VIRUS
dalle SCIMMIE all'UOMO ATTRAVERSO i
VACCINI:
Il Dr Howard B. Urnovitz, PhD, ha sfidato gli scienziati,
alla conferenza annuale sull'AIDS in Houston, a confutare la
sua teoria per cui l'HIV-1, il virus associato all'AIDS,
è un virus ibrido scimmia/umano formatosi quando a 320.000
Africani, furono somministrati vaccini vivi antipolio
sperimentali per via orale tra il 1957 e il 1959.
Il Dr Urnovitz, microbiologo, è il fondatore e direttore
scientifico di Calypte Biomedical in Berkeley CA, USA.
Egli ha anche avanzato l'ipotesi che i primi antipolio Salk
"inattivati", contaminati da SIV o SV (Simian
Immunodeficiency Virus) e somministrati a 98 milioni di
Americani, possono aver contribuito alla “esplosione di
cancro, nuovi agenti infettivi ed altri disordini
neurologici e immunitari tra i bambini nati nel boom tra il
1941 e il 1961”.
Sembra che normali retrovirus endogeni trovati in vacche,
scimmie, roditori e uccelli, abbiano l'abilità di
ricombinarsi con frammenti di altri virus in altre specie,
uomo incluso, e formare nuovi virus chiamati chimere
praticamente nel corso di una notte.
Il Dr Urnovitz pensa che è a causa di questi virus ibridi
che molti Americani soffrono ora di malattie autoimmuni che
impiegano dai 20 ai 40 anni a svilupparsi. Ed aggiunge
anche che…. "vi è una forte probabilità che non
esistessero retro virus umani prima dei vaccini antipolio."
(Estratto da The Vaccine Reaction, aprile 1996, pubblicato
dal National Vaccine Information Center.)
Nonostante tutto, ciò l’UNESCO e l’ONU continuano a
finanziare le campagne vaccinali nel mondo, invece di
fornire acqua, pane ed igiene, li si vaccinano inserendo nei
loro corpi dei contaminanti pericolosi, ecco la
GUERRA
BATTERIOLOGICA.
Nel 1974 l’OMS
(Organizzazione Mondiale Sanità), ha lanciato un vasto
programma mondiale per promuovere la “salute per tutti”, nei
fatti cosa è avvenuto: Essa (OMS) si è “auto consacrata” ad
esser l’ente “supremo” che può decidere in materia di Salute
e sanità su TUTTI gli Stati del mondo !
Per fortuna che dopo tanti anni di
nostre battaglie, recentemente è stata permessa in Italia la frequenza
scolastica anche senza il certificato di vaccinazione e le
sentenze delle corti d’Appello smentiscono i Tribunali dei
Minori che tendono ancora oggi a condannare i genitori
all’affievolimento della patria podestà.
Sulla Gazzetta Ufficiale il nuovo regolamento:
A
SCUOLA SENZA LE
VACCINAZIONI
(di Rossella CRAVERO, da "Il Messaggero" del 17 Ottobre
1999)
Saranno i direttori ad avvertire le Asl che poi chiameranno
i genitori per sentire le loro obiezioni.
Resta l’obbligo della certificazione, ma gli ”obiettori”
saranno ammessi !
ROMA -
Vaccinazioni: a scuola si può andare anche senza l’obbligo
di presentare il certificato.
Dopo anni di discussioni, dopo prese di posizioni dei
genitori obiettori, dopo manifestazioni e addirittura
digiuni come era avvenuto anni fa in Trentino, adesso le
nuove regole sulle vaccinazioni sono scritte nere su bianco
sulla Gazzetta ufficiale. Dopo 32 anni si volta pagina.
Un nuovo regolamento pubblicato sulla Gazzetta dell'altro
ieri modifica il decreto del Presidente della Repubblica del
22 dicembre 1967.
Non sarà più la scuola a fare da "guardiano" ai bambini
vaccinati. “L’intento è quello che il controllo
dell’obbligatorietà venga accertato e promosso dagli
strumenti del servizio sanitario nazionale (commentano dal
Ministero della Sanità) la modificazione di questa norma
trova ragione nella tutela del diritto allo studio”.
Un genitore quindi che, contravvenendo all’obbligo,
decidesse di non far vaccinare il proprio bambino non dovrà
più giustificarsi con l'istituzione scolastica ma con le
Asl. Il nuovo regolamento proposto dal ministro Bindi di
concerto con il ministero della Pubblica Istruzione prevede
che qualora l’alunno venga iscritto senza un’adeguata
certificazione sarà cura del direttore o capo della scuola
“comunicare il fatto entro cinque giorni, per gli opportuni
e tempestivi interventi, all’azienda sanitaria locale di
appartenenza dell’alunno e al Ministero della Sanità”.
E’ vero quindi che se da una parte l’obbligo rimane, è
innegabile però che sarà anche più semplice astenersi.
Le stime parlano solo di un 3 per cento della popolazione
che sarebbe contro la vaccinazione, ma quali genitori comuni
viene spontaneo chiedersi quali certezze si abbiano che
questa soglia non aumenti mettendo a rischio la salute
pubblica e, soprattutto, a cosa va incontro chi decide di
non far vaccinare il proprio figlio. “L’obbligo della
vaccinazione rimane, sottolinea Donato Greco, epidemiologo
dell’Istituto Superiore di Sanità, Chi non fa immunizzare il
proprio figlio commette un reato, che anche se è stato
depenalizzato, al tempo del ministro Guzzanti, (prima si
arrivava a prevedere anche l’arresto per i genitori), resta
come reato.
Nel momento in cui la Asl accerta che non viene rispettata
la norma comincia una diatriba con la famiglia: ogni anno
abbiamo un centinaio di procedimenti. Certo che non si
arriva quasi mai alla vaccinazione coatta”.
Per il direttore dell’Istituto di Igiene della Sapienza
Gaetano Maria Fara, uno degli obiettivi è “spingere le
famiglie a ragionare, poiché, spesso la gente si ribella
all’idea dell’obbligo che non viene spiegato”.
Per Fara l’intervento dell’Aziende sanitarie farà sì che
“alla fine saranno pochi i genitori che non vaccineranno i
figli per motivi ideologici”. Oggi, ha aggiunto, “la media
nazionale non supera il 3 per cento.
Di questi, l'1 per cento non è vaccinato per motivi di
salute perchè allergici o malati. Un 2 per cento sfugge alle
vaccinazioni per motivi vari o per un rifiuto dei genitori”.
Ma la situazione varia anche a seconda delle Regioni: “In
Trentino - ha detto - si registra una forte opposizione
ideologica e circa il 3 per cento dei bambini non è
vaccinato”. Ad ogni modo, niente allarmismi: “la percentuale
di bambini non vaccinati, rispetto all'intera popolazione, è
estremamente bassa e non ci sono dunque rischi per la
salute”.
Vaccinazioni obbligatorie: per la
Polio,
Tetano,
Difterite,
EpatiteB.
Pressioni fortissime sui genitori, da parte dei pediatri,
per le facoltative (fanno anche firmare ai genitori dei
documenti per l’assunzione della responsabilità – che
NON
vanno MAI firmati – per deresponsabilizzarsi essi stessi, da
eventuali danni che potrebbero derivare dalla vaccinazione
in questo caso facoltativa)
che sono per: influenza b,
morbillo,
rosolia,
pertosse,
parotite,
meningite (haemophilus).
SCUOLA:
SI alla FREQUENZA
ai
BAMBINI
NON
VACCINATI
! (12
Settembre 1999)
Pare sia risolta la questione della frequenza scolastica
degli alunni alle scuole dell’obbligo: asilo, elementari,
medie e superiori.
Il DPR firmato il 26 gennaio 1999 da Scalfaro e poi bloccato
dalla Corte dei Conti, è stato recepito comunque dal
Consiglio dei Ministri, in data 5 agosto 1999.
Testo del provvedimento: "Il Consiglio dei Ministri risolve
(……) che debba aver corso il regolamento recante modifiche
al DPR n. 1518 del 1967 in materia di certificazioni
relative alle vaccinazioni obbligatorie (emanato con DPR in
data 26/1/99)".
Con questo documento termina una tormentosa vicenda che
aveva visto:
a) la circolare dei ministri Bindi e Berlinguer del
settembre 1998,
b) il DPR firmato da Scalfaro e susseguente precisazione
della Corte dei Conti.
La presidenza del Consiglio dei Ministri ha inviato il
documento al Ministero della sanità con prot. n. 5117.
Il nuovo DPR che permetteva la frequenza scolastica anche ai
bambini non vaccinati, firmato lo scorso gennaio dall'allora
presidente della Repubblica Scalfaro, era stato fermato
dalla Corte dei Conti.
Quindi, niente pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale nè
esecutività del provvedimento.
La Corte dei Conti aveva rilevato l'inammissibilità del DPR,
poichè modificava una norma regolamentare e quindi
secondaria, ponendola in contraddizione con una norma
primaria.
Infatti il DPR modificava il regolamento del 1967,
prevedendo la non obbligatorietà dell'esibizione del
certificato vaccinale per la frequenza scolastica e
l'ammissione agli esami di Stato. Il rilievo della Corte dei
Conti è stato avanzato malgrado la normativa avesse già
ricevuto parere favorevole del Consiglio di Stato.
Comunque il blocco della Corte dei Conti ora è stato rimosso
con il nuovo provvedimento del Consiglio dei Ministri.
ISCRIZIONI SCOLASTICHE: CON IL NUOVO MODELLO "UNICO" E
L'AUTOCERTIFICAZIONE, NIENTE PIU' BOLLI E CODE (5
Gennaio 1999)
Finalmente anche le scuole hanno il loro modello Unico: il
ministero ha infatti predisposto uno schema-base di raccolta
informazioni, valido per tutti gli istituti di ogni ordine e
grado, di cui le scuole potranno usufruire, modificandolo in
base alle proprie esigenze, in occasione delle iscrizioni
per l'anno scolastico 1999-2000.
Basta carta bollata, né foto autenticata, niente certificati
anagrafici: per iscriversi a scuola basta riempire un solo
modulo, in cui si potranno autocertificare tutti i dati che
la scuola deve le relative informazioni sull'alunno e la sua
famiglia.
La novità è contenuta nella circolare n.489 del 22.12.1998,
qui di seguito riportata, che sviluppa le indicazioni della
circolare n.349,
con cui il Ministero della Pubblica Istruzione aveva dato il
via l'estate scorsa alla campagna di snellimento delle
attività amministrative delle scuole.
Si tratta di atti normativi che applicano al sistema
scolastico le linee operative della
legge 127/97
sulla
semplificazione nella pubblica amministrazione.
Il modello contiene contestualmente la domanda d'iscrizione,
la raccolta dei dati anagrafici degli alunni e dei loro
genitori, l'autocertificazione facoltativa del reddito del
nucleo familiare dell'alunno per l'accesso ai benefici per
il diritto allo studio, l'autocertificazione delle
vaccinazioni.
In allegato viene proposto alle scuole un modello di domanda
per la scelta delle opportunità formative e delle attività
alternative eventualmente esistenti nei singoli istituti.
L'INTERVENTO (di Luigi Manconi, da "Il Messaggero" del 28
Settembre 1998)
È stato accolto dalle vibranti proteste di pediatri e
immunologi l'annuncio di una circolare dei ministeri della
Pubblica Istruzione e della Sanità, che esonera,
temporaneamente, i presidi dal richiedere i certificati di
vaccinazione a coloro che intendono iscriversi alle scuole
dell'obbligo.
Le proteste sono ad avviso mio, ma anche di molti pediatri e
immunologi del tutto immotivate.
L'Italia è l'Unico paese in Europa, insieme alla Francia, ad
imporre le vaccinazioni contro la poliomielite, la difterite
e il tetano ed e' il solo al mondo a prevedere quella contro
l'epatite B.
In nessun altro sistema sanitario, infatti, esistono
obblighi in tal senso.
Albert Sabin, il premio Nobel che ha scoperto il vaccino
antipolio ha affermato che gli italiani sono un "popolo
fortunato" perché, fin dal 1960, la vaccinazione contro la
poliomielite è stata resa obbligatoria.
È vero: siamo un popolo fortunato. Dal 1990 non si
registrano, in Italia, casi di poliomielite, nonostante che
in alcune zone del Sud una percentuale elevatissima di
bambini (stimata intorno al 40%) non sia stata vaccinato.
Fortunati, certo, anche se, negli ultimi anni, sono sempre
più frequenti le notizie di decessi e di gravissime
complicazioni, intervenuti in seguito alla vaccinazione o al
richiamo antipolio.
E che dire della difterite e del tetano ? In Italia, la
prima può ritenersi pressoché scomparsa nella sua forma
maligna, la seconda, invece, non è una malattia contagiosa
e, in ogni modo, il basso numero di casi (250 l'anno) si
riscontra quasi esclusivamente tra gli anziani. L'eventuale
non immunizzazione di soggetti, dunque, non comporta rischi
sociali. Inoltre, sebbene molti esponenti della comunità
scientifica abbiano espresso la propria contrarietà,
l’Italia ribadisco: unico paese al mondo ha introdotto
l’obbligatorietà del vaccino contro l'epatite B, attraverso
un provvedimento ministeriale che è stato oggetto di una
sentenza di condanna di primo grado.
Tra quelle obbligatorie, questa è la vaccinazione che può
comportare le conseguenze più gravi per la salute dei
bambini; e si tratta di conseguenze non giustificate
dall'effettivo rischio di contagio che un neonato può
correre.
Da tempo, sono queste alcune delle argomentazioni sostenute
da chi, per convinzioni terapeutiche, culturali o
ideologiche, è schierato contro l’obbligatorietà delle
vaccinazioni. Una battaglia lunga, faticosa e spesso
dolorosa che, proprio in questi giorni, sta registrando un
primo successo.
Quest'anno, infatti, grazie alla contestata circolare dei
ministeri della Pubblica Istruzione e della Sanità, i circa
1000 bambini non vaccinati, su una popolazione infantile in
età scolare di diversi milioni non subiranno discriminazioni
né limitazioni del diritto allo studio. In attesa che una
adeguata legge di riforma delle vaccinazioni disciplini e
garantisca il diritto all'obiezione, questo provvedimento
costituisce un primo significativo risultato. Le nuove
disposizioni non annullano, certo, i risultati sanitari
ottenuti finora e tantomeno possono determinare un aumento
dei rischi legati alla presenza di stranieri nel nostro
paese. L'Italia, infatti, secondo i ricercatori
dell'Istituto Superiore di Sanità, è meta di un flusso
migratorio "sano". Del resto, paesi europei con una presenza
significativa di immigrati, come la Germania e l'Olanda, non
hanno avuto alcun problema epidemiologico, pur non
prevedendo obblighi vaccinali.
In ogni caso, le norme ministeriali non cancellano l'obbligo
delle vaccinazioni, ma riconoscono, tra i motivi del loro
rifiuto, oltre che le controindicazioni mediche, anche
ragioni di carattere terapeutico o culturale.
La salute collettiva, dunque, viene tutelata senza
sacrificare l'autonomia di scelta del singolo, e questo non
può che rappresentare per tutti, anche per coloro che
ritengono utili le vaccinazioni, una importante conquista
sul piano dei diritti individuali della persona.
In sostanza, quello dei ministeri della Pubblica Istruzione
e della Sanità, è un provvedimento che ci indirizza verso il
riconoscimento della libertà vaccinale e ci avvicina, così,
agli altri Paesi europei che tale diritto già garantiscono.
A SCUOLA I BAMBINI ANCHE
SENZA VACCINAZIONI (da "La Stampa"
del 25 Settembre 1998)
Intesa raggiunta da Bindi e Berlinguer. Ma i direttori
dovranno segnalare i casi alla Usl.
ROMA. Potranno frequentare la scuola anche gli alunni che
non hanno il certificato di vaccinazione, e aumenterà il
numero delle malattie croniche esenti da ticket.
Sono due importanti novità che arrivano dal ministero della
Sanità.
Rosy Bindi ed il ministro della Pubblica Istruzione Berlinguer hanno firmato la circolare congiunta che consente
l'ingresso nelle scuole (in attesa che venga completata la
riforma della legge sulle vaccinazioni) anche agli alunni
sprovvisti dei certificati di vaccinazione.
A dare la notizia, è stata la senatrice dei Verdi Carla
Rocchi. "Per noi è una grande soddisfazione - ha commentato
la senatrice -. Ci congratuliamo per la sensibilità
dimostrata dai due ministri nei confronti di una scelta
consapevole: quella di '”non vaccinazione”. Finalmente, ha
aggiunto, "le associazioni dei genitori che hanno sostenuto
la battaglia per il diritto alla scuola dei loro figli non
vaccinati vedono coronato il loro impegno e la loro
tenacia".
La circolare è indirizzata alle scuole e solleva i direttori
didattici e i capi di istituto delle scuole pubbliche e
private dall'obbligo di esigere, per l'iscrizione di bambini
e ragazzi, la presentazione dei certificati di vaccinazione.
Da oggi in poi, ha spiegato la senatrice Rocchi, direttori e
presidi si dovranno limitare a segnalare alla Usl competente
e al ministero della Sanità i nominativi degli alunni
sprovvisti di certificati "senza adottare provvedimenti che
possono incidere sulla partecipazione dell'alunno
all'attività scolastica".
"ORMAI E’ SOLO UN RISCHIO USARLI" (da "La Repubblica" del 25
Settembre 1998)
Per i contrari alle vaccinazioni obbligatorie, le malattie
oggetto di copertura vaccinale sono ormai da considerarsi
scomparse.
Secondo i contrari, dunque, il rischio-vaccino
(complicazioni, effetti collaterali, talvolta la morte),
sono superiori al pericolo reale di contrarre malattie. A
questo si aggiunge anche una motivazione più filosofica che
medica secondo la quale ognuno ha il diritto di decidere
sulla propria salute; e quindi anche se vaccinarsi o meno.
Le vaccinazioni devono essere facoltative e non
obbligatorie, inoltre, altrimenti si va contro la libertà di
scelta terapeutica delle famiglie e si calpesta il diritto
allo studio. La decisione di ammettere a scuola senza il
certificato è solo un primo passo verso la vaccinazione
facoltativa.
"QUELLE CARTE SONO OBBLIGATORIE SOLO DA NOI" (da "La
Repubblica" del 25 Settembre 1998)
Il sottosegretario Carla Rocchi
ROMA. - Carla Rocchi, senatrice del gruppo Verde,
sottosegretario alla Pubblica Istruzione non nasconde la sua
soddisfazione per la circolare firmata 48 ore fa da Rosy
Bindi e Luigi Berlinguer.
"Ci congratuliamo per la sensibilità dimostrata dai due
ministri nei confronti di una scelta consapevole: quella
della "non vaccinazione". Finalmente le associazioni dei
genitori, che hanno sostenuto la battaglia del diritto alla
scuola dei loro figli non vaccinati, vedono coronato il loro
impegno e la loro tenacia".
Cosa succederà ora ?
Da oggi direttori e presidi si dovranno limitare a
segnalare alla Usl competente e al ministero della Sanità i
nominativi degli alunni sprovvisti di certificati, senza
adottare provvedimenti che possono incidere sulla
partecipazione dello studente all'attività scolastica". Ha
vinto una battaglia..
"Per anni ci siamo battuti allo stremo perché passasse
questa nuova concezione, così l'Italia compie il primo passo
per allinearsi all'Europa. Ora dobbiamo mettere ordine in un
groviglio di leggi che ci ha reso il paese più vaccinato al
mondo. Su 18 paesi europei solo tre, l'Italia, la Francia e
la Grecia prevedono l'obbligatorietà delle vaccinazioni.
L'Italia era l'unico dove il certificato medico era
necessario per l'ammissione a scuola".
VACCINAZIONI E’ l’ORA della LITE (di Aberto CUSTODERO, da
"La Repubblica" del 25 Settembre 1998)
A scuola senza certificato.
TORINO - Via libera nelle scuole agli studenti-obiettori
privi del certificato di vaccinazione obbligatoria.
La decisione, che ha subito sollevato un vespaio di
polemiche soprattutto da parte dei pediatri, è contenuta in
una circolare firmata dai ministri della Sanità e della
Pubblica Istruzione Rosy Bindi e Luigi Berlinguer.
La circolare congiunta - in attesa che venga completata la
riforma della legge sulle vaccinazioni - consente l'ingresso
nelle scuole anche agli alunni sprovvisti dei certificati di
vaccinazione.
Favorevoli i commenti da parte di forze politiche di
maggioranza, come i Verdi, e opposizione, come Alleanza
nazionale; "È un provvedimento - ha detto Raffaele Pedrizzi,
responsabile dell'ufficio per le politiche della famiglia di
An - che, anche se tardivo, va nella direzione giusta. Le
vaccinazioni devono essere facoltative e non obbligatorie,
altrimenti si va contro la libertà di scelta terapeutica
delle famiglie e si calpesta il diritto allo studio".
La circolare è indirizzata alle scuole e solleva i direttori
didattici e i capi di istituto delle scuole pubbliche e
private dall'obbligo di esigere, per l'iscrizione di bambini
e ragazzi, la presentazione dei certificati di vaccinazione.
LA CIRCOLARE. VACCINAZIONI, A SCUOLA SENZA IL CERTIFICATO
(da "Il Messaggero" del 25 Settembre 1998)
ROMA - È stata firmata, dai ministri della Sanità e della
Pubblica istruzione Bindi e Berlinguer, la circolare
congiunta che consente l'ingresso nelle scuole (in attesa
che venga completata la riforma della legge sulle
vaccinazioni) anche agli alunni sprovvisti dei certificati
di vaccinazione.
A dare la notizia, è stata ieri la senatrice dei Verdi Carla
Rocchi. "Per noi è una grande soddisfazione - ha commentato
la senatrice - Ci congratuliamo per la sensibilità
dimostrata dai due ministri nei confronti di una scelta
consapevole: quella di "non vaccinazione". Finalmente, ha
aggiunto, "le associazioni dei genitori che hanno sostenuto
la battaglia per il diritto alla scuola dei loro figli non
vaccinati vedono coronato il loro impegno e la loro
tenacia". La circolare, che è stata siglata da entrambi i
ministri, è indirizzata alle scuole e solleva i direttori
didattici e i capi di istituto delle scuole pubbliche e
private dall'obbligo di esigere, per l'iscrizione di bambini
e ragazzi, la presentazione dei certificati di vaccinazione.
Da oggi in poi, ha spiegato la senatrice Rocchi, direttori e
presidi si dovranno limitare a segnalare alla Usl competente
e al Ministero della sanità i nominativi degli alunni
sprovvisti di certificati "senza adottare provvedimenti che
possono incidere sulla partecipazione dell'alunno
all'attività scolastica".
VACCINAZIONI (da "Il Manifesto" di Venerdì18
Settembre 1998 )
........... Bindi: "Si può rifiutare"……”Ci sono le
condizioni perché la vaccinazione non sia requisito
indispensabile" per l'iscrizione alle scuole, pur con le
necessarie cautele. È quanto ha sostenuto, in sintesi, il
ministro della Sanità, Rosy Bindi. Il ministro ha precisato
che si possono "attivare meccanismi che consentono la non
vaccinazione a chi la rifiuta". Si tratterà, ha precisato,
di tenere degli appositi registri e "fermarci se dovessimo
superare la soglia di sicurezza". E ha aggiunto che "siamo
impegnati a dare soluzione normativa" al problema delle
iscrizioni scolastiche rifiutate ai bambini non vaccinati
attraverso una circolare.
(da "Il Messaggero" di Giovedigarve; 17 Settembre 1998
)…….Prof. Fara (uno dei componenti della Commissione) ad
Aiuti che contesta la mancanza di un consulto con la
comunità scientifica nazionale:
"Ritengo di appartenere alla comunità scientifica e alla
sanità pubblica, insieme ai miei colleghi della commissione,
ed è proprio per evitare la pubblicità negativa che deriva
dalle proteste di quelle famiglie che rifiutano di far
vaccinare i propri bimbi che abbiamo pensato a questa sorta
di "scappatoia" ma ben controllata e motivata". Ma
l'interrogativo che sorge è quello di quanto il non dover
esibire la certificazione per l'ammissione a scuola possa
incentivare altri genitori a "disertare".
CAMBIA LA LEGGE SULLE VACCINAZIONI, ammessa l'obiezione per
non farle
CRONACHE ITALIANE (di Margherita De Bac, da "Il Corriere
della Sera" di Martedì, 8 Settembre 1998)
ROMA - Cambia la legge sulle vaccinazioni. Nel testo in
preparazione c'è una grande novità.
Per la prima volta viene riconosciuta e regolamentata
l'obiezione vaccinale. In altre parole, il genitore che per
provati motivi ideologici non vuole che il proprio bambino
venga sottoposto alle profilassi obbligatorie (difterite,
poliomielite, tetano ed epatite B) potrà chiederne
l'autorizzazione al sindaco attraverso una procedura che
vede interessati Asl e Tribunale dei minori.
Con questo lasciapassare l'alunno-obiettore potrà iscriversi
a scuola senza dover presentare il certificato di
vaccinazione. In attesa della legge, una circolare su cui
stanno lavorando ministero della Sanità e Pubblica
permetterà ai presidi di accettare anche l'iscrizione dei
non vaccinati. L'obiezione è tassativamente esclusa dalla
normativa attuale. Chi non rispetta la legge può anche
essere denunciato e costretto a vaccinarsi con l'intervento
delle forze dell'ordine (ma non si è mai arrivati a tanto).
Sulla proposta sta lavorando una commissione nominata dal
ministro Rosy Bindi, di cui fanno parte medici e giuristi.
Ieri il gruppo di lavoro si è riunito e ha consegnato il
progetto di modifica.
All'obiezione potrà ricorrere soltanto chi è contrario alla
vaccinazione per ideologia o, come succede già adesso, per
controindicazioni mediche - spiega l'igienista Gaetano Fara,
che fa parte della commissione -.
L'obbligatorietà non è in discussione, anzi, viene ribadita
e continuerà ad esserlo fino a quando gli italiani non
dimostreranno di capire l'importanza delle vaccinazioni.
Sarà necessario però migliorare il sistema vaccinale in modo
che le Asl siano in grado di gestire con serietà il sistema
dell'esenzione .
Da noi gli obiettori sono l'2% della popolazione e si
concentrano soprattutto nelle regioni del Nord Est dove sono
attivi comitati legati in qualche modo ai Verdi.
E proprio dai Verdi è partita la spinta verso il
riconoscimento della libertà vaccinale.
BIMBI a SCUOLA
SENZA
L’OBBLIGO delle VACCINAZIONI (da "La
Repubblica" del 3 Settembre 1998)
ROMA - Un temporaneo stop all'obbligo, per i presidi delle
scuole, di pretendere i certificati di vaccinazione per
tutti i bambini che accedono ai corsi, in attesa che venga
completata la riforma della legge sulla materia. A proporlo
è stata ieri il ministro della Sanità Rosy Bindi, nella
lettera di risposta inviata al portavoce dei Verdi Luigi
Manconi, il quale, qualche giorno fa, aveva sollecitato un
intervento dei due ministri per evitare il rifiuto della
frequenza ai corsi per gli alunni non vaccinati. La risposta
della Bindi anticipa le prime valutazioni della speciale
commissione istituita presso il Ministero della Sanità.
La Bindi sottolinea che, pur tenendo fermo il principio
dell'obbligatorietà delle vaccinazioni che ha consentito il
raggiungimento nel nostro paese di rilevantissimi traguardi
sanitari, è possibile consentire alcune deroghe, nell'
ambito di procedure in grado di assicurare il costante
controllo della situazione epidemiologica.
ESONERI dalle VACCINAZIONI, la BINDI: SOSPENDIAMO i
CERTIFICATI
(da "Il Messaggero" del 03 Settembre 1998)
ROMA - Al suono della campanella, le porte della scuola si
apriranno per tutti, con o senza vaccino.
Il ministro della sanità Rosy Bindi, infatti, proporrà al
ministro della Pubblica istruzione l'esonero temporaneo
della richiesta di certificato relativo alle vaccinazioni
obbligatorie per l'iscrizione alle scuole di ogni ordine e
grado. È questa, in sintesi, la risposta a Luigi Manconi,
portavoce dei verdi, che chiedeva ai ministri della Sanità e
della Pubblica istruzione un intervento per evitare il
rifiuto alla frequenza dei corsi per gli alunni non
vaccinati.
Bindi ha anticipato le prime valutazioni della commissione
istituita presso il dipartimento prevenzione del ministero
per studiare le possibili modifiche dell'attuale normativa
in materia: il principio dell'obbligatorietà delle
vaccinazioni rimane fermo, ciononostante è possibile
consentire alcune deroghe (oltre quelle già oggi previste e
connesse alle condizioni di salute del paziente). Dal
ministero della Sanità sottolineano anche che le deroghe
saranno comunque studiate nell'ambito di un sistema di
procedure in grado di assicurare il costante controllo della
situazione epidemiologica e la possibilità di immediato
intervento nel caso di rischi per la salute pubblica.
In attesa di una riforma legislativa è comunque possibile,
afferma il ministro Bindi, affrontare e risolvere a livello
regolamentare il problema dell'imminente inizio dell'anno
scolastico con una circolare congiunta dei ministri della
sanità e della pubblica istruzione che esoneri
temporaneamente i direttori delle scuole dalla necessità di
pretendere - al momento dell'accesso degli alunni ai corsi
scolastici - la consegna del certificato relativo alle
vaccinazioni.
STATI UNITI (USA):
dal 1 GENNAIO 2000 verrà utilizzato solo il vaccino
antipolio Salk, per tentare di evitare la polio da vaccino;
ed in Italia cosa si fa ?
Come è stato di recente pubblicato sul New York Times,
l’Accademia dei Pediatri americani, in linea con le
posizioni del CDC di Atlanta, ha recentemente raccomandato
di non utilizzare più, dal 01/01\2000, il vaccino antipolio
orale (vaccino Sabin ) e di eseguire nel nuovo calendario
vaccinale 4 dosi di vaccino (Salk - **), con iniezione
intramuscolare. Questa raccomandazione ufficiale è stata
fatta per tentare di eliminare la poliomielite da vaccino:
infatti è ormai noto che il vaccino antipolio orale (Sabin)
può determinare, casi di poliomielite da vaccino, distrofia
muscolare ed altre malattie molto gravi del sistema nervoso
centrale e periferico.
La poliomielite da vaccino è dovuta al fatto che il virus
vaccinale, nell’intestino del bambino, può diventare
virulento, per esempio con uno stato febbrile in ambiente
intestinale acido, ambiente che è proprio provocato
dall’introduzione di 1,5 milioni di virus con una sola
vaccinazione antipolio, ovviamente i bimbi immunitariamente
più deboli, subiscono questi gravi handicap.
Come già denunciato pubblicamente anche nella recente
trasmissione TV su Rai3: "Mi manda Rai3"
Viene solitamente affermato dalle autorità mediche,
sanitarie ufficiali, che la frequenza della paralisi
poliomielitica da vaccino è di 1 caso su 500.000-600.000
bambini.
Questa stima è stata però smentita dalla realtà: solo in
Italia, dal 1996 al ‘98, si sono avuti ben 9 casi di
paralisi poliomielitica da vaccino ! (3 per ogni anno) -
Poiché in 3 anni (1996/97/98) nascono in Italia circa
500.000 bambini x 3 anni = 1.500.000 bambini (3), la
frequenza di paralisi da vaccino è stata in realtà di 1 caso
ogni 166.000 bambini circa: quindi 9 bambini paralizzati
negli ultimi 3 anni con il vaccino Sabin antipolio; negli
anni precedenti, controllando le statistiche Istat, si
evince che non si sono semplicemente raccolti i dati, quindi
“ufficialmente” non ci sono stati casi !
Questi bimbi vaccinati e resi handicappati, sono un prezzo
inaccettabile per la cosiddetta "prevenzione" di una
malattia che dal 1983 (secondo i dati del Ministero della
Sanità) non esiste più in Italia e nel resto dell’Europa
occidentale; in effetti, i casi di polio che si sono
verificati in Italia dal 1983 sono stati dovuti al vaccino
Sabin.
Dall’inizio del 1999, con qualche anno di ritardo, è stata
applicata anche in Italia la scheda vaccinale USA, che
prevede: 2 prime iniezioni di vaccino antipolio intramuscolo
(IPV = Salk) seguite da altre 2 dosi di vaccino antipolio
per via orale (OPV = Sabin)
Questa scheda o protocollo vaccinale, si dice “riduce”, ma
non elimina, il rischio di paralisi da polio che è
sempre possibile; proprio per tentare di eliminare questo
rischio, negli USA dal 01/01/2000 si raccomandano solo
vaccinazioni con il vaccino Salk intramuscolare.
Ed in Italia ? Staremo a vedere ! Se si ripeterà la stessa
situazione di vergognoso ritardo con cui è stata applicata
la scheda americana (2 IPV + 2 OPV), ci vorranno un paio di
anni prima che si applichi anche in Italia la scheda con 4
IPV: nel frattempo, forse ci sarà qualche altro bambino
paralizzato da vaccino antipolio !, ma chi se ne
frega….tanto non sono i figli dei ministri della “sanità” !
Invitiamo quindi i genitori, che scelgono (peccato) di far
vaccinare il proprio bambino, almeno di richiedere con
insistenza l’applicazione del nuovo calendario americano e
quindi di eseguire le 4 vaccinazioni con il vaccino
intramuscolare (Salk
Bibliografia: Doctors Urge Polio Shots to Replace Oral
Vaccine - By DENISE GRADY
http://www.nytimes.com/library/national/science/health/120799hth-children-polio.html
Dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:
http://www.who.int/gpv-surv/country/italy.html
(4) Dati
tratti dal sito del Ministero della Sanità italiano :
http://www.sanita.interbusiness.it/
(**) Negli anni ‘60 nel mondo occidentale si iniziò a
vaccinare con il vaccino Salk ed il dott. Sabin accusò il
dott. Salk di uccidere e paralizzare migliaia di bambini con
il suo vaccino; quindi Sabin vincendo la battaglia
pubblicitaria, contro il suo rivale, potè sostituire il
vaccino Salk con il suo vaccino “Sabin” !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
vedi:
Leggi Italiane sulle vaccinazioni, per coloro che
non obiettano ai vaccini e quindi devono sottoporre i loro
figli a quelle infauste pratiche, prevedono dei tempi
precisi sulla vaccinoprofilassi che sono puntualmente
trasgredite dai medici vaccinatori:
Benché la legge sia chiara, la
Dittatura Sanitaria per mezzo di medici e giudici
consenzienti, impone in certi casi, con la forza (i
carabinieri) le vaccinazioni ai bambini e giovani di età
diverse da quelle previste e permesse dalla Legge Italiana e
questo avviene da 40 anni senza che nessuno abbia il
coraggio di gridare al misfatto.
Inoltre nessuna legge Italiana obbliga
qualsiasi preside a lasciare a casa un minore che sta
frequentando la scuola se non è vaccinato, eppure i figli
del coautore di questo trattato sono stati lasciati a casa 4
mesi prima del termine della scuola obbligatoria (alla
terza, seconda media ed alla prima e seconda liceo, dei suoi
figli); è scattata una denuncia da parte della preside delle
medie, che era stata messa al corrente della non
vaccinazione, ma li aveva giustamente accettati alla
frequenza scolastica, cambiando parere nel corso del 3° anno
delle scuole medie inferiori, ma giudici mal informati,
incapaci od indottrinati, hanno effettuato “sentenze” senza
senso ed in più illegali, (perdita della patria potestà
(affievolimento) e vaccinazione coatta, cioè con l’uso della
forza pubblica, i carabinieri) contro le quali si è dovuto
ricorrere giudiziariamente persino in Corte di Appello e
successivamente in Cassazione; oltre ai vari ricorsi al TAR
Lombardia ad ogni provvedimento dei presidi per allontanare
dalla frequenza scolastica i ragazzi ammessi all’inizio
dell’anno; con questi ricorsi è stato possibile far
rifrequentare la scuola.
Nessuno in circa 40 anni ha osato
denunciare i soprusi che sono stati fatti con le
vaccinazioni, su milioni di persone, salvo l’autore di
questo libro (20 anni fa) e molti altri, che si sono
autodenunciati per non aver vaccinato i propri figli.
Purtroppo il partito dei vaccini, ovvero la
mafia farmacologica sta cercando di instaurare in tutte
le nazioni del mondo attraverso l’OMS
(Or. Mondiale Sanità), la loro dittatura sanitaria e
vaccinatoria; quando questo partito finanziato dalle case
produttrici, avrà ottenuto il potere necessario, la
dittatura sarà terribile e produrrà effetti disastrosi.
In Italia il 7 Gennaio 1994 è stato emanato un “Decreto
Presidenziale” n. 8 (voluto dall’allora Ministro della
Sanità On. Garavaglia) dal titolo “Disposizioni urgenti in
materia Sanitaria” che contiene alcune direttive vincolanti
in materia di vaccinazioni: Articolo 9:
1) A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, l’esecuzione delle vaccinazioni obbligatorie su
minori NON PUO’ essere coercitivamente imposta con
l’intervento della forza pubblica.
2) Resta fermo l’operatività delle sanzioni previste a
carico di coloro che esercitano la potestà parentale o la
tutela sul minore, nonché dei direttori degli istituti di
assistenza pubblica o privata in cui il minore è ricoverato
o delle persone affidatarie di minori ai sensi della legge 4
maggio 1983 n. 184
3) I soggetti indicati al comma 2 sono personalmente
responsabili di ogni effetto dannoso subito dal minore o da
terzi, conseguentemente all’inosservanza delle disposizioni
di legge sulle vaccinazioni obbligatorie.
4) A parziale modifica di quanto disposto dall’articolo 14,
comma terzo, lettera q) della legge 23 DIC. 78 n. 833, ai
fini dell’esonero della obbligatorietà delle vaccinazioni il
certificato del medico curante o del medico specialista,
presentato dall’interessato, è VINCOLANTE per l’Unità
Sanitaria Locale (USSL).
Su questo decreto ministeriale occorre fare alcune
considerazioni:
A) Riconosciamo nel decreto lo sforzo del Ministro della
Sanità nell’iniziare finalmente il riconoscimento al sacro
santo diritto sancito anche dalla Costituzione (art. 32) sul
fatto che NESSUN trattamento sanitario obbligatorio può
essere imposto se questo viola i limiti imposti dal rispetto
della persona umana, ed il vincolo all’USSL di accettare i
certificati consegnati da colui che chiede legittimamente
l’esonero del TSO al Sindaco (Legge 833/78 art 33), ma
dobbiamo anche affermare che vi è, nel contenuto
un’affermazione veramente dittatoriale nel punto 3:
... sono personalmente responsabili di ogni effetto dannoso
subito dal minore o da terzi...; mentre possiamo “accettare”
la responsabilità sui propri ”tutelati” o sui figli minori,
quello che è scandaloso è che si debba accettare che per
ipotesi, il vicino di casa che si ammalasse di Difterite,
Tetano, Poliomielite, Epatite B, vi accusasse di essere voi
od i vostri figli coloro che glielo avrebbero trasmesso,
(pur non essendo malato di quella malattia) il giudice
“zelante” del Tribunale, potrebbe condannarvi addirittura
alla prigione !
Comunque alla data del 09/06/1994 il decreto Garavaglia è
stato fatto decadere dietro le pressioni della mafia
vaccinale. Anche in un successivo governo l’On. Berlinguer
dopo aver permesso l’accesso alla frequenza scolastica di
tutti i giovani non vaccinati, ha fatto marcia indietro per
le forti pressioni ricevute.
E dopo varie dimostrazioni popolari davanti al parlamento,
siamo riusciti con il consenso e la partecipazione di
parlamentari di vari partiti che hanno compreso e
caldeggiato le nostre legittime richieste a far sì che il
ministero della Pubblica istruzione emanasse una circolare a
tutti i Provveditori agli Studi d’Italia, che permette ai
bambini non vaccinati di presenziare alla frequentazione
scolastica, senza il certificato di vaccinazione,
adeguandosi finalmente all’articolo Costituzionale (n. 34)
che afferma che:
“…La scuola è aperta a TUTTI” non sta scritto che è
riservata solo ai vaccinati e negata ai non vaccinati.
Come abbiamo documentato precedentemente, anche in Italia ha
trovato solo di recente un definitivo epilogo, la spinosa
questione della frequenza scolastica per i bambini non
vaccinati.
Torniamo alle nostre considerazioni sui vaccini:
Vi ricordiamo che il 100 % dei vaccini prodotti nel mondo,
contiene delle
sostanze tossiche e sopra tutto contaminanti
pericolosi che derivano dal tipo di coltura sui quali
vengono “prodotti”, che in genere sono di origine animale,
ma che di fatto vengono inoculati in milioni di individui
con il vaccino.
Pensate che fino ad oggi i test per i vaccini (rarissimi) od
i farmaci (più frequenti) su cavie umane vengono anche
effettuati dalle case farmaceutiche nei paesi occidentali ed
in quelli del terzo mondo all’insaputa delle popolazioni ed
alcune volte nei paesi “civili” su detenuti o su volontari
pagati ma consapevoli di ciò che può loro accadere.
Recentemente e nell’era “moderna e civile” si sta
modificando il modo di agire di queste case farmaceutiche;
pensate che negli USA per avere delle cavie umane da
sottoporre ad esperimenti con nuovi farmaci, vaccini ecc.,
si fanno pubblicare degli annunci pubblicitari sui giornali
nei quali si invitano le persone che abboccano a soggiornare
gratuitamente in un certo luogo, con un tenore di vita da
ricchi ma a spese dell’azienda farmaceutica; questa offerta
viene fatta senza metterli al corrente delle vere
pericolosità, che in realtà sono sempre più gravi di quanto
gli sperimentatori sappiano o dicano; questa prassi è
tollerata dal Ministero della Sanità degli USA; questo pur
di avere delle cavie umane ignare ed inconsapevoli di quanto
accade loro; questo senza contare che se queste cavie sono
ancora in età prolifica, essi inseriranno nella loro
progenie tutte le informazioni incise dai farmaci o vaccini
che hanno consumato per prova nei vari test, sempre che
sopravvivano nel tempo senza molti danni.
50 casi di Legionella a TORINO, Italia, alcuni casi anche
mortali; indagine della magistratura da parte del Giudice
Guarignello. Il morbo del Legionario è chiamato così
in quanto i saccenti medici hanno creduto, per fede, che
esso sia causato da un microbo che si "nasconde" nelle
tubazioni dei condizionatori d'aria centralizzati.
Ebbene pochissimi sanno che i Legionari sono come tutti i
militari, sono tutti pluriVaccinati, appena arrivano alla
caserma ove dovranno stare fino alla fine del periodo
sottoscritto.
Molti di questi, dopo poche settimane, altri dopo mesi,
altri ancora dopo anni, si ammalano anche di quella malattia
per le allergie gravi ed handicappanti che le vaccinazioni
subite producono.
La stessa cosa avviene negli USA fra i militari ancor molto
di più che presso i civili, che pure loro vivono molta parte
dell'anno in locali ove vi è dell'aria condizionata
centralizzata.
NON è il microbo (chiamato della legionella) il responsabile
del problema, ma l’ipersensibilizzazione nervosa e
l’immuno depressione del sistema immunitario che i vaccini
producono e che indebolendo i soggetti vaccinati, fanno sì
che essi contraggano le più disparate malattie, allergie,
malattie gastro intestinali, degenerative, immunitarie,
epilessie, perdita di vista, sordità, ecc.
Giovane di 20 anni vaccinata per l'antiTifo contraendo
allergie gravi e dichiarate dalla medicina ufficiale
incurabili; una giovane donna di Monte Porzio (AN). NON
riuscendo ad essere curata da NESSUN medico della struttura
sanitaria ufficiale, si è rivolta alla medicina Omeopatica
traendone giovamento, però siccome i rimedi omeopatici non
sono rimborsabili dal Servizio "Sanitario" Nazionale che
l'ha resa allergica con la vaccinazione, essa è costretta a
pagare di persona i rimedi che l'aiutano a stare meglio !
Il Comune di residenza sta raccogliendo dei fondi per
aiutare la ragazza (non ricca) per pagare le cure alla
clinica di Monaco di Baviera in Germania.
INVITO TUTTI I MEDICI FAVOREVOLI AI VACCINI ad informarsi
sui danni dei vaccini ed a VERSARE una CONSISTENTE OFFERTA
"RIPARATRICE" alla ragazza offesa da TUTTI COLORO CHE
PROPAGANDANO I VACCINI DISTRUTTORI !
I reni di scimmia utilizzati per produrre i vaccini
antiPolio contengono il virus SV 40 ed altri contaminanti
non ancora ritrovati, mentre i reni di cane utilizzati per
produrre il vaccino antiMorbillo contengono sempre agenti
patogeni dell’epatite canina; entrambi i virus provocano
spesso reazioni che generano tumori maligni, infatti vi è
una forte recrudescenza nei bambini vaccinati di oggi di
tumori maligni, questa malattia era sconosciuta per i bimbi,
prima delle vaccinazioni di massa.
Dato che i sostenitori delle vaccinazioni non rinunciano
alla speranza di poter prevenire i danni della vaccinazione,
essi pensano di potervi riuscire migliorando la “qualità”
dei sieri, infatti oggi la maggior parte dei vaccini
proviene da colture su corion di uova di gallina fecondate;
per tentare di allontanarsi dai pericoli derivanti dalla
preparazione in colture di reni di scimmia e siccome la
pressione delle varie associazioni protezioni degli animali
si fa sempre più forte, si sta passando al coltivare sieri
vivi della Polio su cellule umane.
A livello mondiale si hanno a disposizione circa 30
preparati per vaccinazione, di cui se ne utilizzano solo
venti. Se fosse vero che per ogni malattia infettiva occorre
trovare un vaccino, dovremmo vaccinarci qualche migliaio di
volte, tante quante sono le malattie infettive:
Tutto ciò è semplicemente pazzesco !!! NON è questa la
via giusta !!!
I dati socio sanitari che abbiamo a disposizione per
indagare sull’andamento delle malattie “infettive” sono
quelli detti ufficiali.
Intorno al 1750 ci riferiscono i dati della Germania, ogni
anno morivano 75 persone su 10.000 casi di tubercolosi
mentre nel 1955 ne morivano solo 5; queste diminuzioni
naturali dell’andamento epidemiologico e mortale della
malattia sono state così evidenti che sorse un dissidio
all’interno della classe medico sociale sulle possibili
cause di tanta diminuzione; fra le teorie avanzate dagli
“esperti” ve ne furono 3 che risultarono le più discusse:
1) La teoria dei “contaggisti” sosteneva che, dopo Koch
Robert che aveva scoperto un bacillo sconosciuto nei malati
di tubercolosi (nel 1882), si pensò di segregare i malati in
centri di cura allontanandoli dal contatto con le altre
persone, ovvero da quel momento si crearono le prigioni per
i tubercolotici.
I sostenitori di questa teoria affermarono che la
recrudescenza fu dovuta a tale pratica anche se la
regressione iniziò 130 anni prima !
2) La teoria della “costituzione fisica” mise in rapporto il
palesarsi della tubercolosi con una particolare
predisposizione ereditaria. I predisposti morivano divenendo
quindi sempre meno numerosi mentre i non predisposti
sopravvissero.
I sostenitori di questa teoria rimproverarono a quelli della
precedente tesi, che essi avevano intralciato la selezione
naturale, con le loro cure ed assistenza ai malati.
3) La teoria igienista, vide che il progressivo calare della
malattia corrispondeva al miglioramento delle condizioni di
vita di strati interi di popolazione che non si ammalavano
più di quella malattia.
Il miglioramento era dovuto a condizioni di lavoro migliore;
ad alimentazione più completa varia e sostanziosa, alle
migliorie delle abitazioni civili. Le condizioni sociali,
alimentari, economiche, ecc., variando in meglio davano più
forza e vigoria ai Sistemi Immunitari di quegli uomini che
di conseguenza riuscivano a non produrre all’interno dei
loro corpi i batteri o bacilli della tubercolosi.
Quando si parla di condizioni sociali occorre precisare che
Thomas Mc Keown fa notare che il regresso delle malattie
infettive iniziò 200 anni prima dell’introduzione delle
vaccinazioni, ciò significa che una delle cause fondamentali
di questo naturale regresso fu l’eliminazione progressiva
della FAME.
Tramite l’agricoltura intensiva e con i trasporti dalla
campagna verso le città, si ebbero facilmente più prodotti e
maggior quantità (patate, mais, grano ecc.) per far fronte
alla fame della popolazione; infatti la fame era prima di
quel tempo, la malattia più grave che decimava le
popolazioni.
Occorre ricordare che l’immunizzazione da ogni malattia
cosiddetta infettiva, procurata e guarita in modo naturale,
è PERMANENTE mentre con la vaccinazione la “protezione”
sempre che avvenga, non è MAI permanente anzi tende a
divenire con il tempo anche nello stesso soggetto, più breve
fino a scomparire del tutto anche con i vari “richiami”.
Il Dott. Kalokerinos and Dettman del Biological Research
Institute -Australia- nel libro:
I pericoli dell’immunizzazione: “Secondo ricerche
sofisticate realizzate all’Aurtur Research Corporation,
Tucson, Arizona ed altrove, gli effetti prodotti dai
programmi vaccinali dell’infanzia sui linfociti T,
dimostrano che il Sistema Immunitario viene sostanzialmente
danneggiato al seguito delle vaccinazioni di routine”.
Ricordiamo come abbiamo già documentato, che i vaccini
purtroppo contengono:
1) Virus patogeni “morti” (in questo caso l’informazione
patologica del virus, viene rilasciata comunque al terreno
ed attraverso il sangue si informa tutto l’organismo);
“vivi” ma attenuati, ma una volta che questi ultimi sono
introdotti nell’organismo possono riattivarsi e creare
malattie nuove o simili (per le mutazioni indotte dal nuovo
terreno nel quale sono inseriti) a quelle che si vorrebbe
“proteggere” con la vaccinazione.
2) Batteri pericolosi e patogeni che sicuramente
destabilizzeranno comunque in futuro l’organismo
debilitandolo.
3) Metalli altamente tossici per tutti gli organismi viventi
tipo: Mercurio ed Alluminio (che producono lesioni ed anche
tumori cerebrali oltre a debilitare immediatamente il
Sistema Immunitario per le evidenti connessioni fra Sistema
Nervoso Parasimpatico vagali nella ghiandola del Timo, oltre
ad inibire, nel caso del mercurio, la produzione della
Mielina; questi metalli pesanti sono pericolosi anche per il
DNA).
4) Prodotti cancerogeni (formaldeide), oltre ai contaminanti
che nelle soluzioni biologiche non possono non esserci.
5) Antibiotici che creano allergie ed assuefazione.
Ma quello che è molto grave è che le vaccinazioni, che
vengono mescolate in questo “brodo pericoloso ed altamente
tossico”, sono iniettate direttamente nel sangue, senza
passare dalle naturali barriere difensive del Sistema
Immunitario.
Inoltre esse sono aggregate (4 alla volta) in un unico atto
vaccinale molto spesso nel medesimo giorno moltiplicato per
4 richiami, quindi 16 vaccinazioni per le femmine e per i
maschi occorre sommare quelle fatte a militare.
In più, tutto questo avviene su neonati e bambini (3 mesi e
6 mesi; 1 anno, 3 anni, 6 anni, 12 anni) con un Sistema
Nervoso Centrale ed Immunitario in fase di formazione, per
cui di fatto le vaccinazioni vanno ad interferire con le
normali funzionalità dell’organismo che se robusto di
costituzione soffrirà meno, ma per colui che è un poco
debole sarà facilmente la morte, oppure l’handicap perenne,
malattie croniche, malattie degenerative negli anni futuri,
allergie varie non guaribili ed anomalie che si
trascineranno per TUTTA la Vita.
Fino ad oggi 1994 NESSUN vaccino è testato anti: aids,
epatite B e C e chissà quanti altri contaminanti troveremo
in seguito con controlli più sofisticati.
Ora sentiamo cosa ci dice sulle vaccinazioni il Prof. G.
Buchwald (Germania) che fino al 1989 ha ricoperto la carica
di Primario, dirigendo la Clinica AM Park di BAD STEBEN;
dottore in medicina, specialista in medicina interna; medico
naturista e specialista in medicina sociale e termale:
“ ...Nella mia lunga esperienza professionale sono stato più
volte stupito di ricevere pazienti vaccinati con BCG
(antiTubercolosi) le cui forme di Tubercolosi erano simili a
quelle che presentavano i non vaccinati. All’epoca
esistevano ancora casi di tubercolosi infantile, ma non si
trattava più delle forme gravi (meningite tubercolosa,
tubercolosi miliare).
I difensori delle vaccinazioni affermano che, benché la
vaccinazione BCG non protegga al 100% contro la tubercolosi,
è perlomeno in grado di proteggere efficacemente dalla
meningite tubercolosa e dalla tubercolosi miliare. Questa
affermazione è ERRATA ed è dimostrabile con i dati ufficiali
in mio possesso.
Il fatto che dal 1950 al 1980 non vi siano stati casi di
infiammazione alle meningi e di tubercolosi miliare non si
deve ricondurre alle campagne di vaccinazione condotte nel
periodo, ma bensì al naturale regresso della malattia, la
tubercolosi, cosa che avviene sempre e per qualsiasi tipo di
malattia.
Nella ex Germania Ovest nel 1989 vi sono stati circa 1000
casi mortali di tubercolosi dei diversi tipi, ma nessuno di
quei casi riguardava dei bambini, ma persone di oltre 25
anni.
Se si considerano questi dati si può affermare che le
vaccinazioni BCG ai bambini piccoli sono superflue per
quelle nazioni ove lo standard di vita è come quello
Germanico.
Per quanto mi concerne non ho alcun dubbio sull’inefficacia
di un vaccino prodotto a partire da batteri della
tubercolosi bovina. Nel 1988 in Germania è stato deciso di
non considerare più la vaccinazione BCG e quella contro la
pertosse come vaccinazioni di rito”.
L’OMS ha dimostrato come questo vaccino fosse inefficace: un
test effettuato su 260.000 indiani (si cercano sempre nel
terzo mondo cavie per fare gli esperimenti) negli anni 70,
dei quali solo la metà fu vaccinata, successivamente negli
anni si accertò che i più contagiati dalla malattia naturale
furono proprio i vaccinati !
Situazione simile alla precedente si ritrova
nell’antiTifica, (Tifo: malattia dovuta essenzialmente
all’acqua inquinata), i vaccinati contraggono molto più
facilmente la malattia rispetto ai non vaccinati.
In Italia i casi mortali di Pertosse sono diminuiti
progressivamente dal 1946 fino al 1952 dai 1.500 a 500 casi
all’anno; l’introduzione del vaccino combinato DPT non ha
avuto effetto sulla diminuzione naturale e progressiva della
malattia; senza l’introduzione del vaccino il punto zero
sarebbe stato raggiunto nel 1962, invece l’andamento si
appiattì ed il raggiungimento era previsto per il 1970; ma
da quell’anno al 1980 vi fu il periodo delle vaccinazioni di
massa che portò alla stagnazione della regressione dei casi
mortali e rallentò la diminuzione generale.
Dopo la guerra diventò obbligatorio denunciare i casi di
pertosse; dal 1948 al 1960 i casi di malattia diminuirono da
65.000 a 30.000 in modo naturale; in seguito a questa
intensa diminuzione la segnalazione non fu più obbligatoria
dal 1961.
Dato che le malattie dette “infettive” rispecchiano
fedelmente gli standard di vita delle popolazioni, nazioni
con lo stesso standard presentano normalmente dati socio
sanitari simili; infatti anche in Svizzera ed in Austria,
l’andamento seguì esattamente quello della Germania.
Un rapporto del Ministero della Sanità (Italiano) tenuto
segreto, ci riferisce che questo tipo di vaccino cellulare è
prodotto da cellule di Bordetella Pertussis in fase I,
uccise ed assorbite su adiuvante minerale e somministrate
con iniezione sottocutanea od intramuscolare profonda, su
soggetti fra i 6 e 10 mesi.
Queste le reazioni riscontrate e indicate in quel documento:
...Le stime sull’efficacia delle 3 dosi di vaccino variano
fra 0 % e 100 %...; purtroppo non esistono stime precise
circa il valore dell’efficacia del vaccino...; a questo
vaccino vengono imputate numerose controindicazioni
documentate e ciò ha portato sia ad una diminuita
accettazione del vaccino (Gran Bretagna e Giappone) ed alla
decisione di alcuni governi di non raccomandare l’uso del
vaccino come routine (Svezia e Germania) (vedi Miller et Al
1982; Robinson et Al 1985).
Questo vaccino cellulare produce: febbre continua e
persistente, sonnolenza, irrequietezza, eccitazione, vomito
e perdita di appetito, pianto persistente, collasso,
iporeattività od ipotonia, colpo apoplettico anche
prolungato ed encefalopatie o morte (Cherry et Al 1988;
Fenichel et Al 1989; Editorial 1990; Hanna 1990).
I Giapponesi hanno prodotto vaccini acellulari utilizzati
fin dal 1981, ma non hanno raccolto nessun dato
sull’efficacia o meno di tale prodotto, ma essi ci dicono,
producono minori effetti collaterali.
Dal 1994 però, hanno reso facoltative le vaccinazioni fino
ad allora obbligatorie, per via degli effetti collaterali
riscontrati (vedi dati del loro Min. Sanità).
In Svezia è stato effettuato un test negli anni 1988-89
paragonando due tipi di vaccino acellulare (quello con 2
componenti antigeni PT+FHA, vaccino JNIH-6 e quello con un
componente solo antigene PT) nei confronti di un placebo (Ad
hoc Group 1988).
Gli effetti collaterali sopra riportati sono stati presenti
nel test, ma NON sono stati riferiti i confronti fra la
salute dei vaccinati (posteriormente alla inoculazione del
vaccino) e quelli non vaccinati !
Ecco come si continua a lavorare “scientificamente”, per le
vaccinazioni.
Difterite: dobbiamo dire qualcosa di più: In Italia nel 1918
(periodo della grande guerra) vi erano circa 100.000 casi; 7
anni dopo solo 25.000; nel 1925 (sotto il Fascismo) fu
introdotta la vaccinazione anti difterica ed immediatamente
i casi aumentarono ininterrottamente fino a 250.000 (1945)
anno nel quale vi fu la punta massima. Terminata la nuova
guerra, la discesa naturale riprese la sua corsa.
Oggi è stazionaria malgrado che la vaccinazione sia
obbligatoria.
In tutti i paesi del mondo ove è stata praticata, la
vaccinazione è stata ininfluente sul ciclo naturale della
malattia, ma in certi casi e paesi lo ha aggravato
enormemente aumentando di molto il numero dei casi
riscontrati.
Tutti i dati indicano che la miseria, la fame, la guerra,
gli anni difficili di intere popolazioni sono il terreno
propizio per le malattie “infettive”, (infatti i corpi
stessi producono le malattie perché non sufficientemente
nutriti dai fattori vitali, minerali, vitaminici,
enzimatici, microbici, ecc.).
Il Tetano non è di fatto una malattia cosiddetta “infettiva”
o contagiosa, l’infezione ci dicono può essere contratta
solo tramite ferite che non sono a contatto diretto con
l’aria dato che le spore tetaniche sono sensibili all’aria e
possono svilupparsi solo lontano da questa; è stupido
vaccinarsi contro il tetano per una qualsiasi ferita alla
pelle, basta succhiare e leccare la ferita, sputare il
sangue quindi orinarvi sopra; per di più, a detta dei
produttori la “protezione della vaccinazione” è valida solo
per 15 giorni.
Le spore del tetano si riscontrano sopra
tutto nel letame del cavallo, nella terra di giardino, negli
oggetti arrugginiti, nella polvere della strada, nelle
schegge di legno e nei vestiti usati. e sono molto sensibili
alla penicillina.
Un’infezione di questo tipo, non è mai stata in grado di
scatenare un’epidemia di Tetano.
Continua in:
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