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La
Pertosse (questa e' la
definizione
della medicina ufficiale, ma non e' cosi') è una
malattia provocata da un batterio Gram negativo, la
Bordetella pertussis, che colpisce indifferentemente
bambini, adulti e anziani, ma che assume solo nell’età
pediatrica sintomi peculiari tali da farla diagnosticare con
estrema facilità anche da chi non è esperto di medicina.
Sintomi:
Negli adulti e negli anziani, la pertosse tende a
manifestarsi come una banale bronchite acuta.
Nel bambino, specie in quello più piccolo, si palesa con i
tipici accessi costituiti da 20 o 30 colpi consecutivi di
tosse senza che il paziente respiri. La lunga sequenza di
colpi di tosse è seguita da una profonda e rumorosa
inspirazione tale da assomigliare al raglio di un asino.
Ciò giustifica la definizione di “tosse asinina” che in
molti detti popolari viene usata per definire la pertosse e
rende ragione del fatto che, nei casi tipici, la malattia
viene identificata senza problemi.
La pertosse presenta tutta una serie di sintomi generali più
o meno espressi, quali tosse, febbre, malessere, astenia,
inappetenza, e può complicarsi fino a causare polmoniti e
alterazioni del sistema nervoso centrale sotto forma di
encefalite.
Le complicazioni, che possono risultare anche
letali, sono più frequenti tanto più giovane è il soggetto
colpito (NdR: cio' avviene in quanto i medici della medicina
ufficiale sono incapaci a sanare il malato).
Di fatto si dice che, mentre nel bambino più piccolo la
pertosse è malattia potenzialmente grave con un rischio di
mortalità che nel primo anno di vita è di 1 caso ogni 1000
soggetti malati, nell’adulto e nell’anziano non è altro che
una comune bronchite, con prognosi finale pressoché
costantemente favorevole.
Tratto in parte da: www.guidagenitori.it
Commento NdR: Pero' quello che le autorita' "sanitarie" non vogliono
dire e' che la Pertosse (come tutte le altre
malattie) e' frutto di alterazione
della
flora batterica intestinale = carenze nutrizionali
(malnutrizione)
in soggetti con
Terreno
disordinato ed
immunodepressi da vaccinazioni precedenti e/o da
mutazioni
genetiche ereditate da genitori vaccinati
od indotte con i vaccini inoculati
al soggetto !
In genere vi sono le
mutazioni del braccio corto del
cromosoma 6 e forse di altri che non sono ancora stati
scoperti.
Il batterio e'
una cosa assolutamente secondaria, che pero' se
iniettato direttamente nel sangue (bypassando le
barriere naturali del sistema immunitario...) con il
vaccino per la Pertosse puo' scatenare malattie le piu'
disparate es.:
Sclerosi Multipla;
Sclerosi Laterale Amiotrofica;
Morbo di Parkinson,
Miastenia Grave,
Fibromialgia,
Sindrome da Fatica Cronica,
Malattie autoimmuni, organo e non-organo
specifiche
!
vedi gli studi: dott. Domenico
Fiore, sul batterio Bordella
Hominis
Vaccini TDAP
secondo linee guida
L'Advisory
Committee on Immunization Practices (ACIP) ha disposto
le linee guida sulla prevenzione di pertosse, tetano e
difterite durante e dopo la gravidanza e nel neonato.
I dati attualmente disponibili non dimostrano a
sufficienza la sicurezza dei vaccino (trivalente)
difto-tetanico-pertossico acellulare (TDAP) nelle donne
gravide, nel feto o ai fini degli esiti della
gravidanza.
Essi inoltre non indicano se gli anticorpi materni
transplacentari indotti dal vaccino garantiscano una
protezione precoce contro la pertosse nel neonato o
interferiscano con la risposta immune del neonato ai
vaccini pediatrici somministrati di routine.
Fate attenzione:
La celebre e
prestigiosa rivista medica Jama pubblica un interessante
articolo sul numero del 10 dicembre 2003.
Vi alleghiamo di seguito l'abstract ricavabile da Med-Line +
www.nlm.nih.gov
Vi si riporta che i casi di pertosse sono cresciuti tra
gli adolescenti e gli adulti in concomitanza con un
innalzamento delle coperture vaccinali di neonati e bambini
a partire dal 1980, con un aumento dei casi negli anni '90
rispetto agli anni '80.
Questo
dovrebbe far riflettere alla pericolosità di questi vaccini
che non fanno altro che aumentare i casi di
malattie da
vaccino.
Bibliografia:
Jama 2003 Dec 10;290(22):2968-75. - Trends in pertussis
among infants in the United States, 1980-1999.
Tanaka M, Vitek CR, Pascual FB, Bisgard KM, Tate JE, Murphy
TV.
"Bacterial Vaccine Preventable Disease" Branch, Epidemiology
and Surveillance Division, National Immunization Program,
Centers for Disease Control and Prevention, Atlanta, Ga
30333, USA. mtanaka@cdc.gov
CONTEXT: Reported cases of pertussis among adolescents and
adults have increased since the 1980s, despite increasingly
high rates of vaccination among infants and children.
However, severe pertussis morbidity and mortality occur
primarily among infants. OBJECTIVE: To describe the trends
and characteristics of reported cases of pertussis among
infants younger than 12 months in the United States from
1980 to 1999.
DESIGN, SETTING, AND PARTICIPANTS:
Cases of
pertussis in infants younger than 12 months in the United
States reported to the National Notifiable Disease
Surveillance System of the Centers for Disease Control and
Prevention between 1980 and 1999, and detailed case data
from the Supplementary Pertussis Surveillance System.
MAIN
OUTCOME MEASURES: Incidence and demographic and clinical
characteristics of cases.
RESULTS:
The incidence of reported cases of pertussis among infants
increased 49% in the 1990s compared with the incidence in
the 1980s (19 798 vs 12 550 cases reported; 51.1 cases vs
34.2 cases per 100 000 infant population, respectively).
Increases in the incidence of cases and the number of deaths
among infants during the 1990s primarily were among those
aged 4 months or younger, contrasting with a stable
incidence of cases among infants aged 5 months or older. The
proportion of cases confirmed by bacterial culture was
higher in the 1990s than in the 1980s (50% and 33%,
respectively); the proportion of hospitalized cases was
unchanged (67% vs 68%, respectively). Receipt of fewer doses
of vaccine was associated with hospitalization, when cases
were stratified by age in months. CONCLUSIONS: The incidence
of reported cases of pertussis among infants increased in
the 1990s compared with the 1980s.
The limited age group affected, the increased rate of
bacteriologic confirmation, and the unchanged severity of
illness suggest that an increase in infant pertussis has
occurred apart from any change in reporting. Strategies are
needed to prevent the morbidity and mortality from pertussis
among infants too young to be fully vaccinated, according to
the current recommended schedules of vaccination in the
United States.
PMID: 14665658 [PubMed - indexed for MEDLINE]
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IL
SEMINARIO SULLA VACCINAZIONE per la PERTOSSE DEL 1990
Nel 1990 si
svolse un seminario sulle complicazioni neurologiche della
pertosse e sulla vaccinazione.
Le sue conclusioni furono, in
primo luogo, che non esisteva uno standard di riferimento
fra i produttori, quindi che per uno stesso produttore non
esisteva uno standard nemmeno fra i lotti successivi e che
quindi non c'era difficoltà nell'ammettere una relazione
causa-effetto fra il vaccino
ed i danni neurologici
permanenti conseguenti.
Inoltre, si rilevò che esistevano
dati sperimentali sufficienti per attribuire sia all'endotossina
che alla tossina della pertosse una chiara responsabilità
nelle reazioni neurologiche avverse al vaccino stesso e che
fra i neurologi vi era un ampio consenso nel considerare
come le crisi post-vacciniche non erano state adeguatamente
valutate quando erano definite come "convulsioni febbrili",
in quanto queste forme non sono in genere necessariamente
benigne.
Incredibilmente, nonostante le loro stesse considerazioni,
essi conclusero il rapporto sul convegno affermando: - "non
ci sono prove che dimostrino l'associazione fra vaccinazione
DPT e SIDS, in quanto la sindrome da morte improvvisa dopo
la vaccinazione antipertosse è talmente rara da non essere
rilevabile nel contesto dei dati attuali sulla mortalità
infantile" - pero'....solo negli USA ci sono
10.000 casi all'anno
di SIDS. [...]
Nello
stesso anno la rivista JAMA (Journal of American Medical
Association), in un editoriale chiaramente intitolato "Encefalopatia
indotta da vaccino: un mito", accusava ironicamente l'AAP ed
"altri medici non meglio definiti" di unirsi ai gruppi di
genitori ed avvocati che sostenevano la pericolosità del
vaccino.
L'accusa è alquanto ironica nel senso che la stessa AAP, nel 1992 era schierata fra coloro che raccomandavano le
5 dosi di vaccino antipertosse nei bambini.
È molto
interessante notare come questa "organizzazione" abbia
cambiato opinione nel giro di soli due anni. Il risultato di
questa incauta inversione di marcia fu la formazione del
Programma Nazionale (per il monitoraggio del ???) Danno da
Vaccino.
Per
completare l'opera, sempre nel 1992, l'Istituto di medicina
(USA) ammise che "esiste una consistente evidenza di
relazione casuale fra vaccino DPT e forme di encefalopatia
acuta, definite in termini di encefalopatia, encefaliti,
encefalomieliti, nonché fra lo stesso vaccino ed anafilassi.
Inoltre esiste una chiara correlazione fra la componente
antipertosse del vaccino DPT ed il pianto inconsolabile".
In altri termini Danni Cerebrali in corso.
Tratto da Comilva.org
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Vaccino
per la Pertosse
La pertosse è una malattia contagiosa causata da un battere
che colpisce l'apparato respiratorio. Viene anche denominata
"tosse canina" a causa dell'urlo acuto tipicamente
canino emesso dagli ammalati che cercano di trattenere i respiri dopo i
violenti accessi di tosse. I sintomi si presentano in tre diverse fasi.
Nella prima, che solitamente dura una o due settimane, le persone colpite
hanno problemi di respirazione e possono sviluppare tosse e/o febbre.
Si passa quindi alla seconda, della durata di due o tre settimane,
caratterizzata da gravi attacchi di tosse notturna e poi da episodi di
tosse durante il giorno e la notte: questi attacchi possono portare a
un'inadeguata circolazione dell'ossigeno che dà origine a convulsioni
(durante questa fase può avvenire il decesso). Nella terza e ultima fase
la tosse diminuisce e inizia la guarigione. Una guarigione completa
richiede due o tre mesi di tempo.
Questa
malattia raramente è fatale.
Comunque, se un lattante
al di sotto dei sei mesi la contrae,
può essere
pericolosa.
Non esiste un trattamento specifico
per la pertosse. Sono stati impiegati antibiotici e sedativi della tosse
ma con scarso successo e in genere non vengono consigliati.
Un vaccino
per la pertosse è
disponibile negli Stati Uniti dal 1936 ed è stato immesso nel mercato
negli anni Quaranta.
RISULTANZE:
L'incidenza e
la gravità della pertosse era già diminuita molto prima
dell'introduzione del vaccino.
Dal 1900 al 1935, negli Stati Uniti e in Inghilterra, l'incidenza di
mortalità causata dalla malattia era già calata rispettivamente del 79%
e dell'82% prima dell'introduzione del vaccino. Alcuni studi indicano che
l'efficacia del vaccino per la pertosse potrebbe essere soltanto del
40-45%. Altri evidenziano come l'immunità non permanga.
La sensibilità alla pertosse dodici anni dopo la vaccinazione completa
potrebbe essere quantificata in misura del 95%. Per esempio, durante
un'epidemia del 1978 vennero colpiti dalla pertosse 46 bambini vaccinati
su 85 (54%).
Durante un periodo di 10 mesi nel 1984 lo Stato di Washington denunciò
162 casi: non ci furono decessi né casi di lesione cerebrale e il 49% dei
casi riguardanti la fascia d'età 3 mesi-6 anni si verificò su bambini
completamente vaccinati. Nello
stesso anno furono denunciati al CDC 2.187 casi di pertosse: dei 560
pazienti di una fascia d'età compresa tra i 7 mesi e i 6 anni e di cui si
conosceva lo stato di vaccinazione, il 46% era stato sottoposto a
vaccinoprofilassi. E nel 1986, nel Kansas, furono riportati 1.300 casi: il
90% dei pazienti di cui era noto lo stato di vaccinazione era stato
'adeguatamente' vaccinato.
L'incidenza
di mortalità da pertosse
era diminuita di oltre il 75%
prima dell'introduzione del vaccino
I vaccini
per la difterite, tetano
e pertosse vengono generalmente associati in un'unica formula (DPT).
Il vaccino antidifterico e quello antitetanico vengono entrambi
'stabilizzati' usando la formaldeide, una nota sostanza cancerogena. La
dose di DPT contiene il timerosal - un derivato del
mercurio - e un
fosfato di alluminio. Il
mercurio
e l'alluminio
sono entrambi
tossici
per l'uomo.
Il vaccino
per la pertosse viene
utilizzato negli esperimenti sugli animali per indurre shock anafilattico
e per causare un'encefaliomelite autoimmune acuta (encefalite allergica).
L'encefalite post-vaccina
potrebbe essere la causa maggiore di
turbe nello sviluppo
e di
difficoltà di apprendimento.
Negli Stati Uniti non furono mai
eseguiti dei test clinici per appurare se il vaccino per la pertosse fosse
sicuro ed efficace.
Il Paese si fida dei dati raccolti in Inghilterra
negli anni Cinquanta, riguardanti bambini di una fascia d'età compresa
tra i 6 e i 18 mesi. Nonostante il fatto che 42 di questi bambini
accusassero convulsioni entro i primi 28 giorni, che l'80% dei bambini
fossero di età superiore ai 14 mesi e che il test fosse disegnato per
misurare l'efficienza (non la sicurezza) del vaccino, le autorità
responsabili della sanità negli Stati Uniti usarono questi risultati come
prova che il vaccino fosse talmente sicuro da poterlo somministrare
addirittura a bambini di sei settimane d'età. Un neonato di 2 mesi con un
peso minore di 10 libbre riceve così la stessa dose di vaccino di un
bambino in età prescolastica di 50 libbre.
Gli scienziati hanno sviluppato un test indiretto per definire l'efficacia
e la sicurezza del vaccino per la pertosse.
Se il vaccino rende immuni le cavie, allora si ritiene che sia efficace
anche nei bambini. Se le cavie non perdono peso, allora si presume che non
sia tossico.
Il vaccino
per la pertosse può
causare una febbre elevata fino a 41 °C, dolori, gonfiori, diarrea,
sforzi di vomito, sonnolenza eccessiva, urli acuti (non molto dissimili
dal cosiddetto cri encefalique associato a danni del sistema
nervoso centrale), crisi di pianto, attacchi apoplettici, convulsioni,
collassi, shock, problemi di respirazione, danni cerebrali e sindrome di
morte infantile improvvisa (SIDS). Uno studio ha dimostrato che reazioni
gravi (comprese l'epilessia e l'encefalopatia) raggiungevano valori da uno
a 600. Un'altra ricerca ha evidenziato che delle 15.752 inoculazioni
somministrate ai bambini soltanto 18 (1 su 875) davano atto a gravi
reazioni (collasso da shock o convulsioni).
A ogni bambino di questa
ricerca sono state somministrate da tre a cinque inoculazioni: un bambino
circa ogni 200 che avevano ricevuto la serie completa di
DPT
accusava
quindi gravi reazioni.
Diversi studi hanno dimostrato che il
tasso di mortalità infantile triplica fra i bambini nei tre giorni
successivi al vaccino DPT. Le prime tre dosi di DPT vengono somministrate
a due, a tre e a quattro mesi di età.
Circa l'80% dei casi di SIDS si verificano nel periodo tra il primo e il
sesto mese, con un'incidenza massima nell'età compresa tra il secodo e il
quarto mese.
In un recente studio scientifico sul
SIDS sono stati presi in considerazione gli episodi di apnea (cessazione
della respirazione) e di ipopnea (respirazione poco profonda anomala)
prima e dopo la vaccinazione DPT.
E' stato usato il Cotwatch (uno strumento di precisione per monitorare la
respirazione progettato da Leif Karlson) e sono stati analizzati i dati
computerizzati generati dallo strumento (calcolati in integrali di 'densità
pesata apnea-ipopnea' - WAHD). I dati hanno dimostrato chiaramente che la
vaccinazione è stata la causa di uno straordinario aumento degli episodi
in cui la respirazione cessava parzialmente o completamente.
Tali episodi continuavano periodicamente per mesi dopo la vaccinazione. Il
dott. Viera Scheibnerova, responsabile della ricerca, ha concluso che 'la
vaccinazione è la singola causa prevalente e maggiormente prevenibile
delle morti infantili'.
In un altro studio compiuto su 103
bambini deceduti di SIDS, il dott. William Torch della Facoltà di
Medicina dell'Università del Nevada a Reno scoprì che più dei due terzi
di essi, prima di morire, erano stati vaccinati con il siero DTP.
Di
questi, il 6,5% a 12 ore dalla somministrazione del vaccino, il 13% entro
le 24 ore, il 26% entro tre giorni e rispettivamente il 37%, il 61% e il
70% entro una, due e tre settimane. Egli scopr" inoltre che il SIDS
avviene con maggior frequenza a due o a quattro mesi, l'età in cui le
dosi iniziali di DPT vengono somministrate ai bambini.
Il vaccino antipertossico e la sindrome di
morte infantile improvvisa
(SIDS)
(uno studio di correlazioni)
Numero
di giorni dopo la vaccinazione
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Vaccino per la Pertosse Acellar Pertussis (Pertossico
giapponese)
Nel 1981 il
Giappone ha iniziato a somministrare ai suoi bambini un
nuovo vaccino antipertossico.
I giapponesi asseriscono che sia meno
tossico e più efficace del vaccino attuale, che viene tuttora usato negli
Stati Uniti. Alcune autorità americane sono d'accordo ma affermano che i
costi superiori per produrre il vaccino e la logistica coinvolta non
giustifichino questo cambiamento.
Comunque sia, l'Associazione dei
Pediatri Americani (AAP) - il 15 aprile 1992 - consigliava questo vaccino
soltanto per le quarte e le quinte dosi.
I giapponesi non iniziano a vaccinare i loro figli contro la pertosse
prima dei due anni.
Questa pratica ebbe inizio nel 1975, sei anni prima dell'introduzione del
nuovo vaccino, e venne immediatamente notato un notevole calo di reazioni
gravi da vaccino.
Negli Stati Uniti la vaccinazione per la pertosse inizia
a due mesi d'età e continua durante i primi mesi di vita del bambino,
quelli più rischiosi.
E' perciò difficile accertare se il vaccino giapponese sia effettivamente
il più sicuro.
Nel 1988 gli Stati Uniti sperimentarono il vaccino pertossico
"acellulare" sui bambini svedesi.
L'efficacia di un regime a due dosi fu del 69%. Cinque bambini morirono
durante questo studio. Ironicamente, gli ufficiali sanitari statunitensi
(i quali sembrano essere indifferenti verso la ricerca di alternative al
vaccino "a cellula intera"), mostrandosi assai scrupolosi, chiesero che i
decessi fossero ulteriormente indagati, anche quelli avvenuti cinque mesi
dopo la vaccinazione.
Visto che le cause di questi decessi comprendevano
anche intossicazione da eroina, gli ufficiali svedesi conclusero che non
erano da collegare alla vaccinazione.
Decessi che negli Stati Uniti avvengono entro poche ore o pochi giorni da
una vaccinazione "a cellula intera" vengono rapidamente dimenticati e
raramente investigati.
In uno studio recente, pubblicato dal Journal of the American Medical
Association, venne dimostrato che due vaccini per la pertosse,
acellulari, risultavano meno efficienti di quanto ci si aspettava ed erano
responsabili di quattro decessi tra i bambini usati per il
test. E nel 1987, 66 giapponesi vittime del vaccino ebbero
un enorme risarcimento da parte del Governo.
La Corte riconobbe che i querelanti danneggiati erano stati
"usati",
in modo che non fosse minato "l'interesse pubblico per la
prevenzione di malattie contagiose".
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