Il prof. Labin di New York afferma (come la
Medicina
Biologica ha sempre affermato) che il
sangue (non proprio) trasfuso fa
MALE, infatti nel
trasfuso si iniettano anche
TUTTE le malattie del donatore -
vedi: Trasfusioni
Egli
è il chirurgo dei Testimoni di Geova Americani e pur non essendo Testimone di
Geova, per accontentarli nelle loro credenze religiose ha messo a punto tecniche
alternative alle trasfusioni di sangue, con notevole successo ha operato con
tecniche avveniristiche su migliaia di pazienti, senza che essi abbiano risentito nel
tempo nessun disturbo.
Sentite le sue affermazioni: Le
trasfusioni di sangue sono un veicolo di
MORTE !
Come
quando si sostituisce un rene, un cuore, un fegato, anche sostituire il sangue crea delle
crisi di RIGETTO.
Questo rigetto NON si manifesta immediatamente ma dopo un certo tempo e
non tutti collegano le cause della morte del paziente con la trasfusione di sangue
effettuata tempo addietro; invece la colpa della morte sta proprio nella trasfusione di
sangue non suo.
Egli
ha operato 9000 pazienti senza ricorrere alla trasfusione di sangue e non tutti erano
Testimoni di Geova ed ha ottenuto ottimi risultati, lasciando la maggior quantità di
sangue nellinterno del corpo del paziente durante lintervento. Se vi sono
delle perdite di volume del sangue, egli lo reintegra con i perfluorocarburi (che in
Italia sono vietati); egli comunque opera con un bisturi elettronico, per cui il sangue
non lo vede nemmeno ed afferma anche che ognuno ha il SUO sangue personalizzato; è per
questo che è insostituibile, se lo si cambia qualche cosa succede sempre.
Se
poi lo analizzassimo con apparecchiature Bio elettroniche vedremmo la realtà di quel
sangue usato per le trasfusioni: sarebbe da buttare nella spazzatura ! infatti migliaia di
persone hanno contratto laids anche attraverso le trasfusioni di sangue e sono in
seguito morte.
Generalmente
le trasfusioni hanno per conseguenza quasi in ogni caso, di rendere il terreno, le acque
corporee, alcaline ed in ogni caso di ossidare (caricare elettronicamente) e di aumentare
la pressione osmotica (la tensione) o di diminuire la resistività.
Sempre Labin Afferma:
Una
trasfusione su 1000 provoca nel tempo la morte prematura e nel 25% dei casi chi ha
ricevuto sangue non suo, presenta lesioni irreversibili al fegato.
Uno
studio di Mitsuhiro Osame, del dipartimento di medicina interna delluniversità di
Kagoshima, in Giappone, dice: su 85 malati di paresi (paralisi), 1 su 5 era
stato sottoposto precedentemente a trasfusione di sangue da 6 mesi ad 8 anni prima !
La
terapia medica è valida solamente quando i suoi elementi hanno la capacità di conseguire
obiettivi legittimi salutari e non sanitari.
Fra
gli obiettivi non sanitari dobbiamo accettare anche il modo di vivere, di vedere o pensare
diverso da quello dei medici e sanitari aggressori, cioè quel modo di fare
medicina che vuole imporre ad un individuo la volontà del medico.
Nella
realtà questo avviene tutti i giorni, le pressioni psicologiche per fare questo
intervento terapeutico o chirurgico sono molto forti sui pazienti che tendono a delegare
tutte le scelte al loro medico; e così la norma diviene legge; i teoremi
anche se sbagliati divengono verità, perché li ha detti il medico, il
professore tale o tal altro.
Per
le trasfusioni, fino a quando non si è visto che esse sono state dispensatrici di morte,
la guerra a coloro che non volevano fare le trasfusioni è stata feroce fino ad
imprigionare delle persone.
Tutti
i medici qualche anno fa e quasi allunanimità in Italia, erano favorevoli alle
trasfusioni di sangue e dileggiavano coloro che si esprimevano in contrasto con loro
(Naturisti e Testimoni di Geova) e malgrado la maggioranza dei chirurghi affermasse di
somministrare sangue solo quando era necessario, dopo il diffondersi dellaids (per
mezzo del sangue ed ovviamente della droga) le trasfusioni sono molto diminuite e sono
stati fatti molti più controlli.
Parliamo
del sangue:
Lemoglobina presente nei globuli rossi trasporta anche lossigeno
necessario allorganismo; se un individuo ha perso del sangue sembrerebbe logico
reintegrarglielo. Normalmente
il livello di emoglobina è di circa 14/15 gr. per ogni 100 cm3 di sangue.
La
norma in chirurgia, dice che il paziente deve avere un livello di emoglobina
pari a 10 g/dl (ematocrito 30%) e se non è così, non si può operare.
La
domanda sorge spontanea: quale ricerca di laboratorio, statistica, prova clinica, o
sperimentale ha provato che quel livello è assolutamente invalicabile ?
Risposta:
NESSUNA ricerca è stata fatta in nessuna nazione del mondo per dimostrare questa
affermazione.
Pensate
a quante migliaia di pazienti sono stati trasfusi seguendo questa affermazione
senza prove scientifiche.
Recenti
studi su pazienti anemici hanno provato che essi possono normalmente lavorare anche quando
hanno un livello di emoglobina paria a 7 g/dl ; altri hanno accusato solo una moderata
riduzione funzionale.
E
per i bambini ? Salvo poche eccezioni i neonati prematuri hanno un calo
dellemoglobina nei primi uno/tre mesi; in realtà molti bambini possono e sembrano
tollerare livelli di emoglobina notevolmente bassi senza apparenti difficoltà cliniche.
Tutto
ciò però può non significare nulla quando dopo un incidente un soggetto ha perso molto
sangue.
Quello
che occorre è sopra tutto fermare lemorragia e ripristinare il volume
della massa sanguigna circolante, questo per evitare lo shock e mantenere in circolo i
rimanenti globuli rossi e gli altri componenti del sangue; il volume circolante si può
reintegrare senza ricorrere al sangue intero od a plasma sanguigno.
Esistono
vari liquidi non ematici che sono efficaci per questo tipo di intervento. Il più semplice
è una soluzione salina (che ha il vantaggio di costare poco) e compatibile
con il nostro sangue; i liquidi chiamati destrani (Emagel e Ringer lattato),
ottima è lurina del soggetto fatta bere; in certi casi può essere iniettata per
via sottocutanea.
Lamido
idrossietilico (Hetastarch o HES) che può essere raccomandato per i pazienti con gravi
ustioni.
Questi
prodotti hanno grossi vantaggi, oltre a non contenere le informazioni delle malattie dei
donatori, essi possono essere conservati a temperatura ambiente e trasportati senza
problemi e non richiedono prove di compatibilità, oltre ad essere poco costosi.
Se
vi è una perdita di sangue il volume dello stesso può essere ricostituito con questi
prodotti ed immediatamente la natura farà il resto per compensazione.
Questi
prodotti inoltre aiutano e alleviano il lavoro della pompa, il cuore, e facilitano il
flusso ed il riflusso del sangue anche nei capillari più piccoli, con la conseguenza di
portare più ossigeno alle cellule; questi naturali e meravigliosi adattamenti sono così
efficaci, che con la metà del quantitativo del globuli rossi, lapporto di ossigeno
può ancora ammontare a circa il 75% del normale ed un paziente a riposo utilizza solo il
25% di ossigeno disponibile nel suo sangue e la maggioranza delle droghe utilizzate per
lanestesia generale riduce ancor più il fabbisogno di ossigeno da parte
dellorganismo. Se il medico poi aiuta il paziente con la somministrazione di
ossigeno concentrato, il meccanismo è quasi perfetto.
In
un ospedale Inglese si è effettuata questa pratica su di una paziente con
unemoglobina pari a 1,8 g/dl (vedi Anaestesia Gennaio 1987).
Vi
sono anche altre tecniche che possono essere sostitutive o integratici di quanto esposto,
ma non vogliamo fare un trattato sulle trasfusioni; desideriamo solo porre laccento
che la vera medicina deve salvaguardare linteresse del soggetto nel suo complesso
anche rispettando il suo modo di vivere e di pensare; per cui ogni medico dovrebbe
aggiornarsi, informarsi ed educarsi su TUTTE le tecniche medico sanitarie possibili, per
qualsiasi problema.
Nei
paesi civili (in Italia questo NON avviene anche per le vaccinazioni e per altre
metodologie terapeutiche: Omeopatiche, Ayurvediche, Naturali, ecc.) è riconosciuto al
paziente linviolabile diritto di decidere a quali trattamenti sanitari sottoporsi,
vedi Informed Consent-Legal Tehory and Clinical Practice, NY 1987 p. 190, che afferma:
La
legge sul consenso informato si fonda su due presupposti: primo che il paziente ha il
diritto di ricevere informazioni sufficienti a fare una scelta informata o rifiutare la
proposta del medico ...a meno che non si riconosca ai pazienti il diritto di dire di no,
oltre che di sì o anche di acconsentire ma solo a certe condizioni, gran parte della
ratio legis del consenso informato viene vanificata.
Alla
luce di questi fatti è ovvio che anche tutte le pratiche trasfusionali vanno riviste
completamente; anche in Italia comunque è stata messa a punto una macchina che permette a
tutti coloro che non desiderano trasfondersi sangue altrui, di utilizzare il proprio
sangue preventivamente estratto prima di una eventuale operazione, per riaverlo quando
necessita.
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Istanza
al Presidente della Repubblica
Firenze,
13 dicembre 1999 Raccomandata a. r. Oggetto: Risarcimento danni da emotrasfusione. Istanza
di intervento legislativo. Ecc.mo Sign. Presidente, i sottoscritti Avv.ti Marcello STANCA
e Francesco Achille ROSSI assistono numerosi cittadini che hanno visto danneggiati se
stessi ovvero i propri figli da trasfusioni di sangue infetto ed hanno contratto gravi
patologie.
I sottoscritti hanno già patrocinato le cause che hanno portato alla pronuncia
delle sentenze nr. 118 del 1996 e 27 del 1998 che hanno dichiarato, rispettivamente, la
retrodatazione fin dal momento del fatto del diritto allindennizzo previsto della
legge 210/92, e lestensione dellindennizzo anche ai cittadini danneggiati da
vaccinazione antipolio non obbligatoria fin dallanno 1959.
I sottoscritti hanno
raccolto le proteste di numerosi danneggiati che lamentano la mancata previsione di un
indennizzo adeguato al danno subito, così come stabilito dal Tribunale di Roma con
sentenza del 7 luglio 1999 a favore di oltre trecento emotrasfusi.
In particolare i
sottoscritti si sono fatti promotori dellinvio alle Camere di numerosissime
petizioni che sono state formalmente allegate al Disegno di legge nr. AC 5402, petizioni
inviate fin dal luglio 98. Purtroppo gli organi legislativi hanno disatteso le aspettative
dei cittadini espresse con le petizioni ed hanno stralciato le petizioni
stesse al momento della votazione della legge nr. 362 del 14 ottobre 1999. Inoltre il
Governo non ha assunto alcuna iniziativa favorevole alla riapertura dei termini per la
presentazione delle domande di indennizzo da parte dei cittadini danneggiati da
trasfusione che non abbiano potuto presentare domanda di indennizzo entro il marzo 1995,
(per la scarsa pubblicità che è stata data alla legge 210 da parte degli organismi
preposti) nonostante limpegno formale assunto dal Governo in Commissione Affari
Sociali della Camera dei Deputati con ordine del giorno del 2 luglio 1997.
Parimenti
nessuna iniziativa ha assunto il Governo per adeguare gli indennizzi allentità del
danno patito dai cittadini a causa del contagio da trasfusione.
Cio premesso ci
permettiamo di rivolgere un appello alla S.V. Ill. ma affinchè voglia intervenire presso
le Camere con gli strumenti della Sua autorità per invitare gli organi costituzionali
allassunzione di un impegno concreto, da realizzare in tempi brevissimi, anche con
lo strumento della legge finanziaria, poiché in caso contrario, la risposta al silenzio
ed alla politica del rinvio da parte del Parlamento sarà una serie di decise azioni
giudiziarie del valore complessivo superiore alle decine di miliardi, estremamente
dispendiose per lo Stato. Ci permettiamo di allegarLe copia di alcune delle procure ad
agire ricevute dai nostri clienti affinché Lei possa verificare e valutare lentità
del problema. Confidando nel Suo intervento restiamo in attesa di un cortese riscontro
alla presente e porgiamo rispettosi saluti.
Avv.
Marcello STANCA e Avv. Francesco Achille ROSSI Allegati nr. 55 procure ad agire
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