|
Le Carre', il
Re del Thriller
accusa
Il
cartello delle
case farmaceutiche che
impone i prodotti
ad ogni costo.
Dottori
e
ricercatori
venduti.
Medicina Killer.
Non la cronaca dello scandalo Lipobay, ma la trama del
nuovo romanzo del maestro della spy story. Che, dopo un anno di studi, denuncia:
la realtà è peggio.
(NdR: In Argentina la
compagnia farmaceutica
Bayer è stata
condannata a pagare un indennizzo di 968.000 pesos
(circa 206.000 dollari) ad una vittima del farmaco
anticolesterolo Lipobay/Baycol. La vittima, Flavio Rein, ha
sofferto danni irreparabili alla muscolatura, disturbi
visivi e danni ai reni dopo aver usato il farmaco per un
mese soltanto.
A renderlo noto è la Coalizione contro i pericoli derivanti
dalla
Bayer (CBG
Germania) in un
comunicato pubblicato oggi il 05/10/2012)
L'
interrogativo più interessante "che solleva lo scandalo Lipobay
(A) è
come sia potuto finire sul mercato un
farmaco pericoloso.
In base a quali
test clinici è stato approvato ?
Da quali organi indipendenti ? E perché
non c’è stata un’adeguata sorveglianza dopo la sua
commercializzazione ?
La risposta è sempre la stessa: enorme pressione
commerciale persuasione, influenza, ma soprattutto strapotere di
Big Pharma, il
cartello delle
case farmaceutiche".
(A) - 2001: La casa
farmaceutica tedesca
Bayer ammette che
52 persone sono morte
a causa degli effetti collaterali del farmaco per il
colesterolo Lipobay. Il farmaco era stato ritirato dal
mercato all'inizio di agosto
Dal
suo salotto londinese di Hampstead, il re della spy story
John Le Carré
scaglia un’invettiva contro le
multinazionali delle medicine. E lo fa
con cognizione di causa: il suo ultimo romanzo, il giardiniere tenace,
in libreria per Mondadori a fine mese, è una documentatissima (ed
arrabbiatissima) requisitoria
contro le attività del
cartello dei farmaci.
Nel Terzo mondo, ma anche
nel primo.
Frutto di un anno di ricerche e di 70 anni di esperienza di
vita, il diciottesimo libro dell’ex agente segreto David J. M. Cornwell
in pochi mesi ha scalato le classifiche di mezzo mondo. L’edizione
inglese ha già venduto 200 mila copie, quella spagnola 86 mila, quella
tedesca altrettante (intanto, se la ong Oxfam gli ha scritto per dirgli
quanto il suo libro era stato utile al Terzo mondo, il governo del Kenya
gli ha scatenato contro interi studi di avvocati).
Un successo dovuto alla maestria del romanziere, ma anche alla forte
attualità del suo atto d’accusa.
Più di un anno fa attaccava così la Bayer. "Una delle case farmaceutiche più importanti del mondo"
si legge nel libro "ha messo centinaia di pazienti a rischio di
infezioni letali".
Sig.
Le Carré, la lettura del suo libro è un'esperienza forte. Eppure lei
dice che, rispetto alla realtà, "è edulcorato come una cartolina
illustrata" Ma com’è la realtà?
Stiamo attraversando una fase di capitalismo fuori controllo. Alla
fine della guerra fredda sostenevo che dovevamo varare la perestrojka del
capitalismo. Non abbiamo voluto farlo. E adesso paghiamo il conto.
La
realtà ? La realtà è che, in un mondo in cui solo nell’Africa sub
sahariana
esistono 37 milioni di sieropositivi, l’industria farmaceutica stabilisce
i prezzi delle medicine antiretrovirali in base a quello che il mercato
americano può sostenere. In apparenza quei prezzi sono giustificati dai
costi della ricerca.
Peccato che tali spese siano state sostenute dai
contribuenti americani, che hanno finanziato i laboratori statali dove
sono stati sperimentati quei farmaci. Ma ancor più terrificante è la
corruzione dell’opinione medica da parte delle case farmaceutiche.
Lei scrive che non ci sono quasi più opinioni mediche "non comprate".
Quando ho indagato sull’industria farmaceutica per scrivere Il
giardiniere tenace, ho scoperto scienziati mercenari che approvano
solo ciò che è commercialmente conveniente, università invase dalle
case farmaceutiche, che sponsorizzano laboratori e assegnano borse di
studio; giornalisti totalmente dipendenti dalle informazioni delle
aziende, che li inondano di regali, pranzi e viaggi... Mi sono occupato
dell’industria farmaceutica, ma lo stesso discorso vale per quella
petrolifera o quella forestale.
Perché questa degenerazione?
Penso che sia successo qualcosa di terribile durante il love affair
fra Ronald Reagan e Margaret Thatcher.
È stato in quel periodo che
l’Europa è stata infettata dall’idea di espansione illimitata: "In questo minuscolo globo possiamo
espanderci quanto vogliamo, senza contare i costi. E tutti quegli
scienziati liberal-capelloni che parlano di inquinamento vadano a quel
paese".
Risultato: semaforo verde per lo
sfruttamento del Terzo mondo. La globalizzazione.
Anche per lei globalizzazione equivale a sfruttamento? Eppure, secondo
George Bush ridurrà la povertà.
Possiamo avere prove che lo dimostrino ? Per quello che, ho potuto
vedere nel Terzo mondo, la globalizzazione ha un effetto negativo. Ovunque
ci siano materie prime (o manodopera) da sfruttare, le
multinazionali si
comportano come eserciti invasori.
E si lasciano dietro solo terra bruciata.
Un
suo personaggio dice: "Credi che siano i governi a controllare il
mondo? Adesso si canta Dio salvi le multinazionali”, lo sai ?".
La realtà è che la globalizzazione
è guidata dal business. E non dai governi, che ormai sono burattini del
potere economico. Un esempio? Prima delle ultime elezioni britanniche, a
Tony Blair è stato chiesto di esprimersi sul processo intentato in Sud
Africa da 40 multinazionali per impedire al governo di importare medicine
a basso costo per combattere l’emergenza
aids. Ebbene, Blair ha assunto la posizione di Bush e ha sostenuto le
aziende farmaceutiche, parlando della "santità della proprietà
intellettuale".
Perché
ha fatto questa dichiarazione ?
Me lo sono chiesto anch’io. E ho immaginato questo scenario: il capo di
una multinazionale chiama e dice agli uomini di Blair: "Guardate,
dovete scegliere.
Noi abbiamo in Galles uno stabilimento che da' lavoro a 22 mila persone.
Mi spiace, ma potrebbe dover essere trasferito in Italia o in Malaysia.
Tutto quello che vi chiediamo è di non fare errori. Adesso ci capiamo".
Scene simili, a mio avviso, si ripetono ogni giorno.
Nella campagna
elettorale di Bush,
Big Pharma ha speso 90 milioni di dollari per
sostenere i repubblicani.
Più del doppio di quanto avesse speso la lobby del tabacco nelle
precedenti elezioni. Il motivo? Ridurre i controlli statali
sull’industria e spazzare ostacoli "imparziali".
Ci
va giù pesante. Non ha mai avuto problemi ?
Dopo la pubblicazione del libro ho ricevuto una lettera infuriata
della Novartis: mi chiedeva se avevo il coraggio di andare a difendere la
mia posizione nella sua sede di Basilea. L’invito più sgarbato che
abbia mai ricevuto. Non l’ ho accettato.
Lei
sarebbe sceso in piazza a Genova ?
Ci ho riflettuto, concludendo che son più bravo a scrivere. Racconto
storie convenzionali, lette da persone convenzionali. E spero
così di attaccare in modo sovversivo, le loro idee convenzionali.
Comunque,
cosa pensa di Seattle ?
Che abbiamo bisogno di Seattle senza vetrine rotte. Mi rende perplesso,
però, la mancanza di proposte alternative. Non so per cosa marcerei. So
contro cosa marcerei. Comunque, un’alternativa a breve termine c’è: i
governi devono ricominciare a esercitare un’azione di controllo sulle
aziende. E non esserne succubi.
Nel mio paese è appena saltato fuori che
due terzi dei membri del comitato che stabilisce quali medicine fornire
agli assistiti del servizio sanitario nazionale inglese erano sul libro
paga di industrie farmaceutiche.
Tessa,
la protagonista del suo libro,è mezza italiana. Perché?
Per vari motivi. Il principale è che, fra i personaggi a cui mi sono
ispirato, c’è un medico di origine italiana. Il suo nome è Nancy
Olivieri, dell’Ospedale per bambini malati di Toronto che opera anche in
Italia. Nel 1998 Nancy Olivieri aveva firmato un contratto di ricerca con
una grande casa farmaceutica canadese, la Apotex, per investigare sulla
talassemia. Olivieri lavorò su un farmaco che avrebbe evitato le continue
trasfusioni di sangue ai malati. Una cura potenzialmente magica. Poi la
dottoressa scopri che quella medicina aveva effetti collaterali
pericolosi. A quei punto, pubblicò i risultati delle sue indagini sul New
England Medical Journal.
La Apotex la denunciò per aver infranto la
clausola sulla riservatezza. E la facoltà universitaria ? Prese le
distanze da lei.
Ad anni di distanza la vicenda non è chiusa: ora sta per
arrivare alla Corte europea. E diventato un caso emblematico del potere
del business sulla verità scientifica.
Ce
ne sono altri, dl casi simili ?
Eli Lilly, la produttrice del Prozac, per esempio, ha smesso di finanziare
qualsiasi corpo accademico, rivista o università che osi criticare il
Prozac e i suoi effetti collaterali. So di uno scienziato britannico che
doveva essere assunto all’università di Toronto.
Ma ha scritto un
articolo in cui parlava degli effetti collaterali del Prozac. Il contratto
è stato cancellato.
La via d’uscita, però, non è condannare le
attività delle multinazionali, ma controllarne gli effetti. Peccato che
non lo faccia nessuno. Neanche l’Onu....
Lei
mette alla berlina tutti: le multinazionali, l’Onu, il Foreign office,
Scotland Yard e anche alcune ong. Si salvano solo eroi isolati come Tessa ?
Ho solo l’aspettativa, più che la speranza, che un giorno produrremo un
sistema migliore. Quando mi sono messo a lavorare a questo libro, mi sono
detto che se fosse l’ultimo (e potrebbe esserlo) dovevo riportare
fedelmente quello che avevo visto. E il mio punto di vista è estremamente
pessimista.
By Elisabetta Burba - da: Panorama 30/08/2001
vedi anche:
Come distruggere in
maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
+
Falsita' della
medicina ufficiale +
1000 studi sui Danni dei Vaccini +
I veri padroni della
sanita' nel mondo
+
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata +
Sindacato Rockefeller +
Dittatura sanitaria +
Big Pharma +
Perche' vaccinare ?
|