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Questo
è il testo del "Comunicato Stampa" inviato a tutta la stampa
italiana nel mese di Dicembre del 1995, dal presidente dell’Associazione
Universo Bambino e che è passato in totale sordina:
L’Associazione Universo Bambino di Bari, comunica (1996):
"Lo studio presentato e
pubblicato su:
The Mediterranean Journal of
Surgery and Medecine dal
dott.
Massimo Montinari, Medico Chirurgo,
Presidente dell’Associazione Universo Bambino, è riferito a 48 pazienti
che si sono rivolti alla sua Associazione dopo essere stati ricoverati
presso numerosi Centri Ospedalieri nazionali e stranieri; questi sono
stati selezionati da ben 186 malati, affetti da patologie del SNC (Sistema
Nervoso Centrale), osservati nel periodo Apr/94 - Ott/95.
Nella storia di ogni paziente si documentava l’insorgenza di segni
clinici relativi al SNC ed apparato digerente, in concomitanza o
immediatamente dopo la somministrazione di vaccini (per la Polio Sabin e
Salk, Difterite-Tetano, Morbillo, Difterite, Tetano, Pertosse,
TBC).
La proposta di studio è riferita alla valutazione del quadro immunitario
dei pazienti ed al ruolo dell’immunogenetica nella diagnosi di patologie
ad eziopatogenesi spesso dubbia ed handicappanti; l’attento studio del
braccio corto del
Cromosoma 6 dell’uomo, la caratteristica genetica e l’azione
di virus a DNA in soggetti sottoposti a vaccinoprofilassi in età
pediatrica, ha consentito di valutare una caratteristica ricorrenza di alleli nel quadro genetico di tutti i pazienti
sottoposti a
vaccinoprofilassi e insulto da virus a
DNA ".
By UNIVERSO BAMBINO
Definizione di Cromosoma: Con il nome
di cromosoma 6 si indica, per convenzione, il sesto
cromosoma
umano in ordine di grandezza. Come di ogni
autosoma, si hanno due copie anche del cromosoma 6.
Il cromosoma 6 possiede all'incirca 170 milioni di
nucleotidi. I due cromosomi 6 rappresentano all'incirca
il 6% del DNA totale nelle cellule umane. Sono stati
individuati oltre 1300
geni. Si ritiene però possa contenerne fino a 1600. Tra
di essi, figurano oltre cento geni correlati al
complesso maggiore di istocompatibilità (o MHC),
meccanismo
immunologico fondamentale per l'organismo umano.
Commento
Importante, vedi: Le
dichiarazioni del
Prof.
F. Nobile (Istituto dei Tumori di Siena) il quale
essendo stato audito dalla
Commissione del Senato per l'Uranio
Impoverito, ha affermato di
aver controllato,
con apposite analisi
cliniche di laboratorio, TUTTI i militari
(600) della
divisione "Folgore", militari tutti quanti
plurivaccinati
e li ha trovati TUTTI
IMMUNODEPRESSI !
Gli
anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino
NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in
confusione è che parte della reazione nei confronti del
vaccino porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente considerato
immunità.
vedi:
Cosa e' un VACCINO
+
Contenuto dei Vaccini
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TROVATO
il meccanismo di azione delle
tossine dei
VACCINI
anche sul cervello
!
ANSA, Roma, 22 Mar. 2009 - Esiste un
passaggio segreto che permette alle
cellule immunitarie di penetrare nel
cervello e di aprire la strada ad
una seconda ondata di cellule
pericolose, capaci di scatenare
malattie autoimmunitarie, come la
sclerosi multipla, nelle quali il
sistema immunitario aggredisce
l’organismo al quale appartiene.
La scoperta della nuova porta,
pubblicata sulla rivista
Nature Immunology, potrebbe
portare in futuro a nuove armi per
contro la
sclerosi multipla, "ma non solo:
lo stesso meccanismo potrebbe essere
coinvolto in altre malattie
autoimmuni", osserva la
coordinatrice della ricerca,
l’italiana Federica Sallusto, dell’Istituto
svizzero per la Ricerca in
Biomedicina (Irb) di Bellinzona,
diretto da Antonio Lanzavecchia.
Oltre che con Lanzavecchia, il
lavoro è stato condotto in
collaborazione con Andrea Reboldi,
dell’Irb, e da Antonio Uccelli,
dell’università di Genova. Il
passaggio segreto che permette di
entrare nel cervello alle cellule
apripista è il plesso coroideo, una
vera e propria matassa di vasi
sanguigni nella quale viene prodotto
il liquido spinale. È una via
d’ingresso alternativa a
quella che da tempo è considerata il
«portone principale», ossia la
barriera emato-encefalica.
Che ci fosse un’altra entrata era
noto, spiegano i ricercatori, ma
questa era considerata una sorta di
"porta di servizio", di importanza
secondaria. Adesso, osserva
Lanzavecchia, "conosciamo la
funzione di questa porta segreta e
si può pensare a future strategie
terapeutiche in grado di bloccare
questo ingresso".
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Questo e' cio che la
medicina allopatica afferma sull'immunodeficienza:
Con il termine immunodeficienze si indica uno spettro molto
eterogeneo di malattie, distinte le une dalle altre sia sul
piano eziologico che patogenetico.
In generale le immunodeficienze derivano da alterazioni di
diverso tipo a carico sia dei componenti della
immunità specifica (umorale e cellulo-mediata), che
innata (principalmente
sistema del complemento e dei
fagociti mononucleati).
Le immunodeficienze vengono suddivise in due tipi
principali:
- immunodeficienze congenite o primitive: derivano da
alterazioni intrinseche del sistema immunitario; -
immunodeficienze acquisite o secondarie: così definite
perché, in esse, il deficit immunologico è secondario a
patologie diverse, come
AIDS e
malattie neoplastiche e
autoimmunitarie, sia sistemiche che organo-specifiche.
La classificazione delle immunodeficienze è molto
complessa e non ancora ben definita.
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino
NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in
confusione è che parte della reazione nei confronti del
vaccino porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente considerato
immunità.
Comunque questo e' cio' che gli stessi
medici allopati
vaccinatori affermano:
Le
ImmunoGlobuline (chiamate anche anticorpi) esistenti
nell’organismo umano, si dividono in diverse categorie : IgA
- IgG - IgM - IgE; ognuna di queste ha funzioni diverse.
Le IgG sono la categoria più importante nella difesa dalle
malattie dette infettive.
Le IgE sono invece uno degli indici più fedeli della
tendenza allergica dell'organismo: più il livello delle IgE
è elevato, più è probabile che l'organismo possa sviluppare
malattie allergiche: esempio, dermatite atopica, orticaria,
rinite allergica, asma).
Uno
degli esami più comuni per valutare l'esistenza delle
allergie è infatti il RAST, che misura il livello nel
sangue delle IgE specifiche contro certi antigeni:
esempio, graminacee - pelo del gatto - acaro della
polvere allergie varie, ecc.).
Di solito, si afferma che i vaccini creano
nell'organismo una risposta immunologica simile a quella
creata dalla malattia per cui ci si vaccina, e per
dimostrare ciò e per verificare l'efficacia dei vaccini,
si misura il livello delle IgG che l'organismo ha creato
contro l'antigene introdotto con il vaccino (virus o
batterio).
È poco noto però, che alcuni vaccini (per la
difterite,
tetano,
influenza) fanno aumentare anche il livello
delle IgE specifiche contro l'antigene introdotto con la
vaccinazione: questo significa che questi vaccini fanno
aumentare la tendenza allergica dell'organismo ed
infatti, in alcuni studi effettuati, è stata notata una
stretta relazione fra l’aumento delle IgE e la comparsa
di effetti collaterali dopo il vaccino.
In particolare nell'abstract: “Vaccinazione di
bambini con malattie allergiche con dosi ridotte di
anatossina DT-m adsorbita”, si afferma che: "durante il
periodo postvaccinale essi hanno
inoltre manifestato un incremento dei livelli di IgE e
un'esacerbazione della malattia di fondo nel 17.8% dei
casi."
Questo significa che un elevata percentuale di bambini
(quasi 1/5) presenta, secondo questi studi, un
aggravamento della propria
malattia allergica come conseguenza
diretta della vaccinazione.
NON esiste al MONDO uno Studio in doppio cieco
fra bambini Vaccinati e bambini NON vaccinati...
controllati anche nel corso degli anni susseguenti fino
a 25 anni...chissa' perche' ?? perche' si
scoprirebbe finalmente che i vaccini inducono alle piu'
svariate malattie ed il "mito" dei vaccini
CROLLEREBBE con i
fatturati delle
aziende farmaceutiche
che li producono.
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Vaccinazioni: un danno
GRAVE al sistema
immunitario - Nuove Conoscenze
sul Sistema Immunitario e Conseguenze a Medio e Lungo
Termine dell'Utilizzo dei Vaccini.
Il dott. Heinrich Kremer è
medico e ricercatore e insieme al dott. Stefan
Lanka fondò a suo tempo REGIMED, un gruppo di ricerca
scientifica che si avvaleva della collaborazione di
scienziati, medici e giornalisti. Il dott. Kremer è
stato uno dei primi medici ad occuparsi di AIDS in
Germania dove ha rivestito la carica di Direttore
dell’Ospedale interregionale per le malattie legate alle
tossicodipendenze e quella di incaricato ministeriale
della politica sanitaria per le tossicodipendenze in
cinque “lands” tedeschi (compresa la città di Berlino)
proprio grazie alla sua trentennale esperienza
nell’ambito delle droghe.
Qui di seguito anticipiamo
un estratto da un suo recente e approfondito studio
sulle dinamiche dell’aggressione che i vaccini compiono
a danno del sistema immunitario. Lo studio in versione
integrale probabilmente sarà pubblicato da questa stessa
editrice.
Gli studi su cui il dott. Kremer basa le sue ricerche
mettono in luce quanto siano antiquati i fondamenti su
cui si impernia la teoria vaccinale. Oggi, grazie a ciò
che Kremer documenta e che oramai sappiamo sul sistema
immunitario, è palese che la tecnica di produzione e di
inoculazione dei vaccini si rivela priva di fondamento
scientifico e di elementi che la sostengono, soprattutto
quando pretende di trattare ogni neonato o bambino con
la stessa dose, le stesse sostanze e alla stessa età
indipendentemente dalle particolari specifiche
caratteristiche biologiche di razza, gruppo sanguigno,
eredità genetica ecc.
Questo preteso rimedio universale è tanto amato dai
ciarlatani e dall’industria di massa per gli innegabili
vantaggi che esso comporta: ovviamente, produrre un
milione di “pezzi” tutti uguali è molto più facile e
redditizio che produrre un milione di “pezzi” tutti
diversi.
Secondo gli studi citati da
Kremer, il sistema immunitario umano ha avuto
un’evoluzione nel corso dei millenni in conseguenza dei
nuovi stimoli dovuti a variazioni ambientali esterne,
come ad esempio la comparsa dei vermi. In origine, dice
Kremer, il sistema difensivo umano era costituito
esclusivamente da cellule di tipo T (linfociti T),
prodotte dalla ghiandola del timo, che funzionavano bene
sui virus che aggredivano l’organismo neutralizzandoli
con l’emissione di un gas venefico, il monossido di
azoto. Con la comparsa di microorganismi più grandi (i
vermi), dato che l’emissione di una quantità adeguata di
gas letale avrebbe compromesso la funzionalità di un
numero consistente di cellule anche non infettate,
conducendo quindi a un indebolimento dell’organismo e
poi al suo soccombere, il sistema immunitario iniziò a
produrre un altro tipo di cellule difensive, le cellule
immunitarie B, prodotte a partire dal midollo osseo, che
intervengono attraverso una reazione anticorpale e
distruggono gli aggressori più grandi che si introducono
nel nostro corpo.
Un’evoluzione analoga ha caratterizzato il sangue umano.
Inizialmente esisteva solo il gruppo sanguigno di tipo 0
(zero), quello dei cacciatori carnivori preistorici. In
seguito si sono aggiunti i gruppi A, B e AB, propri
delle popolazioni di agricoltori stanziali ad
alimentazione prevalentemente vegetale che seguirono
l’epoca dei cacciatori-raccoglitori.
Kremer dimostra, dunque, che
a seconda del gruppo sanguigno posseduto e a seconda
della predominanza di un tipo di cellule immunitarie (o
T o B) ci sono reazioni diverse all’aggressione da parte
di virus o di altre sostanze tossiche per l’organismo.
È ormai noto che gli
individui con gruppo sanguigno di tipo 0 hanno di
consueto forti reazioni immunitarie con cellule di tipo
T, per cui di fronte ad una vaccinazione a virus vivi
(tipo l’antipolio Sabin o l’antimorbillosa) reagiranno
violentemente, talvolta con gravi conseguenze (paralisi,
meningite, anafilassi ecc.), senza però poi manifestare
altre patologie a lungo termine (sebbene lo stress
vaccinico possa costituire in questo caso l’atto di
partenza di malattie degenerative come il diabete o la
sclerosi multipla).
Gli appartenenti agli altri tre gruppi, invece, hanno
solitamente forti reazioni di tipo anticorpale (con
cellule immunitarie di tipo B) e quindi di fronte alle
vaccinazioni reagiranno con una maggiore “sopportazione”
nell’immediato e a breve termine, salvo poi, al
contrario, manifestare nel lungo periodo patologie
altrettanto gravi come asma, neurodermiti, allergie,
poliartrite cronica ecc. dovute ad un eccesso di
produzione di anticorpi conseguente lo shock della
stimolazione artificiale del sistema immunitario.
Il Sistema Immunitario
Il sistema immunitario (S.I.) dell’uomo adotta due
tipologie di strategie nei confronti delle sostanze
estranee. Una cosiddetta del tipo 1 e l’altra del tipo
2.La prima (tipo 1), quella più antica, è espressa dalle
cellule immunitarie T ed è altamente specializzata per
difendersi da virus, batteri intracellulari (come quello
della malaria) e protozoi; virus, batteri e protisti che
si insediano prevalentemente all’interno delle cellule
umane, dando origine alle cosiddette infezioni
intracellulari.
L’“arma”, che le cellule T utilizzano per eliminare le
cellule infettate, è il monossido di azoto (NO): un gas
a struttura molecolare molto piccola e particolarmente
reattivo, che riesce ad oltrepassare la membrana
cellulare e, una volta penetrato all’interno, altera la
catena di respirazione dei mitocondri, una categoria di
organelli vitali per la sopravvivenza e l’equilibrio
della cellula stessa. Dato che il gas NO è
particolarmente reattivo (tossico), vi è nell’organismo
un delicato equilibrio tra questo gas e le sostanze
antiossidanti che riescono a neutralizzarlo rendendolo
così innocuo per le cellule sane.
Nel corso dell’evoluzione, a
partire dalla comparsa dei vertebrati, comparve una
nuova classe di microbi: i vermi. I vermi erano (e
sono), in genere, di dimensioni molto più grandi dei
parassiti fino ad allora conosciuti ed il sistema
immunitario delle cellule T non era in grado di
rispondere efficacemente ad agenti microbici che
aumentavano in dimensione. Si sviluppò così l’altra
strategia di difesa (la tipo 2) attraverso gli anticorpi
o, in generale, attraverso le cellule immunitarie B
prodotte a partire dal midollo osseo.
Le cellule B reagiscono infatti a sostanze estranee di
grandi dimensioni e alle sostanze tossiche (risposta
anticorpale).
Per esempio, i vaccini che non contengono virus vivi
attenuati (come l’antitetanica e l’antipolio Salk),
stimolano una risposta anticorpale, mentre i vaccini a
virus (come l’antipolio Sabin e l’antimorbillosa)
stimolano le cellule T per ottenere una maggior
produzione di gas letale e quindi un’intensificazione
dell’immunità intracellulare.
I due tipi di meccanismi di
difesa (tipo 1 e tipo 2) del S.I. interagiscono
profondamente e il corretto funzionamento di
quest’ultimo dipende proprio dal delicato equilibrio tra
immunità intracellulare e risposta anticorpale. Se vi
fosse, ad esempio, uno sbilanciamento verso il tipo 1, a
sfavore quindi dell’immunità anticorpale (tipo 2), vi
sarebbe il rischio di contrarre malattie
autoimmunitarie; uno sbilanciamento invece verso il tipo
2 (un maggior numero di anticorpi in conseguenza di una
risposta anticorpale eccessiva) provocherebbe un maggior
rischio di malattie di tipo allergico. […] By HEINRICH
KREMER
Reazione in rapporto al
gruppo sanguigno
Benché sia insufficiente la ricerca ufficiale a questo
livello, è noto che la reazione alla vaccinazione
dipende anche dal gruppo sanguigno. Il gruppo sanguigno
più frequente è lo zero (0) e si sa che i bambini con
questo gruppo sanguigno possono manifestare una forte
reazione vaccinale del tipo 1, soprattutto in caso di
vaccinazione con virus vivi attenuati, quindi con
vaccini antivirali. I bambini, invece, che hanno gruppo
sanguigno A e AB, possiedono una tolleranza
relativamente buona, senza reazioni violente manifeste.
Se per A ed AB è relativamente buona la tolleranza, il
gruppo B ha una particolare predisposizione alle
reazioni post-vaccinali di tipo neurotossiche.
Nel gruppo 0, quindi, con
una vaccinazione a virus vivo, viene potenziata
l’immunità cellulare. Negli altri gruppi: A, B e AB, vi
è invece una reazione di tipo 1 molto debole. La
conseguenza di questo debole potenziamento dell’immunità
cellulare non permette un’efficace soppressione degli
agenti patogeni (in genere virus) introdotti con la
vaccinazione. In questo modo si rischia di indurre
un’infezione sub-cronica che può manifestarsi anche
molto tempo dopo. Inoltre c’è il rischio di perdere
l’efficacia dell’immunità cellulare anche in età adulta
o molto avanzata.
Ad esempio, una poliartrite cronica può comparire
all’età di 35 anni, come pure un’infezione da morbillo
dove i sintomi non sono tipici (atipici) e che quindi,
molto spesso, non viene neanche riconosciuta come tale.
Ovviamente, tutte queste affermazioni sono abbastanza
relative perché la ricerca è molto scarsa in questo
campo.
Gli antigeni1 dei gruppi sanguigni presenti sugli
eritrociti2 non sono proteine, come in altri casi, ma
molecole di glucosio (zucchero) e sono i più forti
antigeni nel nostro organismo. Perciò gli antigeni,
sostanze che possono attivare reazioni immunitarie, non
devono necessariamente essere delle proteine. In linea
di principio, tutte le molecole possono essere antigeni,
anche i metalli, come ad esempio il mercurio, contenuto
in determinati vaccini3. Le reazioni agli agenti esterni
(tossine, organi trapiantati, vaccinazioni ecc.) sono
quindi individuali: nessuno avrà la stessa reazione alle
sostanze estranee.
Per fare alcuni esempi di
reazioni in rapporto al gruppo sanguigno, il gruppo B ha
una maggior reazione di tipo neurotossica; quindi
maggior pericolo di danni neurologici se viene praticata
una vaccinazioni contenente sostanze neurotossiche come
il mercurio ed altri additivi. Il gruppo A è sensibile
al sistema gastro-intestinale, di conseguenza sarebbe
meglio evitare vaccini vivi (presi per via orale).
Poiché nel periodo prenatale vi è anche un maggiore
rischio neurotossico sarebbe meglio evitare tutte le
vaccinazioni.
Com’è noto, vi sono quattro
principali gruppi sanguigni: 0, A, B e AB. Il più
frequente, come si è detto, è il gruppo sanguigno 0. 0,
A, B e AB è l’ordine decrescente in termini di frequenza
dei gruppi sanguigni in Europa (0>A>B>AB). Due sono i
principali gruppi di persone che possono essere
differenziate in base al gruppo sanguigno. Il primo
gruppo appartiene al gruppo sanguigno 0; l’altro gruppo
ai restanti gruppi sanguigni: A, B e AB.
Si è visto che il gruppo 0
ha una buona e forte reazione post-vaccinale del tipo 1
(stimolazione dell’immunità cellulare). Il secondo
gruppo (con gruppi sanguigni A, B e AB) ha una migliore
tolleranza al vaccino.
Il gruppo sanguigno 0 è
quello più antico nella storia dello sviluppo dell’uomo.
Apparteneva ai cacciatori, ai mangiatori di carne, circa
35 mila anni fa, cioè all’uomo di Neandertal, il
Cro-Magnon. Il gruppo A apparteneva ai contadini,
agricoltori che si insediavano da qualche parte sul
territorio, la cui alimentazione era più indirizzata
verso i cereali che non verso la carne.
Una delle differenze fra i gruppi sanguigni 0 ed A, è la
diversità delle molecole di glucosio che fungono da
antigeni: vi è una molecola in più. Dato che gli
antigeni del proprio organismo non sono uguali per
tutti, la reazione alle sostanze estranee (come una
vaccinazione) sarà diversa, ed in prima approssimazione,
lo sarà in funzione ai gruppi sanguigni.
L’importante qui è sapere che il gruppo A ha una forte
reazione del tipo 2 ed ha anticorpi nei confronti del
gruppo B, mentre il gruppo 0 ha anticorpi contro il
gruppo sanguigno A e B. Il gruppo A sopporta meglio le
vaccinazioni. E quando si dice sopporta meglio, i
parametri con cui si misura questo “meglio” sono
solamente le conseguenze acute a breve termine. Questo
per il fatto che il gruppo A ha una maggiore immunità a
livello di anticorpi.
Vi è quindi già una
differenza fra la vaccinazione di un bambino con gruppo
sanguigno 0 e uno con gruppo A. Tutti, invece, vengono
ufficialmente vaccinati allo stesso momento, con lo
stesso vaccino, con la stessa dose e con la stessa
modalità di somministrazione. Della differenza fra i
gruppi non se ne parla minimamente, nemmeno tra quelli
che sono contro le vaccinazioni.
Perché è importante tutto
questo discorso sui gruppi sanguigni? Si è visto che
nelle persone con gruppo A l’incidenza dei tumori è
maggiore rispetto a quelli del gruppo 0, benché il
gruppo 0 sia molto più rappresentato rispetto a quello
A.
Da studi e ricerche a questo proposito, per le persone
con gruppo 0 che hanno un tumore, per esempio al seno,
la prognosi è migliore rispetto alle persone con gruppo
A. Il gruppo sanguigno 0 sopporta anche meglio la
chemioterapia rispetto sempre al gruppo A.
Stessa cosa si può dire per l’efficacia della
chemioterapia: più efficace nel gruppo 0 rispetto al
gruppo A. Anche per il gruppo AB vale lo stesso discorso
che per il gruppo A: maggior incidenza di tumori e minor
sopportazione della chemioterapia.
Un medico che si è occupato
di studi relativi al melanoma (tumore alla pelle) ha
voluto esaminare e verificare se le persone affette da
melanoma avevano avuto più infezioni batteriche a
livello di pelle nell’infanzia rispetto alle persone non
affette da melanoma. Poche o nulle infezioni batteriche
significa una buona produzione di anticorpi.
È stato confermato che le persone facenti parte del
gruppo affetto da melanoma, nell’infanzia avevano avuto
poche infezioni batteriche. Il gruppo di controllo
analizzato era composto invece da persone della stessa
età, che avevano avuto durante l’infanzia infezioni
batteriche e che non presentavano melanoma, ma altre
malattie più associabili alla reazione di tipo 1.
Lo stesso vale per altri
tipi di malattie e non solo per il melanoma. L’asma, ad
esempio, (conseguenza di una reazione eccessiva di
anticorpi) non significa altro che uno spostamento
dell’equilibrio immunologico nell’infanzia verso una
maggiore produzione di anticorpi, le cui patologie
tipiche sono appunto: asma, neurodermiti, allergie,
infezioni da vermi (non parassitarie). […]
By Heinrich Kremer -
Articolo preparato da Valerio Pignatta
Tratto da:
macrolibrarsi.it/speciali/sistema-immunitario-vaccinazioni.php
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VACCINI e MALATTIE GRAVI
Abstract:
“le
vaccinazioni sono indicate come uno fra i candidati
ambientali che contribuiscono agli
immuno-processi che
possono portare piu’ tardi al diabete di tipo I. (…)
Concludiamo che la vaccinazione HIB (antiHaemophilus B) puo’
avere un’effetto stimolante policlonale non specifico che
aumenta la produzione di GADA e di IA-“A.
Questo
potrebbe essere importante nella circostanza in cui la
immuno-risposta correlata
alle cellule beta sia attivata da altri
meccanismi”.
In pratica i
ricercatori danno una spiegazione del meccanismo che si
attiverebbe dopo la vaccinazione in relazione al
manifestarsi del diabete.
Nel marzo 1999 su “Drug Safety”,
compare un articolo dei ricercatori del Dipartimento di
Virologia dell’ospedale universitario di Tampere, Finlandia,
Gli autori partono evidenziando che studi su animali hanno
mostrato la possibilita’ che le vaccinazioni possano
influenzare la patogenesi del diabete insulinodipendente.
Parlano poi della vaccinazione
per la parotite e persino di quella per la polio, concludendo che la
correlazione fra diabete e vaccinazioni NON puo’ essere
esclusa.
E’ chiaro come tutte queste evidenze scientifiche non
possano essere ignorate ulteriormente, ed e’ evidente anche
come non possa bastare la pubblicazione di un articolo su di
una rivista scientifica che neghi qualsiasi correlazione per
chiudere un’argomento tanto spinoso, complesso ed
importante.
Soprattutto diventa necessario poter valutare l’attendibilita’
della fonte da cui proviene quell’informazione, poiche’,
come gia’ diffusamente spiegato in precedenza, il conflitto
di interesse ormai permea parte della ricerca scientifica !
Vi e’ poi un altro grande
“capitolo” che si puo’ aprire riguardo i
potenziali legami fra
vaccinazioni e patologie gravi e
riguardo il cancro.
Verra’ in seguito illustrata,
nella trattazione del vaccino per la polio la correlazione
fra il virus SV40, passato all’uomo attraverso il vaccino
per la polio e diverse forme di cancro; ma vi e’
dell’altro:
Innanzitutto le stesse case farmaceutiche dichiarano e
trascrivono sulle schede tecniche della maggior parte dei
vaccini come non si sia provveduto a testare e valutare in
questo senso i vaccini stessi, nemmeno sugli animali.
NON vengono cioe’ effettuati studi per sapere e scoprire se
i vaccini (che oggi sono sempre piu’ spesso sono prodotti
geneticamente modificati) possono
favorire l’insorgenza
del cancro o
provocare mutazioni
genetiche (come dimostrano gli studi del dott.
M.
Montinari – Bari, Italy, 1996).
Riportiamo i passi di alcune schede tecniche di diversi
vaccini - vedi anche
Contenuto dei Vaccini:
La frase: “NON e’ stato valutato per questo vaccino il
potenziale carcinogenico, mutagenico ed i potenziali danni
sulla fertilita’”, si legge, per esempio, nelle schede
dei seguenti vaccini:
Attenuavax (vaccino per il
Morbillo della Merck)
ComVax della Merck (antihaemophilus B coniugato con proteina
meningococcica e per l’epatite B
MMR II (vaccino trivalente per il morbillo, parotite,
rosolia, della Merck)
MMVax (bivalente per il
morbillo, parotite della merck)
Meruvax (vaccino per la rosolia
della Merck)
Mumpvax (vaccino per la
parotite, della Merck)
PedVax (vaccino antihaemophilus
B coniugato con proteina menginococca, della Merck)
Proquad (vaccino quadrivalente
per il morbillo, parotite, rosolia, varicella, della Merck)
Boostrix (vaccino acellulare
per difterite, tetano, pertosse, della GlaxoSmithKline –
GSK)
EngerixB (vaccino per l’epatite
B, della GSK)
Fluarix (vaccino per
l’influenza, della GSK)
Havrix (vaccino per l’Epatite A,
della GSK)
Infanrix (vaccino trivalente
acellulare per difterite, tetano, pertosse, della GSK
Pediarix (vaccino per la
difterite, tetano, pertosse acellulare, epatite B, polio,
della GSK)
Twinrix (vaccino per l’epatite A
e B, della GSK)
Menactra (vaccino trivalente per
menginococco coniugato con polisaccaride difterico e
tetanico, della Aventis -Pasteur)
Flumist (vaccino per
l’influenza, della Medimmune Vaccines)
Tetramune (vaccino quadrivalente
per la difterite, tetano, pertosse, haemophilus B, della
Wyeth Ayerst Lederle)
Vaqta (vaccino per l’epaitite A,
della Merck
Varivax (vaccino per la
varicella, della Oka, Merck)
Prevnar (vaccino eptavalente:
pneumococcico coniugato con proteina difterica, della Wyeth
Lederle)
Yf-Vax (vaccino per la febbre
gialla, della Aventis-Pasteur)
Per le info sulle aziende produttrici di vaccini e farmaci
vedi:
BIG PHARMA +
BIG
FARMA - 2
Altre schede tecniche riportano
frasi leggermente differenti ma con lo stesso significato:
Per il Tentacel (vaccino per l’haemophilus coniugato con
proteina tetanica, della Ventis-Pasteur si legge: “
Nessuna valutazione e’ stata fatta rispetto al potenziale
carcinogenico e mutagenico”.
Adaxcel (vaccino trivalente, per
la difterite, tetano, pertosse acellulare, della
Aventis-Pasteur) si legge: “ NON sono stati effettuati
studi con aducel per valutare il potenziale carcinogegenico
e mutagenico ed i danno potenziali alla fertilita’ “.
Vivotif (vaccino per il tifo,
della Berna) si legge: “ Studi a lungo termine sugli
animali con vivotif non sono stati fatti per valutare il
potenziale carginogenico e mutagenico ed i potenziali danni
alla fertilita’ ).
Rabavert (vaccino per la rabbia,
della Chiron) si legge: “ Studi a lungo termine con
Rabavert non sono stati effettuati per stabilire il
potenziale carcinogenico e mutagenicio ed i potenziali danni
alla fertilita’).
Fin qui e’ chiaro quanto ancora
non si sa: evidentemente non si puo’ assolutamente escludere
cio’ che non e’ stato studiato, ne’ cercato, TANTO PIU’ SE
IN LETTEREATURA SCIENTIFICA EMERGONO PERIODICAMENTE E DA
ANNI, OSSERVAZIONI E STUDI CHE LASCIANO SUPPORRE LE
CORRELAZIONI !
Nel 1997 i ricercatori del
dipartimento di epidemiologia e biostatistica della facolta’
di medicina dell’Universita’ di San Francisco (CAL, USA)
hanno analizzato fra il 1988 ed il 1995 una popolazione di
1593 soggetti con lifoma NON-Hodgkin e 2515 soggetti come
gruppo di controllo ed e’ emerso che uno dei fattori di
aumento del rischio di linfoma Non-Hodgkin era la
vaccinazione per la poliomielite ricevuta al di sotto dei 10
anni di eta’.
Tre anni piu’ tardi, nel 2000, un’analoga conclusione fu
raggiunta da alcuni ricercatori dell’Isituto di ricerche
farmacologiche "Mario Negri" di Milano, Italy; anch’essi
avevano appurato come la vaccinazione per la poliomielite e
quella per la tubercolosi fossero fattori che facevano
aumentare il rischio di linfoma Non-Hodgkin.
Nel 2004 viene pubblicato il risultato di un’altro studio
condotto in Germania fra il 1999 ed il 2003 su 700 malati di
linfoma Hodgkin e NON-Hodgkin con un gruppo di controllo di
altri 700 soggetti.
Una diminuzione del rischio di
linfoma e’ stata associata al fatto di aver avuto il
morbillo e/o la pertosse, mentre un aumento del rischio di
linfoma e’ stato associato alla vaccinazione per la
tubercolosi.
Anche andando indietro negli
anni si trovano studi e dati che attestano come diversi
osservatori in diverse situazioni abbiano rilevato
l’esistenza di un legame fra vaccinazioni e cancro.
Il limite e’ che questo filone di studio NON e’ stato
percorso ed i dati non sono stati mai organizzati dalla
scienza medica convenzionale, eppure esistono ed eccone
un’assaggio:
Gia’ negli anni 50’ e 60’ si
registrarono casi di cancri maligni in seguito a
vaccinazioni per il vaiolo, si trattava di forme tumorali
particolarmente aggressive che si manifestavano nelle
vicinanze del luogo in cui avveniva la cosiddetta
“scarificazione”, cioe’ l’incisione con uno strumento medico
affilato imbevuto di virus vaccinico.
Vennero registrati anche casi di carcinomi squamosi, tumori
della pelle, melanomi, maligni, epiteliomi a cellule basali
anche a distanza di tempo dalla vaccinazione stessa.
Fino a che uno studio del 1976 individuo’ la capacita’
carcinogenica del virus vaccinico del
vaiolo, cioe’ la
capacita’ di questo virus vaccinico di provocare il cancro
nell’uomo.
Quattro anni dopo viene osservato anche l’epitelioma a
cellule basali nel sito in cui era avvenuta la
“scarificazione” della vaccinazione per la tubercolosi.
Le segnalazioni seppur isolate e mai correlate fra loro, si
susseguono negli anni. Ma continuano a NON essere svolti ne’
richiesti studi approfonditi e metodologicamente
significativi.
Nel 1960 viene documentato lo
sviluppo di linfoma di Hodgkin in conseguenza alla
vaccinazione per il vaiolo, nel 1963 : carcinoma a cellule
basali dopo vaccinazione per la tubercolosi.
Nel 1964 idradenoma ancora dopo vaccinazione per la
tubercolosi
Nel 1965 leucemia acuta dopo vaccinazione per il vaiolo e
coma in un bambino dopo 15 giorni dal vaccino per la polio,
che rivela un’acuta leucomi.
Il problema, in quegli anni, non viene pero’ del tutto
sottovalutato, tant’e’ che nel 1968 viene pubblicato
un’articolo, rimasto caso pressoche’ isolato, tal titolo
significativo: “ Tumori maligni come complicanza della
vaccinazione”.
Verso la meta’ degli anni 60’ comincia in quasi tutti gli
stati industrializzati, la campagna di vaccinazione per la
poliomielite e qualche anno dopo, come peraltro vedremo
nelle successive pagine, emerge che la vaccinazione per la
polio rappresenta un fattore che aumenta il rischio di
linfomi e leucemie.
Nel 195 viene pubblicato uno
studio finlandese, nel quale si attesta come il vaccino per
la polio comporti un’aumento del rischio per la leucemia e
l’anno successivo viene documentata linfadenite
postvaccinica trasformatasi in linfoma di Hodgkin
A partire dagli anni 90’ questo
genere di pubblicazioni scientifiche e’ diminuito….sarebbe
interessante sapere da cosa dipende questo fenomeno:
1 - da una minore attenzione
verso il problema ?
2 - dalla necessita’ di non far calare un cosi’ importante
punto interrogativo sulla ormai consolidata pratica delle
vaccinazioni di mass ?
3 - dalla totale scomparsa di casi simili ?......
Bibliografia:
Medical History and Risk of Hodgkin’s and Non-Hodgkin’s
lynfoma – “European Journal of cancer prevention”, Febb.
2000
Population-based study of Lynfoma in Germany: rational study
design and first results – “Leuk. Res.” Lug. 2004
Squamous carcinoma on vaccination scar – “South African
Mwedical Journal”, 26 Magg 1956
Skin Cancer in smallpox vaccination scars: a report of five
cases – “Cardiologia”, Magg 1960
Malignant melanomas in smallpox vaccinations scars : report
of six cases – Archives of Dermatology” – IMJ III Med. J.,
Dic. 1975
Vaccinia virus: the possibilities of its
oncogenicity in Humans, - “Cancer Lett.”
Mar 1976
In questo abstract si legge che:
Contrariamente a quanto in
precedenza accettato, secondo cui il virus vaioloso si
replica nel citoplasma solo di un limitato target di
cellule, i dati che si vanno raccogliendo mostrano che il
genoma virale rimane nel nucleo per un periodo limitato.
Questo insieme ai molti casi dove e’ stata sospettata o
stabilita una stretta correlazione fra cancro della pelle e
vaccinazione, suggerisce che il virus vaccinico possa agire
come virus oncogenico nell’uomo.
Tratto dal Libro: Vaccinazioni fra Scienza e Propaganda –
Editore “il Leone Verde”
By C. Benatti, F. Ambrosi, C. Rosa
Commento NdR:
Quello che
non si vuole ammettere anche in questi studi e’ che i
vaccini, oltre a presentare sicuri rischi per certe malattie
come indicato, destabilizzano anche e non solo il
sistema
immunitario di tutti i soggetti vaccinati e quindi
TUTTI i
vaccinati sono a rischio di patologie
anche gravi nel tempo, perche’ i virus vaccinali che si insediano nelle cellule
inquinano il plasma endocellulare e quindi modificano la
funzionalita’ della cellula e dei
mitocondri alterando anche
il loro patrimonio genetico (DNA Mitocondriale) e questi virus vaccinali pur
rimanendo per breve tempo nel nucleo della cellula, che li
riproduce fino a quando rimangono in essa,
rilasciano anche e comunque ed istantaneamente la loro informazione
Tossico-patologica anche al
DNA nucleico, generando nel tempo, anche dopo
anni, varie e gravi patologie, non piu’ facilmente
riconducibili alla vaccinazione subita anni prima, oppure
trasmettendo alla prole attraverso il proprio
DNA ormai
“mutato” alla prole !
Ricordiamo che con ogni vaccino a virus (proteine tossiche a
DNA), esempio quello per la
polio, inserisce nell'organismo del vaccinato ad
ogni richiamo, oltre 1.500.000 di proteine tossico
virali, che continuano a farsi riprodurre ed a
"spargersi" nell'organismo ospitante, fino a quando il virus
rimane nella cellula e non e' espulso per essere facogitato,
demolito ed infine eliminato, sempre e solo se il
Terreno
dell'organismo ospitante e' SANO, altrimenti rimane in
circolo per divenire nel tempo foriero di alterazioni
del Terreno e quindi co-produttore di malattie anche gravi !
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ImmunoDepressione dai Vaccini (Squilibrio
immunitario Th2 a seguito di
vaccinazioni)
Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo
e riscontrabile
in tutte
le vaccinazioni consiste
nella soppressione
post-vaccinale delle
difese
immunitarie, con
un massimo
di caduta
dei livelli
di
linfociti, 10 giorni dopo
l'inoculazione.
Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti
del 40%, 3-4 vaccini insieme del 60%.
Ormai (anno 1999) sono una
norma 3 vaccini nella stessa iniezione
(NdR: dal 2004 la trivalente e' "sparita" dal commercio ed
e' stata imposta l'esavalente
che contiene anche vaccini facoltativi...), il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche
mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili
polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la
segmentazione dei neutrofili (Robin, 1997)
"Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un
aumento di suscettibilità ad altre infezioni.
Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo
sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei
soggetti vaccinati" (Auwaeter, 1996)
Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente
immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla
OMS, fu sperimentato da 1500 bambini di un quartiere
di Los Angeles che su bambini del Messico, Haiti ed
Africa.
Fu rivelato che i bambini iniettati con tale
prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine
africane, cui nell'esperimento fu somministrata una
dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una
mortalità significativamente maggiore di quella dei
bambini maschi.
Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal
mercato. Anche il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione del sistema immunitario.
Le vaccinazioni spingono l’organismo verso un rilascio
di citochine
infiammatorie e un eccessivo generalizzato
utilizzo di effettori Th2 (cioè allergie e tendenza ad
autoimmunità). Questo fenomeno lo possiamo vedere anche
nelle cavie di laboratorio: con le vaccinazioni sale il
livello di allergie. Numerosi dati sono disponibili che
mostrano che rinite allergica, asma bronchiale
allergico, dermatite atopica, rappresentano il risultato
di uno stato eccessivo Th2, con risposta nei confronti
di antigeni ambientali altrimenti innocui. Le
vaccinazioni spostano l'equilibrio Th1/ Th2
(rispettivamente il braccio e la mente del sistema
immunitario) verso la predominanza di Th2.
Con la vaccinazione si tira
per il collo una parte immunitaria, tale che pavimenta
la strada per un organismo con allergie [Muhlemann
1996, Reizis 1987, Goldman 1966].
Durante più di un secolo è stata nota questa
correlazione [Petov 1930, Kong 1953, Jocquelin 1955,
Hopper 1961, Bakanov 1968, Hannik 1969, Oricchio 1971,
Delarue 1972, Fischmeister 1974, Schreurs 1980, Steinman
1982, Lohiya 1987, Yamane 1988, Aggerbeck 1995, Naito
1995, Mark 1995, Dannemann 1996, etc.].
Questo fenomeno patologico non è nemmeno più in
questione, gli scienziati delle varie università ora lo
discutono alla luce del sole, Martinez [1997], Blumberg
[1991], Dankova [1993] e tanti altri si chiedono: cosa
si può fare e pensare per avere vaccinazioni che non
squilibrino il sistema immunitario ?
Per parlare di
attivazione autoimmune
(malattie inguaribili) di solito si devono attendere i
tempi per l’attivazione dell’HLA. Il meccanismo di
questo è spiegato da Marichal [1990]: la fase di
immunosoppressione precede sempre la fase di innesco
dell’autoimmunità. E' possibile spiegare questo con una
metafora. Nel caso di una città fortificata con 20 porte
nelle mura, prima il nemico era stato tenuto a distanza,
molto fuori città; poi l’imponenza e il reiterarsi degli
assalti conducono ad un assedio ed infine il controllo
delle mura diventa carente, per esempio la maggior parte
delle porte rimangono incustodite. Allora la difesa
viene affidata principalmente all'opera della polizia
municipale all’interno delle mura. Ma questa polizia in
città, che ora controlla le carte d'identità dei
passanti, diventa così oberata di lavoro, influenzata o
ingannata da forestieri, che impazzisce e non riconosce
più neanche le carte d'identità dei propri cittadini
(AUTO-ANTICORPI!). In una situazione normale (le porte
della città ben presidiate), le forze di polizia
municipale (l'HLA della nostra metafora) adempiono a ben
altri e più tranquilli compiti, cioè la presentazione
dei peptidi alle cellule immunocompetenti o, rimanendo
nella nostra metafora, dirigono il traffico e sono uno
strumento cui la pubblica amministrazione affida compiti
anche burocratici.
La ricchezza
qualitativa e quantitativa di determinanti di membrana
del sistema immunitario può essere sinteticamente
rappresentata come segue. Le cellule più semplici
faranno nel nostro organismo il lavoro di primo livello
con gli intrusi neutralizzandoli se non particolarmente
aggressivi e non presenti in quantità eccessiva: a
questo livello, difesa e digestione si confondono nella
stessa nozione-funzione di fagocitosi, come avviene
negli esseri unicellulari. In caso che sia richiesto un
impegno più consistente, l'aggressore entrerà in
contatto con cellule maggiormente specializzate, i
linfociti T, i linfociti B e le cellule da essi prodotte
(immunoglobuline, etc.).
I linfociti T (comparsi per la prima volta con gli
invertebrati) sono la nostra cavalleria, hanno azione
“citotossica” verso gli intrusi. I linfociti B (comparsi
nei vertebrati) sono dei veri e propri luogotenenti
ognuno dei quali dispone di artiglieria o arcieri: sono
capaci di combattere l’avversario a distanza. Cellule
specializzate inglobate da fette di tessuti, con compito
di riconoscimento e smistamento immunitario, si formano
in tutto il corpo (per es. la glia).
Nel bimbo piccolo,
fino a quando alcune cellule non si siano specializzate
e alcune strutture affinate, l’immunità è affidata
completamente alle difese di primo livello, es. i suoi
natural killer [Kimman 1989]. In questo momento non è
proprio possibile permettere una carenza di minerali, su
cui questo tipo di immunità è super-dipendente.
Raul Vergini
[1994] presenta innumerevoli testimonianze risalenti ad
un’esplosione di
magnesioterapia in Francia intorno al 1900, con
una efficacia incredibile per le malattie infettive:
(dell’essere umano): difterite, poliomielite, tetano,
pertosse, morbillo, rosolia, parotite, scarlattina,
bronchiti, etc. etc., (dei bovini) febbre aftosa,
brucellosi, bronchite verminosa, diarrea bianca dei
neonati, enteriti acute e croniche, mastite post-parto,
aborti in mucche gravide infette; (equini) adenite
equina, tifosi; (dei suini) broncopolmonite; (dei
conigli) coccidiosi; (dei polli) colera dei polli, peste
aviaria, tifosi aviaria, difterite aviaria, polmonite;
anche gatti e cani ne beneficiano come terapia per
cimurro, tifo, gastroenterite infettiva e per malattia
di carré, piroplasmosi, enteriti infettive.
Le malattie
infettive venivano spente mano mano che si riforniva
l’organismo di
cloruro di magnesio.
Il meccanismo
coinvolto in queste guarigioni è un'esaltazione,
magnesio-dipendente, della chimica dei macrofagi [Kubena
1989 e 1990]. Uno stato infettivo acuto altro non fa che
depauperare progressivamente le riserve di magnesio
della cellula (per cui si somministra magnesio e si
supera meglio e in fretta l'infezione).
Nel bimbo piccolo,
non essendo ancora completato il quadro delle risorse,
mettere tanti luogotenenti è molto più pericoloso di non
averne. Perché se questi iniziano a dare ordini senza un
esercito che sia stato messo in correlazione con essi,
gli ordini inevasi vanno ai tessuti specializzandi in
fase immatura o finiscono direttamente all’HLA. Per
questo l’organismo non vuole reazioni infiammatorie in
questa fase della vita !
La
vaccinazione è una
deviazione sostanziale dai
programmi del
DNA ed è
ben documentato che l’organismo ne esce più impoverito
di prima (vedi alterazione della solfatazione,
ipo-magnesemia, etc.).
Inoltre, le
possibilità che l’evento
tossico vaccinazione agganci l’HLA o i
tessuti nervosi sono sostanzialmente più elevate quando
parliamo dei primi due o tre anni di vita !
By Lorenzo Acerra (Federazione del COMILVA)
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Il dottor Stephen J.
Seligman, immunologo del New York Medical College, lancia
un'allarme: un vaccino contro una patologia provocata da
flavivirus, come il West Nile virus e la febbre gialla,
potrebbe dar vita ad altre forme virali contro le quali la
comunità scientifica si troverebbe impreparata.
Questo vaccino potrebbe generare una combinazione fra il
virus della febbre
Dengue
e il virus della febbre gialla. Questo è un rischio che
potrebbe manifestarsi spontaneamente in quanto questi
vaccini sono composti da virus virulenti, per cui degli
agenti infettivi si potrebbero ricombinare fra loro e
anche con altre specie di virus,
facendo nascere
nuove
tipologie virali sconosciute.
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La Sindrome da Squilibrio Immunitario da Vaccini (SSIV)
= Squilibrio fra Th1 e Th2
Le
interferenze che ogni vaccinazione determina al livello
immunitario obbliga ad una condotta sanitaria di analisi
clinica anziché di inclusione ubiquitaria. Ciò vuol dire
che per ogni
vaccinazione è d’obbligo la
valutazione clinica del soggetto, caso
per caso e non la indiscriminata distribuzione
longitudinale del prodotto vaccinico, quale esso sia.
Il
sistema immunitario ha due funzioni separate e in equilibrio tra di loro,
Th1 e
Th2.
Con Th1 è indicata l'immunità mediata da fagociti, primaria difesa
contro
funghi,
virus e
protozoi (parassiti); con Th2 è indicata l'immunità umorale
indipendente dai fagociti (IgE, IgM, IgG), che produce anticorpi
specifici.
Th2
rappresenta la memoria e il riconoscimento delle sostanze estranee.
Se
paragonassimo le sostanze che vengono a contatto con il sistema
immunitario al cibo che si sta per mangiare, Th2 sarebbe l'impatto
sensoriale, il riconoscimento visivo e la memoria di un cibo. Th1 sarebbe
invece il processo di digestione ed espulsione del cibo.
Alla
base di ogni problema immunologico c'è uno squilibrio tra le funzioni Th1
e Th2. La risposta davanti ad uno stesso stimolo può essere sia Th1 che
Th2, dipende dallo stato immunologico della persona. Predominanza di Th2
significa risposta allergica (elevati IgE, IgM) o malattia autoimmune
cronica (auto-anticorpi).
Il processo Th1 di distruggere, digerire ed
espellere antigeni estranei dal corpo è noto come "risposta
infiammatoria acuta", i cui classici segnali sono: febbre, dolore,
fuoriuscite di muco o pus, diarrea.
Le vaccinazioni spostano l'equilibrio Th1/ Th2 verso la
predominanza di Th2.
I vaccini
riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione
dei neutrofili. Il livello di produzione delle IgE è sotto lo stretto
controllo dei linfociti Th2. Lo squilibrio verso Th2 è un fattore che
predispone a tutti i tipi di malattie allergiche (raffreddori, asma, rash
cutanei, etc..).
"Sono
disponibili numerosi dati che mostrano che rinite allergica, asma
bronchiale allergico, dermatite atopica, rappresentano il risultato di una
risposta Th2 nei confronti di antigeni ambientali innocui
(allergeni)" dr Zironi RC, Le allergie, nuove ricerche e
sperimentazioni, Divisione Aggiornamento e Cultura, Homeopharm, 1999
"In
presenza di infiammazioni autoimmuni o allergie croniche a causa di una
funzione Th2 predominante, una vaccinazione porterebbe la funzione Th2 a
predominare ancora di più, aggravando lo squilibrio del sistema
immunitario e predisponendo l'individuo a sviluppare asma, eczema,
allergie primaverili, intolleranze alimentari ed eventualmente autoimmunità
e produzione di auto-anticorpi” dr Philip F. Incao, 1997.
Imani
& Proud hanno dimostrato una correlazione tra le vaccinazioni e i
parametri biochimici responsabili per l'attivazione dell'asma infantile.
La probabilità di avere asma era doppia in una popolazione di bambini che
aveva ricevuto il vaccino triplo DPT (difterite tetano pertosse) rispetto
a quelli che non lo avevano ricevuto
(Hurwitz & Morgensten, Department
of Epidemiology, Los Angeles Medical School).
IL-9
(InterLeukina 9) è una di quelle sostanze Th2 che diventa iper-attiva,
che sopprime la funzione Th1 e che, insomma, vi condanna ad avere l'asma.
Ricercatori alla McGill University e all'Istituto Pasteur hanno scritto
sul Journal of Allergy and Clinical Immunology che se si riesce ad
abbassare il numero di IL-9, ciò aiuterà a trattare e a prevenire
l'asma.
Predominanza
di Th2 coincide con depressione di Th1, cosa che favorisce lo sviluppo di
infezioni virali croniche (virus influenzale o altri, ma anche candida),
perché l'organismo non riesce più ad arginare e scacciare entità virali
e batteriche aggressive.
È
come se noi davanti ad una mela messa sul tavolo ci mettessimo a piangere
(in uno stato di squilibrio verso Th2 il riconoscimento scatena
inesorabilmente sintomi esasperati, iperattività Th2 fuori luogo) e
comunque non riuscissimo a mangiarla perché non abbiamo
denti o altro (Th1 depresso, impossibile fagocitare
l'elemento esterno)
I
vaccini, tutti i vaccini, sono immunosoppressori (per la precisione
deprimono Th1).
Essi riducono la nostra immunità attraverso molti
meccanismi importanti:
1)
I vaccini contengono sostanze chimiche (formaldeide) e metalli tossici
(mercurio e alluminio) che hanno un forte effetto di depressione
immunitaria (Th1, ridotto numero di macrofagi). Il mercurio è il più
allergizzante dei metalli insieme al nichel (Th2, iperattività IgE, IgM).
2)
I vaccini contengono tessuti e materiale DNA/RNA di altri animali, che
hanno l'effetto di deprimere il sistema immunitario attraverso un
meccanismo di rigetto dell'organismo di cellule estranee.
3)
I vaccini alterano il rapporto di linfociti T helper/ linfociti
soppressori. Tale parametro è un indicatore chiave del grado di
funzionalità del sistema immunitario.
4)
I vaccini alterano l'attività metabolica di neutrofili polimorfonucleari
(NPM) e riducono la loro capacità fagocitante. Gli NPM rappresentano la
difesa dell'organismo contro batteri e virus.
5)
I vaccini sopprimono la nostra immunità non solo sovraccaricando
l'organismo con mercurio ed altro materiale estraneo, ma anche
introducendo virus attenuati e patogeni. Mentre le tossine nei vaccini
rallentano il sistema immunitario, i virus si instaurano e mutano
preparando l'attacco.
6)
I vaccini intasano il nostro sistema linfatico e i linfonodi con grandi
molecole di proteine che essendo state iniettate direttamente nel sangue,
non sono state adeguatamente ridotte dai processi digestivi.
7)
I vaccini impoveriscono il nostro organismo di elementi essenziali per la
vitalità immunitaria, quali vitamina C, A e zinco. Questi nutrienti
permettono ai globuli bianchi e ai macrofagi di funzionare in maniera
ideale.
8)
I vaccini sono neurotossici, rallentano il livello di trasmissione nervosa
e di comunicazione al cervello ed altri tessuti. Ora noi sappiamo che
alcuni linfociti comunicano direttamente con il cervello attraverso una
complessa serie di neurotrasmettitori. Alterare questi fattori avrà
conseguenze anche sulla immunità.
Questa e' una possibile spiegazione all’incremento fino
a 50 mila unità di soggetti colpiti da
sclerosi multipla.
Una
forte polarizzazione verso Th2 è caratteristica di patologie autoimmuni e
sclerosi sistemiche e produzione di auto-anticorpi. Elevati livelli di
anticorpi alle proteine di base della mielina cerebrale sono riscontrati
in oltre il 95% dei bambini autistici secondo gli studi del dott. Singh.
Th1
(cioè i linfociti T helper di tipo 1) produce una serie di modulatori
immunitari molto importanti: interferone gamma, interleukina (IL)-2 e TNF,
tumor necrosis factor.
Uno
studio pubblicato dal Journal of Infectious Diseases ha documentato una
diminuzione di produzione di interferone causata dal vaccino del
morbillo.
Questo declino persisteva per un anno dopo la vaccinazione, periodo cui fu
limitato tale studio. L'interferone è una sostanza prodotta da Th1 che
rende l'organismo resistente alle infezioni.
Cioè il risultato finale è
che i vaccini portano ad una maggiore vulnerabilità alle infezioni.
Ed
in effetti fu scoperto da uno studio pubblicato dalla rivista American
Journal of Public Health Investigators nel 1990 che, su un campione di
3437 casi di polio nello stato di New York, le vittime avevano probabilità
doppia di avere ricevuto il vaccino DTP nei due mesi precedenti la
comparsa del polio rispetto ai bambini di controllo.
Più
recentemente, in un'epidemia di polio nello stato di
Oman, è stato
dimostrato che le vaccinazioni DPT (difterite tetano, pertosse), avevano
causato la
comparsa di
polio paralitico.
Nello studio pubblicato sulla
rivista The Lancet fu confermato che una percentuale significativamente
elevata di questi bambini con polio avevano ricevuto una vaccinazione DTP
nei 30 giorni precedenti la comparsa del polio.
I vaccini DTP sopprimono
la capacità del corpo di combattere il virus del polio.
Fino
a poco tempo fa veniva spiegato che il meccanismo di azione dei vaccini
era semplicemente che essi causano un aumento di livelli di anticorpi
contro un antigene specifico di una malattia (virus o batterio).
Oggi la
scienza medica ha appreso che il sistema immunitario umano è più complicato di
quello che si era pensato e si distinguono schematicamente almeno due
categorie differenti, Th1 e Th2.
Non
risulta difficile comprendere perché, contrariamente a quanto ipotizzato
in passato, i vaccini non rafforzano o sostengono il sistema immunitario
nel suo complesso.
Anzi predispongono ad
infezioni ed
allergie,
rispettivamente perché deprimono Th1 e spostano l'equilibrio verso Th2.
Ecco
di cosa stiamo parlando. Di un baratto in cui otteniamo una specifica
immunità di 3-4 anni (temporanea) verso un virus innocuo (per es.
morbillo) al posto di una depressione generalizzata del sistema
immunitario.
Germi
e virus sono pleiomorfici, cioè possono cambiare e adattarsi a secondo
dell'ambiente in cui si vengono a trovare. Germi e virus possono
instaurarsi e mutare in un organismo limitatamente alle condizioni
biologiche che trovano in esso.
Più queste condizioni sono squilibrate,
più i virus avranno la possibilità di mutare nelle forme più
aggressive.
Le
vaccinazioni deprimono
le funzioni immunitarie dell'organismo e ciò ci
rende suscettibili a contrarre una serie illimitata di altre patologie. È
un atteggiamento molto infantile pensare che noi possiamo prendere un
vaccino per un solo virus, per es. influenzale, e mai ammalarci delle
tante altre varietà di influenza esistenti, specialmente perché i virus
possono mutare così velocemente quando ci sono condizioni a loro
favorevoli.
Quanto sopra indicato segnala che esistono numerosi
elementi scientifici per dimostrare l’assunto in base al
quale, contrariamente a quanto ipotizzato in passato, i
vaccini non rafforzano o sostengono il sistema
immunitario nel suo complesso.
Anzi predispongono ad infezioni
ed allergie,
rispettivamente perché deprimono T1 e spostano
l'equilibrio verso T2. Da una specifica e tentata, ma
non dimostrata immunità, che se esiste e' solo
temporanea, verso una patologia innocua (per es.
morbillo) si e' opposto e
dimostrata
una depressione
generalizzata del
sistema
immunitario.
Vaccini
e soppressione immunitaria
Stickl H, "Immunosoppressione iatrogenica come
risultato della vaccinazione", Fortschr Med, 5 marzo 1981, 99(9);
289-292
Toraldo R, "Effetto della vaccinazione
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Munyer, "Funzione linfocitaria depressa dopo la
vaccinazione morbillo- parotite rosolia", Journ. Infection Disorder,
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Reik L, "Vasculomielinopatia disseminata: una complessa
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Vaccini ed autoimmunità
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processi autoimmuni nella patogenesi delle lesioni post-vaccinali del sistema
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ott. 1977, 10:80-83
Grachev VP, "Formazione di auto-anticorpi in animali da laboratorio dopo
iniezione con virus di diversa virulenza", Acta Virol (Praha), luglio
1973, 17:319-326
Vautier G, Carty JE, "Artrite
reumatoide acuta poitiva all'analisi del siero a seguito di antiepatite B",
Br. J. Rheumatol., 1994; 33:991
Movsesiants AA, "Studi
sperimentali sull'abilità di diversi ceppi di virus vaccinali nell'indurre la
formazione di autoanticorpi", Vopr Virusol, maggio-giugno
1975; (3):297-302
Hassan W, Oldman R, "Sindrome
di Reiter e artrite reattiva nella salute di assistenti sociali dopo le
vaccinazioni", Br. Medical J., 1994, 309: 94
Negina IP, "Formazione di
auto-anticorpi a seguito della vaccinazione con diversi tipi di vaccini
tifoidi", Zh Mikrobiol Epidemiol Immunobiol, maggio
1980; (5):69-72
vedi anche:
Studio del dr. Montinari sui Danni dei Vaccini
+
Interrogazione Parlamentare
Un progetto intrapreso all'inizio del
1900, vuole eliminare “alcune” razze umane !
Avete paura delle armi batteriologiche ?
Credete davvero che siano i classici “terroristi” ad
eventualmente utilizzarle ? Noi crediamo che tali armi
siano state già diffuse da
parecchio tempo e che i veri fautori si trovino,
come al solito, mischiati anche tra il personale del governo
americano....colluso con i produttori di
farmaci,
vaccini e chimica...
vedi:
http://www.topsecret.naturalia.net/medicina/default.php?IDArticolo=62
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Anche secondo i migliori ricercatori a livello
mondiale, durante l'"immunità incrociata" - quella
che avviene in modo naturale - il nostro corpo sviluppa
anticorpi a ogni nuovo contatto con i vari ceppi dei
virus. Diminuire la probabilità di essere infettati in
modo naturale, quindi, significa anche abbassare il
livello di difesa immunitaria del nostro organismo !
Quindi cio' significa che popolazione dette "pulite",
cioe' vaccinate, sono molto ma molto
piu' deboli
immunitariamente di quelle NON
vaccinate !
vedi
anche l'ultima ricerca sulla Dengue, pubblicata su:
Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas).
Commento NdR: questi
studi dimostrano e confermano cio' che
insegniamo da decenni e cioe' che i
Vaccini
producono nei soggetti sottoposti a quelle
infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per tecniche
preventive,
Malnutrizione con perdita di fattori
vitali essenziali alla vita sana, alterazione e perdita
di:
flora batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali), oltre alle
mutazioni genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni
e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo possono
produrre malattie
le piu' disparate ! - vedi:
Contenuto dei vaccini
vedi
Statistiche Istat
sui vaccini
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vaccini
ed autoimmunità
1 - "Autoimmunità
indotta da vaccino", Journal of Autoimmunity 1996 Vol 9
2 - Romanov
VA, "Ruolo dei processi autoimmuni nella patogenesi delle
lesioni post-vaccinali del sistema nervoso", Zh Mikrobiol
Epidemiol Immunobiol, ott. 1977, 10:80-83
3 - Grachev
VP, "Formazione di auto-anticorpi in animali da laboratorio
dopo iniezione con virus di diversa virulenza", Acta Virol (Praha),
luglio 1973, 17:319-326
4 - Vautier
G, Carty JE, "Artrite reumatoide acuta poitiva all'analisi del
siero a seguito di antiepatite B", Br. J. Rheumatol., 1994;
33:991
5 - Movsesiants
AA, "Studi sperimentali sull'abilità di diversi ceppi di virus
vaccinali nell'indurre la formazione di autoanticorpi", Vopr
Virusol, maggio-giugno 1975; (3):297-302
6 - Hassan
W, Oldman R, "Sindrome di Reiter e artrite reattiva nella
salute di assistenti sociali dopo le vaccinazioni", Br. Medical
J., 1994, 309: 94
7 - Negina
IP, "Formazione di auto-anticorpi a seguito della vaccinazione
con diversi tipi di vaccini tifoidi", Zh Mikrobiol Epidemiol
Immunobiol, maggio
1980; (5):69-72
vedi:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
Consulenze e perizie per
danni da vaccino dott.
M. Montinari
+
Interrogazione Parlamentare
Autismo, Vaccini, la prova - Il
nuovo libro del dott.
Massimo Montinari
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino
NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in
confusione è che parte della reazione nei confronti del
vaccino porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente considerato
immunità.
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
+
Contenuto dei Vaccini
+ Cosa e' un VACCINO
+
Uranio e Vaccini - 1 +
Uranio e Vaccini - 2
+
Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?
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