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ASL
n........di.............. n
Gentile
Direttore
………………….
OGGETTO:
Vaccino profilassi per ns. figlio/a………
E’
nostro assoluto e primario interesse come genitori responsabili ed
esercenti la paria potestà, e vostro come ASL, organo dello Stato
italiano preposto alla Tutela della Salute dei cittadini, di tutelare
l’integrità e la Totale perfetta Salute di nostro figlio/a, come già
appurato in questi giorni dal pediatra, (vedi documento allegato)
pertanto,
Vi
informiamo che prima di discutere sulla eventuale vaccinoprofilassi che
avete richiesto con documento evidentemente illegittimo perché non
firmato dal sindaco, e visto che ormai si evidenziano sempre più i Gravi
Danni (anche genetici) dei vaccini, come dimostrato anche nelle recenti
sentenze di tribunali italiani sul risarcimento danni da vaccino a privati
cittadini lesi dai vaccini (vedi allegati), e come già certificato da
studi medico clinico scientifici, ormai di dominio pubblico, (vedi
allegati),
Chiediamo
ufficialmente e categoricamente
che
ci venga fornita Bibliografia di studi clinico medici scientificamente
provati e con Vs. dichiarazione scritta confermativa, sull’assoluta
innocuità di
tutti i vaccini obbligatori per legge e non, e relative loro
formulazioni, composizioni, descritte nelle schede tecniche dei vari
produttori, che dovete fornirci assieme agli studi, che dimostrino anche l’assoluta assenza, nei vari vaccini
da Voi utilizzati, di prodotti tossici e/o
pericolosi
(coadiuvanti, contaminanti) per la salute
umana.
Attendiamo
entro 30 giorni di dati richiesti.
Ricordiamo la Legge Italiana sui farmaci e vaccini:
"lo stato DEVE
(vi e' una legge in tal senso) informare i cittadini sui farmaci"....ed
i vaccini sono farmaci a tutti gli effetti !
Distinti
saluti
(firma dei genitori e/o e/o l'esercente la Patria Potesta')
vedi: LIBERTA' di
CURA +
Consenso
Informato
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Corrispondenza intercorsa fra un Cittadino e relativa
ASL di riferimento, nella quale si evidenzia
incapacita' a rispondere
alle richieste dei Cittadini !
- Lunedì 24 marzo
2008
Nessun dato scientifico a
sostegno dei vaccini: le prove
NB: non ho
voluto riportare i nomi dei vari dottori, responsabili
sanitari etc., perchè il mio intento non è sbeffeggiare
le persone (che spero sempre possano cambiare idea ed
accorgersi dei propri errori) quanto denunciare l'errore
scientifico e la truffa delle lobby farmaceutiche e dei
poteri forti che impongono simili pratiche pericolose.
Lettera inviata a due ASL
Lombarde (BG e BS)
Mittenti: XX e XY (genitori di zz)
Destinatario: dott. KK, responsabile del servizio
vaccinazioni del distretto di Bergamo (Brescia)
Oggetto: perplessità sulle vaccinazioni obbligatorie e
richiesta dati su sperimentazioni in doppio cieco
È indiscutibilmente suo compito dal punto di vista
legale recapitarmi la lettera con la quale ci invita a
far vaccinare il nostro figlio. Ed immaginiamo che il
contenuto di tale lettera non sia nemmeno stato deciso
da lei ma che si tratti di un modello che viene
utilizzato in tutta la regione se non in tutta la
nazione.
Però sta di fatto che tale documento inizia con una
contraddizione, un’antinomia così netta che ne pone in
cattiva luce l’estensore. Se infatti l’intestazione
della lettera da noi ricevuta reca la parola “invito”
(che in lingua italiana ha un significato per niente
ambiguo, ossia di una richiesta alla quale si può
aderire o meno a seconda dei desideri della persona alla
quale tale richiesta viene rivolta ) più avanti nella
stessa lettera si parla di “vaccinazioni obbligatorie”
(ed anche in questo caso la lingua italiana non ha
nessuna ambiguità in quanto obbligo significa né più e
né meno “coercizione”).
Le cose sono due a questo
punto: o chi ha predisposto questo modello non si rende
conto dell’errore, oppure se ne rende benissimo conto ed
utilizza un mezzo persuasivo di cui negli ultimi decenni
si è fatto abuso, la manipolazione delle opinioni
tramite un uso distorto del linguaggio (vedi l’ottima
analisi fatta da Stauber nel suo libro “Fidati, gli
esperti siamo noi!”, ed Il nuovo Mondo”). Mettendo
accanto ad una parola che richiama una coercizione (e
quindi sgradita a chiunque) la parola “invito” si
annacqua il significato reale del messaggio, se ne
sfumano i contenuti onde renderlo più accettabile.
Più avanti la contraddizione diventa ancora più
evidente, quando si fa persino riferimento a delle
“informazioni specifiche per ogni singolo vaccino” che
in realtà sono stringatissime, incomplete e a senso
unico. Tali “informazioni” non fanno il minimo accenno
ai danni da vaccino a breve, medio e lungo termine, alla
possibilità che i vaccini possano causare (come è
testimoniato da numerose evidenze cliniche) la stessa
malattia dalla quale dovrebbero difendere. Richiedere il
“consenso informato” sulla pratica vaccinale in seguito
a siffatte informazioni non ci sembra assolutamente
corretto.
L’obbligo a cui si riferisce la lettera in oggetto è
peraltro in palese contraddizione con i diritti sanciti
dalla “dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”
nonché dalla costituzione della Repubblica Italiana che
all’articolo 13 recita:
“Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione
o perquisizione personale, né qualsiasi altra
costrizione della libertà personale, se non per atto
motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e
modi previsti dalla legge.
Non è un caso il fatto che ci sia pendente presso la
corte costituzionale una causa per l’incostituzionalità
della legge sull’obbligatorietà dei vaccini. Una
legislazione che sancisca l’obbligatorietà
dell’inoculazione vaccinale (ledendo così la libertà di
scelta e di cura) è secondo noi in evidente contrasto
con la nostra costituzione.
Inoltre, se ci si volesse obbligare per legge a far
vaccinare la mia bambina facciamo notare che esiste un
profondo abisso fra obbligo legale e obbligo morale.
Siamo fermamente convinti che qualora la nostra
coscienza ci ponga in contrasto con l’obbligo di legge
dobbiamo sentire più forte l’obbligo morale che non
quello legale.
Durante le dittature nazi-fasciste (giusto per fare un
esempio paradossale, dato che si tratta di una questione
distante anni luce dall’oggetto della presente lettera)
la legge obbligava alla denuncia degli ebrei;
evidentemente l’obbligo legale era in assoluta
opposizione con l’obbligo morale di nasconderli per
tutelarli dalla barbarie hitleriana dei lager.
Le osservazioni sopra esposte potrebbero ovviamente
essere delle obiezioni puramente formali se noi avessimo
la certezza che le vaccinazioni in oggetto fossero un
valido aiuto per tutelare ciò che di più prezioso esiste
per ogni genitore, ovvero la salute del proprio figlio.
Non ci opporremmo infatti alla vaccinazione di nostro
figlio se avessimo le prove che i vaccini prevengono le
malattie infettive e che, nonostante i rischi e gli
effetti avversi, sono la migliore soluzione per la
prevenzione delle malattie stesse.
Purtroppo non ci risulta che esistano studi seri e
scientifici a tale riguardo, soprattutto perché manca
quella che dovrebbe essere l’unica vera e certa prova
dell’utilità dei vaccini: i dati di una sperimentazione
in doppio cieco con adeguato follow-up.
In realtà gli unici dati di
cui disponiamo relativi ad esperimenti in cui si è
utilizzato anche un gruppo di controllo sono quelli
relativi all’influenza e dimostrano senza ombra di
dubbio che la vitamina C è molto più efficace del
vaccino.
Nel loro lavoro “The effectiveness of vitamin C in
preventing and relieving the symptoms of virus-induced
respiratory infections” (Manipolative Physiol Ther,
ottobre 1999 vol 22 (8), pag 530-533) i dottori Gorton e
Jarvis hanno infatti dimostrato che la vitamina C è
molto più efficace dei vaccini nel prevenire l’influenza
e nel mitigarne i sintomi. Chi ha preso la vitamina C ha
l’85% di sintomi in meno rispetto a chi non l’assume,
chi si è fatto vaccinare ha il 25% in meno di sintomi di
chi non è vaccinato. Ciò significa contemporaneamente
due cose: primo che le persone vaccinate, nonostante il
vaccino, non sono immuni dall’influenza (altrimenti non
avrebbero nessun sintomo, e non “il 25% dei sintomi in
meno”), e secondo che la vitamina C è molto più efficace
del vaccino.
Per altro il VERS (sistema che riporta gli effetti
avversi ai vaccini) dell'FDA
(Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000
rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui
l'1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al
vaccino.
La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino
della pertosse. Recenti studi internazionali sembrano
dimostrare che la vaccinazione è causa della
SIDS (sindrome di morte
infantile improvvisa).
Numerosi studiosi di chiara fama, primo fra tutti il
dottor Robert Mendelsohn (autore del libro “Bambini sani
senza medicinali”, Red edizioni) hanno manifestato in
maniera netta la loro opposizione alle vaccinazioni
rifiutandosi di vaccinare i loro figli. Prova questa che
gli specialisti del campo non sono tutti d’accordo.
Citiamo ancora a tale riguardo i lavori dei dottori H.
Kramer “Sistema immunitario e vaccinazioni” (Macro
edizioni) e Gerhard Buchwald “Vaccinazioni il business
della paura” (edizioni CIVIS)
Ci chiediamo a questo punto dove sia il “consenso
informato”, che ci verrebbe richiesto all’atto della
vaccinazione. Dove, come e quando lo stato che ci
obbliga a vaccinare nostro figlio ci avrebbe informato?
Certo, ci siamo informati leggendo numerosi libri sulle
vaccinazioni, ma è stata una nostra iniziativa
personale, non certo voluta o incoraggiata dallo stato.
Per quanto ne sappiamo la letteratura medica possiede un
numero sorprendente di ricerche che documentano il
fallimento del vaccino. Epidemie di morbillo,
orecchioni, vaiolo, polio si sono manifestate in
popolazioni vaccinate. Nel 1989 il CDC (Center for
Diesease Control and Prevention) riportò:..”nelle scuole
con un livello di vaccinazioni superiore al 98% si sono
avute epidemie [di morbillo] fra i bambini di età
prescolare …” “... l’apparente paradosso è che, quando
il tasso di immunizzazione al morbillo aumenta a livelli
alti in una popolazione, il morbillo diventa una
malattie di persone immunizzate.”
È noto a tutti che i vaccini non sono la ragione
principale del basso tasso di malattie. Secondo
l’Associazione Britannica per il Progresso della
Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra
il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento
delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che
fossero introdotti i programmi di vaccinazione
obbligatoria.
A sottolineare questa conclusione è stato un recente
rapporto dell’OMS
(Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò
che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del
terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure
di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono
strettamente collegate con gli standard igienici ed
alimentari. I grafici dell’andamento nel tempo dei casi
di malattia indicano chiaramente che la diminuzione è
continua e costante già decenni prima delle campagne di
vaccinazione di massa.
La maggior parte delle
malattie infettive dell'infanzia hanno poche serie
conseguenze al giorno d'oggi. Persino le statistiche
conservatrici del CDC sulla pertosse durante il
1992/1994 indicano un tasso di guarigione del 98.8%.
Nella maggior parte delle volte, la malattie produce
immunità per tutta la vita, mentre l'immunità del
vaccino è solo temporanea.
Gli effetti negativi documentati del vaccino invece
includono disturbi immunologici e
neurologici cronici,
quali autismo,
iperattività,
scarsità di attenzione,
dislessia,
allergie,
cancro. I componenti del vaccino
includono noti cancerogeni quali
thimersol, il
fosfato
di alluminio e la formaldeide
- vedi:
Contenuto dei Vaccini
È altresì noto che esistano cure di malattie anche
importanti come la poliomielite basate su integratori
come il magnesio o la vitamina C che sono state
pubblicate su riviste scientifiche specialistiche. Nel
giugno 1949, all'apice della diffusione della
poliomielite, il dott. Frederick Klenner, ricercatore in
una clinica del North Carolina, riportò che l'iniezione
di una dose massiccia di vitamina C, fino a 20.000 mg
giornalieri (oggi la dose massima consentita è di 60
mg), aveva guarito 60 dei suoi pazienti.
I risultati furono pubblicati in una rivista medica, ma
non vi fu praticamente alcun interesse (il cardiologo
statunitense Thomas Levy ha ripreso il lavoro di Klenner
in un libro, “Vitamin C, Infectious Diseases & Toxins:
Curing the Incurable”).
Lo stesso successe per il metodo Neveau basato
sull’assunzione di cloruro di magnesio (vedi il libro
“Prévenir et guérir la poliomiélite” di A. Neveu) che ha
il “terribile svantaggio” di costare appena pochi
centesimi di euro. Anche allora gli ottimi risultati in
termini di cura furono ignorati perché potevano
scoraggiare la campagna vaccinale che prometteva
profitti miliardari alle aziende del settore.
Come se non bastasse i vaccini sono anche imputati di
diffondere, invece che curare, le stesse
malattie infettive dalle quali dovrebbero difendere,
come riporta il seguente articolo
International Herald Tribune, Sabato-domenica, 21 – 22
settembre 1996
NEGLI STATI UNITI SI PASSA ALL’INIEZIONE PER EFFETTUARE
LA VACCINAZIONE ANTIPOLIO
Washington Post Service
WASHINGTON – In seguito ad un lungo e acceso dibattito
tra i funzionari delle autorità sanitarie, il governo
degli Stati Uniti ha annunciato un cambiamento nel piano
di vaccinazione antipolio. Si raccomanda di
somministrare in futuro tramite iniezione le prime due
vaccinazioni delle quattro inizialmente previste per via
orale. Questa decisione è stata presa dal momento che la
consueta vaccinazione per via orale ha causato in alcuni
soggetti la poliomielite, malattia dalla quale la
vaccinazione dovrebbe proteggere.
Dei circa 8 casi di polio resi noti negli USA ogni anno
a partire dal 1979, nessuno è stato causato dai virus
originari naturali, ma dai virus del vaccino stesso,
preso per via orale, che contiene una forma del virus
attenuata creata in laboratorio.
Di conseguenza prima di arrischiarci a far vaccinare
nostro figlio avremmo urgente necessità di visionare, se
esistono, i dati relativi alla sperimentazione in doppio
cieco dei vaccini che lo stato vuole obbligatoriamente
inocularle, nonché gli studi che dimostrano che la
prevenzione vaccinale sia migliore della cura ad oggi
disponibili (incluse le cure col cloruro di magnesio o
con la vitamina C) per le varie malattie per le quali è
previsto obbligo di vaccinazione.
E vorremmo pure sapere, dato che siamo per principio
rispettoso della vita di tutte le creature viventi, se
tali vaccini vengono fabbricati sfruttando il dolore
degli animali (sfruttando ad esempio colture cellulari
di reni espiantati alle scimmie) o se vengono fabbricati
con tecnologie bioingegneristiche che aborriamo come uno
dei più grandi crimini contro la sacralità della natura
In attesa di una risposta alla nostra presente le
porgiamo cordiali saluti
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Ed ecco qui sotto la risposta ufficiale che non fornisce
nessuna delle prove richieste
RISPOSTA UFFICIALE
ASL -
AZIENDA SANITARIA LOCALE - AREA TERRITORIALE di BERGAMO,
DISTRETTO di BERGAMO -
Via Borgo Palazzo 130 - 24125 BERGAMO - Tel. 035/2270325 - Fax. 035/2270637
PADIGLIONE N.4 ROSSO
Sig. XX / Sig.ra XY
Oggetto: perplessità sulle vaccinazioni obbligatorie e
richiesta dati su sperimentazioni in doppio cieco.
In risposta ai Vostri quesiti, di cui alla lettera
datata 16/0612005 prot. ASL E0094297 del 17/06/2005, si
precisa che il calendario vaccinale inviato è stilato in
Italia, come in altri paesi, sulla base della situazione
epidemiologica che gli osservatori per le malattie
infettive soggette a profilassi vaccinale monitorizzano
costantemente. Le informazioni che avete acquisito dalla
nostra missiva sono, per ovvi motivi di spazio, una
traccia molto generale.
Qualunque altra informazione Vi potrà essere fornita
tramite colloquio presso il nostro Distretto.
Parlare dei Danni da Vaccino non è questione che
possa essere trattata per lettera, ricordando che
l'esiguità, di quanto fino ad ora è noto, non permette
conclusioni assolutamente certe riassumibili in poche
righe quali quelle del nostro invito.
A titolo esemplificativo si
riportano di seguito i dati sulla poliomielite associata
a vaccinazione con vaccino antipolio orale 5abin (si
ricorda che tale vaccino non viene più utilizzato
dall'agosto del 2002); tratti dal testo Vaccini e
Vaccinazioni del Prof. Giorgio Bartolozzi; Editore
Masson S.p.A., Milano 2002.
Il vaccino Sabin in rarissimi casi fu associato a
poliomielite postvaccinale, i dati si riferiscono
all'esperienza americana dal 1980 al 1995, dati forniti
dal CDC di Atlanta:
Rapporto fra numero di casi di poliomielite paralitica
associata a vaccino (VAPP) e numero di dosi distribuite-
USA 1980-1995 (CDC; 2000)
Spero che Vi sia palese
quanto la tabella indica. Per quanto riguarda la
situazione italiana dal 1981 al 2000 i casi di VAPP
furono 14. Due casi in bimbi non vaccinati contro la
polio (infettati da bimbi sottoposti a vaccinazione),
altri dodici in soggetti vaccinati direttamente. I casi
di VAPP quindi associati a vaccinazione furono quindi 12
in vent'anni.
Si riporta una tabella
sull'andamento della
poliomielite in Italia dopo l'introduzione del
vaccino orale Sabin (Vaccini e Vaccinazioni, Prof.
Giorgio Bartolozzi; Editore Masson S.p.A., Milano 2002),
avvenuta nel 1964.
Prima di tale introduzione si vaccinava con il vaccino
inattivato Salk dal 1958; i casi diminuivano ogni anno,
ma il loro numero permaneva comunque alto.
Nel 1958 si ebbero 8.377 casi pari ad una morbilità
16,7/100.000, nel 1963 2.830 pari ad una morbilità
5,5/100.000.
Così cambiarono le cose con l'introduzione del vaccino
Sabin nel 1964.
Per qualsiasi chiarimento
riguardante l'uso specifico dei singoli vaccini si
ribadisce che il Distretto è a disposizione per un
colloquio su appuntamento.
Si ricorda inoltre che se anche attualmente alcune
malattie sottoposte a profilassi vaccinale sono quasi
scomparse, permane sempre l'indicazione a vaccinare.
In Inghilterra alcuni anni or sono fu soppressa la
vaccinazione antipertossica perché non si registravano
più casi; quando nella popolazione gli individui
suscettibili raggiunsero un numero tale da poter dar
luogo ad una epidemia, questa comparve Immediatamente
con forme cliniche gravi, accompagnate da complicazioni:
le autorità sanitarie furono costrette a reintrodurre la
vaccinazione che tutt'ora viene praticata.
Per quanto attiene alle
"origini" dei vaccini:
Il vaccino contro la poliomielite Salk ha due origini di
coltivazione - Cellule diploidi umane
- Cellule di rene di scimmia verde dell'Africa
I1 vaccino contro l'epatite "B" è prodotto con tecniche
bioingegneristiche.
I1 vaccino contro il morbillo attualmente da noi usato è
coltivato su tessuti embrionali di pollo. I1 vaccino
contro la parotite attualmente da noi usato è coltivato
su tessuti embrionali di pollo. Il vaccino contro la
rosolia attualmente da noi usato è coltivato cellule
diploidi umane.
Si allegano di seguito il testo riassuntivo d'una
sentenza della Cassazione in tema d'obbligo vaccinale e,
se Vi interessasse, anche il testo integrale
Il Responsabile del
procedimento: dr. ZKZ
NdR: vedi
Contenuto dei Vaccini
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Breve commento alla lettera dell'ASL:
In questa lettera
NON ci
sono dati scientifici richiesti
Nessun dato relativo ad esperimenti in doppio
cieco sui vaccini
Nessun dato su esperimenti con gruppo di
controllo di bambini non vaccinati
Nessun dato che dimostri come i vaccini abbiano
causato la diminuzione di casi di poliomielite difterite
tetano etc. (le malattie
stavano già scomparendo decenni prima che
fosse introdotto il vaccino, e la
diminuzione dagli anni '50
in poi non costituisce alcuna prova dell'utilità della
profilassi vaccinale, solo la constatazione della
costanza di un trend di diminuzione, per altro spesso
interrotto da un piccolo rialzo dei casi di malattie
subito dopo una campagna di vaccinazione)
Nessun dato che induca ad avere più paura della
malattia che non del vaccino
Nessun dato da contrapporre a numerosi dati
scientifici da noi segnalati,
nessuna pubblicazione scientifica da opporre
ad interi libri da noi segnalati.
Niente, niente di niente.
Dall'altra ASL abbiamo
ricevuto l'invito ad un colloquio durante il quale
ci
è stato assicurato che i dati da noi richiesti non
esistono, che i medici "non hanno avuto il tempo" di
effettuare studi con un gruppo di controllo (in 60 anni
è mancato il tempo, ma dai, per favore) perchè c'era
l'urgenza delle epidemie (nell'urgenza si utilizzano
mezzi che non si sa sa fanno più male che bene ? si
agisce a casaccio ? e l'urgenza è durata 60 anni ? siamo
ancora in fase di urgenza ? perchè non li fanno adesso
gli studi ?).
Ci è stato però ripetuto mille volte che bisogna
vaccinare perchè in caso di epidemia potrebbe succedere
che ... non avreste paura di un'epidemia ... e così via
dicendo ....
paura, paura, paura ...
Sì, abbiamo paura, certo, paura dei vaccini e di tutti i
veleni che contengono
!
Appena posso sistemo e metto
on-line una replica a quando scritto dalla ASL anche se
veramente mi chiedo se valga la pena, rispetto alla
vuotezza di contenuti riscontrati nelle parole di chi ci
vuole convincere dell'utilità delle vaccinazioni.
Tratto da: scienzamarcia.blogspot.com
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