DANNI CAUSATI da VACCINI e SIERI
- Il vaccino del vaiolo
- L'avvelenamento da siero
- Le medicine commerciali
- Casi di malattie o di
morti avvenute per vaccino
- Composizione dei sieri e dei vaccini
By Dott. Herbert M. SHELTON, D.P..N.D., D.C, D.N.T.,
D.N.Sc, D.N.Ph., D.N.Litt., Ph.D., Dorth.
E` difficile credere che genti
in posizione di fiducia e autorita` si incontrano
deliberatamente e tirano fuori schemi per imbrogliare,
ingannare e nuocere la gente solo per fare soldi, ma e`
vero, ed essi spesso vanno avanti cos`i senza essere colti
sul fatto. Anche quando vengono presi si nascondono dietro
scuse plausibili che convincono parecchie persone. Solo
alcuni casi sono scoperti e riportati e mostrano chiaramente
che tutti i vaccini causano paralisi e morte.
I vaccini sono tutti formati da proteine decomposte che di
per se possono provocare un rapido avvelenamento del sangue.
Questo e` gia` di per se` molto grave ma i fabbricanti di
vaccini aggiungono poi altri veleni drastici alla mistura.
Come qualcuno possa essere indotto a pensare che questa
massa di sozzura tossica iniettata nel corpo non provochi
dei danni molto seri, e` veramente difficile da credere. La
velenosa sostanza corrosiva, infatti, deteriora i nervi
delicati, la colonna vertebrale, il cervello, e tutti i
tessuti causando vari tipi di malfunzione, malattie e morti.
Basti pensare a tal proposito
che alcune delle nostre peggiori epidemie sono state
provocate dagli effetti avvelenanti delle vaccinazioni anche
se ci e` stato insegnato a credere che furono invece
controllate da esse.
Le fiale di vaccini provenienti
dai laboratori farmacologici contengono tutti gli inserti
(bugiardini) che dicono ai dottori di quali sostanze (?) e`
formato il vaccino. Cio`, comunque vale per la Casa
Farmaceutica in caso di processo ma certamente non per il
pubblico in quanto il medico si astiene bene dal dire al
paziente che cosa gli sta “effettivamente” iniettando. I
dottori ed i loro staff conoscono i rischi, ma li nascondono
alle povere vittime, in quanto se la gente sapesse che cosa
le viene iniettata per “curare” un corpo gia` troppo
intossicato ed avvelenato sicuramente eviterebbe le
inoculazioni come la peste.
Ma, pensiamoci un momento:
aggiungereste voi ancora piu` smog all’ambiente di Los
Angeles di gia` abbastanza contaminato al fine di ripulire
dallo smog ? Pensate che cio` potrebbe veramente purificare
il vostro ambiente ?
D’altra parte, i fabbricanti di medicine non potrebbero mai
pubblicare un libro o qualcos’altro che condanni le loro
pratiche e li privi di colpo delle loro ville, yatch,
Ferrari, visoni e zibellini. Tocca a noi impegnarci e
scoprire i trucchi e soprattutto la verita` al fine di
migliorare le nostre condizioni ed evitare inutili
sofferenze dovute semplicemente all’ignoranza. “Conoscere la
verita` e` un diritto di tutti” ...
PREFAZIONE
Mi sento molto onorata di essere stata invitata a scrivere
la prefazione a questo libro.
Gli autori hanno intrapreso un compito molto arduo, che
consiste nel cercare di convincere gli individui che,
ingannati dal governo e dal corpo sanitario sono indotti a
credere ai miti ed alle fantasie ampiamente divulgati da
queste due “autorevoli” istituzioni.
Ho messo “autorevoli” tra virgolette, dato che la sola
autorita` di cui attualmente essi dispongono, con tutto
rispetto alla salute ed alla malattia, e` quella di aver
tramato per se stessi.
Il pubblico crede solo a cio` che fa in quanto nessuno e`
stato abbastanza forte da rivelare la verita` provocando
pubblicamente i ciarlatani con domande e fatti che essi
rifiutano completamente di esporre. Quantunque tali
provocazioni siano state fatte, sono state soppresse da una
cospirazione che include pratiche mediche govemative oltre
che i mass-media in genere.
Allo scopo di preservare la
propria autorita` e di riempire simultaneamente le tasche
gia` troppo piene con piu` denaro derivante dalle vittime
pubbliche, il corpo sanitario appoggiato da ignoranti membri
governativi, affamati di soldi e potere, ha affermato che:
1. I germi o batteri provocano le malattie;
2. I virus causano le malattie;
3. Cure per il cancro ed altre malattie sono imminenti se
viene fornito abbastanza denaro pubblico;
4. I vaccini possono prevenire le malattie e non a caso
hanno virtualmente eliminato il vaiolo, la poliomelite, il
morbillo, e tante altre.
Queste sono solo alcune delle affermazioni fatte dai medici
e ingenuamente bevute dal pubblico. Assicuro il lettore,
comunque, che queste sono tutte bugie, e nessun fatto valido
puo` essere preso come esempio per renderle veritiere;
esiste, invece, la prova che mette in evidenza quanto essi
si sbaglino.
Le affermazioni che le medicine, la chemioterapia, le
radiazioni, o la chirurgia possano “curare” le malattie sono
assolutamente false cos`i come puo` essere provato dal loro
fallimento assoluto e dai continui cambiamenti nel corso
degli anni. I medici ribatteranno violentemente il contrario
per la propria preservazione, ma non possono produrre alcun
sostegno legittimo che appoggi le loro argomentazioni. E`
chiaramente provato che si sbagliano.
Il mio spazio qui e` limitato, per cui lo utilizzero`
soprattutto per dare informazioni che dovrebbero indurre
delle persone intelligenti a pensare in quanto coloro che
hanno preconcetti, credenze e pregiudizi sono generalmente
troppo deboli ed ignoranti per pensare da se´ e accettano,
quindi ciecamente cio` che i dottori dicono loro. E` ovvio,
dunque, che questo libro non e` per la gente ignorante ed
irriflessiva.
Prima voglio dire che non c’e`,
e non c’e` mai stato neanche un frammento di evidenza che
provi che i germi ed i virus possono o provocano malattie.
Il mondo e` letteralmente saturo di batteri e se
“attaccassero” veramente le persone il mondo si sarebbe di
gia` estinto da parecchi anni. La stessa cosa e` vera per i
virus. I medici hanno continuato a convincere il pubblico
per lo meno da cento anni: dapprima affibbiarono la colpa di
tutte le malattie agli “spiriti maligni”– a qualcosa che non
poteva essere visto ma che “invadeva” ed “attaccava” il
corpo di una persona.
Quando poi lo scetticismo divenne forte, arrivo` Pasteur con
i suoi germi cosicche` il corpo medico abbandono`
immediatamente “gli spiriti maligni” che aveva sostenuto per
cosi lungo tempo ed adopero` prontamente la “teoria
dei germi” per tutte le malattie, e convinse il pubblico
che sono degli invisibili germi a causare i malanni,
“invadendo” ed “attaccando” il corpo di una persona.
Nei primi anni del XX° sec.
stava crescendo un ulteriore scetticismo sulla teoria dei
germi dato che la gente intelligente incomincio` a capire
che essi si trovavano in abbondanza dappertutto, eppure si
sopravviveva, in aggiunta al fatto che, a dispetto degli
“attacchi” sui germi, tutte le vecchie malattie continuavano
ad esistere aggiungendosene delle nuove - le numerose
malattie iatrogeniche causate dai medici e dalle loro borse
zeppe di stregonerie quali medicine, vaccini, ecc..
Con questo crescente scetticismo, i medici erano senza
speranza e, per loro fortuna, vennero fuori i virus - delle
minuscole particelle di DNA o RNA avvolte in un velo di
proteine. I virus divennero i cattivi. Bisogna invece sapere
che essi sono necessari elementi di vita cosi come lo sono
germi e batteri, ed appaiono abbondantemente in tutti gli
organismi viventi. Se avessero “attaccato”, la vita non
avrebbe potuto esistere.
Essendo le particelle
estremamente piccole e non avendo l’abilita` dell’auto
movimento (lo stesso delle vitamine, degli ormoni, degli
enzimi, dei minerali, ecc.) non c’e` alcun modo per i virus
di danneggiare deliberatamente una cellula vivente o una
grande collezione di cellule tanto quante ne contiene un
corpo umano, ma la classe medica ha provocato (inventato)
una favola non troppo probabile e che consiste nel fatto che
queste invisibili particelle sono imperfette e malate e
“attaccano” deliberatamente le cellule sane causando la
maggior parte delle malattie che solo pochi anni or sono
affibbiavano ai germi o batteri - ma ricorda, non appena
prima di questi i colpevoli erano “gli spiriti cattivi” - il
PERCHE poi essi attaccano e COME lo fanno non e` stato mai
spiegato.
I vaccini (veleni) furono
escogitati per “combattere” i batteri non dannosi senza
successo, essendo l’unico risultato l’avvelenamento dei
pazienti (vittime) con grave distruzione delle normali
funzioni e processi del corpo portando a malattie ben piu`
gravi di quelle che dovevano essere “combattute”. Poi
vennero ancora escogitati altri vaccini per combattere
contro virus innocui - ed ancora l’unico risultato fu la
produzione di effetti peggiori causati dalla soppressione di
naturali e normali sintomi acuti che essi stavano cercando
di prevenire.
Al pubblico e` stato effettuato
un lavaggio del cervello completo sulla teoria dei virus
fino al punto che ormai la massa si esprime in tal modo “Ho
preso un virus” oppure “Sono stato male per colpa di un
virus”. Ma ora dato che tutti gli attacchi ai poveri “virus
innocenti” sono falliti, la classe medica sta cercando altri
colpevoli a cui imputare la colpa delle malattie. Sono
tornati allora di nuovo agli “spiriti maligni” dato che non
possono trovare alcun altro colpevole. Tirano cos`i in ballo
cause psicosomatiche. Sperimentano l’agopuntura, usata, tra
l’altro, da millenni dai Cinesi. Sperimentano le erbe
anch’esse usate da anni dai Cinesi. Sperimentano novita`
chimiche e farmacologiche stabilite dall’impero farmaceutico
dato che tutti quelli vecchi si sono rivelati dei
fallimenti. Stanno sperimentando ancora altri vaccini ed il
pubblico credulone fornisce tutti i porcellini d’India
necessari per tali esperimenti.
La classe medica ed il pubblico
rifiuta di capire che solo la dieta, l’ambiente puo` far
crollare la buona salute di una persona - una questione di
inconsapevolezza, ignoranza, semplice abusivismo medico. Il
solo ammettere cio` porrebbe definitivamente fine alla
pratica medica.
Coloro che rivelassero questi fatti al mondo sarebbero
condannati dalla potente associazione medica - mentre le
persone che resisterebbero all’idea che sono essi stessi a
provocare le malattie con le loro diete folli,
l’inquinamento ambientale, e le loro folli abitudini di vita
non sarebbero disposti a cambiarli.
Le malattie di ogni genere sono le cose che la classe medica
ha inventato, con lo scopo di impaurire e confondere il
pubblico rendendo la classe medica ”autorita`” alla quale
occorre rivolgersi per aiuto. Una particolare malattia non
e` un’entita` come suole specificare la classe medica, ma un
insieme di semplici sintomi (malattie acute o particolari
effetti strutturali di un abuso persistente del proprio
corpo).
Un esempio della formula magica
medica e` l’infiammazione. Tutte le ”-iti” sono le stesse
eccetto che prendono luogo in diverse parti del corpo e a
seconda di queste viene attribuito loro il nome. Vedi ad
esempio la bronchite, la colite, la nevrite, l’artrite, la
poliomelite, ecc. che non sono altro che infiammazioni di
parti specifiche del corpo. L’infiammazione e` la stessa ma
molte malattie sono state inventate per intimorire il
pubblico.
Tu, pubblico, sei stato intimorito, fuorviato e vittimizzato
dalla classe medica.
Le molteplici ”-iti” sono semplici infiammazioni, e
l’infiammazione e` la conseguenza di una irritazione. Basta
soltanto rimuovere l’irritazione, la causa e l’infiammazione
o se preferite ”l’-ite” che essa sparira` come per magia.
I medici pero` drogano la gente, aggiungendo veleni e
pesticidi a corpi di gia` rovinati, nel tentativo di
eliminare l’infiammazione senza nemmeno conoscere o cercare
di conoscere la causa o l’origine dell’irritazione. Cio`
indebolisce il paziente ed anche se l’infiammazione
potrebbe, in ultima analisi, sparire come risultato del
naturale processo autoguaritivo del corpo (non per le
medicine) ci si mette poi piu` tempo a guarire i danni che
le stesse medicine provocano ai loro pazienti.
La polio consiste in una
collezione di sintomi tenui manifestati da tutte le persone
del mondo senza che nemmeno sapessero o sappiano di avere la
poliomelite. In occasioni “rare” quando una persona
diventava paralitica, si diceva che aveva avuto il polio ed
era molto pubblicizzata dalla classe medica per cercare di
mettere paura al pubblico. I genitori erano molto impauriti
(e lo sono ancora) che i loro figli potessero rimanere
paralizzati - condizione quest’ultima che si potrebbe
sviluppare sia in concomitanza con i sintomi della polio che
senza.
Un egoista ciarlatano
rispondente al nome di Jones Salk produsse cio` che egli
chiamo` il vaccino per prevenire il polio, e, l’impero
farmaceutico si uni a lui per riempire il paese di vaccini
nel tentativo di avere tutti bambini inoculati. Erano
coinvolti in questo programma grandi profitti. I burocrati
del governo, i servitori dell’immensa associazione medica e
dell’impero farmaceutico furono veloci nel prendere la palla
al balzo.
La propaganda medica e
governativa invase il paese e mise paura ai genitori laddove
si credette alla bugia che la polio rappresentasse un serio
danno per i propri bambini. Masse di bambini vaccinati,
“immunizzati” presero posto, facendo guadagnare milioni di
dollari alla classe medica ed all’industria farmaceutica e
dando inoltre grandissima fama a Jones Salk.
Questa burla purtroppo ancora continua e produce piu`
malattie, piu` pazienti e ancora piu` soldi ai ciarlatani
ogni qualvolta un bambino viene vaccinato. Il fatto e` che
l’antipolio non ha mai prevenuto niente eccetto la buona
salute per quelle persone che furono contaminate con
l’avvelenamento da vaccino.
Tutta la propaganda medica non ha fatto altro che asserire
che la polio e` stata completamente debellato con la
vaccinazione e che i bambini, pertanto, dovrebbero
continuare ad essere vaccinati. Tutte bugie. Altre
statistiche nascondono, principalmente il fatto che con o
senza vaccinazione tutte le persone manifestano sintomi di
polio ma i medici chiamano tali sintomi influenza,
raffreddore o qualche altra cosa: certamente mai
poliomelite.
La verita` e`, cosi come ho
asserito prima, che tu e probabilmente qualsiasi altra
persona al mondo avete avuto la “polio” una o piu` volte
senza nemmeno saperlo. I ragazzini, vengono ancora oggi
affetti da polio sia se vaccinati che non e guariscono senza
portarsi indietro strascichi nella salute e senza sapere di
aver avuto la polio. Coloro che sono stati vaccinati hanno i
loro corpi avvelenati dalle inoculazioni e devono attendersi
una malattia acuta man mano che il loro corpo procede
all’eliminazione dei veleni della vaccinazione o, come unica
alternativa, devono guardare avanti ad un danno permanente
derivante dalla vaccinazione stessa.
Gli abituali sintomi della polio sono febbre, mal di testa,
nausea, vomito, irritabilita`, tenue dolore muscolare e mal
di gola.
Puo´ essere notato che questi stessi sintomi sono presenti
anche nell’influenza, nell’encefalite, nel morbillo, nel
raffreddore comune e molte altre cosiddette malattie.
Il pubblico fa affidamento sulla classe medica perche` gli
dica di quale “malattia” esso e` affetto, nonostante un
ciarlatano la possa definire in un modo ed un altro in altra
maniera. Se e` stato pubblicizzato la polio, i medici
chiameranno i sintomi poliomelite. Se e` stato pubblicizzato
il raffreddore, i sintomi saranno di raffreddore. Ricorda,
comunque, i sintomi della polio non hanno mai fatto male a
nessuno.
Le epidemie sono prodotte
artificialmente dalla classe medica con l’inconsapevolezza
ma inestimabile aiuto dei mass-media i cui impiegati sono
tanto ignoranti quanto il pubblico in generale circa la
salute, la malattia, e qualsiasi altra cosa concernente il
corpo umano. Quando poche persone nella stessa area
manifestano i medesimi sintomi, i sanitari proclamano una
epidemia che viene diffusa dai mass-media cosicche` ognuno
ne e` al corrente.
Dal momento della pubblicita`,
l’epidemia cresce notevolmente. La gente si mette paura,
appare suggestionata, accusa malori simili.
Ciascun sintomo e` diagnosticato dalle “autorita`” sanitarie
come quello riguardante la malattia epidemica, nonostante
normalmente ci sarebbe una grande varieta` di malattie
diagnosticate. Anche le morti risultanti da varie cause
vengono attribuite alla malattia “epidemica”.
I medici raccomandano allora vaccinazioni ingenuamente ci
crede e si ammala di piu` a causa dell’avvelenamento medico.
Segue, poi, veramente un’epidemia da avvelenamento con molte
morti ed altri effetti avversi che la classe medica ancora
attribuisce falsamente alla malattia “epidemica”.
I medici sono molto indaffarati e guadagnano molti soldi
insieme alle case farmaceutiche mentre il massacro continua
per un breve periodo fino a che i corpi delle persone non
eliminano naturalmente i veleni medici e ritomano alla
normalita`, pur lasciando alcune persone gravemente e
permanentemente danneggiate dai veleni. Questo e`
esattamente cio` che avvenne nei primi del ’700 ed ogni
qualvolta che viene proclamata un’epidemia.
Nella lunga storia della
medicina, la classe medica non ha mai prodotto neanche la
piu` piccola cura per la malattia, ne` ne ha mai prevenuto
alcuna attraverso le numerose pratiche barbariche.
Un caso e` quello delle piaga bubbonica che si diffuse negli
anni bui, uccidendo milioni di persone e diffondendo paura
tra il resto della popolazione. Questa piaga si sviluppo`
spontaneamente come il risultato delle condizioni di vita
misere, gli abusi fisici, gli abusi dietetici, condizioni
ambientali inquinate, la predominanza della abitudini
distruttive quale quella di bere dell’alcol e l’incredibile
barbarismo della scienza medica di allora.
Il corpo medico era inutile nella prevenzione della piaga
anche se cerco` con tutti i mezzi di stregoneria possibile
di debellarla ma che non fecero altro che contribuire in
maniera maggiore al disastro.
Infine, senza alcun aiuto sanitario, la malattia finalmente
si ritiro` da se` come un normale e naturale spurgo
fisiologico che termino` insieme al miglioramento delle
condizioni ambientali. Cio` accadde con tutte le malattie
acute, le quali sorgevano e poi terminavano spontaneamente
in cicli che sono determinati dalle condizioni di vita dei
gruppi di persone affette.
Il punto che sto cercando di
evidenziare e` che le condizioni ambientali, dietetiche ed
altre abitudini, l’igiene, ed il generale modo di vivere
della gente, oltre agli abusi medici sono i fattori che
contribuiscono maggiormente alla malattia. Se le condizioni
fisiche delle persone peggiorano a causa della cattive
abitudini arriva la malattia. Essa sara` in qualche modo
diversa ma i suoi sintomi saranno gli stessi da anno ad anno
e da posto a posto dipendenti dal modo di vivere di
particolari gruppi di persone.
Tutti i medici del mondo non
possono prevenire i sintomi di polio, di morbillo, di
influenza, ecc. nonostante i loro vaccini ed altre cose
barbariche che tirano puntualmente fuori dal loro bagaglio
di strogonerie. Questi sintomi acuti devono manifestarsi
periodicamente come una parte del processo naturale.
L’interferenza dei sanitari in questo processo attraverso
l’introduzione di piu` veleni sotto forma di vaccini o di
altre droghe o medicine non fa altro che postecipare
l’inevitabile e se continuato, porta in ultimo a delle
condizioni croniche, quali il cancro, la malattia cardiaca,
l’artrite ed altre dato che il corpo si deteriora quale
risultato di questo abusivismo medico che previene la
normale pulizia ed i processi autoguaritivi di procedura
naturale.
Lasciando perdere l’interferenza
medica, la popolazione mondiale sarebbe oggi molto piu`
sana. I cicli di pulizia che si manifestano attraverso
sintomi acuti quali l’influenza, polio, morbillo, ecc.
procederebbero normalmente e malattie croniche fatali quali
il cancro e la malattia cardiaca diminuirebbero fino a
diventare insignificanti.
Paradossalmente, coloro che cercano di curare le malattie,
sono quelli che le producono. Man mano che la scienza medica
modifica le sue pratiche, lo stato di salute del mondo
peggiora. Qualsiasi persona intelligente puo` capire questo
da se` semplicemente guardando i risultati medici o il
record mondiale di salute degli ultimi cento anni con
particolare enfasi agli ultimi cinquanta anni.
I fatti rimangono per coloro i
quali sono abbastanza interessati ed intelligenti da
esaminarli:
1. Gli “spiriti maligni”, i germi, ed i virus non provocano
malattia - non c’e` alcuna evidenza che li implica a
dispetto delle tante bugie mediche non provate.
2. La dieta, le abitudini, l’ambiente e le pratiche mediche
sono i maggiori responsabili della malattia in quanto la
provocano.
3. Non esiste alcun modo in cui le droghe, le medicine, gli
agenti chimici, le radiazioni, i vaccini o la chirurgia
possono prevenire o curare la malattia.
4. Le affermazioni mediche circa il fatto che le malattie
quali il vaiolo, il morbillo e la poliomelite sono stati
debellati, sono bugie che si servono di false statistiche
designate specificamente per deviare il pubblico.
5. Tutti i sintomi sono naturali; delle naturali risposte
dell’organismo umano agli abusi siano essi auto-indotti o
provocati.
6. Prevenire un sintomo o interferire nella sua
manifestazione e` come prevenire l’orinare, i movimenti
intestinali, la traspirazione ed il respirare.
Tutti questi processi fisiologici, inclusi i sintomi,
avvengono semplicemente per eliminare scarti, tossine e
veleni dell’organismo vivente.
Auguro all’autore grande
successo nel suo lavoro e spero che tramite questo libro
molte persone finalmente si sveglino e aprano la loro mente
alla VERITA`!
Capitolo 1 IL
VACCINO del
VAIOLO - By Dott. Herbert M. SHELTON
Il vaiolo vaccino e` una malattia infettiva acuta causata da
vaccinazione. La vaccinazione e` un’inoculazione ai bambini
o agli adulti, ai sani o ai malati, di una sostanza settica
(pus) prelevata da pustole vaiolose di bovini malati. Questa
definizione e` comunque incompleta, in quanto avrei dovuto
aggiungere che la vaccinazione e´ un’operazione criminale.
La malattia risale piu` o meno
all’anno 1774, quando Benjamin Jesty, un contadino inglese,
ignorante e superstizioso, vaccino` la moglie ed i suoi tre
bambini con una sostanza estratta dalle pustole di bovini
ammalati di “vaiolo vaccino”, usando, per le incisioni, un
ago da rammendo. Jesty credeva molto nella superstizione, a
quel tempo in voga tra le mungitrici, che chi si faceva
iniettare il vaiolo vaccino risultava immune dal normale
vaiolo umano.
Un certo dott. Nash, morto nel 1785, fece delle annotazioni
su questi esperimenti. Alla sua morte, tali annotazioni
passarono nelle mani del sig. Thomas Nash, conoscente di
Edward Jenner, noto ciarlatano, al quale e` stata attribuita
la “scoperta” della vaccinazione.
Nel 1798, infatti, questi inoculo` al suo bambino di
diciotto mesi una sostanza estratta da suini affetti da
vaiolo suino. In seguito pratico` delle inoculazioni anche
su altri bambini e cosi, la vaccinazione, fu resa nota al
pubblico. (NdR: il figlio e l’amico del figlio,
plurivaccinati vaccinati da Jenner, morirono a 20 anni…)
Uno scrittore inglese, Arthur
Wollaston Huton, M.a., parlando dell’esperienza
professionale di Jenner, afferma: “La sua preparazione
professionale e` molto scarsa; la sua laurea in medicina non
e` stato il risultato di un esame o di un lavoro
scientifico, ma e` venuta in seguito al pagamento di una
“bustarella” all’Universita` di St. Andrews. Per quanto
riguarda poi l’altra sua onorificienza, ancora piu`
importante, quella cioe` della “Borsa di Studio presso la
Royal Society”, fu addirittura ottenuta, come sostiene lo
stesso dott. Norman Moore, il suo piu` recente biografo ed
apologista, per mezzo di un’azione che puo` essere definita
poco meno di una frode “.
Ecco, dunque, che ci troviamo
questa subdola pratica che, seppure nata dall’ignoranza e
dalla superstizione di un impostore, viene oggi riconosciuta
come un vero e proprio procedimento scientifico. Nella
storia della medicina sono sorprendenti i numeri dei casi,
di teorie e pratiche, molte delle quali ancora in voga, che
trovano le loro origini in abitudini, tradizioni e
superstizioni del passato.
Non si sa quanto antica sia la
credenza, tra le mungitrici inglesi, delle capacita`
immunizzanti del vaiolo vaccino; sembra derivare, comunque,
dalle pratiche inoculatrici introdotte in Inghilterra da
Lady Mary Wortley, moglie dell’ambasciatore britannico alla
corte Ottomana, nel 1717.
La pratica fu poi abolita dal Parlamento nel 1840 a causa
dei danni che provocava. Nel 1754, il Collegio Reale dei
Medici (Royal College of Physicians) pubblico` il seguente
manifesto che ricorda stranamente le dichiarazioni che i
medici moderni fanno sulla vaccinazione:
“Il collegio, essendo stato informato di false relazioni
pubblicate in paesi stranieri, e, concernenti il successo
delle inoculazioni in Inghilterra, esprime i propri
sentimenti nella seguente maniera: che le discussioni che
avevano accompagnato il diffondersi di tale pratica sono
state smentite dall’esperienza; che l’inoculazione, molto
stimata adesso in Inghilterra, viene praticata in un’enorme
quantita` di casi e che il collegio ritiene tale fatto
altamente salutare per la razza umana”.
Nonostante la bugia evidente
contenuta nella dichiarazione di questo importante
organismo, tale pratica non riportava successo, non era
salutare: l’esperienza, non poteva smentire le cattive voci
che giravano attorno ad essa. Era, infatti, una pratica
molto dannosa, che causo` il diffondersi del vaiolo in
Inghilterra, e che alla fine fu abolita dalle leggi inglesi.
Edward Jenner, sulle orme di Benjamin Jesty, rese popolare
tra le mungitrici l’antica pratica dell’inoculazione e cos`i
nacque il concetto di vaccinazione (dal termine vacca).
Ho detto precedentemente che
questa pratica fu introdotta dall’est. La data d’origine di
questa abitudine superstiziosa si perde nel buio della
preistoria. Popolazioni selvagge e barbariche, in varie
parti del mondo, praticavano l’inoculazione. Sembra,
infatti, che abbia avuto inizio in India, patria di molte
delle nostre tradizioni e si sia poi diffusa in Africa ed in
Europa.
Da tempi immemorabili le
popolazioni negre ed arabe della Nubia praticavano
l’inoculazione contro il vaiolo. Gli Ashanti, i Mori ed
altre tribu` arabe dell’Africa del nord sin dai tempi
antichi praticavano l’inoculazione da braccio a braccio. Le
tribu` selvagge del Congo Superiore la praticavano per
prevenire la “sifilide”.
I Bari del Lado si inoculavano sulla parte sinistra del
petto. Le popolazioni negre del Senegal inoculavano i
bambini sulle braccia.
I Saraceni e gli altri popoli della Senegambia, praticavano
l’inoculazione contro la pleuro-polmonite. Una pratica di
questo genere era in voga a Berna, in Svizzera, gia` dal
XVIII secolo.
Il primo accenno di vaiolo
appare in India, dove si registrano le prime pratiche di
inoculazione; pratiche in voga gia` piu` di tremila anni fa.
Si ritiene che Dhanwantari, il padre Medico della medicina
ed il primo medico indu` vissuto (sembra essere, infatti,
del 1500 a.C.), sia stato il primo a praticare
l’inoculazione e sembra anche che le popolazioni indu`
facessero uso di vaccini. In Cina, l’inoculazione viene
praticata da piu` di mille anni.
Tale pratica e` talmente
collegata alle superstizioni religiose delle varie
popolazioni che, per gli studenti di storia delle religioni,
le sue origini non dovrebbero costituire un mistero. In
India, in Malaba`r ed in altre parti del mondo,
l’inoculazione era legata al culto della dea del vaiolo. Non
sembrava essere niente di piu` di un rito superstizioso
designato a placare le ire di una divinita` irascibile.
Le persone che avevano in qualche modo offeso gli dei,
diedero origine a questa pratica ripugnante allo scopo di
farli tornare di umore allegro.
Secondo un certo sig. Porter,
ambasciatore inglese presso Costantinopoli nel 1755 (Gentlemen’s
Magazine, ottobre 1755): E una tradizione ed una credenza
del paese che un angelo presieda le malattie. Per
ingraziarsi i suoi favori i Georgiani prelevano una piccola
sostanza vaiolosa e, sotto forma di sacrificio, la iniettano
tra il pollice e l’indice di una persona in buone condizioni
di salute. Si ritiene che tale operazione non fallisca mai
nel suo intento. Per assicurarsi, senza ombra di dubbio i
favori dell’angelo, appendono sul letto dei vestiti di
colore scarlatto, essendo questo il colore preferito della
figura celestiale che intendono propiziarsi ?
Non riesco ad immaginare come
San Paolo, che rifiuto` di mangiare la carne prima offerta
agli idoli pagani, potesse porgere il braccio
all’inoculazione del pus che veniva offerto alla dea del
vaiolo, o come Mose`, le cui leggi sul cibo puro possiedono
un valore estremamente importante, potesse comandare agli
Ebrei di farsi iniettare nell’organismo questa ignobile
sostanza.
Sintomi: il vaiolo vaccino
comincia, dopo l’inoculazione, con una lieve irritazione
sulla parte della vaccinazione. Al terzo o quarto giorno
appare un’eruzione sotto forma di papula rossa, circondata
da una corona di rossore. Il quinto o sesto giorno la papula
si trasforma in vescica, contenente una sostanza acquosa o
piuttosto limpida, avente una distinta depressione centrale
(ombelicazione). All’ottavo giorno la vescicola e`
perfettamente formata ed e` circondata da una zona arrossata
di edema infiammatorio che e` il sito del prurito intenso.
Al decimo giorno la sostanza interna e` purulenta (pus) e la
vescicola diventa una pustola. La pelle intorno risulta,
ora, gravemente infiammata e dolorosa. E` supergiu`, questo
il momento in cui la corona arrossata comincia a screpolarsi
dando vita alla essiccazione ed alla formazione graduale di
una spessa crosta marrone, che si stacca e cade al
ventunesimo o venticinquesimo giorno, lasciando una brutta
cicatrice. Tale cicatrice in un primo momento e` rossa, ma
poi diventa piu` chiara della pelle circostante e rimane
incavata. L’evoluzione di questa patologia e` accompagnata
da febbre e da sintomi costituzionali, da malesseri e
dall’ingrossamento delle ghiandole o dei noduli linfatici
adiacenti.
Prendendo nota dei sintomi sopra
descritti (e tale descrizione proviene dalle ricerche
mediche) vi accorgerete immediatamente che abbiamo trattato
di una malattia acuta – i sintomi acuti di un’infezione
settica.
Il vaiolo vaccino viene classificato nei testi medici come
“un’acuta malattia infettiva”. La sostanza infettiva e` il
pus prelevato dalle pustole di un bovino che precedentemente
aveva subito il contagio per mezzo di un contatto, sulle
incisioni praticate sulla pelle, con il pus prelevato dalle
pustole di un malato di vaiolo. E` un prodotto morboso, un
virus, e non e` mai la “linfa dei vitelli”.
Il siero vaccinico e` pus, e anzi, piu` precisamente, e` il
prodotto liquido della suppurazione. Vaccinare una persona
significa scatenare in essa una malattia. E` il tentativo di
prevenire una malattia, provocandola. Non sempre, comunque,
si verificano tali circostanze: la suddetta descrizione non
e` la regola di tutti i casi.
Complicazioni e postumi:
potrebbero formarsi delle pustole irregolari ed atipiche;
diverse vescicole potrebbero svilupparsi in maniera
raggruppata; all’ottavo giorno o al decimo giorno potrebbe
svilupparsi un’eruzione pustolare, ricoprente il braccio
intero o varie parti del corpo, chiamata vaiolo vaccino
generalizzato. Possono anche manifestarsi: ascessi,
squamosita`, cellulite, erisipela, un’infezione settica
generale, eruzioni orticarie, sifilide, lebbra, tubercolosi,
actinomicosi, malattie mentali, tetano, paralisi, meningite,
malattia del sonno, ecc.
Raramente le pustole riappaiono dopo essere apparentemente
guarite. In alcuni casi, invece, gli ascessi che si formano
sono restii a guarire. Ho visto un caso, infatti, in cui,
persino dopo quattordici anni, gli ascessi continuavano a
“emettere” pus. Parlando del vaiolo vaccino in generale, Sir
Wm. Osler afferma: “Nei bambini la malattia puo` rivelarsi
fatale”.
Osler riporla le descrizioni di Ackland sulle date in cui e`
possibile osservare eruzioni e complicazioni nella maniera
seguente:
1. Durante i primi tre giorni: eritema, orticaria, eruzioni
vescicolari, erisipela suppurativa
2. Dopo il terzo giorno, e fino a che le pustole non
maturino completamente: orticaria, “linchen urticatus”,
eritema multiforme, erisipela casuale.
3. Verso la fine della prima settimana: vaiolo vaccino
generalizzato, impetigine, ulcerazione vaccinica, ascessi
ghiandolari, infezioni settiche, cancrena.
4. Dopo l’involuzione delle pustole: malattia da vaccino
come, ad esempio, la sifilide.
Sotto la denominazione di “La
trasmissione delle malattie per mezzo della vaccinazione”,
Osler afferma: “Sicuramente la sifilide si trasmette per
mezzo della vaccinazione”. Sotto la denominazione
“L’influenza della vaccinazione sulle altre malattie”, egli
asserisce: “Una malattia latente puo` scatenarsi a causa
della vaccinazione. Questo accade nella sifilide congenita,
a volte nella tubercolosi . . . Con la vaccinazione possono
manifestarsi convulsioni che a volte vengono seguite da
emiplegia (paralisi di un lato del corpo)”.
In Norvegia, la vaccinazione e`
stata sospesa a causa delle malattie che provocava nella
bocca e negli zoccoli. Nel nostro paese il Dipartimento
all’Agricoltura attribui le epidemie di malattie alla bocca
ed alle zampe del 1902, 1908, e 1918 al vaccino per il
vaiolo.
L’alibi medico e`, quando si
presentano tali conseguenze in seguito alla vaccinazione (ed
esse sono molto piu` comuni di quanto una persona male
informata possa immaginare), che i sintomi siano dovuti a
“trascuratezza” o ad “infezioni secondarie”.
Il dott. Richard C. Cabot afferma: “Un altro fatto che
infastidisce la gente e` che le incisioni da vaccinazione
diventano settiche, sia se eseguite in maniera perfetta sia
se, invece, poco accurate. Non bisogna necessariamente
accusare il dottore se il braccio dei paziente si ammala.
Nonostante tutte le precauzioni, se il paziente si trova in
cattive condizioni di salute, il taglio della pelle puo`
diventare settico”.
Questo e` vero solo in parte. La
ferita vaccinica e` settica fin dall’inizio. Il vaccino e`
una sostanza settica. La vaccinazione e` un’infezione
settica deliberata e voluta. In genere si accusa il medico
in quanto e` lui che inietta la sostanza settica nel
braccio.
Questa immagine della vaccinazione e` senz’altro negativa,
anche se non completa. E quasi impossibile esagerare i danni
causati da questa pratica ignobile e superstiziosa, ed ogni
medico o sostenitore dei vaccini che afferma che la
vaccinazione e` innocua, o e` un ignorante o un bugiardo.
Prima di concludere, pero`, con questo argomento cerchero`
di dare ogni spiegazione possibile.
“Magari avessimo scoperto prima quale cosa terribile fosse
la vaccinazione!”, scriveva la signora A. Kyles, in una
lettera all’editore del St. Louis Times, nel novembre del
1926, dopo che suo figlio era morto di trisma in seguito a
vaccinazione.
Era stato vaccinato il 15 ottobre e mori l’8 novembre 1926;
il tetano (trisma), si era manifestato intorno al 31
ottobre. Migliaia di altre madri hanno esclamato: “Magari
avessimo saputo prima quale cosa terribile fosse la
vaccinazione”.
Perche` non fare le scoperte prima e non dopo la morte di un
bambino ? Perche` essere cos`i disposti a credere nei
“discorsi di vendita” di quelli che si arricchiscono alle
spalle dei vaccini ?
Il 7 ottobre del 1926, il
piccolo Elmer Perry, di quattro anni, figlio del signor e
della signora Perry, abitanti al n. 35 di Schalk Street,
Newark, N.J., fu vaccinato su ordine dell’autorita`
sanitaria. Quindici giorni piu` tardi comincio` ad ammalarsi
ed il 27 ottobre dovettero portarlo all’ospedale perche`
affetto da trisma. Poche ore piu` tardi, mori. “Hanno ucciso
il mio bambino, lo hanno ucciso”, urlava la madre in preda
al dolore. “Hanno distrutto il sole della mia vita”, gemeva
la madre affranta. Questo e` solo uno dei migliaia di casi
altrettanto tragici. I medici li uccidono per “salvarli”.
Le autorita`, in questo caso,
rinnegarono ogni responsabilita` sulla morte del bambino.
Accusarono il bambino del suo stesso decesso. Questo e` solo
un esempio della maniera vigliacca con cui i medici non
riconoscono la responsabilita` del loro operato. Essi sono
l’unica classe di criminali che sfuggono alla pena accusando
le loro vittime.
Il 29 giugno 1926, la piccola
Geraldine Creamer, di quattro anni, abitante al 611 di John
Street, Peekskill, N.Y., mori di
trisma, in seguito a vaccinazione come conseguenza di
una ferita vaiolosa; un caso di avvelenamento da edera
diagnosticato come vaiolo.
I colpevoli, in questo caso, spiegarono che la bambina, gia`
vaccinata su una gamba, aveva contratto l’infezione dalla
terra mediante un taglio fattosi nel giardino. Il
sovrintendente all’Igiene e alla Salute rispose con un
articolo molto inconsistente pubblicato sul giornale locale,
ma ignoro` la mia sfida. Non voleva che il suo alibi venisse
messo in dubbio da un esperimento.
Il trisma e` una malattia relativamente rara ad eccezione
che nelle epidemie da vaccinazione. Nel suo libro I Principi
e le Pratiche della Medicina (Principle and Practice of
Medecine), Sir Wm. Osler afferma che il tetano e` una
malattia che si trasmette attraverso la vaccinazione:
“McFarland ne studio` 95 casi, quasi tutti di americani.
Sessantatre´ si manifestarono nel 1901, ed in questi, R.W.
Wilson, dimostro` la presenza del bacillo del tetano. La
maggioranza di questi casi si manifesto` a Filadelfia”.
Il Bollettino sulla salute
pubblica negli Stati Uniti (The United States Public Health
Report) del 20 marzo 1925 afferma che “recentemente negli
Stati Uniti si sono verificati diversi casi di tetano tra
individui vaccinati”.
Il Bollettino del 26 giugno 1925, contiene, nelle prime sei
pagine, un rapporto su undici casi di tetano sviluppatisi in
seguito a vaccinazione. I ragazzi appaiono piu` suscettibili
delle ragazze nel contrarre il tetano post-vaccinale.
In una lettera datata 9 agosto
1929, indirizzata al senatore R.F. Wagner, il dott. Hugh S.
Cummings, chirurgo generale del Servizio pubblico per
l’Igiene e la Salute negli Stati Uniti (U.S. Public Health
Service) riporta le cifre, incomplete, sulle morti dovute a
tetano post-vaccinale: 1925, 29; 1926, 15; 1927, 17; 1929,
1. Poiche` la maggioranza di questi casi si verifica in
settembre, all’apertura delle scuole, e quindi, proprio
quando si scatena la follia collettiva delle vaccinazioni,
la riduzione apparente registrata nel 1929, probabilmente e`
solo illusoria.
Nella prima parte del 1925,
quando l’Est intero era in agonia in seguito ad un’epidemia
da vaccinazione, il New York Evening Graphic registro`
almeno due morti a causa di tetano post-vaccinale e molti
casi di malattie in seguito a vaccinazione nella sola citta`
di Baltimora. Dopo la pubblicazione della scopeta di questi
casi, gli ospedali di Baltimora imposero una rigida censura
e nascosero l’orribile verita` su quella pratica criminale.
Ma non fu una tregua con il tetano; i giornali spesso
riportano casi mortali di questa malattia e chiunque voglia
approfondire l’argomento puo` trovare il modo di farlo.
Negli anni recenti, diversi
altri sono stati i danni provocati dalla vaccinazione. Ho
gia` citato la dichiarazione del dott. Osler che “al
culmine, la vaccinazione puo` causare la comparsa di
convulsioni seguite da emiplegia”. La paralisi, come
risultato della vaccinazione, e` molto piu` frequente di
quello che si possa immaginare. Afferma il dott. Osler: “La
meningite cerebro-spinale presenta una curiosa predilezione
per i soldati”.
Il capitano Sheffield Neave, inglese, sostiene: “La
meningite e` la malattia dei soldati e dei bambini”.
Durante la Prima Guerra Mondiale si registro` un alto tasso
di mortalita` e di invalidita` tra i soldati a causa della
meningite cerebro-spinale. Gli anti-vaccinazionisti diedero
colpa alla vaccinazione. Questo scateno` le ire dei devoti
al pus e alla dea del vaiolo.
Nel Lancet, il piu` importante
giornale inglese sulla medicina, del 4 settembre 1926, si
riportarono sette casi di encefalo-mielite (infiammazione
del cervello e del midollo spinale, e delle loro membrane),
dovuti a vaccinazione e verificatesi in due ospedali di
Londra.
Il prof. H. M. Tumbull ed il prof. Jas. McIntosh, i quali
studiarono attentamente questi casi, riportarono, nel
”Giornale Inglese della Patologia Sperimentale” (British
Journal of Experimental Pathology) fonte di informazione per
il Lancet, che: “Non esistono dubbi sul fatto che la
vaccinazione abbia costituito il fattore causale
definitivo”.
Il Lancet dichiara che
l’articolo sul Giornale “include i contenuti dei rapporti
clinici, le autopsie e le descrizioni dei cambiamenti
patologici, sia notevoli sia minori, nel sistema nervoso
centrale, nelle zone vaccinate, nelle ghiandole linfatiche
proprie di quelle zone ed in altri tessuti. Delle immagini
grafiche perfettamente chiare illustrano le lesioni
istologiche trovate nel midollo spinale nella parte piu`
bassa. La prova eziologica (l’eziologia e` la scienza che
studia le cause) tratta dalle manifestazioni cliniche ed
istologiche e` molto evidente ed e` confermata anche dai
risultati degli esperimenti biologici (esperimenti su
animali condotti dal dott. Paul Fildes e dal prof. Mclntosh).
L’inoculazione di sostanza dal cervello o dal midollo
spinale mostro`, in tre di questi casi, la presenza del
virus del vaiolo vaccino e di nessun altro virus”.
I sospetti di questi medici
sorsero intorno al 1912, quando la morte di un ragazzo di 15
anni precedentemente vaccinato, rivelo` la presenza di una
encefalo-mielite. Nel dicembre del 1922, fu eseguita
un’autopsia su una bambina di 9 anni la cui diagnosi era
meningite tubercolare. Tuttavia, il microscopio non rivelo`
lesioni, ad eccezione delle croste della recente
vaccinazione, dell’infiammazione ghiandolare, nella zona
vaccinata, e di leggeri cambiamenti nel sistema nervoso
centrale. Il cervello ed il midollo presentavano gli stessi
cambiamenti caratteristici scoperti nel ragazzo dieci anni
prima.
“Altri casi simili – sostiene il Lancet – furono
immediatamente riconosciuti in un uomo di 21 anni ed in
alcune ragazze di 7, 12, 15 e 22 anni. Tutti questi pazienti
ad eccezione di una delle ragazze morirono nel corso di un
attacco acuto di encefalomielite complicato da una
bronco-polmonite”.
Come esempio del decorso di questi sette casi, riporteremo
quello di una donna di 22 anni. Era stata vaccinata da
bambina e di nuovo il 29 novembre del 1922. Dopo sette
giorni manifesto` un forte mal di testa ed altri sintomi. Il
decimo ed il dodicesimo giorno presentava un forte senso di
torpore accompagnato da febbre alta. Il tredicesimo giorno
era in uno stato di semi-coma ed il quattordicesimo giorno
mori.
II
Lancet del 9 ottobre 1926, riporta che in Olanda,
durante il periodo dal 1 gennaio 1924, al 1 luglio 1925,:
“vi furono 35 casi di encefalite, di cui 15 fatali,
manifestatisi in seguito a vaccinazione, dopo un intervallo
tra i dieci ed i trenta giorni”. Lancet dichiaro`, inoltre,
nell’articolo precedentemente menzionato: “La ricerca sulle
possibili vie di infezione ha dato risultati negativi;
l’esame attento delle zone vaccinate e delle ghiandole
circostanti ad esse diede scarse informazioni in quanto, i
cambiamenti istologici sembravano essere sostanzialmente
simili a quelli del caso precedente, un ragazzo morto a
causa di un incidente”.
Questo significa che il danno regolare ed ordinario
provocato dalla vaccinazione puo` causare il manifestarsi di
queste malattie. Afferma, inoltre, il Lancet: “Anche se le
vie dell’infezione non possono essere definite, sembra che
gli autori posseggano ampie giustificazioni per riconoscere,
vista la stretta somiglianza tra i due rapporti clinici, l’uniformita`
delle scoperte patologiche e l’assenza di casi simili
indipendenti da vaccinazione, che questa rappresento` un
fattore causale definitivo e non solo una coincidenza”: (Italics
mine).
Nel 1927, quando il sig. Marky
ed il senatore Love discussero sull’argomento della
vaccinazione, noi portammo come esempio una bambina il cui
corpo appariva tremendamente deformato, emaciato e
paralizzato in seguito a vaccinazione. Ricorrendo alle
melliflue argomentazioni politiche e rispolverando i vecchi
sotterfugi medici della “infezione secondaria” e della
“malattia latente”, il dott. Love cerco` di far credere al
pubblico che i guai della bambina fossero dovuti a qualcosa
di diverso dalla vaccinazione. Ma “un’affezione latente” e`
solo una scusa. Non e` altro che una fantasia delle menti
mediche.
Anche il Lancet si era trovato d’accordo sulla stessa teoria
in relazione ai casi sopra citati. Nel numero del 1 agosto,
1925, riguardo ai numerosi casi che si erano verificati nel
continente, dichiarava: “Gli esperimenti e le ricerche
patologiche hanno dimostrato che questa forma di malattia
non e` causata dal virus del vaccino di Jenner . . .
Esisteva “un infezione latente” e la vaccinazione l’ha
semplicemente scatenata”.
“L’infezione latente” e` un
altro sotterfugio a lungo utilizzato dalla professione
medica quando, in seguito a vaccinazione, si manifestano
tubercolosi, sifilide e lebbra. Ma la fine di questi
sotterfugi e` molto vicina. Ritrattando quello che aveva
precedentemente affermato, il Lancet dichiaro`: “Non si sono
mai verificati casi simili in assenza di vaccinazione. Gli
autori sono in possesso di motivi convincenti contro il
concetto che i casi di post-vaccinazione, descritti da loro
stessi e da altri studiosi all’estero, siano dei semplici
esempi di poliomelite (infiammazione della materia grigia
del midollo spinale) o di encefalite letargica (la malattia
del sonno) ove la vaccinazione rappresenti solo un fattore
accidentale”.
Sostiene che l’encefalomielite in seguito a vaccinazione
presenta sempre delle lesioni piu` estese di quelle della
“malattia del sonno” e che “istologicamente, nei casi
ordinari di poliomelite (paralisi infantile),
l’infiammazione differisce notevolmente da quella presente
dopo una vaccinazione ?.
Nel 1923, 1924 e 1925 in Inghilterra, si cerco` di vaccinare
la popolazione intera. Vennero eseguite migliaia e migliaia
di vaccinazioni. Si verifico` un notevole aumento nei casi
di encefalite letargica. Nel 1924, in Inghilterra ed in
Galles si registrarono 6.296 casi di questa e di altre
affezioni simili, su un totale di popolazione di 38.746.000
individui; 162 casi, insomma, per ogni milione di abitanti.
A Liverpool, su una popolazione di 836.000 abitanti furono
riportati 257 casi di tale malattia: 306 casi per ogni
milione di abitanti.
La vaccinazione a Liverpool era stata molto piu` estensiva
rispetto alla media dell’Inghilterra e del Galles, ed in
questa citta` si verifico` il 100% in piu` dei casi di
encefalite. Probabilmente cio` fu dovuto ad “un’affezione
diffusa”, o ad una “infezione latente”, o ad una “infezione
secondaria”.
“La Rivista di Medicina dello Stato di New York” (The New
York State Journal of Medicine) del 15 maggio 1926,
riportava due articoli tratti da riviste straniere sul
diffondersi di casi simili nel continente europeo. In uno di
questi articoli, Carl Leiner (Vienna) discute il presentarsi
dell’encefalite e della meningite da nove a quindici giorni
dopo la vaccinazione. Egli ammette che in una condizione di
infezione generalizzata, come il vaiolo vaccino
generalizzato, possano presentarsi delle complicazioni
intracraniche.
L’articolo sostiene, inoltre, che il dott. Lucksch osservo`
tre casi e fu portato a conoscenza di altri quattro, tutti
bambini, di cui cinque morirono. In due autopsie, che
ottenne il permesso di compiere, fu in grado di dimostrare,
senza la minima ombra di dubbio, che “la morte era dovuta ad
encefalite”. Bastianse, proveniente da Hague (Olanda),
ottenne delle informazioni su 34 casi simili che si
verificarono in Olanda durante diciotto mesi tra gli anni
1924-1925, con un tasso di mortalita` del 40%: “un tasso
piu` alto di quello che si riscontra nelle ordinarie
epidemie di encefalite”. Sono stati riportati, inoltre,
diversi casi di meningite.
Tre casi osservati in Austria dall’autore dell’articolo,
mostrarono che “non solo l’encefalo appare coinvolto, ma
anche il midollo ed i nervi periferici, quindi l’affezione
puo` essere definita generalmente come una meningoencefalite
pilineurite”.
L’altro articolo e` un riassunto di uno scritto del dott.
W.F. Winkler, direttore della Clinica all’Universita` di
Rostok. “Di recente in Olanda, Cecoslovacchia e Germania si
sono verificati, in seguito a vaccinazione, dei casi isolati
di sintomi cerebrali che somigliano all’encefalite, ed in
Svizzera sono stati riportati due casi gravi di meningite”.
Nei Paesi Bassi ed in altri
paesi come, ad esempio, in Francia, si sono manifestati casi
di questo genere. Nella “Rivista della Associazione Medica
Americana” (Joumal of the American Mediacal Association) del
3 luglio 1926, pag. 45, apparve un articolo del
corrispondente di Berlino dal titolo:
“I disturbi nervosi e la vaccinazione contro il vaiolo”.
Questo e` il contenuto: “Nelle regioni in cui non esiste un
sistema di vaccinazione organizzata per la popolazione, la
paralisi generale e` un fenomeno raro. Nei pazienti affetti
da paralisi generale, egli (il dott. Daraskwiewcz) non ha
mai riscontrato cicatrici di vaiolo, mentre quelle delle
vaccinazioni erano sempre presenti”.
Alcuni medici olandesi dichiararono: “E` impossibile negare
il legame tra la vaccinazione e l’encefalite che la segue”.
E` stato osservato che mentre i ragazzi sono piu`
predisposti a contrarre tetano dopo la vaccinazione, le
ragazze sono piu` predisposte verso l’encefalite
post-vaccinazione.
E inesatto affermare che tutti i casi di paralisi locale o
generale siano dovuti alla vaccinazione. Vi sono anche casi
provocati da altre cause. Ma questi altri casi non devono
servire a rinnegare la dannosa influenza della vaccinazione,
come qualcuno tenta di fare.
Quanto puo` considerarsi nuovo
questo fenomeno ? Chi puo` fornire una risposta ?
Il dott. Pierre Baron, dell’ospedale di Parigi, basa il suo
lavoro sull’encefalite post-vaccinale (1929); le conclusioni
vengono tratte dalle osservazioni da lui compiute su un caso
trovato dopo lunghe ricerche tra gli annali medici negli
“Archivi di Medicina dei Bambini” (Archives de Medicine des
Enfants), nel 1907.
Il dott. Combay della Societa` Medica degli Ospedali di
Parigi riporto` un caso che gli era capitato nel 1905. Si
trattava di una neonata in ottime condizioni di salute fino
a quando, intorno ai quattro mesi di vita, non fu vaccinata.
Gia` dall’ottavo giorno comincio` a manifestare convulsioni,
accompagnate da strabismo e da altri fenomeni gravi. Non
mori ma rimase con “postumi molto accentuati”. Non
riconosceva i luoghi, non si ricordava la maniera per
prendere il latte, aveva uno sguardo - perso nel vuoto;
“l’obnubilamento intellettuale” si sviluppo` in idiozia con
progressiva sclerosi cerebrale (indurimento del cervello)
fino a che, verso i diciotto mesi di vita la bimba mori . La
sua morte fu classificata tra le “statistiche” mediche come
un caso di polmonite il solito trucco per nascondere i
crimini medici.
Il libro del dott. Baron tratta
255 casi di encefalite post-vaccinatoria, volutamente
ignorati dai rapporti medici. La sua lista e` lungi
dall’essere completa in quanto egli attribuisce agli Stati
Uniti solo quattro casi e tutti prima del 1927.
La Gran Bretagna formo` due
comitati per approfondire tale questione: il Comitato di
Andrews formato nel 1923 che forni il suo rapporto nel
maggio 1925; ed il Comitato di Rolleston formato nel
febbraio 1926, il quale forn`i il suo rapporto nel febbraio
1928. Entrambi i comitati erano composti da autorita` in
campo medico le quali si schieravano dalla parte della
vaccinazione.
Il Comitato di Andrews riporto`
62 casi di encefalite post-vaccinatoria: 40 donne e 22
uomini; eta` media, 10 anni e mezzo; decessi, 36. Quattro
casi erano sotto l’anno di vita, un caso aveva
cinquant’anni, e quarantotto casi erano compresi tra i sei
ed i sedici anni d’eta`.
Il vaccino, messo in commercio dal governo, era stato usato
in 53 di questi casi, di cui trenta si erano rivelati
mortali. Il Comitato di Rolleston riporto` trenta casi con
16 morti. Il vaccino era stato usato in 18 casi, di cui 8
immortali. Questo comitato riporto` anche la storia di 10
casi non mortali sotto i quindici anni di eta`, mostrandone
4 danneggiati permanentemente: nella mente, nella memoria,
nel temperamento, nel vigore fisico, nelle ricadute.
Da quando la vaccinazione e`
stata resa obbligatoria in Inghilterra e nel Galles, un
milione di bambini (fino al 1930) sono morti di convulsioni,
tetano, encefalite, meningite ed altri problemi nervosi.
Quante tra queste morti furono causate dalla vaccinazione,
e` impossibile stabilire, ma visti i presenti fatti, non
crediamo di sbagliare affermando che una discreta
proporzione mori proprio per questo motivo.
Nel 1924 in Inghilterra ed in
Galles furono registrati 5.039 casi di encefalite letargica,
397 di febbre cerebro-spinale, 777 di poliomelite acuta, 83
di polio-encefalite; un totale di 6.296 casi con 2.200
morti, 2.520 cervelli danneggiati permanentemente (insanita`
mentale), e 1575 guarigioni complete. I casi del 1924 erano
tre volte maggiori nel numero della media annuale registrata
nei nove anni precedenti. Negli anni 1922-23-24, i medici
inglesi e gallesi, si inventarono la presenza di un’enormita`
di cicatrici da vaiolo ordinando 288.000 pre-vaccinazioni.
“Le vaccinazioni ripetute di nuovo furono seguite da
un’ondata extra di casi di malattia dei sonno”.
Un caso di encefalite
post-vaccinatoria fu registrato in Irlanda nel 1930 in un
bambino di cinque chili circa. Fu vaccinato il 3 maggio e si
ammalo` il 10 maggio, “era molto agitato ed insonne con
vomito frequente. Il giorno seguente era calmo ed apatico e,
su ammissione dell’ospedale, le sue condizioni facevano
pensare alla presenza di tetano”.
La Lega delle Nazioni nel suo
rapporto del 27 agosto 1928 fa menzione del manifestarsi, in
Olanda, di 139 casi di cui 41 mortali. Questo provoco`, in
quel paese, la sospensione della vaccinazione obbligatoria
durante gli anni 1928-29. Il numero totale di vaccinazioni
in Olanda, nella prima meta` del 1928, era inferiore ad un
terzo di quelle praticate nella prima meta` del 1927 ed
anche il numero di morti, in seguito ad encefalite, risulto`
inferiore ad un terzo.
La Germania modifico` la legge
compulsoria sulla vaccinazione e adotto` una clausola
opzionale come quella gia` esistente in Inghilterra.
L’International News Service del 27 febbraio 1930, ci
informa: “La modifica dell’attitudine medica nei confronti
della vaccinazione a favore di una meno rigida applicazione
della legge, e` stato raggiunta principalmente in seguito al
notevole numero di malattie post-vaccinatorie osservate in
Olanda e in Inghilterra e, in casi sporadici, anche in
Germania”.
“Le persone vaccinate sviluppavano un tipo di infiammazione
cerebrale (encefalite post-vaccinatoria) che causava la
morte o, in alcuni casi, una forma leggera di alienazione
mentale”.
Riportiamo qui di seguito, un
brano tratto da un articolo apparso sulla “Rivista
dell’Associazione medica Americana” (Joumal of the American
Medical Associa-tion) il 5 aprile, 1930: “Reisch riporta che
su 233 bambini vaccinati tra i 5 e i 10 anni di eta`, si
sono osservati diversi casi che presentano i sintomi
dell’encefalite. Due tra questi apparivano particolarmente
gravi e si conclusero con la morte dei pazienti. Le autopsie
rivelarono i cambiamenti tipici dell’encefalo-mielite. Anche
altri sei bambini presentarono, da sei a dodici giorni dopo
la vaccinazione, i sintomi dell’encefalite”.
Nel rapporto del 27 agosto,
1928, della Commissione per il Vaiolo e la Vaccinazione
dell’Organizzazione per la Salute e l’Igiene della “Lega
delle Nazioni”, con sede a Ginevra, si diceva: «L’encefalite
post-vaccinatoria che ci troviamo ad affrontare oggi, e`
diventata un problema in conseguenza agli avvenimenti degli
ultimi anni accaduti in Olanda, in Inghilterra e nel Galles.
In ognuno di questi paesi i casi manifestatisi sono stati
sufficientemente numerosi e simili da poter essere
considerati collettivamente. Il loro verificarsi ha portato
alla conclusione che alla pratica della vaccinazione si e`
aggiunto un nuovo e sconosciuto rischio.
E cosa possiamo dire a riguardo
dell’America ? Sono presenti, in questo paese, casi simili ?
Si. Ma, raramente, vengono denunciati e studiati nei
particolari.
Nel 1930, Julia Motley, 12 anni, proveniente da Irisburg
(Virginia) mori a causa di una paralisi infantile acuta che
l’aveva colpita 3 settimane dopo essere stata vaccinata. I
suoi genitori attribuirono la morte alla vaccinazione,
mentre le aurorita` del Servizio di Igiene e Salute pubblica
erano schierate dalla parte della vaccinazione.
Il 28 marzo 1930, il giornale New Leader di Richmond
diceva: «Nonostante i genitori siano convinti che la causa
della morte sia stata la vaccinazione, il dott. J. V.
Shackleford, che si e` occupato del caso, sostiene che il
certificato di morte (compilato da lui stesso, naturalmente)
mostra che “la bambina e` morta a causa di paralisi
infantile acuta che l’ha colpita tre settimane dopo essere
stata vaccinata”.
Questo e` tutto. Il medico che vaccino` la bambina, compilo`
quel certificato per coprire le sue “malfatte” e per
difendere la questione della vaccinazione.
L’argomento viene, cosi,
liquidato. La bambina e` immune da vaiolo e la dea che
protegge tale malattia e` soddisfatta.
Questo fatto mi ricorda molto da vicino una dichiarazione
del Prof. Jorge, contenuta nel suo memorandum (pubblicato
nel bollettino mensile di quella organizzazione nel gennaio
del 1972) e indirizzata al Comitato dell’Ufficio
Internazionale per l’Igiene e la Salute pubblica; in esso,
egli si riferisce “ai motivi che contano per noi senza
disturbare la stampa estera con notizie sulle complicazioni
di un’operazione profilattica considerata fino ad ora
innocua...
Probabilmente la stampa non avrebbe pubblicato la notizia
per il motivo che essa protegge sempre la professione
medica. La stampa compie, in genere, un buon lavoro nel
nascondere la verita`, alla stessa maniera del Prof. Jorge e
dei suoi collaboratori. Il livello medio d’intelligenza (?),
i giornali, le riviste, i film, le scuole e la chiesa
giocano un ruolo importante nell’ingannare un pubblico piu`
o meno preparato, mentre ogni scienziato o giornalista o
professore o predicatore sovvenzionato rappresenta un organo
politico al servizio ed agli ordini degli sfruttatori.
Naturalmente, a cose fatte, la classe dei semplicioni che
credono a tutto non conta molto. Essi sono i sostenitori
della filosofia che tutto puo` servire, ma saranno quelli
che quando la “marea crescera` si troveranno privi di un
costume da bagno”.
Il chirurgo Chas Armastrong, in
un articolo sull’encefalite post-vaccinatoria, apparso il 23
agosto 1929 sul “Bollettino sulla Salute Pubblica ” (Public
Health Reports) sostiene: “Per quello che riguarda il
fattore dell’eta`, l’abitudine, in questo paese, di
effettuare le vaccinazioni primarie al sesto o al settimo
anno sembrerebbe facilitare la comparsa di complicazioni
della popolazione. Si sono manifestati diversi casi a
testimonianza di cio`. Wilson e Ford, e Fulgham e Beykirk
hanno riportato la presenza, in questo paese, di tre casi
confermati in seguito da studi patologici. Dal Connecticut,
Rhode Island, New York, Maryland, Illinois, California,
Washington e dal Distretto della Columbia e` stata
riportata, su basi di ricerche cliniche ed epidemiologiche,
la presenza di altri possibili casi”.
Il “Bollettino settimanale ” (Weekly
Bullettin) del Dipartimento di Igiene e Sanita` della citta`
di New York, del 7 settembre 1929, dedica diverse pagine
alla discussione della questione riguardante l’encefalite
post-vaccinatoria: “Nonostante siano molto pochi i casi
verificatisi negli Stati Uniti, ci sembra indicato
richiamare l’attenzione dei medici a tale riguardo, in modo
che ogni qual volta una persona vaccinata di recente, mostri
dei sintomi di danneggiamento al sistema nervoso centrale,
questi possano essere studiati in maniera completa”.
Per i medici puo` essere molto
interessante studiare i sintomi che danneggiano il sistema
nervoso centrale, ma lo e` molto meno per le persone comuni
che osservano i propri figli ammalarsi. Poiche` la scienza
medica non sembra disposta ad abbandonare questa pratica
indecente, ignorando il numero di bambini che si ammalano,
che soffrono e che muoiono a causa della vaccinazione, e` il
singolo individuo quello che deve prevenire l’encefalite e
gli altri effetti discussi in questo capitolo non
permettendo che il proprio figlio venga infettato con del
sudicio pus di vacca (vaccino).
Il figlio e` vostro. Non e`
dello stato. Non e` stato messo al mondo allo scopo di
arricchire la scienza medica. Voi siete responsabili per le
sue cure e per la sua educazione. Se tradite il vostro
bambino nel nome di questo Dio Moloc moderno, vi meritate
una punizione peggiore di quelle che Dante aveva descritto
nella sua opera piu` famosa. I genitori hanno molte
responsabilita` nei confronti dei propri figli. Tra queste,
una e` certamente quella di salvaguardarli dagli attacchi
dei fattori nocivi, specialmente da quelli che mettono a
repentaglio la loro salute. E` dovere di ogni genitore di
“rifiutare e combattere” la vaccinazione nell’interesse dei
propri figli, in qualsiasi luogo ed in qualsiasi
circostanza. Combattete, andate in prigione, ma resistete in
ogni maniera possibile contro gli attacchi dei sostenitori
di questa pratica ripugnante. Diversi anni fa, in Italia, un
gruppo di medici invase le case dei montanari per vaccinare
a forza i bambini; i montanari, cacciarono in malo modo tali
persone, fecero loro provare diverse dosi della propria
“medicina” e li rimandarono a casa di corsa. Questo modo di
agire dovrebbe essere adottato un po’ da tutti nel paese.
Bisognerebbe far soffrire queste canaglie nello stesso modo
in cui loro fanno soffrire altre persone. Servirebbe a dar
loro una buona lezione.
In risposta ad una richiesta di
ricerca, indirizzata al Servizio di Igiene e Salute Pubblica
degli Stati Uniti da Robert F. Wagner di New York, il
Chirurgo Generale Hugh S. Cumming afferma: “Negli Stati
Uniti furono denunciati un caso (di encefalite in seguito a
vaccinazione) nel 1929 e due nel 1927. Questi tre casi
sembrano essere stati sicuramente provocati dalla
vaccinazione. Diversi altri casi apparivano come conseguenze
della vaccinazione, ma, data l’incertezza delle nostre
indagini, non li prenderemo in considerazione in questa
sede”.
Che queste e tutte le altre
cifre fornite in tale risposta non siano complete, appare
evidente nel paragrafo finale di questo scritto: “Nonostante
si sia compiuta una ricerca approfondita fin dal 1925 tra
tutto il materiale a disposizione, non possiamo essere
sicuri della completezza di queste informazioni. Nonostante
il Servizio di Igiene e Salute Pubblica tenti di scoprire e
di investigare i casi sospetti di essere stati provocati dai
prodotti biologici, non esiste un meccanismo legale che
obblighi la denuncia di tali casi al suddetto Servizio”.
Il Rapporto del 1918, steso dal
Chirurgo Generale dell’Esercito Americano mostra che durante
il 1917, negli ospedali militari, furono ammessi 19.608
uomini sofferenti di inoculazione anti-tifoide e di vaiolo
vaccino. Il Rapporto del 1919, riguardante l’anno 1918,
indica che le accettazioni dei pazienti affetti da
vaccinazione tifoide erano 23.191 e quelle dei pazienti
malati di vaiolo vaccino 10.830. Considerando le proporzioni
degli individui sofferenti in seguito a queste due
inoculazioni, piu` o meno uguali in entrambi gli anni, si
puo` affermare che circa 20.000 soggetti si trovavano negli
ospedali militari a causa della vaccinazione contro il
vaiolo. Questa cifra non include le persone affette da
malattie attribuite ad altre cause, o quelle le cui
sofferenze, anche se non indifferenti, non erano tali da
rendere necessario il ricovero in ospedale.
Il Chicago Tribune del 6 giugno
1926, riporto` la morte di Kasmir Jesky di dieci anni,
figlio della signora Anna Jersky, abitante al 1523 della 17a
strada a Melrose Park. Il giornale affermava:
“L’avvelenamento del sangue che sembra essere il risultato
della vaccinazione, ieri ha avuto ragione della vita di
Kasmir Jesky”.
Il Rapporto del The Register
General in Inghilterra dal 1875 al 1923 conteneva 1.464
morti ufficialmente dichiarate, in seguito a vaccinazione.
Queste cifre indicano solo una parte del quadro generale in
quanto molte morti vengono tenute nascoste. Ad esempio, in
una serie di morti causate dalla vaccinazione, l’Indagine
Pubblica rivelo` che tale pratica era stata menzionata come
causa solo in un caso. In un’altra circostanza di 17 morti
in seguito a vaccinazione, studiata e pubblicata nei
dettagli da alcuni medici, solo un caso fu attribuito alla
vaccinazione.
Afferma un medico inglese: “Nei certificati compilati da noi
volontariamente ed accessibili al pubblico, e` difficile
aspettarsi che un medico si pronunci in maniera contraria ai
propri interessi. In casi di questo genere, egli
probabilmente dira` la verita`, ma non tutta; attribuira` ai
sintomi piu` evidenti le cause della morte. Come esempi di
casi che potevano danneggiare il medico, cito l’erisipela in
seguito a vaccinazione e la febbre puerperale. Il primo caso
mi accadde troppo tempo fa e, nonostante non avessi
vaccinato il bambino e non volessi schierarmi contro la
vaccinazione, evitai di menzionarla nel certificato di morte
da me compilato”.
La vaccinazione deve essere
tenuta al di sopra di ogni sospetto a tutti i costi. Cosa
importano le numerose morti di bambini se si riesce a tenere
salvo l’onore di tale pratica. I genitori devono mettere
fine a questo danneggiamento della salute dei bambini. E un
dovere sacro dei genitori quello di proteggere i propri
figli da ogni male. Se la scienza medica non e` abbastanza
nobile da abbandonare questa pratica altamente remunerativa,
anche se dannosa e mortale, e` dovere dei genitori rimediare
a questo stato di cose.
E vero che la vaccinazione,
anche se spesso causa danni e morti, ne provoca meno delle
malattie che previene ? Anche se cos`i fosse, io potrei
dimostrare il contrario. Ma, ammesso che cio` sia vero, e`
vero anche che costringere una persona a sottoporsi ad una
pratica cos`i pericolosa, non e` giustificabile. E` un
pericolo ed ognuno di noi ha il diritto di scegliere tra due
pericoli.
La vaccinazione obbligatoria e` un crimine.
Il giornale inglese Christian
Herald, del giorno 7 luglio 1927 conteneva un articolo su
un’epidemia di vaiolo di tipo grave, verificatasi in 15
contee francesi, con un tasso di mortalita` del 50% circa
nelle donne e del 30% circa negli uomini. Erano tutte
persone vaccinate; alcune delle vittime, infatti, erano
state addirittura vaccinate per due o tre volte. Se la
vaccinazione allora protegge, perche` e` stata cosi dannosa
in questi casi ?
Nel nostro esercito, durante la
guerra tra Spagna e America e nelle Filippine, i soldati
venivano vaccinati non annualmente, ma ogni sei settimane.
Il Capo Chirurgo Lippincot affermo`: “La vaccinazione viene
svolta regolarmente come i cambi di guardia”. Nonostante
cio`, il rapporto ufficiale indico`, nel 1899, 276 casi di
vaiolo di cui 78 furono fatali; nel 1900 i casi furono 246
ed i decessi 113; nel 1901, 125 casi e 37 decessi; in questo
esercito cosi ben vaccinato, quindi, il tasso di mortalita`
fu del 50% circa con una punta massima, la piu` alta che sia
mai stata registrata in un campo militare nel 1900.
Nel 1872, il Giappone approvo`
una legge sulla vaccinazione obbligatoria che fu applicata
in maniera assai rigida. Ma il vaiolo continuo` a
“devastare” quel paese. Nel 1885, fu approvata un’altra
legge che prevedeva una rivaccinazione ogni sette anni. Dal
1886 al 1982, si eseguirono ben 25.474.370 di vaccinazioni e
rivaccinazioni. Durante questi sette anni, dal 1886 al 1892,
in Giappone si verificarono 156.175 casi di vaiolo di cui
38.979 furono mortali; il tasso di mortalita` fu del 25%
circa, un valore che supera quello registrato nel periodo in
cui nessuno veniva vaccinato. Solo in un anno (1893) in
Giappone ci furono 41.898 casi di vaiolo, di cui 11.852
mortali.
Nel 1896, il Parlamento
giapponese approvo` una legge, firmata immediatamente dal
Mikado, in cui si obbligava ogni residente di quel paese ad
essere vaccinato e rivaccinato ogni cinque anni. Tale legge
fu applicata severamente sotto la minaccia di pesanti
punizioni a chiunque le trasgredisse. Nel 1906 a Londra, il
barone Takalira, durante il pranzo per il cinquantenario
della Societa` inglese dei funzionari medici per la salute e
l’igiene, dichiaro`: “In Giappone non esistono persone che
si schierino contro la vaccinazione. Ogni bambino viene
vaccinato prima dei sei mesi di eta`, viene rivaccinato
quando comincia ad andare a scuola e rivaccinato di nuovo a
quattordici anni, quando sta per iniziare le scuole medie
superiori; da adulto, viene vaccinato prima di compiere il
servizio militare ed ogni volta che si verifichi un’epidemia
di vaiolo”.
Guardate attentamente l’ultima
parte della dichiarazione. Se la vaccinazione previene il
vaiolo, come possono manifestarsi delle “epidemie di vaiolo”
in un paese che segue tale pratica scrupolosamente ? Esiste
solo una risposta, e cioe´ che la vaccinazione non protegge.
Questa legge sulla vaccinazione
obbligatoria divenne effettiva, in Giappone, nel 1896. Nel
1897 si verificarono 49.946 casi di vaiolo, di cui 2.276
risultarono fatali. Nel 1908 si ebbero 10.067 casi e 5.837
furono le morti riportate ufficialmente. Tra il 1889 ed il
1908, in Giappone, si ebbero 171.611 casi di vaiolo e di
questi, 47.919 furono decessi. Se c’e` qualcuno che crede
che la vaccinazione, la rivaccinazione e la
ri-rivaccinazione possano prevenire o alleviare il vaiolo,
questo “qualcuno” dovrebbe osservare attentamente le cifre
riportate in precedenza. Il tasso di mortalita` durante
quegli anni in Giappone fu del 30% circa. Sarebbe
interessante scoprire entro quali limiti la malattia
risulto` alleviata in quei 47.919 casi mortali di vaiolo
post-vaccinatorio.
Il New York Medical Journal del
22 luglio 1899, contiene un articolo di Chas Rauta,
professore di Igiene e Materia medica presso l’Universita`
di Perugia, su “La Vaccinazione in Italia”. Egli dichiara
che “l’Italia e` uno dei paesi meglio vaccinati nel mondo e
questo puo` essere provato matematicamente”. Aggiunge,
inoltre: “Per vent’anni, prima del 1885, le vaccinazioni
della nostra Nazione furono in una proporzione del 98.5%.
Nonostante cio`, le epidemie di vaiolo che ci hanno colpito
sono state di dimensioni talmente vaste da non poter neppure
essere paragonate a quelle che si verificarono prima
dell’invenzione del vaccino. Durante il 1887, furono
registrati 16.249 decessi a causa del vaiolo; nel 1888, i
decessi furono 18.110 e nel 1889, 13.413”.
Parlando dell’Esercito Italiano,
dove la “vaccinazione veniva praticata due volte all’anno,
da molti anni”, egli afferma: “abbiamo osservato che i
soldati non protetti “regolarmente” dalla vaccinazione
venivano colpiti da vaiolo in maniera assai inferiore di
quelli “protetti a dovere”, e che il tasso di mortalita` tra
quelli vaccinati a dovere era maggiore di quello presente
tra i soldati a cui la vaccinazione non aveva “preso”.
Da quando abbiamo conquistato le
Filippine, in quelle isole abbiamo imposto la vaccinazione
obbligatoria. Precedentemente, la Spagna aveva fatto la
stessa cosa. Tra gli anni 1905-1906, 1907-08 e 1918-19, in
queste isole si verificarono delle terribili epidemie di
vaiolo, ma quella del 1918-19 fu la peggiore. Solo a Manila,
la citta` piu` vaccinata, si registrarono 1326 casi con 869
decessi, un tasso di mortalita`, cioe`, del 65,3%. Il tasso
piu` basso di mortalita`, l’11,4%, fu registrato a Mindanao,
zona dove si pratico` il minor numero di vaccinazioni.
L’Istituto di Igiene fu carico
di lavoro, dovendo vaccinare migliaia e migliaia di persone,
per un totale pari a circa quattro vaccinazioni per ogni
abitante della citta` di Manila. A seguito di cio`, nel
1919, si registrarono 99.300 casi di vaiolo e 47.395
decessi. In due anni, in una popolazione inferiore agli
11.000.000 di abitanti, vi furono 147.187 casi di vaiolo tra
cui 63.973 decessi.
Nel 1920, il Rapporto compilato
dall’Istituto di Igiene e Sanita` delle Filippine
(pp.141-142) riporta il seguente commento: ?Sin dai tempi in
cui il vaiolo era stato praticamente debellata dalla citta`
di Manila al 1918 (9 anni piu` tardi), anno in cui
l’epidemia e` apparsa certamente in una delle forme piu`
violente, centinaia e centinaia di persone sono state
vaccinate annualmente, con il pessimo risultato che
l’epidemia del 1918 appare come la piu` palese incapacita`
di fornire un’immunizzazione verso le epidemie future?.
(Italics mine)
Si trovarono delle scuse per
giustificare tale incapacita` e per continuare
l’applicazione di quella pratica indecente. Non importa i
danni che causava e causa tuttora; chi si arricchisce alle
spalle del commercio dei vaccini non muovera` un dito per
cercare di cambiare la situazione, almeno fino al momento in
cui i suoi guadagni saranno soddisfacenti. Esiste, nel
mondo, un paese dove non si pratica la vaccinazione e dove
il vaiolo non sembra aver fatto la sua comparsa.
L’Australia e` un paese in cui la vaccinazione viene
eseguita solo in una minima percentuale di casi, e,
nonostante qualcuno avesse previsto la comparsa di violente
epidemie di vaiolo, l’Australia non appare colpita da questa
malattia. I tre-quarti della popolazione non e` mai stata
vaccinata. Secondo la moderna teoria che l’immunita` da
vaccino dura per soli cinque anni, (in Italia si pratico` la
vaccinazione due volte all’anno, senza ottenere alcun
risultato positivo), risulta che solo il due e mezzo per
cento della popolazione appare “protetto”.
Osservando la storia dell’Australia nel suo complesso,
notiamo che meno di una persona ogni anno e` morta di
vaiolo. Molti, tra i pochi casi verificatisi, erano persone
che provenivano da qualche altro paese e che venivano messe
in quarantena.
Nel Queensland, dove le cifre ufficiali mostravano una
vaccinazione ogni 1500 nascite, ci fu solo un “caso”. Nel
1892, un ufficiale vaccinato che si trovava in quarantena
“contrasse” la malattia mentre era in navigazione. Questo fu
l’unico “caso”. L’epidemia, non si diffuse tra le persone
non vaccinate. Nella Vittoria, in 21 anni, si verificarono 5
decessi a causa del vaiolo e 14 a causa della vaccinazione -
anche se sono solo questi che vengono attribuiti a questa
causa. Questo coincide con i rapporti dell’anagrafe inglesi
riguardanti un periodo di diversi anni in cui si
verificarono, in Inghilterra, 42 decessi da vaiolo e 157 in
seguito a vaccinazione (cifre ufficiali).
Vi sono anche delle cifre ufficiali che mostrano che “in
Inghilterra ed in Galles ’solo’ 109 bambini (sotto i cinque
anni di eta`) morirono di vaiolo nei ventinove anni che
terminarono nel dicembre dei 1933, ma 270 morirono in
seguito alla vaccinazione” durante lo stesso periodo di
tempo.
In Inghilterra ed in Scozia il diminuire della vaccinazione
e` stato accompagnato dalla scomparsa quasi totale del
vaiolo. Ecco le cifre riguardanti l’Inghilterra: 1871-75,
percentuale di vaccinazione effettuate 97,6%, decessi da
vaiolo per ogni milione di abitanti, 228; 1910-20,
percentuale di vaccinazioni effettuate 43,9%, decessi da
vaiolo per ogni milione di abitanti 0,4.
In Scozia, uno dei paesi con maggior numero di vaccinazioni
“non esiste un bambino non vaccinato”. Tra il 1855 ed il
1874, 9087 bambini sotto i cinque anni morirono di vaiolo;
tra il 1907 ed il 1919, con solo un terzo dei bambini
vaccinati, si registrarono solo 7 decessi da vaiolo.
Non voglio arrivare ad affermare
che la vaccinazione non abbia mai salvato una persona dal
vaiolo. E` una questione di statistiche il fatto che
migliaia di persone sottoposte a questo rito superstizioso
siano state salvate dalla morte. Ma e` un fatto reale anche
che le statistiche ufficiali riguardanti l’Inghilterra ed il
Galles mostrino inevitabilmente che mentre la vaccinazione
ha causato un numero di decessi dieci volte maggiore di
quelli attribuiti al vaiolo, in concomitanza con la
diminuzione delle vaccinazioni si e` registrato un calo nei
casi di vaiolo. La seguente tavola sulle statistiche
ufficiali dell’Inghilterra e del Galles, riguardante la
percentuale media di bambini vaccinati alla nascita ed il
numero di decessi da vaiolo registrati, dovrebbe dimostrarsi
istruttiva a chiunque sia sensibile all’argomento:
Periodo Percentuale di
bambini Decessi da vaiolo vaccinati alla nascita
1872-1881 85,5
3.708,2
1882-1891 82,1
923,0
1892-1901 67,9
463,5
1892-1911 67,6
395,3
1912-1921 43,3
12,2
1922-1931 43,1
25,0
1932-1941 34,9
1,4
Durante il periodo in cui
l’85,5% dei bambini nati veniva vaccinato ed un altro 10% di
questi moriva prima di aver raggiunto l’eta` minima per la
vaccinazione, questi due paesi presentavano un numero
annuale medio di morti a causa del vaiolo pari a 3.708.
Quando le vaccinazioni diminuirono fino ad un terzo circa
dei bambini appena nati la media del tasso di mortalita`
annuale a causa del vaiolo scese fino a 2 ogni anno.
La domanda che ci si pone a questo punto e`, per usare le
parole del “Vaccination Inquirer” (Londra) del febbraio
1947: “Come puo` una pratica in via di declino essere
responsabile della diminuzione dei casi di vaiolo”?.
Nel 1942 un caso di vaiolo
verificatosi a Swidon (Bretagna) causo` la vaccinazione di
molte persone. Solo tre furono i casi di vaiolo
manifestatisi e tutti si risolsero felicemente, in compenso
dodici individui vaccinati morirono per delle gravi
infiammazioni alla materia cerebrale. Nello stesso anno,
vicino ad Edinburgo, in Scozia, otto persone morirono di
vaiolo (sei, tra queste, erano state vaccinate), mentre
dieci morirono in seguito alle conseguenze
post-vaccinatorie.
In Bretagna tra il 1939-1944 vi
furono 60 casi di encefalite post-vaccinatoria e, tra
questi, 31 furono mortali. Cio` indica un tasso di
mortalita` superiore di poco al cinquanta per cento. Durante
questo stesso periodo vi furono soltanto 21 casi di vaiolo
ed i decessi furono soltanto tre. In altre parole, in
Bretagna, durante questo periodo, si presentarono un numero
di casi di encefalite post-vaccinatoria tre volte maggiore a
quelli dovuti al vaiolo ed i decessi dovuti a cio` furono in
numero di dieci volte maggiore rispetto a quello dei decessi
da vaiolo. Poiche` queste cifre sono ufficiali e vengono
appoggiate dalla stessa professione medica inglese, autrice
delle diagnosi dei casi e dei certificati di morte, esse
costituiscono la prova schiacciante che mentre la
vaccinazione non previene il vaiolo, il vaiolo-vaccino e`
una malattia molto piu` pericolosa del vaiolo stesso.
Dopo che la prima edizione di questo libro fu pubblicata,
l’Inghilterra, la prima nazione al mondo che approvo` la
legge sulla vaccinazione obbligatoria, revoco` tale legge e,
nessuno nel Regno Unito, persino nell’esercito, e` piu`
obbligato a farsi vaccinare. Dal 1907 nessuno in Inghilterra
deve farsi vaccinare se non e` d’accordo.
I genitori possono evitare che i propri figli vengano
vaccinati. In America, un paese che dichiara di aver
conquistato la propria liberta` da quello stesso Regno Unito
nel 1776, in diversi stati la vaccinazione e` ancora
obbligatoria, come lo e` nelle forze armate del paese. Anche
gli impiegati statali sono costretti a farsi vaccinare se
non vogliono perdere il posto di lavoro.
II vaiolo e` sempre peggiore
dove la vaccinazione abbonda. L’incisione della vaccinazione
rappresenta “l’incisione della morte”. Nonostante cio`,
l’ufficio d’igiene americano cerca di creare uno stato di
panico, di esagerare i pericoli delle epidemie, come quella
di Kansas City nel 1921, di Pittsburg nel 1924, di
Phi-ladelphia, Baltimora e Washington nel 1925. Anche a New
York, nel 1925, si tento` di instaurare un clima di panico
ma, grazie all’opposizione attiva del New York Evening
Graphic, il sovrintendente all’Istituto di Igiene proclamo`
lo stato di normalita`.
Il chirurgo J.P. Lake, il 28
gennaio 1927, nel Rapporto sulla Salute Pubblica (Public
Health) il Bollettino settimanale dell’Istituto di Igiene e
Salute pubblica americano, afferma: “Una persona non immune
puo` contrarre il vaiolo se esposta a tale malattia” Non
sempre. Essere a contatto con il vaiolo, specialmente nelle
forme piu` leggere, senza risultare contagiati e` un
avvenimento abbastanza frequente, ma che, comunque, non
implica una condizione di immunita`. Il numero di casi di
vaiolo tra le persone non protette, che si trovano a
contatto con individui affetti da tale malattia, e` di gran
lunga inferiore al 100% . . .
Nonostante il vaiolo si
manifesti assai piu` spesso tra gli individui non vaccinati
piuttosto che tra quelli che hanno ricevuto anche una sola
vaccinazione durante il corso della vita, e` opinione comune
che ne` la presenza di vaccinazione, ne` quella di cicatrici
dovrebbero assumere un’importanza diagnostica. La poca
affidabilita` di tale criterio appare particolarmente
evidente nelle epidemie virulenti della malattia . . .
La forma purpurica di vaiolo,
quasi sempre fatale, e` la piu` difficile da prevenire per
mezzo di vaccinazione ed i casi che si presentano sotto
questa forma, non essendo accompagnati da un’eruzione
vaiolosa vera e propria, potrebbero apparire anche in
individui gia` vaccinati . . . ?
La non gravita` della forma di
vaiolo attualmente piu` comune e` una delle ragioni che
spiegano il tentativo di rendere la vaccinazione preventiva
il piu` innocua e leggera possibile . . .
Casi di malattia e persino
decessi, avvengono in ogni epidemia grave anche tra le
persone che erano state vaccinate in tempo con un vaccino
che (ma la scoperta avviene sempre troppo tardi) non
raggiungeva la potenza sufficiente ad immunizzare; tali casi
possono presentarsi anche tra quelle persone che in passato
erano state vaccinate e che venivano considerate immuni
dalla malattia ?.
Si e` vaccinati e si rimane
contagiati dal vaiolo. Naturalmente si deduce che il vaccino
non raggiungeva “la potenza sufficiente” ma questo si scopre
troppo tardi, cioe` dopo che la persona presenta i sintomi
del vaiolo. Si e` vaccinati e non si manifesta il vaiolo: se
ne deduce che il vaccino era sufficientemente potente. E`
come la prova per verificare se i funghi sono buoni: se,
dopo averli mangiati, si vive, i funghi erano buoni; se si
muore, non lo erano.
Nel 1926, 130 membri della
Camera di Commercio di Dallas, Texas, rinunciarono ad un
viaggio in Messico perche` scoprirono che per quel paese era
obbligatoria la vaccinazione. Circa 100 medici di Dallas si
recarono in Messico dopo aver ottenuto il permesso di
entrare nel paese senza bisogno di sottoporsi a
vaccinazione. Ripensate a questi fatti prima di sottoporre
il vostro bambino a vaccinazione, a questo rito dannoso e
superstizioso.
In questo paese, i rischi provenienti dalla vaccinazione,
secondo le cifre ufficiali, sono dieci volte peggiori a
quelli del vaiolo.
Secondo le statistiche dell’Istituto di Igiene e Salute
Pubblica americano, tra gli anni 1925 e 1928 incluso, si
registro` una media di sedici decessi in seguito ad
encefaliti, meningiti, ecc. che si verificarono come
conseguenza della vaccinazione. Fino a quel momento, negli
Stati Uniti, erano stati riportati 20 casi di encefalite
post-vaccinatoria. L’Istituto di Igiene Pubblica condusse
una ricerca nel tentativo di stabilire il livello di
diffusione di tali casi in questo paese, ma io non ho mai
visto il rapporto delle loro scoperte.
Tra gli anni 1927-1929 incluso fu riportata ufficialmente
una media di 1.18 decessi da vaiolo negli Stati Uniti, per
ogni milione di abitanti. In molti di questi casi il vaiolo
non appare come la causa primaria della morte. I decessi da
vaiolo sono quasi scomparsi del tutto in questo paese; solo
tredici stati impongono la vaccinazione prima dell’eta`
scolastica e nessuno prevede la vaccinazione dei bambini
appena nati o degli adulti che non facciano parte delle
forze armate.
Per il fatto che la vaccinazione
appare piu` pericolosa del vaiolo, molti medici famosi si
astengono dal vaccinare i propri bambini. In un articolo
dell’American Medicine, del marzo 1914, si dichiara:
“L’opposizione crescente contro la vaccinazione e` una
questione di profondo interesse. Questo nuovo movimento
... non e` un’assurda ed illogica crociata
anti-vaccinazione, ma la convinzione di uomini molto
intelligenti, che e` inutile proteggersi contro un’infezione
che probabilmente non si incontrera` mai nella vita ... Un
tale atteggiamento non e` ristretto solo ai profani, ma e`
proprio anche a quelle autorita` in campo medico le quali
preferiscono ritardare fino all’ultimo la vaccinazione di
amici e parenti. Due uomini famosi ci confessarono di aver
fatto vaccinare i propri bambini solo per rispetto
all’opinione pubblica e non per convinzione reale ... Ecco
perche` spesso si sente dire che non esiste la minima
probabilita` che un bambino venga contagiato dal vaiolo e
che invece, sia piu` che possibile il fatto che questo
bambino rimanga colpito da un’infezione proveniente da
tetano in seguito alla vaccinazione ... “.
Questa pratica criminale
terminera` non appena i genitori svilupperanno un
sufficiente interesse verso il benessere dei propri figli.
Al momento questi ultimi, nella speranza che non siano
danneggiati, vengono offerti sugli altari della divinita`
protettrice del vaiolo, solo perche` richiesto dai
commercianti di questi prodotti. Se un bambino rimane
invalido o addirittura muore, i genitori sono disposti ad
accettare le scuse di chi ha ucciso il loro figlio in nome
dei soldi; si disperano per un po` di tempo e poi tornano
alla vita allegra.
Lettori, sapete voi come si senti Giuda dopo aver venduto il
proprio Maestro per poche monete di argento ? Bene, se avete
permesso che il vostro bambino fosse vaccinato ed inoculato
dopo aver conosciuto la verita`, allora dovreste saperlo.
C’e` solo una differenza, pero`, tra voi e Giuda: egli ebbe
la decenza di impiccarsi.
Capitolo 2 - L’AVVELENAMENTO da
SIERO
I genitori vengono spaventati
allo scopo di rendere “immuni” i propri bambini contro
un’intera serie di malattie, di inocularli con vaccini,
sieri, anti-tossine e tossoidi di ogni genere.
Il flusso costante della propaganda svolta dalle case
farmaceutiche per mantenere pienamente attivo questo
commercio di medicinali, viene alimentato da statistiche
“mediche” e dichiarazioni false e distorte, intese a
spaventare i genitori. Lo scopo di tale propaganda non e`
quello di garantire la salute ed il benessere dei bambini,
ma di garantire l’arricchimento dei medici e delle case
produttrici di medicinali.
Nel Red Book Magazine
dell’agosto 1952, Edward T. Wikes, medico, presenta un
“Programma nuovo di immunizzazione per i bambini”. E lo
stesso programma annunciato dal Dipartimento della salute e
dell’Igiene pubblica dello stato del Michigan ed e` simile a
quello consigliato dall’Accademia Americana di Pediatria:
“Le iniezioni contro la pertosse, la difterite ed il tetano
devono essere somministrate a tre mesi di eta` invece di
sei, come veniva fatto in passato. Il motivo e` che piu`
della meta` dei decessi da pertosse avvengono sotto ai sei
mesi di eta`?. (Mi domando cosa abbia a che fare, con il
tetano e la difterite, questo tasso di mortalita` inferiore
ai sei mesi della pertosse).
“La vaccinazione contro il vaiolo dovrebbe essere eseguita a
cinque mesi di eta`”.
“Le iniezioni di richiamo contro la pertosse, la difterite
ed il tetano devono essere eseguite entro i due-tre anni di
eta`”.
“L’immunizzazione contro la difterite, il tetano ed il
vaiolo dovrebbe essere ripetuta a cinque o sei anni e di
nuovo intorno ai nove o dieci anni”.
I vaccini ed i sieri vengono
somministrati secondo la teoria che essi agiscono nello
stesso modo di un “attacco”.
Anni fa, nel mio libro “La Rigenerazione della Vita”
(Regeneration of Life), ho dimostrato che una persona puo`
avere il vaiolo, per esempio, per cinque volte in seguito a
cinque vaccinazioni successive. Vi sono stati casi di
pazienti colpiti dalla polmonite fino a quindici o cinquanta
volte durante il corso della vita. Avendo presenti questi
fatti, cercate di rispondere alla seguente domanda: Quale
tipo di siero sara` mai scoperto per poter immunizzare
l’uomo contro la polmonite ? E se non proprio contro la
polmonite, contro le cosiddette malattie infettive ?
Parliamo della difterite.
Nel suo “Dizionario della Medicina” ( Dictionary of
Medicine) Quain afferma: “Un attacco di difterite non
conferisce alcuna immunita` prolungata nel tempo. Vi sono
stati dei pazienti che persino durante la convalescenza
hanno di nuovo manifestato la malattia, e questo fatto puo`
verificarsi piu` di una volta”.
Goodall e Washbourn nel “Manuale delle Malattie Infettive”
(A Manual of In-fectious Diseases) dichiarano: “Non e` una
regola che un attacco di questa malattia possa prevenirne un
secondo (si sta parlando della difterite). Si puo` affermare
con certezza che le ricadute e gli attacchi successivi non
sono poi cos`i rari”.
Risulta chiaro, da questi fatti,
che la tossina-antitossina non puo` immunizzare un bambino
contro la difterite piu` di quanto non possa farlo contro le
scottature con il fuoco. A tale riguardo, i medici
sostengono che i bambini sono immuni contro la difterite
dalla nascita, ma che perdono tale immunita` tra i sei ed i
nove mesi di eta`. La madre deve aver perso ugualmente la
sua immunita` alla stessa eta`. Dove e come l’ha
riacquistata per poterla trasmettere al proprio figlio?
Una sostanza chiamata “tossina
difterica” viene mischiata insieme all’antitossina per
formare la tossina-antitossina. J.W. Hermetet, medico, in un
articolo pubblicato sul giornale medico dell’Illinois
(Illinois Medicai Journal) il 19 novembre 1929 (pag. 368),
parlando di questa tossina che definisce “mortale”, afferma
che le “tossine rappresentano le forme piu` concentrate di
materiale velenoso” e che un’oncia di tossina difterica puo`
uccidere 600.000 cavie o 75.000 cani di taglia grande ?.
Negli “Annali della Medicina
Interna” (Annas of Internai Medicine) del gennaio 1929, C.D.
Mercer, medico, sostiene che “la tossina-antitossina non e`
una preparazione innocua e non dovrebbe essere somministrata
in maniera indiscriminata ai bambini in eta` scolastica”.
L’Istituto di Igiene e Salute
Pubblica Americano, attribuisce al miscuglio tra
“antitossina” e “tossina difterica” (formante la
tossina-antitossina) un carattere talmente velenoso che,
somministrando cinque dosi su altrettante cavie (una su ogni
cavia), si osserva che due cavie moriranno di paralisi
difterica in 15 – 35 gorni.
Solo un Ministero per l’Igiene e la Salute poco onesto o un
medico che agisce per interesse possono definire un tale
miscuglio velenoso, innocuo.
Jesse R. Gersterley, medico,
riporto` un caso di morte improvvisa da nefrite
(infiammazione dei reni) in un bambino, in seguito
all’inoculazione di tossina-antitossina. Tale avvenimento fu
riportato e pubblicato nella rivista “Le Cliniche Mediche
del Nord America” (The Medicai Clinics of North America) del
marzo 1926. In seguito a cio`, C.D. Mercer, medico dello
Iowa, condusse una ricerca sugli effetti dannosi di questo
siero.
Negli “Annali della Medicina
Interna” (Annals of Internai Medicine) del gennaio 1929,
egli riporta (p.668) che di 125 bambini di eta` compresa fra
i sei ed i venti anni sottoposti ad inoculazione, il 20 o il
27% di essi presentarono albuminuria, dopo la terza
inoculazione di tossina-antitossina, mentre solo il 10 o il
13% presentarono i sintomi di un grave danneggiamento ai
reni prima dell’inoculazione. Egli afferma che “molti
bambini apparentemente in buona salute sono affetti da
albuminuria” e che “la somministrazione di T-A
(tossina-antitossina) raddoppio` quella percentuale in 120
bambini in eta` scolastica”.
E. Gatewood e C.G. Baldabridge,
medici, nel “Giornale dell’Associazione Medica Americana”(
Journal of the American Mediacal Association) del due aprile
1927, sostengono: “Nei pazienti trattati con siero
immunizzante (vaccino) si e` osservata una molteplicita` di
postumi sfavorevoli.
La sintomatologia comune comprende febbre, orticaria,
eritema, edema, linfadenoma (tumore maligno delle ghiandole
linfatiche), artralgia (dolori alle giunture), sensazione di
soffocamento, mal di testa, nausea e vomito. A volte si
presentano manifestazioni piu` gravi e di lunga durata quali
neurite periferica, epididimite (infiammazione
dell’ipididimo, un piccolo corpo allungato situato sul
testicolo) e orchite (infiammazione dei testicoli)”.
Potrei aggiungere anche che la
paralisi, le convulsioni, l’infiammazione cardiaca, gli
scompensi cardiaci e la morte improvvisa sono dei risultati
assai piu` frequenti di quello che si possa immaginare. Se
si vuole approfondire maggiormente la conoscenza di tali
casi, posso consigliare la lettura del mio “L’Avvelenamento
da Siero, un Crimine della Medicina” (Serum Poisoning a
Medical Crime).
Il 27 gennaio 1928, a Bundaberg,
Australia, 8 bambini ricevettero la seconda inoculazione di
tossina-antitossina e tredici bambini la prima. Il rapporto
della Commissione Reale delle ricerche sui casi di morte di
Bundaberg, pubblicato dal Parlamento del Commonwealth
australiano, il 13 giugno 1928, dichiara: “Di questi 21
bambini, diciotto si ammalarono nella notte tra il 27 ed il
28 gennaio, presentando dei sintomi assai simili fra loro;
undici morirono durante la giornata del 28 gennaio, ed uno
mori il 29 gennaio”.
“I miei piccoli; sono tutti
morti!”
Questo e` il lamento di dolore di una povera madre mentre
calavano le bare dei suoi tre bambini dentro le fosse. In
un’altra famiglia, il padre si trovava al cimitero per la
sepoltura delle sue due bambine, mentre la madre era
all’ospedale dove i suoi due bambini lottavano contro la
morte. Si tento` in ogni modo di rimediare il “guaio”, ma
chi e` del campo conosce molto bene la validita` degli
sforzi di questo genere.
A Baden, vicino Vienna, Austria,
in un asilo, nel settembre 1923, sette bambini morirono in
seguito ad inoculazione di tossina-antitossina. In risposta,
il governo austriaco mise al bando l’uso di questo siero: il
“Giornale Medico Inglese” (The Britich Medical Journal) del
26 settembre 1925 (p. 578) dichiara: “Su consiglio del prof.
Pirquet, in Austria, l’immunizzazione attiva dei bambini in
eta` scolastica con tossina-antitossina e` stata vietata”.
Nel 1919, a Dallas, Texas,
accadde una cosa simile. Alla compagnia H.K. Mulford si
registrarono quaranta casi di “reazioni gravi” e dieci casi
mortali di miocardite (malattia cardiaca), con un danno alla
compagnia di 78.000 dollari. Anche in questo caso
l’avvenimento fu definito “un incidente”.
Nel 1924, a Concord e
Bridgewater, nel Massachussets, altri gruppi di bambini in
eta` scolastica presentarono dei sintomi gravi. La scusa, in
questi casi, fu che il siero, prima di venire utilizzato,
era stato sottoposto a congelamento. Nel 1926, grazie ad
un’intelligente trovata pubblicitaria, si dichiaro` che
congelare il siero non causa danni ad esso.
Nel luglio del 1929, la piccola
Anna Voight di dieci anni, proveniente da New York City,
mori poco dopo aver ricevuto un’iniezione di siero
anti-trisma. Il medico assistente, Benjamin Vice, nel suo
rapporto, defini la causa della morte con queste parole:
“Morte improvvisa in seguito alla somministrazione di
antitossina”.
Un articolo apparso sul Daily
News (New York), il 15 agosto, 1953, ment`i circa
l’uccisione del militare John Moccia dichiarando che “fu il
morso di un cane ad aver ragione di Johnny”. Questo soldato
di ventitre´ anni mori la mattina del 14 agosto in seguito
ad encefalite causata da iniezioni (vaccino) anti-rabbia. E`
stata la professione medica ad “aver ragione” di Johnny,
nello stesso modo in cui ha ragione di migliaia e migliaia
di persone con l’utilizzazione di metodi mortali che
“prevengono e curano le malattie”.
Dopo essere stato morso da un
cane su una mano il 3 agosto, il soldato, fu sottoposto ad
iniezioni anti-rabbia fin dal giorno seguente. A queste
segui una “reazione leggera”, che vuol dire “sintomi leggeri
di avvelenamento”. Fu rimandato a casa e fu quello il
momento in cui comincio` a peggiorare. Fu portato di corsa
al pronto soccorso ma non ci fu niente da fare. Mori. Il
fatto che all’ospedale l’avessero considerato fuori pericolo
e lo avessero rimandato a casa dimostra il grado di
ignoranza in cui quelle persone si trovavano.
La storia raccontata sul Daily
News sostiene che «una ricerca piu` approfondita mostro` che
Johnny mori per un’encefalite:». «Solo una persona tra 5.000
che si fanno vaccinare per la rabbia presenta l’encefalite,
e solo una persona su 1.000 affetta da encefalite, muore”,
affermava un medico militare, esprimendo i suoi dubbi
sull’avvenimento poco probabile che era capitato a Johnny.
Non fu un avvenimento poco
probabile quello che capito` a Johnny, anche se i venditori
di pus e di materiale putrido offrono sempre delle
statistiche per dimostrare la rarita` di tali avvenimenti
mortali. John Moccia fu ucciso in maniera altrettanto sicura
che se fosse stato colpito da una bomba in Korea. Non mori
per il “morso di un cane” come sosteneva il Daily News, ma
per un avvelenamento da vaccino. Se non avesse mai ricevuto
le iniezioni di anti-rabbia, sarebbe ancora vivo e vegeto.
Perche` continuano a somministrare queste iniezioni ? Esiste
un medico in America che non sappia che la rabbia e` ormai
quasi leggenda ?
Esiste un medico nel mondo che
non sappia che tutti i vaccini ed i sieri sono pericolosi,
spesso molto dannosi ed a volte addirittura mortali ?
Non sanno forse tutti ormai che i vaccini ed i sieri sono
privi di ogni valore ? Non sanno tutti forse che l’uso dei
vaccini e dei sieri e` una truffa al pari di quella delle
trasfusioni di sangue portata avanti dalla Croce Rossa “per
salvare la vita degli uomini combattivi !”, quando anche
l’esercito aveva smesso tale pratica ? Rabbia ! Idrofobia !
Cani impazziti ! Sono tutte leggende mantenute in vita a
scopo di lucro.
Per quanto tempo ancora il pubblico male informato
continuera` a farsi ingannare in questa maniera ? Se avessi
spazio a sufficiente, elencherei numerosi casi di questo
genere, in quanto e` diventata un’abitudine inoculare
antitossine del tetano ogni qualvolta ci si graffi, o bruci
e questo avviene anche per le madri partorienti.
Morte e danni gravi sono le
conseguenze di ogni siero. Il 14 maggio 1930, dalla Germania
arrivo` la notizia della morte di 8 bambini e delle malattie
di altri 24, in seguito ad inoculazione con un siero
(vaccino) contro la tubercolosi estratto dalle vacche. Tutti
questi bambini continuarono a morire fino al 4 giugno,
quando le notizie del Luebeck affermavano che: «Due bambini
sono morti oggi, portando il numero del siero
anti-tubercolare a 28 persone. Si immagina che molti altri
moriranno”. Il 18 giugno, il notiziario riporto` che “il
numero di morti in seguito ad inoculazione con siero
antitubercolotico era arrivato a 41, ed 85 bambini erano
ancora malati”. Il 26 giugno il numero era arrivato a 44 ed
82 erano ancora malati.
Uccisi, per salvarli ! E la
situazione non cambia. I genitori appaiono indifferenti o
apatici. Chi fa le leggi strizza l’occhio e concede permessi
a chiunque voglia continuare a svolgere tali pratiche,
facilitando l’eliminazione dei Cristiani Scientisti, dei
Chiropraticanti, dei Naturalisti, degli lgienisti, ed altri.
Il siero impiegato in quel caso
fu quello inventato dal famoso Calmette, francese; un
vaccino che viene erroneamente considerato preventivo della
tubercolosi. Questo vaccino, ogni qualvolta usato, ha sempre
lasciato dietro di se` una scia di disastri. Naturalmente
non protegge dalla tubercolosi. L’unica prevenzione contro
questa malattia e` rappresentata da un’igiene scrupolosa.
Stando attenti in tal senso, nessuno deve piu` avere paura
di questo malanno. Perfino i bambini di genitori
tubercolotici, nonostante lo stretto contatto,
manifesteranno sintomi di tubercolosi se si rispetteranno le
piu` scrupolose norme igieniche.
A St. Louis, Minnesota,
nell’autunno del 1901, undici bambini furono uccisi e molti
danneggiati da dosi profilattiche di antitossina difterica
(il siero che dovrebbe curare la difterite). Al contrario di
quello che sarebbe il suo scopo, pero`, questo siero non ha
mai curato nessuno. Semmai, come ho dimostrato ne
“L’Avvelenamento da Siero, un crimine della Medicina” (Serum
poisoning, a Medical crime ), ha aumentato il tasso di
mortalita`; e, solo con una manipolazione delle statistiche
si e` potuto dimostrare l’abbassamento del tasso di
mortalita` in seguito all’utilizzazione di tale siero.
Quando, dopo una vaccinazione di
massa, si verifica un gran numero di decessi, e` abitudine
attribuirli alla qualita` scadente del siero utilizzato. In
Giappone, per esempio, nel dicembre del 1949, si
registrarono numerosi decessi avvenuti in seguito ad
inoculazione con antitossina difterica. Il 30 dicembre, le
cifre riportate dai giornali parlavano di 64 morti e 900
danneggiati. A questo punto, le inoculazioni furono fermate
e il siero messo sotto processo. Non so quanti fra quei 900
morirono, ne` quanti riportarono danni permanenti alla
salute. La stampa non considero` questo argomento di
“interesse giornalistico”.
Ma tutti i decessi dovuti a
inoculazioni e le tante gravi malattie che queste provocano,
non sono certo tutte dovute alle “qualita` scadenti dei
sieri”.
Al contrario, in ogni inoculazione di massa, come accade,
per esempio, nell’esercito, spesso si verificano malattie
gravi che portano alla morte.
In questi casi, pero` non si guarda alla “cattiva qualita`
del siero” come alla causa di tutto; solo quando il numero
dei morti e dei malati gravi aumenta, allora si scopre che
il siero, in realta`, era “scadente”. Tutte le inoculazioni
danno origine ad una serie di guai che possono andare da un
problema lieve e temporaneo alla morte istantanea da
anafilassi. In molti casi e` registrato un serio danno
organico permanente.
Nonostante tutti questi
pericoli, i genitori potrebbero essere giustificati nel
mettere a repentaglio la salute e la vita dei propri figli,
se le inoculazioni effettivamente prevenissero le malattie
contro cui sono dirette. Ma non esiste la benche´minima
prova che i vaccini o i sieri possano prevenire o attenuare
le malattie.
Il “Giornale Medico Americano”
(American Medicai Journal) del 16 marzo, 1929, riporta la
notizia che due medici di Chicago inviarono un questionario
a 4.426 medici, chiedendo la loro opinione sulla terapia a
base di vaccini e di sieri. Risposero circa 1261 medici tra
quelli interpellati.
La maggior parte delle risposte appaiono estremamente
sfavorevoli ed il 90% di essi dichiararono di non utilizzare
ne` vaccini, ne` sieri. I due dottori inquisitori,
affermano: “Dei 396 medici elencati che rispondono in
qualita` di membri del Congresso dei Medici e dei Chirurghi
Americani, nessuno considera l’uso dei vaccini un metodo
superiore di trattamento nelle malattie infettive”.
Nell’ottobre del 1925 si tento`
di introdurre la tossina-antitossina nelle scuole pubbliche
di Londra, cosi come e` stato fatto da noi. Il Consiglio
della Contea di Londra riporto` la questione presso “Il
Comitato dell’Igiene e dell’Educazione Pubblica”. Il
Comitato respinse la proposta considerandola
“sconsigliabile” in quanto “l’utilizzazione della
tossina-antitossina, prima di venire applicata sui bambini
in eta` scolastica, deve essere maggiormente approfondita
con studi e ricerche”.
Che la tossina-antitossina non
immunizzi contro la difterite appare chiaro da molti fatti.
Sir George Newman, funzionario medico del Ministero della
Salute inglese, nel “Rapporto Annuale” (Annual Rapport) del
1927 (p.188), afferma: “A causa dei mesi che devono
trascorrere dall’inoculazione al momento che il bambino
risulti sufficientemente protetto per resistere ad un
attacco di difterite, questo tipo d’inoculazione non
esercita un effetto immediato nello sconfiggere un’epidemia.
Quanto sia la durata dell’immunita` non puo` essere
determinato. Tre dosi producono la piena immunita` nell’80 o
nel 90% dei bambini”.
Meno del 15% dei bambini si
ammala di difterite, anche durante una epidemia. Se
l’inoculazione “immunizza” solo quell’85 o 90% che comunque
non si ammalerebbe, allora, perche` praticarla ?
Il dott. Peters, docente
universitario sulle malattie infettive presso l’Universita`
di Bristol, dichiara che una delle infermiere del suo
ospedale, pur non essendo ammessa nel padiglione della
difterite presento` tale malattia se non sei settimane dopo
la somministrazione delle ultime due o tre dosi di
tossina-antitossina, e che due altre infermiere
manifestarono la difterite pur essendo immunizzate e senza
essere state a contatto con persone affette da tale
malattia. La sua opinione, basata sulle esperienze fatte in
ospedale, e` la seguente:
1. “Si puo` venire colpiti dalla
difterite anche dopo essere stati sottoposti ad una reazione
di Schick negativa”. (Questo prova la poca affidabilita` di
tale reazione).
2. “Si puo` non essere particolarmente soggetti alla
malattia anche dopo una reazione di Schick positiva”.
(Questo prova la completa inutilita` della reazione).
3. “Si puo` contrarre la malattia anche dopo essere stati
immunizzati”. (Questo prova che il processo di
immunizzazione in realta` non immunizza).
Il dott. Joe, di Edinburgo,
afferma che egli conosceva personalmente 33 bambini colpiti
da difterite dopo essere stati immunizzati ! Centinaia sono
i casi di questo genere.
Paragonate ora questo fatto con
quello che le citta` di Lasalle, Peru e Oglesby (Illinois)
nel Novembre 1929 (p.337) apparvero nel “Giornale Medico
dell’Illinois” (The Illinois Medical Journal), grazie ad
Arlington Ailes, medico e direttore sanitario delle suddette
citta`, il quale, affermava, che tra 30.000 persone non si
era avuto alcun caso di difterite in 2 anni e mezzo e nessun
decesso negli ultimi tre anni e mezzo, proprio perche` l’uso
della tossina-antitossina era praticamente nullo.
Nella vicina Chicago, invece, dove questo prodotto veniva
usato in grande quantita`, si era verificato un aumento, sia
nel tasso dei casi che in quello della mortalita`. “Nel 1928
e` aumentata (la difterite a Chicago) del 60% con un tasso
di mortalita` del 100%”.
Lasciate che i responsabili
trovino un alibi per giustificare tali fatti, se possono.
Voi, comunque, salvate i vostri bambini dai pericoli dei
sieri e dei vaccini.
Capitolo 3 - Le MEDICINE
COMMERCIALI
Mi ritengo un idealista
incurabile ed un ottimista cronico, ma non sono uno che
chiude gli occhi di fronte alla realta`. Non credo nel fatto
di dover sempre considerare il lato positivo delle cose
ignorando il rovescio della medaglia. Nel giardino della
vita crescono delle piante impure, spesso nascoste, che
devono essere identificate e distrutte.
Nel nostro sistema, l’etica e la
morale sono scomparse. Questo non identifica solo quella
corsa sfrenata all’agiatezza, propria dei nostri giorni, ma
anche quell’egoismo e quel gioco di calpestare e pugnalare
chiunque impedisca il raggiungimento di tale meta, tipico
dell’uomo moderno.
I business moderni si basano appunto su tale gioco. Alle
radici del commercio, come forza motivante si trova un
commercialismo sordido che non esita a profanare le cose
piu` preziose della vita, persino la vita stessa.
L’idealismo non trova e non trovera` spazio in un mondo di
questo genere, senza morale. Il nostro sistema utilizza
l’idealismo, non come un principio di lavoro o come un modo
di vita, ma come un modo per mascherare le frodi e gli
imbrogli che compie. Alcuni anni fa, un sanatorio di Battle
Creek, offriva merce in saldo.
I direttori intendevano pagare i dividendi che ammontavano
ad un dichiarato del venti per cento, su questo
investimento. Pensate! Un’istituzione considerata a scopo
umanitario, condotta, invece, allo stesso modo di una
fabbrica di acciaio o di un ente pubblico. Oltre a
permettere una vita agiata a coloro che lavoravano in quella
istituzione, questi potevano pagare dei dividendi ai
proprietari assenti. Sembra proprio che i malati, gia` con
un piede nella fossa, vivessero solo per facilitare la vita
agli speculatori.
Questo vergognoso sfruttamento
dei malati viene svolto da ogni cosiddetta istituzione
curativa sulla terra. Poi, quando un paziente muore, arriva
il servizio di pompe funebri, il quale, facendo leva sul
dolore dei familiari e spinto dagli stessi motivi
commerciali, propone un funerale sontuoso.
Negli anni piu` recenti, questi
deplorevoli sfruttatori della salute e della vita umana, non
contenti dei guadagni che ottenevano alle spalle dei malati,
hanno trovato altri mezzi e modi per sfruttare anche chi non
e` malato. Come sempre, anche questa forma di sfruttamento
si nasconde dietro una facciata di altruismo; chi la dirige,
naturalmente, lo fa solo per il bene dell’umanita`, per la
salute pubblica, per proteggere i nostri bambini, ecc.
La scienza medica e` una forma di pazzia dalla quale pochi
medici riescono a salvarsi. Spalleggiata dal commercialismo,
questa forma di pazzia si alimenta sulla vita e sulla salute
della gente.
Poche sono le persone che si
fermano a considerare gli effetti degli slogan pubblicitari
sulle menti della massa. “Al diavolo l’autocrazia”, “A morte
il Kaiser”, “Berlino a morte”, “Salva il mondo con la
democrazia”, “Lavora o combatti”, “Repubblicani e
prosperita`”, “Democratici e disastro”, “Salvate i bambini”,
e cos`i via, all’infinito, fino alla nausea; e questi, sono
solo alcuni degli slogans agitatori di coscienza che hanno
contribuito a rendere questa Repubblica quella che e`.
Siamo fuorviati da questi slogan
al punto di “pensare” in slogan ed agire come agiscono nelle
pubblicita` L’uomo che possiede un sentimento sincero e
profondo verso l’umanita`, un sentimento che da solo
rappresenta una ragione, che e` troppo vasto e radicato per
vivere entro spazi “ristretti” e troppo forte per essere
divorato dagli interessi materiali, deve assistere a questo
spettacolo con odio e disgusto.
Enormi somme di denaro vengono
raccolte per nutrire e vestire chi soffre in paesi
stranieri. A quale scopo ?
Per far si che la macchina
commerciale possa vendere le sue merci a chi ne ha disperato
bisogno. “Tu mi paghi la merce ed io la spedisco alla Cina
affamata”. La carita` organizzata e` un business freddo e
calcolatore; un sistema di sfruttamento al pari di ogni
altro.
La religione, qualunque essa sia, qualunque sia il
suo nome, viene remunerativamente sfruttata da coloro i
quali non vogliono sporcarsi le mani. Gli sfruttatori, in
tutti i campi, predicano i loro bei discorsi di fratellanza
ed umilta', mentre chiudono gli occhi sulle miserie e sulle
sofferenze umane.
Non mi preoccupo tanto delle
sofferenze degli adulti quanto di quelle dei bambini. Se la
popolazione adulta di questo mondo permette agli sfruttatori
di farsi maltrattare, ingannare, tradire ed uccidere, non
puo` che prendersela con se stessa. Gli adulti devono
accrescere la loro forza collettiva e, cos`i, questi
sfruttatori scompariranno come topi che abbandonano una nave
che va a fondo. Ma gli sfruttatori non puntano tanto agli
adulti, se non per il pagamento dei conti, quanto ai
bambini. Sembra, infatti, che abbiano conquistato in pieno,
nel corpo, nella mente e nell’anima, il potere di questi
ultimi.
I medici fanno del tutto per
aumentare i loro guadagni e si lamentano del fatto che la
massa sta lentamente allontanandosi dalle loro cure per
avvicinarsi ai sistemi piu` nuovi. I costi della vita
aumentano e per acquisire una discreta conoscenza in campo
medico c’e´ bisogno di piu` tempo e piu` denaro. Essi hanno
provato, con ogni mezzo sleale – persecuzione, prosecuzione,
calunnia e bugia a distruggere la competizione che, a suo
dispetto, e´ aumentata molto rapidamente, annullando ogni
suo sforzo di eliminazione.
La professione medica e´ ormai
satura di corruzione ed imbevuta di spirito commerciale.
Chirurgia commerciale, medicine obbligatorie, falsa
propaganda, sono tutti mezzi per aumentare i guadagni dei
medici. Il “Giornale dell’Associazione Medica Americana”
(Joumal of the American Association) del 4 novembre 1922, in
un articolo del dott. W.S. Rankin, segretario del Ministero
per la salute pubblica della Carolina del Nord, afferma:
“L’anno passato abbiamo inoculato 70.000 persone contro la
febbre tifoide e 1.000 bambini tra i sei e i dodici anni di
eta` contro la difterine. Il sovrintendente della contea ha
pagato 25 cent al medico locale, per ogni inoculazione
completa”, per un totale di 20.000 dollari che la
professione medica non avrebbe mai ricevuto se non si
fossero praticate le inoculazioni. Continuera`.
Nei dispensari condotti nella Contea Union della Carolina
del Nord, su 35.000 persone i medici ne vaccinarono 10.000
in cinque settimane. La paga complessiva fu di 2.500 dollari
divisa per venti medici: solo 125 dollari per uno, ma
pensate agli affari che fanno questi medici continuando a
mantenere attivo questo lavoro.
Quest’ultima dichiarazione si riferisce forse al business
che il medico riceve da coloro i quali si ammalano in
seguito alla vaccinazione ? Per lo meno, egli enfatizza gli
affari dei dottori e le entrate maggiori attraverso le
medicine di Stato.
In un giornale intitolato “La Pratica Medica e la Salute
Pubblica” (Medicai Practice and Public Health) del 16 marzo
1926, l’Onorevole Louis Harris, dottore e Sovrintendente
alla salute nella citta` di New York afferma: “Del lavoro
svolto nelle scuole ci sentiamo molto soddisfatti. Durante
gli ultimi diciotto anni, il dipartimento della salute ha
condotto un esame approfondito sui bambini, senza la minima
competizione da parte della professione medica. Questo
indica una mancanza di comprensione dei medici di famiglia
verso la gloriosa opportunita` di servizio che viene loro
offerta. Ma questo non e´ niente di nuovo. E stato detto e
ridetto migliaia di volte. Quando noi, il dipartimento della
salute, inviamo a casa un modulo da riempire in qualita` di
visita medica, un modulo molto semplice, e domandiamo ai
genitori di portare i propri bambini da un medico per essere
esaminati, anche ammesso che essi seguano le nostre
istruzioni, accade, pero`, che il medico fallisce nel
capitalizzare tale opportunita`?.
Il lettore si sara` reso conto
che il Ministero della Salute in questo caso sta tentando in
tutti i modi di creare un business per i medici, e che
Harris consiglia loro di non farsi ripetere ancora una cosa
gia` detta migliaia di volte. Ma i medici non sembrano
troppo convinti dell’argomento. Evidentemente non tutti sono
cos`i privi di scrupoli come quelli del Ministero della
Salute.
Mather Pfeiffenberger, medico,
presidente della Societa` Medica dello Stato dell’Illinois,
in un discorso tenuto alla Conferenza annuale dei Funzionari
Medici dell’Illinois a Springfied, il 3-4 dicembre 1926,
dichiarava: “La prevenzione totale crea piu` lavoro per i
medici, non lo diminuisce, in quanto il funzionario medico
addetto dovra` lavorare a tempo pieno nel tentativo di
istruire costantemente la sua comunita`. Si praticheranno
piu` vaccinazioni, piu` immunizzazioni, il medico verra`
consultato piu` spesso. I suoi servizi, insomma,
aumenteranno di molto”.
”Sono a conoscenza del fatto che le infezioni epidemiche ed
endemiche causano solo il 12% dei decessi e che questa
percentuale sta diminuendo rapidamente. Solo il 15% dei
bambini si ammala di difterite, anche in situazione di
epidemia, mentre il 100% e´ la percentuale dei casi
probabili in assenza di inoculazione con
tossina-antitossina. La percentuale di quelli che potrebbero
ammalarsi di vaiolo e´ addirittura inferiore, ma in assenza
di vaccinazione aumenta al 100%. Giudicando dalle
statistiche, la scarlattina ed il morbillo toccano il 100%.
La febbre tifoide sta scomparendo grazie alle moderne misure
sanitarie, ma la vaccinazione dovrebbe comunque essere
eseguita su chiunque si appresti a compiere un viaggio in un
paese sconosciuto”. Ecco un altro esponente della medicina
che consiglia ai medici un modo per aumentare i guadagni,
sfruttando bambini e adulti anche in buona salute.
Guy L. Kiefer, medico,
sovrintendente alla salute dello stato del Michigan, nel
“Giornale della Societa` Medica dello Stato del Michigan”
(Joumal of the Michigan State Medical Society) dell’agosto
1928, dichiara: “In questo stato nascono annualmente 100.000
individui.
Praticamente quasi tutti sono soggetti a difterite dalla
nascita. Tale condizione e´ maggiore dall’eta` di sei mesi
fino al momento in cui viene praticata la vaccinazione. Se
tutti questi bambini venissero immunizzati, e per questo
servizio il medico riceve dai 5 ai 10 dollari per caso, il
guadagno netto oscillerebbe tra i 500.000 ed 1.000.000 di
dollari.
Il Michigan presenta 5.000 casi di difterite ogni anno. Se i
medici ricevessero per i loro servizi, esclusi gli altri
costi, una media di 50 dollari a caso, il guadagno da questa
fonte sarebbe di 250.000 dollari. L’aumento nel guadagno dei
medici sui casi di difterite varierebbe da un quarto a tre
quarti di un milione di dollari, se immunizzassimo tutti i
bambini contro queste malattie, dopo che essi hanno compiuto
il sesto mese di eta`, invece di aspettare che vengano prima
colpiti per poi cercare di curarli”.
“Alcuni ospedali specializzati in maternita` vaccinano tutti
i bambini che nascono con virus vaccino. I bambini al di
sotto dei dieci giorni molto raramente presentano delle
reazioni generali e pertanto, l’immunita` dura per l’intero
corso della vita dell’individuo. E` stato stimato che circa
un terzo delle nascite avviene in ospedale. Se tutti gli
ospedali stabilissero questa pratica come parte dei loro
procedimenti regolari, cio` indicherebbe un aumento di
30.000 persone immunizzate nello stato ogni anno ed un
guadagno aggiuntivo di almeno 60.000 dollari per i medici o
per gli ospedali “.
“Se le 100.000 persone che
nascono ogni anno nel Michigan venissero vaccinate contro il
vaiolo al momento della nascita, il guadagno dei medici
aumenterebbe fino a circa 200.000 dollari. 1500 casi di
vaiolo che si verificano annualmente, trattati da una media
di 50 dollari a caso, portano al medico un guadagno di
25.000 dollari. In questo modo i medici, adottando la
pratica della vaccinazione al momento della nascita,
aumenterebbero il proprio guadagno di circa 200.000
dollari”.
“Abbiamo parlato della difterite
e del vaiolo come esempi del vantaggio economico che
potrebbe derivare dall’immunizzazione, ma lo stesso discorso
vale anche per le altre malattie e per le altre misure
igieniche pubbliche”.
“Con un lavoro educativo
continuo da parte dei medici e del Dipartimento della Salute
dello Stato del Michigan, questo programma di immunizzazione
sara` in grado di ridurre il numero di queste malattie
prevenibili e di aumentare i guadagni dei medici che
sponsorizzano attivamente tale sistema moderno”.
Nel “Giornale di Brooklyn”
(Brooklyn Times) del 21 marzo 1929, il sovrintendente alla
salute pubblica di New York, Sig. Wynne, rivolgendosi al
Club degli Optometristi, affermo`: ?Ecco la risposta ai
problemi economici dei medici. Se inoculassero fanti-
difterite a bambini per un’ora, un’ora al giorno, per tre
giorni alla settimana ad un costo di 5 dollari ognuno, il
guadagno non sarebbe irrilevante”.
Il Sig. Osborne, funzionario
medico di Eas Orange, New Jersey, in un articolo riportato
nel “Giornale della Societa` Medica del New Jersey” (Journal
of the Medicai Society of New Jersey ) nel settembre 1929,
mette in evidenza il fatto che i medici guadagnerebbero
molto di piu` inoculando i bambini piuttosto che trattando i
casi delle malattie.
In un articolo sul “Giornale
Americano della Salute Pubblica” (American Journal of Public
Heafth ) del gennaio 1930, si indica in cifre esatte
l’ammontare che i medici riceverebbero inoculando i neonati:
“Naturalmente, il numero dei bambini in eta` prescolastica
e´ quattro volte maggiore a quello dei neonati, ed il numero
dei bambini in eta` scolastica e´ dieci volte maggiore.
L’opportunita` di aumentare tale pratica trasportando la
vaccinazione dalla popolazione prescolastica a quella
scolastica offre al medico un campo di lavoro quasi
illimitato”.
Il dott. Vander Veer, in una
discussione riportata sul “Giornale della Societa` Medica
del New Jersey” (Joumal of Medicai Socieity of New Jersey)
nel febbraio 1930, sostiene: “Il dott. Winne, funzionario
medico della citta` di New York, mi ha chiarito le idee
sull’argomento economico dicendomi che ’noi dottori ci siamo
sempre attenuti ai vecchi sistemi senza creare nuovi
business’, ed io ho coniato questa espressione come slogan
per lo stato di New York: dato che non possiamo allontanarci
dai sistemi secolari, dovremo adattarci ad essi cercando il
modo per trasformarli in mezzi adatti allo svolgimento dei
programmi per la salute, solo cos`i, riusciremo a trarre dei
profitti. Come esempio concreto, pensate ad una citta` di
3.000 persone, in cui solo 200 si recano dal dottore per una
visita a 3 dollari ognuna, il guadagno totale e´ di 600
dollari da dividere tra tutti i dottori; se fossero, invece,
100 persone a recarsi dal dottore ad un costo di 25 dollari
a visita, la somma da dividere sarebbe di 2.500 dollari”.
Vander Veer fornisce ulteriori cifre negli ultimi onorari
che i medici dovrebbero percepire ed aggiunge: “E questo
il punto che agisce da motivazione per i medici dello stato
di New York”.
Pertanto il lettore si accorgera` di quanto io mi trovi nel
giusto quando sostengo che i medici usano le varie
organizzazioni per scopi di lucro. La Croce Rossa per lungo
tempo e´ stata una grossa fonte di guadagno per loro.
Nel periodo iniziale dell’anno 1930, uno dei miei lettori mi
invio` un ritaglio di giornale tratto dal Cincinnati Times
Star, intitolato: “Le misure igieniche favoriscono i
dottori”. Esso affermava che “migliaia di persone vengono
visitate dai dottori a tale scopo”. L’articolo intero diceva
suppergiu` questo: “Le istituzioni igienistiche, preventive
e curative, riducono il numero dei medici e delle altre
organizzazioni igieniche private”.
Le cliniche pubbliche, gli
ospedali ed i dipartimenti pubblici per la salute e
l’igiene, intaccano i guadagni dei medici, dei chirurghi e
dei dentisti ?
Queste domande, presentate sabato al Direttore dell’Istituto
di Igiene, Sig. William H. Peters, lo hanno indotto a
rispondere che, secondo il suo giudizio, l’unica cosa da
fare, da parte dei medici, e` quella di cambiare o
modificare le proprie attivita`.
“Il dott. Peters ha sottolineato
il fatto che quando a Cincinnati si comp`i l’opera di
purificazione delle acque, si raggiunse l’eliminazione quasi
totale dei casi di febbre tifoide e di altre malattie
causate dall’inquinamento dell’acqua, il cui trattamento era
fonte di immensi guadagni per i medici, infermieri ed altri.
Tuttavia, - ha aggiunto il dott Peters - l’ispezione medica
delle scuole da parte dei medici dello stato serve ad
aiutare la professione privata. Gli ispettori scoprono le
malattie nei bambini, avvertono i genitori e questi, in gran
numero, si affrettano a portarli dal proprio medico di
famiglia o da uno specialista”.
“L’iniziativa pubblica a favore dell’immunizzazione dei
bambini contro la difterite ha permesso ai medici di
ottenere forti guadagni. 35.000 bambini, circa, sono stati
trattati e di questi il 54% , ossia 19.000 bambini, si e´
rivolto a specialisti privati. A 5 dollari a trattamento, il
guadagno sarebbe stato di 95.000 dollari. Annualmente, i
bambini da trattare in questa maniera, sono circa 7.500.
Questo lavoro permette un guadagno di gran lunga superiore a
quello che il trattamento della malattia richieda
effettivamente, ha dichiarato il dott. Peters.
Ha aggiunto, inoltre, che la propaganda a favore di una
visita medica annuale ha dato come risultato il ricorrere,
da parte di migliaia di persone, ai medici, ai chirurghi ed
ai dentisti allo scopo di essere visitati accuratamente.
Il dott. Peters ha detto anche che e´ necessario che i
medici generici e gli specialisti “si mantengano al passo
coi tempi”. Piu` medici dovrebbero indirizzarsi verso la
medicina preventiva e riconoscere come le attivita` a favore
della salute pubblica stimolino le persone a preoccuparsi
delle proprie condizioni fisiche e mentali e a favorire,
pertanto, l’attivita` del medico privato.
Il dott. Peters ha sostenuto, poi, che e` vero il fatto che
alcuni medici in questa comunita` si lamentano dei
“danneggiamenti” che la medicina “sociale” arreca ai loro
guadagni e che forse esiste qualcuno che in realta` ne
risente seriamente:».
Questo spiega il crescente
interesse da parte dei medici, di ministeri per la sanita`,
di produttori di sieri e di vaccini e di dentisti verso la
cosiddetta educazione sanitaria. Tutti sono interessati ad
accrescere il lavoro dei medici e dei dentisti e la vendita
dei vaccini e dei sieri.
L’ispezione dei bambini nelle scuole aumenta il volume di
lavoro del medico. Questo avviene in ogni parte del paese.
Non solo i bambini in eta` scolastica, anche quelli in eta`
prescolastica entrano a far parte di questa forma di
sfruttamento. Qui a San Antonio, per esempio, l’associazione
genitori-insegnanti appoggia il principio della visita
medica per i bambini in eta` prescolastica.
L’operazione delle tonsille ed altre in generale, gli
occhiali da vista, i sieri, i vaccini ed altre forme di
vandalismo ed avvelenamento sono la conseguenza di tali
visite e rappresentano la fonte di arricchimento dei medici.
L’ispezione medica dei bambini nelle scuole e´ il fulcro
dell’attivita` commerciale del medico. I bambini esaminati
vengono ingannati e raggirati allo scopo di eseguire
l’estrazione delle tonsille o l’inoculazione della
tossina-antitossina, da incompetenti collocati negli
organismi scolastici.
Questi medici non fanno niente di utile; al contrario,
danneggiano la salute mentale e fisica del bambino,
disturbando cosi il lavoro dei genitori e degli insegnanti.
Tale abitudine, comunque, non si interrompera` se non
saranno i genitori stessi ad abbandonarla.
Qualche anno fa, la Societa`
Medica della Contea del Bronx, per mezzo di uno dei suoi
bollettini, espresse il proprio risentimento contro il
limite toccato nella citta` di New York, dalla campagna a
favore della tossina-antitossina.
Il Sovrintendente alla Sanita`, sig. Wynne, nel “Bollettino
Settimanale” (Weekly bulletin) emesso dal Dipartimento della
Sanita` della citta` di New York, il 19 luglio rispose che:
“Il programma seguito dal Dipartimento di Sanita` non puo`
che essere lodato. Esso fornisce un metodo semplice,
economico, efficiente e moralmente valido per mezzo del
quale, il medico generico, puo` garantire un ulteriore
servizio”. Ecco l’altruismo degli eccellenti medici statali
appartenenti al Ministero della Sanita`.
Wm. A. Rohlf medico, Presidente
della Societa` Medica dello Stato dello Iowa, in un discorso
fatto diversi anni fa ad un meeting della sua
organizzazione, affermo`: “Permettetemi di citare una
lettera ricevuta dal dott. Steelsmith: durante i cinque anni
che precedettero il programma educativo promosso dal
Dipartimento di Stato verso l’immunizzazione contro la
difterite, e per la precisione i cinque anni antecedenti il
1923, nello Iowa si verificarono piu` di tremila casi di
difterite per anno. Molti tra questi casi non venivano
curati da medici, tuttavia, il guadagno medio, rivelato
dalle statistiche, sta a significare che i medici dello
stato dello Iowa ricevevano approssimativamente 20 dollari
per ogni trattamento e cura per ciascun caso di difterite in
quei cinque anni che precedettero il programma antidifterite
promosso dallo stato. Questo permise ai medici dello stato
di guadagnare ogni anno 60.000 dollari circa.
”Ora in paragone a cio`, permettetemi di suggerire il fatto
che ci sono circa 44.000 nascite ogni anno nello stato dello
Iowa. A titolo di informazione, diro` che il prezzo medio
per una vaccinazione sarebbe di 3 dollari a bambino. Se i
medici si interessassero alla medicina preventiva si
accorgerebbero che ogni bambino viene trattato prima del
compimento di un anno di eta`, e risulterebbe chiaro che da
tale pratica il loro guadagno ammonterebbe a 132.000 dollari
annuali, il doppio di quanto voi ed io abbiamo ricevuto in
anni e anni di trattamenti di casi”.
Rohlf, aggiunge, inoltre: “C’e´
ancora molta strada da fare per stabilire le condizioni
ideali nel campo della vaccinazione e dell’immunizzazione.
Il ruolo dell’infezione locale ha aperto nuovi varchi per la
nostra attivita`. Dovremo ritenerci direttamente interessati
e, come medici, condurre le visite ed i trattamenti dei
bambini nelle scuole”.
Questi uomini programmano nuovi
modi per raddoppiare i loro guadagni ed intanto, apparire al
pubblico come, persone sinceramente interessate alla salute
ed al benessere dei nostri bambini. Agiscono a sangue freddo
come una qualsiasi classe di criminali sulla terra. In
verita`, non conosco nessun’altra classe di criminali che
viva alle spalle dei bambini sfruttandoli, danneggiandoli ed
addirittura uccidendoli.
E` risaputo che negli Stati
Uniti vi sono 1.454 associazioni private e statali per la
cura della tubercolosi. Le organizzazioni affiliate
all’Associazione Nazionale per la Tubercolosi, nel 1928,
spesero circa 6.196.376,98 dollari, la cui parte maggiore fu
raccolta attraverso la vendita di cartoline natalizie. Tutto
questo muovere a compassione, messo in atto dalle
associazioni per la tubercolosi, serve solo a creare un
maggiore lavoro per i medici. E` risaputo che la loro opera
non ha alcun effetto sulla tubercolosi.
Un funzionario della Croce
Rossa, disse alle vittime dell’alluvione del Mississipi, in
un articolo riportato nel Savannah (Ga.) News del 14 giugno
1927: “Da ora in poi i vostri buoni-pranzo non saranno
accettati se non sarete in grado di mostrare la cicatrice
della vaccinazione”. Un ordine simile fu impartito dalla
stessa organizzazione in un’alluvione verificatasi
successivamente nel New England.
La gente e´ disposta ad elargire
grandi quantita' di denaro e di beni per aiutare le vittime
di grosse calamita', e la Croce Rossa, che e´ controllata
dall’ordine dei medici, usa quel denaro per l’acquisto di
sieri e vaccini e per pagare dei medici incompetenti
sfruttando la situazione delle vittime e costringendole poi,
a sottoporsi a dei tipi di medicazioni che non vogliono e di
cui non hanno bisogno. La Croce Rossa non ricevera' mai un
soldo da me ed io faro' del mio meglio per evitare che anche
altre persone ci rimettano di tasca propria per un sistema
cos`i corrotto.
Il cosiddetto movimento di
“igiene mentale”, che aspira a diventare parte integrante
dei programmi delle scuole pubbliche, e´ una mossa
commerciale basata sui soliti metodi chirurgici e
immunizzanti. Il movimento, che ha a capo molti ex-detenuti
per maltrattamenti ai malati di mente e per l’estrema
crudelta` usata nelle pratiche vivisezionistiche sugli
animali, e´ molto pericoloso e non dovrebbe assolutamente
sfiorare i bambini del nostro paese, i quali gia` soffrono
abbastanza nelle mani della scienza medica.
Dello stesso carattere immorale
e commerciale della Associazione per la tubercolosi e la
Croce Rossa, sono: la Fondazione per la Paralisi Infantile,
la Societa' per la Prevenzione ed il Controllo del Cancro,
la Fondazione Damon Runyon per il Cancro, la Societa` contro
l’Artrite, l’Associazione per le Malattie Cardiache,
l’Associazione per l’Assistenza ai Bambini Handicappati ed
altre pseudoorganizzazioni che regolarmente chiedono
l’elemosina agli angoli delle strade, e cercano in tutti i
modi di ingraziarsi il favore della stampa.
Queste organizzazioni riescono a
raccogliere annualmente milioni di dollari sotto l’immagine
della generosita'; le persone male informate elargiscono
gran parte dei loro guadagni per sovvenzionare crudeli e
futili esperimenti sugli animali ( in nome della ricerca );
e´ irrisoria la percentuale di denaro che realmente
raggiunge lo scopo per il quale e` destinata. Come tutta la
carita` organizzata, anche questa e´ all’insegna della
truffa piu` criminale.
L’IGIENE NATURALE
Nell’Igiene Naturale sono insiti i principi di un sistema di
cura per la mente e per il corpo, sia in condizioni di
salute che di malattia.
Si basa fermamente sul concetto che
deve sempre esistere un legame tra l’organismo vivente, sia
che svolga attivita' normali che anormali, e le altre cose
materiali che contribuiscono piu' o meno perfettamente allo
sviluppo dei fenomeni biologici e fisiologici.
Noi
sosteniamo che nessuna sostanza o processo che non sia
fattore-elemento normale della fisiologia puo` racchiudere
un qualsivoglia valore per la struttura vivente in ogni
circostanza della vita. Cio' che non appare utile in
condizioni di buona salute non lo sara' neanche durante una
situazione di malattia. Esistono momenti e circostanze in
cui il corpo non puo', anche se temporaneamente, soddisfare
i piu' normali bisogni della vita, ma non esiste mai un
momento in cui puo', anche se temporaneamente, utilizzare
quelle cose che non rientrano nella sfera delle normali
necessita` della vita. Se, nelle diverse condizioni di
malattia, il corpo non e´ in grado di digerire o di
assimilare il cibo, non significa che possa essere in grado
di utilizzare il mercurio. Se, in presenza di tifo o
polmonite, appare troppo debole per muoversi e deve pertanto
riposare, non puo` e non deve usare la penicillina.
Tutti i processi di
ristabilimento o di guarigione sono solo modificazioni dei
processi atti a mantenere un buono stato di salute, ed i
materiali ed i metodi impiegati nell’assistenza al malato
devono essere compatibili alla fisiologia e a tutte le altre
misure igieniche. Unendo e coordinando tutti gli elementi
che compongono l’Igienista, saremo in grado di sviluppare un
sistema di assistenza verso il malato, intelligente,
razionale, scientifico, privo di veleni o di sostanze
magiche, e di grande aiuto per l’umanita' sofferente.
La
cura Igienistica comprende non solo un riordinamento del
regime alimentare, ma anche una scrupolosa considerazione
verso le bevande, la respirazione, la temperatura,
l’esercizio fisico, il riposo, il sonno e naturalmente tutte
le influenze e le circostanze che costituiscono e formano la
condizione necessaria allo sviluppo di una buona salute.
Appendice A
CASI di MORTE o MALATTIA
AVVENUTE PER VACCINO - TRATTI DAL LIBRO “THE POISONED
NEEDLE” DI ELEANOR McBEAN - EDIZIONE 1974
Nessun dottore o libro puo'
predire se la vaccinazione porta o meno alla morte,
all’inabilita` o ad una possibile malattia. Il rischio,
dunque, merita una dubbiosa promessa di immunita' ?
MALATTIE CAUSATE DA VACCINAZIONI
Nonostante ci siano stati migliaia di cancri causati da
vaccinazioni, lo spazio disponibile non permette di rivedere
tutte le storie dei casi, oppure soltanto una minima parte
di essi.
Le fotografie che riportiamo qui di seguito possono,
comunque, dare un’idea della tragicita' delle condizioni e
delle intense sofferenze apportate dalla vaccinazione nel
corso di quest’epoca.
Sono qui riportati solo alcuni
dei centinaia di casi di cecita', paralisi, cancro, ulcera
ed altre malattie causate dalla vaccinazione che portarono
alla morte. La maggior parte di queste fotografie furono
collezionate dalla Lega Anti–Vaccinazione dell’Inghilterra e
dell’America e pubblicate in La VACCINAZIONE al LAVORO ed
altri libri su questo soggetto.
Mona Stevenson di Humphrey St.
Burnley, Inghilterra, fu vaccinata all’eta` di cinque
settimane dal dott. J. W. Clegg, con l’ufficiale linfa di
vitello glicerinata. Dopo cinque settimane di sofferenza in
cui, il viso ed il braccio della bambina venne parzialmente
“mangiato” dalla malattia, essa mori. Lo stesso dottore
certifico` la causa di morte come “vaccino generalizzato di
36 gg. ed esaurimento (debolezza)”.
Willie Hood, sei anni, figlio di
J.G. Hooh, 4150 Lafayette Ave., St. Louis, Mo. mori di
tetano in seguito a vaccinazione il 14 ottobre 1917. (I
dettagli sono dati nel Vaccination Inquirer, del 1° Nov.
1917). (Willie Hood).
MALATTIE RIPUGNANTI CAUSATE da VACCINAZIONE
Ethel Mary Thompson, 7 mesi di
eta' (di Skene Row, Aberdeen) era una bellissima e sana
bambina fino al momento della vaccinazione. Subito dopo
l’incisione, cominciarono a svilupparsi delle ulcere che non
guarirono mai piu'. Sei settimane dopo, quando il dottore fu
chiamato, osservo' che «c’era un grande foro proprio vicino
alla zona vaccinata e c’era un’altra ferita aperta
nell’incavo dell’ascella. La carne, in quest’area, si era
putrefatta fino a rendere evidenti le costole. Sull’addome,
c’era una grande macchia marrone consistente in carne
putrefatta, ed il gomito era sproporzionatamente gonfio.
Inoltre, piaghe dolorose si andavano formando sulle dita>.
Dopo due mesi di atroci sofferenze la bambina mori.
Ernest Cheeseman (qui di fianco)
di Rose Cottages, Westcott, Dorking, Inghilterra, quando
aveva nove settimane, fu vaccinato con la linfa di vitello
glicerinata fornita dalla locale Commissione Governativa del
3 Novembre. Fino a` quel momento egli era stato sano e
normale e uguale dicasi dei genitori. Cinque giorni dopo la
vaccinazione, sulla sua pelle, si sviluppo` una forma di
sifilide piuttosto seria. Il corpo era ricoperto di piaghe
tipo eczema ed i piedi erano diventati diritti, senza alcuna
forma. Le piaghe che eruppero tutto intorno alla bocca
sembravano carne bruciata e sporgevano di circa mezzo
centimetro. (Da Vaccinazione al Lavoro)
Quando si ha un caso di sifilide
provocato da vaccinazione i dottori sono soliti affermare
che essa e` stata senz’altro ereditata dalla madre, la
quale, doveva esserne affetta. Stranamente, pero', si
scopri che non sempre e` cosi, in quanto, nel Galles,
esaminati i genitori di 4.000 bambini attaccati da sifilide
dopo la vaccinazione, essi risultarono tutti sani; immuni,
cioe', da sifilide.
Anche nel caso del piccolo Cheeseman
furono rivolte delle accuse alla madre. Ma questa,
sottopostasi volontariamente alle visite mediche, risulto'
normale e sana. Il dottore disse: "Non credo ci sia niente
che possa far sospettare che questa donna abbia mai sofferto
di sifilide. Non trovo assolutamente alcuna indicazione in
merito".
Nonostante questo, pero',
all’inchiesta, alcuni medici insistettero nelle loro accuse
contro la donna e si rifiutarono di credere al rapporto
medico che la dichiarava perfettamente sana. Solo sulla
forza delle proprie opinioni essi insistettero nel dire che
ella era sifilitica e aggiunsero anche che non avrebbe
potuto piu' avere bambini normali. Per provare la falsita'
delle loro dichiarazioni, la donna si fece scattare questa
fotografia alla nascita del suo secondo bambino, Fredrick
John, che qui aveva dieci mesi.
E evidente che il bimbo sta
bene ed e' sano – senza essere vaccinato. In Inghilterra, i papa' che rifiutavano di far vaccinare i loro bambini
dovevano sottostare a severi termini giudiziari sotto
vaccinazione obbligatoria. Molti di essi, comunque,
accettavano questa punizione pur di salvare i loro bambini
dagli effetti molto spesso fatali della vaccinazione.
Rita e Eberhard Kandlbinder,
morirono nel giugno del 1951 per effetto della vaccinazione.
Il Munchner Illustrierte, del 28 giugno, 1951, riporto` il
caso della “misteriosa morte di sei bambini dopo essere
stati vaccinati per il
vaiolo”. Dopo le fotografie e le
storie di queste morti molti altri genitori portarono a
galla altre storie di morti simili anche se i dottori
avevano attribuito i decessi ad altre cause. Molte delle
morti per vaccinazione non sono note perche' non sono
riportate come tali.
CECITA` CAUSATA da VACCINAZIONE
”Horace Capewell di Court St. Southbridge, Inghilterra era
un bel bambino sano con dei meravigliosi occhi. Fu vaccinato
quando aveva cinque settimane. Nove giorni dopo il suo corpo
era un ammasso di piaghe. I suoi occhi divennero difettosi
ed all’eta` di cinque mesi egli divento` completamente
cieco. Molti dottori di Birmingham esaminarono il suo caso
ma non si pote´ fare nulla per restituirgli la vista. Questa
foto fu scattata molti anni dopo, all’eta` di 20 anni.
Questa bambina era normale e
sana alla nascita. All’eta` di un anno e mezzo venne
vaccinata e da allora i suoi occhi oltre ad esudare pus, si
chiusero definitivamente dopo una settimana e la resero
cieca per sempre.
Il dott.Blasson, il dott. Kynaston ed il
famoso
specialista, il dott. Beli Taylor che esaminarono la bambina si
trovarono d’accordo nell’affermare che la cecita' fosse
dovuta alla vaccinazione. Dato che, successivamente, il
padre si oppose alla legge sulla vaccinazione e si rifiuto'
di far inoculare l’altro suo figlio, egli venne processato.
Porto', allora, la sua bambina
nella sala d’udienza e mostro' i suoi occhi ed il suo
braccio, gonfio, deforme e pieno di piaghe dalla spalla alle
punta delle dita. L’evidenza ed il sentimento pubblico
contro la legge della vaccinazione influenzo' i magistrati
che esonerarono il padre dall’avere l’altro figlio
vaccinato.
PARALISI INFANTILE CAUSATA DA
VACCINAZIONE
John James McDonald al tempo della vaccinazione era sano e
normale. Dopo un po’ di tempo il braccio dove era stato
inoculato si essicco` , avvizzendosi completamente finche`
non divenne inutile. Successivamente, la sua gamba destra
divenne sempre piu` emaciata, finche` il grado di
essiccamento non divenne tale da non permettergli piu` di
camminare. La vaccinazione non guar`i e, in aggiunta a cio`,
una piaga dolorosissima si sviluppo` sul suo piede.
INFIAMMAZIONE DEL CERVELLO
CAUSATA DALLA VACCINAZIONE
Questi bellissimi gemelli, Peter e Portia Furness, di 4 anni
e mezzo morirono due settimane dopo essere stati inoculati
con un vaccino certificato dal governo. I bambini morirono
nel 1931 a South Wigston, vicino Leicester, Inghilterra.
Questo e` uno dei poch`i casi in cui i dottori ammisero, sul
certificato di morte, che la causa era dovuta ad encefalite
post-vaccinale.
VACCINAZIONE, CAUSA DI TRAGEDIA
Margaret Ann, l’unica figlia del signor Donald W. Gooding,
di Wolsey, Essex, Inghilterra, alla nascita, fu definita
perfettamente sana. Questa stupenda bambina fu vaccinata
all’eta` di quattro mesi. Siccome le prime due inoculazioni
non ebbero effetto, si passo` ad una terza dopo di che,
entro 5 giorni, si sviluppo` una grave infiammazione al
cervello. Fu portata all’ospedale dove rimase per parecchie
settimane. All’eta` di tredici mesi essa era diventata
completamente cieca e non riusciva ad imparare a camminare.
Comincio` ad accusare anche diversi disturbi digestivi
accompagnati da convulsioni.
Questo caso, cosi tragico, fu sottoposto all’attenzione
della Camera dei Comuni nella speranza che un’investigazione
avrebbe fatto luce sui pericoli della vaccinazione e messo
in guardia, quindi, molte altre persone. Il sig. Bevan venne
informato sulla possibilita` di sviluppo di altri casi
simili, continuando la pratica dell’inoculazione e gli venne
anche chiesto di rendere pubblico il risultato
dell’indagine.
Purtroppo, che io sappia, egli non ha mai veramente indagato
onestamente, altrimenti il risultato sarebbe stato
senz’altro una inqualificabile condanna alla vaccinazione.
SCRITTORE RIMASTO PARALIZZATO
PER LA VACCINAZIONE
John West di Bradford-On-Avon fu vaccinato quand’era ragazzo
e rimase parzialmente paralizzato subito dopo
l’inoculazione. Per molti anni perse il controllo dei suoi
arti inferiori ma, a dispetto del suo handicap, divenne un
studente ed una conosciutissima “autorita` nella questione
della vaccinazione oltre che un proficuo scrittore sul
soggetto”.
LENTA AGONIA DOVUTA A
VACCINAZIONE
Elsie Thuroff nacque il 3 marzo, 1920 e fu vaccinata l’8
giugno, 1921. Nell’Agosto dello stesso anno comincio` a
soffrire di “dolori lacinanti, gonfiori e deformazioni alle
ossa del braccio e della spalla”. La diagnosi medica fu di
tubercolosi alle ossa. Fu sottoposta ad un’operazione
chirurgica dopo la quale le sue condizioni precipitarono in
fretta, fino a che il suo braccio, essiccandosi, non divenne
impotente. La pelle del suo viso si scortico`, l’incisione
della vaccinazione sup-puro` ed il suo corpo assunse
l’aspetto di uno scheletro vivente. Dopo una interminabile
crociata di sofferenza essa mori l’8 gennaio, 1923.
I DOTTORI AMMONITI di NON
VACCINARE in CASI di ECZEMA
Questo bambino di sei anni
mori di vaccino-generalizzato.
Egli era stato soggetto all’eczema sin dall’eta' di sei
settimane. Siccome questa malattia consiste in uno stato di
estrema tossiemia (acidosi o avvelenamento interno) il
veleno proveniente dal siero vaccinale intensifico`
l’avvelenamento del corpo causando la morte del piccolo
paziente nel settembre del 1949.
Nel marzo 1953, il dott. George
Taylor di Bradford vaccino' la sua bambina di 5 mesi, gia'
affetta da un lieve eczema.
La bimba mori nove giorni dopo
per eczema e vaccino generalizzato. I dottori cominciarono
cos`i a notare veramente la serieta' dell’avvelenamento
causato dall’inoculazione di siero ad una persona gia'
abbastanza intossicata.
INVALIDITA’ di un BRACCIO DOPO
un’AVVELENAMENTO da VACCINO
William Hamilton fu vaccinato all’eta' di tre mesi. Il
veleno ben presto si sparse per tutto il corpo e le piaghe
che si svilupparono non guarirono mai piu'. Il caso,
esaminato da sei dottori, si rivelo' senza speranze. Il suo
braccio e' diventato inutilizzabile sin dal momento della
vaccinazione praticatagli durante la sua infanzia. La foto
e` stata scattata quando egli aveva 15 anni di eta`.
ALTRE STORIE di CASI - Problemi
cardiaci derivanti da vaccinazione
Earl Richardson (Colorado Spring) fu vaccinato da un dottore
locale quando aveva sei anni. Fino a quel tempo era stato
forte e sano, ma 9 giorni dopo la vaccinazione si ammalo' e
la sua malattia fu accompagnata da un estremo nervosismo
tanto che il suo dottore che fece la diagnosi disse che si
trattava del ballo di S. Vito. Venne visitato ed il suo
cuore e gli altri organi furono trovati in buone condizioni
di salute. Alcuni giorni dopo sorsero altre complicazioni ed
il dottore venne chiamato di nuovo. Tramite esami fu
scoperto che il ragazzo aveva sviluppato un grave disturbo
cardiaco.
La madre lo condusse a Kentucky da tre cardiologi
famosi che dichiararono tutti che si trattava di una
disfunzione valvolare dovuta ad infezione. Uno solo disse
che forse il disturbo era dovuto a vaccinazione dato che
aveva visitato altri casi di disfunzione valvolare
sviluppatesi in seguito a vaccinazione. Quattro anni piu`
tardi, quando il sig. Rowton (ispettore sanitario di Denver
e Colorado Springs, Colorado) ebbe la sua ultima intervista
con la suddetta famiglia, il bambino era ancora troppo
malato per andare a scuola. Sua madre rifer`i che questi
doveva spesso dormire stando seduto sul letto a causa delle
gravi condizioni in cui versava il suo cuore.
E una legge strana quella che fa
vaccinare i bambini affinche' essi possano frequentare la
scuola e che poi li inabilita completamente da non dar loro
la possibilita' di non fare piu' ... niente.
Tubercolosi derivante da
vaccinazione
Lena Long (Denver) , per poter essere ammessa a frequentare
le scuole fu vaccinata nell’ottobre 1922. Entro quattro
giorni il suo braccio comincio` ad ulcerare ed ebbe una
grande febbre. Essa era estremamente nervosa e fu costretta
a stare a letto per circa una settimana. Un po` piu` tardi
ebbe una polmonite con sintomi di tubercolosi. Il dottore
cerco' nel “background” della famiglia per trovare qualche
altro caso di tubercolosi ma non ne´ venne riscontrato
alcuno. L’ultimo rapporto della madre, la sig. S.A. Long, fu
che Lena era ancora incapace di frequentare la scuola e che
soffriva di tubercolosi. Il sig. Long, il padre di Lena, fu
vaccinato nello stesso anno e piu` precisamente a dicembre.
Dopo la vaccinazione si svilupparono 12 vesciche sul suo
collo che gli procurarono non pochi problemi. Egli non aveva
mai avuto una vescica prima in vita sua.
La scarlattina da vaccino
La signora Donnell, (Denver) fu vaccinata con successo
contro il vaiolo il 21 dicembre, 1922. Alcune ore dopo
l’inoculazione cominciarono a manifestarsi delle gravi
reazioni che si svilupparono in una scarlattina di forma
talmente seria che dovette essere portata d’urgenza
all’ospedale dove combatte' tra la vita e la morte per varie
settimane.
Problemi renali causati da
vaccino.
A Katie Blessant, (Denver) venne somministrata la
tossina-anti-tossina per la difterite. In poco tempo perse
la voce e poco tempo dopo cominciarono a svilupparsi dei
problemi renali e digestivi di cui non aveva mai sofferto
prima in vita sua.
Morbo di Bright dovuto a
vaccinazione.
Earl Rohsbecker, (Denver) fu vaccinato contro il vaiolo e
poco tempo dopo ebbe il morbo di Bright (una grave forma di
degenerazione renale).
I dottori non hanno mai nutrito molte speranze per il suo
recupero.
Paralisi causata dalla
vaccinazione
A Raymond Nelson (Denver) venne dato la tossina-anti-tossina
per la difterite dopo di che rimase paralizzato. Anche a suo
figlio venne somministrata la stessa cosa e questi
addirittura mori.
La sig.ra Black di Colorado
Spring fu vaccinata contro il vaiolo e dopo l’inoculazione
essa sviluppo` ben presto una meningite spinale. Il caso era
cosi grave che si dovette chiamare il medico di guardia da
Denver.
Avvelenamento da vaccino
David, figlio dei sig.ri C. Robinson, fu vaccinato il 6
novembre 1921 dal medico di famiglia, in concomitanza con le
norme scolastiche vigenti. Dopo tre giorni dal vaccino il
suo braccio ulcero` e si infiammo`. Poi, per alcune
settimane, sembro` che la vaccinazione stesse guarendo ma
continuo` ad essere aperta e infiammata. A febbraio le
ghiandole del suo collo cominciarono a gonfiarsi e sotto
ciascun braccio si formarono delle masse informi.
Questi raggrumi cominciarono a diminuire di grandezza ma il
dolore continuo` ad essere molto forte tanto che il dottore
asporto` uno dei piu` grandi. Non guarirono mai
completamente, e anzi cominciarono ad emanare pus un po` di
tempo piu` tardi. Al momento dell’ultimo rapporto (marzo
1921) questi raggrumi non erano ancora guariti ed il bambino
era ancora a letto ed impossibilitato a camminare. Non si e`
poi mai saputo se e` potuto andare a scuola.
Il rapporto di una madre - (
mantenuto l’anonimato per richiesta dell’interessata).
“Mia figlia fu vaccinata il 21 dicembre, 1921. In meno di
una settimana il suo braccio comincio` a gonfiarsi, a
diventare infiammato e ad emettere pus nel punto della
vaccinazione. Sotto il suo braccio si sviluppo` un raggrumo
e fu seriamente malata per quattro mesi. Dovetti farle fare
per oltre un anno delle terapie a base di Raggi-X ed ora il
suo braccio e` rimasto cicatrizzato oltre che dalla ferite
dei raggrumi anche dalle bruciature dei Raggi-x”.
Vaiolo derivante da
vaccinazione.
La sig. ra Jessie Wims (Colorado Springs) fu vaccinata
contro il vaiolo e dopo pochi giorni sviluppo` un grave caso
di vaiolo che duro` per sette settimane.
Idropisia da vaccinazione
Alla sig.ra Anna Heller (Colorado Springs), dopo la
vaccinazione si svilupparono delle ulcera sulle braccia, sul
collo e su una gamba. Nonostante siano passati molti anni,
ancora le danno fastidio.
Anche le sue due figlie furono
vaccinate ed esse entrambe svilupparono vaccinia e quasi
morirono per essa. La stessa cosa successe anche a suo
figlio; poi, 30 giorni piu` tardi ebbe il vaiolo che lo
lascio` con l’idropisia dalla quale non riusci mai a
guarire.
Pazzia dovuta a vaccinazione.
Il Newsweek del 25 aprile 1955 riporta che la malattia
mentale costituisce il piu` grande problema di salute dei
giorni nostri. Piu` della meta` dei lettini degli ospedali
sono occupati da pazienti affetti da malattie mentali. La
loro assistenza costa ai cittadini piu` di un bilione di
dollari all’anno. Un altro rapporto stabilisce che negli
Stati Uniti ci sono oltre 10.000.000 di persone affette da
malattie mentali.
Su un equipaggio di 400 persone
che tornava dal settore australiano dopo la guerra, 250
uomini erano pazzi. Alcune delle scuse poste in avanti dai
medici riguardo a questo caso scioccante fu che la pazzia
era derivata dal troppo caldo delle giungle e dai rigori
della stessa guerra. Comunque, i cittadini dell’Australia
non vaccinati non divennero malati di mente arche se
sottoposti alle medesime temperature e rigori della guerra.
Si arrivo` allora alla conclusione che gli uomini erano
stati quasi uccisi dai sieri, vaccini e medicine varie.
Le normali cellule del cervello sono ampiamente fornite di
calcio ed altri elementi alcalini. Quando nel sistema
vengono introdotti dei veleni, il calcio prima viene tirato
fuori dai tessuti molli e poi dalle ossa, per permettere al
corpo di neutralizzare i veleni. Questo danneggia o
distrugge completamente il cervello funzionante, i nervi, i
muscoli e gli occhi.
MORTI AVVENUTE in COLORADO a
CAUSA della VACCINAZIONE... (Dall’archivio del sig. VE. Rowton)
“Mia moglie, Ethel Andrews, era in buona salute finche` non
fu vaccinata dal dott. ... verso il 1°novembre, 1922. La
vaccinazione comincio` a fare “effetto” entro tre giorni; il
braccio, infatti, comincio` ad ulcerare e a gonfiarsi. Verso
il nove novembre, la vaccinazione irruppe per tutto il corpo
con un’esantema. Il 29 novembre, mia moglie si ammalo`
gravemente. Al posto dell’esantema apparvero delle piaghe
che il dottore diagnostico` come vaiolo. Il 5 dicembre la
poveretta mori “.
“Mia figlia, Ruth Yvonne, sei
anni, era in perfetta salute fino al sabato 3 dicembre 1921
in cui il nostro medico di famiglia, il dottor C.F. Henger
ci disse di farla vaccinare; noi lo facemmo ... Verso il
terzo giorno seguente alla vaccinazione il suo braccio
comincio` a farle male ma essa continuo` ad andare a scuola
fino al venerd`i. Il sabato, la bambina comincio` a
lamentarsi di un mal di gola insistente. Anche il suo
stomaco le diede dei fastidi e comincio` a vomitare. Le sue
condizioni peggiorarono. I dottori non potettero far niente
per salvarla e il marted`i seguente alle ore 5:15 a.m. essa
mori’”.
La signora H.P. Kingsley di
Ellsworth Hotel, Denver, fece la seguente affermazione su
suo figlio John:
“Egli era in perfetta salute quando lo portai a scuola il
lunedi mattina. Le era stato detto che doveva farlo
vaccinare perche` egli potesse accedere a scuola e cos`i lo
fece inoculare il luned`i seguente. Il suo ginocchio
comincio` a fargli male ma il giorno dopo egli si reco`
comunque a scuola. Quello fu l’ultimo giorno che lo fece
dato che non ci pote` tornare mai piu`. Il dolore si espanse
ad ogni giuntura del suo corpo facendolo soffrire
intensamente per tre settimane, ed infine mori”.
Questo documento circa la morte
della sig.ra Alta Vincent di 18 anni ci e` stato fornito da
suo marito Luther Vincent (Denver).
“Verso il 13 novembre, 1922, mia moglie si sottopose a
vaccinazione dato che questo le era stato ordinato dalla
compagnia telefonica presso la quale lavorava. Fino al
momento in cui fu inoculata essa stava in buona salute, ma
l’8 dicembre, essa si ammalo` gravemente con un
rigonfiamento delle ghiandole linfatiche situate sotto le
sue braccia. Il giorno 10 dicembre essa mori”.
“Mia moglie fu vaccinata dal
dott. A.W. Calhoun di Denver, il 27 ottobre 1922. Al
momento della vaccinazione essa non stava troppo in buona
salute. Mori alcune ore dopo essere stata vaccinata a casa
sua. Il dottore disse che era stata un’insufficienza
cardiaca”. (Questo rapporto ci venne fatto da suo marito il
sig. Padgett).
Walter Call fu vaccinato verso
il 20 nov del 1922. Egli fu in grado di lavorare soltanto
per una settimana dopo che era stato vaccinato anche se gia`
si sentiva poco bene. Mori l’8 dicembre 1922 di vaiolo nero.
Lafayette Hunt di Denver,
Colorado, fu vaccinato il 6 nov. 1922. Gli si sviluppo` una
forma vaiolosa il 18 dello stesso mese e mori il 28
novembre, 1922.
Hulga Berg di Denver fu
vaccinata contro il vaiolo parecchi anni or sono. Il 27
ottobre 1922 essa si ammalo` accusando forti emicranie ed
un’esantema accentuato. Il dott. Kesley penso` che si
trattasse di morbillo. La domenica successiva venne chiamato
l’ufficiale sanitario. Egli diagnostico` il vaiolo ed essa
fu condotta all’ospedale dove ben presto mori.
Ada McDaniels (Denver) fu
vaccinata un paio di volte entro breve tempo prima che
venisse abbattuta dal vaiolo. Mori il 25 nov. 1922.
Il sig. Louis Pleins (Denver) fu
vaccinato da ragazzo a poi di nuovo sei settimane prima che
venisse affetto da vaiolo. Mori di questa malattia il 5
febbraio 1923.
La signora E.P. Haddon (Denver)
fu in buona salute fino alla domenica 12 novembre 1922
quando venne vaccinata dal suo medico di famiglia e per poco
non subi un collasso allo stesso tempo. Il lunedi successivo
era gia` malata. Si aggravo` nel marted`i ed il dottore
passo` il caso all’ufficiale sanitario. Fu messa in
quarantena per vaiolo nel mercoled`i e mori il lunedi
successivo, il 20 novembre.
Gli indirizzi di questi casi
sono archiviati ma omessi in questa sede per ovvie ragioni.
I signori Alvord di South
Cascade avevavo un sano e robusto bambino. Fu vaccinato dal
dott. Peters. Circa 9 giorni piu` tardi esso comincio` ad
avere delle convulsioni. Venne chiamato il medico che lo
mise sotto trattamento. Egli disse che era un caso
particolarmente interessante perche` era stato vaccinato. Le
convulsioni si manifestarono quando il dottore se ne ando` e
il bambino mori prima che egli arrivasse di nuovo. Dopo un
certificato di morte compilato dai dott.ri Peters e Gillet,
la causa di morte fu ritenuta la colite. Non venne in alcun
modo menzionata la recente vaccinazione.
La signorina Hamilton,
insegnante, si ammalo` gravemente due settimane dopo essere
stata vaccinata. Pustole vaiolose eruppero sulla sua schiena
nella regione renale. Mori poco tempo dopo. Il dottore disse
che la causa era stata una dilatazione acuta del cuore.
(Questa condizione non si verifica senza una causa). Gli
effetti dell’avvelenamento sanguigno che la vaccinazione
aveva provocato non furono proprio menzionati.
Un’altra insegnante di Colorado
Springs (anonima) si sottopose a vaccinazione nel mese di
marzo per ordine della scuola. Non fu mai piu` sana dopo
l’inoculazione e mori il 17 nov. 1922.
Il sig. Charles Kiner di
Colorado Springs fece il seguente rapporto: “Nell’autunno
del 1922 la nostra piccola bambina comincio` ad andare a
scuola. Aveva una salute eccellente a quel tempo, ma dopo
aver frequentato per due mesi ci venne detto di farla
vaccinare se non volevamo che ella venisse espulsa da
scuola. Poco tempo dopo che fu vaccinata le vennero fuori
delle piaghe e non fu piu` in grado di andare a scuola per
circa sei settimane. Dopo questo periodo riprese a
frequentare ma dovette smettere ben presto in quanto era
troppo malata. Chiamammo cos`i il nostro medico di famiglia,
il dott. Gillett ed egli disse che essa era affetta da
erisipela. Mori nove giorni piu` tardi”.
La signora Caldwell (Colorado
Springs) fu vaccinata e per una infiammazione che duro` per
troppo tempo quasi perse il suo braccio. Otto mesi piu`
tardi ebbe il vaiolo nonostante fosse stata vaccinata.
(Oppure l’ebbe proprio a a causa di questo).
“Il nostro bambino fu vaccinato
nell’autunno del 1921. Quattro giorni dopo la vaccinazione,
il braccio gli si riemp`i di piaghe e si gonfio`;
l’infiammazione si sparse per tutta la spalla e dal collo
alla parte posteriore del suo orecchio. Continuo` a
peggiorare e nel sesto giorno il dottore disse che si
trattava di mastoidite. Il giorno dopo il bimbo ebbe le
convulsioni ed il nono giorno dopo la vaccinazione mori”.
Documento fornito dalla madre del piccolo che e` voluta
rimanere nell’anonimato (Colorado Springs).
La signora Ellen Cook (Denver)
fu vaccinata alla City Hall il 15 novembre 1922. “In cinque
giorni — essa ricorda — divenni molto malata, e per alcuni
giorni, non fui nemmeno in grado di alzare la testa senza
dover vomitare. Il mio braccio era molto gonfio ed ero piena
di bozzoli dolorosi dalla spalla al gomito oltre ad essere
viola per la congestione. Avevo la sensazione che ci fosse
una corda che mi tirasse il petto al braccio e che mi
provocava un dolore intenso. Il mio braccio fu quasi del
tutto inutilizzabile per tre settimane dopo di che si ruppe
in piaghe in tre volte diverse”. ( 28 febbraio 1923)
Una lista parziale di morti
avvenute per antipolio.
Susan Pierce (7 anni), Pocatello, Idaho, mori il 27 aprile
1955; Ronald Fitzgerald (4anni), Oakland, California, mori
il 27 aprile 1955; Allen Davis Jr. (2 anni), New Orleans,
La, mori il 4 maggio 1955; JanetKincaid (7 annni) , Moscow,
Idaho, mori il 1°maggio 1955; Danny Eggers (6 anni), Idago
Falls, Idaho, mori il 10 maggio 1955.
Altri casi vari tratti da
notiziari medici.
Port Huron, 21 agosto: Timothy, il figlio di sette anni dei
coniugi Agajeenian, 3311 di Conger ST., e` il primo bambino
della contea di ST. CLaire il quale, inoculato l’antipolio,
e` stato colpito da questo stesso malanno. A Timothy furono
inoculati tutti e tre i vaccini che rientravano nel
programma di vaccinazione e fu ammesso a Port Huron Hospital
il 9 agosto dello stesso anno.
Dayton, Ohio, Z1 luglio: Un
bambino di otto anni residente al blocco 1100 di Highland
Av, East Dayton e` stato colpito da poliomelite acuta. Il
ragazzo e` il primo del programma di vaccinazione dell’Ohio
ad essere colpito da polio.
Un rapporto nazionale ha
stabilito venerd`i che parecchi bambini vaccinati sono
adesso vittime della poliomelite.
Peoria, 7 luglio : il dott. Fred
P. Long del Peoria Health Commission, ha oggi riportato il
caso di un bambino di 6 anni che inoculato con l’antipolio
in primavera e` adesso affetto da questa malattia .
Tulsa, 29 maggio: Patricia
Redrick di otto anni, frequentante la seconda elementare, e`
morta ieri sera a causa del polio e si e` rivelata la
seconda vittima di questa malattia nel corso di quest’anno.
I suoi genitori, i coniugi Earl
Reddrick, hanno detto che la piccola era stata gia`
vaccinata ed inclusa nel programma anti polio di Tulsa.
II dott. P. Haney, direttore
sanitario ha dichiarato che molte morti avverrano sia che il
vaccino sia stato fatto o meno.
Syracuse (AP): L’ufficiale
sanitario della citta` ha ieri reso noto il caso di un
giovane che, sebbene inoculato col vaccino antipolio, e`
stato colpito da questa malattia.
Il dott. A.C. Silverman ha detto
che non si sa bene se al ragazzo e` stato inoculato il siero
o una sostanza neutra.
Pontiac, Mi ch., 13 giugno: Un
secondo bambino recentemente vaccinato e` stato colpito da
polio e la madre e` stata sottoposta ad esaminazione. La
nuova vittima e` una bambina di 7 anni di Farmington
Township. E` stata ammessa in ospedale il 4 giugno.
Oklahoma: Larry Eulert, 8 anni
di N. Delaware AV, che in accordo agli assistenti
ospedalieri fu sottoposto a tutte e tre le vaccinazioni
antipolio nella scorsa primavera, marted`i c. m., e` stato
accettato al reparto poliomelitico dell’Hillcrest Medical
Center martedi.
Il bambino, figlio dei coniugi
Luther Eulert, e` stato messo nel polmone d’acciaio dopo che
gli e` stato fatto una tracheotomia per facilitargli la
respirazione. Gli ufficiali sanitari dello stato
dell’Oklahoma documentano che altri tre bambini hanno
contratto poliomelite dopo essere stati sottoposti a
vaccinazione.
Bradford, Pa., 10 sett: Il dott.
H. J. McGhee, direttore sanitario della McKeen County, ha
dichiarato oggi che una piccola di seconda elementare
inoculata con un vaccino antipolio e` ora vittima della
poliomelite bulbare. Terry F. Tessana di Smethport, si trova
all’ospedale di Bradford in grave condizioni dopo che e`
stat tenuta per vari giorni in una tenda per l’ossigeno. La
poliomelite bulbare e` una dei tipi piu` gravi.
Altri bambini di scuola
elementare che dopo essere stati inoculati con l’antipolio
hanno contratto questa malattia sono: Jeannette Kirchenwitz
(7 anni) di Houston, Texas; John Erb (8 anni) di Fort Wayne,
Ind.; Barbara White (7 anni) di Topeka, e tantissimi altri
ancora.
Le inoculazioni e le
vaccinazioni sono piu` che semplici formule magiche in
quanto ingannano il pubblico facendogli credere che mediante
i veleni inoculati nel corpo esso puo` liberarsi dagli
effetti dei continui abusi di cui le inoculazioni o
vaccinazioni fanno parte. Solo i ciarlatani possono
concepire una tale assurdita` e solo gli ignoranti e gli
irriflessivi possono accettarla. Immaginare di eliminare
”una malattia” introducendo nel corpo umano una sostanza
estranea artificiale che non provoca altro che una violenta
e dannosa reazione fisiologica e biologica.
L’immaginare che l’introduzione
orale, intraveno-sa, ipodermica o di altro genere di una
certa sostanza estranea contribuisca a migliorare la salute
e` solo la fantasia di una mente sconvolta; tutte le
inoculazioni e le vaccinazioni devono essere evitate.
Osservate le persone le quali si
assoggettano con fede alla vaccinazione contro l’influenza e
vi accorgerete che poco tempo dopo sentiranno tutti i
sintomi piu` violenti di raffreddore o di altre malattie;
le persone, invece, che hanno saggiamente evitato la
vaccinazione non saranno per niente infette . Tutte le
inoculazioni e vaccinazioni non provocano altro che
vibrazioni dissonanti nel corpo proprio come fanno le
medicine e le altre sostanze causative di malattia.
Come potrebbe l’introduzione di
un veleno nel corpo alleviare gli effetti di quel veleno o
di qualunque altro ?
La teoria dell’inoculazione e della vaccinazione cade nella
stessa screditevole categoria della teoria dei germi, delle
medicine e di altre della pratica medica. Per la tua salute
e sopravvivenza, NON ACCETTARE ALCUNA FORMA DI
INOCULAZIONE o VACCINAZIONE.
Continua QUI:
Storia dei Vaccini -
1
IMPORTANTE:
PROPOSTA di LEGGE per STUDIO negli USA sullo STATO di
SALUTE FRA BAMBINI VACCINATI e NON VACCINATI (di nessun
vaccino)
Il DISEGNO di LEGGE n° 3069 a FIRMA della DEPUTATA MALONEY
NON E' STATO APPROVATO per cui E' RIMASTO sulla
CARTA.... e NEPPURE DISCUSSO dal CONGRESSO....a
dimostrazione che NON si vuole fare vere ricerche sui gravi
DANNI dei VACCINI......Big
Pharma
ringrazia...
"Noi
medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti
universitari
che ci vengono propinati da un manipolo di "professori"
che
hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla
vera origine delle malattie.
Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e
mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni
positive nel Tutto."
By Dott.
Giuseppe De Pace
(medico
ortopedico ospedaliero)
vedi:
MALATTIE del PASSATO
+ Falsita'
della
medicina ufficiale + Info sui Vaccini
+ Interrogazione Parlamentare