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RISARCIMENTO DANNI da VACCINO - 2
Info da conoscere prima di vaccinare i piccoli -  Cosa devono fare i genitori che si rifiutano di vaccinare ?
(Guida alla Compilazione per i medici che li segnalano)

Il Ministero della Salute Italiano, non riconosce l'indennizzo dei danni da vaccinazione volontaria (per l'influenza, per il morbillo, parotite, rosolia, epatite A., pneumococco, meningococco, haemophilus, pertosse, varicella, papilloma virus-utero).
Per la Regione Veneto e per le Regioni che hanno approvato delibere di sospensione dell'obbligo attualmente non c'e' giurisprudenza riguardante questo aspetto. Noi prevediamo che sicuramente il Ministero cerchera' di non riconoscere l'indennizzo,
in queste realta' anche per i vaccini obbligatori.

RIFORMA SANITARIA con Proposta di LEGGE Regionale Italiana, per vaccinazioni FACOLTATIVE
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica

Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

l'ASL DEVE per legge affiggere (esporre) su di una parete, gli effetti collaterali dei vaccini in ogni locale ove si vaccina
PDF degli studi sui danni dei vaccini, dal 1926 al 2009
MINISTERO della "SALUTE" italiano, avvelena i  nostri bambini con i Vaccini !
La scomparsa delle malattie infettive NON e' dovuta ai vaccini ! (Francais)
Premi in denaro ai medici che vaccinano...
 

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SENTENZA Corte Costituzionale:

Hanno diritto all'indennizzo le persone che hanno subito gravi danni alla salute dopo essersi sottoposte, dal 1983, a vaccinazione anti-epatite B non obbligatoria.
Lo ha deciso la Corte costituzionale che - con la sentenza 423 del 9 ottobre 2000 - ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art.1, comma 1, della legge 210 del '92 (norma che regola l'indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati).
A sollevare la questione dinanzi alla Consulta è stato il Tribunale di Sanremo in relazione al caso di un uomo che, vaccinatosi perché convivente con una persona affetta da epatite B acuta e cronica, aveva contratto la malattia proprio per effetto della vaccinazione.
Secondo i giudici della Consulta, il danneggiato ha diritto all'indennizzo in quanto, seppure non obbligatoria, la vaccinazione anti-epatite è stata eseguita per effetto di una capillare campagna promossa dal Ministero della Sanità a partire dal 1983.
Solo con la legge 165 del '91 la vaccinazione anti-epatite è stata resa obbligatoria per tutti i nuovi nati nel primo anno di vita, ma già da prima il programma di prevenzione era stato avviato.
Per questo motivo la Corte - analogamente a quanto aveva già stabilito nel '98 a favore dei soggetti sottoposti a vaccinazione antipoliomelitica - ha deciso di estendere l'indennizzo anche a chi ha subito un danno dopo la vaccinazione anti-epatite B seppure questa, all'epoca, non fosse ancora obbligatoria.
Nella stessa sentenza, i giudici della Consulta hanno preso in esame altri due casi (sollevati dal Tribunale di Firenze) sempre relativi ad indennizzi previsti dalla legge 210 del '92, dichiarando infondate le questioni di legittimità costituzionale. In particolare, non è stato accolto il dubbio sollevato in relazione al fatto che la norma, nel quantificare l'indennizzo dovuto a coloro che presentano danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali, non preveda la liquidazione, sia pura in misura ridotta, del danno biologico subito a seguito di emotrasfusione.
Per la Corte, infatti, indennizzo previsto dalla legge è altra cosa rispetto all'esito di risarcimento del danno biologico. Esito che - si legge nella sentenza - "è condizionato all'accertamento dell'entità e, soprattutto, alla non facile individuazione di un fatto illecito e del responsabile di questo". (16 ottobre 2000)

SENTENZA N.423 - REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO, LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori: […]

ha pronunciato la seguente SENTENZA

nei giudizi di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge 25 febbraio 1992, n. 210 [1] (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), come integrati dall’ art. 1, comma 2, della legge 25 luglio 1997, n. 238 [2] (Modifiche ed integrazioni alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati), promossi con ordinanze emesse il 7 luglio 1999 dal Tribunale di Firenze, il 29 settembre 1999 dal Tribunale di Firenze – sezione del lavoro e il 6 dicembre 1999 dal Tribunale di Sanremo, rispettivamente iscritte ai nn. 601 e 683 del registro ordinanze 1999, e al n. 65 del registro ordinanze 2000 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica nn. 44 e 51, prima serie speciale, dell’anno 1999 e n. 9, prima serie speciale, dell’anno 2000.
Visti gli atti di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nella camera di consiglio del 7 giugno 2000 il Giudice relatore Gustavo Zagrebelsky.

Ritenuto in fatto

1.1. Con ordinanza del 7 luglio 1999 (r.o. 601/1999), il Tribunale di Firenze ha sollevato, in riferimento agli artt. 2 e 38 della Costituzione [3], questione di costituzionalità degli artt. 1, comma 3, e 2, commi 1 e 2, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui tali norme, "quantificando l’indennizzo dovuto a coloro che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali, non prevedono la liquidazione, sia pure in misura ridotta, del danno biologico subìto a seguito di emotrasfusioni".
In fatto, riferisce il Tribunale che l’attore del giudizio di merito ha esposto di essersi sottoposto, nel 1991, a un intervento comportante trasfusioni di sangue, a seguito delle quali aveva contratto un’epatite HCV; il nesso causale fra la trasfusione e il danno da epatite cronica HCV era stato riconosciuto dalla apposita commissione medico-ospedaliera, nell’ambito della procedura per l’indennizzo di cui alla legge n. 210 del 1992, ascrivendosi l’infermità a una determinata categoria contestata dall’interessato, che, proponendo la domanda giudiziale, ha lamentato l’inadeguatezza della quantificazione dell’indennizzo sotto il profilo della omessa considerazione del danno alla persona e che ha chiesto pertanto nei confronti del Ministero della sanità la condanna al pagamento di una somma corrispondente alla percentuale di invalidità permanente patita, prospettando la possibile incostituzionalità della disciplina circa la liquidazione dell’indennizzo appunto in quanto quest’ultimo non è comprensivo della voce di danno biologico e perciò non è qualificabile in termini di "serio ristoro", come prescritto dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 307 del 1990.
Costituitasi l’amministrazione convenuta, che rilevava l’estraneità reciproca tra l’indennizzo ex legge n. 210 del 1992 e il richiesto risarcimento del danno biologico, questo presupponendo l’imputabilità del danno stesso a titolo di colpa e quello viceversa prescindendone, veniva disposta nel giudizio una consulenza medico-legale che riconosceva all’interessato una percentuale del 50% di invalidità permanente.
Il Tribunale solleva quindi la questione di costituzionalità, dando seguito a quanto eccepito dalla parte attrice.
Quanto alla rilevanza della questione, il Tribunale osserva che essa è postulata dal contenuto stesso della domanda giudiziale, di liquidazione di un indennizzo che tenga conto anche del danno biologico.
Quanto alla non manifesta infondatezza, l’ordinanza di rimessione muove dalla disamina del sistema di indennizzo delineato dalla legge n. 210 del 1992.
In questa – si rileva – il legislatore ha disciplinato ipotesi eterogenee tra loro, classificabili in due gruppi: a) da un lato, i casi di danno da atto lecito, cioè derivanti da una attività della pubblica amministrazione che, immune da colpa, comporta svantaggi per i limiti oggettivi del sapere scientifico di un dato periodo, e nei quali le conseguenze sfavorevoli all’individuo sono accettate come "prezzo" per la maggiore tutela della salute collettiva: in essi è ricompreso il danno da vaccinazioni obbligatorie; b) dall’altro, i casi nei quali, indipendentemente da una valutazione circa la liceità del comportamento della pubblica amministrazione, si riconosce una tutela sul piano patrimoniale a situazioni che presentano una oggettiva difficoltà probatoria che renderebbe altrimenti difficile, di fatto, una garanzia risarcitoria: in essi è ricompreso il danno da emotrasfusioni.
Per gli uni e per gli altri casi, prosegue il Tribunale, la legge ha ancorato l’indennizzo a tabelle dettate per le pensioni del personale militare.
Il sistema non esclude – rileva ancora il rimettente – la risarcibilità del danno per l’intero e in tutte le sue componenti, quando il comportamento della pubblica amministrazione integri gli estremi del fatto illecito extracontrattuale (ex art. 2043 cod. civ., ovvero ex art. 2050 cod. civ.): ciò è riconosciuto dalla stessa giurisprudenza costituzionale (sentenza n. 118 del 1996) e altresì dalla giurisprudenza comune, che ha escluso il rapporto di specialità tra l’indennizzo di cui alla legge n. 210 del 1992 e la disciplina generale in tema di fatto illecito, sussistendo il quale pertanto la pubblica amministrazione sarà tenuta all’integrale risarcimento del danno. Benché il risarcimento dell’intero danno sia garantito nel caso di accertamento della responsabilità aquiliana della pubblica amministrazione, ritiene tuttavia il Tribunale che sussista un dubbio di costituzionalità della disciplina sotto il profilo della "serietà del ristoro" che deve caratterizzare l’indennizzo.
Se infatti è vero che quest’ultimo non può e non deve essere pari al risarcimento integrale del danno, essendo diverse le rispettive finalità – di assistenza e solidarietà sociale, in un caso; di reintegrazione per equivalente, nell’altro – e se assumono inoltre rilievo, ai fini dell’indennizzo, le compatibilità e le disponibilità finanziarie dello Stato, tuttavia, ad avviso del Tribunale – a parte la "stranezza" della previsione legislativa, che ricollega l’importo dell’indennizzo al trattamento pensionistico dei militari – può rilevarsi l’inadeguatezza della quantificazione del beneficio, alla luce dell’enunciato della sentenza n. 307 del 1990 della Corte costituzionale, secondo la quale l’indennizzo, per i danni da trattamenti sanitari obbligatori, deve essere corrisposto "... nei limiti di una liquidazione equitativa che pur tenga conto di tutte le componenti del danno stesso".
Ora, sottolinea il rimettente, una delle componenti essenziali del danno non patrimoniale, secondo l’ormai consolidato orientamento della giurisprudenza, è il danno biologico (o danno alla salute), danno che però l’assegno di cui alla tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976, n. 177 (cui fa rinvio l’art. 2 della legge n. 210) non considera affatto, giacché la tabella in questione richiama un assegno agganciato agli stipendi del personale militare, variabile in rapporto al grado e alla categoria di appartenenza, secondo una tecnica di valutazione analoga a quella che concerne il danno patrimoniale da responsabilità civile per la circolazione di veicoli, commisurato al reddito della persona e all’incidenza dell’invalidità subìta sul reddito medesimo.
Nel meccanismo delineato dalla legge n. 210 del 1992, dunque, non viene presa in considerazione, ai fini dell’indennizzo, la voce di danno "biologico", liquidabile in via equitativa, né viene svolta nel procedimento correlativo alcuna indagine medico-legale circa l’incidenza della lesione sulla salute dell’individuo, nei termini di una valutazione percentuale di invalidità permanente.
L’esigenza che l’attività lecita della pubblica amministrazione che sia causa di un danno per il privato comporti un ristoro serio ed effettivo emerge, prosegue il Tribunale, dalla giurisprudenza costituzionale resa sul non affine terreno del diritto di proprietà, relativamente al quale la Corte ha varie volte censurato, alla stregua dell’art. 42 della Costituzione, l’inadeguatezza dell’indennizzo per espropriazione previsto dal legislatore, in quanto non "serio". Allo stesso modo sarebbe necessario il rispetto delle medesime caratteristiche quanto al beneficio in parola, che attiene al diritto fondamentale alla salute.

1.2. Nel giudizio così instaurato è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, che ha concluso per l’inammissibilità o l’infondatezza della questione, illustrando le conclusioni in successiva memoria.
L’Avvocatura sottolinea che dal tenore dell’ordinanza di rimessione non si comprende se il Tribunale voglia riferirsi a una ipotesi di responsabilità da atto lecito ovvero a una da fatto illecito, ipotesi che sono assai diverse tra loro, e che richiedono un diverso approccio sistematico e argomentativo.
Mentre infatti sul terreno generale della responsabilità da fatto illecito valgono i comuni principi e trovano applicazione gli artt. 2043 e 2059 cod. civ., nel campo della responsabilità da atto lecito – cioè non ascrivibile a dolo o colpa dell’agente – la censura del Tribunale, di "non serietà" del ristoro stabilito dalla legge, appare infondata, poiché non può confondersi il bene della vita di cui si chiede il ristoro con il criterio di determinazione dell’ammontare dello stesso ristoro. Se, cioè, oggetto della questione è il quantum dell’indennizzo, che si assume inadeguato in relazione al bene della vita perduto o leso – tenendo peraltro presenti, sottolinea l’Avvocatura, i caratteri dell’indennizzo quali definiti dalla sentenza n. 118 del 1996 -, potrà essere criticata la scelta legislativa che ha optato per un determinato metodo, ma non potrà chiedersi, per via di declaratoria di incostituzionalità, di modificarne la natura, con l’inserimento di istituti estranei: non sarebbe quindi ammissibile la considerazione di elementi, come il danno biologico, non congruenti rispetto al criterio adottato dal legislatore; del resto, la stessa voce di danno biologico è stata ed è determinata dagli interpreti attraverso criteri talvolta di carattere esclusivamente patrimoniale (ad esempio, con il ricorso al criterio del triplo della pensione sociale).
La richiesta del rimettente non può dunque essere accolta, a fronte di un indennizzo discrezionalmente configurato dal legislatore nei termini di un intervento di solidarietà che, come tale, ha riguardo a parametri del tutto diversi da quelli del risarcimento e prescinde dalla concreta valutazione caso per caso della vicenda e dalla situazione personale dell’interessato.

2.1. Il Tribunale di Firenze – sezione del lavoro ha sollevato, con ordinanza del 29 settembre 1999 (r.o. 683/1999), questione di costituzionalità degli artt. 1 e 2 della legge n. 210 del 1992, come integrati dall’art. 1, comma 2, della legge 25 luglio 1997, n. 238 (Modifiche ed integrazioni alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati), in riferimento agli artt. 2, 3, 32 e 38 della Costituzione.
In fatto, il Tribunale riferisce che il ricorrente, premesso: a) di essere affetto da emofilia e di sottoporsi pertanto a periodiche trasfusioni di emoderivati; b) di aver contratto, fin dall’aprile 1982, una epatopatia irreversibile, dapprima di tipo B e poi di tipo C; c) di avere pertanto chiesto la corresponsione dell’indennizzo di cui alla legge n. 210 del 1992; d) di avere ottenuto detto indennizzo, con decorrenza dal 1° dicembre 1994 (primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda), ha formulato, sulla base di tali premesse, richiesta di condanna del Ministero della sanità convenuto, in via principale al pagamento dell’indennizzo pieno a decorrere dal manifestarsi dell’evento dannoso (aprile 1982), e in via subordinata al pagamento, a decorrere dalla medesima data, dell’assegno una tantum pari al 30% dell’indennizzo pieno. Con riferimento a entrambe le domande, si aggiunge nell’ordinanza, il ricorrente ha prospettato la possibile incostituzionalità della disciplina legislativa sopra indicata.
Alla prospettazione di incostituzionalità dà seguito il Tribunale, peraltro limitatamente alla rilevanza che essa assume rispetto alla domanda subordinata e non anche in riferimento a quella principale: la normativa è infatti denunciata in quanto attribuisce il diritto all’assegno una tantum, per il periodo compreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento del beneficio, soltanto a chi abbia riportato lesioni o infermità da vaccinazioni obbligatorie e non anche a chi presenti danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali.
La censura di incostituzionalità, la cui rilevanza rispetto al contenuto della domanda giudiziale, prosegue il Tribunale, risulta chiara, si incentra sul raffronto tra l’omissione lamentata e il caso delle persone danneggiate da vaccinazioni (antipoliomielitiche) non obbligatorie ma solo promosse e incentivate dall’autorità sanitaria, caso nel quale, a seguito della sentenza n. 27 del 1998 della Corte costituzionale, il diritto all’assegno una tantum per il periodo anteriore alla vigenza della legge n. 210 è riconosciuto: la situazione di chi, emofilico, si sottoponga a trasfusioni per assicurarsi la stessa sopravvivenza è connotata – sottolinea il rimettente – da uno stato di coartazione e di necessità certo non minore di quello di chi si sottoponga a vaccinazioni "promosse".
Anche nell’ambito della tripartizione dei casi che possono darsi come conseguenze di trattamenti sanitari, quale fissata dalla sentenza n. 118 del 1996 della Corte costituzionale (risarcimento del danno ex art. 2043 cod. civ.; equo indennizzo a fronte dell’adempimento di un obbligo legale; sostegno assistenziale negli altri casi), non risulterebbe comunque giustificabile, ad avviso del Tribunale, il trattamento deteriore riservato a persone che si sono trovate nella necessità di sottoporsi a terapie trasfusionali, in un periodo nel quale il servizio sanitario pubblico non aveva raggiunto adeguati standards di sicurezza.
La lacuna legislativa, d’altra parte, sarebbe lesiva anche dell’art. 32 della Costituzione [4], che tutela la salute anche nella sua dimensione individuale e non solo in quella collettiva; e, conclusivamente, il Tribunale osserva che è lo stesso art. 3 della Costituzione che richiede di assegnare rilievo alle situazioni di fatto che costringono il singolo in una condizione di necessità e di bisogno; una condizione, si precisa, che la richiamata sentenza n. 118 del 1996 non aveva potuto prendere in considerazione, essendo il problema derivato dalla legislazione del 1997 e altresì dal nuovo assetto determinato dalla sentenza costituzionale n. 27 del 1998.

2.2. Nel giudizio così promosso è intervenuto il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, che ha chiesto una declaratoria di inammissibilità o di infondatezza della questione, anche in tal caso illustrando le conclusioni in successiva memoria.
Rileva l’Avvocatura che, secondo l’ormai consolidato indirizzo della giurisprudenza costituzionale, non può essere oggetto di censura, alla stregua dell’art. 3 della Costituzione, la potestà, attinente al vero e proprio merito legislativo, di adottare discrezionalmente soluzioni differenziate per ipotesi diverse, pur se assimilabili. Nella specie, la condizione di coloro che hanno riportato lesioni o infermità da vaccinazioni obbligatorie è oggettivamente diversa e distinta da quella dei soggetti che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali, sebbene le due categorie siano ricomprese nel più ampio ambito dei soggetti danneggiati da un intervento sanitario: proprio la loro considerazione in due distinte norme, anzi, sembra evidenziare l’intento del legislatore di regolare in autonomia e non unitariamente i due casi, anche nel quadro delle determinazioni economico-finanziarie assunte con la legge n. 238 del 1997.

3.1. Il Tribunale di Sanremo, con ordinanza del 6 dicembre 1999 (r.o. 65/2000), ha sollevato questione di costituzionalità dell’art. 1, comma 1, della legge n. 210 del 1992, "nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo per i soggetti sottopostisi a vaccinazione antiepatite B non obbligatoria in quanto appartenenti a categoria a rischio (nella specie: persone conviventi con soggetti HBsAG positivi) in relazione alla quale l’autorità sanitaria abbia promosso e diffuso capillarmente la vaccinazione", in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, e 32 della Costituzione.
Nel procedimento civile principale, il ricorrente ha chiesto, nei confronti del Ministero della sanità, l’erogazione dell’indennizzo previsto dall’art. 1, comma 1, della legge n. 210 del 1992, perché, essendosi sottoposto a vaccinazione antiepatite B su raccomandazione dell’autorità sanitaria italiana in quanto persona convivente con soggetto HBsAG positivo (cioè affetto da epatite B acuta e cronica), ha contratto, in conseguenza della vaccinazione, una epatopatia cronica; la richiesta – precisa il rimettente – si basa sulla citata norma, quale risultante a seguito della sentenza n. 27 del 1998 della Corte costituzionale, che ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale "nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo di coloro che si siano sottoposti a vaccinazione antipoliomielitica nel periodo di vigenza della legge 30 luglio 1959, n. 695".
La domanda giudiziale, osserva il Tribunale, non è però accoglibile, allo stato della disciplina in vigore, perché a) non si tratta, nella specie, di vaccinazione obbligatoria, alla quale si riferisce il testo dell’art. 1, e b) non è richiamabile la citata pronuncia della Corte, che concerne un diverso tipo di vaccinazione e che non è formulata in termini generali, ma solo con riguardo alla vaccinazione antipoliomielitica.
E’ però accertato, prosegue il rimettente, che il ricorrente ha contratto una epatopatia cronica per effetto della vaccinazione antiepatite B: del resto, l’indennizzo in argomento in un primo tempo era stato erogato all’interessato, fino al 1997, ma era stato poi revocato appunto per la mancanza del requisito legale dell’obbligatorietà della vaccinazione.
Ciò posto, è rilevante – osserva il Tribunale - la questione di costituzionalità relativa all’omessa attribuzione dell’indennizzo ai soggetti sottopostisi a vaccinazione antiepatite B non obbligatoria ma "promossa" nei loro riguardi, perché è tale lacuna legislativa a impedire l’accoglimento del ricorso; e la questione stessa è, per il Tribunale, non manifestamente infondata, per le considerazioni che seguono.
Varrebbero, anche in questa situazione, le argomentazioni di fondo della sentenza n. 27 del 1998 citata, nella quale, affermato il principio che non è lecito, ex artt. 2 e 32 della Costituzione, richiedere che il singolo metta a rischio la propria salute per un trattamento nell’interesse della collettività senza che questa sia disposta a condividere il peso delle conseguenze negative che ne possono derivare, la Corte ha rilevato che, dal punto di vista di questo stesso principio, non è possibile distinguere il caso in cui il trattamento sia imposto per legge dal caso in cui esso sia promosso e incentivato dalla pubblica autorità; ed è alla stregua di questa omologazione che la Corte, chiamata al controllo di costituzionalità a partire da vicende di fatto analoghe alla presente (si trattava infatti di casi di vaccinazione antipolio non obbligatoria), si è pronunciata nel senso anzidetto.
Anche nel caso in questione, osserva il Tribunale, all’epoca in cui l’interessato si era sottoposto alla vaccinazione antiepatite B – cioè nel dicembre del 1985 – l’amministrazione sanitaria pubblica stava svolgendo una intensa attività di promozione e incentivazione di tale tipo di vaccinazione, in particolare verso chi, come il ricorrente, fosse "a rischio" perché convivente con soggetti positivi al virus.
Questa attività, si precisa nell’ordinanza, si era espressa, già dagli inizi del 1983, fino all’epoca dei fatti di causa e poi oltre, con una serie di atti dell’amministrazione, principalmente circolari e direttive, che il rimettente indica puntualmente: la circolare del Ministero della sanità n. 2 dell’11 gennaio 1983 (Profilassi immunitaria dell’epatite B), che individuava i conviventi di persone affette da epatite B come categoria "a rischio" da sottoporre a censimento e screening per la conseguente vaccinazione; la circolare del Ministero della sanità n. 39 del 22 aprile 1983 (Approvvigionamento vaccini antiepatite B registrati in Italia), circa il programma di approvvigionamento da parte delle autorità sanitarie competenti a livello locale in materia di profilassi delle malattie infettive e diffusive; le circolari del Ministero della sanità n. 51 del 1° giugno 1983 (Programmi di vaccinazione contro l’epatite B) e n. 9 del 19 marzo 1985 (Programmi di vaccinazione contro l'epatite B), relative ai programmi di vaccinazione e alle direttive per le autorità locali; la nota del Ministero della sanità 400.2/41VH/717 del 23 maggio 1985 (Profilassi dell’epatite B. Primi risultati delle campagne di vaccinazione), circa l’andamento delle campagne vaccinali promosse fino ad allora; atti, tutti, orientati nel senso della realizzazione di programmi di censimento e screening da parte delle U.S.L., per individuare i soggetti definibili a rischio e per raccomandare nei loro riguardi la sottoposizione alla vaccinazione, ai quali hanno fatto seguito, nella medesima prospettiva: la circolare del Ministero della sanità n. 31 del 26 luglio 1985 (Vaccinazione antiepatite B); la circolare del Ministero della sanità n. 30 del 15 aprile 1986 (Programmi di vaccinazione contro l’epatite B); la nota del Ministero della sanità 400.2/41V/1190 del 19 luglio 1986 (Profilassi vaccinale dell’epatite B); la nota del Ministero della sanità 400.2/41V/1104 del 4 agosto 1987 (Campagne vaccinali contro l’epatite B); la nota del Ministero della sanità 400.2/41V85/323 del 14 marzo 1988 (Campagna di vaccinazione contro l’epatite B. Approvvigionamento di vaccini).

E tali indirizzi di promozione e diffusione della vaccinazione antiepatite B, aggiunge il rimettente, hanno altresì trovato riscontro sul piano locale, per quanto qui maggiormente rileva, nelle circolari della Regione Liguria n. 43989 del 1° giugno 1983 (Programma di vaccinazione contro l’epatite virale B in Liguria) e n. 69225/2235 IP del 4 giugno 1985 (Campagna di vaccinazione contro l’epatite B nel 1985).
All’atto di sottoporsi al trattamento dunque – osserva il Tribunale – era in opera una precisa e mirata sollecitazione dell’autorità sanitaria pubblica, nell’ambito di una vera e propria "campagna" di vaccinazioni antiepatite B.
Come nel caso oggetto della sentenza n. 27 del 1998, dunque, il trattamento sanitario non obbligatorio è stato compiuto a seguito di una complessiva attività di informazione, sollecitazione e responsabilizzazione svolta dall’autorità sanitaria, anche con la prospettazione di rischi derivanti, in caso di mancata vaccinazione, per i bambini.
Il Tribunale aggiunge che sul piano legislativo la vaccinazione antiepatite B è stata resa obbligatoria, con la legge 27 maggio 1991, n. 165, solo nei riguardi dei nuovi nati: per le persone nate in precedenza, dunque, la vaccinazione in discorso, pur se gratuita, non è tuttora obbligatoria; ma tale circostanza, conclude il Tribunale rimettente, non è decisiva ai fini della questione sollevata, perché la censura non attiene alla irretroattività della disciplina ma alla mancata inclusione di una determinata categoria di soggetti tra i titolari del diritto all’indennizzo.

Considerato in diritto

1. Il Tribunale di Firenze, il Tribunale di Firenze - sezione del lavoro e il Tribunale di Sanremo dubitano, sotto diversi aspetti, della legittimità costituzionale della disciplina dettata dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), in tema di indennizzo dovuto a coloro che abbiano subito danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali.
In particolare, il Tribunale di Firenze (r.o. 601/1999) dubita - in riferimento agli artt. 2 e 38 della Costituzione - della legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 3, e 2, commi 1 e 2, della legge n. 210 del 1992, nella parte in cui, nel quantificare l’indennizzo dovuto a coloro che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali, non prevedono la liquidazione, sia pure in misura ridotta, del danno biologico subito a seguito di emotrasfusione.
Il Tribunale di Firenze - sezione del lavoro, a sua volta (r.o. 683/1999), dubita – in relazione agli artt. 2, 3, 32 e 38 della Costituzione - della legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 (come integrati dall’art. 1, comma 2, della legge 25 luglio 1997, n. 238) della legge n. 210 del 1992, nella parte in cui escludono i soggetti che presentino danni irreversibili da epatiti post-trasfusionali dal diritto all’assegno una tantum per il periodo compreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo previsto dalla legge.
Il Tribunale di Sanremo, infine (r.o. 65/2000), dubita – in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, e 32 della Costituzione – della legittimità costituzionale dell’art. 1 1, comma 1, della legge n. 210 del 1992 nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo per soggetti sottoposti a vaccinazioni antiepatite B non obbligatoria, in quanto appartenenti a categorie a rischio, in relazione alle quali l’autorità sanitaria abbia promosso la diffusione della vaccinazione.

2. Le tre questioni anzidette, riguardando la medesima materia dei diritti indennitari conseguenti alla sottoposizione a trattamenti sanitari, possono essere riunite e trattate congiuntamente in un’unica sentenza.

3. La questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Firenze, che contesta la scelta del legislatore circa i criteri adottati per quantificare il beneficio previsto, non è fondata.
La disciplina apprestata dalla legge n. 210 del 1992 opera su un piano diverso da quello in cui si colloca quella civilistica in tema di risarcimento del danno, compreso il cosiddetto danno biologico. Per quanto qui interessa, al fine di evidenziare la distanza che separa il risarcimento del danno dall’indennità prevista dalla legge denunciata, basta rilevare che la responsabilità civile presuppone un rapporto tra fatto illecito e danno risarcibile e configura quest’ultimo, quanto alla sua entità, in relazione alle singole fattispecie concrete, valutabili caso per caso dal giudice, mentre il diritto all’indennità sorge per il sol fatto del danno irreversibile derivante da epatite post-trafusionale, in una misura prefissata dalla legge. Ferma la possibilità per l’interessato di azionare l’ordinaria pretesa risarcitoria, il legislatore, nell’esercizio della sua discrezionalità, ha dunque previsto una misura economica di sostegno aggiuntiva, in un caso di danno alla salute, il cui ottenimento dipende esclusivamente da ragioni obiettive facilmente determinabili, secondo parametri fissi, in modo da consentire agli interessati in tempi brevi una protezione certa nell’an e nel quantum, non subordinata all’esito di un’azione di risarcimento del danno, esito condizionato all’accertamento dell’entità e, soprattutto, alla non facile individuazione di un fatto illecito e del responsabile di questo.
La questione di costituzionalità in esame tende quindi a trasferire elementi di un sistema di garanzia in un altro – operazione che si potrebbe semmai giustificare se la misura prevista dalla legge impugnata dovesse valere in luogo del risarcimento del danno, o in conseguenza di una prescrizione legale o per l’impossibilità di fatto di far valere le pretese risarcitorie derivanti dal danno subìto. Poiché però così non può dirsi che sia – nemmeno sotto il profilo fattuale, rispetto al quale occorre sottolineare che spetta necessariamente alla giurisprudenza rendere efficace la tutela risarcitoria nei casi di trasfusione di sangue infetto, individuando gli eventuali fatti illeciti e i responsabili di questi - la pretesa inclusione nel beneficio previsto dalla legge n. 210 di elementi propri della tutela risarcitoria non appare giustificata.
Il Tribunale rimettente ritiene che la stessa mancata considerazione, quale componente del beneficio previsto dalla legge, del danno biologico, comporti l’inadeguatezza del beneficio medesimo, con violazione degli artt. 2 e 38 della Costituzione, evocati peraltro genericamente. Ma, così argomentando, si finisce per l’appunto per confondere gli istituti in una sorta di petitio principii: non dimostrando ma dando per dimostrato il presupposto, cioè il necessario carattere comune dei due istituti – il beneficio e il risarcimento - rispetto ai criteri di quantificazione.
Quanto fin qui detto non esclude comunque che il legislatore possa riconsiderare l’opportunità della scelta operata circa il criterio da adottare nella quantificazione del beneficio riconosciuto dalla legge ai soggetti danneggiati da epatiti post-trasfusionali (oltre che agli ammalati di HIV e ai danneggiati da vaccini): criterio collegato oggi al trattamento pensionistico dei militari. Ma ciò riguarda il buon uso della discrezionalità legislativa e non - quantomeno sotto i profili indicati dal Tribunale rimettente – la legittimità costituzionale della legge denunciata.

4. Non fondata è altresì la questione sollevata dal Tribunale di Firenze – sezione del lavoro, relativa alla mancata previsione da parte della legge n. 210 del 1992, a favore dei soggetti danneggiati irreversibilmente da epatiti post-trasfusionali, del diritto all’assegno una tantum previsto - dall’art. 2, comma 2, della legge n. 210 per il periodo intercorrente tra il manifestarsi della malattia e l’ottenimento dell’indennizzo - a favore di quanti abbiano subito una menomazione permanente alla salute da vaccinazione obbligatoria.
Si fa dunque essenzialmente una questione di rispetto del principio di uguaglianza, mentre gli altri principi costituzionali evocati non costituiscono altro che una sua connotazione. Si denuncia l’irrazionale disparità di trattamento tra i sottoposti a vaccinazione obbligatoria e coloro che hanno subito trattamenti trasfusionali ematici, disparità che si risolve a danno dei secondi. Osserva il Tribunale rimettente che il grado di costrizione al trattamento di questi ultimi, spesso indotti dalla necessità di salvare la vita, non è minore di quello riguardante coloro che si sono sottoposti alla vaccinazione in conseguenza di un obbligo legale, tanto più in quanto alla situazione dell’obbligo legale sia stata equiparata – con la sentenza n. 27 del 1998 di questa Corte – quella dell’incentivazione nell’ambito di una politica sanitaria pubblica.
La questione, così impostata, non può essere accolta per le ragioni già addotte da questa Corte, nella sentenza n. 226 del 2000, nel dichiarare non fondata analoga questione sollevata dal Pretore di Milano. Anche in quell’occasione si faceva valere l’assimilabilità della situazione di coloro che si sono sottoposti a un trattamento sanitario, ricevendone un danno irrimediabile alla salute, in conseguenza di un obbligo legale (caso su cui sono intervenute le sentenze n. 307 del 1990 e n. 118 del 1996, relative alla vaccinazione obbligatoria antipoliomielitica) alla situazione di coloro i quali, come gli emofilici, sono necessitati, in mancanza di alternative terapeutiche, senza possibilità di scelta, a sottoporsi a somministrazioni di sangue ed emoderivati, pena il decorso infausto della loro malattia. Già in tale occasione, il giudice rimettente osservava che la necessità del ricorso alla terapia ematica, stante un rischio per la vita, si potrebbe dire perfino più cogente che non nel caso di trattamento sanitario imposto per legge, la cui violazione dà luogo meramente a una sanzione giuridica.
E si concludeva ricordando che la Corte costituzionale stessa non ha assegnato valore dirimente all’esistenza di un obbligo legale avendo affermato, con la sentenza n. 27 del 1998, il diritto all’indennizzo non necessariamente in presenza di un obbligo legale ma anche nell’ipotesi in cui il trattamento terapeutico, non (ancora) reso obbligatorio, era oggetto di una specifica politica di promozione.
Queste argomentazioni, tuttavia, si collocano fuori della ratio costituzionale del diritto all’equo indennizzo riconosciuto in base agli artt. 32 e 2 della Costituzione. Ciò che rileva è l’esistenza di un interesse pubblico alla promozione della salute collettiva tramite il trattamento sanitario, il quale, per conseguenza, viene dalla legge assunto a oggetto di un obbligo legale o di una politica pubblica di diffusione tra la popolazione. La giurisprudenza costituzionale alla quale il giudice rimettente si riferisce è ferma nell’individuare in questo interesse – e non nell’essere il singolo necessitato al trattamento: necessità che è solo una conseguenza - la ragione dell’obbligo generale di solidarietà nei confronti di quanti, sottomettendosi al trattamento imposto, vengono a soffrire di un pregiudizio alla loro salute.
In base a queste considerazioni, si comprende che il raffronto tra la cogenza dell’obbligo legale o l’incentivazione al trattamento, da un lato, e la necessità terapeutica del trattamento stesso, dall’altro, non è produttivo nel senso della equiparazione delle situazioni, dal punto di vista del principio di uguaglianza.
Le situazioni sono diverse e non si prestano a entrare in una visione unificatrice perché solo le prime corrispondono a un interesse generale, che è quello in base al quale è costituzionalmente necessario che la collettività assuma su di sé una partecipazione alle difficoltà nelle quali può venirsi a trovare il singolo che ha cooperato al perseguimento di tale interesse.
La questione di costituzionalità - pur ponendo un problema di tutela di soggetti deboli, posti in condizioni di gravissima difficoltà e quindi meritevoli di protezione - in quanto impiantata nei termini anzidetti, non può dunque trovare accoglimento.

5. Fondata è invece la questione sollevata dal Tribunale di Sanremo, il quale dubita della legittimità costituzionale della mancata previsione del diritto all’indennizzo, previsto dall’art. 1, comma 1, della legge n. 210 a favore di quanti abbiano riportato danni irreversibili alla salute, essendo stati sottoposti a vaccinazione antiepatite B non obbligatoria, appartenendo a una categoria di persone considerate "a rischio" e perciò incentivate a sottoporsi alla vaccinazione stessa nell’ambito di una campagna promossa dall’autorità sanitaria. Il giudice rimettente ritiene ingiustificata tale mancata previsione, a fronte della attribuzione dell’indennizzo a favore di chi, in analoghe circostanze, abbia contratto un’infermità a seguito di vaccinazione antipoliomielitica (art. 1 della legge n. 210 del 1992, quale risultante a seguito della sentenza n. 27 del 1998 di questa Corte).
Il citato art. 1 della legge n. 210 prevede il diritto all’indennizzo (determinato dall’art. 2) per chiunque abbia riportato lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente all’integrità psico-fisica, a causa di vaccinazioni obbligatorie per legge. Con la sentenza testé citata, questa Corte – richiamato "il principio che non è lecito [...] richiedere che il singolo esponga a rischio la propria salute per un interesse collettivo, senza che la collettività stessa sia disposta a condividere, come è possibile, il peso di eventuali conseguenze negative" (sentenze nn. 307 del 1990 e 118 del 1996) - ha ritenuto non esservi ragione di differenziare, rispetto a tale principio, "il caso [...] in cui il trattamento sanitario sia imposto per legge da quello [...] in cui esso sia, in base a una legge, promosso dalla pubblica autorità in vista della sua diffusione capillare nella società; il caso in cui si annulla la libera determinazione individuale attraverso la comminazione di una sanzione, da quello in cui si fa appello alla collaborazione dei singoli a un programma di politica sanitaria". Infatti, si aggiungeva, "una differenziazione che negasse il diritto all’indennizzo in questo secondo caso si risolverebbe in una patente irrazionalità della legge. Essa riserverebbe [...] a coloro che sono stati indotti a tenere un comportamento di utilità generale per ragioni di solidarietà sociale un trattamento deteriore rispetto a quello che vale a favore di quanti hanno agito in forza della minaccia di una sanzione".
In applicazione dei princìpi così posti, la risoluzione della presente questione di costituzionalità consiste nel rispondere alla domanda se, analogamente a quanto accertato in relazione alla vaccinazione antipoliomielitica, anche per la vaccinazione antiepatite possa dirsi essere stata in atto una campagna legalmente promossa dall’autorità sanitaria per la diffusione di tale secondo tipo di vaccinazione.
La risposta positiva è documentata dagli atti – ricordati analiticamente nell’esposizione in fatto - adottati a partire dal 1983, in attuazione dei compiti di promozione della salute pubblica che, alla stregua della legge 13 marzo 1958, n. 296, spettano all’autorità sanitaria nazionale. Con la legge 27 maggio 1991, n. 165, la vaccinazione contro l’epatite virale B è stata resa obbligatoria per tutti i nuovi nati nel primo anno di vita, ma anche prima di tale data gli atti sopra menzionati testimoniano essere stata condotta – a partire dalla circolare n. 2 dell’11 gennaio 1983 del Ministero della sanità - una capillare campagna per la realizzazione di un programma di diffusione della vaccinazione stessa che ha coinvolto le strutture sanitarie pubbliche del nostro paese in un’opera di responsabilizzazione e sensibilizzazione ai rischi che l’epatite di tipo B comporta per sé e per gli altri, e innanzitutto per i bambini.
Deve così ritenersi che sussistono, anche per i soggetti sottoposti a vaccinazione antiepatite di tipo B in attuazione della suddetta politica sanitaria promossa al riguardo, le condizioni che hanno indotto questa Corte, nella sentenza n. 27 del 1998, a ritenere costituzionalmente dovuto per i soggetti sottoposti a vaccinazione antipoliomielitica l’indennizzo previsto dall’art. 1 della legge n. 210. Pertanto, in accoglimento della questione proposta dal Tribunale di Sanremo, tale disposizione deve essere dichiarata incostituzionale per dare ingresso al diritto all’indennizzo anche a tale categoria di soggetti.

PER QUESTI MOTIVI LA CORTE COSTITUZIONALE
1) dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 1, comma 1, della legge 25 febbraio 1992, n. 210 (Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati), nella parte in cui non prevede il diritto all’indennizzo, alle condizioni ivi stabilite, di coloro che siano stati sottoposti a vaccinazione antiepatite B, a partire dall’anno 1983;
2) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1, comma 3, e 2, commi 1 e 2, della legge n. 210 del 1992 sollevata, in riferimento agli artt. 2 e 38 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze con l’ordinanza indicata in epigrafe;
3) dichiara non fondata la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1 e 2 della legge n. 210 del 1992, come integrati dall’art. 1, comma 2, della legge 25 luglio 1997, n. 238 (Modifiche ed integrazioni alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in materia di indennizzi ai soggetti danneggiati da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni ed emoderivati) sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 32 della Costituzione, dal Tribunale di Firenze – sezione del lavoro con l’ordinanza indicata in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 9 ottobre 2000.
Firmato:
Depositata in cancelleria il 16 ottobre 2000
Il Direttore della Cancelleria - F.to: DI PAOLA

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Modifiche apportate alle Leggi sul risarcimento danni da vaccino e trasfusioni
vedi: http://www.emofilici.com/leggi/Legge 238 .htm

Dal 25 settembre 2009 per 90 giorni è aperta la possibilità di transare un risarcimento da danno biologico per vaccinazioni, con il Ministero della Salute, la legge di conversione del Decreto Fiscale 159/2007 che stanziava per l’istituto giuridico della transazione 150.000.000,00 di euro ha avuto il 24 settembre il suo decreto attuativo e la procedura di transazione.
Purtroppo la categoria si aspettava i 150 milioni più i 180 milioni delle Leggi Finanziarie ma il Governo mette a disposizione solo la parzialità dei fondi stanziati.
Considerando che ci potrebbe ro essere 6000 richieste di transazione per cause ante 31 dicembre 2007, i danneggiati avranno la miseria di 25.000,00 euro a testa invece dei 600.000,00 elencati nella tabella del decreto attuativo.
VERGOGNA, si approfitta del dolore dei cittadini, dopo averli ROVINATI ....per Legge....con i Vaccini, che schifo !

vedi:  Richiesta di risarcimento + In Italia tocca alle ASL pagare il risarcimento danni + Altre Leggi Italiane + 
Falsita' della medicina ufficiale Meningite dai vaccini + Disfunzioni dello Sviluppo + Falsita' della medicina ufficiale + 1000 studi sui Danni dei Vaccini + Malassorbimento + Vaccini sicuri ? NO ! + Sfogo sdegnato di una madre verso un pediatra

vedi anche Polio + Vaiolo + Difterite + Tetano + Epatite B + Pertosse + Morbillo + Parotite

Un VACCINO ..e' una scarica enorme di tossine invasive e pericolose !

Infatti:
ANCORA UNA BAMBINA MORTA DOPO la SOMMINISTRAZIONE dell'ESAVALENTE. - Luglio 2013
Questo VACCINO e' stato RITIRATO IN MOLTI PAESI MA NON IN ITALIA. RISARCIMENTO RECORD, PERO' NESSUNO RIDARA' PIU' LA BIMBA AI GENITORI. - Muore in culla a causa del vaccino Infanrix, risarcimento record ai genitori.
La loro bambina è morta di Sids ("morte in culla") a pochi giorni dalla vaccinazione con il vaccino Esavalente.
Il tribunale di Pesaro ha deciso un risarcimento record di 200 mila euro alla famiglia, più un vitalizio di circa 700 euro al mese ed un ulteriore indennizzo ancora da quantificare. Una sentenza storica per l'Italia.

 


La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo : http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


Nei vaccini venduti al terzo mondo si é scoperto che molti di questi contenevano l'ormone B-hCG un anti fertile se immesso in un vaccino.
La corte Suprema delle Filippine ha scoperto che oltre 3 milioni di ragazze e donne hanno assunto questi vaccini contaminati, cosí come in Nigeria, Tailandia ecc...
Per chi non abbia ancora visto questi video-documenti scioccanti:
http://uk.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU
http://it.youtube.com/watch?v=wg-52mHIjhs&feature=related
Sembrerebbe che oltre al profitto a tutti i costi, ci sia dietro qualcosa d'altro....impedire alle donne dei paesi del terzo mondo... di avere figli....

I Vaccini creano Mutazioni Genetiche nei Mitocondri delle cellule, mutazioni che sono trasmissibili alla prole, dalla via materna. Nelle cellule infettate da virus si risvegliano i retrovirus piu’ vecchi.
Dei ricercatori hanno osservato che quando il metabolismo della cellula infettata da un virus (NdR: che puo’ essere anche vaccinale) essa viene ingannata al fine di riprodurre il virus che la infetta, pero’ in essa decade la funzionalità di alcune reazioni biochimiche di contenimento e di funzione cellulare: sintesi e specializzazione delle proteine, specializzazione degli enzimi e duplicazione del DNA.
Quindi anche l'infezione da virus vaccinale e’ in grado quindi di riattivare genomi di precedenti virus, o di quelli iniettati con i vaccini ai genitori, nonni, avi del vaccinato, virus, che erano divenuti parte del genoma delle cellule dei genitori, nonni, avi, generando anticipatamente qualsiasi tipo di patologia; il meccanismo si chiama slatentizzazione = liberare anticipatamente patologie.
Di fatto i Vaccini sono un cocktail di Tossine altamente pericolose che possono rimanere inerti per anni e riesplodere come bombe a tempo anche dopo 30-40 anni o piu’, in uno stato febbrile… che alterano il Terreno in modo importante, specie negli organismi non perfettamente sani, per problemi ereditari e/o di alimentazione inadatta alla Perfetta Salute.

Mentre continua ad emergere la verità sugli estremi pericoli dei vaccini e dei prodotti farmaceutici, la Big Pharma è sempre più disperata, non sapendo più come costringere il pubblico a fidarsi dei suoi prodotti. Ora sta lavorando in stretta collaborazione con le autorità politiche (inclusi i governatori di diversi stati) per rendere coercitive le vaccinazioni sui bambini. Ciò contempla la criminalizzazione dei genitori che rifiutino di esporre i propri figli ai pericoli derivanti da queste sostanze chimiche.
In sostanza, la Big Pharma spera di trasformare in criminali i seguaci della medicina naturale.

La FDA ha già criminalizzato le compagnie produttrici di supplementi nutrizionali che osino dire la Verità sui benefici alla salute derivanti dai loro prodotti. Inoltre, i genitori che rifiutano di iniettare ai propri figli i prodotti farmaceutici imposti da Big Pharma, verranno criminalizzati, radunati e incarcerati per "rifiuto di accondiscendere alle politiche sanitarie".
Tutto ciò viene perpetrato dallo Stato col pretesto di "proteggere i bambini" dai genitori che credono nella medicina naturale (è folle, vero, pensare che proteggere i propri figli da sostanze chimiche tossiche è oggi un crimine negli Stati Uniti ?).

Il fine ultimo di tutto questo è l'applicazione delle tattiche di Medicina a Mano Armata a tutti noi. Compresi gli adulti e gli anziani. Chiunque soffra, per esempio, di colesterolo alto e non si assoggetti ai farmaci statinici della Big Pharma, potrà essere arrestato, legato a un tavolo e curato contro la sua volontà. Chi è affetto da cancro, potrà essere arrestato per aver scelto di curarlo con medicine botaniche sicure ed efficaci, anziché con farmaci brevettati e fonti di alti profitti per la Big Pharma.
Se pensate che già oggi le prigioni siano strapiene a causa degli arresti per possesso di marijuana e per altri crimini di nessun rilievo, aspettate che lo Stato inizi ad arrestare tutte le mamme e i papà del paese che rifiutano di partecipare al pazzesco e dannosissimo sistema farmacologico che domina oggi la sanità americana e mondiale.
 

Ecco come procedere per evitare fastidi inutili
I genitori che non vogliono vaccinare i loro bambini probabilmente hanno studiato l'argomento e scoperto che le vaccinazioni possono provocare gravi danni alla salute. Infatti è piuttosto facile incontrare, sentire o leggere di bambini lesi dalle vaccinazioni in modo anche molto grave.
La legge stessa ammette apertamente che questo tipo di intervento sanitario possa causare handicap e morte.
Si tratta della legge n° 210 del 1992 che prevede un indennizzo (portato di recente a 150 milioni) per chi muore per una vaccinazione o una trasfusione. Può essere significativo notare che sono gli unici interventi sanitari per i quali la legge ammette espressamente la probabilità che possano concludersi con la morte.

Le USL/ASL sono obbligate ad informare dalla Legge

La legge n° 210 del 1992 oltre a definire gli indennizzi relativi alle lesioni permanenti e ai decessi dovuti a vaccinazioni (e trasfusioni), stabilisce che le USL/ASL mettano in atto progetti di informazione sull'uso dei vaccini, sui possibili rischi e complicanze, prioritariamente rivolti ai genitori, alle scuole e alle comunità in genere.

Tutte le domande dei genitori rispetto a questo diritto/dovere di informazione per la cura del minore sono lecite e ammesse ed è obbligo della USL/ASL rispondere: tra l'altro, la legge prevede che tali informazioni siano fornite ai genitori prima della vaccinazione.

I genitori devono sapere per decidere

L'Associazione per la Protezione della Salute, come altre associazioni, consiglia ai genitori di spedire alla USL/ASL una lettera-tipo ai sensi della legge n° 210 del 1992, per ottenere le informazioni sulle malattie e sui vaccini necessarie ad esprimere, o non esprimere, il proprio consenso informato alla vaccinazione. E' evidente che, nell'attesa di ricevere tali informazioni previste per legge, i genitori hanno diritto di non vaccinare i figli.
 

La Sanità fornisce informazioni false e/o incomplete

Le risposte fornite dagli uffici sanitari, nella maggioranza dei casi, sono vaghe, mai puntuali rispetto alle domande, talvolta fuorvianti tanto da esaltare i benefici dei vaccini e manipolare e sminuire la frequenza e la gravità dei possibili danni.

Se i funzionari rispondessero con sincerità a tutte le domande dovrebbero ammettere che le malattie sono scomparse(difterite e poliomielite) o rarissime (tetano ed epatite B), non infantili (epatite B e tetano), non contagiose (tetano).

A volte i funzionari sanitari rispondono dicendo che i dati e le informazioni richieste non sono loro disponibili e rimandano ad altre istituzioni sanitarie o al Ministero non ottemperando a quanto indicato nella legge che attribuisce espressamente alle USL/ASL questo dovere informativo.

Le domande a cui la USL/ASL normalmente evita di rispondere sono soprattutto quelle relative alle sostanze tossiche presenti nei vaccini, quelle sulla possibilità di danni a medio e lungo termine.

Le risposte della USL/ASL sono fornite spesso in termini autoritari, fissando tempi molto ristretti e modalità spersonalizzate, che non tengono conto della situazione particolare del bambino e della sua famiglia.
 

I genitori hanno il diritto ed il dovere di proteggere la salute dei loro bambini

Di fronte alle richieste di garanzie i medici delle USL/ASL concludono quasi sempre rinnovando il loro sollecito alle vaccinazioni, dimostrando di non aver compreso che i genitori intendono tutelare documentatamene la salute dei loro piccoli, fintanto che non ricevono un'informazione corretta e completa.

Nessuno ha mai ricevuto garanzie sicure sull'affidabilità di questi preparati, mai sperimentati in maniera scientificamente accettabile; gli stessi medici che eseguono le vaccinazioni si rifiutano di sottoscrivere qualunque dichiarazione di assunzione di responsabilità personale in caso di danni causati dalla vaccinazione.

E' diritto dei genitori non vaccinare i figli

Dopo la prima lettera di risposta dell'istituzione sanitaria, la famiglia (generalmente assistita da un'associazione di genitori) chiede di ottenere risposta alle proprie richieste di informazioni, ribattendo eventuali informazioni e dati falsi o imprecisi.

Fino a quando la USL/ASL non è in grado di dare tutte le spiegazioni richieste e necessarie ai genitori per dare il loro consenso informato, essi non presenteranno i propri figli per la vaccinazione.

Chi non vaccina paga una multa di 166.000 lire

Il risultato di tutta questa strategia messa in atto dalla famiglia è quello che alla fine la USL/ASL non può fare altro che prendere atto della semplice inosservanza della legge, che prevede espressamente per chi non ottempera una semplice contravvenzione di 166.000 lire.

Si può aggiungere tuttavia che la risposta più coerente alla multa è quella di presentare un ricorso (molto semplice da scrivere) perché non si sono ricevute le informazioni richieste, in quanto prima di dare la multa vanno fornite le informazioni richieste, come stabilito dalla legge.

Tratto da:http://www.naturalmail.it

vedi: Disparita' di risarcimento nella Legge (fra emotrasfusi e danneggiati dai vaccini)

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Abbiamo cercato di avere un'intervista su questo argomento del mercurio nei vaccini con il nostro Ministero della sanita', ma ci e' stata negata.
La motivazione e' che i funzionari non hanno tempo o sono troppo timidi per rispondere di persona. Ma al funzionario non era stato chiesto di venire in trasmissione, sarei andata io da lui e avrebbe dedicato massimo mezz'ora ad una pubblica informazione.
Nel fax inviatoci, leggiamo che il Consiglio superiore di sanita' non autorizza motivi di allarme per eventuali rischi alla salute. Ma allora perche' molte USL, pediatri e ospedali hanno scelto comunque di prendere delle precauzioni ?
"So che molte USL hanno fatto la scelta di vaccinare senza Tiomersal " ci informa la dottoressa Luisella Grandori. "Cosi' come molti pediatri di base, soprattutto al Sud. Perche' no ? Infatti una precauzione, soprattutto nei piccolissimi, e' doverosa".

Quanti sono i casi accertati di danno da vaccino e quanti sono quelli che hanno fatto richiesta di indennizzo ?
A questa domanda, da noi formulata il 9 agosto al Ministero della Sanita', nel fax di risposta arrivato il 6 settembre ci rimandavano a un altro ufficio, e quando l'abbiamo fatto presente ci hanno risposto che dovevamo rimandare il fax e attendere l'indomani.
Abbiamo atteso ancora, ma questa risposta non siamo in grado di darvela perche' non ci e' mai arrivata.
Cosi' come non e' mai arrivata la legge sull'obiezione di coscienza alle vaccinazioni obbligatorie, che era stata annunciata ben due anni fa. E' bloccata al Senato per "questioni tecniche". E intanto ecco cosa succede ai genitori che si rifiutano di far vaccinare i figli: rischiano di vedersi sottratta la patria potesta'.
Tratto da un’articolo di Rai 3 – Report – By  Stefania Rimini

Segnalazione: Il programma del governo federale per il risarcimento dei danni da vaccino negli Usa (Nvicp) ha pagato più di 650,6 milioni di dollari a genitori di bambini morti o resi disabili dai vaccini, una media di 90 milioni all’anno per i contribuenti.
E cio' in pochissimi anni !

Gli interessi che gravitano attorno ai vaccini sono enormi per Big Pharma. La vaccinazione antinfluenzale, somministrata a tappeto a milioni di anziani, la vaccinazione contro il papilloma virus alle ragazzine e ora questa profilassi antimeningite. Tutte cose buone (io personalmente sono contraria ai vaccini ma è una posizione che non pretendo sia condivisa) ma pretendiamo informazione anche sui possibili effetti collaterali.
Si parlava prima di risarcimento alle vittime di neuropatie iatrogene. Cito da una puntata di “Report” del 2006 dedicata all’argomento pandemie :

Nel 1976, quando il governo decise di somministrare il vaccino a tutti (donne, uomini, bambini) le assicurazioni si rifiutarono di stipulare polizze a coloro che avevano preso i vaccini, non vollero quindi prendersi nessuna responsabilità in merito e le case produttrici minacciarono di non produrre più il vaccino. Allora il governo si prese la responsabilità.
Furono quattro mila i danneggiati che chiesero al Governo risarcimenti astronomici.
Il 50% di chi fece causa al governo ottenne un risarcimento.
Oggi, con il provvedimento firmato lo scorso dicembre [2005] nessuno potrebbe più pretendere nulla e l’amministrazione Bush non ha destinato un dollaro per coprire i danni per ora sono le industrie farmaceutiche a beneficiare di una pandemia che forse mai ci sarà. Questo, grazie soprattutto alla compattezza della maggioranza repubblicana… e grazie al leader repubblicano al senato Bill Frist.

Ci si riferisce ad una legge dell’amministrazione Bush che libera le multinazionali del farmaco dalla responsabilità di dover risarcire le vittime di eventuali effetti collaterali di farmaci e vaccini. Un bel regalone per Big Pharma e tanta sicurezza in meno per noi consumatori.

Se i vari governi dei vari Stati del mondo, dovessero risarcire TUTTI i Danneggiati dai Vaccini, quegli Stati FALLIREBBERO e quindi quegli Stati DEVONO evitare di fare leggi GIUSTE, proprio per evitare di effettuare i risarcimenti !

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Noi, vittime dell'antipolio
Quasi quarantamila le richieste di risarcimento dei danni I casi di richiesta di risarcimento per danni da vaccini sono numerosi. Stime fornite da Vaccinetwork.org (sito chiuso) arrivano a parlare addirittura di 40 mila citazioni attualmente in corso contro le strutture sanitarie. Nessuno, comunque, ha riguardato finora prodotti che contenessero mercurio.

Ecco due storie, raccontate dagli interessati a Panorama:
I genitori di Elena, di Ceccano (Frosinone), hanno ottenuto il rinvio a giudizio di due medici per lesioni colpose. «Elena aveva avuto una faringite» ricorda la mamma «e non si era ancora ristabilita quando le furono somministrati i vaccini antiepatite B e antipolio. Da allora, non riuscì più a tenere la testa retta sul collo, i movimenti diventarono lenti».
Nel reparto di neurologia del Bambin Gesù di Roma i medici parlarono di «ritardo psicomotorio su base ipotonica».
La vera sentenza è arrivata soltanto tre anni fa: Elena ha una malattia autoimmunitaria, causata dal vaccino in un momento in cui il suo organismo non aveva sufficienti anticorpi. Lo Stato le ha riconosciuto un'invalidità di primo grado, con un risarcimento di poco più di 1 milione al mese. È comunque uno dei pochissimi casi.
Per Francesco di Andora (Savona), la battaglia burocratica non è ancora terminata. «Dopo il richiamo della vaccinazione antipolio» ricorda la mamma «cominciò a perdere il suo bagaglio linguistico. Il pediatra parlò di gelosia verso il fratellino». I problemi continuarono per anni. «Lo sottoponemmo anche a ipnosi» racconta la madre. Poi, a 11 anni, Francesco subì un intervento di ernia. «Il chirurgo ci suggerì che potesse trattarsi di una complicanza da vaccino. Abbiamo scoperto che gli era stata somministrata una dose per adulto del Recombivax, l'antipolio». Grazie a cure omeopatiche, Francesco sta recuperando.
Oggi ha 15 anni, va a scuola. Ma il processo per il risarcimento è lento.

Anche la Cassazione cambia registro
Solo sanzioni pecuniarie per i genitori che non fanno vaccinare i figli Una condanna dura, due mesi di arresto, in primo grado.
Solo una multa di 100 mila lire in Appello e in Cassazione. Con una sentenza del luglio 2000, la suprema corte ha scelto la linea morbida nei confronti dei genitori che non obbediscono alle ordinanze con le quali i sindaci impongono la somministrazione di vaccini ai minori.
Il caso in questione riguardava Marcella R., una madre di Mondovì (Cuneo) che si era rifiutata di far vaccinare la figlia contro la difterite, la poliomielite e il tetano.
La Cassazione ha esplicitamente affermato che l'inosservanza dell'ordinanza del sindaco in materia di vaccinazioni può essere punita esclusivamente "con sanzioni di natura amministrativa".
Solo il Trentino-Alto Adige ha stabilito, sei mesi fa, che i bambini non vaccinati possano andare a scuola.
Tratto da:  Panorama" del 23.02.2001 - By Anna Leogrande e Maurizio Tortorella

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BASTA CON I PROCESSI LUMACA
- Occorre modificare la legge vigente ed imporre allo Stato una sanzione di almeno 10.000 euro per ogni anno di ritardo nella pronuncia di una sentenza civile o amministrativa.

- Abolizione definitiva dei termini di prescrizione e decadenza per richiedere allo Stato ed alle Regioni il risarcimento o l'indennizzo per danni da trasfusione e vaccinazione;

- Estensione degli indennizzi di 2500 euro al mese e di dieci anni di arretrati, a tutti i danneggiati da emotrasfusione: emofilici, talassemici, trapiantati, microcitemici;

- Estensione dello stesso indennizzo a tutti gli infermieri ed operatori sanitari, ed ai pazienti ricoverati, militari in servizio, contagiati da contatto con sangue o strumenti infetti;

- Pensionamento anticipato con 20 anni di servizio e/o di contributi per i genitori di figli portatori di gravi invalidità, parificando in questi casi il mestiere di padre o madre al lavoro usurante;

- Riduzione delle aliquote Iva per i cittadini portatori di disabilità, per l'acquisto di beni o servizi (es. riduzione dell'Iva sull'acquisto di tutti i mezzi di trasporto, anche di camper per le vacanze; riduzione dell'Iva sulle fatture professionali, legali o mediche, per la difesa in giudizio nei procedimenti per il riconoscimento della disabilità);

- Preferenza assoluta nell'accesso ai concorsi pubblici per i cittadini danneggiati dallo Stato per vaccinazioni o trasfusioni, e diritto al pensionamento anticipato senza riduzione;

- Libertà di sottoporre i propri figli alla vaccinazione, così come disposto recentemente dalla Legge Regionale del Veneto, limitando l'obbligo solo al caso di conclamata epidemia;

- Estensione del risarcimento della legge 229/2005 ai casi di contagio di cittadini che per motivi di credo religioso avevano rifiutato le trasfusioni di sangue e, tuttavia, sono rimasti contagiati in seguito all'imposizione giudiziale del trattamento sanitario;

- Opportunità di applicare a parità di reddito, aliquote diverse alle famiglie di single ed alle famiglie di quattro persone, con due figli o più figli a carico;
By Marcello Stanca

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Alcuni casi di risarcimento  
Italy - Paralisi da vaccino: Risarcimento -   vedi: il Caso Tremante  +  Oltre 1.000 studi sui Danni dei VACCINI
Iniezione vaccinale ad un bimbo: la ASL pagherà 1.400 mila euro.
La Sentenza del Tribunale di Lodi (Italy). La Struttura Sanitaria è stata considerata responsabile della tetraparesi spastica di Marco, sano fino a 11 mesi.


vedi: Alcuni Morti per i Vaccini  + 
Militari Uccisi dai vaccini  +  Vaccini: esperimenti medici sulle masse - La Leva di Archimede (IT)  + Perche' vaccinare ?

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Vaccini, condannato Ministero Salute - Giovane ridotta in stato vegetativo per l'epatite B
CAMPOBASSO - Sett. 2008  - Il Ministero della Salute e' stato condannato a risarcire una ragazza colpita da epilessia dopo una vaccinazione obbligatoria. La giovane, che oggi ha 25 anni, e' affetta dall'eta' di 11 anni da epilessia progressiva in seguito alla vaccinazione per l'epatite B.
In sostanza il Tribunale ha accertato il nesso di causalita' anche a seguito delle perizie effettuate da alcuni consulenti, tra i quali l'immunologo Ferdinando Aiuti ed il prof. Massimo Montinari.
La famiglia della ragazza si era costituita in giudizio, assistita dall'avvocato Vincenzo Iacovino il quale ha sostenuto la correlazione tra la malattia contratta dalla ragazza e la vaccinazione seguita.
Il Tribunale ha anche disposto che l'indennizzo sia pagato con la maggiorazione degli interessi e rivalutazione dalla data della domanda a quella del reale pagamento.

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Neonato paralizzato dopo vaccino: risarcimento e polemiche
Nonostante ci siano migliaia di referenze scientifiche contro le vaccinazioni e nonostante la gente continui a subire i gravi effetti delle stesse si continua a proteggere la pratica vaccinale. -  Articolo  GAZZETTA DI PARMA

MILANO - Carlo, 35 anni, ha 40 crisi epilettiche per notte e non ha mai condotto una vita normale. Gianni, 42 anni, è affetto da elefantiasi alle gambe e l'altro giorno ha assistito al matrimonio del fratello da un autocarro parcheggiato davanti alla chiesa. Enrica, 51, è come una bimba di 4, ma in menopausa. Valentina, 7 anni, è paralizzata, si muove a scatti e quando si arrabbia rischia di fare e di farsi del male. Stavano tutti bene prima di essere sottoposti, da neonati, a una delle vaccinazioni obbligatorie.

La vicenda di Marco, i cui genitori hanno ottenuto un risarcimento di un milione e 250mila euro perché il bimbo è rimasto paralizzato a 11 mesi, nel 1998, dopo la vaccinazione obbligatoria pentavalente, ha scatenato di nuovo le polemiche. Non solo sulla sicurezza dei vaccini, ma anche sul riconoscimento dei danni. Ci sono infatti cause che si trascinano da anni, o risarcimenti che non vengono mai riconosciuti.

Soprattutto quando, a differenza di quel che è successo nella storia di Marco, non viene accertata una responsabilità precisa, come quella del medico dell'Asl. A Marco, infatti, il vaccino sarebbe stato somministrato mentre aveva la febbre, una delle condizioni in cui è controindicato. «Per le vittime del vaccino dovrebbe essere riconosciuta una responsabilità oggettiva dello Stato, così come è successo per chi ha subito danni per le trasfusioni con sangue infetto - ha detto l'avvocato Marcello Stanca, che da anni si batte per aiutare i danneggiati da vaccino riuscendo a portare in tribunale circa 400 casi - Inoltre il risarcimento del caso di Lodi, è davvero un evento eccezionale, perché gli indennizzi in genere si aggirano su qualche centinaio di euro al mese».

Difficile comunque tracciare un quadro preciso di quanti bambini si siano ammalati dopo i vaccini obbligatori. Per stabilire la correlazione occorrono almeno due anni di accertamenti. «E' questo il vero dramma delle vaccinazioni: vengono fatte malissimo - ha detto Nadia Gatti, presidente Condav - Noi non siamo assolutamente contro le vaccinazioni, che sicuramente sono servite e servono, ma non si possono fare con la superficialità con cui si fanno adesso».

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RISARCIMENTI in Italia: I danni dei vaccini e del sangue infetto - 19 marzo 2008
Mi chiamo Teresa Tosi e sono la presidente dell’associazione nazionale I Delfini onlus, che conta quasi 1000 iscritti, si occupa tra l’altro delle persone contagiate da sangue infetto e bambini danneggiati dai vaccini, esiste una legge la 210/92 che prevede un indennizzo che deve essere erogato alla fine di ogni bimestre, ma puntualmente non viene rispettato, né dalle asl né dalla Regione Lazio, dicendo che non ci sono i fondi, ma questi fondi vengono mandati dal ministero del Tesoro per i sopra elencati e invece che finalizzarli per questa legge vengono messi nel calderone e quindi le asl che hanno dei pignoramenti attingono anche ai ns fondi.

Nonostante le ns. numerose telefonate sia le asl che la Regione Lazio non trovano risposte, e detti indennizzi vengono pagati anche dopo 30 gg dalla data di scadenza. Vorrei sapere i loro stipendi come vengono pagati perché per tutte queste persone malate è una questione di vitale importanza. Ci rivolgiamo a lei e speriamo di trovare ascolto quello che invece non abbiamo trovato nel presidente Marrazzo, che nei suoi discorsi prima di essere eletto diceva che la regione sarà una regione di tutti. Aperta a tutti. Io personalmente sono riuscita a parlarci una sola volta rispondono le segretarie che promettono che saremo richiamati cosa che non è mai successa.
Siamo stanchi di essere presi in giro costantemente vogliamo delle risposte concrete, questi ritardi devono finire. Grazie di cuore
By Teresa Tosi - Presidente Associazione  “I Delfini” onlus
Tratto da ilmessaggero.it

e per finire....

.....La Commissione non ci piace e manca il decreto risarcimenti
 

COMUNICATO STAMPA

 

ROMA, 19/03/2008: IL SOTTOSEGRETARIO ANTONIO GAGLIONE LICENZIA UNA COMMISSIONE RISARCIMENTI METTENDO LUI COME PRESIDENTE, INSERENDO BUROCRATI ED ESCLUDENDO LA CATEGORIA.
LA MANIFESTAZIONE SEMBRA ESSERE L’UNICA SOLUZIONE SE NELL’INCONTRO DI DOMANI LE DECISIONI NON CAMBIANO. VELTRONI NON VUOLE CONCERTARE CON LA CATEGORIA DEI DANNEGGIATI DA VACCINAZIONI, TRASFUSIONI ED EMODERIVATI.

 

La Confederazione disapprova le nomine incomplete del Sottosegretario Antonio Gaglione che si è messo alla presidenza della Commissione Risarcimenti non ufficializzata sul sito del Ministero della Salute. Sono state prese in parte le idee della Confederazione che però fino ad oggi si trova esclusa dai tavoli che contano. Per il Governo di Centro-Sinistra di Prodi e Veltroni la concertazione è giusta solo con Confindustria, CGIL, CISL, UIL, mentre sembra essere preclusa alle altre organizzazioni di rappresentanza sociale.

Domani alle 12:00 l’incontro con il Sen. Gaglione per trovare delle soluzioni anche per il Decreto Attuativo che perderà i suoi effetti se non verrà emanato entro il 31 marzo.

È ingiusto lasciare 5000 famiglie italiane nell’angoscia dell’attesa di un decreto che potrebbe migliorare la loro vita quotidiana, offrendogli un risarcimento che potrà andare:
Decesso, Euro 619.748.28 - Tra 0 e 40 anni con almeno una sentenza favorevole, Euro 464.811.21 - Tra 41 e 50 anni con almeno una sentenza favorevole, Euro 452.311.21 - Oltre i 50 anni con almeno una sentenza favorevole, Euro 439.811.21 - Tra 0 e 40 anni che non vi è ancora sentenza, Euro 413.165.52 -Tra i 41 e 50 anni che non vi è ancora sentenza Euro 400.665.52 - Oltre i 50 anni che non Vi è ancora sentenza Euro 388.165.52: Dette quote stabilite con Decreto legge 23/04/2003 n. 89 e n. 141 con Decreto Legge 5/12/2005 sono i parametri da applicarsi anche per le nuove e future transazioni.

La C.A.NA.DA. propone, senza compromessi al ribasso una commissione diversa, composta da cinque membri provenienti da: Ministero della Salute, Ministero dell’Economia e delle Finanze, Avvocatura dello Stato, Confederazione Associazioni Nazionali Danneggiati e presieduta da un uomo di scienza proposto dall’Istituto Superiore di Sanità.
By Diego Righini - Segretario Generale -
PORTAVOCE      

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Tutte le famiglie che hanno vaccinato il primo dei loro figli, perché NON conoscevano i gravi danni dei vaccini ed hanno avuto altri figli che NON hanno vaccinato perché hanno preso coscienza successivamente dei danni dei vaccini, conoscono molto bene la differenza dello stato di salute fra il loro figlio/a vaccinato e l'altro (NON vaccinato)  perche  questi non sono MAI malati ad ogni cambio di stagione, mentre i vaccinati ne hanno sempre una
 

Questo per coloro che sembra non abbiano avuto danni gravi; mentre per coloro che hanno vaccinato ed il loro figlio è rimasto handicappato ed i successivi NO ……hanno un calvario di sofferenza enorme per il continuo peregrinare di ospedale in ospedale di medico in medico, pagando somme enormi per tentare di salvare e/o guarire il loro figlio/a, senza trovare soluzioni reali, anzi il loro figlio/a diviene sempre più grave, alle volta arrivando anche a morire per le cure sbagliate che gli hanno propinato, ma anche perché si rendono conto che è stata la loro ignoranza (seguendo le indicazioni dei “pediatri vaccinatori”) che ha reso handicappato il loro figlio !

E’ lo stato (per mezzo delle strutture sanitarie (USL/ASL) con i medici vaccinatori che li ha obbligati a rendere handicappato il loro figlio/a inserendogli delle sostanze tossiche prodotte dalle multinazionali dei vaccini ed è quindi allo stato + strutture sanitarie + medici che hanno vaccinato il figlio/a +  le aziende produttrici del vaccino (responsabilità del produttore) che ha reso handicappato il piccolo/a, ai quali occorre fare causa con richiesta di risarcimento, anche per aiutare il ragazzo/a handicappato ad avere un risarcimento (pensione) nel caso i genitori muoiano prima del giovane, risarcimento che è previsto dalla legge sui danni dai vaccini !

L' Associazione Universo Bambino assiste anche tutti i genitori di figli danneggiati dai vaccini, con assistenza medico legale (esami clinici con perizie) ecc., da presentare in tribunale, per poter ottenere il risarcimento dei danni dei vaccini.

Abbiamo già vinto molte cause, per cui se avete il sospetto che vs. figlio sia stato leso dai vaccini ed abbia contratto: asma, allergie, epatiti, epilessie, malattie gastroenteriche, autoimmuni, nervose, malnutrizione, non sviluppo, autismo, distrofie, leucemie, cancri, sclerosi, mutazioni genetiche generanti malformazioni, ecc., contattateci vi forniremo il ns. aiuto anche dal punto di vista medico sanitario per aiutare a risolvere in certi casi il danno ed in altri a migliorare la qualità di vita del malato.

Sono già in cura presso lo studio del dott. M. Montinari, oltre 3500 bambini/ragazzi/militari rovinati dai vaccini, con esiti ed handicap veramente importanti per la loro salute, anche se i danni dei vaccini sono in genere irreversibili, si può arrivare con nuovi metodi NON invasivi a ridurre a seconda dei casi, gli handicap ricevuti con i vaccini.
 

RICORDATE:

 Il figlio è Vostro. Non dello stato. Non è stato messo al mondo allo scopo di arricchire la “scienza medica”. 
Voi siete responsabili per le Sue cure e per la Sua educazione.  I genitori hanno molte responsabilità nei confronti dei propri figli. Tra queste una è certamente quella di salvaguardarli dagli attacchi dei fattori nocivi, specialmente da quelli che mettono a repentaglio la loro salute.
E’ DOVERE di ogni genitore di “RIFIUTARE e COMBATTERE” la vaccinazione nell’interesse dei propri figli, in qualsiasi luogo ed in qualsiasi circostanza. Combattete con le istituzioni “sanitarie” e resistete in ogni maniera possibile contro gli attacchi dei sostenitori di questa pratica ripugnante”  
(tratto da “Damages caused from vaccines and serum” di M. Shelton)

RISARCIMENTO Danni da VACCINI in Gran Bretagna (UK)
I risarcimenti in denaro per bambini che sono stati danneggiati dai piu' diffusi vaccini, sono raddoppiati, fino a 100.000 Lst.
Lo fa sapere il ministro della Social Security (UK), che specifica in 900 il numero di bambini per cui e' stato gia' deciso un indennizzo di 67.000 Lst.

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La legge 210/92 e successive modificazioni ed integrazioni prevede un indennizzo da parte dello Stato a favore dei soggetti danneggiati da complicazioni di tipo irreversibile provocate da vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati;

tale indennizzo consiste in un assegno reversibile per quindici anni, determinato nella misura di cui alla tabella B allegata alla legge 29 aprile 1976, n. 177, come modificata dall’art. 8 della legge 2 maggio 1984, n. 111, rivalutato annualmente sulla base del tasso di inflazione programmato ed integrato da una somma corrispondente all’importo dell’indennità integrativa speciale di cui alla legge n. 324 del 1959, e successive modificazioni;

nel meccanismo delineato dalla legge 210/92 non viene tuttavia preso in considerazione, ai fini dell’indennizzo, il risarcimento dei danni biologici e dei danni morali e patrimoniali conseguenti alle lesioni alla salute provocate dalle vaccinazioni;

la misura dell’indennizzo non appare adeguata all’estrema gravità dei danni subiti dagli interessati, anche in relazione a quelli che derivano loro in ordine alla vita di relazione ed alla capacità lavorativa, sempre conseguenti alla vaccinazione;

negli anni successivi all’entrata in vigore della legge 210 il Ministero della salute ha riconosciuto l’esistenza di numerosi casi di danni alla salute che hanno colpito i bambini in conseguenza di vaccinazioni obbligatorie;

i casi già indennizzati dal Ministero della salute sono attualmente circa un migliaio, e nel settembre 1996 il ministro Bindi in risposta ad una interrogazione parlamentare dichiarò che i casi di danni da vaccinazione accertati a quella data dal Ministero della salute erano stati 326;

il decreto-legge 23 aprile 2003, n. 89, convertito con modificazioni dalla legge 20 giugno 2003, n. 141, è stato attuato con regolamento interministeriale del 3 novembre 2003 pubblicato il 2 dicembre 2003, il quale ha previsto il pagamento di somme ingenti, a carico del Ministero della salute, a titolo di risarcimento dei danni a favore degli emofilici contagiati dal virus dell’epatite C o dell’HIV a causa di trasfusioni di sangue o emoderivati infetti, in aggiunta a quanto dagli stessi già percepito a titolo di indennizzo ex lege 210/92;

negli ultimi 60 giorni sono pervenute al Ministero della salute almeno 150 richieste di risarcimento dei danni alla salute a causa di vaccinazioni, presentate dal coordinamento legale di tre associazioni nazionale di danneggiati da vaccinazioni, AMEV, Condav e Comilva coordinate dall’Avv. Marcello Stanca, presidente dell’AMEV, per un valore che supera complessivamente la cifra di 200 milioni di euro;

in tali richieste tutti i danneggiati aderenti alle tre associazioni citate lamentano una palese disparità di trattamento, incostituzionale, operata dal citato decreto-legge n. 89 del 2003, con il quale si è attribuito agli emofilici emotrasfusi, anche privi di una sentenza favorevole, un risarcimento dei danni che individualmente varia da 388.000 euro a 413.000 euro, così come disposto dal decreto dirigenziale n. 9266 del 17 novembre 2003 a firma del Direttore Generale del Ministero della salute, Dott. Filippo Palumbo;

in particolare la quasi totalità dei cittadini danneggiati da vaccinazione che abbiano subito gravi danni al sistema nervoso centrale o periferico a causa di un trattamento sanitario obbligatorio, per conseguenze seppur rare della vaccinazione, ma tuttavia conosciute ed accettate dall’ordinamento che ha imposto o consigliato le vaccinazioni, si vedono doppiamente limitati nei propri diritti, in primo luogo poiché non possono esercitare azioni risarcitorie contro le strutture sanitarie che hanno adempiuto un obbligo di legge, ed in secondo luogo poiché gli eventuali responsabili sono deceduti da tempo oppure non rintracciabili, visto che i danni da vaccinazione indennizzabili ai sensi della legge 210/92 possono risalire anche al 1959 (secondo quanto disposto dalla sentenza n. 27 /98 della Corte Costituzionale);

quindi i cittadini che hanno inoltrato le istanze risarcitorie hanno visto conferire dal Ministero della salute, a soggetti danneggiati da emotrasfusione, un emolumento economico che spetterebbe a maggior ragione anche ai propri figli, poiché danneggiati da un trattamento sanitario obbligatorio, ed ancor più perché colpiti da una danno alla salute (lesione al sistema nervoso gravemente invalidante) molto più grave di quello normalmente subito dagli emotrasfusi, e molto più precoce;

la legge 210/92 ha previsto l’erogazione di un indennizzo mensile soltanto a favore dei bambini direttamente contagiati e resi invalidi, mentre non ha previsto alcun indennizzo, neanche a titolo di danno morale oggettivamente subito, a favore dei genitori che si sono visto distruggere il figlio da un trattamento sanitario eseguito nell’adempimento di un dovere giuridico;

la Corte di Cassazione, Sezioni Unite, con sentenza n. 956/2002, ha finalmente stabilito che anche i congiunti conviventi con il cittadino che ha subito gravi lesioni fisiche hanno diritto, iure proprio, ad un risarcimento del danno morale e la Corte Costituzionale, con sentenza n. 233 del 2003, ha statuito che il risarcimento per il danno morale può e deve essere riconosciuto, anche nel caso in cui la lesione subita da un cittadino non derivi da un reato;

anche i genitori dei bambini danneggiati da vaccinazione potrebbero agire contro lo Stato per ottenere un giusto risarcimento dei danni subiti;

la legge 210/92 ha ridotto del 70% le somme riconosciute ai danneggiati da vaccinazione obbligatoria per gli anni trascorsi dalla data della lesione alla data di conferimento dell’assegno mensile vitalizio, negando anche gli interessi e la rivalutazione, mentre agli emotrasfusi a cui tali arretrati non spettano in base alla sentenza n. 423 del 2000 della Corte Costituzionale è stata attribuita con un atto legislativo e regolamentare una somma che supera di dieci volte il valore dell’indennizzo riconosciuto ai danneggiati da vaccinazione, e basti riflettere sul caso del signor Salvatore Mariella di San Vito dei Normanni (Brindisi), recentemente citato dal quotidiano “la Repubblica” – edizione di Firenze e dalla “Gazzetta del Mezzogiorno”, in tre edizioni consecutive, che si è visto riconoscere un indennizzo pari a 75.000 euro per il decesso del figlio provocato da vaccinazione obbligatoria, mentre al cittadino deceduto a causa di emotrasfusione di sangue infetto, viene attribuito, in base al decreto ministeriale citato, un indennizzo pari a 619.748,28 euro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ritenga giusto che i bambini danneggiati da vaccinazione possano legittimamente essere trattati in maniera diversa rispetto ai cittadini danneggiati da emotrasfusione, anche in considerazione del fatto che i primi hanno subito il danno in base ad un trattamento sanitario obbligatorio mentre i secondi lo hanno subito in base ad un trattamento sanitario facoltativo o necessitato;

se il Ministro non ritenga che lo Stato possa ritenersi maggiormente responsabile nei confronti dei danneggiati da emotrasfusione ed ignorare o limitare la propria responsabilità oggettiva nei confronti dei cittadini, per di più bambini, danneggiati da trattamenti scientificamente gravati da un rischio di effetti collaterali più o meno gravi e permanenti, imponendo o consigliando il trattamento sanitario;

se il Ministro non ritenga ingiusto che ai genitori dei bambini danneggiati dalle vaccinazioni non spetti alcun indennizzo, iure proprio, neanche a titolo di danno morale, a causa delle gravi ed irreversibili lesioni personali accidentalmente provocate ai loro figli dalle complicazioni collegate alle vaccinazioni;

se non si ritenga opportuno prevedere l’erogazione di un risarcimento dei danni patrimoniali, morali e biologici, a favore dei bambini danneggiati da vaccinazione obbligatoria (senza preclusioni temporali derivanti dall’epoca della vaccinazione), stante la permanenza e l’irreversibilità dei danni, in aggiunta all’indennizzo previsto dalla legge 210/92, così come è stato disposto per gli emotrasfusi;

se non si ritenga opportuno costituire una Commissione Paritetica con le Associazioni dei danneggiati da vaccinazioni, AMEV, CONDAV e COMILVA, per la valutazione delle richieste di risarcimento già pervenute al Ministero della salute, e l’individuazione di una serie di criteri uniformi di risarcimento, sia a favore dei cittadini danneggiati, sia a favore dei loro genitori (ai quali la legge n. 210 non riconosce nulla, se non nel caso di decesso del figlio o congiunto, direttamente danneggiato, così come è stato fatto con gli emotrasfusi ai quali sono stati pagati i risarcimenti di cui al decreto-legge n. 89/2003);

se infine il Ministro della salute non ritenga che il meccanismo della trattativa in sede politica sia meno dispendioso per la collettività, rispetto all’ipotesi alternativa di costringere gli interessati ad instaurare centinaia di azioni giudiziarie nei confronti del Ministero della salute.
Tratto da: lasoffittadiluna.it

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Danno da vaccinazioni, nuova tranche di risarcimenti - (Decreto Ministeriale) - 15/01/2010
Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali provvede alla corresponsione, ad ognuno dei soggetti interessati dell'indennizzo aggiuntivo e dell'assegno una tantum previsti, rispettivamente, dagli articoli 1 e 4 della legge n. 229/2005, aderendo agli orientamenti indicati dal Consiglio di Stato

p>Con la decisione n. 3084/09 il Consiglio di Stato, ritenendo «irragionevole il criterio temporale per la corresponsione degli assegni se non e' accompagnato da adeguati parametri correttivi, intesi a salvaguardare particolari esigenze di salute, di assistenza e familiari dei richiedenti, che potrebbero giustificare una accelerazione del relativo procedimento», afferma l'obbligo di definire «ragionevoli criteri organizzativi che salvaguardino l'esigenza di attribuire immediata soddisfazione alle pretese economiche correlate a particolari situazioni di gravita' delle affezioni o di difficolta' economiche degli aventi titolo o dei loro nuclei familiari» e dunque di provvedere alla formazione di una graduatoria sulla base dei predetti criteri.

Sono state avviate le opportune iniziative presso il Ministero dell'economia e delle finanze per ottenere un'adeguata integrazione allo stanziamento disponibile.

Con il decreto, nelle more del completamento di dette iniziative, si provvede alla erogazione in favore dei soggetti interessati della quarta delle complessive cinque rate previste dall'art. 4, comma 3, della legge 29 ottobre 2005, n. 229, fissandone il relativo importo sulla base delle disponibilita' di bilancio.

Il parametro della difficolta' economica degli aventi titolo o dei loro nuclei familiari e' determinato dall'indicatore economico ISEE di cui al decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 109, e successive modificazioni.

Per le istanze di accesso si procede quindi all'indennizzo di cui all'art. 1 della legge n. 229/2005 e alla formazione di una graduatoria dei soggetti da soddisfare sulla base del criterio cronologico di presentazione delle istanze degli aventi titolo cui e' assegnato un punteggio pari al 30%, accompagnato dai parametri correttivi della gravita' dell'affezione, cui e' assegnato un punteggio pari al 40%, o della difficolta' economica degli aventi titolo e dei loro nuclei familiari, cui e' assegnato un punteggio pari al 30%.

In tal modo viene data attuazione alla predetta sentenza del Consiglio di Stato procedendo alla individuazione dei criteri per la formazione delle graduatorie utili ai fini in questione.
Decreto Ministero della Salute 21/10/2009, G.U. 13/01/2010, n. 9

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UK - £3.5m paid out in vaccine damages
The government has paid out £3.5m to patients left disabled by vaccinations since 1997, it has been revealed
Since then, any claimant who is successful in their claim has received a tax-free lump sum of £100,000.
Source BBC news

VACCINES DAMAGES – Injury
http://en.wikipedia.org/wiki/Vaccine_injury   +  http://www.whale.to/vaccines/damage.html
http://www.charge.org.uk/about/jj.html   +  http://www.vran.org/news-art/press/morgan-suit.htm
http://www.vaclib.org   +  http://www.gov.mb.ca/justice/mlrc/reports/104.pdf
http://www.sayingnotovaccines.com/ 

USA Vaccine Damage: Parents receive $2bn compensation pay-outs - 04 October 2007
Vaccine manufacturers have paid out nearly $ 2bn in damages to parents in America whose children were harmed by one of the childhood jabs such as the MMR (measles-mumps-rubella) or DPT (diphtheria-pertussis-tetanus). 

In all, around 2,000 families have received compensation payments that have averaged $  850,000 each.  There are a further 700 claims that are going through the pipeline.

None of the claims is for autism as medical researchers say they have failed to find a link between the disease and the MMR vaccine, despite the initial findings made by Dr Andrew Wakefield.  Instead they are for a wide spectrum of physical and mental conditions that are likely to have been caused by one of the vaccinations.

Around 7,000 parents have filed a claim of an adverse reaction with America’s Vaccine Injury Compensation Program (VICP).  To win an award, the claimant must prove a causal link to a vaccine. 
As the medical establishment (*) has refused to recognise any link to autism, the VICP has so far rejected 300 claims for this outright.
Source:  New England Journal of Medicine, 2007; 357: 1275-9
USA – Vaccines Injury table: http://www.hrsa.gov/vaccinecompensation/table.htm

((*) Commento NdR: ovvio che l’establishement medico, anche statale, cerchi di rifiutare di accettare le prove sul collegamento fra autismo ed altre malattie e le vaccinazioni, perche’ se cio’ avvenisse, dovrebbero risarcire tanto di quel denaro…che le case farmaceutiche fallirebbero assieme agli Stati che sono da sempre conniventi con i produttori dei vaccini
vedi: Produttori Tutelati + Big Pharma

C'è da aggiungere che le case farmaceutiche in alcuni casi sono state condannate a risarcire i danni, ma lo fanno facendoti firmare la CLAUSOLA di NON DIVULGAZIONE, ovvero dopo che hai preso i soldi devi stare zitto per non rovinare i loro sporchi affari.......

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