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Convulsioni:
La convulsione è una contrazione involontaria di alcuni
muscoli volontari. Le convulsioni eccezionali nel tempo,
in genere non provocano alcuna conseguenza permanente, nel
caso ad esempio del risveglio da un'anestesia totale sono
una conseguenza normale oppure per l'assunzione di un
farmaco.
Infatti alcune cause delle convulsioni (soprattutto quelle
nei bambini) sono
conseguenza di :
infezioni virali
(vaccinali
e non),
tumori,
emorragie cerebrali,
tossiemie (come l'uremia
o
avvelenamento da alluminio,
mercurio (vaccinali)
e/o
piombo o
cocaina od altre
droghe), disturbi del
metabolismo (come l'ipoglicemia),
alcolismo acuto o cronico, l'assunzione di
Benzilpiperazina).
Le convulsioni,
sono l'anticamera dell'epilessia, in quanto se esse si ripetono
regolarmente e con una certa frequenza, anche senza stati
febbrili od
assunzioni di farmaci
o droghe,
devono essere chiamate epilessia e questo ultimo problema e'
facilmente riscontrabile fra i
bambini con
disfunzioni dello
sviluppo, problema che e' facilmente l'anticamera
dell'Autismo !.
Che
cos’è l’Epilessia
?
L'epilessia è una patologia cronica
caratterizzata in molte sue forme da episodi
convulsivi ricorrenti, in
assenza di altre possibili cause predisponenti alle
convulsioni.
Sintomo -"malattia" associata in
moltissimi casi
anche all'Autismo
L'epilessia è una sindrome caratterizzata da frequenti crisi
convulsive
o da altre frequenti manifestazioni critiche motorie,
sensitive, psichiche, neurovegetative, che hanno come
carattere distintivo (comune a tutte le forme) l'accessualità,
ovvero il presentarsi improvvisamente, e la tendenza a
ripetersi.
In poche parole l'epilessia ha origine da varie concause (NdR: ma
specialmente dalle disbiosi
croniche - alterazione del
sistema enzimatico,
del pH
digestivi
e della
flora
autoctona intestinale e da carenza di sali
minerali
- particolarmente magnesio
-
vitamine
ed enzimi, cioe' da
malnutrizione); essa
produce una grave anomalia nel nostro
sistema nervoso, causata (cosi
ci dicono i medici allopati,
ma non e’ solo cosi…) da un'alterazione dell'attività
elettrica cerebrale, detta "ipereccitabilità", infatti le
cellule nervose sovraeccitate in modo abnorme, coadiuvano,
assieme alla causa della malnutrizione delle cellule
nervose, la generazione della crisi epilettica.
vedi
Attacchi Epilettici con convulsioni dopo vaccinazione
+
Danni dei
Vaccini +
Una RICERCA sull'EPILESSIA +
Tetano
+
Epilessia e non solo dai
vaccini
+
Autismo, convulsioni ed Epilessia 2 +
Meningite dai vaccini
+
Falsita' della
medicina ufficiale +
1000 studi sui Danni dei Vaccini +
Mutazioni Genetiche dai Vaccini
+
Contenuto dei
Vaccini
Commento
NdR: Ipomagnesemia da
malassorbimento:
L'ipomagnesemia primitiva dell'intestino associata ad
ipocalcemia secondaria (HSH) o tetania ipomagnesiemica è
caratterizzata da livelli sierici di Mg2+ molto bassi e
dalla escrezione renale normale di Mg2+, associata ad
ipocalcemia.
Si tratta di un disturbo grave che, se non viene trattato
nel modo adatto, cioe' con la
medicina
naturale, è letale.
vedi
Protocollo della salute
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un
difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a
dei batteri autoctoni mutati in
patogeni - molto probabilmente il
Clostridium
tetanis
!
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi
mesi) e i pazienti
presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti
crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al.,
1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di
concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine
consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una
traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus
per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria,
HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in
situazione di malassorbimento per
la disbiosi
importante e quindi il
pH
digestivo alterati dai vaccini.
I
vaccini
quindi, sono una delle piu' importanti cause di scatenamento
dell'epilessia nei bambini, in quanto alterano la
funzionalita' dell'intestino e quindi del sistema
nervoso enterico il
cervello di sotto), la prova e' che facendo ingerire a quei bambini degli antibiotici, che
lavorano sulla qualita' e quantita' della flora intestinale,
le crisi epilettiche diminuiscono.
L'accesso epilettico è un particolare modo di reagire del
corpo (parti di esso=
sistema
nervoso enterico =
cervello
di sotto) ad uno stimolo, e ciascuno di noi ha una
propria "soglia convulsiva" che può essere
occasionalmente superata, avendo in tal modo una crisi
convulsiva.
Perché vi sia epilessia occorre infatti l'accertamento
clinico-elettroencefalografico (EEG, accertamento in grado di
rilevare anomalie dell'attività elettrica cerebrale),
l’epilessia è di fatto una malattia dei mitocondri +
intestino + cervello enterico ed i vaccini ne sono una
causa.
Esistono due tipi di epilessia.
1° - epilessie primarie o idiopatiche che hanno la
tendenza a provocare le crisi si dice che siano costituzionali; questi pazienti non presentano alcuna lesione
cerebrale e sono dal punto di vista neurologico del tutto
normali, a parte questa singolare caratteristica.
2° - epilessie secondarie o sintomatiche, che
comprendono la maggioranza dei pazienti e si sviluppano in
seguito a lesioni cerebrali.
Si va da disturbi dell’ossigenazione cerebrale al momento
della nascita (evento abbastanza frequente – altre volte in
seguito alle
vaccinazioni
di rutine), a malformazioni della corteccia cerebrale fino a
tutte le patologie acquisite del cervello, come
infezioni da vaccino, traumi, tumori, disturbi circolatori.
Ogni evento morboso che lede la corteccia cerebrale può
infatti dare origine, nel corso degli anni, a un focolaio
responsabile dell’epilessia.
Questi pazienti presentano talora altri segni neurologici
quali disturbi motori, ritardi di sviluppo, deficit attentivi.
In un buon numero di casi non si riesce a trovare la causa, e
l'epilessia viene definita criptogenetica.
Nelle
forme abituali non porta nessuna menomazione nell’ambito
della vita quotidiana e del successo professionale.
Quale frequenza ha
l'epilessia ?
Colpisce
fra lo 0.6 e l'1% della popolazione. Si stima che in Italia
500.000 persone siano affette da questa malattia.
Come si manifestano
le crisi ?
Esse
si rivelano con un breve ed improvviso disturbo delle
funzioni nervose. Hanno in genere durata breve
(meno di un minuto) e si possono manifestare con sintomi
diversi da caso a caso, a seconda della funzione dei
neuroni cerebrali coinvolti.
Le crisi possono essere rare, ma nella maggior parte dei casi
si ripetono frequentemente, anche molte volte nella giornata.
Fra una crisi e l’altra non è presente solitamente alcun
disturbo.
La
manifestazione più importante è la sospensione improvvisa
della coscienza con caduta a terra e comparsa di movimenti
di tipo convulsivo (tremori e scosse muscolari). In
altri casi la perdita di coscienza si accompagna ad azioni
compiute in modo automatico (masticare, inghiottire,
parlare, toccare o spostare gli oggetti), oppure a un blocco
motorio. A volte la coscienza è conservata e il malato può
avvertire sensazioni particolari quali lampi di luce,
rumori, formicolii ad una parte del corpo, gusti o odori
strani, improvvise sensazioni di angoscia o euforia, la
sensazione di essere in sogno, immagini di ricordi del
passato, ecc.
Tratto
e sintetizzato da:
forep.it
vedi:
Danni neurologici da Vaccino
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EPILESSIA -
Tetano
Malattia associata in moltissimi casi
all'Autismo
Si ritiene che la causa di questo disturbo consista in un
difetto nell'assorbimento intestinale di Mg2+, abbinato a
dei batteri autoctoni mutati in
patogeni - molto probabilmente il
Clostridium
tetanis
!
La malattia esordisce generalmente nel neonato (di pochi
mesi) e i pazienti
presentano irrequietezza, tremore, tetania ed evidenti
crisi epilettiche (Pronicka et al., 1991; Challa et al.,
1995; Abdulrazzaq et al., 1989).
Walder et al. (1997) hanno identificato una regione di
concatenazione sul cromosoma 9q in famiglie Beduine
consanguinee, affette da HSH.
Inoltre, in un paziente, hanno identificato una
traslocazione t(X;9q) e hanno quindi identificato il locus
per l'ipomagnesemia associata ad ipocalcemia secondaria,
HOMG, su 9q12-q22.2.
Cio' accade specie nei soggetti vaccinati e quindi in
situazione di malassorbimento per
la disbiosi importante e quindi il
pH
digestivo alterato anche dai vaccini inoculati).
VERONA, 21 GEN 2006
E' una correlazione di
fattori di ambito genetico, biologico,
ambientale (come le infezioni) a provocare
l'autismo, malattia segnalata in crescita
esponenziale negli ultimi anni (in America ne è
colpito un bambino su 250) e
caratterizzata dalla disarmonia dello sviluppo
delle funzioni cerebrali che, di conseguenza, interragiscono male tra loro.
L'indicazione è emersa al congresso
internazionale "La terra di mezzo - Autismo: una
sfida alla scienza", organizzato dal Servizio di
Neuropsichiatria infantile e Psicologia dell'età
evolutiva dell'Ulss 20 di Verona chiuso oggi.
"Ci sono due gruppi di autistici - ha detto
Maurizio Brighenti, primario del Dipartimento di
neuropsichiatria infantile e psicologia dell'età
evolutiva dell'Ulss 20 – che evolvono in maniera
differente: il primo manifesta uno sviluppo
alterato fin dai primissimi mesi di vita, il
secondo invece, che inizialmente ha
comportamenti pressoché normali, manifesta la
malattia all'improvviso, solitamente intorno ai
16-18 mesi di vita, e si aggrava
progressivamente".
Tra le cause che trasformano una predisposizione
genetica e immunologica allo sviluppo
dell'autismo in conclamazione della malattia, ha
detto Federico Balzola, dirigente medico presso
l'unità ospedaliera di gastroepatologia dell'Asl
San Giovanni
Battista di Torino, si ipotizza ci siano i
metalli pesanti, in particolare il
mercurio
usato nella composizione dei
vaccini, per
veicolare i principi attivi.
Balzola ha quindi
ricordato come sia un fatto acquisito che gli
autistici siano più predisposti di altri bambini
ad andare incontro a infiammazione cronica
dell'apparato gastroenterico (la percentuale è
del 30-40% contro il normale 5-10%): questi
soggetti sviluppano
l'enterocolite autistica,
che altera l'assorbimento delle sostanze
introdotte nel corpo - tra cui il mercurio, ma
anche i prodotti della digestione di pane e
latte - trasformandole in neurotossine che
raggiungono il cervello, scatenando i disturbi
comportamentali.
Una dieta appropriata e farmaci
adeguati, ha detto ancora Balzola, aiutano a
tenere sotto controllo l'infiammazione".
Diagnosi precoce, multidisciplinarietà
nell'affrontare il soggetto, adeguati interventi
di riabilitazione e integrazione scolastica, ha
detto il dott. Brighenti, sono i principali
strumenti in grado di migliorare la vita dell'autistico.
Nel corso del congresso sono state sviluppate le
linee guida per l'integrazione scolastica di
questi soggetti, che prevedono la valorizzazione
del lavoro sul bambino condotta dall'equipe
formata da insegnati, famiglia e specialisti,
una precisa formazione di insegnanti e
specialisti, la presenza di un tutor di area
educativa specializzato in autismo che faccia da
ponte tra scuola, istituzioni e famiglia.
Sottolineando l'importanza della precocità della
diagnosi, perchè così si riducono i disturbi
comportamentali del soggetto, Brighenti ha reso
noto che il Centro di diagnosi cura e ricerca
per l'autismo dell'Ulss 20, da lui diretto, è
stato incaricato dalla Comunità Europea di
elaborare le linee guida europee per
effettuarla.
Nel campo della ricerca per l'autismo resta
ancora molto da fare, ha sottolineato Brighenti.
Per questo a Verona si è costituito il gruppo multidisciplinare di ricerca Gira (Gruppo
Italiano Ricerca Autismo), che coinvolge
allergologi, gastroenterologi, pediatri,
neuropsichiatri infantili, psicologi, immunologi
e tossicologi delle università di Verona,
Brescia, Pavia, Torino e Padova; un gruppo che
dovrà approfondire la scientificità dell'ipotesi
che gli artistici siano più predisposti a
patologie come le intolleranze alimentari.
Il neuropsichiatra, infine, ha rilevato che la
riabilitazione delle facoltà linguistiche,
comunicative e psicomotorie dell'autistico
possono essere efficaci anche in soggetti che
hanno superato i cinque anni di età.
By ANSA
Commento
Ndr: ma queste cose le aveva gia’ scoperte il
dott. M. Montinari con la sua equipe, nel 1996, tant’e’
che ha scritto
un libro per documentare
lo studio effettuato su 1.200 soggetti autistici
danneggiati dai
vaccini
! ed ha messo a
punto una terapia NON basata su farmaci di
sintesi ma su rimedi
omotossicologici
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Alla conta dei globuli bianchi
Esisterebbe una relazione tra
l'accumulo delle cellule nei vasi sanguigni del cervello e
l'insorgere delle crisi. Lo suggerisce uno studio italiano
su Nature Medicine
A causare le crisi di epilessia
potrebbero essere anche i globuli bianchi. Un
nuovo studio italiano, infatti, fornisce diversi indizi
su un probabile legame tra le cellule immunitarie presenti
nei vasi sanguigni cerebrali e l’insorgere della malattia.
La ricerca, che è stata pubblicata questa settimana su
Nature Medicine, è stata condotta da Gabriela Constantin
dell'Università
di Verona e i risultati sono stati presentati oggi
presso l'ateneo veneto.
Sebbene l'epilessia colpisca l’1
per cento della popolazione mondiale, i meccanismi che la
scatenano sono ancora poco conosciuti. La ricerca di
Costantin e colleghi potrebbe ora aggiungere un tassello
importante al puzzle. I ricercatori hanno osservato, in
cavie, che gli attacchi epilettici inducono l’espressione di
particolari molecole (dette “di adesione”) all’interno dei
vasi sanguigni del tessuto cerebrale. La conseguenza è che
queste ostruiscono il passaggio ai globuli bianchi, che
vengono trattenuti sulle pareti dei vasi stessi.
Ciascun attacco epilettico,
inoltre, indebolisce le pareti dei vasi - un fenomeno che
induce i neuroni a divenire più attivi del normale. Anche in
questo caso, lo studio mostra che bloccando il legame tra i
globuli bianchi e i vasi sarebbe possibile prevenire
l'indebolimento.
A conferma di questa relazione,
gli autori hanno osservato che le cellule immunitarie sono
particolarmente abbondanti nel cervello di persone
epilettiche. Come suggerisce lo studio quindi, il numero di
globuli bianchi nei vasi cerebrali potrebbe essere
considerato un marcatore importante, oltre che un target per
una futura terapia. (f.s.)
Tratto da: galileonet.it
Commento NdR: come volevasi
dimostrare, l'epilessia nasce dalle alterazioni
intestinali ed
immunitarie
create anche e
sopra tutto
dai
Vaccini
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L'accumulo di
Glicogeno nel
cervello è tossico per i neuroni
Studiando la malattia di Lafora, un team spagnolo ha
scoperto che l'accumulo glicogeno causa danni ai neuroni
Secondo
un team di ricercatori dell'Instituto de Investigacion
Biomedica e dell'Università di Barcellona l'accumulo di
glicogeno a livello cerebrale potrebbe avere un effetto
negativo. L'accumulo di glicogeno, lunghe catene di
glucosio, nei tessuti dell'organismo ha la funzione di
deposito energetico. Secondo lo studio spagnolo, un eccesso
di glicogeno provocherebbe la morte dei neuroni. Se questo
fosse confermato, questo potrebbe spiegare l'origine di
molte patologie neurodegenerative
I ricercatori hanno scoperto l'effetto tossico delle cellule
nervose, studiando la malattia di Lafora, una forma molto
rara di epilessia progressiva che ha effetti invalidanti a
livello motorio ed intellettivo e colpisce soprattutto gli
adolescenti e per la quale, attualmente, non esistono
terapie. L'evoluzione della malattia di Lafora è
caratterizzata da una progressiva degenerazione del sistema
nervoso che, nel giro di 10 anni, riduce i malati in uno
stato vegetativo terminale.
Tratto da:
http://www.molecularlab.it
Glicogeno - tratto da Wikipedia:
Il
glicogeno è un
polimero (omopolimero) del
Glucosio che costituisce una riserva energetica degli
Amani,
Animali e nei
Funghi.
Nei
Vertebrati è conservato prevalentemente nel
fegato e nei muscoli scheletrici.
I legami tra unità di Glucosio successive sono α (1-4) per
la maggior parte, anche se sono presenti legami α (1-6). Si
tratta quindi di un
polisaccaride ramificato.
La degradazione del Glicogeno è catalizzata dalla
glicogeno fosforilasi. Questo
enzima viene attivato da
adrenalina o
glucagone in un meccanismo che comporta l'attivazione
dell'adenilato ciclasi e la conseguente produzione di
AMP ciclico.
Il
Glicogeno è una molecola che, al momento del bisogno può
andare incontro ad una demolizione, per produrre Glucosio,
utile alle
vie glicolitiche dell'organismo; ma altre volte è lo
stesso Glucosio che può risultare in eccesso e può dunque
essere stipato sotto forma di Glicogeno.
Il processo di demolizione del glicogeno consta di tre fasi,
operate da tre enzimi, quali: glicogeno fosforilasi, enzima
deramificante e fosfoglucomutasi. Il primo mira a rompere i
legami α(1-4)-glicosidici a dare Glu-1P, ma solo se distanti
almeno cinque unità dal punto di ramificazione; è per questo
che interviene l'enzima deramificante, che permette la
funzionalità della Glicogeno Fosforilasi anche lì dove non
potrebbe; in ultimo interviene la Fosfoglucomutasi che
converte le molecole di Glu-1P in Glu-6P.
Il processo di biosintesi del glicogeno è anche diretto da
tre enzimi, ma questo è un processo energeticamente
sfavorito, ecco perché deve intervenire l'UTP (un analogo
dell'ATP)
per permettere l'accadimento della reazione. Gli enzimi
partecipanti sono: UDP-Glicogeno-Pirofosfatasi,
Glicogeno-Sintasi e Enzima Ramificante. Il primo enzima
converte il Glu-1P in UDP-Glucosio, il secondo aggancia
questo Glucosio sotto forma di UDP-Glu al glicogeno, dando
UDP + Glicogeno, il terzo, come dice il suo stesso nome,
ramifica.
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Epilessia, scienziati
italiani scoprono la proteina che ne causa le crisi -
Milano (Italy) - 28 marzo
2010)
Un trattamento con
farmaci capaci di bloccare gli effetti di una
proteina o di certi recettori da essa attivati è
in grado di spegnere l'eccitabilità delle
cellule
nervose alla base dell'attacco epilettico.
Lo dimostra uno studio dell'Istituto
Mario Negri e dell'
università Vita Salute San Raffaele,
pubblicato oggi da
Nature Medicine.
In particolare, i ricercatori del laboratorio di Neurologia
Sperimentale del Mario Negri, guidato da Annamaria Vezzani e
dell'unità di Dinamica della Cromatina del San Raffaele
guidata da Marco Bianchi hanno scoperto un nuovo meccanismo
che favorisce le
infiammazioni e che contribuisce in modo
determinante alla comparsa e alla ricorrenza delle
crisi epilettiche.
Lo studio - riferisce una nota -
riunisce due filoni di ricerca, iniziati nel 1999,
attraverso cui i ricercatori del Mario Negri avevano
scoperto che l'infiammazione
è uno dei meccanismi che predispone alle
crisi epilettiche, e quelli del San Raffaele avevano
dimostrato che molecole rilasciate da
tessuti danneggiati, in particolare la
proteina chiamata HMGB1, sono responsabili dell'
infiammazione associata a traumi o
stress
biologici.
La nuova ricerca dimostra che i
neuroni e le cellule
della
glia (altre componenti del
sistema nervoso), sottoposti a uno stimolo che
causa epilessia, rilasciano HMGB1, che a sua volta stimola i
recettori toll-like. Questi recettori, che di norma rilevano
la presenza di batteri o virus, hanno mostrato avere un
importante ruolo nell'eccitabilità delle cellule nervose,
(NdR: ...alterate
nella loro funzione di "sintesi e specializzazione
delle proteine", specie dai
vaccini introdotti negli organismi
viventi)
Lo studio mostra in particolare
come i trattamenti con farmaci che bloccano gli effetti
della HMGB1 o dei recettori toll-like, hanno potenti effetti
anticonvulsivanti, anche su animali con crisi resistenti ai
farmaci convenzionali.
Il coinvolgimento di HMGB1 e dei toll-like è stato
evidenziato anche nel tessuto di pazienti sottoposti a
interventi chirurgici perchè affetti da epilessia
insensibile ai farmaci. "Questa scoperta - dice Annamaria
Vezzani, che a dicembre ha ricevuto il premio dell'American
Epilepsy Society, conferito per la prima volta a un
ricercatore italiano - oltre a mostrare un nuovo meccanismo
alla base di crisi epilettiche, apre la via allo sviluppo di
nuove terapie anticonvulsivanti, utilizzando particolari
farmaci anti-infiammatori per curare l'epilessia. Speriamo
si possano usare anche in altre malattie neurologiche
associate a processi infiammatori". "La proteina HMGB1
- spiega Bianchi - è infatti coinvolta nelle patologie in
cui vi è uno stress biologico, e quindi in quasi tutte le
malattie. Tuttavia, questa è la prima volta in cui farmaci
contro HMGB1 hanno dato un risultato così chiaro".
Tratto da ilmattino.it
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RISARCIMENTO DANNI da VACCINO =
Epilessia
Il Tribunale di
Campobasso ha condannato
il Ministero della Salute al risarcimento dell'indennizzo
previsto dalla legge 210/92 a favore dei genitori di una
ragazza, oggi 25enne, colpita all'eta' di 11 anni da
epilessia mioclonica progressiva' in seguito di una
vaccinazione obbligatoria per l'epatite
B.
Il giudice Libera Maria Rosaria Rinaldi ha riconosciuto che
la gravissima patologia che affligge la giovane e che l'ha
ridotta ad uno stato vegetativo con "deterioramento delle
funzioni cognitive", sia riconducibile con "elevata
probabilita'' alla errata somministrazione della terza dose
del vaccino.
In sostanza il Tribunale ha accertato il nesso di
causalita' anche a seguito delle perizie effettuate da
alcuni consulenti, tra i quali il professore Ferdinando
Aiuti e l'immunologo
Massimo Montinari.
La famiglia della ragazza si era costituita in giudizio,
assistita dall'avvocato Vincenzo Iacovino il quale ha
sostenuto la correlazione tra la malattia contratta dalla
ragazza e la vaccinazione seguita.
Il Tribunale ha anche disposto che l'indennizzo sia pagato
con la maggiorazione degli interessi e rivalutazione dalla
data della domanda a quella del reale pagamento.
Fonte: ADUC
USA -
Crisi epilettiche a bambini
dopo l'iniezione del
vaccino per
l'influenza di
Sanofi - 22 Gen.
2011
La Food and Drug
Administration ha comunicato che i funzionari della
sanità degli Stati Uniti stanno indagando su un aumento
di segnalazioni di crisi epilettiche a
seguito della vaccinazione
con un
vaccino per
l'influenza Sanofi-Aventis.
La FDA ha detto in un comunicato sul suo sito web che le
convulsioni febbrili, o convulsioni correlate a una febbre,
sono stati segnalate soprattutto in bambini di età inferiore
a 2 anni.
La FDA ha detto che sono stati segnalati 42 casi di
convulsioni febbrili a partire dal 13 dicembre 2010 e che e
il Centers for Disease Control and Prevention sta indagando
se possano essere stati causato dal vaccino, chiamato
Fluzone,
o se sono coinvolti altri fattori. La febbre può causare una
crisi epilettica in alcuni bambini con danni latenti
microcellulari. Circa il 4 per cento dei bambini hanno
almeno una convulsione febbrili nella loro vita ha detto la
FDA.
Un portavoce della FDA ha detto che nei 36 casi segnalati al
centro di segnalazione degli eventi avversi dei vaccino sono
stati in neonati e in bambini di età compresa tra 6 mesi e 2
anni, con 10 casi gravi. Ha detto che 38 delle convulsioni
febbrili si è verificato in un giorno dalla somministrazione
del Fluzone.
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Stimoli cromatici pericolosi
Il rapido alternarsi fra i colori
rosso e blu, percepiti dagli occhi, rappresentano uno
stimolo che provoca una eccitazione corticale molto
superiore a quella prodotta da altre combinazioni di colori.
Il rapido avvicendarsi nel campo visivo di alcune
combinazioni di colori ha una particolare capacità di
scatenare crisi epilettiche nelle persone che soffrono di
una forma di questo disturbo. Lo attesta uno studio condotto
presso il
Goldsmiths College dell'Università di Londra in
collaborazione con l'Indian
Institute of Technology a Kharagpur, in India,
l'Università di Tokio e il California Institute of
Technology e
pubblicato sulla rivista online PLoS ONE.
Nel 1997 alcuni medici
giapponesi rilevarono che oltre 700
bambini (NdR: tutti
vaccinati) erano stati colpiti in quell'anno da
un attacco epilettico mentre guardavano un episodio dei
cartoni animati Pokemon. E nel 2007 in Gran Bretagna si
constatò un fenomeno analogo legato a uno spot pubblicitario
animato che promuoveva le Olimpiadi di Londra del 2012.
In entrambi i casi si trattava della manifestazione di
epilessia fotosensibile, una forma della malattia stimolata
dall'esposizione a monitor e immagini luminose, che
attualmente si stima possa interessare circa un bambino su
cento.
"I risultati suffragano la cosiddetta ipotesi di "decomplessificazione":
un cervello sano è più 'complesso' di uno patologico",
osserva Bhattacharya. "Ora è importante allargare la ricerca
a un maggior numero di pazienti per controllare fino a che
punto le misure statistiche e di complessità indicate nel
lavoro possono avere un potenziale diagnostico."
Commento NdR: questa e' un'altra malattia prodotta
dai
vaccini: l'iper sensibilita' a certi colori, cioe'
allergia a certi colori, come le varie
allergie ai certi cibi...o
sostanze...
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Epilessia - Primo soccorso nelle crisi di grande male
- In caso di crisi di grande male bisogna:
- fare attenzione a proteggere la persona da eventuali
lesioni;
- non bisogna tentare di introdurre a forza un oggetto duro,
per esempio un cucchiaio, tra i denti, perché così facendo
si potrebbe provocare un danno ancora più grave di quello
che si cerca di prevenire;
- è necessario togliere dall'ambiente circostante gli
oggetti che, cadendo durante la crisi, potrebbe ferire il
paziente (per esempio i mobili di una stanza, come le sedie,
dei cassetti, qualcosa di spigoloso, ecc.);
- assolutamente vietato cercare di mantenere fermo il
paziente durante la crisi;
- cercare di impedire l'aspirazione, dal parte del paziente,
di vomito o muco; a questo scopo, è preferibile voltare il
paziente su un lato se vomita o se si addormenta;
- se il paziente diventa cianotico o smette di respirare,
bisogna voltarlo su un lato e cercare di mantenere aperte le
vie respiratorie, eventualmente spostando la lingua che le
ostruisce. La respirazione ricomincia automaticamente subito
dopo la crisi. Soltanto raramente c'è bisogno di una
respirazione bocca a bocca, che, in ogni caso, non va mai
effettuata durante la crisi.
Intervento medico
d'urgenza
La presenza di crisi prolungate o ripetute può portare ad
una grave mancanza d'ossigeno
nel soggetto colpito da crisi epilettiche. In questo caso è
necessario l'intervento urgente di personale medico
specializzato.
Nell'assistere quindi un paziente con questo tipo di crisi,
è perciò di vitale importanza cercare subito un medico;
potrebbe essere necessario, inoltre, attuare misure di
mantenimento della respirazione.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Hirtz
DG, Nelson KB, Ellenberg J H, "Epilessia a seguito di
vaccinazioni infantili", Pediatr 1983 Jan; 102(1):14-18
Cherry
JD, Holtzman AE, Shields WD, Buch D, Nielsen, "Vaccinazione da
pertosse e caratteristiche dei primi attacchi epilettici in neonati e
bambini,"J Pediatr, giugno 1993; 122(6): 900-903
Coplan
J, "Attacchi epilettici a seguito di vaccinazioni," J
Pediatr, sett. 1983;103(3):496
Barkin
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"Epilessia
a seguito di vaccinazioni infantili", J. of Pediatrics, Vol 102,
n.1
vedi anche:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni 2
Commento
NdR: questi studi
dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei
soggetti sottoposti a quelle infauste pratiche in-sanitarie,
spacciate per tecniche preventive,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana,
alterazione e perdita di:
enzimi,
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali), oltre alle
mutazioni genetiche
occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni
da virus e/o
batteri pericolosi che
nel tempo possono
produrre
malattie le piu' disparate !
vedi Statistiche Istat
sui vaccini
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