesi
estivi ospita numerosi corsi e seminari; è sede della
segreteria del Gen-Europe.
POPOLO degli ELFI
Mario Cecchi, Avalon, 51010 Montevettolini (PT) Comunità
composta da numerosi nuclei per un numero totale di circa
150 adulti. E’ situata sull’Appennino Pistoiese ed è basata
sull’autosufficienza e l’autogestione.
PODERE MOGLIAZZE Località Mogliazze, 29022 Bobbio (Pc) tel/fax
0523 936633
mogliazze@libero.it
Piccola comunità composta da
5 adulti residenti, la principale attività economica è
l’agricoltura biologica e in particolare la produzione di
preparati erboristici.
FEDERAZIONE di COMUNITA’ di DAMANHUR
Via Pramarzo 3,10080 Baldissero Canavese (TO), tel
0124/512226,
federation@damanhur.it.
E’ costituita da cinque
comunità federate dove vivono complessivamente 700 adulti,
legate da un identico percorso di ricerca spirituale.
I CAVALIERI del SOLE
Giuseppe e Sara, Località S. Maria di Lignano, Assisi tel
075/802424
Piccola comunità composta da cinque adulti e cinque bambini.
L’economia è basata sul restauro di mobili antichi e
sull’agricoltura e l’orticoltura biologica.
LUMEN (Libera Università di Medicina naturale)
Via Polignano 5, 29010 San Pietro in Cerro (CR) tel
0523/838172
Comunità di circa 20 adulti che animano una
scuola di medicina naturale.
COMUNITA’ di ETICA VIVENTE
"Valle del Sole" San Litardo, Vocabolo Cassero 06062 Citta’
della Pieve (Pg) tel 0578/298660
Comunità composta da circa
20 adulti residenti che fanno riferimento ideale all’area
della Psicosintesi e alla filosofia di Findhorn.
Progetti che aderiscono alla Rete italiana dei villaggi
ecologici A.l.i.a.s. Monti Prenestini (Roma), tel.
0774/790231
Gruppo di 15 persone interessate alla
realizzazione di un ecovillaggio di ispirazione anarchica,
già in possesso di un terreno e in procinto di costruire
alcune abitazioni secondo lo stile tradizionale della zona.
LIBERA UNIVERSITA’ di ALCATRAZ
Santa Cristina 53, 06020 Gubbio (Pg) tel 0759/229914 fax
0759/229911
jacopofo@alcatraz.it
Fondata da Jacopo Fo, è una
grande struttura di agriturismo che ospita durante l’anno
seminari e attività di animazione; vi abitano stabilmente 25
adulti.
Villaggio GAIO
Anna Costantini e Adriano Aceto, Via R. Lanciano 10, 66100
Chieti, tel 0871 / 65824
villaggiogaio@hotmail.com
"Un pezzo
di natura per ogni essere umano, una possibilitá per
ognuno".
Gruppo di sette adulti che ha acquistato un podere
di circa 4 ettari a Giuliano Teatino, a 20 Km. da Pescara,
in cui si trovano anche alcune abitazioni da ristrutturare.
SOLARIA
Centro per le Energie Rinnovabili e la Permacultura
Fortunato Fabbricini e Annarita Fanton, Casella Postale
Solaria, 18037 Pigna (IM)tel 328/4817529 - 339/4175911
paea@comune.re.it
Gruppo di tre adulti ed una bambina che
abita nell’entroterra di Isolabona (IM) in un podere di
circa due ettari con due case. Realizzano corsi sulle
tecnologie alternative, sull’agricoltura sinergica e
sull’alimentazione, ed ospitano volontari per periodi più o
meno lunghi.
Tratto da: AAM Terra Nuova
vedi anche:
Autosufficienza in Agricoltura Biologica
+
GRUPPI di ACQUISTO SOLIDALE
+
Specie Umana,
Progetto 3M - PDF (attenzione, fate attenta
riflessione sul tema)
+
un esempio di iniziativa per il Villaggio della
Salute
Elenco degli eco-villaggi in territorio Italico:
http://www.dolcevitaonline.it/elenco-di-tutti-gli-ecovillaggi-in-italia/
....altro esempio di Villaggio associativo:
https://boscoincantato.wordpress.com/
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
(NdR:
Lettera ricevuta da un lettore del sito...che pubblichiamo
perche' in linea con questi principi).
Riprendiamoci il Paradiso ! - Credo di dovere una
spiegazione per la scelta del titolo di questo articolo:
tempo fa girando su internet incappai in un racconto
orientale che vedeva un potente e valoroso guerriero
invitato a visitare i regni dei trapassati ; dapprima gli
viene mostrato l'inferno dove si vedeva una gigantesca
tavolata con sopra ogni ben di dio, ma i commensali attorno
ad essa erano magri, depressi e disperati ; la guida spiegò
al guerriero che erano costretti ad usare le bacchette per
potersi cibare solo che le bacchette erano lunghe un metro e
quindi impossibili da portare alla bocca; poco dopo gli
viene mostrato il paradiso; stessa tavola, stesse bacchette
ma i commensali sono tutti allegri, contenti e ben nutriti;
il guerriero non comprendendo chiede spiegazioni alla guida
e lei gli risponde – vedi qui è come l'inferno solo che
s'imboccano a vicenda !
Credo che sia abbastanza scontato il punto a cui desidero
arrivare. Paradiso e inferno sono nelle nostre mani, sta a
noi creare uno o l'altro.
Fino ad ora abbiamo costruito un perfetto inferno,
anzi lo miglioriamo ogni giorno che passa con nuove
diavolerie, che ci discostano sempre di più dalla nostra
reale natura e dai nostri bisogni autentici.
Peccato che questa nostra
creazione obbedisce anch'essa alla legge della ciclicità che
regna in questo universo e credo che da qui a poco (non so
quantificare questo poco ma credo che noi, come generazione,
lo vivremo sulla nostra pelle) dopo aver conosciuto il suo
apogeo, collasserà come un gigantesco castello di carte.
E in effetti castello di carte
lo è sul serio dato che i cardini su cui poggia sono tutti
marci e falsi: dai dogmi religiosi, al sistemo monetario –
commerciale; dall'illusione di giungere all'affermazione
professionale , alla borsetta ultima moda da 4000 €
realizzata sfruttando lavoro minorile in estremo oriente
come qualsiasi altra borsa da 10 €.
Non mi sto a dilungare ad
elencare le cose che non vanno in questo mondo. Chiunque
visiti siti come questo ha di certo familiarità con concetti
di signoraggio bancario ed argomenti connessi .
Non voglio nemmeno istigare a
gigantesche movimentazioni di piazza o ad azioni sovversive,
a che servirebbero ? A far morire dal ridere i politici che
osservano milioni di manifestanti convinti di potere imporre
il loro volere ? O vogliamo invece pensare di far piazza
pulita di tutto e di tutti ?
E poi ?
Ricreiamo una moneta ?
Rilanciamo la crescita economica
?
Ritorniamo ad investire in borsa
?
Cambiamo tutto per non cambiare
niente in definitiva?
No . Niente di tutto questo.
– Cosa vuoi
insomma ! - Potrebbe chiedermi il lettore se potesse
parlarmi in prima persona.
Rivoglio il mio paradiso .
Lo voglio ora !
Lo voglio perché mi spetta di
diritto !
Perché sono vivo e abito su
questo pianeta e voglio vivere su questo pianeta nel modo
migliore possibile per tutto il tempo che mi sarà dato.
Non ci servono sommosse o
manifestazioni. Dobbiamo uscire dal sistema. Silenziosamente
e gradatamente, perché di colpo non si può e purtroppo
questo sarà riservato ad una ristretta fascia di persone.
Vorrei che fosse diverso, ma
seriamente credete possibile che una mattina ci sveglieremo
tutti quanti (sette miliardi su questa terra), ci guarderemo
negli occhi e riconoscendoci tutti fratelli inizieremo a
collaborare gli uni con gli altri senza aver nemmeno chiaro
nella mente che cosa realmente intendiamo perseguire ?
Abbastanza improbabile direi,
considerando il fatto, oltretutto, che la stragrande
maggioranza della popolazione crede ancora che la religione
sia una salvezza e che il debito pubblico è stato creato da
politiche sbagliate o da ladrocini attuati da alcuni
farabutti appartenenti a chissà quale organizzazione per
delinquere.
Io non so prevedere il futuro,
ma analizzando la situazione sociale che ci circonda, sono
convinto che la gente non sia pronta, anzi non voglia
cambiare modo di vivere, perché non ne conosce altri ed è
troppo impegnata a perdersi dietro allo sport, ai reality
show e alla sua quotidianità per pensare ad un mondo
diverso.
Hanno addirittura paura di
pensarlo perché magari da questo sogno scaturirebbe dentro
di loro un rifiuto della realtà che li porterebbe ad
impazzire o ad essere emarginati.
Purtroppo il sogno di una vita
diversa, scandita da tempi più calmi, da tranquillità ed
armonia con la natura circostante è riservato solo a pochi
pazzi coraggiosi a questo mondo.
Beh, io sono pazzo!
Credo in un futuro diverso, lo
ricerco ogni giorno a costo di passare agli occhi della
gente come un perfetto allucinato! Mi ci crogiolo ogni volta
che posso liberare la mente e abbandonarmi ai miei sogni e
muoio ogni giorno affrontando la mia vita d'inferno fatta di
sveglie sempre più dure, di stipendi sempre più da fame e da
tasse sempre più pressanti, eppure non demordo !
Affronto la mia personale agonia
quotidiana che mi obbliga a rientrare ancora un giorno di
più negli schemi imposti da questo mondo marcio eppure resto
consapevole che tutto questo può cambiare è morirò con
questa convinzione.
Non è detto che arriverò ad
assaporare la libertà che desidero con così tanto fervore,
ma aver vissuto con il costante obbiettivo di raggiungerla
credo che possa rappresentare la migliore ambizione che
potrei nutrire per questa vita.
– A
pensarci troppo a queste cose c'è il rischio di andare fuori
di cervello ( classico campanello di allarme che scatta
dentro la nostra mente quando ci addentriamo in certe
argomentazioni)
Questo non è altro se non il
prezzo da pagare: dapprima si viene derisi, poi attaccati
con veemenza, alla fine tutti di danno ragione; è sempre
così per ogni nuova grande scoperta ; cosa vi fa pensare che
Galileo o i fratelli Wright abbiano passato qualcosa di
diverso quando portavano avanti le loro tesi rivelatisi poi
corrette?
Per quanto riguarda il caso
nostro dobbiamo aver ben chiaro nella mente che la libertà
non viene regalata ma conquistata e la storia è piena di
esempi che lo dimostrano.
Per ottenere la libertà dobbiamo
operare scelte coraggiose che ci porteranno a scontrarci con
il comune modo di pensare della gente che ci vedrà come dei
poveri illusi.
Mi dispiace per questa gente, ma
saremo noi a considerarli dei poveri illusi mentre li
vedremo andare a fondo sulla loro carcassa capitalistica
della quale non avranno voluto disfarsi in tempo.
Vediamo finalmente come
abbandonare questa vecchia bagnarola arrugginita chiamata
ancora indegnamente vita moderna.
Per prima cosa occorre avere ben
chiari gli obbiettivi:
essendo palese che la radice di
ogni nostra tribolazione è il denaro, dobbiamo studiare un
sistema che non prevede il suo utilizzo.
Prima che mi si dia nuovamente
del pazzo si rifletta un secondo su questo: su otto milioni
di specie viventi sul pianeta l'uomo è l'unico ad utilizzare
un sistema monetario e guarda caso è l'unico che sta
mettendo a rischio se stesso e l'ambiente che lo circonda .
Le api, le formiche e migliaia
di altre specie sono in grado di dare vita a sistemi sociali
complessi, ma governati da una suddivisione dei compiti e da
una gestione attenta delle risorse disponibili, distribuite
secondo necessità .
Fermo il concetto che le nostre
capacità vanno ben oltre le possibilità delle formiche o
delle api, non abbiamo forse gli strumenti di misura e di
statistica adeguati per formulare medie e previsioni per
sopperire ad ogni bisogno della collettività su questa terra
?
Certo che li abbiamo !
Il problema semmai diventa
stabilire se il nostro pianeta ha abbastanza risorse per
tutti e in caso contrario, occorre programmare una discesa
graduale della popolazione, perché è inconcepibile che al
mondo d'oggi alcuni debbano morire di fame perché altri
possano vivere alle loro spalle.
Tutto deve bastare per tutti !
Le fondamenta di una nuova società devono poggiare su
quest'asserzione sacrosanta.
Poc'anzi abbiamo detto che non è
facile proporre un simile piano d'azione alla collettività e
che l'uscita dal sistema verrà operata più verosimilmente da
una ristretta percentuale di persone.
Dobbiamo individuare la
strategia migliore che possa portare all'emancipazione,
dapprima parziale e man mano sempre più completa, da questo
sistema vecchio e nauseabondo, da parte di una ristretta
cerchia di lavoratori che collaborino a vicenda per dare
vita a tutta quella serie di beni e di servizi che
necessitano per vivere.
E' certo il fatto che occorra
liberarsi del denaro in quanto responsabile di inefficienza,
competizione assurda, che sfocia il più delle volte in
scontro vero e proprio, oltre che di stratificazione sociale
non giustificata e mille altre sfaccettature nefaste.
E' altrettanto ovvio che dovremo
liberarcene per gradi (perché di colpo non sarà possibile).
La prima cosa da ricercare è una
autosufficienza alimentare ed energetica e qui viene il
bello:
se pochi decenni fa quasi tutti
avevano l'orto , anche solo per passatempo , oggi quasi più
nessuno coltiva individualmente qualcosa .
La dipendenza dal supermarket è
evidente, quindi dobbiamo innanzitutto crearci i presupposti
per avere del cibo sufficiente per noi e per i nostri
collaboratori. Appare chiaro quindi affidarsi ad un
professionista che conosca il mestiere e che abbia terra a
sufficienza per alimentare se stesso, i suoi futuri soci e
mantenendo al contempo terra sufficiente a mandare avanti il
suo lavoro abituale fino a che non si sarà giunti ad una
condizione che permetterà di estraniarsi completamente dal
mercato e dalle sue tasse maledette .
Supponiamo di avere trovato un
agricoltore che aderisce al progetto secondo le modalità
appena descritte, che cosa potrebbe servirci dopo ?
Di certo una casa e di sicuro
una casa efficiente da un punto di vista energetico.
Scatta, come ovvio che sia, un
altro campanello d'allarme nella nostra testa :
– si
ma quanto costa tirar su una casa !
Precisiamo un'altra questione
che qualunque lavoratore del settore può confermarvi: i
materiali sia che servano per l'edilizia, l'idraulica o per
l'elettricità non costano gran che; un muro di recinzione se
me lo tiro su da solo lo pagherò qualche centinaio di euro
tra mattoni e cemento, se lo faccio fare da un
professionista mi costa a dir poco 10.000 euro perché egli
dovrà pagare le tasse, gli operai e trarci il suo profitto.
Comprendete quindi la forte
limitazione che impone l'utilizzo del denaro: la stessa
opera fatta con metodi diversi presenta un abisso in fatto
di costi.
Quindi se oltre al nostro
agricoltore si mettono d'accordo un muratore, un
elettricista, un idraulico e un geometra, si potranno
costruire abitazioni altamente efficienti e con spese
dell'ordine di decine di migliaia di euro.
In condizioni normali pagheremmo
per trent'anni un mutuo per una casa sicuramente di qualità
più bassa .
Facciamo il punto della
situazione: abbiamo a disposizione cibo di ottima qualità e
un'abitazione che consuma molto meno rispetto alla media
delle altre case.
Supponendo che i soci continuino
a portare avanti la loro occupazione originale, si
troverebbero adesso con un potere d'acquisto aumentato
notevolmente visto che hanno a disposizione, a gratis, cibo,
assistenza tecnica per la loro casa e bassi consumi
energetici.
Supponiamo ora che le adesioni
crescano e che al nucleo originale si uniscano un
ristoratore/pizzaiolo, un gelataio, un barbiere o
parrucchiera, dei medici e altre attività accessorie.
E' facile intuire che il grado
di benessere di cui si può godere all'interno di un sistema
sociale come questo aumenta di pari passo al crescere delle
adesioni di professioni differenti.
Più i soci aumentano e più i
proventi derivanti dalle occupazioni dei singoli salirà. Al
contempo saliranno anche i servizi offerti gratuitamente ai
soci che compongono questa micro-società.
Quindi perché non usare
l'eccesso di denaro per sopperire man mano a tutti i servizi
mancanti come l'abbigliamento e le calzature, gli spettacoli
e gli intrattenimenti in genere.
Se vi sembra troppo coraggioso
come progetto lasciate che vi parli del kibbutz
Realtà associative di questo
tipo esistono già e da parecchi decenni. L' associazione fa
la forza se strutturata in maniera intelligente e
produttiva.
Non si sta inventando niente.
Si cerca semplicemente di mettere in pratica quello che gli
amici Israeliani hanno già portato a compimento in terre e
tempi lontani.
Infatti il vero ostacolo a tutto
questo è innescare la scintilla iniziale che darà vita a
questa piccola società parassita della vecchia. Un nucleo
che diventa ogni giorno che passa sempre più emancipato e
che nel contempo assorbe energie dall'organismo ospite in
cui alberga, il denaro appunto; non più utilizzato per mera
sopravvivenza, avendo una persona già a disposizione tutto
quello che le serve per vivere, il denaro diventerebbe
semplicemente un mezzo per sopperire man mano a tutti i
bisogni accessori di cui la nuova società è ancora
sprovvista.
E' questo che dobbiamo diventare
: un cancro che cresce in maniera esponenziale in un corpo
vecchio e malato facendolo collassare in definitiva.
Quando saremo giunti a questo
punto allora sì che forse la collettività realizzerà che è
possibile vivere in maniera differente, perché un gruppo di
persone coraggiose lo sta già facendo e maledettamente bene!
Allora forse le porte si apriranno per lasciare transitare
questo modo più sano e umano di vivere.
Per secoli la gente è stata
soggiogata dal tintinnio della moneta .
Noi potremmo liberarla, se
vorrà, col frastuono di una parola: GRATIS !
La parola GRATIS è troppo dolce
per rifiutarla, troppo allettante per opporvi resistenza .
Dopo i primi e duri tempi
necessari a formare questo nuovo modo di intendere la vita,
vi sarà il traguardo sperato: tutti i servizi e i beni di
cui necessitiamo per vivere distribuiti e offerti secondo
necessità in modo che a nessuno manchi nulla.
Il problema di combattere per un
posto di lavoro non si porrà più, semmai si potrà ragionare
in termini di riduzione di ore lavorative, con conseguente
ed ulteriore miglioramento delle condizioni di vita .
Ve lo immaginate il tempo che
ora ci è negato da passare con i nostri figli e con la
nostra famiglia ? Diventerebbe semplicemente la normalità.
E anche l'automazione del
lavoro, che oggi è nemica del lavoratore, diventerebbe una
preziosa risorsa per dare ancora più tempo alle singole
persone per coltivare i propri interessi, per viaggiare e
conoscere il mondo, ricercando sensazioni che altro non
possono fare se non avvicinarci alla fonte stessa della
vita, che illumina e rende viva ogni cosa.
La spiritualità individuale
verrebbe riscoperta con nuova e dirompente forza nel mondo
intero irrorandolo di nuove energie positive ed armoniose.
E poi, nel tramonto del nostro
personale tempo che ci è stato dato, guarderemmo indietro a
tutto quello che abbiamo fatto e con un luminoso sorriso
pronunceremmo di certo queste parole :
– Ecco
come ricreammo il paradiso sulla terra !
Spero che dopo la lettura di
questo articolo il lettore abbia maturato la voglia di
passare all'azione:
mettetevi d'accordo con amici e
conoscenti, parlate con le vostre persone di fiducia che
siano muratori, elettricisti o idraulici; iniziate a fargli
leggere queste righe e a chiedere senza nessun impegno se ci
starebbero a costruirsi una vita del genere.
Non servono carte firmate ne
quote di adesione ne un bel nulla di niente a parte il
dialogo e una stretta di mano. Se arrivate ad un numero
sufficiente di persone disposte a farlo (diciamo 10) potete
anche pensare di comprare in società la terra che vi serve
per cominciare e allo stesso modo anche i materiali da
costruzione che vi servono per fabbricare le vostre case. La
manodopera sarà la vostra e non costerà nulla.
Vi serve solo un po' di
vicinanza territoriale: dovete abitare più o meno nello
stesso comune o nelle vicinanze di esso.
Scoprirete un senso del vivere
insieme diverso è più appagante: non più babysitter e
dogsitter se vi servirà qualcuno che vi tenga il bambino o
il cane mentre siete via per qualche giorno e non dovrete
nemmeno preoccuparvi per quando sarete in là con l'età; ci
saranno i vostri soci più giovani a sostenervi quando sarete
in difficoltà con le pensioni.
Certo dobbiamo scontrarci con il
fatto che non abbiamo più quel senso di coralità proprio dei
nostri nonni, ma imparare di nuovo ad andare d'accordo non è
impossibile specie se si è legati da una causa comune, che
vede appunto il proprio vicino di casa come una preziosa
risorsa e che con il suo lavoro ci permette di vivere bene
rispetto a come potremmo vivere da soli.
Se non bastasse vi sono veri e
propri corsi che insegnano letteralmente a confrontare le
idee senza urlare e senza offendersi a vicenda.
Non sarà una passeggiata per i
primi tempi, ma mentre gli anni passeranno e gli obbiettivi
verranno raggiunti dentro di noi si radicherà la
consapevolezza che sì ne è valsa la pena !
Credo di essermi dilungato anche
troppo.
Concludo solo augurando buon
lavoro a tutti e se potrà servire ad aiutare metterò a
disposizione più avanti un sito per facilitare l'incontro
delle persone della loro zona che desiderano dare vita a
questo progetto. Ce ne sono non dubitate ! Occorre solo
creare il catalizzatore giusto per farle incontrare.
Grazie per avermi seguito fino a
qui e buona fortuna !
By Massimiliano Massa
Domanda NdR:
In
parole povere lei suggerisce di fare delle cooperative di
vari individui che abitano vicino, oppure creare villaggi
ove un gruppo di persone eterogenee si consocia per lavorare
assieme per rendersi autosufficienti...
Risposta:
In pratica sì.
A dire il vero c'è già chi sta tentando di farlo: tempo fa
"frequentavo” il sito di ecolcity ma a giudicare dalle
ultime visite che ho effettuato mi sembra che siano ancora
arenati sul <che cosa si dovrebbe fare>.
Il tempo intanto passa e passa
veloce e i nostri diritti precipitano ogni giorno di più.
Francamente vorrei passare
all'azione prima che sia troppo tardi.
La scelta di operare su piccola scala è data dal fatto di
rendere plausibile il progetto: non è pensabile che un
elettricista di Torino si metta d'accordo con un muratore di
Roma portando avanti anche la sua attività; al contempo non
si può chiedere ad una persona di lasciare di punto in
bianco il suo lavoro in nome di un progetto distante
centinaia di km. e che forse arriverà a compimento solo in
un lontano futuro.
Da qui il mio desiderio di creare un cuscinetto per
permettere la transizione da uno stile di vita ad un altro
senza stravolgere del tutto la vita di una persona e della
sua famiglia.
Inoltre il piccolo passa
inosservato, almeno per i primi tempi: qualcuno ha già
tentato di instaurare un regime di moneta libera
dall'interesse nella città d'appartenenza ma il tutto sì è
risolto con l'intervento della guardia di finanza e
successivi procedimenti legali.
Sono dell'avviso che se
giochiamo con le stesse regole del sistema saremo sempre
sconfitti, ma se riusciamo ad imporre furbescamente le
nostre regole sfruttando il sistema allora credo che sì , si
può fare!
Gli ostacoli sono evidenti : ci
si trova a voler mettere d'accordo diverse teste dopo
decenni in cui ci siamo completamente disabituati a
collaborare gli uni con gli altri, ma è l'unica possibilità;
se crolla tutto e improvvisamente lo scenario che si delinea
più verosimile è la legge da far west, vale a dire chi avrà
comprato una pistola per tempo e chi invece no.
Non parliamo poi di un blackout
dei trasporti: ci ritroveremmo a 10 giorni dalla fame
probabilmente senza neanche saperlo.
Forse sono troppo drastico ma leggendo tra le righe nelle
notizie dei telegiornali io non avverto proprio niente di
buono: nel giro di una primavera l'intero nord Africa è
stato attraversato da una serie di proteste o insurrezioni e
guarda caso tutti paesi esportatori di petrolio o gas
naturale; inoltre “I paladini di Grazia e Giustizia
d'oltreoceano” non perdono tempo a dipingere Siria e Iran
come i nuovi cattivi contro i quali organizzare la prossima
crociata e guardo caso anche in quei paesi di petrolio ce ne
poco no ?
Ho il difetto di prendere tutto
troppo sul serio ma credo che in definitiva si tratta di
semplice istinto di sopravvivenza: mi interesso di certe
tematiche, metto in relazione i vari pezzi del puzzle e il
quadro che mi sono creato è terrificante a dir poco.
Non ci sarà nessuna prossima
fine del mondo, ci sarà solo la folle idea dei potenti di
mandare avanti un mondo che non ha più a disposizione
petrolio a buon mercato e le conseguenze possiamo
immaginarle.
Report su RAI 3 giusto ieri sera parlava della corsa
all'accaparramento delle terre d'Africa per produrre bio
carburanti. Se continua questa follia ci ritroveremo senza
cibo e con i serbatoi pieni.
Si può essere tanto folli ?
A quanto pare sì.
Non mi aspetto di riuscire nel
mio intento ma almeno voglio provare e il tutto inizia
parlando con persone aperte mentalmente come lei.
Vi sono alcune comunità dello
stampo che ho descritto, ma tutte con il comune denominatore
religioso alla base, un comodo catalizzatore.
Io, purtroppo, non potrò mai più
essere un credente o per meglio dire non potrò mai più
uniformarmi al comune credo cattolico, quindi la mia strada
è segnata .
Ho bisogno di trovare un
catalizzatore, che non sia religioso ma spirituale semmai,
per raccogliere teste più o meno allineate allo stesso modo
di pensare o per lo meno sensibili a certe tematiche e
mednat.org sicuramente lo è.
Non mi sembra giusto per contro
sfruttare mednat.org per un progetto che per il momento
rappresenta solo un sogno personale.
Per il momento mi accontenterei
che gli utenti leggessero l'articolo che le ho inviato e che
poi iniziassero a mettersi d'accordo su di un forum
approntato apposta per loro su di un altro sito come ho
intenzione di fare.
Mi scuso come al solito se mi
dilungo in descrizioni d'intere pagine, ma come avrà capito
sono un inguaribile idealista mosso da un genuino desiderio
di libertà da condividere con tutti coloro che desiderano
cambiare davvero marcia. Il problema è che da solo conto
poco.
By Massimiliano Massa
In parole povere: L’unione fa la forza…..