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"In Italia l'introduzione della
vaccinazione per la polio
(nel 1957 è stato introdotto il
vaccino a
virus tipo Salk (somministrato per via intramuscolare); nel 1964 è
stato introdotto un vaccino a virus attenuato tipo Sabin, nel 1966 il vaccino per la
polio è diventato
obbligatorio) è avvenuta quando
l'epidemia era già scomparsa (146 casi all'anno
contro gli 8500 del 1957) quindi
non è servita a niente.
Dal 1966 al 1989 il 98% dei casi di
poliomielite in Italia
sono stati causati dal vaccino per la polio.
Questo perché il vaccino era associato ad un rischio: poteva
dare una VAPP (=poliomielite paralitica vaccino associata)
con una frequenza di 1 caso ogni 2,5 milioni di dosi.
Siccome le dosi che subiva un bambino erano (e sono) 3
all'anno, i casi diventavano molti. Inoltre associato alle
altre vaccinazioni di dosi a
causato moltissime reazioni
avverse, mai riconosciute dai
sanitari per
ignoranza sul
problema
Danni dei Vaccini.
Questo accadeva con frequenza più elevata soprattutto con le
prime dosi e in chi aveva deficit immunitari e nei contatti
immunocompromessi dei soggetti vaccinati. Comunque i casi di
polio restavano numerosi, c'era anche il problema della
polio di importazione si decise di mantenere comunque il
vaccino di Sabin a virus vivo e attenuato per tutti, tranne
che per alcune "categorie di soggetti".
"Quando il rischio di comparsa di VAPP è stato superiore al
rischio di comparsa della malattia da virus selvaggio, è
stato tassativo modificare il sistema di profilassi
sostituendo l'OPV con l'IPV; per questo si decise di
reintrodurre il vaccino tipo Salk.
Siccome l'Italia è geograficamente vicina ad aree in cui ci
sono state epidemie (come l'Albania) o comunque ad aree in
cui sono presenti casi di polio e da cui proviene una
elevata immigrazione, c'è stato un ritardo nell'introduzione
del vaccino IPV.
Il passaggio da OPV a IPV è avvenuto gradualmente, con
l'introduzione nel 1999 di uno schema sequenziale 2 dosi di
IPV seguite da 2 dosi di OPV (prima si somministra l'IPV
perché il rischio di VAPP associato all'OPV è maggiore nelle
prime dosi).
I risultati con questo schema sono stati molto buoni (cosi'
informa in Ministero della Salute Italiano):
dal 1980 al 1994 già con l'uso solo di OPV ci sono stati
solo 8 casi di VAPP per anno, mentre dal 1996 in poi quando
è stata introdotta la raccomandazione per l'uso dello schema
sequenziale i casi di VAPP sono ulteriormente crollati (nel
1997 5 casi di VAPP, nel 1998 1 solo).
In realta' vi sono circa 15.000 domande di risarcimento per
danni da Vaccino giacenti presso il ministero...
Nel 2002 si è passati al solo uso di IPV e questo è avvenuto
in concomitanza alla disponibilità su tutto il territorio
nazionale dei vaccini esavalenti. Questa vaccinazione
esavalente comporta circa 85 effetti collaterali ma quando
questi si presentano non vengono riconosciuti dalle Autorità
Sanitarie.
Questi vaccini sono ancora sperimentali perché non è stata
fatta nessun controllo fra popolazione vaccinata e
non-vaccinata con studi longitudinali in doppio cieco.
I pochi rilievi delle Associazioni di difesa dei consumatori
dimostrano gravi conseguenze sulla popolazione vaccinata con
l'aumento di malattie auto-immuni (dalle intolleranze
alimentari alle allergie
al
diabete infantile fino alla
leucemia,
sclerosi a placche
e
distrofia muscolare)."
EFFETTI A LUNGO TERMINE
Sono pochi i tentativi seri che sono stati compiuti per scoprire gli
effetti a lungo termine dell'inoculazione di proteine e sostanze tossiche
estranee negli organismi sani di bambini innocenti. La ricerca basata
sulle possibili correlazioni tra i vaccini, le malattie autoimmuni e i
disturbi neurologici (malattie
come la
sclerosi multipla, la paralisi cerebrale, la sindrome Guillan-Barre, il cancro e l'Aids) sta infatti
appena iniziando.
Un ricercatore medico, il dott. Richard Moskowitz, ha per esempio
recentemente concluso che il processo innaturale della vaccinazione può
condurre allo sviluppo di virus lenti nel corpo. Questi potrebbero essere
la causa delle 'malattie croniche molto meno curabili di oggi'.
Egli osserva che 'queste malattie possono essere notevolmente più gravi
della malattia originale, dato che coinvolgono strutture più profonde e
organi più vitali'. Altri ricercatori (Harold E. Buttram e J.C. Hoffman)
hanno identificato 'un effettivo calo di resistenza nell'organismo
risultante dalle vaccinazioni' e ci mettono in guardia contro 'la
probabilità di un malfunzionamento diffuso e irriconoscibile del sistema
immunitario indotto da vaccino'.
Osservano anche che questo effetto è spesso ritardato, indiretto e
mascherato e che la sua natura viene raramente riconosciuta.
Il
sistema immunitario
Diversi ricercatori hanno notato che i vaccini 'ingannano' il corpo
stimolando a focalizzarsi solo su un aspetto (cioè la produzione di
anticorpi) delle molte strategie complesse normalmente disponibili al
sistema immunitario.
Le malattie contratte in modo normale vengono abitualmente filtrate
attraverso una serie di difese immunologiche.
Ma quando il virus del vaccino viene iniettato direttamente nella
circolazione sanguigna del bambino, esso ottiene accesso a tutti i tessuti
e agli organi principali del corpo senza il vantaggio normale di una
risposta immunitaria totale da parte di quest'ultimo.
La ricerca dimostra che il sistema immunitario immaturo del bambino
viene stimolato, rafforzato e maturato reagendo alla sfide naturali.
Quando il bambino viene esposto ai micro organismi virali e batterici
dell'ambiente avviene uno sviluppo normale del sistema immunitario. Se
invece il sistema immunitario viene forzato a reagire contro una serie
di vaccinazioni iniettate direttamente nel corpo, le manovre protettive
del sistema immunitario interiore potrebbero venire sopraffatte. Quando
l'immunità naturale viene ridotta e il sistema immunitario viene forzato
a operare in modo innaturale sorgono dei dubbi riguardo la sua capacità
di proteggere il bambino per tutta la vita.
Il sistema immunitario è costituito in modo da permettere all'organismo
di distinguere il sé da qualsiasi altra cosa estranea e
potenzialmente pericolosa. In condizioni naturali i germi nemici vengono
attaccati e resi benigni dal sistema immunitario. Ma virus estranei
iniettati nel corpo si fondono con le cellule sane e continuano a
riprodursi assieme ad esse. Questo tende a confondere il sistema
immunitario, che non riesce più a distinguere una condizione dannosa da
una invece innocua. In queste circostanze è assai probabile che il
sistema immunitario inizi ad attaccare le sue stesse cellule (cancro)
oppure ad ignorare del tutto i segnali di pericolo, rendendo l'organismo
vulnerabile a numerose malattie autoimmuni.
A questo proposito sono state compiute delle autopsie per confrontare le
ghiandole del timo (responsabili della produzione di cellule T protettive)
di adulti statuntensi con quelle di adulti provenienti da Paesi dove la
vaccinazione era scarsamente praticata. Si è così scoperto che negli
Stati Uniti le ghiandole del timo iniziano ad atrofizzarsi dopo la pubertà
mentre il deterioramento di queste è minimo nei Paesi dove la
vaccinazione è poco praticata.
Le anormalità di funzionamento delle ghiandole del timo vengono associate
a una serie di malattie autoimmuni e cancerogene (diversi tipi di cancro,
leucemia,
lupus
erythematosus e artrite
reumatica).
Alcuni ricercatori imputano questa situazione agli estensivi programmi di
vaccinazione infantile.
Mutazioni
genetiche
Il vaccino per la polio contiene una coltura di cellule renali di scimmia e
di siero di vitello. Il vaccino associato antimorbillo, antiparotite e
antirosolia (MMR) viene preparato nell'embrione di pulcino. I reni della
scimmia, il siero del vitello e l'embrione di pulcino sono proteine
estranee, materia biologica composta di cellule animali.
Dato che questa materia viene iniettata direttamente nella circolazione
sanguigna, essa può alterare la nostra struttura genetica.
I virus (e i vaccini virali) sono agenti per il trasferimento di
impronte genetiche da un organismo all'altro.
In altre parole, visto che contengono materiale genetico puro (DNA e RNA)
di un organismo estraneo, una volta iniettato in un corpo umano il nuovo
materiale genetico viene incorporato nelle cellule invase.
Esiste una nutrita letteratura che conferma l'azione dei virus nelle
alterazioni genetiche che si verificano in organismi non imparentati.
Fin dagli anni Cinquanta Barbara McClintock, una scienziata americana
specializzata in genetica, descriveva il comportamento degli elementi
genetici mobili come 'geni saltellanti'.
E negli anni Sessanta Joshua Lederberg, del Dipartimento di Genetica alla
Scuola di medicina della Standford University, informò il mondo
scientifico che 'i virus sono (...) messaggi genetici usati allo scopo di
programmare le cellule umane'. Egli fu molto esplicito quando dichiarò
che 'mettiamo già in pratica l'ingegneria biologica su larga scala usando
virus vivi nelle campagne di vaccinazione di massa'.
Nessuno conosce gli effetti a lungo termine causati dalla manipolazione
di codici genetici e strutture delicate dell'organismo umano. Comunque,
l'invasione fisica del corpo umano da parte di materiale genetico estraneo
può avere l'effetto immediato di indebolire permanentemente il sistema
immunitario, dando il via a una nuova era di malattie autoimmuni. Per
esempio, la ricerca indica che disturbi psichici possono essere causati da
infezioni virali.
L'incidenza di casi di schizofrenia sta aumentando rispetto agli anni
passati e gli studi indicano ora che circa un terzo di tutti i casi sono
di natura autoimmune. Di nuovo, alcune autoritˆ puntano il dito sui
programmi di vaccinazione infantile.
AIDS
Durante gli anni Cinquanta e Sessanta venne iniettato a milioni di
persone il vaccino per la polio contaminato da virus SV-40 (non scoperto
negli organi delle scimmie usati per preparare il vaccino: rene di scimmia
verde africana).
L'SV-40 è considerato un potente immunosoppressore e causa scatenante
dell'HIV, nome dato al virus dell'Aids.
Si dice che esso possa causare una condizione clinica indistinguibile
dall'Aids ed è stato trovato in presenza di tumori cerebrali, leucemia ed
altri tumori dell'organismo umano. I ricercatori lo considerano un virus
che causa cancro.
Il dott. Hilary Koprowski, stimato ricercatore nel campo della
poliomielite, ha avvisato i politici che 'un numero infinito di virus
presenti nella scimmia può contaminare i vaccini per la polio. Alcune
sequenze genetiche dei virus presenti nelle scimmie sono infatti tanto
simili ai ceppi del virus dell'Aids quanto i ceppi di questo virus lo sono
tra loro stessi.
Ma i test per determinare l'esistenza di alcuni di questi virus non furono
sviluppati se non a metà degli anni Ottanta.
Quindi è estremamente probabile che questi virus abbiano contaminato i
vaccini negli anni Sessanta e Settanta, prima - dunque - che fossero
perfezionate le tecniche per individuarli.
Un ufficiale sanitario ha dichiarato ciò che è ovvio riguardo la nostra
conoscenza dei virus anomali e lo stato attuale dei vaccini: 'Non si può
fare un test per cercare qualcosa di cui si ignora l'esistenza'.
In un articolo pubblicato di recente sulla rivista medica inglese Lancet,
l'autore osserva che il vaccino orale per la polio - usato in via
sperimentale a metà degli anni Settanta per combattere l'herpes - era
probabilmente contaminato da numerosi e potenzialmente pericolosi retrovirus.
L'uso di questo vaccino a scopo sperimentale potrebbe aver
seminato l'HIV tra gli omosessuali americani.
Scienziati e ricercatori hanno scoperto un legame tra il
vaccino per il vaiolo
e l'Aids.
Secondo il dott. Roberto Gallo, capo ricercatore nel campo
dell'Aids all'Istituto nazionale per i tumori, 'l'uso di
vaccini vivi come quello usato contro il vaiolo può stimolare
un'infezione inattiva tipo l'HIV'.
La diffusione maggiore
dell'HIV coincide infatti con le più recenti e intensive
campagne di vaccinazione per il
vaiolo.
I dati provenienti dai sette Paesi dell'Africa Centrale più colpiti
dall'Aids - Zaire, Zambia, Tanzania, Uganda, Malawi, Ruanda e Burundi -
sono esattamente uguali alle cifre dell'OMS riguardanti il numero delle
persone vaccinate.
Il Brasile, unico Paese sudamericano incluso nella campagna per il vaccino
del vaiolo,
possiede l'incidenza più alta di casi di Aids in quel continente.
Nell'Africa Centrale (dove si pensa abbia avuto origine l'epidemia di
Aids) la malattia era diffusa molto più omogeneamente tra maschi e
femmine che non nell'Ovest.
Ma circa 14.000 haitiani si trovavano in Africa Centrale su commissione
delle Nazioni Unite durante la campagna per la polio. Furono tutti vaccinati
e il rimpatrio inizio' proprio nel periodo in cui Haiti era divenuto un
rifugio di moda per gli omosessuali di San Francisco.
Il Dipartimento della Difesa degli USA nel 1969 chiedeva fondi al
Congresso per creare "un agente biologico sintetico, uno che non esiste in
natura e contro il quale non sia stato possibile acquisire immunità naturale".
In un articolo polemico pubblicato nel settembre 1987 da
Health Freedom News, il medico William Campbell Douglass asserisce che
questo virus - il virus dell'HIV - fu deliberatamente creato dall'Istituto
nazionale per i tumori in collaborazione con l'OMS.
Douglass suffraga
questa sua affermazione citando direttamente alcuni brani di un bollettino
pubblicato nel 1972 proprio dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
Evidentemente volevano creare un virus ibrido nel tentativo di "accertare
se i virus possono realmente esercitare effetti di selezione sulle
funzioni immunologiche".
Egli descrive una ricerca del dott. Theodore Strecker riguardo il modo in
cui queste organizzazioni associarono due retrovirus mortali - il virus
della leucemia bovina (BLV) e il
visna virus ovino - per creare il virus dell'Aids.
Il dott. Douglass afferma che durante le procedure ufficiali del 1972 l'OMS
suggeri' che
un modo utile per studiare gli effetti di questo nuovo
virus fosse quello di usarlo in un programma di vaccinazione e poi di
osservarne i risultati.
Sia Douglass che Strecker asseriscono che l'OMS usò il vaccino
per il vaiolo per questa ricerca e che per iniziare scelse l'Africa
Centrale.
Durante questa
campagna di vaccinazione gli aghi furono usati e riusati almeno 40/60
volte.
Il metodo fondamentale usato per la sterilizzazione consisteva nel passare
velocemente l'ago davanti ad una fiamma.
Il fatto di dividersi una siringa contribuisce alla trasmissione di
malattie infettive.
NOTA: Sperimentazioni mediche immorali, illegali e contrarie all'etica
avvengono tuttora. Nel dicembre 1990 venne per esempio adottata una
disposizione federale che permetteva all’FDA (Food and Drug
Administration) di circonvenire le leggi statunitensi e internazionali che
proibiscono la sperimentazione medica su soggetti non volontari.
Questa disposizione permette all'FDA di iniettare alle truppe
americane (senza
un loro consenso informato)
medicinali o vaccini sperimentali non approvati. In questo
caso l'FDA deve soltanto giudicare 'non fattibile' ottenere il
permesso del soldato.
Il dott. Douglass riconosce inoltre che l'Aids fu importato negli Stati
Uniti da Haiti tramite gli omosessuali e imputa al vaccino anti-epatite B
l'improvvisa proliferazione dell'Aids tra la popolazione omosessuale
(questo vaccino mostra infatti la stessa epidemiologia dell'Aids). Egli
osserva che un certo dott. Schmugner, capo della Banca del sangue di New
York City, istituì le regole per gli studi sul vaccino anti-epatite.
La partecipazione al test fu consentita soltanto a persone di sesso
maschile tra i 20 e i 40 anni e che non erano monogame. Poiché le persone
che avrebbero ricevuto la vaccinazione dovevano essere promiscue, il dott.
Douglass formula l'ipotesi che ci fu un tentativo intenzionale di
propagare un 'qualcosa' tra la popolazione.
Nonostante queste informazioni sembrino fantascientifiche, va detto che
nel 1981 il CDC (Centro federale per il controllo delle malattie) riportò
che il 4% delle persone che ricevevano il vaccino anti-epatite erano
affette da Aids.
Nel 1984 il CDC riconobbe invece che la cifra reale era il 60%.
Entro il 1987 il CDC si rifiutò di fornire qualsiasi cifra.
Infine, anche se sono state formulate varie teorie plausibili sul legame
tra i vaccini e l'Aids, gli ufficiali sanitari rimangono ostinatamente
contrari e anche ostili di fronte a qualsiasi suggerimento di approfondire
le indagini.
Il dott. David Heymann, capo dell'Office of Research for the World Health
Organization's Global Program on AIDS (Settore di ricerca per il Programma
globale sull'Aids dell'OMS), ha insistito con testardaggine che 'qualsiasi
speculazione su com'è nato il virus dell'Aids non può avere alcuna
importanza'.
E anche se sono disponibili i ceppi originali del vaccino
per la polio
degli anni Sessanta, la FDA asserisce che non furono mai analizzati,
nemmeno dall'OMS. Questo perché - secondo la FDA - non ci sono abbastanza
fiale della sostanza e analizzandola si potrebbe 'consumarla tutta'.
Turbe
dello sviluppo
Secondo Harris L. Coulter, specializzato in Storia della medicina, 'la
famiglia e le società sono entrambi vittime dei programmi di vaccinazione
imposti dalle legislazioni di Stato, le quali sono troppo disponibili a
simpatizzare con l'opinione medica e le organizzazioni mediche'. L'intera
generazione ameriana del dopoguerra sta soffrendo di ciò che egli chiama
'sindrome post-encefalitica (PES)': questo è il nome che egli adopera per
definire una serie di problemi indotti da vaccino. Per suffragare le sue
affermazioni, Coulter presentò prove che dimostrano il fatto che gli
effetti a lungo termine delle vaccinazioni potrebbero essere più estesi
di quanto si possa sospettare.
Comunque, le infermità causate
dai vaccini sono spesso 'mascherate' sotto nomi diversi: autismo,
dislessia, incapacità di apprendimento, epilessia, ritardo mentale,
iperattività e disfunzione cerebrale minimale, ecc...
La delinquenza giovanile,
l'aumento senza precedenti di crimini violenti, l'abuso di droga e il
crollo del sistema scolastico americano (incapace di lottare contro il
20-25% di studenti mentalmente o motivamente carenti) rappresentano per
Coulter ulteriori condizioni che possono essere attribuite ai vaccini.
Encefalite
post-vaccinica
Le turbe dello sviluppo e altre condizioni di cui sopra sono spesso
causate dall'encefalite o da infiammazione del cervello. I medici sanno
che l'encefalite può essere causata da una grave lesione alla testa, da
ustioni gravi, da una malattia infettiva o da vaccini contro questa
malattia (da cui l'encefalite post-vaccinica).
La causa principale dell'encefalite - negli Stati Uniti e in altri Paesi
industrializzati - risiede nel programma di vaccinazione dei bambini.
I sintomi dell'encefalite post-vaccinica sono identici da quelli
dell'encefalite provocata da qualsiasi altra causa.
Poiché può essere colpito qualsiasi segmento del sistema nervoso diventa
possibile qualsiasi deviazione fisica, intellettuale o psicologica così
come una combinazione di queste.
Le autopsie eseguite dopo l'encefalite post-vaccinica rivelano una
perdita o una distruzione di mielina del midollo allungato e del midollo
spinale. La mielina copre e protegge i nervi in modo simile all'isolamento
del filo elettrico.
Senza la mielina gli impulsi nervosi vanno in corto circuito e il sistema
nervoso rimane immaturo e non sviluppato.
Non è necessaria una reazione evidente al vaccino per avere conferma che
i danni al sistema nervoso centrale sono causati dall'encefalite
post-vaccinica. Non esiste infatti correlazione tra il grado di danno
cerebrale che potrebbe seguire in un secondo tempo e la gravità della
condizione che ha portato in primo luogo all'insorgere dell'encefalite. In
altre parole, le reazioni al vaccino - sottili e spesso trascurate (una
febbre leggera, fastidio, sonnolenza, ecc...) - possono essere e spesso
sono casi di encefalite che possono causare gravi complicazioni
neurologiche dopo mesi o addirittura dopo anni.
Autismo
Il famoso psichiatra infantile Lao Kanner annunciò nel 1943 la scoperta
di undici casi di un nuovo disturbo mentale.
Egli osservò che 'la condizione è nettamente diversa da qualsiasi cosa
documentata finora...'.
Questa condizione divenne presto conosciuta con il nome di autismo: una
forma di schizofrenia infantile che porta i bambini ad essere muti, spesso
ritardati mentalmente e non rispondenti al contatto umano).
Questi primi casi di autismo si verificarono negli Stati Uniti in un
periodo in cui il vaccino antipertossico stava diventando sempre più
disponibile.
Tra gli anni Cinquanta e Sessanta, genitori provenienti da ogni parte del
Paese cercavano un aiuto per i propri figli autistici. Il numero crescente
di bambini colpiti da questa nuova malattia coincideva direttamente con la
popolarità crescente dei nuovi programmi di vaccinazione obbligatoria,
instaurati in quegli anni.
Ad oggi si verificano, soltanto negli Stati Uniti, oltre 4.500 casi di
autismo l'anno.
La stessa correlazione tra autismo e i programmi di vaccinazione
infantile si riscontra anche in altri Paesi.
In Giappone il primo caso di autismo venne diagnosticato nel 1945: quando
gli Stati Uniti misero fine alla guerra e occuparono il Giappone venne
instaurato un programma di vaccinazione obbligatoria.
Attualmente centinaia di casi
di autismo vengono diagnosticati ogni anno in Giappone.
L'Europa ricevette il vaccino antipertossico negli anni Cinquanta: i
primi casi di autismo si verificarono in quel decennio. In Inghilterra il
vaccino antipertossico non fu promosso su larga scala fino
alla fine degli ani Cinquanta.
Poco dopo, nel 1962, venne istituita la National Society for Autistic
Children in Britain.
Quando cominciarono a verificarsi i primi casi di autismo i
ricercatori rimasero perplessi di fronte all'elevata incidenza di bambini
autistici nati in famiglie di buona cultura. Oltre il 90% dei genitori
erano diplomati, circa tre quarti dei padri e metˆ delle madri erano
laureati e molti erano professionisti. Gli scienziati cercarono quindi, ma
senza successo, di collegare l'autismo a fattori genetici dell'alta
borghesia. Nel frattempo gli psichiatri cercavano spiegazioni
psicologiche, inconsapevoli dell'origine neurologica della malattia. La
madre, in particolar modo, veniva incolpata di aver represso le proprie
emozioni.
Negli Stati Uniti l'autismo è oggi distribuito
omogeneamente tra tutte le classi sociali e in ogni gruppo etnico. In
effetti le disparità socio-economiche iniziarono a scomparire negli anni
Settanta. I ricercatori rimasero di nuovo perplessi e molti di essi
conclusero semplicemente che gli studi precedenti erano imperfetti. Ma una
spiegazione a tutto questo esiste.
Quando venne introdotto il vaccino antipertossico solo i
genitori più ricchi e istruiti, che cercavano il meglio per i propri
figli e che potevano permettersi un medico privato, si trovavano nella
posizione di richiedere le ultime innovazioni tecniche. Non esistevano
allora le vaccinazioni gratuite nei centri sanitari pubblici e i programmi
di vaccinazione obbligatoria erano ancora lontani dall'essere introdotti.
Col tempo i genitori di ogni classe soio-economica ottennero
uguale accesso ai vaccini e di conseguenza si registrarono casi di bambini
autistici in ogni tipo di famiglia e in numero spaventosamente più
elevato di quanto si potesse mai immaginare.
Iperattività
- Disfunzione cerebrale minimale
Negli anni Cinquanta si diffuse rapidamente tra gli scolari un altro
disturbo, che ottenne rilievo nella letteratura medico-scientifica e
sanitaria: l'iperattività (Attention-Deficit Hyperactivity Disorder-ADHD).
Il Servizio sanitario pubblico degli Stati Uniti elencò nel 1963 una
dozzina di sintomi associati all'iperattività e cambiò ufficialmente il
nome a questo disturbo indicandolo come Disfunzione Cerebrale Minimale (MBD).
Entro gli anni Settanta alcune eminenti autorità osservarono che questo
disturbo sembrava essere alla radice di quasi tutti i problemi
comportamentali nei bambini ed era diventato la malattia più comunemente
diagnosticata dai pediatri.
Il Journal of the American Medical Association riconobbe nel 1988
che la lesione cerebrale minimale era divenuta la principale infermità
denunciata dalle scuole elementari e 'uno dei problemi più comuni
registrati nelle cliniche di psichiatria infantile con pazienti esterni'.
In alcuni distretti scolastici addirittura il 13% dei bambini viene
iscritto in 'classi speciali'.
Ma succede spesso che le lesioni cerebrali minimali nei bambini non
vengano scoperte: di conseguenza alcuni ricercatori sottolineano che le
cifre reali si avvicinano molto di più al 15-20% dell'intera popolazione
scolastica.
Anche se molti bambini non vengono diagnosticati come incapaci di
apprendimento o aventi disfunzioni cerebrali minimali, gli insegnanti si
lamentano che quasi tutti gli studenti hanno minore capacità di
apprendimento e una capacità di attenzione di durata più breve rispetto
i ragazzi degli anni Sessanta.
A partire dal 1964, infatti, i voti medi di matematica (scritta e orale)
hanno subìto un calo sistematico.
Nel tentativo di placare gli amministratori scolastici - che vengono
spesso incolpati per il calo dei voti - e anche per salvaguardare la verità,
le persone che preparano gli esami hanno abbassato sempre di più il
livello di questi ultimi, fin dagli anni Sessanta. I nostri figli fanno
oggi esami molto più semplici di quelli di alcuni decenni fa.
Come per l'autismo, all'inizio si credeva che la disfunzione cerebrale
minimale avesse origini psicologiche. ma questi bambini presentano di
solito sintomi associati a danni neurologici: problemi di apoplessia, vari
tic, tremori, spasmi infantili, EEG anormali, menomazioni motorie,
coordinamento visivo-motorio insufficiente e paralisi dei nervi cranici
(che possono causare difetti di vista, disturbi agli occhi, balbuzie e
problemi di udito).
Crimine
violento
Una quantità di sproporzionata di crimini violenti vengono commessi da
individui con lesioni neurologiche.
Per esempio, fin dal 1920 i ricercatori erano consapevoli che i bambini
'guariti' dall'encefalite tendevano maggiormente ad essere agitati e a
comportarsi in modo offensivo, crudele e distruttivo.
Tali bambini erano
spesso chiamati 'apaches': oggi vengono invece definiti delinquenti
minorili (soffrono di iperattività e di disturbi comportamentali), sono
in numero di proporzione epidemica e commettono crimini molto più
violenti.
Quasi il 90% di questi delinquenti presentano dislessia e altri
problemi di apprendimento. I delinquenti minorili con questi disturbi
vengono spesso riclassificati da adulti come asociali.
Gli studi confermano che i bambini con disturbi neurologici (MBD) sono
spesso portati ad avere comportamenti violenti e criminali da adolescenti
e da adulti. In uno studio svolto sui bambini iperattivi è stato scoperto
che questi erano venti volte più inclini a finire nei riformatori che non
il resto della popolazione (Dorothy Lewis, Vulnerabilities to
delinquency, SP Medical and Scientific Books, 1981).
In un altro
studio è risultato inoltre che metˆ dei delinquenti incarcerati aveva un
quoziente d'intelligenza sotto l'85. Il Journal of the American Medical
Association riconobbe nel 1988 che un numero sproporzionato di
malfattori soffriva di iperattività (ADHD) fin dalla tenera età.
L'epilessia e le convulsioni fanno spesso
seguito all'encefalite
post-vaccinica.
Gli studi in merito indicano che gli epilettici presentano molte più
difficoltˆ nel controllare gli atteggiamenti impulsivi ed aggressivi. In
uno studio è stato rilevato che il numero di carcerati con anamnesi di
convulsioni era quasi dieci volte più alto del resto della popolazione.
Un altro studio ha evidenziato infine che su 321 individui (per la maggior
parte bianchi, di ceto medio ed estremamente violenti) più del 90%
evidenziava lesioni cerebrali, compresa unanamnesi di epilessia.
Abuso
di
farmaci
Gli psichiatri e i pediatri prescrivono vari medicinali a bambini in
tenera età, nel tentativo di controllare gli effetti dell'iperattività e
della disfunzione cerebrale minimale. In uno studio (Jane M. Healy, Endangered
minds: why our children don't think, Simon & Schuster Inc., 1990)
è stato calcolato che il 6% degli scolari americani fanno affidamento su
questi composti per essere 'governabili'. In alcune comunità, nelle quali
i dottori si 'specializzano' in questo genere di disturbi, la percentuale
è ancora maggiore. Molti di questi medicinali - dai tranquillanti agli
antipsicotici - producono effetti collaterali che da molti ricercatori
vengono considerati più dannosi dei sintomi originali.
Questi nuovi sintomi in alcuni casi sono irreversibili.
Molti genitori e altre persone che hanno studiato i problemi sopra
esposti credono che l'abuso di farmaci al quale vengono sottoposti bambini
in età scolastica li predisponga ad abusare in futuro delle droghe
cosiddette 'da strada'.
Gli adolescenti sofferenti di disfunzione cerebrale minimale sono ad
alto rischio per quanto riguarda l'uso precoce di sigarette, bevande
alcoliche e abuso di sostanze stupefacenti. Con questo disturbo gli adulti
sono facilmente soggetti all'alcolismo e all'abuso di farmaci.
ULTERIORI
INFORMAZIONI SUI VACCINI
Il Provvedimento nazionale per le lesioni da vaccino (National Childhood
Vaccine Injury Act of 1986, Public Law 99-660) è una legge federale
votata dal Congresso ed è stata creata per riconoscere ufficialmente la
realtà delle lesioni e dei decessi causati da vaccino. La legge contiene
due elementi principali: la clausola di sicurezza e un programma di
risarcimento federale.
La clausola di sicurezza prevede che:
I medici forniscano ai genitori, prima della vaccinazione, informazioni
riguardo alle malattie infantili e ai vaccini;
I medici che somministrano vaccini denuncino le reazioni da vaccino agli
ufficiali sanitari federali;
I medici registrino le reazioni da vaccino sulla cartella clinica
permanente dell'individuo;
I medici tengano un registro delle date in cui ogni vaccino viene
somministrato, il nome del fabbricante e il numero della partita alla
quale appartiene il vaccino, il luogo in cui il vaccino viene
somministrato e la qualifica della persona che lo somministra (se medico
generico, personale paramedico, ecc...);
Venga demandata al Governo federale la promozione di miglioramenti dei
vaccini esistenti e la produzione di vaccini più sicuri.
Il programma di risarcimento federale è un'alternativa al fare causa ai
fabbricanti di vaccini o ai medici e prevede risarcimenti fino a 500
milioni di lire se l'individuo muore o, nel caso di un bambino
sopravvissuto però cerebroleso, vi siano dolori e sofferenze.
Controindicazioni
ai vaccini - Individui ad alto rischio
Pochissimi medici informano i genitori dei rischi rappresentati dai
vaccini. I fabbricanti di quest'ultimi inseriscono invece avvertenze nelle
confezioni, indicando chi non dovrebbe ricevere la vaccinazione.
Anche l'Accademia Americana dei Pediatri (AAP) e il Dipartimento della
Sanità e dei Servizi Sociali (HHS, Departement of Health and Human
Services) danno informazioni su coloro che non dovrebbero ricevere la
vaccinazione.
Queste informazioni possono essere così riassunte:
per la polio:
bambini minori di sei settimane d'età, persone ammalate o che hanno
tumori del sistema linfatico;
Antimorbilloso:
bambini minori di 15 mesi d'età; donne gravide, persone ammalate
(allergiche alle uova, al pollo o alle piume) o che hanno il cancro,
malattie del sangue o deficienze del sistema immunitario;
Antirosolia:
donne gravide, persone allergiche (alle uova, al pollo, alle anatre, alle
piume) o che hanno il cancro, malattie del sangue o deficienze del sistema
immunitario;
Vaccino associato
DPT: qualsiasi bambino oltre i sette anni d'età o che abbia
avuto una grave reazione a una dose precedente o che presenti un'anamnesi
personale di convulsioni o malattie neurologiche o che sia ammalato con
febbre o infezione respiratoria o che sia in cura con farmaci che
potrebbero inibire il sistema immunitario.
Anche se gli enti americani sopra citati non prendono 'ufficialmente' in
considerazione alcune altre condizioni come casi di controindicazione al
vaccino DPT, tuttavia la letteratura scientifica internazionale pubblicata
da oltre 40 anni dai ricercatori dei vaccini antipertossici indica queste
altre condizioni per un'inoculazione ad alto rischio:
Se il bambino ha un malessere qualsiasi, compreso un leggero
raffreddore, tosse, otite, diarrea oppure se nel mese precedente la
prevista dose di DPT egli sia guarito da qualche disturbo;
Se un membro della famiglia ha presentato reazioni gravi da vaccinazione
da APT;
Se un parente prossimo del bambino ha avuto in passato convulsioni o
malattie neurologiche;
Se il bambino è nato prematuro o se è sottopeso;
Se il bambino o qualcuno in famiglia presenta delle gravi forme
allergiche (tipo allergia al latte di mucca, asma, eczema).
I vaccini possono presentare controindicazioni anche per persone aventi
disturbi particolari non elencati sopra.
Se sospettate che voi o il vostro bambino possiate essere a rischio,
informatevi !
Denuncie
di reazioni da vaccino
Nonostante l'obbligo legale, molti medici si rifiutano di denunciare le
reazioni da vaccino alle autorità sanitarie competenti. Secondo Barbara
Loe Fisher, vice presidente del NVIC (National Vaccine Information
Center), il volere e l'intenzione del Congresso, nell'approvare nel 1986
la legge sulle lesioni causate da vaccino, viene sovvertito.
Questa sovversione risulta in una percentuale spaventosa di omissione di
denuncia di reazioni e decessi causati da vaccino da parte dei medici, sia
pubblici che privati. (...)
Esiste inoltre una mancanza di registrazioni e/o disponibilità da parte
dei medici di divulgare il nominativo del fabbricante o il numero di una
partita quando si verifica una reazione'.
Secondo il NVIC, i medici spesso giustificano il loro rifiuto di
denunciare le reazioni da vaccino asserendo semplicemente che
l'inoculazione non aveva nulla a che fare con la lesione o la morte del
bambino.
Alcuni pediatri forse lo credono davvero, perché citano i responsabili
della linea di condotta sui vaccini, appartenenti all'AAP e al CDC, che
proclamano la completa sicurezza del vaccino.
Un'altra ragione del loro silenzio potrebbe comunque essere la paura di
essere chiamati in giudizio per non aver avvisato i genitori dei pericoli
potenziali e delle controindicazioni.
Cosa
causa una reazione da vaccino ?
I bambini sono particolarmente suscettibili ai rischi inerenti i vaccini
di una partita 'che scotta' (un gruppo di vaccini erroneamente preparati e
molto pericolosi, sfuggiti al sistema di controllo di sicurezza).
Per esempio, lo Stato del Michigan inviò nel 1975 una partita di vaccini
DPT
all'FDA per l'analisi di controllo. L'FDA riscontrò che l'intera
partita era tre volte più potente del consentito ma, invece di
distruggerla immediatamente, le autorità sanitarie del Michigan decisero
di 'provarla' su centinaia di bambini di quello Stato. Gli effetti furono
disastrosi. Più tardi, quando i genitori di bambini paralizzati o
cerebrolesi a causa di quella partita di vaccini cercarono di intentare
causa allo Stato, il tribunale respinse i casi perché 'la dottrina di
immunità sovrana' protegge il Governo da rivendicazioni sollevate da
servizi che solo il Governo può fornire.
Diversi studi indicano che i bambini, per essere considerati a rischio,
non devono necessariamente ricevere una vaccinazione appartenente ad una
partita 'scottante'. Anzi, alcuni sembrano essere anatomicamente
suscettibili o geneticamente predisposti a presentare reazioni da vaccino.
Molti genitori ignorano persino che esistano reazioni potenzialmente
pericolose e dunque non vigilano i figli per scorgere segni neurologici o
altri sintomi dopo la vaccinazione. Tuttavia leggiamo in uno studio che
quando fu richiesto esplicitamente ai genitori, dopo la vaccinazione, di
tenere sotto osservazione qualsiasi cambiamento comportamentale o fisico
nei propri figli, solo il 7% di essi non notò alcuna reazione.
Qual'è la posizione dei magistrati ? I medici e i pediatri non sono gli
unici strumenti del complesso medico industriale noti per il loro rifiuto
di accettare l'esistenza di reazioni da vaccino e per nascondere la verità.
I medici legali che indagano sui casi di morte sospetta sono anch'essi
membri di questo gruppo d'elite.
Molti di loro sono addirittura maestri nell'arte del sotterfugio. La
vaccinazione viene raramente indicata come causa di decesso. Vengono
invece usati termini di grande effetto per falsificare i certificati di
morte: arresto cardiaco, possibile miocardite, polmonite bronchiale
bilaterale, setticemia causata da tonsillite purulenta, leucemia
linfatica, streptococcal cellulitis, meningite tubercolare, paralisi
infantile e SIDS, per elencarne soltanto alcuni.
Quando la madre di un bambino morto quattro giorni dopo la
somministrazione della seconda dose di DPT studiò il rapporto
'provvisorio' dell'autopsia, notò che i risultati più gravi riguardavano
il miocardio e il fegato e che il virus isolato della polio era stato
trovato in questi organi danneggiati: condizioni, queste, non
incompatibili con la reazione da vaccino. Ma quando la donna fece
obiezione alla conclusione tratta dal Dipartimento di patologia (SIDS,
sindrome di morte infantile improvvisa) e fece richiesta di test
aggiuntivi per determinare se il virus della polio fosse un ceppo
selvaggio o il ceppo del vaccino, cominci˜ per lei una battaglia contro
la CDC, lunga nove anni, per potersi procurare i risultati.
NOTA: Le autorità mediche furono costrette a dire la verità. Il
certificato di morte ufficiale riportò la causa della morte come
'miocardite dovuta al virus della polio tipo 2, in seguito al virus del
vaccino per la polio orale' (Vaccine Safety Committee Proceedings, Institute
of Medicine, National Academy of Sciences, Washington DC, 11 maggio 1992,
pp. 93-105).
Promozione
della sicurezza dei vaccini
Il National Vaccine Advisory Committee (NVAC) - Comitato Nazionale sui
Vaccini - venne creato dal Dipartimento della Sanità e dei Servizi
Sociali (HHS) dopo che il Congresso ordinò a quest'ultimo di 'sviluppare
e divulgare del materiale di informazione sui
vaccini da distribuire ad
opera dei servizi sanitari'. Questo materiale doveva includere
informazioni su reazioni contrarie o controindicazioni e rendere nota
l'esistenza del programma federale di risarcimento per tutti coloro
eventualmente danneggiati da un vaccino obbligatorio o per le famiglie dei
deceduti. Il Congresso credeva, e lo crede tuttora, che i genitori abbiano
diritto a tali informazioni prima che venga somministrato qualsiasi
vaccino ai loro figli. L'HHS doveva adempiere a questo obbligo legale
entro il 22 dicembre 1988.
Il 4 marzo 1991 la questione era però ancora aperta e a Louis W. Sullivan,
segretario dell'HHS, fu data notifica dell'intenzione di intentare causa
civile nei confronti suoi e del Dipartimento per non aver adempiuto a una
precisa disposizione di legge.
Questa notifica venne presentata dal NVIC per conto di parecchi genitori
di bambini in età di vaccinazione.
Poiché l'HHS non ha pubblicato le informazioni richieste potrebbero
esserci in effetti dei bambini che non dovrebbero essere vaccinati perché
ad alto rischio di lesioni cerebrali, infermità permanenti e morte.
E ci sono genitori, i cui figli sono stati danneggiati o addirittura sono
morti a causa di uno o più vaccini, che ancora non sanno di avere diritto
ad un risarcimento.
La linea di condotta sui vaccini venne alla fine presentata dal Comitato
consultivo ben oltre la data di scadenza del 22 dicembre 1988 ma venne
respinta dal NVIC perché 'non poteva reggere neanche di fronte a un
livello minimo di rigore, candore e onestà scientifica': i rischi
presentati dai vaccini venivano sistematicamente minimizzati o ignorati.
Per esempio, nella proposta si dichiara che 'alcune persone avranno un
grave problema' ma non si dice che il 'grave problema' potrebbe
significare danno cerebrale permanente o la morte.
La linea di condotta proposta
rivela inoltre l'uso selettivo di dati scientifici, l'abbassamento delle
reali percentuali di reazioni contrarie e fornisce informazioni
inconsistenti, incomplete, imprecise e potenzialmente pericolose riguardo
alle controindicazioni.
Barbara Loe Fisher, che occupa un posto anche al Sottocomitato sulle
reazioni contrarie per conto dell'NVAC, osserva che in quest'ultimo - per
la maggior parte del tempo - si discuteva su come promuovere la
vaccinazione, nonostante il Congresso gli avesse invece affidato il
compito di 'ottenere una prevenzione ottimale contro le malattie dell'uomo
tramite l'immunizzazione' e di 'ottenere una prevenzione ottimale contro
reazioni contrarie ai vaccini'..
Su questo punto, la Fisher osserva che 'non solo esiste una mancanza di
interesse sull'argomento da parte di alcuni membri del comitato ma c'è
anche un tentativo intenzionale di negare la realtà delle reazioni, dei
decessi e delle lesioni causati dal vaccino. (...) I membri del comitato
devono dedicare più tempo a trovare il modo di risolvere i problemi
associati alla prevenzione delle reazioni da vaccino, piuttosto che
cercare il modo di riscrivere i rapporti del sottocomitato per negare
l'esistenza di bambini lesionati o deceduti a causa di una reazione da
vaccino'.
A tutto questo si deve aggiungere che James Cherry e Edward Mortimer,
due distinti medici reputati consiglieri imparziali dell'HHS, sono stati
accusati di non aver rivelato conflitti d'interesse quando venne scoperto
che loro stessi (e i programmi di ricerca su cui lavoravano) erano stati
pagati quasi un miliardo e mezzo di lire dai fabbricanti del vaccino
antipertossico, a titolo di compensi per la consulenza e la testimonianza
di esperti oltre che per borse di studio per la ricerca.
Richieste
di risarcimento
Il grande pubblico è essenzialmente all'oscuro del numero reale di
persone (per la maggior parte bambini) lesionate permanentemente o uccise
da uno o più vaccini.
Secondo Barbara Loe Fisher, vice presidente esecutivo del National
Vaccine Information Center (NVIC), i dati provenienti dai tribunali a
tutto il 31 ottobre 1990 indicano che 'sono state presentate parecchie
migliaia di richieste di risarcimento per danni o morte causati da
vaccino'. La FDA ha infatti divulgato recentemente una registrazione in
cui si riportano più di 17.000 casi di danneggiamento - tra i quali ben
350 decessi - in seguito alla vaccinazione, tutti avvenuti in un periodo
di 20 mesi terminato il 31 luglio 1992.
Il pubblico in generale ignora inoltre anche l'ammontare di questi premi
di risarcimento. In meno di quattro anni (dati del luglio 1991) più di
240 milioni di dollari erano già stati pagati come
risarcimento per centinaia di lesioni e decessi causati da vaccini
obbligatori. Migliaia di casi sono ancora pendenti.
Si deve notare che i premi sono stati pagati per i decessi e per le
lesioni permanenti causati da vaccino che comprendevano incapacità di
apprendimento, disturbi epilettici, ritardo mentale e paralisi.
Molti dei risarcimenti pagati per decessi causati dal vaccino
antipertossico riguardavano casi inizialmente classificati come SIDS.
Per poter risarcire morti o lesioni da vaccino verificatesi dopo il 1
ottobre 1988, il Congresso stabilì una tassa speciale sulla vendita dei
vaccini obbligatori. L'ammontare della tassa imposta su ogni vaccino
corrisponde ai fondi anticipati, necessari per rifondere delle morti o
delle lesioni causate da quel particolare vaccino.
La tassa va da alcuni dollari
per i vaccini DPT e MMR ad alcuni centesimi per l'per la polio e il DT
(antidifterico e antitetanico). Questa
tassa viene imposta ai consumatori che in questo modo pagano una specie di
assicurazione per coprire la possibilitˆ di eventuali reazioni gravi da
vaccino.
I
vaccini sono obbligatori ?
Tattiche per spaventare, statistiche manipolate e menzogne sfrontate
vengono spesso usate dagli ufficiali medico-sanitari per intimidire i
genitori restii a vaccinare i loro figli. Per esempio, allorquando un
recente programma televisivo ha attaccato il vaccino antipertossico il
Dipartimento di Sanità del Maryland ha ingannato il pubblico imputando
una recente epidemia di pertosse all'impatto prodotto dalla trasmissione.
Ma quando il dott. J. Anthony Morris, ex capo virologo della U.S. Division
of Biological Standards, ha analizzato i dati originali forniti dall'Immunization
Program Coordinator è giunto alla conclusione che l'epidemia del Maryland
sia stata inesistente. In soltanto 5 dei 41 casi vi erano prove
sufficienti per diagnosticare correttamente la pertosse. E in ciascuno di
questi casi il bambino aveva ricevuto da 1 a 4 dosi del vaccino
antipertossico.
Di recente a Placitas, nel Nuovo Messico, i titoli dei giornali
avvertivano i genitori di una pericolosa epidemia di pertosse in città.
Si sono scoperti invece soltanto tre casi, due dei quali in neonati, e
comunque in bambini che erano stati 'adeguatamente' vaccinati.
Molti collegi richiedono ora - come requisito all'ammissione - la
completa vaccinazione dei nuovi iscritti.
E il Governo Federale ha considerato l'idea di negare il servizio di
assistenza sociale e il sostentamento alle famiglie che rifiutano le
vaccinazioni. Nel frattempo i medici e le autorità scolastiche
ribadiscono ai genitori che le leggi dello Stato e le regole delle scuole
'richiedono assolutamente' che i loro siano sottoposti alla vaccinazione
obbligatoria.
La maggior parte degli Stati fornisce però moduli di rinunzia che
consentono ai genitori di obiettare ai vaccini obbligatori per motivi
personali, religiosi o filosofici.
Il bambino può inoltre essere esentato se i genitori presentano un
documento, sottoscritto da un medico e attestante il fatto che la
vaccinazione potrebbe risultare dannosa alla salute del proprio figlio.
Nonostante queste rinunzie alcuni genitori sono stati accusati di abuso
di minore per non aver vaccinato i figli e sono stati portati in tribunale
con la minaccia di perdere la custodia dei propri cari. I magistrati, gli
assistenti sociali e anche genitori adottivi hanno cercato di prendere in
mano la situazione forzando l'inoculazione ai bambini.
Ironia della sorte, alcuni genitori hanno addirittura perso la custodia
dei propri figli e sono stati accusati di abuso di minore "sindrome
di bambino percosso" quando i figli presentavano convulsioni o
entravano in coma a seguito della vaccinazione.
Le autorità discutono anche sul fatto che i genitori dovrebbero
vaccinare i figli per proteggere la società contro le epidemie. Ma se i
vaccini offrissero un'immunità reale solo i non vaccinati si
ammalerebbero.
E le decisioni che riguardano la salute dei vostri figli non dovrebbero
quindi venirvi imposte da cosiddetti esperti che non sono disposti (né
capaci) di prendersi la responsabilità delle proprie azioni.
La
teoria dei germi
Alcuni ricercatori discutono sul fatto che i germi non causino le
malattie.
Se questo è vero, allora sono del tutto imperfetti i princìpi
su cui si basano le vaccinazioni.
Secondo il dott. Antoine Bechamp,
rinomato medico, scienziato e batteriologo, i germi sono una parte integrante
delle cellule viventi. Essi rimangono dormienti fintanto che la cellula
non termina il suo ciclo vitale e inizia a decomporsi. I germi aiutano a
decomporre la cellula morente in modo che possa venire eliminata
dall'organismo. Il dott. Robert Koch, un altro antagonista della teoria
dei germi, conferma la spiegazione di Bechamp.
Egli è infatti convinto
che se i microbi causano la malattia allora germi specifici devono essere
presenti in tutti i casi di quella malattia e non in altre circostanze. Ma
i germi non rispondono a queste caratteristiche.
Secondo il batteriologo tedesco Guenther Enderlein, le cui tecniche
vengono da più di quarant'anni usate in tutta Europa, alcuni batteri
possono assumere molte forme diverse durante un singolo ciclo vitale (pleomorfismo).
Alcune forme microbiche che vivono nel corpo umano sono associate in
alcune condizioni a molte delle peggiori malattie conosciute. Ma quando
una persona è sana questi microbi sono utili al sistema immunitario
dell'organismo e convivono con le altre cellule in un rapporto simbiotico.
Qualsiasi grave alterazione o deterioramento dell'ambiente interno a un
corpo - causato da un'alimentazione insufficiente o da qualche altro
fattore - potrebbe comunque indurre i microbi ad assumere la forma che
scatena la malattia mentre essi attraversano i vari stadi del loro ciclo
vitale. In parole povere, 'il germe non è nulla, il terreno è tutto'.
Louis
Pasteur, chimico e batteriologo francese che esercitò
l'influenza maggiore sul corso preso dalla medicina e sul concetto medico
della malattia, credeva in un primo momento che tutte le malattie fossero
causate da microbi esterni che invadono l'organismo. Egli asseriva che i
tessuti sani fossero privi di germi.
Prima di morire
ritrattò
invece questa opinione e ammise che la chiave di tutto fosse l'ambiente,
il 'terreno' interiore dell'organismo.
Persino Rudolph Virchow, patologo tedesco e fondatore della medicina
cellulare, dichiarò: "Se potessi tornare indietro dedicherei la mia vita
a provare che i germi cercano il loro ambiente naturale, il tessuto 'ammalato',
invece di essere loro stessi la causa della malattia di quel tessuto".
E il dott. George White
dichiara apertamente che 'se la teoria dei germi fosse basata sui fatti
non vi sarebbe nessun essere vivente a leggere quello che viene scritto'.
Immunità
naturale
Questi ed altri ricercatori credono ancora che
un'alimentazione corretta sia essenziale per la salute. Questo significa
mangiare cibi non raffinati, coltivati biologicamente e senza conservanti.
Un'alimentazione sbagliata sovraccarica l'organismo e porta alla malattia
perché questa non é altro che il tentativo del corpo di ripulirsi e di
eliminare l'eccesso di tossine e di materiale di scarto. Un riposo
adeguato e una giusta igiene sono ugualmente necessari alla salute.
Secondo Harold Buttram, quando si presentano questi requisiti 'molte
malattie si presentano come infezioni cliniche secondarie prive di
malessere acuto oppure, se ci sarà malessere, questo sarà in forma molto
lieve'.
Di conseguenza l'immunità naturale si raggiunge meglio tramite un'igiene
corretta e una vita sana.
La ricerca indica inoltre che i bambini allattati dalla madre presentano
un sistema immunitario più sano di quello dei bambini allattati
artificialmente. E un gruppo di ricercatori di Chicago, guidato da Roy
Kupcinel, ha messo in evidenza che lo zucchero indebolisce il sistema
immunitario. Ingerire 100 mg di zucchero serve a ridurre entro un'ora del
50% le funzioni immunologiche del corpo. Ulteriori studi confermano che un
eccessivo consumo di zucchero può aumentare l'incidenza di infezione e
ridurre la capacità dell'organismo di difendersi contro la malattia.
Infine, i genitori che sono delusi dell'allopatia o dell'approccio
medico alla malattia apprezzeranno il fatto che alcuni medici consigliano
l'omeopatia per la prevenzione e il trattamento di gravi malattie.
CONCLUSIONI
Un breve esame dei dati presentati in questo libo ci porta a concludere
che:
Molti vaccini non sono stati il vero motivo del calo nell'incidenza
della malattia che dovevano scongiurare.
Un miglioramento delle misure igienico-alimentari probabilmente merita
credito. Alcune malattie, inoltre, potrebbero avere un ciclo evolutivo
proprio; la natura virale di una malattia 'vergine' viene trasformata in
malattia docile man mano che la popolazione ne viene in contatto e ottiene
un'immunità 'collettiva';
Nessun vaccino può conferire una vera immunità. Spesso è vero
l'opposto: il vaccino aumenta la possibilità di contrare la malattia (i
tassi di efficacia dei vaccini che sono resi noti sono ingannevoli: spesso
sono ricavati dalla misurazione degli anticorpi nel sangue e non
paragonando il tasso di infezione fra persone vaccinate e non vaccinate);
Tutti i vaccini possono produrre effetti collaterali. Le reazioni vanno
dal dolore nella zona dell'inoculazione fino ai danni cerebrali e alla
morte;
Gli effetti a lungo termine ai vaccini sono sconosciuti. E'
particolarmente angosciante l'ipotesi di effetti devastanti sul sistema
immunitario immaturo di un bambino piccolo. Sono stati presentati degli
studi che dimostrano come la protezione naturale contro le malattie venga
minata in seguito alle inoculazioni.
L'abbassamento delle difese fisiche potrebbe essere responsabile di una
nuova stirpe di malattie autoimmuni. Ulteriori studi sono serviti a
dimostrare lesioni cerebrali e lesioni al sistema nervoso in seguito a
inoculazione (vedi l'encefalite post-vaccinica).
Tutto questo causa la crescita di un gran numero di bambini con disturbi
fisici, mentali ed emotivi di vario livello.
Tutte queste condizioni producono un serio effetto sull'individuo, sulla
sua famiglia e anche sulla società;
Molti vaccini possono essere particolarmente pericolosi. Nonostante ciò
il complesso medico-industriale continua a mantenere la sua politica
ingannevole e a trascurare le reazioni al vaccino.
Alcuni ufficiali medici
hanno infatti recentemente affermato che essi erano giustificati
nell'amministrare nuovi vaccini non sperimentati, affermando che era
amorale rifiutare la loro somministrazione alla gente. Nel frattempo una
propaganda creativa sui meriti della vaccinazione rimane un gioco
proficuo. In America sono stati reclutati alcuni divi di Hollywood - come
Bill Cosby e Woopi Goldberg - per dire ai genitori, dalla televisione e
alla radio: 'Vaccinate, prima che sia troppo tardi'. In Inghilterra il
Servizio Sanitario Nazionale paga un bonus ai medici che presentano la
documentazione di vaccinazioni eseguite in un numero superiore al
richiesto. Certo, negli Stati Uniti non bastano le pressioni e gli stimoli
informali per indurre all'osservanza della legge (non dimentichiamo che
coloro che dettano le regole della medicina americana hanno esercitato
pressioni politiche per far approvare delle leggi contro la libertà di
scelta): i loro schemi di coercizione e negazione sono noti tra i membri
illuminati della popolazione anche se, tristemente, il loro risveglio può
essere costato caro, spesso la vita o la salute del proprio figlio. Le
vaccinazioni non sono la sola causa delle malattie personali e sociali,
che hanno invero molte cause.
Né tutti i membri della classe medica sono insensibili e indifferenti.
Semplicemente molti ignorano la reale vastità dei danni causati dai
vaccini. Essi credono sinceramente che si può fare soltanto del bene
iniettando nell'organismo germi estranei e materia tossica. Ma in un Paese
libero come gli Stati Uniti d'America nessuno dovrebbe essere obbligato a
sottomettersi a pratiche dannose per la salute e contro la propria volontà.
La salute e la malattia sono esperienze personali e appartengono alle
persone che le stanno vivendo.
Nessuno ha il diritto di imporre il modo di
affrontarle. Questa scelta appartiene soltanto all'individuo o ai tutori
legittimi di un minorenne. Alcune madri sospettano da tempo che i vaccini
potrebbero non essere appropriati per i loro figli ma si preoccupano di
non essere abbastanza forti da affrontare il pediatra, la famiglia e gli
amici se riescono a prendere la decisione di non sottoporli a
vaccinazione.
Molti padri si sentono a disagio nel mettere in discussione la società e
lo status quo: non vogliono essere considerati 'deboli' in materia
di vaccinazione.
La decisione se vaccinare o meno i figli spetta però soltanto ai genitori
e non può basarsi su fattori irrazionali.
Essa dovrebbe venire presa soltanto dopo avere esaminato con senso critico
prove credibili provenienti da varie fonti.
Fonte:
vegetarian.it
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