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Medicina Alternativa"  
per il CORPO  e per lo  SPIRITO
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Alternative Medicine"
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GUIDA alla SALUTE NATURALE 

Manuale di MEDICINE ALTERNATIVE BIOLOGICO NATURALI  -  Manual of ALTERNATIVE MEDICINES

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ENGERIX B (vaccino per l'EpatiteB)  + Vaccino per l'EPATITE B
Le BUGIE di DE LORENZO, BIANCO, CIRINO POMICINO e SOCI  per far varare l'obbligo alla Vaccinazione
  Vaccini sicuri ? NO !   +  Sospeso vaccino Exavac  +  Effetti del Vaccino per l'Epatite  
Negli USA dal 1988 le vaccinazioni si sono triplicate ed i casi di Autismo sono aumentati del  270 % !!

Falsita' della medicina ufficiale  +  1000 studi sui Danni dei Vaccini  +  Malassorbimento
 vedi anche Polio + Vaiolo + Difterite + Tetano + Epatite B + Pertosse + Morbillo + Parotite
 la Teoria dei Germi di Pasteur e' Falsa  Alluminio nei Vaccini  Meningite dai vaccini
Come distruggere in maniera scientifica il sistema immunitario, con i Vaccini
IMPORTANTE: questo pdf: http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/debernardi.pdf
Danni Biologici dei Vaccini e Cure (dott. M. Montinari+  Danni dei Vaccini  (testimonianze)
Nanoparticelle.it  +  Illusoria la copertura vaccinale
Caso Tremante  +  Risarcimento Danni da Vaccino
Esami indispensabili, prima di vaccinare
Contenuto dei Vaccini

"Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione,  verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e  senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre “arti”, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica". 
(By Benjamin Rush, firmatario  della Dichiarazione  d'Indipendenza USA - 17 Sett 1787)
Rapporto Flexner e Dichiarazione di Alma Ata

I dittatori nascosti (clandestini) della medicina, d’altra parte li conosciamo molto bene…..; che vestano gli abiti dei “baroni” e degli “scienziati”, che si mimetizzano nelle “lobbies accademiche” od operino nelle multinazionali del farmaci,
sono loro quelli che “contano” e “governano” la medicina ufficiale.
Alle menti aperte e liberali il compito di reagire a questa marea montante di intolleranza anti-scientifica, prima che questi nuovi tiranni arrivino ad insegnarci perfino cosa e’ giusto e non e’ giusto pensare…!


220 anni dopo, questa situazione di dittatura sanitaria si e' realizzata
e TU caro lettore cosa fai per contrastarla ??

L'F.D.A. (USA) ha TENUTO NASCOSTE le PROVE della PERICOLOSITÀ dei CIBI TRANSGENICI

La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro - La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini.
 La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo.
 Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo :
http://www.youtube.com/watch?v=edikv0zbAlU


Secondo la Medicina Naturale e' perche' l'Epatite NON e' causata da un virus (infatti la proteina tossica chiamata virus e' presente SOLO dopo che la malattia si e' manifestata e MAI prima ), bensì da una lenta e progressiva intossicazione del fegato, per via della produzione, dall'intestino, di sangue TOSSICO ! e tutte le varie forme di epatiti, cirrosi NON sono nuove malattie, ma la stessa intossicazione che progredisce fino al cancro !
I vaccini AUMENTANO e non di poco l'intossicazione del fegato stesso, infatti da dopo l'introduzione del vaccino della Polio, l'Epatite aumentò nella popolazione italiana di ben  30 volte !
Senza nessun vaccino
, in Italia, l’Epatite B stava scomparendo (con una diminuzione del 90% rispetto agli anni ‘60) negli anni precedenti la vaccinazione obbligatoria, introdotta nel 1/1/1992 dall’ex ministro De Lorenzo (Fonte Istituto Superiore di Sanità - SEIEVA).
  Per aver reso obbligatorio il vaccino in Italia, la magistratura ha appurato che De Lorenzo incassò 600 milioni di lire dalla casa farmaceutica che lo produceva…(allora si chiamava: SKB)
vedi Big Farma


Nel 1999 si scoprì che il vaccino della Merck per l'epatite B infantile era stabilizzato con Thimerosal, il noto fungicida al mercurio sospettato di provocare l'autismo nei bambini; la Merck mise a punto una nuova versione del vaccino senza mercurio, e proclamò per la pubblicità: «Oggi il vaccino
Merck per l'infanzia è esente da ogni conservante».
In realtà, continuò a vendere il vaccino con Thimerosal (ne aveva i magazzini pieni) fino all'ottobre 2001.


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L'Epatite B e' stata "inventata" con il vaccino per la Polio Sabin = visionare le comprovanti statistiche Istat  !
Cosi come la Meningite e' stata inventata dai vaccini per la Polio + EpatiteB  !

Ecco una notizia bomba sui Danni dei Vaccini, la notizia viene dalla Francia sulla rete TFI:
Epatite B: dei responsabili dei laboratori messi sotto inchiesta.
Quattordici anni dopo la campagna nazionale di vaccinazione contro l'epatite B, i responsabili di due laboratori che hanno messo a punto e commercializzato il vaccino, sono stati messi sotto inchiesta per "inganno aggravato"per non aver dichiarato l'insieme degli effetti secondari supposti.
Le due multinazionale sono: Glaxo SmithKline & Avensis Pasteur

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Recombivax HB (epatite B)
Formulazione. Per neonati, bambini e adolescenti da 0 a 16 anni. Principi attivi: HBs Ag antigeni di superficie epatite B ricombinanti 5,00 mcg. Eccipienti: mercuriotiolato di sodio 25,00 mcg; idrossido di alluminio 0,25.10 mcg; cloruro di sodio 4,5.10 mcg; formaldeide <10,00 mcg; tiocianato di potassio <0,25 mcg; acqua per preparazioni iniettabili q.b.p. 0,5 ml.

Speciali precauzioni per l’uso. Come per tutti i vaccini iniettabili un trattamento appropriato deve essere sempre disponibile in casi se pur rari di reazioni anafilattiche conseguenti alla somministrazione del vaccino. Questo vaccino contiene Mercuriolato di Sodio come conservante. Questo vaccino contiene tracce di Formaldeide e di Potassio tiocionato utilizzati durante il processo di produzione.

Effetti indesiderati rari: affaticamento, febbre, senso di malessere, sintomi influenzali, malattia da siero, vertigini, cefalea, parestesia, nausea, vomito, diarrea, dolore addominale, artralgia, mialgia, rash cutaneo, prurito, orticaria, anafilassi, ipotensione, collasso, paralisi (paralisi di Bell), neuropatia, neuriti (compresa la sindrome di Guillain-Barrè, mieliti, incluse le mieliti trasverse), encafaliti, neuriti ottiche, angioedema, eritema multiforme, linfoadenopatia, elevazione degli enzimi epatici, sintomi di tipo broncospasmo, trombocitopenia.
Fonte: Ministero della Sanità il 5/1999
vedi:
Contenuto dei Vaccini

Il Bugiardino"
originale inglese del vaccino Engerix B, e' diverso da quello italiano !
GlaxoSmithKline e una volta sul sito cliccare Engerix-B, compare la  scheda tecnica in formato PDF. http://www.gsk.com/

Scheda di presentazione dell'Engerix B (vaccino per l’Epatite B) fornita dalla ditta produttrice 
(traduzione dal “bugiardino” originale inglese)

"..............Sono stati riportati altre effetti collaterali durante l'immissione in commercio dell'Engerix B.
..............Questi sintomi sono descritti qui sotto allo scopo di mettere in guardia i medici ":
……sistema nervoso: sincope; paresi; neurite ottica; sclerosi multipla; convulsioni; sistema respiratorio:  broncospasmo e sintomi simil-asmatici................
(abbiamo riportato solo una piccola PARTE di questi effetti “collaterali”…..indicati nel bugiardino....)
 
Commento NdR: Dopo queste affermazioni ufficiali della ditta produttrice, com'è ancora possibile sostenere che il vaccino per l’epatite B non ha nessuna relazione con la sclerosi multipla e/o altre malattie del sistema nervoso ?
Come mai i medici delle ASL continuano a negare queste relazioni ?
Come mai non mettono in guardia i pazienti informandoli su questi ed altri pericoli ?
http://www.sb.com/prescribing_information/2000.cgi?drug=eb&from=../products/usva.html&fromname=
Products+and+Services:+United+States+Vaccines


Phosphate d'Aluminium (presente nel  vaccino per l'Epatite B ) iniettato via intramuscolare genera la Myofasciite a Macrophages = una specie di malattia auto-immune per intossicazione da Phosphate d'Alumininio......

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EPATITE B

In tutto il mondo, è obbligatorio solo in Italia il vaccino anti epatite B, pensiamo sia bene sottolinearglielo, questo, grazie ad una tangente che l'ex Ministro De Lorenzo ha intascato (per questo è stato giudicato e condannato).
Non sappiamo se Lei giudica in modo favorevole questa prassi, pensiamo, proprio di no !
Troverebbe all'ora serio che noi facessimo vaccinare nostro figlio solo perché bisogna giustificare una tangente ?

Oltre a questa ridicola situazione Le sottolineiamo alcune cose molto più serie: è un vaccino non studiato. MANCANO GLI STUDI SCIENTIFICI PER CONOSCERE GLI EFFETTI COLLATERALI DEL VACCINO ANTI - EPATITE B

Il CDC (Centro Americano di Controllo delle Malattie) di Atlanta non è in grado di fornire nessun studio INDIPENDENTE sulla sicurezza del vaccino anti- epatite B

La Notizia
Come riportato da Croft Woodruff , in una lettera alla mailing-list di vaccine information and awareness (23 sep 1998 07:55:29 -0700, From:karin schumacher ), il 21 settembre 1998 si è svolto a Vancouver (Canada) un forum aperto al pubblico sulle vaccinazioni.
I rappresentanti del CDC di Atlanta non hanno potuto fornire "nessun studio a lungo termine in doppio cieco, condotto da ricercatori indipendenti dalle ditte farmaceutiche, che sostengano la sicurezza di questi vaccini.
Triste a dirsi, semplicemente non esistono ( "any long term double blind studies, conducted by researchers independent of the vaccine manufacturers, which support the safety of these vaccines. Sadly, they simply do not exist.")

Commento
1. il CDC di Atlanta (USA) è unanimemente considerato l'istituzione ufficiale più prestigiosa con competenza specifica nel campo delle vaccinazioni. L'orientamento generale di questa istituzione e nettamente a favore delle vaccinazioni.
2. Nello specifico, il CDC di Atlanta ha sempre sostenuto l'efficacia e la sicurezza del vaccino anti epatite B, affermando che i vantaggi della vaccinazione sono sicuramente molto superiori agli effetti collaterali del vaccino.
3. Gli studi scientifici che permettono di conoscere gli effetti collaterali dei farmaci sull'uomo sono studi - LONGITUDINALI IN DOPPIO CIECO CON GRUPPO DI CONTROLLO.
Cosa significa questa espressione ? Si tratta di studi:
LONGITUDINALI: gli effetti dei farmaci sono seguiti per lungo tempo. Poichè i vaccini producono modificazioni permanenti del sistema immunitario, questi studi devono essere seguiti per anni. IN DOPPIO CIECO con gruppo di controllo: significa che nello studio vi sono 2 gruppi di persone: il primo gruppo assume il farmaco che si sta studiando, il secondo un placebo (per es. una compressa che sembra il farmaco, ma che in realtà è sostanza inerte). Nessuno dei due gruppi sa se sta assumendo il farmaco od il placebo. Ciò permette di studiare gli effetti del farmaco dividendoli dagli effetti derivanti dalla suggestione psicologica.
4. Inoltre, questi studi sono tanto più affidabili quando sono condotti da ricercatori indipendenti dalle ditte che producono i farmaci: in una recente rassegna su una delle più importanti riviste medico-scientifiche, il British Medical Journal, si riporta che i ricercatori sono finanziati nel condurre gli studi dalle ditte farmaceutiche, QUESTO FATTO CONDIZIONA LE CONCLUSIONI DEGLI STUDI NEL 90% DEI CASI (Beyond conflict of interest Transparency inthe key (oltre il conflitto di interesse la chiave è la trasparenza). BMJ 1998; 317:291-292 (1 august)
5. In base alle considerazioni precedenti, gli unici studi affidabili per conoscere gli effetti collaterali delle vaccinazioni (e degli altri farmaci) sono appunto: gli studi longitudinali, in doppio cieco con gruppo di controllo, condotti da ricercatori indipendenti.
Sull'epatite B (e sugli altri vaccini) esistono questi studi ?
6. La ditta produttrice (Merck & co) di uno dei due vaccini anti-epatite B, il RECOMBIVAX HB (in commercio anche in Italia), dichiara sulla documentazione ufficiale (scheda tecnica) del vaccino: "in un gruppo di studi 1636 dosi di Recombivax HB furono somministrati a 653 neonati e bambini (fino a 10 anno di età) che furono controllati (per gli effetti collaterali) per 5 GIORNI dopo la somministrazione" tratto dal PDR ed 1998 pag. 1742. Anche per l'altro vaccino anti epatite B esistente l'ENGERIX B, sempre la ditta produttrice (smithkline beecham) dichiara che, in studi analoghi, gli effetti collaterali furono controllati per 4 GIORNI (PDR ed 1998 pag. 2821).
Quindi per entrambi i vaccini anti-epatite in commercio gli studi longitudinali sono stati compiuti per meno di una settimana!!
Può sembrare incredibile ma purtroppo è la verità (potete controllare direttamente le fonti)
7. A conferma di ciò, anche nel recente forum di Vancouver, l'organizzazione più prestigiosa ufficiale nel campo delle vaccinazioni, indicata, come referente anche dal Ministero della Sanità Italiano, cioè il CDC di Atlanta, non è stata in grado di fornire nessun studio longitudinale, in doppio cieco con gruppo di controllo, condotto da ricercatori indipendenti, sugli effetti collaterali del vaccino anti epatite B.
8. Poiche' quindi è evidente che questi studi, gli unici in grado di dare dati certi sugli effetti collaterali dei vaccini, non esistono, si può concludere che i vaccini sono farmaci poco studiati negli effetti collaterali e quindi non sicuri: basta ciò a rendere improponibile l'obbligo delle vaccinazioni: come si può obbligare una popolazione ad assumere un farmaco non adeguatamente sperimentato?

NB: Le dosi da somministrare per "immunizzare" contro la malattia dell'epatite B sono tre. A questo proposito ci chiediamo come mai negli studi del Recombivax HB mancano 323 dosi?
(653 tra neonati e bambini X 3 dosi= 1959, somministrazioni totali= 1636 e le rimanenti 323)

Valuti, un insignificante particolare: rispondendo alle domande dei genitori , sui problemi che può causare il vaccino anti epatite B, la ULSS indica solitamente solo due o tre effetti collaterali lievissimi ( come febbre, cefalea , inappetenza ).
La scheda italiana del vaccino approntata dal Ministero della Sanità riporta , invece, una ventina di effetti collaterali; la scheda americana redatta dalla casa farmaceutica produttrice del vaccino Engerix B ( commercializzato anche in Italia) e contenuta nel libro farmaco Usa ( il PDR) riporta invece circa ottanta reazioni avverse, tra cui patologie degenerative del sistema nervoso ( es: sclerosi multipla) , patologie cardiovascolari, dell'apparato respiratorio, del fegato, dei muscoli, del sistema immunitario ecc ecc.
Ora se Lei considera che le tangenti hanno il loro significato , è bene che in Italia queste malattie non vengano segnalate altrimenti come si può giustificare un simile vaccino?

Domande
Nel Piano Sanitario Nazionale 1998 - 2000 il vaccino anti epatite B non è neppure menzionato. Come mai ?
L'Epatite B stava già scomparendo, prima dell'introduzione della vaccinazione grazie a semplici precauzioni igieniche : infatti l'utilizzo di siringhe monouso , il miglior controllo del sangue per le trasfusioni e altre misure igieniche preventive avevano fatto diminuire di oltre il 90% i casi di epatite B nei 25 anni precedenti la vaccinazione obbligatoria.

La trasmissione di questa malattia avviene principalmente tramite siringhe infette, trasfusioni con sangue infetto e per via sessuale. Un bimbo di 2-3 mesi fa sesso? Si droga? Se ha bisogno di trasfusioni, pretendiamo che il sangue non sia infetto!!! Perché vaccinare un bimbo? Valgono solo le tangenti?

Immunità temporanea
La durata dell'immunità indotta dal vaccino è incerta: compresa tra i 3 e i 7 anni a seconda degli autori (la serietà scientifica).
Il vaccino può indurre la comparsa di altre varietà del virus.

Il vaccino anti epatite B è oggi in grado di evocare una risposta di anticorpi protettivi (anti HBs) nel 90%-95% dei vaccinati.
Ma anche quando il titolo anticorpale sembra ottimale, non si può essere del tutto certi sulla definitiva protezione nei confronti del virus B.
Il virus, fattosi "furbo", potrebbe infatti creare qualche mutante capace di aggirare le difese dell'ospite. E questa non è solo teoria: è anche merito di alcuni scienziati italiani, in collaborazione con un gruppo di inglesi, aver dimostrato che questo evento si verifica realmente.
Di 1590 soggetti vaccinati a partire dal 1982 e seguenti anni, 44 conviventi con portatori di HbsAg e con apparente buona risposta al vaccino, hanno comunque contratto un'infezione da virus B, documentata dalla comparsa di marker addizionali della replicazione virale.
Lo studio approfondito di uno di questi casi (un neonato di madre HbsAg positiva) ha evidenziato che il virus in gioco era un mutante del virus B, nel cui genoma vi era una sequenza nucleotidica diversa da quella presente nella madre. Si tratta di una mutazione puntiforme (adenosina al posto di guanosina) che interessa il nucleotide in posizione 587 e che si traduce in una sostituzione aminoacidica da glicina ad arginina del determinante antigenico "a" dell'HBsAg.
L'anticorpo anti HBs evocato dal vaccino non è in grado di "bloccare" efficacemente questa variante di HBsAg presente sulla superficie del virus mutante e tale virus ha perciò via libera per aggredire l'epatocita. (Lancet 336:335, 1990)

Il vaccino anti epatite B, da la risposta immunitaria diforme da quella creata dalla malattia, come mai questa differenza? "In persone con infezione superata si trovano sia l'anti-HBs che l'anti-HBc, mentre solo l'anti-HBs è presente in soggetti immunizzati con il vaccino per l'epatite B.
(Red Book 1997 pag. 202)

Anche un lotto di vaccino anti epatite B è stato ritirato dal commercio, e ne è stata ordinata la distriuzione, perché non idoneo ad essere somministrato agli esseri umani (di questo fatto nessuna autorità si è minimamente interessata a farglielo sapere).
Se le interessa, di questo lotto non si è a conoscenza di quanti vaccini sono stati somministrati e a chi. Nessuno si è interessato di fare delle indagini, tanto sono i figli degli "altri".

Questo succede nonostante le autorità sanitarie competenti garantiscano un super controllo dei lotti di vaccino, per cui non dovrebbero esistere mai e poi mai problemi di alcun genere.
Ricordiamo che questi prodotti vengono iniettati a bambini di tre mesi.

Dopo circa otto anni, è stato deciso che le dosi da somministrare ai ragazzi tra gli undici e i dodici anni, poteva essere quella pediatrica e non quella per gli adulti.
Si può solo dedurre che stanno facendo le prove della funzionalità di questo vaccino sui nostri ragazzi e senza chiedercene il consenso.

Il vaccino anti epatite B è a DNA ricombinato, attualmente è molto difficile considerare (perchè non prevedibili), gli effetti di PLEIOTROPIA (la proprietà di un gene di influenzare due o più caratteri anzichè uno solo, come generalmente avviene) Questo problema è fortemente dibattuto nella comunità scientifica a propositi delle piante modificate geneticamente, considerando che una pianta ha una struttura cellulare molto meno complessa di un essere umano, che conseguenze può avere su dei bambini?
Questi risultati li vedremo tra 20-30 anni e sicuramente saranno più dannosi del vaccino anti polio.

In uno studio condotto recentemente in Inghilterra, il ricercatore ha nutrito due gruppi di cavie, uno con patate modificate geneticamente, l'altro con patate "normali".
I risultati sono stati sconvolgenti, le cavie nutrite con patate modificate geneticamente avevano il sistema immunitario sconvolto, ed erano ammalate.
Le altre nutrite con patate "normali" stavano bene.
(N.B. Il ricercatore ora è disoccupato, la realtà da solo fastidio)

"Una patata manipolata ha stroncato topi-cavia"

Arpad Puszai era un tranquillo ricercatore di origine ungherese. Lavorava al Rowett Institute di Aberdeen (Gran Bretagna) ed era molto stimato per le sue ricerche sulle biotecnologie, soprattutto nel campo della nutrizione e del metabolismo.
Almeno sino a quando non ha deciso di rompere il silenzio intervenendo a una trasmissione della BBC sui rischi dei prodotti geneticamente modificati (Ogm). Rivelò in diretta tv che nella sperimentazione di un nuovo tipo di patata transgenica, al Rowett Institute, aveva scoperto che i topi a cui era stata fatta mangiare la patata, avevano subito, dopo qualche mese, danni rilevanti al sistema immunitario.
Il giorno dopo la trasmissione il direttore del Rowett Institute licenzia Puszai e, in una conferenza stampa, tenta di dimostrare che l'effetto delle patate sui ratti non era da legarsi alla manipolazione genetica bensì a "cause accidentali".

Quali danni dunque sono stati riscontrati nei topi da laboratorio ? Lo chiediamo ad Arpad Puszai.
"Sono diversi i danni riscontrati. I giovani topi non si sono più sviluppati nei tessuti e nel sistema endocrino e immunitario. Al punto che alcuni organi non si sono formati. Erano risultati che, riscontravo nella sperimentazione, esprimendo preoccupazione, come ho fatto nell'intervista alla BBC.
Dobbiamo considerare che nessuno dei cibi geneticamente modificati, come il mais, la soia, i pomodori, sono stati studiati in modo approfondito come è avvenuto con la patata. Con la differenza che quei prodotti erano già in commercio in Gran Bretagna.
Ecco perché ho ritenuto di esprimere le mie preoccupazioni perché ero convinto (e lo sono) che quei prodotti contengano rischi potenziali per la salute".

Dopo questo clamoroso caso il premier Blair ha deciso di rendere obbligatorie le etichette sui prodotti Ogm. Cioè negozi, supermercati, bar e ristoranti inglesi dovranno comunicare, con etichette e cartelli, che si tratta di prodotti biotech, con relativo elenco nutrizionale. Ma tutto questo potrà servire ?

"Penso che servirà ad informare i consumatori. E' un passo nella direzione giusta, anche perché fino a poco tempo fa ci veniva detto che era impossibile separare i cibi Ogm da quelli non geneticamente manipolati.
Il prossimo passo dovrà essere quello delle etichette più dettagliate in modo che il consumatore possa decidere".

In sostanza il consumatore è troppo poco informato.
Non sa quasi nulla sui rischi dei prodotti transgenici, neppure su eventuali allergie che possono provocare ?

"Esatto.
Esiste un problema di etichettatura che permette di stabilire l'origine del gene utilizzato per produrre questo cibo.
Naturalmente questo non basta.
Sono ormai convinto che sarebbe opportuno evitare del tutto gli Ogm nella catena alimentare umana.
Purtroppo però una serie di questi prodotti si trovano già in commercio.
E' importante quindi che la identificazione e la comunicazione venga fatta ai consumatori.
In Gran Bretagna anche i bar piccolissimi hanno l'obbligo di indicare sul menù i cibi prodotti con la bioingegneria; se non lo fanno sono passibili di multe sino a 5000 sterline.
Le leggi severe dunque esistono ma, mi chiedo, come fa un piccolo ristoratore a svolgere test genetici ?".

I prodotti transgenici possono provocare anche delle resistenze agli antibiotici che vengono comunemente utilizzati per combattere diversi tipi di malattie ?

"Vi sono indicazioni scientifiche chiare in tal senso. Nell'istituto dove lavoravo sono stati compiuti studi specifici. E' risultato, ad esempio, che il gene, che è il marcker della resistenza antibiotica, può essere attaccato dai batteri che sono presenti nel nostro cavo faringeo e nel sistema digerente. Quindi, tramite questi batteri si può diffondere la resistenza agli antibiotici.
Questi batteri possono addirittura scambiare i geni.
In altre parole, esiste il rischio che questa condizione si diffonda colpendo tutti i batteri, compresi quelli che si trovano, ad esempio, nei complessi ospedalieri.
Tutto questo, purtroppo, non è fantascienza, ma realtà scientifica".

Vi sono anche dei vantaggi che possono derivare ai consumatori o i vantaggi sono solo per gli agricoltori, i produttori di sementi e dell'industria agro-alimentare in genere ?

"L'introduzione di sementi derivanti dalla bioingegneria non è determinata da ragioni scientifiche ma esclusivamente economiche: le aziende volevano lucrare di più e quindi hanno messo a punto quelle sementi. I benefici presunti, pubblicizzati dalle aziende, sono molti.
Non ultimo affermano di volere in questo modo combattere la fame nel mondo.
Ma si tratta solo di ipotesi, di teorie, perché è impossibile oggi stabilire quanto possano essere vere queste affermazioni.
Una cosa però è certa: per il consumatore europeo non c'è alcun vantaggio. In Europa il consumatore viene utilizzato come cavia dopo sperimentazioni molto approssimative.
I cibi transgenici non sono più sani, non sono migliori, non danno alcun vantaggio.
I vantaggi veri li hanno solo le aziende poiché neppure gli agricoltori riescono a ottenere benefici dalle banche di sementi create dalla grande industria".

Il Gazzettino 12/11/2000

Il Dott. Stefan LANKA, virologo e biologo molecolare dell'Associazione Internazionale Re.G.I.Med. dice: "Le affermazioni della così detta ingegneria genetica non corrispondono alla realtà biologica perché la sostanza manipolata rappresenta un grande potenziale pericolo paragonabile alla radioattività incontrollata"

Ci permettiamo di ricordarLe un altro piccolo inconveniente creato dalle vaccinazioni: il vaccino anti polio ha inserito nel genoma umano un virus della scimmia che sta creando "sterilità" quando va bene e tumori, però uno non ha preso la polio (in compenso ha un cancro)

Inchiesta su un Vaccino molto controverso

Il Dr. Philippe Jakubowiez non milita contro i vaccini.
Egli non appartiene ad alcuna lega, non è settario e non fa alcun discorso fanatico.
La presentazione di questo uomo richiede una certa precauzione, poiché l’industria farmaceutica è sempre pronta a denigrare coloro che osano a mettere in discussione le sue certezze.
L’industria ne fa dunque un ritratto del tutto differente: è il diavolo in persona, un pericoloso attivista che impedisce di vaccinare contro l’epatite B, e colui che così facendo discredita la vaccinazione in generale. Infatti, nonostante l’aspetto smagrito, le dita allungate dalla malattia, il viso emaciato, questo giovane medico da’ fastidio.
Egli ha fondato l’associazione Revahb (Rischi da vaccino per epatite B) che in un anno ha recensito 1.000 persone che si stima siano vittime di gravi danni, conseguente alla vaccinazione contro l’epatite.

L’esistenza di questi ammalati, non ebbe che il frutto di dicerie, di maldicenze?
Sì, affermano i fabbricanti di vaccini.
Sicuramente afferma il CDC (Centro americano per il controllo delle malattie), il cui studio ha realizzato su domanda della Merek Sharp Daum, partner americano della Pesteur-Merieux, assolve il vaccino.
Assolutamente, proclama l’Organizzazione Mondiale della Sanità, promotore nel 1991 delle campagne di vaccinazione.
Nel suo bollettino, il "Relevè epidemiologique hebdomaire de la santè", l’O.M.S. stigmatizzava già nel maggio 1997 "la stampa popolare e la televisione francese, che hanno divulgato delle voci che stabilivano un possibile legame tra la vaccinazione contro l’epatite B e dei nuovi casi di incremento della sclerosi a placche e di altre malattie demielinizzanti ...." è probabile che queste voci arrecheranno un grave torto a dei grandi programmi della sanità pubblica.

Dopodiché aumentando il numero dei malati il discorso si è un poco addolcito: "non possiamo certo negare che questa gente soffra.
Ma nulla vi prova al momento che vi sia un legame tra le malattie e la vaccinazione contro l’epatite B.
I soli problemi chiaramente identificati negli Stati Uniti, sono degli arrossamenti e la perdita di capelli !
L’industria farmaceutica è esperta in materia di vaccini ma, visto che essa ha degli interessi commerciali, non le si crede", afferma il Dr. Patrick Poirot, direttore marketing della Pasteur - Merieux MSD.

Per valutare la fondatezza di una vaccinazione, bisogna tenere in considerazione i benefici che si attendono da questa, in termine di sanità pubblica, e i rischi.
L’epatite B è una malattia virale particolarmente grave in forma acuta "fulminante" (30 casi all’anno).

Essa presenta anche altri tipi di pericoli a scadenza più lunga: L’infezione può diventare cronica, il fegato del malato si distrugge lentamente sotto l’effetto di una cirrosi o di un cancro.
Non essendo la sua denuncia obbligatoria agli organi della sanità è difficile valutare la frequenza della malattia nella popolazione. Noi non abbiamo altro che delle stime.
"Noi ci appoggiamo sui dati che ci forniscono i medici generali della Sentinelle, e sulle statistiche che provengono dalla Inserm (Institut national de la santè et de la recherche médicale) e dall’unita di sanità pubblica di Lione, che centralizza i risultati delle analisi del sangue praticati nei laboratori della regione.
Queste cifre sono evidentemente imprecise", riconosce il Pr. Jacques Drucker, direttore del Rèseau national de santè publique.

Nell’incertezza, cosa fanno gli epidemiologi? Moltiplicano per tre le statistiche raccolte, con gli ultimi dati disponibili al 1996, danno una stima di 9.000 nuovi casi annuali di epatite, 900 malati soffrono di infezione cronica, ed un terzo di questi avrà, tra 20 anni, una cirrosi che evolverà in cancro per un paziente su due: ci sarebbero così 100.000 francesi affetti dalla forma cronica di epatite.
Essi appartengono per la maggior parte a ciò che i medici chiamano "gruppi a rischio": personale medico, omosessuali, eterosessuali dai numerosi partner, tossicomani che si iniettano la droga per via venosa e pazienti vittime di trasfusioni di sangue infetto.
Principali responsabili: il sangue e lo sperma.
"Non bisogna drammatizzare: non è una malattia che si prende a tutti gli angoli della strada", precisa prudentemente Jacques Drucker.

Ecco un discorso moderato che ha fatto acqua crudelmente, nel 1994, quando Philippe Douste-Blazy, Ministro della Sanità, lanciò la campagna di vaccinazione dei bambini.
La lotta contro l’epatite B avrebbe dovuto lasciare un segno nella storia della Sanità, ma per giustificare la sua scelta, il ministro ha mentito, ha gonfiato le cifre: L’epatite B conta 40.000 contaminazioni all’anno toccando principalmente i giovani",> affermò a Libèration, il 4.9.1994.
Le stime date dal Reseau national de la santè si aggiravano attorno agli 8.000 nuovi casi annui che, anche se moltiplicati per tre (secondo la regola) non pareggiavano il conto.

Philippe Douste-Blazy ha anche fatto degli errori di linguaggio annunciando nel Le Quotidien du medècin (11.12.1994) uno stradicamento della malattia nell’arco di 20 anni con la vaccinazione, vaccinando ogni anno 500.000 allievi della classe sesta. l’OMS non si è mai fissata un tale obbiettivo.

Sarebbe stato necessario in primo luogo la protezione dei bambini dell’Africa e dell’Asia, dove l’epatite B è un flagello, ma dove solvibilità degli abitanti è quasi nulla, "se si considera che l’epatite B è un grave rischio per la sanità pubblica e se l’OMS ha raccomandato di vaccinare i bambini, compresi i paesi di poca endemia, come la Francia, è compito del Ministero della sanità organizzare questa campagna" si giustifica oggi Philippe Douste-Blazy, anch’egli medico.
Erano necessari simili oltraggi, che hanno irritato i medici tra i più disposti riguardo alle vaccinazioni?: "Condanno fermamente queste pratiche contrarie ad una politica della sanità adeguata, dichiara il Pr. Alain Fisch dell’Ospedale di Villeneuse-Saint Georges (Valde-Mane ).

"È’ stata condotta una campagna barbara. Sono state violate le coscienze delle persone.
Anche le stesse nonne di 80 anni venivano a reclamare il loro vaccino!".

Solo nel 1988 appaiono sul mercato i vaccini nuovi contro questa malattia, sono sintetici, derivati da ingegneria genetica, e quindi sprovvisti di rischio di infezioni, dubbio che aveva pesato sui primi prodotti fabbricati a partire dal plasma dei portatori cronici del virus.
Ad oggi, non esiste più alcun rischio del genere, Pasteur - Merieux MSD e Smithkline Beccham, che si dividono il mercato, d’altra parte sostengono con decisione la sicurezza delle loro scoperte.
Compiono numerose azioni lobbystiche, anche nei confronti dell’OMS, sponsorizzando congressi internazionali. E’ così che la bilancia pende a favore delle vaccinazioni.

Esiste è vero una malattia grave: "tra 150 milioni di persone infettate nel mondo, un milione di decessi annui", insiste il Dr. Marc Kane, responsabile della lotta contro l’epatite dall’OMS. Nel 1991, gli esperti del programma di vaccinazione elargito optano per un’ampia immunizzazione contro l’infezione.
Essa dovrà essere effettiva nel 1995 nei paesi fortemente a rischio e nel 1997 negli altri.
La Francia anticipa il calendario e, dal 1991, la vaccinazione diviene obbligatoria per i professionisti della salute. Essa è raccomandata per le persone trasfuse e per i bimbi nati da madri infette. Saggia decisione.
Ma nulla obbligava che ci si precipitasse a vaccinare nelle scuole: certo l’Italia precede di poco la Francia, essendo l’epatite B frequente nelle regioni del Sud.
I medici si sono allarmati per la recrudescenza della malattia di Guillain-Barré - un’affezione neurologica - riscontrata nella popolazione vaccinata, ma la questione è stata dimenticata molto presto. La Gran Bretagna e i paesi nordici hanno per contro, resistito alle sollecitazioni dell’OMS, ma in Francia le pressioni degli industriali sono forti.
Smithkline Beccham, per esempio, ha preparato il terreno con cura. "Abbiamo iniziato gli studi sul pericolo dell’epatite", conferma Michelle Auclère, responsabile della comunicazione e di dare come esempio i lavori condotti su malattie sessualmente trasmissibili all’ospedale di Saint Louis a Parigi, "essi hanno rilevato che nel 25% dei pazienti erano infettati dal virus dell’epatite B.
Ciò ha reso possibile valutare il rischio che corrono gli adolescenti", afferma direttamente Michelle Auclère.

Difficile sfuggire al martellamento.

Si può vedere tutto il rigore scientifico della procedura!
D’altra parte il fine è altrove: drammatizzare, rendere evidente la necessità di proteggersi.
I laboratori Pasteur - Merieux MSD si fanno carico, essi stessi, dell’informazione ai medici generali. Da parte sua, il ministero ha investito 15 milioni di franchi nella campagna per la vaccinazione: spot televisivi, messaggi radio, libretti informativi nei giornali per i giovani. Difficile sfuggire al martellamento.
La campagna è stata condotta così bene che CB News, rivista specializzata in comunicazione, si interroga nel suo numero del 20 novembre 1995: "Si può vendere il vaccino come una bibita gassata?" La risposta è consistente in questa analisi: la campagna del ministero sfrutta dei cliché che non sarebbero rifiutati dalla Pepsi o dalla Decathlon. Il martellamento non è solo insistente: alimenta la confusione. Molti adolescenti, così come i loro genitori, credono che si tratti di una vaccinazione obbligatoria.
Molti credono che il vaccino serva anche a proteggersi dall’AIDS, visto che le due infezioni sono spesso collegate. I medici del lavoro, da parte loro, aumentano la confusione e vaccinano a ruota libera tutti i nuovi impiegati.
Conseguenza: quasi la metà dei francesi sono immunizzati contro il virus dell’epatite B.
Per il bene della maggior parte di essi.

Ma in questo concerto di lodi resta una domanda: può il vaccino avere conseguenze gravi?
Non possiamo ignorare una domanda del genere. Un migliaio di persone che si lamentano, è statisticamente poco rispetto al numero di dosi vaccinali somministrate. E’ molto, dal momento in cui si considera la gravità delle affezione delle quali soffrono.

Come valutare, quindi, i rischi possibili della vaccinazione?
La risposta è in forma di truismo: in primo luogo senza negarli. Gli esperti del Comitato tecnico delle vaccinazioni (CTV), riunitisi la settimana scorsa, hanno infine ammesso l’esistenza di ammalati, nonostante si siano decisamente schierati a favore del proseguimento della campagna. "Il CTV ha preso conoscenza del numero di casi di manifestazioni neurologiche, di patologie autoimmuni e di affezioni ematologiche riportate nel quadro della farmacovigilanza.
Il numero di notifiche si eleva, al marzo del 1998, a 271 persone colpite da demielizzazioni centrali, 160 patologie autoimmuni e 107 ematologiche".
Casi ufficialmente esaminati dall’Agence du medicamènt, e ad essa riportati dai medici e dalle industrie. Questo registro non è verosimilmente esaustivo.
Nel maggio 1997, gli autori dell’articolo contro l’epatite B, pubblicato nel Relevé épidémiologique hebdomadaire de la santè, che escludevano qualsiasi rischio, ammettevano tuttavia prudentemente: "La dichiarazione passiva delle reazioni collaterali è tuttavia debole".
Cosa che tradotta in parole chiare, significa che i medici segnalano raramente questi problemi apparentemente conseguenti alla vaccinazione.
In primo luogo per cattiva informazione: per lungo tempo essi hanno avuto a disposizione informazioni che provenivano solo dalle industrie. Per ragioni psicologiche, poi: come immaginare che un "vaccino per la vita" - slogan della Pasteur-Merieux MSD - possa avere delle conseguenze così gravi?
Si dovrebbe quindi moltiplicare per 10 il numero delle persone affette.
Questo calcolo è stato effettuato dal Pr. Bonnie Dunbar, specialista di biologia molecolare alla scuola di medicina di Houston, in Texas.
Da un anno, in silenzio, questa dottoressa, che si interessa in modo particolare ai vaccini, cerca di far luce sulle strane malattie di cui soffrono alcune persone del suo ambiente che si sono fatte vaccinare contro l’epatite B.
La Food and Drug Administration (garante della sicurezza dei farmaci ) le ha affidato 30.000 dossier medici di persone che avevano presentato degli effetti collaterali.
L’analisi di questi casi è appena cominciata e non tutti saranno coinvolti.
Ma la discussione, che sembrava essere confinata alla Francia, rischia di scoppiare anche negli Stati Uniti.

Il Pr. Dunbar, che ci ha trasmesso la sua corrispondenza con il Dr. Marc Kane, tenta di impostare il dibattito all’interno di un quadro scientifico. Si interroga: questo vaccino, preparato da una proteina dalla superficie di un virus (antigene HBS ), non riprodurrebbe le stesse malattie autoimmuni di quelle che si osservano nel corso delle infezioni virali naturali? Una questione di fondamentale importanza.
Il virus dell’epatite B può, in effetti, provocare dei problemi nelle difese dell’organismo. Il sistema immunitario dell’ammalato va in tilt, diventa cieco e distrugge certe parti del corpo che dovrebbe proteggere. Dei medici francesi hanno catalogato queste malattie autoimmuni in un articolo pubblicato nel 1995 dalla Revue du praticien. Stranamente, ritroviamo tutte le distruzioni di fibre nervose, le demielizzazioni, le malattie di Guillan - Barrè, le arterie nodose e i lupus, dei quali si lamentano, tra gli altri mali, le persone vaccinate.
Gli studi scientifici sono ancora terribilmente insufficienti. Solamente la concordanza dei tempi (i sintomi sono apparsi nei malati nelle settimane seguenti l’inoculazione ) fa sospettare il vaccino.
Alcuni studi condotti dal Pr. Alperovitch all’ospedale de la Pitiè - Salpetriere permetteranno di fare luce sulle demielizzazioni, le malattie dovute alla distruzione della guaina di mielina, una sostanza necessaria alla trasmissione dell’impulso nervoso, che si concretizzano nella perdita della sensibilità e nella paralisi. Il Ministero della Sanità si impegna a rendere pubblici i risultati.

Prevale ancora il dubbio scientifico, ma qualche segnale annuncia il cambiamento: la lista completa degli effetti nefasti del vaccino contro l’epatite B sono già stati scritti nel Vidal, il dizionario dei farmaci a disposizione di tutti i medici. Alcuni malati hanno ricevuto dal Ministero della Sanità delle proposte di indennizzo. E gli esperti incaricati a studiare i dossier delle persone affette sono a favore di un legame tra malattia e la vaccinazione.
Una sentenza favorevole di cui ha beneficiato Viviane Gaudry.
Infermiera di formazione, Viviane insegna scienze medico-sociali in un liceo quando il rettorato di
Parigi la convoca per la vaccinazione, divenuta obbligatoria per le professioni sanitarie.
Ella non esita nemmeno un istante. "Mi sono sempre impegnata a favore delle vaccinazioni; all’inizio della mia carriera ho lavorato per l’OMS in Africa".
E’ in occasione della seconda iniezione che appaiono i primi problemi. In principio dei semplici formicolii alle dita, che durano un mese. Poi la situazione si aggrava brutalmente:
paralisi, dolore lancinante, vista sdoppiata. Diagnosi: arteria nodosa, una malattia autoimmune.
Tre giorni dopo la sua ammissione all’ospedale Lariboisiere, i dottori gli domandano se è stata vaccinata contro l’epatite B. Siamo alla fine del 1995. Non hanno più fatto alcun riferimento al vaccino.
Anche Viviane stessa dimentica questa storia, preoccupata solo della sua terapia molto pesante, che comprendeva anche una chemioterapia anticancro, e della sua rieducazione. Il suo unico scopo:
camminare ancora. Dopo mesi di sofferenza, si decide a consultare uno specialista di medicina interna alla Pitè-Salpetriere. Il suo verdetto: artrite nodosa probabilmente legata alla vaccinazione.
Un neurologo dell’ospedale Saint-Joseph fa la stessa analisi.
Infine, l’esperto designato dall’Education nationale, uno specialista in malattie infettive, concorda sulla diagnosi. "Sono un buon caso di giurisprudenza!" ironizza Viviane.
La dimostrazione che, in certe circostanze, alcuni medici non nutrono più grandi dubbi sulla responsabilità del vaccino.
E che, come ogni decisione terapeutica, la vaccinazione debba essere attentamente soppesata.

Traduzione da L’Express n.2442-23/29 aprile 1998.

Le stesse ditte farmaceutiche che lo dichiarano e trascrivono nelle schede tecniche della maggior parte dei vaccini che:
"non è stato valutato per questo vaccino il potenziale carcinogenico, mutagenico e i potenziali danni alla fertilità"
tipo: Attenuvax, Comvax, M-M-R, M-M-Vax, Meruvax, Mumpvax, Pedvax, Boostrix, Engirix B, Havrix, Fluarix, Infarix, Pediarix, Twinrix, Menactra, Tetramune, Varivax, Prevnar.
A tale proposito consigliamo di leggere i seguenti documenti (si trovano anche nella sezione Documenti): recombivax_pi.pdf
us_engerixb.pdf
Tratto da: Corvela.org


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VACCINAZIONE OBBLIGATORIA per l'EPATITE B 

Le BUGIE di DE LORENZO, BIANCO, CIRINO POMICINO e SOCI

Quello che segue è il testo della relazione introduttiva tecnica del disegno di legge "Obbligatorietà della vaccinazione contro l’epatite virale B", presentato il 7 settembre 1990 alla Camera dei Deputati dal Ministro della sanità De Lorenzo di concerto col Ministro della Pubblica Istruzione Bianco, col Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica Cirino Pomicino e col Ministro del Tesoro Carli.

In corsivo sono riportate le note di commento critico al testo del Governo, redatte a cura dell’Associazione per la protezione della Natura (da Vaccinazioni perché ?, Macroedizioni, numero 1, maggio 1995).

ONOREVOLI DEPUTATI !
L’epatite B, com’è noto, ha in Italia un tasso di incidenza di 13 per 10.000, con due milioni di sieropositivi, trecentomila casi di infezione e novemila decessi ogni anno correlati a pregresse infezioni.

Le cifre di malati e morti sono gonfiate: mentre De Lorenzo parla di 9.000 morti all’anno causati dall’epatite B, le statistiche del Ministero della Sanità e dell’ISTAT indicano per il 1988 e il 1989 circa 8.500 malati per tutti i tipi di epatite. Poiché i malati di epatite B sono circa il 50-60% del totale, nel 1988 e nel 1989 c’erano al massimo 5.000 malati di epatite B in tutta Italia. Questa, essendo trasmessa quasi esclusivamente attraverso il sangue, colpisce prevalentemente adulti e anziani sottoposti a terapie mediche o che si drogano. Solo il 3-5% dei malati è compreso tra 0 e 14 anni. Nel 1988 e nel 1989 si sono quindi ammalati di epatite B circa 150-250 bambini minori di 14 anni.
Il 90% dei malati di epatite B elimina il virus e guarisce senza conseguenze; il 2-3% riporta invece gravi conseguenze, anche mortali.
Tutto ciò significa che stiamo vaccinando un milione duecentomila bambini,
con tutti i rischi collegati ad ogni vaccinazione più quelli specifici della vaccinazione anti-epatite B, per tentare di prevenire gli effetti negativi della malattia in una decina di bambini al massimo: 10 miliardi di lire a bambino (e pensare che se un bambino o un adulto muoiono in seguito a vaccinazione lo Stato riconosce un indennizzo di appena 150 milioni di lire). E’ questo il rapporto rischio-beneficio che i medici e gli esperti pongono sempre a giustificazione delle vaccinazioni ?

Nell’ultimo decennio è stata osservata una rilevante modifica dei fattori di rischio con una riduzione di quello trasfusionale, ed un incremento di quello correlato alla iniezione di droghe. La distribuzione geografica dell’infezione varia notevolmente, caratterizzandosi per l’esistenza di aree iperendemiche, particolarmente nell’Italia meridionale. I progressi compiuti in questi ultimi anni con l’ingegneria genetica hanno consentito la realizzazione di un vaccino praticamente privo di rischi, immunogeno, efficace, che consente quindi la messa a punto di una strategia di vaccinazione di massa, anche per la connessa diminuzione dei costi.
Si è così potuto conseguire un livello estremamente favorevole del rapporto costo-beneficio e inquadrare la vaccinazione contro l’epatite B come vaccinazione obbligatoria, in modo da contrastare efficacemente gli attuali livelli italiani di endemia, tenendo altresì presente che causa principale di infezione è il contagio interumano e in particolare quello intrafamiliare tardivo, come avviene particolarmente nelle popolazioni meridionali.

Relazione Tecnica
(Articolo II-ter, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, introdotto dall’articolo 7 della legge 23 agosto 1988, n. 362)

Nel 1983 è stata istituita in Italia la vaccinazione contro l’epatite virale B in forma facoltativa e gratuita. Essa è stata svolta dal 1983 ad oggi presso tutti i presìdi sanitari esistenti sul territorio nazionale nell’ambito di programmi applicativi regionali. L’offerta attiva della vaccinazione in argomento è stata indirizzata a settori della popolazione a elevato rischio di contagio. Nel corso della campagna vaccinale in parola sono stati immunizzati contro l’epatite virale B oltre 600.000 cittadini italiani, di cui 110.000 nel 1989. L’onere relativo all’attività di cui trattasi è stato sostenuto dalle regioni mediante propri stanziamenti gravanti sui riparti del fondo sanitario nazionale.
Facendo riferimento ai costi rilevati nel 1989, l’onere relativo all’acquisto del vaccino risultato dalla somma delle singole aste regionali, può essere quantificato in lire 9.075.000.000. La spesa relativa all’operatività vaccinale si riferisce a due ordini di prestazioni: lo screening pre-vaccinale e l’inoculazione del vaccino nel vaccinando.
Per quanto riguarda il primo è necessario precisare che dal 1983 ad oggi ogni operazione vaccinale doveva necessariamente essere preceduta dal dosaggio sierologico dei marcatori HBV, al fine di scartare dal processo di immunizzazione tutti quei soggetti che fossero risultati positivi per una delle analisi svolte.
Il costo del predetto screening, effettuato in Italia nel 1989, è risultato essere complessivamente di lire 14.846.700.000.
Poiché su 100 individui saggiati solo 60 risultavano negativi e quindi vaccinabili, il peso economico dei restanti 40 - non vaccinabili perché positivi - deve essere sommato al costo del singolo screening prevaccinale che pertanto, da lire 14.846.700.000 lievita a lire 20.785.380.000. Per quanto concerne l’aspetto economico dell’operatività vaccinale in senso stretto, cioè del costo dell’inoculazione del vaccino e l’organizzazione strutturale necessaria per il suo svolgimento, è impossibile procedere ad una dettagliata analisi quantitativa dello stesso, rientrando il tutto nell’ambito dell’organizzazione sanitaria delle unità sanitarie locali, cui è stato affidato il compito della esecuzione materiale dei cicli vaccinali.

In base quindi ai dati economici sopra citati, inerenti sia al costo del vaccino sia al costo dello screening prevaccinale, relativamente a 110.000 persone che sono state immunizzate nel 1989 è possibile affermare che la spesa sanitaria per l’immunizzazione contro l’epatite virale B in Italia, svolta nel predetto anno in forma facoltativa con i limiti valutativi sopra espressi, è stata di lire 29.860.380.000. Tale costo deve essere maggiorato del 20 per cento in riferimento al maggior onere derivante dal trattamento differenziale delle procedure vaccinali anti-HBV svolte a carico dei neonati da madre HBsAg positiva e dei soggetti poco o nulla rispondenti alla somministrazione del vaccino.
Infatti i nati da madre HBsAg positiva, nel numero di 16.000 ogni anno, ricevono una dose di vaccino in più rispetto agli altri soggetti; gli ipo o no responders, che costituiscono mediamente il 10 per cento dei soggetti adulti vaccinati, praticano tre dosi di vaccino e tre dosaggi dell’anti-HBS in più rispetto agli altri soggetti.
Pertanto il costo complessivo della vaccinazione antiepatitica B riferito al 1989 in Italia risulta essere di lire 35.833.140.000.

La spesa per vaccinare le categorie a rischio prima della vaccinazione obbligatoria è gonfiata: viene calcolato nella spesa l’esame di controllo del sangue che era obbligatorio fare prima della vaccinazione ma che era già stato eliminato prima della discussione della legge: in questo modo De Lorenzo, Bianco, Cirino Pomicino e Carli fanno credere che la vaccinazione di 110.000 soggetti nel 1989 sia costata quasi 36 miliardi di lire invece dei 9 miliardi effettivi.

La copertura del predetto onere è stata sostenuta dalle regioni e dalle unità sanitarie locali con il riparto del Fondo sanitario nazionale loro attribuito, di cui solo 8 miliardi di lire a destinazione vincolata per la vaccinazione anti-epatite B.
Con il presente disegno di legge si propone una nuova strategia vaccinale contro l’epatite virale B, caratterizzata da una espansione del numero dei soggetti da immunizzare e dall’obbligatorietà della vaccinazione nei confronti di alcuni settori della popolazione (bambini all’età di un anno e adolescenti all’età di dodici anni). Pertanto, sono sottoposti all’immunizzazione anti-HBV ogni anno, in forma obbligatoria, tutti i nuovi nati nel primo anno di vita e tutti gli adolescenti al dodicesimo anno di vita e, facoltativamente, alcune categorie di abitanti ad elevato rischio di contagio con la seguente previsione partecipativa annua:
1) 550.000 nuovi nati nel primo anno di vita;
2) 600.000 adolescenti nel dodicesimo anno di vita;
3) 50.000 soggetti facenti parte delle categorie a rischio.

L’immunizzazione anti-HBV delle predette classi di cittadini comporta costi unitari per ogni ciclo vaccinale notevolmente inferiori a quanto speso fino a oggi. Infatti, agli effetti del decreto del Ministero della Sanità 26 aprile 1990, tutte le operazioni vaccinali anti-HBV non devono più essere precedute o seguite da screening e, in applicazione degli articoli 2 e 4 del disegno di legge di cui trattasi, lo svolgimento di dette operazioni è affidato alle UUSSLL.
Ne deriva pertanto che l’onere della vaccinazione anti-epatitica B, proposta nel disegno di legge in argomento, è costituito semplicemente dal costo dell’approvvigionamento necessario per vaccinare 1.200.000 persone ogni anno, senza l’aggravio della spesa relativa all’esecuzione degli screening prevaccinali, in quanto proceduralmente soppressi dal decreto ministeriale sopra richiamato e senza l’aggravio della spesa relativa alle operazioni vaccinali in quanto svolte nelle strutture sanitarie delle UUSSLL istituzionalmente preposte per tali prestazioni e che attualmente già effettuano le vaccinazioni obbligatorie antipoliomelitica, antidifterica ed antitetanica.
Inoltre è da sottolineare l’evento nuovo che modifica sostanzialmente il mercato del vaccino antiepatitico, rappresentato dal fatto che alcune aziende farmaceutiche raggiungono un regime produttivo ottimale di vaccino sintetico utilizzando come materia prima il lievito di birra, e ciò consente l’immissione sul mercato di un prodotto ad un prezzo estremamente ridotto. Infatti, di fronte a costi di lire 90.000 per ogni ciclo vaccinale rilevati mediamente nell’anno 1989, in alcune aste regionali effettuate nel 1990 si spuntano prezzi di gran lunga più bassi, oscillanti intorno alle 25.000 lire.

La spesa prevista per la vaccinazione obbligatoria è enormemente inferiore alla realtà: il prezzo del ciclo vaccinale completo viene artificiosamente calcolato in 25.000 lire mentre non è mai stato inferiore a 90.000 lire e spesso è stato anche molto superiore; non tiene conto del costo dell’inoculazione del vaccino e dell’organizzazione sanitaria e logistica per il suo svolgimento: costi scaricati sulle UUSSLL ma comunque da calcolare; non tiene conto della maggiorazione del 20 per cento (circa 6 miliardi di lire) riferita al trattamento differenziale di 16.000 neonati da madre HBsAg positiva.
Pertanto, 1.200.000 cicli vaccinali al costo minimo di 90.000 lire assommano già alla considerevole cifra di 108 miliardi di lire, più alcune decine di miliardi di lire per l’organizzazione e l’esecuzione, più sei miliardi di lire per i neonati da madre HBsAg positiva: a voler essere modesti il costo di questa legge può essere quantificato tra i 150 e i 200 miliardi di lire e comunque molto lontano dai 32 miliardi 700 milioni di lire indicati da De Lorenzo, Cirino Pomicino, Bianco e Carli.
Non è quindi difficile capire come mai, nella valutazione rischi-benefici, tutti gli altri Paesi europei abbiano ritenuto di non proporre un analogo provvedimento sanitario.

In base a tali eventi è possibile sostenere pertanto che l’onere necessario per la vaccinazione di 1.200.000 persone all’anno, come ipotizzato dal disegno di legge in parola, potrà essere di lire 32.700.000 (25.000 x 1.200.000 + IVA al 9 per cento), sempre che ci sia un’adesione alle procedure vaccinali della totalità dei soggetti. In conclusione, pertanto, è possibile affermare che il disegno di legge può trovare attuazione con una spesa sanitaria addirittura inferiore a quella fino ad oggi sostenuta dalle regioni nei programmi di immunizzazione descritti in premessa.
Tale onere, inoltre, secondo valutazioni di ordine demografico e programmatico, dovrebbe ridursi consistentemente negli anni a venire. Infatti, la progressiva diminuzione delle nascite comporta una sensibile riduzione dei soggetti candidati obbligatoriamente alla vaccinazione (nuovi nati) e la progressiva saturazione del numero dei soggetti appartenenti alle categorie a rischio, indotta dal miglioramento della situazione epidemiologica in Italia come effetto delle campagne di vaccinazione antiepatitiche già svolte ed in corso di svolgimento, comporta una notevole riduzione delle operazioni vaccinali indirizzate a tali categorie. A decorrere poi dal tredicesimo anno dall’entrata in vigore della legge, il costo della vaccinazione potrà essere dimezzato; infatti, secondo quanto espresso dalla commissione di esperti istituita il 30 agosto 1989 presso il Ministero della Sanità e secondo quanto sostenuto dal Consiglio superiore di Sanità nella seduta del 7 febbraio 1990, la vaccinazione epatitica obbligatoria in argomento è indirizzata annualmente a due fasce di età (neonati e dodicenni) limitatamente ai primi 12 anni dall’entrata in vigore del provvedimento di cui trattasi e ciò al fine di poter raggiungere in breve tempo l’immunizzazione attiva di 24 generazioni italiane appartenenti a fasce di età comprese tra uno e ventiquattro anni. Quindi, a decorrere dal tredicesimo anno in poi, la vaccinazione sarà indirizzata solo ai nuovi nati e a quei pochi soggetti a rischio residuati dalle campagne di vaccinazione svolte, con esclusione dei dodicenni che già risultavano immunizzati alla nascita.
Ciò comporta che il target della vaccinazione antiepatitica B, a decorrere dal tredicesimo anno, si ridurrà da 1.200.000 a circa 500.000 soggetti, con un notevole abbattimento della spesa annua necessaria per l’immunizzazione contro l’epatite B in Italia. Infine si fa presente che una massiccia campagna di vaccinazioni comporta da subito una diminuzione della spesa sanitaria, in quanto riduce il numero dei soggetti colpiti da epatite o patologie correlate - cirrosi epatiche, etc. - da assistere sia a livello di prestazioni ospedaliere, sia a livello di assistenza medica e specialistica.


L'allora (1991) ministro della sanita' il poco On. De Lorenzo, si prese una bustarella di 300.000 Euri (600 milioni di vecchie lire) per far varare l'obbligatorieta' della vaccinazione per l'Epatite B; questa l'ammissione dell'amministratore delegato della SKB spa Italia, multinazionale dei vaccini al giudice Di Pietro nell'ambito dell'inchiesta di "mani pulite".
De Lorenzo ando' in carcere, ma la legge rimase.......
vedi Statistiche Istat sui vaccini

vedi anche: Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo  +  Contenuto dei Vaccini  +  Uranio e Vaccini - 1  +  Uranio e Vaccini - 2  +  Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ?  Come si producono i Vaccini  +  Uranio 1  +  Uranio 2


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vedi anche Dati ISTAT sui Vaccini