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2007 - L'Agenzia Italiana del
Farmaco (AIFA), presieduta da un ex dirigente di
Farmindustria, ha
deciso in via definitiva per la
reimmissione in Italia del potente e discusso
psicofarmaco per i bambini vivaci e di una seconda
molecola, l'atomoxetina, sotto accusa negli Stati Uniti.
"Chiariamo innanzitutto cosa è il
Ritalin, il farmaco più
venduto per lo ADHD. La molecola che lo compone è il
METILFENIDATO, sostanzialmente una anfetamina. E’ noto che
le anfetamine sono considerate droghe a tutti gli effetti, e
infatti nel 1989 il Ministero della Salute italiano tolse
dal mercato il metilfenidato, inserendolo nella categoria
delle droghe pesanti come l’eroina e la cocaina.
Non si tratta di un caso, dato che uno degli aspetti più
inquietanti dei farmaci per lo ADHD è proprio l’esistenza di
un mercato nero in cui il metilfenidato viene usato come
vera e propria droga ricreativa, e allo stesso tempo
come droga di mantenimento, da tutti quei bambini
diagnosticati ADHD che la “cura” ha trasformato in
tossicodipendenti.
[...]
Il danneggiamento dei neuroni e della loro capacità di
neurotrasmissione crea un vero e proprio ottundimento delle
funzioni cerebrali, che ovviamente “calma” il bambini
iperattivo; solo che contemporaneamente ne uccide la
creatività, l’intelligenza e l’emotività stessa. E’ per
questo che, a proposito del metilfenidato si parla di “effetto
Zombie” tipico del Ritalin, riconosciuto dagli stessi
sostenitori del farmaco.
Così, L.E. Arnold and Peter Jensen, accesi sostenitori del
Ritalin, descrivono uno dei possibili effetti collaterali
della droga: *…la costrizione tipo zombie dell’affetto e
della spontaneità può rispondere ad una riduzione del
dosaggio, ma a volte richiede un cambio del farmaco.* (Comprehensive
Textbook of Psychiatry, 1995.)
[...]
I farmaci stimolanti (anfetamine e simili), oltre a
iperstimolare neurotrasmissione e surrenali, provocano
importanti danni cerebrali: * I farmaci stimolanti
compromettono la funzionalità della porzione del cervello
denominata ganglio basale. Disfunzioni nel ganglio basale
causano una varietà di sintomi mentali e fisici,
incluso il peggioramento delle funzioni mentali elevate,
ossessioni e compulsioni (OCD), e anormalità del
movimento*.[1]
Lo stesso NIHM fece uno studio in cui dimostrò questo
effetto del Ritalin e di altre anfetamine. Nello studio, il
51% dei bambini che assumevano Ritalin sviluppò
comportamenti ossessivo-compulsivi.[2]
Tra le conseguenze potenzialmente gravi dell’uso di questi
farmaci anfetaminici ci sono quelle legate all’uso
prolungato. Tra queste, anche se se ne parla solo negli
ambienti dei critici dell’approccio farmacologico,
sono state registrate diverse
centinaia di casi di adolescenti morti per infarto dopo anni
di uso del Ritalin e affini !"
La Missione di:
http://www.giulemanidaibambini.org
Commento NdR: ma tutto cio' e' voluto e gestito
dalle
multinazionali dei
farmaci e vaccini !!, per incrementare i loro
fatturati ed ampliare il mercato dei malati....
vedi:
ADHD, RITALIN 2
e
Strattera
+
PSICOFARMACI
ed uccisioni, stragi, violenza + Psicofarmaci
ai Bambini
+
Medici venditori di
farmaci ?
+
PSICOFarmaci
e loro Danni +
Elettroshock
+
Psichiatria e medicina
+
Psichiatria - Cospirazione
+
Psichiatria e
psicoFarmaci
+
I MEDICI,
una MINACCIA per la SALUTE
? +
Terrorismo
con i Farmaci +
Dittatura Sanitaria
+
COME un PEDIATRA PUO' far AMMALARE BAMBINO in BUONA SALUTE
+
Ricerca
Scientifica
+
Falsita' della
medicina ufficiale + 1000 studi sui Danni dei Vaccini
+
Malassorbimento
+
Inquisizione
medica
+
Pubblico
Credulone
+
Terrorismo Mediatico
+
Contenuto dei Vaccini
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FARMACO
Pericoloso
=
Ritalin
COMUNICATO STAMPA DEL 14/10/06
Il metilfenidato (Ritalin ®), utilizzato - anche in Italia -
per il trattamento dei bambini iperattivi, viene
classificato in Inghilterra tra le 20 droghe più
pericolose
in assoluto.
Ed il
British Medical Journal denuncia: "le
sperimentazioni di
farmaci sponsorizzate dai produttori devono essere valutate con molta cautela, non sono
né trasparenti né rigorose".
"Se le tabelle che classificano le sostanze psicoattive
contengono anomalie ed hanno scarsi fondamenti scientifici,
ciò è dovuto anche ad "interferenze" in quelle che
dovrebbero essere oggettive realtà scientifiche".
La documentata denuncia viene lanciata in questi giorni
dall'autorevole "Science and Technology Committee", una
Commissione britannica composta da esperti che ha come
missione quella di consigliare il governo su tutto ciò che
riguarda le questioni scientifiche di interesse nazionale.
I risultati che questa Commissione ha raggiunto, basandosi
su criteri giudicati scientifici ed indipendenti, appaiono
rivoluzionari e tendono a rivedere il sistema di
classificazione generale degli stupefacenti.
Nella
classifica delle venti sostanze psicoattive più dannose
redatta da questa Commissione governativa figura appunto - a
fianco dell'LSD e prima dell'Ecstasy - anche il
metilfenidato, la metanfetamina che è anche il principio
base in alcuni discussi psicofarmaci (Ritalin®, ma non
solo), utilizzati per il trattamento di presunti disturbi
del comportamento nei bambini (ADHD, Sindrome da
Iperattività e Deficit d'Attenzione), consigliato spesso con
eccessiva disinvoltura anche in Italia.
"E' tempo di avere un approccio più sistematico e
scientifico alla classificazione delle sostanze
stupefacenti", ha affermato Phil Willis, uno dei membri
della Commissione in un'intervista alla Tv inglese BBC.
Secondo gli esperti, il governo ha ora il dovere di rivedere
i livelli di pericolosità di queste sostanze - stabiliti
ormai decine di anni fa - alla luce delle nuove prove
scientifiche, e soprattutto indipendentemente dal "sentire"
dell'opinione pubblica, dando una corretta informazione
sugli effetti dannosi che hanno e correggendo la
disinformazione radicata anche grazie alle campagne stampa
sponsorizzate dagli interessi economici in gioco.
Dal rapporto emerge l'interferenza di ragioni politiche,
culturali ed economiche nella classificazione della
pericolosità delle droghe e di certi farmaci operata dalle
autorità statali, che invece si sarebbero dovute basare solo
su criteri scientifici e sperimentali, e non sulle pressioni
di gruppi d'interesse quali sono gli stessi produttori o sui
timori, desideri e convinzioni errate inculcate da essi
nella cittadinanza.
"E proprio di ieri - dichiara Luca Poma, Portavoce nazionale
di "Giù le Mani dai Bambini", prima campagna indipendente di
farmacovigilanza in Italia - la notizia, divulgata
dall'autorevole British Medical Journal, secondo la quale le
sperimentazioni riguardanti i farmaci - sponsorizzate e rese
pubbliche dalle aziende farmaceutiche - devono essere
valutate con molta cautela, perché sono meno trasparenti,
sono caratterizzate da regole metodologiche meno rigorose, e
giungono a conclusioni guarda caso più favorevoli rispetto
alle analisi "non sponsorizzate" e realmente indipendenti
sugli stessi identici farmaci.
Stesso discorso vale per la denuncia dell'STC sul
metilfenidato: l'informazione che giunge al consumatore non
è "libera" ed è sempre più viziata da interessi economici e
politici. Chi ne fa le spese sono i nostri bambini".
"Signora,
suo figlio è molto intelligente ma non si applica."
La vecchia frase
preferita dai diplomatici insegnanti italiani potrebbe ben presto
trasformarsi in un inquietante "suo figlio soffre di
ADHD , lo porti
dallo psichiatra" , come avviene da tempo negli Stati Uniti.
Anche
in Italia arriva il Ritalin e la "moda" dello psicofarmaco ai
bambini.
Dal
sito del Ministero della Sanità riportiamo questa breve nota a proposito
del discusso farmaco commercializzato col nome Ritalin.
Il
metilfenidato (Ritalin) trova indicazione nei bambini con disturbi
dell'attenzione con o senza iperattività (Attention Deficit Hyperactivity
Disorder,
ADHD).
Anche se in merito al Ritalin, esistono pareri non sempre
concordanti, le prove cliniche di efficacia sono sufficienti a considerare
il metilfenidato tra i farmaci di scelta nel trattamento dello ADHD.
Il metilfenidato è uno stimolante centrale: come tale appartiene ai farmaci
d'abuso ed è incluso nella Tabella I degli stupefacenti.
La
sua commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa
dell'azienda che allora lo produceva. Visto il ruolo del metilfenidato nel
trattamento dello ADHD, l'elevata incidenza di questa manifestazione in età
pre-adolescenziale e l'assenza dal mercato nazionale di farmaci
alternativi, la Commissione Unica del Farmaco e il Dipartimento del
Farmaco del Ministero della Sanità, in un incontro, hanno invitato
NOVARTIS, attuale titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la
registrazione del farmaco e la sua commercializzazione in Italia.
In data
18/10/2000 la Novartis ha comunicato al Dipartimento Valutazione
Medicinali e Farmacovigilanza la disponibilità per una rapida
registrazione e commercializzazione del farmaco.
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Vittoria in Tribunale contro l'uso di psicofarmaci sui bambini.
Comunicato Stampa del 28 aprile 2006 : www.giulemanidaibambini.org
Milano: esito della 1° udienza di questa mattina per Gianluca, il bambino allontanato da scuola per presunti disturbi del comportamento. Depositata al magistrato la relazione tecnica di "Giù le Mani dai Bambini". Gianluca verrà riammesso a scuola.
Il Metilfenidato - principio base del Ritalin, psicofarmaco che si voleva somministrare al bimbo - è tornato ad essere classificato come stupefacente.
Un altro caso identico a Gianluca in Lombardia.
Giustamente il tribunale ha decretato che imporre droghe pesanti (metilfenidato) ai bambini per controllarne l'eccessiva vivacità è immorale.
In verità, osservando in luoghi pubblici il comportamento lassista e diseducativo di molti genitori (e nonni) verso i propri bambini, non mi stupirebbe se la stragrande maggioranza dei pargoli italiani fosse candidata all'assunzione del Ritalin.
Metilfenidato ? Spesso un leggero cambiamento di dieta, con meno dolci e cioccolato, ed un'infusione di educazione civile è sufficiente a risolvere il problema.
Se dai Medici e dei loro "padroni" NON CI SI PUO' FIDARE, confidiamo ancora nella MAGISTRATURA come nel caso DI BELLA.....
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Metanalisi sull'efficacia del Ritalin (Metilfenidato) nel trattamento dell'ADHD negli studi randomizzati e controllati con placebo.
Link al lavoro originale, pubblicato sul Canadian Medical Association Journal, e indicizzato su Pubmed - 2001
http://www.pubmedcentral.nih.gov/articlerender.fcgi?tool=pubmed&pubmedid=11762571
Secondo gli autori i lavori presi in esame, tutti su piccoli numeri hanno forti indicazioni di bias e scarsa robustezza nei risultati, mentre il metilfenidato presenta un profilo di effetti collaterali che richiede considerazione. Soprattutto gli autori concludono che *non è dimostrata una significativa efficacia del trattamento in confronto a placebo, dopo 4 (quattro) settimane di somministrazione.
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Cos'è
l' ADHD ?
La
sigla significa "Attention Deficit & Hyperactivity Disorder",
in italiano "disturbo dell'attenzione e iperattività". In
pratica viene diagnosticata questa (presunta) sindrome ai bambini con
problemi di rendimento scolastico dovuto alla loro vivacità, alla loro
difficoltà nello stare buoni , attenti, ubbidienti ecc.
Negli Stati Uniti l'uso del Ritalin sui bambini è in voga da tempo con
incrementi significativi ogni anno e, sebbene l'uso su soggetti di età
inferiore ai 6 anni venga sconsigliato dalla stessa casa produttrice, ci
sono stati incrementi fortissimi anche nelle prescrizioni a bambini in età
prescolare.
Già
in un articolo su Repubblica nel 1998 si leggeva: [...] Negli Stati Uniti,
l'ADD viene curato con un farmaco, il Ritalin, un leggero stimolante del
sistema nervoso centrale non in commercio in Italia, che oggi rappresenta
uno dei migliori affari di tutto il mercato farmaceutico. Secondo la Drug
Enforcement Agency, dal 1990 al 1995 le ricette del Ritalin sono aumentate
del 600 per cento, con un giro d'affari valutato sui due miliardi di
dollari.
Troppi,
dicono i critici, e testate autorevoli come il "New York Times"
hanno affrontato più volte il tema dell'abuso del farmaco, usato, invece
che per curare, per migliorare il rendimento scolastiche di bambini
assolutamente sani ma afflitti da genitori con l'ansia della prestazione.
In più, intorno al Ritalin fiorisce il mercato nero, che inserisce il
farmaco tra le cosiddette "smart drugs", le sostanze usate per
sovrastimolare il cervello durante gli esami o i periodi di superlavoro:
"Jama", la rivista ufficiale dell'associazione medica americana,
nel numero di aprile ha smentito che vi sia un eccesso di prescrizioni
rispetto alle necessità, analizzando studi e casi dal 1975 al 1997. Dalle
indagini epidemiologiche emergerebbe che l'aumento del consumo di Ritalin
è la conseguenza del miglioramento delle diagnosi, così come è avvenuto
per altri
problemi
mentali e cognitivi, ad esempio la dislessia.
Ma
più in generale, il dibattito sull'ADD e le sue terapie sembra riflettere
una questione più vasta e di implicazioni ancora più ampie, che
coinvolge le cause, e quindi le cure, del disagio mentale.
"La
comunità psichiatrica americana", ha dichiarato uno psicoterapeuta
al "New York Times" due anni fa, "è passata dal dare la
colpa alla madre al dare la colpa al cervello". [...] .
senza nessuno studio scientifico......
Ad
oggi le prescrizioni sono aumentate ancora vorticosamente e con esse le
polemiche.
Ma
è lo stesso concetto di classificare come malattia mentale, con
conseguente terapia farmacologica, le inquietudini dei bambini a far
discutere e preoccupare. E mentre negli Stati Uniti impazzano le polemiche
la Novartis , in Italia, riesce addirittura a far si che siano gli stessi
Commissione Unica del Farmaco e Dipartimento del Farmaco del Ministero
della Sanità a richiederne espressamente l'importazione , sollevando così
la multinazionale da qualsiasi accusa di pressione per l'allargamento di
un businness così cospicuo.
Il Ritalin , leggero
stimolante o vera e propria droga ?
Il
dibattito in ambito medico sugli effetti a lungo termine di terapie col
Ritalin e' tuttora in corso e lungi dal giungere a risultati chiari. Anche
per quanto riguarda gli effetti collaterali in generale vengono
minimizzati dai medici, ma sono ormai moltissimi i genitori americani che
lamentano di aver osservato gravi effetti collaterali durante la terapia
sui propri figli.
In
ogni caso il fatto che il Ritalin venga spacciato al mercato nero dai
tossicodipendenti dovrebbe per lo meno far riflettere...
Ma
il Ritalin funziona davvero ?
Contrariamente
a quanto si potrebbe supporre il Ritalin non è un calmante. Il suo
funzionamento è simile a quello delle anfetamine e quindi è classificato
tra gli stimolanti del sistema nervoso. Come possa uno stimolante agire
rendendo i bambini più docili e ubbidienti è poco chiaro anche ai medici
e ai ricercatori. In pratica non sono ancora perfettamente noti i
meccanismi che lo rendono efficace.
In
definitiva il farmaco funziona ma non è chiaro come faccia. Un approccio
così empirico in una materia tanto delicata come la psiche dei bambini
non dovrebbe indurre maggiore cautela ?
Al
contrario, invece, il fatto che funzioni così bene ha spinto i
ricercatori Statunitensi a dichiarare che il numero delle diagnosi non è
affatto troppo elevato anzi, secondo molti ricercatori americani ,è il
resto del mondo a ignorare e trascurare la malattia e la sua cura.
Negli
Stati Uniti le diagnosi di ADHD hanno ormai raggiunto i quattro milioni di
bambini: un numero
straordinariamente elevato , in pratica circa due alunni per classe.
Persino Hilary Clinton recentemente si è detta preoccupata per un aumento
così vertiginoso delle prescrizioni di psicofarmaci ai bambini.
Secondo molti critici il fatto che il farmaco funzioni ne aumenta il
pericolo: l'uso dei farmaci come forma di controllo sociale è da sempre
prerogativa dei regimi fortemente dittatoriali come il Nazismo o lo
Stalinismo. Una cultura in cui il diverso, l'eccentrico, chi non si
uniforma ai comportamenti dettati dalla società è da considerarsi malato
rischia di prendere sempre più campo. A partire dai primi anni di vita.
Qual'è l'opinione della
comunità scientifica italiana ?
I
ricercatori italiani in questo delicato campo hanno sempre agito con molta
diplomazia. E' ormai posizione comune alla maggior parte dei medici e dei
ricercatori che le diagnosi di ADHD negli Stati Uniti siano in numero
troppo elevato, ma allo stesso tempo sostengono che , al contrario, in
Europa la malattia è sottostimata e sottocurata. In pratica un colpo al
cerchio e uno alla botte, da buoni italiani.
Funzionale
alla scuola-azienda……sponsor dei vaccini e dei farmaci…….
Attualmente
in Italia impazza il dibattito sugli aiuti alla scuola privata e sui
cosiddetti buoni-scuola. Negli Stati Uniti da sempre il sistema scolastico
assomiglia molto a quello che, a opinione di molti, si vorrebbe attuare in
Italia.
In
pratica buona parte delle scuole sono private e quelle pubbliche
funzionano con una gestione di tipo manageriale, con finanziamenti legati
ai rendimenti degli alunni. Più la scuola è produttiva e più riceverà
fondi dal governo.
E'
opinione di molti che proprio questo tipo di competitività portata
all'estremo abbia favorito la ricerca di metodi sbrigativi per conseguire
i risultati. E il Ritalin è uno di questi.
I
GENITORI DENUNCIANO gli EFFETTI COLLATERALI del RITALIN
Mentre
negli USA dilagano le proteste contro il farmaco, i medici svizzeri ne
aumentano le prescrizioni dell'80% !
Genitori
disperati denunciano la Novartis a causa degli effetti dannosi del Ritalin
!
Bambini
depressi, sull'orlo del suicidio, che possono acquisire tendenze criminali
o darsi alla droga: chi può fermare l'irresponsabilità di certe
prescrizioni ?
Lo
scorso mese di maggio, un gruppo di genitori americani, disperati per gli
effetti catastrofici che il Ritalin aveva manifestato sui loro figli, si
sono uniti ad alcuni pazienti adulti e insieme hanno depositato una
denuncia collettiva contro il produttore del farmaco, la multinazionale
basilese Novartis.
I
denuncianti lamentano fra l'altro di non aver ricevuto informazioni
sufficienti sugli effetti secondari del farmaco. Ovviamente la
multinazionale ha reagito col ritornello abituale: ha rigettato tutte le
critiche, affermando fra l'altro che 170 studi provano la sicurezza e
l'utilità del farmaco.
Ma
spetterà al giudice di decidere. Il Ritalin, a base di metilfenidato (un
derivato delle amfetamine), è soprattutto prescritto ai bambini per
"curare" le sindromi ipercinetiche, cioè un aumento patologico
della motilità, iperattività e mancanza di concentrazione. È prescritto
anche agli adulti. Si tratta di uno psicofarmaco compreso nella categoria
degli psicostimolanti.
Le
compresse di Ritalin sono da anni nell'occhio del ciclone perché danno
assuefazione e modificano la personalità al punto che chi le prende può
cadere in forti depressioni con manie suicide. Possono inoltre condurre il
paziente a far uso di droghe illegali o trasformarlo in un delinquente.
Dal punto di vista fisiologico provocano dolori di stomaco, cefalee,
nervosismo, insonnia, capogiri, nausea, tachicardia, alterazioni della
pressione sanguigna e contrazioni involontarie: tic nervosi cronici noti
col nome di Sindrome di Tourette.
A
tutto questo si aggiungono le frequenti psicosi che attanagliano i
consumatori di Ritalin.
Mentre negli USA i genitori insorgono contro questo farmaco, in Svizzera
le prescrizioni aumentano in modo vertiginoso: nel 1998 furono
prescritti nel nostro paese, soprattutto ai bambini, 21,8 chili di Ritalin;
nel 1999 la quantità prescritta aumentava a 39,2 chili! Un aumento
corrispondente all'80%, di cui sono responsabili medici che,
evidentemente, non conoscono la portata delle loro prescrizioni. Quanto ai
genitori, che fanno ingoiare ai loro figli questo farmaco troppo discusso,
ricevono informazioni unilaterali o nessuna informazione: si fidano
semplicemente delle decisioni di medici di cui il minimo che si può dire
è che sono incompetenti.
Negli USA, per giustificare le enormi
prescrizioni di psicofarmaci per l'infanzia, sono stati
"inventati" disturbi del comportamento infantile che offrono
agli psicologi e agli psichiatri delle scuole un'ottima arma per mettere i
bambini sotto prescrizione medica. In questo modo le vendite delle case
produttrici aumentano vistosamente, assieme ai loro profitti.
Nel caso del Ritalin, la produzione mondiale è salita dalle 2,8 tonnellate nel 1990
alle 15,3 tonnellate nel 1997: un aumento del 546% in soli sette anni !
Malgrado negli USA sia stato artificiosamente allargato il cerchio dei
disturbi psichici dei bambini creando malattie per lo più inesistenti, l'iperattività
esiste realmente e va curata, ma con la psicoterapia, non certamente con
farmaci, i quali non hanno niente a che vedere coi disturbi psichici e
peggiorano la situazione.
Molti bambini iperattivi lo sono per conseguenza
delle vaccinazioni, come scientificamente dimostrato da diversi autori,
fra cui Harris L. Coulter.
Secondo
la pubblicazione scientifica JAMA (febbraio 2000 ), il Ritalin viene
prescritto anche a bambini di 2-4 o 5 anni, malgrado sulle confezioni sia
scritto che è indicato a partire dai 6 anni.
Il Ritalin, come tutti gli altri psicofarmaci, è stato elaborato e testato
sugli animali. Gli psicofarmaci sono generalmente messi a punto su gatti e
scimmie, mediante crudeli procedure che comportano l'apertura del cranio,
l'uso di elettrodi, asportazione di materia cerebrale, ecc.
da
"ORIZZONTI" n. 85 dicembre 2000 -
Fonte:
Kontrokultur
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È la società, la scuola, la famiglia, che mancano d'attenzione verso
i bisogni dei bambini
Albert Einstein incominciò a parlare all'età
di quattro anni e a leggere a sette. Il suo insegnante lo descrisse come
"ritardato mentale", "asociale" e "in balia di
folli sogni". Fu rifiutato dallo Zurich Polytech Institute.
L'insegnante di Thomas Edison affermò che egli era troppo stupido
per imparare qualunque cosa.
Isaac Newton ebbe uno scadente rendimento scolastico.
L'insegnante d'Enrico Caruso sosteneva che non aveva abbastanza
voce da diventare un cantante.
Winston Churchill fu bocciato al sesto grado.
Beethoven maneggiava goffamente il violino e il suo insegnante gli
disse che non aveva alcuna speranza come compositore.
Una strana malattia, che scompare quando i bambini
sono in vacanza e si riduce quando si presta loro attenzione, che cambia i
"connotati" ad ogni nuova edizione del manuale diagnostico DSM,
favorendo sempre più la discrezionalità dell'osservatore.
In Italia si ritiene più prudente non definirla una malattia appellandosi
al triplice causalità biopsicosociale.
Chi sostiene questa tesi rimarcare
che la causa genetica è la più determinante.
Il problema perciò cambia di poco e questo significa che lo psicofarmaco
va prescritto comunque.
50
conditions mimicing ADHD
Psicofarmaci-ADHD/DDAI e atrofia cerebrale:
Comunicato
stampa di Proxima sul'esperimento di Castellanos
1-
Baughman vs Castellanos: gli ambigui antecedenti alla ricerca di
Castellanos del 2002
2-
Baughman vs Castellanos: lettera al JAMA (2002)
3-
Revisione critica di Baughman alla ricerca di Castellanos publicata sul
JAMA, 2002
Henderson,
Fischer:Effects of Methylphenidate (Ritalin) on Mammalian Myocardial
Ultrastructure.
Ritalin
Più Potente della Cocaina, J. West, The Observer, 2001
Bambini
ritalin - Ajmone Claudio
Una
pillola di troppo - Claudio Ajmone, Gazzetta di Modena, 03.10.2001
Chimica
o pedagogia? Ermanno Tarracchini e Valeria Bocchini
Ritalin:
Press Release Cancer Prevention Coalition; Samuel S. Epstein, M.D.
Ritalin:
segnalato dall'OMS tra i 300 farmaci pericolosi
Baughman
sfata il mito dell'ADHD
Small
Study Supports Food Allergy-ADHD Link
Are
Sleep Problems Linked to Inattention and Hyperactivity?
lettera
di Lawrence Smith sulla morte del figlio Matthews causata dal Ritalin
Astenersi
dalle droghe adesso è un crimine, Samuel Walker, Detroit News
L'Onorevole
Antonio Guidi contro il Ritalin; Corriere della Sera dell’11 maggio 2002
SINPIA:
Linee guida diagnostiche e farmacologice per l'ADHD - 24 Giugno 2002
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2007 - Torna in commercio in Italia il
Ritalin, ma per maggiori informazioni provate a leggere
qui sotto di cosa si tratta:
La cura per eccellenza è il Ritalin (Metilfenidato) una
droga in Italia classificata fino a poco fa nella tabella I
degli stupefacenti, con la cocaina, anfetamine, oppiacei,
barbiturici, LSD, ed ora declassata nella tabella IV degli
stupefacenti per permetterne la somministrazione ai
fanciulli. Sono diagnosticati prevalentemente i maschi con
un rapporto che va da un minimo di 1 a 3 fino a 1 a 10.
Il 90% del ritalin (Metilfenidato) è consumato negli USA ma
il mercato di questo farmaco, come di altre droghe, si va
estendendo rapidamente anche in Europa come si evence dal
seguente documento di fonte autorevole:
Il Rapporto del Consiglio Internazionale per il Controllo
delle Sostanze Stupefacenti (INCB), lanciato oggi a Vienna
ed in altre 30 città nel mondo, verte sulle tendenze
mondiali del 1998 sull'abuso e sul traffico delle sostanze
stupefacenti sotto controllo. [...] L'uso di sostanze
eccitanti, methylphenidate, per la cura del Deficit di
Attenzione / Disturbi per Iperattività (ADHD) è aumentato di
un sorprendente 100 per cento in più di 50 paesi. In molti
paesi - Australia, Belgio, Canada, Germania, Islanda,
Irlanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna e
Regno Unito - l'uso delle sostanze stupefacenti potrebbe
raggiungere livelli alti quanto quelli degli
Stati Uniti, che al momento consumano più dell'85 per cento
della quantità totale mondiale. Il Consiglio si appella
affinché le nazioni valutino la possibile sovrastima dell'ADHD
e frenino l'uso eccessivo del methylphenidate. I pazienti
curati con questa droga, che all'inizio degli anni novanta
erano per la maggior parte studenti della scuola elementare
includono ora un numero crescente di bambini, adolescenti ed
adulti. Negli Stati Uniti, è stata diagnosticata l'ADHD nei
bambini di appena un anno. [...]
Rapporto del Consiglio Internazionale Per Il Controllo Delle
Sostanze Stupefacenti (INCB) Roma, 23 febbraio 1999
Tratto da
http://www.oism.info/it/adhd/ritalin/index.htm
La cura per “eccellenza” per l'ADHD è il Ritalin
(Metilfenidato) una droga classificata nella tabella I degli
stupefacenti, con la cocaina, anfetamine, oppiacei, barbiturici, LSD.
Sono diagnosticati prevalentemente i maschi con un rapporto che va da un
minimo di 1 a 3 fino a 1 a 10.
Esiste
veramente questo disturbo ? Possiamo dubitare per almeno due motivi:
1-
non esiste alcuno strumento psicodiagnostico indipendente che ne possa
provare l'esistenza; i questionari farmacomirati non sono accettabili in
quanto presuppongono che il farmaco sia il vero test per misurare la
presenza di questa patologia.
Scrive il Dott Lawrence
H. Diller: "Practically every researcher in ADHD now accepts drug
company money as do the self help groups for at least a part of their work
and projects";
2- non esiste alcuna prova medica di laboratorio che lo possa evidenziare
come malattia organica; tutto si basa sulla compilazione di un
questionario da parte dell'insegnante e del genitore e su un colloquio
clinico. Non esiste altra malattia che venga diagnoisticata con un test
carta e matita e una chiacchierata con il medico. Vi fidereste se in
questo modo vi fosse diagnosticato un tumore ?
Se è un disturbo neurobiologico, come si sostiene, dovrebbe stare nei
testi di neurologia e non in quelli psichiatrici.
Tratto da: www.oism.info
Commento NdR: cosi' hanno vinto le
multinazionali dei farmaci
con i loro rappresentanti i
medici, ed ora la droga l'avranno anche i
lattanti, i bambini ed i giovanetti....
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2000 American Academy of Pediatrics
Annual Meeting Attention Deficit Hyperactivity Disorder: Current Diagnosis
and Treatment Mark L. Wolraich, MD
However, the diagnosis of ADHD remains challenging as the diagnostic
criteria continue to have limitations. The diagnosis is dependent on
reports of a child's behaviors by multiple sources, particularly parents
and teachers. However, there frequently are discrepancies between reports
by parents and by teachers, [27] with no clear method to handle these
discrepancies.
One source for the discrepancies is the fact that the behaviors are
affected by the environment. Thus, the classroom setting may produce
different behaviors from those seen at home.
Further, the reports are somewhat subjective because there is no specific
normative information for each behavior. Observers must use their own
judgment. In addition, the criteria are the same regardless of
developmental age, but in reality, children's behavior will vary depending
on their developmental level.
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Il
90% del ritalin (Metilfenidato) è consumato negli USA ma il mercato di
questo farmaco, come di altre droghe, si va estendendo rapidamente anche
in Europa come si evince dal seguente documento di fonte autorevole:
RAPPORTO
DEL CONSIGLIO INTERNAZIONALE PER IL CONTROLLO DELLE SOSTANZE STUPEFACENTI (INCB)
Roma, 23 febbraio 1999
Il
Rapporto del Consiglio Internazionale per il Controllo delle Sostanze
Stupefacenti (INCB), lanciato oggi a Vienna ed in altre 30 città nel
mondo, verte sulle tendenze mondiali del 1998 sull'abuso e sul traffico
delle sostanze stupefacenti sotto controllo. [...]
L'uso di sostanze eccitanti, methylphenidate, per la cura del Deficit di
Attenzione / Disturbi per Iperattività (ADHD) è aumentato di un
sorprendente 100 per cento in più di 50 paesi.
In molti paesi - Australia, Belgio, Canada, Germania, Islanda, Irlanda,
Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna e Regno Unito - l'uso delle
sostanze stupefacenti potrebbe raggiungere livelli alti quanto quelli
degli Stati Uniti, che al momento consumano più dell'85 per cento della
quantità totale mondiale.
Il Consiglio si appella affinché le nazioni valutino la possibile
sovrastima dell'ADHD e frenino l'uso eccessivo del methylphenidate. I
pazienti curati con questa droga, che all'inizio degli anni novanta erano
per la maggior parte studenti della scuola elementare includono ora un
numero crescente di bambini, adolescenti ed adulti.
Negli Stati Uniti,
è stata diagnosticata l'ADHD nei bambini di appena un anno.
[...]
Tratto da:
http://www.neurolinguistic.com/oism/sondaggi/01.htm
FOLLIA PURA delle
multinazionali
dei
Farmaci e
VACCINI
+ Big Farma
vedi
anche: www.giulemanidaibambini.org
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Luigi Gallo di Protonutrizione ha interrogato Stefano
Scoglio, direttore del Centro di Ricerche Nutriterapiche di
Urbino e autore di un libro sulla disattenzione l'iperattività
e l'ADHD.
La sua lettera è un importante contributo al nostro
speciale sul Ritalin.
Stefano Scoglio scrive:
Sono Stefano
Scoglio, Ph.D., N.D., Direttore del Centro di Ricerche
Nutriterapiche, convenzionato con l’Università di Urbino, e
autore di un libro appena uscito sul tema ADHD, Ritalin e
alternative naturali. Vorrei partecipare all’interessante
dibattito tra Luca Poma e il dr. Albani con alcune
riflessioni.
In linea generale sono d’accordo con Poma sul fatto che lo
ADHD è una malattia per molti versi “inventata” e
sicuramente gonfiata, anche se capisco alcune delle
preoccupazioni del dr. Albani. Mi spiego. E’ assolutamente
essenziale porre una chiara distinzione tra patologia e
sintomatologia: se io ho un problema di agitazione perché
bevo troppo caffé o mangio troppo zucchero, sarò soggetto ad
una sintomatologia problematica, ma non posso dire di
soffrire di una patologia. Posso parlare di patologia se i
miei problemi di agitazione dipendono da una qualche
disfunzione fisiologica permanente, un difetto strutturale o
magari genetico.
E’ chiaro anche che molto spesso quelle che appaiono come
patologie in questo senso non sono che il prodotto di
sintomatologie cronicizzate e che fanno danni più o meno
permanenti. Così, se io continuo a bere troppo caffé o a
fumare, la mia sintomatologia nervosa diverrà danno
fisiologico al sistema nervoso e cardiocircolatorio e si
trasformerà in patologia. Così, nel caso dello ADHD è
possibilissimo che i suoi sintomi derivino per esempio da
alterazioni dietetiche, e che in molti casi (non in tutti)
potrebbe bastare correggere tali alterazioni.
La dieta dei nostri bambini è ricca di troppo zucchero e
caffeina, acidi grassi trans e MSG delle merendine e cibi
pronti, etc, tutte sostanze non solo che possono generare
sintomi immediati di iperattività, ma che producono danni
importanti al sistema nervoso, potendo portare con il tempo
ad alterazioni relativamente permanenti. Inoltre, le carenze
nutrizionali tipiche della dieta moderna possono produrre
stati di incapacità dell’organismo di difendersi dalle
offese ossidanti dietetiche e ambientali, anche qui con
conseguenti danni sia immediati che cronici.
Il problema è che i numerosi casi in cui la base della
problematica ADHD ha questa base nutrizionale/ambientale
vengono immediatamente catalogati come “patologie” da
indirizzare subito al trattamento farmacologico senza
neppure provare ad esplorare altre strade. Che vi siano casi
più difficili che non rispondono al solo intervento
nutrizionale e/o psicologico, è vero. Il vero problema è
quello che è successo in USA, dove ci sono “solo” 2 milioni
di bambini diagnosticati come ADHD ma fino a 11 milioni di
bambini che assumono il farmaco, proprio perché ci sono
enormi interessi che spingono a trasformare subito la
sintomatologia in patologia da trattare con il Ritalin.
Se poi vogliamo parlare di fondazioni scientifiche, allora
diciamo subito che non esiste alcuna prova definitiva che lo
ADHD sia una patologia. Gli studi genetici non sono stati
confermati, e non c’è modo di capire se la famigliarità del
problema sia legata davvero e presunti difetti genetici o al
fatto che la stessa famiglia condivida lo stesso tipo di
alimentazione, comportamento, cultura, etc.
L’unica base
genetica potrebbe essere quella legata all’esistenza di una
diversa capacità di risposta dell’organismo al metabolismo
degli zuccheri. Non possiamo sottovalutare la questione: la
sindrome metabolica, essenzialmente legata al dismetabolismo
dei carboidrati e della insulina, è ormai riconosciuta come
la nuova epidemia moderna, e molti dei sintomi ADHD sono
assolutamente sovrapponibili a quelli della ipoglicemia (e
anche a quelli della iperglicemia). Qui potrebbe esserci la
chiave di comprensione di quello che viene definito come il
“paradosso Ritalin”: come può una anfetamina calmare un
bambino iperattivo ?
Le anfetamine, come la feniletilammina che è il loro
corrispondente naturale ed endogeno, stimolano la cascata
dopaminergica, e dunque la produzione di noradrenalina dalle
surrenali. Ebbene, quando si ha una eccessiva produzione di
insulina come risposta all’eccesso di zuccheri, con
conseguente ipoglicemia, l’organismo aumenta la produzione
di adrenalina, che contrasta la montata insulinica.
Alcuni teorizzano che i bambini più affetti da sintomi ADHD
hanno una minor capacità di produzione di adrenalina, e qui
il Ritalin “aiuta” stimolando artificialmente tale
produzione. Il problema è che, trattandosi di uno stimolo
non fisiologico, l’uso prolungato porta a danni anche gravi
alle surrenali, con conseguente caduta in forme di ADHD
anche peggiori.
Ma non è solo questo il problema del Ritalin. A parte il
fatto che è risaputo come le anfetamine provochino gravi
sintomi di dipendenza e tolleranza (necessità di aumentare
la dose nel tempo). Il vero problema è che le anfetamine
causano gravi danni cerebrali. E’ davvero ridicolo vedere
come si facciano grandi battaglie antidroga, usando anche
l’argomento che le droghe, addirittura l’assai più blanda
marijuana, distruggono il cervello; e poi invece questo
argomento viene completamente dimenticato quando di parla di
farmaci che altro non sono che le stesse droghe rivestite
con un nuovo abito.
Così, l’altra ipotesi sullo ADHD come patologia è quella
secondo cui i bambini affetti da tale problema avrebbero un
cervello più piccolo. Quello che però troppi non sanno è che
lo studio fondamentale su cui si basa questa “verità
scientifica” è sostanzialmente “truccato”, perché gli autori
dello studio hanno nascosto che i bambini ADHD analizzati, e
nei quali è stata rinvenuta un’alterazione con riduzione
fino a oltre il 10% della corteccia cerebrale, facevano
tutti uso da tempo del Ritalin (Swanson J, et al., 1998) !
Ciò significa che è possibile, e infatti altamente
probabile, che tale alterazione sia stata proprio la
conseguenza dell’uso del farmaco, dato che è noto che le
anfetamine usate a lungo hanno proprio un effetto di
distruzione neuronale. Così, quella che era la prova
dell’elevata dannosità del Ritalin è stata trasformata in
prova di una presunto fondamento biostrutturale dello ADHD!
D’altra parte, che il Ritalin possa avere effetti
distruttivi sul cervello è riconosciuto dagli stessi
propugnatori del Ritalin, quando ammettono che esso possa
produrre un “effetto Zombie” (Arnold & Jensen, Comprehensive
Textbook of Psychiatry, 1995), ovvero una vera e propria
scomparsa di affettività, empatia ed interesse, con bambini
che diventano completamente assenti come se fossero stati
lobotomizzati.
E’ chiaro che l’effetto Zombie si ha in tempi brevi solo su
una certa percentuale di bambini, e purtroppo quando si ha a
che fare con bambini incontrollabili e violenti, anche la
lobotomizzazione può apparire come una liberazione; ma
questa reazione rapida non è che la punta dell’iceberg dei
danni cerebrali che si accumulano in maniera più lenta e
progressiva in tutti coloro che usano il farmaco.
Purtroppo non c’è interesse ad approfondire questi studi, e
semmai ci sono enormi interessi a tenere tali dati nascosti.
Detto tutto questo, vengo alle legittime preoccupazioni di
pediatri come il dr. Albani.
Bambini affetti da iperattività e disattenzione a livelli
tali da creare profonda sofferenza, ci sono, in misure più o
meno tollerabili, e ce ne sono sempre di più. E anche se non
ci sono basi scientifiche per parlare di questo problema
come di una patologia, il problema è che l’alternativa alla
farmacologizzazione è troppo spesso solo un invito ad
affrontare il problema dal punto di vista psicologico. Non
che tale aspetto non sia importante, essendo la mente il
fondamento di tutto il nostro essere, anche biochimico.
Ma la realtà è che molto spesso il problema ha davvero
radici biochimiche. Solo che si tratta di una biochimica
“soft”, legata agli aspetti soprattutto nutrizionali, e che
può essere affrontata a questo livello, sia con interventi
di eliminazione dei fattori che possono contribuire allo
sviluppo della sintomatologia; sia attraverso l’introduzione
di specifici alimenti e supercibi dotati di proprietà
neuromodulanti. Termino sottolineando come il nostro Centro
di Ricerche Nutriterapiche da tempo sta studiando le
proprietà in tal senso di uno specifico estratto di alga
Klamath, ricco in feniletilammina, la molecola endogena da
cui derivano le anfetamine sintetiche, quindi in grado di
produrre effetti significativi ma senza effetti collaterali
né tolleranza; supportata da molecole sinergiche, nonché da
ulteriori molecole utili, anche nei bambini, per sostenere
il normale funzionamento fisiologico del sistema nervoso,
producendo effetti molto rapidi. Per chi fosse interessato
ad approfondire i temi trattati qui, rimando comunque al mio
libro “Non è colpa dei bambini”,
in uscita presso Macro Edizioni; e mi dichiaro disponibile a
collaborare con qualsiasi medico/ricercatore, incluso il dr.
Albani, sia interessato a sperimentare l’estratto suddetto
come alternativa naturale, e scientificamente fondata,
nell’ambito della problematica ADHD.
By Stefano Scoglio
Tratto da:
http://kidzone.blogosfere.it
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COMUNICATO STAMPA del
24/09/08
Comunicato con le
dichiarazioni del Sen. Valerio Carrara sulla
maxi-interrogazione presentata (24 Set. 2008) in Senato
sulle associazioni di genitori che promuovono l'uso di
metanfetamine e psicofarmaci per bambini distratti ed
agitati.
Associazioni pro-psicofarmaci nelle scuole italiane:
investito del problema il Senato.
Sen. Valerio Carrara: “ben un sesto dell’intera aula ha
interpellato oggi su questo tema i Ministri di Giustizia,
Istruzione e Sanità. Fuori da scuola sedicenti psicologi,
finti medici e genitori ‘promoter’ dello psicofarmaco. A
scuola si deve studiare, non medicalizzare il disagio”.
Roma – Quarantasei Senatori di
maggioranza ed opposizione hanno presentato oggi un’identica
interrogazione parlamentare urgente, sollecitando tre
Ministri ad assumere iniziative per allontanare dalle scuole
personale non qualificato che – com’è stato da più fonti
documentato – promuoverebbe a vario titolo convegni e
seminari di formazione per convincere genitori ed insegnanti
dell’opportunità di somministrare psicofarmaci a bambini
distratti ed agitati. “Tra finti psicologi, sedicenti
medici, e genitori presi dal sacro fuoco della
medicalizzazione del disagio a tutti costi – ha dichiarato
in Sen. Valerio Carrara, promotore dell’iniziativa - c’è
davvero da perdere la pazienza, lo dico come Senatore ma
anche come padre: basta con queste ingerenze nella scuola e
dintorni”. Il Sen. Carrara ha preso spunto per organizzare
l’iniziativa dalla registrazione telefonica pubblicata sulla
homepage sul portale:
www.giulemanidaibambini.org,
nella quale sedicenti esperti promuovono a genitori l’uso di
metanfetamine su bambini piccoli per sedarne il
comportamento. “Ora c’è da dire la parola fine a queste
malepratiche, per questo mi aspetto iniziative rapide ed
efficaci dai Ministri On. Mariastella Gemini (Istruzione),
Angelino Alfano (Giustizia) e Maurizio Sacconi
(Salute): nella scuola si deve studiare, non medicalizzare,
ed in generale chi tiene corsi di formazione anche al di
fuori dalla scuola dovrebbe pensarci non una, ma cento
volte, prima di permettersi di consigliare o caldeggiare
l’uso di psicofarmaci in modo indiscriminato ed
indifferenziato su bambini piccoli. Ridurre tutto
ad una scorciatoia, alla bacchetta magica che sistema ogni
disagio, e deprecabile. Ma stiamo scehrzando? Sono i nostri
bambini, chi vuole fare da ‘promoter’ agli interessi di
certe case farmaceutiche lo faccia negli Stati Uniti, non
nel nostro paese”. La dura presa di posizione del Sen.
Carrara è stata commentata da Luca
Poma, giornalista e portavoce nazionale di “Giù le Mani dai
Bambini”, primo e più rappresentativo comitato per la
farmacovigilanza pediatrica in Italia: “L’onesta
intellettuale di questo membro del Parlamento è esemplare:
per difendere gli interessi dei più piccoli non esita a
prendere una posizione civilissima ma ferma anche nei
confronti del Suo stesso Governo, chiedendo a gran voce
provvedimenti. Davvero lodevole, sosterremo lui ed i suoi 45
colleghi – di partiti di maggioranza ed opposizione - con
ogni mezzo disponibile”.
L’interrogazione urgente è stata
presentata a firma dei Senatori Valerio Carrara
(proponente), Rossana Lidia Boldi, Sergio Divina, Angela
Maraventano, Massimo Garavaglia, Mauro Del Vecchio, Achille
Serra, Antonio Fosson, Alberto Filippi, Mario Ferrara,
Antonio Azzolini, Luciano Cagnin, Roberto Giovanni, Mario
Mura, Cesarino Monti, Giovanni Torri, Gianpaolo Vallardi,
Andrea Pastore, Salvatore Mazzaracchio, Oskar Peterlini,
Pasquale Nessa, Luigi D’Ambrosio Lettiera, Francesco Maria
Amoroso,
Rosario Giorgio, Giuseppe Costa, Vincenzo Speziali, Michele
Saccomanno, Giacomo Santini, Cristiano De Eccher, Paolo
Barelli, Diana Carla, Carmela De Feo, Sergio De Gregorio,
Fabrizio Di Stefano, Antonio D’Alì, Anna Maria Serafini,
Lucio Malan, Alfredo Messina, Giampaolo Bettamio, Maurizio
Castro, Salvatore Fleres, Vincenzo
Galioto, Francesco Bevilacqua, Stefano De Lillo, Bruno
Alicata, Giuseppe Ferruccio Saro, Ombretta Colli, Egidio
Digilio.
Un sentito ringraziamento va a questi rappresentanti delle
istituzioni per la loro sensibilità in materia d’infanzia.
By:
portavoce@giulemanidaibambini.org
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