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Epatite - E' una malattia
facilmente
curabile con la
medicina naturale !
In Italia, delle quattro
vaccinazioni obbligatorie, questa
per l'epatiteB, (legge fatta varare grazie ad una bustarella
data al poco On. De Lorenzo...dal
produttore di vaccini GSK) gode di molti studi pubblicati relativi alla sua
pericolosità e nessun
pediatra ha il coraggio di difenderne
il non obbligo.
Il totale delle epatiti
(A,B,C eccetera) era minimo
prima delle campagne vaccinali per la
Polio, e subito
DOPO, questa e'
aumentata del 200%.
Sui bambini poi il vaccino è inutile perché gli anticorpi
che "dovrebbe" produrre (perche' non sempre avviene)
possono (non sono) essere efficaci solo per due anni nei
neonati e quattro negli adulti.
Considerato che la malattia è degli
adulti e comincia ad apparire timidamente a 15 anni, se ne
conclude che farlo a
0 ed 11 anni è matematicamente inutile
e può fare solo male.
I sintomi della epatite B comprendono nausea, vomito,
affaticamento, febbre moderata, dolore e gonfiore alle
articolazioni, mal di testa e tosse che possono verificarsi
una o due settimane prima della comparsa di ittero
(colorazione gialla della pelle) e l'allargamento e la
tenerezza del fegato, che può durare per tre o quattro
settimane.
La fatica può durare fino a un anno. Secondo Harrison, nei
casi di epatite acuta B "la maggior parte dei pazienti non
richiedono cure ospedaliere" ed "il 98 per cento dei
pazienti hanno un decorso favorevole e recuperare
completamente" e rimangono immunizzati per tutta la vita.
Che cos'è l'Epatite B
L'epatite è una malattia
acuta, derivante da
intossicazioni
da
vaccini
e farmaci,
bevande alcoliche,
alimenti contaminati, ecc., con successiva
infiammazione a carico del fegato con infezione sistemica, accompagnata generalmente
da febbre ed è causata da una
lenta e progressiva intossicazione del fegato.
Vi sono varie forme di epatite e quella che ci
interessa qui è quella di tipo B, (NdR: ma il meccanismo e' identico
per tutti i tipi di epatite).
L'Epatite B ha una "incubazione" tra i 45 e i 180 giorni
e possiamo avere quattro principali forme cliniche:
1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente
(65-70%).
2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere
generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia,
epatite senza
ittero (cute giallastra).
3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi
descritti.
4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di
malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).
Fino a poco tempo fa essa era principalmente una malattia degli
adulti tossicodipendenti. In seguito è finita nelle banche
del sangue ed è diventata un pericolo per coloro che
necessitano di
trasfusioni.
A seguito delle
campagne di
vaccinazione
dagli anni 65 in avanti, della
Polio,
essa e' divenuta "patrimonio"
anche dei giovani.
Negli anni Settanta fu sviluppato e reso disponibile un
vaccino per l'epatite. Molti medici si preoccuparono allora
che esso potesse essere contaminato da un micro organismo
ritenuto (falsamente), responsabile dell'epidemia di
AIDS: due
terzi dei medici idonei alla vaccinazione per l' epatite
rifiutarono di farsi inoculare il vaccino.
Indipendentemente dalla gravità della forma, la
presenza nel sangue dell'antigene virale persiste in
genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i
sei mesi si parla di malato cronico. Dei malati
cronici, la metà guarisce nell'arco dei successivi sei
mesi; mentre l'altra metà resta tale per un periodo di
tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella
stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico.
Tratto in parte da:
Decisiva Ricerca su inutilità e pericoli
della vaccinazione obbligatoria antiepatite B
In Italia sono circa 700.000
(anno 2008) le
persone malate di epatite B cronica, di questi solo
20mila seguono una terapia.
È un'epidemia silenziosa che, purtroppo, continua a essere
sottovalutata: all'inizio la malattia si manifesta con
sintomi spesso blandi, ma se non viene trattata ha
conseguenze cliniche molto gravi come, cirrosi per il
10-20% dei casi e, in quasi la metà di questi, si verifica
il decesso per insufficienza epatica o epatocarcinoma,
patologie per cui in Italia, ogni giorno, muoiono 57
persone.
Nonostante questi dati allarmanti, la diffusione
dell'epatite B, nel Lazio come nel resto d'Italia, è
fortemente sottostimata.
E sono in continuo aumento !
Roma, 19 dic. 2008 (Apcom)
Nel 2011 - L'Italia è il paese
europeo con il più alto numero di malati di Epatite C, circa
1,8 milioni. I dati sono stati presentati a Roma al
dibattito "Riflessioni sullo stato dell'arte sull’epatite"
organizzato dalla fondazione i-Think, presieduta dal
senatore Ignazio Marino. A destare allarme ci sono anche
diecimila decessi l'anno causati da cirrosi e tumori
epatici, mentre si eseguono oltre 1.000 trapianti di fegato,
tutto cio' per l'impreparazione
dei medici,
che NON conoscono tutte le tecniche sanitarie possibili,
della Medicina Naturale,
l'utilizzo di farmaci
tossico-nocivi che portano lentamente ma
inesorabilmente i malati verso il
trapianto
e/o la morte.
vedi:
+
Bugiardini dei
Vaccini +
Big Farma-1
+ Big Pharma-2
+
Epatite pericolosa
+
Vaccino Engerix B
+
Epatite effetti +
Epatite_e vaccinazione +
Meccanismo dei danni dei
vaccini +
Bugiardini dei
Vaccini
+
Dati ISTAT
+
Effetto Gregge
Per chi è a favore delle
vaccinazioni, si consiglia questo bel scritto, questa lettera concisa
e convincente scritta dal medico neurologo dott.
Russell Blaylock di fama mondiale, saprà smantellare
tutti gli argomenti utilizzati a sostegno di questa
disumana pratica barbarica. - Dicembre 2009
Ho avuto il privilegio di incontrare il dottor Blaylock
nel corso di una conferenza pochi anni fa.
Lui è molto intelligente, un pensiero chiaro, logico
medico che non ha paura degli effetti negativi sulla sua
carriera nell’affermare la verità sulle atrocità delle
vaccinazioni. Ascoltare un medico come il dottor
Blaylock che non ha alcun interesse finanziario o di
altro tipo su questo argomento, solo per parlare della
verità per amore dell’obbiettività è infinitamente più
prezioso che ascoltare medici e altri "esperti" che lo
fanno per interesse.
By Sarah, TheHealthyHomeEconomist.com
VACCINI: PERTOSSE, con
quello ACELLULARE (DTPa) si DIFFONDE l’INFEZIONE –
Nov 2013
Still contagious. The current whooping cough vaccine may
allow people to spread the disease even if they don't
get sick, a new animal study suggests […] “There's a
difference between protecting individuals from illness
and bringing down the incidence of pertussis in the
population,” Merkel says. “To do both we may need a
different vaccine.”
TRADUZIONE
Ancora contagiosa. Un nuovo studio sugli animali
suggerisce che l’attuale vaccino contro la pertosse può
permettere alle persone di diffondere la malattia, anche
se non si ammalano […] "C'è differenza tra proteggere
gli individui dalla malattia e abbattere l'incidenza
della pertosse nella popolazione", dice Merkel "Per fare
entrambe le cose potremmo aver bisogno di un vaccino
diverso."
FONTE: Science 25 Novembre, 2013
http://news.sciencemag.org/health/2013/11/whooping-cough-vaccine-does-not-stop-spread-disease-lab-animals
Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca
vaccini e revisioni della
FDA, è
l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa
FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular
pertussis vaccines protect against disease but fail to
prevent infection and transmission in a nonhuman primate
model”
http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf )
Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati
fossero protetti da sintomi severi associati alla
pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non
si liberassero dell’infezione prima degli animali
“naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero
facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non
vaccinati.
I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto
alle differenze tra l’ immunità conferita dalla
infezione contratta naturalmente e quella conferita dal
vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta
immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i
linfociti) che la vaccinazione in realtà previene
favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da
anticorpi), che significa che il vaccino stimola la
produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le
cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di
lunga durata.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic
carrier, which is good for you, but not for the
population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato,
sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te
ma non per il resto della popolazione” - By Tod J.
Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0
Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di
quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la
necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno
di essere vaccinato per proteggere coloro che non
possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.)
Infatti la BALLA spaziale dell’effetto
gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste
!
Un'altro studio recente della
FDA, afferma che negli
US:
"Ci sono
stati
48.000 casi
denunciati lo scorso
anno 2014, nonostante
gli alti tassi di
vaccinazione", ha detto
Anthony Fauci,
MD, direttore del
National Institute of Allergy
e Malattie infettive
del NIH.
"Questa
rinascita suggerisce la
necessità di ricerche sulle
cause che stanno dietro
l'aumento di
infezioni e
modi più
efficaci per prevenire
la diffusione della malattia."
"Questa
ricerca suggerisce
che, anche se
gli individui immunizzati con
un vaccino
acellulare possono essere
protetti dalle malattie,
essi possono ancora
essere infettati
con i batteri
e sono in grado
di
diffondere l'infezione
ad altri, inclusi i bambini
piccoli che sono suscettibili
di malattia
pertosse".
In parole povere: i vaccinati NON sono protetti dal
vaccino e possono anche infettare altri soggetti.....
Tratto da:
http://www.fda.gov/NewsEvents/Newsroom/PressAnnouncements/ucm376937.htm
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20200027
Il passaggio a un
vaccino per la pertosse creato artificialmente, in
laboratorio, con le tecniche di ingegneria genetica, è
responsabile dell’aumento dei casi di mortalità
verificatisi per la malattia negli Stati Uniti.
E’ quanto suggerisce e dimostra un nuovo studio a firma
della
Monash University, la più grande Università
australiana, con campus localizzati in Malesia, Sud
Africa, India e Italia.
I risultati sottolineano la necessità di condurre una
ricerca simile in Australia e nel Regno Unito, sotto la
supervisione dell’Organizzazione
Mondiale della Sanità, dove i casi di pertosse sono
entrati in una pericolosa spirale verso l’alto negli
ultimi dieci anni, come afferma il Dr. Manoj Gambhir,
Professore Associato presso la sede australiana della
Monash
University.
vedi: Pertosse
e Cure naturali
+ Pertosse +
Pertosse 2
+
Polio e Vaccini
+ Come
nasce l'Unica malattia del Vivente
+
I germi non solo causa di
malattia +
Effetto Gregge
+
Pertosse 2
+
Trivalente - 2 +
Interrogazione Parlamentare
+
Morti per vaccino
+
Penta Vaccini, i loro
pericoli +
Meccanismo dei danni dei vaccini
UK (Gran Bretagna)
Negli anni 1950 (mese di aprile), l'Associazione
Medicale Britannica, ha sospeso e proibito il
vaccino per la
difterite +
pertosse a
seguito di numerosi casi di
poliomielite
(paralisi
infantile) constatati sui
bambini vaccinati da quel vaccino.
Tratto da: I ciarlatani della medicina, a pag. 170.
VACCINI: PERTOSSE,
con quello ACELLULARE (DTPa) si DIFFONDE l’INFEZIONE
– Nov 2013
Still contagious. The current whooping cough vaccine may
allow people to spread the disease even if they don't
get sick, a new animal study suggests […] “There's a
difference between protecting individuals from illness
and bringing down the incidence of pertussis in the
population,” Merkel says. “To do both we may need a
different vaccine.”
TRADUZIONE
Ancora contagiosa. Un nuovo studio sugli animali
suggerisce che l’attuale vaccino contro la pertosse può
permettere alle persone di diffondere la malattia, anche
se non si ammalano […] "C'è differenza tra proteggere
gli individui dalla malattia e abbattere l'incidenza
della pertosse nella popolazione", dice Merkel "Per fare
entrambe le cose potremmo aver bisogno di un vaccino
diverso."
FONTE: Science 25 Novembre, 2013
http://news.sciencemag.org/health/2013/11/whooping-cough-vaccine-does-not-stop-spread-disease-lab-animals
Tod J. Merkel ricercatore presso l'Ufficio ricerca
vaccini e revisioni della
FDA, è
l' autore principale di uno studio condotto dalla stessa
FDA e pubblicato in PNAS dal titolo: “Acellular
pertussis vaccines protect against disease but fail to
prevent infection and transmission in a nonhuman primate
model”
http://www.pnas.org/content/111/2/787.full.pdf )
Lo studio ha evidenziato come i babbuini vaccinati
fossero protetti da sintomi severi associati alla
pertosse ma non dalla colonizzazione del batterio, non
si liberassero dell’infezione prima degli animali
“naive” (ndt: non da esperimento), e trasmettessero
facilmente la Bordetella pertussis ai loro contatti non
vaccinati.
I ricercatori hanno argomentato che questo era dovuto
alle differenze tra l’ immunità conferita dalla
infezione contratta naturalmente e quella conferita dal
vaccino. L’infezione naturale conferisce una robusta
immunità cellulo-mediata (cioè mediata da cellule: i
linfociti) che la vaccinazione in realtà previene
favorendo l’immunità umorale (cioè mediata da
anticorpi), che significa che il vaccino stimola la
produzione di anticorpi ma non la memoria di cui le
cellule hanno bisogno per una immunità robusta e di
lunga durata.
“When you’re newly vaccinated you are an asymptomatic
carrier, which is good for you, but not for the
population” ovvero “quando sei stato da poco vaccinato,
sei un portatore asintomatico, cosa che va bene per te
ma non per il resto della popolazione” - By Tod J.
Merkel
http://www.nytimes.com/2013/11/26/health/study-finds-vaccinated-baboons-can-still-carry-whooping-cough.html?_r=0
Commento NdR: Questo è esattamente l’opposto di
quanto viene solitamente detto ai genitori riguardo la
necessità di vaccinarsi, perché il “gregge” ha bisogno
di essere vaccinato per proteggere coloro che non
possono essere vaccinati (neonati, immunodepressi, ecc.)
Infatti la BALLA spaziale dell’effetto
gregge (protezione del gregge = le pecore) NON esiste
!
Quindi secondo le
fonti ufficiali i soggetti, bambini,
ragazzi, adulti,
vaccinati con il vaccino
per la
Pertosse,
Varicella
o con il Morbillo,
ecc., possono
facilmente "infettare"
gli altri,... purtroppo
questa possibilita' e'
valida anche per tutti gli
altri soggetti vaccinati
di QUALSIASI VACCINO
!
Nel 2014, un innovativo
studio pubblicato sulla
rivista Clinical
Infectious Diseases,
tra gli autori del quale
ci sono scienziati che
lavorano per Bureau of
Immunization, New York
City Department of
Health and Mental
Hygiene e National
Center for Immunization
and Respiratory Diseases,
Centers for Disease
Control and Prevention
(CDC), ha preso in
esame le prove che, nel
focolaio di morbillo
scoppiato a New York nel
2011, sia gli individui
precedentemente
vaccinati che quelli con
"immunità"
da vaccino, erano in
grado di essere
infettati con il
morbillo e di infettare
altri (trasmissione
secondaria).
Questa scoperta ha
suscitato anche
l’attenzione dei media,
come l’articolo apparso
su Sciencemag.org
nell’aprile 2014
intitolato:
“Per la prima volta una
epidemia di morbillo è
stata ricondotta ad un
individuo completamente
vaccinato“.
Questo studio
rivoluzionario
intitolato “Epidemia
di
morbillo tra persone
"immunizzate" (vaccinate)
in precedenza, New York
City, 2011”, ha
riconosciuto che, “il
morbillo può
manifestarsi anche in
individui vaccinati,
ma non è stata
documentata la
trasmissione secondaria
da tali individui”.
Al fine di scoprire se
individui completamente
vaccinati per il
morbillo siano capaci di
essere infettati e di
trasmettere l’infezione
ad altri, gli studiosi
hanno preso in esame i
casi sospetti ed i
contatti esposti durante
l‘epidemia di morbillo
del 2011 a New York. Si
concentrarono su un
paziente che aveva
ricevuto due dosi di
vaccino per il morbillo
e fu scoperto che,
”su 88 contatti, quattro
casi secondari avevano
ricevuto due dosi di
vaccino anti- morbillo o
avevano una precedente
positività di anticorpi
IgG per il morbillo.
Tutti i casi sono stati
confermati in
laboratorio, i sintomi
clinici erano coerenti
con il morbillo e
presentavano un’alta
presenza di anticorpi
IgG caratteristica di
una risposta immunitaria
secondaria.”
La loro
importante conclusione fu la seguente:
”Questa è la prima segnalazione di
trasmissione del morbillo da un individuo
vaccinato due volte. La manifestazione
clinica e i dati di laboratorio erano tipici
del morbillo in un individuo mai esposto al
virus.
Casi secondari avevano risposte anticorpali
anamnestiche robuste. Nessun caso terziario
si è verificato nonostante i numerosi
contatti. Questo focolaio sottolinea la
necessità di una approfondita indagine
epidemiologica e di laboratorio dei casi
sospetti di morbillo a prescindere dallo
status vaccinale“.
Ovviamente questo fenomeno: individuo
completamente vaccinato che infetta altri
individui completamente vaccinati, è stato
ignorato dalle agenzie sanitarie e dai
media.
Questi dati confermano la possibilità che,
durante il focolaio di morbillo verificatosi
a Disney, soggetti precedentemente vaccinati
(chiunque facente parte del 18% che si sa
essersi infettato-ammalato) possono essere
stati infettati o anche aver contratto il
morbillo dal vaccino e aver trasmesso il
morbillo sia ai vaccinati che ai non
vaccinati.
Fonte:
http://www.greenmedinfo.com/blog/measles-transmitted-vaccinated-gov-researchers-confirm
- a mezzo: comilva.org
Ecco altra bibliografia che dimostra questi fatti:
-
http://www.hopkinsmedicine.org/kimmel_cancer_center/patient_information/Patient%20Guide%20Final.pdf
- http://www.stjude.org/stjude/v/index.jsp?vgnextoid=20206f9523e70110VgnVCM1000001e0215acRCRD
- Outbreak of Measles Among Persons With
Prior Evidence of Immunity, New York City, 2011
http://cid.oxfordjournals.org/content/early/2014/02/27/cid.ciu105
- Detection of Measles Virus RNA in Urine Specimens from Vaccine
Recipients
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7494055
- Comparison of the Safety, Vaccine Virus Shedding and
Immunogenicity of Influenza Virus Vaccine, Trivalent, Types A
and B, Live Cold-Adapted, Administered to Human Immunodeficiency
Virus (HIV)-Infected and Non-HIV Infected Adults
http://jid.oxfordjournals.org/content/181/2/725.full
- Sibling Transmission of Vaccine-Derived Rotavirus (RotaTeq)
Associated with Rotavirus Gastroenteritis
http://pediatrics.aappublications.org/content/125/2/e438
-
Polio vaccination may continue after wild
virus fades
http://www.cidrap.umn.edu/news-perspective/2008/10/polio-vaccination-may-continue-after-wild-virus-fades
- Engineering attenuated virus vaccines by controlling
replication fidelity
http://www.nature.com/nm/journal/v14/n2/abs/nm1726.html
- CASE of VACCINE-ASSOCIATED MEASLES FIVE WEEKS POST-IMMUNISATION,
BRITISH COLUMBIA, CANADA, October 2013
http://www.eurosurveillance.org/ViewArticle.aspx?ArticleId=20649
- The Safety Profile of Varicella Vaccine: A 10-Year Review
http://jid.oxfordjournals.org/content/197/Supplement_2/S165.full
- Comparison of Shedding Characteristics of Seasonal Influenza
Virus (Sub)Types and Influenza A(H1N1)pdm09; Germany, 2007 -
2011
http://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0051653
- Epigenetics of Host-Pathogen Interactions: The Road Ahead and
the Road Behind
http://journals.plos.org/plospathogens/article?id=10.1371/journal.ppat.1003007
- Animal Models for Influenza Virus Pathogenesis and
Transmission
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3063653/
- Acellular pertussis vaccines protect against disease but fail
to prevent infection and transmission in a nonhuman primate
mode
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24277828
- Study Finds Parents Can Pass Whooping Cough to Babies
http://www.nytimes.com/2007/04/03/health/03coug.html?_r=0
- Immunized People Getting Whooping Cough
http://www.kpbs.org/news/2014/jun/12/immunized-people-getting-whooping-cough/
Le
BUGIE
di DE LORENZO,
BIANCO,
CIRINO POMICINO, oltre
a vari Politici,
per far
varare l'obbligo (qui i particolari) alla
Vaccinazione,
per
l'epatite B, (chiamato falsamente:
Antiepatite B)
Delle quattro vaccinazioni obbligatorie questa, voluta
da De Lorenzo che ha ammesso
in Tribunale (dietro
denuncia di una
associazione contraria
ai vaccini) di aver ricevuto una
tangente
di lire 600 milioni = €
300.000 dalla
casa farmaceutica GSK
(confermata
dall'amministratore
delegato italiano), De
Lorenzo e' stato
condannato ed
imprigionato anche per
altri reati, ma la legge
sull'obbligo dell'epatiteB
e' rimasta....
Inoltre essa gode
di molti studi
pubblicati sulla sua pericolosità e nessun
pediatra ha il coraggio di difenderne l'obbligo.
Il vaccino per
l'epatite B
CAUSA la malattia
del fegato: la Scienza
mostra come – 20
Set. 2012
La scienza è definitiva:
il vaccino per l'epatite
B non è solo associato
alla malattia del
fegato, ma la provoca.
Il danno specifico è
noto, chiaramente
documentato. Basse dosi
di vaccino dell'epatite
B con coadiuvante a base
di
alluminio
portano a perdita di
integrità
mitocondriale,
morte cellulare ed
apoptosi, in particolare
nelle cellule epatiche.
È un'ironia che un
vaccino presumibilmente
progettato allo scopo di
proteggere il fegato
sia la causa della
malattia epatica.
Gli autori di “Vaccino
per l'epatite B induce
la morte apoptotica in
cellule Hepa1-6”
indicano chiaramente che
la loro preoccupazione è
legata all'adiuvante,
idrossido di alluminio,
con implicazioni di
vasta portata, poiché
l'alluminio viene
utilizzato di routine
nei vaccini per bambini.
Ecco la loro
conclusione:
“Concludiamo che
l'esposizione di cellule
Hepa1-6 ad una bassa
dose di vaccino adiuvato
per l’epatite B porta
alla perdita di
integrità mitocondriale,
induzione di apoptosi e
morte cellulare,
l’effetto di apoptosi è
stato osservato anche su
linee di cellule C2C12 (mioblasti)
di topo dopo trattamento
con basse dosi di
vaccino (0,3, 0,1, 0,05
mg/ml). Inoltre in vivo
l’effetto apoptotico del
vaccino per l'epatite B
è stato osservato nel
fegato di topo.
L’evidenza di fondo è
che il vaccino per
l'epatite B è
responsabile della morte
delle cellule del
fegato. Questo studio si
unisce ad un crescente
gruppo di evidenze che
dimostrano malattie del
fegato, insieme ad altri
disturbi, derivanti da
vaccino per l'epatite B
e adiuvanti in
alluminio, tra cui:
- Studio in vivo degli
effetti del vaccino per
epatite B su
infiammazione ed
espressione genica del
metabolismo:
l’espressione di 144
geni associati con la
funzione epatica è
variato.
- Vaccino per l’Epatite
B negli adulti e
reazioni
gastrointestinali
associate: un follow-up
di analisi: funzioni
gastrointestinali e del
fegato sono associate a
vaccinazione per
l'epatite B.
- Vaccino per Epatite B
e problemi al fegato nei
bambini degli Stati
Uniti con meno di 6
anni, 1993 e 1994: I
bambini che hanno
ricevuto il vaccino per
l'epatite B hanno 2,57
volte più probabilità di
soffrire di problemi al
fegato.
- Iniezioni di idrossido
di alluminio può portare
a deficit motori e la
degenerazione dei
neuroni motori:
l’adiuvante alluminio
provoca la morte dei
motoneuroni, insieme a
problemi associati in
funzione del motore,
oltre a difetti di
memoria.
- Meccanismi di
tossicità dell’adiuvante
alluminio e autoimmunità
nella popolazione
pediatrica (esposto in
Gaia Health, Meccanismi
dell’adiuvante alluminio
rivelati: Rischi del
vaccino verso i bambini:
Diverse
malattie autoimmuni
possono essere imputate
all’adiuvante alluminio.
Questi sono solo alcuni
degli studi che
documentano danni da
vaccini per l'epatite B
e coadiuvanti di
alluminio.
È possibile ottenere
maggiori informazioni su
studi associati
all'epatite B e vaccini
su
GreenMedInfo.
La mancanza di valore
del vaccino per epatite
B
Anche se la vaccinazione
per l'epatite B sta
prendendo un tributo
terribile sui
bambini, la
questione rimane ancora:
Quali benefici si
possono ottenere nel
somministrare il
vaccino ai neonati,
come ormai viene fatto
di routine negli
ospedali americani ?
La risposta a questa
domanda è
particolarmente
inquietante.
La malattia dalla quale
si vuole proteggere
questi bambini si può
contrarre solo
attraverso il contatto
sessuale o la
trasmissione ematica. E'
possibile infettarsi
anche alla nascita,
quando le madri sono
infetti, ma le madri
possono essere
sottoposte ad
accertamenti per
l'epatite B in caso di
sospetto, quindi non c'è
alcun rischio plausibile
per i neonati di madri
non infette.
Forse ha senso
somministrare il vaccino
alle donne in gravidanza
per proteggere i loro
bambini ?
Questa idea non
funziona, perché la
sicurezza per il feto è
molto discutibile.
Che cosa dire circa la
durata dell’efficacia
del vaccino per
l'epatite B ?
A questa domanda si può
rispondere in due modi.
In primo luogo, anche se
il vaccino durasse tutta
la vita, non giustifica
darlo a bambini che non
hanno ancora sviluppato
una barriera
emato-encefalica,
aumentando in tal modo
drasticamente il
rischio.
La seconda risposta è
ancora più interessante:
anche i
Centers for Disease
Control
propongono una stima
(che, come molti di noi
si sono resi conto, è
discutibile), decretante
la durata massima del
vaccino in 20 anni.
Così, proprio quando un
ragazzo sta entrando
nell'età di massima
attività sessuale, la
vaccinazione non
fornisce alcun
beneficio. (Va notato
che ci sono importanti
questioni circa la sua
efficacia anche quando è
stato somministrato di
recente.)
Non ci può essere alcuna
giustificazione per la
vaccinazione di massa
dei neonati con il
vaccino per l'epatite B.
Esso non fornisce loro
alcun beneficio.
Motivi per somministrare
il vaccino per l'epatite
B alla nascita.
Alla luce della assoluta
mancanza di valore del
vaccino per l'epatite B
alla nascita, perché è
virtualmente
obbligatorio negli Stati
Uniti ?
Il primo, e più ovvio,
fatto è il profitto. Ci
sono soldi da fare nel
garantire virtualmente
che quasi ogni neonato
riceva il vaccino. C'è,
però, una possibilità
ancora più insidiosa.
E' evidente ora che
coloro che speculano
sul vaccino ed i
loro
lacchè del governo
non permetteranno
ostacoli che possano
impedire di ottenere i
loro profitti. Come
documentato da Jagannath
Chatterjee in “Autismo:
una congiura del
silenzio”: non
importa se carriere sono
rovinate o vite vengono
distrutte. Se i
profitti derivanti dal
vaccino
sono minacciati da prove
della sua dannosità,
le informazioni devono
essere soffocate,
soprattutto se il
problema è l'autismo.
Una delle cosa che
puntualmente i genitori
di
bambini con
autismo hanno
notato è la normalità
dei loro figli prima
della vaccinazione.
I
loro figli non sono nati
con l'autismo. Loro lo
sanno.
Ma se un bambino viene
vaccinato alla nascita,
non c'è modo di
sapere se ci sarà una
regressione che
sfocia nell'autismo.
E'
impossibile per i
genitori sapere quale
devastazione permanente
dei loro figli sarà
causata da un vaccino
quando viene dato alla
nascita.
Alla luce di rovinare la
reputazione del
Dr. Wakefield
e della sua ricerca di
alta qualità, insieme al
fatto che l'autismo è
chiaramente legato alle
vaccinazioni in altri
studi, più che la Corte
riconosca il vaccino
come causa-effetto tra i
suoi sintomi e la
vaccinazione, ci si
chiede se il vero scopo
di iniettare neonati con
il vaccino per l'epatite
B non sia quello di
nascondere la verità
sull’autismo e cioè
quella di essere una
condizione vaccino
indotta.
Come può un genitore
sapere che un bambino
perfettamente normale è
regredito nell'autismo,
invece di essere nato
con esso, se la
regressione di quel
bambino è iniziata con
una vaccinazione alla
nascita ?
Quanti genitori oggi
credono che i loro
bambini siano nati con
l'autismo, semplicemente
perché non hanno mai
avuto l'opportunità di
vederli normali ?
Fonti
http://www.greenmedinfo.com/page/vaccine-research
Hepatitis B vaccine
induces apoptotic death
in Hepa1–6 cells
In vivo study of
hepatitis B vaccine
effects on inflammation
and metabolism gene
expression.
Hepatitis B vaccination
and adult associated
gastrointestinal
reactions: a follow-up
analysis
Hepatitis B vaccine and
liver problems in U.S.
children less than 6
years old, 1993 and 1994
Aluminum hydroxide
injections lead to motor
deficits and motor
neuron degeneration
Mechanisms of aluminum
adjuvant toxicity and
autoimmunity in
pediatric populations
Hep B Vaccine Damages
The Liver It Is Supposed
To Protect
Hepatitis B FAQs for
Health Professionals
Tratto da:
GreenMedInfo
vedi anche:
Big Farma
+
Vaccino
per l'EPATITE B +
Effetti del vaccino
+
Epatite C
+
Engerix B
+
Morti per vaccino + ALLARME
EPATITE C +
Autismo
+
Epidemia di Autismo + Disfunzioni dello Sviluppo
+
Statistiche
Istat
+ Sclerosi da
Vaccino + Contenuto dei
Vaccini + Sospeso vaccino Exavac
+
Falsita' della
medicina ufficiale +
1000 studi sui Danni dei Vaccini +
Meningite dai vaccini +
Porfiria
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Uno studio scientifico mostra che il vaccino
quadrivalente per il papilloma virus può causare
vasculopatia autoimmuni
fatali (ovvero
mortali).
Lo studio
realizzato dai due medici canadesi Lucija
Tomljenovic e Cristopher A. Shaw si intitola "Morte dopo
il vaccino contro il papilloma virus, c'è una relazione
causale o è una coincidenza ? " e si può leggere (in
inglese) al seguente link
http://sanevax.org/wp-content/uploads/2012/10/Tomljenovic-Shaw-Gardasil-Causal-Coincidental-2167-7689-S12-001.pdf.
Le conclusioni dell'articolo non sono per niente
ambigue: il vaccino in questione può innescare una
reazione autoimmune che può essere talora mortale. Le
conclusioni sono motivate dal fatto che molte delle
reazioni avverse a tale vaccino finora registrate
corrispondono a sintomi di
vasculopatia cerebrale.
Studi come questo ovviamente mettono in un angolo tutti
i
ministeri della
sanità che negano continuamente ogni correlazione
tra le morti ed i vaccini.
IMPORTANTE:
OGNI tipo
di
Vaccino
produce
Stress ossidativo cellulare e
quindi
tissutale !
Questi sono i principali
vaccini per le
quali si effettua la
vaccinazione:
Polio +
Vaiolo +
Difterite +
Tetano +
Epatite B +
Pertosse +
Morbillo +
Parotite +
Rosolia +
Meningite +
HPV (Cervarix-Gardasil
per Tumore all'utero) +
Varicella +
Influenza
Secondo la
Medicina Naturale, l'Epatite NON e' causata
da un virus (infatti la proteina complessa a DNA
eterologa quindi tossica, chiamata
virus e' presente
SOLO DOPO che la
malattia si e'
manifestata e
MAI prima),
essa e' al contrario, provocata da una lenta e progressiva
intossicazione
ed
infiammazione del
fegato, anche e non solo per via della produzione, dall'intestino,
di sangue TOSSICO ! e tutte le varie forme di epatiti,
cirrosi, NON sono nuove malattie, ma la stessa
intossicazione che progredisce fino al
cancro
epatico !
Interventi terapeutici
disintossicanti e/o del tipo fitoterapeutico con
Phyllantus amarus e modelli terapeutici di tipo
antroposofico con Solanum lycopersicum, mostrano risultati
sorprendenti, come dimostrato da studi clinici; pertanto nel
caso di epatite B, è possibile ottenere buoni risultati
terapeutici con minori effetti collaterali usando
medicamenti non allopatici ed a costi maggiormente
favorevoli - vedi
Cure naturali
I Vaccini AUMENTANO e non poco
il livello dell'intossicazione
e dell'infiammazione del fegato stesso, infatti da dopo
l'introduzione del vaccino per la
Polio, l'Epatite
aumento' nella popolazione italiana di ben
30 volte !
Da quando e' stata introdotto il
Vaccino per la
Polio,
si e' scatenata l'Epatite !
- vedi:
Corruzione dei
politici per i Vaccini
Senza nessun vaccino, in
Italia, l’Epatite
B stava, in modo naturale,
gia'
scomparendo (con una diminuzione del 90%
rispetto agli anni ‘60) negli anni PRECEDENTI la
vaccinazione obbligatoria, che fu introdotta nel 01/01/1992 dall’ex
ministro De Lorenzo.
Per aver
reso obbligatorio
il vaccino in Italia, la magistratura ha
appurato che il poco On. De Lorenzo, incassò
una TANGENTE di
600 milioni di vecchie lire
(300.000 €) dalla
casa farmaceutica che lo
produceva…che allora si chiamava: SKB; la
SKB
ora
divenuta:
GLAXO-SMITHKLINE
- vedi
Big Farma
L'epatite A o B o C, si contrae per l'intossicazione
del fegato, oltre all'uso
vaccini,
farmaci di sintesi,
anche per
alimenti contaminati,
droghe (anche tramite siringhe infette),
trasfusioni con sangue
infetto e per via sessuale soprattutto anale.
La durata dell’immunità infantile aspecifica e' incerta ed è compresa tra i 3 e i
7 anni a seconda degli autori, il bambino NON e'
quindi a rischio infezione perche' la probabilità di avere
contatti sessuali e/o con siringhe infette non dovrebbe
nemmeno esistere per un neonato !.
Leggendo il
bugiardino allegato al vaccino
per l'epatite B chiamato HBVAXPRO troviamo i
seguenti consigli:
“Legga attentamente questo
foglio prima che il suo bambino venga
vaccinato…il principio attivo e’…adsorbito su
idrossifosfato amorfo di alluminio
solfato…
Possibili effetti indesiderati…reazioni
locali includono dolore, rossore,
gonfiore…Effetti più gravi meno frequenti
includono dolore alle articolazioni,
sindrome di Guillain-Barre’ e
disordini del sistema nervoso
centrale quali la
sclerosi multipla. Il suo
medico possiede una lista più completa degli
effetti indesiderati”.
Rischio di ammalarsi di
Epatite B
Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990
(quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è stato
assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti.
Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema
Epidemiologico Integrato dell’Epatite Virale Acuta, Rapporto
annuale 1991-1992-1993).
L'Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso
il sangue (cosi dicono i
medici ufficiali), per cui anche secondo i
medici, il rischio per un neonato o un bambino di
ammalarsi è assolutamente insignificante.
L'epatite B stava
gia' scomparendo PRIMA
dell'introduzione della
Vaccinazione - vedi:
Statistiche
Istat
L'Epatite B e' stata
"inventata" con
il vaccino per la
Polio Sabin = visionare
le comprovanti statistiche
Istat
!
Cosi come la
Meningite e' stata
inventata dai
vaccini per la
Polio
+ EpatiteB !
Epatite B e vaccini
Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B,
Maggio 2001 - Macro Edizioni
SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L'EPATITE B
STAVA SCOMPARENDO negli ANNI
PRIMA
della VACCINAZIONE
L'Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima
della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal
1/1/1992
(Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA)
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Nel 1991, il
CDC (Centro federale per il controllo delle malattie) e l'AAP
(Associazione dei Pediatri Americani) iniziarono il processo per rendere
obbligatoria la vaccinazione per l'Epatite B a tutti i bambini.
Oggi, in Italia, si trova nell'elenco
delle vaccinazioni di routine (il produttore dell'EngerixB,
SKB,
dopo aver
pagato una
tangente
all'allora ministro della
sanita' il poco On. De Lorenzo, essa divenne obbligatoria ed i bambini di pochi mesi
che
ne
ricevono
dosi multiple;
questa
vaccinazione
sta' generando e
scatenando,
assieme agli altri
vaccini,
epidemie di
Meningite,
Linfomi,
Leucemie, Epilessie,
Sclerosi,
Distrofie,
Cancro,
ecc.,
e molto altro,
come TUTTI
gli altri
Vaccini
!
Cosa contiene il
vaccino:
I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio
modificando geneticamente il
virus
dell'Epatite B.
Il vaccino per l'epatite B a
DNA
ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del
virus dell'Epatite B, con cellule di lievito nel cui materiale
genetico viene inserita una porzione del gene del virus
dell'Epatite B; vengono poi trattate con
formaldeide (prodotto
cancerogeno); adsorbite su
idrossido
di alluminio; conservate con un battericida a base di
mercurio
(timerosal) e acido salicilico; addizionato con altre
sostanze, come
antibiotici,
puo' anche contenere dei contaminati occulti,
come altri
vaccini, ma non dichiarati.
Fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini antiepatite B
a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB.
Tutti
a scuola
senza vaccinazione - vedi:
Lettera
per la ASL
Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato
un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei
bambini non vaccinati a scuola.
Il D.P.R. n.355 dice testualmente:
"La mancata certificazione (delle
vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione
dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami".
Anche gli operatori sanitari NON si vaccinano:
Il 19% degli operatori sanitari "categoria a rischio"
del Nord Italia non si vaccinano.
Al Sud la
percentuale sale al 39% (L'Espresso 19/07/2001).
Il
Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di
fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione
può procurare sembra che anche i suoi dipendenti
preferiscono non rischiare.
L'ultima di queste notizie
è che in Francia il laboratorio farmaceutico
britannico produttore di uno dei vaccini per
l'epatite B è stato ritenuto responsabile
dell'insorgere della sclerosi a placche in due donne.
L'industria è stata condannata a risarcire le pazienti
e la Corte d'Appello di Versailles ha confermato
l'esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto
imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso
"presunzioni gravi, precise e concordanti".
By COMILVA
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EPATITI piu' DANNOSE dell’ALCOL, CAUSANO
60% CIRROSI EPATICHE - 10 lug. 2007-
(Adnkronos/Adnkronos
Salute)
Il nemico numero uno del fegato non e' l'alcol.
E a dimostrarlo sono proprio i dati sulla cirrosi epatica,
diffusi dall'Associazione italiana per lo studio del fegato
(Aisf): in quasi due casi su tre, questa malattia cronica,
che altera in modo irreversibile la struttura e le funzioni
del fegato, e' la conseguenza di un'epatite. A correre piu'
rischi, avvertono gli esperti, non sono dunque gli amanti
della bottiglia, ma chi ha un'epatite;
Commento: NdR: quindi l'epatite e' una
intossicazione
+ alterazione della funzione del fegato i
virus NON
centrano per nulla, ne sono solo una conseguenza ma non la
causa - quindi i vaccini NON servono, ma intossicano ancora
di piu' il povero fegato del vaccinato... !
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Vaccino
per l'EpatiteB e
Sclerosi:
nuovi sospetti [16.09.2004]
E' accaduto quanto non
poteva non accadere. Si è approfondita la questione sul
vaccino antiepatite b, dopo le innumerevoli segnalazioni
provenienti dalla stessa letteratura scientifica, e si
è scoperto che risulterebbe legato ad un'incidenza
maggiore della media di sclerosi multipla.
A riferirlo e' stato Miguel Hernan della Harvard School
of Public Health di Boston. Il ricercatore ha pero'
sottolineato con forza nell'articolo apparso sulla
rivista Neurology che i risultati vanno letti con la
massima cautela perche' l'associazione trovata non
costituisce da sola una prova che il vaccino non sia
sicuro e che induca la malattia.
Il team britannico ha usato i dati del General Practice
Research Database (GPRD) che comprendono informazioni su
3 milioni di persone pari allo 5% della popolazione con
dati a partire dal 1987.
Lo studio britannico avvalora quindi la tesi del legame
tra vaccinazione e sclerosi, gia' paventata dopo altri
studi.
I ricercatori hanno confrontato i dati sulla
vaccinazione con quelli relativi alle diagnosi di
sclerosi fatte tra 1993 e 2000.
Con 163 casi di sclerosi e 1.604 controlli hanno
evidenziato che la vaccinazione e' associata a
un'incidenza tripla della sclerosi multipla entro tre
anni dalla somministrazione del
vaccino.
La notizia integrale la si può trovare sul sito web di
Healthy Day News alla url:
http://www.healthday.com/view.cfm?id=521178
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Dopo
che un gruppo molto numeroso di genitori della Liguria aveva depositato una richiesta di
sequestro cautelativo per il
vaccino per l'epatite B (redatto in collaborazione con
www.Vaccinetwork.org (sito che e' stato chiuso nel 2006,
chissa' perche ?) che aveva fornito la bibliografia scientifica, la magistratura
genovese ha avviato un'inchiesta per valutare la situazione.
Sono stati
incaricati delle indagini i NAS di Genova che hanno cominciato a sentire le persone
interessate.
La richiesta di
sequestro probatorio era stata presentata alcuni mesi fa e invitava la magistratura a
considerare i rischi connessi all'utilizzo dei vaccini per l'epatite B commercializzati in
Italia.
Tutti i dati forniti alla magistratura provengono dalla letteratura scientifica
indicizzata.
(03.03.2000)
Naturalmente, date le notevoli pressioni, la
magistratura non ha fatto ancora nulla....
vedi
anche
Dati ISTAT sui Vaccini +
Statistiche Istat sui vaccini +
Malattie e Vaccini
+
Interrogazione Parlamentare
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Secondo uno studio
potrebbe causare gravi turbe neurologiche
Il
vaccino per l'epatite B, sintomo dalle conseguenze gravi, e qualche volta mortali, comporta dei
rischi a carico di chi la subisce ?
Sembrerebbe proprio di si, secondo una
segnalazione francese.
In Francia, uno studio condotto su 850 mila persone
vaccinate ha permesso
di rilevare 41 casi di turbe
neurologiche da collegare, con
la pratica del vaccino stesso. Le lesioni rilevate: paralisi facciali,
nevriti ottiche, sindrome di Guillain - Barrè
Sclerosi a placche e vaccino - Il vaccino per l'epatite causa la sclerosi a placche :
Una sentenza del tribunale di Nanterre (F) ha incolpato il
vaccino antiepatiteB come causa dell'insorgere della
sclerosi multipla a placche in due donne.
I giudici
hanno quindi condannato l'azienda britannica
SmithKline Beecham (oggi
GSK) che produce il vaccino
Engerix B, con cui erano state "immunizzate" le donne,
a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati "un
insieme di elementi permette di stabilire con
sufficiente certezza che la vaccinazione con l'Engerix B è stato l'elemento scatenante dell'insorgere del
male".
(Il Corriere della Sera, 09/06/1998).
I maggiori rischi sembra che siano
corsi da soggetti infetti da sclerosi a placche, una malattia grave che
interessa soprattutto le funzioni motrici e sensitive del midollo spinale.
Secondo l'agenzia francese del farmaco, il medico che dovrà consigliare
la vaccinazione per l'epatite B dovrà preliminarmente accertarsi che
il vaccinando non appartenga ad una famiglia nella quale si siano
verificati dei casi di sclerosi a placche. In questi casi il medico,
sentito anche il parere informato del soggetto, dovrà giudicare sulla
base del rapporto rischi/benefici: quanto e quali rischi, per il vaccinando,
di contagiarsi con l' epatite C ?.
Questo rischio è più importante di
quello che potrebbe derivare dalla vaccinazione ? In altri termini quale
rischio conviene di più correre ? Si tratta, evitando la vaccinazione, di
prevenire la rivelazione di una sclerosi a placche in un soggetto
geneticamente a rischio.
Un'infezione da virus dell'epatite B in un soggetto con sclerosi a placche
sarebbe più pericolosa dell'iniezione di vaccino ? E in caso contrario -
osserva Jean-Yves Nau su "Le Figaro" - cosa rispondere
individualmente ad un soggetto vittima di questo tipo malaugurato di
complicazioni ?
Richieste di indennizzo - Non si escludono, peraltro sulla
base di queste rivelazioni, possibili richieste di indennizzo da parte dei
soggetti resi più o meno invalidi dalla vaccinazione.
Le case produttrici del vaccino dovrebbero essere le destinatarie della
querela giudiziaria.
Ma anche l'autorità sanitaria che ha reso
obbligatoria la vaccinazione potrebbe essere chiamata in causa.
In Italia sin dal 1992, apposita legge prevede indennizzo per danni
derivanti al soggetto dell'esecuzione della vaccinazione
Tratto da: StarMeglio venerdì 20
dicembre 1996
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
THE LANCET - VOL. 338 NOV 9. 1991 - Demelinizzazione
dopo vaccinazione per l'epatite B
Central -
nervgus - system demyelinatlon after Immunlsation wlth recombinant hepatitis B
vaccine
(Sistema
nervoso centrale demielinizzato
dopo la vaccinazione con vaccino ricombinato
Epatite B)
L. HERRCELEN J. DE KEYSER G. ESINGER
Patientesbad neurologicat symptoms snd signs,
with evincence of central nervous - system
demyelinatlon, 6 weeks after administration of the vaccine Hepatis B.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
VACCINAZIONE
OBBLIGATORIA per l’EPATITE B:
ALTRE CONSIDERAZIONI CRITICHE
Nel 1991 è stata resa obbligatoria
in Italia la vaccinazione per l'epatite B.
Il primo vaccino per questa
malattia è stato approvato negli Stati Uniti nel 1981 e reso disponibile in
commercio nel 1982. Esso consiste in particelle purificate e inattive di HBsAg, estratte da plasma di individui persistentemente infetti.
La
possibilità che un vaccino ricavato da sangue umano fosse infettato da
altri virus conosciuti (SV40, Delta, HIV, etc...) o sconosciuti ha naturalmente
indotto a cercare soluzioni di carattere sintetico che fossero prive di
rischio.
Nel 1984 è stato messo in commercio il vaccino da DNA ricombinante, il
primo vaccino umano prodotto con tecniche di biologia molecolare: il gene
per l’HBsAg di un virus HBV sottotipo adw2 è stato introdotto nel DNA di
particolari saccaromiceti. La proteina di 24 KD prodotta dal lievito forma
una particella di 20 nm con proprietà immunologiche e fisiche simili
all’antigene di superficie isolato dal plasma umano.
Programmi di vaccinazione anti-HBV di massa diretti all’infanzia sono
limitati a non oltre 20 Stati dell’Africa e del Sud-Est Asiatico nei quali
l’incidenza dell’epatite B è molto elevata, con tassi di prevalenza dei
portatori dell’HBsAg superiori all’8%.
L’Italia e' a tutt’oggi
assieme alla Grecia, l’unico Paese al mondo - tra quelli ad incidenza di epatite B intermedia
con tassi di prevalenza di portatori asintomatici del 2-5% - in cui la
vaccinazione sia stata resa obbligatoria.
L’informazione che è stata fornita agli operatori sanitari tramite
riviste specializzate e ai cittadini attraverso la stampa è stata massiccia
ed è stata efficacemente riassunta dal prof. G. Da Villa su Federazione
Medica (Numero XLIII, Agosto 1990, pag.609).
Sorgono a questo punto
domande lecite sul significato di questo provvedimento legislativo; domande
che - a partire dall’epidemiologia della malattia, in evidente e spontaneo
calo in questi ultimi anni - abbracciano altri temi come la durata e
l’efficacia della protezione, la lettura dei dati fino ad oggi forniti,
gli effetti collaterali che l’introduzione del vaccino ricombinante ha
solo in parte risolto.
EPIDEMIOLOGIA
A giustificazione della strategia
adottata in Italia dal Ministero della Sanità (obbligatorietà della
vaccinazione in età infantile) viene riportato il dato relativo
all’aumento dell’incidenza dell’infezione da HBV negli USA nel corso
degli anni 1982-1989, periodo della vaccinazione settoriale (cioè dei
gruppi a rischio, da 55-100.000 nel 1981 a 63-100.000 nel 1987). Da Villa
sostiene che questo dato, di per sé abbastanza inquietante, porta a
considerare come necessaria nella prevenzione dell’epatite B l’adozione
di una pratica vaccinale di massa ed obbligatoria, poiché
1) i gruppi a rischio sono difficili da identificare esistendo i portatori
di HBsAg asintomatici;
2) i bambini risponderebbero molto più degli adulti allo stimolo
immunogenico. Bisogna però considerare che, rispetto agli USA, la
situazione italiana presenta tendenze opposte: dai dati diffusi dalla
regione Lombardia appare ad esempio chiaro che le denuncie di epatite virale
hanno in quest’ultimi anni subito una progressiva riduzione (dai 4.481
casi nel 1984 ai 1.155 casi nel 1991).
Situazioni analoghe si riscontrano in
altre regioni italiane.
Il dato meritevole di attenzione è il fatto che non solo si è registrata
una riduzione dei casi totali di epatite ma che tale riduzione si è
verificata nell’ambito di ciascun tipo di epatite virale: tra il 1984 e il
1991 l’epatite A è scesa da 948 a 191 casi; l’epatite B da 2.131 a 628
casi; l’epatite non A non B da 557 a 265 casi; le epatiti non classificate
da 845 a 71 casi. Tale andamento è probabilmente legato ad un maggior
controllo dei donatori di sangue e dei prodotti della donazione nonché ad
una diffusa sensibilizzazione e attenzione al problema, imposto sia dalla
promozione della campagna di vaccinazione facoltativa per l’epatite B
che dalle iniziative di informazione ed educazione sanitaria per prevenire
l’Aids ed in genere le malattie trasmissibili per via sessuale.
Vi sono peraltro altre considerazioni che varrebbe la pena di fare e che
possono portare ad una revisione critica delle ipotesi sopra riportate. In
primo luogo, i dati riportati dalla regione Lombardia si riferiscono ad un
periodo in cui la vaccinazione anti-HBV non era ancora obbligatoria e
limitata ad alcune categorie di soggetti a rischio (nel 1985 le vaccinazioni
per abitanti sono state 14/10.000 e nel 1989 18/10.000).
In secondo luogo,
il test di screening per l’infezione da HIV si è reso disponibile in
Italia agli inizi del 1985 ed è a partire da tale data che si è iniziato a
testare i donatori di sangue.
Prima del 1985, inoltre, l’Aids era ancora
una malattia sconosciuta alla maggior parte delle persone.
Le campagne di informazione sono iniziate proprio in quegli anni ed è da
escludere che dal 1 gennaio 1984 gli italiani avessero preso coscienza del
problema, cambiando i propri comportamenti sessuali e le proprie abitudini
comportamentali.
DOSAGGIO, EFFICACIA
e DURATA della "PROTEZIONE"
Le esperienze di vaccinazione
anti-HBV su neonati - condotte sia in Italia che in Paesi extraeuropei -
differiscono notevolmente tra di loro sia per i dosaggi impiegati sia per le
scadenze dei richiami vaccinali.
Possono così sorgere alcune domande:
ha significato che i vari autori si confrontino su protocolli così diversi
tra di loro ?
C’è qualcuno che ha stabilito quale di questi protocolli
sia risultato più efficace nel prevenire l’epatite B ?
Ogni valutazione relativa alla
durata della protezione del vaccino anti-HBV non può naturalmente non tener
conto dell’immunità naturale, la quale a sua volta dipende dalla
diffusione dell’HBV in ciascuna regione.
Per esempio, in Senegal (un Paese ad altissimo tasso di endemia dell’HBV:
praticamente tutta la popolazione viene infettata e circa il 20% dei bambini
diviene portatore cronico dell’HBsAg) l’efficacia protettiva della
vaccinazione viene considerata del 100% nei primi 4 anni e scende
rapidamente al 67% nel quinto-sesto anno, ne consegue che viene consigliato
un richiamo al quinto anno. I neonati vaccinati risulteranno in buona
percentuale non immuni al quinto-sesto anno di età e tale percentuale è
destinata ad aumentare con il passare degli anni.
(P. Coursaget e altri,
"Seven-year study of hepatis B vaccine efficacy in infant from an
endemic area", Lancet del 15 novembre 1986).
Manca comunque in letteratura il dato relativo alla persistenza in età
adulta degli anticorpi anti-HBV dei vaccinati in età neonatale o infantile.
Poiché gli adulti sono considerati meno responsivi alla vaccinazione, come
possiamo prevedere quale sarà la risposta degli attuali giovani in età
adulta ?
Altri ricercatori hanno dimostrato
che il 12% dei bambini nati da madri HBsAg positive e vaccinati non
presentavano titoli anticorporali protettivi 1-2 anni dopo la dose di
richiamo e che un ulteriore 9% presentava titolo anticorporale inferiore a
100 mUI/ml
(L. Viladomiu e altri, "When should at risk infents be
boosted with hepatitis B vaccine ?", Lancet del 3 gennaio 1987).
Se la sieroconversione ad anti-HBS
nei bambini è valutata essere intorno al 100% al termine del ciclo
vaccinale completo, le cose sono invece molto diverse fra gli adulti.
Secondo alcuni essa raggiunge il 96% con tre dosi, con un’incidenza di
malattia del 2,2% rispetto al 9,9% del gruppo dei non vaccinati
(W. Szmuness
e altri, New England Journal of Medicine, vol. 307, pagg. 1481-1486,
9 dicembre 1982).
Uno studio del 1989 dimostra inoltre che l’emivita degli anticorpi
anti-HBs è di 150 giorni dopo il ciclo vaccinale completo (Nommensen e
altri, "Half-life og Hbs antibody after hepatitis B vaccination: an aid
ti timing of booster vaccination", Lancet del 7 ottobre
1989). Questo significa che nel soggetto vaccinato, in questo caso personale
medico e quindi a rischio di contrarre l’epatite, la scomparsa degli
anticorpi anti-HBs si verifica in circa 4-4,5 anni.
Viene pertanto consigliato un rischiamo da effettuarsi ogni 3-4 anni.
Nello studio di Hadler ("Long-term
immunogenicity and efficacy of epatitis B vaccine in homosexual men", New
England Journal of Medicine, vol. 315, pagg. 209-214, 24 luglio 1986)
solo l’82% dei vaccinati raggiungeva elevati livelli anticorporali dopo un
ciclo vaccinale completo mentre il 9% aveva una risposta insufficiente
(inferiore o uguale 9,9 SRU, Sample Ratio Units) o nulla. Tra i soggetti con
massima risposta dopo cinque anni, il 15% non aveva anticorpi anti-HBs
dimostrabili e il 27% aveva un titolo anticorporale inferiore a 10 SRU.
Solo il 14% dei soggetti manteneva livelli relativamente elevati di
anticorporali (titolo superiore a 100 SRU).
Furono inoltre identificati 55 casi (2,9%) di infezione da HBV nei soggetti
vaccinati. Il rischio di contrarre un’epatite B è naturalmente risultato
inversamente proporzionale all’intensità della risposta alla
vaccinazione, nei soggetti con risposta debole o nulla un ulteriore ciclo
vaccinale ha prodotto una risposta solo moderata.
In uno studio condotto da E.A.C.
Follett in una clinica di handicappati mentali su personale ospedaliero a
rischio di infezione da HBV (Lancet del 26 settembre 1987, pagg.
728-731), il 96% dei soggetti sottoposti ad un ciclo vaccinale completo
presenta anticorpi anti-HBV a distanza di nove mesi dall’inizio della
vaccinazione.
Elevati titoli anticorpali (superiori a 100 mUI/ml) erano dimostrabili solo
nel 59% dei casi. Nel 13% dei vaccinati si era avuta una mancata risposta
(4%) o una risposta scadente (inferiore a 100 mUI/ml) e non duratura (9%).
Tali soggetti vaccinati rimanevano quindi a rischio di infezione. Secondo
Follett il periodo di protezione di cinque anni è ottimistico: data
l’estrema variabilità nella caduta del titolo anticorpale nel tempo, il
richiamo andrebbe direttamente correlato al titolo anticorpale sviluppato
dopo il ciclo vaccinale completo, al fine di garantire un’adeguata
protezione.
Nello studio di J. Crosnier (Lancet
del 28 febbraio 1981, pagg. 455-459) il 94% dei soggetti vaccinati - staff
medico e paramedico di un’unità di emodialisi - presentava una risposta
immunitaria protettiva e l’incidenza di epatite B fu osservata nel 3,6%
del gruppo dei vaccinati rispetto al 12,3% del gruppo placebo.
Nello studio di N. Bhatti (BMJ del 13 luglio 1991, vol. 303, pagg.
97-100), condotto su maschi omosessuali o bisessuali, risultava invece
immunizzato l’84% dei soggetti vaccinati.
In uno studio condotto su personale
ospedaliero:
(Lancet del 23 maggio 1987, pagg. 1206-1207), A.
Laplanche riscontrò infine 4 casi di sieroconversione anti-HBc su un totale
di 184 vaccinati.
Poiché nel 75% dei vaccinati il titolo anticorpale risultava essere
maggiore o uguale a 3.000 mUI/ml ed essendo il suo decremento proporzionale
a quello sviluppato dopo il ciclo vaccinale completo, tale autore consiglia
un intervallo standard di 10 anni tra la vaccinazione e il successivo
richiamo.
EFFETTI
COLLATERALI del
Vaccino per l'EpatiteB
Su Lancet del novembre 1991
(vol. 338, pagg. 1174-1175) Herroelen riporta i casi di due pazienti che
hanno evidenziato sintomi di demielinizzazione del SNC dopo la
somministrazione del vaccino anti-epatite B ricombinante.
Uno di essi aveva una storia di sclerosi multipla, mentre il secondo non
presentava alcun precedente di malattia neurologica. Entrambi presentavano
un HLA con aplotipi DR2 e B7, da tempo associati a sclerosi multipla.
La malattia nei due casi ha esordito, in un caso, alla sesta settimana dalla
terza dose vaccinale e, nell’altro, alla sesta settimana dopo una fase
booster. L’osservazione di questi due casi ha portato l’autore a
concludere che, pur mancando prove dirette di causalità, sia ipotizzabile
che la vaccinazione anti-epatite B possa scatenare demielinizzazione del SNC
in soggetti geneticamente predisposti.
In un articolo dell’American
Journal of Epidemiology del 1988 (vol. 127, pagg. 337-351), F.E. Shaw
del CDC di Atlanta riporta i casi segnalati dal 1982 al 1985 di complicanze
neurologiche successive alla vaccinazione anti-HBV con vaccini
plasmaderivati: 5 casi di convulsioni, 10 di paralisi di Bell, 9 di sindrome
di Guillain-Barrè, 5 di radiocolite lombale, 3 di neuropatia del plesso
branchiale, 5 di neurite ottica e 4 di mielite traversa. La metà di esse
sono scomparse dopo la somministrazione della prima delle tre dosi richieste
per il completamento del ciclo vaccinale.
Dallo studio sono stati esclusi 14 casi di complicanze alla vaccinazione
anti-HBV per mancanza di dati sufficienti relativi alle condizioni del
paziente al momento dell’inoculo: 5 casi di polineuropatia non
Guillain-Barrè, 5 di mononeuropatia, 1 di paralisi non meglio specificata,
1 di oftalmoplegia, 1 di ischemia cerebrale transitoria, 1 di miastenia
grave.
Lo stesso autore sottolinea il fatto che un importante errore nello studio
è rappresentato da tutti quei casi di complicanze non segnalate.
Su The Journal of Rheumatology
del settembre 1990 (pagg. 1250-1251), E. Hachulla descrive invece un caso di
oligoartrite comparso a distanza di due settimane dalla seconda dose di
vaccino anti-HBV plasmaderivato in un ragazzo sano di 19 anni.
Anche il vaccino da DNA
ricombinante non è risultato libero da complicanze: Who Drug Information
del 1990 (vol. 4, pag. 129) segnala 200 casi, la maggioranza dei quali
comparsi entro la prima settimana di immunizzazione.
Più frequenti sono risultate le sindromi simil-influenzali benché siano
state segnalate anche complicanze neurologiche e psicologiche; tra queste 2
casi di di neurite ottica e 1 caso di sindrome di Guillain-Barrè.
Nonostante la maggior parte delle reazioni al vaccino siano risultate
transitorie, un paziente presentava - ancora dopo otto mesi - una
sintomatologia caratterizzata da vertigini e diplopia secondarie da lesioni
demielinizzanti.
Un’altra segnalazione è riportata da S.J. Rogerson su BMJ
dell’11 agosto 1990 (vol. 301): si tratta di un caso di eritema nodoso e
poliartrite gravemente inabilitante, comparsi in un soggetto di 31 anni il
giorno successivo all’inoculazione del vaccino anti-epatite B a DNA
ricombinante e persistiti per circa sei settimane.
La somiglianza di questa artrite con quella riscontrabile, sia pure
raramente, nell’infezione da HBV e la sua relazione temporale con la
vaccinazione hanno suggerito un ruolo eziopatogenetico del vaccino.
Sempre su BMJ del 1 dicembre 1990 (vol. 301, pag. 1281) P. Cockwell
descrive un caso di vasculite generalizzata da complessi immuni successivi a
vaccinazione anti-HBV (non meglio precisata) in una donna di 45 anni.
La Presse Medicale dell’8 ottobre 1988 riporta infine una lettera
di P. Le Goff su un caso di periartrite nodosa in una donna di 34 anni,
comparsa a distanza di quattro mesi dalla terza somministrazione di vaccino
anti-HBV (non meglio precisato).
CEPPI
MUTANTI di HBV
In uno studio pubblicato su Lancet
del 4 agosto 1990 (vol. 336, pagg. 325-329), Carman e colleghi segnalano 44
casi su 1590 (2,8%) di positività per HBsAg - e quindi di infezione acuta
da HBV - tra i contatti di portatori cronici di HBsAg, tra i quali anche
nati da madri portatrici croniche HBV i quali avevano tutti ricevuto
un’immunizzazione attiva e passiva.
Uno di essi ebbe un’epatite grave ed il virus responsabile è stato
identificato come un mutante dell’HBV, cioè come un virus con genoma
parzialmente diverso da quello della madre. Già in precedenza J.R. Wands
(1986) e Coursaget (1987) avevano segnalato la comparsa di un nuovo ceppo
denominato poi HBV-2.
In occasione dell’International Symposium on Viral Hepatitis and Liver
Disease, tenutosi a Houston nel 1990, Mc Mahom e altri hanno poi segnalato
un HBV, con mutazione del genoma identica a quella descritta da Carman, in
un paziente con fegato trapiantato e immunizzato per prevenire la
reinfezione HBV. Questa evidenza porta gli autori a concludere che la
mutazione possa essere indotta proprio dalla "pressione immunologica"
alla qual i pazienti sono stati sottoposti.
Questa possibilità appare preoccupante non solo per quello che concerne
l’efficacia del vaccino nel prevenire eventi HBV simili ma soprattutto
alla luce delle recenti acquisizioni sui meccanismi eziopatogenetici della
cronicizzazione dell’epatite B. A questo proposito M. Colombo scrive, su Il
Corriere della Sera del 1 giugno 1992, che "recenti studi
suggeriscono che in molti casi è il virus stesso dell’epatite B ad essere
responsabile del danno epatico, attraverso meccanismi di selezione di ceppi
virali lesivi per il fegato. Spesso la tossicità epatica di questi ceppi è
dovuta a variazioni del loro codice genetico, minuscole ma sufficienti per
produrre proteine virali modificate.
Nei pazienti infettati da virus B è il prevalere della replicazione di un
ceppo sull’altro l’evento che probabilmente determina se l’infezione
si trasforma o meno in malattia epatica. le infezioni sostenute da ceppi
mutati hanno un maggior rischio di causare cirrosi ed epatite fulminante
rispetto alle infezioni sostenute da ceppi originali.
CONCLUSIONI
Lo scopo di questo articolo non è
quello di mettere in discussione il valore protettivo della vaccinazione
anti-HBV ma semmai di esprimere legittimi dubbi sulla possibilità di
sradicare completamente la malattia nel nostro Paese attraverso l’adozione
di una campagna di vaccinazione di massa. L’entusiasmo che in questi anni
ha sostenuto la campagna per rendere obbligatoria la vaccinazione in Italia
(unico Paese al mondo) sembra aver fatto dimenticare i problemi ancora
irrisolti che riguardano l’efficacia, la durata e le possibili conseguenze
della vaccinazione anti-epatite B.
Appare infatti allarmante lo stesso dato USA, relativo all’aumento dei
casi di epatite B dopo l’introduzione della vaccinazione nei gruppi a
rischio, poiché una cosa è pensare che questo non sia sufficiente a
ridurre i casi di malattia e un’altra è considerare la possibilità che
la vaccinazione abbia in qualche modo favorito l’aumento dei casi di
epatite. Anche le problematiche relative ai costi sociali della malattia e
più ancora alle sue conseguenze (cronicità, cirrosi, etc...) nonché ai
costi relativi alla vaccinazione andrebbero interamente riviste alla luce
dei dati relativi alla durata della protezione vaccinale.
E’ vero che i
bambini rispondono meglio degli adulti, ma che ne sarà nel tempo della
risposta anti-HBV ?
Che tipo di protezione anticorpale avrà l’adulto
vaccinato 20-30 prima ?
Se dobbiamo rivaccinare o effettuare richiami vaccinali ogni 2-10 anni (a
seconda degli autori) il costo annuo aumenterà di due-tre volte rispetto a
quello preventivato. Occorre inoltre considerare che la diffusione
dell’immunità artificiale determina la riduzione dell’immunità
naturale, la quale rappresenta il fattore principale di stimolo al
mantenimento e al rinforzo dell’immunità acquisita con la vaccinazione.
E’ quindi ipotizzabile che in futuro la riduzione del valore protettivo
della vaccinazione per l'epatite B sarà più rapida e che maggiore diventerà
quindi la necessità di ulteriori e più frequenti richiami.
Sappiamo inoltre che i ‘non responders’ costituiscono una quota non
trascurabile e che nel vaccinato sono possibili l’infezione o la malattia
acuta e probabilmente anche lo stato di portatore cronico dell’HBV. Queste
considerazioni pongono seri dubbi sulla possibilità che la malattia possa
essere completamente sradicata.
La dimostrata selezione di ceppi mutanti dell’HBV (la cui maggiore
patogenicità sembra ormai accertata) - forse anche grazie alla pressione
immunologica determinata dalla vaccinazione - induce a considerare
l’eventualità di un futuro con molti meno casi di epatite B (tendenza
peraltro spontaneamente evidenziatasi in Italia) ma tutti più gravi sia nel
corso della fase acuta che nell’evoluzione cronica verso la cirrosi
epatica.
Tutto questo in presenza di una tossicità dei vaccini, anche di quelli a
DNA ricombinante, soprattutto a livello neurologico.
In particolare, se
ulteriori esperienze cliniche confermeranno l’ipotesi che la vaccinazione anti-HBV possa innescare lo sviluppo di sclerosi multipla in soggetti
geneticamente predisposti, sarà indispensabile tipizzare gli HLA in tutti i
vaccinandi, allo scopo di individuare i pazienti a rischio ed eventualmente
escluderli, con evidente e insostenibile aumento dei costi sociali.
Testo a cura della dott.ssa Nicoletta Ziliani
- Gruppo milanese del Coordinamento per la
Libertà delle Vaccinazioni.
Commento NdR:
questo articolo denota da parte del suo autore la
completa ignoranza sulle vere cause dell'epatite, la quale
non e' causata da virus,
i quali ne sono solo la
conseguenza e non
causa, ma dall'intossicazione
lenta e progressiva del
fegato, con relativa
infiammazione del
tessuto epatico, dovuta a
farmaci,
soprattutto
vaccini,
alimentazione
inadatta e/o
contaminata (acqua e cibi). I
vaccini sono
semplicemente sostanze
tossico-nocive che vanno ad
intossicare
ancora di piu' il sangue e quindi
rovinare ancora di piu' il fegato !
Molte volte una terapia effettuata con la
propria urina (non utilizzando nessun farmaco) ed una
alimentazione
Crudista,
elimina qualsiasi
intossicazione del
fegato
e qualsiasi epatite dalla A alla Z...alla faccia dei
vaccini per
l'epatite che invece
intossicano
ed
infiammano anche e non solo il fegato !
Continua in: Pag. 6 - Pag. 7 - Pag. 8 - Pag. 9 - Pag. 10 - Pag 11 - Pag. 12 - Pag. 13 - Pag 14 - Pag 15 -
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vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini + Statistiche Istat sui vaccini + Malattie e Vaccini +
Interrogazione Parlamentare +
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