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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


VACCINI per i MILITARI  - 1
Conclusioni della Commissione Uranio Impoverito:
i nostri militari sono stati ammalati ed alcuni uccisi dai vaccini che gli hanno propinato
(vedi sotto)
RIFORMA SANITARIA con Proposta di LEGGE Regionale Italiana, per vaccinazioni FACOLTATIVE
Il Thiomersal dei vaccini produce danni anche gravi + Metalli tossici
Alluminio ed altro....nei Vaccini ecco i gravi danni:
http://edgytruth.com/2016/07/18/vaccine-ingredients-comprehensive-guide/#
Danni al sistema enzimatico da Vaccini e metalli 
By Giusy Arcidiacono (CT) - arcidiaconogiusy@hotmail.com -
Perito Commerciale - chimico
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF dott. M. Proietti
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

Vaccino Acelluvax (Chiron-Novartis) DANNOSO
20 FATTI misconosciuti sui Vaccini + Perche' vaccinare ? + I miti dei Vaccini
Conclusioni, della Commissione del Senato su Uranio Impoverito e Vaccini anno 2013
MINISTERO della "SALUTE" italiano, avvelena i  nostri bambini con i Vaccini !
La scomparsa delle malattie infettive NON e' dovuta ai vaccini ! (Francais)
Bibliografia aggiuntiva:
http://treasoncast.com/2014/04/05/anti-vaccination-peer-reviewd-research-list/
 

La questione della vaccinazione obbligatoria nell'ambito delle Forze Armate è molto controversa, poichè vi sono stati casi di rifiuto alla vaccinazione che hanno comportato la segnalazione alla procura militare per il reato di disobbedienza:
http://www.grnet.it/news/notizie/newsdif…
Continua in Vaccini per Militari - 2 + “Vaccinazioni killer in caserma”, condannato il Ministero della Salute

E' bene quindi sapere che...
l'articolo 32 della Costituzione cita che “nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.
I militari sono soggetti però a limitazioni costituzionali dovuti al loro status, limitazioni che però devono essere sancite con una legge di rango primario che, nel caso dei vaccini obbligatori, non esiste.

Il Ministero della Difesa impone la vaccinazione sul fatto che i militari devono assolvere obbligatoriamente il compito della difesa della patria, e per farlo è necessario barattare la libertà del singolo con l'interesse nazionale.
I militari devono vivere in comunità e condividere locali e ambienti di servizio, quindi vivere in situazioni a rischio di diffusione di malattie, nello stesso tempo, in caso di rischio, i militari sono tenuti a rispettare gli ordini ed eseguirli in ogni condizione; per tale ragione si ritiene che il sottrarsi alle vaccinazioni si configuri come la disobbedienza ad un ordine, ovvero la sottrazione ad uno dei compiti delle Forze Armate.
La questione è quindi molto spinosa, anche per il fatto che recenti studi hanno messo alla luce collegamenti tra le vaccinazioni e varie malattie/patologie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo, allergie, aids, ecc.
La stessa "sindrome dei Balcani" e’ collegata ai vaccini e NON all'uranio impoverito, anche in considerazione dell'incidenza di malattie tumorali riscontrata in militari che mai hanno avuto a che fare con l'uranio impoverito.
A questo punto è evidente che il rifiuto del militare alla vaccinazione, se non adeguatamente verificata, incontra anche il dovere di mantenersi in buona salute proprio per la tutela della collettività nazionale che forse proprio quei vaccini potrebbero intaccare... quindi si tratterebbe di un rifiuto che non si configura come reato.

Le Forze Armate Italiane ma anche quelle di altre nazioni, vantano il merito di essere state antesignane nell'introduzione di obblighi di vaccinazione per alcune malattie, precedendo anche di molti anni l'introduzione di misure analoghe nella sfera civile.
Ecco la conferma della sperimentazione sull’uomo, fatta SENZA il consenso informato da parte del soggetto sottoposto alla vaccinazione forzata, quando si presenta al servizio militare…

Ricordiamo che tutti i militari all'arrivo in caserma ricevono una dose di vaccini importante che si somma a quella gia' ricevuta da bambini, per cui al servizio militare hanno gia' ricevuto nel loro corpo, sommando le cose,  circa 20-25 vaccini  ed in certi casi 35 !....e sottrarsi a tali pratiche comporta molti problemi per la recluta....

Quindi  NON esiste nessun militare NON **super vaccinato** - quelli che dovevano od avrebbero dovuto andare  da qualche parte nel mondo, in zone di guerra, li hanno ri-vaccinati ancora di piu'; quindi facendo la somma totale, quei poveri militari hanno nell'organismo circa  30-35-40  vaccini, con tutte le conseguenze del caso: intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni e mutazioni genetiche piu' o meno occulte trasmissibili alla prole !

L’Immunità di gregge, è la supposta carta vincente per la difesa della vaccinazione in TV, Internet, riviste mediche e giornali, sul motivo per cui dovremmo essere vaccinati più e più volte per tutta la vita, con un numero sempre crescente di vaccini e cio' per ogni malattia.
 
Lo sbandierato a 360° "supposto successo delle vaccinazioni" è basato fondamentalmente su "teorie" che si danno per scontate, senza controllarle. Quando si entra nei particolari si evince e si dimostra invece che il tasso di incidenza e di morte di molte malattie infettive, è diminuito radicalmente nel e dal momento in cui si registrava un miglioramento delle condizioni, igienico-sanitarie, abitative, alimentari e delle procedure di isolamento,
 Pero' siccome nello stesso periodo sono stati introdotti i vaccini, la medicina ufficiale ha dato per scontato che la sola vaccinazione sia stata interamente responsabile della scomparsa di queste "malattie" e per far quadrare questa teoria fasulla, ha cambiato nome alle malattie.....
QUI in queste pagine ve ne daremo la dimostrazione !

IMPORTANTE:
PROPOSTA di LEGGE per  STUDIO negli  USA sullo STATO di SALUTE FRA BAMBINI VACCINATI e NON VACCINATI (di nessun vaccino) - 2016
Il DISEGNO di LEGGE n° 3069 a FIRMA della DEPUTATA MALONEY NON E' STATO APPROVATO per cui  E' RIMASTO sulla CARTA.... e NEPPURE DISCUSSO dal CONGRESSO....a dimostrazione che NON si vuole fare vere ricerche sui gravi DANNI dei VACCINI......
Big Pharma ringrazia...
 

"Noi medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di "professori"
che
hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto."
By  Dott.
Giuseppe De Pace (medico ortopedico ospedaliero)

 

Un VACCINO ..e' una scarica enorme di tossine invasive e pericolose !

Studio scientifico mostra che il tasso di mortalità infantile aumenta all'aumentare del numero di dosi vaccinali somministrate.
 Qui nel sito qui sotto segnalato, trovate la traduzione dell'abstract (riassunto) dell'articolo "Infant mortality rates regressed against number of vaccine doses routinely given: Is there a biochemical or synergistic toxicity?" di Neil Z Miller e Gary S Goldman, pubblicato orginalmente sulla rivista scientifica ufficiale Human & Experimental Toxicology - 2011 September; 30(9): 1429, e reperibile su internet sul sito istituzionale medico-scientifico National Center for Biotechnology Information (.nih.gov significa che è ospitato sul sito governativo del National Institute of Health, ovvero il Ministero della Salute Federale degli USA):
 
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3170075/
 Continua QUI:
http://scienzamarcia.blogspot.it/2013/03/studio-scientifico-mostra-che-il-tasso.html

Infatti:
ANCORA UNA BAMBINA MORTA DOPO la SOMMINISTRAZIONE dell'ESAVALENTE. - Luglio 2013
Questo VACCINO e' stato RITIRATO IN MOLTI PAESI MA NON IN ITALIA. RISARCIMENTO RECORD, PERO' NESSUNO RIDARA' PIU' LA BIMBA AI GENITORI. - Muore in culla a causa del vaccino Infanrix, risarcimento record ai genitori.
La loro bambina è morta di Sids ("morte in culla") a pochi giorni dalla vaccinazione con il vaccino Esavalente.
Il tribunale di Pesaro ha deciso un risarcimento record di 200 mila euro alla famiglia, più un vitalizio di circa 700 euro al mese ed un ulteriore indennizzo ancora da quantificare. Una sentenza storica per l'Italia.

TROVATO un meccanismo di azione delle tossine dei VACCINI anche sul cervello  ! - 22/03/2009
ANSA, Roma - Esiste un passaggio segreto che permette alle cellule immunitarie di penetrare nel cervello e di aprire la strada ad una seconda ondata di cellule pericolose, capaci di scatenare malattie autoimmunitarie, come la sclerosi multipla, nelle quali il sistema immunitario aggredisce l’organismo al quale appartiene.
La scoperta della nuova porta, pubblicata sulla rivista Nature Immunology, potrebbe portare in futuro a nuove armi per contro la sclerosi multipla, "ma non solo: lo stesso meccanismo potrebbe essere coinvolto in altre malattie autoimmuni", osserva la coordinatrice della ricerca, l’italiana Federica Sallusto, dell’Istituto svizzero per la Ricerca in Biomedicina (Irb) di Bellinzona, diretto da Antonio Lanzavecchia.
Oltre che con Lanzavecchia, il lavoro e' stato condotto in collaborazione con Andrea Reboldi, dell’Irb, e da Antonio Uccelli, dell’università di Genova. Il passaggio segreto che permette di entrare nel cervello alle cellule apripista e' il plesso coroideo, una vera e propria matassa di vasi sanguigni nella quale viene prodotto il liquido spinale. e' una via d’ingresso alternativa a quella che da tempo e' considerata il «portone principale», ossia la barriera emato-encefalica.
Che ci fosse un’altra entrata era noto, spiegano i ricercatori, ma questa era considerata una sorta di "porta di servizio", di importanza secondaria. Adesso, osserva Lanzavecchia, "conosciamo la funzione di questa porta segreta e si può pensare a future strategie terapeutiche in grado di bloccare questo ingresso".

Altro meccanismo di azione delle tossine vaccinali di qualsiasi vaccino, anche nel cervello:
I Macrofagi molte volte trasportano le sostanze vaccinali nel cervello ed in tutti i tessuti del corpo, ecco una descrizione del  meccanismo:
L'alluminio (od altri metalloidi tossici, ad esempio il Thiomersal) contenuto in vari Vaccini esempio: influenza, esavalente  comprese, viene trasportato nel cervello dai macrofagi .... e cio' spiega il meccanismo della cosiddetta SIDS o morte nella culla, che nei fatti e' una danno vaccinale e non una nuova malattia !
Ecco spiegato il meccanismo biologico ed il diagramma del tragico evento....
Il meccanismo viene ben spiegato qui:  ciò che in realtà accade è che un tipo di globuli bianchi chiamati a macrofagi (MF) ingerisce (processo è chiamato "fagocitosi") gli AANs prima che si sciolgano. (
Aluminum Adjuvant Nanoparticles = AANs)
L'ingestione di corpi estranei è un comportamento normale per MF.
La loro funzione principale è la fagocitosi cioè la capacità di inglobare nel loro citoplasma particelle estranee, anche nanoparticelle, compresi i microrganismi (batteri e funghi estranei), e di distruggerle. Inoltre, fatto importante da tenere in considerazione in  questi casi, secernono citochine ad attività proinfiammatoria e presentano l'antigene ai linfociti T-CD4.
Quando MFs rilevano batteri o altri agenti patogeni, i loro campi magnetici li invitano ad ingerire gli agenti patogeni, e distruggerli con gli enzimi. I MFs sanno assieme ad altre cellule del sistema immunitario circa il patogeno introdotto e come rilevarlo. MFs ingeriscono anche molti tipi di nanoparticelle.
Il problema è che AANs non sono digeriti dagli enzimi MF. E gli AANs, una volta all'interno degli MF, si sciolgono lentamente.
Le AANs persistono per lungo tempo (anni) e causano nei MF a far fuoriuscire lentamente alluminio.
Gli MF che consumano gli AANs divengono altamente contaminati con l'alluminio o con altri metalli tossici e nanoparticelle ingerite, e li diffondono ovunque vanno. E vanno in tutto il corpo. MFs generalmente non viaggiano nel sangue, il che spiega il motivo per cui non si trova nel sangue l'alluminio dopo la vaccinazione
, perche' gli MF viaggiano attraverso il sistema linfatico.
I campi magnetici sono in grado di viaggiare attraverso la barriera emato-encefalica (BBB). Gli MFS, una volta caricati con AANs, agiscono come un cavallo di Troia e trasportano le AANs nel cervello. Questo è dannoso, perché il cervello è molto sensibile all' alluminio.
Senza contare le possibili microischemie (vedi le scoperte del Dott. Andrew Moulden) che possono intervenire nella microcircolazione, soprattutto cerebrale od in altri luoghi...per il fatto che i globuli bianchi e di conseguenza i macrofagi nel loro processo di fagocitosi, (ingestione delle sostanze tossiche vaccinali) possono generare,.... inoltre i macrofagi secernono, nella loro azione quando hanno ingerito le sostanze vaccinali, altre sostante PRO-infiammazioni.... con tutte le conseguenze del caso, polio = paralisi, distrofie, meningiti, sclerosi, infiammazioni croniche, gastroenteriti croniche, ecc....fino alla morte nella culla = SIDS !!

Qui nel diagramma, viene spiegato nei particolari il tragico evento:
http://vaccinepapers.org/al-adjuvant-nanoparticles-can-travel-brain/

 


I personaggi che fanno le regole e le leggi sulle vaccinazioni sono spesso implicati nella vendita dei vaccini.
Ad esempio, la dr Julie Gerberding, che è stata alla direzione del CDC per 8 anni, è oggi presidente della Merck Vaccini.
Il dr. Paul Offit, membro dell'Advisory Committee on Immunization Practice (ACIP), ha addirittura sviluppato e registrato all'ufficio brevetti il suo stesso vaccino.

Vaccini obbligatori o no, tutti quanti sono da sempre sbandierati come utili e sicuri anche e non solo dal Ministero della salute, ma esiste una sentenza ben precisa (ignorata da tutti…) che mostra come tali distinzioni fra vaccini obbligatori e non, NON possono sussistere - vedi: Sentenza Corte Costituzionale
Le famiglie dei danneggiati da vaccino dal canto loro sottolineano “lo stato di abbandono in cui sono  state lasciate dalle cosiddette “istituzioni che dovrebbero tutelare”, infatti “tutelano” ma solo i fatturati di Big Pharma….". + Corruzione per i Vaccini


Ricerca medica sul collegamento fra Vaccini e malattie autoimmuni !
http://info.cmsri.org/the-driven-researcher-blog/first-medical-textbook-devoted-to-research-linking-vaccines-to-autoimmunity

Video su: I BAMBINI NON VACCINATI SONO molto PIU' SANI di quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio sulla salute e la vaccinazione dei bambini della Nuova Zelanda ed ha trovato solide prove scientifiche che I BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei loro coetanei vaccinati !

Troppi vaccini ai militari: nuovi allarmi e drammatiche testimonianze – 02/02/021014
“Ci siamo chiesti la reale necessità di questi vaccini. Non sappiamo perché se ne facciano tanti anche su chi è nel territorio nazionale. Speriamo che il ministro della Difesa faccia un passo indietro limitando al massimo l'utilizzo di questi vaccini in particolare per chi è in servizio in Italia”. - vedi: Corruzione anche per i vaccini

La Repubblica.it, che sta portando avanti l'inchiesta “Vaccinati a morte”, riporta l'allarme sulle conseguenze della pratica di vaccinare tanto e con urgenza lanciato dal Cocer dell'Aeronautica, ovvero la rappresentanza del personale in divisa. “Non sappiamo perché se ne facciano tanti anche su chi è nel territorio nazionale. Speriamo che il ministro della Difesa faccia un passo indietro limitando al massimo l'utilizzo di questi vaccini in particolare per chi è in servizio in Italia”, afferma il sergente maggiore Antonsergio Belfiori che rappresenta l'Aeronautica nel Cocer interforze.
La Repubblica.it riporta la testimonianza di Daniela, una donna di 35 anni ammalatasi dopo essere stata sottoposta a dosi massicce e ripetute di vaccini. Oggi carabiniere,
Daniela era entrata nell'esercito nel 2000. Sportiva e in perfetto stato di salute fino alla sera in cui non le sono stati somministrati otto vaccini insieme e si sentì male. Le avevano fatto il cocktail previsto anche per tutte le altre, nonostante avesse segnalato di aver avuto alcune di quelle malattie per cui la stavano vaccinando. Dopo due settimane, malgrado le reazioni avverse, le fecero i richiami.
Da allora tutto cambiò: le sue difese immunitarie sembravano crollate e aborti continui prima di riuscire ad avere due bimbi. Al sesto mese di gravidanza le prognosticarono la parotite, una malattia che aveva avuto da piccola e per la quale le era stato inoculato comunque il vaccino. Oggi Daniela è affetta da connettivite indifferenziata, una grave malattia autoimmune che raccoglie i sintomi di molte altre.

Militare reduce, malato, in guerra con lo Stato – 07/04/2014
Reduce dalle missioni militari all'estero in Kosovo, Libano e Afghanistan con l'esercito il militare di una caserma della cintura torinese, poco più che trentenne, si e’ ammalato gravemente e per mezzo del suo avvocato ha presentato un domanda di riconoscimento della causa di servizio, puntualmente respinta, come al solito dal Ministero della Difesa.
Ha quindi presentato un ricorso al TAR il quale ha accolto il ricorso nel quale chiedeva che fosse riconosciuto il legame tra la gravissima malattia che ha contratto, un tumore maligno del pancreas.
Quando si era arruolato era perfettamente sano. Ha prestato servizio in condizioni climatiche e ambientali molto difficili per inquinamenti vari, ed è stato sottoposto a una massiccia somministrazione di vaccini che hanno indebolito il suo sistema immunitario. È venuto anche a contatto, all'estero ed in Italia, con ambienti e indumenti contaminati dall'amianto. Pero’ lo Stato ha respinto la sua richiesta di riconoscere il legame tra malattia e lavoro. Nei fatti egli e’ un dipendente pubblico come tutti gli altri: inoltre gli viene decurtato lo stipendio nei giorni di malattia e rischia il posto se si assenta troppo a lungo.
I giudici amministrativi hanno annullato il decreto con cui il Ministero ha respinto l'istanza ma solo per un motivo di procedura. E’ seguito dagli avvocato Miretta Malanot e Alessandra Cavagnetto, ed ha presentato una perizia medica inequivocabile: «La «doppia» esposizione amianto – uranio impoverito e l'indebolimento delle difese immunitarie prodotto dai vaccini, scrive il professor Giorgio Gagna - ritengo siano stati il fattore scatenante le mutazioni genetiche all'origine dello sviluppo della grave e rara neoplasia pancreatica di cui il mio paziente è affetto». Ora il caso è di nuovo all'esame del Ministero.
Sintesi tratta da un'articolo de: larepubblica.it

Numerosi studi scientifici, riferisce La Repubblica.it, dimostrano che, arrivati a cinque vaccini somministrati nello stesso periodo, il sistema immunitario va in tilt e le difese si abbassano di oltre il 70 per cento.
Ad essersi ammalati in questo modo sarebbero oltre tremila i giovani sottoposti a troppe vaccinazioni in poco tempo e poi mandati in giro con le difese immunitarie menomate.
“Ci metto la faccia perché voglio chiarezza e risposte su quello che ci è stato fatto. Perché non accada ad altri. Perché si informino sui rischi. Diverse delle mie compagne di corso si sono ammalate, qualcuna non c'è più”.
Tratto da: Informasalus.it

video del dott. Massimo Montinari a Don Chisciotte  - Ott. 2012

Vaccinati a MORTE ! questo il link del video


ULTIME info:
Dal 1991 al 2012, i militari che hanno contratto un  tumore sono oltre 4.100  ed altri si sono ammalati di altre gravi malattie !
Nel 2002 i militari ammalatisi sono stati 2.800 ed i morti 270, nel 2012 i militari ammalati sono 3.700 ed i morti 560 e si registrano 10 casi di figli nati con gravi deformazioni
 !!! 
Ed aumenteranno ancora di piu...purtroppo, perche' sono tutti super vaccinati ....
Il 70 % di questi militari ammalati e/o morti NON si e’ MAI recato in zone di guerra, ne' e' stato a contatto con Uranio impoverito !
.... e' una strage di stato.....!
Il personale non militare (non vaccinato) che si e’ recato nei Balcani, pur essendosi trovato nelle zone bombardate, NON ha avuto i problemi dei militari.


Vedi anche le inchieste di: La repubblica
che confermano tutte le ricerche del dr. Jean Paul Vanoli, il quale nel 1993 pubblico' un articolo su quel giornale, affermando che erano i vaccini e sono ancora oggi dopo 20 anni....a produrre quegli ammalamenti e morti dei soldati; da quell'anno 1993, i giornali non pubblicarono piu' nessun articolo del giornalista Giovanni Paolo Vanoli...la forza di Big Pharma...la quale ringrazia....
Pero' finalmente, dal 2012 lo stesso giornale ha ripreso l'argomento vaccini trovando che:

Vaccinazioni "sbagliate e fatte male" dietro i tumori dei soldati italiani
– 26/01/2014
La Commissione uranio ha trovato una nuova probabile causa dell'elevato numero di neoplasie registrate tra i nostri militari. L'audizione di un giovane caporal maggiore gravemente malato. L'esperto: "Non sono sbagliati i protocolli, ma le modalità, i tempi e i controlli sulle somministrazioni". Dati impressionanti, ma l'esercito non riconosce il nesso causale - By Vittoria Iacovella
Commento NdR: cosa non si fa pur di non ammettere che sono i Vaccini e cioe' le sostanze vaccinali  ad ammalare e/o uccidere !

La PETIZIONE dei FAMILIARI
Una petizione al ministero della Difesa dopo la nostra inchiesta sui vaccini
Alcuni familiari delle vittime hanno organizzato una raccolta di firme che potete trovare e sottoscrivere su change.org – 1//10/2012
Dopo l'inchiesta di RE sulla vicenda dei militari vaccinati a morte, alcuni dei familiari delle vittime (Andrea Rinaldelli, Santa Passaniti, Silvana Miotto) hanno lanciato una petizione rivolta al ministero della Difesa in cui si chiede di  vigilare perché:
- sia garantita per tutti l’applicazione reale del principio del consenso informato ad essere sottoposti o meno a vaccinazioni senza conseguenze legali;
- il medico vaccinatore pretenda al momento dall’arruolamento, come previsto dal regolamento, da tutti i militari il libretto sanitario, e rispetti quanto lì riportato: copertura vaccinale, durata dell’immunizzazione;
- i militari siano sottoposti ad anamnesi e test immunologici ed anticorpali, prima di essere vaccinati, e che venga preteso il rispetto del previsto riposo prima di e dopo la vaccinazioni, a maggior ragione se dovessero partire per missioni;
- siano date risposte sui casi dei militari ammalati facendo indagini su chi non applica con correttezza i protocolli di vaccinazione, applicando loro provvedimenti disciplinari appropriati.

Erasmo Savini ha 31 anni ed è stato caporale maggiore dell'esercito in Kosovo. Come tanti suoi colleghi in divisa, è stato costretto negli anni a sottoporsi a vaccinazioni continue e potenzialmente dannose, ma senza speciali protezioni per difendersi dall'uranio impoverito. Oggi lotta contro il cancro, continuando cicli di chemioterapie intensi e ravvicinati, che gli sono costati il posto di lavoro

Francesco Rinaldelli, alpino, 26 anni, è morto di cancro nel 2008. Era stato sottoposto a una serie di pesanti vaccinazioni, poi l'avevano inviato a Porto Marghera a respirare diossina. Il papà, da allora, raccoglie prove. Sarebbero 3.500 i militari monitorati

Interventi non registrati e medicinali fuori dal mercato
I certificati vaccinali di Francesco Rinaldelli e Francesco Finessi, deceduti dopo anni di lotta per un tumore e un linfoma di Hodgkin. Le schede dei due militari dimostrano che le vaccinazioni venivano fatte a distanza molto ravvicinata. Nel caso di Rinaldelli si trovano delle incongruenze tra il foglio fatto al momento delle vaccinazioni e quello richiesto in seguito. A Finessi, invece, è stato somministrato un preparato poi ritirato dal commercio.

Ecco le ultime notizie (Gen.2014) sul caso Finessi:
BELLUNO - Dopo 10 anni di battaglie giudiziarie, la famiglia di Francesco Finessi, alpino di 22 anni di stanza alla Salsa di Belluno e morto nel 2002 per un "linfoma non Hodgkin", ha ottenuto una sentenza storica contro il Ministero della salute: il giudice Alessandra De Curtis del tribunale di Ferrara ha riconosciuto, per la prima volta in Italia, un nesso di causalità tra il tumore e i vaccini fatti nel tempo durante il servizio militare di leva, "somministrati macroscopicamente in modo sbagliato dai medici". Il Ministero della salute ieri è stato infatti condannato a indennizzare la famiglia.
A novembre il processo penale per il caso Finessi si era concluso davanti al tribunale di Belluno con la condanna a tre anni di Nicola Marchetti, ufficiale medico del 16° reggimento Alpini di stanza alla caserma Salsa, per falso ideologico e falso materiale commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, per alcune visite mai effettuate sui soldati a lui affidati.
In particolare, l'indagine metteva in relazione le mancate visite e un vaccino anti-tifo somministrato due volte a Finessi.
Erano state delle inchieste giornalistiche, per prime, ad occuparsi di questi casi. Da esse scaturirono diverse interrogazioni parlamentari, il cambiamento dei protocolli vaccinali di parte delle forze armate e anche la costituzione di diverse commissioni parlamentari.
"Questa sentenza storica - ha commentato ieri l'avvocato Francesco Ferruli che ha assistito la famiglia assieme al collega Antonio Boldrini - potrà essere applicata a tanti altri casi analoghi. È un segnale di giustizia e sancisce un principio: non a caso ho appena parlato con altri militari che, forti di questo pronunciamento, inoltreranno le proprie richieste".
Dal paese di Codigoro si dichiara soddisfatta, per quanto lo possa essere una mamma che ha perso un figlio, Santa Passaniti:
"Tutti i nostri sforzi sono stati ripagati da questa sentenza che ha riconosciuto i danni da vaccino, come abbiamo sempre sostenuto: ora la nostra causa potrà aiutare tanti altri, visto che sono stati più di 3000 i militari morti e malati che non hanno MAI messo un piede all'estero in missioni militari (dunque non soggetti a radiazioni di armamenti con uranio impoverito).
I soldi ? A me, mio marito e mio figlio non interessa il lato economico, in 10 anni abbiamo speso molto di più per cause, perizie, viaggi e ricerche di ciò che verrà risarcito".

www.ilgazzettino.it/NORDEST/BELLUNO/militare_morto_vaccino_linfoma_non_hodgkin_sentenza_ministero/notizie/481420.shtml

Il documento riservato della Difesa su 18 militari vittime dei vaccini
Il Ministero della Difesa ha sempre sostenuto di non aver monitorato i militari. Il padre di Francesco Rinaldelli, l'alpino morto a 26 anni dopo aver lottato contro il linfoma di Hodgkin, è entrato in possesso di un incartamento interno al Ministero che dimostra invece che questi dati sono stati raccolti
Scarica il documento originale

La moglie: "Mio marito incriminato  per aver chiesto spiegazioni"
Parla la compagna del maresciallo dell'Aeronautica Luigi Sanna. "Si è limitato a pretendere una serie di spiegazioni su efficacia, sicurezza e sul perché si facessero vaccinazioni plurime e ravvicinate. Otto in 28 giorni". Per tutta risposta, pur avendo la vaccinazione, è stato denunciato e ora rischia il carcere.

Quella volta che le reclute vennero vaccinate per finta
Caserma dei bersaglieri "Turinetto" di Albenga, l'anno è il 1978. Tra le reclute del 14esimo battaglione "Sernaglia" dei bersaglieri c'è anche un giovane soldato di leva poi diventato giornalista. Ecco il suo racconto: "Ci prendevano in giro praticandoci la vaccinazione per finta e lo facevano due volte perché tutte le licenze erano cancellate"
Caserma dei bersaglieri "Turinetto" di Albenga. L'anno è il 1978. Tra le reclute del 14esimo battaglione "Sernaglia" dei bersaglieri c'ero anch'io. Erano i primi giorni: quelli della "vestizione", del taglio dei capelli, delle vaccinazioni. Passaggi obbligati di una trafila lunga e noiosa, a tratti cervellotica, che sembrava fatta apposta per inquadrarti nell'istituzione militare e toglierti la voglia di discutere.
Tra i passaggi più attesi c'era la famosa "puntura nel petto". In realtà si trattava di una vaccinazione antitifica (poi sostituita da una pastiglia) che non faceva molto male lì per lì ma che, spesso, provocava gonfiori e dolori per un paio di giorni. Ma molti, spaventati, arrivavano stressatissimi davanti al medico che te la praticava e, alcuni crollavano svenuti.
Passata la "puntura nel petto", dopo qualche giorno toccava all'antivaiolosa. Si trattava di un "richiamo" del "graffio" all'altezza della spalla col virus vivo (ovviamente attenuato).
Ma, da qualche tempo (nel 1977) il vaiolo era considerato debellato (l'ultimo caso era stato registrato in Somalia l'anno prima) e la vaccinazione ai civili era stata sospesa (sarà poi abrogata definitivamente nel 1981 e non è stata reintrodotta nonostante alcuni allarmi in chiave soprattutto terroristica).
Nella situazione data, dunque, la vaccinazione era considerata più pericolosa del rischio di malattia. Io lo sapevo perché mio padre era viceprimario di malattie infettive all'ospedale Gaslini di Genova. Perciò cercai di capire come mai avessero deciso di correre un simile rischio: vaccinare oltre un migliaio di giovani reclute con un farmaco ormai ritenuto più dannoso che utile.
Così ne parlai con alcuni giovani medici appena laureati che lavoravano in Sanità. A quei tempi, l'essere di sinistra era anche un modo di raccogliere informazioni: tra compagni ci si diceva (quasi) sempre la verità. Così, abbastanza facilmente, venni a sapere che la vaccinazione sarebbe stata fatta per finta: "Il colonnello medico - mi spiegarono - non è mica scemo, non ha nessuna intenzione di prendersi una responsabilità così grossa". Quindi ? "Quindi, il protocollo verrà rispettato e, formalmente, sarete tutti vaccinati, ma invece del vaccino useremo acqua distillata e vi faremo il graffietto con quella". Vero ? Falso ?
L'unico modo per saperlo era aspettare la reazione febbrile che, comunque, sarebbe dovuta arrivare almeno a qualcuno di noi. Nel frattempo, sempre per rispettare il protocollo e le procedure, l'intero battaglione era consegnato e nessuno sarebbe andato a casa per il fine settimana.
Onestamente, questa era la cosa che mi dava più fastidio: cornuti e mazziati. Ci prendevano in giro praticandoci la vaccinazione per finta e lo facevano due volte perché tutte le licenze erano cancellate.
Così decisi di mettermi a rapporto dal capitano che comandava la mia compagnia e gli spiegai quello che avevo saputo. Gli dissi che non mi sembrava giusto starmene chiuso in caserma ad aspettare una febbre che non sarebbe venuta. Era un uomo serio e comprensivo: mi guardò. sorrise, allargò le braccia e mi firmò la licenza. "Non dirlo troppo in giro" aggiunse.
Per la cronaca, a nessuno dei circa milleduecento soldati vaccinati, venne la febbre.
Tratto da: repubblica.it

Ecco le Conclusioni della Commissione Uranio Impoverito:


vedi: Vaccinazioni per Militari PDF + Uranio e Vaccini per militari + Vaccini per Militari - 2 + VACCINI al MERCURIO Vaccini propinati ai Militari + Contenuto dei Vaccini + VACCINAZIONI di MASSA - il CRIMINE delle Vaccinazioni nel Mondo + URANIO impoverito ? NO sono i Vaccini

IMPORTANTE: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !

vedi: http://www.report.rai.it/servizio.asp?s=50 
Dal mese di luglio 1999 sono comparsi sulle principali pubblicazioni USA - MMWR (CDC, 1999), Pediatrics (AAP, 1999, Committee on Infectious Diseases, 1999), JAMA (Halsey, 1999)

Vari articoli richiamanti l’attenzione dei medici sui pericoli dei vaccini contenenti timerosal, in quanto essi contengono una certa quantità di mercurio, spesso al di là di quella considerata tollerabile dall’organismo umano.
Il mercurio contenuto nel timerosal corrisponde a circa il 50% (per la precisione il 49,6%) del peso di quest’ultimo; il sodio timerfonato invece contiene il 45,5% di mercurio. I vaccini per la difterite e per il tetano, contengono in media 25 mcg di mercurio, il vaccino per l'epatite B per uso pediatrico, dato ai bambini, contiene 12,5 mcg di mercurio. Facendo la somma vengono fuori 37,5 mcg, quindi viene assunto in dose
70 volte superiore il livello di sicurezza consigliato dall'Ente per la protezione ambientale americana.
 

Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra MICROBIOMA Intestinale (intestino) e CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari studi hanno collegato il microbioma intestinale a una serie di comportamenti complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema microbico della madre si modifica - per esempio a causa di infezioni, stress  o diete - ciò cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com : http://tinyurl.com/kaa2j36

CDC e Conflitti di interesse - 1 + CDC e Conflitti di interesse - 2 + CDC e Conflitti di interesse - 3 + Corruzione
CDC conflitti di interesse anche per i vaccini
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/

Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013 
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista: 
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html

Informatore dei CDC CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli studi della correlazione VACCINO=AUTISMO  

MILITARI VITTIME dei VACCINI:  UN’ALTRA VITTORIA al TAR - 21 FEB, 2015  
ll Tribunale amministrativo di Trieste deposita una nuova pronuncia a favore dei militari  che si sono ammalati a causa dei ripetuti e ravvicinati cicli vaccinali ricevuti durante il loro servizio. E si intuisce in questo un possibile cambiamento di rotta. Lo stesso TAR nel 2014 aveva accolto il ricorso di Andrea Rinaldelli, padre di un militare morto dopo i cicli vaccinali ricevuti. In quel caso era stato annullando il decreto 71 del 17 aprile 2013 col quale la Direzione Generale della Previdenza Militare aveva respinto l’istanza di riconoscimento “della dipendenza da causa di servizio della patologia contratta dal figlio Francesco e del relativo status di vittima del dovere“.  “Ad avviso del Collegio – si legge nella sentenza – risulta essere fondato il ricorso contro l’amministrazione per non avere preso adeguatamente in esame le osservazioni in ordine alla ritenuta incidenza causale degli intensi e ravvicinati cicli vaccinali cui il caporal maggiore Francesco Rinaldelli, in assenza di adeguata indagine anamnestica, era stato sottoposto al momento dell’arruolamento, sullo sviluppo del linfoma di Hodgkin“.  Il Ministero della Difesa ha, quindi, esaminato solo superficialmente il caso di Francesco Rinaldelli che, per il Tribunale, avrebbe invece meritato una maggiore attenzione per il fatto che “nel caso di specie la grave e letale patologia è insorta quando Francesco Rinaldelli, all’età di 21 anni, appena arruolatosi nell’esercito italiano, era stato sottoposto a vari vaccini tra cui il Morupar ritirato nel 2006 su richiesta dell’AIFA, per la sua tossicità“.

Pubblichiamo l’articolo a commento della nuova pronuncia scritto dall’avvocato Santi Delia.
Andrea Rinaldelli si è dichiarato soddisfatto da questa nuova pronuncia del TAR. Nelle sue parole tanta forza e commozione : “Finalmente potremo dare a molti ragazzi e alle loro famiglie, compresa la mia, quella giustizia e quella dignità che meritano anche grazie al coraggio e alla determinazione di questi giudici. La dedico a te Francesco.“

FONTE:  Uranio impoverito e vaccini: il T.A.R. Trieste ripercorre le tappe di una triste storia per i nostri militari
Il T.A.R. Trieste ha definitivamente accolto il ricorso di un militare con il quale si era impugnato il diniego del Ministero della Difesa secondo cui la leucemia contratta non sarebbe stata causata da fatti di servizio.
Ora avrà diritto all’equo indennizzo, alla pensione privilegiata ed a ogni ulteriore beneficio di legge.
I fatti: l’uranio impoverito e i vaccini
Alcuni fatti, crediamo, li raccontino meglio i protagonisti rispetto agli avvocati. Ecco uno stralcio di un dossier di Repubblica[1]sulle vaccinazioni somministrate ai militari.
“II caporal maggiore E. S. ha 31 anni, ha un cancro in fase avanzata, ma il 3 ottobre scorso si è alzato dal letto e non ha fatto la chemioterapia. Occhiaie profonde e fasciatura al braccio. E’ seduto davanti al computer, emozionato e teso, collegato in videoconferenza col Senato della Repubblica. Col suo accento campano racconta alla Commissione parlamentare d’inchiesta per l’uranio impoverito di aver lavorato per 13 anni come maggiore dell’esercito. Spiega che adesso lotta contro un tumore maligno e afferma di averlo sviluppato a causa di un mix di vaccini fatti in poco tempo seguiti dall’esposizione all’uranio impoverito in Kosovo.
Parla lentamente per non sbagliare nessun dettaglio, accompagnato da un foglio scritto. Poi, davanti alle domande dei senatori, si lascia andare a una testimonianza più personale e drammatica: “Forse sono arrivato alla fine della mia vita… Certo sono un soldato, continuo a combattere, ma sono stato abbandonato dallo Stato”. L’aula è ammutolita alcuni senatori sono visibilmente commossi. L’avvocato (..) descrive le motivazioni scientifiche che portano a ritenere che ci sia collegamento tra i vaccini cui è stato sottoposto il giovane e il cancro che l’ha colpito. Non è il solo, molti sono già scomparsi, altri giacciono in un letto. Tutti giovani. Centinaia almeno, ma non è possibile avere dati certi… (…).
Attorno al tavolo della commissione volti tirati e occhi lucidi. Il Senatore Giacinto Russo afferra il cellulare, scrive un sms al figlio militare che si trova in Afghanistan chiedendogli se anche lui ha fatto tutti quei vaccini in poco tempo. Arriva la risposta, il Senatore si porta le mani al viso. La risposta è un “sì”. La seduta continua in apnea, si parla di un Paese in cui si è costretti a scegliere tra salute e lavoro, qualcuno dice “come a Taranto”. Questi ragazzi sono precari, negare il consenso ai vaccini significa smettere di lavorare. Il senatore Gian Piero Scanu non riesce a finire il suo intervento, gli manca la voce, si piega su se stesso commosso.
Insomma, la commissione sull’uranio, dopo anni di stasi, ora ha trovato una nuova importante traccia da battere e gli studi scientifici in merito sembrano parlare chiaro.
Sarebbero i vaccini numerosi, ripetuti, spesso fatti senza rispettare i protocolli, a indebolire ragazzi sanissimi, a tal punto da aprire la porta a malattie molto gravi, specialmente nel momento in cui vengono esposti a materiali tossici o sostanze inquinanti che possono essere l’uranio impoverito ma anche la diossina, le esalazioni di una discarica o agenti chimici fuoriusciti da una fabbrica.
L’85 per cento dei militari ammalati non è mai stato all’estero. Il problema è che non serve arrivare in Kosovo: la stessa Italia con tutti i suoi veleni rappresenta un pericolo mortale per chi ha un sistema immunitario impazzito a causa dei vaccini. Come accadde a Francesco Rinaldelli, alpino di 26 anni mandato a Porto Marghera e poi morto di tumore. Qualche numero negli anni però è venuto fuori.
“Il protocollo è scientificamente inattaccabile – sostiene il Prof di oncologia Franco Nobile considerato fra i massimi luminari della materia – il problema è che non viene rispettato. Per praticità e velocità si fanno vaccinazioni a tappeto uguali per tutti, senza controllare se qualcuno l’ha già fatta, se qualcun’altro non è in perfette condizioni di salute o ha ricevuto altre vaccinazioni pochi giorni prima. C’è superficialità, poca cura, non vengono considerate le conseguenze, spesso sono gli infermieri e non i medici a fare i vaccini“.
“Il professor Antonio Giordano, presidente dello Sbarro Institute di Philadelphia, sul cui livello scientifico e sulla cui imparzialità, nessuno ha dubbi: “C’è un nesso riconosciuto – dice il presidente dello Sbarro Institute – tra vaccini ravvicinati e abbassamento delle difese immunitarie. E in Italia c’è pieno di posti ad alto tasso d’inquinamento altamente pericolosi per chi ha un sistema immunitario compromesso”. A una domanda precisa (“Se venisse da lei un militare italiano che gli chiedesse un consiglio sul fatto di doversi sottoporre a una decina di vaccinazioni in un mese, cosa gli risponderebbe?”), Giordano ci ha detto. “Gli spiegherei che tanto vale suicidarsi“.

La decisione.
Come accennato, il Ministero della Difesa e prima di esso il Comitato di verifica, dopo aver ricordato la natura delle leucemie, le possibili cause, che la relativa eziopatogenesi è ancora ignota, ha escluso che nel caso di specie l’infermità contratta dal ricorrente fosse da ricondurre a causa di servizio, perché «le caratteristiche inerenti al tipo di attività e di ambiente di lavoro non sono tali, per natura ed entità, da costituire elementi di rischio causali o concausali efficienti e determinati», con la conseguenza che «il processo neoplastico è da attribuire a fattori estranei al servizio stesso».
Il T.A.R., tuttavia, “conviene con la difesa del ricorrente che si tratti di motivazione apodittica e comunque totalmente insufficiente e inidonea a giustificare, per relationem, il provvedimento finale di diniego“.
“Come risulta dalla relazione della Commissione parlamentare d’inchiesta”, voluta dall’allora Ministro della Difesa Mattarella, “richiamata da parte ricorrente, è ben nota la tossicità dell’uranio impoverito e dei residuati della combustione e gassificazione dello stesso“.
“Ancorché, la comunità scientifica non sia giunta a conclusioni definitive e condivise, è impossibile disconoscersi i rischi per la salute umana derivanti dall’esposizione a uranio impoverito, precipuamente nei casi di inalazione, ingestione e assorbimento da parte del sistema circolatorio tramite ferite aperte. Si tratta all’evidenza di rischi cui va incontro in misura particolare il personale militare impiegato in specifici contesti e in specifiche mansioni, così come è accaduto al ricorrente.
Del pari, la precitata Commissione di inchiesta parlamentare ha ritenuto necessario focalizzare l’attenzione sull’influenza che il carico vaccinale, specie se eseguito in violazione delle buone pratiche di somministrazione, ovvero associato ad attività operative caratterizzate da un elevato livello di stress fisico, potrebbe avere nella riduzione delle capacità di difesa immunitaria del vaccinato.
Inoltre, la Commissione ha ricordato come la letteratura scientifica si stia orientando verso la tesi della multifattorialità nella genesi delle malattie tumorali, ivi comprese le leucemie. Ne consegue che tanto l’esposizione a uranio impoverito, quanto la multi vaccinazione potrebbero essere concause, nel senso richiesto dalla normativa ai fini del riconoscimento della dipendenza da causa di servizio e del conseguente equo indennizzo, della malattia leucemia acuta linfoblastica linfocitaria sviluppata dal signor -OMISSIS-”.
“Sotto altro profilo, il parere tecnico, cui il decreto del Ministero della difesa si è totalmente adeguato, non indica nemmeno una ipotesi alternativa in grado di spiegare l’insorgere della patologia, così da escludere la portata, anche solo parzialmente eziologica, dei fattori sopra esaminati.
In definitiva, il parere del Comitato di verifica e il pedissequo decreto ministeriale di rigetto della domanda formulata dal deducente sono illegittimi per difetto di motivazione e vengono conseguentemente annullati“.
http://www.lavocedeldiritto.it/index.php/altri-diritti/item/765-uranio-impoverito-e-vaccini-il-t-a-r-trieste-ripercorre-le-tappe-di-una-triste-storia-per-i-nostri-militari


Commento NdR:  anche se si puo' condividere il risultato, rimane il fatto che nessuno si ricorda di dire che i vaccini immunodepressori che i militari subiscono nel corso delle loro carriere, missioni, ingaggi, ecc., si SOMMANO a quelli che hanno ricevuto fin da neonati, e quindi gli effetti si sommano anch'essi ed i piu' deboli si ammalano, soccombono e/o muoiono !

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DANNI dei VACCINI anche ai MILITARI - 05/03/2013 
Soldati che partono per missioni di guerra all’estero, una profilassi sanitaria uguale per tutti che precede la partenza, con vaccinazioni a tappeto che sono ormai prassi consolidata. Il tutto dovrebbe garantire la sicurezza dei nostri soldati nei teatri di guerra all’estero, per evitare il contrarre di malattie. Ma oggi piomba il sospetto che questi vaccini, troppi e in tempi troppo ravvicinati gli uni dagli altri, possano indebolire il sistema immunitario di ragazzi sani come pesci, facendolo “impazzire”, e aprendo in questo modo la breccia a malattie, anche gravi.
La notizia arriva dalla magistratura padovana: un caso sollevato dal Corriere del Veneto e che ha l’aria di essere una bomba, dato che è stato aperto un fascicolo da parte della Procura della Repubblica di Padova. Perché se l’indagine confermasse quanto scritto in un esposto di un ex militare in pensione, il quale ha denunciato come il suo apparato immunitario sia stato letteralmente “bombardato” (scrive nella denuncia) dai continui vaccini a cui è stato sottoposto dopo essere stato assegnato ad un incarico in terra di guerra, l’intero sistema sanitario militare e i protocolli disposti dal Ministero della Difesa potrebbero essere coinvolti. Con esiti esplosivi.

Tutto ha inizio dalla denuncia dell’ex ufficiale, che ha firmato un esposto depositato al quarto piano del palazzo di Giustizia di Padova. Questi avrebbe partecipato a missioni importanti nella sua carriera militare, che hanno visto il nostro Paese combattere in prima linea: Afghanistan, Bosnia, Macedonia.
Prima di ogni missione il “tourbillon” di vaccinazioni mediche: se aveva lo scopo di proteggerlo dalle malattie in missione, non lo preservava però da un banale raffreddore una volta tornato in Italia. È quanto sottolinea l’ex militare, che precisa come una volta a casa fosse soggetto a qualsiasi virus vagasse nell’aria.

Il tutto ora è sotto la lente della magistratura padovana: il sostituto procuratore Sergio Dini ha infatti aperto un’indagine sull’utilizzo dei vaccini da parte dell’esercito italiano, fascicolo su cui al momento non appaiono indagati né capi d’accusa. Ma tanto basta: la polizia giudiziaria ha già ricevuto l’incarico da parte del sostituto procuratore di acquisire i faldoni con l’elenco dei militari partiti per missioni all’estero (vaccinati) e l’elenco dei farmaci usati per contrastare le malattie locali.
I dati raccolti saranno poi incrociati con quelli legati al “tasso di malattia” (o decesso) dei soldati tornati in Patria. Non solo: anche la commissione parlamentare d’inchiesta sull’uranio impoverito ha deciso di approfondire le voci secondo cui, come riporta il Corriere del Veneto, sarebbero i vaccini numerosi e ripetuti a indebolire il sistema immunitario di ragazzi sani.
By Anna Martellato  - Tratto da: m.lastampa.it

Commento come volevasi dimostrare,
vedi: Uranio Impoverito + Immunodepressione da Vaccino + Mutazioni genetiche dai Vaccini + Siamo contro la falsa immunizzazione + Danni dei Vaccini + Interrogazione parlamentare + Ministero Informato dei danni dei vaccini ....fa finta di nulla....

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Obiezione alle vaccinazioni da parte di militari anche volontari e/o di carriera:
Questo il suggerimento dell’avv. Luca Ventaloro
Il concetto dell'obiezione vale pari pari anche per i militari obiettori, con l'unica differenza che in ambito militare le ripercussioni escludenti e le pressioni, spesso derivanti da un incongruo rapporto gerarchico, sono più marcate.
Ma basta resistere e fare valere i propri diritti, ed anche in ambito militare, sia per arruolamento, che per missioni, è possibile ben praticare l'obiezione. Spesso pero’, è necessario intervenire legalmente.
Il fondamento è l'art. 32 della Costituzione Italiana, il diritto alla conservazione del posto di lavoro, nonchè quello di non subire molestie (mobbing =  pressioni ossessive e intimidazioni prevaricanti) a causa della scelta sanitaria di obiezione.

VACCINI OMICIDIO di MASSA
 


Morti sospette tra i carabinieri: indagine sulle vaccinazioni dei militari a Haiti – 31 Mar. 2011
ROMA – Si allarga il filone d’inchiesta circa il possibile legame tra le malattie e morti di militari e i vaccini.
La procura di Roma ha infatti aperto un fascicolo sulle vaccinazioni somministrate ai carabinieri che lo scorso anno hanno preso parte alla missione umanitaria ad Haiti ‘White Crane’ e acquisito della documentazione presso la struttura del Celio della Sanità militare.
Lo rende noto Luca Marco Comellini, segretario del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm).
”Il sostituto procuratore, Mario Dovinola, ha aperto un nuovo fascicolo sulla base della segnalazione depositata lo scorso 16 febbraio – spiega Comellini – a proposito dei fatti riportati nell’interrogazione parlamentare n.4-05948 al ministro della Difesa.
Un atto che segue l’indagine avviata dal sostituto procuratore, Elisabetta Ceniccola, a seguito dell’esposto presentato da Maurizio Turco, cofondatore del Pdm”.

E' nato il Partito per i Diritti dei Militari: http://www.partitodirittimilitari.org/
 

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Lo "sterminio" dei Militari Italiani avvelenati da vaccini mortali e Uranio Impoverito  - 11 Ott. 2012
Otto vaccini in 28 giorni: probabile causa di morte tra i militari. Il Ministero della Difesa tace ormai da anni. L'accusa: "ci sono liste segrete che non vogliono mostrarci".
Il quotidiano La Repubblica sta seguendo il caso in discussione in questi giorni nella Commissione uranio impoverito. La storia è quella di migliaia di militari che si sono ammalati e sono morti in seguito a qualche pratica militare. Non si sa se la causa principale sia l'esposizione all'uranio impoverito, ma è certo che in molti riconoscono un fattore essenziale "nella lunga serie di vaccinazioni" fatte in soli 28 giorni.

INCRIMINAZIONE per DISOBBEDIENZA - Ma attenzione: se sei militare a queste vaccinazioni non puoi opporti o rischi di essere incriminato per insubordinazione come è accaduto a Luigi Sanna, ex maresciallo dell'areonautica. La moglie, avvocato, spiega alla giornalista Vittoria Iacovella che il marito ha solo chiesto in forma scritta "perché si dovesse fare quelle vaccinazioni" e "se non fosse pericoloso", dato che erano tutti a distanza ravvicinata.
Non ha ricevuto risposta così ha reiterato la domanda affermando di non volersi vaccinare sebbene le vaccinazioni fossero imposte dall'esercito. Prima doveva ricevere le informazioni richieste. L'unica risposta ricevuta al secondo tentativo è stata: "Non abbiamo ragione di ritenere che non siano pericolosi". L'ex maresciallo è stato comunque obbligato a vaccinarsi ed ora rischia oltre un anno di carcere per non aver ottemperato agli ordini. Quindi è un ordine? Pare di si, ma dicono di no. L'esercito infatti da la possibilità di scegliere: o il vaccino, o il posto di lavoro.

MORIRE di CANCRO - Del resto l'ex maresciallo Luigi Sanna si è ammalato di cancro proprio come altri militari, alcuni in vita, altri già morti. Come Francesco Randelli, morto di cancro nel 2008. Aveva partecipato ad una "spedizione a Porto Marghera" dove ha avuto l'occasione di respirare un pò di diossina dopo una serie di vaccinazioni obbligatorie e imposte dall'esercito. In seguito alla sua morte, il padre ha cominciato a raccogliere le prove dello "sterminio", come lui stesso lo definisce.
Ed è lo stesso padre di questo giovane militare morto a soli 26 anni a fare un'accusa fortissima: "ci sono liste nascoste che non vogliono mostrarci". Sarebbero infatti 3500 i militari monitorati e circa 200 quelli morti a causa di uranio impoverito.
Lo stesso esercito che impone le vaccinazioni quindi, monitora chi ne ha avuto danni come se questi ragazzi fossero topi da laboratorio. Lo stesso Sig. Randelli afferma poi che il famoso documento dove "ti fanno scegliere" è in realtà un'imposizione bella e buona: ti fanno scegliere davvero se farti vaccinare o meno, ma se dici di no vieni processato e perdi il lavoro.

IL PROGETTO SIGNUM - E' lo stesso Randelli poi a parlare del Progetto Signum. Grazie all'indagine sugli effetti dell'uranio impoverito sui militari andati in Iraq si è scoperto che la presenza di questo è quasi impercettibile mentre solo "cinque vaccinazioni a volte si sviluppavano ossidazioni cellulari che portavano a tumori Signum era un progetto grande, coinvolgeva quattro università, stava arrivando a conclusioni scientificamente importanti ma ad un tratto, di punto in bianco è stato accantonato. Forse questo studio ha fatto paura a qualcuno e si è fatto in modo che non andasse oltre. Così noi parenti delle vittime ci ritroviamo a tirare pugni nel buio. Io sono stanco, stanco anche di rabbia e rancore. Mio padre, il nonno alpino che ispirò mio figlio, ha fatto nove anni di guerra, ha creduto in questa Repubblica, e ora io da questa voglio risposte".

I POLITICI COMMOSSI - Ed è alla terza audizione che si hanno i colpi di scena, quella in cui si presenta a conferire mediante video conferenza Erasmo Savino, di Nola (NA), ex caporal maggiore di soli 31 anni che improvvisamente si è ritrovato un cancro al dito del piede. In breve tempo il cancro ha metastatizzato anche nei polmoni. Chemioterapie e terapie di vario tipo hanno aiutato a tenere la testa alta dinanzi al cancro che non perdona. Erasmo Savino afferma al cospetto dei Parlamentari commossi: "forse sono arrivato al termine della mia vita, ma sono stato abbandonato dallo Stato".
Il silenzio del Ministero della Difesa su questa vicenda è inaccettabile, per questo alcuni parenti di militari e lo stesso padre di Randelli hanno aperto una causa penale. Ma per Erasmo il risarcimento non ci sarà perché non gli è stato riconosciuto lo status di "vittima del dovere". Quando si dice che le parole hanno il loro peso burocratico! 
L'85% dei militari ammalati non è mai stato all'estero. Basta infatti avere un sistema immunitario impazzito a causa dei vaccini e respirare un pò di "mal'aria" del belpaese per generare un cancro e farlo progredire all'interno del corpo.

IL SILENZIO - Ma adesso che la vicenda si è fatta dura ecco che il Parlamento ti ascolta.
L'accusa di Carlo Carta, avvocato di Luigi Senna, ex militare citato poc'anzi, afferma che il Parlamento faceva orecchie da mercante per ogni richiesta di aiuto. Adesso le cose stanno cambiando. Lo stesso Senatore Giacinto Russo afferra il cellulare proprio in Commissione mentre Savino sta testimoniando e manda un messaggio al figlio che è inviato in Afganistan chiedendogli se anche lui ha dovuto fare tutte quelle vaccinazioni. Ovviamente le ha fatte tutte: le mani le porta al viso, la disperazione gliela si legge in volto. Intorno a lui gli Onorevoli hanno gli occhi lucidi dinanzi al racconto di un malato terminale. Una nota di commozione ci voleva proprio: per il popolo è bello sapere che anche i Senatori hanno un cuore nonostante il silenzio assoluto del Ministero della Difesa.
Tratto in parte da: repubblica.it
http://italian.irib.ir/analisi/articoli/item/114590

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Troppi vaccini, così s’ammalano i soldati
Fino a otto vaccini somministrati “in batteria” in un’unica giornata (NdR: oltre a quelli che hanno gia' ricevuto da piccoli che sono gia' minimo 16, senza contare i vaccini facoltativi !). E poi lo “stress operativo” di chi parte in missione con il ruolo di “pattugliatore”, e ancora la fotoesposizione durante l’attività di ricognizione del territorio. Ci sarebbero questi fattori di rischio dietro i linfomi e le neoplasie che nell’ultimo decennio hanno ucciso decine di militari italiani impegnati nelle operazioni di pace all’estero. Fino ad ora a sostenere questa tesi c’erano solo perizie di parte firmate da consulenti dei familiari delle vittime.
Ma questa volta a dirlo è uno studio riservato ordinato dal ministero della Difesa nel 2004, concluso nel gennaio 2011 e consegnato al ministro e alla competente Commissione parlamentare d’inchiesta sull'Uranio Impoverito.
Commissione che, da allora, resta «in attesa di approfondire – come sottolinea il presidente Giorgio Costa (Pdl) – numerosi temi, in particolare quelli legati allo stress psicofisico e alla proliferazione di vaccinazioni come concause nell’insorgere delle patologie».
Il rapporto “Signum” – acronimo che sta per Studio di Impatto Genotossico nelle Unità Militari – conta oltre 200 pagine: “informazioni non classificate controllate”, si legge in testa al documento. A firmarlo un comitato scientifico di 14 esperti di fama tra epidemiologi, microchimici, biostatistici, genetisti e oncologi dell’Istituto superiore di sanità, dell’Istituto nazionale di ricerca sul cancro, delle Università di Genova e Pisa, e della Sanità militare.
Lo studio spiega che i «risultati sono stati integrati con i dati del monitoraggio ambientale e climatologico eseguito nell’area circostante i campi italiani in Iraq di “Camp Mittica” e “White Horse”. Tali dati non hanno evidenziato contaminazioni significative dovute ad uranio o ad altri agenti genotossici. Mentre hanno rilevato un’esposizione all’irraggiamento solare notevolmente superiore a quella presente sul territorio nazionale. È stata evidenziata una significativa riduzione della concentrazione totale di uranio campionata nelle urine e nel siero nel periodo post missione rispetto al periodo pre impiego.
Per quanto riguarda gli altri elementi tossici investigati,sono stati osservati modesti incrementi significativamente interessanti nelle concentrazioni di cadmio,molibdeno, nichel e zirconio. Mentre decrementi parimenti significativi sono stati osservati per arsenico, piombo, tungsteno e vanadio.
Esclusa l’esposizione a specifici inquinanti genotossici, confermata dai monitoraggi ambientali», lo studio si concentra invece sui vaccini.
«È stata osservata una significativa correlazione tra aumento di alterazioni ossidative del DNA e numero di vaccinazioni (da zero a 8) effettuate dal 2003. La differenza maggiore si è osservata confrontando i 742 soggetti che avevano praticato un numero di vaccinazioni inferiore o uguale a 4, rispetto ai 100 soggetti che avevano praticato un numero di vaccinazioni superiore ». In particolare, «tra le vaccinazioni praticate, il vaccino trivalente attenuato MPR (morbillo, parotite, rosolia) ha aumentato in maniera marcata il differenziale di alterazioni ossidative»: nei 757 militari che non sono stati sottoposti a quella vaccinazione, l’incremento è risultato compreso tra +0.62 e +1.69, mentre negli 85 soggetti vaccinati si sono riscontrati valori compresi tra +1.16 e +3.47. «I risultati ottenuti – si legge – indicano che esiste una tendenza all’incremento di alterazioni ossidative linfocitarie correlato all’impiego in teatro operativo». «Per quanto riguarda il numero di vaccinazioni l’incremento di alterazioni ossidative è risultato correlato sia alla quantità che alla qualità delle vaccinazioni, in particolare se uguali o superiori a cinque.
Tale effetto è soprattutto correlato all’utilizzo di vaccini vivi attenuati.
Questa situazione è verosimilmente riconducibile all’induzione dell’attività immunostimolante esercitata sulle popolazioni linfocitarie dalle vaccinazioni, soprattutto vive attenuate». Particolarmente a rischio, secondo lo studio, sono i soggetti che hanno un genotipo sfavorevole (denominati OGG1/GSTM1).
In questi soggetti, che «costituiscono una parte minoriatria della popolazione (3%), non sembra appropriato l’uso di trial vaccinali con più di 5 diversi cicli. Sconsigliato l’impiego anche di attività di pattugliamento ». Sono infatti «i pattugliatori » che hanno il maggior incremento di alterazioni ossidative tra il prima e il dopo missione. Per gli esperti le analisi dei biomarcatori specifici escludono che a contribuire siano inquinanti ambientali (come scarichi diesel o le lunghe ore passate all’interno dei veicoli corazzati). Nel mirino invece, fattori come lo stress psicofisico e l’alterazione dei ritmi sonno/veglia.
Signum conclude precisando che nessuno di questi fattori da solo determina lo sviluppo di una patologia. Però può funzionare da innesco.
Tratto da: quotidianamente.net


Commento NdR:

Sono stato il primo giornalista a scrivere nel 1993 su la Repubblica un'articolo nel quale spiegavo che i vaccini erano i responsabili degli ammalamenti e delle morti dei militari italiani...anche di quelli che non si sono recati nelle zone a rischio Uranio Impoverito - U.I. (zone di guerra).

Nel 2005 il 1° dicembre sono stato anche audito dalla Commissione sull'U.I. ed ho illustrato i veri e gravi danni dei vaccini assieme ad altri medici che hanno confermato la mia relazione.

Finalmente vedo che sono state prese in seria considerazione le mie affermazioni anche da detta Commissione.

ERA ORA ! ecco le conclusioni (per ora parziali), qui sopra !

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Niente vaccino ? Vai in prigione (e che ti serva la lezione !) - 08/03/2012 - Cercare di tutelare la propria salute è un reato ?
E’ davvero una notizia incredibile per uno Stato democratico, fondato su una Costituzione che, nell’articolo 32 afferma:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

Un Sottufficiale dell’Aereonautica ha rifiutato di sottoporsi ad un ciclo di vaccinazioni, preoccupato per i rischi che questa pratica avrebbe potuto causare alla propria salute. Ha richiesto ulteriori informazioni e rassicurazioni, si è reso disponibile a svolgere comunque la missione demandatagli, con personale assunzione di ogni rischio. 
E’ stato sottoposto ad un procedimento disciplinare di rigore e, addirittura, ad un procedimento penale davanti al Tribunale militare di Roma che inizierà l’8 marzo. I reati contestati sono quelli di disobbedienza aggravata e continuata.
La richiesta di maggiori informazioni è motivata dalle preoccupazioni per l’elevato numero di colleghi deceduti o malati di tumori e leucemie. I dati sono allarmanti:  tra il 1991 e il febbraio 2012 ben 3761 militari hanno sviluppato un tumore.
Di questi sono 698 i  soldati che hanno  preso parte a missioni all'estero e 3.063 i militari che non hanno mai effettuato attività fuori area.
I decessi sono complessivamente 479: 96 di essi si sono verificati per persone che hanno operato in missioni all'estero e 383 per persone che sono rimaste in patria. In passato, su tali dati, sono state fornite informazioni diverse, sia da soggetti pubblici, sia da privati, ma i dati in possesso dell'Osservatorio epidemiologico della Difesa costituiscono una base oggettiva, utile per ulteriori approfondimenti. Questi sono indispensabili anche perché  se un militare scopre di avere un tumore il giorno dopo il congedo, non rientrerà più in queste casistiche che sottostimano un fenomeno ancora più ampio.
E nulla si sa delle altre reazioni avverse, che non vengono denunciate dai militari stessi perché sarebbero causa di non idoneità al servizio, e nessuno vuol correre questo rischio.
Si è parlato a lungo solo di uranio impoverito, ma alcuni esperti dalla Commissione Parlamentare d’Inchiesta, tra cui il Prof Nobile, Presidente della Lega tumori di Siena, hanno escluso, in base ad indagini tecnico-scientifiche, la presenza di danni riconducibili a tossicità chimica e/o a contaminazione radioattiva da Uranio Impoverito in tutti i soggetti esaminati.
Più di un sospetto è stato sollevato invece dalle vaccinazioni plurime e ravvicinate, da sette a dieci in poco più di un mese, cui i militari sono stati sottoposti. Lo stesso Ministero della Difesa  da tempo conduce  accertamenti finalizzati ad individuare i reali effetti delle vaccinazioni a cui sottopone i militari.
Cercare di tutelare la salute è un reato ? E’ un paradosso che mi ricorda il regolamento cui erano soggetti gli  aviatori americani durante la seconda guerra mondiale: Articolo 12, Comma 21 «L'unico motivo valido per chiedere il congedo dal fronte è la pazzia.» Articolo 12, Comma 22 «Chiunque chieda il congedo dal fronte non è pazzo.»
Così alle legittime richieste di informazioni e certezze, si è risposto con un procedimento penale.
By Eugenio Serravalle (medico)
Tratto da: http://www.grnet.it/news/notizie/giustizia/3690-nega-il-consenso-alla-vaccinazione-militare-sotto-processo-rischia-un-anno-di-carcere
http://www.condav.it/document/DT32_40-43_missione_balcani%5B1%5D.pdf

Vaccini militari: assolto il sottufficiale che si era rifiutato di prestare il consenso informato - 26 Nov. 2012                            
Roma (I) - Il Giudice delle indagini preliminari del Tribunale penale militare di Roma ha accolto la richiesta di archiviazione dell’indagine avviata nei confronti del Maresciallo dell’Aeronautica Luigi Sanna.
Il sottufficiale era stato deferito alla magistratura militare per essersi rifiutato di sottoscrivere la dichiarazione di consenso informato ad un ciclo vaccinale prescrittogli dai superiori alla vigilia di una missione in territorio nazionale.
Per tale motivo, egli era stato incriminato per il reato di disobbedienza aggravata e rischiava fino ad un anno di carcere.
Il Maresciallo Luigi Sanna aveva semplicemente preteso di essere rassicurato sulla innocuità dei cicli vaccinali cui sarebbe stato sottoposto e, per tutta risposta, i vertici militari avevano avviato nei suo confronti un procedimento disciplinare e lo avevano deferito al Giudice penale militare.
«La decisione dei giudici – dichiara l’avvocato Giorgio Carta, difensore di Luigi Sanna assieme all’avvocato Gabriella Casula – è, però, quanto meno pilatesca e soddisfa solo in parte le aspettative che avevamo risposto sul procedimento.
Come avvocati di Luigi Sanna, infatti, siamo certamente soddisfatti del suo proscioglimento, ma sul piano generale, la giustizia militare ha evitato di prendere una posizione ufficiale sulla sussistenza di un obbligo dei militari di sottoporsi ai vaccini.
Di conseguenza, la soluzione del problema è rinviata al prossimo caso il cui un militare si rifiuterà di sottoporsi ad una vaccinazione impostagli dai superiori».
Il caso aveva fatto molto scalpore e Luigi Sanna era stato audito dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fattori patogeni nocivi per la salute dei militari.
L’avvocato Giorgio Carta sostiene, come è noto, che nessuna norma imponga ai militari di sottoporsi a vaccinazione contro la loro volontà: «la battaglia per l’applicazione anche ai militari dell’articolo 32 della Costituzione, quindi, è ancora aperta e da parte mia non ci sarà alcun arretramento, anche perché il risalto mediatico dato alla vicenda dai media sta smuovendo le coscienze e sta facendo emergere un numero di militari ammalati di tumore ben maggiore di quello indicato dai dati ufficiali».

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Avvocato Carta: militari, attenti ai vaccini !
Roma, 19 mar 2012 - In questi giorni, un sottufficiale dell'Aeronautica militare, è sottoposto ad un procedimento disciplinare di rigore e ad uno penale esclusivamente per aver negato il consenso ad un ciclo di vaccinazioni impostegli dai superiori. Solo per aver esercitato tale diritto, quindi, un cittadino in uniforme, con un eccellente curriculum e padre di famiglia, rischia ora un anno di carcere per "insubordinazione aggravata e continuata".
Questa storia, farsesca e tragica allo stesso tempo, rivela chiaramente l'anacronismo ed i paradossi dell'organizzazione militare italiana, ancora permeata di principi ottocenteschi che confondono il concetto di inferiore di grado con quello di inferiore tout court.
Nel caso in esame, si staglia un'Amministrazione che (a parole) ha così a cuore la salute del dipendente da imporgli un trattamento sanitario contro la sua volontà e che - sempre per il suo bene - non esita a mandarlo in galera se non acconsente spontaneamente.
Potremmo considerarlo un umoristico eccesso di premure, ma è ben altro.
Quando ho assunto la difesa di questo coraggioso militare, mi ero illuso che sarebbe bastato accennare pubblicamente ad una vicenda così assurda per far sì che la stampa nazionale gridasse allo scandalo e svergognasse una nazione che si vanta di essere l'ottava potenza mondiale, ma poi considera i propri cittadini in divisa dei sudditi.
Quegli stessi cittadini in divisa che, peraltro, invia in missione all'estero nientemeno che ad "esportare democrazia" !
Mi ero clamorosamente sbagliato.
La stampa, infatti, sempre disponibile ad tartassarci con i particolari anatomici delle soubrette del festival di Sanremo, non ha ritenuto, però, opportuno informare i cittadini dell'indecenza di un processo penale contro un cittadino reo solo di aver rifiutato un trattamento sanitario che ritiene pericoloso per la propria salute.
Questo surreale silenzio mediatico, lungi dallo scoraggiarmi, mi ha indotto ad approfondire la questione ed a scoprire una realtà che mi era sostanzialmente ignota, nonostante mi occupi di militari da anni.
Per semplificare la questione, che meriterebbe ben più lunghe ed approfondite trattazioni, va detto che:
in base all'articolo 32 della Costituzione:
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
NESSUNO può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
In altre parole, solo tramite una legge (od atto normativo ad essa equiparato: decreto-legge o decreto legislativo), può imporsi a taluno un trattamento sanitario che egli non voglia ricevere. Gli obblighi vaccinali dei militari sono imposti da meri decreti ministeriali, quindi non sono vincolanti ed è legittimo rifiutarli; i prodotti vaccinali garantiscono un notevole business alle case farmaceutiche che li forniscono; i vaccini sono molto contestati sul piano scientifico e, da decenni, sono sospettati di essere la causa - o la concausa - di tragiche malattie che hanno colpito un numero statisticamente spropositato di militari; l'ordine militare è normalmente un atto perentorio ed incondizionato.
Stranamente (ma non casualmente), però, ai militari sottoposti a vaccinazione viene fatta sottoscrivere una previa dichiarazione di consenso, che ha lo scopo di esonerare l'Amministrazione da ogni responsabilità.
Le concomitanza anomala di questi elementi (quando si è mai visto un ordine militare da eseguire previo consenso ?), mi ha condotto alla scoperta di numerosi studi e documenti pubblici, tutti accessibili in rete, del cui contenuto voglio sinteticamente rendervi edotti, per contribuire a diffondere la necessaria consapevolezza e sensibilità al problema.
Innanzitutto, va rilevato che la stessa Direzione generale della sanità militare del Ministero della difesa, il 15 luglio 2010, ha bandito un concorso per il reperimento di un progetto di ricerca sulla "sicurezza, immunogenicità ed efficacia" delle vaccinazioni anti-infettive. In altre parole, lo stesso Ministero della difesa si interroga sulla sicurezza dei vaccini, ma, frattanto, li impone ai militari, sanzionando gravemente chi vi si oppone.
Inoltre, al militare da vaccinare viene imposta la sottoscrizione di una "scheda anamnestico-informativa" con la quale questi dichiara "di essere stato adeguatamente informato in merito alle pratiche vaccino profilattiche programmate".
Ma quale "adeguata informazione" può essere fornita al militare se è lo stesso Ministero a dubitare dei possibili effetti della vaccinazione ?
La verità è che, con la sottoscrizione della scheda anamnestico-informativa, si fa attestare al militare che "in ogni caso, non esistono controindicazioni alla somministrazione simultanea di vaccini diversi né evidenze scientifiche contrarie alla somministrazione di più vaccini diversi in tempi ristretti".
La sottoscrizione di siffatta dichiarazione ha l'unico scopo di scaricare la responsabilità di ogni possibile effetto dannoso del vaccino sul solo militare. Un domani, infatti, quel documento attesterà la sua consapevole, spontanea ed informata decisione di sottoporsi al trattamento in questione.

Ciò sarebbe legittimo se la sottoscrizione della dichiarazione fosse libera e rimessa alla autonoma decisione dell'interessato, ma accade, invece, il contrario. Infatti il sottufficiale dell'Aeronautica è oggi sotto processo proprio per essersi rifiutato di sottoscrivere tale assunzione di responsabilità.
Ciò che è grave, però, è il fatto che - allo stato della scienza - non è affatto possibile affermare che "non esistono controindicazioni alla somministrazione simultanea di vaccini diversi né evidenze scientifiche contrarie alla somministrazione di più vaccini diversi in tempi ristretti", come i militari sono invece costretti a dichiarare per iscritto.
Va altresì evidenziato che, da ormai tre legislature, opera una Commissione parlamentare d'inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato all'estero, nei poligoni di tiro e nei siti in cui vengono stoccati munizionamenti, in relazione all'esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno.
La lettura dei verbali delle sedute è molto istruttiva perché rivela che, in realtà, l'85 per cento dei militari che hanno contratto gravi malattie non è mai uscito dai confini nazionali per partecipare alle missioni di pace.
Per tale motivo, è lecito ipotizzare che le cause di tali patologie nulla abbiano a che fare con l'eventuale esposizione con l'uranio impoverito (seduta Commissione n. 23 del 9 marzo 2011).

Secondo i verbali della Commissione, tutti reperibili in rete, "è del tutto lecito ritenere che lo spettro dell'uranio impoverito sia servito in realtà a celare pericoli non meno gravi per la salute, tra i quali vanno annoverate senza dubbio le vaccinazioni plurime".
L'ex ministro della difesa Arturo Parisi - si legge ancora nel verbale del 9 marzo 2011 - riferì alla Commissione che "nel periodo 1996-2006, 1247 militari mai recatisi all'estero per missioni internazionali di pace si sono ammalati, a fronte di 255 militari che hanno contratto patologie tumorali e che risultavano impiegati in missione di pace; l'allora direttore generale della sanità militare, generale Martines, parlò di 1802 casi di tumori insorti complessivamente nel personale militare delle quattro Forze Armate, nel periodo dal 1995 al 1997. Di questi 1802 casi - precisò lo stesso generale Martines - 1600 erano da riferirsi a militari che non avevano messo piede nei teatri operativi esteri".
Questi dati, già in sé tragici ed allarmanti, sono purtroppo approssimati per difetto, in considerazione del fatto che numerosi militari non rivelano il proprio stato di salute o lo scoprono solo dopo il congedo. Io stesso ho personalmente assistito due militari che hanno contratto un tumore ed hanno preferito non rivelarlo all'Amministrazione per timore di essere congedati: un vero dramma nel dramma.

La lettura degli ulteriori atti della Commissione parlamentare dimostrala necessità di capire che cosa accomuna i militari ammalatisi che non si sono mai recati in missione all'estero (la maggior parte) e coloro che vi si sono recati, diversamente "non può escludersi il rischio che i militari diventino vere e proprie cavie sulle quali sperimentare la maggiore o minore dannosità di nano particelle di diversa dimensione".

In conclusione, mi sento di raccomandare a tutti i militari di tener presente che: ad oggi, gli effetti della somministrazione ravvicinata dei vaccini sono ancora in gran parte sconosciuti, ma sono talvolta associati all'insorgere di gravissime malattie, anche letali; nessuna legge impone ai militari di sottoporsi a vaccinazione contro la loro volontà; anche i militari che non sono stati in missione all'estero, possono aver contratto malattie a causa del servizio e devono, pertanto, far accertare scrupolosamente le cause della loro patologia.
Nessuno vi informerà di questo argomento, onde è necessario darvi la massima diffusione.
By Avv. Giorgio Carta -
http://www.grnet.it/news/notizie/ne...i-ai-vaccini


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Aggiornamento delle schedule vaccinali e delle altre misure di profilassi per il personale militare.
Gazzetta Ufficiale N. 87 del 14 Aprile 2003 - MINISTERO DELLA DIFESA
DECRETO 31 marzo 2003

IL MINISTRO DELLA DIFESA
Visto l'art. 132 del regio decreto 17 novembre 1932, n. 2544, concernente approvazione del regolamento sul servizio sanitario territoriale militare;
Visti gli articoli 6, lettere v) e z), e 32, comma 4, della legge 23 dicembre 1978, n. 833;
Visto il decreto ministeriale 19 febbraio 1997, concernente approvazione della nuova schedula delle vaccinazioni per il personale militare dell'Amministrazione della difesa;
Considerata la necessita' di aggiornare l'elenco delle vaccinazioni e delle profilassi di cui al predetto decreto in modo da renderle piu' rispondenti alle moderne acquisizioni scientifiche ed alle attuali esigenze operative delle forze armate;
Udito il parere espresso dal Consiglio superiore di sanita' nella seduta del 9 dicembre 2002;
Decreta:

Art. 1.
Sono approvati i moduli delle vaccinazioni e delle misure di profilassi infettivologica da praticare al personale militare
dell'Amministrazione della difesa, di cui all'unita schedula che forma parte integrante del presente decreto.
Con successiva determinazione del direttore generale della sanita' militare e' approvata la direttiva tecnica contenente le procedure applicative e la data di introduzione dei nuovi moduli.
Il presente decreto sara' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Roma, 31 marzo 2003 - Il Ministro: Martino
Allegato
NUOVE SCHEDULE DELLE VACCINAZIONI E DELLE PROFILASSI PER IL PERSONALE MILITARE DELL'AMMINISTRAZIONE DELLA DIFESA

Il personale militare dell'Amministrazione della difesa e' sottoposto alle vaccinazioni e profilassi che vengono di seguito riportate.
Per gli effetti delle presenti disposizioni, si intende per "personale in ferma volontaria" tutto il personale militare diverso da quello che presta servizio obbligatorio di leva.
I moduli delle vaccinazioni e delle profllassi sono applicati secondo le disposizioni impartite dalla Direzione generale della sanita' militare, tenendo conto del pregresso stato vaccinale dei soggetti opportunamente documentato da valida certificazione.
In materia di vaccinazione antiepatite B per gli appartenenti all'Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza resta fermo quanto previsto dal decreto del Ministro della sanita' del 4 ottobre 1991, art. 1, lettera o), e art. 3.
1. Modulo per il personale in fase formativa -
Leva:
- vaccinazione anti meningococcica;
- vaccinazione antimorbillo, parotite e rosolia;
- vaccinazione anti tetano e difterite.
2. Modulo per personale in fase formativa/qualificazione -
Servizio volontario e permanente:
- vaccinazione enti meningococcica;
- vaccinazione antimorbillo, parotite e rosolia;
- vaccinazione anti tetano e difterite e anti polio;
- vaccinazione anti epatite A + epatite B.
3. Modulo addizionale per categorie o fasce di personale a particolare connotazione operativa/istituzionale presumibilmente esposto a peculiare rischio infettivologico in Patria ed all'estero:
- vaccinazione anti varicella;
- vaccinazione anti influenzale;
- vaccinazione contro agenti biologici critici;
- cutireazione tubercolinica.
4. Modulo per il personale destinato ad operare fuori area (da applicarsi in relazione agli eventuali rischi identificati in area d'operazione):
- vaccinazione anti febbre gialla;
- vaccinazione anti encefalite giapponese;
- vaccinazione antirabbica;
- vaccinazione anti febbre tifoide;
- vaccinazione anti colera;
- cutireazione tubercolinica;
- chemioprofilassi antimalarica.
5. Modulo per il personale di Leva e in Servizio Volontario e Permanente (VFA, VFB, VSP) al rientro da operazioni fuori area:
- cutireazione tubercolinica.

Ecco l’intervista con la signora Santa Passaniti, il cui figlio e' stato UCCISO dai  Vaccini che ha subito a militare, andata in onda su Striscia la notizia; ecco il link:
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=striscia&data=2007/11/20&id=6219&categoria=servizio&from=striscia
Merita una lettura anche la seduta n° 22 della Commissione Parlamentare d’inchiesta sull’epidemia di tumori che ha colpito i militari. Striscia, intervista il dott. M. Montinari:
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=striscia&data=2007/11/20&id=6218&categoria=servizio&from=striscia
Il ministero dovrebbe, presentare il nuovo Piano Vaccinazioni  2008-2010, se tenesse, giustamente, conto dell’obiezione ai vaccini, sarebbe meglio per tutti.

"Ciò di cui disponiamo è una scienza di malattia, ciò di cui abbiamo bisogno è una scienza di salute."
By René Dubos

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La SINDROME da METALLI TOSSICI
Un altro problema che crea sempre più allarme nell'opinione pubblica, a causa delle gravi conseguenze che esso provoca all'organismo, è quello dell'inquinamento da metalli . Sono stati infetti identificati legami molto stretti tra l'insorgere di varie affezioni e la presenza nel nostro organismo di metalli in quantità inaccettabili. Da una recente inchiesta dell'American Chemical Registry di Washington risulta che attualmente vengono utilizzate dal mercato oltre 14 milioni di sostanze chimiche diverse.
La grande maggioranza di queste sostanze chimiche viene rilanciata nell'ambiente, interferendo quindi necessariamente con i nostri ecosistemi biologici.

Tra tutte le sostanze inquinanti i metalli pesanti sono i composti più pericolosi e dannosi. In particolare, la ricerca tossicologica ha recentemente dimostrato l' estrema pericolosità della esposizione cronica a bassi dosaggi.

Infatti, i metalli pesanti  penetrano in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso cibi, bevande, aria atmosferica, abiti e trasporti. La loro azione consiste nel bloccare l'attività  di numerosi complessi enzimatici.
E’ convinzione diffusa inoltre, che i metalli pesanti giochino un ruolo causale o concausale in un numero di patologie assai più vasto di quello attualmente accertato.
 I metalli pesanti più comuni quotidianamente assunti dall’ambiente con aria, acqua e cibo sono il piombo, il mercurio, l’arsenico, il cadmio, l’alluminio, il nickel e lo stagno. L’assorbimento dei metalli pesanti a livello gastrointestinale varia a seconda delle condizioni dell’ospite, della composizione (inorganica od organica) e dello stato di valenza (elementare o ionico) del metallo.
Il sangue è il principale mezzo di trasporto dei metalli secondo cinetiche dipendenti da: diffusibilità, forma di legame, velocità di biotrasformazione e disponibilità di ligandi intracellulari. Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella renale e quella gastrointestinale.
In minima parte l’eliminazione può avvenire per salivazione, traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione della pelle e perdita di unghie e capelli.  Alcuni organi (ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in concentrazione relativamente elevate e per anni.

Alcuni metalli come il ferro, il rame e il selenio in bassissime concentrazioni (tracce) sono necessari allo svolgersi delle normali funzioni metaboliche, ma risultano essere tossici a dosaggi superiori. 
Altri metalli, invece, come il piombo, il mercurio e l’alluminio, vengono definiti xenobiotici e in teoria esercitano effetti tossici sull’organismo qualsiasi sia il livello di esposizione. Il livello dei metalli nel sangue e nelle urine riflette la recente esposizione agli stessi e la valutazione risulta generalmente di forte sottostima rispetto alla quantità dei metalli effettivamente accumulata nei tessuti e negli organi. 
Il contenuto dei metalli nei capelli è in rapporto alla quantità del metallo presente nel sangue al momento in cui il capello veniva formandosi e non riflette l’accumulo a lungo termine che si è verificato a livello degli organi; inoltre solo determinate forme del metallo si accumulano nel capello, come avviene per il mercurio organico (pesce contaminato), ma non per quello inorganico (vapori dall’amalgama). 

Un metodo agile ed obiettivo e scientificamente valido per la determinazione della tossicità da metalli pesanti è  il test per la ricerca dei Metalli Tossici Urino-Fecali che  consiste nel confronto tra i valori di metallo tossico presente nelle urine e nelle feci (quest’ultime secondo Nylander riuscirebbero a concentrare i metalli fino a 10 volte di più dell’apparato escretore renale, fornendo dati ancor più dettagliati ed amplificati.

Tratto da: www.aimo.it

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SINTESI di una della moltissime esperienze di Militari rovinati dai VACCINI
Nel 1998 mi chiamarono per svolgere il servizio militare "obbligatorio" presso l'aeronautica militare perciò, come si può immaginare non sono mai recato all'estero; feci le visite mediche di arruolamento presso la SARAM di Taranto; visite mediche + 'Vaccini'. Ebbene, quando mi assegnarono alla centrale telefonica di Montecavo (Roma) a circa 4 mesi mi vidi somministrare ancora altri tipi di vaccini.
In allegato può vedere il prospetto del libretto sanitario da me custodito.
A circa 24 ore dalla somministrazione dell'ultima dose di vaccino mi accorsi di avere alla gola quello che si è poi rivelato essere un gozzo plurinodulare normofunzionante di circa 3-4.5 cm.
A testimonianza di ciò che dico le invio in allegato la cartella clinica dell' Ospedale Militare di Roma.

Vado per ordine così da darle il quadro completo della situazione.
Appena ricevetti l'ultima dose di vaccino Mencevax
ACWY (NdR: questo vaccino e' preparato per gli adulti e per i bambini al di sopra dei due anni per la meningite che "si dice" sia causata dai meningococchi dei gruppi A, C, W135 e Y.) che me la iniettarono al lato del  braccio sinistro, mi ritrovai quindi a torso nudo perciò palesemente nessuno riscontrò qualche anomalia al collo !) mi recai presso il mio ufficio in quanto dovevo effettuare il mio turno di 24 ore (ero addetto al centralino quindi
ero solo, senza specchio ne niente, sotto la luce dei neon in un bunker di Roma che lo tengono segreto per cavoli loro) ebbene, a meno di 24 ore mi ritrovai con un tremendo mal di testa ma siccome non potevo uscire da quel maledetto bunker (ero l'unico centralinista presente) chiamai l'ufficio dell'infermeria e tramite "magagna" (qualcuno firmò al posto mio) ricevetti qualche antidolorifico per il mio forte mal di testa (sembravano dei colpi di una 9x21 altro che antidolorifico).
Il giorno seguente, ovvero, circa 24 ore dopo mi toccai il viso come chi stesse aspettando il cambio di turno per andare finalmente nella palazzina avieri e farsi una bella doccia, una bella rasatura e quindi una bella dormita....ma...... proprio li, toccandomi il collo, sentii la presenza di una tumefazione.
Firma (Omissis)

Un'altra delle tante mail ricevute:
Mi chiamo Roberto Federici e sono un ufficiale dell'esercito. Circa tre anni orsono sono stato vaccinato con un vaccino antipolio per poter svolgere servizio in Afghanistan. Quaranta giorni dopo la vaccinazione ho iniziato a stare poco bene, avvertendo una sensazione di spossatezza e una difficoltà a deambulare per una sorta di irrigidimento degli arti inferiori, accompagnato da una assoluta mancanza di forze. Con il passare dei giorni la situazione è peggiorata, tanto che sono stato immediatamente rimpatriato.
Dopo una lunga ed inutile via crucis di analisi di tutti i tipi e visite  da specialisti, senza venire a capo del problema, ho iniziato da circa tre mesi a seguire un percorso di medicina omeopatica.
Ad oggi ho ancora sensazione di pesantezza alle gambe e  alla testa. E' possibile poter colloquiare con qualche specialista che mi possa chiarire le idee ?
Attendo notizie. Grazie.

Questo ex militare puo' ringraziare i vaccini che lo hanno ridotto in quello  stato !

Nella e.mail questo militare mi ha indicato il suo telefono di casa, ho successivamente parlato con Lui  per 45 minuti, tempo necessario per farmi spiegare per filo e per segno tutto il suo calvario, compresi i miei consigli di medicina naturale per uscire dal tunnel della sofferenza !  E' un militare di grado elevato.

Seconda sua e.mail:
Gent.mo dr. Vanoli, grazie per la Sua cortese telefonata e per l'interesse, davvero sincero, dimostrato per la mia situazione fisica.
Le scrivo queste poche righe, non certo esaustive di quanto accaduto, perche’ Lei possa farne il giusto uso e perche’  nessuno, dico nessuno, debba soffrire quanto io ho sofferto e ancora oggi sto soffrendo. L'uomo merita sempre di essere rispettato !
Passo ora alla descrizione dei fatti, fatti assolutamente veritieri e possibili da dimostrare in ogni momento ed in ogni sede.
Nel mese di maggio 2006 sono stato sottoposto ad una vaccinazione antipolio, necessaria, a detta dei sanitari militari, per poter svolgere servizio in Teatro Operativo per i successivi sei mesi.
All'atto della vaccinazione ero in ottima forma psico-fisica, come attestano i risultati degli esami ai quali sono stato sottoposto.
Trascorsi circa 40 giorni dalla vaccinazione ho iniziato a sentirmi molto debole, a provare fatica nel deambulare ed a sentire un grande ed innaturale bisogno di bere. Consultato sia il medico che aveva inoculato il vaccino che il medico di famiglia, entrambi hanno convenuto che la situazione fisica sarebbe ben presto tornata alla normalità, e che tale affaticamento era dovuto alla concomitanza del vaccino e di una stagione primaverile molto calda.
Rassicurato da quanto detto dai medici, sono partito per l'Afghanistan. Lì la situazione fisica, al contrario, si è rivelata sempre più difficile: dolori alla schiena, rigidità degli arti inferiori, sonnolenza, dissenteria, difficoltà di concentrazione e disturbi del sonno.
Dopo aver cercato inutilmente aiuto dai medici presenti, ed essere stato amorevolmente seguito da un Maresciallo, del quale non riporto il nominativo per ovvi motivi, ma pronto, se necessario a rivelarlo, anche per evidenziare la dedizione assoluta con la quale ha seguito le vicende sanitarie del contingente, ho chiesto ed ottenuto di poter fare rientro in Patria.
Tralascio di raccontare, per brevità, tutte le vicissitudini legate al viaggio di rientro: dopo "solo" 36 ore di viaggio sono stato ricoverato presso il "Policlinico Militare Celio" in Roma. Giunto nel pomeriggio, ho "visto" per la prima volta un medico la mattina successiva, dopo le ore 09,00. Essendo la vicenda "Celio" assai complessa e delicata, mi riservo di parlarne con Lei direttamente.
Tornato a Padova, ho iniziato il mio "calvario"di visite mediche, di esami di ogni tipo, di assunzione di inutili e dannosi medicinali, senza giungere ad alcuna positiva soluzione del problema. "Dulcis in fundo" un ricovero in Ospedale a Padova, dal quale sono uscito con una diagnosi nella quale il medico che mi ha avuto in cura dichiara di sì riconoscere una difficoltà fisica, ma non essendo stato in grado di capirne la natura, mi consiglia di assumere....... "antidepressivi" !!!!!
Ho smesso, dopo pochi giorni di assumere il prodotto, ma, consigliato anche dal mio medico di fiducia, ho iniziato un inutile e costoso percorso psico-terapeutico, anche questo inutile per mancanza di...motivazioni.
Risultato ad oggi: il nulla !
Avrei tante altre cose da dire, ma penso sia meglio fermarsi qui !
Ma sono pronto a raccontare altri particolari in ogni momento ed in ogni sede, qualora ciò fosse ritenuto necessario.
La ringrazio di avermi letto e La saluto con stima. Grazie !
By Roberto FEDERICI - federici.roberto@hotmail.it     

Mia risposta:
Ho letto con attenzione la sua “cronistoria” e mi pare di rivedere altre simili peripezie, di militari come lei, (semplici e graduati), che hanno subito i Gravi danni dei vaccini, alcuni conclusisi con la loro morte (circa 170 militari sono gia' morti e pare 2.700 siano ammalati)......senza che NESSUNO intervenga per fermare questo crimine vaccinale contro i  ns militari che danno anche volontariamente la loro vita per la ns liberta ' e per quella di altri popoli ! questo e' semplicemente non solo irriverente verso questi coraggiosi soldati, ma e' un crimine contro l'uomo stesso !
Spero abbia letto cio' che le ho suggerito con la mia email.
Saluti

vedi anche: Odissea e morte di un militare italiano....: Francesco Finessi, mai recatosi in zone a rischio Uranio Impoverito.

Il medico militare condannato per i falsi – 30/11/2013
La morte di Finessi. Per il giudice l’ufficiale non fece le visite e somministrò un vaccino anti-tifo, forse causa del decesso

(Italy) Belluno -  Il processo sulla morte di Francesco Finessi, alpino codigorese scomparso il primo dicembre 2002 per un linfoma di Hodgkin e in servizio militare tra il 2000 e il 2001, si è concluso ieri a Belluno con la condanna a tre anni, (interamente condonata) di Nicola Marchetti, ufficiale medico del 16º reggimento Alpini di stanza alla caserma Salsa, che era accusato di falso ideologico e falso materiale commessi da pubblico ufficiale in atti pubblici, per alcune visite mai effettuate sui soldati a lui affidati.
In particolare, l’indagine metteva in relazione le mancate visite e un vaccino anti-tifo somministrato due volte, alla morte di Finessi, sulla cui scomparsa i genitori da anni stanno conducendo una lotta per la verità e la giustizia.

Ieri l’accusa e la difesa hanno svolto le loro conclusioni dopo un anno e mezzo di processo: il pubblico ministero Sandra Rossi ha chiesto la condanna di Marchetti a quattro anni, considerando provata la responsabilità dell’ufficiale medico che firmò il libretto sanitario di Finessi per una visita mai fatta il 15 novembre 2000, ma anche per non aver svolto con regolarità le visite quindicinali che erano obbligatorie per tutti i soldati.

La difesa (avvocato Enrico Mezzetti di Viterbo) ha chiesto l’assoluzione rinunciando alla prescrizione sopravvenuta, puntando sull’errore “di sistema”. Marchetti, infatti, aveva la responsabilità della salute dell’intera caserma, circa un migliaio di persone, con il solo aiuto di un altro medico e di due assistenti. Era quindi, non solo «impossibile» fare visite approfondite ai singoli soldati, ma «normale» svolgere visite di gruppo dove ci si limitava a chiedere ai ragazzi se c’erano problemi. L’avvocato ha citato alcune testimonianze, che riferivano di una condotta sempre molto attenta da parte del medico.

Finessi, tuttavia, iniziò a stare male subito dopo la seconda vaccinazione anti-tifo (con un siero poi ritirato), somministrata perché il medico non capì l’annotazione fatta dal medico di Merano in occasione della prima (e in teoria unica) vaccinazione.

Il giudice Antonella Coniglio, dopo un’ora di camera di consiglio, ha riconosciuto colpevole il capitano medico e lo ha condannato al pagamento delle spese processuali e a tre anni di reclusione, pena che, per effetto dell’indulto del 2006, è interamente condonata. Alla lettura della sentenza, come a tutte le udienze, era presente la famiglia di Francesco Finessi. Una famiglia per cui la condanna non basta a risarcire la memoria di un figlio scomparso giovanissimo, ma il tribunale di Belluno ha dato alla famiglia stessa l’opportunità di portare avanti una causa: «Che a Bolzano ci hanno negato cinque volte», ricorda la madre, Santa Passaniti.

«Noi continuiamo a combattere», spiega ancora la madre di Francesco, che da anni lotta affinché i militari italiani non siano sottoposti a rischi inutili: «In questi anni i militari con patologie tumorali sono stati 3.600, ma più di tremila di loro non sono mai usciti dall’Italia, dove l’uranio non c’è e quindi il problema è un altro».

L’ipotesi più probabile è legata alle numerose vaccinazioni, come riferito dalla Passaniti anche alla Commissione parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di malattie gravi che hanno interessato il personale militare all’estero e in patria. Nel 2011 Santa Passaniti ha parlato due volte in Commissione portando la sua esperienza personale, ma anche le conoscenze acquisite dopo la tragedia che ha colpito la sua famiglia.

«Andiamo avanti», conclude la donna, «e la prossima tappa è incontrare il ministro della giustizia per far sì che nostro figlio Francesco venga dichiarato una “vittima del dovere”».
By  Irene Aliprandi - Tratto da: Lanuovaferrara.gelocal.it

Commento NdR: .... facile scaricare sul medico (quale capro espiatorio delle porcherie altrui...) le responsabilita’ della morte del Finessi, ma a quando la condanna del Ministero della Salute e dei fabbricanti dei vaccini che commercializzano ed inoculano per legge delle sostanze tossico-nocive con i vaccini anche nei bambini di pochi mesi  ? …che schifo !
Il Ministero e gli "enti" a tutela della salute si...ma quella dei fatturati di Big Pharma sono stati informati sin dal 1996 eppure NON dicono ne' fanno nulla per fermare questo scempio sulla pelle dei bambini, giovanette, militari ed anziani !....che VERGOGNA !

vedi: Gardasil&Cervarix + Guerra contro le donne + Esavalente + Giovani ammalati con i vaccini

Continua in Vaccini per Militari - 2 + Pag. 6  -  Pag. 7  -  Pag. 8  -  Pag. 9  -  Pag. 10  -  Pag 11  -  Pag. 12  -  Pag. 13  - Pag 14  - Pag 15  -
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vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini +   Malattie e Vaccini

Commento NdR: questi studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e cioe' che i Vaccini producono nei soggetti sottoposti a quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per tecniche preventive, Malnutrizione con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana, alterazione e perdita di: flora batterica autoctona, vitamine, minerali, proteine vitali), oltre alle mutazioni genetiche occulte, immunodepressioni, intossicazioni, infiammazioni e contaminazioni da virus e/o batteri pericolosi che nel tempo possono produrre malattie le piu' disparate ! - vedi: Contenuto dei vaccini
vedi Statistiche Istat sui vaccini

Consulenze e perizie per danni da vaccino dott.  M. Montinari
 +  Interrogazione Parlamentare   
Autismo, Vaccini, la prova -  
Il libro ormai esaurito, del dott. Massimo Montinari

Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porta alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità.

Continua in:  Immunogenetica  +   Pag.2  +   Pag.3  +  Pag. 4  +  Bibliografia
vedi: Bibliografia Danni dei vaccini  +  Bibliografia danni 2  +  1.000 studi sui Danni dei Vaccini

vedi anche: Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo  +  Contenuto dei Vaccini  +  Uranio e Vaccini - 1  +  Uranio e Vaccini - 2  +  Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?  +  Militari Uranio e Vaccini  +  Come si producono i Vaccini  +  Uranio 1  +  Uranio 2

 
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