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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


STANCHEZZA CRONICA, anche da vaccini
Il Thiomersal dei vaccini produce danni anche gravi
Metalli tossici
Danni al sistema enzimatico da Vaccini e metalli 
By Giusy Arcidiacono (CT) - arcidiaconogiusy@hotmail.com -
Perito Commerciale - chimico
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF dott. M. Proietti
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

 

STANCHEZZA CRONICA  

A molte persone capita di lamentare stanchezza e uno stato di salute mentale e fisica non buono pur non avendo uno specifico problema fisico. Spesso non ci si rivolge al medico in quanto si ritiene che la stanchezza sia dovuta al lavoro, agli impegni familiari, insomma alla vita, oppure al medico, o noi stessi, non si riesce a cogliere l'insieme dei sintomi e fare la giusta diagnosi. Non ci si accorge però che i vari sintomi legati alla stanchezza, se prolungati nel tempo, possono segnalarci la presenza della stanchezza cronica. Non sempre però la semplice stanchezza è sintomo della sindrome da stanchezza cronica.
Si può parlare di Sindrome da stanchezza cronica quando la sensazione di stanchezza o spossatezza molto grave, sia mentale che fisica, persiste per almeno sei mesi, non é alleviata dal riposo, peggiora anche con piccoli sforzi, e provoca una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali, sociali o personali.
Per poter parlare di Sindrome da stanchezza cronica, inoltre, devono essere presenti quattro o più dei seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi: disturbi della memoria e della concentrazione così severi da ridurre sostanzialmente i livelli precedenti delle attività occupazionali e personali; faringite; dolori delle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari; dolori muscolari e delle articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse; cefalea di un tipo diverso da quella eventualmente presente in passato; un sonno non ristoratore; debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore.
Il rischio è quello di rivolgersi al medico per ciascuno di tali sintomi senza peraltro centrare il problema che affligge la nostra salute. La sindrome differisce dalla sonnolenza e dalla mancanza di motivazione e nella diagnosi devono inoltre essere escluse tutte le condizioni mediche che possono causare i sintomi lamentati dal paziente, per esempio ipotiroidismo, epatite B o C cronica, tumori, depressione maggiore, schizofrenia, demenza, anoressia nervosa, abuso di sostanze alcoliche ed obesità.
Come si può notare si tratta di una patologia complessa e sussistono diversi ostacoli alla sua comprensione che rendono necessario un approccio integrato. Il concetto di fatica é esso stesso poco chiaro, e sviluppare una definizione operativa di fatica é sempre stato un problema.
Si calcola che 3-400 mila italiani siano affetti dalla Sindrome da stanchezza cronica (Cfs), malattia ancora poco nota tra gli stessi medici. Proprio per diffonderne le conoscenze scientifiche e diagnostiche e' stata indetta per il 12 maggio prossimo una Giornata mondiale della Cfs.
L' idea e' delle associazioni europee e americane che si occupano di questa malattia, tra cui un gruppo internazionale di studio con base ad Atlanta, negli Stati Uniti, di cui fa parte anche Umberto Tirelli (www.umbertotirelli.it), direttore dell dipartimento di oncologia del Centro di riferimento oncologico (Cro) di Aviano, primo istituto italiano ad aver creato una apposita unita' diagnostica della Cfs con ambulatorio settimanale.
Le persone piu' colpite sono giovani, donne tra i 35 e i 40 anni, e qualche bambino, mentre la malattia e' rara tra gli anziani.
Una cura certa ancora non esiste, e sono molte le persone costrette a convivere con questa sindrome, dai risvolti individuali e sociali devastanti e invalidanti, se si tiene conto che i malati possono perdere del tutto la capacita' di lavorare e di far fronte ai propri impegni familiari.
Rispetto al 1991, anno in cui il Cro di Aviano avvio' studi sistematici su un gruppo di pazienti affetti da Cfs, molta strada e' stata fatta - ha osservato Tirelli - e altri centri in Italia, tra cui la Clinica delle Malattie infettive dell' Universita' di Chieti e il Policlinico di Roma, seguono questa patologia. E' certo, ormai, che si tratti di qualcosa di completamente diverso dalla depressione e da altre patologie che presentano tra i vari sintomi una forte stanchezza.
Una recentissima ricerca in corso al Cro ha poi individuato una forma di Cfs correlata a certi tumori, il particolare il carcinoma della mammella, i linfomi e i tumori della tiroide: ne soffrono pazienti gia' guariti dal cancro, ma che, anche a distanza di anni dall' asportazione e dall' eventuale terapia, soffrono di sintomi riconducibili alla Cfs.
Enormi, tutt' oggi, i problemi sociali connessi, se si pensa che molti pazienti non riescono a far riconoscere la propria malattia ai fini delle indennita' previste per l' inabilita' al lavoro. Poca anche l' attenzione delle istituzioni e della politica in questo senso, ha denunciato Tirelli, auspicando che la Giornata mondiale serva a mutare anche il loro atteggiamento rispetto a questa malattia.
Presso il Centro di Riferimento Oncologico di Aviano, sono stati compiuti una serie di studi, il primo dei quali con la descrizione della prima serie di pazienti italiani con le loro caratteristiche cliniche (U Tirelli et al., Arch Intern Med, 153, Jan 11, 1993, 116-120), la valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con CFS (U Tirelli et al., Scand. J. Immunol. 40, 601-608, 1994), la valutazione delle alterazioni cerebrali con una sofisticata metodologia di diagnosi radiologica, la PET (U Tirelli et al., The American Journal of Medicine, 105 (3A) 54S-58S, 1998), l'eventuale rapporto della CFS con i tumori maligni, lo studio di nuovi farmaci, in particolare immunoglobuline ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali come amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina. Complessivamente si può affermare che questa patologia debilitante perdura in molti pazienti per diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con l'intervento farmacologico, tende a migliorare nel tempo.
Vi sono anche casi guariti ed altri che hanno avuto un notevole beneficio dai trattamenti adottati. I pazienti sono solitamente giovani e donne con un età media intorno ai 35-40 anni.
La CFS é praticamente assente negli anziani (oltre i 65-70 anni), ma vi é qualche caso pediatrico. Presso l'unità CFS della Divisione di Oncologia Medica e AIDS del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano sono stati osservati ad oggi oltre 500 casi di CFS con i criteri dei CDC di Atlanta.
Recentemente l'Istituto Nazionale delle Allergie e delle Malattie Infettive dei National Institutes of Health statunitensi ha prodotto un volumetto dal titolo "Chronic Fatigue Syndrome. Informazione per i medici". L'autorevolezza della fonte dovrebbe fugare dubbi, se ancora ve ne fossero, sulla esistenza della sindrome.
Vi sono oggigiorno diverse terapie per la CFS, molte delle quali possono alleviare i sintomi e la sintomatologia generale, ma non esiste ancora un trattamento definitivo.
La nuova definizione della Sindrome da stanchezza cronica risale al dicembre del 1994, quando un gruppo internazionale di studio, costituito dai Centers for Disease Control (CDC) di Atlanta - USA, tra i quali il Prof. Umberto Tirelli, unico rappresentante dell’Italia, la pubblicò su Annals of Internal Medicine, rimpiazzando la definizione pubblicata sei anni prima.
Tratto in parte da: italiasalute.leonardo.it

Commento NdR: a parte le considerazioni dell'articolo, in medicina naturale ribadiamo che ogni tipo di grane e cronica stanchezza e' da attribuirsi sopratutto, ma non solo, ai Parassiti ed alle micotossine, per cui e' da quel livello che occorro partire per recuperare la salute.
vedi la terapia adatta in: http://www.metodomc.it/eliminare_stanchezza_cronica  = Riordina il microbioma = la flora intestinale ed il sistema enzimatico)

vedi: SISTEMA IMMUNITARIO  + Sistema Immune 2  +  Immunodepressione da Vaccino
VACCINAZIONI di MASSA - il CRIMINE delle Vaccinazioni nel Mondo + Falsita' della medicina ufficiale  +  1000 studi sui Danni dei Vaccini  +  Malassorbimento

SINDROME della STANCHEZZA CRONICA
Quello che era un indizio, oggi è un sospetto con radici ben fondate. La sindrome da stanchezza cronica, condizione che in Italia colpirebbe all’incirca duecentomila persone (manca un registro ufficiale), è quasi certamente una malattia che nasce da un’alterazione della flora intestinale e non ha invece un’origine psicologica. Questo, almeno, è quanto sostiene un gruppo di ricercatori della Cornell University (Ithaca) in uno studio pubblicato sulla rivista « Microbiome ».  
«La sindrome da stanchezza cronica nasce dall’intestino, non dalla testa», hanno sentenziato gli scienziati, le cui parole confermano l’ipotesi più battuta dagli specialisti impegnati nell’individuare l’esatta eziologia della malattia. 


L’ORIGINE della MALATTIA RISIEDE nell’INTESTINO  
Nell’ultimo studio, i ricercatori hanno identificato alcune alterazioni del microbiota intestinale comuni a tutte le persone coinvolte nello studio (48) che segnalavano sintomi riconducibili alla sindrome da stanchezza cronica (rispetto ai 39 soggetti inseriti nel gruppo di controllo).
L’osservazione, riferibile all’83 per cento delle persone che segnalavano i sintomi caratteristici della condizione (stanchezza protratta, difficoltà di concentrazione, dolori articolari, mal di gola e mal di testa che non si attenuano con i farmaci), è avvenuta attraverso il campionamento delle feci e un semplice prelievo.  
«Il nostro lavoro dimostra che chi soffre di affaticamento cronico ha un’alterazione della flora batterica intestinale che risulta probabilmente responsabile dei sintomi gastrointestinali e dei processi infiammatori riscontrabili in questi pazienti», afferma Maureen Hanson, docente di genetica e biologia molecolare alla Cornell University e prima firma della pubblicazione.
Molti aspetti restano ancora da scoprire, ma secondo la scienziata l’evidenza è «sufficiente a escludere l’origine psicologica della malattia», finora presa in esame vista la frequente concomitanza con le sindromi depressive
Sequenziando le regioni di Dna microbico raccolte attraverso i campioni di feci, i ricercatori hanno identificato diverse tipologie di batteri, tra le persone sane e quelle colpite dalla sindrome da stanchezza cronica. In particolare nelle persone malate è stata individuata una quota inferiore di microrganismi dotati di azione antinfiammatoria.
Il riscontro, ottenuto anche in alcuni studi mirati a indagare il possibile ruolo della flora batterica intestinale nei meccanismi di insorgenza delle malattie infiammatorie croniche intestinali , ha convinto gli esperti a cercare nel microbiota le possibili cause della risposta immunitaria sovradimensionata che innesca la sindrome da stanchezza cronica.
Resta poco chiaro se le alterazioni siano una causa o un effetto della malattia, ma su un aspetto gli esperti concordano: il legame non è da trascurare. Oltre ai batteri, i ricercatori puntano a capire se un ruolo determinante non sia giocato anche da virus e funghi.  

Altri FATTORI CORRESPONSABILI  
Finora, infatti, tra le possibili cause della malattia è stato considerato anche il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi: spesso presente nel sangue dei pazienti, al momento della diagnosi.
Non si esclude comunque che a innescare i meccanismi immunologici alla base del disturbo ci siano altri fattori: alimentari, ambientali o endocrini. Senza trascurare l’ipotesi ormonale, viste le disfunzioni riscontrate in molti pazienti a carico dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. La strada per completare la conoscenza della sindrome da stanchezza cronica rimane ancora lunga.
By F. Todaro - Tratto da: lastampa.it

Commento NdR: quello che scatena questi sintomi chiamati impropriamente "malattie" e' l'infiammazione della mucosa gastrointestinale, l'alterazione del pH digestivo dovuto ad alimentazione inadatta al soggetto, che dovrebbe rispettare questi canoni = Crudismo + Emodieta), che genera alterazioni anche della flora batterica, od ad alimenti contaminati, fegato intossicato, che quindi non depura il sangue, denti malcurati, ingestione di farmaci, ma e soprattutto dai Vaccini che sempre creano disbiosi che protratte nel tempo in certi soggetti generano anche questi sintomi importanti !

Il 13/10/2009, ricercatori dell’Università del Nevada, dell’Istituto Nazionale contro il Cancro  e della Cleveland Clinic hanno annunciato la scoperta, accolta con grande entusiasmo dal mondo scientifico, che alla radice della Sindrome da Fatica Cronica (CFS), una debilitante malattia neuroimmunitaria che colpisce più di un milione di persone nei soli Stati Uniti,  potrebbe esserci un virus
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Science,  ha trovato  infatti un virus, chiamato XMRV,  nel 95% dei pazienti con diagnosi di Encefalopatia Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica.
 

L'AUTISMO E' ASSOCIATO ad una INFEZIONE VIRALE vaccinica - Il virus XMRV (divenuto tale per una mutazione virale)sembrerebbe coinvolto anche nell'autismo, cosi dicono le autorita' mediche, che comunque brancolano nel buoi, se non sono addirittura in malafede.

IMPORTANTE Ricordare che: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !

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La sindrome da Stanchezza Cronica (Chronic Fatigue Syndrome) è un disturbo dalle origine ancora oscure, caratterizzato da una stanchezza prolungata e debilitante, e da multipli sintomi non specifici, quali cefalea, mal di gola ricorrente, dolori muscolari e alle ossa, disturbi del sonno, perdita di memoria, difficoltà di concentrazione e da un malessere generale.
I sintomi per definizione si protraggono per minimo per 6 mesi, ma spesso nella realtà per anni. Dall'Università di Firenze uno studio internazionale ipotizza che la malattia sia la conseguenza dell'esposizione al Cadmio (NdR: ma anche altri metalli tossici possono produrre gli stessi sintomi).
Il gruppo di ricerca della Facoltà di Medicina dell'Università di Firenze guidato dai Prof. Gulisano e Ruggiero, ha recentemente pubblicato un articolo scientifico sulla prestigiosa rivista Medical Hypotheses dove si ipotizza per la prima volta una relazione tra esposizione al Cadmio e Sindrome da Fatica Cronica (definita anche Encefalomielite Mialgica).

Questa sindrome neurologica invalidante colpisce milioni di persone nel mondo e si calcola che in Italia i malati siano nell'ordine delle centinaia di migliaia anche se purtroppo in molti di loro la malattia non è correttamente diagnosticata. Infatti la diagnosi risulta incerta, lunga e complessa e spesso i malati sono costretti a subire esami diagnostici per mesi e mesi prima di arrivare alla diagnosi.
Come per molte malattie neurodegenerative, le cause non sono note e la terapia, spesso soltanto palliativa, ha scarsi risultati.

Il gruppo di ricerca fiorentino, nell'articolo pubblicato, ipotizza per la prima volta un legame tra la malattia ed esposizione al Cadmio.
Il Cadmio è un metallo pesante cancerogeno molto diffuso nei paesi industrializzati, che si produce nell'inquinamento urbano, nell'incenerimento dei rifiuti, nell'elettronica da consumo (batterie al Cadmio), nei processi industriali, nell'edilizia e nel fumo di tabacco.

I ricercatori fiorentini, dopo aver dimostrato i danni indotti dal Cadmio sui neuroni umani, hanno messo a punto una tecnica ecografica semplice e priva di rischi che permette di studiare la corteccia cerebrale senza l'uso di radiazioni, in modo da evidenziare fenomeni di infiammazione o di danno cerebrale nei pazienti affetti da Sindrome da Fatica Cronica e nei soggetti esposti al Cadmio. In questa maniera, sarà possibile diagnosticare precocemente i danni neurotossici conseguenti all'esposizione al Cadmio (ad esempio nei fumatori o nelle persone che vivono in prossimità di aree inquinate, di impianti
industriali o inceneritori) ed individuare i sintomi della Sindrome da Fatica Cronica in modo da intervenire il prima possibile. Sarà anche possibile monitorare la malattia e la risposta alle diverse terapie in via di sperimentazione nel mondo, con l'auspicio di poter osservare una reversione del danno cerebrale.

Il prestigio internazionale della rivista dove i ricercatori fiorentini hanno pubblicato questo studio all'avanguardia è
testimoniato dalla presenza nel comitato editoriale dei Premi Nobel Arvid Carlsson, John Eccles, Frank Macfarlane Burnet e Linus Pauling, e del pioniere della filosofia della scienza, Sir Karl Popper.

L'articolo, con le immagini relative, è reperibile online sul sito della rivista Medical Hypotheses ed è inoltre stato immediatamente inserito nel database della National Library of Medicine (NIH) del Governo degli Stati Uniti d'America.

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Medico giapponese scopre legame tra vaccino HPV e sindrome da affaticamento cronico - 16/08/2016
Dopo aver ricevuto la vaccinazione per lo HPV (vaccino  per il cosiddetto tumore all'utero), molte donne hanno riferito che hanno sviluppato la sindrome da stanchezza cronica (CFS).
Molti ricercatori ritengono che la condizione è legata alla malattia autoimmune, tuttavia, fino a poco tempo fa, il motivo per cui alcune donne hanno sviluppato la condizione post-vaccinazione HPV è rimasta un mistero.
Per quelli di voi che non sono a conoscenza, CFS è una malattia debilitante caratterizzata da estrema stanchezza e spossatezza persistente.
Altri sintomi che sono stati trovati segnalare in websiteinclude NHS:
- dolori muscolari, dolori articolari e forti mal di testa
- scarsa memoria a breve termine e la concentrazione, e difficoltà ad organizzare i pensieri e di trovare le parole giuste ( "nebbia del cervello")
- linfonodi dolorosi (piccole ghiandole del sistema immunitario)
- mal di stomaco e altri problemi simili alla sindrome del colon irritabile, come gonfiore, costipazione,
- diarrea e nausea
- gola infiammata
- disturbi del sonno, come l'insonnia e la sensazione che il sonno non è ristoratore
- sensibilità o intolleranza alla luce, rumori forti, alcol e alcuni alimenti
- difficoltà psicologiche, come la depressione, irritabilità e attacchi di panico
- meno sintomi comuni, come vertigini, sudorazione eccessiva, problemi di equilibrio e difficoltà a controllare la temperatura corporea
Tuttavia, dopo anni di speculazioni sul motivo per cui alcune donne sviluppare questa condizione post-vaccinazione, un medico in Giappone crede di avere la risposta.
In aprile 2016, il 4 ° Simposio Internazionale sui vaccini, ospitato dall'Istituto dei bambini di sicurezza Medical Research (CMSRI) a Lipsia in Germania, Osamu Hotta, MD, PhD, del Sendai Shakaihoken Hospital in Giappone ha tenuto una conferenza dal titolo, Sessione 12, sindrome da affaticamento cronico a seguito di Human Papilloma Virus vaccinazione: che è latente Epipharyngitis la colpa ?
 Egli ha spiegato che: l' epipharyngitis cronica non è ampiamente compreso la sua condizione. Tuttavia, a causa della sua possibile collegamento con la funzione immunitaria e quella del sistema nervoso centrale è stato suggerito che vi è stata una relazione tra epipharyngitis e disordini immunitari autonomici nonché epiphryngitis e malattie autoimmuni.

Secondo la Japan Society of stomato-pharyngology Vol. 23 (2010) n ° 1 P 37-42:
L'epipharyngitis cronica è difficile da diagnosticare perché è spesso asintomatica e non presenta alcun aspetto macroscopico anormale. Il epifaringe è ricco di linfociti con analisi fenotipica mostrando linfociti T e B altamente attivati. Le cellule ciliate epiteliali epifaringe esprimono l'antigene di classe II e agiscono come cellule presentanti l'antigene.
L' epipharyngitis cronica quindi può agire come una infezione focale, simile a tonsillite cronica, nello sviluppo di vari tipi di malattie autoimmuni come la glomerulonefrite e condizioni croniche della pelle.

Tra l'ottobre 2014 e settembre 2015, il Dr. Osamu Hotta e il suo team hanno esaminato 41 pazienti che presentano 'cellios sintomi somatici' dopo il vaccino HPV.
Il Dr. Hotta ha spiegato che i sintomi più comuni subiti dai loro pazienti sono stati mal di testa, stanchezza generale e disturbi del sonno. Tuttavia, altri sintomi che sono stati elencati nella sua presentazione erano:
- rigidità del collo e della parte superiore della schiena
- fotofobia
- disturbi mestruali
- vertigini
- debolezza muscolare
- nausea
- compromissione cognitiva, perdita di memoria
- tinnito
- dolore addominale e diarrea
- dolore generalizzato
- dolori articolari
- piressia
- mal di gola, malessere faringeo
- delle gambe senza riposo
- tosse
- movimento involontario
- perdita di coscienza
- non-partecipazione alla scuola/studio
Ha spiegato che a causa dei sintomi, 34 dei pazienti esaminati non erano in grado di frequentare la scuola.

Per trattare la condizione, la squadra ha tamponato la parte posteriore dei loro pazienti, naso e della gola con tamponi di cotone rivestiti con una soluzione ZnCI2 0,5% (una soluzione di cloruro di zinco).
Il Dr. Hotta ha spiegato che il grado di sanguinamento dall'epifaringe (parte posteriore del naso e della gola) dopo il trattamento indica la gravità della epipharyngitis che il paziente sta soffrendo e che sorprendentemente tutte le 41 dei loro pazienti ha avuto una grave emorragia che indica che essi erano affetti da grave epipharyngitis.

Egli ha dichiarato che:
Sedici pazienti acconsentito all'osservazione ospedale al fine di (subire) il trattamento epipharyngeal invasivo. Essi erano stati precedentemente trattati con una serie di approcci, tra cui gli steroidi; non steroideo anti-infiammatori, inducono il sonno di droga, anti-droga ansia, vitamine e prodotti biologici. Tuttavia, la loro condizione non è migliorata in modo significativo e rispondere a qualsiasi di questi interventi. sintomi marcato miglioramento è stato osservato in tredici dei sedici pazienti, quattro pazienti eventualmente raggiunti risoluzione dei sintomi. Dato il grado di compromissione e qualità della vita precedentemente osservato in questi pazienti l'effetto complessivo di questo trattamento era piuttosto notevole.

Dr. Hotta ha continuato la sua presentazione dimostrando quanto sia efficace il loro trattamento potrebbe essere, mostrando filmati di una giovane donna con grave epipharyngitis che soffriva di paralisi completa. Nel suo primo giorno di trattamento, la giovane era in grado di spostare o sollevare le gambe in alcun modo. Tuttavia, dopo 46 giorni di essere trattati con soluzione ZnCI2 era completamente mobile e in grado di essere dimesso.
Dr. Hotta ha concluso che:
L'epipharyngitis cronica può avere un ruolo importante nello sviluppo di diverse malattie autoimmuni e disturbi del sistema nervoso autonomo.

La condizione di epifaringe può essere utile esaminare nel più ampio contesto nel trattamento delle malattie autoimmuni e disturbi nervoso autonomo, indipendentemente dalla causa iniziale.
Dato che epipharyngitis cronica non è del tutto chiaro, questa condizione dovrebbe essere una direzione importante nella ricerca futura.

Il Dr. Hotta non è il primo ricercatore a collegare i sintomi di CFS alla vaccinazione.
Ricercatore, Chi ha scoperto legame tra i vaccini e CFS ha rifiutato il finanziamento
Nel 1992, Doris Jones, uno studente di ricerca medica post-laurea, applicato al finanziamento del Medical Research Centre (MRC) per la ricerca quello che credeva nel legame tra vaccinazioni, antibiotici e il conseguente sviluppo di ME / CFS.

Il 25 maggio del 1992, Jones ha scritto una lettera al Dr. Peter Duchi della MRC, affermando come un Ciba (Ciba Geigy Corporation, una società farmaceutica svizzera ora di proprietà di Novartis) di una riunione aperta che ha frequentato, era stata una esperienza unica per lei.
Ha spiegato che, anche se lei non appartiene alla professione medica e non era affiliato con tutte le organizzazioni di pazienti, stava studiando il tema della ME / CFS per il suo diploma post-laurea.
Ha descritto come scioccata era che ci fosse stato quello che ha descritto come "un enorme divario tra come la malattia è stata percepita dai medici di medicina generale e gli psichiatri rispetto a come essa colpisce i malati nella vita reale e quale sia la sua vera natura con la quale può rivelarsi."
La signora Jones descritta in modo approfondito un progetto globale, multifattoriale, epidemiologica di ricerca che aveva recentemente completato sulla ME / CFS.
Racchiude l'abstract per il dottor Dukes da leggere, ha scritto:

 Noterete che i dettagli sui fattori associati, come vaccinazioni, antibiotici e le allergie possono essere particolarmente rilevanti, come possono quelli sulla dieta, lo stress e le infezioni precedenti.
E' sconcertante che alcuni di questi fattori associati possono essere visti anche in alcuni soggetti apparentemente sani, in particolare negli studenti normali, che sembra coincidere con la comparsa simultanea della sintomatologia simile.
Ha sostenuto le sue teorie con riferimenti ad altre ricerche pubblicate, in particolare il lavoro del Professor Behan. Ha chiuso una delle sue carte per Dukes da leggere. Lei scrisse:
In effetti uno dei team del Professor Behan ha recentemente identificato le sequenze di un enterovirus, che erano identici al virus del vaccino della poliomielite in una percentuale di pazienti PVPS accuratamente selezionati.
Jones ha offerto vari altri esempi di materiale accuratamente studiato per sostenere le sue affermazioni, citando varie vaccinazioni e antibiotici come possibili fattori scatenanti di ME / CFS.
Anche se Jones è apparso per la fornitura di MRC con prove documentate sufficienti per il finanziamento da concedere, è stata respinta a favore di altri progetti di ricerca che hanno fornito meno prove a sostegno della loro applicazione, ME / CFS veniva ritrattato come un disturbo psichiatrico e Jones ha voluto sfatare questo mito, dimostrando che la ME / CFS era in realtà un disturbo fisico causato da vaccinazioni, in particolare la vaccinazione antitetanica e/o antibiotici.
Forse perché la ricerca sulle vaccinazioni e antibiotici non è economicamente vantaggioso per l'industria farmaceutica e, quindi, non è una valida opzione per la ricerca ?
Vedere VacTruth per maggiori dettagli e documenti segreti esposti che sono stati rivelati solo dopo una richiesta FOI è stato avviato.
Ovviamente la ricerca di vaccinazioni e antibiotici come possibile innesco di ME / CFS non era abbastanza scientifica per soddisfare i "alti standard" richiesti dal MRC. E' un vero peccato che la MRC non si rese conto vero potenziale Doris Jones', come ha continuato a guadagnare un Master of Science e pubblicare una selezione di articoli sul tema.

Uno dei suoi documenti, intitolato ME e Vaccinazioni, è stato pubblicato nel 1997 e leggere:
I casi in cui ME soggetti erano stati vaccinati nel corso del mese prima di sviluppare un'infezione e / o di altri problemi di salute, questo e' cio' che ha provocato in me, ed ha attirato la mia particolare attenzione; in alcuni casi non ci sono state infezioni - un'immunizzazione solo sembrava aver innescato l'insorgenza della ME. C'era anche un piccolo gruppo che mi ha informato che avevano ricevuto il trattamento con corticosteroidi a lungo termine per i problemi di salute prima di ricevere una vaccinazione che ha scatenato la loro malattia. Significativamente, forse, le reazioni avverse ai vaccini, farmaci e sensibilità alle sostanze chimiche e gli alimenti sono stati riportati con una regolarità quasi prevedibile.
I risultati del mio studio sono stati mostrati in occasione della Conferenza internazionale sulla sindrome da stanchezza cronica, Dublino, nel 1994.
A quel tempo, trovando i finanziamenti per questo tipo di ricerca controverso ma cruciale, era quasi impossibile e conferenze, come il 4 ° Simposio internazionale sui vaccini non esistevano.
Questo perché il 90 per cento di tale ricerca sarebbe finanziata dall'industria farmaceutica ed è proprio questo il motivo per cui il CMSRI esiste.

Il CMSRI è un ente di beneficenza pubblico che è stato istituito per fornire finanziamenti indipendenti per la ricerca sui fattori causali di malattie croniche e disabilità.
Vi è crescente riconoscimento che le vaccinazioni e le malattie autoimmuni sono "causalmente" collegati. Gli scienziati devono disporre di fonti di finanziamento indipendenti da Big Pharma, per perseguire ipotesi che spinge la conoscenza in avanti su come i vaccini influenzano la nostra salute generale, fornendo risposte alle domande perplesse e migliorare i risultati.
Si prega di notare tutte le citazioni del dottor Hotta sono state prese direttamente dal video.
Donne giovani stanno morendo e perdendo la loro capacità di avere figli dopo il vaccino HPV

Danni dei Farmaci e Vaccini, eminenti medici/ricercatori indipendenti lo confermano

Dr. Andrew Moulden: ogni vaccino produce Harm (...fa del male)
Il medico canadese Dr. Andrew Moulden (NdR: morto a 49 anni in circostanze misteriose..., dopo aver pubblicato i suoi risultati sui danni cerebrali dei vaccini che scatenano l'autismo e non solo...) ha fornito prove scientifiche chiare per dimostrare che ogni dose di vaccino dato a un bambino o un adulto produce danni. La verità di cio' che ha scoperto è stata respinta dal sistema medico convenzionale e dall'industria farmaceutica. Tuttavia, il suo avvertimento e il suo messaggio per l'America rimane come un solido patrimonio di un uomo che si alzò in piedi contro Big Pharma e il loro programma di vaccinare ogni persona sulla Terra.

Dr. Moulden morì "inaspettatamente" nel mese di novembre del 2013 a soli 49 anni.
A causa della forte opposizione da Big Pharma in materia di ricerca del Dr. Moulden, siamo diventati preoccupati del fatto che il nome di questo brillante ricercatore e il lavoro della sua vita, era stato quasi eliminato da internet.
La sua reputazione era stata denigrata, ed il suo messaggio di avvertimento e di speranza veniva distorto e venne sepolto senza una lapide.
Questo libro riassume il suo insegnamento ed è una lettura obbligata per tutti coloro che vogliono imparare "l'altro lato" del dibattito sui vaccino che i mass media di routine censurano sempre.... !
By Christina England for Health Impact News - Story

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CONDIZIONI ORGANICHE di STANCHEZZA che DOVREBBERO ESSERE INDIVIDUATE con una VISITA MEDICA e con gli ESAMI STANDARD
Quando ci si reca dal medico e ci si lamenta di essere stanchi, il medico chiede una descrizione dettagliata del problema, fa un esame clinico e ordina una serie di testi di laboratorio. Questi test quasi sempre includono un conteggio dei globuli bianchi, dei globuli rossi e delle piastrine e una serie di esami che si possono chiamare SMAC, abbreviazione del nome di una macchina che esegue molti test con un singolo prelievo di sangue.
Spesso, ma non sempre, il medico richiede anche la VES, un test del sangue per la tiroide, l’analisi delle urine, l’RX torace, un elettrocardiogramma e una valutazione della funzionalità respiratoria.
Gli esami di laboratorio danno una quantità straordinaria di informazioni sui vari organi del corpo.
La stanchezza organica dà luogo solitamente a risultati alterati in uno o più di questi test, anche se va subito detto che certe piccole anormalità possono non avere importanza pratica. Di norma il medico fa ripetere gli esami per ricontrollare gli esiti o per verificare un eventuale errore di laboratorio. Purtroppo questi esami di base non rivelano alcune cause organiche di stanchezza; anche le malattie che questi test solitamente scoprono possono non essere riconosciute in determinate circostanze.
Pertanto non si deve concludere che tutto va bene dal punto di vista organico se i test sono nella norma. Ad esempio una tiroide iperfunzionante può non causare le solite alterazioni dei test standard T3, T4 E TSH.
Le più comuni cause organiche di stanchezza che si evidenziano con un esame medico e con i test di laboratorio sono anemia, infezioni, malattie del fegato, malattie del rene, disordini della tiroide, diabete, anormalità del metabolismo dei minerali e acido base, certi tumori e molte malattie del cuore e del polmone.

CONDIZIONI ORGANICHE che POSSONO NON ESSERE EVIDENZIATE dai TEST STANDARD
Tra le diverse malattie non facilmente identificabili con i test clinici normali, vi sono quelle che hanno a che fare con il sistema endocrino.
Una deficienza della ghiandola cortico-surrenalica, , la malattia di Addison, è rara ma importante causa di stanchezza cronica. Molti casi iniziali di questa malattia sono erroneamente diagnosticati come psicologici. Uno degli elementi chiave per sospettare una inadeguatezza della ghiandola surrenalica è lo scurirsi della pelle, sintomo che è presente in circa il 90% dei casi.
Altri sintomi tipici includono perdita dell’appetito, nausea, dolori allo stomaco, perdita dell’equilibrio, bassa pressione sanguigna, bassi livelli dello zucchero e del sodio, e alti livelli di potassio nel sangue.
Comunque, casi precoci possono dare pochi sintomi oltre quelli della stanchezza cronica. Sono persone ad alto rischio per una insufficienza surrenalica coloro che hanno preso per un lungo periodo di tempo degli ormoni steroidi, come il prednisone e coloro che hanno una tubercolosi. In caso si sospetti una malattia di questo genere, la cosa migliore è consultare un endocrinologo e farsi prescrivere test in grado di evidenziare il funzionamento delle ghiandole surrenali.
Anche una iperfunzionalità delle ghiandole surrenali può causare stanchezza. Questa situazione porta dei sintomi noti come sindrome di Cushing: aumento di peso, specialmente nella parte alta della schiena, aumento della peluria facciale, acne, un gonfiore al viso, un leggero aumento della pressione sanguigna, un notevole cambiamento della personalità e difficoltà nella concentrazione.
Se vi sono dei sintomi che suggeriscono una sindrome di Cushing, si può giungere facilmente alla diagnosi effettuando una misurazione dei livelli degli ormoni corticosurrenali nel sangue e nell’urina.
E’ importante tener prsente anche una rara forma di iperfunzionalità della ghiandola surrenale, il feocromocitoma che causa una abnorme produzione di adrenalina, altro ormone della ghiandola surrenale. Questo fatto puo’ stimolare una forma di iperfunzionalità che conduce alla stanchezza. I sintomi più importanti, e spesso drammatici, sono improvvisi attacchi di cefalea, sudorazione, aumento rapidissimo del battito del cuore, palpitazioni, crisi di panico, nausea, dolori addominali o del torace, disturbi della vista, e un aumento notevole della pressione sanguigna.
Tra un attacco e l’altro le persone con un feocromocitoma possono stare bene o avere soltanto una stanchezza cronica, una diminuzione del peso e una ipertensione. In caso di frequenti attacchi dei sintomi predetti, specialmente se associati a un’alta pressione sanguigna, bisogna senz’altro accertarsi di non essere in presenza di un feocromocitoma, che puo’ essere evidenziato da un semplice esame delle urine.
Tratto da: stanchezzacronica.it

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STANCHEZZA CRONICA dipende dall'intestino - 28/06/2016
Un team di ricercatori della Cornell University sembra aver svelato le vere origini della sindrome da stanchezza cronica, una condizione in cui uno sforzo considerabile dai più normale porta ad un affaticamento abnorme che non può essere recuperato con il semplice riposo.
L’equipe di scienziati, guidata dalla professoressa Maureen Hanson, del Dipartimento di Biologia Molecolare e Genetica, riferisce di aver identificato degli specifici marcatori biologici della malattia nei batteri intestinali e agenti microbici infiammatori nel sangue.
I risultati dello studio, pubblicati sulle pagine della rivista Microbiome, potrebbero cambiare la vita di molte persone.
Il team, infatti, ritiene che la scoperta possa permettere la corretta diagnosi della sindrome da affaticamento cronico (ME/CFS) nell’83 per cento dei pazienti, attraverso analisi non invasive da effettuarsi tramite il controllo di feci e sangue.
Microbioma intestinale è sempre alterato nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica.
“Il nostro lavoro - ha spiegato Hanson - dimostra che il microbioma intestinale nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica non è normale e porta a sintomi gastrointestinali e infiammatori. Inoltre, la nostra rilevazione di una anomalia biologica fornisce ulteriori prove contro l’ipotesi di vecchia data che la malattia è di origine psicologica”. “In futuro - ha poi aggiunto il collega Ludovic Giloteaux, un ricercatore post-dottorato - sarà possibile utilizzare questa tecnica come complemento di altri metodi di diagnosi non invasivi e se riusciamo a capire cosa accade nel microbioma intestinale di questi pazienti potremo cambiare le loro diete come strategia di trattamento, utilizzando prebiotici come fibre alimentari o probiotici per contribuire a trattare la malattia”.
Soggetti malati hanno una diversità batterica notevolmente ridotta.
Per arrivare alle importanti conclusioni il team di ricerca dell’Ithaca campus ha collaborato con la dottoressa Susan Levine, specialista di ME/CFS di New York City che ha reclutato per l’occasione 48 soggetti con diagnosi di ME/CFS e altre 39 persone sane.
I ricercatori hanno sequenziato regioni di DNA microbico dai campioni di feci per identificare diversi tipi di batteri. Nel complesso, la loro diversità è risultata notevolmente ridotta in questi pazienti che avevano anche meno specie batteriche note per essere anti-infiammatorie, rispetto a persone sane, una situazione osservata anche nelle persone con malattia di Crohn e colite ulcerosa.
Il lavoro dei ricercatori deve proseguire
Grazie alle analisi dei campioni di sangue, i ricercatori hanno infine scoperto, nelle persone affette da sindrome da stanchezza cronica, dei marcatori specifici di infiammazione, dovuta con molta probabilità a una maggiore permeabilità intestinale che permette ai batteri di raggiungere il flusso sanguigno. Sarebbero proprio questi batteri ad innescare una risposta immunitaria che può peggiorare i sintomi della malattia. Ora i ricercatori sono al lavoro per capire se il microbioma intestinale alterato sia una causa o una delle conseguenze dovute alla presenza della malattia.
Fonte:  Microbiome Journal   Sciencedaily  


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Aloe arborescens  e Fibromialgia
La fibromialgia o sindrome da stanchezza cronica è caratterizzata da dolore muscolo-scheletrico cronico e diffuso associato alla presenza di tensione muscolare, rigidità, astenia, cefalea e disturbi del sonno cui spesso si associano ansia e colon irritabile.
La patologia, che è piuttosto comune, si manifesta con più frequenza in persone di sesso femminile; l’inizio della sintomatologia fibromialgica, che può in alcuni casi risalire all’infanzia, si presenta più frequentemente in persone di età compresa tra i 25 ed i 40 anni.
Si ritiene che l’origine della fibromialgia sia multifattoriale. Sembra infatti che la comparsa dei disturbi derivi dall’intrecciarsi di più concause, ovvero da una complessa interazione tra eventi di tipo funzionale e metabolico a carico del sistema muscolo-scheletrico ed alterazioni a carico del sistema nervoso centrale, forse di natura neurochimica, con effetto sui sistemi di modulazione del dolore e su quelli deputati alla regolazione del sonno. Spesso
Il fatto che molti pazienti con fibromialgia lamentino la presenza di manifestazioni di tipo ansioso e depressivo unitamente all’obiettiva mancanza di dati oggettivi scaturiti da esami strumentali e indagini di laboratorio che possano inequivocabilmente condurre alla formulazione della diagnosi di fibromialgia ha portato, in molti casi, a supporre che l’origine dei disturbi possa essere imputabile a motivazioni di carattere psicosomatico .
Il decorso della fibromialgia è sostanzialmente cronico, con un andamento nell’intensità della sintomatologia caratterizzato da alti e bassi: la variabilità è determinata dall’influenza esercitata da fattori climatici (generalmente si osserva un peggioramento dei dolori durante la primavera e l’autunno o nei periodi di grande umidità), da fattori ormonali e da eventi stressanti.
La fibromialgia non comporta alterazioni degenerative a carico di organi e tessuti; la natura dei disturbi è benigna e la prognosi non è sfavorevole: in realtà il vero problema per i pazienti colpiti da questa patologia è l’influenza negativa che questa dolorosa condizione esercita sulla loro qualità di vita e quindi sui rapporti familiari e sociali.
Il moderno approccio terapeutico alla fibromialgia, è basato sulla capacità di intervenire e modulare i neurotrasmettitori cerebrali principali (noradrenalina,serotonina,GABA e dopamina).
Aloe arborerscens è una pianta adattogena. Secondo la definizione scientifica, un adattogeno   esplica una azione aspecifica ovvero azione su più di un organo o funzione e determina l’aumento delle difese in stati di stress chimico, fisico e biologico ed agisce in senso normalizzante, in modo aspecifico rispetto alla patologia.

Aloe arborescens Metodo Angel Ariel nella sua preparazione di foglia intera (Lily) contiene:
- sostanze con attività antinfiammatoria  ed antidolorifica (il meccanismo è diverso da quello dei FANS);
- attivi in grado di normalizzare l’asse psico-neuro-endocrino;
- polisaccaridi del gel agiscono come immunomodulanti facilitando una adeguata risposta  agli stimoli stressanti esogeni ed endogeni
- una elevata concentrazione di aminoacidi essenziali e non essenziali, sali minerali, microelementi ed antiossidanti capaci di ridurre la fatica muscolare e facilitare il recupero funzionale muscolare.

In conclusione, non esiste letteratura specifica né una sperimentazione interna sull’uso di Aloe in questa patologia anche per la difficoltà di diagnosi della patologia stessa.    
D’altra parte le proprietà adattogene e le osservazioni fatte in patologie su base infiammatoria (anche autoimmune), su forme di stress e stanchezza emotiva, e sull’affaticamento muscolare negli sportivi, suggeriscono che l’omogenato di foglia intera (LILY) potrebbero dare interessanti benefici nella fibromialgia.

Suggerimento terapeutico:
Lily  (o Twinkle o RAY) 20 ml al giorno per 4 settimane (a partire da 1 cucchiaino da caffè poi a dose crescente fino a 20 ml). Proseguire con 10 ml al giorno per 8 settimane. Poi proseguire a cicli. L’eventuale uso continuativo non comporta effetti collaterali.    
Potrebbe essere interessante associare il massaggio con Anthony’s oil come rilassante muscolare ed antidolorifico locale.
By Dr.ssa Giovanna Bonvento

Commento NdR: La Stanchezza cronica viene facilmente diagnosticata in soggetti giovani perche' plurivaccinati con un Terreno fisiologico intossicato, infiammato ed immunodepresso dai vaccini che hanno subito da piccoli e/o in precedenza.

vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini +  Malattie e Vaccini +  Interrogazione Parlamentare   

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