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L’associazione Vaccinetwork (oggi chiusa, chissa'
perche' ?....) constata con interesse il cambio di rotta alla Corte
d’Appello di Venezia negli ultimi mesi in merito all’inadempienza
vaccinale di molti genitori.
La Corte ha infatti sollevato questione di legittimità costituzionale
riguardo la legge 292 del 5 marzo 1963 che prevede l’obbligo della
vaccinazione antitetanica. Nel frattempo, in attesa che in proposito si
pronunci la Corte Costituzionale, ha sospeso il giudizio relativo ad
alcune coppie di genitori che avevano rifiutato di sottoporre i propri
figli a tale immunizzazione. Per le altre tre vaccinazioni obbligatorie
(antipolio, antidifterica e antiepatite b) fa testo una delibera della
Regione Veneto secondo cui, firmando il modulo del dissenso informato, i
genitori ricevono una sanzione amministrativa ma non finiscono più
davanti al tribunale dei minori.
Il tribunale dei minori di Venezia
continua invece a convocare i genitori che rifiutano di somministrare
l’antitetanica ai figli, emettendo poi provvedimenti sfavorevoli nei
loro confronti. Molti di questi hanno presentato ricorso in Appello e ora
la Corte d’Appello (presidente Dr. Franco Asili) ha deciso di sollevare
la questione di legittimità costituzionale.
Questo apre diversi scenari. Se infatti la Corte Costituzionale dovesse
pronunciarsi per l’incostituzionalità della legge, lo Stato non
potrebbe più forzare i minorenni e certe categorie di lavoratori a
sottoporsi all’immunizzazione. Di conseguenza cadrebbe la prassi,
portata avanti da alcuni tribunali dei minori d’Italia (ma non da
tutti), di convocare i genitori e di emettere provvedimenti che
influiscono sulla loro potestà. Se invece la Corte Costituzionale dovesse
riaffermare la legittimità dell’obbligo, si presume che tutto
rimarrebbe come ora.
Le motivazioni utilizzate dalla Corte d’Appello di
Venezia, Sezione Minori, sono molto interessanti. Si sostiene infatti che
la legge possa entrare in contrasto con l’articolo 32 della
Costituzione, che afferma come si possa comprimere la libertà
dell’individuo in materia di salute solo in nome della salute
collettiva.
Ma, come tutti sanno, il tetano non è malattia infettiva,
quindi un eventuale malato di tetano non potrebbe infettare nessuno e non
potrebbe quindi mettere in pericolo la salute collettiva. La Corte di
Venezia fa poi riferimento alla presenza di sali di mercurio nei vaccini
antitetanici e si chiede se abbia senso forzare ad un vaccino di tal fatta
un bambino che potrebbe, a breve, usufruire di prodotti privi di tale
sostanza ritenuta pericolosa.
La Corte fa infatti riferimento ad un decreto del ministro Sirchia che
disponeva il ritiro dal commercio entro il 30 giugno 2003 di tutti i
vaccini contenenti mercurio.
Purtroppo, qualche mese fa, è stato superato
da un altro decreto, sempre del ministro Sirchia, che ha invece revocato
la messa al bando dei vaccini al mercurio entro il 30 giugno,
permettendone l’utilizzo senza una scadenza precisa.
Nel nuovo decreto (datato 27 giugno 2003 e pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale n. 153 del 4 luglio di quest’anno) il ministro consente
l’utilizzo di vaccini con mercurio fino a che le rispettive aziende di
produzione non abbiano pressoché completato le procedure per immettere
sul mercato prodotti alternativi privi di mercurio.
Siamo sicuri che la
Corte Costituzionale valuterà la questione con la massima attenzione e
auspichiamo vorrà tenere conto, nel giudizio che le è richiesto, del
profondo mutamento delle condizioni di vita rispetto ai lontani anni ’60
e della sempre maggiore consapevolezza acquisita da tanti genitori che
vorrebbero poter decidere autonomamente sulle questioni che riguardano la
salute.
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