In Italia circa 10 milioni di
cittadini hanno scelto di vivere e curarsi con le
Medicine Dolci, dette “Alternative o
Complementari”,
visto che pagano regolarmente la “Tassa sulla Salute”,
vogliono anche essere assistiti dalla Sanità in modo
altrettanto adeguato.
Come possono scegliere il “Medico di Fiducia” e riporre
in lui la loro “fiducia” se quest’ultimo non conosce
tutte tecniche sanitarie possibili ?
Questo modo di vivere viene loro impedito dall’attuale
struttura medico sanitaria in quanto essa conosce solo
la “medicina
allopatica” e non tutte le tecniche sanitarie
possibili !
Perché tutto ciò, perché gli
attuali medici
NON sono stati
istruiti dalle
Università su TUTTE le Tecniche Sanitarie Possibili
e sulle medicine “dolci” non invasive, generando un
esercito di
medici NON preparati professionalmente
ad esercitare la loro “Arte”; essi sono stati
indottrinati dall’Università per divenire di fatto e
facilmente i rappresentanti delle case farmaceutiche
che speculano sulle malattie dei cittadini e non per
essere dei tecnici atti ad aiutare con il male
minore, coloro che soffrono.
Un esempio: in genere i medici
sono fautori delle vaccinazioni sui neonati a 3 mesi
senza sapere che queste profilassi sono
estremamente pericolose, possono produrre
morte, handicap gravi, medi o leggeri, ma comunque
generano “mutazioni
genetiche” irreversibili che si
trasmettono di generazione in generazione.
Se essi fossero informati su
questi gravi ed invalidanti atti contro la tutela
della salute dei cittadini dagli organi del
Ministero della Sanità, Istituto Sup. di Sanità e
dalle Università (che sono al corrente delle
scoperte fatte da seri
medici ricercatori), essi si opporrebbero e
non avremmo la tremenda recrudescenza delle malattie
auto immuni e degenerative nei bambini che nascono
da qualche anno; il 40% dei neonati nasce ormai con
una qualche malformazione.
L’attuale struttura educativa
medico sanitaria ha continuato a disinformare medici
e cittadini sulle varie possibilità che la Scienza
Medica Vera, a misura d’uomo può avere, quindi essa
si trova facilmente nei pasticci e senza apparenti
vie di uscita, generando continuamente lo scontento
nei fruitori dei servizi sanitari, i cittadini
stessi.
Questo modo di agire facilita lo
sperpero di immense somme di denaro pubblico (decine
di migliaia di miliardi di lire) i nostri soldi,
anche in ospedalizzazioni, in test inutili od in
somministrazioni di farmaci inutili o dannosi, per
la propria incompetenza professionale.
Pochissimi medici si aggiornano,
informandosi sulle varie tematiche mediche anche
dolci, quindi la stragrande maggioranza di medici
NON è in grado di esercitare il vero “Consenso
Informato” al paziente, come è indicato dal
Codice Medico Deontologico e dalle Leggi Sanitarie
stesse.
Se essi non sono informati, come possono informare
ed ottenere il consenso dal loro paziente ?
Per ovviare a questa apparente
impasse occorre immediatamente invertire la rotta e
iniziare da subito a:
1) Ripristino dell’assoluta “Libertà
di scelta Terapeutica e Sanitaria” come
indicato anche dalle direttive CEE del 94,
possibilità che deve essere offerta al cittadino
anche nelle strutture medico sanitarie private e
statali.
2) Abolizione dell’obbligo di
Vaccinazione
per tutti, in modo che i cittadini possano scegliere
se effettuare o meno una tecnica tanto pericolosa
per sé o per i propri figli.
3) Istituzione di una “Commissione Medicine Biologico
Naturali” all’interno del
Ministero della
Sanità che dia le direttive adatte e giuste per la
struttura medico sanitaria, che comprenda sopra
tutto color che le praticano e le insegnano.
4) Modifica delle attuali Leggi
sulla commercializzazione dei Medicinali Omeopatici
e quelli Naturali con la loro liberalizzazione anche
secondo le indicazioni delle loro varie tecniche
specifiche e non secondo il criterio di giudizio e
di metodo allopatico.
5) Insegnamento ai cittadini, fin
dalle prime classi, dell’Educazione
alla Salute, secondo le Leggi DM 9/2/79 e
833/78 oltre alle circolari CEE del 94.
6) Rieducazione di TUTTI i
medici/paramedici su TUTTE le tecniche sanitarie
possibili, comprese quelle delle medicine dolci
dette “Alternative o Complementari”.
7) Informazione al cittadino per
mezzo dei mass media, su tutte le Tecniche
Sanitarie Possibili comprese le medicine dolci
dette “alternative o complementari”, oltre
all’informazione sui
gravi danni derivanti dalle vaccinazioni
e dall’uso ed
abuso dei farmaci.
8) Fine dell’attuale monopolistica
dittatura sanitaria della medicina allopatica con
l’introduzione nel Servizio Sanitario Nazionale
anche delle medicine dolci delle “alternative o
complementari”, affinché il vero “Consenso
Informato” e la
Libertà di Scelta
Terapeutica, sia possibile in ogni
situazione di malattia.
Una recente sentenza della Corte
di Assisi e d’Appello di Firenze con relativa
conferma in Cassazione, i giudici hanno
ribadito il diritto del paziente di non subire
trattamenti sanitari obbligatori al di fuori dei
casi previsti specificatamente dalla legge e quindi
che” ...NULLA il medico può fare senza il consenso
del paziente o addirittura contro il volere di lui”;
nella sentenza si legge:
“Nel diritto di ciascuno di disporre, lui e lui
solo, della propria salute ed integrità personale,
pur nei limiti previsti dall’ordinamento, non può
che essere ricompreso il diritto di rifiutare le
cure mediche, lasciando che la malattia segua il suo
corso anche fino alle estreme conseguenze: il che
non può essere considerato il riconoscimento di un
diritto positivo al suicidio, ma è invece la
riaffermazione che la salute non è un bene che possa
essere imposto coattivamente al soggetto interessato
dal volere o peggio, dall’arbitrio di altrui, ma
deve fondarsi esclusivamente sulla volontà dello
avente diritto, trattandosi di una scelta che (...)
riguarda la qualità della vita e che pertanto lui e
lui solo può legittimamente fare”.
Ciò conferma la nostra continua
richiesta di libertà di scelta terapeutica e
sanitaria non solo per poter usufruire di una
struttura sanitaria che conosca ed utilizzi TUTTE le
tecniche sanitarie possibili, ma anche libertà di
scelta in materia di vaccinazioni obbligatorie.
L’Italia è anche uno dei paesi
nei quali di fatto i medici informano meno i loro
pazienti.
Fra i medici è ancora diffusa
l’idea dello “stato di necessità” per cui viene
stupidamente ad essere giustificato questo modo
arretrato di pensare ed agire cioè di operare senza
il consenso del paziente; il più delle volte essi ne
farebbero volentieri a meno.
Nei paesi ove il “consenso
informato” è stato già dibattuto, questo problema è
stato superato in questi termini: “ Ogni individuo
adulto e capace di intendere e di volere, ha il
diritto di decidere liberamente se e a quali
trattamenti sanitari sottoporsi; la possibilità che
qualcun altro decida al posto suo è assolutamente
eccezionale, in quanto costituisce una palese
violazione della libertà dell’individuo; essa può
essere giustificata solo in presenza di
circostanze del tutto particolari e può avvenire
solo con garanzie rigorose”.
Queste le indicazioni del Comitato
per la BioEtica (1992): “...l’informazione non
deve essere soltanto una trasmissione di dati e
notizie, ma deve indicare al paziente le
alternative, terapeutiche e non, che siano
possibili.
Infatti l’informazione è finalizzata non a colmare
l’inevitabile differenza di conoscenze tecniche fra
medico e paziente, ma a porre un soggetto nella
condizione di esercitare correttamente i sui diritti
e quindi di formarsi una volontà che sia
effettivamente tale, in altri termini in condizione
di scegliere.
Un’informazione corretta è perciò soprattutto chiara
nell’indicare i passaggi decisionali fondamentali in
una direzione od in un’altra, e cioè le alternative
che si presentano; spetterà al curante presentare le
ragioni per le quali viene consigliato un
determinato provvedimento piuttosto che un altro”
(pp. 10-11).
Raccomandazione n. 779/1976
dell’Assemblea del Consiglio d’Europa sui “diritti
dei malati e dei morenti” afferma: a. diritto al
rispetto della volontà del paziente circa il
trattamento.
b. diritto dei malati alla dignità
ed all’integrità.
c. diritto all’informazione.
d. diritto alle cure appropriate.
e. diritto di non soffrire inutilmente.
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