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SISTEMA IMMUNITARIO
Continua in:
Sistema
immunitario-1 +
Sistema immunitario-2
+
IMMUNITA' e Vaccini +
Sistema
Immunitario +
Immunodepressione da Vaccino
+
Immunogenetica +
DANNI
DEI VACCINI
+
Effetto Gregge
L’Immunità
di gregge, è la supposta carta vincente per la
difesa della vaccinazione in TV, Internet, riviste
mediche e giornali, sul motivo per cui dovremmo
essere vaccinati più e più volte per tutta la vita,
con un numero sempre crescente di vaccini e cio' per
ogni malattia.
Lo
sbandierato a 360° "supposto
successo delle vaccinazioni" è basato
fondamentalmente su "teorie" che si danno per scontate,
senza controllarle. Quando si entra nei particolari si
evince e si dimostra invece che il tasso di incidenza e
di morte di molte malattie infettive, è diminuito
radicalmente nel e dal momento in cui si registrava un
miglioramento delle condizioni, igienico-sanitarie,
abitative, alimentari e delle procedure di isolamento,
Pero' siccome nello stesso periodo sono stati
introdotti i vaccini, la
medicina ufficiale ha dato per scontato che la sola
vaccinazione sia stata interamente responsabile della
scomparsa di queste "malattie" e per far quadrare questa
teoria fasulla, ha cambiato nome alle malattie.....QUI
in queste pagine ve ne
daremo la dimostrazione !
Esaminiamo piu' da
vicino il
sistema immunitario. Le ricerche correnti stimano
che circa il 70-80% del nostro
sistema immunitario si trova entro
o in prossimita' dell'apparato
digestivo.
Chiaramente il nostro sistema immunitario deve
"guardare" molto da vicino il
sistema digestivo dato che, assieme al
cibo, una enorme quantita'
di sostanze nocive sono pronte ad invadere il nostro organismo. Il
tratto intestinale e' tappezzato da un sottile strato, ma molto
resistente, di
mucosa.
Lo strato mucoso copre lo
stomaco, i
villi nell'
intestino tenue e la
superficie del
colon; entro tale strato di mucosa si trova
il
sistema immunitario; esso e' riempito di vari corpuscoli di
varia natura; tutte queste unita' normalmente possono formare i cosiddetti anticorpi ed
hanno diverse nomi a seconda del tipo di funzione ufficio che debbono svolgere (ad es.
globuli
bianchi,
IgG,
IgE, le
cellule B etc).
Ogni particella che viene identificata come un possibile nemico e'
chiamato un
antigene.
Quando qualche cosa tenta di passare il
rivestimento
mucosico, essa viene "esaminata" (NdR:
che e' tentativo di riconoscimento da parte delle
cellule
del sistema immunitario) e se si rivela come un
antigene fa scattare l'allarme e si scatenano truppe di anticorpi; l'antigene viene rimorchiato saldamente ad una particella che
possiede l'anticorpo e questa combinazione di antigene + anticorpo
viene rapidamente eliminato. (NdR: cioe' demolecolizzato od
inviato agli
organi escretori.
In questa apparente perenne lotta tra il corpo e gli altri nemici, gli
enzimi
giocano un ruolo importante. Intanto le
arterie sono mantenute
"pulite" grazie agli
enzimi che funzionano da spazzini e
inoltre eliminano i radicali liberi aiutando il sistema immunitario ad
allontanare le scorie pericolose. Oltre a cio' gli enzimi
aumentano le dimensione dei
globuli bianchi e la loro attivita' che consiste in attivare le
cellule-T (altre
cellule del sistema immunitario): queste cellule sono giustamente
chiamate gli agenti di custodia del sistema immunitario e ognuno capisce
quale e' la loro importanza.
Un' altra importanza degli enzimi deriva
dal fatto che gli enzimi in un individuo non in buona salute sono
drammaticamente bassi e hanno un
devastante effetto sulla salute generale.
(NdR: una delle cause di devastazione
enzimatica, la
producono i
Vaccini)
Molti
individui in queste condizioni manifestano dei sintomi gravi quali
diabete, attacchi di cuore, artrite, e molte altre condizioni
degenerative.
Ebbene il rifornimento di enzimi digestivi a queste persone, le porta
rapidamente in buona salute: molti studi clinici confermano questo
rapido inversione di tendenza: ovviamente e' sommamente
indicato
mantenere il livello degli enzimi il piu' alto possibile.
Questo stato di cose ha sollecitato molte persone a fondare negli Stati
Uniti un' associazione che si chiama
Autism Autoimmunity Project che ha
come lo scopo principale la ricerca e la cura dell'autismo inteso come
una condizione autoimmune. Si veda il sito web:
http://www.gti.net/truegrit/
- che ha come indirizzo postale:
Autism Autoimmunity Project, 45 Iroquois Ave., Lake Hiawatha, NJ 07034.
Leggere dal
libro de Karen DeFelice: “Enzymes for autism and other neurological
conditions"
Enzimi
per l'Autismo ed altre
condizioni
neurologiche
A practical guide - Editore
ThunderSnow Interactive
Dice il Dott. Vijendra K. Singh, Ph.D.,
Scientific Board member:
"Fondandoci sulle ricerche correnti di una reciprocita' tra sistema
nervoso e sistema immunitario, abbiamo considerato l'autismo come una
sindrome neuro immunitaria in cui l'autoimmunita' verso il
cervello e'
fortemente
coinvolta (compromessa).
Abbiamo trovato che gli auto anticorpi a MBR (= proteina fondamentale
della mielina
- la stessa proteina coinvolta nella
Poliomielite) erano presenti nell'
80% dei bambini autistici ma essi
erano solo raramente rivelati nei
controlli.
(NdR: della
medicina
ufficiale e dai
medici
che
sono impreparati).
Riguardo alla sierologia
dei virus, i bambini autistici avevano un livello significativamente
alto del virus del anticorpi del morbillo paragonati con quelli dei
controlli.
Questo suggerisce un legame temporale del virus del
morbillo (vaccino) con l' autoimmunita' nell'
autismo.
L'idea che l'autismo e' una malattia autoimmune e' ulteriormente
rafforzata dal fatto che molti autistici rispondono bene ai trattamenti immuno-modulanti. Clinicamente pertanto vi e' un potenziale enorme per
ripristinare le funzioni del cervello nelle persone autistiche tramite
l' immunologia".
E' sorprendente il numero di genitori di
bambini
autistici che abbiano
un qualche addentellato con le
malformazioni legate al
sistema
immunitario: allergie,
asma,
autismo, attention deficit
hyperactivity
Disorder (ADHD), morbo di
Alzheimer,
cancro, malattia
celiaca,
fatica cronica,
colite,
malattia di Crohn,
dermatite erpetiforme,
fibromialgia,
infiammazione
anche dell'
intestino,
lupus,
sindrome di Sjogren,
malattia di Graves,
psoriasi,
sclerosi multipla,
artrite reumatoide,
scleroderma,
diabete.
Comunque
non esistono cure specifiche verso le malattie autoimmuni:
esistono comunque buoni trattamenti che permettono di vivere una vita
buona e impediscono alla situazione di peggiorare.
Una chiave fondamentale e', per le malattie autoimmuni, la condizione di
infiammazione.
L'infiammazione e' la
causa principale del dolore associato a questa
condizione: se l'infiammazione
persiste i
tessuti rischiano di auto
distruggersi.
Come si e' gia' osservato il complesso di antigene +
anticorpo (che chiameremo "complesso immunitario" o IC), in
condizioni normali vengono eliminati immediatamente; tuttavia, in
particolari condizioni, il corpo non puo' liberarsi di questi IC.;
il
complesso immunitario continua a viaggiare nella corrente sanguigna.
Questi complessi possono arrestarsi od essere intrappolati in
particolari organi ( ad es. polmoni, reni, pelle, articolazioni e vari
tessuti) danneggiandoli.
Quando questo accade, i complessi immunitari causano
infiammazione
e
danno del tessuto.
Questo e' in breve la causa delle malattie autoimmuni.
IMPORTANTE:
OGNI tipo
di
Vaccino
produce
Stress ossidativo cellulare e
quindi
tissutale
!
vedi anche:
+
Alterazioni immunitarie
con i Vaccini +
Sistema
immunitario - 1 +
Sistema
immunitario - 2
In che modo gli enzimi possono aiutare una malattia autoimmune ? In vari
modi.
Prima di tutto rompendo i complessi dannosi ed attivando i macrofagi che
inghiottono e distruggono gli invasori. Certe miscele di enzimi
idrolitici, incluse le
proteasi,
lipasi e le
amilasi sono particolarmente adatte a questo ufficio.
Un altro modo in cui gli enzimi aiutano a vincere le malattie
autoimmuni e' quello di eliminare i radicali liberi: oltre 60 malattie
inclusi quelle autoimmuni (ad esempio fatica cronica, fibromialgia e
cancro) coinvolgono radicali liberi.
Prendiamo ora in esame il fenomeno della
disbiosi che consiste del
prevalere dei microbi "cattivi" su quelli "buoni".
Quelli "buoni" sono chiamati anche
probiotici (da una parola
latina e greca: a favore (pro) della vita (bios)) perche' favoriscono la
vita e la salute. Quindi il termine disbiosi e' un termine che si
riferisce ad ogni sbilanciamento nella diversita'
e quantita' dei molti microbi che abitano nel nostro
intestino.
Miliardi e miliardi di batteri
abitano il colon rompendo tutto cio' che e' di scarto e viene poi
eliminato.
Uno dei modi in cui questo batteri "buoni" possono venire
ridotti ad un numero inferiore alla norma e' l'uso indiscriminato degli
antibiotici che colpiscono i "buoni" e i "cattivi".
Ebbene l' enzima bromelina ha proprio la capacita' di fare aumentare la
potenza degli antibiotici senza apparentemente distruggere i probiotici
(flora)
Per quando riguarda i microbi "cattivi" si devono segnalare i
generi Clostridia e Klebsiella. Il primo deve essere segnalato perche'
produce varie neuro tossine che colpisce i centri nervosi (ad esempio la
neurotossina del tetano).
Un altro microbo che
puo' diventare "cattivo" e' la
Candida Albicans.
La peculiarita' di questo lievito (come d'altra parte molti altri lieviti)
e' quello di possedere due forme: una a singola cellula e l' altra a
forma di fungo. Quest' ultima forma e' particolarmente dannosa
perche' le ife del fungo (= i rami mediante i quali il fungo si propaga)
possono penetrare tra le
cellule della
mucosa intestinale favorendo l'intestino permeabile.
Altro problema con i lieviti che crescono fuori dal controllo del
sistema immunitario e quindi in disbiosi e' che emettono una gran
quantita' di sottoprodotti del loro
metabolismo che sono delle
tossine
per il corpo.
Tra esse ricordiamo il monossido di carbonio, l' alcool, e la
acetaldeide che hanno un impatto negativo sul
cervello.
Inoltre i lieviti convertono il mercurio inorganico in metil di mercurio
che penetra nei tessuti molto rapidamente; il metil di mercurio passa
facilmente nel cervello ove
produce gravi danni.
Per questi motivi e' facile capire che
molti bambini presentano dei
sostanziali miglioramenti una volta che si e' effettuato un ridimensionamento della densita' dei lieviti cioe' al di sotto del
livello di disbiosi: miglioramento del contatto degli occhi, aumento del
linguaggio, aumento del sonno, aumento della concentrazione,
aumento dei giochi immaginativi e riduzione dei comportamenti
stereotipati.
Certi tipi di enzimi
funzionano egregiamento come anti-lievito (ad esempio Enzymedica e
No-phenol) e possono essere usati con profitto nella disintossicazione
dai lieviti (metodo di Dr. William Shaw del Great Plains Laboratory di
Lenexa - Kansas).
Recenti ricerche hanno trovato che la "enterocolite autistica"
(cioe' una enterocolite accompagnata dai sintomi autistici) e' accompagnata, nell' 82%, da
virus del
morbillo (vaccinale) mentre e' presente
solo nell' 11% dei gruppi di controllo.
Infatti, Il
virus del morbillo puo' essere
localizzato nell'intestino del
bambino dopo avere ricevuto una
vaccinazione
trivalente (MMR) (cioe' morbillo,
orecchioni e
rosolia).
Questo pero' non e' stato definitivamente appurato in generale, ma puo'
essere il caso per alcuni. Il virus
(Proteina tossica a
DNA) deve essere stato cosi'
immobilizzato sotto forma dormiente e innocua per il corpo.
Questo e' quanto avviene normalmente nella falsamente detta "immunita' acquisita"
che i
vaccini
dovrebbero apportare, nei
confronti della malattia.
vedi anche: Effetto
od immunita' di gregge e' una Balla !
Comunque se la mucosa intestinale (nell’intestino
tenue, all’esame
microscopico, si presenta formata dall’epitelio che
appoggia sulla
tonaca propria,
esternamente limitata da poche fibrocellule di
muscolatura liscia che costituiscono la muscularis
mucosae) e'
infiammata, con
potere osmotico alterato e quindi danneggiata, puo' lasciare aperta la possibilita' che il virus sia
riattivato, sfuggendo al controllo e diventando attivo nell'intestino.
Lo
stesso meccanismo si ha per un sistema
immunitario indebolito.
Osserviamo che si e' notato le stesse identiche modalita' di reazione
immunointestinale per tutti i virus, che quindi possono dare
anche a dei sintomi tipo
autistico.
In questa situazione cosa possono fare gli
enzimi ? Molto. Infatti si ricordi che i
virus sono circondati da
una pellicola protettiva di proteine quindi gli enzimi protease possono rompere questa pellicola; una volta eliminata questa pellicola i
virus non sono piu' protettoi ed e' possibile
distruggerli od eliminarli, con i naturali metodi
utilizzati dal Sistema immunitario.
Questa tecnica fu sperimentata con successo dal Dott.
Billigmann su il virus del Herpes Zoster. Inoltre abbiamo
delle conferme nel campo dell' HIV che hanno dato buone prospettive.
Esaminiamo ora il rapporto tra enzimi e
microbi probiotici. Il ruolo dei
probiotici e', come abbiamo gia' visto, estremamente importante. Tali
organismi, secondo ricerche recenti, producono antibiotici naturali,
anticarcinogeni e sostanze che rompono e riciclizzano le tossine del loro ospite umano.
Gli organismi piu' importanti sono il Lactobacillus acidophilus (che
vive nell' intestino tenue) ed il Bifodobacterium bifidum che vive nel
colon.
L'attivita' dei probiotici viene misurata in CFU (colony forming units
- inglese per unità formanti colonia. Rappresenta il
numero di
microrganismi vitali in grado di originare,
ognuno, una colonia visibile ad occhio nudo. Viene usato
in microbiologia come unità di misura).
Per sentire il beneficio di questi
probiotici e' necessario che le
capsule che si assumono varino da 250 milioni a 20 miliardi di CFU/giorno
a seconda dell'individuo.
Le confezioni di probiotici perdono quasi tutta la loro efficacia dopo
circa 4 mesi; quindi bisogna stare attenti alla data riportata sulla
confezione.
Poiche' i probiotici secernono proteasi, lipasi e lattasi chiaramente
enzimi e probiotici lavorano
"d'amore e d'accordo".
Gli enzimi spazzano via le tossine dannose nell'intestino e i
probiotici lo ripopolano di "buoni" microbi.
Come consiglio generale
e' di dare gli
enzimi e i probiotici a tempi separati; ad esempio gli
enzimi all'inizio del pasto e i probiotici alla fine del pasto; in tal
modo vi e' circa un'ora di intervallo tra le due assunzioni.
Anche questa "ricetta" deve essere ricercata in maniera che si
adatti meglio specie al bambino; infatti alcuni genitori si trovavano meglio
con l'intervallo di un'ora, mentre altri trovavano l'optimum nel
dare
insieme gli enzimi ed i
fermenti lattici probiotici.
Commento NdR: quello sui "radicali
liberi" qui indicato, e' il
pensiero che ancora oggi si insegna nelle Universita' alle cattedre di medicina, ma
attuali ricerche scientifiche piu' approfondite
su di essi, hanno dimostrato che i "radicali
liberi" svolgono una importante funzione che e'
quella di generare energia luminosa necessaria
per organizzare ed alimentare i processi
biochimici.
vedi:
Alimentazione Naturale +
Cure Naturali
+
Effetto Gregge
Ecco cosa afferma una
eminente IMMONOLOGO:
"I Bambini vaccinati stanno contraendo le stesse
malattie infettive per le quali essi sono stati
completamente vaccinati"
La Dottoressa Tetyana Obukhanych, ha studiato
immunologia in alcune delle più prestigiose istituzioni
mediche di tutto il mondo. Ha conseguito il dottorato di
ricerca in Immunologia presso la Rockefeller University
di New York e ha fatto la formazione post-dottorato
presso la Harvard Medical School, Boston, MA. e la
Stanford University in California.
"L’ Immunità naturale può essere acquisita solo
naturalmente, attraverso l’esposizione di un individuo
infetto, anche se a volte tale esposizione andrebbe
asintomatica.
Tuttavia, poiché vi è un malinteso comune che i vaccini
conferiscano l’immunità, a volte è necessario utilizzare
un qualificatore “naturale”, quando si parla di
immunità, per distinguerla dalla “protezione” del
vaccino.
I Bambini vaccinati stanno contraendo le stesse malattie
infettive per le quali essi sono stati completamente
vaccinati".
http://www.vacciniinforma.it/?p=1201
Intervista all' immunologo, la Dott.ssa Tetyana
Obukhanych. PRIMA PARTE: La Dottoressa Tetyana Obukha
Grazie anche al medico,
Dott. Tancredi Ascani per la sua professionalità ed
onestà.
Lo Staff di Vacciniinforma ringrazia per l'intervista
rilasciata in maniera disinteressata.
"Se una vaccinazione altera il nostro Th1 Th2, come si
può sostenere la totale efficacia della stessa, senza
alcuna reazione o danno per il nostro sistema
immunitario ?
"Come ogni altra vaccinazione a microrganismi uccisi,
anche quella a virus uccisi di Salk provoca
un’alterazione e un indebolimento del nostro sistema
immunitario che può predisporre alle più disparate
patologie. La protezione conferita da questo tipo di
vaccini è in genere inferiore ed è necessario ricorrere
a più richiami ravvicinati con conseguente aumento della
probabilità degli effetti collaterali del vaccino, anche
se meno gravi rispetto al vaccino di Sabin.
Il vaccino di Salk, come ogni altro vaccino fatto per
via parenterale, provoca un’immunosoppressione che
inizia pochi giorni dopo la vaccinazione e può durare
per settimane o mesi. In questo periodo quindi il
bambino vaccinato sarà più predisposto sia a contrarre
disturbi di natura allergica (ad esempio l’asma) che di
natura infettiva, questo perché altri microrganismi
troveranno un “terreno” più debole e potrebbero quindi
prendere il sopravvento causando ulteriori stati
patologici".
http://www.vacciniinforma.it/?p=3994
I vaccini causano
sicuramente reazioni avverse gravi, piu' o meno occulte,
come anche qualsiasi altra sostanza estranea all’organismo,
può determinare, se pure con una bassa frequenza rispetto
alle reazioni vaccinali, reazioni allergiche e altre più
rare reazioni avverse alterando il delicato bilanciamento
della risposta immunitaria Th1/Th2.
Th1 e Th2 ?
Il sistema
immunitario riceve continuamente innumerevoli input ai
quali risponde in modo sia specifico che aspecifico e sia
con reazioni acute che croniche. Tra le sue reazioni,
spiccano però, per frequenza e importanza,
le
risposte Th1 e Th2 e quella
infiammatoria.
Risposta Th1 e Th2:
Esistono due tipi di risposta immunitaria linfocitaria: la
risposta Th1 e quella Th2.
La risposta Th1 è orientata in senso citotossico nei
confronti di virus e batteri. È sostenuta dall’IFN-γ (che
attiva la produzione di radicali liberi, NO soprattutto, da
parte dei macrofagi e inibisce la risposta Th2) e dall’IL-12
(che stimola le cellule NK a produrre IFN-γ).* È una
risposta carente nei Paesi industrializzati ove prevale la
risposta Th2.
La risposta Th2 è orientata in senso anticorpale ed è tipica
delle malattie allergiche.
Ricerca medica sul collegamento fra Vaccini e malattie
autoimmuni !
http://info.cmsri.org/the-driven-researcher-blog/first-medical-textbook-devoted-to-research-linking-vaccines-to-autoimmunity
Ricerca medica sul
collegamento fra Vaccini e malattie
autoimmuni !
http://info.cmsri.org/the-driven-researcher-blog/first-medical-textbook-devoted-to-research-linking-vaccines-to-autoimmunity
Video su: I BAMBINI
NON
VACCINATI SONO molto PIU' SANI di
quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio
sulla salute e la vaccinazione dei
bambini della Nuova Zelanda ed ha
trovato solide prove scientifiche che I
BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei
loro coetanei vaccinati !
Malattie
infettive,
Vaccinazioni e
Sistema
immunitario
1.1 Andamento degli
ultimi anni
Negli ultimi dieci anni vi è stata una rivoluzione
silente nel campo della ricerca immunologica, e sto
parlando della ricerca della medicina ufficiale. Le
conseguenze, i risultati di queste ricerche, invece, si
sono trasformate poco in una prassi quotidiana a livello
medico scientifico.
Per quanto mi riguarda posso dire, abbastanza
tranquillamente, che la maggior parte dei medici ha
poche esperienze in questo campo e non conosce, nella
maggior parte dei casi, le acquisizioni più recenti a
livello della ricerca in campo immunologico. Tuttavia i
risultati di queste ricerche hanno un effetto
determinante anche su quella che sarà la prassi nel
campo delle vaccinazioni, e gli effetti sono sia di tipo
diretto che di tipo indiretto.
Quello che mi preme farvi vedere è questo grafico che
parte dal 1850 dove si vede l'andamento della curva
riferita all'incidenza del morbillo e della pertosse
nell'Inghilterra e nel Galles.
Nell'arco di cent'anni praticamente c'è la tendenza alla
scomparsa della mortalità per queste malattie: la curva
tende verso lo zero. La linea continua è riferita alla
pertosse e il picco che si vede corrisponde al periodo
della seconda guerra mondiale dove vi era una breve
recrudescenza della malattia.
Verso il 1950, quando il tasso di incidenza della
pertosse viaggiava già verso zero, erano disponibili i
vaccini. Verso la fine degli anni '60, quando iniziarono
le vaccinazioni di massa sia del morbillo che della
pertosse, queste malattie avevano già uno sviluppo che
andava verso zero.
Fig 1 - Pertosse e
morbillo: percentuali di mortalità dei bambini al di
sotto dei 15 anni in Inghilterra e in Galles
L'andamento è molto simile
anche per quanto riguarda la tubercolosi (TBC). Le prime
statistiche, come si evince anche qui dal grafico,
partono dal 1838 e si vede un andamento molto simile
alla curva precedente. In questo arco di cento anni o
più il tasso di incidenza della tubercolosi, riferita
all'Inghilterra e al Galles, scende rapidamente.
Verso la fine degli anni '40 per combattere la
tubercolosi residua veniva addirittura introdotta, per
la prima volta, la chemioterapia. Questo è il periodo
che si riferisce alla fine della seconda guerra mondiale
e dell'immediato dopoguerra dove vi era, peraltro, una
grossa concentrazione di profughi le cui condizioni
igieniche ed alimentari erano decisamente scarse.
Ciò nonostante non vi era nessun picco per quanto
riguarda la tubercolosi. Poi, verso la metà degli anni
'50 in Inghilterra e nel Galles fu introdotta la
vaccinazione BCG e anche qui i casi di tubercolosi erano
ormai pochissimi e, a maggior ragione, i decessi per
tubercolosi erano molto bassi (300 decessi in
Inghilterra).
1.2 Il ruolo dei vaccini
Ciò nonostante si continua a sottolineare e a propagare
che la medicina moderna sia riuscita a vincere le
malattie infettive proprio grazie alle vaccinazioni e ai
vaccini. In verità i fattori che sono responsabili di
questo andamento (calo delle malattie infettive) sono
soprattutto l'alimentazione, l'incremento del livello di
conoscenze attraverso la scolarizzazione, il
miglioramento degli ausili al parto, il contributo della
medicina (se non altro del periodo di Lister(1) e
Semmelweis(2) nel XIX secolo).
Cioè le condizioni generali di base erano molto
migliorate (importanti e decisive soprattutto per la
tubercolosi). Comunque è assolutamente errato dire che
la riduzione o il calo delle malattie infettive a
livello infantile fosse il risultato delle vaccinazioni,
questo è assolutamente non vero.
FIG. 2 Mortalità e
quota di assistenza medica sul prodotto nazionale
lordo (PIL) degli Stati Uniti
Altre curve, altrettanto
interessanti, sono rappresentate nella figura 2.
La curva decrescente e continua che parte dall'angolo
superiore sinistro del grafico riporta l'andamento della
mortalità complessiva a partire dal 1900. In quest'arco
di tempo (1900-1950/60) si evidenzia un calo drastico
della mortalità senza interventi sanitari. La curva più
piccola che parte sempre dalla parte sinistra del
grafico (vedi figura 2) rappresenta la mortalità
riferita a 11 malattie infettive. Anche in questo caso
vi è un continuo calo già a partire dal 1910.
Questo calo era già in atto molto tempo prima
dell'introduzione delle vaccinazioni di massa e prima
anche dell'introduzione degli antibiotici. Questa è la
realtà statistica. Infine la curva tratteggiata
rappresenta la spesa per gli interventi sanitari
espressa in percentuale del PIL degli Stati Uniti.
Mentre sta scendendo a ritmo costante la mortalità e
anche la mortalità delle malattie infettive, con
tendenza verso lo zero, senza -vaccinazioni e
antibiotici, inizia l'aumento drastico della spesa
sanitaria: meno gente muore e più soldi si spendono.
Si noti, ad esempio (figura 2), che negli anni cinquanta
venivano introdotte le vaccinazioni di massa contro le
malattie infettive. Curiosamente con l'aumentare della
spesa sanitaria aumentano, parallelamente, le malattie
croniche-degenerative, tipiche dei nostri giorni, e
diffusamente anche nei bambini.
Nei grandi trattati di immunologia, invece, le immagini,
le curve che vengono riprodotte, sono un po' diverse.
Fig. 3 Grafici
propaganda
Infatti si vedono picchi del
tipo rappresentati in figura (figura 3) simili a
montagne che danno l'impressione di ingigantire il
problema. Questi grafici sono statistiche ufficiali
degli Stati Uniti d'America e riportano i casi
d'infezione (non di mortalità) registrati per 100.000
abitanti. Esaminando un po' più in dettaglio la
questione nella parte superiore abbiamo la difterite.
Questi sono i casi di difterite registrati per 100.000
abitanti, nell'arco di tempo che va dal 1900 al 1990.
Qui è necessario anche trovare i riferimenti giusti, si
vede comunque che erano meno di 100 casi di difterite
per 100.000 abitanti; comunque anche questo numero era
calato in maniera consistente prima dell'introduzione
del vaccino. Certo il picco che qui fanno vedere sembra
una montagna seria, però quando si vanno poi ad
esaminare le cifre: 100 casi, si vede che si trattava
comunque di un incidenza abbastanza limitata.
Poi quello che qui vogliono far vedere, o che fanno
vedere, è che a partire dall'introduzione delle
vaccinazioni antidifterite l'incidenza della malattia
stessa è di circa un caso su 100.000. E’ inoltre curioso
notare che l'asse delle ordinate è rappresentato in
scala logaritmica; questo è un trucco statistico per
rendere maggiormente visibile le piccole differenze
d'incidenza della malattia rispetto a quelle grandi;
infatti, se la scala delle ordinate fosse lineare, come
i grafici riferiti alla poliomielite e al morbillo, non
si vedrebbe nessuna differenza tra prima
dell'introduzione della vaccinazione e dopo.
Questo ovvia mente è l'argomento forte anche della
Sanità pubblica degli Stati il cui ragionamento è che
con l'introduzione della vaccinazione diffusa, della
vaccinazione obbligatoria, si è riusciti a debellare le
malattie infettive infantili. Comunque non c'è
praticamente nulla che indichi o che possa, per meglio
dire, escludere che la curva avesse lo stesso andamento,
dopo la seconda guerra mondiale, per le migliorate
condizioni generali della popolazione: assistenza
medica, igiene, alimentazione ecc..
La situazione è un po' diversa nella parte al centro
(del grafico di figura 3). Nel grafico, riferito alla
vaccinazione antipolio, dove vi sono statistiche che
partono dal 1940, si vede che già allora,
sorprendentemente, l'incidenza era inferiore a 10 casi
di poliomielite per 100.000 abitanti. Poi abbiamo, senza
cause apparenti, un aumento relativo che passa da meno
di 10 a 30-40 casi all'anno.
In coincidenza all'introduzione del vaccino inattivo (a
virus inattivato) si registrava effettivamente un calo del
numero di casi di poliomielite; ma, curiosamente, con
l'introduzione di questo vaccino a virus inattivato, si è
riusciti a ridurre il tasso di incidenza della
poliomielite portandolo solamente ad un livello che era
già esistente in precedenza, prima dell'introduzione
della vaccinazione.
Successivamente si è introdotto il vaccino antipolio
orale a virus (non più a virus inattivo) e
qui si fa vedere che grazie a questo vaccino si è
riusciti a ridurre il tasso di poliomielite di meno di 5
casi per 100.000 abitanti(3).
Il terzo grafico (della figura 3) è riferito invece al
morbillo, qui si ha una statistica che parte dal 1960 e
si ha un'incidenza del morbillo di 500 casi per i soliti
100.000 abitanti. Dopo l'introduzione del vaccino
antimorbillo, si è verificato un aumento (o
recrudescenza) dell'incidenza del morbillo; mentre verso
la metà degli anni '60 è iniziato un calo drastico. Dopo
questo calo si sono verificate piccole epidemie di
morbillo, anche in Europa.
Ma si può osservare anche un'altro fenomeno di cui si
deve tener conto nella decisione se vaccinare oppure no.
La panencefalite subacuta sclerotizzante (PESS) ritenuta
una conseguenza postuma del morbillo con una latenza di
6-8 anni. In questo grafico l'encefalite sclerotizzante
è curiosamente riprodotta solo a partire dal 1970, circa
otto anni dopo l'introduzione del vaccino.
Subito dopo l'introduzione del vaccino antimorbillo i
casi di encefalite sclerotizzante erano di circa 50 casi
per milione. Poi a partire dall'inizio degli anni
1970-75 si ha di nuovo un calo drastico di queste
encefaliti e successivamente una tendenza verso zero.
I casi di difterite, poliomielite e tetano, riportati
nei grafici di figura 2, non sono casi di mortalità
bensì d'infezione.
Nei paesi occidentali la quasi
totalità dei bambini, e degli adulti, non subisce alcun
danno da un'infezione naturale delle malattie infettive
come il
morbillo, la
pertosse, la
poliomielite,
l'epatite B ecc.,
anche se non sono stati vaccinati.
Nessuno per ora, è in grado di dire se la frequenza d'infezione è
maggiore o minore nei soggetti vaccinati rispetto a
quelli non vaccinati. Nessuno ha mai prodotto delle
ricerche in questa direzione.
Anche sulla frequenza delle complicazioni post-vaccinali
non vi sono ricerche che studiano il problema nel lungo
periodo, quindi i dati di danni post-vaccinali immediati
risulteranno sempre più bassi delle complicazioni reali.
Ancora una volta questo è un argomento forte di quelli
che sono favorevoli alla vaccinazione; ma, dato che non
vi sono ricerche, non è possibile apporre a questa tesi
argomentazioni serie.
By dott. Heinrich Kremer* dal libro "Sistema Immunitario
e Vaccinazioni", marzo 2003 - Capitolo I, pag. 105,
9.50€ ISBN: 88-7507-475-5 del libro: "Sistema
Immunitario e Vaccinazioni" Macro edizioni.
vedi qui:
http://books.google.it/books?id=Ar9EPveBIvsC&pg=PA49&lpg=PA52&ots=9pZOlGfXk7&focus=viewport&dq=kremer+morbillo&hl=it&output=html_text
Il dott. Heinrich Kremer è uno tra gli scienziati
attualmente più autorevoli nelle ricerche contro le
patologie degenerative come il cancro, l'AIDS e i danni
da vaccinazione. Kremer è medico con dottorati in
medicina, psichiatria e neurologia, con alle spalle
anche studi di psicologia e sociologia.
Note:
(1) Ioseph Lister (1827 - 1912) chírurgo inglese,
inventore dell'asepsi.
(2) Ignaz Phílipp Semmelweiss (1818 - 1865) medico
ungherese; stabilì che la febbre puerperale era dovuta
alla mancanza di asepsi in campo ostetrico.
(3) Dal grafico si vede anche che si è cominciato a
vaccinare quando l'epidemia era in calo. E’ possibile,
invece, farsi un'altra domanda.
La storia insegna che le epidemie sono comparse e
scomparse senza vaccinazioni e antibiotici, e il
miglioramento delle condizioni socio-economiche ha
coinciso (in qualsiasi paese) con la remissione
spontanea quasi totale; perché ora bisognerebbe credere
che è stato proprio grazie alle vaccinazioni che le
malattie infettive sono diminuite o scomparse? Nella
polio è intervenuto un altro fattore: è cambiata la
definizione della malattia in corso di vaccinazione (ad
esempio per essere considerata polio la paralisi ora
deve avere una durata superiore a 60 giorni in assenza
delle prove virologiche).
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video del dott.
Massimo Montinari a Don
Chisciotte - Ott. 2012
Alcuni ricercatori finanziati dal
Biotechnology and Biological Sciences Research Council
(BBSRC), hanno identificato una componente
importante nel meccanismo molecolare di immunità delle
piante, una scoperta che potrebbe aiutare gli allevatori
a produrre delle varietà di colture meno suscettibili
agli attacchi delle malattie per garantire la sicurezza
futura degli alimenti. Potrebbero inoltre esserci
implicazioni per il trattamento di malattie del sistema
immunitario negli umani.
La ricerca, guidata dal professor Gary Loake presso l’Università
di Edimburgo con i colleghi di
Syngenta è pubblicata sulla rivista
Nature.
Le
piante sono sotto costante attacco da parte di organismi
patogeni e per proteggersi hanno sviluppato un semplice
sistema immunitario. Un meccanismo di difesa è quello di
far morire le cellule minacciate dal patogeno e quindi
rimuovere la fonte di cibo dall’invasore. Il professore
Loake e il suo team hanno scoperto ciò che accade
all’interno delle cellule per controllare questo
processo e in questo modo hanno portato l’attenzione su
un enzima chiamato NADPH ossidasi.
Il
professor Loake ha detto che “le piante generano una
breve e forte scossa che uccide le cellule che il
patogeno sta cercando di invadere e sostanzialmente lo
fanno morire di fame. Ma abbiamo riconosciuto che doveva
esserci qualcosa che doveva fare in modo che la pianta
non andasse in completo collasso. ”
Quando
una pianta viene attaccata da un batterio o da un fungo,
per esempio, ci sono vari modi in cui essi percepiscono
questo attacco. Una delle risposte comuni è quello di
innescare la produzione di una sostanza chimica chiamata
ossido nitrico (NO) e una classe di molecole conosciute
come ‘intermedi reattivi dell’ossigeno’ (ROI), che
includono sostanze come il perossido di idrogeno e
i’radicali liberi’. Oltre ad essere molto tossiche per
l’organismo invasore, NO e ROI sono fondamentali per
incoraggiare le cellule a morire se sono minacciate.
NADPH ossidasi entra in scena, perché è fondamentale per
la produzione di ROI.
Il team
ha scoperto che c’è un anello di retroazione in cui i
livelli di NO salgono, l’ NADPH ossidasi è alterata
dall’aggiunta di una molecola di NO alla sua struttura
in modo che non funzioni bene. Questo fa sì che il
livello di ROI cada e la cellula muoia.
“Questo
è davvero emozionante !” ha detto il professor Loake
“Sappiamo che se un essere umano ha l’NADPH ossidasi che
non funziona correttamente può soffrire di una
deficienza immunitaria chiamata malattia granulomatosa
cronica o CGD. Per le persone con CGD è particolarmente
difficile combattere le infezioni batteriche e fungine e
spesso soffrono di polmonite e ascessi.
“L’NADPH
ossidasi è molto importante nel sistema immunitario
delle piante e siamo stati in grado di mostrare come si
regola in una normale risposta immunitaria. Ci auguriamo
che gli allevatori saranno in grado di utilizzare queste
informazioni per sviluppare varietà resistenti alle
malattie.
La nostro scoperta potrebbe anche aprire nuove
opportunità per il trattamento di disturbi del
sistema
immunitario umano, come la CGD. ”
Il
professor Douglas Kell, amministratore delegato della
BBSRC, ha detto: “Se le fonti di cibo disponibili non
potranno far fronte all’aumento della popolazione
mondiale ci si troverà ad affrontare una crisi.
Tutto ciò che si può fare per sostenere lo sviluppo di
nuove varietà di colture resistenti alle malattie con il
sostegno della ricerca delle bioscienze va preso come
una buona notizia . Dobbiamo scoprire il più possibile,
attraverso studi come questo, su come trattare le piante
con patogeni in modo da poter sviluppare nuove strategia
per ridurre l’impatto della malattia sulle colture “.
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Ora facciamo qualche considerazione sulla teoria-idea
della falsamente
detta "immunita'
acquisita" con i
vaccini:
La medicina
ufficiale afferma che i
vaccini producono immunita' alla
malattia per la quale si
vaccina,
perche' il
sistema immunitario creerebbe
anticorpi alla malattia stessa.
Su questa affermazione sbandierata dall'universita'
ai mass media,
dai medici
impreparati della
medicina allopatica,
occorre fare importanti considerazioni:
1 - La produzione degli anticorpi, dopo vaccinazione, e'
vera ?
2 - La produzione di anticorpi, e' la prova che si e'
immunizzati dalla malattia per la quale si vaccina ?
3 - E' vero che i virus o batteri producono le malattie
?
Solo alle conclusioni ed alle giuste risposte date a
queste 3 domande potremo affermare che il vaccino
produce immunita' specifica ed immunizza dalla malattia,
se al contrario accettiamo queste affermazioni (FALSE)
per fede, incorriamo in tutti quei noti danni che i
vaccini producono...SEMPRE
piu' o meno
occultamente.
Risposte alle 3 domande:
1 - Analizzando il sangue di bambini, che hanno subito
le varie
vaccinazioni
di routine (4 obbligatorie) con relativi 4 richiami
delle stesse, cioe' in totale (4x4=16) 16
vaccini, si e'
riscontrato che solo il 30% di quei bambini
avevano prodotto
anticorpi al virus o batterio del vaccino, il
70 % c.a. NON aveva prodotto
anticorpi ! !
Quindi la risposta alla domanda 1 - e':
NON e' vero che i vaccini
producono sempre anticorpi, infatti
solo nel 30-35 % di casi cio' avviene dopo il
primo vaccino !
2 - se la produzione di anticorpi fosse la prova che si e'
immunizzati per quella malattia, cosi insegna (falsamente) la
medicina ufficiale, significa che NON esisterebbe
immunizzazione al
65-70 % dei
soggetti vaccinati !
Quindi la risposta alla domanda 2 - e': Il vaccino
NON "immunizza" sempre i
vaccinati !
3 - I virus
e
batteri generano le
malattie
?
La risposta e': questa teoria e'
FALSA - vedi:
I Germi causano le
malattie ?
E qui casca l'asino della FALSA
teoria della cosiddetta Immunita' di gregge, vedi:
Effetto od Immunita'
di gregge e' Falsa !
Quindi tutta la teoria del
vaccino che immunizza e' TOTALMENTE
FALSA !
A riprova:
IMMUNITA' da VACCINAZIONI ed IMMUNIZZAZIONE NATURALE a CONFRONTO: GLI STUDI
Nella videoconferenza “Natural Immunity and Vaccination”, l’immunologa Tetyana Obukhanych - "informatore" della ricerca immunologica statunitense e autrice di “Vaccine Illusion: How Vaccination Compromises Our Natural Immunity and What We Can Do to Regain Our Health”-, che ha studiato in alcune delle maggiori università americane, fra cui Harvard e Stanford, illustra due studi molto significativi per comprendere la differenza fra immunità naturale e la cosiddetta, falsamente "immunizzazione artificiale", ovvero vaccinazione, nonché l’efficacia dei diversi tipi di vaccini al fine di tentare di creare la cosiddetta (NdR: Falsa) "immunità di gregge".
Dei ricercatori hanno iniettato nei topi il virus della rabbia: attivo in alcuni animali, mentre in altri era inattivato.
La risposta immunitaria al virus attivo è durata 300 giorni, poco meno della metà della vita del topo. Nel caso del virus inattivato, dopo 20 giorni, l’immunità è precipitata, mentre dopo 100 e fino a 300 giorni è risultata quasi pari a zero. Vi è, quindi, un’enorme differenza fra immunizzazione naturale, conferita dal contatto con un virus “selvaggio”, in gergo -, e la vaccinazione artificiale, almeno nei topi.
La cosiddetta, (NdR:
Falsa), “immunizzazione
da vaccini” viene indagata in un secondo studio,
questa volta realizzato su 600 bambini cui deve essere
inoculata la seconda dose vaccinale per il
morbillo –
con un virus attenuato, quindi con una potenza
intermedia fra il virus selvaggio e quello inattivato.
Al fine di scoprire quanto sarebbe durata la protezione
conferita dalla seconda dose vaccinale, i ricercatori
hanno monitorato i
bambini per 10 anni.
Il grafico che riporta i risultati dello studio,
evidenzia che gli anticorpi non restano elevati nel
tempo e che vi è una notevole differenza di andamento
anticorpale nei 4 gruppi in cui sono stati divisi i
bambini.
Per tutti i gruppi gli anticorpi raggiungono un picco
iniziale successivo alla vaccinazione, per poi
diminuire drasticamente e raggiungere dopo 6 mesi il
cosiddetto livello di base, vale a dire quello
precedente la vaccinazione. I livelli anticorpali dei
quattro gruppi presenti prima della seconda dose erano
già in partenza diversi. Del pari, i ricercatori
registrano quattro risposte diverse, per intensità e
durata, al vaccino.
L’attività anticorpale di tre di questi gruppi – che
costituiscono quindi, il 75 % dei bambini – dopo il
picco registrato subito dopo la vaccinazione e a pochi
mesi dalla stessa, crolla, continuando a calare nel
tempo e, dopo 2 anni, è fra bassa e nulla.
Nel quarto gruppo (25%), quello che aveva già un livello
elevato di anticorpi dopo la prima vaccinazione,
l’immunità scende in modo più graduale.
Gli esperimenti evidenziano i limiti della cosiddetta
"immunità" acquisita tramite vaccinazione: è possibile
raggiungere nell’immediato dell’inoculazione stessa una
"sorta" d’immunità
di gregge, che si affievolisce velocemente per la
maggior parte dei vaccinati e gradualmente per un quarto
degli stessi.
Gli studi mostrano, infine, un’altra variabile
nell’equazione vaccinazioni: che la
risposta immunitaria alla vaccinazione è individuale,
vale a dire in funzione delle condizioni del sistema
immunitario di ciascuno di noi, molto forte in alcuni,
medio in altri, molto debole o addirittura nulla in
individui detti “low respondents” (basso rispondenti)
La VERA RAGIONE delle "EPIDEMIE",
MALGRADO l'ALTO NUMERO di VACCINATI
Secondo la dott.ssa Obukhanych, queste reazioni
immunitarie idiosincratiche alle vaccinazioni sono la
ragione dello scoppio frequente di epidemie in
popolazioni altamente vaccinate.
Mentre l’immunità naturale dura spesso tutta la vita, la
cosiddetta immunizzazione ottenuta con i vaccini è a
termine, per cui si rende necessario effettuare continui
richiami. Ma, come abbiamo visto, nel 75% dei casi,
anche dopo il richiamo, la copertura vaccinale è di
breve durata, soprattutto per i cosiddetti “low
respondents”, persone che, come la studiosa, ammalatasi
di morbillo dopo la seconda dose, sviluppano una bassa o
nulla produzione di anticorpi contro l’antigene presente
nella dose vaccinale.
La vaccinazione può, dunque, avere una supposta
efficacia nel creare la “immunità di gregge” soprattutto
nell’immediato e va usata se e quando genitori e
pediatra lo ritengono opportuno.
LIMITI della VACCINAZIONE
per il MORBILLO
La studiosa evidenzia, come le epidemie presso coorti
vaccinate contro il morbillo siano frequenti.
L’auspicato conseguimento di “herd
immunity”, di una immunità estesa a intere comunità
capace di debellare per sempre una malattia è a suo
avviso PURA ILLUSIONE : si può tutt’al più
conseguire una “leaky herd immunity”, un’immunità
collettiva che il
virus
può sempre far reagire penetrando attraverso le falle
lasciate aperte dal limite intrinseco delle
vaccinazioni.
Tale fenomeno è, per quanto riguarda il
morbillo, particolarmente pericoloso.
La malattia, dichiarata “debellata” negli Stati Uniti
dal 2000, ha nei paesi sviluppati rari esiti mortali e
solo nei neonati, proprio la fascia di popolazione che
non può essere vaccinata (prima dose a 12-15 mesi) e
che, secondo la studiosa è ora suscettibile di contrarre
la malattia.
Le mamme vaccinate, infatti, non sono più in grado di
conferire ai neonati durante la gestazione e
l’allattamento, il livello elevato di protezione
immunologica che è capace di donare una madre in
possesso di un’immunità naturale alla malattia. Senza
contare che le “low respondents”, quelle a risposta
bassa o nulla, lasciano i figli totalmente scoperti.
Tale fragilità è stata rivelata da uno studio degli anni
’90: i neonati esposti al
virus
del
morbillo che avevano contratto la malattia erano
tutti figli di madri vaccinate, vale a dire di donne
nate dopo il 1963, anno in cui negli USA si inizia a
vaccinare in massa per il morbillo.
https://www.youtube.com/watch?v=8h66beBrEpk
Ma la conquistata verginità
statunitense al morbillo è stata di recente rotta dalla
cosiddetta “epidemia
di Disneyland”: ben 147 casi in 7 stati, davvero “scary”,
pauroso, riportavano i giornali !
Secondo un
recente studio, la cosiddetta "epidemia" avrebbe
avuto origine dal crescente numero di deprecabili di “anti-vaccinisti”,
i quali avrebbero (NdR: cosi scrivono falsamente
i mass media foraggiati dai
produttori di vaccini) abbassato la cosiddetta (NdR:
Falsa) "immunità
di gregge" al 50-l’85%.
Gli antivaccinisti paiono, alla luce degli studi appena
analizzati, un utile capro espiatorio: se la
cosiddetta "immunizzazione
da vaccino" può avere delle variabili così
importanti come quelle illustrate dalla Obukhanych, è
possibile che la diagnosi dell’epidemia di Disneyland
sia ben più complessa (NdR: e quindi anche
fasulla).
Tratto da: perchebio.com
Commento NdR: pur considerando la logica dello
schema dedotto da questi studi della dottoressa, non
posso non discutere su alcuni punti che a mio avviso
appaiono poco chiari alla dottoressa ricercatrice:
1 - la teoria degli anticorpi e' una semplice e non
dimostrata come verace, teoria, in quanto pur non avendo
anticorpi ad un particolare "antigene" anche vaccinale,
una bouna percentuale di soggetti NON contraggono la
patologia (malattia),
e cio' per una percentuale di circa il 30-35 %,
quindi...significa che la teoria e' fasulla o per non
essere "cattivi" e' da rifare ......
2 - Siccome i virus eterologhi (estranei), non
galleggiano nelle
flugge (bollicine in sospensione nell'aria) perche'
essi sono 1.000 volte piu' grandi della piu' grande
flugga....cio' significa che l'aria non li trasporta, ma
sono semmai i liquidi e/o i solidi che li possono
trasportare (infatti
nei
vaccini che sono dei liquidi pieni di tossine, si
trasportano anche virus e batteri, oltre alle
nanoparticelle), quindi le
epidemie
non si contraggono vivendo e respirando l'aria in uno
stesso locale, ma mangiando o bevendo le stesse cose o
con i vaccini iniettati, oppure li si produce
direttamente nei nostri intestini "autoproduzione" come
conseguenza dell'ammalamento,
dalla moria delle cellule e dallo smembramento dei
mitocondri !
...quindi le
epidemie, cosi come le illustrano i mas media e/o i
medici allopati, NON esistono !
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