|
SIDS =
morte nella culla
Sentiamo che finalmente l'Italia si porrà
all'avanguardia nella prevenzione cardiologica infantile.
Un provvedimento voluto dal ministro Umberto Veronesi introdurrà nel prossimo piano
sanitario nazionale la possibilità di ottenere gratis l'elettrocardiogramma per i
neonati. Così l'Italia sarà, a detta degli esperti, "il primo paese con una
strategia per la prevenzione della morte in culla".
Trovata infatti la cosiddetta
"sindrome del Qt lungo", l'idea è quella di porre il neonato "sotto
protezione farmacologica", secondo quanto riferisce il prof. Peter J. Schwartz,
primario di cardiologia all'ospedale di San Matteo di Padova.
Qualche anno fa a Boston negli USA una universita' locale
aveva trovato del
mercurio nel cervelletto di bambini morti di
SIDS (morte nella culla), "strano caso" il mercurio (Thiomersal)
e' contenuto nei
vaccini....prodotti da
Big Pharma
vedi anche SIDS +
Danni cerebrali dei Vaccini
+
Perche' vaccinare ?
"Vaccine Nation" è un
documentario che racconta l'incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Bimbo di 14 mesi morto nel sonno a S. Carlo – Padova,
26 feb. 2003
Una vicenda tragica, iniziata
quattro giorni fa. Appena dopo pranzo i genitori Sara e
Diego mettono a letto il bellissimo bambino dagli occhi
verdi. Verso le 17 la coppia, notando che il figlioletto
stava dormendo più del solito, si recano nella sua
stanzetta. Immediatamente - entrambi lavorano nella sanità
- si accorgono che Emiliano non respira più.
Tentano di rianimarlo con più tentativi, chiamano
l'ambulanza. Ma la corsa all'ospedale si rivela inutile. I
medici non possono fare altro che constatare il decesso.
Eppure Emiliano era sanissimo pero'
era stato vaccinato
con un vaccino trivalente
per il morbillo, la parotite e la rosolia, oltre a
quello per la polio,
vaccini somministrati una 6 giorni
prima.
VACCINAZIONI e SIDS
Tra i 2 ed i 4 mesi i bambini iniziano il loro ciclo di
vaccinazione. Questo periodo coincide con il picco del
rischio di SIDS. Sebbene il dibattito scientifico sia ancora
aperto su questa coincidenza, molti ricercatori vedono un
nesso tra le due cose ipotizzando che la SIDS sia causata da
infezioni batteriche.
Ecco un altro Danno da
Vaccino:
Siccome siamo ormai alla 4°
generazione di vaccinati, i genitori “regalano” le loro
mutazioni genetiche occulte (portatori sani) ai loro figli e
di generazione in generazione il sistema sopravvivenza della
specie e’ messo sempre piu’ in pericolo, facendosì che
bastano delle semplici e comuni proteine tossiche chiamate
“virus”, perche si sia trovato nei 3/4 dei parti bimbi
morti, il nesso con questo tipo di proteine virali
vaccinali.
SYDNEY – AU, Giu., 2008 - Dei
comuni virus, come quelli dell'herpes, sono coinvolti in ben
tre quarti di tutte le nascite con feto morto. Lo hanno
scoperto gli scienziati australiani dell'ospedale Prince of
Wales di Sydney, guidati dal virologo Bill Rawlinson, che
solo in Australia arrivano a circa 2000 l'anno e questi nati
morti sono in aumento anche nel resto del mondo, grazie alle
vaccinazioni inoculate sulla ignara popolazione mondiale e
perpetrate di generazione in generazione.
Commento NdR: Questi
ricercatori hanno solo scoperto la punta dell’Iceberg (Danni
dei vaccini trasmissibili alla prole), ma non hanno voluti
approfondire…le cause VERE
di quel grave ed ulteriore problema che i
Vaccini generano !
IMPORTANTE:
OGNI tipo di
Vaccino produce
Stress ossidativo cellulare e
quindi
tissutale !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Ammazzato dai
Vaccini
Gabriele Biscardi ha 4 mesi e mezzo quando il 28/04/2007 ad
asiago (VI) i genitori si accorgono che NON respira piu’.
Corrono all’ospedale, ma e’ troppo tardi. I genitori
presentano una denuncia, affermando che: “DOPO la
vaccinazione (la prima), Gabriele NON e’ piu’ stato bene;
dormiva poco, era agitati, spesso con febbriciattole”.
Nello spazio di un mese e mezzo si arriva alla fine ed un
medico viene indagato per omicidio colposo.
Tratto da: Il
Gazzettino - 14/03/08
Un'ALTRO dei circa 1.000 bambini morti, all'anno in Italia....e
nessuno dice nulla....!
Rovolon
(Padova)
Il dramma si è consumato nell'abitazione della famiglia
.............
La mamma è entrata nella cameretta per vedere se stava
dormendo, l'ha accarezzato, lo ha preso in braccio è si è
accorta che il visetto era già cianotico.
Tre giorni prima
era stato vaccinato, ma eccetto
qualche giorno di irritabilità poi non aveva manifestato
nient'altro; e cosa può manifestare un bimbo di tre mesi
nato sano, ma ammalato dai vaccini ?
Il referto medico parla di “morte bianca”, sempre per
depistare dalla Causa Vaccinale !
Tratto da:
http://www.ilgazzettino.it
Commento (NdR) : Le morti, la
sofferenza e gli handicap,
causati dai vaccini, sono uno
costo sbalorditivo finanziario e personale per le famiglie
ed i contribuenti, oltre al dolore ed alla sofferenza......
A questi
Danni
DIRETTI dei Vaccini +
Danni delle Amalgami dentali,
occorre aggiungere che vi e' la possibilita' che i
soggetti (bambini e ragazzi + adulti) possano morire
improvvisamente perche' indotti alla morte dalla cosiddetta
"sindrome
di Brugada = Sindrome della morte improvvisa
sindrome che e' legata a disfuzioni del
Cuore, che
essendo vaccinati si slatentizza, cioe' si scatena,
generando la
morte.
Per le morti improvvise nei
ragazzi, giovani ed adulti (che fano sport ed
improvvisamente muoiono) se negli stadi o palestre vi fosse
la disponibilita' di avere un
defibrillatore, molte morti potrebbero essere
evitate.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
MORTE in culla e la
vaccinazione DPT
La protezione farmacologica propinataci contro la morte in
culla ? Ma è proprio questa stessa protezione farmacologica, con i vaccini
dati in giovanissima età, che sembra causare la moria dei nostri bambini
!
Citiamo dal libro della Dottoressa Viera Scheibner:
Uno studio condotto negli USA su settanta casi di morte in culla
selezionati a caso ha evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti
aveva ricevuto il vaccino DTP (difteria, tetania, pertosse) poco tempo
prima della morte: 6,5% entro le 12 ore, 13% entro 24 ore, 26% entro 3
giorni, 37% entro una settimana, 61% entro due settimane e 70% entro 3
settimane.
E' stato anche scoperto che i casi di morte in culla dei
bambini non vaccinati si concentravano nel periodo invernale, le morti dei
bambini vaccinati succedevano durante tutto l'arco dell'anno, ma comunque
sempre nel periodo subito dopo la vaccinazione.
Le registrazioni del respiro dei neonati prima e dopo le vaccinazioni
hanno mostrato un respiro normale nei sei giorni precedenti, ed un respiro
a tratti difficoltoso durante i 12 giorni seguenti.
I periodi di respiro
difficoltoso coincidevano con l'incidenza delle morti in culla a seguito
della vaccinazione in 41 dei casi. Questa correlazione fu oggetto di uno
studio separato.
Quando in Giappone, nel 1974, è stata innalzata l'età minima per
ricevere la vaccinazione DTP a due anni, la morte in culla a seguito delle
vaccinazioni è praticamente scomparsa ed il Giappone ha avuto, da quel
periodo in poi, la mortalità infantile più bassa al mondo.
Forse sarebbe
il caso di valutare queste statistiche e di trarre le dovute conseguenze
anche in Italia, invece di proporre, come fa il nostro ministro dalla
sanità, sempre nuove forme di "protezione farmacologica".
Oppure dobbiamo pensare che il nostro sistema sanitario, incluso lo stesso
ministero, siano sotto l'influenza di una lobby farmaceutica così potente
da considerare qualche morte "roba da poco"?
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
MORTE in culla
e' facilmente
provocata dalle sostanze Tossiche dei Vaccini -
vedi:
Contenuto dei Vaccini
Vi e' anche la possibilita' che essa derivi da
malformazioni genetiche al
Cuore, ereditate da genitori
a loro volta
Vaccinati !
Es.:
Milano, 9
mag. 2008 (Adnkronos Salute) -
Dietro la morte improvvisa di un bambino o di un adolescente
che corre o gioca a pallone con gli amici, spesso c'è una
malattia cardiaca di origine genetica, la "tachicardia
ventricolare polimorfa catecolaminergica" (cpvt). Oggi per
questi giovanissimi arriva una buona notizia da uno studio
italo-olandese, pubblicato sul New England Journal of
Medicine e condotto dai ricercatori dell'Istituto auxologico
italiano. La ricerca testimonia, su un piccolo gruppo di
pazienti, l'utilità di un intervento chirurgico 'ad hoc'.
Oggi infatti, ricordano i ricercatori dell'Istituto
auxologico italiano in una nota, i ragazzi con questa forma
di tachicardia sono trattati con farmaci beta-bloccanti, ma
questi medicinali sono efficaci solo nel 60-70% dei casi.
Negli altri, che continuano ad avere aritmie, l'approccio è
quello di ricorrere a un defibrillatore automatico
impiantabile.
Ma nella maggioranza dei casi questi apparecchi sono
associati a un alto numero di complicazioni e, soprattutto
nei pazienti con Cpvt possono avere devastanti effetti
psicologici. Ogni volta che questi ragazzi si sottopongono a
qualche modesto sforzo fisico, infatti, possono partire le
aritmie che fanno scattare gli shock del defibrillatore. Il
dolore prodotto dagli shock (simile a un calcio di cavallo),
insieme alla paura, fanno ripartire le aritmie con un
terribile circolo vizioso.
Proprio pensando a questi pazienti Peter J. Schwartz,
direttore del Laboratorio di biologia molecolare
dell'Istituto, insieme ad Arthur Wilde dell'Università di
Amsterdam, ha esaminato tre pazienti con gravi forme di Cpvt
resistenti alla terapia farmacologia e che in un caso hanno
richiesto l'impianto del defibrillatore. In tutti i pazienti
Attilio Odero, direttore della chirurgia vascolare
all'Università di Pavia, ha effettuato un delicato ma breve
(30 minuti) intervento chirurgico, proposto da Schwartz per
la prevenzione della morte improvvisa: la denervazione
cardiaca simpatica di sinistra.
Si tratta, spiegano i ricercatori in una nota, del taglio
dei più importanti nervi simpatici che, sotto stress,
rilasciano noradrenalina nel cuore scatenando così aritmie
fatali. Il primo dei tre pazienti, un ragazzo italiano, fu
operato 20 anni fa a 18 anni dopo molti svenimenti seguiti
da un arresto cardiaco, ed è stato seguito nel tempo da
Mario Facchini, all'Ospedale San Luca a Milano.
Dopo l'intervento non ha più presentato nessun svenimento.
Il lungo periodo di follow-up senza eventi "è altamente
dimostrativo dell'efficacia dell'intervento - prosegue la
nota - e questa terapia, già dimostratasi efficace nella
sindrome del Qt lungo (altra malattia genetica con alto
rischio di morte improvvisa da stress), sembra in grado di
migliorare grandemente la qualità di vita dei giovani
pazienti con Cpvt".
Il team Schwartz-Odero lavora insieme da quasi 30 anni, e i
due sono stati spesso invitati insieme in Paesi come Cina e
Olanda per curare e operare questi pazienti. Appena tre
settimane fa una ragazzina di 14 anni con Cpvt e frequenti
scariche dal defibrillatore, il cui fratello era morto a 11
anni giocando a pallone, è stata mandata dalla Russia a
Pavia come ultimo tentativo per farla vivere in modo
normale. All'arrivo la ragazza si rifiutava di fare la
minima attività fisica per il terrore di nuovi shock.
Una settimana dopo l'intervento ha effettuato una normale
prova da sforzo senza alcuna aritmia.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Tachicardia ventricolare polimorfa
catecolaminergica
Nella maggior parte dei casi non è
rilevabile con un semplice ECG, che restituisce dati normali
anche in soggetti a rischio. L’unica indagine che può
rilevarla è l’ECG da sforzo. La terapia prevede farmaci
antiaritmici e, nei casi più gravi, defibrillatore.
Si manifesta in giovani con cuore apparentemente sano ed in
assenza di cardiomiopatie, può essere fatale dopo uno sforzo
fisico o in seguito ad una emozione molto intensa.
Il responsabile della malattia è un difetto genetico del
gene rianodinico di tipo 2 (RyR2), che causa un aumento
cellulare di calcio libero, rendendo ipereccitabile la
cellula e scatenando aritmie.
E’ un difetto a trasmissione ereditaria, che mette a serio
rischio la vita dell’individuo. L’identificazione del gene è
stata casuale, in seguito all’aver salvato una 25enne che
aveva avuto un arresto cardiaco e, le cui due sorelle, erano
decedute per morte improvvisa.
I soggetti in questione non presentavano alcuna patologia
cardiaca, con esami cardiologici nella norma e senza
variazioni visibili all’ECG.
La prevenzione di aritmie gravi passa dalla terapia
farmacologia con beta bloccanti e dal divieto di sottoporsi
a sforzi intensi.
La
Sindrome di Brugada
E’ una sindrome aritmica causata dal blocco della branca
destra ed elevazione del segmento ST nelle derivazioni
precordiali destre dell’ECG, ed ha una elevata incidenza di
morte improvvisa. Nessuna evidenza di cardiopatia è visibile
nei soggetti con la sindrome di Brugarda e tende ad essere
geneticamente trasmissibile.
All’origine della sindrome sembrerebbe esserci una mutazione
sul cromosoma 3 nel gene SCN5A che codifica una subunità
alfa del canale del sodio causando una riduzione del flusso
del sodio.
Attualmente, la migliore soluzione per evitare la morte, è
l’impianto di un defibrillatore.
Il defibrillatore impiantabile è un piccolo contenitore
metallico posto sotto il muscolo pettorale, è collegato ad
un cavo elettrico che, tramite una vena, entra nel cuore. Il
computer posto all’interno del defibrillatore rileva
l’arresto cardiaco attivando una scarica elettrica che
scongiura l’arresto del cuore e la morte del soggetto.
Il defibrillatore può anche essere usato come congegno
esterno quando, l’età o la situazione, sconsigliano un
impianto.
Sindrome del QT lungo
Le sindromi del QT lungo sono caratterizzate da
prolungamento dell’intervallo QT, anomalie dell’onda T,
bradicardia, tachicardia ventricolare polimorfa e la
torsione della punta. La sindrome del QT lungo è espressa in
due forme: autosomica dominante e autosomica recessiva
associata a sordità.
Le aritmie di natura genetica sono molto pericolose poiché,
spesso, insorgono in un cuore apparentemente sano durante
l’attività sportiva. Tutte e tre le aritmie sopra esposte
appartengono a questo gruppo. L’analisi genetica dei
soggetti consente di valutare il rischio di morte
improvvisa, eventualmente sconsigliando l’attività sportiva.
La percentuale di aritmie pericolose è relativamente bassa
e, tale pericolosità, è in rapporto con il deficit genetico.
Le aritmie atriali sono, in genere, di natura benigna e
difficilmente possono portare a morte improvvisa. Le aritmie
ventricolari sottendono spesso ad una malattia cardiaca.
Oltre che in atriali e ventricolari, le aritmie sono
distinte in bradiaritmie (se rallentano il battito cardiaco)
e tachicardie (se lo accelerano).
Non tutte le aritmie pregiudicano l’attività sportiva. Si
calcola che, in Italia, il 2% degli under 35 che si
sottopongono a visita medica per l’idoneità sportiva,
abbiano problemi cardiologici. Nel 60% dei casi si tratta di
aritmie, di cui il 10% è di origine genetica.
Tratto da: nonsolofitness.it
vedi:Dati ISTAT sui Vaccini
+
Statistiche Istat
sui vaccini +
Contenuto dei Vaccini
+
Interrogazione Parlamentare
Commento NdR: questi
studi dimostrano e confermano cio'
che insegniamo da decenni e cioe' che i
Vaccini
producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
Malnutrizione con perdita di fattori
vitali essenziali alla vita sana, alterazione e
perdita di:
flora batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali), oltre alle
mutazioni genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni
e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo possono
produrre malattie
le piu' disparate !
|
"Questo sito
WEB vi informa"
Non siamo
responsabili della correttezza e/o della solvibilità
degli inserzionisti del ns. Network
Webmaster
- Copyright © 1998, Publisher Bamico ltd - All rights reserved
Tutti i diritti riservati - Vietata
la copia anche parziale dei contenuti, se non viene citata la fonte |
|
|