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METALLI TOSSICI
Qualche anno fa li chiamavano metalli pesanti, e se ne
parlava soprattutto nei giorni di grande afa estiva
quando l'inquinamento e il caldo rendevano l'aria
irrespirabile.
Oggi anche gli esperti li definiscono metalli tossici, e
sono sostanze tossiche che penetrano in maniera
insidiosa nella nostra vita attraverso,
Vaccini,
farmaci,
amalgami dentali,
protesi,
cibi, acque, bevande, prodotti per l’igiene
personale, rossetto, aria.
Il Rossetto e’ nocivo per la salute
I rossetti possono mettere a rischio la salute di chi ne
fa uso.
Infatti, le donne e le ragazze che utilizzano molto
rossetto rischiano di ingerire ogni giorno una quantita'
elevata di metalli pesanti, nocivi alla salute.
L'allarme arriva da uno studio dell'Universita'
di Berkeley in California e pubblicato in
versione integrale sull'Environmental
Health Perspectives.
Nel corso di tutta la vita i metalli tossici possono
accumularsi all’interno del corpo umano in determinati
organi (ossa, fegato, reni, sistema nervoso, tessuto
adiposo) ed in qualsiasi tipo di tessuto dove si
accumulano e svolgono la loro azione dannosa.
Per esempio, la quantità di piombo contenuto nel nostro
corpo è 500 volte superiore rispetto a quella
presente soltanto 100 anni fa. Significa che, per
qualche ragione, nell’arco di 100 anni la nostra
esposizione al piombo è stato 500 volte superiore a
quella rilevata all’inizio del secolo scorso. Le
conseguenze sono a carico soprattutto del sistema
antiossidante, nel caso del piombo, ma altri metalli
coinvolgono altri organi e distretti.
La tossicità dei metalli detti "pesanti",
per le reazioni bioelettro-chimiche tossico-nocive che
inducono, e' ormai nota e l'azione tossica dipende dalle
loro proprietà
bioElettroniche e di quelle fisico-chimiche.
Le piu'
importanti azioni nocive sono la loro proprietà:
-
lipofila: il
termine "lipofilo" (possibilita'
dell'amalgamarsi a prodotti grassi od oleosi = lipofilico o oleoso), può essere
ritenuto sinonimo di "idrofobo"
(o idrofobico), in quanto definisce le sostanze che non
sono solubili in solventi acquosi, ma sono solubili od
accumulabili-aggregabili in solventi oleosi.
- i tempi-modalita' di assunzione e quindi di
esposizione.
- la concentrazione nelle
cellule e
nei
tessuti.
Comunque il mix più pericoloso e tossico-nocivo, è la
prolungata esposizione-assunzione anche a dosi minime,
e cio' avviene regolarmente gia' fin da
bambini,
(esempio) con i
Vaccini e
successivamente con l'alimentazione
od altro, perche' i
sintomi (tendenti all'infinito) non si
avvertono che nel tempo, quando magari e' troppo tardi
ed il
danno e' irreparabile
(ischemie nella microcircolazione + alterazioni
importanti al sistema
enzimatico -
descrizione del meccanismo) !
vedi alcuni dei possibili danni indotti con i
metalli tossici, specie :
Autismo,
Allergie,
Asma,
Disfunzioni
dello sviluppo,
Allergia
chimica multipla,
Stanchezza
cronica,
Sclerosi,
Paralisi-Poliomielite,
Distrofie,
Anemie,
Anoressie,
Bulimie,
Leucemie,
Linfomi,
Cancro, ecc.
Il dott. Moulden Canadese, assassinato nel 2015, dopo
che aveva pubblicato le sue ricerche, aveva fatto delle importanti
ricerche sui danni neurologici dei vaccini:
http://healthimpactnews.com/2014/dr-andrew-moulden-every-vaccine-produces-harm/
Ecco la spiegazione, in sintesi, del legame e dei
meccanismi dei gravi danni dei Vaccini:
TROVATO un
meccanismo di azione delle
tossine dei
VACCINI anche sul cervello ! - 22/03/2009
ANSA, Roma - Esiste un passaggio segreto che permette
alle cellule immunitarie di penetrare nel cervello e di
aprire la strada ad una seconda ondata di cellule
pericolose, capaci di scatenare malattie
autoimmunitarie, come la sclerosi multipla, nelle quali
il sistema immunitario aggredisce l’organismo al quale
appartiene.
La scoperta della nuova porta, pubblicata sulla rivista
Nature Immunology, potrebbe portare in futuro a
nuove armi per contro la
sclerosi multipla, "ma non solo: lo stesso
meccanismo potrebbe essere coinvolto in altre malattie
autoimmuni", osserva la coordinatrice della ricerca,
l’italiana Federica Sallusto, dell’Istituto
svizzero per la Ricerca in Biomedicina (Irb) di
Bellinzona, diretto da Antonio Lanzavecchia.
Oltre che con Lanzavecchia, il lavoro e' stato condotto
in collaborazione con Andrea Reboldi, dell’Irb, e da
Antonio Uccelli, dell’università di Genova. Il passaggio
segreto che permette di entrare nel cervello alle
cellule apripista e' il plesso coroideo, una vera e
propria matassa di vasi sanguigni nella quale viene
prodotto il liquido spinale. e' una via d’ingresso
alternativa a quella che da tempo e' considerata il
«portone principale», ossia la barriera emato-encefalica.
Che ci fosse un’altra entrata era noto, spiegano i
ricercatori, ma questa era considerata una sorta di
"porta di servizio", di importanza secondaria. Adesso,
osserva Lanzavecchia, "conosciamo la funzione di questa
porta segreta e si può pensare a future strategie
terapeutiche in grado di bloccare questo ingresso".
Altro meccanismo di azione delle tossine vaccinali di
qualsiasi vaccino, anche nel cervello:
I
Macrofagi molte volte trasportano le
sostanze vaccinali nel cervello ed in tutti
i tessuti del corpo, ecco una descrizione
del meccanismo:
L'alluminio
(od altri metalloidi tossici, ad esempio
il
Thiomersal) contenuto in vari Vaccini
esempio:
influenza,
esavalente comprese, viene trasportato nel
cervello dai
macrofagi .... e
cio' spiega
il meccanismo
della cosiddetta
SIDS
o
morte nella culla, che nei fatti e' una
danno vaccinale e non una nuova malattia !
Ecco spiegato il meccanismo biologico ed
il diagramma del tragico evento....
Il meccanismo viene ben spiegato qui:
ciò che in realtà accade è che un tipo di
globuli bianchi chiamati a macrofagi (MF)
ingerisce (processo è chiamato "fagocitosi")
gli AANs prima che si sciolgano. (Aluminum
Adjuvant Nanoparticles = AANs)
L'ingestione di corpi estranei è un
comportamento normale per MF.
La loro
funzione principale è la fagocitosi cioè la
capacità di inglobare nel loro
citoplasma particelle estranee, anche
nanoparticelle, compresi i microrganismi
(batteri e funghi estranei), e di
distruggerle. Inoltre, fatto importante da
tenere in considerazione in questi
casi, secernono
citochine ad attività
proinfiammatoria e presentano l'antigene
ai
linfociti
T-CD4.
Quando MFs
rilevano batteri o altri agenti patogeni, i
loro campi magnetici li invitano ad ingerire
gli agenti patogeni, e distruggerli con gli
enzimi. I MFs sanno assieme ad altre cellule
del sistema immunitario circa il patogeno
introdotto e come rilevarlo. MFs ingeriscono
anche molti tipi di nanoparticelle.
Il problema è che AANs non sono digeriti
dagli enzimi MF. E gli AANs, una volta
all'interno degli MF, si sciolgono
lentamente.
Le AANs persistono per lungo tempo (anni) e
causano nei MF a far fuoriuscire lentamente
alluminio.
Gli MF che consumano gli AANs divengono
altamente contaminati con l'alluminio o
con altri metalli tossici e
nanoparticelle ingerite, e
li diffondono ovunque vanno. E
vanno in tutto il corpo. MFs generalmente
non viaggiano nel sangue, il che spiega il
motivo per cui non si trova nel sangue
l'alluminio dopo
la vaccinazione,
perche' gli MF viaggiano
attraverso il sistema linfatico.
I campi magnetici sono in grado di viaggiare
attraverso la barriera emato-encefalica (BBB).
Gli MFS, una volta caricati con AANs, agiscono
come un cavallo di Troia e trasportano le
AANs nel cervello. Questo è dannoso, perché
il cervello è molto sensibile all'
alluminio.
Senza contare le possibili
microischemie (vedi le scoperte del
Dott. Andrew
Moulden)
che possono intervenire nella
microcircolazione, soprattutto cerebrale od in altri
luoghi...per il fatto che i globuli bianchi e di conseguenza
i macrofagi nel loro processo di fagocitosi, (ingestione
delle sostanze tossiche vaccinali) possono generare,....
inoltre i macrofagi secernono, nella loro azione quando
hanno ingerito le sostanze vaccinali, altre sostante PRO-infiammazioni....
con tutte le conseguenze del caso,
polio =
paralisi,
distrofie,
meningiti,
sclerosi,
infiammazioni croniche, gastroenteriti croniche, ecc....fino
alla morte nella culla = SIDS !!
A conferma di cio' che abbiamo scritto qui sopra
- Maggio 2016
Uno studio
condotto da ricercatori della
University of Virginia School of Medicine, negli
USA, ha determinato, dopo meticolose ricerche durate
anni, che il cervello è direttamente collegato al
sistema immunitario tramite vasi linfatici che si
pensava non esistessero.
Si tratta di una scoperta sensazionale che ribalta
decenni di insegnamenti e di teorie apprese da ogni
libro di medicina.
È sorprendente che proprio tali vasi linfatici siano
sfuggiti ad occhi attenti e brillanti di migliaia di
ricercatori e medici dato che il sistema linfatico è
stato mappato in tutto il corpo in ogni singolo
dettaglio, ma il vero significato della scoperta risiede
negli effetti che questa potrebbe avere sullo studio e
sulle vere cause dell'autismo e/o di tutte le patologie
neurologiche.
Come si studia la risposta immunitaria del cervello ?
Perché pazienti con malattie neurologiche, autismo,
sclerosi multipla, ecc., presentano diversi attacchi al
sistema immunitario, cioe'
immunodepressioni ?,
...ma ....ora finalmente possiamo comprendere, oltre
alle cause di tali malattie, anche avvicinarci
meccanicamente e realmente al problema perché il
cervello è, come ogni altro tessuto, collegato al
sistema immunitario periferico attraverso i vasi
linfatici meningei – cosi' ha affermato
Jonathan Kipnis, professore del Dipartimento UVA di
Neuroscienze e direttore presso il
Center for Brain Immunology and Glia (BIG)
dell’Università della Virginia.
Qui nel
diagramma, viene spiegato nei particolari il
tragico evento:
http://vaccinepapers.org/al-adjuvant-nanoparticles-can-travel-brain/
IMPORTANTE:
PROPOSTA di LEGGE per STUDIO negli USA sullo STATO
di SALUTE FRA BAMBINI VACCINATI e NON VACCINATI (di
nessun vaccino)
Il DISEGNO di LEGGE n° 3069 a FIRMA della DEPUTATA
MALONEY NON E' STATO APPROVATO per cui E' RIMASTO
sulla CARTA.... e NEPPURE DISCUSSO dal CONGRESSO....a
dimostrazione che NON si vuole fare vere ricerche sui
gravi DANNI dei VACCINI......Big
Pharma ringrazia...
"Noi
medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli
insegnamenti
universitari
che ci vengono propinati da un manipolo di "professori"
che
hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza
sulla vera origine delle malattie.
Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza
e mettono in moto delle grosse energie che provocano
reazioni positive nel Tutto."
By Dott.
Giuseppe De Pace
(medico
ortopedico ospedaliero)
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I prodotti chimici
industriali sono un pericolo per i
bambini, e le loro tossine potrebbero causare
un'epidemia di disturbi dello
sviluppo cerebrale.
L'allarme arriva da un articolo pubblicato su
The Lancet - Feb. 2014
Neurology da due dei maggiori esperti mondiali sul
legame tra ambiente e salute dei
bambini, che chiedono a tutti i Paesi di aggiornare
le procedure di valutazione del rischio chimico. “Negli
ultimi sette anni il numero di
sostanze chimiche tossiche per lo
sviluppo neurologico è salito da 6 a 12, mentre il
numero delle sostanze chimiche note per
danneggiare il
cervello, ma non regolamentate per proteggere la
salute dei bambini è passato da 202 a 214” spiega
Philippe Grandjean della Harvard School of Public Health
di Boston.
Tali sostanze pericolose possono trovarsi in oggetti di
uso quotidiano: abbigliamento, mobili e giocattoli, ma i
regolamenti attuali sono inadeguati per salvaguardare i
bambini, il cui cervello è particolarmente vulnerabile
ai tossici ambientali.
“Ci vuole una legge che obblighi i produttori a
certificare che gli agenti chimici industriali, nuovi ed
esistenti, siano stati detossificati o eliminati dai
prodotti del commercio” riprende il ricercatore, citando
come esempio la proposta Reach per la riforma della
politica chimica europea approvata qualche anno fa.
“Con Reach i produttori di telefoni cellulari hanno
bandito i ritardanti di fiamma a base di bromo e quelli
di cosmetici ftalati e muschi artificiali, per fare un
esempio” continua Grandjean, sottolineando che è ormai
ora di regole anche per i bambini, per evitare una
futura pandemia di
autismo, deficit di attenzione (Adhd),
dislessia o paralisi cerebrale, con sofferenze e costi
associati.
“Il peso economico dell'avvelenamento da piombo tra i
bambini negli Stati Uniti, per esempio, raggiunge già
oggi i 50 miliardi di dollari, e quello per la tossicità
da
metilmercurio circa 5 miliardi.
Ma questo potrebbe essere solo la punta dell'iceberg”
ammonisce Grandjean, ricordando che la stragrande
maggioranza degli oltre ottantamila agenti chimici
industriali usati in Nordamerica non sono mai stati
testati per verificarne gli effetti tossici su feti e
neonati.
“L'esposizione a queste sostanze durante lo sviluppo può
provocare lesioni al
cervello a concentrazioni molto più basse di quelle
nocive per gli adulti” puntualizza il ricercatore.
E conclude: “La nostra preoccupazione è che sia già in
atto un'epidemia
silenziosa tra i bambini di tutto il mondo esposti a
sostanze chimiche tossiche non riconosciute, che stanno
a poco a poco erodendone l'intelligenza, alterandone i
comportamenti, pregiudicandone i risultati futuri nella
vita e nella società, specie nei Paesi in via di
sviluppo”.
By: The Lancet Neurology, 2014; 13(3): 330-333
Commento NdR:
Quello che non si vuole dire, anche in questo
articolo, e’ che proprio quelle sostanze pericolose,
tossico-nocive, sono
contenute nei
Vaccini (TUTTI
quanti).
Questi sono i meccanismi che
determinano il danno fisiologico dei metalli pesanti:
- L’induzione malfunzione cellulare
- e
quindi di
stress ossidativo
=
metabolismo alterato,
acidosi, (basi fisiologiche anche del
cancro)
-
l'inefficienza dei sistemi di disintossicazione,
- il
blocco dei meccanismi di riparazione del
DNA e cosa più
importante
- la
variazione (modulazione) EPIGENETICA dell’espressione
genica =
mutazioni genetiche.
I metalli pesanti, come vediamo, sono i composti più pericolosi e
dannosi tra le sostanze inquinanti, infatti, penetrano
in maniera insidiosa nel nostro organismo attraverso
Vaccini,
farmaci,
cibi, bevande, respiro, pori della pelle,
entrando anche
e facilmente
nella
microcircolazione,
ma e soprattutto bloccando l’attività
di numerosi complessi
enzimatici. - vedi ad esempio il
mercurio dei
vaccini:
Thimerosal
Anche le
nanoparticelle di questi metalli,
presenti anche nei vaccini, sono altamente
pericolose !
L’assorbimento dei
metalli pesanti a livello
gastrointestinale
oppure attraverso le
iniezioni vaccinali, varia a
seconda delle condizioni della
flora
batterica ed
enzimatica dell’ospite, della composizione
e dello stato di valenza del metallo. Il sangue è il
principale mezzo di trasporto dei metalli.
Le principali vie di escrezione dei metalli sono quella
renale e quella gastrointestinale. In minima parte
l’eliminazione può avvenire per salivazione,
traspirazione, esalazione, allattamento, esfoliazione
della pelle e perdita di unghie e capelli. Alcuni organi
(ossa, fegato e rene) sequestrano determinati metalli in
concentrazione relativamente elevate e per anni.
Il piombo ad es. interagisce con il
glutatione, per ossidasi e con il selenio, bloccando
quindi uno dei meccanismi chiave della nostra difesa
antiossidante. Viene in genere ingerito con l’acqua potabile
(contaminata dalle condutture in piombo), i cibi in
scatola, le tinture per i capelli, i gas e
l’inquinamento atmosferico.
Secondo l'ente internazionale
IUPAC,
tutti quegli elementi
legati all'ossigeno
sono definiti
ossidi,
metalloidi.
Quindi questi elementi se
dissocianti possono essere definiti
tossici e tutti
possono essere metalli pesanti
per i vari sistemi biologici.
Comunque quelli
ritenuti più pericolosi
sono quelli che gassificano di cui al primo posto è il
mercurio, l'alluminio, il
cromo e tutti quelli resi in polvere (nanoparticelle) e quindi
respirabili o che filtrano attraverso la pelle o che
sono iniettati direttamente, come per esempio con i
vaccini.
vedi: i meccanismi di
alterazione
: cellulare,
(stress
ossidativo),
mutazioni
genetiche e di
funzione tissutale con i
vaccini
Video, parla una biologa:
CONCETTI e TECNICHE di
indagine e/o di possibili meccanismi di
trasformazione
dei metalloidi negli organismi viventi:
Come in altri settori
della chimica,
il "conteggio
elettrone"
è utile per organizzare
la chimica metallorganica.
La
regola del
18-elettrone
è
utile per predire
le stabilità
dei
carbonili
metallici e
composti correlati.
Il legame
chimico
e la reattività
dei composti
organometallici
è spesso discussa
dal punto di vista
del principio
isolobal.
NMR
e
spettroscopia
infrarossa,
sono tecniche
comuni usate
per determinare
la struttura.
Le
proprietà dinamiche di
composti organometallici
è spesso
sondati con
temperatura
variabile-NMR
e
cinetica chimica.
I composti organometallici
subiscono
una serie di reazioni
importanti:
Concepts and techniques
As in other areas of
chemistry,
electron counting is useful for organizing
organometallic chemistry. The
18-electron rule is helpful in predicting the
stabilities of
metal carbonyls and related compounds. Chemical
bonding and reactivity in organometallic compounds is
often discussed from the perspective of the
isolobal principle.
NMR and
infrared spectroscopy are common techniques used to
determine structure. The dynamic properties of
organometallic compounds is often probed with
variable-temperature NMR and chemical kinetics.
Organometallic compounds undergo several important
reactions:
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Intossicazione da
piombo contenuto nelle munizioni da caccia nei rapaci
- Gen. 2014
Aquile e gipeti si intossicano ingerendo le carcasse o i
visceri degli animali abbattuti e abbandonati dai
cacciatori.
I resti delle munizioni nei visceri o nei tessuti degli
animali uccisi dai cacciatori provocano intossicazioni
da piombo negli uccelli che si nutrono di carcasse, come
l'aquila reale.
Un recente
studio realizzato dall'Istituto di medicina
legale,
farmacologia e tossicologia veterinaria dell'Università
di Zurigo (CH) ha confermato il problema nei rapaci del
Ticino. Ma numerosi studi approfonditi sono stati
condotti anche nel nostro paese, come quello promosso da
Parco delle Stelvio e Provincia di Sondrio in
collaborazione con la Facoltà di
medicina
veterinaria
di Milano (vedi pdf allegato) che descrive i casi di
intossicazione da piombo nelle aquile e nei gipeti della
Alpi dal 2009 al 2011.
Altri studi sono stati effettuati
in varie
regioni italiane e riguardano il problema del piombo
nella fauna selvatica in generale.
La nuova
ricerca
condotta in Ticino, voluta dopo che negli ultimi dieci
anni ad alcune aquile trovate morte o malate e' stato
diagnosticato saturnismo (intossicazione cronica da
piombo), e' stata condotta su 41 aquile e 20 altri
rapaci a titolo comparativo.
Da queste analisi e' emerso un tasso di concentrazione
molto alto di piombo nelle ossa di quasi tutte e nel
sangue di alcune delle aquile prese in esame.
Le analisi hanno dimostrato inoltre che nei gufi reali,
che non si nutrono di carogne come invece fanno le
aquile, il tasso di piombo rilevato nelle ossa e' dieci
volte meno elevato. I ricercatori sono, anche in questo
caso, giunti alla conclusione che l'intossicazione delle
aquile e' dovuta presumibilmente alle munizioni da
caccia.
By Maria
Grazia
Monzeglio Med Vet PhD - mail:
mg.monzeglio@evsrl.it -
Fonte:
Ticino News
- File PDF:
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Ecco alcune conseguenze dei metalli tossici e aerosol
chimico sulla salute umana - 31 ottobre 2010
Per decenni, abbiamo saputo che i metalli pesanti e
sostanze chimiche possono causare gravi danni fisici.
Tornando al dr. Rachel Carson "Silent Spring", che
abbiamo conosciuto ed è stato ampiamente messo in
guardia sulle gravi conseguenze di utilizzare o essere
esposti a questi veleni nelle nostre attività
quotidiane. Migliaia di questi sono documentati
cancerogeni
L'alluminio è un
elemento importante negli aerosol.
Pesticide Action Network North America [PANNA]
lo elenca come "tossici per gli esseri umani, tra cui la
cancerogenicità, tossicità riproduttiva e dello
sviluppo, la neurotossicità e la tossicità acuta." (12)
Tuttavia, l'alluminio è comunemente usato [Questo è un
breve elenco molto] nei
Vaccini,
deodoranti e antitraspiranti, -the-counter farmaci,
bibite e lattine di birra [sanguisughe alluminio da
lattine], il lievito, torte, minestre, formaggi fusi, ed
altri prodotti alimentari e additivi.
Negli anni, l'alluminio si accumula nei tessuti
cerebrali, ed in minore quantità le ossa. Essa provoca
la degenerazione cerebrale, disfunzioni e danni a causa
del blocco e riduzione del flusso sanguigno e di
ossigeno delle arterie cerebrali.
Il cervello si restringe, come le
cellule
cerebrali muoiono. Questo provoca demenza. I sintomi
includono: esplosioni emotive, paranoia, perdita di
memoria e perdita di memoria, incoerenza del linguaggio,
irritabilità, la vigilanza diminuita, cambiamenti di
personalità, e poveri / cattivo giudizio.
Definizione di un Heavy Metal "metalli pesanti":
www.lef.org/protocols/prtcl-156.shtml
Sono gli elementi chimici con un peso specifico che è di
almeno 5 volte il peso specifico dell'acqua. Il peso
specifico dell'acqua è di 1 a 4 ° C (32 ° F). Gravità
specifica semplicemente dichiarato, è una misura della
densità di una determinata quantità di una sostanza
solida quando viene confrontata con un'uguale quantità
di acqua. Alcuni ben noti tossici elementi metallici con
peso specifico che è di 5 o più volte quella dell'acqua
sono arsenico, 5.7; cadmio, 8.65; ferro, 7,9; piombo,
11.34; e mercurio, 13.546 (LiDE 1992).
Benefico metalli pesanti in piccole quantità alcuni
metalli pesanti sono sul piano nutrizionale essenziali
per una vita sana.
Alcuni di questi sono definiti come gli oligoelementi
(ad es. ferro, rame, manganese e zinco). Questi
elementi, o qualche forma di loro, sono comunemente
trovati naturalmente nei prodotti alimentari, nella
frutta e verdura e commercialmente disponibili dei
prodotti multivitaminici (International Occupational
Safety and Health Information Centre 1999). Diagnostiche
medicali applicazioni includono iniezione diretta di
gallio durante le procedure radiologiche, dosaggio con
cromo in nutrizione parenterale miscele e l'uso del
piombo come scudo radiazioni attorno alle
apparecchiature a raggi x (Roberts 1999).
Metalli pesanti sono anche
comuni nelle applicazioni industriali, come ad esempio
nella fabbricazione di pesticidi, batterie, leghe,
placcate parti metalliche, coloranti tessili, acciaio e
così via. (International sicurezza e centro d '
informazione Heath 1999).
Molti di questi prodotti
sono nelle nostre case ed effettivamente aggiungere alla
nostra qualità di vita quando utilizzato correttamente.
I metalli pesanti diventano tossici quando essi non sono
metabolizzati dal corpo e si accumulano nei tessuti
molli.
I Metalli pesanti possono immettersi nel corpo
umano attraverso il cibo, acqua, aria o assorbimento
attraverso la pelle entrano in contatto con gli esseri
umani con l’agricoltura e nelle impostazioni di
fabbricazione, prodotti farmaceutici, industriali o
residenziali.
Esposizione industriale
rappresenta una via comune d’esposizione per gli adulti.
Ingestione è la via più comune d’esposizione nei bambini
(Roberts 1999). I bambini possono sviluppare livelli
tossici dalla normale attività mano-alla-bocca dei
bambini piccoli che vengono in contatto con il suolo
contaminato o mangiando effettivamente gli oggetti che
non sono alimenti (chip sporco o vernice) (Dupler 2001).
Durante una procedura radiologica, da inadeguate di
dosaggio o monitoraggio durante endovenosa nutrizione
(parenterale), da un termometro rotto (Smith et al.
1997), o da un tentativo di suicidio o omicidio (Lupton
et al 1985) sono meno comuni vie di esposizione. Come
regola, avvelenamento acuto è più che può derivare dalla
contatto pelle o per inalazione di polveri, fumi o
vapori o materiali sul posto di lavoro.
Minore livello di contaminazione, tuttavia, può
verificarsi in ambienti residenziali, in particolare
nelle più vecchie case con vernice di piombo o vecchio
impianto idraulico (International Occupational Safety
and Health Information Centre 1999).
L'Agenzia per le sostanze tossiche e malattie del
Registro di sistema (ATSDR) d’Atlanta, in Georgia, (una
parte di l'US Department di Health and Human Services) è
stato istituito dal mandato del Congresso per eseguire
funzioni specifiche riguardanti gli effetti negativi per
la salute umana e diminuita la qualità della vita,
associati all'esposizione a sostanze pericolose.
Il ATSDR è responsabile della valutazione dei siti dei
rifiuti e che forniscono informazioni di salute,
concernente le sostanze pericolose, la risposta a
situazioni di emergenza di rilascio e dell'istruzione e
formazione in merito alle sostanze pericolose (missione
ATSDR, 7 novembre 2001).
In collaborazione con la U.S. Environmental Protection Agency, il ATSDR ha
compilato un elenco di priorità per il 2001, chiamato il
"Top 20 Hazardous Substances." L'arsenico metalli
pesanti (1), piombo (2), (3) di mercurio e cadmio (7)
vengono visualizzati in questo elenco. Nota: Il ATSDR
fornisce protocolli globale chiamati Medical Management
orientamenti per Exposures Chemical acuta nel volume III
della serie interventi di gestione Hazardous Material.
Questi protocolli sono un sistema CAS (Chemical
Abstracts Service) numero e dare una descrizione delle
sostanze tossiche; le vie di esposizione; gli effetti
sulla salute; prehospital, triage e la cura di reparto
di emergenza medica; antidoti e terapia; disposizione e
follow-up; e le istruzioni per la creazione di report.
La serie può essere visualizzata o scaricata dal sito
web ATSDR, senza alcun costo.
Continua su:
http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?t=2946428
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I sintomi da
intossicazione
- da
piombo comprendono: cefalea, depressione,
insonnia, affaticabilità, irritabilità, ansia,
debolezza, algie muscolari, mancanza di appetito, calo
ponderale, ipertensione, ridotta funzionalità renale e
surrenale, infertilità nell’uomo e aborti spontanei
nella donna, gotta saturnina,anemia da deficienza di
ferro, pigmentazione blu nerastra alla base delle
gengive.
Sorgenti di piombo sono: gas di scarico delle auto,
fonderie, acqua potabile, verdura coltivata in
prossimità di vie trafficate e/o in terreni contaminati,
frutta e succhi in barattolo, latte proveniente da
animali allevati in pascoli contaminati, carni
(soprattutto fegato di animali contaminati), dentifrici,
batterie di auto, quotidiani, tabacco e cenere di
sigaretta, tinture per capelli.
In caso d’intossicazione, somministrare ZINCO e CALCIO
che favorisce l’eliminazione del piombo; la vitamina C e
la vitamina B riducono la tossicità da piombo, la
LECITINA protegge il tessuto nervoso..
Per risolvere questo tipo di intossicazione si può fare
uso di sostanze chelanti come la VITAMINA C che protegge
i muscoli, il SODIO ALGINATO che protegge a livello
intestinale, la vitamina A che favorisce il lavoro di
numerosi enzimi disintossicanti, il CALCIO, il MAGNESIO,
lo ZINCO e gli AMMINOACIDI contenenti ZOLFO, come la
METIONINA e la CISTEINA.
- Il
mercurio è un veleno mortale per tutti gli
esseri viventi. Il pesce lo accumula in grande quantità.
La sintomatologia da avvelenamento da mercurio
comprende: insonnia, nervosismo, perdita di memoria,
ansia, depressione, perdita di peso e di appetito,
tremori, allucinazioni, parestesie alle labbra ed ai
piedi, debolezza muscolare, amaurosi, sordità, disturbi
della parola e coordinazione, ridotta funzionalità
renale.
Il mercurio è presente in svariate sostanze quali: pasta
per otturazione dei denti, termometri e barometri,
cereali trattati con fungicidi, pesci e mammiferi
marini, cloruro di mercurio usato nei laboratori
d’istologia, talco, cosmetici, coloranti, diuretici,
supposte antiemorroidi, detergenti per pavimenti, filtri
dei condizionatori d’aria, conservanti per il legno,
lassativi, adesivi, pomate antipsoriasi e tatuaggi.
L’alluminio
è il minerale più diffuso sulla superficie terrestre, ma
non svolge alcuna funzione utile per il corpo umano.
E’ considerato un elemento tossico e l’uso di antiacidi
contenenti idrossido di alluminio come il MAALOX e’
sconsigliato. In genere, in coloro che sono affetti dal
MORBO di ALZHEIMER o sono emodializzati, si trovano alte
concentrazioni di alluminio con conseguente
indebolimento delle ossa, demenza pre-senile, disturbi
del linguaggio e della memoria, danni cerebrali. Vanno
evitate l’uso di pentole di alluminio in cucina,
soprattutto se si cucinano alimenti acidi; altre fonti
di alluminio sono gli antisudoriferi a base di alluminio
cloridrato, cibi trattati con alluminio, come alcuni
formaggi lavorati, alcune acque soffici, prodotti di
pulizia da forno.
L’alluminio non puo’ essere chelato e deve essere
rimosso, con l’aiuto di MAGNESIO, CALCIO, VITAMINA B6 e
diminuendo contemporaneamente l’ assunzione di FOSFORO.
L’alluminio tende ad accumularsi nelle arterie, nei
polmoni, nel fegato, nella tiroide, nel cervello.
Si fissa sulle ossa, nel cervello e nello stomaco, se e’
presente in dosi tossiche provoca i seguenti sintomi:
nausea, costipazione, coliche, spasmi digestivi, crampi
muscolari alle gambe, sudorazione abbondante, paralisi,
disturbi nella formazione delle ossa, senilità precoce,
perdita della memoria, morbo di Alzheimer, alcuni casi
di psoriasi e di epilessia.
Indebolisce essenzialmente il tubo digerente e tutto il
sistema dalla bocca all’ano, da anche disturbi
dermatologici, spasmi muscolari, perdita di energia,
irritabilità, difficoltà nella concentrazione.
Ogni
sigaretta comporta l’assunzione di 1,4 mcg di
cadmio ed un pacchetto di sigarette aumenta i
depositi del cadmio di 4 mcg, impegnando e sottraendo
capacità antiossidante a tutto l’organismo. Il cadmio
può aumentare lo spessore della membrana basale dei
piccoli vasi e dei capillari riducendo la circolazione.
Nelle donne viene interessata anche la circolazione
uterina con conseguente possibile prematurità o
deformità del feto. La sintomatologia comprende:
affaticabilità, ipertensione, anemia ferro-priva,
enfisema polmonare, osteoporosi in donne dei Paesi
sottosviluppati con gravi deficit alimentari,
epatopatie, anosmie, colorazione giallastra dei denti,
coliche renali, sindrome del lattaio (linee di
pseudofrattura alla scapola, femore ed ileo),
ipofosfatemia, artrite reumatoide, ridotta produzione di
Vit D, insufficienza polmonare, proteinuria,
aminoaciduria, cancro prostatico. Il cadmio è presente
in: acqua potabile, farina di grano raffinata, cibi
processate, ostriche, rene, fegato, riso, fumo di
sigaretta, tabacco, fertilizzanti, protesi dentarie,
ceramiche, coloranti, materiale elettrico, sostanze
antiruggine, polivinile, fungicidi, pesticidi,
raffinerie, prodotti di scarto delle gomme, combusti
d’olio.
L’argento,
ad alte concentrazioni, compete con il rame ed i suoi
legami, e’ presente nelle leghe metalliche, nelle
batterie, nei prodotti farmaceutici, negli organismi
marini, nei disinfettanti, nella polvere di carbone; può
dare anemia microcitica, ritardo nella crescita,
dilatazione cardiovascolare, degenerazione epatica,
disturbi renali.
Si può rimuoverlo con zinco, selenio, vitamine A, C ed
E.
L’arsenico
si trova nelle stufe a carbone, pesticidi, insetticidi,
erbicidi, defolianti, fabbrica di vetro e specchi.
Sintomi principali sono l’ affaticamento, la riduzione
della vitalità, perdita dei capelli, gastroenteriti.
Il
berillio si usa nelle insegne al neon, nei
dispositivi elettronici, in alcune leghe in metallo,
nell’acciaio, nelle ruote delle biciclette, nelle canne
da pesca e in molti oggetti domestici. La polvere di
berillio causa difficoltà di respirazione, danni ai
polmoni, lesioni e fibrosi, con gravi attacchi
polmonari. Ha effetti tossici, può ridurre le riserve di
magnesio e ostacola il lavoro degli enzimi.
Il
bismuto era usato, un tempo, come farmaco gastrico;
un suo eccesso può causare sintomi come sonnolenza,
agitazione, allucinazioni, confusione mentale,
difficoltà di parola e di movimento, spasmi muscolari,
neuropatie periferiche e danni epatici.
E’ stato usato nel trattamento della sifilide, si trova
in alcune supposte e preparati antidiarroici.
Il
Cromo
La Gazzetta Ufficiale N.337 del 9.12.1981 riporta
nell’elenco delle “Industrie Insalubri di Prima Classe”
le industrie di produzione, lavorazione ed impiego di
cromo e composti del cromo esavalente.
La principale fonte naturale di cromo è la minerale
CROMITE, FeO.CrO, materiale di partenza per la
produzione di cromati, bicromati e acido cromico [cioè’
cromo esavalente}, che costituiscono i prodotti base per
molti processi industriali:
- produzione di cromo metallico,’ presente negli acciai
e leghe speciali,
- cromatura galvanica e non,
- concia delle pelli,
- produzione di vernici e coloranti,
- come agenti ossidanti nella produzione di svariati
altri materiali, tra i quali vanno soprattutto
menzionati farmaci, vitamine, anabolizzanti.
In assenza di precauzioni nella lavorazione del cromo e
dei suoi derivati, si assiste alla dispersione di fumi,
vapori, nebbie, pulviscolo, scorie solide e fanghi
contenenti composti di cromo esavalente, acido
solforico, cromo e ferro trivalenti.
Va qui subito detto che i composti di cromo esavalente
(con l’eccezione di cromati e bicromati di argento e
altri metalli nobili) sono generalmente molto solubili
in acqua, qualunque ne sia il pH (grado di acidità’) e
si disperdono quindi ubiquitariamente e rapidamente nei
corsi d’acqua e in mare.
Entrambi i tipi di cromo, esavalente e trivalente, sono
dannosi all’organismo (vedi oltre), tuttavia
l’intossicazione da cromo esavalente e’ di gran lunga
più’ pericolosa e subdola, potendo esitare
nell’insorgenza di neoplasie maligne.
E’ evidente che il maggior rischio d’intossicazione da
cromo riguarda i soggetti professionalmente esposti, i
quali, infatti, vantano un triste primato tra i casi di
tecnopatia indennizzabile, essendo secondi solo agli
intossicati da piombo.
Non e’ tuttavia trascurabile il rischio di
intossicazione da cromo esavalente per i soggetti non
esposti professionalmente, che risiedano in prossimità’
di impianti industriali produttori o utilizzatori di
grandi quantità’ di cromati, bicromati ed acido cromico.
Tale rischio e’ principalmente legato alla dispersione
delle polveri nell’atmosfera, al possibile inquinamento
delle falde idriche, sfruttate per l’acqua potabile o
per l’irrigazione agricola, nonché’ alla concentrazione
di cromo esavalente nei mitili o altri molluschi eduli
del litorale marino e nella fauna ittica.
L’ eliminazione del cromo avviene prevalentemente per
via urinaria.
I sintomi dell’intossicazione da cromo sono così
riassumibili:
- sintomi dovuti all’azione irritativa diretta dovuta
alla reazione di riduzione di Cr(VI) a Cr(III), con
effetto di ustione a carico della cute, dell’apparato
respiratorio, dell’apparato digerente;
- sintomi dovuti all’azione antigenica dei complessi
cromo-proteina, con manifestazioni allergiche a carico
della cute e dell’apparato respiratorio;
- insorgenza di carcinoma broncopolmonare;
- dermatite ulcerativa;
- rinite ulcerativa: inizia come rinite irritativa acuta
o subacuta, che si cronicizza con comparsa di fenomeni
di atrofia ed assottigliamento della mucosa. Il processo
finisce per intaccare la cartilagine sottostante e può’
comportare la perforazione totale del setto nasale.
L’ulcera ha scarsa tendenza alla guarigione spontanea,
soprattutto se non cessa l’esposizione al cromo;
- faringiti, laringiti, tracheiti, bronchiti: è
possibile una evoluzione verso quadri di bronchiectasia
o di enfisema polmonare.
- lesioni dell’apparato digerente;
- irritazioni corneali;
L’insorgenza di carcinoma bronco-polmonare e’ molto più’
frequente tra gli operai addetti alla lavorazione della
cromite rispetto alla popolazione normale.
Pure elevata e’ l’incidenza di carcinomi dei seni
paranasali. Il fatto che 1'incidenza superiore si
riscontri quasi esclusivamente nei lavoratori addetti al
trattamento della cromite fa ritenere che l’azione
cancerogena sia prevalentemente legata all’esposizione a
composti moderatamente solubili (indipendentemente dalla
valenza VI o III), tra i quali va segnalato il cromato
di calcio, presente nella prima fase della lavorazione
della cromite e non nei processi di cromatura galvanica.
L’azione cancerogena del cromo endocellulare sarebbe
dovuta ad una alterazione da esso indotta nella
struttura del DNA cellulare, con conseguente effetto
mutageno.
Il
Nichel si trova nei grassi ed oli idrogenati,
nella margarina, nei condimenti, negli alimenti
raffinati, nei frutti di mare, nei cereali, nel grano
saraceno, nell’avena, nei legumi, nei semi, nel cavolo.
E’ un minerale essenziale, ha una funzione sul
metabolismo degli ormoni, dei lipidi, della membrana e
della integrità della membrana cellulare, attiva alcuni
enzimi del fegato e partecipa al metabolismo del
glucosio.
A dosi elevate è tossico, può causare infarto del
miocardio, ictus, cancro all’utero, ustioni, tossiemia
gravidica; occorre fare particolare attenzione alla
bigiotteria che può contenere nichel, ai ferri dei
dentisti e al fumo delle sigarette: fumandone 15 al
giorno per un anno si può contrarre cancro ai polmoni.
Si accumula nel fegato, nelle ossa, nell’aorta.
Un eccesso di nichel provoca emicrania, vertigini,
nausea, vomito, problemi respiratori, eruzioni cutanee,
dolori al torace, tosse; la carenza di nichel, provocata
da cirrosi epatica, scompenso renale cronico,
sudorazione eccessiva, stress, malassorbimento
intestinale, può anche aggravare l’anemia causata da
mancanza di ferro, influenza il metabolismo dello zinco
e del ferro, può provocare insufficienza epatica,
crescita stentata, cambiamento di colore della pelle, e
problemi all’apparato riproduttivo.
Il
Rame e’ un elemento essenziale per la salute
dell’uomo, la sua normale presenza nel sangue varia tra
80 e 110 microgrammi/100 ml, si tratta di un
catalizzatore della vitamina C che agisce sulle carenze
di calcio. Consente anche al ferro di fissarsi sulle
ematiti, e’ un regolatore tiroideo e surrenale e
protegge dallo stress.
Fonti d’intossicazione sono l’acqua dolce acida,
piscine, macchine per bibite, algicidi dei serbatoi di
acqua, emodialisi, spirali anticoncezionali, uso
prolungato di pillole contraccettive, condotti di acqua
in rame, utensili da cucina in rame.
Sintomi da tasso elevato di rame: malattia di Wilson,
coronaropatie del gruppo A, depressione e nervosismo,
psicosi, autismo infantile, schizofrenia istaminopenica,
insonnia, ipercinesi infantile, disturbi della
percezione, arteriosclerosi, ipertensione, disturbi
epatici, renali, malattie del collagene, artriti,
poliartrite reumatica, malattie emicraniche, cancri,
leucemie, carenze di zinco, sindrome da stress, anemia
ferropriva, tubercolosi, tossiemia gravidica.
By Renato Ventura - Bioterapeuta
Tratto da:
centrobenesserekundalini.blogfree.net
Continua su:
http://centrobenesserekundalini.blogfree.net/?t=2949085
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Rischi da 2 metalli usati
per
marmitte catalitiche, studio - 22 GIU
2012
(AGI) - Roma, (I) - Due composti chimici sempre piu'
usati a livello industriale - il rodio e l'iridio,
impiegati principalmente per la produzione delle
marmitte catalitiche - potrebbero avere effetti tossici per la salute:
l'allarme e' stato lanciato dai ricercatori dell'Universita'
Cattolica di Roma, che hanno individuato, per
ora in cellule in provetta, che i sali di rodio e iridio
in concentrazioni compatibili con quelle cui si e'
esposti in ambito professionale causano danni al Dna e
alterano la crescita cellulare. Inoltre, studi su ratti
hanno evidenziato che queste concentrazioni possono
avere un'influenza sul sistema immunitario dell'animale.
L'osservazione e' emersa dallo studio condotto in
collaborazione tra il gruppo di Alessandro Sgambato
dell'Istituto di Patologia Generale, diretto da Achille
Cittadini, e il gruppo di. Ivo Iavicoli dell'Istituto di
Medicina del Lavoro, diretto da Antonio Bergamaschi. Il
lavoro e' stato pubblicato su "Toxicology
in Vitro", importante rivista scientifica in
campo tossicologico.
Negli ultimi anni la richiesta di rodio da parte dei
diversi settori industriali in cui il metallo e'
impiegato e' cresciuta costantemente passando dalle 20,3
tonnellate del 2009 alle 25,7 del 2011. "Si noti che il
rischio da esposizione a rodio e iridio - sottolinea
Sgambato - non riguarda esclusivamente i lavoratori dei
settori industriali in cui questi metalli vengono
impiegati. Infatti, i fenomeni di abrasione e il normale
deterioramento delle marmitte catalitiche causano
l'immissione di questi metalli nell'ambiente,
determinando un progressivo e costante incremento delle
loro concentrazioni".
Per questo, ha aggiunto, "il rischio riguarda anche
la popolazione generale, soprattutto le categorie di
lavoratori esposte al traffico dei veicoli come i vigili
urbani o i conducenti dei mezzi di trasporto del
servizio pubblico o privato".
Di recente numerosi studi sulle concentrazioni di questi
metalli in differenti matrici ambientali hanno
evidenziato un progressivo incremento dei livelli
ambientali di rodio e iridio, in particolare nella
polvere stradale, nel terreno, nelle piante e nei
sedimenti marini.
In questo studio gli effetti tossici dei sali di rodio e
iridio sono stati indagati in cellule in provetta. E'
emerso che entrambi i composti inibiscono la crescita
delle cellule in coltura con un meccanismo
dose-dipendente e tempo di esposizione-dipendente (cioe'
gli effetti nocivi sono proporzionali a dose e tempo di
esposizione), per esempio inducendo morte cellulare.
Inoltre causano danni al
Dna, precisamente rotture della doppia elica.
"Dai primi studi su animali (ratti)", ha sottolineato
Ivo Iavicoli, ricercatore di Medicina del lavoro alla
Cattolica di Roma, "e' emerso che questi metalli
esercitano importanti effetti sul sistema immunitario.
Inoltre, per quanto riguarda l'iridio, i risultati
ottenuti hanno dimostrato che questo metallo provoca
anche importanti effetti
tossici a livello renale e attualmente e' in
corso una sperimentazione in vivo per verificare se
anche il rodio e' in grado di esercitare analoghi
effetti avversi sul rene".
Gli studi confermano dunque "la potenziale tossicita'
dei due composti a livello
cellulare
- conclude il patologo generale della Cattolica - e
indicano la necessita' di svolgere ulteriori indagini
per meglio indagare questi effetti a livello molecolare,
valutandone la potenziale tossicita' nell'organismo, e
identificare meccanismi di prevenzione".
Metalli tossici ed
Autismo !
Le ANALISI del dr. Stefano Montanari con
apparecchiature molto sofisticate, hanno confermato la
notevole presenza di metalli tossici
ed altre sostanze tossiche, anche nei
vaccini.
(NdR: I
metalli tossici sono sostanze inquinanti che, non
essendo biodegradabili, penetrano in maniera insidiosa
nel nostro organismo attraverso
VACCINI,
cibi, bevande, aria atmosferica, abiti ed industrie ed
autoveicoli inquinanti.
Una volta penetrati nell’organismo i metalli tossici, se
non producono immediatamente dei danni, si accumulano
lentamente negli organi (intestino, ossa, fegato,
sistema nervoso , ecc.) e nei tessuti (adiposo) dove
svolgono la loro azione dannosa !)
....continua il dr. Montanari, nel nostro laboratorio, forse l’ultimo dei Mohicani
perché non solo non ha sponsor, ma ha una folla di
personaggi più o meno insospettabili che tentano di
chiuderlo, noi abbiamo analizzato al microscopio
elettronico un certo numero di
vaccini per cercarvi l’eventuale presenza di
micro e
nanoparticelle metalliche, vale a dire
gl’inquinanti di cui noi ci occupiamo per vocazione.
E di quella roba ne abbiamo
trovata non poca.
Voglio che sia chiaro: all’interno della soluzione che
contiene i princìpi attivi abbiamo individuato, non
sempre ma spesso, granelli molto piccoli di leghe
metalliche non compatibili con l’organismo umano e non
degradabili.
Per evitare malintesi, si tenga conto che noi abbiamo
esaminato solo un campione per ogni prodotto e non tanti
campioni prelevati da altrettanti lotti di produzione
diversi. Questo per due motivi: uno è che ogni analisi
costa un patrimonio e l’altra è che certi vaccini non
sono reperibili in farmacia e devono per forza venire
dal produttore il quale, ahimè, non pare entusiasta di
essere messo sotto il riflettore e, dunque, non ci dà un
bel niente.
Perché nei vaccini c’erano quelle particelle ?
Difficile rispondere. A volte, almeno per alcuni
alimenti, certe particelle metalliche ingegnerizzate,
cioè fabbricate in laboratorio, si aggiungono per
allungare la vita commerciale dei prodotti.
È così anche per i vaccini ? Ma quelle particelle
possono anche avere un effetto pirogeno, cioè,
iniettate, provocare l’aumento della temperatura
corporea, il che potrebbe migliorare l’effetto
immunizzante del vaccino.
Però quella roba potrebbe esserci del tutto casualmente,
magari solo in qualche lotto, testimoniando di processi
di produzione non proprio al di sopra di ogni critica.
Malauguratamente le leggi e gli enti di certificazione
ignorano il problema e, allora, chiudendo gli occhi, la
burocrazia è salva e così il business.
Chi ha nozioni di
nanopatologia sa che iniettare
polveri inorganiche, non
biodegradabili e non biocompatibili può
essere l’innesco per una serie di malattie, non ultime
certe forme di cancro o di affezioni neurologiche e,
dunque, la somministrazione di quei vaccini contenenti
corpi estranei appare almeno criticabile. Ogni nostro
tentativo d’istaurare un confronto con i produttori di
vaccini ha sbattuto il naso contro un’invalicabile muro
di gomma.
Va, poi, chiarito, che i vaccini
contengono una quantità
di prodotti ufficialmente aggiunti come i conservanti,
gli antibiotici e altri cosiddetti adiuvanti come
metalli (mercurio e alluminio, per esempio) in forma di
sale, di ossido o di altro composto, zolfo, alcool
(etanolo), formaldeide, squalene, ecc.
Nessuno di questi prodotti può dirsi innocuo
(qualcuno, come il mercurio
e lo squalene,
sono veleni a tutti gli
effetti) e, in special modo, nessuno di questi è
sicuro dal punto di vista delle reazioni allergiche che
non sono prevenute perché, di fatto, nessuno, medico o
paziente che sia, si cura
dell’esatta composizione del vaccino, almeno
quella che viene ufficialmente resa pubblica.
By dr. Stefano Montanari -
stefanomontanari.net
Sempre il dr. S. Montanari...:
28 vaccini
esaminati, 27 vaccini contaminati da polveri inorganiche.
In altri paesi del mondo questa notizia avrebbe fatto
saltare teste e poltrone di dirigenti sanitari, tecnici
e politici, probabilmente sarebbe intervenuta anche la
magistratura, ma in Italia NO,
questo NON avviene. In questo paese una notizia
del genere non viene diffusa e se si diffondesse
verrebbe immediatamente ridimensionata attraverso la
macchina del fango.
Il dr Montanari e la dr.essa Gatti, quando a fine
ottobre vennero ritirati dal mercato i vaccini della
Novartis, riuscirono ad acquistare in extremis il
vaccino antinfluenzale Agrippal S1, per analizzarlo.
La dr.essa Gatti fece sette ore di viaggio per
raggiungere il microscopio elettronico confinato a
Pesaro, vedi articolo). Il risultato ? Sempre lo stesso:
vaccino contaminato da micro e nanoparticelle
inorganiche (Acciaio,
Bario,
Titanio,
Silicio,
blocchetti di Calcio - ( NdR: oltre
alle solite sostanze
tossiche entrocontenute nei vaccini) -, tutte
particelle solide, piccole e meno piccole, ma tutto come
già riscontrato negli altri 20 vaccini che avevano
controllato in precedenza.
NapoliTime ha
contattato l’ufficio stampa della Novartis per ottenere
una dichiarazione in merito. Abbiamo lasciato i
recapiti, ma invano. Il Dr Montanari della Nanodiagnostics di Modena invece ci ha risposto, ecco le
sue parole:
Dr Montanari, i vaccini. Le
case farmaceutiche ci
sono cascate di nuovo ?
“Io stesso non riesco a spiegarmelo: 21 bersagli
centrati su 21 cominciano ad essere un bel punteggio. Mi
chiedo anch’io come sia possibile che su 21 vaccini
analizzati nel nostro laboratorio – in ogni caso, va
detto, sempre su una sola confezione e non su lotti
interi – ogni volta si sia rilevato un inquinamento da
polveri inorganiche. Escludo subito, magari come atto di
fede, che le case farmaceutiche introducano quella roba
di proposito i loro prodotti. Non sono un tifoso delle
dietrologie, e poi non ne vedrei lo scopo (NdR:
ma come e'
"buono" lei sig. Montanari...).
Il fatto è
che queste particelle ci sono e una spiegazione va
trovata. Nascondere la testa sotto la sabbia come fanno
troppi medici, soprattutto pediatri, o come fa con
ingenua arroganza l’Istituto
superiore di sanità affermando che le nostre
sono indagini “estemporanee e non riproducibili” non
solo non fa onore all’Istituto ma è senz’altro motivo di
preoccupazione per la gente che si ritrova abbandonata
da chi, invece, dovrebbe operare per la salvaguardia
della salute.
Impossibile non chiedersi come si possa liquidare
un’indagine, pur con tutti i limiti sulle quantità di
campioni controllati, che, al di fuori di ogni possibile
discussione, non può non far rizzare le antenne a chi è
istituzionalmente chiamato a proteggere la salute
pubblica. Tanto per chiarire, il nostro è uno dei
laboratori di punta nell’ ambito della
Comunità
Europea e di questo testimonia la Comunità
stessa. Insomma, piaccia o no, pur tra mille difficoltà
e ristrettezze, noi sappiamo lavorare.
A questo punto, sarebbe di estremo interesse poter
analizzare tutti i vaccini disponibili almeno sul
territorio nazionale, cosa che, purtroppo, non ci è
possibile per varie ragioni, la sottrazione del nostro
microscopio elettronico da parte di Beppe Grillo in
primis, una situazione che ci costringe a veri e propri
salti mortali per poter continuare le ricerche restando
indipendenti.”
Le sue scoperte, presenza di particelle non
biocompatibili nei vaccini, sono pubbliche da tempo.
Perché secondo lei le
case farmaceutiche non correggono questi
errori di produzione ?
“Bisogna essere realisti. Le
case farmaceutiche sono imprese
industriali e commerciali il cui unico scopo è quello di
ottenere risultati economici che siano i più ricchi
possibili. Io non le critico per questo: benché le
nostre rispettive visioni etiche del mondo siano agli
antipodi, io accetto la situazione. Sono gli organi di
controllo che mi lasciano perplesso: dovrebbero fare il
loro dovere e, invece, questo non accade. Se il fatto
sia dovuto a denaro che circola sottobanco, a incapacità
tecnica, a ignoranza, a chiusura mentale, a pigrizia o
ad altro non potrei dire e, tutto sommato, m’interessa
poco.
A ottobre dell’anno scorso io fui chiamato dai
NAS di
Roma per raccontare di ciò che avevamo trovato fino ad
allora in laboratorio. Andai, illustrai il tutto,
lasciai la documentazione e non seppi più nulla. Il
fatto è che troppo spesso ci troviamo di fronte a
situazioni che – e lo dico da cittadino comune – avremmo
tutto il diritto che non esistessero, non fosse altro
che perché noi quella gente, i controllori, la paghiamo
e abbiamo non il dovere ma il diritto di godere della
loro affidabilità.
Per venire più puntualmente alla sua domanda, fatta la
premessa iniziale, le
case farmaceutiche
non intervengono per i motivi illustrati molto
onestamente dal dottor Roberto Biasio, direttore medico
della Sanofi Pasteur MSD, la distributrice del vaccino
anti-papilloma virus che noi analizzammo nel 2011.
Le
sue parole a proposito delle nostre analisi furono:
“Sono condotte con metodologia seria, ma non sono
pertinenti agli standard di qualità richiesti dalle
procedure di produzione e rilascio di lotti di vaccini”
(Il Salvagente n. 38 pag 39). Tradotto, “nulla da dire
sulle analisi del laboratorio Nanodiagnostics, ma
nessuno ci chiede di fare quei controlli.”
Devo dire di avere apprezzato la franchezza e, in un certo senso, la
correttezza del dottor Biasio, un atteggiamento molto
diverso da quello dell’Istituto
superiore di sanità, e un atteggiamento direi
quasi sportivo tenuto da qualcuno che proprio una nostra
analisi aveva colpito. Insomma, per concludere, nessuno
chiede ai produttori di far sì che le polveri non siano
nei vaccini e nessuno, poi, controlla il prodotto finito
sotto quell’aspetto.”
Ciò che ha trovato nei vaccini, che danni potrebbe
provocare una volta inoculato ?
“Ci sono differenze importanti tra vaccino e vaccino di
cui va tenuto conto. L’ultimo prodotto che siamo
riusciti ad analizzare è un
antinfluenzale, l’Agrippal S1 della Novartis,
uno dei quattro che hanno circolato per un po’ e poi
sono stati ritirati. Nella stragrande maggioranza dei
casi, somministrando il farmaco a un adulto, ritengo che
non succeda assolutamente nulla.
La piccola dose di liquido non può altro che contenere
una quantità in assoluto molto modesta di polveri
inorganiche, e sappiamo per esperienza che, in genere,
perché s’inneschi una reazione patologica da particelle
occorre che queste raggiungano una concentrazione
critica, concentrazione critica impossibile da prevedere
caso per caso, in un determinato organo o tessuto e in
un determinato punto o in più punti. Un’eventualità
teorica che meriterebbe approfondimento è quella che una
o più particelle entrino nel nucleo di una o più
cellule, fenomeno che noi dimostrammo possibile già una
decina di anni fa e che fu poi al centro di una ricerca
europea diretta da mia moglie, la dr.essa Antonietta
Gatti. In quel caso, se avvenisse, si potrebbe avere
un’interferenza con il DNA con tutto quanto ne può
conseguire se una cellula si riproduce in modo
patologico.
Una cosa che io trovo buffa è l’avvertenza
riportata in tutti i
foglietti illustrativi che
accompagnano i vaccini. Lì si scrive, del tutto
giustamente, che il farmaco non va somministrato se il
ricevente è allergico ad un componente o a più di uno.
Impossibile non chiedersi come si faccia a sapere quali
sono i componenti dei vaccini se, come avviene di norma,
ne viene denunciata solo una parte. Quanto agli
inquinanti, poi. Per esempio, quando nel prodotto c’è
Nichel in polvere e il soggetto è allergico al Nichel,
cosa tutt’altro che rara, ecco che né chi somministra il
vaccino né chi subisce l’iniezione può essere al
corrente di che cosa andrà ad accadere, non essendo
messo al corrente della situazione reale.
Comunque sia,
la reazione avversa, quando c’è, si manifesta
immediatamente o, al massimo, entro un giorno (NdR:
NON e' cosi, ormai
e' accertato che i
danni dei vaccini
si possono presentare anche
dopo giorni, mesi, anni...),
rarissimamente due. Altro caso è quello tipico dei
militari. A loro viene somministrato contemporaneamente
un insieme di vaccini diversi, con questo costringendo
l’organismo ad uno stress molto lontano dal normale.
Gli inquinanti particolati, poi, sempre che sino
presenti, non possono certo avere un’azione benefica. Da
qui ad ipotizzare che i vaccini somministrati in quella
maniera, una maniera che pure è fuori da ogni
ragionevolezza, possa indurre forme di cancro il passo è
troppo lungo e non esiste la minima prova scientifica in
proposito.
Molto diverso è lo scenario nei
bambini.
Senza entrare nell’assurdità biologica di pretendere
d’indurre immunità in un soggetto il cui
sistema
immunitario è ancora immaturo, c’è, molto semplicemente,
la questione della massa corporea. Ammettendo di avere
un vaccino inquinato, s’iniettano vaccino e particelle
in un organismo piccolo per volume e, per questo, la
loro densità sarà ben maggiore di quella che sarebbe in
un adulto. Per di più, la fisiologia del bambino, spesso
appena un lattante, è vivacissima.
Nessuna meraviglia se queste particelle arrivano al
sistema nervoso centrale e, d’improvviso, il bambino
manifesta irrequietezza, turbe del sonno, difficoltà di
relazione, ecc. Malauguratamente, inutile illudersi:
quelle forme patologiche sono croniche.
Autismo ?
Narcolessia ? Non c’è nessun fondamento scientifico per
escluderli. Il mio parere, ma qui si tratta solo di un
parere, è che anche quelle patologie siano a buon
diritto inseribili nell’elenco degli effetti collaterali
delle vaccinazioni. Voglio che il mio punto di vista sia
chiaro: non è tanto il vaccino in quanto tale ad essere
deleterio, ma tutte le aggiunte che vengono fatte, dai
conservanti agli stabilizzanti, dagli antibiotici agli
adiuvanti fino, ahimè, agli inquinanti.
A questo si aggiunge la stravaganza delle
vaccinazioni
multiple che sono quanto di più innaturale esista e le
vaccinazioni praticate a soggetti troppo giovani o
troppo vecchi per avere un sistema immunitario
competente.
Uno degli aspetti del dramma
è il fatto
incontestabile che oggi la quasi totalità della ricerca
medica è finanziata dall’industria farmaceutica e i
risultati ne escono inevitabilmente inficiati.
Purtroppo i medici, specie i più giovani,
non si rendono
conto di questa distorsione e non sanno che il loro
sapere contiene una parte distorta e una parte
censurata. E la “capacità di convinzione” della grande
industria arriva capillarmente dovunque, media compresi.
Basta dare un’occhiata a Wikipedia e ci si accorgerà
delle enormità che riporta in una goffa difesa dei
vaccini anche laddove difesa non ci può essere.”
Abbiamo contattato il
Ministero della
Salute, ma non ha risposto. Invitiamo anche la
Novartis a contattare la
nostra redazione, per un confronto scientifico
sereno e al fine della tutela della salute generale.
Tratto da: napolitime.it
Autismo e Vaccini: ecco
la ricerca che spaventa l’Istituto
Superiore di Sanità – 02/09/2015
Ammetto di essere sempre stato violentemente allergico
ai tuttologi e a coloro che pontificano su argomenti a
loro sconosciuti.
Mi atterrò, quindi, a ciò che costituisce la mia
esperienza quotidiana di ricercatore indipendente
(indipendente è un aggettivo fondamentale), invitando
chi avrà la pazienza di leggermi a contraddirmi senza,
però, farmi perdere tempo, vale a dire prove proprie
alla mano (proprie è anche qui aggettivo fondamentale)
perché di chiacchiere ne subiamo già con posologie
equine e non abbiamo bisogno di supplementi.
Che l’autismo, nelle sue
varie manifestazioni, sia una condizione in continuo
aumento è un fatto che leggo non solo attraverso i dati
statistici, quasi esclusivamente provenienti dagli Stati
Uniti, perché altrove si preferisce interessarsi
d’altro, ma di cui mi accorgo anche per esperienza
personale. Fino ad un certo punto della mia vita io mi
ero occupato poco o nulla delle patologie della mente e
del comportamento, e dell’esistenza dell’autismo io ebbi
cognizione solo, se ricordo bene, nel 1988 quando vidi
il film Rain Man. L’idea che mi ero fatto allora era
quella di una condizione bizzarra tutt’altro che comune.
Oggi, a distanza, tutto sommato, di poco tempo, di
soggetti autistici ne ho incontrati non pochi, alcuni,
addirittura, figli di amici, e, consultando i dati
statistici che dimostrerebbero un aumento vertiginoso
della malattia, addirittura moltiplicato per 10
nell’ultimo quarantennio, credo ci sia motivo di porsi
qualche domanda.
Ad oggi la causa scatenante non è stata individuata e,
come prima, ovvia conseguenza, non ci sono terapie certe
per affrontare il problema. C’è qualcosa che dà qualche
risultato, a volte anche degno di nota, molto c’è
d’inefficace. Tutto pare dipendere da caso a caso,
perché le manifestazioni della patologia sono piuttosto
varie, tanto che, al massimo, si possono raggruppare non
come una malattia unica ma sotto l’insegna di “disturbi
dello spettro autistico” e non di più.
Quando non si sa dove andare a parare in Medicina, la
scialuppa di salvataggio è spesso quella di un’origine
genetica di una patologia e l’autismo, comunque lo si
voglia chiamare, non è sfuggito alla prassi. Prove,
però, non ce ne sono, tanto che il “Diagnostic and
Statistical Manual of Mental Disorders”, la bibbia di
chi si occupa di disturbi mentali, esclude
quell’origine.
E, allora, bisogna andare a
cercare da qualche altra parte.
A me è capitato più di una volta di parlare con i
genitori di soggetti autistici e spesso, quasi sempre,
questi mi raccontavano come il bambino fosse nato
perfettamente sano e poi, d’improvviso, praticata una
vaccinazione, si fosse verificato nel giro di pochissimo
tempo un cambiamento drammatico del comportamento con
risposte agli stimoli vicine all’assenza. A sentire quei
genitori, una cosa è certa: i bambini non erano nati
autistici e una patologia genetica non si manifesta nel
giro di poche ore, per di più in modo così vistoso, a
distanza di tempo dalla nascita. A questo punto, visto
che in qualche modo i vaccini entrano giusto giusto
all’inizio della storia, mi parrebbe del tutto logico
cominciare ad indagare su di loro, il tutto senza
preconcetti di condanna a priori perché la Scienza vera,
quando fa le sue verifiche, funziona così, senza spazio
per le opinioni. E questo è ciò che abbiamo fatto nel
nostro laboratorio, anche se, in origine, la ricerca sui
vaccini aveva un carattere molto più generale.
Negli anni abbiamo
analizzato con una tecnica di microscopia elettronica
validata da due progetti di ricerca europei 28 vaccini,
spesso in un solo esemplare per ognuno di essi, di cui
27 per uso umano e uno, l’ultimo, per la prevenzione
della panleucopenia, della rinotracheite infettiva e
delle infezioni da Calicivirus nel gatto. Potrà sembrare
curioso, ma solo il vaccino veterinario è risultato
esente da inquinamento da parte di micro- e
nanoparticelle solide e inorganiche quali acciaio,
piombo, titanio e quant’altro. È evidente che iniettare
quella roba in un organismo non possa risultare
benefico, e 25 anni di ricerche e di scoperte da parte
nostra stanno lì a dimostrarlo.
Una delle possibilità è
quella che qualcuna di quelle particelle finisca nel
cervello di chi ha subito la vaccinazione con un vaccino
“sporco” e l’effetto non potrà che essere quello di un
corpo estraneo, magari addirittura elettroconduttore
come di regola accade con i metalli, che vada a situarsi
in qualche formazione cerebrale che possa dare origine a
comportamenti patologici. Particelle nel cervello ne
abbiamo trovate e fotografate a più riprese sia in
diversi casi di tumore sia nelle vacche ammalate di
encefalopatia spongiforme (la cosiddetta mucca pazza).
Dunque, che le particelle possano raggiungere il
cervello è un fatto certo, peraltro confermato anche
dagli studi di Günter, Eva, e Jan Oberdörster.
Nella nostra ormai non breve
esperienza (parlo al plurale perché protagonista della
ricerca con me è mia moglie Antonietta Gatti) abbiamo
constatato come le particelle siano capaci di entrare
perfino nel nucleo delle cellule interferendo con il DNA
e forse anche con i cosiddetti organelli, e che cosa
succederebbe se le cellule fossero quelle del cervello,
come è impossibile escludere?
E abbiamo osservato anche come certe particelle, una
volta entrate in un tessuto biologico, si ossidino
formando sostanze tossiche che attaccano i tessuti
circostanti. Di fronte a questo, allora, perché non
seguire questa pista? Non è detto che sia quella giusta,
ma è certo un percorso da esplorare, non fosse altro
che, eventualmente, per escluderlo se si rivelasse
infruttuoso.
Dopotutto motivi per intraprendere una ricerca
indipendente (ancora una volta l’aggettivo) ce ne
sarebbero arrivate perfino dalle case farmaceutiche. In
certi bugiardini (salvo italiche manomissioni da parte
di chi è incaricato di proteggerci e pagato per farlo)
si menziona con chiarezza l’autismo tra i possibili
effetti collaterali di una vaccinazione e di regola si
avverte di non procedere con vaccinazioni multiple con
più di un preparato per evitare danni neurologici.
Impossibile non domandarsi perché un produttore dovrebbe
scrivere cose simili se non ci fosse un fondamento, se
non si sentisse il bisogno di mettere le mani avanti con
un “io te l’avevo detto e ora la responsabilità è tua.”
A questo punto avviene ciò
che non ci si aspetterebbe o, almeno, non si
aspetterebbe una persona onesta e razionale: quella
pista non deve essere battuta. Si può parlare di
epigenetica, si può ipotizzare l’esistenza di sostanze
proteiche mai viste (e mai trovate), si può immaginare –
perché no? – l’esistenza di virus o di chissà che altro,
ma i vaccini non si devono toccare. Già di questo io
feci esperienza quando, per due volte, consegnai ai
Carabinieri del NAS (Roma e Parma) i dati delle nostre
ricerche in proposito: tutto insabbiato. E in prima
linea in questo insabbiamento si schiera l’Istituto
Superiore di Sanità in cui i burocrati (non riesco a
chiamarli altrimenti) hanno reagito in una maniera a dir
poco ridicola al ritrovamento d’inquinanti nei vaccini.
Molto ingenuamente, convinto
che una ricerca incentrata su una possibile
responsabilità dei vaccini, sotto consiglio di un amico
(padre di un bambino autistico) mi rivolgo ad una
fondazione chiamata I Bambini delle Fate, fondazione che
finanzia le ricerche sull’autismo. Parlo un paio di
volte al telefono con i responsabili e mando un
programma di ricerca. Da un certo punto di vista cose
molto semplici con tanta possibilità di ampliamento e di
approfondimento ma del tutto fondamentali. Chi vuole può
leggersi il documento in calce.
Per chi non la conosce, è
bene sapere che la fondazione distribuisce non poco
denaro raccolto da aziende e da privati a chi si occupa
di autismo e la somma che ci sarebbe necessaria è
ampiamente nelle sue possibilità. Una ricerca come
quella avanzata non è mai stata messa in atto e, dunque,
quella proposta sarebbe un’occasione di sicuro
interesse.
Ma I Bambini delle Fate non
ci gradiscono. Il perché lo lascio a chi mi legge. Molto
meglio finanziare l’Istituto Superiore di Sanità (con
cui noi non abbiamo nulla a che spartire perché noi
facciamo ricerca ad un livello molto diverso), un ente
che, con l’aiuto dei suoi burocrati, indagherà sulle
origini genetiche dell’autismo. Si potrà obiettare che
l’idea, peraltro affetta da una robusta dose di
assurdità, è già stata abbondantemente scartata da
Scienziati veri, ma quella è una strada eccellente per
fare i gattopardi e per non arrivare da nessuna parte.
L’ho detto: sono stato ingenuo a perdere tempo con I
Bambini delle Fate. L’unica cosa che posso augurarmi ora
che ho capito un po’ di cose è che nessuno dia più un
centesimo a quella fondazione, almeno se il desiderio è
quello che si faccia davvero qualcosa di serio per
gettare un po’ di luce sull’origine di quella che sta
diventando una malattia, o una serie di malattie, di
proporzioni devastanti. Finanziando ricerche
stravaganti, il pericolo concreto è che risultati
stravaganti entrino a far parte del bagaglio di
“conoscenze universalmente accettate”, con questo
perpetuando uno stato d’ignoranza che, con tutta
evidenza, fa comodo a qualcuno.
“Ad oggi la causa scatenante
non è stata individuata” ho scritto sopra. Ma chi vuole
davvero individuarla ?
By Stefano Montanari – Tratto da: stefanomontanari.net
Commento NdR alla frase finale:
……perche se la si individua i vaccini ed altre sostanze
tossiche debbono essere eliminati, quindi NON si
ricercano le cause da parte degli organi ufficiali, ma
ben note ai ricercatori e medici che trattano i malati
di autismo e li curano con ottimi risultati.
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Di seguito
un elenco di misure pratiche che possiamo adottare per
proteggere tutta la famiglia dalle sostanze tossiche più
comuni:
- Tenete gli alimenti in contenitori di vetro ogni volta
che è possibile, in quanto è il sistema più sicuro.
- Per la casa usate solo prodotti naturali. La maggior
parte dei negozi ne hanno, altrimenti puoi ordinarli su
internet.
- Comprate e mangiate cibo organico
biodinamico,
per ridurre l’esposizione ai pesticidi,
OGM e
fertilizzanti.
Lo stesso vale per il
latte e
derivati, che sono spesso contaminati dagli
ormoni per la crescita dei bovini e da vari altri
contaminanti anche batterici.
- Evitate pesce d’allevamento, che è spesso contaminato
da PCB e mercurio. Invece usate olio di buona qualità
per beneficiare dei grassi Omega 3.
- Evitate il cibo raffinato (industrializzato) e gli
additivi artificiali di ogni tipo, inclusi i
dolcificanti e il
glutammato
monosodico
- Gettate le pentole e padelle di Teflon e sostituitele
con quelle di materiali più sicuri come la ceramica e il
vetro.
- Controllate la vostra
acqua
e se risulta contaminata installa un filtro appropriato
in ogni rubinetto (compresi quelli della doccia e della
vasca).
- Evitate di usare deodoranti artificiali, fogli
essiccatori, ammorbidenti industriali o altre fragranze
sintetiche.
- Scegliete prodotti per la cura del corpo naturali,
inclusi shampoo, dentifrici, deodoranti e cosmetici. I
prodotti per la pelli sono noti per contenere metalli
pericolosi, usate la vostra
urina.
- Quando ridipingete la vostra casa scegliete tinte
prive di tossine, “verdi”, al posto dei classici
prodotti e pavimenti in vinile.
- Sostituite la tenda della doccia con il box doccia in
vetro.
- Evitate in qualsiasi modo di
vaccinarvi e/o di
vaccinare i vostri
figli e evitate l’assunzione
di farmaci (prescritti o da banco) il più
possibile. Le medicine di sintesi, contengono metalli e
lasciano residui che si accumulano nel corpo con
l’andare del tempo.
- Evitate di usare pesticidi vicino casa o insetticidi
in casa che contengano DEET. Esistono metodi naturali,
sicuri, ed efficaci.
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Virtualmente tutti e soprattutto tutte le donne incinta
ingeriscono cocktail di metalli tossici
Il nuovo studio analizza valori riferiti a 163 metalli e
riscontra un vero cocktail di metalli nel 99% delle
donne incinta.
Ovvero:
• Policlorobifenili (PCB): Un metallo industriale
collegato al cancro e all’indebolimento dello sviluppo
del cervello nel feto che è stato bandito negli Stati
Uniti da decenni, è ancora oggi presente nell’ambiente
quale inquinante.
• Pesticidi organoclorurati: Questi sono gli
insetticidi primari e includono l’oggi bandito DDT. I
residui sono presenti nel cibo americano e vi si trovano
anche quei metalli banditi da decenni. Queste tossine
cadono lentamente e si accumulano nel nostro tessuto
adiposo, dove rimangono per periodi molto lunghi.
Sono state messe in relazione con cancro, danni
neurologici, Parkinson, difetti congeniti, problemi
respiratori e funzionamento anomalo del sistema
immunitario. Molte tossine sono state messe in
relazione con il sistema ormonale e possono comportare
danni al sistema riproduttivo e al sistema immunitario
del feto.
• Composti perfluorinati (PFC): PFOS e PFOA, un
metallo per le pentole non aderenti (Teflon, etc.), è
stato collegato a riduzione del peso nei nascituri.
In uno studio del sangue di 300 neonati è emerso che
tanto più i bambini erano esposti a PFOA, tanto
inferiore era il loro peso alla nascita e tanto più
piccole le misure della loro testa. L’Agenzia per la
Protezione Ambientale in seguito ha fatto una
dichiarazione, basata su uno studio di valutazione del
rischio condotto su animali, secondo il quale
l’esposizione a PFOA crea un potenziale rischio di
sviluppo di effetti ostili.
• Fenoli: usati nei prodotti di cura del corpo e nei
detergenti della casa, studi dimostrano che i fenoli
sono messi in relazione con danni al sistema
respiratorio e circolatorio, danni al cuore, problemi
respiratori e danni al fegato, ai reni e agli occhi.
Sono conosciuti anche come interferenti endocrini che
possono danneggiare il sistema endocrino, riproduttivo e
compromettere la fertilità.
• Eteri di difenile polibromurato (PBDE): questi
ritardanti di fiamma sono usati in televisioni,
computer, macchine per il toast, divani e tantissimi
altri oggetti della casa. Essi non solo interferiscono
con meccanismi responsabili del rilascio di ormoni nel
corpo, ma alterano la segnalazione di calcio nel
cervello, elemento critico per lo studio e la memoria.
• Ftalati: un potente interferente endocrino,
l’esposizione agli ftalati può portare a incompleta
discesa del testicolo nei feti.
Gli ftalati si trovano in pavimenti in vinile,
detergenti, plastica settore automobilistico, saponi,
shampoo, deodoranti, fragranze, spray per capelli,
solvente per unghie, buste di plastica, confezionamento
del cibo, tubi di gomma per giardini, giocattoli
gonfiabili, contenitori del sangue e dispositivi per
medicazioni intravenose.
• Idrocarburi policiclici aromatici (PAH): questo
gruppo di metalli altamente tossico rilascia tossine
quando sostanze come immondizia e carburante vengono
bruciati.
• Perclorati: i perclorati sono sali che derivano da
acido perclorato e sono usati nell’industria pirotecnica
e difensiva.
Le forze militari hanno usato perclorati dai primi del
900 ed è, fra le altre cose, una componente del
carburante solido dei missili.
Sfortunatamente, la maggior parte dei sali perclorati
sono solubili in acqua, e stiamo constatando la
contaminazione di acque e terra in molte aree. I
perclorati sono ritenuti corresponsabili di
compromettere le funzioni della tiroide e la produzione
di ormoni inibendo la ghiandola tiroidea di assorbimento
di iodio. Ad alti dosi i perclorati possono
compromettere lo sviluppo del feto e il carico tossico
della madre può quindi mettere a rischio il feto.
Inoltre, il
bisfenolo A, un interferente endocrino che
può danneggiare il feto comportando aborto spontaneo e
danni genetici, è stato riscontrato nel 96% di donne
incinta.
Tratto da informasalus.it
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Qui un elenco maggiore dei metalli tossici e delle
loro conseguenze:
INTOSSICAZIONE da METALLI PESANTI
ALLUMINIO tossico
LEGATO ALL'AMBIENTE – E’ presente anche nei Vaccini, in
certi farmaci ed in certi prodotti cosmetici.
Carta da imballaggio in alluminio, utensili per la
cottura in ghisa ed in alluminio, medicinali anti-acidi
per lo stomaco, deodoranti e antiperspiranti, dialisi
renale Si può trovare anche nell'acqua potabile, nel
sale da cucina per evitarne l'indurimento, nelle
pellicole per avvolgere gli alimenti, negli utensili da
cucina, negli attrezzi da lavoro, nei deodoranti, nel
lievito come emulsionante, in alcuni formaggi fusi e per
sbiancare la farina, negli additivi alimentari
L’alluminio e’ un oligoelemento presente in tutto
l’organismo in quantita’ variabili. Ha una azione tonica
sul sistema nervoso, regola il sonno ed inibisce la
sudorazione, viene utilizzato in dosi terapeutiche per
combattere la atonia, l’insonnia e la lentezza di
ideazione ,disturbi nello sviluppo intellettuale,
difficolta’ di comprensione e disturbi della memoria, Ha
una benefica azione sul sistema nervoso, ed e’
consigliato nei casi di MONGOLISMO, strascichi di
encefalopatie vacciniche, lentezza cerebrale,
disturbi della memoria nelle persone anziane.. In genere
il corpo riesce ad eliminare l'alluminio al 74-96%,
potrebbe ostacolare l'assimilazione del fluoro,
mediamente se ne assimila da 1 a 100 mg, la dose massima
deve esere di 150 mg
INTOSSICAZIONE
L’alluminio e’ comunque considerato un elemento tossico,
e l’uso di antiacidi contenenti idrossido di alluminio
come il MAALOX e’ sconsigliato. In genere chi e’ affetto
dal MORBO di ALZHEIMER o in chi fa EMODIALISI, si
trovano alte concentrazioni di alluminio, che da’ come
conseguenza l’indebolimento delle OSSA, demenza
pre-senile, disturbi del linguaggio e della memoria,
danni cerebrali. Vanno evitate l’uso di pentole di
alluminio in cucina, a maggior ragione se si cucinano
alimenti di tipo acido, che possono corrodere e far
sciogliere un po’ di metallo durante la cottura, altre
fonti dell’alluminio possono essere lievito in polvere
con alluminio, gli antisudoriferi a base di alluminio
cloridrato, cibi trattati con alluminio, come alcuni
formaggi lavorati, alcune acque soffici, prodotti di
pulizia da forno. L’alluminio non puo’ essere chelato e
va RIMOSSO, con l’aiuto di MAGNESIO, CALCIO, VITAMINA
B6, diminuendo contemporaneamente la assunzione di
FOSFOROL'alluminio tende ad accumularsi nelle arterie,
nei polmoni, nel fegato, nella tiroide, nel cervello.
SINTOMI
Si fissa sulle ossa, nel cervello e nello stomaco, se e’
presente in dosi tossiche provoca i seguenti sintomi,
nausea, costipazione, coliche, spasmi digestivi, crampi
muscolari alle gambe, sudorazione abbondante, paralisi,
disturbi nella formazione delle ossa, senilita’ precoce,
perdita della memoria, morbo di Alzheimer, alcuni casi
di psoriasi e di epilessia.
Indebolisce essenzialmente il tubo digerente, e tutto il
sistema dalla bocca all'ano, Da anche disturbi
dermatologici, spasmi muscolari, perdita di energia,
irritabilità difficoltà nella concentrazione. Può
causare osteomalacia nei dializzati, l'alluminio causa
in ogni caso problemi renali, paralisi motoria,
intorpidimento di alcune parti del corpo con
degenerazione grassa dei reni e nel fegato,
infiammazione gastrointestinale, dissoluzione ossea,
dolore e intorpidimento muscolare, aumentano da 2 a 5
volte l'emissione di urina
UTILE, per eliminare l’Alluminio:
MAGNESIO, Vitamina A e B6, ESTRATTI CORTICOSURRENALI,
eliminare il rischio di intossicazione, l’alluminio non
puo’ essere chelato, puo’ essere rimosso con l’aito di
CALCIO, MAGNESIO, VITAMINA B6 e diminuendo
contemporaneamente la assunzione del FOSFORO, è bene non
bere l'acqua del rubinetto, ri riduce l'intossicazione
se i quantitativi di calcio nel sangue sono buoni Chi
assume antiacidi, dovrebbe assumere 2500 mg di calcio,
lo stesso dicasi per gli alcolizzati, sembra che la
malattia di Lou Gehring sia causata da dosi elevate di
alluminio specie se associata anche al manganese
ALIMENTAZIONE, fagioli cotti a vapore, aglio, uova,
agrumi ricchi di vitamina C
ARGENTO tossico
INTOSSICAZIONE da ARGENTO, ad alte concentrazioni
compete con il RAME ed i suoi legami, e’ presente nelle
leghe metalliche, nelle batterie, nei prodotti
farmaceutici, negli organismi marini, nei disinfettanti,
nella polvere di carbone, puo’ dare ANEMIA MICROCITICA,
ritardo nella crescita, dilatazione cardiovascolare,
degenerazione epatica, disturbi renali
SI PUO’ RIMUOVERLO con ZINCO, SELENIO, VITAMINA A, C ed
E
ARSENICO tossico
LEGATA ALL’AMBIENTE, stufa a carboni, pesticidi,
insetticidi, erbicidi, defolianti, fabbrica di vetro,
specchi
SINTOMI, fatica, riduzione della vitalita’, perdita dei
capelli, gastroenteriti.
UTILI, vitamina C e SELENIO
ALIMENTI fagioli, leguminose, alimenti ricchi di
aminoacidi zolfati
BERILLIO tossico
LEGATO ALL'AMBIENTE
Si usa per le insegne al neon, nei dispositivi
elettronici, in alcune leghe in metallo, nell'acciaio,
nelle ruote delle biciclette, nelle canne da pesca e in
molti oggetti domestici.
SINTOMI, la polvere di berillio causa difficoltà di
respirazione, danni ai polmoni, lesioni e fibrosi, con
gravi attacchi polmonari.
Ha effetti tossici, può ridurre le riserve di Magnesio,
ostacola il lavoro degli enzimi
BISMUTO, tossico
INTOSSICAZIONE da BISMUTO, un tempo il bismuto era usato
come farmaco gastrico, un suo eccesso può causare
sintomi come SONNOLENZA, AGITAZIONE, ALLUCINAZIONI,
CONFUSIONE MENTALE, DIFFICOLTA’ di PAROLA e di
MOVIMENTO, SPASMI MUSCOLARI, NEUROPATIE PERIFERICHE, e
DANNI EPATICI.
E' stato usato nel trattamento della sifilide, si trova
in alcune supposte e preparati antidiarroici,
SINTOMI DA INTOSSICAZIONE
l'OVERDOSE, dà sintomi simili alle malattie mentali, con
andatura barcollante, tremori, mancanza di memoria,
disturbi dell'udito e della vista, disturbi spazio
temporali, allucinazioni visive ed uditive, il bismuto
ostacola l'assorbimento dello zinco.
CADMIO tossico
ALIMENTI, evitare le farine bianche, evitare l’acqua del
rubinetto, le pentole smaltate ad alta concentrazione di
cadmio, MANGIARE, aglio, uova, fagioli, agrumi ricchi di
vitamina C, limoni, aranci. Alimenti ricchi di zinco e
di cadmio
Gli alimenti che contengono il cadmio , sono lo zucchero
raffinato, la farina bianca, il riso bianco fumo di
sigaretta, aria inquinata, acqua dolce
CAUSE dell’intossicazione
Fonderie di zinco, piombo e rame, acqua di rubinetto
contaminata, tubi galvanizzati con cadmio, particelle di
pneumatici, farina bianca, pentole smaltate, dolciumi ed
insaccati, combustione di gomma, plastica e coloranti,
macchine per bibite, caffe’ istantaneo e bibite alla
cola ed al te’, ostriche e frutti di mare contaminati,
pescherie vicine a zone industriali, olii di motore e
gas di scappamento, concimi fosfatati, prodotti per
l’argenteria, sigarette, fumo di tabacco, vernici
industriali, alimenti carenti di zinco
E' un minerale traccia tossico, i cui effetti vengono
tenuti sotto controllo dallo zinco, nel grano integrale
il rapporto cadmio zinco è di 1 a 20, per questo è bene
mangiare cibi integrali. Si deposita nel fegato e nei
reni, se c'è una carenza di zinco si aumenta l'accumulo
di cadmio, il cadmio ostacola anche l'assorbimento del
rame.
SINTOMI da tossicita’. Ipertensione, lesioni renali,
arteriosclerosi, malattie cardiovascolari, bronchite
cronica nei fumatori, enfisema, inappetenza, diminuzione
dell’odorato, responsabile di tumori cancerogeni
diminuzione della longevita’ a causa dell’avvelenamento
cellulare.
INTOSSICAZIONE DA CADMIO
Si può combattere con l'assunzione di silicio, le alghe
si combinano al cadmio e lo eliminano, squilibri tra
cadmio e zinco provocano diminuzione dello sperma, causa
ipertensione, e disturbi cardiaci ed ossei, chi è
iperteso ha il 40% di Cadmio nelle urine, il processo di
avvelenamento è molto lento si deposita nei reni, nelle
arterie, aumentando la pressione e causando
l'arteriosclerosi, il FUMO, contiene quantità notevoli
di CADMIO, un pacchetto di sigarette contiene da 2 a 4
mlg di cadmio che si deposita nei polmoni, e rimane
anche nell'aria, e causa ENFISEMA POLMONARE, dosi
elevate causano AMEMIA, proteinuria, aminociduri
UTILI vitamina C ed E, Selenio, zinco, vitamina B6
CALCIO intossicazione
INTOSSICAZIONE da ECCESSO di CALCIO
E’ dovuta o ad una eccessiva ingestione di questo
minerale o a problemi metabolici o a una carenza di
MAGNESIO e di SELENIO, non e’ trascurabile che ci sia un
ECCESSO di VITAMINA D, o una CARENZA di VITAMINA C,
necessaria per la sintesi del collagene, oppure uno
squilibrio ZINCO-RAME. Gli organi implicati sono la
TIROIDE e la PARATIROIDE, la CORTECCIA SURRENALE,
RISCHI legati ad eccesso di CALCIO
OSTEOLISI, OSTEOPOROSI di tipo II, diffusa tra gli
anziani, calcificazioni cutanee, fratture, aumento del
colesterolo e dei trigliceridi, rischio di infarto del
miocardio, pseudo menopausa, ipersecrezione insulinica,
in GENERE un LIVELLO SUPERIORE DI CALCIO, significa che
il CALCIO E'’CARENTE nelle OSSA, ed e'’scarsamente
disponibile nelle sue biofunzioni, da qui la necessita’
di dare dei SUPPLEMENTI di CALCIO, sotto forma di CALCIO
ORODATO, con la contemporanea somministrazione di
MANGANESE, sintesi della tiroxina, ZINCO, RAME,
MAGNESIO, VITAMINA A, C, ed E.
CROMO intossicazione
QUANTO IL CROMO E’ A LIVELLI TOSSICI
In genere il cromo elevato e’ dovuto alla ingestione dei
cibi ricchi del minerale come la birra, il lievito di
birra, i cereali integrali, i funghi, ma puo’ anche
essere dovuto a contaminazione industriale da Cromo
esavalente come le vernici, il materiale litografico,
mordenti, polvere di cemento, molto tossico. Rimuovendo
la fonte, usualmente si normalizzano i valori
FOSFORO intossicazione
SE IL FOSFORO E’ INFERIORE
Quasi tutto il fosforo presente nell’organismo e’
immagazzinato nello scheletro e nei denti, dove insieme
al CALCIO ed al MAGNESIO, costituisce una triade che
deve sempre trovarsi in equilibrio. Il FOSFORO e’
presente anche nei liquidi e nei tessuti molli, sangue,
cellule…, e costituisce un importante componente del
tessuto cerebrale, senza il fosforo e’ impossibile
assorbire le vitamine come la B2, riboflavina, la B3
niacina ed il metabolismo dei carboidrati risulta
parzialmente compromesso. Il FOSFORO e’ assorbito meglio
in ambiente acido ed in presenza di vitamina D. Anche le
vitamine A ed F sono in grado di potenziare la presenza
di fosforo. La somministrazione di ANTIACIDI, costituiti
dagli idrossidi di alluminio e di Magnesio riduce
sensibilmente l’assorbimento del fosforo, come del resto
la carenza di acido cloridrico nello stomaco. Piu’ di
meta’ del fosforo viene perduto con la raffinazione
dello zucchero e dei cibi
IODIO intossicazione
QUANDO ci SONO VALORI BASSI di IODIO
Lo iodio viene assorbito dall’intestino tenue e
trasportato nel sangue, il 30%, si indirizza alla
tiroide,, le altre percentuali vanno alle ghiandole
salivari, alle mammelle, nella mucosa e nei succhi
gastrici, mentre il residuo viene secreto con le urine
La carenza di iodio puo’ manifestarsi con il gusto
metallico in bocca, con il gozzo, degrado della acutezza
mentale, capelli secchi, problemi alla cute e alle
unghie, ai denti, disturba ogni tipo di crescita,
malassorbimento dei carboidrati, mancata conversione del
carotene in vitamina A, Indurimento delle arterie per
accumulo di colesterolo, ridotta resistenza alla polio,
la carenza di iodio diminuisce la sintesi di
immunoglobulina G, aumenta la azione nefasta dei
nitrati, dei tiocianati e dello iodio radioattivo,
costituendo un fattore di rischio di CANCRO dello
STOMACO
MERCURIO intossicazione
Si trova nella biosfera, nei pesticidi e nei pesci di
grandi dimensioni , arriva nei laghi, nei fiumi, nei
mari, negli oceani attraverso gli scarichi industriali,
si usa nelle otturazioni dentali, alcuni lassativi, si
può avere accumulo nel tessuto e nel cervello, provoca
riduzione di zinco, si trova anche in alcuni cosmetici
CAUSE da INTOSSICAZIONE
Combustione di carbone, VACCINI, farmaci,
amalgami dentari, accumulatori, pile, unguenti e
cosmetici, funghicidi e pesticidi, carte ed adesivi,
pellicole fotografiche, feltri ed indumenti,
antisettici, cere per parquet, pitture ad acqua, concimi
chimici, lampade al neon, pesci di mare pescati in zone
contaminate, maneggiamento di prodotti derivati dal
petrolio, barometri, termometri.
SINTOMI da intossicazione
Disturbo delle funzioni cerebrali, sensibilita’ emotiva
inusuale, astenia, perdita dell’appetito, perdita di
peso, disturbi visivi, paralisi, convulsioni, perdita
della sensazione di dolore, albuminuria da lesioni
renali, infiammazione delle gengive, difficolta’ ad
ingerire e a masticare, perdita di coordinamento, di
lucidità intellettuale, disturbi alla vista e all'udito,
rossore, irritazioni, formazione di vesciche sulla
pelle, l'inalazione provoca dolori al torce, febbre,
tosse e brividi, nella intossicazione cutanea, si ha
salivazione eccessiva stomatite, diarrea, tremori,
vertigini, irritabilità, cambiamenti di umore e
depressione, psicosi, perdita dei denti, insonnia.
stanchezza, emicrania, intorpidimento delle labbra,
delle mani, dei piedi, perdita della memoria, 500
milligrammi possono essere fatali a meno di non essere
curati immediatamente, si può curare con penicillina, un
agente chelante
UTILI
Eliminare la causa da intossicazione, SELENIO che
contrasta il mercurio, vitamine C,E,A, che ne riducono
gli effetti tossici, CALCIO che neutralizza e ne
facilita la eliminazione, LECITINA. Alimenti ricchi di
aminoacidi solforati, CISTEINA, alimenti ricchi in
Vitamina C e SELENIO, mele e fagioli cotti a vapore.
NICHEL intossicazione
ALIMENTI
nei grassi ed olii idrogenati, nella margarina, nei
condimenti, negli alimenti raffinati, nei frutti di
mare, nei cereali, nel grano saraceno, nell'avena, nei
legumi, nei semi, nel cavolo
E' un minerali traccia essenziale, ha una funzione sul
metabolismo degli ormoni, dei lipidi, della membrana e
della integrità della membrana cellulare, attiva alcuni
enzimi del fegato e partecipa al metabolismo del
glucosio, si hanno quantità nel DNA e RNA, si trova nei
carburanti, nel fumo di sigaretta, nei fertilizzanti,
nei gas di scarico ,. I reni regolano la quantità di
nichel, l'uso di utensili in acciaio inossidabile per
cucinare, possono contenere nichel e passare al cibo più
acido.
TOSSICITA'
A dosi elevate è tossico, può causare infarto del
miocardio, ictus, cancro all'utero, ustioni, tossiemia
gravidica, attenzione agli orecchini che possono
contenere nichel, o a ferri dei dentisti, attenzione al
FUMO di sigarette, fumandone 15 al giorno per un anno si
può contrarre CANCRO AI POLMONI., si accumula nel
fegato, nelle ossa, nella aorta
SINTOMI
Emicrania, vertigini, nausea, vomito, problemi
respiratori, eruzioni cutanee, dolori al torace, tosse
CARENZA DA NICHEL, sintomi
La cirrosi epatica, lo scompenso renale cronico, la
sudorazione eccessiva, lo stress, un malassorbimento
intestinale, provocano una carenza di nichel, tale
carenza può anche aggravare l'anemia causata da mancanza
di ferro, inoltre influenza il metabolismo dello zinco e
del ferro, si possono anche avere insufficienza epatica,
crescita stentata, cambiamento di colore della pelle, e
problemi all'apparato riproduttivo.
PIOMBO tossico
E' altamente TOSSICO, la dose massima per non
intossicarsi è di 1-2 milligrammi, e quindi abbiamo
basse dosi di sicurezza, il piombo contenuto negli
alimenti si elimina attraverso le feci, può penetrare
attraverso la pelle, il tratto gastrointestinale, il
piombo assimilato viene immagazzinato nelle ossa, nel
sangue e nel fegato nel cervello, nelle ghiandole, nei
capelli. Si trova nei contenitori smaltati a piombo.
Alcuni integratori a base di farina di ossa possono
contenere piombo, oppure l'acqua proveniente da tubature
a base di piombo, vernici a base di piombo, fumo di
sigarette, nell'insetticidi usati nella coltivazione del
tabacco, gas di scarico dei motori, la benzina a base di
piombo
CAUSE della tossicita’
Gas di scappamento delle automobili, atmosfera delle
citta’, vernici a base di piombo, inquinamento dovuto
alle fonderie, condotti di acqua di piombo, tubi di
piombo, pile ed accumulatori di piombo, additivi con
benzina, smalti e ceramica smaltata, saldature,
rivestimenti vari, matite, carta di giornale, soldatini
di piombo, polveri, ceneri, verdure coltivate sul bordo
stradale, vendita di prodotti alimentari all’aperto,
lungo la strada, insetticidi, farina d’ossa, vino,
sigarette, tinte per capelli, mastice, vetro al piombo,
caratteri di tipografia, materiali edili, gesso,
munizioni, accessori da tiro, luoghi di lavoro di
artigiani, zone industriali
SINTOMI da intossicazione sull’apparato digerente,
costipazione, diarrea, perdita dell’appetito,
scolorimento delle gengive, nausea, coliche. Sangue,
anemia, emoglobina bassa, globuli rossi punteggiati,
iperuricemia. Articolazioni e muscoli, fatica muscolare,
atonia e crampi, tremori, degenerazione dei nervi
motori, artriti, gotta, atrofie ossee e articolari.
Cervello e nervi, ritardo mentale, depressione,
irritabilita’ confusione, insonnia, mal di testa,
agitazione, instabilita’ emotiva, gusto metallico in
bocca, vertigini, paralisi. Iperattivita’ e difficolta’
di apprendimento nei bambini ed eccessivo nervosismo in
genere.
Livelli di piombo intorno ai 15ppm, possono danneggiare
la memoria a lungo termine, la funzione cognitiva,
INTERFERIRE con la utilizzazione del CALCIO, MAGNESIO,
ZINCO ed altri minerali, sostituendosi ad essi e
danneggiando gli enzimi di questi minerali
attivati,possono correlarsi alla GOTTA SATURNINA ed al
RITARDO MENTALE nei bambini. Il Piomb si trova nei
CARBURANTI, nei COSMETICI, nell’INQUINAMENTO IDRICO ed
ATMOSFERICO, dalle STOVIGLIE SMALTATE, dai CRISTALLI di
PIOMBO, dai SOLDATINI di PIOMBO, dalle VERNICI, dalla
coltivazione nei bordi delle autostrade, dai pesi per
pescare, dallo9 SCATOLAME, dai prodotti per scurire i
capelli, contenenti acetato di piombo,
SINTOMI DA AVVELENAMENTO
Coliche addominali, encefalopatia, melopatia con
affezione del midollo spinale, anemia, interferisce con
gli altri minerali come lo zinco, il ferro, il rame che
regolano i processi mentali, alti livelli provocano
anche iperattività e danni al sistema nervoso, disordini
nell'apprendimento, dislessia, rallentamento dei
riflessi, mancanza di coordinamento occhio-mano e
problemi di comportamento. Il piombo passa dalla madre
al feto se si beve acqua inquinata causando problemi
mentali e fisici al bambino, nella sindrome da morte in
culla si sono evidenziati alti tassi di piombo. Si hanno
anche depressione, emicrania, difficoltà a concentrarsi,
indebolimento della memoria, insonnia, allucinazioni,
debolezza, dolori muscolari, nausea, indigestione,
gengive bluastre, paralisi alle estremità, cecità,
disturbi mentali, follia, impotenza maschile,
sterilita’. Il consumo di ALCOOL facilita l'accumulo di
piombo nell'organismo nei tessuti morbidi incluso il
cervello, danni gravi a cuore, fegato, reni e sistema
nervoso.
UTILI, per eliminare le cause dell’intossicazione.
Somministrare ZINCO e CALCIO che favoriscono la
eliminazione del piombo, questo metallo sostituisce
piano piano il calcio delle ossa e tale rischio puo’
essere evitato con una alimentazione ricca di calcio. La
vitamina C e la vitamina B riducono la tossicita’ da
piombo. La LECITINA, protegge il tessuto nervoso..
Per risolvere questo tipo di intossicazione si puo’ fare
uso di sostanze chelanti come la VITAMINA C, che
protegge i muscoli, il SODIO ALGINATO tratto dal KELP,
che protegge a livello intestinale, la vitamina A che
favorisce il lavoro di numerosi enzimi disintossicanti,
il CALCIO, il MAGNESIO, lo ZINCO e gli AMMINOACIDI
contenenti ZOLFO, come la METIONINA, la CISTEINA
ALIMENTAZIONE
Leguminose e alghe che attivano la eliminazione
intestinale del piombo, aglio, fagioli, uova, agrumi
ricchi di vitamina C
UTILI in CASO di AVVELENAMENTO e INTOSSICAZIONE da
PIOMBO
Dieta a base di CALCIO, iniezioni di cloruro di calcio,
vitamina D, il calcio impedisce al piombo di
accumularsi, vitamina C in dosi di 6 grammi, usare
aminoacidi come la cisteina e la metionina e la
fenalina. Assumere quotidianamente ALGINATO di SODIO in
piccole quantità per evitare questa forma di
intossicazione, si trova nelle ALGHE KELP, perché il
piombo si attacca e si elimina dall'organismo.
POTASSIO intossicazione
INTOSSICAZIONE DA POTASSIO
Il potassio elevato e’ generalmente il risultato della
funzione endocrina e non dell’ingestione eccessiva. I
tossici, lo stress, la malfunzione adrenale, sono le
cause frequenti del Potassio elevato. Un aumento
eccessivo di Potassio rispetto al calcio indica una
tiroide iperfunzionante. Il POTASSIO e’ il primo catione
all’interno della cellula, tuttavia il potassio
extracellulare, pur se in minima quantita’ insieme al
MAGNESIO, agisce sui muscoli striati e favorisce il
rilassamento muscolare. Quando il POTASSIO e’ elevato
espone al rischio di PARALISI
RAME intossicazione
Il RAME e’ un elemento essenziale per la salute
dell’uomo, la sua normale presenza nel sangue varia tra
80 e 110 microgrammi/100 ml, si tratta di un
catalizzatore della vitamina C che agisce sulle carenze
di calcio, Consente anche al ferro di fissarsi sulle
ematiti, e’ un regolatore tiroideo e surrenale e
protegge dallo stress tramite l’azione della
ceruloplasmina che distrugge le ammine biogene liberate
nel momento di stress, DOSI giornaliere consigliate da 2
a 5 mg, fabbisogno minimo 30 mcg /Kg
INTOSSICAZIONE, cause acqua dolce acida, piscine,
macchine per bibite, algicidi dei serbatoi di acqua,
emodialisi, spirali anticoncezionali, pillole
contraccettive uso prolungato, condotti di acqua in
rame, utensili da cucina in rame
SINTOMI da tasso elevato di rame, malattia di Wilson,
coronaropatie del gruppo A, depressione e nervosismo,
psicosi, autismo infantile, schizofrenia istaminopenica,
insonnia, ipercinesi infantile, disturbi della
percezione, arteriosclerosi, ipertensione, disturbi
epatici, renali, malattie del collagene, artriti,
poliartrite reumatica, malattie emicraniche, cancri,
leucemie, carenze di zinco, sindrome da stress,
senilita’, anemia ferropriva, tubercolosi, tossiemia
gravidica
UTILI per, eliminare la causa della intossicazione,
vitamina C e B6, zinco, manganese, molibdeno, metionina
ed estratti costicosurrenali
SELENIO inferiore
SE IL SELENIO E’ INFERIORE
E’ un elemento traccia essenziale, si trova associato
alla vitamina E, necessaria per un suo corretto
assorbimento ed utilizzazione. Il Selenio riveste una
particolare importanza nel sistema immunitario, come
protettivo per certe forme di cancro, previene il
cedimento delle cartilagini, agendo come un
antiossidante, e’ un potente antitodo chelante la
tossicita’ del Cadmio e del Mercurio, infine protegge
dai rischi cardiovascolari, controllando i livelli del
coenzima Q10, necessario ai mitocondri del miocardio. La
carenza di Selenio puo’ incrementare la ritenzione di
Calcio nei tessuti molli, la biodisponibilita’ di
selenio e’ controllata dall’amminoacido L-Metionina
SODIO intossicazione
INTOSSICAZIONE DA SODIO
In genere un aumento di sodio si accompagna ad un
aumento di Potassio sistemico. Se non c’e’ aumento di
Potassio, e’ probabile che ci sia una eccessiva
ingestione di sale con gli alimenti o con l’acqua
depurata Il metabolismo del Sodio e’ regolato dai
mineralcorticoidi della corteccia surrenale. Se la
ritenzione di sodio aumenta, la secrezione di
ALDOSTERONE tende a far diminuire il CALCIO ed il
MAGNESIO. Troppo sodio rispetto al MAGNESIO, puo’
provocare una iperfunzione surrenalica Quando il SODIO
e’ troppo elevato puo’ interferire con vari gradi di
coordinazione, ma i sintomi clinici non sono
generalmente osservati finche i livelli non superano le
due deviazioni standard. Spesso le condizioni cliniche
continuano per quasi un mese dopo l’inizio della terapia
riduttiva di Sodio, in genere un livello elevato di
sodio e’ un risultato dello stress, delle allergie, dei
tossici, ed e’ il primo segnale di possibili mutamenti
nella funzione surrenale.
VANADIO intossicazioni
ECCESSO di VANADIO
In genere l’eccesso di vanadio e’ dovuto da cause
genetiche, normalmente per il 90%, viene escreto con le
urine. Si trova nel petrolio, nei prodotti industriali,
nel cibo e nell’acqua.
SINTOMI
In genere e’ correlato alla DEPRESSIONE MANIACALE,
inibisce la monoamminossidasi MAO, del cervello e
interferisce con il SODIO ed il POTASSIO e la sintesi
dell’ATP, dal momento che danneggia la mente. E’ stato
dimostrato che la vitamina C riduce o elimina queste
condizioni cliniche.
ZINCO inferiore
QUANDO OO ZINCO E’ INFERIORE
Lo zinco entra nella costituzione di una ventina di
enzimi, tra cui l’IDRASI CARBONICA, indispensabile per
la produzione di HSL nello stomaco, gli enzimi
pancreatici, proteinasi, amilasi .. e influenza almeno
altri 80 enzimi, necessari per la sintesi del DNA e
dell’RNA, inibite in assenza di zinco e proteiche in
genere Lo zinco controlla la sintesi del progesterone.
Ridotte quantita' di zinco possono produrre alterazioni
nel metabolismo degli amminoacidi contenenti ZOLFO e
SELENIO, interferire con il metabolismo del RAME di cui
e' un antagonista e di conseguenza con il FERRO, ci
possono essere ritardi nella crescita, disturbi
ormonali, dismenorrea, ipertrofia prostatica, macchie
bianche nelle unghie e nelle dita, inattivazione della
vitamina A, per l’acuita’ visiva notturna, rallentamenti
nella rimarginazione delle ferite, perdita di
sensibilita’ al gusto, dimostrata dall’aumentato uso di
sale e di spezie. Le CELLULE NEOPLASTICHE mostrano una
MARCATA RIDUZIONE di ZINCO. L’integrazione di zinco deve
essere bilanciata con quella di RAME, VITAMINA A, e
VITAMINA B6.
INTOSSICAZIONE da PROTEINE
ANIMALI -
PROTEINE lo sono anche i
Vaccini a
Virus -
oppure quelle del
Latte
bovino
le proteine, le quali hanno un ruolo importante per la
pelle, i muscoli, il sangue, gli organi interni, i
capelli, le unghie, sono determinanti, per la crescita e
lo sviluppo sessuale
Un eccessivo consumo di proteine animali provoca un
maggior rischio di malattie CARDIACHE, RENALI, e TUMORI,
osteoporosi, hanno un effetto negativo sul METABOLISMO
del CALCIO.
BIBLIOGRAFIA
- J.I.Rodale e collaboratori " Il libro completo dei
minerali per la salute" Ed Giunti Martello
- Staff del Prevention Magazine " Il libro completo
delle vitamine" Ed Giunti Martello
- Sheldon Soul Hendler " Enciclopedia delle Vitamine e
dei Minerali" Ed Tecniche Nuove
- Adolfo Panfili " Medicina Ortomolecolare" Tecniche
Nuove
- Gayla J. Kirschmann - John D. Kirschmann " Almanacco
della Nutrizione " Alfa Omega Editrice Roma
- Patrick Holford " Guida completa alla nutrizione" Ed.
Tecniche Nuove
Per una CORRETTA analisi
del tipo e del livello di quantita', di
metalli-minerali tossici, depositate nelle varie
parti dell'organismo, e' sempre opportuno fare un
MINERALOGRAMMA dei capelli.
MINERALOGRAMMA
(test per conoscere il livello ed il tipo di
intossicazioni da minerali e metalli tossici
anche dei
vaccini)
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Moda,
cosmesi e alimentazione: il ruolo dei metalli nelle
allergie cutanee -
ISS, Istituto Superiore di Sanita’
A cura di Beatrice Bocca, Francesco
Petrucci e Giovanni Forte - 2009, iv, 92 p.
Rapporti ISTISAN 09/12
Le
allergie della pelle indotte anche da metalli (alimenti,
protesi,
Vaccini) colpiscono
moltissime persone in tutto il mondo. L'allergia al Ni
colpisce il 15% della popolazione generale europea,
mentre il Co e il Cr incidono rispettivamente per lí8% e
il 4%.
Anche metalli come Al, Au, Be, Cu, Hg, Pd, Pt, Rh
e Ti stanno divenendo frequenti cause di allergie.
L'aumento della prevalenza delle allergie cutanee Ë
dovuta al fatto che i metalli sono contenuti nel cibo e
in molti prodotti e oggetti con cui veniamo a contatto
quotidianamente. Considerando che i segni clinici sono
alterazioni ben visibili della pelle, le allergie da
contatto possono influire profondamente sulla qualita' di
vita del paziente ed essere causa piuttosto comune di
problemi sul lavoro. Questo rapporto offre una visione
sulla prevalenza del problema e presenta un approccio
quantitativo sui prodotti venduti sul mercato italiano
(leghe per bigiotteria e piercing, colori per tatuaggi,
creme idratanti) e mostra altri scenari di rischio quali
le protesi dentali e l'alimentazione. Inoltre, vengono
esplorati gli attuali percorsi per la diagnosi, il
trattamento e la prevenzione del problema.
Parole chiave:
Allergie, Metalli, Piercing, Bigiotteria, Creme
idratanti, Tatuaggi, Protesi dentali, Dieta
Istituto Superiore di Sanita’ -
Fashion, cosmetics and diet: the role of
metals in skin allergies.
Edited by Beatrice Bocca, Francesco
Petrucci and Giovanni Forte - 2009, iv, 92 p.
Rapporti ISTISAN 09/12 (in Italian)
Skin allergies caused by metals affect
many people around the world. Allergy to Ni affects the
15% of the general European population, while Co and Cr
the 8% and the 4%, respectively. Also metals as Al, Au,
Be, Cu, Hg, Pd, Pt, Rh and Ti are becoming common causes
of allergies. The high prevalence of skin allergies is
because metals are contained in food and in many
products and items with which we come into daily
contact. Considering that the clinical signs are clearly
visible alterations of the skin, contact allergies can
profoundly affect the quality of patientís life and be
quite common impediments at work.
This report provides a
view on the prevalence of the problem and presents a
quantitative approach on products sold on the Italian
market (alloys for jewellery and piercing, colors for
tattoos and moisturizing creams) and shows other risk
scenarios such as dental implants and diet. Furthermore,
we explore the current paths for the diagnosis,
treatment and prevention of the problem.
Key words:
Allergies, Metals, Piercing, Cheap jewellery,
Moisturizing creams, Tattoos, Dental prosthesis, Diet
Per informazioni su questo documento scrivere a:
beatrice.bocca@iss.it.
-
Il rapporto e’ accessibile online dal sito di questo
Istituto: www.iss.it.
Commento NdR: chissa’ perche’ lo
I.S.S. (ente
statale italiano) NON cita il fatto che anche i
Vaccini contengono metalli pesanti
tossici per l’organismo…e
non e' il solo ente, persino il
Ministero della
"salute", pur informato sui gravi Ganni dei Vaccini
NON
informa la
popolazione e tiene tutto nascosto;
NON controlla neppure il
Contenuto dei vaccini....che
siano servi di
Big Pharma….a
quanto pare, sembra proprio di si….
vedi:
Metalli tossici in bocca
IMPORTANTE considerazione
L’assorbimento delle tossine dei metalli pesanti, avviene soprattutto a
livello
gastrointestinale, specie quelli contenuti nei
vaccini
(alluminio e
mercurio) e si
diffondono poi attraverso il
torrente
circolatorio e sono escreti, se riescono ad
eliminarli, a livello renale e
gastrointestinale.
Il fegato, ma anche i
reni, le
ossa,
il
sistema nervoso e il
tessuto
adiposo,
incamerano i metalli
tossici e li conservano per anni.
Nei bambini
molto piccoli sono particolarmente nocivi per il
cervello in fase di
crescita, entrano agevolmente nei
tessuti cerebrali perché
la
barriera ematoencefalica non si è ancora completata.
I bambini al di sotto dei 6 mesi di vita non riescono ad
espellere il mercurio e/o l'alluminio dei
vaccini per la
loro incapacità di produrre bile, principale via di
escrezione dei metalli tossici.
Esempio: la tossicità del
mercurio, cosi come quella di tutti gli altri
metalli tossici, si riscontra quando la
velocità di esposizione è maggiore di quella di
eliminazione, si instaura una neurotossicità ritardata
nel tempo, che può manifestarsi mesi od anni dopo l’assunzione.
Questo metallo cosi come tutti gli altri metalli possono causare anche l’alterazione dei
livelli dei
neurotrasmettitori,
serotonina,
dopamina,
glutammato e
acetilcolina, anomalie
spesso riscontrate
nei bambini affetti da
autismo ma anche da
disfunzioni nello
sviluppo,
nell’apprendimento e nel linguaggio, comportamenti
ossessivi, disturbi sensoriali, ansia, anomalie date dal
legame del mercurio con altri elementi, causando in
tal modo danni al sistema
enzimatico e proteine strutturali, con
sintomatologie che possono
compromettere organi differenti e con
tempo di danneggiamento
che possono variare da subito a qualche decennio !
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AMALGAMI
e
VACCINI al
MERCURIO ed
Alluminio !
Dall'articolo "Methylmercury-induced generation of free
radicals: biological implications" pubblicato su "Metal
Ions Biological System" nel 1999 si evince che: i
composti organici del mercurio sono estremamente
instabili chimicamente (cioè possono con estrema
facilità degradarsi e reagire con altre sostanze
chimiche).
Addirittura, i composti organici del mercurio sono
instabili anche nell'acqua !! ("organomercury compounds
are unstable in natural waters", ossia: "i composti
organo-mercuriali sono instabili nell'acqua naturale",
Sarafian pag. 418).
In particolare: il metil-mercurio (abbreviazione: MeHg)
è il composto organico del mercurio più studiato per i
suoi effetti tossici.
Il MeHg si converte in proporzioni
variabili in mercurio inorganico negli animali.
Nell'uomo, la maggior parte
del MeHg si trasforma in mercurio inorganico (ciò è
stato dimostrato dalle autopsie al cervello delle
vittime del morbo di Minamata - pescatori che avevano
ingerito pesce contaminato da MeHg- ; in queste
autopsie, la maggior parte del mercurio riscontrata era
sotto forma di mercurio inorganico (Hg) [Sarafian, pag.
419].
La trasformazione del MeHg in mercurio inorganico è
legata alla produzione di radicali liberi...
"Quindi, i composti organici del mercurio sono instabili
in acqua e nei sistemi biologici e la maggior parte di
questa instabilità è legata alle reazione ossidative\ da
radicali liberi"...
Occorre inoltre notare che
uno dei principali bersagli del mercurio, e dei radicali
liberi che genera, (il sistema nervoso), è
particolarmente sensibile all'azione dei radicali
liberi.
"Facendo un paragone con altri tipi di cellule, i
neuroni [cellule del sistema nervoso, ndc] hanno
caratteristiche peculiari che li rendono particolarmente
vulnerabili allo stress ossidativo" [ cioè da radicali
liberi, ndc]" (Sarafian, § 3.7).
Inoltre, proprio questo peculiare meccanismo d'azione (a
cascata) spiega la latenza, in diversi casi,
dell'effetto tossico del mercurio sul sistema nervoso
(anche settimane o mesi dopo la somministrazione,
Sarafian § 5 ).
Come si vede, il mercurio ed
i suoi composti organici (fra cui l'etil-Hg, derivato
dal thimerosal dei vaccini) possono scatenare
nell'organismo una cascata di reazioni, mediate dalla
iperporduzione di radicali liberi, che determinano prima
danno e poi morte cellulare, soprattutto a carico di
particolari organi bersaglio. Ciò determina il quadro,
inizialmente subdolo e molto difficilmente
riconoscibile, e poi progressivo e devastante, della
intossicazione da mercurio.
Ecco la descrizione secondo
Clarkson, uno dei massimi studiosi dell'argomento ("Toxicology
of mercury" - Clarkson, Dipartimento di Medicina
Ambientale Università di Rochester): Clarkson scrive che
l'organo bersaglio del mercurio è il rene, mentre il
metilmercurio (analogo, anche secondo l'OMS, del
thiomersal) ha la capacità di danneggiare gravemente il
cervello in via di sviluppo, come ad esempio quello dei
bambini.
Ed ecco come si presenta il
danno: "Una perdita estesa di cellule neuronali (cellule
del cervello, ndr) appare nello stato granulare del
cervelletto, nella corteccia e in altre aree focali. I
segni del danno includono atassia (incapacità di
coordinazione del movimento, ndr) e diminuzione del
campo visivo.
L'effetto che appare prima
alle dosi più basse è la parestesia delle estremità
delle mani e dei piedi. (.) I segni più gravi appaiono
più tardi". Alleghiamo poi uno stralcio del capitolo 23
"Effetti tossici dei metalli" del volume "Casareth &
Doull's - Toxicology - The basic science of poisons".
L'autore, Curtis D. Klaassen,
scrive: "Le manifestazioni cliniche degli effetti
neurotossici (del mercurio, ndr) sono parestesia;
intorpidimento e formicolio intorno alla bocca, alle
labbra e alle estremità, particolarmente le dita di mani
e piedi; atassia, andatura barcollante, difficoltà a
inghiottire e ad articolare le parole; neurastenia, una
generalizzata sensazione di debolezza, fatica e
impossibilità di concentrarsi; perdita di vista e udito;
spasticità e tremori; coma e morte".
vedi:
http://www.associazionetsc.it/Inserto A.htm
http://www.usl7.toscana.it/ospedali/sansalvatore/amiata1.html
www.pediatria.univ.trieste.it/didattica/mec/ppt/rit_mentale.ppt
http://www.starrylink.it/portale/pianeti/mizar/fatti/fatti18.html
http://www.eurosalus.com/eurosalus/cronaca/sezioni/Amalgama
http://www.fiom.milano.it/centenario/storia/1/sto18.html
http://www.report.rai.it/servizio.asp?s=78
http://www.vogliovivere.com/amalgama
dentale/generale.htm
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=PubMed&list_uids=12606190&dopt=Abstract
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&db=PubMed&list_uids=12598557&dopt=Abstract
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Tossicità da metallo pesante -
vedi
anche:
Metalli
tossici in bocca -
Danni dei Vaccini
La
farmacocinetica e la farmacodinamica variano
considerevolmente passando dal mercurio allo stato
elementare ai suoi derivati, in particolare
organo-metallici.
Le vie di assorbimento del mercurio sono, per le
caratteristiche stesse del metallo (molto volatile),
quella inalatoria, quella iniettiva e, in minima parte,
quella digestiva e cutanea.
L'assorbimento per via inalatoria è un processo molto
efficiente, in relazione al surplus di gruppi
sulfidrilici che caratterizza la mucosa respiratoria e
all'alta diffusibilità e liposolubilità del mercurio
allo stato elementare e dei suoi derivati organici.
Tale assorbimento riguarda i vapori, le polveri o l'aereosol
del mercurio e derivati. L'equilibrio tra mercurio
atmosferico e plasmatico si raggiunge molto
rapidamente, ed entro 20 ore dalla cessazione
dell'esposizione , il polmone non ne contiene più.
La percentuale di ritenzione inalatoria varia dal 75%
(respirazione nasale) al 50%(respirazione orale).
I composti organici vengono invece assorbiti a livello
enterico tra il 50% e l'80%, con un massimo del 95% per
il metil mercurio.
Il trasporto del mercurio nel sangue dipende dalla dose,
dal tempo d'esposizione e dal tipo di composto
mercuriale, con maggiore o minore affinità per i gruppi
sulfidrilici e con maggiore o minore liposolubilità.
Tali gruppi nel sangue sono presenti per il 95% nei
Globuli Rossi, (90% emoglobina, 4% membrana cellulare,
6% glutatione) e per il 5% sono presenti nelle plasma
proteine (albumina).
I composti organici sono trasportati all'interno dei
globuli rossi per il 90% circa, mentre il mercurio
inorganico è trasportato per più del 50% a livello
plasmatico.
Con l'inalazione dei vapori di mercurio si presenta una
ossidazione dello stesso negli eritrociti ed in parte
nei tessuti ad opera di una catalasi.
L'ossidazione non è completa, e la forma elementare,
molto lipofila, tende a concentrarsi nel SNC e nel SNP.
Quote percentualmente minori si distribuiscono a
livello epato-renale, nella mucosa gastro- enterica e
nei testicoli.
Lo ione mercurio, meno liposolubile,
tende rapidamente ad accumularsi nel rene, fegato,
miocardio, mucosa respiratoria, gastroenterica, orale,
cute, midollo osseo, placenta.
L'accumulo maggiore è a livello cortico-renale (tale
accumulo è anche molto veloce, determinando in meno di
1 ora di esposizione concentrazioni superiori a quella
ematica) con una emivita pari a 64 giorni, superiore a
quella del mercurio dell'organismo in toto (58 giorni),
ma inferiore a quella del mercurio nel SNC, che è di
circa 1 anno.
L'emivita del metil-mercurio è circa 70 giorni: è stato
possibile evidenziare una correlazione lineare tra la
dose d'esposizione, quella accumulata globalmente
dall'organismo e la concentrazione relativa in ogni
organo (soprattutto nel SNC) e nel sangue.
L'aspetto più importante dell'interazione del mercurio a
livello tissutale è la sua affinità per i gruppi
tiolici.
In vitro il mercurio inibisce un centinaio di enzimi ed
interferisce in quasi tutte le funzioni di membrana. A
questa aspecificità in vitro corrisponde una marcata
selettività in vivo, con localizzazioni precise dei
vari composti e biocomplessi del mercurio.
A complicare ulteriormente le cose si constata che le
risposte alla assunzione acuta o cronica sono
variabili: esisterebbe cioè una "suscettibilità"
individuale al metallo associata ad abitudini di vita e
alle variazioni individuali del metabolismo del
mercurio (assorbimento, ossidazione, distribuzione
tissutale, metilazione, demetilazione, escrezione).
Il
riscontro di una suscettibilità individuale è
particolarmente importante per le lesioni del SNC,
correlate in tal caso al polimorfismo di enzimi critici
nella funzionalità neurochimica, con minori possibilità
di adattamento in caso di danno provocato dal mercurio.
Il mercurio può reagire direttamente con importanti
recettori nel SNC, come dimostrato dai suoi effetti sui
recettori dell'acetilcolina nel SNP.
Il metallo può esercitare un effetto, forse attraverso
una inibizione del sistema microtubulare, sulla
divisione cellulare, durante le fasi critiche della
formazione del SNC
Nell'adulto sono vari i quadri clinici
dell'intossicazione da mercurio.
Nel caso specifico della Signora Cecchetto si può
riscontrare una intossicazione cronica da mercurio
elementare ed inorganico. Le alterazioni più precoci
consistono in un insieme di alterazioni della
personalità che vanno sotto il nome di eretismo
psichico (irritabilità, insonnia , ansia,
suscettibilità, labilità emozionale, ecc.) fino alla
completa perdita dell'attenzione e della memoria, con
depersonalizzazione generale.
In letteratura è stata dimostrata una correlazione
positiva tra alcuni parametri psicologici e la durata
dell'esposizione.
Nell'ambito della sindrome psichica il tremore è il
sintomo più appariscente.
Anche il SNP viene leso, come evidenziato dai reperti
elettromiografici; il danno porta polinevropatie con
deficit sensitivo e successivamente motorio.
Tipica dell'avvelenamento cronico è la sindrome
orofaringoenterica: ptialismo, stomatite, gengivite,
grave parodontopatia con riassorbimento osseo
orizzontale e verticale e perdita degli
elementi
dentari.
E' stato dimostrato che nel SNC esistono funzioni
effettrici del sistema immune come è dimostrato dalle
reazioni di rigetto di trapianti cutanei allogenici in
cervelli di conigli presensibilizzati, dalla presenza di
infiltrazioni di T-linfocitarie in casi di encefalite
virale ed autoimmune, dalla possibilità di trasferire
con successo l'encefalomielite allergica sperimentale
mediante cellule T specifiche per la proteina basica
della mielina e dalla prevenzione di certe forme di
encefalite virale sperimentale con un trattamento
immunosoppressivo .
Il cervello rappresenta un sito di risposta immunitaria
contro agenti infettivi ed autoantigeni e questa
considerazione ci spinge a credere che nel SNC la
distruzione cellulare immunomediata dipende sia da
cellule residenti nel SNC che abbiano acquisito
un'immunocompetenza (GLIA), sia da linfociti periferici
o da entrambi gli eventi.
E' importante a tal punto, focalizzare i meccanismi
intercellulari che intervengono nella risposta immune
con compromissione del SNC.
A) Riconoscimento dell'antigene con la processazione
dello stesso da parte delle cellule APC ( cellule
presentanti l'antigene), che esprimono molecole di II
classe dell'HLA e secernono citochine, in primis IL-1, e
l'interazione tra APC e linfociti T, con rilascio di
fattori trofici e maturativi come l'IL-2 da parte dei
linfociti T .
B) La sintesi anticorpale e o la distruzione delle
cellule bersaglio mediante l'attivazione di Tc, cellule
Killer o NK oppure tramite altri meccanismi citotossici,
come quelli dipendenti da anticorpi.
L'espressione di molecole codificate dall'HLA e
l'elaborazione di fattori stimolanti la crescita e la
differenziazione cellulare costituiscono pertanto dei
requisiti dell'immunocompetenza.
E'importante considerare le differenze dimensionali tra
la cellula ed il complesso trimolecolare (recettore del
linfocita T, antigene e molecole HLA) coinvolto nelle
interazioni cellulari; un ruolo molto
importante nell'adesione intercellulare e quindi nella
presentazione dell'antigene, è ricoperto dall'antigene
associato alla funzione linfocitaria (LFA)-1( integrina
presente in alcuni tipi di cellule immunitarie come i
linfociti B e T, le cellule NK, i macrofagi ed i
granulociti).
La ricerca attuale ha dimostrato che nell'adesione
intercellulare interviene una glicoproteina di
superficie , chiamata molecola di adesione
intercellulare (ICAM)-1 Mentre l'LFA-1 è localizzata
esclusivamente su cellule della serie ematopoietica,
l'ICAM-1 si trova anche su cellule non ematopoietiche
come gli endoteliociti vascolari ed i fibroblasti.
Bisogna comprendere anche come esistano interazioni non
soltanto tra cellula e cellula, ma anche tra cellule e
matrice extracellulare, e questa oggi viene sempre
maggiormente considerata quale elemento di estrema
importanza nei processi citobiologici, sia in condizioni
fisiologiche, sia patologiche.
Funzioni della matrice extracellulare
- stroma anatomico per le cellule
- supporto biochimico per le interazioni intercellulari
- presentazione delle citochine in forma attiva o
inattiva
- modulazione degli effetti delle citochine
La matrice fornisce alla cellula una "memoria
rudimentale" utile per rispondere adeguatamente agli
stimoli che la raggiungono.
Le citochine rappresentano dei "simboli" in un
linguaggio intercellulare e la matrice farebbe parte
dello stesso linguaggio.
Gli organismi pluricellulari possono usufruire della
loro "passata esperienza" per stabilire come le loro
cellule debbano rispondere alle citochine e questo è
importante, soprattutto per il SNC.
Le interazioni con la matrice consentono alle citochine
di attivare risposte adattative ben più complesse di
quelle di cui possono essere capaci proti o eucarioti
unicellulari in virtù delle possibili varianti
codificate nel loro patrimonio genetico.
Citochine - In condizioni di omeostasi le citochine
agiscono localmente in forma solubile o legata alle
membrane, mentre in stati patologici possono circolare e
raggiungere aree ben lontane dal sito
di produzione.
La presenza di un doppio segnale , uno diffusibile (citochine),
l'altro non diffusibile (la matrice cellulare), è
essenziale nella localizzazione di una risposta
cellulare ad una particolare citochina che sia
ampiamente distribuita nell'organismo.
La reazione immune nel SNC dipende innanzitutto dal
contatto delle cellule T con gli endoteliociti cerebrali
e dalla penetrazione dei linfociti attraverso le pareti
vasali.
In seguito all'interazione tra APC (cellule presentanti
l'antigene) intracerebrali, antigeni e linfociti T,
questi ultimi vengono ulteriormente attivati all'interno
del SNC.
L'IFN gamma induce l'espressione di antigeni dell'HLA di
classe 1 su astrociti, oligodendrociti e cellule
microgliali e l'espressione di antigeni di classe II su
una sottopopolazione astrocitaria ed altre cellule
gliali.
Fenomeni di ipersensibilità ritardata comportano il
rilascio di linfotossina (LT) da parte degli astrociti e
delle cellule CD4, di IL- 1 e TNF da parte dei gliociti
e dei macrofagi, indotti a rilasciare tali citochine da
stimoli di provenienza T-linfocitaria.
Macrofagi e microgliociti esercitano un ruolo molteplice
nelle risposte di ipersensibilità ritardata, funzionando
come APC (cellule presentanti l'antigene), secernendo
prodotti citotossici, rilasciando citochine, fagocitando
cellule danneggiate e morte.
Il bersaglio dell'attacco immune nelle risposte di
ipersensibilità ritardata non necessita di esprimere
alleli dell'HLA per essere distrutto mediante
attivazione macrofagica e microgliocitaria.
Invece nel caso della citotossicità dipendente
dall'attivazione dei linfociti Tc, la cellula bersaglio
deve presentare alle Tc l'antigene associato a molecole
di classe I dell'HLA. Allora le cellule CD8+
citotossiche rilasciano perforina, che forma canali di
poliperforina in grado di consentire la fuoriuscita di
ioni dalla cellula,
causandone la morte.
Gli oligodendrociti possono essere lisati in questo modo
tramite un sinergismo astrocito-linfocitario che
determina il rilascio di perforina linfocitaria.
Il mantenimento e la riparazione tessutali nel contesto
del SNC e la risposta agli agenti patogeni dipendono
dalle interazioni neurogliali e dagli effetti biologici
delle citochine prodotte dalle cellule del SNC e del
sistema immune.
Nel SNC astrociti e neuroni si scambiano segnali che
consentono loro di mantenere in equilibrio dinamico i
rispettivi stati metabolici.
La rottura di tali meccanismi omeostatici può ingenerare
uno scompaginamento delle comunicazioni intercellulari
del SNC, la distruzione della barriera emato-encefalica
e la proliferazione gliale.
Funzione degli astrociti nello scambio di ioni ossigeno
e impiego del glucosio
Nell'Autismo, come in numerose forme di epilessie
farmacoresistenti, oggi è documentato che un ruolo
importantissimo è ricoperto dalle cellule gliari,
infatti la moderna neuroimmunologia è sempre più attenta
ai meccanismi biochimici ed immunogenetici che
intervengono sulla
GLIA.
L'omeostasi degli astrociti, come precedentemente
abbiamo accennato, è regolata da un meccanismo delle
citochine, infatti gli astrociti producono IL-1, (quando
attivati da lesione traumatica o infettiva).
Infezioni, lesioni e senescenza inducono gli astrociti a
produrre IFN alfa e IFN beta che aumentano l'espressione
plasmalemmale di molecole di classe I dell'HLA, rendendo
le cellule suscettibili alla lisi da parte dei linfociti
T.
Questo dimostra il ruolo importantissimo svolto dalla
GLIA che per anni si pensava svolgesse semplici funzioni
di sostegno, mentre con le proprie cellule ricopre un
particolare ruolo energetico con la modulazione delle
attività sinaptiche.
E' utile a tal punto ricordare che nel cervello sono
presenti circa seicento milioni di sinapsi per
millimetro cubo, circa cento- centoventi miliardi di
cellule e che il 90% circa delle cellule cerebrali è
costituito da cellule gliari mentre solo il 10% da
neuroni.
Il meccanismo neuronale prevede l'impiego della pompa
sodio-potassio che ha necessità di energia proveniente
dall'idrolisi dell'ATP (espelle gli ioni sodio ed
incamera gli ioni potassio) , ma la produzione di ATP
neuronale è scarsissima per il fabbisogno energetico
della cellula nervosa. Tale pompa possiede un notevole
impiego calorico e da ciò si evidenzia che le aree
cerebrali più attive sono anche quelle che consumano più
energia.
Gli Astrociti, maggiormente rappresentati nella GLIA,
sono in possesso di abbondanti riserve di glicogeno.
Sono dunque gli Astrociti i veri motori energetici in
quanto sono in possesso di numerosi recettori di
membrana specifici per i neurotrasmettitori che sono
responsabili della trasmissione sinaptica tra due
neuroni.
Ma anche gli Astrociti rispondono ai neurotrasmettitori
modulando il loro metabolismo energetico.
E' oramai noto che la noradrenalina aumenta la presenta
di AMP ciclico dentro gli Astrociti e in tal modo attiva
le protein - chinasi e meccanismi di fosforilazione che
permettono la glicogenosi e in contemporanea
l'assorbimento di glucosio da parte della medesima
cellula. Tali attività , come è stato precedentemente
descritto, sono proprie anche del VIP.
L'idea che fino ad oggi è stata maggiormente sostenuta
si riferisce alla correlazione tra l'attivazione delle
cellule nervose e il contenuto di glucosio, ma
recentemente viene messa in discussione.
L'architettura citologica e funzionale degli Astrociti
dimostra come il glucosio sia assorbito in massima parte
ad opera dei pedicelli astrocitari che rivestono per
intero la superficie dei capillari cerebrali incanalando
il passaggio dello zucchero verso l'interno delle
cellule. Il glucosio che così viene captato dagli
Astrociti, nel loro interno viene trasformato in lattato
che diviene il principale elemento energetico dei
neuroni, e tutto questo meccanismo estremamente
complesso è regolato dal glutammato negli spazi
extracellulari. E' pertanto il glutammato ad interagire
con le cellule della Nevroglia causando una risposta
metabolica aumentando l'assorbimento del glucosio.
L'organizzazione strutturale degli Astrociti vede due
poli: il primo circonda i vasi determinando
l'assorbimento del glucosio ematico, mentre il secondo
polo avvolge le sinapsi modulando la presenza dei
neurotrasmettitori e conseguentemente l'attività
cerebrale.
Quando gli Astrociti percepiscono il glutammato che
viene emesso da circa il 90% dei neuroni, questi si
attivano ed incominciano ad assorbire il glucosio dal
circolo ematico.
L'assorbimento del glucosio si verifica in seguito alla
successione di un processo complesso; uno stimolo
nervoso consente la liberazione del glutammato ad opera
dei neuroni nelle sinapsi e successivamente questo si
lega ai recettori della membrana post-sinaptica
modificandone l'eccitabilità.
In seguito il glutammato viene rimosso dalla propria
sede extracellulare per l'intervento di proteine
trasportatrici localizzate sugli Astrociti. Tali
proteine, così come precedentemente è stato descritto,
sono "specifiche di membrana" degli Astrociti, e quando
il glutammato è penetrato subisce la trasformazione in
glutammina ad opera dell'enzima glutammina-sintetasi
(presente soltanto negli Astrociti).
Una fase seguente è il trasferimento della glutammina
nei neuroni nei quali interviene un procedimento inverso
con la costituzione di vescicole sinaptiche di
glutammato.
Il trasporto del glutammato si sviluppa
contemporaneamente a quello del sodio liberato dagli
Astrociti per l'intervento della pompa sodio- potassio
che sarà attivata sempre in presenza del glutammato
captato.
Perutz M.F. e Windle A.H ,nel 2001 ipotizzano tra le
cause della morte neuronale, nelle sindromi
neurodegenerative, l'espansione dei ripetitori di
glutamina in una proteina differente.
La funzione della pompa sodio-potassio si basa sulla
presenza di glucosio ottenuto dalla glicogenolisi ad
opera dell'ATP sin dall'Astrocita dove il glucosio è
trasformato in lattato, questo in assenza di ossigeno,
con la successiva produzione di due molecole di ATP, una
finalizzata all'uso della pompa sodio-potassio e l'altra
per la trasformazione del glutammato in glutammina.
E' deducibile che negli Astrociti si avrà la produzione
di due molecole di ATP per glucosio assorbito, e il
neurone assorbe due molecole di lattato per ogni
molecola di glucosio assorbita dagli stessi Astrociti.
Da tali molecole di lattato il neurone ricava ben 34
molecole di ATP.
Tale processo viene definito " Navetta del lattato
Astrocita- neurone".
Sinteticamente è possibile definire che il glutammato ,
nelle sinapsi eccitatorie, modula l'eccitazione del
neurone post-sinaptico e stimola l'entrata del glucosio
negli Astrociti con la successiva produzione di lattato.
Il trasporto del lattato oltre la barriera
emato-encefalica è dovuto anche alla presenza di
proteine cerebrali, presenti nei mammiferi adulti,
mentre è stata documentata anche la presenza, a livello
cerebrale, degli enzimi di sintesi e degradazione e
quella degli RNA messaggeri per i due enzimi di
trasporto del lattato , Mono Carboxylate Transporter
(MCT1 e MCT2) ,che ci permettono dunque di ipotizzare
una produzione cerebrale endogena di lattato.
A livello cerebrale è stata osservata anche la presenza
della Latticodeidrogenasi (LDH). Questa si presenta in
cinque forme differenti (isoenzimi) che scaturiscono da
differenti combinazioni delle due subunità che la
compongono.
Diversi studi istologici con l'impiego di anticorpi
monoclonali diretti contro isoenzimi LDH, hanno
dimostrato la presenza di LDH5 negli Astrociti e di LDH1
nei neuroni; quest'ultimo isoenzima è caratteristico per
il consumo del lattato, quindi gli Astrociti si
configurano come produttori e i neuroni come
consumatori.
Con la Tomografia ad Emissione di Positroni (TEP) e la
Risonanza Magnetica Funzionale (fRMI) si è dimostrato
come il flusso ematico cerebrale sia maggiorato in
relazione all'aumento dell'attività cerebrale stessa.
In particolare con la TEP si è osservato che il
funzionamento del tessuto neurologico è simile a quello
del tessuto muscolare, tanto che nelle situazioni di
intensa attività lavora in anaerobia, anche se nel
cervello è presenta una notevole quantità di ossigeno .
Questa anaerobia funzionale è possibile definirla
mediante la relazione Astrocita-neurone.
L'impiego dell'ossigeno è differente da quello del
glucosio che viene trasformato immediatamente in
lattato, negli Astrociti, in assenza di ossigeno che
successivamente viene trattato nelle vie aerobiche dei
neuroni.
La impermeabilità della barriera emato-encefalica al
lattato imponeva di credere che lo stesso non potesse
entrare o uscire dal tessuto cerebrale, quindi dovesse
essere prodotto all'interno delle cellule nervose, non
considerando che lesioni della barriera emato-encefalica
su base autoimmunitaria potessero determinare
l'incremento della permeabilità della stessa.
Estremamente interessante è la possibilità che
l'intervento di mercuriali, presenti come adiuvanti in
numerosissimi vaccini, possa bloccare i canali del sodio
che sono particolarmente sensibili ai bassi dosaggi di
Hg(2+).
Tale blocco determinerebbe dunque una inibizione
della produzione di ATP con conseguente danno
cellulare.
E' dimostrata tale azione dei mercuriali, Thimerosal
(eccipiente vaccinale) quali inibenti i canali del
sodio, che determinano una diminuzione della
eccitabilità neuronale.
Pertanto tutti gli stati tossici hanno la conclamata
possibilità di inibire l'attività mitocondriale delle
cellule nervose con l'accumulo nelle stesse di radicali
liberi che, in relazione al tipo di lesione presente, e
ad aplotipi HLA individuati, determinano una inibizione
delle funzioni biochimiche degli Astrociti con la
comparsa di diversi quadri clinici associati a forme di
epilessie farmacoresistenti, a stereotipie, a crisi
ipercinetiche, anche queste farmacoresistenti, ad
alterazioni sensoriali.
E' quindi il network citochinico neurono – glio-
linfocitario a rivestire un ruolo chiave nella genesi e
nella regolazione della risposta neuroimmune.
Tra
le ipotesi etiopatogenetiche maggiormente accreditate
nella letteratura internazionale rientra l'azione di
metalli tossici, quali il Mercurio (Hg) di cui abbiamo
già trattato in precedenza in riferimento alla sua
azione sulle funzioni biochimiche delle cellule nervose,
sia neuroni, sia cellule appartenenti alla GLIA.
Importantissimo è il ruolo ricoperto dal fenotipo di
ogni paziente, infatti le reazioni avverse del SNC sono
strettamente correlate a particolari aplotipi .
Sulle reazioni avverse al
Mercurio ci
riportiamo a quanto descritto nel 2000 da Lorenzo Acerra,
e agli studi di Sallie Bernard ed altri .
In
questo paragrafo ci riferiamo espressamente alla
possibilità documentata che il
Mercurio, sotto forma di vapori,
adiuvanti vaccinali,
amalgami
dentarie, o prodotto industriale , possa determinare
irreversibili danni enzimatici nel ciclo della
respirazione cellulare, con danni irreversibili sul DNA,
sia nucleare, sia mitocondriale.
Ciò che è importante considerare è che l'azione del
Mercurio non è correlata soltanto alle dosi "tossiche"
dello stesso, ma all'azione diretta, anche di minimi
quantitativi che sono in grado di agire sull'attività
biochimica delle cellule nervose, così come abbiamo
descritto precedentemente.
Dagli studi presentati da Sallie Bernard si evidenzia
come sia importante il ruolo ricoperto dall'aplotipo
individuale nella slatentizzazione di reazioni avverse,
e su tale guida è utile riferirsi, tra le cause di
tossicità anche all'alluminio (Al), frequentemente
presente, come stabilizzante, in numerosissimi farmaci e
nei vaccini. La molecola dell'alluminio ha la facoltà di
allontanare tra di loro le molecole HLA di superficie,
determinando
la rottura di legami aminoacidici e la conseguente
formazione di antigeni solubili .
L'alluminio è un elemento presente nella biosfera in
grandi quantità e la sua neurotossicità è nota da oltre
un secolo. Recentemente l'alluminio rientra come fattore
etiopatogenetico nell'encefalopatie, osteopatie ed
anemie specificatamente osservate nel corso di
trattamenti dialitici. E' stato anche ipotizzato che lo
stesso rientri nella malattia di Alzheimer, ma studi
sperimentali su animali hanno già confermato la
neurotossicità. Sono state anche ipotizzate le
associazioni tra neurotossicità ed osteotossicità con
alcune preparazioni alimentari per neonati e nelle
soluzioni per la nutrizione parenterale domiciliare
(riduzione della velocità di
sintesi ossea).
P.Zatta , risulta tra i più qualificati studiosi
internazionali sui danni da alluminio (Al), ed opera
presso il Centro CNR per lo Studio della Biochimica e
della Fisiologia delle Metalloproteine, Dipartimento di
Biologia dell'Università di Padova, ed è Coordinatore
del progetto :" Interdisciplinary Approach to The Study
od Aluminium Toxicity. E.C.COST D8 "Metals in Medicine".
Ci sembra doveroso, al fine di illustrare un'ipotesi
etiopatogenetica interessante circa l'insorgenza della
sindrome definita autistica, riportare integralmente
quanto descritto da P.Zatta relativamente alle "
raccomandazioni su alluminio e salute" presentate alla
Prima Conferenza Internazionale Metalli e Cervello del
20-23 settembre 2000.
"" Raccomandazioni di ordine generale ""
1) Sarebbe estremamente utile definire il più
accuratamente possibile quali gruppi di pazienti sono a
rischio di un sovraccarico iatrogeno di alluminio e in
quali condizioni l'alluminio rappresenta un rischio per
la salute. Maggiori sono le nostre conoscenze
nell'ambito clinico, iatrogenico e migliore sarà la base
sulla quale giudicare se i diversi tipi di esposizione
all'alluminio siano pericolosi per la popolazione
generale o per sottogruppi con particolare
predisposizione.
2) Una lista provvisoria di gruppi di pazienti a rischio
di sovraccarico iatrogeno di alluminio dovrebbe come
minimo comprendere i pazienti con insufficienza renale,
i neonati e bambini, gli anziani e i pazienti in
nutrizione parenterale totale domiciliare. Quando si
verifica un'esposizione all'alluminio in queste
popolazioni la concentrazione di alluminio nel siero
dovrebbe essere inferiore a 30 mg/L e possibilmente
ancora più bassa. Sono comunque necessari ulteriori
studi di approfondimento in questo versante.
3) La concentrazione urinaria di alluminio è un altro
indicatore dell'assorbimento di alluminio; il rapporto
Al escreto/Al ritenuto dipende dall'integrità della
funzione renale.
4) L'alluminio può entrare nell'organismo per via orale,
per infusione endovenosa e per esposizione ambientale.
E' necessario adottare controlli specifici per ridurre
il rischio di esposizione attraverso ognuna di queste
modalità.
Esposizione per via orale:
5) La concentrazione di alluminio nell'acqua potabile
dovrebbe essere inferiore a 50 mgL -1. Il silicio è un
elemento importante che potrebbe in qualche modo
contrastare la tossicità da alluminio e di
conseguenza le concentrazioni di silicio nell'acqua
potabile andrebbero monitorate in parallelo.
6) Il contenuto in alluminio dovrebbe essere specificato
su tutte le preparazioni alimentari e nei prodotti
farmaceutici per prevenire effetti indesiderati
soprattutto in soggetti particolari come esposto sopra.
7) I composti contenenti acido citrico sembrano
aumentare la biodisponibilità dell'alluminio ingerito.
Di conseguenza andrebbe posta particolare attenzione
nell'evitare l'associazione di questi composti a farmaci
contenenti alluminio. Quando la funzione renale è nella
norma, con l'acido citrico l'aumento dell'assorbimento
intestinale dell'alluminio può essere compensato da un
aumento parallelo dell'escrezione urinaria. D'altra
parte recenti studi di simulazione fanno ipotizzare che
altri acidi contenuti nella dieta ( ad es. gli acidi
succinico e tartarico) aumentino la biodisponibilità
dell'alluminio ma non determinino alcun aumento
compensatorio dell'escrezione urinaria. Anche
l'ascorbato ed il lattato aumentano significativamente
l'assorbimento di alluminio, come dimostrato
recentemente in studi su animali da laboratorio.
8) Si raccomanda di non cucinare o conservare cibi acidi
( ad esempio cavolo acido, pomodoro, ecc.) in
contenitori di alluminio. A questo proposito è stato
dimostrato che la cottura in alluminio del cavolo acido
determina elevate concentrazioni di alluminio sierico
fino a 20 mg/L.
9) Nella letteratura scientifica è stato segnalato che
esiste una suscettibilità individuale all'alluminio.
Pertanto è importante adottare particolari precauzioni
per prevenire la contaminazione degli alimenti e delle
bevande con l'alluminio sia direttamente che durante la
loro preparazione, con particolare riguardo per i
bambini, gli anziani e i soggetti con funzione renale
inadeguata.
10) La deplezione di magnesio favorisce l'accumulo di
alluminio. Tale fatto va seriamente considerato
soprattutto durante la gravidanza e nel neonato per
evitare potenziali conseguenze negative sullo sviluppo e
sulla crescita. La deplezione di magnesio è di frequente
riscontro anche nel soggetto anziano.
11) La carenza di ferro è considerata un fattore di
rischio per l'accumulo di alluminio, dal momento che il
ferro e l'alluminio condividono gli stessi sistemi di
trasporto (es. Transferrina).
Esposizione per via parenterale:
12) Tutte le preparazioni da infondere per via
endovenosa (e.v.) dovrebbero essere controllate
monitorando l'alluminio, che dovrebbe essere
etichettato. C'è accordo sul fatto che il contenuto di
alluminio nei fluidi da somministrare per via e.v. ai
bambini e agli adulti con insufficienza renale o
sottoposti a dialisi debba essere il più basso possibile
ed in ogni caso inferiore a 10 mg/L.
13) L'uso di fluidi per la nutrizione parenterale con
elevato contenuto di alluminio dovrebbe essere evitato o
ridotto in modo significativo.
Esposizione ambientale:
14) Uno studio canadese del 1993 segnala:"non ci sono
prove che sostengono l'ipotesi di un effetto
carcinogenico dell'alluminio o un aumento della
mortalità legato all'esposizione all'alluminio
nell'ambiente di lavoro. Complessivamente, gli studi
analizzati danno credito all'ipotesi che l'esposizione
all'alluminio porti a deficit neuropsicologici, ma non
sono state escluse esposizioni ad altri elementi che
possono confondere il quadro clinico". Di conseguenza è
fondamentale condurre studi più dettagliati di
assorbimento, metabolismo e neurotossicità
dell'alluminio nell'ambiente di lavoro.
Sarebbe utile controllare il contenuto totale di
alluminio nel siero e nelle urine dei lavoratori
esposti. Inoltre dovrebbero essere condotti studi
autoptici accurati di neuropatologia nei lavoratori
particolarmente esposti all'alluminio, paragonandoli a
studi simili condotti nei pazienti dializzati cronici e
nella popolazione generale.
Raccomandazioni specifiche per i gruppi a rischio:
15) I neonati pre-termine sono particolarmente
vulnerabili agli effetti tossici dell'alluminio per la
loro funzione renale immatura.
Deve quindi essere posta particolare attenzione al latte
artificiale (a base di soia) che può contenere grandi
quantità di alluminio.
16) E' necessario intraprendere studi prospettici
accurati su possibili effetti (cognitivi,
comportamentali, motori, di calcificazioni ritardate,
ecc.) dell'esposizione a notevoli quantità di alluminio
nei bambini sani e nei bambini con insufficienza renale
di vario grado, come pure in altri gruppi di pazienti
pediatrici.
17) E' essenziale eseguire un controllo periodico dei
livelli di alluminio nel plasma come pure nelle
soluzioni per dialisi nei soggetti uremici trattati con
farmaci leganti del fosforo contenenti alluminio.
18) A questo proposito una risoluzione della Comunità
Europea (C184, 23 luglio 1986) ha stabilito che: (i) le
concentrazioni di alluminio nei fluidi di dialisi
dovrebbero essere < 10 mg/L nell'emofiltrazione, m15 g/L
nella dialisi peritoneale e < 30 mg/L nella bicarbonato
dialisi; (ii) le concentrazioni di alluminio nel siero
andrebbero controllate regolarmente (tre volte
all'anno); (iii) un livello di alluminio nel siero
intorno a > 60 mg/L andrebbe considerato come un segno
di sovraccarico di alluminio. In seguito al
miglioramento nelle conoscenze e nella tecnologia, tali
proposte sono state modificate da un Consensus
Conference (Parigi, 27 giugno 1992) e nelle linee guida
della Società Italiana di Nefrologia, che consigliano
livelli inferiori di alluminio nelle soluzioni per
dialisi (< 5 mg/L) e nel siero (<30 mg/L) ma anche
controlli meno frequenti (almeno una volta l'anno).
19) Non dovrebbe essere mai assunto citrato assieme a
chelanti del fosforo contenenti alluminio. Inoltre
andrebbe consigliato ai pazienti con insufficienza
renale di non bere tè (che contiene elevate quantità di
alluminio) con succo di limone o con altre bevande
contenenti acido citrico, malico, ossalico e altri
composti carbossilici.
20) I pazienti in nutrizione parenterale totale
domiciliare andrebbero controllati periodicamente con
determinazione delle concentrazioni di alluminio nel
sangue e nelle urine; andrebbe anche monitorato il
contenuto di alluminio delle soluzioni per infusione
endovenosa.
Raccomandazioni tecniche:
21) La determinazione dell'alluminio deve essere
eseguita con estrema cura: sono essenziali protocolli
analitici ( v. es. Istituto Superiore di Sanità) che
garantiscano l'assenza di contaminazione e l'utilizzo di
strumenti di laboratorio adeguatamente puliti; anche
l'ambiente di lavoro del laboratorio deve essere
controllato. Oltre che durante le procedure analitiche,
può esserci contaminazione dagli strumenti utilizzati
durante il trattamento dialitico.
22) Oltre al contenuto totale di alluminio nei campioni
biologici, soprattutto sierici, dovrebbe essere
determinata e presa in considerazione la sua
distribuzione tra leganti a basso ed alto peso
molecolare.
23) Per iI legante dell'alluminio sono necessari calcoli
basati su costanti di solubilità e di formazione
affidabili, per indicare se esista un rischio di un
aumento della biodisponibilità dell'alluminio per (i) un
aumento della solubilità dell'alluminio e
dell'assorbimento passivo paracellulare e (ii)
attraverso la formazione di specie neutre da un punto di
vista elettrochimico che possono penetrare
nell'organismo con un assorbimento passivo
transcellulare.
By dott.
M. Montinari FRSH - Medico-Chirurgo
Funzionario Medico della Polizia di Stato - Specialista
in Chirurgia Pediatrica, Chirurgia d'Urgenza e P.S.
Perfezionato in Promozione e Gestione della Qualità
dell'assistenza sanitaria
Dirigente L'Ufficio Sanitario - Reparto Mobile della
Polizia di Stato - Distaccamento di Firenze
Iscritto Albo CTU Tribunale Civile e Penale di Bari
(n°582)
Viale O.Flacco n°5 70124 BARI Tel. 0805042326
Direttore Scientifico Centro Ricerche AIAS di Afragola (Na).
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Nutrizione
e Cervello: L.F. Agnati, E.A. Moja e G. Tettamanti - Phytagora Press,
Milano 1992. Cap.13,
“Effetti di deficit ed accumulo di metalli pesanti sulla funzionalità del (SNC)
Sistema Nervoso Centrale”
…….Gli
studi condotti in campo umano sui livelli di diversi metalli nelle aree
cerebrali hanno messo in risalto una associazione fra le elevate
concentrazioni di alluminio e diverse
encefalopatie tra cui, oltre alla già
citata
morbo di Alzheimer (Crapper et al. 1973; Perl e Brody, 1980),
demenza da dialisi, e demenza senile, si aggiungono la demenza
parkinsoniana di Guam (Perl e Brody, 1982), la
sclerosi laterale amiotrofica (Yase, 1979) e la
Sindrome di Down (Crapper et al., 1976).
L’assorbimento
dell’alluminio e la sua deposizione nei tessuti
sono aumentate anche da una
deficienza di zinco (Wenk e Stemmer, 1983), che peraltro si trova assai
frequentemente nelle donne gravide, nei bambini
vaccinati e nell’anziano (Bishop
et al., 1989).
Per
quanto concerne la localizzazione cellulare, è dimostrato che
l’alluminio si concentra prevalentemente nei nuclei dei
neuroni
legandosi alla
cromatina, incidendo in tal modo sulle variazioni di
conformazione del DNA necessarie per l’espressione genetica (Ganrot,
1986).
L’alluminio
può depositarsi nei tessuti causando una sorta di
ipertrofia, producendo
granuli duri al tatto che si riassorbono solitamente in alcune settimane.
(Cosnes
et al., Contacts Dermatis 1990 Aug.:23(2):65-7).
Il
metallo però rimane in circolo nell’organismo o si deposita in un
organo, poiché non siamo in grado di metabolizzarlo e quindi di
espellerlo.
L’alluminio
è responsabile anche della miofascite macrofagica - Weekly Epidemiological
Record 15/OCT/1999, vol.74, 41pp.337-348 “Macrophagic myofasciitis and
alluminium containig vaccines”
vedi anche:
Mercurio +
Interrogazione Parlamentare
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Inquinamento killer contaminati anche i bovini -
Scoperti metalli pesanti nel fegato e nei polmoni.
Italy, Taranto, 29/072010
Sembra quasi una maledizione biblica, ma dopo le pecore
alla diossina ora tocca alle mucche e anche ai vitelli
da latte - secondo un’analisi scientifica - portare nel
corpo come «stimmate» i tragici segni dell’inquinamento.
Anche se, proprio ieri, dall’Arpa e dall’Asl ionica sono
giunte alcune precisazioni che ridimensionano
l’allarme.....(NdR: per le solite
pressioni dei
venditori di carne....)
I fatti. Lunedì pomeriggio è rimbalzata dalle pagine
della rivista scientifica "Folia
Histochimica et Cytobiologica" la notizia
secondo cui nei polmoni e nel fegato dei bovini nati e
allevati in provincia di Taranto sono presenti metalli
pesanti.
Sostanze come carbonio, alluminio, silice, ferro e
titanio hanno lesionato i loro organi. La scoperta è
frutto del lavoro di studiosi del Dipartimento di
Veterinaria dell’Università di Bari e di colleghi
dell’Università Federico II di Napoli.
La ricerca è italiana; ad illustrarla Anna Morelli,
specializzanda in Ispezione degli alimenti di origine
animale all’Uni versità di Bari: "Gli animali
presentavano lesioni a livello polmonare ed epatico
dovute all’accumulo di metalli pesanti".
«Gli esami sui bovini - spiega - sono iniziati qualche
anno fa dall’osservazione casuale di lesioni sospette
negli animali, nel corso di un lavoro in alcuni
mattatoi. Abbiamo quindi deciso di prendere in esame i
bovini come specie sentinella per rilevare segni di
rischio ambientale nell’area di Taranto».
L’analisi ha riguardato 183 bovini. Le ispezioni hanno
dato risultati che attendono ancora la pubblicazione, ma
Anna Morelli non esita a parlare di elementi «che fanno
riflettere».
Per esempio in 60 bovini è stata accertata la presenza
«di lesioni marcate dovute a depositi di metalli pesanti
a livello polmonare o linfonodale».
In un vitellino da latte di 4 mesi e mezzo «abbiamo
notato - sottolinea ancora la dottoressa Anna Morelli -
la presenza di metalli pesanti».
I ricercatori, però,
ritengono che le tracce degli inquinanti rilevate nel
piccolo esemplare non possono essere considerate segno
di una malattia come, invece, nel caso degli animali
adulti vista «la differenza nei valori riscontrati nei
bovini allevati all’interno della zona più vicina
all’area industriale».
Lo studio sui bovini allevati in aree ad alto rischio
d’inquinamento induce a una serie di riflessioni: «Può
essere utile - sottolinea Anna Morelli - per stimare il
pericolo di esposizione umana a contaminanti
ambientali».
La ricerca non si ferma e pare che il nuovo obiettivo
ora sia quello di verificare la presenza di metalli
pesanti anche nel corpo di altri animali presenti nella
zona industriale tarantina.
Come detto, però, nel pomeriggio di ieri è arrivata una
«precisazione» congiunta di Arpa e Asl tarantina.
Firmato dal direttore generale dell’Arpa Giorgio
Assennato, dal direttore generale dell’Asl, Domenico
Colasanto e dal direttore del Dipartimento di
prevenzione dell’Asl ionica, Michele Coversano, il
comunicato spiega: «L’area di Taranto soffre di una
condizione di inquinamento ambientale molto critica, ma
quella ricerca non si occupa di metalli pesanti, bensì
di alcuni metalli e di altri elementi non metallici la
cui presenza è stata indagata su 183 campioni di
linfonodi e polmoni di bovini genericamente definiti
come provenienti dall’area di Taranto.
L’articolo pubblicato non può essere considerato in
alcun modo - si legge nella nota di Arpa e Asl -
un’indagine epidemiologica».
Gli organismi scientifico-sanitari spiegano che questo
non è possibile perché avrebbero dovuto essere
selezionati soggetti «sani» e soggetti «malati», con una
ricostruzione dell’esposizione ai fat tori di rischio.
Inoltre, secondo la nota, sui 183 campioni, solo 51, il
28 per cento del totale, hanno confermato la presenza di
depositi di quei materiali.
Infine dai risultati si evince «un modesto contenuto di
ferro» riscontrato negli animali: «Le analisi condotte
con la medesima metodica sulle polveri nel quartiere
Tamburi - si legge ancora nel comunicato - hanno
mostrato una presenza di questo metallo, come è ovvio
data la contiguità con il più grande stabilimento
siderurgico d’Europa».
By Fulvio Colucci - Tratto da:
edicola.lagazzettadelmezzogiorno.it
Commento NdR:
e nelle altre zone d'Italia come mai non si indaga....?
perche' si scoprirebbero le stesse problematiche della
zona di Taranto..... e quindi non sa' da fare....anche
perche' tutti gli animali da allevamento vengono
vaccinati, come gli umani, con
vaccini che
contengono
metalli pesanti
!
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Parliamo di Metalli
Pesanti
Inquinamento
da metalli pesanti: caratteristiche, informazioni,
consigli...
È oggi un problema che
spaventa molte persone, le ricerche su internet non
fanno altro che aumentare allarme e paura nel pubblico e
deviare l'attenzione dalla realtà dei fatti. Vediamo di
chiarire bene l'argomento nelle premesse per capire il
vero problema. Le domande che dobbiamo porci sono le
seguenti: i metalli pesanti cosa sono, da dove vengono,
quali sono i loro effetti, come dobbiamo comportarci, a
cosa e come dobbiamo fare attenzione ?
Per fare il punto della situazione partiamo da:
L'inquinamento da metalli
pesanti
I metalli pesanti sono
sostanze con cui conviviamo quotidianamente, perché sono
alla base della composizione di molti organismi viventi,
ed anche del nostro stesso corpo. Alcuni di essi, però,
sono potenzialmente molto tossici, per cui se penetrano
nell'ambiente e quindi nel nostro organismo in dosi
superiori a quelle tollerabili comportano gravi
conseguenze, spesso letali. In un rapporto del 1979,
l'Ente Governativo Americano per la Protezione
dell'Ambiente affermava che i metalli tossici
rappresentano un GRAVE
problema per i Paesi Industrializzati, in
quanto largamente utilizzati in tutte le attività
produttive, dall'agricoltura all'industria, al terziario
avanzato.
A causa di ciò queste
sostanze vengono introdotte nell'aria, nell'acqua, nella
catena alimentare e vengono quindi assorbite
dall'organismo umano. Che cosa si intende però per
metalli tossici? In realtà non esiste un elenco univoco
dei metalli tossici poiché essi rientrano nella
categoria più generale e meglio definita dei metalli
pesanti. Con la definizione metalli 'pesanti' vengono
identificati quegli elementi chimici che presentano le
seguenti caratteristiche comuni:
- hanno una densità
superiore a 5,0 g/cm3 ;
- si comportano come
cationi, ossia come ioni dotati di carica positiva
quando entrano in un campo elettromagnetico;
- presentano una bassa
solubilità dei loro idrati;
- hanno una tendenza a dare
vita a legami chimici complessi;
- hanno una grande affinità
con i solfuri, nei quali tendono a concentrarsi;
- hanno diversi stati di
ossidazione a seconda delle condizioni di
pH ed
Eh.
I metalli pesanti, con l'eccezione del ferro e
dell'alluminio appartengono ai cosiddetti 'elementi in
traccia', presenti nei più comuni suoli e rocce della
crosta terrestre in concentrazioni inferiori allo 0,1%.
Le loro concentrazioni nei suoli, nei sedimenti e nelle
rocce, sono solitamente di parti per milione o per
miliardo. Nella letteratura scientifica vengono
normalmente considerati metalli pesanti i seguenti
elementi: alluminio, ferro, argento, bario, berillio,
cadmio, cobalto, cromo, manganese, mercurio, molibdeno,
nichel, piombo, rame, stagno, titanio, tallio, vanadio,
zinco, ed alcuni metalloidi con proprietà simili a
quelle dei metalli pesanti, quali l'arsenico, il bismuto
ed il selenio.
All'interno dei metalli
pesanti si distinguono i metalli indispensabili per gli
organismi viventi, con potenziale tossicità, vale a
dire: ferro, cobalto, cromo, rame, manganese, molibdeno,
selenio, zinco; dai metalli ritenuti prevalentemente
tossici: alluminio, arsenico, berillio, cadmio,
mercurio, nichel e piombo.
Quando si parla di
inquinamento da metalli pesanti, normalmente però ci si
riferisce a quattro di questi elementi, che sono i
maggiori responsabili dei danni ambientali, ossia: il
mercurio, il cadmio, il piombo e l'alluminio.
La loro tossicità è elevata
sia per l'uomo che per tutte le specie viventi perché si
legano con le strutture cellulari in cui si depositano,
ostacolando lo svolgimento di determinate funzioni
vitali, per cui gli organismi spesso non sono in grado
di eliminarli dal loro interno.
Il mercurio scaricato nei
bacini d'acqua, ad esempio, viene frequentemente
trasformato dai batteri marini in ione CH3-Hg+,
particolarmente pericoloso perché facilmente
assimilabile da vegetali e plancton. In tal modo dai
primi anelli della catena alimentare, il mercurio si
trasmette via via ai pesci più grandi, fino ad arrivare
all'uomo.
L'eccesso di mercurio
provoca gravi intossicazioni, la cui sintomatologia
comprende insonnia, nervosismo, perdita di memoria,
ansia, depressione fino ad arrivare ad effetti
paralizzanti e talora mortali. Lungo la catena, la dose
di concentrazione di questo metallo aumenta, proprio
perché gli organismi non sono in grado di smaltirlo.
Analogo discorso vale per gli altri metalli tossici.
Il cadmio, la cui presenza
nell'ambiente è dovuta principalmente all'uso di
fertilizzanti chimici, alle aziende che fabbricano
batterie e Semiconduttori, al fumo delle sigarette e
agli inceneritori di materiali plastici e gommosi, è
ritenuto il responsabile dell'insorgere di ipertensione,
di disturbi gastrointestinali e dell'apparato
riproduttivo, di forme di arteriosclerosi e di diverse
forme tumorali.
Il piombo che si riversa
nell'ambiente soprattutto da scarichi industriali e
dalla combustione di carburanti come la benzina
tradizionale, produce i suoi effetti negativi sia sulle
ossa, poiché viene incorporato in esse in sostituzione
del calcio, sia a livello di processi chimici
dell'organismo umano, poiché è ritenuto inibitore della
produzione di numerosi enzimi. Inoltre al piombo si fa
risalire l'insorgenza di disturbi cerebrali e di forme
più o meno gravi di depressione.
L'alluminio, largamente
utilizzato come materiale per gli utensili da cucina, si
diffonde nell'ambiente e di conseguenza nell'organismo
umano, dalla raschiatura delle pentole, dalle
fabbricazione di lattine e altri contenitori a base di
alluminio, e tramite anche i farmaci antiacidi di uso
comune. L'effetto principale di una quantità eccessiva
di alluminio nei tessuti biologici è la comparsa di
disturbi neurologici, che nei casi più gravi degenerano
nel morbo di Alzheimer, questo perché l'alluminio si
deposita prevalentemente nel cervello.
Inoltre tutti i metalli
pesanti tossici sono in grado di penetrare la placenta e
causare gravi malformazioni al nascituro o inaspettati
aborti spontanei. L'unico esame chimico in grado di
accertare intossicazioni da metalli pesanti non gravi è
il mineralogramma, analisi di laboratorio che si può
effettuare su una piccola quantità di annessi cutanei
(capelli, peli ascellari, peli pubici, unghie).
L'analisi minerale tessutale non viene utilizzata in
caso di gravi intossicazioni, poiché a quel livello è
preferibile l'analisi del sangue, ma è fondamentale nei
casi sempre più frequenti di intossicazione subacuta o
cronica.
CONCLUSIONI
Di conseguenza, il fatto
grave è che i metalli pesanti non vanno cercati ed
evitati solo nei prodotti sia che si tratti di
integratori sia che si tratti di cosmetici ma
nell'ambiente, perché è proprio da lì che vengono e da
l'essere Umano li assume per la maggior parte.
È dall'ambiente che vengono
i metalli pesanti che possiamo trovare nei prodotti ecco
perché quando utilizziamo un componente qualsiasi nella
preparazione di un prodotto la selezione è veramente
feroce, i certificati di analisi vengono esaminati in
profondità e a volte controllati con analisi chimiche
successive.
Possiamo affermare e
garantire che i prodotti Forever Living pur contenendo
metalli pesanti (impossibili da evitare totalmente) li
contengono in quantità talmente basse (tracce o parti
per miliardo) da considerarsi molto al di sotto dei
valori limite tollerati dalla Legge.
Per spiegare "parte per
miliardo" significa che per un miliardo di grammi (cioè
1000 tonnellate) di una crema possiamo trovare un grammo
di mercurio per esempio. Conosciamo bene l'importanza
del problema per questo lavoriamo per ottenere la
migliore qualità dei prodotti e quindi per la massima
sicurezza di chi li vende e di chi li consuma.
By Dr. Maurizio Mariscoli
Consulente Industriale per
il Farmaco. Procuratore presso il Ministero della Salute
per Farmaci, Cosmetici, Dispositivi medici, Integratori
alimentari e Veterinaria.
Tratto da: articolionline.net
Commento NdR: vorrei ricordare a questo studioso
che dice cose vere, che i metalli tossici (pesanti) sono
presenti anche nei
Vaccini !
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Dubbi sul Tungsteno
-
Recenti studi rivelano che il
metallo, ritenuto finora inerte e innocuo per
l'ambiente, può avere effetti negativi sul ciclo
biologico di animali e piante
Il tungsteno, il metallo di cui sono
costituiti i filamenti delle lampadine a incandescenza,
potrebbe essere più pericoloso per l'ambiente di quanto
ritenuto finora. La sua reputazione è messa in
discussione in un articolo di
Rachel Petkewich
pubblicato sulle pagine del
Chemical & Engineering News Magazine,
settimanale dell’American
Chemical Society.
Buon conduttore di elettricità,
resistente alla corrosione degli acidi, con il punto di
fusione più elevato di tutti i metalli: grazie a queste
caratteristiche, il tungsteno è stato ampiamente
utilizzato nell’industria elettrica e per la produzione
di leghe. In più, gli scienziati lo hanno sempre
ritenuto un elemento chimicamente inerte, insolubile in
acqua e soprattutto non ecotossico.
Motivo per cui è
stato anche preferito al piombo dall’industria militare
statunitense. Ora, però, nuovi studi ne mettono in
dubbio l'eco-compatibilità, tanto che sia il
Dipartimento della Difesa sia l’Agenzia di Protezione
Ambientale americane lo hanno recentemente classificato
come “contaminante emergente”. Sembra infatti che alcuni
composti del metallo si diffondano rapidamente nel suolo
e nelle acque, interferendo con i cicli vitali di piante
e animali.
Qualche esempio:
Anthony Bednar,
geochimico dell'Environmental
Laboratory dello U.S. Army Engineer Research
& Development Center, ha dimostrato che i composti di
tungsteno e sodio possono inibire la riproduzione dei
lombrichi.
E l’ecologo
Nikolay Strigul
del
Center for Environmental Systems presso lo Stevens
Institute of Technology
(Usa) ha scoperto che alcune forme del metallo
possono bloccare la crescita
delle piante e
causare
la
MORTE
di organismi acquatici.
Sebbene questi indizi siano allarmanti,
gli autori dell'articolo invitano alla cautela perché al
momento non sono disponibili dati sufficienti per dire
se il tungsteno sia o meno una minaccia per l'ambiente.
Non resta quindi che aspettare gli esiti di nuovi e più
approfonditi studi per conoscere appieno i suoi effetti
su flora e fauna. (m.s.)
Tratto da:
galileonet.it
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Rimedi naturali per eliminare i metalli pesanti dal
nostro organismo – 10/04/2013
I metalli pesanti, in particolare cadmio, mercurio,
alluminio e piombo, sono quelli maggiormente tossici per
l’uomo. Questi elementi si accumulano nell’organismo
senza poter essere eliminati determinando effetti nocivi
a breve e lungo termine, diversi a seconda del metallo.
Possono causare danni ai reni, al sistema nervoso e al
sistema immunitario, e in certi casi avere effetti
cancerogeni. I sintomi più classici di intossicazione da
metalli pesanti sono l’irritabilità ed instabilità
dell’umore, depressione, cefalee, tremori, perdita di
memoria, ridotte capacità visive.
Ecco dunque che ci diventa indispensabile rimuovere i
metalli pesanti dal nostro corpo, e la procedura per
rimuoverli è detta chelazione.
Solitamente gli agenti chelanti sono chimici, portano si
dei benefici, ma anche numerosi effetti collaterali che
possono essere evitati ricorrendo direttamente all’aiuto
della natura. Un chelante naturale importantissimo è il
coriandolo.
Il coriandolo conosciuto anche come prezzemolo cinese
possiede numerose proprietà, in associazione con l’alga
clorella aiuta ad assorbire i metalli pesanti e
inquinanti chimici presenti nel nostro organismo.
Aiuta nella digestione, contro la flautolenza, in tutte
le problematiche strettamente legate all’intestino e
legate alla cattiva digestione. Ottime proprietà
antiossidanti, antibatteriche e funghicide.
Gli studi ci portano in evidenza come il coriandolo sia
l’elemento più efficace nella lotta alla rimozione del
mercurio nel corpo. In altri casi si può ricorrere a dei
preparati a base di lievito di selenio e vitamina c
Vi
consigliamo anche questa ricetta che aiuta a eliminare i
metalli pesanti dal nostro corpo in breve tempo, ottima
se consumata con la pasta o come meglio credete, è
importante ripulire il nostro organismo se avete
otturazioni in amalgama, o nel caso le abbiate avute,
potrebbero aver causato avvelenamenti significativi da
metalli pesanti.
Oppure molteplici possono essere le derivazioni da
metalli pesanti nel nostro organismo, in tal caso
proviamo a ripulirci:
3
spicchi d’aglio
1/3 di tazza noci del Brasile
1/3 di tazza di semi di girasole
1/3 di tazza semi di zucca
1 tazza di coriandolo fresco
1 tazza di prezzemolo
2/3 tazza di olio evo
4 cucchiai di succo di limone
un pizzico di sale marino integrale
Mettere
a bagno i semi e noci per tutta la notte, in seguito
eliminate l’acqua e risciacquateli.
Tritate bene prezzemolo, coriandolo e unite l’olio,
amalgamate bene e in seguito aggiungete l’aglio a
tocchetti, le noci e i semi tritati, il limone e il
sale.
Mescolate bene il tutto e con questo potete ad esempio
condire la pasta. In ogni caso è importante assumere due
cucchiaini al giorno di questo trito, per tre settimane
consecutive. Potete anche eventualmente aumentare le
dosi e porre in congelatore.
Questo composto aiuterà a pulire il sangue dai metalli
pesanti, gli studi hanno però fatto notare che, si il
coriandolo “smuove” i metalli nel corpo, ma la maggior
parte può venir riassorbita dal corpo.
Questa forma di reintossicazione può essere evitata
utilizzando l’alga clorella che funziona come agente di
assorbimento intestinale delle tossine. Il coriandolo
induce la colecisti a riversare bile – contenente le
neurotossine escrete – nell’ intestino tenue.
Il rilascio di bile – fenomeno che avviene naturalmente
dopo i pasti – è reso molto più efficace dal
coriandolo. Se però non si assume il secondo agente –
come la clorella – la maggior parte delle neurotossine
finiscono per essere riassorbite lungo la strada verso
l’intestino tenue dalle terminazioni nervose del sistema
nervoso enterico.
Il coriandolo non deve essere usato in modo eccessivo in
quanto può creare fastidi renali e disturbi nervosi.
Tratto da: ambientebio.it
vedi:
Metalli tossici nei vaccini - Bibliografia
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Malati di Metalli,
intervista su TVr 7 Gold
- 10/12/2015
Rosario Muto, titolare del brevetto
TTSVGEL e l'Avv. Saverio Crea, avvocato della salute e
blogger giuridico, ospiti di TVR TELEITALIA 7 GOLD -
emittente televisiva regionale Toscana, e della
trasmissione Linea Diretta condotta da Claudia Guasti.
Si parla del tema dei danni alla salute provocati dall'elettrogalvanismo
ed alla dissociazione ionica legati a protesi ed altri
dispositivi odontoiatrici e di cosa i pazienti possono
fare sia sul fronte legale che con la prevenzione grazie
a materiali biocompatibili. In collegamento telefonico,
le testimonianze dei telespettatori affetti da tali
disturbi.
Avv. Saverio Crea e il C.T.U Odontotecnico Rosario Muto
L'era del post industrialismo e l'incidenza esplosiva
delle malattie autoimmuni dovute all'inquinamento da
metalli pesanti e sostanze radioattive nonché la
persistenza egoistica lobbistica di un sistema sanitario
obsoleto e non ai passi con i tempi per motivi di grande
profitto, demagogica ed elusiva delle proprie leggi
comunitarie conferite a tutela della salute del proprio
cittadino.
J Toxicol Environ Health A. 2010;73(10):637-40. doi:
10.1080/15287391003613994."Mercury in vaccines from the
Australian childhood immunization program schedule".
By Austin DW1, Shandley
KA, Palombo
EA. -
Author information
Abstract
Nonostante l'eliminazione del mercurio (Hg) -based
thimerosal conservante dai vaccini presenti nel
prospetto australiano del Programma per i bambini di
Vaccinazione, permangono preoccupazioni tra alcuni
ricercatori e genitori per la sicurezza del presente
programma, in parte a causa di una paura di tracce
residue di Hg.
Lo scopo di questo studio era di valutare in modo
indipendente vaccini per l'infanzia per la presenza di
Hg. Otto vaccini somministrati ai bambini sotto l'età di
5 anni sono stati valutati per il contenuto Hg
attraverso un analizzatore di mercurio diretta DMA-80.
Sette dei vaccini 8 conteneva livelli rilevabili di Hg
(meno di 1 ppb); tuttavia, 1 vaccino (Infanrix hexa)
sono risultati positivi per Hg a 10 ppb. Il risultato è
stato confermato e validato da ripetere le prove del
campione originale. Test di follow-up è stato condotto
su tre campioni supplementari di Infanrix hexa (uno
dallo stesso lotto di produzione e due da molto
diverso). Tutti e tre sono risultati positivi per Hg
(media di 9,7 ppb).
Sebbene i livelli di Hg rilevati sono sostanzialmente
inferiori rispetto a qualsiasi limite di sicurezza di
esposizione stabiliti, i risultati di questo studio
rivelano che esistono inesattezze nei messaggi pubblici
della salute, comunicazioni professionali e
documentazione ufficiali per quanto riguarda il
contenuto di Hg in almeno un vaccino infanzia.
Nell'interesse della salute pubblica, spetta a
produttori di vaccini e le agenzie responsabili, come la
Therapeutic Goods Administration e il Dipartimento
federale della Sanità e invecchiamento di affrontare la
questione come una questione di urgenza.
PMID: 20391108 [PubMed - indexed for MEDLINE]
Commento NdR: come potete osservare, malgrado la
"buona volonta" all'indagine, NON si effettuano delle
ricerche serie per
trovare
TUTTE le sostanze
tossico-nocive dei vaccini !
...infatti NON si sono cercate tutte le sostanze
tossiche vaccinali, ma solo il mercurio e suoi
derivati, inoltre le analisi di laboratorio NON hanno
previsto la ricerca delle
nanoparticelle dei metalli tossici, SEMPRE
PRESENTI in TUTTI i Vaccini.... e' evidente che
sono tutte ricerche "pilotate" !
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