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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


Convulsioni ed
EPILESSIA dai VACCINI - 1   
"Vaccine Nation" è un documentario che racconta l'incredibile storia di Alan Yurko e della sua famiglia.
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica

Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

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Convulsioni
La convulsione  è una contrazione involontaria di alcuni muscoli volontari. Le convulsioni eccezionali nel tempo, in genere non provocano alcuna conseguenza permanente, nel caso ad esempio del risveglio da un'anestesia totale sono una conseguenza normale oppure per l'assunzione di un farmaco.
Infatti alcune cause delle convulsioni (soprattutto quelle nei bambini) sono conseguenza di : infezioni virali (vaccinali e non), tumori, emorragie cerebrali, tossiemie (come l'uremia o avvelenamento da alluminio, mercurio (vaccinali) e/o piombo o cocaina od altre droghe), disturbi del metabolismo (come l'ipoglicemia), alcolismo acuto o cronico, l'assunzione di Benzilpiperazina).
Le convulsioni, sono l'anticamera dell'epilessia, in quanto se esse si ripetono regolarmente e con una certa frequenza, anche senza stati febbrili od assunzioni di farmaci o droghe, devono essere chiamate epilessia e questo ultimo problema e' facilmente riscontrabile fra i bambini con disfunzioni dello sviluppo, problema che e' facilmente l'anticamera dell'Autismo !

Convulsioni nell’infanzia - By Michael V. Johnston
Le convulsioni, o crisi epilettiche, sono definite come un cambiamento parossistico limitato nel tempo dell’attività motoria e/o comportamentale, risultato di un’attività elettrica cerebrale anomala. In età pediatrica le convulsioni sono comuni e si riscontrano il circa il 10% dei bambini. Nella maggior parte dei casi, sono provocate da disturbi somatici originati all’esterno del cervello, come febbre molto alta, infezioni, sincope, trauma cranico, ipossia, tossine o aritmia cardiaca. Spasmi affettivi e reflusso gastroesofageo possono causare eventi che simulano le convulsioni.  
Alcuni bambini manifestano pseudoconvulsioni di natura psichiatrica. Meno di un terzo delle convulsioni in età pediatrica è causato dall’epilessia, una condizione patologica caratterizzata da convulsioni ricorrenti originate all’interno del cervello.
In base alla classificazione epidemiologica, si pone diagnosi di epilessia in presenza di due o più attacchi convulsivi non provocati, a distanza di più di 24 ore. La prevalenza cumulativa dell’epilessia è del 3%; mentre in oltre il 50% dei casi la malattia esordisce nell’infanzia. L’incidenza annuale è inferiore (0,5-0,8%) perché molti bambini crescendo guariscono (NdR: in realta' le tossine vaccinali vengono espulse dal cervello enterico o cerebrale e quindi non ci sono piu' le condizioni per le convulsioni od epilessia).
La prognosi delle convulsioni sintomatiche o associate all’epilessia è generalmente buona, ma in alcuni casi tale sintomo segnala una grave malattia sistemica od a carico del SNC, che richiede ulteriori approfondimenti diagnostici. Il 10-20% dei bambini con epilessia presenta convulsioni ricorrenti refrattarie al trattamento farmacologico. Tali casi costituiscono spesso una sfida diagnostica e terapeutica.

Valutazione del PRIMO ATTACCO .
La valutazione iniziale del lattante o bambino durante o poco dopo un sospetto episodio convulsivo deve includere una valutazione delle vie respiratorie, della ventilazione e della funzione cardiaca, nonché la misura di temperatura, pressione sanguigna e glicemia.
In seguito al primo episodio, è importante escludere la presenza di malattie potenzialmente fatali responsabili di convulsioni, come meningite, sepsi, trauma cranico intenzionale e non, ingestione di farmaci od abuso di sostanze tossiche.
Nell’anamnesi è opportuno tentare di definire i fattori che possono aver provocato l’attacco, fornendo anche una dettagliata descrizione del tipo di convulsione e dello stato postictale. Solitamente i genitori ricordano nei minimi particolari il primo attacco del figlio e sono in grado di fornire un resoconto accurato.

Commento NdR: infatti sia le convulsioni, sia l’epilessia sono causate, soprattutto nei bambini, dai Vaccini (introduzione di sostanze tossico-nocive) le quali arrivando direttamente al cervello gastroenterico e/o cerebrale, determinano intossicazioni, infiammazioni e quindi minimi o forti stati febbrili, che poi determinano le convulsioni, e sia direttamente l’epilessia, per le malfunzioni cellulari nervose di tessuti (alle volte ippocampo), quando non generano addirittura la meningite e/o paralisi momentanee o permanenti degli arti od altro...ecc., in quanto con i vaccini e' possibile far ammalare di qualsiasi problema qualsiasi soggetto vaccinato !

IMPORTANTE da ricordare:
Una delle caratteristiche dei danni cellulari dei vaccini e’ quella di inibire e/o alterare la formazione di proteine essenziali allo sviluppo regolare dei tessuti ed organi di un bambino, e fra questa una si chiama Eps8 e gioca un ruolo fondamentale nei processi di memoria e apprendimento.
Milano 2013 (I) - A svelarne i meccanismi molecolari, un team di ricercatori italiani dell’Università degli Studi di Milano, Istituto di Neuroscienze del Cnr e Humanitas. Lo studio, pubblicato su Embo Journal, aprirà la strada a nuovi percorsi di cura per affrontare i gravi problemi legati ad autismo e ritardo mentale e dello sviluppo.

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Una terapia cellulare per l'epilessia – 07 /05/2013
All'origine di molti casi di questa malattia c'è il cattivo funzionamento di una particolare classe di cellule nervose dell'ippocampo, i cosiddetti interneuroni gabaergici. Il trapianto di precursori dei neuroni in quell'area ha mostrato, nel modello animale, di essere in grado di eliminare o ridurre il numero di crisi convulsive e le anomalie di comportamento che caratterizzano la patologia (red)
L'iniezione di cellule progenitrici dei neuroni nella regione cerebrale dell'ippocampo ha permesso di ridurre, nel modello animale, la frequenza delle crisi convulsive e delle alterazioni comportamentali caratteristiche dell'epilessia. A riferirlo è
un articolo pubblicato su “Nature Neuroscience” che illustra una ricerca condotta presso l'Università della California a San Francisco sotto la direzione di Scott C. Baraban.
All'origine di un significativo numero di casi di epilessia vi è una disfunzione in una particolare popolazione di cellule nervose dell'ippocampo, i cosiddetti interneuroni inibitori gabaergici, che hanno un ruolo essenziale nella regolazione dell'eccitabilità dei neuroni corticali e nella coordinazione di movimenti e comportamenti.
Per trattare queste forme di epilessia si ricorre a farmaci sistemici che potenziano i meccanismi inibitori mediati dal neurotrasmettitore GABA, il cui uso a lungo termine può però portare a effetti secondari indesiderati a livello comportamentale o cognitivo. Senza contare che circa un terzo dei pazienti risulta comunque refrattario alla terapia.
Una delle alternative più promettenti al trattamento farmacologico è quello del trapianto di cellule staminali che, differenziandosi nella sede di inoculazione, potrebbero ricostituire una nuova rete funzionante di interneuroni in grado di sopperire ai deficit di quella esistente.
Finora, lavorando con ceppi di topi predisposti a sviluppare l'epilessia, Baraban e colleghi erano riusciti a dimostrare che il trapianto di cellule progenitrici dei neuroni gabaergiche in epoca immediatamente post-natale, e prima del primo esordio epilettico, era in grado di ridurre significativamente l'insorgenza e la gravità della malattia.

In quest'ultimo studio, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che anche il sistema nervoso adulto può sostenere la migrazione delle cellule progenitrici dei neuroni gabaergici, la loro differenziazione, e l'integrazione nelle strutture cerebrali esistenti, con un effettivo recupero funzionale dei deficit preesistenti.
“Anche se è necessario ancora molto lavoro prima di poter introdurre un trattamento di questo tipo nella pratica clinica – scrivono gli autori - questo è un primo importante passo per dimostrare le potenzialità di questo approccio” che potrebbe essere importante anche per altri disturbi cerebrali in cui è presente una disfunzione dei circuiti inibitori dell'ippocampo, come la malattia di Alzheimer o l'Autismo.
Tratto da: lescienze.it

Commento NdR: in questa ricerca non si parla assolutamente delle vere cause dell’epilessia che sono a monte della malfunzione cellulare nervosa nei tessuti dell’ippocampo !
Specialmente nei bambini le vere cause sono particolarmente le vaccinazioni che i piccoli subiscono, loro malgrado, che intossicando le cellule nervose ed infiammando i tessuti ove arrivano (specie quelli dell'intestino), alterando le loro funzioni normali e regolari, e contemporaneamente anche e non solo i vaccini, creano disbiosi croniche nell'intestino, che e' il luogo ove si "creano" tutte le infiammazioni per i vari ed infiniti sintomi chiamati impropriamente "malattie", e quindi anche l'epilessia e le convulsioni.

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L’epilessia è una malattia neurologica che si esprime in forme molto diverse tra di loro
- Italy, Milano 14/12/2012 
È più corretto, quindi, parlare di "epilessie". È tra le malattie neurologiche più diffuse, tanto da essere riconosciuta come malattia sociale. Non è una malattia mentale, ma spesso viene considerata tale e questo si traduce in atteggiamenti discriminatori. In Italia sono 500mila i malati di epilessia, con 30mila nuovi casi ogni anno, con incidenza più elevata dei bambini e negli anziani. Nei tre quarti dei casi l’esordio avviene prima dei 20 anni.
Tra i bambini, la fascia di età più a rischio per la comparsa dell'epilessia è quella sotto l'anno (130 casi su 100mila - proprio l'eta' nella quale si fanno piu' vaccini); tra gli adolescenti (dai 15 ai 19 anni) vi è un’incidenza annua di 70 casi su 100mila.

Che cos’è l’Epilessia
L'epilessia è una patologia cronica caratterizzata in molte sue forme da episodi convulsivi ricorrenti, in assenza di altre possibili cause predisponenti alle convulsioni.
Sintomo -"malattia" associata in moltissimi casi anche all'Autismo
L'epilessia è una sindrome caratterizzata da frequenti crisi convulsive o da altre frequenti manifestazioni critiche motorie, sensitive, psichiche, neurovegetative, che hanno come carattere distintivo (comune a tutte le forme) l'accessualità, ovvero il presentarsi improvvisamente, e la tendenza a ripetersi.
In poche parole l'epilessia ha origine da varie concause (NdR: ma specialmente dalle disbiosi croniche - alterazione del sistema enzimatico, del pH digestivi e della flora autoctona intestinale e da carenza di sali minerali - particolarmente magnesio - vitamine ed enzimi, cioe' da malnutrizione); essa produce una grave anomalia nel nostro sistema nervoso, causata (cosi ci dicono i medici allopati, ma non e’ solo cosi…) da un'alterazione dell'attività elettrica cerebrale, detta "ipereccitabilità", infatti le cellule nervose sovraeccitate in modo abnorme, coadiuvano, assieme alla causa della malnutrizione delle cellule nervose, la generazione della crisi epilettica.

Shock anafilattico e convulsioni da vaccino
La possibilità che si determini uno shock anafilattico dopo un vaccino non è estremamente rara cosi’ come ci dicono le “autorita’ a Tutela”…., anche perche’ lo studio qui sotto riportato non ha considerato gli altri danni dei vaccini, ma solo ed esclusivamente le convulsioni da febbre vaccinale, senza controllare ad esempio l’epilessia problema frequente dopo vaccinazione, molto legato ai problemi di autismo e similari, cioe’ alle lesioni cerebrali, cioe' ai danni neurologici, malattie gastrointestinali ed autoimmunitarie.

Nello studio, vengono forniti dati relativi a 15 segnalazioni avute in Irlanda in 13 mesi su ragazzi di età non superiore ai 16 anni, nell’anno 2011: solo 7 di essi hanno soddisfatto i criteri per anafilassi, i vaccini implicati erano molto eterogenei. Solo in 3 casi si è fatto ricorso al dipartimento di emergenza.

Un altro studio, invece, precisa che il vaccino pentavalente usato comunemente nei bambini aumenta il rischio di convulsioni febbrili. Lo assicura uno studio pubblicato su Jama, basato sui dati di 360 mila piccoli pazienti.
L'analisi dell'università danese di Aarhus ha preso in considerazione il vaccino, pentavalente, per difterite, polio, tetano, Haemophilus influenzae b e pertosse, molto comune in Usa e Europa del Nord, mentre in Italia si usa quello esavalente che aggiunge anche il vaccino per l'epatite B con il vaccino esavalente.
 I ricercatori hanno trovato che il rischio di convulsioni aumenta di sei volte nel giorno della prima iniezione, che di solito è a tre mesi di vita, di quattro volte dopo la seconda, mentre e' minore nella terza, ma lo ripetiamo sono stati SOLO esaminati i casi di convulsioni da febbre dopo vaccino, e non il resto dei danni vaccinali !

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EPILESSIA a tempo
Ecco il gene corresponsabile dell'epilessia «a tempo» - forma che inizia nei primi due anni di vita ed in genere cessa entro pochi mesi - 07/01/2013
I vaccini destabilizzando anche e no  solo le funzioni endocellulari per via dei noti meccanismi, causano la mutazione del gene PRRT2, che sarebbe indicato da questo studio quale "causa" dell’epilessia a tempo (NdR: in realta' e' solo una concausa e non quella primaria).
Ricercatori dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer di Firenze (I), hanno scoperto che la malattia puo’ essere diagnosticata prematuramente individuando la mutazione di un particolare gene, denominato PRRT2, coinvolto nella trasmissione dell’impulso nervoso da una cellula all’altra. La ricerca, e’ stata pubblicata sulla rivista Neurology.
I nuovi dati riguardano una forma di epilessia “a tempo”, che inizia entro i primi due anni di vita, anni nei quali si vaccinano i bambini, con manifestazioni convulsive ripetute e che cesserebbe entro pochi mesi, alla fine dei cicli vaccinali, ma che, fino ad ora, nelle fasi iniziali non era facilmente distinguibile da altri tipi di epilessia, che possono invece persistere per molti anni.
«Grazie all’individuazione del gene PRRT2, diviene molto più facile, ora che la diagnosi può essere confermata con un test genetico, pianificare un trattamento farmacologico di breve durata e formulare una prognosi benigna per questa forma di epilessia che rende conto di circa il 3 per cento delle epilessie dei primi anni di vita - fa notare il professor Renzo Guerrini, direttore del Dipartimento di Neuroscienze e della UOC di Neurologia Pediatrica dell’AOU Meyer di Firenze -. Ma le implicazioni della scoperta vanno oltre, perché abbiamo visto che mutazioni in questo stesso gene sono implicate anche in altri disturbi neurologici come l’emicrania, l’emicrania emiplegica e la distonia parossistica.
Epilessia, distonia parossistica, emicrania ed emicrania emiplegica sono disturbi (sintomi) che possono comparire in modo variabile in soggetti della stessa famiglia e in uno stesso individuo in momenti diversi dell’infanzia. In quest’ultimo caso - precisa Guerrini - le convulsioni si verificano tipicamente entro i primi due anni di vita, (NdR: scatenati dai vaccini che il bambino subisce dai 2 mesi ai due anni) la distonia è più frequente negli anni successivi, in genere in età scolare, mentre l’emicrania emiplegica, evenienza più rara, compare in genere più tardivamente rispetto alle altre manifestazioni.  
L’emicrania emiplegica, si presenta con un mal di testa più o meno importante accompagnato da un deficit neurologico con paresi di un lato del corpo piuttosto che con il blocco della parola».
Questi problemi, collegati fra loro, causano sempre disturbi in genere reversibili che si evidenziano in attacchi improvvisi con la tendenza a ripetersi, della durata variabile da qualche minuto a poche ore. Si tratta di disturbi drammatici che possono destare forti preoccupazioni anche nella famiglia. In quanto si presentano con contrazioni involontarie che rendono il movimento impacciato o addirittura lo impediscono.
I nuovi studi hanno evidenziato come l’eredità di questi disturbi sia dominante, con un rischio di ricorrenza nel 50% dei figli di un soggetto parentale, che ha presentato manifestazioni simili ed è portatore della mutazione genetica nei mitocondri della madre.
Queste condizioni possono però comparire anche in un individuo in cui nessun genitore ha mai manifestato disturbi simili e in cui la mutazione si è generata ex novo, per la prima volta nella famiglia.
«Per anni abbiamo pensato che queste malattie fossero causate da mutazioni in geni che regolano le funzioni dei canali ionici, strutture per il passaggio di ioni come sodio, potassio e calcio tra le cellule e quindi implicate nei fenomeni di eccitabilità nervosa - riferisce l’esperto -, ora invece il nostro gruppo e altre equipe a livello mondiale hanno scoperto che si tratta di malattie che hanno a che vedere con la trasmissione dell’impulso nervoso mediante la liberazione di sostanze chimiche, chiamate neuro mediatori, che viaggiano da una cellula all’altra e questo ha cambiato radicalmente la prospettiva, offrendo ricadute diagnostiche immediate e aprendo nuovi scenari per la ricerca in ambito terapeutico.
In presenza di mutazioni di questo gene, adesso sappiamo che gli attacchi convulsivi che insorgono si auto-limitano nel tempo e possono essere prevenuti con terapie efficaci per un breve periodo di vita.
Possiamo anche avvertire in anticipo le famiglie sul rischio che altri disturbi neurologici del bambino, anche apparentemente gravi, ma transitori e reversibili, che potrebbero svilupparsi in futuro».


vedi Attacchi Epilettici con convulsioni dopo vaccinazione + Danni dei Vaccini +  Una RICERCA sull'EPILESSIA +
Tetano + Epilessia e non solo dai vaccini  + Autismo, convulsioni ed Epilessia 2  Meningite dai vaccini + Falsita' della medicina ufficiale  +  1000 studi sui Danni dei Vaccini +  Mutazioni Genetiche dai Vaccini  +  Contenuto dei Vaccini

Commento NdR: Ipomagnesemia da malassorbimento
L'ipomagnesemia primitiva dell'intestino associata ad ipocalcemia secondaria (HSH) o tetania ipomagnesiemica è caratterizzata da livelli sierici di Mg2+ molto bassi e dalla escrezione renale normale di Mg2+, associata ad ipocalcemia.
Trattasi di carenza importante di Magnesio, in genere derivante da malattie gastrointestinali "nascoste".
Si tratta di un disturbo grave
che, se non viene trattato nel modo adatto, cioe' soprattutto con la medicina  naturale, è letale.
vedi Protocollo della salute  + Magnesio
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un difetto nella digestione e nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a dei batteri autoctoni mutati in patogeni - molto probabilmente il  
Clostridium tetanis !
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi mesi, ma quasi sempre dopo le vaccinazioni pediatriche) ed i pazienti presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al., 1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria, HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in situazione di malassorbimento e per la disbiosi importante e quindi il pH digestivo alterati dai vaccini.
I vaccini quindi, sono una delle piu' importanti cause di scatenamento dell'epilessia nei bambini, in quanto alterano la funzionalita' dell'intestino e quindi del sistema nervoso enterico il cervello di sotto), la prova e' che facendo ingerire a quei bambini degli antibiotici, che lavorano sulla qualita' e quantita' della flora intestinale, le crisi epilettiche diminuiscono.

L'accesso epilettico è un particolare modo di reagire del corpo (parti di esso= sistema nervoso enterico = cervello di sotto) ad uno stimolo, e ciascuno di noi ha una propria "soglia convulsiva" che può essere occasionalmente superata, avendo in tal modo una crisi convulsiva.
Perché vi sia epilessia occorre infatti l'accertamento clinico-elettroencefalografico (EEG, accertamento in grado di rilevare anomalie dell'attività elettrica cerebrale), l’epilessia è di fatto una malattia dei mitocondri + intestino + cervello enterico ed i vaccini ne sono una causa.
Esistono due tipi di epilessia.
1° - epilessie primarie o idiopatiche che hanno la tendenza a provocare le crisi si dice che siano  costituzionali; questi pazienti non presentano alcuna lesione cerebrale e sono dal punto di vista neurologico del tutto normali, a parte questa singolare caratteristica.
2° - epilessie secondarie o sintomatiche, che comprendono la maggioranza dei pazienti e si sviluppano in seguito a lesioni cerebrali.
Si va da disturbi dell’ossigenazione cerebrale al momento della nascita (evento abbastanza frequente – altre volte in seguito alle vaccinazioni di rutine), a malformazioni della corteccia cerebrale fino a tutte le patologie acquisite del cervello, come  infezioni da vaccino, traumi, tumori, disturbi circolatori.
Ogni evento morboso che lede la corteccia cerebrale può infatti dare origine, nel corso degli anni, a un focolaio responsabile dell’epilessia. Questi pazienti presentano talora altri segni neurologici quali disturbi motori, ritardi di sviluppo, deficit attentivi.
In un buon numero di casi non si riesce a trovare la causa, e l'epilessia viene definita criptogenetica.
Nelle forme abituali non porta nessuna menomazione nell’ambito della vita quotidiana e del successo professionale. 
Quale frequenza ha l'epilessia ?
Colpisce fra lo 0.6 e l'1% della popolazione. Si stima che in Italia 500.000 persone siano affette da questa malattia.
 
Come si manifestano le crisi ?
Esse si rivelano con un breve ed improvviso disturbo delle funzioni nervose.  Hanno in genere durata breve (meno di un minuto) e si possono manifestare con sintomi diversi da caso a caso, a seconda della funzione dei neuroni cerebrali coinvolti.
Le crisi possono essere rare, ma nella maggior parte dei casi si ripetono frequentemente, anche molte volte nella giornata. Fra una crisi e l’altra non è presente solitamente alcun disturbo.

La manifestazione più importante è la sospensione improvvisa della coscienza con caduta a terra e comparsa di movimenti di tipo convulsivo (tremori e scosse muscolari). In altri casi la perdita di coscienza si accompagna ad azioni compiute in modo automatico (masticare, inghiottire, parlare, toccare o spostare gli oggetti), oppure a un blocco motorio.
A volte la coscienza è conservata e il malato può avvertire sensazioni particolari quali lampi di luce, rumori, formicolii ad una parte del corpo, gusti o odori strani, improvvise sensazioni di angoscia o euforia, la sensazione di essere in sogno, immagini di ricordi del passato, ecc.
Tratto e sintetizzato da: forep.it
vedi: Danni neurologici da Vaccino

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INTESTINO, DISBIOSI ed EPILESSIA
La dottoressa Natasha Campbell-McBride nel suo libro sulla Sindrome della Psiche e dell'Intestino parla estesamente della relazione tra autismo, disagi cosiddetti psichiatrici e disbiosi intestinale, ed accenna anche alla relazione tra disbiosi ed epilessia rimarcando il fatto che Gluteomorfine e Caseomorfine sono presenti nelle urine dei pazienti epilettici. Queste due sostanze derivano dal fatto che la disbiosi provoca una digestione difettosa del glutine e della caseina, la quale genera a sua volta la produzione di questi due oppiacei, che interferiscono con il sistema nervoso.
Questa prima informazione fa sospettare che l'adozione di una dieta specifica (e temporanea) come la dieta GAPS potrebbere risolvere il problema alla radice, e che una dieta senza glutine e senza caseina potrebbe quanto meno ridurre la gravità delle crisi epilettiche.
A conferma del legame epilessia-intestino, all'interno dell'articolo "INTOLLERANZE ALIMENTARI: VERITA' o PREGIUDIZIO ?", scritto dalla biologa nutrizionista Federica Mastronardo http://www.federicamastronardo.it/articoli_9.html, leggiamo:
Perché attribuire proprio a quel nutrimento di cui si è ghiotti la causa di un banale mal di testa? Lo stesso vale per numerosi disturbi comuni che spesso sono associati a momenti di stress psico-fisico: colon irritabile, reazioni cutanee, attacchi di ansia, obesità, disbiosi e malassorbimento intestinale, carenze di vitamine e minerali fino ad arrivare ai disturbi comportamentali quali epilessia, schizofrenia, autismo, iperattività nei bambini, fotofobia o problemi di performance fisica nello sport agonistico. 

Interessantissimo a tale proposito è l'articolo sulla dieta SCD (Dieta dei Carboidrati Specifici) con la testimonianza della ricercatrice Elaine Gottschall sul rapporto tra sintomi di patologie intestinali da una parte e sintomi di sofferenza psichica e mentale (compresa l'epilessia) e dall'altra.
Nella discussione sul forum di Italia Salute intitolata "epilessia e celiachia": http://www.italiasalute.it/forum/forum_posts.asp?TID=6238,  il dottor Paolo Mainard, Neurochimico del Centro Epilessia dell'Università di Genova, Consulente del Centro di Nutraceutica Applicata, afferma
Per quanto riguarda l'epilessia, Dephour riporta un'aumentata risposta convulsiva in animali nei quali è stata provocata un'infiammazione intestinale con un olio urticante, l'olio di crotontiglio.
Pertanto un'infiammazione intestinale riduce la soglia convulsiva.
La prova non è decisiva in quanto basata su un esperimento di vivisezione (i topi per quanto simili all'uomo sono pure per molti aspetti differenti). Più interessante è il seguito del discorso:

Sospendere il glutine elimina i processi infiammatori legati alla risposta anticorpale, in analogia a qualsiasi altra intolleranza alimentare o allergia. In tutti questi casi si ha un intestino troppo permeabile che lascia passare grossi peptidi, frazioni di proteine, "clandestini". Contro questi peptidi si attiva una risposta anticorporale che si risveglia ogni qualvolta entriamo in contatto con la proteina progenitrice. Se questi peptoni rimangano in circolo abbiamo un processo infiammatorio, tipico delle allergie, ma se questi peptoni vanno ad accumolarsi presso frazioni di proteine dei nostri tessuti a loro simili, simile cerca simile, la tolleranza degli anticorpi, che si portano dietro, non sarà in grado di distinguere tra il peptone clandestino e il pezzo di proteina del nostro tessuto. Se l'accumulo avviene in prossimità delle articolazioni avremo l'artite remauoide, se nella mielina le patologie autoimmuni.
Ennesima conferma di quanto esposto dalla dottoressa Campbell sul rapporto tra malattie autoimmuni e infiammazione, disbiosi, eccessiva permeabilità dell'intestino.

Sempre il dottor Mainardi in una sua lettera critica nei confronti della trasmissione "dica 33"
http://www.emergenzautismo.org/content/view/1031/68/ ha scritto:
In  base ai risultati dei miei studi ho realizzato un integratore alimentare a base di alfa-lattoalbumina che è entrato nei programmi di screening nuovi farmaci anticonvulsivi dell'NIH (USA) per i risultati ottenuti sia pre-clinici che clinici.
Questa molecola agisce principalmente a livello intestinale come prebiotico, riduce la disbiosi e la permeabilità intestinale. I risultati ottenuti con le diete a restrizione, non noti forse al solo autore dell'articolo su dica-33, confermano l'importanza del ruolo dell'intestino in diverse patologie neurologiche. Compreso l'autismo, il cui aumento esponenziale dell'incidenza (da 1 su 10000 a 1 su 130) rende altamente improbabile una natura genetica, ma quanti fondi vengono impiegati oggi in questa improduttiva ricerca ?
D'altronde la curcumina, la dieta chetogena e l'alfa-lattolbumina mostrano ampi spettri d'azione, difficilmente attribuibili a specifiche azioni a livello cerebrale, più facilmente dovuti alle loro azioni intestinali (...) ad ulteriore conferma del collegamento intestino-cervello, provocare processi infiammatori intestinali porta a stati ansiosi e riduce la soglia convulsiva.
La dieta chetogena è una dieta ricca in grassi e povera in corboidrati, che sembrava ormai quasi dimenticata dalla comunità scientifica nonostante la produzione del film "Non nuocere" (testimonianza di una guarigione dall'epilessia per mezzo della dieta). Di recente la sua validità nel per ridurre la frequenza delle crisi epilettiche è stata scientificamente dimostrata come riporta un articolo del 2008 del New York Times che menziona uno studio scientifico effettuato col gruppo di controllo:
http://www.nytimes.com/2008/05/06/health/research/06epil.html.

Rimarchevole è un altro articolo scritto dal dottor Mainardi in collaborazione col dottor Gianluigi Pesce e la dottoressa Silvia Bornia - http://www.det.it/pdf/ottobre10/int.pdf.
In esso leggiamo che:
E' sorprendente come l'intestino nell'antichità fosse considerato l'organo responsabile di molte patologie neurologiche sin dai tempi della Bibbia, quando le crisi di epilessia venivano  curate con il digiuno, da cui ebbe origine la dieta chetogena, ricca di grassi e povera di carboidrati, ampiamente usata nell'epilessia sino agli anni 30
Oggi viene applicata anche in altre patologie neurologiche, ad esempio depressione Alzheimer, Parkinson etc., dimostrando come una dieta possa ridurre significativamente i sintomi di patologie neurologiche complesse.
E ancora:
La disbiosi intestinale riducendo l'assorbimento di triptofano, può rendere più fragile il cervello, meno capace di autoripararsi.

Interessanti sono le proprietà dell'integratore di alfa-lactoalbumina “serplus” menzionato dal dottor Mainardi che regolando la flora intestinale avrebbe ricadute positive anche sull'umore delle persone e sulla normalizzazione del ciclo sonno-veglia.
Maggiori informazioni sul serplus potete leggerle al seguente link:
http://www.mangiaconsapevole.com/forum/T-Alfa-Lattoalbumina-Serplus%C2%AE-BioZzz%C2%AE.html
Tratto da: scienzamarcia.blogspot.it

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Status epilepticus convulsivo e ritardi dello sviluppo
Alcuni ricercatori dell’Institute of child health della University college di Londra, hanno scoperto che ritardi dello sviluppo possono emergere nei bambini subito dopo crisi epilettiche convulsive prolungate, che durano più di 30 minuti e sono note come convulsive status epilepticus
Alcuni ricercatori dell’Institute of child health della University college di Londra (Ucl), Regno Unito, hanno scoperto che ritardi dello sviluppo possono emergere nei bambini subito dopo crisi epilettiche convulsive prolungate, che durano più di 30 minuti e sono note come Cse (convulsive status epilepticus).
Lo studio, appena pubblicato su Epilepsia, è il primo a esaminare le funzioni cognitive, motorie e del linguaggio dei bambini colpiti da Cse sia entro le 6 settimane, sia a un anno dal verificarsi dell’evento. Ciò ha permesso di tracciare in modo più preciso le alterazioni nello sviluppo neurologico dei piccoli pazienti.
Lo stato epilettico convulsivo è una delle emergenze neurologiche pediatriche più comuni ed è spesso associato a esiti sfavorevoli per quanto riguarda lo sviluppo sia cognitivo sia motorio. Esso ha un picco di incidenza nei primi 3 anni di vita, un periodo critico per lo sviluppo, (NdR: nel quale vengono effettuati vari cicli vaccinali).
Nonostante gli effetti avversi a lungo termine siano noti, purtroppo non ci sono informazioni riguardo alle alterazioni che si verificano immediatamente dopo il Cse. Inoltre non esistono dati sulle Cse non febbrili.
Perciò i ricercatori inglesi hanno svolto uno studio prospettico su 54 bambini di età compresa tra 1 mese e 3,5 anni (NdR: tempo nel quale vengono effettuati vari cicli vaccinali) che avevano avuto almeno un episodio di Cse.
I ricercatori hanno poi classificato le convulsioni prolungate febbrili (Pfs) - 27 casi - e le Cse non febbrili - altri 27 - e hanno considerato 17 bambini sani come controlli. «Entro le 6 settimane dall’episodio abbiamo effettuato valutazioni neuropsicologiche e di neuroimaging, in particolare abbiamo usato la Bayley scales of infant development III (BsidIII) per determinare il grado di sviluppo dei bamibini epilettici rispetto a quelli sani» spiega Marina Martinos, prima firma del lavoro.
I bambini con Cse non febbrili avevano esiti peggiori dal punto di vista dello sviluppo rispetto ai pazienti Pfs, anche se non c’erano differenze nelle caratteristiche delle convulsioni. Inoltre, malgrado i Pfs abbiano fatto registrare punteggi BsidIII nella norma, le loro performance erano peggiori rispetto a quelle dei controlli, sia a 6 settimane sia dopo un anno. «Comprendere l’impatto dello stato epilettico convulsivo sullo sviluppo infantile precoce e determinare se questo tipo di convulsioni abbia degli effetti a lungo termine è un importante ampliamento dell’evidenza medica a disposizione» commenta Martinos.
Epilepsia. Published Online: April 8, 2013.

Commento NdR: TUTTI questi bambini, hanno purtroppo subito loro malgrado, le vaccinazioni pediatriche che li hanno resi malati....grazie ai medici allopati vaccinatori indottrinati da Big Pharma, che ringrazia per avere nuovi pazienti da sfruttare per tutta la vita....

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EPILESSIA 
Malattia associata in moltissimi casi all'
Autismo
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a dei batteri autoctoni mutati in patogeni - molto probabilmente il  Clostridium tetanis !
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi mesi) e i pazienti presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al., 1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria, HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in situazione di malassorbimento per la disbiosi importante e quindi il pH digestivo alterato anche dai vaccini inoculati).
vedi: vaccino per il Tetano
 
VERONA, 21 GEN 2006 
E' una correlazione di fattori di ambito genetico, biologico, ambientale (come le infezioni) a provocare l'autismo, malattia segnalata in crescita esponenziale negli ultimi anni (in America ne è colpito un bambino su 250) e caratterizzata dalla disarmonia dello sviluppo delle funzioni cerebrali che, di conseguenza, interragiscono male tra loro.
L'indicazione è emersa al congresso internazionale "La terra di mezzo - Autismo: una sfida alla scienza", organizzato dal Servizio di Neuropsichiatria infantile e Psicologia dell'età evolutiva dell'Ulss 20 di Verona chiuso oggi.
"Ci sono due gruppi di autistici - ha detto Maurizio Brighenti, primario del Dipartimento di neuropsichiatria infantile e psicologia dell'età evolutiva dell'Ulss 20 – che evolvono in maniera differente: il primo manifesta uno sviluppo alterato fin dai primissimi mesi di vita, il secondo invece, che inizialmente ha comportamenti pressoché normali, manifesta la malattia all'improvviso, solitamente intorno ai 16-18 mesi di vita, e si aggrava progressivamente".
Tra le cause che trasformano una predisposizione genetica e immunologica allo sviluppo dell'autismo in conclamazione della malattia, ha detto Federico Balzola, dirigente medico presso l'unità ospedaliera di gastroepatologia dell'Asl San Giovanni Battista di Torino, si ipotizza ci siano i metalli pesanti, in particolare il
mercurio usato nella composizione dei vaccini,  per veicolare i principi attivi.
Balzola ha quindi ricordato come sia un fatto acquisito che gli autistici siano più predisposti di altri bambini ad andare incontro a infiammazione cronica dell'apparato gastroenterico (la percentuale è del 30-40% contro il normale 5-10%): questi soggetti sviluppano
l'enterocolite autistica, che altera l'assorbimento delle sostanze introdotte nel corpo - tra cui il mercurio, ma anche i prodotti della digestione di pane e latte - trasformandole in neurotossine che raggiungono il cervello, scatenando i disturbi comportamentali.
Una dieta appropriata e farmaci adeguati, ha detto ancora Balzola, aiutano a tenere sotto controllo l'infiammazione".
Diagnosi precoce, multidisciplinarietà nell'affrontare il soggetto, adeguati interventi di riabilitazione e integrazione scolastica, ha detto il dott. Brighenti, sono i principali strumenti in grado di migliorare la vita dell'autistico.
Nel corso del congresso sono state sviluppate le linee guida per l'integrazione scolastica di questi soggetti, che prevedono la valorizzazione del lavoro sul bambino condotta dall'equipe formata da insegnati, famiglia e specialisti, una precisa formazione di insegnanti e specialisti, la presenza di un tutor di area educativa specializzato in autismo che faccia da ponte tra scuola, istituzioni e famiglia.
Sottolineando l'importanza della precocità della diagnosi, perchè così si riducono i disturbi comportamentali del soggetto, Brighenti ha reso noto che il Centro di diagnosi cura e ricerca per l'autismo dell'Ulss 20, da lui diretto, è stato incaricato dalla Comunità Europea di elaborare le linee guida europee per effettuarla.
Nel campo della ricerca per l'autismo resta ancora molto da fare, ha sottolineato Brighenti.
Per questo a Verona si è costituito il gruppo multidisciplinare di ricerca Gira (Gruppo Italiano Ricerca Autismo), che coinvolge allergologi, gastroenterologi, pediatri, neuropsichiatri infantili, psicologi, immunologi e tossicologi delle università di Verona, Brescia, Pavia, Torino e Padova; un gruppo che dovrà approfondire la scientificità dell'ipotesi che gli artistici siano più predisposti a patologie come le intolleranze alimentari.
Il neuropsichiatra, infine, ha rilevato che la riabilitazione delle facoltà linguistiche, comunicative e psicomotorie dell'autistico possono essere efficaci anche in soggetti che hanno superato i cinque anni di età.
By ANSA

Commento
Ndr: ma queste cose le aveva gia’ scoperte il dott. M. Montinari con la sua equipe, nel 1996, tant’e’ che ha scritto un libro per documentare lo studio effettuato su 1.200 soggetti autistici danneggiati dai vaccini ! ed ha messo a punto una terapia NON basata su farmaci di sintesi ma su rimedi omotossicologici

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Alla conta dei globuli bianchi
Esisterebbe una relazione tra l'accumulo delle cellule nei vasi sanguigni del cervello e l'insorgere delle crisi. Lo suggerisce uno studio italiano su Nature Medicine
A causare le crisi di epilessia potrebbero essere anche i globuli bianchi. Un nuovo studio italiano, infatti, fornisce diversi indizi su un probabile legame tra le cellule immunitarie presenti nei vasi sanguigni cerebrali e l’insorgere della malattia. La ricerca, che è stata pubblicata questa settimana su Nature Medicine, è stata condotta da Gabriela Constantin dell'Università di Verona e i risultati sono stati presentati oggi presso l'ateneo veneto.
Sebbene l'epilessia colpisca l’1 per cento della popolazione mondiale, i meccanismi che la scatenano sono ancora poco conosciuti. La ricerca di Costantin e colleghi potrebbe ora aggiungere un tassello importante al puzzle. I ricercatori hanno osservato, in cavie, che gli attacchi epilettici inducono l’espressione di particolari molecole (dette “di adesione”) all’interno dei vasi sanguigni del tessuto cerebrale. La conseguenza è che queste ostruiscono il passaggio ai globuli bianchi, che vengono trattenuti sulle pareti dei vasi stessi.
Ciascun attacco epilettico, inoltre, indebolisce le pareti dei vasi - un fenomeno che induce i neuroni a divenire più attivi del normale. Anche in questo caso, lo studio mostra che bloccando il legame tra i globuli bianchi e i vasi sarebbe possibile prevenire l'indebolimento.
A conferma di questa relazione, gli autori hanno osservato che le cellule immunitarie sono particolarmente abbondanti nel cervello di persone epilettiche. Come suggerisce lo studio quindi, il numero di globuli bianchi nei vasi cerebrali potrebbe essere considerato un marcatore importante, oltre che un target per una futura terapia. (f.s.)
Tratto da: galileonet.it

Commento NdR: come volevasi dimostrare, l'epilessia nasce dalle alterazioni intestinali ed immunitarie create anche e sopra tutto dai Vaccini

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L'accumulo di Glicogeno nel cervello è tossico per i neuroni
Studiando la malattia di Lafora, un team spagnolo ha scoperto che l'accumulo glicogeno causa danni ai neuroni

Secondo un team di ricercatori dell'Instituto de Investigacion Biomedica e dell'Università di Barcellona l'accumulo di glicogeno a livello cerebrale potrebbe avere un effetto negativo. L'accumulo di glicogeno, lunghe catene di glucosio, nei tessuti dell'organismo ha la funzione di deposito energetico. Secondo lo studio spagnolo, un eccesso di glicogeno provocherebbe la morte dei neuroni. Se questo fosse confermato, questo potrebbe spiegare l'origine di molte patologie neurodegenerative
I ricercatori hanno scoperto l'effetto tossico delle cellule nervose, studiando la malattia di Lafora, una forma molto rara di epilessia progressiva che ha effetti invalidanti a livello motorio ed intellettivo e colpisce soprattutto gli adolescenti e per la quale, attualmente, non esistono terapie. L'evoluzione della malattia di Lafora è caratterizzata da una progressiva degenerazione del sistema nervoso che, nel giro di 10 anni, riduce i malati in uno stato vegetativo terminale.
Tratto da: http://www.molecularlab.it

Glicogeno -  tratto da Wikipedia:
Il glicogeno è un polimero (omopolimero) del Glucosio che costituisce una riserva energetica degli Amani, Animali e nei Funghi.
Nei Vertebrati è conservato prevalentemente nel fegato e nei muscoli scheletrici.
I legami tra unità di Glucosio successive sono α (1-4) per la maggior parte, anche se sono presenti legami α (1-6). Si tratta quindi di un polisaccaride ramificato.
La degradazione del Glicogeno è catalizzata dalla glicogeno fosforilasi. Questo enzima viene attivato da adrenalina o glucagone in un meccanismo che comporta l'attivazione dell'adenilato ciclasi e la conseguente produzione di AMP ciclico.

Il Glicogeno è una molecola che, al momento del bisogno può andare incontro ad una demolizione, per produrre Glucosio, utile alle vie glicolitiche dell'organismo; ma altre volte è lo stesso Glucosio che può risultare in eccesso e può dunque essere stipato sotto forma di Glicogeno.
Il processo di demolizione del glicogeno consta di tre fasi, operate da tre enzimi, quali: glicogeno fosforilasi, enzima deramificante e fosfoglucomutasi. Il primo mira a rompere i legami α(1-4)-glicosidici a dare Glu-1P, ma solo se distanti almeno cinque unità dal punto di ramificazione; è per questo che interviene l'enzima deramificante, che permette la funzionalità della Glicogeno Fosforilasi anche lì dove non potrebbe; in ultimo interviene la Fosfoglucomutasi che converte le molecole di Glu-1P in Glu-6P.
Il processo di biosintesi del glicogeno è anche diretto da tre enzimi, ma questo è un processo energeticamente sfavorito, ecco perché deve intervenire l'UTP (un analogo dell'ATP) per permettere l'accadimento della reazione. Gli enzimi partecipanti sono: UDP-Glicogeno-Pirofosfatasi, Glicogeno-Sintasi e Enzima Ramificante. Il primo enzima converte il Glu-1P in UDP-Glucosio, il secondo aggancia questo Glucosio sotto forma di UDP-Glu al glicogeno, dando UDP + Glicogeno, il terzo, come dice il suo stesso nome, ramifica.

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Epilessia, scienziati italiani scoprono la proteina che ne causa le crisi - Milano (Italy) - 28 marzo 2010)
Un trattamento con farmaci capaci di bloccare gli effetti di una proteina o di certi recettori da essa attivati è in grado di spegnere l'eccitabilità delle cellule nervose alla base dell'attacco epilettico.
Lo dimostra uno studio dell'
Istituto Mario Negri e dell' università Vita Salute San Raffaele, pubblicato oggi da Nature Medicine.
In particolare, i ricercatori del laboratorio di Neurologia Sperimentale del Mario Negri, guidato da Annamaria Vezzani e dell'unità di Dinamica della Cromatina del San Raffaele guidata da Marco Bianchi hanno scoperto un nuovo meccanismo che favorisce le infiammazioni e che contribuisce in modo determinante alla comparsa e alla ricorrenza delle crisi epilettiche.

Lo studio - riferisce una nota - riunisce due filoni di ricerca, iniziati nel 1999, attraverso cui i ricercatori del Mario Negri avevano scoperto che l'infiammazione è uno dei meccanismi che predispone alle crisi epilettiche, e quelli del San Raffaele avevano dimostrato che molecole rilasciate da tessuti danneggiati, in particolare la proteina chiamata HMGB1, sono responsabili dell' infiammazione associata a traumi o stress biologici.
La nuova ricerca dimostra che i neuroni e le cellule della glia (altre componenti del sistema nervoso), sottoposti a uno stimolo che causa epilessia, rilasciano HMGB1, che a sua volta stimola i recettori toll-like. Questi recettori, che di norma rilevano la presenza di batteri o virus, hanno mostrato avere un importante ruolo nell'eccitabilità delle cellule nervose, (NdR: ...alterate nella loro funzione di "sintesi e specializzazione delle proteine", specie dai vaccini introdotti negli organismi viventi)
Lo studio mostra in particolare come i trattamenti con farmaci che bloccano gli effetti della HMGB1 o dei recettori toll-like, hanno potenti effetti anticonvulsivanti, anche su animali con crisi resistenti ai farmaci convenzionali.
Il coinvolgimento di HMGB1 e dei toll-like è stato evidenziato anche nel tessuto di pazienti sottoposti a interventi chirurgici perchè affetti da epilessia insensibile ai farmaci. "Questa scoperta - dice Annamaria Vezzani, che a dicembre ha ricevuto il premio dell'American Epilepsy Society, conferito per la prima volta a un ricercatore italiano - oltre a mostrare un nuovo meccanismo alla base di crisi epilettiche, apre la via allo sviluppo di nuove terapie anticonvulsivanti, utilizzando particolari farmaci anti-infiammatori per curare l'epilessia. Speriamo si possano usare anche in altre malattie neurologiche associate a processi infiammatori".  "La proteina HMGB1 - spiega Bianchi - è infatti coinvolta nelle patologie in cui vi è uno stress biologico, e quindi in quasi tutte le malattie. Tuttavia, questa è la prima volta in cui farmaci contro HMGB1 hanno dato un risultato così chiaro".
Tratto da ilmattino.it


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RISARCIMENTO DANNI da VACCINO = Epilessia
Il Tribunale di Campobasso ha condannato il Ministero della Salute al risarcimento dell'indennizzo previsto dalla legge 210/92 a favore dei genitori di una ragazza, oggi 25enne, colpita all'eta' di 11 anni da epilessia mioclonica progressiva' in seguito di una vaccinazione obbligatoria per l'epatite B.
Il giudice Libera Maria Rosaria Rinaldi ha riconosciuto che la gravissima patologia che affligge la giovane e che l'ha ridotta ad uno stato vegetativo con "deterioramento delle funzioni cognitive", sia riconducibile con "elevata probabilita'' alla errata somministrazione della terza dose del vaccino.

In sostanza il Tribunale ha accertato il nesso di causalita' anche a seguito delle perizie effettuate da alcuni consulenti, tra i quali il professore Ferdinando Aiuti e l'immunologo Massimo Montinari.
La famiglia della ragazza si era costituita in giudizio, assistita dall'avvocato Vincenzo Iacovino il quale ha sostenuto la correlazione tra la malattia contratta dalla ragazza e la vaccinazione seguita.
Il Tribunale ha anche disposto che l'indennizzo sia pagato con la maggiorazione degli interessi e rivalutazione dalla data della domanda a quella del reale pagamento.
Fonte: ADUC

USA - Crisi epilettiche a bambini dopo l'iniezione del vaccino per l'influenza di Sanofi - 22 Gen. 2011
La Food and Drug Administration ha comunicato che i funzionari della sanità degli Stati Uniti stanno indagando su un aumento di segnalazioni di crisi epilettiche a seguito della vaccinazione con un vaccino per l'influenza Sanofi-Aventis.
La FDA ha detto in un comunicato sul suo sito web che le convulsioni febbrili, o convulsioni correlate a una febbre, sono stati segnalate soprattutto in bambini di età inferiore a 2 anni.
La FDA ha detto che sono stati segnalati 42 casi di convulsioni febbrili a partire dal 13 dicembre 2010 e che e il Centers for Disease Control and Prevention sta indagando se possano essere stati causato dal vaccino, chiamato Fluzone, o se sono coinvolti altri fattori. La febbre può causare una crisi epilettica in alcuni bambini con danni latenti microcellulari. Circa il 4 per cento dei bambini hanno almeno una convulsione febbrili nella loro vita ha detto la FDA.
Un portavoce della FDA ha detto che nei 36 casi segnalati al centro di segnalazione degli eventi avversi dei vaccino sono stati in neonati e in bambini di età compresa tra 6 mesi e 2 anni, con 10 casi gravi. Ha detto che 38 delle convulsioni febbrili si è verificato in un giorno dalla somministrazione del Fluzone.

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Stimoli cromatici pericolosi
Il rapido alternarsi fra i colori rosso e blu, percepiti dagli occhi, rappresentano uno stimolo che provoca una eccitazione corticale molto superiore a quella prodotta da altre combinazioni di colori.
Il rapido avvicendarsi nel campo visivo di alcune combinazioni di colori ha una particolare capacità di scatenare crisi epilettiche nelle persone che soffrono di una forma di questo disturbo. Lo attesta uno studio condotto presso il Goldsmiths College dell'Università di Londra in collaborazione con l'Indian Institute of Technology a Kharagpur, in India, l'Università di Tokio e il California Institute of Technology e pubblicato sulla rivista online PLoS ONE.

Nel 1997 alcuni medici giapponesi rilevarono che oltre 700 bambini (NdR: tutti vaccinati) erano stati colpiti in quell'anno da un attacco epilettico mentre guardavano un episodio dei cartoni animati Pokemon. E nel 2007 in Gran Bretagna si constatò un fenomeno analogo legato a uno spot pubblicitario animato che promuoveva le Olimpiadi di Londra del 2012.
In entrambi i casi si trattava della manifestazione di epilessia fotosensibile, una forma della malattia stimolata dall'esposizione a monitor e immagini luminose, che attualmente si stima possa interessare circa un bambino su cento.
"I risultati suffragano la cosiddetta ipotesi di "decomplessificazione": un cervello sano è più 'complesso' di uno patologico", osserva Bhattacharya. "Ora è importante allargare la ricerca a un maggior numero di pazienti per controllare fino a che punto le misure statistiche e di complessità indicate nel lavoro possono avere un potenziale diagnostico."

Commento NdR: questa e' un'altra malattia prodotta dai vaccini: l'iper sensibilita' a certi colori, cioe' allergia a certi colori, come le varie allergie ai certi cibi...o sostanze...

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Epilessia - Primo soccorso nelle crisi di grande male  - In caso di crisi di grande male bisogna:
- fare attenzione a proteggere la persona da eventuali lesioni;
- non bisogna tentare di introdurre a forza un oggetto duro, per esempio un cucchiaio, tra i denti, perché così facendo si potrebbe provocare un danno ancora più grave di quello che si cerca di prevenire;
- è necessario togliere dall'ambiente circostante gli oggetti che, cadendo durante la crisi, potrebbe ferire il paziente (per esempio i mobili di una stanza, come le sedie, dei cassetti, qualcosa di spigoloso, ecc.);
- assolutamente vietato cercare di mantenere fermo il paziente durante la crisi;
- cercare di impedire l'aspirazione, dal parte del paziente, di vomito o muco; a questo scopo, è preferibile voltare il paziente su un lato se vomita o se si addormenta;
- se il paziente diventa cianotico o smette di respirare, bisogna voltarlo su un lato e cercare di mantenere aperte le vie respiratorie, eventualmente spostando la lingua che le ostruisce. La respirazione ricomincia automaticamente subito dopo la crisi. Soltanto raramente c'è bisogno di una respirazione bocca a bocca, che, in ogni caso, non va mai effettuata durante la crisi.

Intervento medico d'urgenza
La presenza di crisi prolungate o ripetute può portare ad una grave mancanza d'ossigeno nel soggetto colpito da crisi epilettiche. In questo caso è necessario l'intervento urgente di personale medico specializzato.
Nell'assistere quindi un paziente con questo tipo di crisi, è perciò di vitale importanza cercare subito un medico; potrebbe essere necessario, inoltre, attuare misure di mantenimento della respirazione.


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BIBLIOGRAFIA
Convulsioni ed epilessia dai VACCINI 

Vaccini, convulsione ed epilessia
- Hirtz DG, Nelson KB, Ellenberg J H, Epilessia a seguito di vaccinazioni infantili, Pediatr 1983 Jan; 102(1):14-18

- Coplan J, Attacchi epilettici a seguito di vaccinazioni J Pediatr, sett. 1983;103(3):496
- Barkin RM, Jabhour JT, Samuelson J S, Vaccinazioni, epilessia e conseguenti valutazioni JAMA, luglio 1987; 258(2): 201
- Griffin MR, Rischio di attacchi epilettici a seguito di vaccino morbillo-parotite-rosolia, Pediatrics, nov. 1991; 88(5): 881-885
- Griffin MR, Rischio di epilessia ed encefalopatia a seguito di vaccinazione con il vaccino difteria-tetano-pertosse, JAMA, marzo 1990; 263(12): 1641-1645
- Cizewska S, Sluzewski W, Vaccinazioni e attivita' epilettica seguita con EEG, Neurol Neurochir Pol., sett.- dic. 1981, 15 (5-6): 553-557
- Blumberg DA, Gravi reazioni associate al vaccino difteria-tetano-pertosse: dettagliato studio di bambini con epilessia, episodi ipotonici iporesponsivi, elevati febbri e pianto continuo, Pediatrics, giugno 1993; 91(6): 1158-1165
- Baraff LJ, Neonati e bambini con convulsioni ed episodi ipotonici-iporesponsive a seguito di vaccinazione anti-difterica-tetano-pertosse, Pediatrics, giugno 1988; 81(6):789-794
- Jacobson V, Relazione della vaccinazione anti-pertosse sulla comparsa dell'epilessia, convulsioni febbrili ed infezioni del sistema nervoso centrale: uno studio epidemiologico, Tokai J Exp Clin Med 1988;13 Suppl: 137-142
- Ballerini, Ricci B, Complicazioni neurologiche delle vaccinazioni, con particolare riferimento alle sindromi epilettiche, Riv Neurol, luglio-agosto 1973, 43:254-258
- Wolf SM, Forsythe A, Epilessia e ritardo mentale a seguito di attacchi febbrili nell'infanzia, Acta Paediatr Scand, marzo 1989; 78(2):291-295
- "Epilessia a seguito di vaccinazioni infantili", J. of Pediatrics, Vol 102, n.1
- Yuelian Sun, PhD; Jakob Christensen, PhD, Anders Hviid, PhD; Jiong Li, PhD; Peter Vedsted, PhD; Jørn Olsen, PhD, Mogens Vestergaard, PhD, Rischio di convulsioni febbrili ed epilessia dopo vaccinazione con la difterite, tetano, pertosse acellulare, antipolio inattivato e Haemophilus Influenzae tipo b, JAMA 22 febbraio 2012

Huttenlocher PR, Hapke RJ, "Valutazione di epilessia intrattabile nell'infanzia", Ann Neurol, nov. 1990; 28(5):699-705

ATTENZIONE a questo studio ed alcuni altri qui indicati:
- Cherry JD, Holtzman AE, Shields WD, Buch D, Nielsen, Vaccinazione da pertosse e caratteristiche dei primi attacchi epilettici in neonati e bambini, J Pediatr, giugno 1993; 122(6): 900-903

Questo specifico studio e' qui citato ad esempio, di come si possono realizzare studi detti impropriamente scientifici che di scientifico non hanno proprio nulla:
Infatti
questo studio e' solo una "indagine" di controllo statistico e non controllo clinico, senza neppure controllare le vaccinazioni pregresse, quelle fatte  molto tempo prima della vaccinazione osservata... ! 
Infatti in quello studio non e' stato neppure controllato, sui soggetti indagati, di quali e quanti vaccini erano stati precedentemente vaccinati ...ne' fatti esami di laboratorio e clinici per indagare le vere cause ...infatti si afferma alla fine....:
"La causa della maggiore gravità delle convulsioni febbrili apparentemente associate a vaccinazione anti-pertosse è sconosciuta.”
evidenziando il fatto che non si sono fatti veri controlli clinici ed a conferma di cio', si trova scritto "apparentemente associate" Domanda: come fanno ad escluderle....se non hanno fatto gli esami opportuni ? !
Questo determina il pressapochismo se non la mala fede degli autori di questo scritto....


vedi anche: Bibliografia Danni dei vaccini  +  Bibliografia danni 2  + Autismo dai Vaccini

Commento NdR: questi studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e cioe' che i Vaccini producono nei soggetti sottoposti a quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per tecniche preventive, Malnutrizione con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana, alterazione e perdita di: enzimi, flora batterica autoctona, vitamine, minerali, proteine vitali), oltre alle mutazioni genetiche occulte, immunodepressioni, intossicazioni, infiammazioni e contaminazioni da virus e/o batteri pericolosi che nel tempo possono produrre malattie le piu' disparate !
vedi Statistiche Istat sui vaccini

 

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