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Caro direttore, desideriamo porre alla
tua attenzione e a quella dei lettori il testo di una interrogazione sulle
presunte patologie collegate ai proiettili all'uranio.
AI ministro del Consiglio, ai ministri della Sanità e della Difesa
- premesso che tra tutti i contingenti militari che hanno
preso parte alle operazioni nei Balcani, quello italiano appare il più
colpito da gravissime malattie invalidanti;
- premesso che, ad esempio, il contingente tedesco - formato da 10.000 soldati che si sono alternati in Bosnia e Kosovo - presenta un
solo caso di leucemie in linea con la statistica nella popolazione
tedesca, e che in nessuno di questi militari sono state trovate tracce di
uranio;
- premesso che di contro in Italia sono stati accertati
numerosissimi casi di bambini con gravissime patologie invalidanti e
irreversibili causate dalle
vaccinazioni obbligatorie:
- che detti casi ammontano a migliaia e 600 tra quelli
accertati sono trattati dal solo dott.
Massimo Montinari (Azienda
Policlinico di Bari):
- che peraltro i militari italiani sono stati e sono tuttora
sottoposti ad un cocktail di vaccini che variano nel numero da 35 a 40;
- che è stato scientificamente accertato che un solo
vaccino
riduce di molto le difese immunitarie e che
35 o 40 vaccini rappresentano una
follia, specie se non sono rispettati tempi di intervallo nella
somministrazione tra l’uno e l’altro;
tutto ciò premesso si chiede di sapere:
1) se è vero che i residenti civili nei Balcani e i contingenti militari
di altri paesi europei non hanno subito la stessa incidenza di tumori,
Ieucemia e malattie degenerative che invece presentano i nostri militari;
2) il numero, la qualità e i tempi di somministrazione dei
vaccini
inoculati ai militari italiani rispetto a quelli delle altre nazioni
europee;
3) se è vero che nel luglio deI 1993 fu presentata una denuncia alla
Procura della Repubblica di Milano (indirizzata all’allora P.M. doti. Di
Pietro) nella quale si afferma che nel febbraio 1991 il Presidente della
‘Smith Kline Beecham’ (casa produttrice del vaccino 11 EngenxB per
l’epatite B) avrebbe versato L. 600.000.000 (€ 300.000) aI Ministro della Sanità
dell’epoca il poco On. De Lorenzo e che nel maggio del 1991 la vaccinazione
per l'epatite B fu
resa obbligatoria. In caso affermativo quale esito ebbe la denuncia e se e
quali indagini furono svolte;
4) se è vero che l’obbligatorietà delle vaccinazioni sia stata
revocata in molti Stati, essendone stata riscontrata la
pericolosità
specie in soggetti a rischio ma di tanto inconsapevoli,
5) se in considerazione dei fatti di
cui in premessa il Governo, in luogo o insieme alla moratoria
dell’uso dell’uranio impoverito avanzata dai DS, ma in virtù
dell’invocato medesimo principio di precauzione non ritenga di adottare
la moratoria sulla obbligatorietà delle vaccinazioni, ad evitare che si
perpetui un eccidio già accertato.
Sen.
Ettore Bucciero
Sen. Antonino Caruso
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La guerra fa male, anche a chi
la vince
Dalla
“Tempesta del deserto” alla “Sindrome del Golfo e dei
Balcani”, dai vaccini al Plutonio
E’ duro il lavoro per gli esperti
di comunicazione del pentagono. Coniano nomi affascinanti come Desert
Storm, la Tempesta del deserto, per annunciare una guerra come fosse
un nuovo serial televisivo sulle “operazioni chirurgiche”
dei piloti americani sulle fabbriche chimiche di Saddam, e si
ritrovano a combattere la guerra mediatica sulla Gulf & Balcan
Syndrome.
La Sindrome del Golfo e la Sindrome dei Balcani.
Un
bambino riceve dalla nascita a 12 anni 12 dosi di vaccinazioni
obbligatorie e 6 facoltative.
Quelle facoltative come l’antimorbillo
vengono fatte con grande promozione nelle scuole dell’obbligo per
cui oltre il 90% dei bambini italiani riceve 18 vaccinazioni.
Durante il servizio militare (dai 18 in su) viene inoculato un altro
mix di vaccini.
Per i militari impegnati in operazioni all’estero
come in Bosnia, c’è poi un programma standard che prevede 15 dosi
di vaccini da somministrare nell’arco di un anno, ma se la partenza
avviene senza adeguato preavviso il periodo viene ridotto anche a 15
giorni.
Questo è il programma di vaccinazioni in Italia. Altri stati europei
hanno politiche sanitarie differenti (con meno vaccinazioni
obbligatorie), gli Stati Uniti altre ancora.
I vaccini indeboliscono il sistema immunitario. Il sistema immunitario
è una buona cosa perché protegge l’organismo da “nemici
esterni”, ma quando non ferma la sua offensiva dopo aver distrutto
l’invasore, comincia a distruggere cellule sane causando malattie
come diabete, sclerosi multipla, disturbi cardiaci e cancro. “E’
come il termostato che controlla l’impianto di riscaldamento
spegnendolo quando la casa è calda” spiega efficacemente il dottor
Peter Liu, ricercatore dell’Università di Toronto, “ se non
funziona, la casa si surriscalda e può andare a fuoco”.
Forse in alcune persone, soggette ad una serie incessante di
vaccinazioni, cioè di attacchi al sistema immunitario, il termostato
è andato in tilt.
La guerra fa male
La guerra fa male, soprattutto
a chi perde. Il tentativo recente di dare della guerra un’immagine
pulita, terapeutica, “chirurgica” è fallito. Ricordate quei
missili verdolini che solcavano i cieli di Bagdad per colpire
“esclusivamente” obiettivi militari senza esseri umani?
Beh, è proprio da quella guerra contro l’Iraq, vinta alla grande
dagli Stati Uniti, che è sorto il dubbio che la guerra fa male anche
a chi la vince. Anche a chi ne esce con pochi morti o feriti.
Fa male
dopo, a chi è tornato a casa.
I 700.000 militari USA impegnati nella cosiddetta Guerra del Golfo tra
l’agosto ’90 ed il luglio ’91 sono stati vaccinati anche con
vaccini sperimentali, sono stati esposti a gas tossici ed a uranio
impoverito DU (Depleted Uranium).
Di questi oltre un terzo (263.000) hanno avuto bisogno di cure
mediche, uno su 5 (136.000) sono stati dichiarati disabili per cause
di servizio, uno su 70 (10.000) sono morti. (Dati aggiornati
all’ottobre ’99. Fonte: Department of Veterans Affairs, citata dal
National Gulf War Resource Center
www.ngwr.org
).
E chi resta, cioè le popolazioni locali ? Recentemente un esperto
inglese di radiazioni a bassa intensità, Chris Busby è andato a
misurare le radiazioni residue nel paese che per primo è stato
bombardato con proiettili all’Uranio Impoverito: l’Iraq. 10 anni
fa ha ricevuto 300.000 proiettili del peso complessivo di 300
tonnellate. Ebbene, mentre il terreno bombardato presentava un livello
di radiazioni inferiore al previsto, l’aria rivelava un livello di
radiazioni 20 volte superiore a quello di Bagdad.
Quindi i militari italiani presenti sui campi di battaglia del Kosovo
hanno probabilmento respirato particelle di DU, e l'introduzione nel
corpo di DU può provocare patologie a breve termine come nausea,
vomito, indebolimento e diarrea. Particelle di DU nel corpo possono
provocare gravi patologie, anni o decenni dopo l'esposizione,
comprendenti: danni al fegato o ai reni, immunodepressione, cancro
osseo, ai polmoni e ad altri organi, leucemia, decadimento dei
tessuti, anemia, danni genetici, sterilità, difetti neonatali.
Gli scienziati dell’International Uranium Centre del Canada hanno
analizzato i campioni di urina di militari canadesi, britannici e
statunitensi. Ebbene, dopo 10 anni tutti i campioni contengono tracce
di DU.
Le gerarchie militari smentiscono i risultati, ma c’è da fidarsi
se, nonostante dal 1997 il ministero della difesa britannico
conoscesse i rischi del DU, le truppe internazionali presenti in
Bosnia non sono state preavvertite ? Dopo il clamore suscitato in italia (23 casi sospetti, 8 morti al momento che scriviamo) casi
simili sono stati riscontrati nei soldati di Spagna, Portogallo,
Belgio, Inghilterra e delle altre nazioni presenti in Bosnia.
Da
35 a 40
vaccini in 20 anni
Non c’è da stupirsi se un
giovane di 20 anni il cui
sistema immunitario è stato indebolito
(ed il corpo
intossicato) da
circa 40 dosi di vaccino assunte nel corso di 20 anni, a cui magari le
ultime 20 dosi sono state iniettate nel corso di 20 giorni invece dei
365 previsti, si ammala quando esposto, inconsapevole, all’uranio
impoverito. Impoverito sì, a bassa emissione di radiazioni, ma sparso
con abbondanza in tutta la Bosnia.
“E’ dannoso solo al momento
dell’impatto, quando prende fuoco polverizzandosi come le stelle dei
fuochi artificiali” dicono i militari.
Carina questa immagine delle bombe come fuochi artificiali, con tante
stelline che volano ed il botto alla fine; si, ma intanto si disperde
nell’aria e ci mette un po’ prima di ricadere, trascinato dalle
correnti qua e la.
Ricordate le insalatine dell’orto radioattive
anche in Italia dopo il disastro di Cernobyl ?
E poi cosa sono andate a fare le truppe italiane in Bosnia dopo la
fine della guerra ? A ripulire il territorio dalle bombe inesplose. E
come si fa ? Si raccolgono, si fa un bel mucchio e si fanno esplodere.
E così l’uranio (ed altre schifezze contenute nelle bombe) torna
nell’aria in balia dei venti, respirato e “mangiato” da militari
e civili presenti nella zona.
Ma perché i militari italiani presentano casi di leucemia ed altri
tumori in percentuale superiore a quella dei soldati spagnoli o
inglesi o della stessa popolazione locale? Probabilmente perché i
militari italiani hanno subìto più vaccinazioni di militari spagnoli
o inglesi o della stessa popolazione locale.
DUDU -
DUDU
Ma da dove arriva tutto questo
DU ? Per questo non bisogna andare molto lontano. L’Uranio 238,
quello povero o DU, è uno scarto (abbondante) di lavorazione per la
produzione del fratello ricco, l’Uranio 235. Il fratello ricco trova
largo impiego nella produzione di armamenti nucleari e come
combustibile nelle centrali nucleari.
La Francia è il principale
produttore europeo di energia elettrica da centrali nucleari e quindi
anche il principale produttore di DU. E’ per smaltire le grandi
quantità di uranio 238 che l’industria, bellica e no, si è
ingegnata di impiegarlo dovunque servisse peso (pesa 1,7 volte il
piombo). Così, oltre che nei micidiali proiettili, si può trovare DU
nelle ali degli aeroplani, nelle protesi mediche e persino nelle
freccette da bersaglio che magari avete in camera da letto per
rilassarvi.
Crediamo che i vaccini insieme all’esposizione, all’inalazione,
forse all’assunzione tramite cibo locale dell’uranio impoverito
siano la causa delle malattie dei soldati italiani reduci dalla Bosnia.
Solo queste ? Altre possibili cause secondo il DoD, Departement
of Defense americano sono: armi chimiche, armi biologiche, infezioni
locali, pesticidi, prodotti petroliferi, piridostigmina bromide,
stress.
La guerra fa male. Dovrebbero scriverlo sulle bombe, come
sulle sigarette.
P.S.: Ultima notizia: nelle bombe insieme al DU c’è il ben più
temibile Plutonio, residuo della combustione delle Centrali Nucleari.
Le bombe fanno male !
luposolitario@iol.it
Fonti:
http://www.sudnews.it/sindromedelgolfo/
National Gulf War Resource Center
http://www.nhchc.org/Publications/HomelessVetsHealthCare.pdf
The Observer Londra
The Star Toronto
The American Legion
www.legion.org
Department of Veterans Affairs
www.va.gov/health/environ/persgulf.htm
Department of Defense
www.gulflink.osd.mil
Queste ultime 3 sono organizzazioni ufficiali del governo degli Stati
Uniti.
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