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Medicina Alternativa"  
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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POLIO e VACCINI  +  Dati ISTAT (IT) dei Vaccini
 vedi anche Polio + Vaiolo + Difterite + Tetano + Epatite B + Pertosse + Morbillo + Parotite
Negli USA dal 1988 le vaccinazioni si sono triplicate ed i casi di Autismo sono aumentati del 270 % !!
Falsita' della medicina ufficiale
 +  1000 studi sui Danni dei Vaccini  +  Malassorbimento
Bibliografia sui Danni dei Vaccini   Vaccini sicuri ? NO !  +  Danni dei Vaccini  (testimonianze)
 vedi anche  Vaiolo + Difterite + Tetano + Epatite B + Pertosse + Morbillo + Parotite
Vaccini sicuri ? NO !  +  Lettera di altro genitore con figlio rovinato  Meningite dai vaccini
Militari rovinati dai vaccini  +  Interrogazione Parlamentare 1 + Interr. Parlamentare 2
Il caso Tremante
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la Teoria dei Germi di Pasteur e' Falsa
Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Danni Biologici dei Vaccini e Cure (dott. M. Montinari)  +  Danni dei Vaccini  (testimonianze)
Nanoparticelle.it  +  Illusoria la copertura vaccinale
Caso Tremante  + 
Risarcimento Danni da Vaccino
Esami indispensabili, prima di vaccinare
 Contenuto dei Vaccini
1000 studi sui Danni dei Vaccini - 4 (Bibliografia su Polio)
 

La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
 Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


L'Aids e' stato INVENTATO con il VACCINO ORALE per la Polio in Africa:
http://www.biasco.ch/originedelmale/download/files/Tgcom2.pdf

L'Epatite B e' stata "inventata" con il vaccino per la Polio Sabin = visionare le comprovanti statistiche Istat  !
Cosi come la Meningite e' stata inventata dai vaccini per la Polio + EpatiteB  !

RITIRATO VACCINO per la POLIO  - 
Danni dei Vaccini  (testimonianze)
EUROPRESS 20 ottobre 2000 - dal "THE TIMES"
- INGHILTERRA -
Il dipartimento della Sanità ha imposto il ritiro dal mercato di un particolare tipo di vaccino antipoliomielite, regolarmente usato fino ad ora. La causa del ritiro sembrerebbe dovuta alla diffusione del cosiddetto "morbo della mucca pazza".

Italy, Cassazione: ……"non è reato non vaccinare i figli"
Commento: secondo l'art. 1 del Decreto Legislativo n. 480 del 13/7/94, l'inosservanza di una ordinanza del Sindaco è depenalizzata. Anche per questo ciò significa che la cosa non può portare ad una denuncia penale per l'art. 650 del Codice Penale come in passato, quindi è priva di effetti. In altre circostanze La Cassazione (I Sez. Penale) ha sentenziato che la disobbedienza all’Ordinanza del Sindaco non può dare luogo ad una denuncia penale per l’art. 650.
Testo degli articoli:
Chi non vaccina i figli non commette reato e, quindi, non può essere punito con la reclusione, ma è passibile soltanto di ammenda. Lo ha stabilito la Cassazione nel prendere in considerazione la vicenda di una madre torinese che non aveva osservato l'ordinanza con la quale il sindaco le aveva intimato di sottoporre la figlia minorenne alle vaccinazioni Obbligatone.
E così 1a madre, in primo grado, oltre all'ammenda, si era addirittura vista condannata a due mesi di reclusione per non aver rispettato l'ordine, dato ai fini di "impedire l'invasione o la diffusione di malattie infettive".

Nel secondo grado di giudizio alla madre era stata condonata la pena detentiva e rideterminata in 100 mila lire l'ammenda. Fino al ricorso in Cassazione quando i supremi giudici hanno annullato la sentenza impugnata perché il fatto non costituisce reato.

Polioral (vaccino  per la polio SABIN)
Composizione. Sospensione acquosa, in terreno di Earle con lattalbumina 0,5% di virus poliomelitico attenuato dei tipi 1,2,3, coltivato su cellule di rene di Cercopithecus aethiops (un primate ndr) e stabilizzata con cloruso di magnesio 1M.

Controindicazioni. Ipersensibilità accertata verso uno dei componenti della formulazione (vengono fatte analisi di tollerabilità ai bambini di 3 mesi prima di sottoporli a vaccinazione? ndr). La vaccinazione è controindicata nei soggetti con alterazioni dello stato immunitario (agammaglobulinemia, ipogammaglobulinemia, immunodeficienza combinata umorale o cellulo-mediata); nei soggetti affetti da leucemie, linfomi, neoplasie, patologie del sistema nervoso centrale croniche convulsivanti, nei bambini sani conviventi con persone affette da immunodeficienza. La vaccinazione è differita in casi di malattie acute febbrili , diarrea o altri disturbi intestinali; in trattamento con farmaci immunodepressori. Il verificarsi di qualsiasi reazione neurologica successiva alla vaccinazione costituisce controindicazione alla somministrazione di ulteriori dosi di vaccino.

Tra gli effetti indesiderati. Molto raramente sono stati descritti casi di malattia paralitica associati alla vaccinazione, anche in persone a diretto contatto con soggetti vaccinati (meno di un caso ogni tre milioni di dosi somministrate). Raramente possono verificarsi diarrea, esantema allergico e polineuriti.
Fonte: Ministero della Sanità il 12/10/98.


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William F. Koch, uno scienziato rinomato nel mondo nel campo dei virus e della ricerca sul cancro, scrisse nel suo testo "Una introduzione alla Terapia dei Radicali Liberi (1961)",
"La capsula proteica (del virus) ha potenze antigeniche specifiche che forniscono risposte immunologiche specifiche e reazioni sierologiche. Questa e' la parte che e' convertibile in un vaccino usato per eccitare reazioni immunologiche nel paziente. Non c'e' risposta immunologica alla parte della nucleoproteina sebbene questa sia la parte che causa la patologia."
Egli quindi riafferma"...i vaccini contro un virus specifico non immunizzano contro la nucleoproteina che e' il reale patogeno, specialmente dopo che e' penetrato e si e' integrato con la cellula ospite, cosi' il discorso riguardo la cura ..e' una perdita di tempo.
Perfino la prevenzione della infezione virale per mezzo del vaccino incontra la piu' grande opposizione statistica da quando sono state registrate le vaccinazioni a larga scala del vaiolo e di Salk. In linea con quanto e' noto riguardo la struttura dei vaccini, le statistiche appaiono logiche allorche' mostrano che la paralisi da polio e' aumentata sia in incidenza che in mortalita' a causa dell'uso del vaccino".
Egli presenta quindi i numeri di casi di "polio" riportati in maggiori aree diverse degli USA e del Canada, prima e dopo l'uso del vaccino di Salk:

EFFETTO del VACCINO per la POLIO
AREA RIPORTATA NUMERO dei  CASI/ANNO NUMERO deiCASI/ANNO PRIMA del VACCINO e DOPO il VACCINO:

MONTREAL MENO di
100 CASI 521 CASI, 27 MORTI
OTTAWA 64 CASI, 7 MORTI 455 CASI, 41 MORTI
(In tutto il Canada ci furono 7 volte piu' casi di paralisi con un piu' alto tasso di mortalita' dopo l'uso del vaccino)

DETROIT 226 CASI 697 CASI
USA 5987 CASI, 8531 CASI, 3090 PARALIZZATI 5661 PARALIZZATI
(in North Carolina e Tennessee, dove la vaccinazione era OBBLIGATORIA, ci fu un aumento del 400%)

Koch commenta quindi la sua esperienza col colera suino (hog cholera) e la rabbia a Cuba ed in Sud America. "Dovrebbe essere detto che ogni epidemia di malattia virale trattata...seguiva la vaccinazione entro pochi mesi, quando ci sarebbe dovuto essere protezione invece di una epidemia."

Nella "polio", per esempio, parecchie malattie sono state rinominate e piazzate sotto un altro capitolo.
Quando fu introdotto il vaccino, i CDC (Centers for Desease Control: Centri per il controllo delle Malattie) emisero "...nuove linee guida diagnostiche che relegarono quelle che sarebbero state diagnosi di polio alle vecchie diagnosi di meningite dei giorni pre-polio." (T.C. Fry).

 
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CONTAMINANTI nel Vaccino per la Poliomielite


Come riporta William Carlsen nel suo articolo su SFGATE "Il virus canaglia nel vaccino"
Il vaccino di Salk era prodotto facendo crescere il virus nel tessuto renale delle scimmie asiatiche. Il virus veniva poi ucciso con formaldeide. Di questo modo, quando il vaccino veniva iniettato negli umani, la morte del virus generava anti corpi in grado di sconfiggere la polio. Che idea semplice e meravigliosa ! O così sembrava.

Quello che milioni di persone vaccinate non sapevano, neanche volendolo fino al 1959, fino a quando Bernice Eddy, guardando nel suo microscopio nell'Istituto Nazionale della Salute (NIH), trovò che le cellule dei reni delle scimmie, le stesse usate per fare i vaccini, morivano per cause sconosciute. Così cominciò a sperimentare.

Preparò estratti da reni di 8 - 10 scimmie Rhesus. Poi ne iniettò piccolissime quantità sotto la pelle di 23 porcellini d'india appena nati. Entro nove mesi furono riscontrati "tumori grandi, maligni e sottocutanei" in 20 degli animali- e il mondo rimase traumatizzato. O no ?

Eddy cerca di spargere la voce
Sconvolto che un virus delle scimmie potesse contaminare il famoso vaccino contro la poliomielite, il 6 Luglio 1960, Eddy condivise le sue scoperte con il Dr. Joseph Smadel, capo della divisione biologica del NIH, che licenziò sommariamente i tumori come "accumuli" inoffensivi.
Nel frattempo al laboratorio Merck della Pennsylvania, il Dr. Maurice Hilleman e il Dr. Ben Sweet isolavano il virus. Lo chiamarono Simian Virus 40 o SV40 perchè era il quarantesimo virus trovato nel tessuto renale. Un po' troppo per una medicina definita "miracolosa".
Nonostante tutto, sembrava che avessimo vinto la guerra contro la poliomielite. Il 60% della popolazione americana, qualcosa come 98 milioni di persone, aveva preso almeno una dose del vaccino di Salk e il numero dei casi era notevolmente diminuito.

Intanto, un vaccino orale per la poliomielite sviluppato dal virologo Albert Sabin affrontava le prove finali in Russia e in tutto l'Est Europa. Era già stato preso da decine di milioni di persone ed era pronto per essere distribuito negli USA. La sua grande differenza era che, al contrario del vaccino di Salk, la versione di Sabin conteneva una forma viva ma indebolita del virus (in formaldeide) della poliomielite così da "promettere" l'immunità a vita.

Fortunatamente, il Servizio per la Salute Pubblica Americano (PHS) ufficiale condusse test e trovò il virus SV40 in entrambi i vaccini. Il PHS stimò che un terzo dei vaccini di Salk fosse contaminato e che il virus SV40 causava il cancro negli animali di laboratorio. Immaginate il panico delle aziende e del governo a questa notizia, che non condivisero neanche lontanamente con il pubblico.

All'inizio del 1961, gli addetti del PHS cominciarono a "venire incontro" alle principali case farmaceutiche che distribuivano i vaccini.
Stranamente, queste ultime non avevano trovato nessuna prova che il virus potesse essere pericoloso per gli uomini.
Nel marzo dello stesso anno, il PHS ordinò ai produttori di eliminare il virus SV40 da tutti i futuri vaccini. Sarebbe stato adottato un nuovo piano per neutralizzare il ceppo attivo della poliomielite, utilizzando, per creare il vaccino, scimmie verdi africane libere dal Virus SV40 invece delle scimmie precedenti. Incrementando ancora il traffico di scimmie.
(NdR: Il virus SV 40 e' rimasto comunque nei vaccini fino quasi agli anni 90')

Sorprendentemente, il personale del PHS non ritirò i vaccini già presenti sul mercato da più di un anno. Tutto era nelle mani dei medici e questi generalmente non raccontavano ai pazienti degli effetti del vaccino sui piccoli.
Il loro discutibile ragionamento era che qualsiasi informazione circa la pericolosità del vaccino avrebbe scatenato il panico tra la gente e messo in pericolo la campagna di vaccinazione. E i milioni di persone che prendevano il vaccino ? Non erano forse messe in pericolo ?

La prima rivelazione
La storia della contaminazione del vaccino di Salk uscì con poco scalpore il 26 Luglio 1961, a pagina 33 del New York Times. Veniva riportato che Merck e altri produttori avevano interrotto la produzione fino a quando non fossero riusciti a eliminare il "virus della scimmia" dal vaccino. Chiamato in causa, il PHS disse che non c'erano prove che il virus fosse pericoloso. Eccetto naturalmente i 20 piccoli porcellini d'india infettati.

Nel 1962, uno studioso di epidemie di Harvard, il Dr. Joseph Fraumeni, entrò nell'Istituto Nazionale sul Cancro e gli fu assegnato il compito di verificare se ci fossero stati degli aumenti di tumori tra i pazienti che avevano utilizzato il vaccino di Salk. Con due colleghi, Fraumeni testò campioni del vaccino da maggio a giugno 1955, i primi mesi della campagna nazionale per l'immunizzazione. Poi divisero i risultati in "assente," "basso" o "alto" secondo l'ammontare di virus SV40 riscontrato.

Fu l'unica volta che le autorità americane vollero misurare questo livello nei vaccini tra il '55 e il '62. Gli altri campioni immagazzinati vennero poi distrutti. Fraumeni individuò casi dove la contaminazione era distribuita nei mesi chiave. La California ricevette un vaccino con basso livello del virus. Lo studio prese in considerazione anche la fascia di morti per cancro dai 6 agli 8 anni vaccinati durante questo breve tempo analizzando il gruppo per 4 anni.

I risultati, pubblicati nel giornale dell'Associazione Nazionale Medici, non mostravano una reale differenza tra il numero di morti per tumori tra gli Stati con alto o basso livello del virus SV40 nel vaccino e quelli negli Stati dove il virus era assente.

Eppure dopo poco più di un anno, dopo "reportage isolati" che collegavano il virus con il cancro nell'uomo, Fraumeni riconsiderò che poteva essere creato un altro gruppo di pazienti che avevano usato il vaccino per tenerli sotto osservazione. Questo gruppo sarà oggetto delle prove condotte nei primi anni '60 all'Ospedale Generale Metropolitano di Cleveland. Per vedere i differenti effetti causati dalla differente presenza del virus SV40 nei vaccini, i ricercatori dell'ospedale iniettavano ai neonati delle famiglie nere più povere dosi che oscillavano intorno alle 100 volte le dosi consigliate agli adulti. Non proprio una bella azione verso questi bambini.

Gli esperimenti durarono 3 anni, coinvolgendo 1.073 bambini, alla maggioranza dei quali fu dato il Sabin per via orale, dopo che è stato dimostrato che contiene il virus SV40. Un reportage del 1982 minimizza le limitazioni dello studio dicendo che la maggioranza dei bambini ha dato esito negativo e che comunque i tumori connessi con il virus SV40 possono impiegare dai 17 ai19 anni per manifestarsi e che oltretutto c'era ancora meno probabilità di contrarre il virus con il vaccino per via orale.

Nonostante il campanello d'allarme delle critiche, tutto viene insabbiato dicendo che le scoperte erano "rassicuranti e coerenti nel determinare che il virus SV40 non è cancerogeno per l'essere umano". Poi fermarono gli studi, reclamando "grosse difficoltà ed ostacoli nel tracciare il particolare gruppo dai risultati negativi". Nessuna menzione però al al comportamento distruttivamente razzista con il quale è stato condotto lo studio e che ha segnato anche la posizione del governo per anni.

BOOM, 1988
A Boston, il Dr. Robert Garcea e il suo assistente, il Dr. John Bergsagel, usarono un nuovo strumento, la reazione a catena di polimerasi, PCR, per cercare un paio di virus comuni nel cervello di bambini con tumori. In più della metà dei tumori risultò un DNA alterato e finalmente si accorsero che si trovavano di fronte al SV40.


Commento NdR: Il virus SV 40 e' rimasto comunque nei vaccini fino quasi agli anni 90'

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Nell'elenco medico-sanitario delle varie malattie per la "polio", per esempio, parecchie malattie sono state rinominate e piazzate sotto un altro capitolo, per far quadrare i conti....e le statistiche sulla Polio
Quando fu introdotto il vaccino per la Polio, i CDC (Centers for Desease Control: Centri per il controllo delle Malattie) emisero "...nuove linee guida diagnostiche che relegarono quelle che sarebbero state diagnosi di polio alle vecchie diagnosi di meningite dei giorni pre-polio."  (By T.C. Fry).

Si cambia nome ad una malattia e quindi tutto quadra......cosi si e' fatto anche per l'Aids si sono eliminate dall'elenco circa 30 malattie e sono state incluse nella voce Aids.....

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POLIO CAUSATA dal VACCINO

Sentenza dei magistrati di Cremona -
CASALMAGGIORE 
Un miliardo e 300 milioni. E’ la cifra con la quale l’Asl di Cremona dovrà risarcire un ragazzo colpito da poliomielite dopo essere stato vaccinato: lo ha stabilito il tribunale di Cremona. Ma la somma è destinata a raddoppiare, quando i legali avranno completato i conteggi relativi agli interessi maturati in oltre 14 anni e alla rivalutazione della lira. Non solo: l’avvocato Emilio Azzini di Casalmaggiore, rappresentante della famiglia del giovane intende anche ottenere la differenza relativa al calcolo fatto dal giorno in cui la malattia è insorta, ne1 1983, a quello relativo all’inizio  dell’azione giudiziaria, 5 anni dopo.      
La sentenza costituisce un caso inedito perché ad essere accertata è la responsabilità di un' operatrice sanitaria. In precedenza, infatti, si era giunti a stabilire soltanto il nesso tra la somministrazione del vaccino antipolio e la manifestazione della malattia stessa: nel nostro paese, comunque, i casi analoghi a questo ed in attesa di giustizia sono circa 30 mila.
Dopo pochi giorni il bambino cominciò a stare male: sempre più debole, aveva nausee continue e non riusciva a reggersi in piedi.        
La famiglia  chiese il parere di diversi specialisti ed il responso fu unanime: poliomielite.
lniziò così la lotta del padre del ragazzo per ottenere giustizia.
By Rosario Pisani - tratto da "corriere della sera"

Polio da vaccino, la madre a una conferenza del Lion's
SABBIONETA - La vicenda della piccola Silvia Lodi Rizzini, colpita da paralisi flaccida agli arti inferiori a causa del vaccino antipolio, ha commosso e fatto discutere tutta l'Italia, diventando un caso nazionale, grazie alla determinazione della madre Nadia Gatti, che ha accettato di raccontare la sua storia a stampa e tv per evitare ad altre famiglie lo stesso calvario. Sull'argomento, il Lion's Club Sabbioneta Nova Civitas, promuove una tavola rotonda per venerdì 20 ottobre, alla quale parteciperanno Nadia Gatti, l'onorevole Franco Raffaldini del gruppo di lavoro che dovrebbe preparare i provvedimenti per riconoscere ai danneggiati da vaccino gli indennizzi adeguati, il dottor Angelo Romano, primario della divisione di Pediatria dell'Ospedale Oglio Po, che ha seguito fin dall'inizio in prima persona la dolorosa vicenda e l'avvocato Emilio Azzini di Casalmaggiore, protagonista della prima sentenza in Italia che condanna una struttura sanitaria al risarcimento di 3 miliardi in un caso analogo. Nella serata, oltre alla testimonianza della madre-coraggio, verranno presi in considerazione i risvolti legislativi, medici e legali sull'argomento.
"Sulla questione del vaccino - afferma la Gatti - vogliamo più informazione e meno bugie.
Vogliamo che i medici e il Ministero smettano di chiamarci terroristi, perché siamo noi la parte lesa e non loro. 
Vogliamo giustizia perché siamo convinti che già nel 1996 il vaccino avrebbe dovuto essere cambiato ed oggi, usando il buon senso, otto bambini correrebbero felici insieme ai loro coetanei invece di subire quotidianamente dolorose fisioterapie, senza sapere nemmeno se e come cammineranno".

di Roberto Marchini (dalla Gazzetta di Mantova del 03.10.2000)

Polio, denuncia in tv. A Report – Rai 3, la storia di una madre coraggio - Sabbioneta
Nadia Gatti si batte da anni per ottenere giustizia dallo Stato (di Andrea Setti)
SABBIONETA - Le vaccinazioni obbligatorie e lo sconcertante quadro di impreparazione della sanità pubblica nei confronti dei rischi di paralisi e di danni cerebrali sono stati gli argomenti di un'interessante inchiesta del programma "Report". 
Si tratta di una trasmissione di denuncia condotta da giovani giornalisti "free lance" che si occupano di casi scottanti raramente illuminati dai riflettori televisivi. Domenica in seconda serata, Rai 3 ha trasmesso il servizio confezionato da Stefania Rimini che ha intervistato Nadia Gatti, madre di Silvia Lodi Rizzini, colpita da paralisi flaccida dopo il vaccino antipolio. Un vaccino, il Sabin, che dal 1999 è stato sostituito dal Salk ritenuto più sicuro. "Noi siamo fortunati rispetto a tanti altri - ha spiegato davanti alle telecamere la donna - perché dopo tre anni abbiamo ricevuto il riconoscimento che i danni manifestati da nostra figlia sono provocati dalla vaccinazione. Sono tantissimi, invece, i casi che non sono stati riconosciuti e che costringono le famiglie a sopportare sofferenze di ogni genere".

Va sottolineato, tuttavia, che ancora i familiari di silvia non sono stati risarciti e anche il vitalizio previsto dalla legge (un milione e 200mila lire al mese) viene erogato soltanto al compimento del 18esimo anno di età da parte del danneggiato. 
Una situazione praticamente insostenibile se si pensa che le cure e dunque le spese devono essere fatte tempestivamente e non dopo decenni quando il danno è pressocchè irreparabile. 
"Siamo ancora in attesa di una risposta da parte del Ministero della Sanità - afferma la madre coraggio di Sabbioneta - ma se non arriverà io e altri genitori siamo pronti ad azioni clamorose".

Un po di delusione a Casalmaggiore perché l'inchiesta non ha proposto l'intervista, pur realizzata nelle settimane scorse, a Aldo Formis, il padre di Mattia, il ragazzo che ha recentemente vinto una storica causa contro la sanità pubblica che ora dovrà rifondere oltre tre miliardi di lire.
La televisione ha mostrato alcune riprese del Listone di Casalmaggiore ma senza commenti. 
Grande risalto, invece, ha avuto la vicenda di Veronica Gozzi, una bambina di Parma che lamenta danni cerebrali causati dalla vaccinazione antipertosse con sostanze contenenti mercurio.

Dalla ricerca è emerso che in Italia non è prevista una soglia di pericolosità oltre la quale è sconsigliabile utilizzare vaccini con componenti mercuriali. 
(da "La Provincia" del 03.10.2000)

Tre miliardi di risarcimento per la polio da vaccino.
"Una sentenza pilota. Darà speranza a molti"

Sul caso di Mattia Formis condanna dopo 17 anni all'ex Ussl di Viadana (CR) e all'Azienda ospedaliera cremonese
L'ex Ussl 50-52 di Viadana e l'Azienda ospedaliera cremonese sono stati condannati a pagare 3 miliardi di risarcimento alla famiglia di Mattia Formis, il giovane casalasco oggi 17enne che nell'83 si ammalò di poliomielite in seguito alla vaccinazione obbligatoria. 
La sentenza è stata emessa dal tribunale di Cremona e costituisce un importante precedente per casi analoghi, oltre 30mila in tutta Italia.

Mattia era stato sottoposto all'antipolio con il metodo Sabin (inoculazione del vaccino vivo attenuato), rimasto in uso in Italia sino all'anno scorso. La somministrazione avvenne quando aveva l'età di cinque mesi ed era reduce da un'influenza. Il vaccino gli venne dato senza una preventiva visita medica.
Dopo pochi giorni venne colpito da una grave forma di paralisi flaccida dei muscoli delle gambe che gli provocò notevoli difficoltà di deambulazione. Solo nell'86, a tre anni dall'episodio il padre Aldo presentò un esposto alla magistratura ed una richiesta di risarcimento danni. Ora il giudice ha condannato per quel fatto l'allora responsabile dell'ufficio igiene pubblica dell'Ussl viadanese, Giuseppe Chizzolini, l'assistente sanitaria che somministrò il vaccino, Maria Rosa Malacalza e l'Azienda ospedaliera di Cremona. Dovranno risarcire in solido un miliardo e 334 milioni, che con gli interessi legali lievitano a 3 miliardi e 54 milioni di lire.
"E' la prima volta che viene stabilito da un Tribunale il nesso fra la vaccinazione e la malattia" spiega Nadia Lodi Rizzini, la madre di Sabbioneta che, grazie alla sua battaglia, ha fatto modificare la legge nazionale sulle vaccinazioni. 
"Tra l'altro nelle condizioni di Mattia in Italia c'è un alto numero di casi che per ora non è stato quantificato".

Soddisfazione per la sentenza è stata espressa dal padre di Mattia, Aldo, mentre l'avvocato che ha promosso la causa, Emilio Azzini, di Casalmaggiore, ha annunciato l'intenzione di ricorrere in Appello. Il risarcimento è stato, infatti, calcolato dal momento della presentazione della denuncia, e non dal fatto in sé. Se venisse retrodatato il calcolo degli interessi, il pagamento potrebbe lievitare a circa 4 miliardi e mezzo. Si tratta di cifre che coprono solo in parte le spese mediche che la famiglia ha dovuto sopportare per la fisioterapia, la rieducazione motoria, la ginnastica e tutti i presidi sanitari dei quali il ragazzo ha avuto bisogno in questi 17 anni. La cifra sarà liquidata subito perché la sentenza è esecutiva. 
Occorrerà stabilire, dopo lo scorporo dell'ex Ussl 50-52 se sarà l'Asl mantovana o gli Istituti Ospitalieri di Cremona a pagare ora il risarcimento.

"Una sentenza pilota. Darà speranza a molti" (di Nadia LODI RIZZINI)
SABBIONETA. "E' una sentenza importante, che darà speranza a tantissime famiglie che ancora oggi vivono questa situazione". Sono le parole di Nadia Lodi Rizzini, la madre della piccola Silvia, la bimba di 3 anni ammalatasi in seguito alla vaccinazione antipolio. La donna, con l'aiuto dell'associazione Vaccinetwork di Modena, ha lottato sino a far modificare la vaccinazione che in Italia non avviene più con il metodo Sabin.
Oggi si è ritornati ad usare il metodo Salk che prevede l'uso di virus inattivato. Ma è ancora poco, secondo la Lodi Rizzini che fa parte della commissione nazionale di lavoro per i danneggiati da polio, una task force di accento mantovano nella quale sono anche l'onorevole Franco Raffaldini ed il dottor Oleari, responsabile del settore prevenzione del ministero della Sanità entrambi suzzaresi.
"Noi chiediamo" spiega la Lodi Rizzini "che l'indennizzo vitalizio mensile che oggi viene vincolato sino alla maggiore età dei bimbi, sia invece dato alle famiglie, che hanno spese altissime.
Che venga abolita l'umiliante visita della commissione militare e ci sia una vera informazione ai genitori prima della vaccinazione".

Dal 92 la legge 210 prevede indennizzi ai danneggiati da vaccinazioni, ma estenuanti trafile per il riconoscimento della malattia. "Sono infine soddisfatta per Mattia e la sua famiglia" conclude la madre di Sabbioneta.
"Ma è uno scandalo che questi soldi arrivino a 17 anni dall'episodio. Ora spero che l'appello continui a fare giustizia come il Tribunale di Cremona ha finalmente riconosciuto".
(da "La Gazzetta di Mantova" del 12.08.2000)

Claudia si ammala col vaccino. Poliomielitico risarcito
CREMONA — E' stata colpa di un vaccino antipolio somministrato dopo un'influenza se un bimbo di 5 mesi contrasse la poliomielite, con conseguente paralisi delle gambe. Per questo il tribunale di Cremona ha condannato l'azienda ospedaliera cremonese e i responsabili dell'ex Usl a risarcire con circa 3 miliardi i genitori di quel piccolo, che oggi ha 17 anni.
La vicenda risale al giugno del 1983: il piccolo, reduce da un'influenza, venne vaccinato senza esser sottoposto ad una preventiva visita medica. L'inchiesta si aprì nell'86 e si è conclusa ieri con la condanna di Giuseppe Chizzolini, responsabile dell'ufficio di igiene pubblica dell'ex Usl, di Maria Rosa Malacalza, l'assistente sanitaria che somministrò il vaccino antipolio, e dell'azienda ospedaliera al pagamento di 1 miliardo e 335 milioni, che con gli interessi salgono a quasi tre miliardi. Il tribunale, che ha chiuso uno dei 30 mila casi del genere in sospeso in Italia, ha riconosciuto il nesso tra la vaccinazione e la poliomielite. (da "Il Resto del Carlino" del 12.08.2000)

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L'Internazionale: la polio tra noi anche se il virus scompare (da Internazionale del 21 aprile 2000)
La rivista Internazionale, nel numero del 21 aprile 2000, pubblica un lungo articolo dedicato alla vaccinazione antipolio magnificandone i benefici e ammonendo a non allentare la morsa nei confronti della malattia, che dicono essere sempre in agguato dovunque e comunque, anche quando il virus sarà scomparso ! ?
Nel testo dell'articolo troviamo però un sacco di contraddizioni e di affermazioni che destano sconcerto.
Vi proponiamo alcuni stralci dell'articolo. "La lunga battaglia contro la polio"
La poliomielite è quasi scomparsa dalla faccia della terra. Ma è davvero possibile sconfiggerla del tutto ?
by Wendy Orent, tratto da The Sciences, Usa
(…) "I funzionari dell'OMS sperano ancora in un futuro senza polio. Quando quel momento arriverà, i campioni di virus conservati nei laboratori di tutto il mondo a scopo di ricerca verranno rintracciati, congelati e immagazzinati in luoghi sicuri con un'operazione nota come contenimento. Le scorte rimaste potrebbero essere distrutte anche se non è ancora stato fatto alcun piano. (…) 
Allora forse le vaccinazioni potranno essere interrotte (forse ? ! Ndr).

Se il programma di eradicazione avrà successo sarà un trionfo per la sanità pubblica. E soprattutto verrà risparmiato il miliardo e mezzo di dollari che ogni anno viene speso per le vaccinazioni (evidentemente si tratta di un bel volume d'affari ! Ndr) (…)
Ma non sarà così facile liberarsi dalla polio come si pensava un tempo (ma va ! Ndr).
L'analogia con l'eradicazione del vaiolo, che è sempre stata un modello per la campagna antipolio, in realtà è ingannevole. Anche se una campagna mondiale di immunizzazione ha permesso di eliminare il vaiolo già nel 1980, e quindi le vaccinazioni sono state interrotte, il virus non è mai stato veramente contenuto e deve ancora essere distrutto (buono a sapersi ! Ciò significa che in un qualunque laboratorio di questo mondo possono essere rimasti campioni di virus e chiunque può farne ciò che vuole ! Ndr).
Il progetto originario prevedeva di congelare tutte le scorte ancora esistenti nei laboratori distruggerle nel 1993.
Ma nel 1991 i servizi segreti statunitensi scoprirono che da decine di anni nell'ex Unione Sovietica era in corso un programma segreto per la coltura di tonnellate di virus del vaiolo e la realizzazione di sofisticati metodi per diffonderlo nell'atmosfera, facendo del virus un'arma biologica potenzialmente devastante. Inoltre si pensa che il virus del vaiolo sia caduto nelle mani di terroristi o di Stati poco affidabili come la Corea del Nord (Cos'è questo) ?
Una scusa per giustificare la non volontà di disfarsi di un virus pericoloso ? Una realtà sconcertante che nessuno aveva mai prima d'ora immaginato ? Un piano studiato a tavolino per far rientrare dalla finestra quanto uscito dalla porta ? 
Una cosa è certa comunque: le istituzioni che si dicono paternalisticamente fautori della salvaguardia della salute collettiva, sono assolutamente inaffidabili. - NdR).

Quando è risultato chiaro che il vaiolo non era stato eliminato, distruggere le scorte rimaste nei laboratori non aveva più senso.
Anche se la poliomielite è una malattia antica (una tavoletta di pietra dell'antico Egitto mostra un prete con una gamba rattrappita, il tipico effetto della paralisi poliomielitica), non è mai stata un grande pericolo per l'umanità fino al Ventesimo secolo (??? Ma come ? E allora fino ad oggi cosa ci hanno raccontato ? ! - Ndr). 
In passato la polio, che di solito si diffonde con l'acqua contaminata, colpiva quasi tutti i bambini subito dopo la nascita. 
I piccoli acquisivano l'immunità permanente grazie a quel primo contatto e solo i pochi che riuscivano a evitare l'infezione durante l'infanzia correvano qualche rischio. Con i miglioramenti introdotti nei sistemi di approvvigionamento idrico all'inizio del Ventesimo secolo, i bambini non erano più automaticamente esposti al contagio e perciò non sviluppavano più l'immunità.
Le rare volte che la materia fecale portatrice del poliovirus riusciva a penetrare in un sistema idrico moderno il virus colpiva duramente (Ma bene…! Sono riusciti ad affermare che la potabilizzazione dell'acqua ha fatto più danno che beneficio per la polio ! Quindi se la polio è diventata malattia tanto temuta è soprattutto colpa di chi ha pensato che potabilizzare l'acqua potesse essere una buona idea! Meglio il Medioevo, dunque! - Ndr). (…)

I vaccini agiscono stimolando la risposta immune nella persona a cui vengono somministrati senza provocare la malattia (Questo non è vero; ad esempio i vaccini a virus vivi attenuati, come polio e morbillo, possono provocare la malattia. (Ndr). 
Il vaccino Salk era stato realizzato con poliovirus morti e veniva iniettato in un braccio.

Purtroppo fu messo in produzione in modo affrettato: quello stesso anno i laboratori di Cutter di Berkeley, in California, prepararono alcuni lotti di vaccino ma non li trattarono abbastanza accuratamente con la formalina, la soluzione di formaldeide usata per uccidere i virus. Più di duecento bambini a cui venne iniettato il virus vivo contrassero la polio in seguito all'iniezione.
(Secondo altre fonti le vittime sarebbero alcune centinaia di migliaia. - NdR).(…)
Il vaccino orale non solo protegge dalla polio ma impedisce anche che le persone vaccinate diventino portatrici sane della malattia (Qui il giornalista o è di una ignoranza spaventosa o gioca a raccontare cose non vere; è risaputo infatti che il vaccino orale Sabin può indurre nella persona che lo riceve la poliomielite paralitica e, una volta eliminato attraverso le feci, può contagiare un'altra persona causandogli la malattia. - Ndr). Inoltre una persona a cui è stato somministrato il vaccino orale è utile all'intera comunità. Chi viene contagiato dal poliovirus lo elimina nel giro di sei-otto settimane con le feci. Allo stesso modo le persone cui è stato somministrato il vaccino orale eliminano la forma indebolita del virus più o meno nello stesso periodo di tempo. 
Se una persona cui è stato somministrato il vaccino Sabin contagia qualcun altro in quel periodo, in realtà non fa altro che trasmettergli il vaccino e quindi consente alle persone non vaccinate di sviluppare l'immunità (Peccato che invece raccomandino ai non vaccinati di non toccare per un mese le feci dei vaccinati perché esiste il rischio di trasmettere la malattia! NdR).(…)

Anche il vaccino antipolio orale però ha qualche problema. Il poliovirus allo stato naturale muta con estrema rapidità.
Il problema del vaccino orale è che anch'esso muta in modo pericoloso. Un unico cambiamento di nucleotide può far sì che il virus indebolito del vaccino orale diventi neurovirulento e in grado di provocare la paralisi. (…)
Le mutazioni si verificano di frequente, almeno nella metà dei casi (Ammissione sconcertante! Ndr) nella prima settimana dopo la vaccinazione. Il virus mutato del vaccino orale (…) a volte può menomare e uccidere.
Negli Stati Uniti alcuni bambini cui è stato somministrato il vaccino orale, e alcune delle persone che li curavano, sono morte o sono rimaste paralizzati. (…)
Volete che il mondo spenda un miliardo e mezzo di dollari per vaccinare la gente contro qualcosa che non esiste ? 
Chiede Stephen L. Cochi del National Immunization Programm del CDC di Atlanta. 'Presto avremo un mondo in cui la polio sarà solo una tra le migliaia di malattie possibili. Non ci si può vaccinare contro la paranoia.

(Meno male che qualcuno lo ha detto ! - Ndr). (…)
Anche se l'OMS ha in programma di sigillare tutti i materiali di ricerca che contengono il poliovirus in serbatoi di massima sicurezza, alcuni virologi sostengono che qualche campione potrebbe sfuggire al controllo.
Tanto per cominciare i campioni congelati di feci e liquido cerebrospinale potrebbero contenere il poliovirus senza che nessuno lo sappia.
Una volta interrotte le vaccinazioni questi campioni potrebbero provocare un'epidemia di polio (Come dire…Ci sarà sempre un'ipotesi possibile, per assurda e remota che sia, che giustificherà la vaccinazione all'infinito ! - Ndr). (…)
Poco più avanti l'articolo parla della possibilità per un essere umano di espellere il virus della polio con le feci per anni (??) e afferma: Il poliovirus, diversamente da quello del vaiolo, può sopravvivere per mesi nel sistema fognario. Quest'affermazione contraddice completamente quanto si legge, nello stesso articolo, in un riquadro a pag. 24 della rivista: Gli animali non sono portatori e il virus non sopravvive a lungo nelle acque di scolo.
L'autore dell'articolo, evidentemente, ha un po di confusione in testa !!
L'articolo poi lancia un altro allarme per scoraggiare la fine della vaccinazione: Se non ci sono anticorpi del poliovirus in circolazione, altri enterovirus potrebbero sviluppare la capacità di attaccarsi al recettore del poliovirus.
Cioè ci sarebbe la polio senza virus della polio ! Siamo alla fantascienza !
"Altrettanto difficile sarebbe la fabbricazione del vaccino una volta che la polio fosse stata sradicata (a che servirebbe un vaccino quando la malattia non esiste più ? - Ndr). (…)
C'è infine un altro problema (…): il poliovirus potrebbe essere utilizzato come arma biologica. (…)
Tra cinque o dieci anni, se le vaccinazioni saranno state interrotte, vivremo in un mondo diverso, molto più esposto al contagio di un'arma biologica (Bene! Continuiamo a vaccinarci per paura che gli Stati che vogliono proteggerci utilizzino contro di noi un'arma biologica prodotta col poliovirus !- Ndr). (…)
"Il vaccino orale presenta dei problemi perché le persone a cui viene somministrato immettono il virus neurovirulento nell'ambiente. Nel mondo di oggi, in cui quasi tutti sono vaccinati, l'impatto è minimo.
Ma una volta interrotte le vaccinazioni, il ritorno alla neurovirulenza potrebbe dimostrarsi molto più pericoloso (In un passo precedente l'autore scriveva che i vaccinati non rappresentano pericolo alcuno per gli altri e qui si smentisce; poi afferma tacitamente che proprio perché ormai abbiamo cominciato con la vaccinazione, che infetta l'ambiente, ora non possiamo più smettere per paura di ribeccarci quel virus ! - Ndr).
Esilarante è la conclusione:
"Anche se riusciremo a eradicare la polio, non dobbiamo pensare che potremo dimenticarcene". 
A voi ogni commento
(da "L'Internazionale" del 21.04.2000)

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Polio da vaccino: l'appello dei genitori dimenticati
Dopo aver riportato su questo sito le ultime novità relative al caso dei bambini che tra il 96 e il 98 hanno riportato gravi danni causati dal vaccino antipolio, riportiamo ora questa accorata testimonianza delle vicissitudini che queste famiglie hanno dovuto affrontare. 
Si tratta del testo dell'appello che il gruppo delle famiglie coinvolte da questa tragedia ha inviato lo scorso anno al presidente della Repubblica Ciampi, al ministro Bindi e al presidente del Consiglio. La Bindi e Ciampi non hanno mai risposto; la presidenza del consiglio ha inviato alle famiglie una nota con cui dichiarava che avrebbe "liquidato" il tutto al ministero della sanità

Sabbioneta, 03.11.99
Al Presidente della Repubblica
Carlo Azeglio Ciampi
e p.c.
al Presidente del Consiglio
e
al Ministro della Sanità

Signor Presidente Carlo Azeglio Ciampi,
noi siamo i genitori dei "BAMBINI DIMENTICATI", ovvero quei bimbi che, dopo essere stati ammalati a 3 mesi dalla 1° vaccinazione antipolio, sono stati abbandonati a se stessi. Siamo quelli che possono dichiararsi "FORTUNATI" perché, dopo notevoli sforzi, sono riusciti a farsi riconoscere il danno da vaccino, mentre a tantissimi altri -per incompetenza, disattenzione delle strutture pubbliche o superficialità- è stata negata anche questa opportunità.
I nostri figli, sani alla nascita, sono diventati i numeri di un balletto di cifre: prima 1 ogni 2.000.000, dopo 1 ogni 500.000. 
Statistiche inattendibili proprio perché nessuno si è mai preoccupato di controllarne la veridicità tramite le ASL o le strutture ospedaliere.

Ad alcuni dei nostri figli fu diagnosticata una paralisi post-influenzale e solo dopo varie lotte si giunse alla verità.
Siamo i genitori "SCOMODI", quelli che sono stati dichiarati "TERRORISTI" perché, denunciando questi gravi fatti, infrangevano la sicurezza degli italiani sull'innocuità dei vaccini.

Siamo gli stessi che si chiedono come mai il vaccino Sabin non sia stato sostituito dal vaccino Salk molto tempo fa.  L'ultimo caso di polio da virus selvaggio non importato è stato registrato in Italia nel lontano 1982 !
Da allora sono passati 17 anni. Dal 1996 al 1999, ci sono stati 8 casi di polio accertati - i nostri- e tantissimi altri prima.
Detto questo, vogliamo precisare che non siamo contrari ai vaccini anzi, riconosciamo che a suo tempo e anche adesso, alcuni abbiano giocato un ruolo fondamentale per la tutela e la salute di milioni di bambini.
Quello che non comprendiamo, e che ci amareggia moltissimo, è l'esser stati lasciati COMPLETAMENTE SOLI.
Non ci è stata fornita nessuna indicazione sul dove andare e sul cosa fare per curare i nostri figli.

Nessun aiuto, né morale, né materiale !
Le spese per cure e visite sono tutte a nostro carico, ed alcuni di noi hanno dovuto rinunciare al lavoro per accudire i propri figli.
La scorsa primavera abbiamo scritto all'On. Rosy Bindi per ottenere giustizia. Giornali e televisione ci hanno appoggiato e questo ci ha portato ad ottenere, in brevissimo tempo, il cambio del vaccino, evitando così che tanti altri bimbi dovessero affrontare lo stesso calvario dei nostri figli. E ne siamo stati felicissimi.
Il Ministro Bindi accettò di riceverci a Roma il 28 aprile scorso per discutere dei vari problemi legati alla malattia dei nostri figli.
Purtroppo dovette partire per l'Albania e noi fummo ricevuti da alcuni responsabili del Ministero. Ci furono promessi aiuto e attenzione: purtroppo le parole sono rimaste tali.
Signor Presidente, noi ci rivolgiamo a Lei per ottenere giustizia e Le chiediamo di aiutarci in questa importantissima battaglia. 
Non chiediamo elemosine, ma solo ciò che ci spetta di diritto. La legge 210/92 prevede un indennizzo mensile per 15 anni (vuol dire che passato questo lasso di tempo i nostri figli saranno guariti?), vincolato -dal giudice tutelare- in Titoli di Stato fino alla maggiore età. Bene, se si vuole indennizzarli per essere stati "INCIDENTI" di percorso, o meglio, per aver permesso a milioni di bambini di non ammalarsi, non sarebbe giusto togliere il ridicolo vincolo dei 15 anni e portarlo a tutta la vita? E ancora, non sarebbe giusto che venisse previsto un risarcimento anche per le famiglie? Non parliamo di danni morali, perché per quelli non c'è prezzo, ma di danni materiali. Noi vogliamo poter curare i nostri figli nel modo migliore e dove lo riteniamo opportuno, anche all'estero se necessario.

La nostra vita è stata sconvolta e cambiata per sempre a causa di quell'OBBLIGO, l'angoscia che ci attanaglia il cuore quando vediamo i nostri figli arrabbiarsi perché non riescono a fare ciò che fanno i loro coetanei è grande e crescerà sempre di più. 
Vorremo almeno non avere problemi finanziari da risolvere ogni fine mese !

Ci aiuti ad avere di nuovo fiducia nelle istituzioni.
Non ci lasci soli.
Ringraziandola fin d'ora Le porgiamo deferenti ossequi.
Il gruppo dei genitori dei bambini colpiti da polio da vaccino.

FAM. LODI RIZZINI
FAM. MINIUCCHI
FAM. JATOSTI
FAM. TADDEO
FAM. ROBERTI
FAM. DEL FRATE
FAM. GRILLO
FAM. ACCONCIA
FAM. FECAROTTA
FAM. IACOMUSSI
By  "VacciNetwork del 15.06.2000

Rieti, la battaglia del piccolo Mattia

"Rimborsi a gli 800 bambini vittime del vaccino antipolio"
Commento: scusate, ma i vaccini non erano SICURI ????  Articoli di: MASSIMO CAVOLI
RIETI - Hanno lottato per più di un anno prima di vedersi finalmente riconosciuto il diritto a essere risarciti per i danni provocati dal vaccino antipolio ai loro figli. Sono i genitori del Comitato nazionale dei "Bambini dimenticati", guidato da alcune mamme coraggio che sono riuscite a ottenere la costituzione presso il ministero della Sanità di una Commissione di lavoro che preparerà i provvedimenti necessari per riconoscere ai danneggiati dal vaccino diritti e idennizzi adeguati alla loro condizione. 
Un organismo del quale faranno parte tre parlamentari (Raffaldini, Suzzara, Giacco) e altrettanti rappresentanti dei genitori del Comitato nato dopo il caso di Mattia Miniucchi, il piccolo di Roccasinibalda (Rieti) rimasto paralizzato a una gamba proprio a causa del vaccino, e la cui vicenda servì ad accelerare i tempi per l'approvazione in Parlamento della nuova legge che prevede una diversa e più sicura somministrazione del prodotto ai bambini. Non è stato facile arrivare a questo risultato, ci sono volute diverse iniziative parlamentari e persino un appello al presidente della Repubblica, Ciampi, ma alla fine le richieste del Comitato sono state accolte. In tutta Italia, secondo i dati forniti dal ministero in risposta a un'interrogazione presentata alla Camera, sono più di 450 i soggetti colpiti da polio da vaccino negli ultimi anni ma secondo i legali dei genitori ce ne sarebbero altri 370 non ancora ufficiali. 
Commenta Cinzia Bucciolotti, mamma di Mattia e tra le animatrici del Comitato: "Dopo anni di indifferenza delle istituzioni e lentezze burocratiche, il rimborso consentirà a tutte le famiglie colpite di provvedere alle necessità dei propri figli e di curarli nel modo migliore. Non chiediamo elemosine, ma solo ciò che ci spetta".


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Dal Veneto - "Storia di Gianmaria"
Ancora una storia vissuta "difficile da accettare"
Commento: pubblichiamo questa lettera, con l'autorizzazione degli autori, perché crediamo che un forte insegnamento per tutti i genitori e gli addetti ai lavori in questo campo, possa arrivare non tanto dagli interessanti e a volte inediti articoli di cronaca che prendiamo dai giornali o da altri organi di informazione, quanto piuttosto dalla vita realmente VISSUTA tutti i santi giorni, a lottare per una sopravvivenza dignitosa e a chiedere giustizia. Purtroppo di storie come questa ce ne sono tante, troppe, come troppe sono le colpe, le falsità e le reticenze ai vari livelli (sanitario, giuridico, legislativo) che hanno penalizzato oltremisura la vita di questi genitori come di molti altri: oltre al danno la beffa!

Vicenza il 02.08.00
Vi invio copia della lettera che ho fatto pervenire, lo scorso anno, al Gruppo parlamentare VERDI, i quali, credo, abbiano prodotto una interpellanza Parlamentare. Vogliate perdonarmi se mi sono limitato ad apportare gli opportuni adattamenti, ma ne ho scritte a decine, in questi anni, ed ogni volta, puntualmente si riapre la vecchia ferita.
Gianmaria è nato il 19.10.76, presso l'Ospedale civile di Vicenza, in seguito a gravidanza normale, e parto normale.
E' stato dimesso dopo una settimana, dopo essere stato sottoposto alle visite ed ai test, di rito, tutti assolutamente nella norma come si può rilevare dalla cartella clinica.
Il 17 di gennaio del 1977, è sottoposto a vaccino antipolio. Dopo una decina di giorni, è colto da febbre, in apparenza un normale stato febbrile come capita sovente ai bambini. Compare successivamente, dopo un paio di giorni di malessere, la prima crisi epilettica. Il Prof. Ronconi diagnostica una sindrome di West. Da allora si sono susseguiti, per numerosi anni, pellegrinaggi da una clinica all'altra, nel tentativo di liberare Gianmaria dalla morsa delle numerosissime crisi, giornaliere ma soprattutto notturne. 
Piano, piano, iniziamo a rassegnarci; nel frattempo nasce Marcello, nonostante qualche specialista ci avesse a più riprese scoraggiato. Marcello, gode oggi, di ottima salute.
Quattro anni fa, il neurologo che da anni segue Gianmaria, ci rilascia in una circostanza casuale, un certificato nel quale dichiara, che verosimilmente il danno subito è riconducibile al vaccino.
Frettolosamente, metto insieme le carte che riesco a trovare, chiedo le cartelle depositate presso l'ospedale di Vicenza, e prendo disordinatamente i primi contatti. Un Signore di Verona, segnato profondamente, dal caso dei suoi due figli, mi esorta a contattare il Prof. Tarro, a Napoli.
Quest'ultimo, vista la documentazione, conferma l'ipotesi del neurologo. Nel frattempo prendo conoscenza dell'esistenza della legge 210 del 92, i cui termini erano già scaduti. Invio in ogni modo la documentazione ed attendo la convocazione. Qualche giorno prima del Natale del 97, dopo un anno e mezzo di attesa, Gianmaria viene sottoposto a visita presso l'ospedale militare di Verona , da due medici , militari, ed un terzo, civile, quasi a rassicurarci sulla bontà della diagnosi che di li a qualche settimana, un mese, poco più, il Ministero della Sanità ci avrebbe comunicato. Due anni dopo il Ministero delle Sanità ci comunica l'esito, fin troppo prevedibile. Abbiamo, ad ogni modo, avviata la pratica di ricorso, allegando l'esito di prove di laboratorio effettuate in breve tempo, che assumono particolare rilevanza a sostegno della nostra tesi, ma francamente non nutriamo alcuna aspettativa.
Un anno fa un funzionario della locale ASL ci aveva consigliato di rivolgerci ad un legale, ma l'ipotesi di ingaggiare un battaglia con Golia ci scoraggiava, cosicché, abbiamo smesso di roderci. Ho vinto il desiderio di imbracciare il megafono anche quando lo scorso anno, ci recammo presso il Tribunale dei Minori di Venezia, dove fummo convocati per fornire spiegazioni al nostro diniego di sottoporre Marcello al vaccino antiepatiteB. In quella circostanza mi feci due ripide rampe di scale con Gianmaria in carrozzella, mettendo in serio pericolo la sua e la mia incolumità, nella speranza di riuscire a fare almeno arrossire il Giudice. 
Oggi, di fatto, ci troviamo con l'esercizio della Patria potestà, limitato, e stiamo aspettando che l'ASL ed il Tribunale dei Minori smettano di scaricarsi la patata bollente.
Allo stato attuale delle cose, aldilà dell'esito della querelle, (non ci attendiamo alcunché di buono), ci preoccupa un tantino il ns. futuro: Io ho esercitato dal 1990, ma sempre più sporadicamente, l'attività di agente di commercio, fra mille difficoltà, dopo un periodo di 15 anni come dipendente.
Mia moglie, lavora da una decina d'anni, come dipendente; ma era tempo che uno dei due rimanesse definitivamente a casa, poiché la nonna paterna, che abita sottocasa, per ovvi motivi, trovava sempre più difficile lavare, vestire, sfamare, … un ragazzo che cresce.
So, di certo, che non percepirò mai alcuna pensione, ma ciò nonostante l'INPS, mi chiede dei contributi, che difficilmente posso e potrò pagare, per cui, alla luce dei miei redditi, assolutamente marginali, mi sono ritirato, a fare il papà, e speriamo che mio figlio campi a lungo! (lui percepisce l'indennità di accompagnamento e la pensione di invalidità)
Con i miei migliori auspici – OMERO


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VACCINO per la  POLIO

La poliomielite (NdR: ci dicono i medici allopati, ma non e' cosi) è una malattia infettiva causata da un virus intestinale che può attaccare le cellule nervose del cervello e del midollo spinale. I sintomi includono febbre, mal di testa, mal di gola e vomito.
Alcuni ammalati sviluppano complicanze neurologiche (rigidità del collo e della schiena), debolezza muscolare, dolori alle giunture e paralisi di uno o più arti oppure dei muscoli del sistema respiratorio. Nei casi più gravi la poliomielite può essere fatale a causa della paralisi respiratoria.

La cura consiste nel riposo a letto per consentire agli arti colpiti di rilassarsi completamente. Se viene compromessa la respirazione si può ricorrere al respiratore artificiale o al polmone d’acciaio. Potrebbe rendersi necessario un periodo di fisioterapia di due o tre anni.
Nel 1955 il dott. Jonas Salk, un medico americano specializzato in microbiologia, mise a punto un vaccino con virus ucciso contro la poliomielite.
Nel 1959 Albert Sabin, anch’esso medico e microbiologo americano, preparò un vaccino con virus vivo (orale) contro la polio. Entrambi i vaccini vengono considerati "sicuri ed efficaci" nella prevenzione della malattia e della sua diffusione.


RISULTANZE: Molte persone credono erroneamente che chiunque venga colpito da poliomielite debba subire una paralisi parziale o anche morire. Nella maggioranza dei casi di polio non ci sono invece sintomi particolari.
Il virus naturale della polio non produce infatti alcun sintomo in oltre il 90% della popolazione esposta al contagio, anche durante le epidemie. Questo fatto ha portato più di un ricercatore scientifico a trarre la conclusione che l’esigua percentuale di persone che sviluppano una paralisi da polio abbiano una "predisposizione anatomica" verso la malattia.
La grande maggioranza della popolazione potrebbe possedere un’immunità naturale nei confronti del germe della polio.


Oggigiorno la polio è praticamente inesistente negli Stati Uniti,
tuttavia non esistono prove scientifiche inconfutabili che il vaccino antipolio abbia causato la scomparsa di questa malattia.
Dal 1923 al 1953,
prima dell’introduzione del vaccino di Salk, l’incidenza di mortalità negli Stati Uniti e in Inghilterra era già scesa spontaneamente rispettivamente del 47% e del 55%.
Le statistiche evidenziano un simile declino anche in altri Paesi europei.

L'incidenza di mortalità da poliomielite stava diminuendo spontaneamente prima dell'introduzione del vaccino

                                                            (Le cifre riguardano il periodo dal 1923 al 1953)

E quando alla fine il vaccino fu disponibile molti Paesi europei rifiutarono di sottoporre la popolazione all'inoculazione sistematica. Eppure, anche in questi Paesi le epidemie di poliomielite cessarono. Il numero di casi documentati di polio dopo l'inoculazione di massa con il vaccino ucciso fu notevolmente superiore ai casi documentati prima della vaccinazione e negli Stati Uniti fu più che raddoppiato.
Per esempio, nel rapporto annuale terminato il 30 agosto 1954 (dopo l'inoculazione di massa) si riportavano 15 casi di polio nel Vermont in confronto ai 55 casi riportati nel periodo annuale terminato il 30 agosto 1955 (dopo l'inoculazione di massa): un aumento del 266%.
Rhode Island riportò 22 casi durante il periodo precedente la vaccinazione in confronto ai 122 casi dopo il periodo di vaccinazione di massa: un aumento del 454%.
Le cifre del New Hampshire furono di 38 casi contro i 129; nel Connecticut furono 144 contro 276 e nel Massachusetts furono 273 contro 2027: un aumento ve5tiginoso del 642%.

I casi di poliomielite aumentarono dopo l'inoculazione di massa

                                      Le cifre riguardano cinque Stati del New England nel periodo dal 1954 al 1955

NOTA: I medici e gli scienziati membri dell'Istituto nazionale della Sanità negli anni Cinquanta erano ben consapevoli che il vaccino di Salk fosse inefficace e mortale. Alcuni di essi dichiararono apertamente che era "inutile come prevenzione e pericoloso da somministrare". Rifiutarono di vaccinare i propri figli.
Anche il dott. Salk fu citato per aver detto "non si dormono sonni tranquilli per almeno due o tre settimane dopo aver iniettato il vaccino antipolio ai bambini". Ma la Fondazione nazionale per la paralisi infantile e le compagnie farmaceutiche che avevano investito grosse somme nel vaccino obbligarono il Servizio Sanitario Pubblico americano a firmare una falsa dichiarazione che attestava la sicurezza e l'efficacia al 100% del vaccino.

Il criterio di definizione della poliomielite fu cambiato dopo l'introduzione del vaccino vivo di Sabin.
Per esempio, la nuova definizione di un'epidemia di polio richiedeva un numero maggiore di casi documentati per ritenerla tale (35 casi invece dei 20 consueti ogni 100.000). In quel periodo fu ridefinito anche il criterio di diagnosi della paralisi da polio, rendendo molto più difficile confermare e dunque registrare i casi.
Prima dell'introduzione del vaccino il paziente doveva presentare sintomi di paralisi per soltanto 24 ore. Non venivano richiesti né analisi né conferme scientifiche per determinare paralisi residue o prolungate. I nuovi parametri esigevano invece che il paziente dimostrasse sintomi di paralisi per almeno 60 giorni e che la paralisi residua fosse confermata almeno due volte nel corso della malattia.
Dopo l'introduzione del vaccino i casi di meningite asettica (una malattia infettiva difficile da distinguere dalla poliomielite) venivano registrati molto spesso come malattia separata.
Ricordiamo però che tali casi venivano registrati come poliomielite prima dell'introduzione del vaccino.
L'
efficacia dichiarata del vaccino fu dunque messa in dubbio.

NOTA: La pratica di ridefinire una malattia se contratta da una persona immunizzata non è nuova. Questa era una tattica comune anche durante le epidemie di vaiolo.
Per esempio, nel 1936 il Ministero della Sanità inglese ammise che lo stato di vaccinazione di un individuo è un fattore guida nella diagnosi di una malattia. In altre parole, se una persona vaccinata contro una particolare malattia contrae quella malattia,
questa viene semplicemente registrata con un nome diverso.

Nel 1976 il dott. Jonas Salk, creatore del vaccino ucciso, durante gli anni Cinquanta, testimoniò che il vaccino vivo (usato quasi esclusivamente negli Stati Uniti dai primi anni del 1960 in poi) era "la causa principale, se non l'unica" di tutti i casi di poliomielite negli Stati Uniti dal 1960 (il virus permane nella gola per una o due settimane e nelle feci per circa due mesi e forse piu'.....
Di conseguenza le persone vaccinate sono a rischio e sono potenzialmente contagiose fintanto che continua l'eliminazione fecale).

Recentemente i Centri federali per il controllo delle malattie (CDC) hanno ammesso che al giorno d'oggi il vaccino vivo è diventato la causa dominante della poliomielite negli Stati Uniti.
Secondo le cifre rilasciate dal CDC, l'87% di tutti i casi di poliomielite registrati negli Stati Uniti tra il 1973 e il 1983 sono stati causati dal vaccino, eccezion fatta per i casi importati.
  L'87% di tutti i casi di poliomielite furono causati dal vaccino antipolio

Dati del CDC (USA): 1973 - 1983

Dal 1980 al 1989 ogni caso di polio negli USA (escludendo i casi di importazione, anche se 3 delle 5 persone che hanno contratto la malattia durante un viaggio all'estero erano state vaccinate in precedenza contro la polio) è stato causato dal vaccino.

In Finlandia, dove viene impiegato il vaccino ucciso, non è stato registrato alcun caso di poliomielite tra il 1964 e il 1983. Nel 1984, invece, numerosi finlandesi contrassero la poliomielite risollevando quindi il dibattito delle autorità sulla relativa efficacia di entrambi i tipi di vaccino.

ALIMENTAZIONE: Nel 1948, durante il culmine dell'epidemia di poliomielite, il dott. Benjamin Sandler - un esperto alimentarista dell'Oteen Veterans Hospital - descrisse dettagliatamente il rapporto tra la poliomielite e un eccessivo consumo di zuccheri e di amidi. Preparò una documentazione che dimostrava come l'incidenza della poliomielite fosse maggiore nei Paesi con un più elevato consumo di zucchero pro capite.
Asserì infatti che tali sostanze disidratano le cellule e sottraggono calcio a nervi, muscoli, ossa e denti.

Una grave deficienza di calcio precede la poliomielite
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I ricercatori hanno sempre saputo che la polio colpisce maggiormente nei mesi caldi. Il dott. Sandler osservò che effettivamente i bambini consumano durante l'estate quantità maggiori di gelato, di bibite e di prodotti artificialmente dolcificati. Nel 1949, prima dell'inizio della stagione della polio, egli avvertì (tramite i giornali e la radio) gli abitanti della Carolina del Nord di ridurre il consumo di questi prodotti.
Durante quell'estate gli abitanti del luogo diminuirono l'assunzione di zucchero del 90% e i casi di polio in quello Stato diminuirono quell'anno in egual misura (il Dipartimento della Salute dello Stato del Nord Carolina riportò 2.498 casi documentati di polio nel 1948 e 229 casi nel 1949).

NOTA: Una compagnia industriale spedì un milione di galloni di gelato in meno già nella prima settimana seguente la pubblicazione della dieta antipolio del dott. Sandler.
Ma il potente consorzio monopolistico Rockefeller, il Milk Trust che vendeva prodotti surgelati alla Carolina del Nord, unì le forze con i potenti commercianti della Cola-Cola (le cui vendite stavano calando) e insieme convinsero la popolazione che le scoperte di Sandler fossero fittizie e che le cifre riguardanti la polio fossero soltanto un caso fortunato.
Per l'estate del 1950 le vendite erano risalite ai livelli abituali e anche i casi di poliomielite ritornarono in quell'anno alla "normalità".


Commento NdR: Il virus SV 40 e' rimasto comunque nei vaccini fino quasi agli anni 90'

Bibliografia vedi: 1000 studi sui Danni dei Vaccini - 4