|
Il Journal of American Physicians
and Surgeons nel volume 9 numero 3 del 2004 ha pubblicato uno
studio dettagliato e curato contenente considerazioni sul legame tra
vaccino per il morbillo-parotite-rosolia e
autismo.
I due autori, ricercatori e medici, Yazbak e Goldman smontano
pezzo per pezzo lo studio danese di Madsen et al. pubblicato nel 2002
che rigettava l'ipotesi di correlazione e pareva voler mettere una
pietra sopra alla questione.
Quello studio era diventato la bandiera dietro la quale era stata
condotta la feroce battaglia al medico Andrew Wakefield, primo a
pubblicare su Lancet, su casi clinici che mostravano il
legame tra vaccino e autismo.
Lo studio del J. of Ph. and Sur. ora constata e dimostra errori
statistici e di metodo che invaliderebbero l'intero studio di Madsen.
Testo integrale dello studio in:
www.jpands.org/vol9no3/goldman.pdf
Definizione di efficacia dei
VACCINI ? - vedi:
I Miti dei Vaccini
I ricercatori definiscono un vaccino efficace quello che
crea gli anticorpi
dopo essere stato inoculato nel sangue, una risposta
chiamata "sieroconversione positiva". Un vaccino è
considerato più efficace di un altro, dal punto di vista del
ricercatore, se il primo vaccino induce una risposta
anticorpale maggiore rispetto al secondo.9
La comunità medica e l'opinione pubblica definisce un
vaccino efficace quel vaccino che protegge una persona dalle
infezioni contro cui è stata vaccinata. Ad esempio, il
vaccino contro la varicella è considerato efficace da parte
dei medici, se, nel caso di un focolaio, quelli vaccinati
non contraggono la varicella.
Le definizioni sono sostanzialmente diverse e hanno
conseguenze molto diverse, soprattutto perché la presenza di
un anticorpo non assicura che la persona sarà protetta dalle
infezioni. Molti focolai si sono verificati nelle
popolazioni completamente vaccinate.
Un esempio fu una diffusione di morbillo che si verificò in
un gruppo in cui più del 99% della popolazione era stata
vaccinated.10 Molti focolai di varicella e di parotite si
verificarono quando i bambini furono completamente
vaccinati.11
Il foglietto
illustrativo del HiBTiter®, un vaccino che protegge
contro l'infezione dal H. influenza b bacteria, afferma
chiaramente "il contributo [degli anticorpi] per la
protezione clinica è sconosciuto." 12
Risultati simili sono stati riportati sul vaccino contro la
pertosse: "I risultati degli studi di efficacia non hanno
dimostrato una correlazione diretta tra la risposta
anticorpale e la protezione per la pertosse."13
La stimata rivista medica,
Vaccine, afferma chiaramente: "E'
noto che, in molti casi, i titoli anticorpali non si
correlano con la protezione."14
Riferimenti Bibliografici
1. Flugate: svolte-epocali.blogspot.com/2010/01/flugate.html
2. Numero di morti nella pandemia influenzale del 2009:
http://it.wikipedia.org/wiki/Pandemia_influenzale_del_2009#Cina
3. Dr. Sherri Tenpenny, Challenging the Vaccine Dogma,
LewRockwell.com, 5 Novembre 2011:
http://lewrockwell.com/orig12/tenpenny2.1.1.html
4. Rogers, Naomi. Dirt and Disease, Polio before FDR (New
Brunswick: Rutgers University Press, 1996), p. 24.
5. CDC. Epidemiology and Prevention, The Pink Book, 6th
Edition, Chapter 6: Pertusus. pg 80.
6. "Genetic cause of autism," January 18, 2006.
7. Assessing the Efficacy and Safety of Medical
Technologies. Washington, D.C. Congress of the United States,
Office of Technology Assessment, Publication No.
052003-00593-0. 1978. Government Printing Office,
Washington, D.C. 20402.
8. West, David., et. al. "Safety and immunogenicity of
bivalent H. influenza type b/hepatitis B vaccine in healthy
infants." Ped. Inf. Dis. J 1997;16:593-599.
9. CDC. MMWR. "Pertussis Vaccination: Use of Acellular
Pertussis Vaccines Among Infants and Young Children." March
28, 1997/Vol. 46/No. RR-7, p.4.
10. Gustafson, T.,et.al.NEJM 1987;316-771-774.
11. NMASeminars.com
12. HibTiter® vaccine package insert. Physician’s Desk
Reference, 2002. Vol. 56. pg. 1860.
13. CDC. MMWR. Pertussis Vaccination: Use of Acellular
Pertussis Vaccines Among Infants and Young Children. March
28, 1997/Vol. 46/No. RR-7, p.4.
14. Del Giudice G, Podda A, Rappuoli R. What are the limits
of adjuvanticity ? Vaccine. 2001 Oct 15;20 Suppl 1:S38-41.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il
sistema di registrazione degli effetti collaterali da
Vaccino (Vaers)
della FDA riceve circa 11.000 segnalazioni annuali di
reazioni avverse da
vaccino, di cui circa l'1% (112) sono morti per effetti da
vaccino.
La
maggior parte di queste segnalazioni sono fatte da medici e la maggior
parte delle morti sono attribuite al vaccino anti pertosse, la
"P" in DPT.
Questo dato da solo è allarmante, ma è solo la punta dell'iceberg.
La
FDA stima che solo il 10% delle reazioni avverse da
vaccino sono
riportate,un dato sopportato dagli studi del Centro nazionale per le
informazioni sui
vaccini (Nvic). Infatti, il Nvic riporta che " a
New York solo 1 medico su 40 (2,5%) conferma che una morte o una
malattia sia conseguente alla
vaccinazione", quindi il 97,5% delle
morti e delle
malattie
correlate ai
vaccini vengono ignorate.
Mettendo
da parte le implicazioni per l'integrità della professionalità medica (i
medici sono obbligati per legge a denunciare gli effetti da vaccino),
tutto ciò suggerisce che le morti da vaccino attualmente dovrebbero
essere più di 1.000 all'anno.
Con
la pertosse, il numero delle morti per vaccino fa apparire piccolo il
numero delle morti per malattia, che è intorno alle 10 ogni anno in
accordo con il
CDC, e 8 nel 1993, l'ultimo picco di incidenza annuale (la
pertosse ha cicli di 3-4 anni, ma non la vaccinazione).
Messa giù semplicemente, il vaccino è
100
volte più
mortale della
malattia.
Se non fosse per i molti casi in cui popolazione altamente vaccinate hanno
contratto la malattia, e per il fatto che la malattia era già diminuita
fortemente prima dell'obbligatorietà del vaccino (le
morti per pertosse diminuirono
del 79% prima del vaccino), tutto ciò sarebbe sconosciuto, ma
ora è dura considerarlo un sacrificio necessario per il bene di una
società libera da malattie.
Sfortunatamente
la storia delle morti da vaccino non finisce qui.
Studi nazionali e
internazionali hanno dimostrato che le
vaccinazioni sono una
causa della
Sids,
Sindrome da morte infantile improvvisa:
una diagnosi onnicomprensiva per i casi in cui la causa di
morti è sconosciuta; si stima una percentuale di 5 su 10.000
casi ogni anno negli Usa.
Uno
studio rivela che i picchi di incidenza di
Sids si riscontrano all'età
di 2-4 mesi negli Usa, precisamente quando vengono somministrati le
prime due dosi di vaccino.
Ci sono anche studi che mirano a trovano l'assenza di relazioni tra
Sids
e vaccini. Comunque, molti di questi sono invalidati da un altro studio
che rivela come la pratica del confondere abbia distorto i
risultati a
favore dei vaccini.
E' sbagliato scegliere la prudenza ? Questa credibile correlazione tra
vaccini e morti infantili non dovrebbe essere la causa di un meticoloso
e diffuso monitoraggio dello stato delle vaccinazioni in tutti i casi di
Sids ?
Nella metà degli anni '70 Il Giappone
innalzò l'età vaccinabile da 2
mesi a 2 anni), l'incidenza di Sids (morte nella culla)
diminuì vertiginosamente.
Malgrado ciò, la comunità medica degli Usa ha scelto una posizione di
rifiuto. I magistrati che indagano sulle cause di morte (Coroner)
rifiutano di segnalare lo stato vaccinale delle vittime da Sids e
famiglie insospettabili continuano a pagare il prezzo, non conoscendo i
pericoli e private del diritto di scegliere.
I rapporti sugli effetti collaterali suggeriscono anche che il numero
totale di reazioni avverse ogni anno sia attualmente più di 100.000.
Malgrado
ciò, la comunità medica degli Usa ha scelto una posizione di rifiuto.
I magistrati che indagano sulle cause di morte (Coroner) rifiutano di
segnalare lo stato vaccinale delle vittime da Aids e famiglie
insospettabili continuano a pagare il prezzo, non conoscendo i pericoli e
private del diritto di scegliere.
I
rapporti sugli effetti collaterali suggeriscono anche che il numero totale
di reazioni avverse ogni anno sia attualmente più di 100.000.
A causa delle mancate
segnalazioni dei medici,
nessuno conosce quante
di queste sono permanenti
disabilità, ma le statistiche suggeriscono che
sono molto più alte delle morti.
Questa convinzione è rafforzata da uno studio che rivela come 1
bambino su 175 che hanno completato la serie del DPT soffre di
"gravi reazioni" e un rapporto medico destinato alle autorità rivela che 1 su 300 immunizzazioni con DPT
sfocia in attacchi.
In Inghilterra si assistette a un crollo delle morti per
pertosse da
quando la percentuale di vaccinazione è scesa dall'80 al 30% nella metà
degli anni '70.
Le
vaccinazioni ci costano molto di più che la vita e la salute dei
nostri bambini.
Il programma del governo federale per il
risarcimento
dei danni da vaccino negli Usa (Nvicp) ha pagato più di 650,6 milioni
di dollari a genitori di bambini morti o
resi disabili dai vaccini, una
media di 90 milioni all'anno per i contribuenti.
Il Nvicp ha ricevuto fino all'anno 1998, più
di 5.000 richieste dall'88, incluse oltre 700 morti da vaccino, e ci
sono ancora oltre 2000 casi pendenti di morte o malattia per i quali
potranno occorrere anni prima di arrivare alla conclusione.
Nel
frattempo, le compagnie farmaceutiche hanno un mercato sicuro: i vaccini
sono legalmente previsti da tutti i 50 stati Usa (sebbene facilmente
evitabili legalmente), ma queste stesse compagnie sono
"immuni" dalla responsabilità per le conseguenze dei loro
prodotti.
Inoltre, è permesso loro di usare metodi che impediscono,
negli accomodamenti legali per risarcimento di danni da vaccino, la diffusione di informazioni al
pubblico circa i pericoli delle vaccinazioni.
Questi compromessi sono
chiaramente non etici esse costringono il pubblico americano che non
esprime il proprio consenso a pagare per le
responsabilità dei
produttori di vaccini, che fanno in modo che questo stesso pubblico
continui ad ignorare i pericoli dei loro prodotti.
E' anche interessante notare come le compagnie di
assicurazione (che fanno i migliori studi sulle responsabilità)
rifiutano di coprire le reazioni avverse da vaccino.
Le posizioni delle compagnie farmaceutiche paiono
dunque dettate solo dai profitti.
Commento
VERITÀ
(NdR):
"Le
morti e gli handicap causati da vaccino sono uno
costo sbalorditivo
finanziario e personale per le
famiglie ed i
contribuenti".
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Alcuni
DANNI
dei VACCINI
Vaccino
per l'influenza
e
sindrome di
Guillain-Barrè
La sindrome di Guillain-Barrè è una poliradicoloneurite
demielinizzante che evolve in una progressiva paralisi.
Sebbene l’esatta origine non sia nota, è stato supposto un
meccanismo immunologico con attivazione dell’immunità
umorale e cellulare.
Si ritiene che un’infezione virale (campylobacter jejuni,
virus di Epstein-Barr, virus epatite B, citomegalovirus) possa
determinare un’immunizzazione crociata verso gli antigeni
della mielina.
Diversi vaccini sono stati associati alla comparsa di sindrome
di Guillain-Barrè, ma il vaccino antinfluenzale è quello più
frequentemente interessato.
E’ stato suggerito un ruolo causale del vaccino per l'influenza
A / New Jersey in seguito ad una campagna per la vaccinazione
negli Stati Uniti nel 1976-1977 (1).
Un aumento dei casi riportati di sindrome di Guillain-Barrè,
manifestatisi entro settimane (soprattutto entro le prime 5
settimane) dalla somministrazione del vaccino, ha portato alla
temporanea sospensione del programma di vaccinazione.
Ulteriori indagini hanno dimostrato che l’incidenza della
sindrome era 4-8 volte superiore nella popolazione vaccinata
rispetto alla popolazione generale. Il numero in eccesso di
casi era di 1 caso in più ogni 100.000 vaccinazioni.
Studi epidemiologici che hanno valutato il rischio di sindrome
di Guillain-Barrè non sono stati in grado di riprodurre
questi risultati nelle successive campagne di vaccinazione.
Tuttavia, un’analisi retrospettiva delle campagne di
vaccinazioni effettuata nel 1992-1993 e 1993-1994 ha mostrato
che i casi riportati di sindrome di Guillain-Barrè si
manifestavano principalmente entro le 6 settimane, ma la stima
dell’eccesso del rischio era soltanto 1 caso in più su 1
milione di vaccinazioni (2).
Un’analisi dei dati del Vaccine Adverse Events Reporting
System (VAERS) (3) ha riscontrato
un aumento del rischio di sindrome di Guillain-Barrè acuta e
severa in associazione al vaccino antinfluenzale in confronto
al vaccino tetano+difterite.
Tale studio ha identificato una variazione significativa
nell’incidenza di sindrome di Guillain-Barrè fra le diverse
aziende produttrici del vaccino antinfluenzale, suggerendo che
una diversa concentrazione dell’endotossina in tali vaccini
può essere importante per lo sviluppo della malattia.
Raramente è stato valutato il rischio di recidive della
sindrome di Guillain-Barrè dopo successive vaccinazioni. Un
caso isolato di recidiva della malattia è stato riportato in
2 pazienti rivaccinati con il ceppo implicato nell’epidemia
del 1976 (4), mentre in un altro
caso non vi sono state recidive in un paziente che aveva
ricevute diversi ceppi di virus influenzale nell’arco dei 15
anni successivi all’episodio di sindrome di Guillain-Barrè (5).
Un altro studio condotto su pazienti con precedente storia di
tale sindrome o con poliradicoloneurite infiammatoria cronica
suggerisce che il rischio di ricomparsa di sintomi neurologici
é minimo dopo la vaccinazione soltanto con sintomi minori,
compresi i pazienti in cui è stata suggerita una relazione
temporale tra l’episodio iniziale e una precedente
vaccinazione (6).
Vaccino
per l’epatite B
e
sclerosi
multipla
La sclerosi multipla è un disordine autoimmunitario
infiammatorio del sistema nervoso centrale con una distruzione
della guaina mielinica che circonda i neuroni. E’ noto che
la malattia è causata da un insieme di fattori genetici ed
ambientali, tuttavia non è chiara la sequenza degli eventi
che la scatenano.
Alcuni case report descrivono la manifestazione di sintomi
demielinizzanti subito dopo la vaccinazione (7),
anche se essendo casi isolati non possono garantire una
relazione causale, ma possono rappresentare una semplice
coincidenza temporale.
Il primo report che associava il
vaccino per l’epatite B alla demielinizzazione in due
pazienti è stato pubblicato su Lancet nel 1991 (8).
In seguito, alcuni neurologi francesi hanno descritto 35 casi
di demielinizzazione primaria manifestatasi 8 settimane dopo
la vaccinazione per l’epatite B, successivamente confermata
come sclerosi multipla nella metà dei pazienti (9).
Nel 1998, la raccolta delle segnalazioni spontanee di sclerosi
multipla da parte del sistema di farmacovigilanza francese ha
portato il Ministero della Salute a sospendere temporaneamente
il programma di vaccinazione nelle scuole per l’epatite B
iniziato nel 1995.
Nonostante non esistano evidenze dirette a sostegno di una
plausibilità biologica di un’associazione fra vaccino per
l’epatite B e la sclerosi multipla, nella comunità
scientifica e nei media ciò ha provocato un fervido dibattito
e la mancanza di dati epidemiologici contribuisce a tale
confusione.
Dal 1994, più di 1000 segnalazioni di disturbi
demielinizzanti a livello centrale o periferico (di cui
nell’80% dei casi si trattava di sclerosi multipla) sono
state riportate al sistema di farmacovigilanza francese.
L’analisi di queste segnalazioni spontanee non evidenzia
caratteristiche cliniche particolari di tali pazienti e la
maggior parte dei casi corrisponde all’epidemiologia nota
della sclerosi multipla. In particolare, non è stato
identificato nessun caso di sclerosi multipla in bambini al di
sotto dei 3 anni. Inoltre, non vi è una correlazione fra la
comparsa dei sintomi e lo schema di vaccinazione.
In Francia sono stati vaccinati per l’epatite B circa 30
milioni di pazienti, ma i dati delle segnalazioni spontanee
non consentono una corretta valutazione del problema, per tale
motivo sia in Francia che in altri Paesi sono stati condotti
diversi studi epidemiologici.
Anche utilizzando diversi disegni (pre- e post-esposizioni,
caso-controllo, studi di coorte comparativi retrospettivi), 7
studi non sono stati in grado di evidenziare un aumento
statisticamente significativo del rischio di sclerosi multipla
dopo vaccinazione per l’epatite B in soggetti sani, né tra
gli adulti né tra gli adolescenti (10-15).
In base a tali risultati negativi, l’Istituto di Medicina
americano ed altre commissioni d esperti sono arrivati alla
conclusione che vada rigettata l’evidenza di tale
correlazione (16).
Un’analisi rischio-beneficio, su una popolazione di
pre-adolescenti vaccinati in Francia, ha portato alla
conclusione che i benefici associati a tale vaccino superano
notevolmente l’aumento massimo ipotetico del rischio del
primo episodio di malattia demielinizzante centrale (17).
Soltanto uno studio caso-controllo molto recente all’interno
del General Practice Research Database suggerisce che il
vaccino ricombinante per l’epatite B somministrato entro i 3
anni prima dell’esordio dei primi sintomi della sclerosi
multipla può essere associato ad un aumento significativo del
rischio di malattia (18).
Bisogna sottolineare però che la maggior parte degli studi
risultati negativi mancavano di un potere statistico tale da
rilevare anche un lieve aumento dell’incidenza della
patologia. L’esistenza di una sottopopolazione suscettibile
ad un maggior rischio di sviluppare la malattia può non
causare un aumento globale dell’incidenza della malattia e
pertanto non può essere escluso.
Inoltre, nonostante i case report individuali, le evidenze
epidemiologiche attuali non sostengono un’associazione
causale con diversi altri vaccini (quali influenza, tetano,
morbillo, parotite, rosolia) e l’esordio o l’esacerbazione
della malattia demielinizzante del sistema nervoso centrale,
al di là del tempo di vaccinazione (11).
Vaccinazione
e
diabete
di tipo 1 (Usa
aumento Diabete dopo campagna vaccinale)
Si ritiene che fattori genetici ed ambientali siano coinvolti
nell’insorgenza del diabete mellito di tipo 1, una malattia
che deriva dalla distruzione autoimmune delle cellule beta
pancreatiche. Inoltre, alcune evidenze suggeriscono un ruolo
delle infezione nella patogenesi di tale malattia in soggetti
predisposti, ma i meccanismi con cui l’infezione virale
provoca diabete autoimmune non sono ancora chiariti (19).
Diversi dati sperimentali hanno suggerito che la vaccinazione
potrebbe proteggere o aggravare la comparsa di diabete, in
base al momento della vaccinazione (20).
In accordo a ciò, Classen e Classen (21)
hanno ipotizzato che diversi vaccini somministrati alla
nascita possono ridurre il rischio di sviluppare diabete
mellito mentre la vaccinazione effettuata a 2 mesi dalla
nascita ne aumenta il rischio.
Tale teoria è basata sui risultati di un aumento del rischio
di diabete autoimmune in topi diabetici non obesi (NOD) dopo
somministrazione di vaccini pediatrici (22).
Tuttavia altri ricercatori, che hanno utilizzato lo stesso
modello animale e un simile schema di vaccinazione, non sono
stati in grado di riprodurre gli stessi risultati dopo 10, 12
e 14 settimane e hanno persino suggerito una lieve riduzione
dell’incidenza di diabete autoimmune o una moderata
riduzione della glicemia (23).
La raccolta dei dati relativi agli esseri umani da diversi
studi epidemiologici non conferma un’associazione causale
fra vaccinazione e aumento del rischio del diabete di tipo 1 (19).
Studi caso-controllo o ecologici indicano che né il vaccino
per la pertosse né quello per la tubercolosi hanno un effetto
significativo sull’incidenza della malattia diabetica (24,25).
In uno studio caso-controllo canadese, l’incidenza relativa
al vaccino BCG era simile nei pazienti con diabete di tipo 1 e
nei controlli. Tuttavia, gli autori suggeriscono un ritardo
nell’insorgenza di diabete nel gruppo vaccinato alla nascita
rispetto ai non vaccinati (26).
Uno studio caso-controllo svedese non ha evidenziato un
aumento del rischio di diabete a seguito di altre
vaccinazioni, addirittura con il vaccino per il morbillo è
stata riscontrata una riduzione del rischio (27).
Un ampio studio caso-controllo basato sulla popolazione ha
utilizzato i dati di 4 Organizzazioni Sanitarie (HMO) negli
Stati Uniti in modo da esaminare gli effetti di diversi
vaccini (28). I bambini con
diabete mellito di tipo 1 congenito sono stati accoppiati a 3
controlli in base al tipo di HMO, al sesso, alla data di
nascita e durata del programma sanitario.
Valutando 252 casi di diabete mellito di tipo 1 e 768
controlli, non è stato evidenziato un aumento del rischio di
diabete con nessun vaccino somministrato di routine.
Non vi era differenza nel rischio di diabete fra bambini
vaccinati alla nascita contro l’epatite B e quelli che hanno
ricevuto la loro prima dose a 2 mesi dalla nascita o
successivamente, suggerendo che la data di vaccinazione non
influiva sulla probabilità di sviluppare diabete. Infine uno
studio caso-controllo su 317 bambini con familiarità (primo
grado) per diabete mellito di tipo 1 non ha dimostrato
un’associazione significativa fra lo sviluppo di autoimmunità
verso le cellule beta e l’esposizione a più vaccini e
nessuna influenza rispetto al momento dell’esposizione (29).
In Finlandia, il dibattito è stato focalizzato sul possibile
aumento del rischio d’incidenza del diabete mellito di tipo
1 associato temporalmente con l’introduzione a livello
nazionale del vaccino per l’haemophilus influenzae
di tipo B (Hib).
Tuttavia, un ampio studio di follow-up della
durata di 10 anni su 110.000 bambini finlandesi, che hanno
partecipato ad un trial clinico sul vaccino Hib, non ha
evidenziato un aumento del rischio di diabete nei bambini
vaccinati per la prima volta all’età di 24 mesi in
confronto ad una coorte nata nei precedenti 24 mesi prima del
periodo di vaccinazione (30).
Classen e Classen (31) hanno
ri-analizzato questi dati, giungendo alla conclusione che vi
era un aumento dell’incidenza cumulativa nei bambini
vaccinati a 3 mesi che hanno ricevuto 4 dosi rispetto ai non
vaccinati.
Un altro studio di follow-up, della durata di 10 anni condotto
su bambini statunitensi, non è riuscito ad identificare un
aumento del rischio di diabete da Hib (32).
Uno studio recente suggerisce che l’Hib rappresenti un
fattore di rischio per lo sviluppo di autoanticorpi misurati
ad un anno di età (33).Gli
autori ipotizzano che tale vaccino provochi un effetto
policlonale stimolante aspecifico con un’importanza clinica
maggiore in presenza di altri fattori che stimolano le cellule
beta.
Sebbene siano necessari ulteriori dati riguardanti gli effetti
del vaccino Hib per risolvere tale problematica, non è chiaro
se il vaccino può essere associato ad un aumento del rischio
di diabete, indipendentemente dal tempo della vaccinazione e
dal fatto che i bambini abbiano familiarità per il diabete.
Vaccinazione
e artrite reumatoide e lupus
Le uniche evidenze si basano su case report isolati e su
piccoli gruppi di pazienti che sviluppano artrite reumatoide e
lupus eritematoso sistemico alcuni giorni o settimane dopo la
vaccinazione (7,34).
La presenza dell’antigene HLA B27 nella maggior parte dei
pazienti che sviluppano artrite reumatoide suggerisce un
possibile ruolo della vaccinazione in soggetti predisposti.
Poiché la maggior parte delle segnalazioni riguardano il
vaccino per l’epatite (35,36),
sono stati effettuati due studi caso-controllo utilizzando i
dati inglesi del General Practice Research Database, allo
scopo di esaminare una possibile associazione tra il vaccino
per l’epatite B ed il rischio di artrite reumatoide o lupus (37,38).
I risultati non hanno evidenziato un aumento del rischio di
entrambe le malattie dopo vaccino per l’epatite B e, dal
momento che esiste un notevole incremento del rischio di lupus
nella sottopopolazione di pazienti con più di 40 anni, è
necessario ampliare gli studi.
Vaccinazione
nei pazienti affetti da malattia autoimmune
In uno studio randomizzato in doppio cieco su 104 pazienti con
sclerosi multipla, il rischio di relapse o progressione della
malattia in un periodo di follow-up di 6 mesi è risultato
simile nei pazienti esposti a vaccino antinfluenzale o a
placebo (39).
Un ampio studio
caso-crossover utilizzando i dati di 643 pazienti inclusi nel
Database Europeo per la Sclerosi Multipla non è stato in
grado di identificare un aumento del rischio di relapse nei 2
mesi successivi alla vaccinazione per epatite B, tetano e
influenza in confronto ai periodi controllo senza vaccinazione
(40). Tuttavia, bisogna
sottolineare che tali risultati si basavano soltanto su 89
pazienti vaccinati nei 12 mesi prima del giorno del
“relapse” della sclerosi multipla.
Il vaccino antinfluenzale non sembra esacerbare i sintomi
dell’artrite reumatoide o l’attività del lupus
eritematoso sistemico, se si fa un confronto rispetto a
soggetti non vaccinati(34,41,42).
Risultati simili sono stati riportati in pazienti affetti da
lupus eritematoso sistemico immunizzati con vaccini contro lo
pneumococco, il tossoide del tetano o Hib (34,43).
In un campione di pazienti affetti da artrite reumatoide, la
vaccinazione antiepatite B è stata considerata sicura
rispetto alla mancata vaccinazione (44).
Sebbene sia necessaria un’ulteriore indagine, tali studi
indicano che la vaccinazione non deve essere scoraggiata nei
pazienti affetti da una malattia autoimmune progressiva.
Conclusione
Sebbene i vaccini di solito siano considerati sicuri,
esiste
un dibattito riguardante gli effetti avversi potenzialmente
severi. In passato molti
ricercatori
hanno indagato sulla correlazione fra
immunizzazione e comparsa di
malattie autoimmuni, ma in base ai dati disponibili non sono
emerse delle evidenze conclusive (45).
vedi:
Effetto Gregge
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vaccinazioni e Loro Pericoli - Quello Che i Media Non Ti Hanno Ancora Detto
Si suppone che i vaccini rappresentino la soluzione a molte malattie comuni e in vari casi possono essere considerati estremamente utili. D’altronde i vaccini sono da sempre stati oggetto di un’aspra controversia, soprattutto perchè lo loro procedure di preparazione sono sconosciute ai più.
Recenti e vecchi studi hanno portato alla luce possibili
connessioni tra i vaccini e certe patologie che affliggono
gli esseri umani, quali
ritardo mentale,
dislessia,
immunodeficienza (vedi:
immunodeficienza
da vaccino) e
molte altre.
Il punto della questione è che combattendo certi virus con i
vaccini (i cui "ingredienti"
includono tessuti estranei e altre
sostanze chimiche)
il nostro
sistema immunitario viene
indebolito, rendendoci quindi più deboli e
talvolta danneggiando in maniera permanente i nostri organi
o altre parti del nostro corpo.
Il seguente articolo, scritto da
Ingri Cassel, è preso dal sito web
Vaccination Liberation, il cui obbiettivo è di
raccogliere tutte le informazioni utili che sono correlate
con i vaccini e con gli effetti che questi hanno sul corpo
umano.
La parte che segue non è stata modificata:
Vaccination Liberation: Basic Facts To Know About
Vaccinations – By Ingri Cassel
1. I
vaccini sono tossici.
I vaccini
contengono sostanze velenose per gli umani (come
mercurio,
formaldeide,
alluminio, ecc.). Il foglietto informativo allegato
contiene queste ed altre informazioni che per legge debbono
essere comunicate al pubblico. Sebbene questi foglietti
siano indirizzati ai consumatori, i dottori non li mostrano
mai ai loro pazienti.
I vaccini stanno crescendo e
contengono tessuti estranei e materiali genetici
alterati di origine sia umana che animale.
2. L’immunizzazione
(l’atto di iniettare i vaccini)
deprime e disabilita il cervello e le funzioni
immunitarie.
Ricerche scientifiche oneste e imparziali hanno dimostrato
come le vaccinazioni siano il fattore causale di molteplici
patologie incluse:
La sindrome della morte improvvisa del lattante (Sudden
Infant Death Syndrome -
SIDS, o
morte in culla) disordini dello sviluppo (autismo,
epilessia,
ritardo mentale,
iperattività,
dislessia, ecc.),
immunodeficienza (cioè
AIDS,
Sindrome Epstein Barr, ecc.)
malattie degenerative (ossia
distrofia muscolare,
sclerosi multipla,
artriti,
cancro,
leucemia,
lupus eritematoso sistemico,
fibromialgia, ecc.)
3. L’alto tasso di reazioni
avverse ai vaccini viene ignorato o negato dalla medicina
convenzioanle.
Prima del 1990, i dottori non erano obbligati per legge a
segnalare le reazioni avverse al
Center for Disease Control (CDC).
Le reazioni avverse sono considerate "normali", sono
ignorate o diagnosticate per altre malattie. Anche con
questo sistema primordiale i danni segnalati sono evidenti.
Nonostante attualmente questi dottori siano obbligati per
legge a segnalare tali casi, meno del 10% segnala i danni di
cui è testimone al
CDC.
Storicamente, molti eminenti professionisti medici e non in
tutto il mondo si sono espressi in maniera veemente
contro le vaccinazioni chiamandole frodi scientifiche.
4. I Programmi di Vaccinazione
di Massa hanno sistematicamente e imprudentemente messo in
pericolo il pubblico trascurando i nostri diritti.
Dato che la vaccinazione incide la pelle, tecnicamente è
assimilabile ad un’operazione chirurgica; sappiamo però come
tutte queste operazioni richiedano per legge il consenso
informato. Raramente questo è stato ottenuto prima che il
vaccino fosse somministrato.
I dottori
vaccinano gli inconsapevoli e disinformati. I
produttori
di vaccini producono anche
foglietti informativi
che contengono biasimevoli
affermazioni industriali e giusto il minimo richiesto dalla
legge e che sempre non vengono
mostrati ai pazienti di modo tale che il loro
consenso sia davvero informato.
Doppie versioni e obblighi contrari all’etica come minacce,
intimidazioni e coercizioni vengono usati per assicurare che
le persone siano vaccinate.
5. Non vi sono prove che
dimostrino che i vaccini siano sicuri o efficaci.
Non ci sono gruppi di studio per il controllo. Le autorità
considerano che "non vaccinare" non sia etico e si rifiutano
di studiare volontari che non sono mai stati vaccinati. Se
studi di controllo venissero effettuati come in ogni scienza
onesta, le vaccinazioni sarebbero bandite.
Gli studi effettuati non sono stati fatti per eliminare gli
esaminatori influenti. Le autorità che compilano e riportano
le statistiche sulle malattie lavorano a stretto contatto
con le compagnie che producono questi vaccini e spesso hanno
degli interessi perfettamente in linea con queste. In altre
industrie questo genere di errori non verrebbero tollerati.
In questi studi i danni e i decessi sono attribuiti a tutto
fuorché alle vaccinazioni per deviare i risultati e far
credere che i vaccini abbiano una qualche efficacia.
6. La legge permette alle case
farmaceutiche di violare la fiducia pubblica.
Nelle azioni legali private relative ai danni da vaccini,
spesso troviamo informazioni che palesano quanto i vaccini
siano letali.
I produttori di vaccini usano "ordini bavaglio" come
strumento di speculazione negli accordi legali sui danni dei
vaccini per evitare che il querelante divulghi pubblicamente
la verità sulla natura altamente pericolosa dei vaccini. I
nostri governi hanno permesso che queste tattiche contrarie
fossero usate per danneggiare il benessere pubblico.
7. Il
National Childhood Vaccine Injury Act del 1987 è un
pacificatore.
Questo programma di compensazione pretende di accertare
l’esistenza dei danni derivanti da vaccini facendo "bene" le
cose sbagliate. Nulla in questo Atto tenta di evitare che
questi eventi nefasti possano ripetersi in futuro.
Questo
Atto è il risultato delle pressioni politiche dei
produttori dei vaccini per "immunizzarsi"
da cause private che potrebbero costare in media 4 milioni
di dollari per paziente.
Il fondo sarà costituito con le tasse aggiunte al costo di
ogni vaccino, facendo ricadere integralmente il costo dei
danni subiti su di loro; i produttori di vaccini sono
riusciti a rendersi quasi "immuni" da responsabilità. Negli
anni recenti è diventato sempre più difficile venire
indennizzati attraverso questo programma a causa del
cambiamento nei parametri per verificare i danni effettivi
provocati dal vaccino e con i medici legali che tendono
sempre ad escludere i vaccini come causa e ad accusare i
genitori se il loro figlio ha la
Sindrome del Bambino Scosso.
8. Il disinteresse delle
compagnie assicurative private.
Le compagnie assicurative private, che sono molto brave
quando si tratta di attribuire responsabilità, hanno
totalmente abbandonato le coperture per i danni alla vita e
alla proprietà dovute a:
- Eventi Naturali
- Guerre nucleari o disastri in centrali nucleari
- Vaccinazioni
9. La vaccinazione non è una
medicina d’urgenza.
E’ stato affermato che i vaccini prevengano i possibili
rischi futuri e già le persone sono messe sotto pressione
per decidere su due piedi. L'uso della paura e
dell'intimidazione da parte di un dottore per obbligare
l'adesione è contrario all'etica. I vaccini sono sostanze
che possono potenzialmente avere reazioni avverse. Tempo e
riflessione dovrebbero essere concessi prima di prendere una
tale decisione.
10. Non c’è nessuna legge che
obbliga qualcuno a vaccinare i bambini o chiunque altro.La
vaccinazione è collegata all’esperienza scolastica ma non è
obbligatoria. Esenzioni dalle vaccinazioni, sebbene
osteggiate e monitorate, sono parte delle leggi sulla salute
pubblica di ogni stato e possono essere estese attraverso
pressioni politiche.
I Dipartimenti della Salute,
Educazione e la
American Medical Association traggono direttamente
profitto dalla vendita dei vaccini. Fanno in modo che le
persone non conoscano l’esistenza e i dettagli della
possibile esenzione.
La
Fondazione Rockefeller è stata l'istituzione che meglio
ha sostenuto la tesi di una calo della popolazione sin dai
primi anni 70, quindi perché la Fondazione Rockefeller è
parsa
"così
preoccupata" sulle morti da
HPV?
L’articolo è stato pubblicato in origine da Ingri Cassel il
29 Maggio del 2007 con il titolo "Vaccination
Liberation: Basic Facts To Know About Vaccinations" su
Vaccination Liberation. La versione italiana è stata
tradotta da Mirco Martinelli - per un feedback editoriale
scrivi a Robin.Good[at]masternewmedia.org.
L’autrice: Ingri Cassel (anche conosciuta
come la Sig.ra Don Harkins) è cresciuta in un contesto
familiare nel quale l’ortodossia medica era messa in
discussione. Figlia di Walene James ("Immunization:
The Reality Behind the Myth," 1995), Ingri è presidente
e cofondatrice del
North Idaho Chapter of Vaccination Liberation che
combatte per la scelta informata e la libertà. Ingri lavora
nel campo dell’informazione sulla salute, ed specializzata
in nutrizione e rimedi naturali -
Contattarla presso
The Idaho Observer.
Tratto da: masternewmedia.org - Sab., 04 Agosto 2007
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I
Vaccini sono efficaci ?
La letteratura medica ha un numero sorprendente di studi che documentano il fallimento dei vaccini.
Le epidemie di morbillo, parotite, vaiolo, polio e
epatite B sono tutte capitate in popolazioni vaccinate [11,12,13,14,15].
Nel 1989 il CDC riportava:
"Tra
bambini in età scolastica, le epidemie di morbillo sono capitate in
scuole con un livello di vaccinazioni maggiore del 98% . Sono capitate in
tutte le parti del paese, incluse le aree che non dove per anni non si
erano riscontrati casi di morbillo" .
Il
CDC ha anche riportato un'epidemia di morbillo in una popolazione
vaccinata al 100%.
Uno
studio che ha esaminato il fenomeno, conclude: "L'apparente paradosso
è che non appena la percentuale di immunizzazione da morbillo sale ad
alti livelli in una popolazione, il morbillo diviene una malattia delle
persone immunizzate".
Uno
studio più recente rivela che il morbillo "produce una immuno-soppressione che contribuisce ad aumentare la suscettibilità verso
altre malattie".
Questi
studi suggeriscono che l'obbiettivo di una completa immunizzazione è
controproducente, nozione che si evince dal fatto che le epidemie seguono
la completa immunizzazione di un intero paese. Il Giappone riscontrò un
aumento annuale di vaiolo in seguito all'introduzione del vaccino
obbligatorio nel 1872. Dal 1892, ci furono 29.979 morti e tutti erano
stati vaccinati.
Più
di recente in questo secolo, le Filippine vissero la loro peggiore
epidemia di vaiolo dopo che 8 milioni di persone avevano ricevuto 24,5
milioni di dosi di vaccino; la percentuale di morti era quadruplicata. Nel
1989, l'Omar visse una diffusa epidemia di polio sei mesi dopo aver
raggiunto il 98% dei vaccinati.
In
Usa nel 1986, il 90% di 1300 casi di pertosse in Kansas erano stati
"adeguatamente vaccinati". Il 72% dei casi di pertosse durante
l'epidemia del 1993 a Chicago avevano terminato le loro vaccinazioni.
Se
i bambini non hanno reazioni immediate alla Vaccinazione non c'è nulla di
cui preoccuparsi ?
Gli
effetti
collaterali da vaccino a lungo termine documentati
includono
disordini cronici immunologici e neurologici come l'autismo, iperattività,
difficoltà di attenzione, dislessia, allergie, cancro e altre condizioni,
molte delle quali a mala pena esistevano 30 anni prima delle vaccinazioni
di massa.
I
componenti del vaccino includono adiuvanti come il Thimerosal (mercurio), fosfati
di alluminio (alluminio) e formaldeide = sostanza cancerogena, (il Centro di informazione sui veleni in
Australia afferma che non è accettabile iniettare nel corpo umano una
quantità di formaldeide anche se contenuta).
Lo storico medici, ricercatore e scrittore Harris Coulter spiegò che la
sua estesa ricerca rivelava che l'immunizzazione dei bambini era
"causa di un'encefalite di basso grado nei neonati su una scala molto
più vasta rispetto a quella che le autorità sanitarie avevano ammesso,
circa il 15-20% dei bambini".
Egli sottolineò che le conseguenza
dell'encefalite (infiammazione dei cervello, un effetto collaterale della
vaccinazione conosciuto), come autismo, difficoltà nell'apprendimento,
danni più o meno gravi al cervello, colpo apoplettico, epilessia,
disordini alimentari e del sonno, disordini sessuali, asma, morte nella
culla, diabete, obesità e violenza impulsiva sono precisamente i
disordini che affliggono la società contemporanea.
Tratto
da "Displelling side myths" di A. Philips
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
I
Pericoli latenti
nei vaccini
Malauguratamente mi sono imbattuta in fin troppe vicende di
questo tipo. Ho dedicato la maggior parte della mia vita da
adulta a svolgere ricerche e a scrivere nell'ambito della
medicina alternativa -
www.truthquest2.com - con iniziale accento sulle
patologie virali e batteriche, nonché sui problemi causati
dai vaccini, alcuni dei quali vengono ancora derivati da
prodotti ematici umani mischiati assieme o con virus di
vaccini "attenuati" creati da "passaggio seriale" attraverso
colture cellulari animali. Questo significa che prendono
virus umani e li collocano ripetutamente in strati di
cellule animali, il che li costringe ad adattarsi alle
cellule estranee per sopravvivere.
Tale "adattamento" richiede uno scambio di materiale
genetico fra il virus e la cellula ospite.
Quando si utilizzano cellule di scimmia, lo
scambio di materiale genetico che interviene costringe il
virus umano a diventare un po' "scimmiesco", presumibilmente
in modo che non possa dare origine ad una malattia
conclamata il che non sempre funziona.
Nel processo, i virus originari della scimmia diventano un
po' "umani", il che conferisce loro maggiore compatibilita’
con le cellule umane. Questo potrebbe essere il caso del
virus di Epstein-Barr, cui si fa riferimento come virus
umano - anche se molti scienziati ritengono che abbia avuto
origine nelle scimmie, sia arrivato ad infettare gli esseri
umani tramite vaccini contaminati in forma mutata e quindi
sia divenuto associato alla sindrome da affaticamento
cronico e ad altre malattie. Ma allora, rispetto ad altri
animali, quanto si tratta di scimmie vi è una inferiore
barriera di specie, che ci fornisce minore protezione dai
loro agenti patogeni. I pericoli biologici rappresentati dai
virus delle scimmie sono ben conosciuti in determinati
circoli scientifici,
ma poco noti al grande pubblico.
(NdR: il vaccino per la
Polio e' prodotti su
culture di rene della scimmia verde africana !)
Nel corso delle mie ricerche, sono giunta a
studiare l'argomento della virologia ricombinante: la
combinazione di virus dissimili in nuove "tribù",
solitamente contraddistinte da caratteristiche più
pericolose rispetto ai virus "genitori", il tutto ad opera
di uomini in camice bianco che giocano a fare gli dèi.
Episodi di ricombinazione possono avvenire anche in natura a
determinate condizioni, in particolare se agevolati da
cattiva scienza. Ad esempio, si è scoperto che un virus
della scimmia denominato
SV-40 (virus della
scimmia 40, quarantesimo virus reperito nei tessuti di
scimmia), ha delle caratteristiche uniche.
Questo "virus nudo" è in grado di penetrare qualsiasi tipo
di cellula senza il problema di una "barriera di specie", e
consente a virus dissimili di attaccarsi ad esso e di andare
a cavalluccio entro il materiale genetico di una cellula,
dove possono impadronirsi del "meccanismo" e replicare nuovi
virus ricombinati per conto proprio.
La scoperta di questo virus ha dato origine al campo della
virologia ricombinante, con molte conseguenze spaventose.
L'SV-40 è diventato un ben documentato ma non pubblicizzato
agente contaminante presente
nei
vaccini per la polio
(prodotti con l'impiego di colture cellulari di rene di
scimmia) quando, tra il 1955 e i! 1963, venne somministrato
a 95 milioni di soggetti ignari.
La prima dichiarazione ufficiale fu che i
virus SV-40 "non hanno alcuna rilevanza nella sicurezza od
efficacia dei vaccini antipolio"; ma
quando il vaccino
venne testato su cavie
per la prima volta dopo la sua scoperta, gli animali
svilupparono
tumori della ghiandola salivare e sintomi di
immunodeficienza.
Negli esseri umani l'organo corrispondente era il pancreas;
da allora il
cancro mortale
al pancreas ha assunto proporzioni epidemiche.
L'SV-40 viene ora associato a numerosi tipi di cancro umano,
mesoteliomi, osteosarcomi, tumori cerebrali, ependimomi,
tumori dei plessi coroidei ed altri.
Queste stesse
colture cellulari
di scimmia, impiegate per
produrre
vaccini,
contenevano altri virus come il SIV (virus di
immunodeficienza della scimmia), che compare in maniera
preponderante nella formazione di un altro virus
ricombinante a noi noto come
HIV.
A livello pubblico non è stata avanzata
alcuna prova del fatto che l'HIV sia derivato da un episodio
di ricombinazione verificatosi in natura, mentre la
raffinatezza di questo virus ed alcune documentate richieste
governative volte alla creazione di una simile arma
biologica suggeriscono altrimenti.
Comunque sia, uno studio avviato su richiesta dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS-WHO) e
successivamente soppresso,
nel quale si metteva in
relazione
l'AIDS
che imperversa in Africa con le campagne dell'OMS
a favore
della vaccinazione per
il vaiolo, polio ed altre malattie,
avanzava l'ipotesi che vaccini virali "attivassero" virus
quiescenti; quindi questa è una possibilità a favore di una
ricombinazione naturale -
a meno che
l'HIV non sia stato aggiunto
deliberatamente a determinati
vaccini.
L'11 maggio 1986 il Times di Londra pubblicò
un articolo su questa vicenda, la quale venne tuttavia
sottaciuta dai media statunitensi; nel mio paese notizie di
questo genere arrivano di rado alla conoscenza del pubblico.
Lo stesso è accaduto quando fu messo a tacere uno dei più
spaventosi "errori" scientifici mai commessi.
L'episodio implicava le "cellule
HeLa"
- le più aggressive colture cellulari cancerogene note - che
arrivarono nei laboratori scientifici di tutto il mondo a
scopi di ricerca e in seguito contaminarono - per caso -
numerose colture cellulari utilizzate per i
vaccini.
Provate a immaginare virus di
vaccini umani che
vengono coltivati in
cellule cancerose
e che
scambiano informazioni genetiche
con le cellule cancerose ospiti prima di essere iniettate a
milioni di vittime ignare !
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|