|
L’alternativa
più economica per creare un efficace vaccino contro l’epatite B
è
quello di introdurlo nelle piante commestibili.
Il vaccino però viene degradato nell’intestino. Per aggirare questo
problema si e’ prodotta una patata transgenica che possiede un efficace
vaccino dell’epatite resistente alla digestione.
Le piante sono trasformate usando un antigene dell’epatite (HbsAG)legato
ad un vettore che stabilizza in modo ottimale il mRNA.
Un più attento esame ha chiarito il perché dell’efficacia: le HbsAg
sono accumulate in altre concentrazioni come particelle virali entro
vescicole legate alla membrana del tubero.
Questa “ bio-incapsulazione” protegge gli antigeni dalla digestione
nell’intestino, e dà un lento rilascio dell’antigene permettendo una
protezione a lungo termine.
Proc.Natl.Acad.Sci.USA 98,2001
Commento
NdR:
Le
multinazionali
dei
vaccini per essere sicure di perpetuare all’infinito
il mercato dei malati…….e soddisfare cosi i loro fatturati anche per
le prossime generazioni, (i vaccini creano mutazioni genetiche
trasmissibili alla prole) hanno iniziato a produrre ed a commercializzare
le patate con i vaccini nascosti all’interno; in
questo modo gli acquirenti consumatori a loro insaputa si vaccineranno e
si imbottiranno di virus pericolosissimi…..
Stanno facendo la stessa
cosa con le banane, i pomodori, le melanzane, ecc. ecc.
Viva…….i fatturati……… viva gli
OGM (Organismi Genetici
Mutati) …….alla faccia della pelle dei popoli… ecco cosa dicono i rappresentanti ed i
ricercatori al servizio ideologico delle multinazionali:
.......DAL TABACCO si PRODURRANNO VACCINI ANTI-AIDS -
TRAGUARDO ENTRO 5 ANNI nell’ARCO di DIECI ANNI. Le PIANTE
GENETICAMENTE MODIFICATE, POTRANNO RIVOLUZIONARE il
SETTORE delle VACCINAZIONI.
Pioniere degli studi sui vaccini prodotti in piante
geneticamente modificate (OGM)
l'americano Charles Arntzen, della Arizona State University:
''I risultati raggiunti in Usa - ha sottolineato Sala
- sono molto incoraggianti.
Charles Arntzen ha infatti avviato la sperimentazione
sull'uomo di due vaccini di questo tipo, contro l'epatite B
e la dissenteria, verificando che essi stimolano la
formazione di anticorpi nell'uomo.
E’ da poco partita la fase di sperimentazione su popolazioni
a rischio, avviata in alcune zone del Messico e dell'Asia''.
Insomma, una frontiera che nell'arco dei prossimi dieci
anni, ha commentato Sala, ''potrebbe rivoluzionare il
settore delle vaccinazioni, con la sostituzione dei vaccini
tradizionali con quelli prodotti appunto in piante Ogm''.
Ed i vantaggi, assicura l'esperto, sarebbero
notevoli.
Quali ? ''Si eliminerebbe innanzitutto la catena del
freddo, necessaria nel trasporto e nella conservazione dei
vaccini attuali, con grandi vantaggi soprattutto per i paesi
in via di sviluppo: qui, infatti, i vaccini spesso arrivano,
ma poi si inattivano diventando inservibili appunto perche’
non adeguatamente conservati''.
”Inoltre tali vaccini, ha proseguito Sala,
'sono somministrabili oralmente, senza bisogno di siringhe,
sono di provata efficacia, possono essere prodotti
direttamente dai paesi poveri e sono piu’ sicuri di quelli
tradizionali poiche’ esenti da contaminanti patogeni come
virus e tossine''.
Ma,
soprattutto, sono molto economici: il loro costo
- ha detto Sala - sarebbe
infatti pari ad un centesimo degli attuali vaccini''.
Varie le piante candidate alla produzione dei vaccini: oltre
al tabacco, infatti, possono essere utilizzati anche
pomodori, patate, banane, insalata,
leguminose e semi di riso.
Uno scenario che potrebbe fare la differenza dunque,
sottolineano gli esperti, soprattutto per i paesi poveri,
dove ancora oggi il 65% dei bambini (dati Oms) muore per
malattie infettive a causa dell'impossibilita’ di accedere
ai vaccini. Ed un fronte che vede sempre piu’ impegnati
proprio i paesi asiatici:
In India, ad esempio, sono in sperimentazione vaccini in
pianta Ogm contro l'epatite B, la peste dei ruminanti e
l'antrace; in Sud Africa un vaccino contro un tipo di
tumore; in Sud Corea contro la dissenteria dei suini.
In Cina inoltre, ha sottolineato Sala, ''si sperimenta un
vaccino di questo tipo contro il colera ed uno contro
l'epatite B e si e’; calcolato che, per vaccinare l'intera
popolazione, sono sufficienti 12.000 metri quadri per la
coltivazione delle piante Ogm''.
Se il traguardo dei vaccini in piante biotech appare non
piu’ fantascienza, resta pero', il grosso problema dei
finanziamenti: ''Per la nostra ricerca all'Università
di Milano - ha affermato Sala - abbiamo ricevuto
fondi pari a 50.000 euro per il 2004 e non ci sono ancora
finanziamenti per il 2005''. Una somma esigua, se si
considera, ha aggiunto, che ''in Sud Corea, per ricerche
analoghe, vengono stanziati due milioni di dollari l'anno''.
Il problema, ha concluso l'esperto,, e’ che questo
settore interessa poco le multinazionali, dal momento che i
guadagni sarebbero ridotti, ed e’ per questo che gli enti
pubblici dovrebbero farsene maggior carico, stanziando fondi
adeguati, poiche’ l'accesso alle vaccinazioni e’ un
interesse sociale senza confini''.
PATATE che VACCINANO Corriere
della Sera: dal Convegno di Erice - "Cibi transgenici, vaccini nella Frutta
- Pronta la
patata contro lepatite B"
Commento
NdR: I criminali dei
vaccini, con lingegneria genetica (OGM) sono riusciti ad introdurre i vaccini
(guerra batteriologica contro gli umani) anche nella frutta e nei legumi.
.quindi STATE
MOLTO ATTENTI a CIO che MANGIATE, il GRANDE FRATELLO,
vi VACCINA a VOSTRA INSAPUTA
.
ERICE - Un vaccino a
colazione, sotto forma di una banana, un pomodoro, una patata o una insalata verde.
Il
tutto rigorosamente transgenico. È questa la frontiera più avanzata dellingegneria
genetica applicata alla prevenzione di infezioni molto diffuse, soprattutto nei Paesi in
via di sviluppo, come epatite B, colera, dissenteria. «Il progetto è in fase avanzata di
realizzazione, sono in corso sperimentazioni sulluomo e, nel giro di due anni,
potrebbe partire una campagna per le vaccinazioni di massa in Africa», ha annunciato ieri
il dottor Julian Ma, un immunologo del Guys Hospital di Londra, che ha presentato
liniziativa durante la seduta inaugurale del 25° seminario sulle emergenze
planetarie al Centro «Ettore Majorana» di Erice. Qual è lutilità di
somministrare un vaccino attraverso un frutto o un ortaggio ?
«I costi, ovviamente, che
si possono abbattere fino a un centesimo, e la possibilità di raggiungere, in tempi
brevi, grandi masse di popolazione». La sperimentazione è iniziata da tempo su pazienti
volontari, che hanno ingerito patate in grado di stimolare la produzione di anticorpi
contro lepatite B. I risultati fanno prevedere una rapida evoluzione di questo nuovo
tipo di profilassi. «Cè però un limite - spiega il professor Francesco Sala,
biologo dellUniversità di Milano -.
La patata deve essere somministrata cruda, per
non distruggere il principio attivo che stimola la produzione di anticorpi.
Non è facile
convincere, per esempio i bambini o certi adulti, a mandare giù una patata cruda». Il
procedimento ? Dallinvolucro del virus che si vuole combattere si preleva una
proteina. Quindi si seleziona un frammento di Dna in grado di produrla e si innesta tale
frammento in un agrobatterio. Si infetta una pianta, per esempio la lattuga,
con lagrobatterio modificato.
Le lattughe transgeniche, una
volta ingerite, sono in grado di sviluppare anticorpi specifici contro il virus di
partenza. (Articoli di: Franco Foresta Martin - Corriere della Sera)
La
Repubblica: "Una patata transgenica ci difenderà dall'epatite "
- Mangiarla equivale a prendere il vaccino
In Gran Bretagna avviata la sperimentazione sull'uomo. Poi toccherà a tabacco e banane
"modificati"
Commento (NdR): Come sopra
ROMA - Per
evitare colera, epatite B e dissenteria basterà mangiare una patata. Non sotto forma di
purè o crocchette perché il prodotto va consumato crudo, ma comunque sempre meglio delle
vecchie fialette, delle ampolline, delle siringhe. Mentre la lotta per il controllo del
mercato alimentare resta più che mai incerta, le industrie del biotech continuano a
mietere successi in campo farmaceutico. La patata che vaccina è l'ultimo nato della
famiglia dei miracoli transgenici.
Non
si tratta realmente di un evento a sorpresa, perché la gestazione della patata che cura
era in stato avanzato.
Tuttavia ieri, dai seminari di Erice organizzati al centro Ettore
Majorana da Antonino Zichichi, è arrivato l'annuncio dell'inizio della sperimentazione
sull'uomo. Julian Ma, della Divisione di Immunologia del Guy's Hospital di Londra, ha
spiegato che ormai i margini di sicurezza sono diventati sufficientemente alti da
permettere ai primi volontari di vaccinarsi mangiando.
Per
trasformare le patate in vaccino gli scienziati si servono di un microorganismo
(l'agrobatterio), responsabile del tumore nelle piante. Questo micro
organismo fa però
solo da "siringa", da veicolo per trasmettere il frammento di Dna che interessa.
In questo caso è lo spezzone di codice genetico che codifica la produzione di una
proteina, quella che fa da campanello d'allarme nell'organismo umano scatenando il
contrattacco per una specifica malattia, ad esempio il colera.
La persona che viene
vaccinata, pur non essendo realmente esposta al pericolo, comincia a produrre anticorpi e
queste difese restano sempre potenzialmente disponibili in caso di una futura reale
aggressione.
Questo
naturalmente è il meccanismo che caratterizza tutti i tipi di vaccinazione, da quella che
un tempo veniva praticata dai cinesi facendo annusare ai bambini pustole seccate di
vaiolo, fino a quella transgenica. Il principio dell'esposizione volontaria al patogeno
resta inalterato.
Cambiano modalità e costi (che in futuro dovrebbero abbassarsi secondo
le previsioni dei tecnici del settore).
"E'
un passo avanti che fa ben sperare", commentano a Federchimica. "Si sta aprendo
una nuova frontiera destinata a far saltare la distinzione tra cibo, diagnosi e medicina.
Ci saranno sempre più prodotti con caratteristiche miste: metà farmaci metà
alimenti".
Gli
esperimenti in questa direzione si moltiplicano. In un progetto che riguarda i paesi in
via di sviluppo si sta studiando la possibilità di utilizzare la
banana come vettore per
le vaccinazioni.
E negli States, dove produrre sigarette è diventata un' impresa ad alto
rischio, si punta a riconvertire le distese di tabacco: la pianta non verrà più fumata
ma trasformata in una fabbrica di proteine mirate a scopi terapeutici.
Non basta. La Nutraceutical, il settore a cavallo tra farmacia e drogheria, sfornerà
un'intera gamma di nuovi prodotti.
Si va dai pomodori ricchi di antiossidanti all'olio
d'oliva ritoccato per chi ha problemi cardiaci, dal riso supervitaminizzato con aggiunta
di ferro al latte che immunizza i bambini come quello materno.
By Antonio Cianciullo - La Repubblica
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dalle piante OGM
si possono trarre dei
Vaccini....Evviva....la
follia delle multinazionali dei vaccini NON ha confini...
Dalle piante transgeniche
vaccini per Hiv,
diabete e Tbc
Vaccini e anticorpi
per la salute umana possono essere prodotti dalle piante.
Studiare i meccanismi di sintesi e di accumulo di proteine
di interesse farmaceutico nelle cellule vegetali e
sviluppare strategie e procedure efficienti per la
produzione di biofarmaci (farmaci
e
vaccini) sono gli obiettivi del progetto
“Pharma-Planta: Recombinant Pharmaceuticals from Plants for
Human Health” -
www.pharma-planta.org - che coinvolge l’Istituto di
biologia e biotecnologia agraria (Ibba) del CNR di Milano.
“Scopo del progetto”, spiega Emanuela Pedrazzini
ricercatrice dell’istituto milanese, “è produrre in
pianta farmaci ricombinanti, vaccini e anticorpi, per la
prevenzione dell’Hiv, della rabbia, del diabete autoimmune e
della tubercolosi”.
Farmaci ricombinanti, ovvero proteine - anticorpi e
componenti del sangue o del latte materno normalmente
prodotti dal nostro organismo - da impiegare a scopi
terapeutici e che un tempo erano recuperate dai cadaveri o
isolate dagli animali, come nel caso dell’insulina di maiale
per il trattamento dei diabetici.
Con il rischio che le proteine fossero contaminate da virus.
Poi si è iniziato a produrre queste molecole in organismi
geneticamente modificati (OGM),
trasferendo il gene che contiene le informazioni per la
sintesi della proteina in cellule di mammiferi o in batteri.
Oggi si lavora anche sulle cellule vegetali che sono meno
costose da coltivare in laboratorio e "sicure", tanto che
vengono quotidianamente ingerite, non sono soggette ad
infezioni virali e batteriche umane.
Il compito dell’Ibba-Cnr è: “individuare nuove strategie
per ottimizzare la sintesi e la stabilità di questi vaccini
nelle piante transgeniche. La stabilità di una proteina
ricombinante”, chiarisce Pedrazzini, “dipende
dall’ambiente cellulare e subcellulare in cui è
sintetizzata. Innanzitutto, l’ambiente deve permettere alla
proteina di acquisire la corretta conformazione
tridimensionale, in secondo luogo non deve contenere enzimi
idrolitici che degradino rapidamente la proteina
neosintetizzata”.
Sono due le tecniche sperimentate dal gruppo di ricerca
milanese: fare accumulare la molecola ricombinante nel
reticolo endoplasmatico della cellula, naturalmente deputato
alla sintesi delle proteine, oppure accumulare la proteina
nel suo elemento naturale all’interno della cellula. “Entrambe
le strategie”, conclude la studiosa, “sembrano
promettenti”.
Tratto da:
http://www.almanacco.rm.cnr.it
Commento NdR:
ma le malattie NON nascono
per i virus,
che sono solo gli effetti dell'alterazione del
Terreno !
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|