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Lunghe notti in laboratorio, a
manipolare il virus. Poi il viaggio a Hong Kong per un matrimonio.
Da super scienziato a grande untore, il paziente zero del
virus killer (By Marco Lupis)
HONG KONG - Città di Guangzhou, Cina meridionale, 150 chilometri da Hong
Kong - 2005
Una notte di febbraio. Sono passate
da poco le due del mattino, ma c'è ancora una finestra illuminata al quarto piano del grande edificio
anonimo dell'Università di
Medicina. È il piano dei laboratori di ricerca, normalmente chiusi a quest'ora, come tutto il resto dell'istituto.
Ma nel laboratorio di analisi S2, quello delle malattie infettive, un uomo
è ancora al lavoro.
Lui non lo sa, ma il suo destino
sta per cambiare. Da dottore a paziente: il "paziente zero"
della terribile epidemia che nel giro di poche settimane comincerà a diffondersi nel mondo.
Non è la prima notte che il
professor Liu Janlun passa in laboratorio.
Sono mesi che lavora ostinatamente
per riuscire a trovare una cura a quel maledetto virus che si abbatte
periodicamente sulla regione anche due-tre volte all'anno. Un brutto
nemico quel virus, con la sua sigla che ormai lo ossessiona notte e
giorno, come un ritornello: acca cinque enne uno...
Ad ogni passaggio nella regione
l'H5N1 è un vero e proprio flagello, che infetta polli, tacchini e anatre
a migliaia.
vedi: Aviaria,
malattia inventata....come l'
Influenza suina
o maiala...
Una catastrofe per l'economia della
zona, non soltanto per le campagne della sua città, Guangzhou, ma anche
per l'intero meridione cinese e per la stessa Hong Kong. Per questo il
governo a Pechino gli ha promesso mari e monti. "Trovi una cura,
professore - gli hanno detto l'ultima volta - e avrà tutto quello che
vuole, denaro, fama...".
Ormai la sua ricerca si è mutata
in ossessione. Ogni ora sottratta al laboratorio gli sembra un eternità.
Anche il suo lavoro che prima amava
tanto, al Sun Yat-sen Memorial Hospital - prestigioso istituto prestigioso
dove il dottor Sun Yat-sen, fondatore della Cina moderna, studiò medicina
e pianificò la rivoluzione - adesso gli costa fatica. Vuole scoprire la
cura. Vuole trovare l'antidoto. E poco importa se il rischio di contagiare
se stesso è così alto. Lui lo sa bene. E' uno scienziato. Manipolare i
virus in laboratorio è un procedimento molto rischioso.
I virus sono invisibili, subdoli,
la loro specialità è trasformarsi, mutare, adattarsi rapidamente alle
armi sempre nuove che gli sparano contro.
E' così che il professor Liu
Janlun, 64 anni, apprezzato microbiologo molto conosciuto in Cina, e non
soltanto a Guangzhou o ad Hong Kong, è diventato il "paziente
zero".
L'uomo identificato dagli esperti
come il primo untore del terribile virus killer, quello che ha diffuso
l'epidemia letale portando con sé l'infezione dall'istituto di ricerca in
cui effettuava i suoi esperimenti all'Hotel Metropole di Kowloon, dove ha
dormito due notti, il 21e 22 febbraio scorso, nella stanza 231 al secondo
piano, con le finestre che guardano il mercato di Temple Street.
Ad Hong Kong, Liu ci arriva già
malato. Da cinque giorni non si sente bene. Tossisce e accusa un po' di
febbre.
Ma una volta all'hotel sembra tutto
passato, tanto che si incontra subito con il cognato e insieme se ne vanno
in giro lì attorno, a fare acquisti in quella zona, Mongkok, che oltre ad
essere la zona a luci rosse della città è anche un grande centro
commerciale. Un pomeriggio trascorso a passeggiare tra i negozi di Natham
Road e in mezzo alle bancarelle di Temple Street. Le ultime ore di serenità
prima di sentirsi male.
La mattina dopo, alle 10 del
mattino, un'ambulanza lo porta a sirene spiegate al Kwong Wah Hospital.
Liu capisce subito, con orrore, che qualcosa è andato storto nel
laboratorio dell'Università. Forse quel vetrino toccato senza guanti,
forse quella provetta che si è rotta. "State attenti - dice subito
ai medici dell'ospedale - Sono un dottore. Sono stato infettato da
qualcosa di sconosciuto e molto pericoloso". Morirà il 4 marzo,
nella camera a doppio isolamento dove l'hanno confinato.
E non sarà il solo. La passeggiata
a Mongkok è bastata a condannare a morte il cognato, che muore una
settimana più tardi all'ospedale Prince of Wales, non prima di avere
infettato altre 79 persone e aver così dato il via alla spirale di morte
che attanaglia Hong Kong.
Si è detto che il professor Liu
era venuto qui per partecipare a un matrimonio di parenti. In parte è
vero.
Ma c'è qualcuno che afferma di conoscere il vero motivo della
trasferta del professore.
Il suo nome è Sun Hong-Cheow, il suo lavoro
quello di responsabile del Centro per le ricerche epidemiologiche della
provincia del Guangzhou:
"Ad Hong Kong - spiega - Liu c'era venuto
per incontrarsi con qualcuno di Pechino, che doveva ricevere i risultati
della sua ricerca. Non molti erano al corrente del suo lavoro. Io però
sapevo che nella nostra regione si stava cercando di manipolare il virus
H5N1 per trovare un vaccino. Una procedura rischiosa, condotta oltretutto
segretamente.
Il professore deve averne perso il controllo, inducendo in
laboratorio una serie di mutazioni del virus. Questo è il vero motivo per
cui a Pechino hanno aspettato tanto per autorizzare l'ispezione
dell'Organizzazione mondiale della sanità qui a Guangzhou. Avevano
bisogno di tempo per far sparire le prove".
Il dottor Sun non ha incertezze nel
descrivere quella che appare sempre più come una storia alla X-files:
"Gia due mesi fa - afferma – avevo mandato un promemoria urgente
sia al ministro della Sanità che a Zurigo, alla sede dell'Oms.
Per avvertirli sull'estrema
pericolosità di alcuni virus di origine animale. Avevo anche detto del
pericolo potenziale rappresentato dagli esperimenti non controllati che il
dottor Liu ed altri stavano conducendo. Hanno ignorato tutto.
Ho anche cercato di parlare a Liu,
ma non ne ha voluto sapere. Se mi avesse dato ascolto, probabilmente, oggi
sarebbe ancora vivo, e questa catastrofe che stiamo vivendo adesso, forse
si sarebbe potuta evitare".
Una ricostruzione agghiacciante,
anche se difficile da verificare.
All'ospedale Sun Yat-sen di
Guangzhou nessuno vuole parlare delle ricerche del dottor Liu. Quando si
pronuncia il suo nome i medici dell'istituto se ne vanno, oppure dicono
che non lo conoscevano. Solo un dottore che vuole rimanere anonimo accetta
di parlare: "Non so nulla delle ricerche di Liu, ma credo che non
abbia colpe.
Anzi lui stesso si era lamentato più
volte presso le autorità sanitarie che volevano tenere segreta
l'infezione.
Chiedeva di rendere pubblica la
notizia del contagio, perché la gente aveva il diritto di sapere, diceva.
Ma nessuno gli ha dato retta". Era uno scienziato, il professor Liu.
Dopo la sua morte è diventato solo il "paziente zero".
Fonte:
repubblica.it +
http://rekombinant.org
IMPORTANTE:
PROPOSTA di LEGGE per STUDIO negli USA sullo STATO di
SALUTE FRA BAMBINI VACCINATI e NON VACCINATI (di nessun
vaccino)
Il DISEGNO di LEGGE n° 3069 a FIRMA della DEPUTATA MALONEY
NON E' STATO APPROVATO per cui E' RIMASTO sulla
CARTA.... e NEPPURE DISCUSSO dal CONGRESSO....a
dimostrazione che NON si vuole fare vere ricerche sui gravi
DANNI dei VACCINI......Big
Pharma ringrazia...
"Noi
medici siamo plagiati, fin dall'inizio, dagli insegnamenti
universitari
che ci vengono propinati da un manipolo di "professori"
che
hanno il solo interesse di lasciarci nell'ignoranza sulla
vera origine delle malattie.
Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e
mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni
positive nel Tutto."
By Dott.
Giuseppe De Pace
(medico
ortopedico ospedaliero)
Un nuovo tipo di
vaccino che si autodistrugge
Un
vaccino che entra
nell’organismo e poi si autodistrugge – il tutto senza
impiego di aghi. È la scoperta di un gruppo di ricercatori
dell’Arizona State University, i cui risultati sono
stati pubblicati sull’ultimo numero di Pnas.
Gli scienziati hanno modificato
geneticamente il batterio della Salmonella in modo tale da
trasportare un piccolo pezzo di Streptococco (virus
patogeno) somministrandolo in gocce per via orale ai topi. “Abbiamo
sviluppato – afferma Roy Curtiss, uno degli autori della
ricerca – una tecnica di contenimento biologico in cui il
microrganismo si autodistrugge. Il batterio non solo subisce
la lisi e muore, ma può essere usato anche con un antigene,
una proteina che viene riconosciuta e attaccata dal sistema
immunitario”.
I ricercatori hanno utilizzato
un antigene trovato nello Streptococcus pneumonia, e l’hanno
sistemato nella Salmonella, infatti nella ricerca ci si e’
accorti che non è stata in grado di sopravvivere e
moltiplicarsi, in quanto e’ stata modificata geneticamente
in modo da non consentirne la moltiplicazione e da ridurne
la durata di vita usando un gene che è regolato dalla
presenza di zucchero arabinosio, presente nel terreno di
coltura in laboratorio, ma assente in vivo.
Secondo i ricercatori, questo approccio può essere
utilizzato non solo contro i batteri, ma anche contro virus,
infezioni da funghi e parassiti.
Sintesi tratta da da: assobiotec.it
Commento NdR: ….come non
lasciare tracce dopo il misfatto….
Prima con il
vaccino si
intossica,
infiammano
cellule e
tessuti, quindi si
immunodeprime, oltre a
creare mutazioni
genetiche trasmissibili alla prole, poi si
elimina l’arma del delitto….….ma
non si dice che
il cadavere del batterio che muore, si trasforma in
qualcosa, tossine e
virus – vedi:
Somatidi di Naessens -
che potrebbero anch’esse contribuire all’ammalamento del
soggetto vaccinato con
nuove
patologie, non
preesistenti, ma veicolate anche a questo nuovo tipo di
vaccino
! il tutto grazie a
Big Pharma
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