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VACCINAZIONI
OBBLIGATORIE NEGLI USA
I vaccini sono dei preparati che
contengono quantità indebolite di germi patogeni della malattia (NdR: cosi
ci dicono i medici allopati, ma non e' vero) che si
vuole scongiurare (NdR: meglio dire si vorrebbe scongiurare....).
Si dice (NdR: non ne sono nemmeno sicuri i ricercatori...) che i vaccini abbiano la funzione di stimolare la
produzione di anticorpi specifici, cioè delle proteine che difendono
l’organismo contro l’invasione di germi nocivi.
Il termine vaccino deriva dal
latino vacca cioè mucca. Questo perché il pus del vaiolo bovino (una
malattia che colpisce le mammelle delle mucche, (NdR: infatti quella
malattia produce del pus - batteri morti)) veniva inoculato per
prevenire il vaiolo.
L’idea della vaccinazione come
prevenzione di malattie specifiche ha origine nel 1796. In quell’anno
Edward Jenner,
Questa fu la prima vaccinazione documentata (World Book
Encyclopedia, volume 11, 1989, pag. 89).
Oggi esistono molti
vaccini diffusi e addirittura obbligatori in molti Paesi (NdR:
resi obbligatori dai
produttori dei vaccini.....
La maggior parte delle persone crede fermamente che siano sicuri ed
efficaci ma le risultanze di un lavoro di ricerca compiuto su sette dei
vaccini più comunemente somministrati non convalidano questa
supposizione.
I sette vaccini obbligatori sono quelli per::
polio, difterite,
morbillo,
rosolia,
parotite,
tetano e
pertosse.
Vaccino
Hib 'associato'
Nel 1988 un nuovo vaccino Hib 'passivo' o 'associato' fu approvato per
bambini di almeno 18 mesi. Entro il 1991 l'uso consigliato fu esteso ai
bambini di 2 mesi. Oggi in USA esso è obbligatorio in almeno 44 Stati.
Il vaccino associato è costoso e la protezione indotta è temporanea. I
medici consigliano quindi 4 dosi: 3 dosi a distanza di due mesi, iniziando
all'età di due mesi, e una terza dose a quindici mesi.
Dato che il vaccino è ricavato dai prodotti del sangue umano, esiste il
rischio che sia contaminato dall'epatite o dall'AIDS.
Le autorità rimangono preoccupate dal fatto che esiste un'aumentata
probabilità di contrarre la malattia nei primi giorni seguenti la
vaccinazione.
Vaccino
della
Polmonite
La rivista Journal of Infectious Diseas ha pubblicato di recente
i risultati di uno studio di controllo sul vaccino contro la polmonite
condotto tra 1.300 bambini australiani sani. Alcuni di loro furono
sottoposti a vaccinazione; ad altri fu somministrato un placebo (sostanza
inerte). Il verdetto fu: nessun beneficio.
Rispetto al gruppo di controllo i bambini che erano stati vaccinati non
presentavano alcuna riduzione del periodo di malessere respiratorio,
nessuna riduzione nel consumo di antibiotici, di ricovero ospedaliero, di
visite mediche o di incidenza di otiti.
Vaccino
del Vaiolo
Le statistiche ufficiali di molti Paesi indicano che il vaiolo e altre
malattie trasmissibili stavano regredendo prima dell'applicazione dei
programmi di vaccinazione. Questo può essere attribuito alle riforme
sanitarie e agli insegnamenti sull'alimentazione introdotti nella metà
dello scorso secolo. Per esempio, le riserve d'acqua venivano protette
dalla contaminazione, le strade e le stalle venivano pulite, le acque di
scolo venivano opportunamente convogliate e i cibi venivano distribuiti
ancora freschi. Comunque, una volta resa obbligatoria la vaccinazione
antivaiolosa, i decessi provocati dalla malattia aumentarono
sistematicamente. I registri di molti Paesi documentano infatti che quasi
tutte le malattie contagiose (peste, colera, dissenteria, morbillo,
scarlattina e pertosse) eccetto il vaiolo - tenuto in vita dalla
vaccinazione obbligatoria - diminuirono spontaneamente sia di numero che
di gravità.
Prima che l'Inghilterra approvasse nel 1953 una legge sulla vaccinazione
obbligatoria, l'incidenza mortale più alta durante qualsiasi periodo
biennale era soltanto di 2.000 casi, anche nelle epidemie più gravi (Jenner
stesso ammise che il vaiolo era relativamente sconosciuto prima che lui
iniziasse con le sue vaccinazioni: in quel periodo, infatti, si
registrarono soltanto poche centinaia di casi in Inghilterra).
Dopo più di quindici anni di vaccinazioni obbligatorie oltre 23.000
persone morirono di vaiolo nel solo periodo 1870-1871. In Germania oltre
124.000 persone morirono durante la stessa epidemia: tutte erano state
vaccinate.
In Giappone quasi 29.000 persone morirono entro soli sette anni
dall'instaurazione di un rigido programma di vaccinazione. In Italia,
negli ultimi anni del secolo scorso, l'incidenza di mortalità da vaiolo
era uguale tra gli uomini e le donne al di sotto dei 20 anni ma
l'incidenza di mortalità tra soldati dell'esercito (età media 20-30
anni) rispetto alle donne della stessa età era sproporzionatamente più
alta.
Confrontate queste cifre devastanti a quelle dell'Australia, dove il
Governo pose termine alla vaccinazione obbligatoria quando due bambini
morirono a seguito della vaccinazione antivaiolosa: il risultato è che il
vaiolo è praticamente scomparso in quel Paese (3 casi in quindici anni).
Esaminando tutti questi fatti, risulta che il vaccino antivaioloso non
solo è inefficace ma anche pericoloso.
La documentazione ospedaliera non manipolata dimostra coerentemente che
circa il 90% di tutti i casi di vaiolo si è verificato dopo che
l'individuo era stato vaccinato. 'I certificati di morte da vaccino (...)
hanno spesso superato i certificati di morte da vaiolo', dichiara il dott.
Milard, ufficiale sanitario. Ma la documentazione negli ospedali fu spesso
manipolata e i certificati di morte venivano falsificati quando un
paziente moriva di vaiolo dopo la vaccinazoine.
'La reputazione della vaccinazione viene sostenuta statisticamente
diagnosticando tutti i casi di vaiolo (insorto dopo la vaccinazione) come
eczema pustoloso o qualsiasi altra cosa eccetto vaiolo', dichiara un
funzionario della Sanità a Londra.
Esiste una relazione diretta tra le percentuali di bambini vaccinati e
il numero dei decessi per vaiolo: più alta è la percentuale, maggiori
sono i casi fatali. In altre parole, i decessi per vaiolo crollarono
soltanto dopo che la gente rifiutò di vaccinarsi. Questa tabella lo
dimostra:
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Periodo di 10 anni fino al:
|
% di bambini vaccinati:
|
Morti per vaiolo
(per milione)
|
|
1881
1891
1901
1911
1921
1931
1941
|
96,5
82,1
67,9
67,6
42,3
43,1
39,9
|
3708
933
437
395
12
25
1
|
Statistiche ufficiali rese note dall'Inghilterra e dal Galles
Vaccinazioni multiple contro il vaiolo erano comuni. Una relazione
pubblicata nel 1980 dalla rivista Mutation Research dimostrò che i
bambini sottoposti a richiamo della vaccinazione 'presentavano mutazioni
cromosomiche nei leucociti'.
Gli autori di questa ricerca conclusero che la vaccinazione antivaiolosa
ha un 'effetto mutagenico' sui cromosomi umani.
NOTA: James Phipps, il ragazzino di otto anni inizialmente vaccinato da
Jenner nel 1796, fu rivaccinato 20 volte e morì a vent'anni. Lo stesso
figlio di Jenner, vaccinato anche lui più di una volta, morì a ventun
anni.
Entrambi morirono di tubercolosi, condizione che alcuni ricercatori
associano al vaccino antivaioloso.
Tratto
parzialmente da:
www.vegetarian.it
Fonte: BAMBINI e VACCINI Di Neil Miller - MACROEDIZIONI
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