L'Aids
e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf
L'Epatite B e' stata
"inventata" con
il vaccino per la Polio Sabin =
visionare
le comprovanti statistiche
Istat
!
Cosi come la Meningite e' stata inventata dai vaccini per la
Polio
+ EpatiteB !
RITIRATO VACCINO
per la POLIO -
Danni dei Vaccini
(testimonianze)
EUROPRESS 20 ottobre 2000 - dal "THE TIMES"
- INGHILTERRA -
Il dipartimento della Sanità ha imposto il ritiro dal mercato di un
particolare tipo di vaccino antipoliomielite, regolarmente usato fino ad ora. La causa del
ritiro sembrerebbe dovuta alla diffusione del cosiddetto "morbo della mucca
pazza".
Italy,
Cassazione:
"non
è reato non vaccinare i figli"
Commento: secondo l'art. 1 del Decreto Legislativo n. 480 del 13/7/94,
l'inosservanza di una ordinanza del Sindaco è depenalizzata. Anche per questo ciò
significa che la cosa non può portare ad una denuncia penale per l'art. 650 del Codice
Penale come in passato, quindi è priva di effetti. In altre circostanze La Cassazione (I Sez. Penale) ha sentenziato che la disobbedienza allOrdinanza del Sindaco non può
dare luogo ad una denuncia penale per lart. 650.
Testo degli articoli:
Chi non vaccina i figli non commette reato e, quindi, non può essere punito con la
reclusione, ma è passibile soltanto di ammenda. Lo ha stabilito la Cassazione nel
prendere in considerazione la vicenda di una madre torinese che non aveva osservato
l'ordinanza con la quale il sindaco le aveva intimato di sottoporre la figlia minorenne
alle vaccinazioni Obbligatone.
E così 1a madre, in primo grado, oltre all'ammenda, si era
addirittura vista condannata a due mesi di reclusione per non aver rispettato l'ordine,
dato ai fini di "impedire l'invasione o la diffusione di malattie infettive".
Nel secondo grado di giudizio alla madre era stata condonata la pena detentiva e
rideterminata in 100 mila lire l'ammenda. Fino al ricorso in Cassazione quando i supremi
giudici hanno annullato la sentenza impugnata perché il fatto non costituisce
reato.
Polioral (vaccino per la polio
SABIN)
Composizione. Sospensione acquosa, in terreno di Earle con
lattalbumina 0,5% di virus poliomelitico attenuato dei tipi
1,2,3, coltivato su cellule di rene di Cercopithecus aethiops
(un primate ndr) e stabilizzata con cloruso di magnesio 1M.
Controindicazioni. Ipersensibilità accertata verso uno dei
componenti della formulazione (vengono fatte analisi di
tollerabilità ai bambini di 3 mesi prima di sottoporli a
vaccinazione? ndr). La vaccinazione è controindicata nei
soggetti con alterazioni dello stato immunitario (agammaglobulinemia,
ipogammaglobulinemia, immunodeficienza combinata umorale o
cellulo-mediata); nei soggetti affetti da leucemie, linfomi,
neoplasie, patologie del sistema nervoso centrale croniche
convulsivanti, nei bambini sani conviventi con persone affette
da immunodeficienza. La vaccinazione è differita in casi di
malattie acute febbrili , diarrea o altri disturbi intestinali;
in trattamento con farmaci immunodepressori. Il verificarsi di
qualsiasi reazione neurologica successiva alla vaccinazione
costituisce controindicazione alla somministrazione di ulteriori
dosi di vaccino.
Tra gli effetti indesiderati. Molto raramente sono stati
descritti casi di malattia paralitica associati alla
vaccinazione, anche in persone a diretto contatto con soggetti
vaccinati (meno di un caso ogni tre milioni di dosi
somministrate). Raramente possono verificarsi diarrea, esantema
allergico e polineuriti.
Fonte: Ministero della Sanità il 12/10/98.
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William F. Koch, uno scienziato
rinomato nel mondo nel campo dei virus
e della ricerca sul cancro, scrisse nel suo testo "Una
introduzione alla Terapia dei Radicali Liberi (1961)",
"La capsula proteica (del virus) ha potenze antigeniche
specifiche che forniscono risposte immunologiche specifiche e
reazioni sierologiche. Questa e' la parte che e' convertibile in
un vaccino usato per eccitare reazioni immunologiche nel
paziente. Non c'e' risposta immunologica alla parte della
nucleoproteina sebbene questa sia la parte che causa la
patologia."
Egli quindi riafferma"...i vaccini contro un virus specifico non
immunizzano contro la nucleoproteina che e' il reale patogeno,
specialmente dopo che e' penetrato e si e' integrato con la
cellula ospite, cosi' il discorso riguardo la cura ..e' una
perdita di tempo.
Perfino la prevenzione della infezione virale per mezzo del
vaccino incontra la piu' grande opposizione statistica da quando
sono state registrate le vaccinazioni a larga scala del vaiolo e
di Salk. In linea con quanto e' noto riguardo la struttura dei
vaccini, le statistiche appaiono logiche allorche' mostrano che
la paralisi da polio e' aumentata sia in incidenza che in
mortalita' a causa dell'uso del vaccino".
Egli presenta quindi i numeri di casi di "polio" riportati in
maggiori aree diverse degli USA e del Canada, prima e dopo l'uso
del vaccino di Salk:
EFFETTO del VACCINO per la POLIO
AREA RIPORTATA NUMERO dei CASI/ANNO NUMERO deiCASI/ANNO
PRIMA del VACCINO e DOPO il VACCINO:
MONTREAL MENO di 100
CASI 521 CASI, 27 MORTI
OTTAWA 64 CASI, 7 MORTI 455 CASI, 41 MORTI
(In tutto il Canada ci furono 7 volte piu' casi di paralisi
con un piu' alto tasso di mortalita'
dopo l'uso del vaccino)
DETROIT 226 CASI 697 CASI
USA 5987 CASI, 8531 CASI, 3090 PARALIZZATI 5661 PARALIZZATI
(in North Carolina e Tennessee, dove la vaccinazione era
OBBLIGATORIA, ci fu un aumento del 400%)
Koch commenta quindi la sua esperienza col colera suino (hog
cholera) e la rabbia a Cuba ed in Sud America. "Dovrebbe essere
detto che ogni epidemia di malattia virale trattata...seguiva la
vaccinazione entro pochi mesi, quando ci sarebbe dovuto essere
protezione invece di una epidemia."
Nella "polio", per esempio,
parecchie malattie sono state rinominate e piazzate sotto un
altro capitolo.
Quando fu introdotto il vaccino, i CDC (Centers for Desease
Control: Centri per il controllo delle Malattie) emisero "...nuove
linee guida diagnostiche che relegarono quelle che sarebbero
state diagnosi di polio alle vecchie diagnosi di
meningite dei giorni
pre-polio." (T.C. Fry).
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CONTAMINANTI nel Vaccino per la
Poliomielite
Come riporta William Carlsen nel suo articolo su SFGATE "Il
virus canaglia nel vaccino"
Il vaccino di
Salk era prodotto facendo crescere il
virus nel tessuto renale delle scimmie asiatiche. Il
virus veniva poi ucciso con
formaldeide. Di questo modo, quando il vaccino veniva
iniettato negli umani, la morte del virus generava anti corpi in
grado di sconfiggere la
polio. Che idea semplice e meravigliosa ! O così
sembrava.
Quello che milioni di persone vaccinate non sapevano, neanche
volendolo fino al 1959, fino a quando Bernice Eddy, guardando
nel suo microscopio nell'Istituto Nazionale della Salute (NIH),
trovò che le cellule dei reni delle scimmie, le
stesse usate per fare i
vaccini, morivano per cause
sconosciute. Così cominciò a sperimentare.
Preparò estratti da reni di 8 - 10 scimmie
Rhesus. Poi ne iniettò piccolissime quantità sotto la
pelle di 23 porcellini d'india appena nati. Entro nove mesi
furono riscontrati "tumori grandi, maligni e sottocutanei"
in 20 degli animali- e il mondo rimase traumatizzato. O no
?
Eddy cerca di spargere la voce
Sconvolto che un virus delle scimmie potesse contaminare il
famoso vaccino contro la poliomielite, il 6 Luglio 1960, Eddy
condivise le sue scoperte con il Dr. Joseph Smadel, capo della
divisione biologica del NIH, che licenziò sommariamente i tumori
come "accumuli" inoffensivi.
Nel frattempo al laboratorio
Merck della Pennsylvania, il Dr. Maurice Hilleman e
il Dr. Ben Sweet isolavano il virus. Lo chiamarono Simian Virus
40 o SV40 perchè era il
quarantesimo virus trovato nel tessuto renale. Un po' troppo per
una medicina definita "miracolosa".
Nonostante tutto, sembrava che avessimo vinto la guerra contro
la poliomielite. Il 60% della popolazione americana, qualcosa
come 98 milioni di persone, aveva preso almeno una dose del
vaccino di Salk e il numero dei casi era notevolmente diminuito.
Intanto, un vaccino orale per la poliomielite sviluppato dal
virologo
Albert Sabin affrontava le prove finali in Russia e
in tutto l'Est Europa. Era già stato preso da decine di milioni
di persone ed era pronto per essere distribuito negli USA. La
sua grande differenza era che, al contrario del vaccino di Salk,
la versione di Sabin conteneva una forma viva ma indebolita del
virus (in formaldeide)
della poliomielite così da "promettere"
l'immunità a vita.
Fortunatamente, il Servizio per la Salute Pubblica Americano (PHS)
ufficiale condusse test e trovò il virus
SV40 in entrambi i
vaccini. Il PHS stimò che un terzo dei vaccini di Salk
fosse contaminato e che il virus SV40 causava il cancro
negli animali di laboratorio. Immaginate il panico delle aziende
e del governo a questa notizia, che non condivisero neanche
lontanamente con il pubblico.
All'inizio del 1961, gli addetti del PHS cominciarono a "venire
incontro" alle principali
case farmaceutiche che distribuivano i vaccini.
Stranamente, queste ultime non avevano trovato nessuna prova
che il virus potesse essere pericoloso per gli uomini.
Nel marzo dello stesso anno, il PHS ordinò ai produttori di
eliminare il virus SV40 da tutti i futuri vaccini. Sarebbe stato
adottato un nuovo piano per neutralizzare il ceppo attivo della
poliomielite, utilizzando, per creare il vaccino, scimmie verdi
africane libere dal Virus SV40 invece delle scimmie precedenti.
Incrementando ancora il traffico di scimmie.
(NdR: Il virus SV 40 e' rimasto
comunque nei vaccini fino quasi agli anni 90')
Sorprendentemente, il personale del PHS non ritirò i vaccini
già presenti sul mercato da più di un anno. Tutto era nelle
mani dei medici
e questi generalmente non raccontavano ai pazienti degli
effetti del vaccino sui piccoli.
Il loro discutibile ragionamento era che qualsiasi informazione
circa la pericolosità del vaccino avrebbe scatenato il panico
tra la gente e messo in pericolo la campagna di vaccinazione. E
i milioni di persone che prendevano il vaccino ? Non erano forse
messe in pericolo ?
La prima rivelazione
La storia della contaminazione del vaccino di Salk uscì con poco
scalpore il 26 Luglio 1961, a pagina 33 del New York Times.
Veniva riportato che Merck e altri produttori avevano interrotto
la produzione fino a quando non fossero riusciti a eliminare il
"virus della scimmia" dal vaccino. Chiamato in causa, il PHS
disse che non c'erano prove che il virus fosse pericoloso.
Eccetto naturalmente i 20 piccoli porcellini d'india infettati.
Nel 1962, uno studioso di epidemie di Harvard, il Dr. Joseph
Fraumeni, entrò nell'Istituto Nazionale sul Cancro e gli fu
assegnato il compito di verificare se ci fossero stati degli
aumenti di tumori tra i pazienti che avevano utilizzato il
vaccino di Salk. Con due colleghi, Fraumeni testò campioni del
vaccino da maggio a giugno 1955, i primi mesi della campagna
nazionale per l'immunizzazione. Poi divisero i risultati in
"assente," "basso" o "alto" secondo l'ammontare di virus SV40
riscontrato.
Fu l'unica volta che le autorità americane vollero misurare
questo livello nei vaccini tra il '55 e il '62. Gli altri
campioni immagazzinati vennero poi distrutti. Fraumeni individuò
casi dove la contaminazione era distribuita nei mesi chiave. La
California ricevette un vaccino con basso livello del virus. Lo
studio prese in considerazione anche la fascia di morti per
cancro dai 6 agli 8 anni vaccinati durante questo breve tempo
analizzando il gruppo per 4 anni.
I risultati, pubblicati nel giornale dell'Associazione Nazionale
Medici, non mostravano una reale differenza tra il numero di
morti per tumori tra gli Stati con alto o basso livello del
virus SV40 nel vaccino e quelli negli Stati dove il virus era
assente.
Eppure dopo poco più di un anno, dopo "reportage isolati" che
collegavano il virus con il cancro nell'uomo, Fraumeni
riconsiderò che poteva essere creato un altro gruppo di pazienti
che avevano usato il vaccino per tenerli sotto osservazione.
Questo gruppo sarà oggetto delle prove condotte nei primi anni
'60 all'Ospedale Generale Metropolitano di Cleveland. Per vedere
i differenti effetti causati dalla differente presenza del virus
SV40 nei vaccini, i ricercatori dell'ospedale iniettavano ai
neonati delle famiglie nere più povere dosi che oscillavano
intorno alle 100 volte le dosi consigliate agli adulti. Non
proprio una bella azione verso questi bambini.
Gli esperimenti durarono 3 anni, coinvolgendo 1.073 bambini,
alla maggioranza dei quali fu dato il Sabin per via orale, dopo
che è stato dimostrato che contiene il virus SV40. Un reportage
del 1982 minimizza le limitazioni dello studio dicendo che la
maggioranza dei bambini ha dato esito negativo e che comunque i
tumori connessi con il virus SV40 possono impiegare dai 17 ai19
anni per manifestarsi e che oltretutto c'era ancora meno
probabilità di contrarre il virus con il vaccino per via orale.
Nonostante il campanello d'allarme delle critiche, tutto viene
insabbiato dicendo che le scoperte erano "rassicuranti e
coerenti nel determinare che il virus SV40 non è cancerogeno per
l'essere umano". Poi fermarono gli studi, reclamando "grosse
difficoltà ed ostacoli nel tracciare il particolare gruppo dai
risultati negativi". Nessuna menzione però al al comportamento
distruttivamente razzista con il quale è stato condotto lo
studio e che ha segnato anche la posizione del governo per anni.
BOOM, 1988
A Boston, il Dr. Robert Garcea e il suo assistente, il Dr. John
Bergsagel, usarono un nuovo strumento, la reazione a catena di
polimerasi, PCR, per cercare un paio di virus comuni nel
cervello di bambini con tumori. In più della metà dei tumori
risultò un DNA alterato e finalmente si accorsero che si
trovavano di fronte al SV40.
Commento NdR:
Il virus
SV 40 e' rimasto comunque nei
vaccini fino quasi agli anni 90'
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Nell'elenco
medico-sanitario delle varie malattie per la
"polio", per esempio, parecchie malattie sono
state rinominate e piazzate sotto un altro capitolo, per far
quadrare i conti....e le statistiche sulla Polio.
Quando fu introdotto il vaccino per la Polio, i CDC (Centers
for Desease Control: Centri per il controllo delle Malattie)
emisero "...nuove linee guida diagnostiche che
relegarono quelle che sarebbero state diagnosi di polio alle
vecchie diagnosi di meningite dei giorni pre-polio."
(By T.C. Fry).
Si
cambia nome ad una malattia e quindi tutto quadra......cosi
si e' fatto anche per l'Aids si sono eliminate dall'elenco
circa 30 malattie e sono state incluse nella voce
Aids.....
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POLIO CAUSATA dal VACCINO
Sentenza dei magistrati di Cremona - CASALMAGGIORE
Un miliardo e 300 milioni. E la cifra con la quale lAsl di Cremona
dovrà risarcire un ragazzo colpito da poliomielite dopo essere stato vaccinato: lo ha
stabilito il tribunale di Cremona. Ma la somma è destinata a raddoppiare, quando i legali
avranno completato i conteggi relativi agli interessi maturati in oltre 14 anni e alla
rivalutazione della lira. Non solo: lavvocato Emilio Azzini di Casalmaggiore,
rappresentante della famiglia del giovane intende anche ottenere la differenza relativa al
calcolo fatto dal giorno in cui la malattia è insorta, ne1 1983, a quello relativo
allinizio dellazione giudiziaria, 5 anni dopo.
La sentenza costituisce un caso inedito perché ad essere accertata è la
responsabilità di un' operatrice sanitaria. In precedenza, infatti, si era giunti a
stabilire soltanto il nesso tra la somministrazione del vaccino antipolio e la
manifestazione della malattia stessa: nel nostro paese, comunque, i casi analoghi
a questo ed in attesa di giustizia sono circa 30 mila.
Dopo pochi giorni il bambino cominciò a stare male: sempre più debole, aveva
nausee continue e non riusciva a reggersi in piedi.
La famiglia chiese il parere di diversi specialisti ed il responso fu
unanime: poliomielite.
lniziò così la lotta del padre del ragazzo per ottenere giustizia.
By Rosario Pisani - tratto da "corriere della sera"
Polio da vaccino, la madre a una conferenza del
Lion's
SABBIONETA
- La vicenda della piccola Silvia Lodi Rizzini, colpita da
paralisi flaccida agli arti inferiori a causa del vaccino antipolio, ha commosso e fatto
discutere tutta l'Italia, diventando un caso nazionale, grazie alla determinazione della
madre Nadia Gatti, che ha accettato di raccontare la sua storia a stampa e tv per evitare
ad altre famiglie lo stesso calvario. Sull'argomento, il Lion's Club Sabbioneta Nova
Civitas, promuove una tavola rotonda per venerdì 20 ottobre, alla quale parteciperanno
Nadia Gatti, l'onorevole Franco Raffaldini del gruppo di lavoro che dovrebbe preparare i
provvedimenti per riconoscere ai danneggiati da vaccino gli indennizzi adeguati, il dottor
Angelo Romano, primario della divisione di Pediatria dell'Ospedale Oglio Po, che ha
seguito fin dall'inizio in prima persona la dolorosa vicenda e l'avvocato Emilio Azzini di
Casalmaggiore, protagonista della prima sentenza in Italia che condanna una struttura
sanitaria al risarcimento di 3 miliardi in un caso analogo. Nella serata, oltre alla
testimonianza della madre-coraggio, verranno presi in considerazione i risvolti
legislativi, medici e legali sull'argomento.
"Sulla questione del vaccino - afferma la Gatti - vogliamo più informazione e
meno bugie.
Vogliamo che i medici e il Ministero smettano di chiamarci terroristi, perché
siamo noi la parte lesa e non loro.
Vogliamo giustizia perché siamo convinti che già nel
1996 il vaccino avrebbe dovuto essere cambiato ed oggi, usando il buon senso, otto bambini
correrebbero felici insieme ai loro coetanei invece di subire quotidianamente dolorose
fisioterapie, senza sapere nemmeno se e come cammineranno".
di Roberto Marchini (dalla Gazzetta di Mantova del 03.10.2000)
Polio, denuncia in tv. A Report Rai
3, la storia di una madre coraggio - Sabbioneta
Nadia Gatti si batte da anni per ottenere giustizia dallo Stato (di Andrea
Setti)
SABBIONETA - Le vaccinazioni obbligatorie e lo sconcertante quadro di
impreparazione della sanità pubblica nei confronti dei rischi di paralisi e di danni
cerebrali sono stati gli argomenti di un'interessante inchiesta del programma
"Report".
Si tratta di una trasmissione di denuncia condotta da giovani
giornalisti "free lance" che si occupano di casi scottanti raramente illuminati
dai riflettori televisivi. Domenica in seconda serata, Rai 3 ha trasmesso il servizio
confezionato da Stefania Rimini che ha intervistato Nadia Gatti,
madre di Silvia Lodi Rizzini, colpita da paralisi flaccida dopo il
vaccino antipolio. Un vaccino, il Sabin, che dal 1999 è stato sostituito dal Salk
ritenuto più sicuro. "Noi siamo fortunati rispetto a tanti altri - ha spiegato
davanti alle telecamere la donna - perché dopo tre anni abbiamo ricevuto il
riconoscimento che i danni manifestati da nostra figlia sono provocati dalla vaccinazione.
Sono tantissimi, invece, i casi che non sono stati riconosciuti e che costringono le
famiglie a sopportare sofferenze di ogni genere".
Va sottolineato, tuttavia, che ancora i familiari di silvia non sono stati
risarciti e anche il vitalizio previsto dalla legge (un milione e 200mila lire al mese)
viene erogato soltanto al compimento del 18esimo anno di età da parte del danneggiato.
Una situazione praticamente insostenibile se si pensa che le cure e dunque le spese devono
essere fatte tempestivamente e non dopo decenni quando il danno è pressocchè
irreparabile.
"Siamo ancora in attesa di una risposta da parte del Ministero della
Sanità - afferma la madre coraggio di Sabbioneta - ma se non arriverà io e altri
genitori siamo pronti ad azioni clamorose".
Un po di delusione a Casalmaggiore perché l'inchiesta non ha proposto
l'intervista, pur realizzata nelle settimane scorse, a Aldo Formis, il
padre di Mattia, il ragazzo che ha recentemente vinto una storica causa
contro la sanità pubblica che ora dovrà rifondere oltre tre miliardi di lire.
La
televisione ha mostrato alcune riprese del Listone di Casalmaggiore ma senza commenti.
Grande risalto, invece, ha avuto la vicenda di Veronica Gozzi, una
bambina di Parma che lamenta danni cerebrali causati dalla vaccinazione antipertosse con
sostanze contenenti mercurio.
Dalla ricerca è emerso che in Italia non è prevista una soglia di pericolosità
oltre la quale è sconsigliabile utilizzare vaccini con componenti mercuriali.
(da "La Provincia" del 03.10.2000)
Tre miliardi di risarcimento per la polio da
vaccino.
"Una sentenza pilota. Darà speranza a molti"
Sul caso di Mattia Formis condanna dopo 17 anni all'ex Ussl di Viadana (CR) e
all'Azienda ospedaliera cremonese
L'ex Ussl 50-52 di Viadana e l'Azienda ospedaliera cremonese sono stati condannati a
pagare 3 miliardi di risarcimento alla famiglia di Mattia Formis, il giovane casalasco
oggi 17enne che nell'83 si ammalò di poliomielite in seguito alla vaccinazione
obbligatoria.
La sentenza è stata emessa dal tribunale di Cremona e costituisce un
importante precedente per casi analoghi, oltre 30mila in tutta Italia.
Mattia era stato sottoposto all'antipolio con il metodo Sabin (inoculazione del
vaccino vivo attenuato), rimasto in uso in Italia sino all'anno scorso. La
somministrazione avvenne quando aveva l'età di cinque mesi ed era reduce da un'influenza.
Il vaccino gli venne dato senza una preventiva visita medica.
Dopo pochi giorni venne colpito da una grave forma di paralisi flaccida dei muscoli
delle gambe che gli provocò notevoli difficoltà di deambulazione. Solo nell'86, a tre
anni dall'episodio il padre Aldo presentò un esposto alla magistratura ed una richiesta
di risarcimento danni. Ora il giudice ha condannato per quel fatto l'allora responsabile
dell'ufficio igiene pubblica dell'Ussl viadanese, Giuseppe Chizzolini, l'assistente
sanitaria che somministrò il vaccino, Maria Rosa Malacalza e l'Azienda ospedaliera di
Cremona. Dovranno risarcire in solido un miliardo e 334 milioni, che con gli interessi
legali lievitano a 3 miliardi e 54 milioni di lire.
"E' la prima volta che viene stabilito da un Tribunale il nesso fra la
vaccinazione e la malattia" spiega Nadia Lodi Rizzini, la madre di Sabbioneta che,
grazie alla sua battaglia, ha fatto modificare la legge nazionale sulle vaccinazioni.
"Tra l'altro nelle condizioni di Mattia in Italia c'è un alto numero di casi che per
ora non è stato quantificato".
Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dal padre di Mattia, Aldo, mentre
l'avvocato che ha promosso la causa, Emilio Azzini, di Casalmaggiore, ha annunciato
l'intenzione di ricorrere in Appello. Il risarcimento è stato, infatti, calcolato dal
momento della presentazione della denuncia, e non dal fatto in sé. Se venisse retrodatato
il calcolo degli interessi, il pagamento potrebbe lievitare a circa 4 miliardi e mezzo. Si
tratta di cifre che coprono solo in parte le spese mediche che la famiglia ha dovuto
sopportare per la fisioterapia, la rieducazione motoria, la ginnastica e tutti i presidi
sanitari dei quali il ragazzo ha avuto bisogno in questi 17 anni. La cifra sarà liquidata
subito perché la sentenza è esecutiva.
Occorrerà stabilire, dopo lo scorporo dell'ex
Ussl 50-52 se sarà l'Asl mantovana o gli Istituti Ospitalieri di Cremona a pagare ora il
risarcimento.
"Una sentenza pilota. Darà speranza a molti" (di
Nadia
LODI RIZZINI)
SABBIONETA. "E' una sentenza importante, che darà speranza a tantissime
famiglie che ancora oggi vivono questa situazione". Sono le parole di Nadia Lodi
Rizzini, la madre della piccola Silvia, la bimba di 3 anni ammalatasi in seguito alla
vaccinazione antipolio. La donna, con l'aiuto dell'associazione Vaccinetwork di Modena, ha
lottato sino a far modificare la vaccinazione che in Italia non avviene più con il metodo
Sabin.
Oggi si è ritornati ad usare il metodo Salk che prevede l'uso di virus inattivato.
Ma è ancora poco, secondo la Lodi Rizzini che fa parte della commissione nazionale di
lavoro per i danneggiati da polio, una task force di accento mantovano nella quale sono
anche l'onorevole Franco Raffaldini ed il dottor Oleari, responsabile del settore
prevenzione del ministero della Sanità entrambi suzzaresi.
"Noi chiediamo" spiega la Lodi Rizzini "che l'indennizzo vitalizio
mensile che oggi viene vincolato sino alla maggiore età dei bimbi, sia invece dato alle
famiglie, che hanno spese altissime.
Che venga abolita l'umiliante visita della
commissione militare e ci sia una vera informazione ai genitori prima della
vaccinazione".
Dal 92 la legge 210 prevede indennizzi ai danneggiati da vaccinazioni, ma
estenuanti trafile per il riconoscimento della malattia. "Sono infine soddisfatta per
Mattia e la sua famiglia" conclude la madre di Sabbioneta.
"Ma è uno scandalo che questi soldi arrivino a 17 anni dall'episodio. Ora
spero che l'appello continui a fare giustizia come il Tribunale di Cremona ha finalmente
riconosciuto".
(da "La Gazzetta di Mantova" del 12.08.2000)
Claudia si ammala col vaccino. Poliomielitico
risarcito CREMONA E' stata colpa di un vaccino antipolio somministrato dopo
un'influenza se un bimbo di 5 mesi contrasse la poliomielite, con conseguente paralisi
delle gambe. Per questo il tribunale di Cremona ha condannato l'azienda ospedaliera
cremonese e i responsabili dell'ex Usl a risarcire con circa 3 miliardi i genitori di quel
piccolo, che oggi ha 17 anni. La vicenda risale al giugno del 1983: il piccolo, reduce da un'influenza, venne
vaccinato senza esser sottoposto ad una preventiva visita medica. L'inchiesta si aprì
nell'86 e si è conclusa ieri con la condanna di Giuseppe Chizzolini, responsabile
dell'ufficio di igiene pubblica dell'ex Usl, di Maria Rosa Malacalza, l'assistente
sanitaria che somministrò il vaccino antipolio, e dell'azienda ospedaliera al pagamento
di 1 miliardo e 335 milioni, che con gli interessi salgono a quasi tre miliardi. Il
tribunale, che ha chiuso uno dei 30 mila casi del genere in sospeso in Italia, ha
riconosciuto il nesso tra la vaccinazione e la poliomielite. (da "Il Resto del
Carlino" del 12.08.2000)
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L'Internazionale: la polio tra noi anche se
il virus scompare (da Internazionale del 21 aprile 2000)
La rivista Internazionale, nel numero del 21 aprile 2000, pubblica un lungo
articolo dedicato alla vaccinazione antipolio magnificandone i benefici e ammonendo a non
allentare la morsa nei confronti della malattia, che dicono essere sempre in agguato
dovunque e comunque, anche quando il virus sarà scomparso ! ?
Nel testo dell'articolo troviamo però un sacco di contraddizioni e di affermazioni
che destano sconcerto. Vi proponiamo alcuni stralci dell'articolo. "La lunga battaglia contro
la polio" La poliomielite è quasi scomparsa dalla faccia della terra. Ma è davvero
possibile sconfiggerla del tutto ? by Wendy Orent, tratto da The Sciences, Usa
(
) "I funzionari dell'OMS sperano ancora in un futuro senza polio.
Quando quel momento arriverà, i campioni di virus conservati nei laboratori di tutto il
mondo a scopo di ricerca verranno rintracciati, congelati e immagazzinati in luoghi sicuri
con un'operazione nota come contenimento. Le scorte rimaste potrebbero essere distrutte
anche se non è ancora stato fatto alcun piano. (
) Allora forse le vaccinazioni
potranno essere interrotte (forse ? ! Ndr). Se il programma di eradicazione avrà successo sarà un trionfo per la sanità
pubblica. E soprattutto verrà risparmiato il miliardo e mezzo di dollari che ogni anno
viene speso per le vaccinazioni (evidentemente si tratta di un bel volume d'affari ! Ndr)
(
) Ma non sarà così facile liberarsi dalla polio come si pensava un tempo (ma va !
Ndr). L'analogia con l'eradicazione del vaiolo, che è sempre stata un modello per la
campagna antipolio, in realtà è ingannevole. Anche se una campagna mondiale di
immunizzazione ha permesso di eliminare il vaiolo già nel 1980, e quindi le vaccinazioni
sono state interrotte, il virus non è mai stato veramente contenuto e deve ancora essere
distrutto (buono a sapersi ! Ciò significa che in un qualunque laboratorio di questo
mondo possono essere rimasti campioni di virus e chiunque può farne ciò che vuole !
Ndr). Il progetto originario prevedeva di congelare tutte le scorte ancora esistenti nei
laboratori distruggerle nel 1993. Ma nel 1991 i servizi segreti statunitensi scoprirono che da decine di anni nell'ex
Unione Sovietica era in corso un programma segreto per la coltura di tonnellate di virus
del vaiolo e la realizzazione di sofisticati metodi per diffonderlo nell'atmosfera,
facendo del virus un'arma biologica potenzialmente devastante. Inoltre si pensa che il
virus del vaiolo sia caduto nelle mani di terroristi o di Stati poco affidabili come la
Corea del Nord (Cos'è questo) ? Una scusa per giustificare la non volontà di disfarsi di un virus pericoloso ? Una
realtà sconcertante che nessuno aveva mai prima d'ora immaginato ? Un piano studiato a
tavolino per far rientrare dalla finestra quanto uscito dalla porta ? Una cosa è certa
comunque: le istituzioni che si dicono paternalisticamente fautori della salvaguardia
della salute collettiva, sono assolutamente inaffidabili. - NdR).
Quando è risultato chiaro che il vaiolo non era stato eliminato, distruggere le
scorte rimaste nei laboratori non aveva più senso. Anche se la poliomielite è una malattia antica (una tavoletta di pietra
dell'antico Egitto mostra un prete con una gamba rattrappita, il tipico effetto della
paralisi poliomielitica), non è mai stata un grande pericolo per l'umanità fino al
Ventesimo secolo (??? Ma come ? E allora fino ad oggi cosa ci hanno raccontato ? ! - Ndr). In passato la polio, che di solito si diffonde con l'acqua contaminata, colpiva quasi
tutti i bambini subito dopo la nascita. I piccoli acquisivano l'immunità permanente
grazie a quel primo contatto e solo i pochi che riuscivano a evitare l'infezione durante
l'infanzia correvano qualche rischio. Con i miglioramenti introdotti nei sistemi di
approvvigionamento idrico all'inizio del Ventesimo secolo, i bambini non erano più
automaticamente esposti al contagio e perciò non sviluppavano più l'immunità.
Le rare
volte che la materia fecale portatrice del poliovirus riusciva a penetrare in un sistema
idrico moderno il virus colpiva duramente (Ma bene
! Sono riusciti ad affermare che
la potabilizzazione dell'acqua ha fatto più danno che beneficio per la polio ! Quindi se
la polio è diventata malattia tanto temuta è soprattutto colpa di chi ha pensato che
potabilizzare l'acqua potesse essere una buona idea! Meglio il Medioevo, dunque! - Ndr).
(
) I vaccini agiscono stimolando la risposta immune nella persona a cui vengono
somministrati senza provocare la malattia (Questo non è vero; ad esempio i vaccini a
virus vivi attenuati, come polio e morbillo, possono provocare la malattia. (Ndr). Il
vaccino Salk era stato realizzato con poliovirus morti e veniva iniettato in un braccio.
Purtroppo fu messo in produzione in modo affrettato: quello stesso anno i
laboratori di Cutter di Berkeley, in California, prepararono alcuni lotti di vaccino ma
non li trattarono abbastanza accuratamente con la formalina, la soluzione di formaldeide
usata per uccidere i virus. Più di duecento bambini a cui venne iniettato il virus vivo
contrassero la polio in seguito all'iniezione. (Secondo altre fonti le vittime sarebbero alcune centinaia di migliaia. -
NdR).(
) Il vaccino orale non solo protegge dalla polio ma impedisce anche che le persone
vaccinate diventino portatrici sane della malattia (Qui il giornalista o è di una
ignoranza spaventosa o gioca a raccontare cose non vere; è risaputo infatti che il
vaccino orale Sabin può indurre nella persona che lo riceve la poliomielite paralitica e,
una volta eliminato attraverso le feci, può contagiare un'altra persona causandogli la
malattia. - Ndr). Inoltre una persona a cui è stato somministrato il vaccino orale è
utile all'intera comunità. Chi viene contagiato dal poliovirus lo elimina nel giro di
sei-otto settimane con le feci. Allo stesso modo le persone cui è stato somministrato il
vaccino orale eliminano la forma indebolita del virus più o meno nello stesso periodo di
tempo. Se una persona cui è stato somministrato il vaccino Sabin contagia qualcun altro
in quel periodo, in realtà non fa altro che trasmettergli il vaccino e quindi consente
alle persone non vaccinate di sviluppare l'immunità (Peccato che invece raccomandino ai
non vaccinati di non toccare per un mese le feci dei vaccinati perché esiste il rischio
di trasmettere la malattia! NdR).(
) Anche il vaccino antipolio orale però ha qualche problema. Il poliovirus allo
stato naturale muta con estrema rapidità. Il problema del vaccino orale è che anch'esso muta in modo pericoloso. Un unico
cambiamento di nucleotide può far sì che il virus indebolito del vaccino orale diventi
neurovirulento e in grado di provocare la paralisi. (
)
Le mutazioni si verificano di frequente, almeno nella metà dei casi (Ammissione
sconcertante! Ndr) nella prima settimana dopo la vaccinazione. Il virus mutato del vaccino
orale (
) a volte può menomare e uccidere. Negli Stati Uniti alcuni bambini cui è stato somministrato il vaccino orale, e
alcune delle persone che li curavano, sono morte o sono rimaste paralizzati. (
)
Volete che il mondo spenda un miliardo e mezzo di dollari per vaccinare la gente
contro qualcosa che non esiste ? Chiede Stephen L. Cochi del National Immunization
Programm del CDC di Atlanta. 'Presto avremo un mondo in cui la polio sarà solo una tra le
migliaia di malattie possibili. Non ci si può vaccinare contro la paranoia.
(Meno male che qualcuno lo ha detto ! - Ndr). (
)
Anche se l'OMS ha in programma di sigillare tutti i materiali di ricerca che
contengono il poliovirus in serbatoi di massima sicurezza, alcuni virologi sostengono che
qualche campione potrebbe sfuggire al controllo. Tanto per cominciare i campioni congelati di feci e liquido cerebrospinale
potrebbero contenere il poliovirus senza che nessuno lo sappia.
Una volta interrotte le vaccinazioni questi campioni potrebbero provocare
un'epidemia di polio (Come dire
Ci sarà sempre un'ipotesi possibile, per assurda e
remota che sia, che giustificherà la vaccinazione all'infinito ! - Ndr). (
)
Poco più avanti l'articolo parla della possibilità per un essere umano di
espellere il virus della polio con le feci per anni (??) e afferma: Il poliovirus,
diversamente da quello del vaiolo, può sopravvivere per mesi nel sistema fognario.
Quest'affermazione contraddice completamente quanto si legge, nello stesso articolo, in un
riquadro a pag. 24 della rivista: Gli animali non sono portatori e il virus non sopravvive
a lungo nelle acque di scolo. L'autore dell'articolo, evidentemente, ha un po di confusione in testa !!
L'articolo poi lancia un altro allarme per scoraggiare la fine della vaccinazione:
Se non ci sono anticorpi del poliovirus in circolazione, altri enterovirus potrebbero
sviluppare la capacità di attaccarsi al recettore del poliovirus.
Cioè ci sarebbe la polio senza virus della polio ! Siamo alla fantascienza !
"Altrettanto difficile sarebbe la fabbricazione del vaccino una volta che la
polio fosse stata sradicata (a che servirebbe un vaccino quando la malattia non esiste
più ? - Ndr). (
) C'è infine un altro problema (
): il poliovirus potrebbe essere utilizzato
come arma biologica. (
) Tra cinque o dieci anni, se le vaccinazioni saranno state interrotte, vivremo in un
mondo diverso, molto più esposto al contagio di un'arma biologica (Bene! Continuiamo a
vaccinarci per paura che gli Stati che vogliono proteggerci utilizzino contro di noi
un'arma biologica prodotta col poliovirus !- Ndr). (
)
"Il vaccino orale presenta dei problemi perché le persone a cui viene
somministrato immettono il virus neurovirulento nell'ambiente. Nel mondo di oggi, in cui
quasi tutti sono vaccinati, l'impatto è minimo. Ma una volta interrotte le vaccinazioni, il ritorno alla neurovirulenza potrebbe
dimostrarsi molto più pericoloso (In un passo precedente l'autore scriveva che i
vaccinati non rappresentano pericolo alcuno per gli altri e qui si smentisce; poi afferma
tacitamente che proprio perché ormai abbiamo cominciato con la vaccinazione, che infetta
l'ambiente, ora non possiamo più smettere per paura di ribeccarci quel virus ! - Ndr).
Esilarante è la conclusione: "Anche se riusciremo a eradicare la polio, non dobbiamo pensare che potremo
dimenticarcene". A voi ogni commento (da
"L'Internazionale" del 21.04.2000)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Polio da vaccino:
l'appello dei genitori dimenticati
Dopo aver riportato su questo sito le ultime novità relative al caso dei bambini
che tra il 96 e il 98 hanno riportato gravi danni causati dal vaccino antipolio,
riportiamo ora questa accorata testimonianza delle vicissitudini che queste famiglie hanno
dovuto affrontare.
Si tratta del testo dell'appello che il gruppo delle famiglie coinvolte
da questa tragedia ha inviato lo scorso anno al presidente della Repubblica Ciampi, al
ministro Bindi e al presidente del Consiglio. La Bindi e Ciampi non hanno mai risposto; la
presidenza del consiglio ha inviato alle famiglie una nota con cui dichiarava che avrebbe
"liquidato" il tutto al ministero della sanità
Sabbioneta, 03.11.99
Al Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
e p.c.
al Presidente del Consiglio
e
al Ministro della Sanità
Signor Presidente Carlo Azeglio
Ciampi,
noi siamo i genitori dei "BAMBINI
DIMENTICATI", ovvero quei bimbi che, dopo essere stati ammalati a 3 mesi dalla 1°
vaccinazione antipolio, sono stati abbandonati a se stessi. Siamo quelli che possono
dichiararsi "FORTUNATI" perché, dopo notevoli sforzi, sono riusciti a farsi
riconoscere il danno da vaccino, mentre a tantissimi altri -per incompetenza,
disattenzione delle strutture pubbliche o superficialità- è stata negata anche questa
opportunità.
I nostri figli, sani alla nascita, sono diventati i numeri di un balletto di cifre:
prima 1 ogni 2.000.000, dopo 1 ogni 500.000.
Statistiche inattendibili proprio perché
nessuno si è mai preoccupato di controllarne la veridicità tramite le ASL o le strutture
ospedaliere.
Ad alcuni dei nostri figli fu diagnosticata una paralisi post-influenzale e solo
dopo varie lotte si giunse alla verità.
Siamo i genitori "SCOMODI", quelli che sono stati dichiarati
"TERRORISTI" perché, denunciando questi gravi fatti, infrangevano la sicurezza
degli italiani sull'innocuità dei vaccini.
Siamo gli stessi che si chiedono come mai il vaccino Sabin non sia stato sostituito
dal vaccino Salk molto tempo fa. L'ultimo caso di polio da virus selvaggio non importato
è stato registrato in Italia nel lontano 1982 !
Da allora sono passati 17 anni. Dal 1996 al 1999, ci sono stati 8 casi di polio
accertati - i nostri- e tantissimi altri prima.
Detto questo, vogliamo precisare che non siamo contrari ai vaccini anzi,
riconosciamo che a suo tempo e anche adesso, alcuni abbiano giocato un ruolo fondamentale
per la tutela e la salute di milioni di bambini.
Quello che non comprendiamo, e che ci amareggia moltissimo, è l'esser stati
lasciati COMPLETAMENTE SOLI.
Non ci è stata fornita nessuna indicazione sul dove andare e sul cosa fare per curare i
nostri figli.
Nessun aiuto, né morale, né materiale !
Le spese per cure e visite sono tutte a nostro carico, ed alcuni di noi hanno
dovuto rinunciare al lavoro per accudire i propri figli.
La scorsa primavera abbiamo scritto all'On. Rosy Bindi per ottenere giustizia.
Giornali e televisione ci hanno appoggiato e questo ci ha portato ad ottenere, in
brevissimo tempo, il cambio del vaccino, evitando così che tanti altri bimbi dovessero
affrontare lo stesso calvario dei nostri figli. E ne siamo stati felicissimi.
Il Ministro Bindi accettò di riceverci a Roma il 28 aprile scorso per discutere
dei vari problemi legati alla malattia dei nostri figli.
Purtroppo dovette partire per l'Albania e noi fummo ricevuti da alcuni responsabili
del Ministero. Ci furono promessi aiuto e attenzione: purtroppo le parole sono rimaste
tali.
Signor Presidente, noi ci rivolgiamo a Lei per ottenere giustizia e Le chiediamo di
aiutarci in questa importantissima battaglia.
Non chiediamo elemosine, ma solo ciò che ci
spetta di diritto. La legge 210/92 prevede un indennizzo mensile per 15 anni (vuol dire
che passato questo lasso di tempo i nostri figli saranno guariti?), vincolato -dal giudice
tutelare- in Titoli di Stato fino alla maggiore età. Bene, se si vuole indennizzarli per
essere stati "INCIDENTI" di percorso, o meglio, per aver permesso a milioni di
bambini di non ammalarsi, non sarebbe giusto togliere il ridicolo vincolo dei 15 anni e
portarlo a tutta la vita? E ancora, non sarebbe giusto che venisse previsto un
risarcimento anche per le famiglie? Non parliamo di danni morali, perché per quelli non
c'è prezzo, ma di danni materiali. Noi vogliamo poter curare i nostri figli nel modo
migliore e dove lo riteniamo opportuno, anche all'estero se necessario.
La nostra vita è stata sconvolta e cambiata per sempre a causa di quell'OBBLIGO,
l'angoscia che ci attanaglia il cuore quando vediamo i nostri figli arrabbiarsi perché
non riescono a fare ciò che fanno i loro coetanei è grande e crescerà sempre di più.
Vorremo almeno non avere problemi finanziari da risolvere ogni fine mese !
Ci aiuti ad avere di nuovo fiducia nelle istituzioni.
Non ci lasci soli.
Ringraziandola fin d'ora Le porgiamo deferenti ossequi.
Il gruppo dei genitori dei bambini colpiti da polio da vaccino.
FAM. LODI RIZZINI
FAM. MINIUCCHI
FAM. JATOSTI
FAM. TADDEO
FAM. ROBERTI
FAM. DEL FRATE
FAM. GRILLO
FAM. ACCONCIA
FAM. FECAROTTA
FAM. IACOMUSSI
By "VacciNetwork
del 15.06.2000
Rieti, la battaglia del piccolo Mattia
"Rimborsi a gli 800 bambini vittime del vaccino antipolio"
Commento: scusate, ma i vaccini non erano SICURI ???? Articoli di:
MASSIMO CAVOLI
RIETI - Hanno lottato per più di un anno prima di vedersi finalmente riconosciuto
il diritto a essere risarciti per i danni provocati dal vaccino antipolio ai loro figli.
Sono i genitori del Comitato nazionale dei "Bambini dimenticati", guidato da
alcune mamme coraggio che sono riuscite a ottenere la costituzione presso il ministero
della Sanità di una Commissione di lavoro che preparerà i provvedimenti necessari per
riconoscere ai danneggiati dal vaccino diritti e idennizzi adeguati alla loro condizione.
Un organismo del quale faranno parte tre parlamentari (Raffaldini, Suzzara, Giacco) e
altrettanti rappresentanti dei genitori del Comitato nato dopo il caso di Mattia
Miniucchi, il piccolo di Roccasinibalda (Rieti) rimasto paralizzato a una gamba proprio a
causa del vaccino, e la cui vicenda servì ad accelerare i tempi per l'approvazione in
Parlamento della nuova legge che prevede una diversa e più sicura somministrazione del
prodotto ai bambini. Non è stato facile arrivare a questo risultato, ci sono volute
diverse iniziative parlamentari e persino un appello al presidente della Repubblica,
Ciampi, ma alla fine le richieste del Comitato sono state accolte. In tutta Italia,
secondo i dati forniti dal ministero in risposta a un'interrogazione presentata alla
Camera, sono più di 450 i soggetti colpiti da polio da vaccino negli ultimi anni ma
secondo i legali dei genitori ce ne sarebbero altri 370 non ancora ufficiali.
Commenta
Cinzia Bucciolotti, mamma di Mattia e tra le animatrici del Comitato: "Dopo anni di
indifferenza delle istituzioni e lentezze burocratiche, il rimborso consentirà a tutte le
famiglie colpite di provvedere alle necessità dei propri figli e di curarli nel modo
migliore. Non chiediamo elemosine, ma solo ciò che ci spetta".
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dal Veneto - "Storia di
Gianmaria"
Ancora una storia vissuta "difficile da accettare"
Commento: pubblichiamo questa lettera, con
l'autorizzazione degli autori, perché crediamo che un
forte insegnamento per tutti i genitori e gli addetti ai
lavori in questo campo, possa arrivare non tanto dagli
interessanti e a volte inediti articoli di cronaca che
prendiamo dai giornali o da altri organi di
informazione, quanto piuttosto dalla vita realmente
VISSUTA tutti i santi giorni, a lottare per una
sopravvivenza dignitosa e a chiedere giustizia.
Purtroppo di storie come questa ce ne
sono tante, troppe, come troppe sono le colpe, le falsità e le reticenze ai vari livelli
(sanitario, giuridico, legislativo) che hanno penalizzato oltremisura la vita di questi
genitori come di molti altri: oltre al danno la beffa!
Vicenza il 02.08.00
Vi invio copia della lettera che ho fatto pervenire, lo scorso anno, al Gruppo
parlamentare VERDI, i quali, credo, abbiano prodotto una interpellanza Parlamentare.
Vogliate perdonarmi se mi sono limitato ad apportare gli opportuni adattamenti, ma ne ho
scritte a decine, in questi anni, ed ogni volta, puntualmente si riapre la vecchia ferita.
Gianmaria è nato il 19.10.76, presso l'Ospedale civile di Vicenza, in seguito a
gravidanza normale, e parto normale.
E' stato dimesso dopo una settimana, dopo essere stato sottoposto alle visite ed ai
test, di rito, tutti assolutamente nella norma come si può rilevare dalla cartella
clinica.
Il 17 di gennaio del 1977, è sottoposto a vaccino antipolio. Dopo una decina di
giorni, è colto da febbre, in apparenza un normale stato febbrile come capita sovente ai
bambini. Compare successivamente, dopo un paio di giorni di malessere, la prima crisi
epilettica. Il Prof. Ronconi diagnostica una sindrome di West. Da allora si sono
susseguiti, per numerosi anni, pellegrinaggi da una clinica all'altra, nel tentativo di
liberare Gianmaria dalla morsa delle numerosissime crisi, giornaliere ma soprattutto
notturne.
Piano, piano, iniziamo a rassegnarci; nel frattempo nasce Marcello, nonostante
qualche specialista ci avesse a più riprese scoraggiato. Marcello, gode oggi, di ottima salute.
Quattro anni fa, il neurologo che da anni segue Gianmaria, ci rilascia in una
circostanza casuale, un certificato nel quale dichiara, che verosimilmente il danno subito
è riconducibile al vaccino.
Frettolosamente, metto insieme le carte che riesco a trovare, chiedo le cartelle
depositate presso l'ospedale di Vicenza, e prendo disordinatamente i primi contatti. Un
Signore di Verona, segnato profondamente, dal caso dei suoi due figli, mi esorta a
contattare il Prof. Tarro, a Napoli.
Quest'ultimo, vista la documentazione, conferma l'ipotesi del neurologo. Nel
frattempo prendo conoscenza dell'esistenza della legge 210 del 92, i cui termini erano
già scaduti. Invio in ogni modo la documentazione ed attendo la convocazione. Qualche
giorno prima del Natale del 97, dopo un anno e mezzo di attesa, Gianmaria viene sottoposto
a visita presso l'ospedale militare di Verona , da due medici , militari, ed un terzo,
civile, quasi a rassicurarci sulla bontà della diagnosi che di li a qualche settimana, un
mese, poco più, il Ministero della Sanità ci avrebbe comunicato. Due anni dopo il
Ministero delle Sanità ci comunica l'esito, fin troppo prevedibile. Abbiamo, ad ogni
modo, avviata la pratica di ricorso, allegando l'esito di prove di laboratorio effettuate
in breve tempo, che assumono particolare rilevanza a sostegno della nostra tesi, ma
francamente non nutriamo alcuna aspettativa.
Un anno fa un funzionario della locale ASL ci aveva consigliato di rivolgerci ad un
legale, ma l'ipotesi di ingaggiare un battaglia con Golia ci scoraggiava, cosicché,
abbiamo smesso di roderci. Ho vinto il desiderio di imbracciare il megafono anche quando
lo scorso anno, ci recammo presso il Tribunale dei Minori di Venezia, dove fummo convocati
per fornire spiegazioni al nostro diniego di sottoporre Marcello al vaccino
antiepatiteB.
In quella circostanza mi feci due ripide rampe di scale con Gianmaria in carrozzella,
mettendo in serio pericolo la sua e la mia incolumità, nella speranza di riuscire a fare
almeno arrossire il Giudice.
Oggi, di fatto, ci troviamo con l'esercizio della Patria
potestà, limitato, e stiamo aspettando che l'ASL ed il Tribunale dei Minori smettano di
scaricarsi la patata bollente.
Allo stato attuale delle cose, aldilà dell'esito della querelle, (non ci
attendiamo alcunché di buono), ci preoccupa un tantino il ns. futuro: Io ho esercitato
dal 1990, ma sempre più sporadicamente, l'attività di agente di commercio, fra mille
difficoltà, dopo un periodo di 15 anni come dipendente.
Mia moglie, lavora da una decina d'anni, come dipendente; ma era tempo che uno dei
due rimanesse definitivamente a casa, poiché la nonna paterna, che abita sottocasa, per
ovvi motivi, trovava sempre più difficile lavare, vestire, sfamare,
un ragazzo che
cresce.
So, di certo, che non percepirò mai alcuna pensione, ma ciò nonostante l'INPS, mi
chiede dei contributi, che difficilmente posso e potrò pagare, per cui, alla luce dei
miei redditi, assolutamente marginali, mi sono ritirato, a fare il papà, e speriamo che
mio figlio campi a lungo! (lui percepisce l'indennità di accompagnamento e la pensione di
invalidità)
Con i miei migliori auspici OMERO
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> VACCINO
per la
POLIO
La
poliomielite
(NdR: ci dicono i medici allopati, ma non e' cosi) è una malattia
infettiva causata da un virus intestinale che può attaccare le cellule
nervose del cervello e del midollo spinale. I sintomi includono febbre,
mal di testa, mal di gola e vomito.
Alcuni ammalati sviluppano complicanze neurologiche (rigidità del collo e
della schiena), debolezza muscolare, dolori alle giunture e paralisi di
uno o più arti oppure dei muscoli del sistema respiratorio. Nei casi più
gravi la poliomielite può essere fatale a causa della paralisi
respiratoria.
La cura consiste nel riposo a
letto per consentire agli arti colpiti di rilassarsi completamente. Se
viene compromessa la respirazione si può ricorrere al respiratore
artificiale o al polmone d’acciaio. Potrebbe rendersi necessario un
periodo di fisioterapia di due o tre anni.
Nel 1955 il dott. Jonas Salk, un
medico americano specializzato in microbiologia, mise a punto un vaccino
con virus ucciso contro la poliomielite.
Nel 1959 Albert Sabin, anch’esso
medico e microbiologo americano, preparò un vaccino con virus vivo
(orale) contro la polio. Entrambi i vaccini vengono considerati "sicuri ed
efficaci" nella prevenzione della malattia e della sua diffusione.
RISULTANZE:
Molte
persone credono erroneamente che chiunque venga colpito da poliomielite
debba subire una paralisi parziale o anche morire. Nella maggioranza dei
casi di polio non ci sono invece sintomi particolari.
Il virus naturale
della polio non produce infatti alcun sintomo in oltre il 90% della
popolazione esposta al contagio, anche durante le epidemie. Questo fatto
ha portato più di un ricercatore scientifico a trarre la conclusione che
l’esigua percentuale di persone che sviluppano una paralisi da polio
abbiano una "predisposizione anatomica" verso la malattia.
La grande maggioranza della popolazione potrebbe possedere un’immunità
naturale nei confronti del germe della polio.
Oggigiorno la polio è
praticamente inesistente negli Stati Uniti,
tuttavia non esistono prove
scientifiche inconfutabili che il vaccino antipolio abbia causato la
scomparsa di questa malattia.
Dal 1923 al 1953,
prima dell’introduzione del vaccino di Salk,
l’incidenza di mortalità negli Stati Uniti e in Inghilterra era già
scesa spontaneamente rispettivamente del 47% e del 55%.
Le statistiche evidenziano un simile declino anche in altri Paesi europei.
L'incidenza
di mortalità da poliomielite stava diminuendo spontaneamente
prima dell'introduzione del
vaccino
(Le
cifre riguardano il periodo dal 1923 al 1953)
E quando alla fine il vaccino fu
disponibile molti Paesi europei rifiutarono di sottoporre la popolazione
all'inoculazione sistematica. Eppure, anche in questi Paesi le epidemie di
poliomielite cessarono. Il numero di casi documentati di polio dopo
l'inoculazione di massa con il vaccino ucciso fu notevolmente superiore ai
casi documentati prima della vaccinazione e negli Stati Uniti fu più che
raddoppiato.
Per esempio, nel rapporto annuale terminato il 30 agosto 1954 (dopo
l'inoculazione di massa) si riportavano 15 casi di polio nel Vermont in
confronto ai 55 casi riportati nel periodo annuale terminato il 30 agosto
1955 (dopo l'inoculazione di massa): un aumento del 266%.
Rhode Island
riportò 22 casi durante il periodo precedente la vaccinazione in
confronto ai 122 casi dopo il periodo di vaccinazione di massa: un aumento
del 454%.
Le cifre del New Hampshire furono di 38 casi contro i 129; nel Connecticut
furono 144 contro 276 e nel Massachusetts furono 273 contro 2027: un
aumento ve5tiginoso del 642%.
I
casi di poliomielite aumentarono dopo l'inoculazione di massa
Le
cifre riguardano cinque Stati del New England nel periodo dal 1954 al 1955
NOTA: I medici e gli
scienziati membri dell'Istituto nazionale della Sanità negli anni
Cinquanta erano ben consapevoli che il vaccino di
Salk fosse inefficace e
mortale. Alcuni di essi dichiararono apertamente che era "inutile
come prevenzione e pericoloso da somministrare".
Rifiutarono di
vaccinare i propri figli.
Anche il dott. Salk fu citato per aver detto "non
si dormono sonni tranquilli per almeno due o tre
settimane dopo aver iniettato il vaccino antipolio ai
bambini". Ma la Fondazione nazionale per la paralisi
infantile e le compagnie farmaceutiche che avevano
investito grosse somme nel vaccino obbligarono il
Servizio Sanitario Pubblico americano a firmare una
falsa dichiarazione che attestava la sicurezza e
l'efficacia al 100% del vaccino.
Il criterio di definizione della
poliomielite fu cambiato dopo l'introduzione del vaccino vivo di Sabin.
Per
esempio, la nuova definizione di un'epidemia di polio
richiedeva un numero maggiore di casi documentati per ritenerla tale (35
casi invece dei 20 consueti ogni 100.000). In quel periodo fu ridefinito
anche il criterio di diagnosi della paralisi da polio, rendendo molto più
difficile confermare e dunque registrare i casi.
Prima dell'introduzione del vaccino il paziente doveva presentare sintomi
di paralisi per soltanto 24 ore. Non venivano richiesti né analisi né
conferme scientifiche per determinare paralisi residue o prolungate. I
nuovi parametri esigevano invece che il paziente dimostrasse sintomi di
paralisi per almeno 60 giorni e che la paralisi residua fosse confermata
almeno due volte nel corso della malattia.
Dopo l'introduzione del vaccino i casi di meningite asettica (una malattia
infettiva difficile da distinguere dalla poliomielite) venivano registrati
molto spesso come malattia separata.
Ricordiamo però che tali casi
venivano registrati come poliomielite prima dell'introduzione del vaccino.
L'efficacia
dichiarata del vaccino fu dunque messa in dubbio.
NOTA:
La pratica di ridefinire una malattia se contratta da
una persona immunizzata non è nuova. Questa era una
tattica comune anche durante le
epidemie di
vaiolo.
Per esempio, nel 1936 il Ministero della Sanità inglese
ammise che lo stato di vaccinazione di un individuo è un
fattore guida nella diagnosi di una malattia. In altre
parole, se una persona vaccinata contro una particolare
malattia contrae quella malattia,
questa viene semplicemente registrata con un nome
diverso.
Nel 1976 il dott. Jonas Salk,
creatore del vaccino ucciso, durante gli anni Cinquanta, testimoniò che il
vaccino vivo (usato quasi esclusivamente negli Stati Uniti dai primi anni
del 1960 in poi) era "la causa principale, se non l'unica" di
tutti i casi di
poliomielite negli Stati Uniti dal 1960 (il virus permane
nella gola per una o due settimane e nelle feci per circa due mesi e forse
piu'.....
Di
conseguenza le persone vaccinate sono a rischio e sono potenzialmente
contagiose fintanto che continua l'eliminazione fecale).
Recentemente i Centri federali per il
controllo delle malattie (CDC) hanno ammesso che al giorno d'oggi
il
vaccino vivo è diventato la causa dominante della poliomielite negli Stati
Uniti.
Secondo le cifre rilasciate dal CDC, l'87% di tutti i casi di
poliomielite registrati negli Stati Uniti tra il 1973 e il 1983 sono stati
causati dal vaccino, eccezion fatta per i casi importati.
L'87%
di tutti i casi di poliomielite furono causati dal vaccino antipolio
Dati
del CDC (USA): 1973 - 1983
Dal 1980 al 1989 ogni caso di polio
negli USA (escludendo i casi di importazione, anche se 3 delle 5 persone
che hanno contratto la malattia durante un viaggio all'estero erano state
vaccinate in precedenza contro la polio) è stato causato dal vaccino.
In Finlandia, dove viene impiegato il
vaccino ucciso, non è stato registrato alcun caso di poliomielite tra il
1964 e il 1983. Nel 1984, invece, numerosi finlandesi contrassero la
poliomielite risollevando quindi il dibattito delle autorità sulla
relativa efficacia di entrambi i tipi di vaccino.
ALIMENTAZIONE:
Nel 1948, durante il culmine dell'epidemia di poliomielite, il dott. Benjamin Sandler
- un esperto alimentarista dell'Oteen Veterans Hospital - descrisse
dettagliatamente il rapporto tra la poliomielite e un eccessivo consumo di
zuccheri e di amidi. Preparò una documentazione che dimostrava come
l'incidenza della poliomielite fosse maggiore nei Paesi con un più elevato
consumo di zucchero pro capite.
Asserì infatti che tali sostanze disidratano le cellule
e sottraggono calcio a nervi, muscoli, ossa e denti.
Una grave deficienza di calcio precede la poliomielite.
I ricercatori hanno sempre saputo che
la polio colpisce maggiormente nei mesi caldi. Il dott. Sandler osservò
che effettivamente i bambini consumano durante l'estate quantità maggiori
di gelato, di bibite e di prodotti artificialmente dolcificati. Nel 1949,
prima dell'inizio della stagione della polio, egli avvertì (tramite i
giornali e la radio) gli abitanti della Carolina del Nord di ridurre il
consumo di questi prodotti.
Durante quell'estate gli abitanti del luogo
diminuirono l'assunzione di zucchero del 90% e i casi di polio in quello
Stato diminuirono quell'anno in egual misura (il Dipartimento della Salute
dello Stato del Nord Carolina riportò 2.498 casi documentati di polio nel
1948 e 229 casi nel 1949).
NOTA:
Una compagnia industriale spedì un milione di galloni di
gelato in meno già nella prima settimana seguente la
pubblicazione della dieta antipolio del dott. Sandler.
Ma il potente consorzio monopolistico Rockefeller, il Milk Trust
che vendeva prodotti surgelati alla Carolina del Nord, unì le forze con i
potenti commercianti della Cola-Cola (le cui vendite stavano calando) e
insieme convinsero la popolazione che le scoperte di Sandler fossero
fittizie e che le cifre riguardanti la polio fossero soltanto un caso
fortunato.
Per l'estate del 1950 le vendite erano risalite ai livelli
abituali e anche i casi di poliomielite ritornarono in quell'anno alla
"normalità".
Commento NdR: Il
virus SV 40 e' rimasto comunque nei vaccini fino quasi
agli anni 90'
Bibliografia vedi:
1000 studi sui Danni dei
Vaccini - 4
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