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Convulsioni
La convulsione è una contrazione involontaria di alcuni
muscoli volontari. Le convulsioni eccezionali nel tempo,
in genere non provocano alcuna conseguenza permanente, nel
caso ad esempio del risveglio da un'anestesia totale sono
una conseguenza normale oppure per l'assunzione di un
farmaco.
Infatti alcune cause delle convulsioni (soprattutto quelle
nei bambini) sono
conseguenza di :
infezioni virali
(vaccinali
e non),
tumori,
emorragie cerebrali,
tossiemie (come l'uremia
o
avvelenamento da alluminio,
mercurio (vaccinali)
e/o
piombo o
cocaina od altre
droghe), disturbi del
metabolismo (come l'ipoglicemia),
alcolismo acuto o cronico, l'assunzione di
Benzilpiperazina).
Le convulsioni,
sono l'anticamera dell'epilessia, in quanto se esse si ripetono
regolarmente e con una certa frequenza, anche senza stati
febbrili od
assunzioni di farmaci
o droghe,
devono essere chiamate epilessia e questo ultimo problema e'
facilmente riscontrabile fra i
bambini con
disfunzioni dello
sviluppo, problema che e' facilmente l'anticamera
dell'Autismo !
Convulsioni nell’infanzia
- By Michael V. Johnston
Le convulsioni, o crisi epilettiche, sono definite come un
cambiamento parossistico limitato nel tempo dell’attività
motoria e/o comportamentale, risultato di un’attività
elettrica cerebrale anomala. In età pediatrica le
convulsioni sono comuni e si riscontrano il circa il
10% dei bambini.
Nella maggior parte dei casi, sono provocate da disturbi
somatici originati all’esterno del cervello, come
febbre molto alta,
infezioni,
sincope, trauma cranico, ipossia,
tossine o
aritmia cardiaca.
Spasmi affettivi e reflusso gastroesofageo possono causare
eventi che simulano le convulsioni.
Alcuni bambini
manifestano pseudoconvulsioni di natura psichiatrica. Meno
di un terzo delle convulsioni in età pediatrica è causato
dall’epilessia, una condizione patologica caratterizzata da
convulsioni ricorrenti originate all’interno del
cervello.
In base alla classificazione epidemiologica, si pone
diagnosi di epilessia in presenza di due o più attacchi
convulsivi non provocati, a distanza di più di 24 ore. La
prevalenza cumulativa dell’epilessia è del 3%; mentre in
oltre il 50% dei casi la malattia esordisce nell’infanzia.
L’incidenza annuale è inferiore (0,5-0,8%) perché molti
bambini crescendo guariscono (NdR: in realta' le
tossine vaccinali vengono espulse dal
cervello enterico o
cerebrale e quindi non ci sono piu' le
condizioni per le convulsioni od epilessia).
La prognosi delle convulsioni sintomatiche o associate
all’epilessia è generalmente buona, ma in alcuni casi tale
sintomo segnala una grave malattia sistemica od a carico del
SNC, che richiede
ulteriori approfondimenti diagnostici. Il 10-20% dei bambini
con epilessia presenta convulsioni ricorrenti refrattarie al
trattamento farmacologico. Tali casi costituiscono spesso
una sfida diagnostica e terapeutica.
Valutazione del PRIMO ATTACCO .
La valutazione iniziale del lattante o bambino durante o
poco dopo un sospetto episodio convulsivo deve includere una
valutazione delle vie respiratorie, della ventilazione e
della funzione cardiaca, nonché la misura di temperatura,
pressione sanguigna e glicemia.
In seguito al primo episodio, è importante escludere la
presenza di malattie potenzialmente fatali responsabili di
convulsioni, come meningite, sepsi, trauma cranico
intenzionale e non, ingestione di farmaci od abuso di
sostanze tossiche.
Nell’anamnesi è opportuno tentare di definire i fattori che
possono aver provocato l’attacco, fornendo anche una
dettagliata descrizione del tipo di convulsione e dello
stato postictale. Solitamente i genitori ricordano nei
minimi particolari il primo attacco del figlio e sono in
grado di fornire un resoconto accurato.
Commento NdR: infatti sia le convulsioni, sia
l’epilessia sono causate, soprattutto nei
bambini, dai
Vaccini
(introduzione di sostanze
tossico-nocive) le quali arrivando direttamente al
cervello
gastroenterico e/o
cerebrale,
determinano
intossicazioni,
infiammazioni e
quindi minimi o forti stati febbrili,
che poi determinano le convulsioni, e sia direttamente
l’epilessia, per le malfunzioni cellulari nervose di tessuti
(alle volte ippocampo), quando non generano addirittura la
meningite
e/o paralisi
momentanee o permanenti degli arti od altro...ecc., in quanto con i
vaccini e'
possibile far
ammalare di qualsiasi problema
qualsiasi
soggetto vaccinato !
IMPORTANTE da
ricordare:
Una delle caratteristiche dei
danni
cellulari dei
vaccini e’ quella di
inibire e/o alterare la formazione di proteine essenziali
allo sviluppo regolare dei tessuti ed organi di un
bambino, e fra questa una si chiama
Eps8 e gioca un ruolo fondamentale nei processi di
memoria e apprendimento.
Milano 2013 (I) - A svelarne i meccanismi molecolari, un
team di ricercatori italiani dell’Università degli Studi di
Milano, Istituto di Neuroscienze del Cnr e Humanitas. Lo
studio, pubblicato su Embo Journal, aprirà la strada a nuovi
percorsi di cura per affrontare i gravi problemi legati ad
autismo e
ritardo mentale e dello sviluppo.
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Una terapia cellulare per
l'epilessia – 07 /05/2013
All'origine di molti casi di questa malattia c'è il cattivo
funzionamento di una particolare classe di cellule nervose
dell'ippocampo, i cosiddetti interneuroni gabaergici. Il
trapianto di precursori dei neuroni in quell'area ha
mostrato, nel modello animale, di essere in grado di
eliminare o ridurre il numero di crisi convulsive e le
anomalie di comportamento che caratterizzano la patologia (red)
L'iniezione di cellule progenitrici dei neuroni nella
regione cerebrale dell'ippocampo ha permesso di ridurre, nel
modello animale, la frequenza delle crisi convulsive e delle
alterazioni comportamentali caratteristiche dell'epilessia.
A riferirlo è
un articolo pubblicato su “Nature Neuroscience”
che illustra una ricerca condotta presso l'Università della
California a San Francisco sotto la direzione di Scott C.
Baraban.
All'origine di un significativo numero di casi di
epilessia vi è una disfunzione in una particolare
popolazione di cellule nervose dell'ippocampo, i cosiddetti
interneuroni inibitori gabaergici, che hanno un ruolo
essenziale nella regolazione dell'eccitabilità dei neuroni
corticali e nella coordinazione di movimenti e
comportamenti.
Per trattare queste forme di epilessia si ricorre a farmaci
sistemici che potenziano i meccanismi inibitori mediati dal
neurotrasmettitore GABA, il cui uso a lungo termine può però
portare a effetti secondari indesiderati a livello
comportamentale o cognitivo. Senza contare che circa un
terzo dei pazienti risulta comunque refrattario alla
terapia.
Una delle alternative più promettenti al trattamento
farmacologico è quello del trapianto di cellule staminali
che, differenziandosi nella sede di inoculazione, potrebbero
ricostituire una nuova rete funzionante di interneuroni in
grado di sopperire ai deficit di quella esistente.
Finora, lavorando con ceppi di topi predisposti a sviluppare
l'epilessia, Baraban e colleghi erano riusciti a dimostrare
che il trapianto di cellule progenitrici dei neuroni
gabaergiche in epoca immediatamente post-natale, e prima del
primo esordio epilettico, era in grado di ridurre
significativamente l'insorgenza e la gravità della malattia.
In quest'ultimo studio, i ricercatori sono riusciti a
dimostrare che anche il sistema nervoso adulto può sostenere
la migrazione delle cellule progenitrici dei neuroni
gabaergici, la loro differenziazione, e l'integrazione nelle
strutture cerebrali esistenti, con un effettivo recupero
funzionale dei deficit preesistenti.
“Anche se è necessario ancora molto lavoro prima di poter
introdurre un trattamento di questo tipo nella pratica
clinica – scrivono gli autori - questo è un primo importante
passo per dimostrare le potenzialità di questo approccio”
che potrebbe essere importante anche per altri disturbi
cerebrali in cui è presente una disfunzione dei circuiti
inibitori dell'ippocampo, come la malattia di
Alzheimer o l'Autismo.
Tratto da: lescienze.it
Commento NdR: in questa
ricerca non si parla assolutamente delle vere cause
dell’epilessia che sono a monte della malfunzione
cellulare nervosa nei tessuti dell’ippocampo !
Specialmente nei
bambini
le vere cause sono particolarmente
le vaccinazioni che i piccoli subiscono, loro
malgrado, che
intossicando le
cellule nervose ed
infiammando i
tessuti ove arrivano (specie quelli dell'intestino), alterando le loro funzioni normali
e regolari, e contemporaneamente anche e non solo i vaccini,
creano
disbiosi croniche nell'intestino,
che e' il luogo ove si "creano" tutte le
infiammazioni per i vari ed infiniti
sintomi chiamati impropriamente "malattie",
e quindi anche l'epilessia e le convulsioni.
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L’epilessia
è una malattia neurologica che si esprime in forme molto
diverse tra di loro - Italy, Milano 14/12/2012
È più corretto, quindi, parlare di
"epilessie". È tra le malattie neurologiche più diffuse,
tanto da essere riconosciuta come malattia sociale. Non è
una malattia mentale, ma spesso viene considerata tale e
questo si traduce in atteggiamenti discriminatori. In Italia
sono 500mila i malati di epilessia, con 30mila nuovi casi
ogni anno, con incidenza più elevata dei bambini e negli
anziani. Nei tre quarti dei casi l’esordio avviene prima dei
20 anni.
Tra i bambini, la fascia di età più a rischio per la
comparsa dell'epilessia è quella sotto l'anno (130 casi su
100mila - proprio l'eta' nella
quale si fanno piu' vaccini); tra gli adolescenti
(dai 15 ai 19 anni) vi è un’incidenza annua di 70 casi su
100mila.
Che
cos’è l’Epilessia
?
L'epilessia è una patologia cronica
caratterizzata in molte sue forme da episodi
convulsivi ricorrenti, in
assenza di altre possibili cause predisponenti alle
convulsioni.
Sintomo -"malattia" associata in
moltissimi casi
anche all'Autismo
L'epilessia è una sindrome caratterizzata da frequenti crisi
convulsive
o da altre frequenti manifestazioni critiche motorie,
sensitive, psichiche, neurovegetative, che hanno come
carattere distintivo (comune a tutte le forme) l'accessualità,
ovvero il presentarsi improvvisamente, e la tendenza a
ripetersi.
In poche parole l'epilessia ha origine da varie concause (NdR: ma
specialmente dalle disbiosi
croniche - alterazione del
sistema enzimatico,
del pH
digestivi
e della
flora
autoctona intestinale e da carenza di sali
minerali
- particolarmente magnesio
-
vitamine
ed enzimi, cioe' da
malnutrizione); essa
produce una grave anomalia nel nostro
sistema nervoso, causata (cosi
ci dicono i medici allopati,
ma non e’ solo cosi…) da un'alterazione dell'attività
elettrica cerebrale, detta "ipereccitabilità", infatti le
cellule nervose sovraeccitate in modo abnorme, coadiuvano,
assieme alla causa della malnutrizione delle cellule
nervose, la generazione della crisi epilettica.
Shock anafilattico e convulsioni da
vaccino
La possibilità che si determini uno shock anafilattico
dopo un
vaccino non è estremamente rara cosi’
come ci dicono le “autorita’
a Tutela”…., anche perche’ lo studio qui sotto
riportato non ha considerato gli altri
danni
dei vaccini, ma solo ed esclusivamente le
convulsioni da febbre vaccinale, senza controllare ad
esempio l’epilessia problema frequente dopo vaccinazione,
molto legato ai problemi di
autismo e
similari, cioe’ alle lesioni cerebrali, cioe' ai
danni neurologici,
malattie
gastrointestinali ed
autoimmunitarie.
Nello studio, vengono forniti dati relativi a 15
segnalazioni avute in
Irlanda in 13 mesi su
ragazzi
di età non superiore ai 16 anni, nell’anno 2011: solo 7 di
essi hanno soddisfatto i criteri per anafilassi, i vaccini
implicati erano molto eterogenei. Solo in 3 casi si è fatto
ricorso al dipartimento di emergenza.
Un altro studio, invece, precisa che il
vaccino
pentavalente usato
comunemente nei bambini
aumenta il rischio di
convulsioni febbrili. Lo assicura uno studio pubblicato su
Jama, basato sui dati di 360 mila piccoli pazienti.
L'analisi dell'università danese di Aarhus ha preso in
considerazione il
vaccino,
pentavalente, per difterite,
polio,
tetano,
Haemophilus influenzae b
e pertosse, molto comune
in Usa e Europa del Nord, mentre in Italia si usa quello
esavalente che aggiunge anche il
vaccino per l'epatite
B con il
vaccino
esavalente.
I ricercatori hanno trovato che il rischio di
convulsioni aumenta di sei volte nel giorno della prima
iniezione, che di solito è a
tre mesi di vita, di quattro volte dopo la
seconda, mentre e' minore nella terza, ma lo ripetiamo sono
stati SOLO esaminati i casi di convulsioni da febbre dopo
vaccino, e non il resto dei
danni vaccinali !
TROVATO un meccanismo di
azione delle
tossine dei
VACCINI anche sul cervello ! - 22/03/2009
ANSA, Roma - Esiste un passaggio segreto che permette alle
cellule immunitarie di penetrare nel cervello e di aprire la
strada ad una seconda ondata di cellule pericolose, capaci
di scatenare malattie autoimmunitarie, come la sclerosi
multipla, nelle quali il sistema immunitario aggredisce
l’organismo al quale appartiene.
La scoperta della nuova porta, pubblicata sulla rivista
Nature Immunology, potrebbe portare in futuro a nuove
armi per contro la
sclerosi multipla, "ma non solo: lo stesso meccanismo
potrebbe essere coinvolto in altre malattie
autoimmuni", osserva la coordinatrice della ricerca,
l’italiana Federica Sallusto, dell’Istituto
svizzero per la Ricerca in Biomedicina (Irb) di
Bellinzona, diretto da Antonio Lanzavecchia.
Oltre che con Lanzavecchia, il lavoro e' stato condotto in
collaborazione con Andrea Reboldi, dell’Irb, e da Antonio
Uccelli, dell’università di Genova. Il passaggio segreto che
permette di entrare nel cervello alle cellule apripista e'
il plesso coroideo, una vera e propria matassa di vasi
sanguigni nella quale viene prodotto il liquido spinale. e'
una via d’ingresso alternativa a quella che da tempo e'
considerata il «portone principale», ossia la barriera
emato-encefalica.
Che ci fosse un’altra entrata era noto, spiegano i
ricercatori, ma questa era considerata una sorta di "porta
di servizio", di importanza secondaria. Adesso, osserva
Lanzavecchia, "conosciamo la funzione di questa porta
segreta e si può pensare a future strategie terapeutiche in
grado di bloccare questo ingresso".
Altro meccanismo di azione delle tossine vaccinali di
qualsiasi vaccino, anche nel cervello:
I
Macrofagi molte volte trasportano le
sostanze vaccinali nel cervello ed in tutti
i tessuti del corpo, ecco una descrizione
del meccanismo:
L'alluminio
(od altri metalloidi tossici, ad esempio
il
Thiomersal) contenuto in vari Vaccini
esempio:
influenza,
esavalente comprese, viene trasportato nel
cervello dai
macrofagi .... e
cio' spiega
il meccanismo
della cosiddetta
SIDS
o
morte nella culla, che nei fatti e' una
danno vaccinale e non una nuova malattia !
Ecco spiegato il meccanismo biologico ed
il diagramma del tragico evento....
Il meccanismo viene ben spiegato qui:
ciò che in realtà accade è che un tipo di
globuli bianchi chiamati a macrofagi (MF)
ingerisce (processo è chiamato "fagocitosi")
gli AANs prima che si sciolgano. (Aluminum
Adjuvant Nanoparticles = AANs)
L'ingestione di corpi estranei è un
comportamento normale per MF.
La loro
funzione principale è la fagocitosi cioè la
capacità di inglobare nel loro
citoplasma particelle estranee, anche
nanoparticelle, compresi i microrganismi
(batteri e funghi estranei), e di
distruggerle. Inoltre, fatto importante da
tenere in considerazione in questi
casi, secernono
citochine ad attività
proinfiammatoria e presentano l'antigene
ai
linfociti
T-CD4.
Quando MFs
rilevano batteri o altri agenti patogeni, i
loro campi magnetici li invitano ad ingerire
gli agenti patogeni, e distruggerli con gli
enzimi. I MFs sanno assieme ad altre cellule
del sistema immunitario circa il patogeno
introdotto e come rilevarlo. MFs ingeriscono
anche molti tipi di nanoparticelle.
Il problema è che AANs non sono digeriti
dagli enzimi MF. E gli AANs, una volta
all'interno degli MF, si sciolgono
lentamente.
Le AANs persistono per lungo tempo (anni) e
causano nei MF a far fuoriuscire lentamente
alluminio.
Gli MF che consumano gli AANs divengono
altamente contaminati con l'alluminio o
con altri metalli tossici e
nanoparticelle ingerite, e
li diffondono ovunque vanno. E
vanno in tutto il corpo. MFs generalmente
non viaggiano nel sangue, il che spiega il
motivo per cui non si trova nel sangue
l'alluminio dopo
la vaccinazione,
perche' gli MF viaggiano
attraverso il sistema linfatico.
I campi magnetici sono in grado di viaggiare
attraverso la barriera emato-encefalica (BBB).
Gli MFS, una volta caricati con AANs, agiscono
come un cavallo di Troia e trasportano le
AANs nel cervello. Questo è dannoso, perché
il cervello è molto sensibile all'
alluminio.
Senza contare le possibili
microischemie (vedi le scoperte del
Dott. Andrew
Moulden)
che possono intervenire nella
microcircolazione, soprattutto cerebrale od in altri
luoghi...per il fatto che i globuli bianchi e di conseguenza
i macrofagi nel loro processo di fagocitosi, (ingestione
delle sostanze tossiche vaccinali) possono generare,....
inoltre i macrofagi secernono, nella loro azione quando
hanno ingerito le sostanze vaccinali, altre sostante PRO-infiammazioni....
con tutte le conseguenze del caso,
polio =
paralisi,
distrofie,
meningiti,
sclerosi,
infiammazioni croniche, gastroenteriti croniche, ecc....fino
alla morte nella culla = SIDS !!
Qui nel
diagramma, viene spiegato nei particolari il
tragico evento:
http://vaccinepapers.org/al-adjuvant-nanoparticles-can-travel-brain/
EPILESSIA a tempo
Ecco il gene corresponsabile
dell'epilessia «a tempo» - forma che inizia nei primi due
anni di vita ed in genere cessa entro pochi mesi -
07/01/2013
I vaccini destabilizzando anche e no solo le funzioni endocellulari per via
dei noti meccanismi, causano la mutazione del gene PRRT2, che
sarebbe indicato da questo studio quale "causa" dell’epilessia
a tempo (NdR: in realta' e' solo una concausa e non
quella primaria).
Ricercatori dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di
Firenze (I), hanno scoperto che la malattia puo’ essere
diagnosticata prematuramente individuando la mutazione di un
particolare gene, denominato PRRT2, coinvolto nella
trasmissione dell’impulso nervoso da una cellula all’altra.
La ricerca, e’ stata pubblicata sulla rivista Neurology.
I nuovi dati riguardano una forma di epilessia “a tempo”,
che inizia entro i primi
due anni di vita, anni nei quali si
vaccinano i bambini, con manifestazioni convulsive ripetute
e che cesserebbe entro pochi mesi, alla fine dei
cicli
vaccinali, ma che, fino ad ora, nelle fasi iniziali non era
facilmente distinguibile da altri tipi di epilessia, che
possono invece persistere per molti anni.
«Grazie
all’individuazione del gene PRRT2, diviene molto più facile,
ora che la diagnosi può essere confermata con un test
genetico, pianificare un trattamento farmacologico di breve
durata e formulare una prognosi benigna per questa forma di
epilessia che rende conto di circa il 3 per cento delle
epilessie dei primi anni di vita - fa notare il professor
Renzo Guerrini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e
della UOC di Neurologia Pediatrica dell’AOU Meyer di Firenze
-. Ma le implicazioni della scoperta vanno oltre, perché
abbiamo visto che mutazioni in questo stesso gene sono
implicate anche in altri disturbi neurologici come
l’emicrania, l’emicrania emiplegica e la distonia
parossistica.
Epilessia, distonia parossistica, emicrania ed
emicrania emiplegica sono disturbi (sintomi) che possono
comparire in modo variabile in soggetti della stessa
famiglia e in uno stesso individuo in momenti diversi
dell’infanzia. In quest’ultimo caso - precisa Guerrini - le
convulsioni si verificano tipicamente entro i primi due anni
di vita, (NdR:
scatenati dai vaccini che il
bambino subisce dai 2
mesi ai due anni)
la distonia è più frequente negli anni successivi, in genere
in età scolare, mentre l’emicrania emiplegica, evenienza più
rara, compare in genere più tardivamente rispetto alle altre
manifestazioni.
L’emicrania emiplegica, si presenta con un
mal di testa più o meno importante accompagnato da un
deficit neurologico con paresi di un lato del corpo
piuttosto che con il blocco della parola».
Questi problemi, collegati fra loro, causano sempre disturbi
in genere reversibili che si evidenziano in attacchi
improvvisi con la tendenza a ripetersi, della durata
variabile da qualche minuto a poche ore. Si tratta di
disturbi drammatici che possono destare forti preoccupazioni
anche nella famiglia. In quanto si presentano con
contrazioni involontarie che rendono il movimento impacciato
o addirittura lo impediscono.
I nuovi studi hanno evidenziato come l’eredità di questi
disturbi sia dominante, con un rischio di ricorrenza nel 50%
dei figli di un soggetto parentale, che ha presentato
manifestazioni simili ed è portatore della mutazione
genetica nei mitocondri della madre.
Queste condizioni possono però comparire anche in un
individuo in cui nessun genitore ha mai manifestato disturbi
simili e in cui la mutazione si è generata ex novo, per la
prima volta nella famiglia.
«Per anni abbiamo pensato che queste malattie fossero
causate da mutazioni in geni che regolano le funzioni dei
canali ionici, strutture per il passaggio di ioni come
sodio, potassio e calcio tra le cellule e quindi implicate
nei fenomeni di eccitabilità nervosa - riferisce l’esperto
-, ora invece il nostro gruppo e altre equipe a livello
mondiale hanno scoperto che si tratta di malattie che hanno
a che vedere con la trasmissione dell’impulso nervoso
mediante la liberazione di sostanze chimiche, chiamate neuro
mediatori, che viaggiano da una cellula all’altra e questo
ha cambiato radicalmente la prospettiva, offrendo ricadute
diagnostiche immediate e aprendo nuovi scenari per la
ricerca in ambito terapeutico.
In presenza di mutazioni di questo gene, adesso sappiamo che
gli attacchi convulsivi che insorgono si auto-limitano nel
tempo e possono essere prevenuti con terapie efficaci per un
breve periodo di vita.
Possiamo anche avvertire in anticipo le famiglie sul rischio
che altri disturbi neurologici del bambino, anche
apparentemente gravi, ma transitori e reversibili, che
potrebbero svilupparsi in futuro».
vedi
Attacchi Epilettici con convulsioni dopo vaccinazione
+
Danni dei
Vaccini +
Una RICERCA sull'EPILESSIA +
Tetano
+
Epilessia e non solo dai
vaccini
+
Autismo, convulsioni ed Epilessia 2 +
Meningite dai vaccini
+
Falsita' della
medicina ufficiale +
1000 studi sui Danni dei Vaccini +
Mutazioni Genetiche dai Vaccini
+
Contenuto dei
Vaccini
Commento
NdR: Ipomagnesemia da
malassorbimento:
L'ipomagnesemia primitiva dell'intestino associata ad
ipocalcemia secondaria (HSH) o tetania ipomagnesiemica è
caratterizzata da livelli sierici di Mg2+ molto bassi e
dalla escrezione renale normale di Mg2+, associata ad
ipocalcemia.
Trattasi di carenza importante di Magnesio, in genere
derivante da
malattie gastrointestinali "nascoste".
Si tratta di un disturbo grave
che, se non viene trattato
nel modo adatto, cioe' soprattutto con la
medicina
naturale, è letale.
vedi
Protocollo della salute +
Magnesio
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un
difetto nella
digestione e nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a
dei
batteri autoctoni mutati in
co-patogeni
- molto probabilmente il
Clostridium
tetanis
!
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi
mesi, ma quasi sempre dopo le
vaccinazioni
pediatriche) ed i pazienti
presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti
crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al.,
1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di
concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine
consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una
traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus
per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria,
HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti
vaccinati e quindi in
situazione di
malassorbimento
e per
la disbiosi
importante e quindi il
pH
digestivo alterati dai
vaccini.
I
vaccini
quindi, sono una delle piu' importanti cause di scatenamento
dell'epilessia nei bambini, in quanto alterano la
funzionalita' dell'intestino e quindi del sistema
nervoso enterico il
cervello di sotto), la prova e' che facendo ingerire a quei bambini degli antibiotici, che
lavorano sulla qualita' e quantita' della flora intestinale,
le crisi epilettiche diminuiscono.
L'accesso epilettico è un particolare modo di reagire del
corpo (parti di esso=
sistema
nervoso enterico =
cervello
di sotto) ad uno stimolo, e ciascuno di noi ha una
propria "soglia convulsiva" che può essere
occasionalmente superata, avendo in tal modo una crisi
convulsiva.
Perché vi sia epilessia occorre infatti l'accertamento
clinico-elettroencefalografico (EEG, accertamento in grado di
rilevare anomalie dell'attività elettrica cerebrale),
l’epilessia è di fatto una malattia dei mitocondri +
intestino + cervello enterico ed i vaccini ne sono una
causa.
Esistono due tipi di epilessia.
1° - epilessie primarie o idiopatiche che hanno la
tendenza a provocare le crisi si dice che siano costituzionali; questi pazienti non presentano alcuna lesione
cerebrale e sono dal punto di vista neurologico del tutto
normali, a parte questa singolare caratteristica.
2° - epilessie secondarie o sintomatiche, che
comprendono la maggioranza dei pazienti e si sviluppano in
seguito a lesioni cerebrali.
Si va da disturbi dell’ossigenazione cerebrale al momento
della nascita (evento abbastanza frequente – altre volte in
seguito alle
vaccinazioni
di rutine), a malformazioni della corteccia cerebrale fino a
tutte le patologie acquisite del cervello, come
infezioni da vaccino, traumi, tumori, disturbi circolatori.
Ogni evento morboso che lede la corteccia cerebrale può
infatti dare origine, nel corso degli anni, a un focolaio
responsabile dell’epilessia.
Questi pazienti presentano talora altri segni
neurologici
quali disturbi motori,
ritardi di sviluppo,
deficit attentivi.
In un buon numero di casi non si riesce a trovare la causa, e
l'epilessia viene definita criptogenetica.
Nelle
forme abituali non porta nessuna menomazione nell’ambito
della vita quotidiana e del successo professionale.
Quale frequenza ha
l'epilessia ?
Colpisce
fra lo 0.6 e l'1% della popolazione. Si stima che in Italia
500.000 persone siano affette da questa malattia.
Come si manifestano
le crisi ?
Esse
si rivelano con un breve ed improvviso disturbo delle
funzioni nervose. Hanno in genere durata breve
(meno di un minuto) e si possono manifestare con sintomi
diversi da caso a caso, a seconda della funzione dei
neuroni cerebrali coinvolti.
Le crisi possono essere rare, ma nella maggior parte dei casi
si ripetono frequentemente, anche molte volte nella giornata.
Fra una crisi e l’altra non è presente solitamente alcun
disturbo.
La
manifestazione più importante è la sospensione improvvisa
della coscienza con caduta a terra e comparsa di movimenti
di tipo convulsivo (tremori e scosse muscolari). In
altri casi la perdita di coscienza si accompagna ad azioni
compiute in modo automatico (masticare, inghiottire,
parlare, toccare o spostare gli oggetti), oppure a un blocco
motorio.
A volte la coscienza è conservata e il malato può
avvertire sensazioni particolari quali lampi di luce,
rumori, formicolii ad una parte del corpo, gusti o odori
strani, improvvise sensazioni di angoscia o euforia, la
sensazione di essere in sogno, immagini di ricordi del
passato, ecc.
Tratto
e sintetizzato da:
forep.it
vedi:
Danni neurologici da Vaccino
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INTESTINO,
DISBIOSI ed EPILESSIA
La dottoressa Natasha Campbell-McBride nel suo libro sulla
Sindrome della Psiche e dell'Intestino parla estesamente
della relazione tra autismo, disagi cosiddetti psichiatrici
e disbiosi intestinale, ed accenna anche alla relazione tra
disbiosi ed epilessia rimarcando il fatto che Gluteomorfine
e Caseomorfine sono presenti nelle urine dei pazienti
epilettici. Queste due sostanze derivano dal fatto che la
disbiosi provoca una digestione difettosa del glutine e
della caseina, la quale genera a sua volta la produzione di
questi due oppiacei, che interferiscono con il sistema
nervoso.
Questa prima informazione fa sospettare che l'adozione di
una dieta specifica (e temporanea) come la
dieta GAPS potrebbere risolvere il problema alla radice,
e che una dieta senza glutine e senza caseina potrebbe
quanto meno ridurre la gravità delle crisi epilettiche.
A conferma del legame epilessia-intestino,
all'interno dell'articolo "INTOLLERANZE ALIMENTARI: VERITA'
o PREGIUDIZIO ?", scritto dalla biologa nutrizionista
Federica Mastronardo
http://www.federicamastronardo.it/articoli_9.html,
leggiamo:
Perché attribuire proprio a quel nutrimento di cui si è
ghiotti la causa di un banale mal di testa? Lo stesso vale
per numerosi disturbi comuni che spesso sono associati a
momenti di stress psico-fisico: colon irritabile, reazioni
cutanee, attacchi di ansia, obesità, disbiosi e
malassorbimento intestinale, carenze di vitamine e minerali
fino ad arrivare ai disturbi comportamentali quali
epilessia, schizofrenia, autismo, iperattività nei bambini,
fotofobia o problemi di performance fisica nello sport
agonistico.
Interessantissimo a tale
proposito è l'articolo sulla dieta SCD (Dieta dei
Carboidrati Specifici) con la testimonianza della
ricercatrice Elaine Gottschall sul rapporto tra sintomi di
patologie intestinali da una parte e sintomi di sofferenza
psichica e mentale (compresa l'epilessia) e dall'altra.
Nella discussione sul forum di Italia Salute intitolata
"epilessia e celiachia":
http://www.italiasalute.it/forum/forum_posts.asp?TID=6238,
il dottor Paolo Mainard, Neurochimico del Centro Epilessia
dell'Università di Genova, Consulente del Centro di
Nutraceutica Applicata, afferma
Per quanto riguarda l'epilessia, Dephour riporta
un'aumentata risposta convulsiva in animali nei quali è
stata provocata un'infiammazione intestinale con un olio
urticante, l'olio di crotontiglio.
Pertanto un'infiammazione intestinale riduce la soglia
convulsiva.
La prova non è decisiva in quanto basata su un esperimento
di vivisezione (i topi per quanto simili all'uomo sono pure
per molti aspetti differenti). Più interessante è il seguito
del discorso:
Sospendere il glutine elimina i
processi infiammatori legati alla risposta anticorpale, in
analogia a qualsiasi altra intolleranza alimentare o
allergia. In tutti questi casi si ha un intestino troppo
permeabile che lascia passare grossi peptidi, frazioni di
proteine, "clandestini". Contro questi peptidi si attiva una
risposta anticorporale che si risveglia ogni qualvolta
entriamo in contatto con la proteina progenitrice. Se questi
peptoni rimangano in circolo abbiamo un processo
infiammatorio, tipico delle allergie, ma se questi peptoni
vanno ad accumolarsi presso frazioni di proteine dei nostri
tessuti a loro simili, simile cerca simile, la tolleranza
degli anticorpi, che si portano dietro, non sarà in grado di
distinguere tra il peptone clandestino e il pezzo di
proteina del nostro tessuto. Se l'accumulo avviene in
prossimità delle articolazioni avremo l'artite remauoide, se
nella mielina le patologie autoimmuni.
Ennesima conferma di quanto esposto dalla dottoressa
Campbell sul rapporto tra malattie autoimmuni e
infiammazione, disbiosi, eccessiva permeabilità
dell'intestino.
Sempre il dottor Mainardi in una sua lettera critica nei
confronti della trasmissione "dica 33"
http://www.emergenzautismo.org/content/view/1031/68/ ha
scritto:
In base ai risultati dei miei studi ho realizzato un
integratore alimentare a base di alfa-lattoalbumina che è
entrato nei programmi di screening nuovi farmaci
anticonvulsivi dell'NIH (USA) per i risultati ottenuti sia
pre-clinici che clinici.
Questa molecola agisce principalmente a livello intestinale
come prebiotico, riduce la disbiosi e la permeabilità
intestinale. I risultati ottenuti con le diete a
restrizione, non noti forse al solo autore dell'articolo su
dica-33, confermano l'importanza del ruolo dell'intestino in
diverse patologie neurologiche. Compreso l'autismo, il cui
aumento esponenziale dell'incidenza (da 1 su 10000 a 1 su
130) rende altamente improbabile una natura genetica, ma
quanti fondi vengono impiegati oggi in questa improduttiva
ricerca ?
D'altronde la curcumina, la dieta chetogena e l'alfa-lattolbumina
mostrano ampi spettri d'azione, difficilmente attribuibili a
specifiche azioni a livello cerebrale, più facilmente dovuti
alle loro azioni intestinali (...) ad ulteriore conferma del
collegamento intestino-cervello, provocare processi
infiammatori intestinali porta a stati ansiosi e riduce la
soglia convulsiva.
La dieta chetogena è una dieta ricca in grassi e povera in
corboidrati, che sembrava ormai quasi dimenticata dalla
comunità scientifica nonostante la produzione del film "Non
nuocere" (testimonianza di una guarigione dall'epilessia per
mezzo della dieta). Di recente la sua validità nel per
ridurre la frequenza delle crisi epilettiche è stata
scientificamente dimostrata come riporta un articolo del
2008 del New York Times che menziona uno studio scientifico
effettuato col gruppo di controllo:
http://www.nytimes.com/2008/05/06/health/research/06epil.html.
Rimarchevole è un altro articolo scritto dal dottor Mainardi
in collaborazione col dottor Gianluigi Pesce e la dottoressa
Silvia Bornia -
http://www.det.it/pdf/ottobre10/int.pdf.
In esso leggiamo che:
E' sorprendente come l'intestino nell'antichità fosse
considerato l'organo responsabile di molte patologie
neurologiche sin dai tempi della Bibbia, quando le crisi di
epilessia venivano curate con il digiuno, da cui ebbe
origine la dieta chetogena, ricca di grassi e povera di
carboidrati, ampiamente usata nell'epilessia sino agli anni
30
Oggi viene applicata anche in altre patologie neurologiche,
ad esempio depressione Alzheimer, Parkinson etc.,
dimostrando come una dieta possa ridurre significativamente
i sintomi di patologie neurologiche complesse.
E ancora:
La disbiosi intestinale riducendo l'assorbimento di
triptofano, può rendere più fragile il cervello, meno capace
di autoripararsi.
Interessanti sono le proprietà
dell'integratore
di alfa-lactoalbumina “serplus” menzionato dal dottor
Mainardi che regolando la flora intestinale avrebbe ricadute
positive anche sull'umore delle persone e sulla
normalizzazione del ciclo sonno-veglia.
Maggiori informazioni sul serplus potete leggerle al
seguente link:
http://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-Alfa-Lattoalbumina-Serplus%C2%AE-BioZzz%C2%AE.html
Tratto da: scienzamarcia.blogspot.it
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Status epilepticus convulsivo
e ritardi dello
sviluppo
Alcuni ricercatori dell’Institute of child health della
University college di Londra, hanno scoperto che ritardi
dello sviluppo possono emergere nei bambini subito dopo
crisi epilettiche convulsive prolungate, che durano più di
30 minuti e sono note come convulsive status epilepticus
Alcuni ricercatori dell’Institute of child health della
University college di Londra (Ucl), Regno Unito, hanno
scoperto che ritardi dello sviluppo possono emergere nei
bambini subito
dopo crisi epilettiche convulsive prolungate, che durano più
di 30 minuti e sono note come Cse (convulsive status
epilepticus).
Lo studio, appena pubblicato su Epilepsia, è il primo a
esaminare le funzioni cognitive, motorie e del linguaggio
dei bambini
colpiti da Cse sia entro le 6 settimane, sia a un anno dal
verificarsi dell’evento. Ciò ha permesso di tracciare in
modo più preciso le alterazioni nello
sviluppo neurologico
dei piccoli pazienti.
Lo stato epilettico convulsivo è una delle emergenze
neurologiche
pediatriche più comuni ed è spesso associato a
esiti sfavorevoli per quanto riguarda lo sviluppo sia
cognitivo sia motorio. Esso ha un picco di incidenza nei
primi 3 anni di vita, un periodo critico per lo sviluppo, (NdR:
nel quale
vengono effettuati vari cicli vaccinali).
Nonostante gli effetti avversi a lungo termine siano noti,
purtroppo non ci sono informazioni riguardo alle alterazioni
che si verificano immediatamente dopo il Cse. Inoltre non
esistono dati sulle Cse non febbrili.
Perciò i ricercatori inglesi hanno svolto uno studio
prospettico su 54 bambini di età compresa tra 1 mese e 3,5
anni (NdR: tempo nel quale
vengono effettuati vari cicli vaccinali)
che avevano avuto almeno un episodio di Cse.
I ricercatori hanno poi classificato le convulsioni
prolungate febbrili (Pfs) - 27 casi - e le Cse non febbrili
- altri 27 - e hanno considerato 17 bambini sani come
controlli. «Entro le 6 settimane dall’episodio abbiamo
effettuato valutazioni neuropsicologiche e di neuroimaging,
in particolare abbiamo usato la Bayley scales of infant
development III (BsidIII) per determinare il grado di
sviluppo dei bamibini epilettici rispetto a quelli sani»
spiega Marina Martinos, prima firma del lavoro.
I bambini con Cse non febbrili avevano esiti peggiori dal
punto di vista dello sviluppo rispetto ai pazienti Pfs,
anche se non c’erano differenze nelle caratteristiche delle
convulsioni. Inoltre, malgrado i Pfs abbiano fatto
registrare punteggi BsidIII nella norma, le loro performance
erano peggiori rispetto a quelle dei controlli, sia a 6
settimane sia dopo un anno. «Comprendere l’impatto dello
stato epilettico convulsivo sullo sviluppo infantile precoce
e determinare se questo tipo di convulsioni abbia degli
effetti a lungo termine è un importante ampliamento
dell’evidenza medica a disposizione» commenta Martinos.
Epilepsia. Published Online: April 8, 2013.
Commento NdR:
TUTTI questi bambini,
hanno purtroppo
subito loro malgrado, le
vaccinazioni pediatriche che li hanno
resi malati....grazie
ai medici
allopati
vaccinatori
indottrinati da
Big
Pharma, che
ringrazia per avere nuovi pazienti da sfruttare
per tutta la vita....
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EPILESSIA
Malattia associata in moltissimi casi
all'Autismo
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un
difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a
dei batteri autoctoni mutati in
co-patogeni -
molto probabilmente il
Clostridium
tetanis
!
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi
mesi) e i pazienti
presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti
crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al.,
1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di
concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine
consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una
traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus
per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria,
HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in
situazione di malassorbimento per
la disbiosi importante e quindi il
pH
digestivo alterato anche dai vaccini inoculati).
vedi:
vaccino per il Tetano
VERONA, 21 GEN 2006
E' una correlazione di
fattori di ambito genetico, biologico,
ambientale (come le infezioni) a provocare
l'autismo, malattia segnalata in crescita
esponenziale negli ultimi anni (in America ne è
colpito un bambino su 250) e
caratterizzata dalla disarmonia dello sviluppo
delle funzioni cerebrali che, di conseguenza, interragiscono male tra loro.
L'indicazione è emersa al congresso
internazionale "La terra di mezzo - Autismo: una
sfida alla scienza", organizzato dal Servizio di
Neuropsichiatria infantile e Psicologia dell'età
evolutiva dell'Ulss 20 di Verona chiuso oggi.
"Ci sono due gruppi di autistici - ha detto
Maurizio Brighenti, primario del Dipartimento di
neuropsichiatria infantile e psicologia dell'età
evolutiva dell'Ulss 20 – che evolvono in maniera
differente: il primo manifesta uno sviluppo
alterato fin dai primissimi mesi di vita, il
secondo invece, che inizialmente ha
comportamenti pressoché normali, manifesta la
malattia all'improvviso, solitamente intorno ai
16-18 mesi di vita, e si aggrava
progressivamente".
Tra le cause che trasformano una predisposizione
genetica e immunologica allo sviluppo
dell'autismo in conclamazione della malattia, ha
detto Federico Balzola, dirigente medico presso
l'unità ospedaliera di gastroepatologia dell'Asl
San Giovanni
Battista di Torino, si ipotizza ci siano i
metalli pesanti, in particolare il
mercurio
usato nella composizione dei
vaccini, per
veicolare i principi attivi.
Balzola ha quindi
ricordato come sia un fatto acquisito che gli
autistici siano più predisposti di altri bambini
ad andare incontro a infiammazione cronica
dell'apparato gastroenterico (la percentuale è
del 30-40% contro il normale 5-10%): questi
soggetti sviluppano
l'enterocolite autistica,
che altera l'assorbimento delle sostanze
introdotte nel corpo - tra cui il mercurio, ma
anche i prodotti della digestione di pane e
latte - trasformandole in neurotossine che
raggiungono il cervello, scatenando i disturbi
comportamentali.
Una dieta appropriata e farmaci
adeguati, ha detto ancora Balzola, aiutano a
tenere sotto controllo l'infiammazione".
Diagnosi precoce, multidisciplinarietà
nell'affrontare il soggetto, adeguati interventi
di riabilitazione e integrazione scolastica, ha
detto il dott. Brighenti, sono i principali
strumenti in grado di migliorare la vita dell'autistico.
Nel corso del congresso sono state sviluppate le
linee guida per l'integrazione scolastica di
questi soggetti, che prevedono la valorizzazione
del lavoro sul bambino condotta dall'equipe
formata da insegnati, famiglia e specialisti,
una precisa formazione di insegnanti e
specialisti, la presenza di un tutor di area
educativa specializzato in autismo che faccia da
ponte tra scuola, istituzioni e famiglia.
Sottolineando l'importanza della precocità della
diagnosi, perchè così si riducono i disturbi
comportamentali del soggetto, Brighenti ha reso
noto che il Centro di diagnosi cura e ricerca
per l'autismo dell'Ulss 20, da lui diretto, è
stato incaricato dalla Comunità Europea di
elaborare le linee guida europee per
effettuarla.
Nel campo della ricerca per l'autismo resta
ancora molto da fare, ha sottolineato Brighenti.
Per questo a Verona si è costituito il gruppo multidisciplinare di ricerca Gira (Gruppo
Italiano Ricerca Autismo), che coinvolge
allergologi, gastroenterologi, pediatri,
neuropsichiatri infantili, psicologi, immunologi
e tossicologi delle università di Verona,
Brescia, Pavia, Torino e Padova; un gruppo che
dovrà approfondire la scientificità dell'ipotesi
che gli artistici siano più predisposti a
patologie come le intolleranze alimentari.
Il neuropsichiatra, infine, ha rilevato che la
riabilitazione delle facoltà linguistiche,
comunicative e psicomotorie dell'autistico
possono essere efficaci anche in soggetti che
hanno superato i cinque anni di età.
By ANSA
Commento
Ndr: ma queste cose le aveva gia’ scoperte il
dott. M. Montinari con la sua equipe, nel 1996, tant’e’
che ha scritto
un libro per documentare
lo studio effettuato su 1.200 soggetti autistici
danneggiati dai
vaccini
! ed ha messo a
punto una terapia NON basata su farmaci di
sintesi ma su rimedi
omotossicologici
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Alla conta dei globuli bianchi
Esisterebbe una relazione tra
l'accumulo delle cellule nei vasi sanguigni del cervello e
l'insorgere delle crisi. Lo suggerisce uno studio italiano
su Nature Medicine
A causare le crisi di epilessia
potrebbero essere anche i globuli bianchi. Un
nuovo studio italiano, infatti, fornisce diversi indizi
su un probabile legame tra le cellule immunitarie presenti
nei vasi sanguigni cerebrali e l’insorgere della malattia.
La ricerca, che è stata pubblicata questa settimana su
Nature Medicine, è stata condotta da Gabriela Constantin
dell'Università
di Verona e i risultati sono stati presentati oggi
presso l'ateneo veneto.
Sebbene l'epilessia colpisca l’1
per cento della popolazione mondiale, i meccanismi che la
scatenano sono ancora poco conosciuti. La ricerca di
Costantin e colleghi potrebbe ora aggiungere un tassello
importante al puzzle. I ricercatori hanno osservato, in
cavie, che gli attacchi epilettici inducono l’espressione di
particolari molecole (dette “di adesione”) all’interno dei
vasi sanguigni del tessuto cerebrale. La conseguenza è che
queste ostruiscono il passaggio ai globuli bianchi, che
vengono trattenuti sulle pareti dei vasi stessi.
Ciascun attacco epilettico,
inoltre, indebolisce le pareti dei vasi - un fenomeno che
induce i neuroni a divenire più attivi del normale. Anche in
questo caso, lo studio mostra che bloccando il legame tra i
globuli bianchi e i vasi sarebbe possibile prevenire
l'indebolimento.
A conferma di questa relazione,
gli autori hanno osservato che le cellule immunitarie sono
particolarmente abbondanti nel cervello di persone
epilettiche. Come suggerisce lo studio quindi, il numero di
globuli bianchi nei vasi cerebrali potrebbe essere
considerato un marcatore importante, oltre che un target per
una futura terapia. (f.s.)
Tratto da: galileonet.it
Commento NdR: come volevasi
dimostrare, l'epilessia nasce dalle alterazioni
intestinali ed
immunitarie
create
anche e sopra tutto dai
Vaccini
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L'accumulo di
Glicogeno nel
cervello è tossico per i neuroni
Studiando la malattia di Lafora, un team spagnolo ha
scoperto che l'accumulo glicogeno causa danni ai neuroni
Secondo
un team di ricercatori dell'Instituto de Investigacion
Biomedica e dell'Università di Barcellona l'accumulo di
glicogeno a livello cerebrale potrebbe avere un effetto
negativo. L'accumulo di glicogeno, lunghe catene di
glucosio, nei tessuti dell'organismo ha la funzione di
deposito energetico. Secondo lo studio spagnolo, un eccesso
di glicogeno provocherebbe la morte dei neuroni. Se questo
fosse confermato, questo potrebbe spiegare l'origine di
molte patologie neurodegenerative
I ricercatori hanno scoperto l'effetto tossico delle cellule
nervose, studiando la malattia di Lafora, una forma molto
rara di epilessia progressiva che ha effetti invalidanti a
livello motorio ed intellettivo e colpisce soprattutto gli
adolescenti e per la quale, attualmente, non esistono
terapie. L'evoluzione della malattia di Lafora è
caratterizzata da una progressiva degenerazione del sistema
nervoso che, nel giro di 10 anni, riduce i malati in uno
stato vegetativo terminale.
Tratto da:
http://www.molecularlab.it
Glicogeno - tratto da Wikipedia:
Il
glicogeno è un
polimero (omopolimero) del
Glucosio che costituisce una riserva energetica degli
Amani,
Animali e nei
Funghi.
Nei
Vertebrati è conservato prevalentemente nel
fegato e nei muscoli scheletrici.
I legami tra unità di Glucosio successive sono α (1-4) per
la maggior parte, anche se sono presenti legami α (1-6). Si
tratta quindi di un
polisaccaride ramificato.
La degradazione del Glicogeno è catalizzata dalla
glicogeno fosforilasi. Questo
enzima viene attivato da
adrenalina o
glucagone in un meccanismo che comporta l'attivazione
dell'adenilato ciclasi e la conseguente produzione di
AMP ciclico.
Il
Glicogeno è una molecola che, al momento del bisogno può
andare incontro ad una demolizione, per produrre Glucosio,
utile alle
vie glicolitiche dell'organismo; ma altre volte è lo
stesso Glucosio che può risultare in eccesso e può dunque
essere stipato sotto forma di Glicogeno.
Il processo di demolizione del glicogeno consta di tre fasi,
operate da tre enzimi, quali: glicogeno fosforilasi, enzima
deramificante e fosfoglucomutasi. Il primo mira a rompere i
legami α(1-4)-glicosidici a dare Glu-1P, ma solo se distanti
almeno cinque unità dal punto di ramificazione; è per questo
che interviene l'enzima deramificante, che permette la
funzionalità della Glicogeno Fosforilasi anche lì dove non
potrebbe; in ultimo interviene la Fosfoglucomutasi che
converte le molecole di Glu-1P in Glu-6P.
Il processo di biosintesi del glicogeno è anche diretto da
tre enzimi, ma questo è un processo energeticamente
sfavorito, ecco perché deve intervenire l'UTP (un analogo
dell'ATP)
per permettere l'accadimento della reazione. Gli enzimi
partecipanti sono: UDP-Glicogeno-Pirofosfatasi,
Glicogeno-Sintasi e Enzima Ramificante. Il primo enzima
converte il Glu-1P in UDP-Glucosio, il secondo aggancia
questo Glucosio sotto forma di UDP-Glu al glicogeno, dando
UDP + Glicogeno, il terzo, come dice il suo stesso nome,
ramifica.
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Epilessia, scienziati
italiani scoprono la proteina che ne con-causa le crisi -
Milano (Italy) - 28 marzo
2010)
Un trattamento con
farmaci capaci di bloccare gli effetti di una
proteina o di certi recettori da essa attivati è
in grado di spegnere l'eccitabilità delle
cellule
nervose alla base dell'attacco epilettico.
Lo dimostra uno studio dell'Istituto
Mario Negri e dell'
università Vita Salute San Raffaele,
pubblicato oggi da
Nature Medicine.
In particolare, i ricercatori del laboratorio di Neurologia
Sperimentale del Mario Negri, guidato da Annamaria Vezzani e
dell'unità di Dinamica della Cromatina del San Raffaele
guidata da Marco Bianchi hanno scoperto un nuovo meccanismo
che favorisce le
infiammazioni e che contribuisce in modo
determinante alla comparsa e alla ricorrenza delle
crisi epilettiche.
Lo studio - riferisce una nota -
riunisce due filoni di ricerca, iniziati nel 1999,
attraverso cui i ricercatori del Mario Negri avevano
scoperto che l'infiammazione
è uno dei meccanismi che predispone alle
crisi epilettiche, e quelli del San Raffaele avevano
dimostrato che molecole rilasciate da
tessuti danneggiati, in particolare la
proteina chiamata HMGB1, sono responsabili dell'
infiammazione associata a traumi o
stress
biologici.
La nuova ricerca dimostra che i
neuroni e le cellule
della
glia (altre componenti del
sistema nervoso), sottoposti a uno stimolo che
causa epilessia, rilasciano HMGB1, che a sua volta stimola i
recettori toll-like. Questi recettori, che di norma rilevano
la presenza di batteri o virus, hanno mostrato avere un
importante ruolo nell'eccitabilità delle cellule nervose,
(NdR: ...alterate
nella loro funzione di "sintesi e specializzazione
delle proteine", specie dai
vaccini introdotti negli organismi
viventi)
Lo studio mostra in particolare
come i trattamenti con farmaci che bloccano gli effetti
della HMGB1 o dei recettori toll-like, hanno potenti effetti
anticonvulsivanti, anche su animali con crisi resistenti ai
farmaci convenzionali.
Il coinvolgimento di HMGB1 e dei toll-like è stato
evidenziato anche nel tessuto di pazienti sottoposti a
interventi chirurgici perchè affetti da epilessia
insensibile ai farmaci. "Questa scoperta - dice Annamaria
Vezzani, che a dicembre ha ricevuto il premio dell'American
Epilepsy Society, conferito per la prima volta a un
ricercatore italiano - oltre a mostrare un nuovo meccanismo
alla base di crisi epilettiche, apre la via allo sviluppo di
nuove terapie anticonvulsivanti, utilizzando particolari
farmaci anti-infiammatori per curare l'epilessia. Speriamo
si possano usare anche in altre malattie neurologiche
associate a processi infiammatori". "La proteina HMGB1
- spiega Bianchi - è infatti coinvolta nelle patologie in
cui vi è uno stress biologico, e quindi in quasi tutte le
malattie. Tuttavia, questa è la prima volta in cui farmaci
contro HMGB1 hanno dato un risultato così chiaro".
Tratto da ilmattino.it
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RISARCIMENTO DANNI da VACCINO =
Epilessia
Il Tribunale di
Campobasso ha condannato
il Ministero della Salute al risarcimento dell'indennizzo
previsto dalla legge 210/92 a favore dei genitori di una
ragazza, oggi 25enne, colpita all'eta' di 11 anni da
epilessia mioclonica progressiva' in seguito di una
vaccinazione obbligatoria per l'epatite
B.
Il giudice Libera Maria Rosaria Rinaldi ha riconosciuto che
la gravissima patologia che affligge la giovane e che l'ha
ridotta ad uno stato vegetativo con "deterioramento delle
funzioni cognitive", sia riconducibile con "elevata
probabilita'' alla errata somministrazione della terza dose
del vaccino.
In sostanza il Tribunale ha accertato il nesso di
causalita' anche a seguito delle perizie effettuate da
alcuni consulenti, tra i quali il professore Ferdinando
Aiuti e l'immunologo
Massimo Montinari.
La famiglia della ragazza si era costituita in giudizio,
assistita dall'avvocato Vincenzo Iacovino il quale ha
sostenuto la correlazione tra la malattia contratta dalla
ragazza e la vaccinazione seguita.
Il Tribunale ha anche disposto che l'indennizzo sia pagato
con la maggiorazione degli interessi e rivalutazione dalla
data della domanda a quella del reale pagamento.
Fonte: ADUC
USA -
Crisi epilettiche a bambini
dopo l'iniezione del
vaccino per
l'influenza di
Sanofi - 22 Gen.
2011
La Food and Drug
Administration ha comunicato che i funzionari della
sanità degli Stati Uniti stanno indagando su un aumento
di segnalazioni di crisi epilettiche a
seguito della vaccinazione
con un
vaccino per
l'influenza Sanofi-Aventis.
La FDA ha detto in un comunicato sul suo sito web che le
convulsioni febbrili, o convulsioni correlate a una febbre,
sono stati segnalate soprattutto in bambini di età inferiore
a 2 anni.
La FDA ha detto che sono stati segnalati 42 casi di
convulsioni febbrili a partire dal 13 dicembre 2010 e che e
il Centers for Disease Control and Prevention sta indagando
se possano essere stati causato dal vaccino, chiamato
Fluzone,
o se sono coinvolti altri fattori. La febbre può causare una
crisi epilettica in alcuni bambini con danni latenti
microcellulari. Circa il 4 per cento dei bambini hanno
almeno una convulsione febbrili nella loro vita ha detto la
FDA.
Un portavoce della FDA ha detto che nei 36 casi segnalati al
centro di segnalazione degli eventi avversi dei vaccino sono
stati in neonati e in bambini di età compresa tra 6 mesi e 2
anni, con 10 casi gravi. Ha detto che 38 delle convulsioni
febbrili si è verificato in un giorno dalla somministrazione
del Fluzone.
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Stimoli cromatici pericolosi
Il rapido alternarsi fra i colori
rosso e blu, percepiti dagli occhi, rappresentano uno
stimolo che provoca una eccitazione corticale molto
superiore a quella prodotta da altre combinazioni di colori.
Il rapido avvicendarsi nel campo visivo di alcune
combinazioni di colori ha una particolare capacità di
scatenare crisi epilettiche nelle persone che soffrono di
una forma di questo disturbo. Lo attesta uno studio condotto
presso il
Goldsmiths College dell'Università di Londra in
collaborazione con l'Indian
Institute of Technology a Kharagpur, in India,
l'Università di Tokio e il California Institute of
Technology e
pubblicato sulla rivista online PLoS ONE.
Nel 1997 alcuni medici
giapponesi rilevarono che oltre 700
bambini (NdR: tutti
vaccinati di vari
vaccini) erano stati colpiti in quell'anno da
un attacco epilettico mentre guardavano un episodio dei
cartoni animati Pokemon. E nel 2007 in Gran Bretagna si
constatò un fenomeno analogo legato a uno spot pubblicitario
animato che promuoveva le Olimpiadi di Londra del 2012.
In entrambi i casi si trattava della manifestazione di
epilessia fotosensibile, una forma della malattia stimolata
dall'esposizione a monitor e immagini luminose, che
attualmente si stima possa interessare circa un bambino su
cento.
"I risultati suffragano la cosiddetta ipotesi di "decomplessificazione":
un cervello sano è più 'complesso' di uno patologico",
osserva Bhattacharya. "Ora è importante allargare la ricerca
a un maggior numero di pazienti per controllare fino a che
punto le misure statistiche e di complessità indicate nel
lavoro possono avere un potenziale diagnostico."
Commento NdR: questa e' un'altra malattia prodotta
dai
vaccini: l'iper sensibilita' a certi colori, cioe'
allergia a certi colori, come le varie
allergie ai certi cibi...o
sostanze...
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Epilessia - Primo soccorso nelle crisi di grande male
- In caso di crisi di grande male bisogna:
- fare attenzione a proteggere la persona da eventuali
lesioni;
- non bisogna tentare di introdurre a forza un oggetto duro,
per esempio un cucchiaio, tra i denti, perché così facendo
si potrebbe provocare un danno ancora più grave di quello
che si cerca di prevenire;
- è necessario togliere dall'ambiente circostante gli
oggetti che, cadendo durante la crisi, potrebbe ferire il
paziente (per esempio i mobili di una stanza, come le sedie,
dei cassetti, qualcosa di spigoloso, ecc.);
- assolutamente vietato cercare di mantenere fermo il
paziente durante la crisi;
- cercare di impedire l'aspirazione, dal parte del paziente,
di vomito o muco; a questo scopo, è preferibile voltare il
paziente su un lato se vomita o se si addormenta;
- se il paziente diventa cianotico o smette di respirare,
bisogna voltarlo su un lato e cercare di mantenere aperte le
vie respiratorie, eventualmente spostando la lingua che le
ostruisce. La respirazione ricomincia automaticamente subito
dopo la crisi. Soltanto raramente c'è bisogno di una
respirazione bocca a bocca, che, in ogni caso, non va mai
effettuata durante la crisi.
Intervento medico
d'urgenza
La presenza di crisi prolungate o ripetute può portare ad
una grave mancanza d'ossigeno
nel soggetto colpito da crisi epilettiche. In questo caso è
necessario l'intervento urgente di personale medico
specializzato.
Nell'assistere quindi un paziente con questo tipo di crisi,
è perciò di vitale importanza cercare subito un medico;
potrebbe essere necessario, inoltre, attuare misure di
mantenimento della respirazione.
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Huttenlocher
PR, Hapke RJ, "Valutazione di epilessia intrattabile
nell'infanzia", Ann Neurol, nov. 1990; 28(5):699-705
ATTENZIONE a questo studio ed alcuni altri qui indicati:
- Cherry JD, Holtzman AE, Shields WD, Buch D, Nielsen,
Vaccinazione da pertosse e caratteristiche dei primi
attacchi epilettici in neonati e bambini, J Pediatr,
giugno 1993; 122(6): 900-903
Questo specifico studio e' qui citato ad esempio, di come si
possono realizzare studi detti impropriamente scientifici
che di scientifico non hanno proprio nulla:
Infatti questo studio e'
solo una "indagine" di controllo statistico e non controllo
clinico, senza neppure controllare le vaccinazioni
pregresse, quelle fatte molto tempo prima della
vaccinazione osservata... !
Infatti in quello studio non e' stato neppure controllato,
sui soggetti indagati, di quali e quanti vaccini erano stati
precedentemente vaccinati ...ne' fatti esami di laboratorio
e clinici per indagare le vere cause ...infatti si afferma
alla fine....:
"La causa della maggiore gravità delle convulsioni
febbrili apparentemente associate a vaccinazione
anti-pertosse è sconosciuta.”
evidenziando il fatto che non si sono fatti veri controlli
clinici ed a conferma di cio', si trova scritto "apparentemente
associate" Domanda: come fanno ad escluderle....se non hanno
fatto gli esami opportuni ? !
Questo determina il pressapochismo se non la mala fede degli
autori di questo scritto....
vedi anche:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni 2
+
Autismo dai Vaccini
Commento
NdR: questi studi
dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei
soggetti sottoposti a quelle infauste pratiche in-sanitarie,
spacciate per tecniche preventive,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana,
alterazione e perdita di:
enzimi,
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali), oltre alle
mutazioni genetiche
occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni
da virus e/o
batteri pericolosi che
nel tempo possono
produrre
malattie le piu' disparate !
vedi Statistiche Istat
sui vaccini
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