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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


EPATITE B, cosa e'  ?
Danni del vaccino per l'Epatite B
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

Premi in denaro ai medici che vaccinano...
 

In Italia sono circa 700.000 le persone malate di epatite B cronica, di questi solo 20mila seguono una terapia.
È un'epidemia silenziosa che, purtroppo, continua a essere sottovalutata: all'inizio la malattia si manifesta con sintomi spesso blandi, ma se non viene trattata ha conseguenze cliniche molto gravi come, cirrosi per il 10-20% dei casi e, in quasi la metà di questi, si verifica il decesso per insufficienza epatica o epatocarcinoma, patologie per cui in Italia, ogni giorno, muoiono 57 persone.
Nonostante questi dati allarmanti, la diffusione dell'epatite B, nel Lazio come nel resto d'Italia, è fortemente sottostimata.
Roma, 19 dic. 2008 (Apcom)

Nel 2011 -
L'Italia è il paese europeo con il più alto numero di malati di Epatite C, circa 1,8 milioni. I dati sono stati presentati a Roma al dibattito "Riflessioni sullo stato dell'arte sull’epatite" organizzato dalla fondazione i-Think, presieduta dal senatore Ignazio Marino. A destare allarme ci sono anche diecimila decessi l'anno causati da cirrosi e tumori epatici, mentre si eseguono oltre 1.000 trapianti di fegato, tutto cio' per l'impreparazione dei medici, che NON conoscono tutte le tecniche sanitarie possibili, della Medicina Naturale, l'utilizzo di farmaci tossico-nocivi che portano lentamente ma inesorabilmente i malati verso il trapianto e/o la morte.

Epatite - E' una malattia facilmente curabile con la medicina naturale !
In Italia, delle quattro vaccinazioni obbligatorie, questa per l'epatiteB, (legge fatta varare grazie ad una bustarella data al poco On. De Lorenzo...dal produttore di vaccini GSK) gode di molti studi pubblicati relativi alla sua pericolosità e nessun pediatra ha il coraggio di difenderne il non obbligo.
Il totale delle epatiti (A,B,C eccetera) era minimo prima delle campagne vaccinali per la Polio, e subito dopo, questa e' aumentata del 200%.
Sui bambini poi il vaccino è inutile perché gli anticorpi che "dovrebbe" produrre (perche' non sempre avviene) possono (non sono) essere efficaci solo per due anni nei neonati e quattro negli adulti.
Considerato che la malattia è degli adulti e comincia ad apparire timidamente a 15 anni, se ne conclude che farlo a 0 ed 11 anni è matematicamente inutile e può fare solo male.
vedi:  
+ Bugiardini dei Vaccini
Big Farma-1 Big Pharma-2 + Epatite pericolosa + Vaccino Engerix B + Epatite effetti + Epatite_e vaccinazione + Meccanismo dei danni dei vaccini + Bugiardini dei Vaccini + Dati ISTAT + Effetto Gregge

Le BUGIE di DE LORENZO, BIANCO, CIRINO POMICINO, oltre a vari Politici, per far varare l'obbligo (qui i particolari) alla Vaccinazione, per l'epatite B, (chiamato falsamente: Antiepatite B)
Delle quattro vaccinazioni obbligatorie questa, voluta da De Lorenzo che ha ammesso in Tribunale (dietro denuncia di una associazione contraria ai vaccini) di aver ricevuto una tangente di lire 600 milioni = € 300.000 dalla casa farmaceutica GSK (confermata dall'amministratore delegato italiano), De Lorenzo e' stato condannato ed imprigionato anche per altri reati, ma la legge sull'obbligo dell'epatiteB e' rimasta....
Inoltre essa gode di molti studi pubblicati sulla sua pericolosità e nessun pediatra ha il coraggio di difenderne l'obbligo.


Descrizione particolareggiata del Meccanismo dei DANNI dei Vaccini, delle Amalgami dentali e/o Metalli Tossici  (che hanno le madri durante la gravidanza) Questo meccanismo vale anche per TUTTI i Vaccini !
 

Il vaccino per l'epatite B causa la malattia del fegato: la Scienza mostra come – 20 Set. 2012
La scienza è definitiva: il vaccino per l'epatite B non è solo associato alla malattia del fegato, ma la provoca.
Il danno specifico è noto, chiaramente documentato. Basse dosi di vaccino dell'epatite B con coadiuvante a base di alluminio portano a perdita di integrità mitocondriale, morte cellulare ed apoptosi, in particolare nelle cellule epatiche.
È un'ironia che un vaccino presumibilmente progettato allo scopo di proteggere il fegato sia la causa della malattia epatica.
Gli autori di “Vaccino per l'epatite B induce la morte apoptotica in cellule  Hepa1-6” indicano chiaramente che la loro preoccupazione è legata all'adiuvante, idrossido di alluminio, con implicazioni di vasta portata, poiché l'alluminio viene utilizzato di routine nei vaccini per bambini.
Ecco la loro conclusione:
“Concludiamo che l'esposizione di cellule Hepa1-6 ad una bassa dose di vaccino adiuvato per l’epatite B porta alla perdita di integrità mitocondriale, induzione di apoptosi e morte cellulare, l’effetto di apoptosi è stato osservato anche su linee di cellule C2C12 (mioblasti) di topo dopo trattamento con basse dosi di vaccino (0,3, 0,1, 0,05 mg/ml). Inoltre in vivo l’effetto apoptotico del vaccino per l'epatite B è stato osservato nel fegato di topo.
L’evidenza di fondo è che il vaccino per l'epatite B è responsabile della morte delle cellule del fegato. Questo studio si unisce ad un crescente gruppo di evidenze che dimostrano malattie del fegato, insieme ad altri disturbi, derivanti da vaccino per l'epatite B e adiuvanti in alluminio, tra cui:
- Studio in vivo degli effetti del vaccino per epatite B su infiammazione ed espressione genica del metabolismo: l’espressione di 144 geni associati con la funzione epatica è variato.
- Vaccino per l’Epatite B negli adulti e reazioni gastrointestinali associate: un follow-up di analisi: funzioni gastrointestinali e del fegato sono associate a vaccinazione per l'epatite B.
- Vaccino per Epatite B e problemi al fegato nei bambini degli Stati Uniti con meno di 6 anni, 1993 e 1994: I bambini che hanno ricevuto il vaccino per l'epatite B hanno 2,57 volte più probabilità di soffrire di problemi al fegato.
- Iniezioni di idrossido di alluminio può portare a deficit motori e la degenerazione dei neuroni motori: l’adiuvante alluminio provoca la morte dei motoneuroni, insieme a problemi associati in funzione del motore, oltre a difetti di memoria.
- Meccanismi di tossicità dell’adiuvante alluminio e autoimmunità nella popolazione pediatrica (esposto in Gaia Health, Meccanismi dell’adiuvante alluminio rivelati: Rischi del vaccino verso i bambini: Diverse malattie autoimmuni possono essere imputate all’adiuvante alluminio.

Questi sono solo alcuni degli studi che documentano danni da vaccini per l'epatite B e coadiuvanti di alluminio.
È possibile ottenere maggiori informazioni su studi associati all'epatite B e vaccini su GreenMedInfo.
La mancanza di valore del vaccino per epatite B
Anche se la vaccinazione per l'epatite B sta prendendo un tributo terribile sui bambini, la questione rimane ancora:
Quali benefici si possono ottenere nel somministrare il vaccino ai neonati, come ormai viene fatto di routine negli ospedali americani ?
La risposta a questa domanda è particolarmente inquietante.
La malattia dalla quale si vuole proteggere questi bambini si può contrarre solo attraverso il contatto sessuale o la trasmissione ematica. E' possibile infettarsi anche alla nascita, quando le madri sono infetti, ma le madri  possono essere sottoposte ad accertamenti per l'epatite B in caso di sospetto, quindi non c'è alcun rischio plausibile per i neonati di madri non infette.
Forse ha senso somministrare il vaccino alle donne in gravidanza per proteggere i loro bambini ?
Questa idea non funziona, perché la sicurezza per il feto è molto discutibile.
Che cosa dire circa la durata dell’efficacia del vaccino per l'epatite B ?
A questa domanda si può rispondere in due modi. In primo luogo, anche se il vaccino durasse tutta la vita, non giustifica darlo a bambini che non hanno ancora sviluppato una barriera emato-encefalica, aumentando in tal modo drasticamente il rischio.
La seconda risposta è ancora più interessante: anche i Centers for Disease Control propongono una stima (che, come molti di noi si sono resi conto, è discutibile), decretante la durata massima del vaccino in 20 anni. Così, proprio quando un ragazzo sta entrando nell'età di massima attività sessuale, la vaccinazione non fornisce alcun beneficio. (Va notato che ci sono importanti questioni circa la sua efficacia anche quando è stato somministrato di recente.)
Non ci può essere alcuna giustificazione per la vaccinazione di massa dei neonati con il vaccino per l'epatite B. Esso non fornisce loro alcun beneficio.
Motivi per somministrare il vaccino per l'epatite B alla nascita
Alla luce della assoluta mancanza di valore del vaccino per l'epatite B alla nascita, perché è virtualmente obbligatorio negli Stati Uniti ?
Il primo, e più ovvio, fatto è il profitto. Ci sono soldi da fare nel garantire virtualmente che quasi ogni neonato riceva il vaccino. C'è, però, una possibilità ancora più insidiosa.
E' evidente ora che coloro che speculano sul vaccino ed i loro lacchè del governo non permetteranno ostacoli che possano impedire di ottenere i loro profitti. Come documentato da Jagannath Chatterjee in “Autismo: una congiura del silenzio”: non importa se carriere sono rovinate o vite vengono distrutte. Se i profitti derivanti dal vaccino sono minacciati da prove della sua dannosità, le informazioni devono essere soffocate, soprattutto se il problema è l'autismo.
Una delle cosa che puntualmente i genitori di bambini con autismo hanno notato è la normalità dei loro figli  prima della vaccinazione. I loro figli non sono nati con l'autismo. Loro lo sanno.
Ma se un bambino viene vaccinato alla nascita, non c'è modo di sapere se ci sarà una regressione che sfocia nell'autismo. E' impossibile per i genitori sapere quale devastazione permanente dei loro figli sarà causata da un vaccino quando viene dato alla nascita.
Alla luce di rovinare la reputazione del Dr. Wakefield e della sua ricerca di alta qualità, insieme al fatto che l'autismo è chiaramente legato alle vaccinazioni in altri studi, più che la Corte riconosca il vaccino come causa-effetto tra i suoi sintomi e la vaccinazione, ci si chiede se il vero scopo di iniettare neonati con il vaccino per l'epatite B non sia quello di nascondere la verità sull’autismo e cioè quella di essere una condizione vaccino indotta.
Come può un genitore sapere che un bambino perfettamente normale è regredito nell'autismo, invece di essere nato con esso, se la regressione di quel bambino è iniziata con una vaccinazione alla nascita ?
Quanti genitori oggi credono che i loro bambini siano nati con l'autismo, semplicemente perché non hanno mai avuto l'opportunità di vederli normali ? 

Fonti
http://www.greenmedinfo.com/page/vaccine-research
Hepatitis B vaccine induces apoptotic death in Hepa1–6 cells
In vivo study of hepatitis B vaccine effects on inflammation and metabolism gene expression.
Hepatitis B vaccination and adult associated gastrointestinal reactions: a follow-up analysis
Hepatitis B vaccine and liver problems in U.S. children less than 6 years old, 1993 and 1994
Aluminum hydroxide injections lead to motor deficits and motor neuron degeneration
Mechanisms of aluminum adjuvant toxicity and autoimmunity in pediatric populations
Hep B Vaccine Damages The Liver It Is Supposed To Protect
Hepatitis B FAQs for Health Professionals
Tratto da:
GreenMedInfo

vedi anche: Big Farma + Vaccino per l'EPATITE B + Effetti del vaccino +  Epatite C + Engerix B + Morti per vaccino + ALLARME EPATITE C + Autismo + Epidemia di Autismo + Disfunzioni dello Sviluppo + Statistiche Istat   Sclerosi da Vaccino  + Contenuto dei Vaccini + Sospeso vaccino Exavac + Falsita' della medicina ufficiale  +  1000 studi sui Danni dei Vaccini  Meningite dai vaccini  + Porfiria

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Uno studio scientifico mostra che il vaccino quadrivalente per il papilloma virus può causare vasculopatia autoimmuni fatali (ovvero mortali).

Lo studio realizzato dai due medici canadesi Lucija Tomljenovic e Cristopher A. Shaw si intitola "Morte dopo il vaccino contro il papilloma virus, c'è una relazione causale o è una coincidenza ? " e si può leggere (in inglese) al seguente link
http://sanevax.org/wp-content/uploads/2012/10/Tomljenovic-Shaw-Gardasil-Causal-Coincidental-2167-7689-S12-001.pdf.
Le conclusioni dell'articolo non sono per niente ambigue: il vaccino in questione può innescare una reazione autoimmune che può essere talora mortale. Le conclusioni sono motivate dal fatto che molte delle reazioni avverse a tale vaccino finora registrate corrispondono a sintomi di vasculopatia cerebrale.
Studi come questo ovviamente mettono in un angolo tutti i ministeri della sanità che negano continuamente ogni correlazione tra le morti ed i vaccini.

IMPORTANTE
: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !
Questi sono i principali vaccini per le quali si effettua la vaccinazione:
Polio + Vaiolo + Difterite + Tetano  + Epatite B + Pertosse + Morbillo + Parotite + Rosolia + Meningite + HPV (Cervarix-Gardasil per Tumore all'utero) +
 Varicella + Influenza

Secondo la Medicina Naturale, l'Epatite NON e' causata da un virus
(infatti la proteina complessa a DNA eterologa quindi tossica, chiamata virus e' presente SOLO dopo che la malattia si e' manifestata e MAI prima), essa e' al contrario, provocata da una lenta e progressiva intossicazione ed infiammazione del fegato, anche e non solo per via della produzione, dall'intestino, di sangue TOSSICO ! e tutte le varie forme di epatiti, cirrosi, NON sono nuove malattie, ma la stessa intossicazione che progredisce fino al cancro epatico !
Interventi terapeutici disintossicanti e/o del tipo fitoterapeutico con Phyllantus amarus e modelli terapeutici di tipo antroposofico con Solanum lycopersicum, mostrano risultati sorprendenti, come dimostrato da studi clinici; pertanto nel caso di epatite B, è possibile ottenere buoni risultati terapeutici con minori effetti collaterali usando medicamenti non allopatici ed a costi maggiormente favorevoli - vedi Cure naturali

I Vaccini AUMENTANO e non poco il livello dell'intossicazione e dell'infiammazione del fegato stesso, infatti da dopo l'introduzione del vaccino per la Polio, l'Epatite aumento' nella popolazione italiana di ben  30 volte !
Da quando e' stata introdotto il Vaccino per la Polio, si e' scatenata l'Epatite !
Senza nessun vaccino
, in Italia, l’Epatite B stava, in modo naturale, gia' scomparendo (con una diminuzione del 90% rispetto agli anni ‘60) negli anni precedenti la vaccinazione obbligatoria, che fu introdotta nel 01/01/1992 dall’ex ministro De Lorenzo.
Per aver reso obbligatorio il vaccino in Italia, la magistratura ha appurato che il poco On. De Lorenzo, incassò una tangente di 600 milioni di vecchie lire (300.000 €) dalla casa farmaceutica che lo produceva…che allora si chiamava: SKB; la SKB ora divenuta: GLAXO-SMITHKLINE - vedi Big Farma


L'epatite A o B o C, si contrae per l'intossicazione del fegato, oltre all'uso vaccini, farmaci di sintesi, anche per alimenti  contaminati, droghe (anche tramite siringhe infette), trasfusioni con sangue infetto e per via sessuale soprattutto anale.
La durata dell’immunità infantile aspecifica e' incerta ed è compresa tra i 3 e i 7 anni a seconda degli autori, il bambino NON e' quindi a rischio infezione perche' la probabilità di avere contatti sessuali e/o con siringhe infette non dovrebbe nemmeno esistere per un neonato !.

Leggendo il bugiardino allegato al vaccino per l'epatite B chiamato HBVAXPRO troviamo i seguenti consigli:
“Legga attentamente questo foglio prima che il suo bambino venga vaccinato…il principio attivo e’…adsorbito su idrossifosfato amorfo di alluminio solfato
Possibili effetti indesiderati…reazioni locali includono dolore, rossore, gonfiore…Effetti più gravi meno frequenti includono dolore alle articolazioni, sindrome di Guillain-Barre’ e disordini del sistema nervoso centrale quali la sclerosi multipla. Il suo medico possiede una lista più completa degli effetti indesiderati”.

Rischio di ammalarsi di Epatite B
Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990 (quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è stato assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta, Rapporto annuale 1991-1992-1993).
L'Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue (cosi dicono i medici ufficiali), per cui anche secondo i medici, il rischio per un neonato o un bambino di ammalarsi è assolutamente insignificante.

L'epatite B stava gia' scomparendo PRIMA dell'introduzione della Vaccinazione - vedi:

L'Epatite B e' stata "inventata" con il vaccino per la Polio Sabin = visionare le comprovanti statistiche Istat  !
Cosi come la Meningite e' stata inventata dai vaccini per la Polio + EpatiteB  !

Epatite B e vaccini
Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B, Maggio 2001 - Macro Edizioni
SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L'EPATITE B STAVA SCOMPARENDO negli ANNI PRIMA della VACCINAZIONE
L'Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992
(Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA)

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Che cos'è l'Epatite B 
L'epatite è una malattia acuta, derivante da intossicazioni da vaccini e farmaci, bevande alcoliche, alimenti contaminati, ecc., con successiva infiammazione a carico del fegato con infezione sistemica, accompagnata generalmente da febbre ed è causata da una lenta e progressiva intossicazione del fegato.
Vi sono varie forme di epatite e quella che ci interessa qui è quella di tipo B, (NdR: ma il meccanismo e' identico per tutti i tipi di epatite).
L'Epatite B ha una "incubazione" tra i 45 e i 180 giorni e possiamo avere quattro principali forme cliniche:
1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%).
2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia,  epatite senza ittero (cute giallastra).
3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti.
4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).
Fino a poco tempo fa essa era principalmente una malattia degli adulti tossicodipendenti. In seguito è finita nelle banche del sangue  ed è diventata un pericolo per coloro che
necessitano di trasfusioni.
A seguito delle campagne di
vaccinazione dagli anni 65 in avanti, della Polio, essa e' divenuta "patrimonio" anche dei giovani.
Negli anni Settanta fu sviluppato e reso disponibile un vaccino per l'epatite. Molti medici si preoccuparono allora che esso potesse essere contaminato da un micro organismo ritenuto (falsamente), responsabile dell'epidemia di AIDS: due terzi dei medici idonei alla vaccinazione per l' epatite rifiutarono di farsi inoculare il vaccino.


Indipendentemente dalla gravità della forma, la presenza nel sangue dell'antigene virale persiste in genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i sei mesi si parla di malato cronico. Dei malati cronici, la metà guarisce nell'arco dei successivi sei mesi; mentre l'altra metà resta tale per un periodo di tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico. 
Tratto in parte da: Decisiva Ricerca su inutilità e pericoli della vaccinazione obbligatoria antiepatite B

Nel 1991, il CDC (Centro federale per il controllo delle malattie) e l'AAP (Associazione dei Pediatri Americani) iniziarono il processo per rendere obbligatoria la vaccinazione per l'Epatite B a tutti i bambini.
Oggi, in Italia, si trova nell'elenco delle vaccinazioni di routine (il produttore dell'
EngerixB, SKB, dopo aver pagato una tangente all'allora ministro della sanita' il poco On. De Lorenzo, essa divenne obbligatoria ed i bambini di pochi mesi che ne ricevono dosi multiple; questa vaccinazione  sta' generando e scatenando, assieme agli altri vaccini, epidemie di Meningite, Linfomi, Leucemie, Epilessie, Sclerosi, Distrofie, Cancro,
ecc., e molto altro, come TUTTI gli altri Vaccini !

Cosa contiene il vaccino:
I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio modificando geneticamente il virus dell'Epatite B.
Il vaccino per l'epatite B a DNA ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del virus dell'Epatite B, con cellule di lievito nel cui materiale genetico viene inserita una porzione del gene del virus dell'Epatite B; vengono poi trattate con formaldeide (prodotto cancerogeno); adsorbite su idrossido di alluminio; conservate con un battericida a base di mercurio (timerosal) e acido salicilico; addizionato con altre sostanze, come antibiotici, puo' anche contenere dei contaminati occulti, come altri vaccini, ma non dichiarati.
Fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini antiepatite B a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB.

Tutti a scuola senza vaccinazione - vedi: Lettera per la ASL
Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola.
Il D.P.R. n.355 dice testualmente: "La mancata certificazione (delle vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami".

Anche gli operatori sanitari non si vaccinano:
Il 19% degli operatori sanitari "categoria a rischio" del Nord Italia non si vaccinano.
Al Sud la percentuale sale al 39% (L'Espresso 19/07/2001).
Il Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione può procurare sembra che anche i suoi dipendenti preferiscono non rischiare.
L'ultima di queste notizie è che in Francia il laboratorio farmaceutico britannico produttore di uno dei vaccini per l'epatite B è stato ritenuto responsabile dell'insorgere della sclerosi a placche in due donne.
L'industria è stata condannata a risarcire le pazienti e la Corte d'Appello di Versailles ha confermato l'esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso "presunzioni gravi, precise e concordanti". 
By COMILVA

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EPATITI piu' DANNOSE dell’ALCOL, CAUSANO 60% CIRROSI EPATICHE - 10 lug. 2007-

(Adnkronos/Adnkronos Salute) 
Il nemico numero uno del fegato non e' l'alcol.
E a dimostrarlo sono proprio i dati sulla cirrosi epatica, diffusi dall'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf): in quasi due casi su tre, questa malattia cronica, che altera in modo irreversibile la struttura e le funzioni del fegato, e' la conseguenza di un'epatite. A correre piu' rischi, avvertono gli esperti, non sono dunque gli amanti della bottiglia, ma chi ha un'epatite;

Commento
: NdR: quindi l'epatite e' una intossicazione + alterazione della funzione del fegato i virus NON centrano per nulla, ne sono solo una conseguenza ma non la causa - quindi i vaccini NON servono, ma intossicano ancora di piu' il povero fegato del vaccinato...  !
 

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Vaccino per l'EpatiteB e Sclerosi: nuovi sospetti [16.09.2004]

E' accaduto quanto non poteva non accadere. Si è approfondita la questione sul vaccino antiepatite b, dopo le innumerevoli segnalazioni provenienti dalla stessa letteratura scientifica, e si è scoperto che risulterebbe legato ad un'incidenza maggiore della media di sclerosi multipla. 
A riferirlo e' stato Miguel Hernan della Harvard School of Public Health di Boston. Il ricercatore ha pero' sottolineato con forza nell'articolo apparso sulla rivista Neurology che i risultati vanno letti con la massima cautela perche' l'associazione trovata non costituisce da sola una prova che il vaccino non sia sicuro e che induca la malattia.
Il team britannico ha usato i dati del General Practice Research Database (GPRD) che comprendono informazioni su 3 milioni di persone pari allo 5% della popolazione con dati a partire dal 1987. 
Lo studio britannico avvalora quindi la tesi del legame tra vaccinazione e sclerosi, gia' paventata dopo altri studi.
I ricercatori hanno confrontato i dati sulla vaccinazione con quelli relativi alle diagnosi di sclerosi fatte tra 1993 e 2000.
Con 163 casi di sclerosi e 1.604 controlli hanno evidenziato che la vaccinazione e' associata a un'incidenza tripla della sclerosi multipla entro tre anni dalla somministrazione del vaccino.
La notizia integrale la si può trovare sul sito web di Healthy Day News alla url:
http://www.healthday.com/view.cfm?id=521178


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Dopo che un gruppo molto numeroso di genitori della Liguria aveva depositato una richiesta di sequestro cautelativo per il vaccino per l'epatite B (redatto in collaborazione con www.Vaccinetwork.org (sito che e' stato chiuso nel 2006, chissa' perche ?) che aveva fornito la bibliografia scientifica, la magistratura genovese ha avviato un'inchiesta per valutare la situazione.
Sono stati incaricati delle indagini i NAS di Genova che hanno cominciato a sentire le persone interessate.
La richiesta di sequestro probatorio era stata presentata alcuni mesi fa e invitava la magistratura a considerare i rischi connessi all'utilizzo dei vaccini per l'epatite B commercializzati in Italia.
Tutti i dati forniti alla magistratura provengono dalla letteratura scientifica indicizzata.
(03.03.2000)

Naturalmente, date le notevoli pressioni, la magistratura non ha fatto ancora nulla....
vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini + Statistiche Istat sui vaccini + Malattie e Vaccini +  Interrogazione Parlamentare 

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Secondo uno studio potrebbe causare gravi turbe neurologiche
Il vaccino per l'epatite B, sintomo dalle conseguenze gravi, e qualche volta mortali, comporta dei rischi a carico di chi la subisce ? Sembrerebbe proprio di si, secondo una segnalazione francese.
In Francia, uno studio condotto su 850 mila persone vaccinate ha permesso di rilevare 41 casi di turbe neurologiche da collegare, con la pratica del vaccino stesso. Le lesioni rilevate: paralisi facciali, nevriti ottiche, sindrome di Guillain - Barrè 

Sclerosi a placche e vaccino - Il vaccino per l'epatite causa la sclerosi a placche :
Una sentenza del tribunale di Nanterre (F) ha incolpato il vaccino antiepatiteB come causa dell'insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne.
I giudici hanno quindi condannato l'azienda britannica SmithKline Beecham (SKB) che produce il vaccino
Engerix B, con cui erano state "immunizzate" le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati "un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l'Engerix B è stato l'elemento scatenante dell'insorgere del male". 
(Il Corriere della Sera, 09/06/1998).
 
I maggiori rischi sembra che siano corsi da soggetti infetti da sclerosi a placche, una malattia grave che interessa soprattutto le funzioni motrici e sensitive del midollo spinale.
Secondo l'agenzia francese del farmaco, il medico che dovrà consigliare la vaccinazione per l'epatite B dovrà preliminarmente accertarsi che il vaccinando non appartenga  ad una famiglia nella quale si siano verificati dei casi di sclerosi a placche. In questi casi il medico, sentito anche il parere informato del soggetto, dovrà giudicare sulla base del rapporto rischi/benefici: quanto e quali rischi, per il vaccinando, di contagiarsi con l' epatite C ?.
Questo rischio è più importante di quello che potrebbe derivare dalla vaccinazione ? In altri termini quale rischio conviene di più correre ? Si tratta, evitando la vaccinazione, di prevenire la rivelazione di una sclerosi a placche in un soggetto geneticamente a rischio.
Un'infezione da virus dell'epatite B in un soggetto con sclerosi a placche sarebbe più pericolosa dell'iniezione di vaccino ? E in caso contrario - osserva Jean-Yves Nau su "Le Figaro" - cosa rispondere individualmente ad un soggetto vittima di questo tipo malaugurato di complicazioni ?
Richieste di indennizzo - Non si escludono, peraltro sulla base di queste rivelazioni, possibili richieste di indennizzo da parte dei soggetti resi più o meno invalidi dalla vaccinazione. 
Le case produttrici del vaccino dovrebbero essere le destinatarie della querela giudiziaria. 
Ma anche l'autorità sanitaria che ha reso obbligatoria la vaccinazione potrebbe essere chiamata in causa.
In Italia sin dal 1992, apposita legge prevede indennizzo per danni derivanti al soggetto dell'esecuzione della vaccinazione
Tratto da: StarMeglio venerdì 20 dicembre 1996

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THE LANCET - VOL. 338 NOV 9. 1991 - Demelinizzazione dopo vaccinazione per l'epatite B      
Central - nervgus - system demyelinatlon after Immunlsation  wlth  recombinant hepatitis B vaccine  
Sistema nervoso centrale demielinizzato dopo la vaccinazione con vaccino ricombinato Epatite B
L. HERRCELEN J. DE KEYSER G. ESINGER 
Patientesbad neurologicat symptoms snd signs,
with evincence of central nervous - system  demyelinatlon, 6 weeks after administration of the vaccine Hepatis B. 


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Indirizzi utili, per i DANNI dei VACCINI
Associazione Vittime dei Vaccini: c/o Giorgio Tremante, via Danilo Preto 8, 37133 Verona - tel. 045.8402290,  -
e-mail: giorgiotremante@tin.it
CO.M.I.L.VA. (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) www.comilva.org
MIR (Dipartimento Salute e Ambiente) via Milano 65 - 25100 Brescia - tel 030.317474

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VACCINAZIONE OBBLIGATORIA per l’EPATITE B:  
ALTRE CONSIDERAZIONI CRITICHE

Nel 1991 è stata resa obbligatoria in Italia la vaccinazione per l'epatite B.
Il primo vaccino per questa malattia è stato approvato negli Stati Uniti nel 1981 e reso disponibile in commercio nel 1982. Esso consiste in particelle purificate e inattive di HBsAg, estratte da plasma di individui persistentemente infetti.
La possibilità che un vaccino ricavato da sangue umano fosse infettato da altri virus conosciuti (SV40, Delta, HIV, etc...) o sconosciuti ha naturalmente indotto a cercare soluzioni di carattere sintetico che fossero prive di rischio.
Nel 1984 è stato messo in commercio il vaccino da DNA ricombinante, il primo vaccino umano prodotto con tecniche di biologia molecolare: il gene per l’HBsAg di un virus HBV sottotipo adw2 è stato introdotto nel DNA di particolari saccaromiceti. La proteina di 24 KD prodotta dal lievito forma una particella di 20 nm con proprietà immunologiche e fisiche simili all’antigene di superficie isolato dal plasma umano.
Programmi di vaccinazione anti-HBV di massa diretti all’infanzia sono limitati a non oltre 20 Stati dell’Africa e del Sud-Est Asiatico nei quali l’incidenza dell’epatite B è molto elevata, con tassi di prevalenza dei portatori dell’HBsAg superiori all’8%.
L’Italia e' a tutt’oggi assieme alla Grecia, l’unico Paese al mondo - tra quelli ad incidenza di epatite B intermedia con tassi di prevalenza di portatori asintomatici del 2-5% - in cui la vaccinazione sia stata resa obbligatoria.
L’informazione che è stata fornita agli operatori sanitari tramite riviste specializzate e ai cittadini attraverso la stampa è stata massiccia ed è stata efficacemente riassunta dal prof. G. Da Villa su Federazione Medica (Numero XLIII, Agosto 1990, pag.609).
Sorgono a questo punto domande lecite sul significato di questo provvedimento legislativo; domande che - a partire dall’epidemiologia della malattia, in evidente e spontaneo calo in questi ultimi anni - abbracciano altri temi come la durata e l’efficacia della protezione, la lettura dei dati fino ad oggi forniti, gli effetti collaterali che l’introduzione del vaccino ricombinante ha solo in parte risolto
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EPIDEMIOLOGIA
A giustificazione della strategia adottata in Italia dal Ministero della Sanità (obbligatorietà della vaccinazione in età infantile) viene riportato il dato relativo all’aumento dell’incidenza dell’infezione da HBV negli USA nel corso degli anni 1982-1989, periodo della vaccinazione settoriale (cioè dei gruppi a rischio, da 55-100.000 nel 1981 a 63-100.000 nel 1987). Da Villa sostiene che questo dato, di per sé abbastanza inquietante, porta a considerare come necessaria nella prevenzione dell’epatite B l’adozione di una pratica vaccinale di massa ed obbligatoria, poiché
1) i gruppi a rischio sono difficili da identificare esistendo i portatori di HBsAg asintomatici;
2) i bambini risponderebbero molto più degli adulti allo stimolo immunogenico. Bisogna però considerare che, rispetto agli USA, la situazione italiana presenta tendenze opposte: dai dati diffusi dalla regione Lombardia appare ad esempio chiaro che le denuncie di epatite virale hanno in quest’ultimi anni subito una progressiva riduzione (dai 4.481 casi nel 1984 ai 1.155 casi nel 1991).
Situazioni analoghe si riscontrano in altre regioni italiane.
Il dato meritevole di attenzione è il fatto che non solo si è registrata una riduzione dei casi totali di epatite ma che tale riduzione si è verificata nell’ambito di ciascun tipo di epatite virale: tra il 1984 e il 1991 l’epatite A è scesa da 948 a 191 casi; l’epatite B da 2.131 a 628 casi; l’epatite non A non B da 557 a 265 casi; le epatiti non classificate da 845 a 71 casi. Tale andamento è probabilmente legato ad un maggior controllo dei donatori di sangue e dei prodotti della donazione nonché ad una diffusa sensibilizzazione e attenzione al problema, imposto sia dalla promozione della campagna di vaccinazione facoltativa per l’epatite B che dalle iniziative di informazione ed educazione sanitaria per prevenire l’Aids ed in genere le malattie trasmissibili per via sessuale.
Vi sono peraltro altre considerazioni che varrebbe la pena di fare e che possono portare ad una revisione critica delle ipotesi sopra riportate. In primo luogo, i dati riportati dalla regione Lombardia si riferiscono ad un periodo in cui la vaccinazione anti-HBV non era ancora obbligatoria e limitata ad alcune categorie di soggetti a rischio (nel 1985 le vaccinazioni per abitanti sono state 14/10.000 e nel 1989 18/10.000).
In secondo luogo, il test di screening per l’infezione da HIV si è reso disponibile in Italia agli inizi del 1985 ed è a partire da tale data che si è iniziato a testare i donatori di sangue.
Prima del 1985, inoltre, l’Aids era ancora una malattia sconosciuta alla maggior parte delle persone.
Le campagne di informazione sono iniziate proprio in quegli anni ed è da escludere che dal 1 gennaio 1984 gli italiani avessero preso coscienza del problema, cambiando i propri comportamenti sessuali e le proprie abitudini comportamentali.

DOSAGGIO, EFFICACIA e DURATA della "PROTEZIONE"
Le esperienze di vaccinazione anti-HBV su neonati - condotte sia in Italia che in Paesi extraeuropei - differiscono notevolmente tra di loro sia per i dosaggi impiegati sia per le scadenze dei richiami vaccinali. Possono così sorgere alcune domande: ha significato che i vari autori si confrontino su protocolli così diversi tra di loro ?
C’è qualcuno che ha stabilito quale di questi protocolli sia risultato più efficace nel prevenire l’epatite B ?

Ogni valutazione relativa alla durata della protezione del vaccino anti-HBV non può naturalmente non tener conto dell’immunità naturale, la quale a sua volta dipende dalla diffusione dell’HBV in ciascuna regione.
Per esempio, in Senegal (un Paese ad altissimo tasso di endemia dell’HBV: praticamente tutta la popolazione viene infettata e circa il 20% dei bambini diviene portatore cronico dell’HBsAg) l’efficacia protettiva della vaccinazione viene considerata del 100% nei primi 4 anni e scende rapidamente al 67% nel quinto-sesto anno, ne consegue che viene consigliato un richiamo al quinto anno. I neonati vaccinati risulteranno in buona percentuale non immuni al quinto-sesto anno di età e tale percentuale è destinata ad aumentare con il passare degli anni.
(P. Coursaget e altri, "Seven-year study of hepatis B vaccine efficacy in infant from an endemic area", Lancet del 15 novembre 1986).
Manca comunque in letteratura il dato relativo alla persistenza in età adulta degli anticorpi anti-HBV dei vaccinati in età neonatale o infantile. Poiché gli adulti sono considerati meno responsivi alla vaccinazione, come possiamo prevedere quale sarà la risposta degli attuali giovani in età adulta ?

Altri ricercatori hanno dimostrato che il 12% dei bambini nati da madri HBsAg positive e vaccinati non presentavano titoli anticorporali protettivi 1-2 anni dopo la dose di richiamo e che un ulteriore 9% presentava titolo anticorporale inferiore a 100 mUI/ml
(L. Viladomiu e altri, "When should at risk infents be boosted with hepatitis B vaccine ?", Lancet del 3 gennaio 1987).

Se la sieroconversione ad anti-HBS nei bambini è valutata essere intorno al 100% al termine del ciclo vaccinale completo, le cose sono invece molto diverse fra gli adulti. Secondo alcuni essa raggiunge il 96% con tre dosi, con un’incidenza di malattia del 2,2% rispetto al 9,9% del gruppo dei non vaccinati
(W. Szmuness e altri, New England Journal of Medicine, vol. 307, pagg. 1481-1486, 9 dicembre 1982).
Uno studio del 1989 dimostra inoltre che l’emivita degli anticorpi anti-HBs è di 150 giorni dopo il ciclo vaccinale completo (Nommensen e altri, "Half-life og Hbs antibody after hepatitis B vaccination: an aid ti timing of booster vaccination", Lancet del 7 ottobre 1989). Questo significa che nel soggetto vaccinato, in questo caso personale medico e quindi a rischio di contrarre l’epatite, la scomparsa degli anticorpi anti-HBs si verifica in circa 4-4,5 anni.
Viene pertanto consigliato un rischiamo da effettuarsi ogni 3-4 anni.

Nello studio di Hadler ("Long-term immunogenicity and efficacy of epatitis B vaccine in homosexual men", New England Journal of Medicine, vol. 315, pagg. 209-214, 24 luglio 1986) solo l’82% dei vaccinati raggiungeva elevati livelli anticorporali dopo un ciclo vaccinale completo mentre il 9% aveva una risposta insufficiente (inferiore o uguale 9,9 SRU, Sample Ratio Units) o nulla. Tra i soggetti con massima risposta dopo cinque anni, il 15% non aveva anticorpi anti-HBs dimostrabili e il 27% aveva un titolo anticorporale inferiore a 10 SRU.
Solo il 14% dei soggetti manteneva livelli relativamente elevati di anticorporali (titolo superiore a 100 SRU).
Furono inoltre identificati 55 casi (2,9%) di infezione da HBV nei soggetti vaccinati. Il rischio di contrarre un’epatite B è naturalmente risultato inversamente proporzionale all’intensità della risposta alla vaccinazione, nei soggetti con risposta debole o nulla un ulteriore ciclo vaccinale ha prodotto una risposta solo moderata.

In uno studio condotto da E.A.C. Follett in una clinica di handicappati mentali su personale ospedaliero a rischio di infezione da HBV (Lancet del 26 settembre 1987, pagg. 728-731), il 96% dei soggetti sottoposti ad un ciclo vaccinale completo presenta anticorpi anti-HBV a distanza di nove mesi dall’inizio della vaccinazione.
Elevati titoli anticorpali (superiori a 100 mUI/ml) erano dimostrabili solo nel 59% dei casi. Nel 13% dei vaccinati si era avuta una mancata risposta (4%) o una risposta scadente (inferiore a 100 mUI/ml) e non duratura (9%).
Tali soggetti vaccinati rimanevano quindi a rischio di infezione. Secondo Follett il periodo di protezione di cinque anni è ottimistico: data l’estrema variabilità nella caduta del titolo anticorpale nel tempo, il richiamo andrebbe direttamente correlato al titolo anticorpale sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, al fine di garantire un’adeguata protezione.

Nello studio di J. Crosnier (Lancet del 28 febbraio 1981, pagg. 455-459) il 94% dei soggetti vaccinati - staff medico e paramedico di un’unità di emodialisi - presentava una risposta immunitaria protettiva e l’incidenza di epatite B fu osservata nel 3,6% del gruppo dei vaccinati rispetto al 12,3% del gruppo placebo.
Nello studio di N. Bhatti (BMJ del 13 luglio 1991, vol. 303, pagg. 97-100), condotto su maschi omosessuali o bisessuali, risultava invece immunizzato l’84% dei soggetti vaccinati.

In uno studio condotto su personale ospedaliero:
(Lancet del 23 maggio 1987, pagg. 1206-1207), A. Laplanche riscontrò infine 4 casi di sieroconversione anti-HBc su un totale di 184 vaccinati.
Poiché nel 75% dei vaccinati il titolo anticorpale risultava essere maggiore o uguale a 3.000 mUI/ml ed essendo il suo decremento proporzionale a quello sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, tale autore consiglia un intervallo standard di 10 anni tra la vaccinazione e il successivo richiamo.

EFFETTI COLLATERALI  del Vaccino per l'EpatiteB
Su Lancet del novembre 1991 (vol. 338, pagg. 1174-1175) Herroelen riporta i casi di due pazienti che hanno evidenziato sintomi di demielinizzazione del SNC dopo la somministrazione del vaccino anti-epatite B ricombinante.
Uno di essi aveva una storia di sclerosi multipla, mentre il secondo non presentava alcun precedente di malattia neurologica. Entrambi presentavano un HLA con aplotipi DR2 e B7, da tempo associati a sclerosi multipla.
La malattia nei due casi ha esordito, in un caso, alla sesta settimana dalla terza dose vaccinale e, nell’altro, alla sesta settimana dopo una fase booster. L’osservazione di questi due casi ha portato l’autore a concludere che, pur mancando prove dirette di causalità, sia ipotizzabile che la vaccinazione anti-epatite B possa scatenare demielinizzazione del SNC in soggetti geneticamente predisposti.

In un articolo dell’American Journal of Epidemiology del 1988 (vol. 127, pagg. 337-351), F.E. Shaw del CDC di Atlanta riporta i casi segnalati dal 1982 al 1985 di complicanze neurologiche successive alla vaccinazione anti-HBV con vaccini plasmaderivati: 5 casi di convulsioni, 10 di paralisi di Bell, 9 di sindrome di Guillain-Barrè, 5 di radiocolite lombale, 3 di neuropatia del plesso branchiale, 5 di neurite ottica e 4 di mielite traversa. La metà di esse sono scomparse dopo la somministrazione della prima delle tre dosi richieste per il completamento del ciclo vaccinale.
Dallo studio sono stati esclusi 14 casi di complicanze alla vaccinazione anti-HBV per mancanza di dati sufficienti relativi alle condizioni del paziente al momento dell’inoculo: 5 casi di polineuropatia non Guillain-Barrè, 5 di mononeuropatia, 1 di paralisi non meglio specificata, 1 di oftalmoplegia, 1 di ischemia cerebrale transitoria, 1 di miastenia grave.
Lo stesso autore sottolinea il fatto che un importante errore nello studio è rappresentato da tutti quei casi di complicanze non segnalate.

Su The Journal of Rheumatology del settembre 1990 (pagg. 1250-1251), E. Hachulla descrive invece un caso di oligoartrite comparso a distanza di due settimane dalla seconda dose di vaccino anti-HBV plasmaderivato in un ragazzo sano di 19 anni.
Anche il vaccino da DNA ricombinante non è risultato libero da complicanze: Who Drug Information del 1990 (vol. 4, pag. 129) segnala 200 casi, la maggioranza dei quali comparsi entro la prima settimana di immunizzazione.
Più frequenti sono risultate le sindromi simil-influenzali benché siano state segnalate anche complicanze neurologiche e psicologiche; tra queste 2 casi di di neurite ottica e 1 caso di sindrome di Guillain-Barrè. Nonostante la maggior parte delle reazioni al vaccino siano risultate transitorie, un paziente presentava - ancora dopo otto mesi - una sintomatologia caratterizzata da vertigini e diplopia secondarie da lesioni demielinizzanti.
Un’altra segnalazione è riportata da S.J. Rogerson su BMJ dell’11 agosto 1990 (vol. 301): si tratta di un caso di eritema nodoso e poliartrite gravemente inabilitante, comparsi in un soggetto di 31 anni il giorno successivo all’inoculazione del vaccino anti-epatite B a DNA ricombinante e persistiti per circa sei settimane.
La somiglianza di questa artrite con quella riscontrabile, sia pure raramente, nell’infezione da HBV e la sua relazione temporale con la vaccinazione hanno suggerito un ruolo eziopatogenetico del vaccino.
Sempre su BMJ del 1 dicembre 1990 (vol. 301, pag. 1281) P. Cockwell descrive un caso di vasculite generalizzata da complessi immuni successivi a vaccinazione anti-HBV (non meglio precisata) in una donna di 45 anni.
La Presse Medicale dell’8 ottobre 1988 riporta infine una lettera di P. Le Goff su un caso di periartrite nodosa in una donna di 34 anni, comparsa a distanza di quattro mesi dalla terza somministrazione di vaccino anti-HBV (non meglio precisato).

CEPPI MUTANTI DI HBV
In uno studio pubblicato su Lancet del 4 agosto 1990 (vol. 336, pagg. 325-329), Carman e colleghi segnalano 44 casi su 1590 (2,8%) di positività per HBsAg - e quindi di infezione acuta da HBV - tra i contatti di portatori cronici di HBsAg, tra i quali anche nati da madri portatrici croniche HBV i quali avevano tutti ricevuto un’immunizzazione attiva e passiva.
Uno di essi ebbe un’epatite grave ed il virus responsabile è stato identificato come un mutante dell’HBV, cioè come un virus con genoma parzialmente diverso da quello della madre. Già in precedenza J.R. Wands (1986) e Coursaget (1987) avevano segnalato la comparsa di un nuovo ceppo denominato poi HBV-2.
In occasione dell’International Symposium on Viral Hepatitis and Liver Disease, tenutosi a Houston nel 1990, Mc Mahom e altri hanno poi segnalato un HBV, con mutazione del genoma identica a quella descritta da Carman, in un paziente con fegato trapiantato e immunizzato per prevenire la reinfezione HBV. Questa evidenza porta gli autori a concludere che la mutazione possa essere indotta proprio dalla "pressione immunologica" alla qual i pazienti sono stati sottoposti.
Questa possibilità appare preoccupante non solo per quello che concerne l’efficacia del vaccino nel prevenire eventi HBV simili ma soprattutto alla luce delle recenti acquisizioni sui meccanismi eziopatogenetici della cronicizzazione dell’epatite B. A questo proposito M. Colombo scrive, su Il Corriere della Sera del 1 giugno 1992, che "recenti studi suggeriscono che in molti casi è il virus stesso dell’epatite B ad essere responsabile del danno epatico, attraverso meccanismi di selezione di ceppi virali lesivi per il fegato. Spesso la tossicità epatica di questi ceppi è dovuta a variazioni del loro codice genetico, minuscole ma sufficienti per produrre proteine virali modificate.
Nei pazienti infettati da virus B è il prevalere della replicazione di un ceppo sull’altro l’evento che probabilmente determina se l’infezione si trasforma o meno in malattia epatica. le infezioni sostenute da ceppi mutati hanno un maggior rischio di causare cirrosi ed epatite fulminante rispetto alle infezioni sostenute da ceppi originali.

CONCLUSIONI
Lo scopo di questo articolo non è quello di mettere in discussione il valore protettivo della vaccinazione anti-HBV ma semmai di esprimere legittimi dubbi sulla possibilità di sradicare completamente la malattia nel nostro Paese attraverso l’adozione di una campagna di vaccinazione di massa. L’entusiasmo che in questi anni ha sostenuto la campagna per rendere obbligatoria la vaccinazione in Italia (unico Paese al mondo) sembra aver fatto dimenticare i problemi ancora irrisolti che riguardano l’efficacia, la durata e le possibili conseguenze della vaccinazione anti-epatite B.
Appare infatti allarmante lo stesso dato USA, relativo all’aumento dei casi di epatite B dopo l’introduzione della vaccinazione nei gruppi a rischio, poiché una cosa è pensare che questo non sia sufficiente a ridurre i casi di malattia e un’altra è considerare la possibilità che la vaccinazione abbia in qualche modo favorito l’aumento dei casi di epatite. Anche le problematiche relative ai costi sociali della malattia e più ancora alle sue conseguenze (cronicità, cirrosi, etc...) nonché ai costi relativi alla vaccinazione andrebbero interamente riviste alla luce dei dati relativi alla durata della protezione vaccinale.
E’ vero che i bambini rispondono meglio degli adulti, ma che ne sarà nel tempo della risposta anti-HBV ?
Che tipo di protezione anticorpale avrà l’adulto vaccinato 20-30 prima ?
Se dobbiamo rivaccinare o effettuare richiami vaccinali ogni 2-10 anni (a seconda degli autori) il costo annuo aumenterà di due-tre volte rispetto a quello preventivato. Occorre inoltre considerare che la diffusione dell’
immunità artificiale determina la riduzione dell’immunità naturale, la quale rappresenta il fattore principale di stimolo al mantenimento e al rinforzo dell’immunità acquisita con la vaccinazione.
E’ quindi ipotizzabile che in futuro la riduzione del valore protettivo della vaccinazione per l'epatite B sarà più rapida e che maggiore diventerà quindi la necessità di ulteriori e più frequenti richiami.
Sappiamo inoltre che i ‘non responders’ costituiscono una quota non trascurabile e che nel vaccinato sono possibili l’infezione o la malattia acuta e probabilmente anche lo stato di portatore cronico dell’HBV. Queste considerazioni pongono seri dubbi sulla possibilità che la malattia possa essere completamente sradicata.
La dimostrata selezione di ceppi mutanti dell’HBV (la cui maggiore patogenicità sembra ormai accertata) - forse anche grazie alla pressione immunologica determinata dalla vaccinazione - induce a considerare l’eventualità di un futuro con molti meno casi di epatite B (tendenza peraltro spontaneamente evidenziatasi in Italia) ma tutti più gravi sia nel corso della fase acuta che nell’evoluzione cronica verso la cirrosi epatica.
Tutto questo in presenza di una tossicità dei vaccini, anche di quelli a DNA ricombinante, soprattutto a livello neurologico.
In particolare, se ulteriori esperienze cliniche confermeranno l’ipotesi che la vaccinazione anti-HBV possa innescare lo sviluppo di sclerosi multipla in soggetti geneticamente predisposti, sarà indispensabile tipizzare gli HLA in tutti i vaccinandi, allo scopo di individuare i pazienti a rischio ed eventualmente escluderli, con evidente e insostenibile aumento dei costi sociali.

Testo a cura della dott.ssa Nicoletta Ziliani - Gruppo milanese del Coordinamento per la Libertà delle Vaccinazioni.

Commento NdR:
questo articolo denota da parte del suo autore la completa ignoranza sulle vere cause dell'epatite, la quale non e' causata da virus, i quali ne sono solo la conseguenza e non causa, ma dall'intossicazione  lenta e progressiva del fegato, con relativa infiammazione del tessuto epatico, dovuta a farmaci, soprattutto vaccini, alimentazione inadatta e/o contaminata (acqua e cibi). I vaccini sono semplicemente sostanze tossico-nocive che vanno ad intossicare  ancora di piu' il sangue e quindi rovinare ancora di piu' il fegato !

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vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini +  Statistiche Istat sui vaccini + Malattie e Vaccini  + Interrogazione Parlamentare + 
Contenuto dei vaccini

Consulenze e perizie per danni da vaccino dott.  M. Montinari
Autismo, Vaccini, la prova
-  
Il libro ormai esaurito, del dott. Massimo Montinari
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti da un vaccino NON indicano immunità. Ciò che mette molti medici in confusione è che parte della reazione nei confronti del vaccino porterebbe alla produzione di anticorpi. Ciò è falsamente considerato immunità.

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