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Il Journal of American Physicians
and Surgeons nel volume 9 numero 3 del 2004 ha pubblicato uno
studio dettagliato e curato contenente considerazioni sul legame tra
vaccino antimorbillo-parotite-rosolia e autismo.
I due autori, ricercatori e medici, Yazbak e Goldman smontano
pezzo per pezzo lo studio danese di Madsen et al. pubblicato nel 2002
che rigettava l'ipotesi di correlazione e pareva voler mettere una
pietra sopra alla questione.
Quello studio era diventato la bandiera dietro la quale era stata
condotta la feroce battaglia al medico Andrew Wakefield, primo a
pubblicare su casi clinici che mostravano il legame tra vaccino e
autismo su Lancet.
Lo studio del J. of Ph. and Sur. ora constata e dimostra errori
statistici e di metodo che invaliderebbero l'intero studio di Madsen.
Testo integrale dello studio in:
www.jpands.org/vol9no3/goldman.pdf
La
FDA stima che solo il 10% delle reazioni avverse da vaccino sono
riportate,un dato sopportato dagli studi del Centro nazionale per le
informazioni sui vaccini (Nvic). Infatti, il Nvic riporta che " a
New York solo 1 medico su 40 (2,5%) conferma che una morte o una
malattia sia conseguente alla vaccinazione", quindi il 97,5% delle
morti e delle malattie correlate ai vaccini vengono ignorate.
Mettendo da parte le implicazioni per l'integrità della professionalità
medica (i medici sono obbligati per legge a denunciare gli effetti da
vaccino), tutto ciò suggerisce che le morti da vaccino attualmente
dovrebbero essere più di 1.000 all'anno.
Con la pertosse, il numero delle morti per vaccino fa apparire piccolo
il numero delle morti per malattia, che è intorno alle 10 ogni anno in
accordo con il CDC, e 8 nel 1993, l'ultimo picco di incidenza annuale
(la pertosse ha cicli di 3-4 anni, ma non la vaccinazione). Messa giù
semplicemente, il vaccino è 100 volte più mortale della malattia.
Se
non fosse per i molti casi in cui popolazione altamente vaccinate hanno
contratto la malattia, e per il fatto che la malattia era già diminuita
fortemente prima dell'obbligatorietà del vaccino (le morti per pertosse
diminuirono del 79% prima del vaccino), tutto ciò sarebbe sconosciuto,
ma ora è dura considerarlo un sacrificio necessario per il bene di una
società libera da malattie.
Sfortunatamente la storia delle morti da vaccino non finisce qui. Studi
nazionali e internazionali hanno dimostrato che le vaccinazioni
sono una
causa della Sids (Sindrome da morte infantile improvvisa: una diagnosi
onnicomprensiva per i casi in cui la causa di morti è sconosciuta; si
stima una percentuale di 5 su 10.000 casi ogni anno negli Usa - la
percentuale e' in aumento ogni anno).
Uno
studio rivela che i picchi di incidenza di Sids si riscontrano all'età
di 2-4 mesi negli Usa, precisamente quando vengono somministrati le
prime due dosi di vaccino.
Ci sono anche studi che mirano a trovano l'assenza di relazioni tra
Sids
e vaccini. Comunque, molti di questi sono invalidati da un altro studio
che rivela come la pratica del confondere abbia distorto i risultati a
favore dei vaccini.
E' sbagliato scegliere la prudenza ? Questa credibile correlazione tra
vaccini e morti infantili non dovrebbe essere la causa di un meticoloso
e diffuso monitoraggio dello stato delle vaccinazioni in tutti i casi di
Sids ?
Nella metà degli anni '70 Il Giappone innalzò l'età vaccinabile da 2
mesi a 2 anni); l'incidenza di Sids diminuì vertiginosamente.
Malgrado ciò, la comunità medica degli Usa ha scelto una posizione di
rifiuto. I magistrati che indagano sulle cause di morte (Coroner)
rifiutano di segnalare lo stato vaccinale delle vittime da Sids e
famiglie insospettabili continuano a pagare il prezzo, non conoscendo i
pericoli e private del diritto di scegliere.
I rapporti sugli effetti collaterali suggeriscono anche che il numero
totale di reazioni avverse ogni anno sia attualmente più di 100.000.
A
causa delle mancate segnalazioni dei medici,
nessuno conosce quante di
queste sono permanenti disabilità, ma le statistiche suggeriscono che
sono molto più alte delle morti.
Questa convinzione è rafforzata da uno studio che rivela come 1
bambino su 175 che hanno completato la serie del DPT soffre di
"gravi reazioni" e un rapporto medico destinato alle autorità rivela che 1 su 300 immunizzazioni con DPT
sfocia in attacchi.
In Inghilterra si assistette a un crollo delle morti per
pertosse da
quando la percentuale di vaccinazione è scesa dall'80 al 30% nella metà
degli anni '70. Lo studio dell'epidemiologo svedese B. Trolfors
sull'efficacia e la tossicità del vaccino antipertosse nel mondo rivelò
che "la mortalità associata alla pertosse è correntemente molto
bassa nei paesi industrializzati e non si riscontrano differenze
comparando paesi con alta, bassa o nulla percentuale di
immunizzazione". Egli rivelò anche che Inghilterra, Gallese
Germania Ovest avevano più esiti mortali da pertosse nel 1970 quando la
percentuale di vaccinazione era alta rispetto alla seconda metà degli anni '80 quando la percentuale era diminuita.
Le vaccinazioni ci costano molto di più che la vita e la salute dei
nostri bambini.
Il programma del governo federale per il risarcimento
dei danni da vaccino negli Usa (Nvicp) ha pagato più di 650,6 milioni
di dollari a genitori di bambini morti o resi disabili dai vaccini, una
media di 90 milioni all'anno per i contribuenti.
Il Nvicp ha ricevuto fino all'anno 1998, più
di 5.000 richieste dall'88, incluse oltre 700 morti da vaccino, e ci
sono ancora oltre 2000 casi pendenti di morte o malattia per i quali
potranno occorrere anni prima di arrivare alla conclusione.
Nel
frattempo, le compagnie farmaceutiche hanno un mercato sicuro: i vaccini
sono legalmente previsti da tutti i 50 stati Usa (sebbene facilmente
evitabili legalmente), ma queste stesse compagnie sono
"immuni" dalla responsabilità per le conseguenze dei loro
prodotti.
Inoltre, è permesso loro di usare metodi che impediscono,
negli accomodamenti legali per risarcimento di danni da vaccino, la diffusione di informazioni al
pubblico circa i pericoli delle vaccinazioni.
Questi compromessi sono
chiaramente non etici esse costringono il pubblico americano che non
esprime il proprio consenso a pagare per le
responsabilità dei
produttori di vaccini, che fanno in modo che questo stesso pubblico
continui ad ignorare i pericoli dei loro prodotti.
E' anche interessante notare come le compagnie di
assicurazione (che fanno i migliori studi sulle responsabilità)
rifiutano di coprire le reazioni avverse da vaccino.
Le posizioni delle compagnie farmaceutiche paiono
dunque dettate solo dai profitti.
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VACCINAZIONI
I soldi sono il motore che fa girare il mondo. L’uomo,
per sua natura, lotta principalmente per due scopi: il
potere e il denaro. Il primo produce facilmente il
secondo. L’ambiente medico non fa eccezione, specie se
sostenuto da politica e da industrie. La medicina non è
più una scienza ma è diventata un business e come tutti
i business cerca di sfruttare a suo favore il potere
psicologico che ha sulle masse succubi della paura
inconscia di soffrire a causa delle malattie. Quando la
politica poi obbliga la massa a sottostare e subire
scelte terapeutiche stabilite da chi gestisce il potere
e quanto meno opinabili da un punto scientifico, non si
può fare a meno di subirne anche gli effetti iatrogeni.
L’informazione ha ripetutamente sostenuto che, per i
bambini, i vaccini sono uno degli interventi medici più
importanti per la salvaguardia della salute essendo sia
sicuri che protettivi contro malattie pericolose. Molti
genitori, dopo aver sperimentato sulla propria pelle gli
effetti collaterali, si sono resi conto che la loro
fiducia era stata tradita. In ogni caso,
psicologicamente la convinzione di prevenire malattie
pericolose fa si che essi acconsentano a vaccinare i
piccoli nonostante i rischi connessi.
Grazie a Internet, che non può essere zittito, le masse
diventano sempre più consapevoli. I genitori scoprono
sempre più che la natura non è poi così crudele: le
malattie dell’infanzia (a condizione che siano gestite
correttamente) hanno un ruolo primario nella maturazione
e sviluppo del sistema immunitario e i vaccini non hanno
mai evitato nessuna malattia. La natura molto tossica e
invasiva dei vaccini, che provoca i ben noti effetti
collaterali, li rende controproducenti in relazione al
loro proposito di proteggere contro le malattie.
Prima di rendere obbligatorio qualsiasi protocollo
terapeutico medico, bisognerebbe valutare sui due piatti
della bilancia due parametri fondamentali: 1-
l’efficacia e 2- la sicurezza del trattamento per il
corpo umano. Considerando la prassi vaccinica, bisogna
tenere ben presenti in termini di efficacia e sicurezza
i seguenti punti:
Prove scientifiche sostengono la validità delle
immunizzazioni. Preservano da malattie infettive, alcune
meglio di altre, ma questo punto non è mai stato
discusso
L’evidenza scientifica non
sostiene la sicurezza delle immunizzazioni
Gli studi sulla sicurezza dei vaccini sono limitati solo
a periodi brevi (alcuni giorni o settimane). NON esiste
uno studio su effetti a lunga scadenza
Esiste una limitata evidenza scientifica, ma in forte
crescita, di effetti collaterali a lungo termine che
necessiterebbe studi più approfonditi
Nell’agosto del 1999 e aprile 2000, al Congresso
Americano a Washington sono girate voci insistenti
inerenti alla sicurezza dei vaccini. Dan Burton,
Presidente dell’U.S. House Government Reform Committee
ha preso in considerazione queste voci. Nell’ottobre
1999 si è tenuta una conferenza sull’autismo a Cherry
Hill, NJ, sponsorizzata dall’Autism Research Institute
di San Diego, CA con la partecipazione di più di 1000
persone la cui grande maggioranza era formata da
genitori di bambini autistici. Quando fu chiesto alla
platea se riteneva esserci una relazione fra autismo e
vaccini, la maggior parte di essa si alzò in piedi in
senso affermativo.
I BENEFICI dei VACCINI SONO ESAGERATI ?
Da una prospettiva storica è importante tenere a mente
che, nel primo periodo delle vaccinazioni, esistevano
pochi vaccini e somministrati in tempi differenti.
Sembra inoltre che proprio in quel periodo i vaccini
ottenessero i loro risultati migliori con l’eradicazione
del vaiolo nel mondo (sebbene sembri che attualmente sia
ripreso in alcune zone dell’Estremo Oriente) e l’eradicazione
della polio dall’emisfero occidentale con l’ultimo caso
di polio verificatosi nel 1979.
Oggi la gente crede che la vaccinazione di massa contro
il vaiolo sia la responsabile dell’eradicazione della
malattia nel mondo. Non è così, per il semplice motivo
che i programmi di vaccinazione di massa non sono stati
eseguiti in molte aree. In alcune nazioni del terzo
mondo, solo il 10% della popolazione era stata
immunizzata favorendo, per motivi economici, più una
politica di quarantena dei villaggi infetti. Se una
vaccinazione limitata associata alla quarantena è
risultata efficace contro il vaiolo, ciò pone la domanda
sulla necessità di vaccinazioni di massa anche per le
altre malattie, considerando gli effetti collaterali
negativi.
Tra gli altri successi dei vaccini, annoveriamo
l’insorgenza di soli 100 casi di morbillo negli USA nel
1998, di cui la maggioranza erano importati.
I fautori delle vaccinazioni
vorrebbero far credere che i vaccini siano
stati i responsabili del controllo di tutte le passate
forme epidemiche di malattie mortali negli USA. Con
l’eccezione dei casi precedentemente descritti, i fatti
non confermano ciò. In accordo con le registrazioni
della Metropolitan Life Insurance Company, dal 1911 al
1935 le quattro cause principali di morte infantile da
malattie infettive negli USA erano:
- difterite
- pertosse
- scarlattina
- morbillo
Tuttavia entro il 1945, i casi mortali di tutte queste
patologie, erano calati del 95% prima della
realizzazione dei programmi di vaccinazione di massa.
Altre fonti statistiche confermano questo fenomeno.
Secondo un rapporto edito su “Morbidity and Mortalità
Weekly Report” 30 luglio 1999, i fattori più importanti
per il controllo delle malattie infettive nel secolo
scorso sono stati:
- sanità
- qualità dell’acqua
- igiene
- introduzione degli antibiotici
Un altro fattore che
normalmente viene trascurato, è che la virulenza dei
microrganismi tende ad indebolirsi o attenuarsi nel
tempo e passando da ospite ad ospite.
LA POPOLAZIONE si IMMUNIZZA per CONTATTO CONTINUATO o
RIPETUTO
Un esempio di ciò è la pertosse, che ora è chiaramente
una malattia più leggera rispetto a quella di 100 anni
fa.
Nella pubblicazione di Vera Scheibner, Ph.D.
“Vaccination, 100 years of orthodox research shows that
vaccine represent a medical assault on the immune
system”, l’autrice esamina l’esperienza svedese per la
pertosse ed il vaccino.
Nel 1979 la Svezia ha bandito il vaccino anti-pertosse a
causa di una ricaduta della malattia in bambini
totaslmente vaccinati e per via degli effetti
collaterali, fra cui danno cerebrale, ritenuti del tutto
inaccettabili. Nonostante questo divieto, attivo tutt’oggi,
la mortalità infantile in Svezia per pertosse non è
maggiore rispetto a quella di popolazioni interamente
vaccinate (3 casi mortali dal 1987 al 1991 rispetto ai 4
del Galles del sud, Australia nello stesso periodo). In
ogni caso bisogna ricordare che la pertosse rimane
sempre una malattia seria in molte nazioni del terzo
mondo arrecando una morbilità e mortalità significativa
dovuta a fattori che includono scarsa igiene e mancanza
di strutture sanitarie adeguate. Spesso sono
“popolazioni vergini” in cui la pertosse è un’infezione
relativamente giovane e quindi con assenza di immunità
naturale presente invece nelle nazioni progredite.
La SICUREZZA dei VACCINI NON
E’ PROVATA
Bisogna sottolineare che oggi i bambini ricevono da 22 a
35 vaccini prima dell’età scolare, mentre la maggior
parte degli anziani di oggi ne ha ricevuti solo uno,
quello contro il vaiolo. Alcuni vaccini contengono
mercurio, una neurotossina ben conosciuta. Con la
crescente consapevolezza pubblica sulle potenziali
reazioni negative da metalli tossici e da materiale
immunologico estraneo sul sistema immunitario immaturo
dei bambini, è ragionevole chiedersi cosa si sa di
queste reazioni. Una piccola ma crescente minoranza di
medici e scienziati sta diventando sempre più
consapevole che i test di innocuità per i vari vaccini
usati sinora sono dolorosamente inadeguati. Prendiamo
uno di numerosi esempi. Nel 1994, un comitato speciale
del “National Academy of Science (Institute of
Medicine), ha pubblicato una recensione completa sulla
innocuità del vaccino dell’epatite B.
Quando il comitato, responsabile per controllare la
sicurezza dei vaccini con mandato del Congresso
Americano, ha approfondito l’indagine su cinque
possibili e plausibili tipi di effetti collaterali
negativi, non fu in grado di giungere a un risultato per
quattro di essi a causa della mancanza completa di dati
scientifici al riguardo: non era mai stata fatta alcuna
ricerca inerente alla sicurezza. Inoltre fu scoperto che
esistevano gravi mancanze e limitazioni sia nella
conoscenza che nelle infrastrutture necessarie a
studiare gli effetti collaterali dei vaccini.
Dei 76 effetti collaterali negativi dei vaccini,
esaminati dall’IOM, per 50 (66%) erano inadeguate le
prove scientifiche addotte per dimostrare la causalità
dell’evento. Lo IOM notò anche che “se la ricerca non
verrà migliorata, le future indagini sull’innocuità dei
vaccini partiranno handicappate allo stesso modo”.
L’implicazione chiara di questo rapporto è che gli
effetti collaterali dei vaccini potrebbero verificarsi
su vasta scala senza tuttavia essere riconosciuti in
riferimento alla loro vera natura. In sostegno a questa
dichiarazione, si prendono ad esempio due studi
all’avanguardia, pubblicati uno nel 1955 e uno nel 1984,
entrambi lancianti grida d’allarme sui potenziali
effetti collaterali dei vaccini.
Uno degli studi più affascinanti della vecchia
letteratura medica inerenti al vaccino della pertosse, è
quello di A. L. Basso (Chicago 1955), che fece un
elettroencefalogramma su 83 bambini prima e dopo la
somministrazione del vaccino anti-pertosse. In due dei
soggetti, l’EEG divenne patologico dopo il vaccino senza
nessun altro sintomo di reazioni abnormi.Nel suo
rapporto egli commentava:” questo studio mostra che
possono verificarsi reazioni cerebrali da leggere a
gravi nei soggetti in aggiunta ai cambiamenti
neurologici molto gravi riferiti.
Un altro studio effettuato in Germania, fu pubblicato
sul NEJM nel 1984. Lo studio evidenziava una caduta
provvisoria ma significativa dei linfociti T-helper in
adulti sani dopo vaccinazioni routinarie contro il
tetano. Una particolare preoccupazione deriva dal fatto
che in quattro individui, la caduta dei linfociti era
paragonabile a quella riscontrata nei malati di AIDS.
Le implicazioni di questi due studi sono enormi Riguardo
allo studio tedesco, se questi sono gli effetti di un
singolo vaccino in un uomo sano, è preoccupante pensare
alle possibili conseguenze provocate da vaccini multipli
(19 vaccini nei primi sei mesi di vita) somministrati ai
neonati con un sistema immunitario ancora immaturo e
vulnerabile. Sfortunatamente si possono fare attualmente
solo delle congetture, oltre alle osservazioni cliniche,
in quanto un test simile non è mai stato ripetuto.
Quanto allo studio sugli EEG prima e dopo
immunizzazione, in un epoca caratterizzata da una
miriade di bambini sofferenti, chi più chi meno, di
disfunzioni cerebrali, è possibile che le reazioni da
vaccino possano verificarsi su vasta scala senza che i
medici ne riconoscano la vera natura e origine.
E’ triste e vergognoso che nessuno di questi due studi
abbia avuto un seguito nei laboratori e centri medici
americani, come avrebbe dovuto essere il caso.
Da un’attenta analisi della letteratura medica di molti
anni, sono stati trovati solo altri tre studi con
valutazioni prima e dopo l’immunizzazione: in uno studio
giapponese sono stai fatti vari vaccini (DPT, DT o BCG)
a 61 bambini con precedenti di convulsioni febbrili o
epilessia. Dopo le vaccinazioni, fu notato un sensibile
incremento nei “picchi” epilettici negli EEG.
Nel gennaio 1993, un
giornale medico cecoslovacco ha pubblicato i risultati
di uno studio effettato su 89 bambini con reazioni
cliniche collaterali alle vaccinazioni. Questi bambini
presentavano anomalie dei vari parametri ematici
rispetto a bambini senza reazioni cliniche negative.
Nel 1997 uno studio
dell’Università di Alberta (Canada), ha pubblicato uno
studio, prima e dopo vaccinazione (MMR), in cui venivano
analizzati gli effetti sia sugli anticorpi specifici per
il morbillo che sull’immunità cellulo-mediata, come
indicato dalla produzione di certe citochine. Questo
studio apre la porta per nuove ricerche future che
potrebbero essere in grado di rivelare i meccanismi
specifici del modo d’azione del vaccino e dei suoi
possibili effetti collaterali.
Ciò che si sa sugli effetti collaterali da vaccini
Ancora oggi esiste una notevole difficoltà, quasi
insuperabile, a ottenere dati sicuri inerenti agli
effetti collaterali dei vaccini, a causa dell’estrema
riluttanza da parte dei medici nel riferire sugli
effetti collaterali negativi.
Ci sono molti motivi che spiegano questo comportamento.
Sin dall’Università, ai medici è stato insegnato di
considerare i vaccini come uno dei successi più
importanti della scienza medica cosicché qualsiasi
domanda su questo tema spesso viene vista come segno di
slealtà verso la professione.
Nel commentare la riluttanza a segnalare possibili
effetti collaterali, un avvocato specializzato così
commentava:” Come nel caso di molti bambini lesi dal
vaccino della pertosse, nessuno dei medici curanti
sottoscriverebbe una diagnosi eziologia finale”
Effetto dei vaccini sul sistema immunitario
Invece di discutere le prove statistiche, i falsi
assunti e le interpretazioni errate relative al mito
dell’efficacia delle vaccinazioni, che sono descritte da
vari libri e siti web, ciò che di gran lunga è meno noto
è l’effetto che i vaccini hanno sul sistema immunitario
e che li rende controproducenti.
Le problematiche principali dei vaccini sono due:
1 - La natura tossica dei loro ingredienti
2 - La forma invasiva di somministrazione -
Ingredienti, metodo
iniettivo e risultato
Ecco l’elenco delle principali sostanze rinvenute nei
vaccini: vedi:
Cosa e' un VACCINO
+
Contenuto dei vaccini
Analizzandoli più precisamente, possiamo vedere che per
prima cosa ci sono dei componenti velenosi di per sé,
indipendentemente dalla via di somministrazione come la
formaldeide, il mercurio, i composti d’alluminio,
fenolo, acetone e antigelo. Questi veleni sono
conosciuti come SENSIBILZZANTI del sistema immunitario.
Ciò significa che sono in grado di rendere il sistema
immunitario più sensibile o meno capace di controbattere
le sostanze considerate non-self che incontra.
Oltre a ciò, i vaccini contengono ingredienti, come
tessuti animali o sangue, che non creerebbero alcun
problema all’organismo SE venissero immessi per via
orale così da consentire all’apparato digerente di
distruggerli sino a rendere assorbibili e utilizzabili
dall’organismo le loro parti amminoacidiche. Il nostro
sistema immunitario, purtroppo, non è stato progettato
per occuparsi di proteine estranee iniettate per via
ematica! Si sa che l’iniezione di qualsiasi proteina
estranea è in grado di sopprimere il corretto
funzionamento del sistema immunitario e la vaccinazione
non è un’eccezione.
Effetti
Il sistema immunitario si squilibra e si confonde e
spesso reagisce nei confronti di queste proteine anche
quando la via d’entrata è quella giusta (sistema
digestivo o polmoni). Questo fenomeno è conosciuto come
risposta allergica. Una manifestazione di questo genere,
l’asma, uccide 10.000 persone all’anno negli Stati
Uniti. Altri effetti includono forme maggiormente
“atipiche” con un inversione del rapporto fra cellule T4
e T8 che caratterizza un gruppo di moderne
immunodeficienze fra cui ricordiamo malattie autoimmuni,
cancro, sindrome da fatica cronica e AIDS. Tutte queste
patologie erano del tutto sconosciute prima dell’epoca
delle vaccinazioni.
Scavalcare le difese
Un altro problema legato all’inoculazione per via
parenterale (iniezione) di qualsiasi virus o battere è
che i livelli difensivi più esterni del nostro corpo
vengono scavalcati, permettendo ai microrganismi un
accesso profondo con rischio maggiore di provocare
danno. Attualmente è ben risaputo che nell’intestino dei
bambini autistici sono presenti quantità significative
di vaccino del morbillo.
Si è anche scoperto che il DNA batterico o virale,
quando iniettato, può incorporarsi al DNA umano.
Alcuni bambini non riescono a superare la vaccinazione
Alcuni neonati perdono la battaglia contro l’assalto
invasivo tossico della vaccinazione in poche ore, giorni
o settimane. Se i genitori sono “fortunati”, verrà
diagnosticata come morte in culla, se un organo
divenisse insufficiente, verrebbe classificato come
insufficienza di quel dato organo (es: insufficienza
renale).
Se invece si verificassero problematiche come ematomi
subdurali o emorragie retiniche i genitori potrebbero
essere falsamente accusati di assassinio.
Gli anticorpi indotti da vaccino NON indicano
immunità
Ciò che mette molti medici in confusione è che parte
della reazione nei confronti del vaccino porta alla
produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato
immunità.
I composti di alluminio sono inclusi nel vaccino proprio
a questo proposito con lo scopo di forzare
artificialmente la produzione di un numero significativo
di anticorpi virus-specifici IgG, poiché il sistema
immunitario non li produce naturalmente (a livelli
significativi) in risposta all’iniezione.
Tuttavia, gli anticorpi IgG prodotti, dimostrano
soltanto che c’è stato un contatto col virus. La loro
presenza non significa immunità. Gli anticorpi IgA
secretici, che NON vengono prodotti dall’iniezione in
quanto presenti solo nel tratto gastrointestinale, sono
una misura molto più importante di immunità. Questo
spiega perché anche se si contrae il tetano, la cui
inoculazione viene da una ferita profonda, non si
sviluppa mai una immunità permanente.
Variabilità di effetti ma non di benefici
Il fatto che alcuni bambini non abbiano effetti
collaterali importanti dopo la vaccinazione, non
significa che tale procedura sia vantaggiosa per loro.
Significa solo che abbiamo grandi variazioni in:
1.livello,
tipo e tempo di manifestazione
2.livelli differenti di tossine tra i vari lotti di
vaccini
Gli effetti dei vaccini sono anche cumulativi. Perciò,
un bambino che reagisce poco o nulla dopo una dose,
potrebbe reagire negativamente, anche con la morte,
ad una dose successiva.
REAZIONI da VACCINI
VACCINO RICOMBINANTE dell’EPATITE
B
Numerosissimi rapporti della letteratura medica,
suggeriscono il possibile ruolo di questo vaccino,
finora in gran parte non riconosciuto, nelle
complicazioni emorragiche da vaccino.
Il dott. A. Valeri, in una ricerca Medline dal 1990 al
1997 ha catalogato un totale di 45 tipi diversi di
reazioni:
Vasculite necrotizzante
Autoimmunità indotta
Occlusione segmentaria della vena retinica centrale
Trombocitopenia
Emoraggia cerebrale
Emoraggia polmonare
Ematemesi
Emottisi
Encefalite acuta emorragica
Numerosi rapporti indicano la possibile correlazione con
insorgenza di malattie autoimmuni e/o neurologiche:
Neurite ottica
Miastenia grave
Sindrome di Reiter
Uveite
Artrite reumatoide
Demielinizzazione
Autismo
Mielite trasversale
Sindrome di Guillan-Barre
Cecità
Polineuropatia
Eritema nodoso
VACCINO del TETANO e dell’HEMOPHILUS INFLUENZA (Hib)
E’ stato messo in relazione a reazioni anafilattiche e
di tipo allergico
VACCINO della PERTOSSE
Da sempre è stato un vaccino molto controverso e
potenzialmente pericoloso specie per la sua correlazione
col rischio di encefalite indotta. Pur non essendoci
dimostrazioni scientifiche complete, molti scienziati
ritengono esserci una relazione fra questo vaccino e
l’epidemia di disturbi neurocomportamentali nei bambini
di oggi.
VACCINO MMR (morbillo-parotite-rosolia)
E’ il cocktali di vaccini più indiziato per i disturbi
neurocomportamentali e l’autismo nei bambini. Come
dimostrato da B. Rimland direttore dell’Autism Research
Institute di San Diego (California), l’incidenza di
autismo negli USA è partita esattamente subito dopo
l’introduzione del vaccino MMR nel 1975 e in Inghilterra
dopo la sua introduzione nel 1988.
E’ importante notare che in USA, in precedenza veniva
utilizzato un vaccino anti-morbillo in singolo con uno
sviluppo di pochi casi di autismo dal 1961 al 1975
Tratto da: massimopandiani.com (medico)
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