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Non
molti sanno che i vaccini praticati nell’infanzia possono avere in
certi casi effetti collaterali.
La delicatezza della questione risiede tra l’altro, oltre che nella
gravità di questi casi, anche nel definire con certezza la reale
frequenza dei casi stessi.
Il 23 gennaio è morta una bambina di tre mesi dopo poche ore dalla
prima dose di vaccino esavalente, contenente vaccino per la polio,
difterite, tetano, pertosse, epatite b ed haemophilus b.
Dopo l'autopsia la Ausl di Modena comunica che “sembra di poter
escludere, fin d'ora, una relazione causale con la vaccinazione
effettuata nelle ore immediatamente antecedenti l'evento”.
I genitori dichiarano alla Gazzetta di Modena che la bimba prima stava
bene.
Naturalmente ora si dovranno attendere i risultati dell'autopsia; ma
la Ausl non li ha attesi, ha subito scagionato il vaccino…...
Intanto dai primi di dicembre del 2003 l'Emea (European Medicines
Evaluation Agency), l’Agenzia europea per la valutazione dei
medicinali, aveva annunciato di avere messo sotto osservazione i
vaccini esavalenti a causa di quattro morti improvvise in bambini dopo
la somministrazione (3 in Germania e 1 in Austria).
E' giusto che
ciascuno di noi rifletta su questi fatti.
Un’analisi retrospettiva sui dati tedeschi ha mostrato che il numero
di morti inattese nei bambini nel secondo anno di vita entro 48 ore
dalla somministrazione di Hexavac è risultato superiore rispetto a
quanto atteso: 3 morti su 700.000 bambini.
Gli esperti del CPMP ( Committee for Proprietary Medicinal Products )
ritengono che la relazione temporale tra vaccinazione e decesso
rappresenti un segnale d’allerta, ma che attualmente questo non
costituisca un rischio per la salute pubblica.
Poiché non ci sono ancora prove, ma solo sospetti, che la
vaccinazione con Hexavac sia responsabile delle morti dei bambini,
l’EMEA darà avvio, nei primi mesi del 2004, ad un programma di
sorveglianza.
Il 14 Febbraio 2004 presso la Sala Consigliare del Comune di
Sabbioneta, in provincia di Mantova, si terrà l’Assemblea Generale
del Co.n.da.v, il "Coordinamento Nazionale Danneggiati da
Vaccino", associazione fondata il 22 gennaio 2001 un gruppo di
genitori di bimbi danneggiati dalle vaccinazioni obbligatorie.
Come è scritto sul sito internet dell’associazione, www.condav.it,
l'Associazione è nata per dare voce ai lesi da vaccino, ai loro
famigliari e a tutte le persone che desiderano ricevere le
informazioni, acquisite dall’associazione stessa, sui danni da
vaccino e sulla loro possibile prevenzione.
Per fare tutto questo il Co.n.da.v cerca di avvalersi di consulenze
specialistiche nazionali ed estere, dell'appoggio di altre
Associazioni già da anni impegnate in tal senso e di mantenere
stretti contatti con le Istituzioni Sanitarie.
Gli aderenti al Co.n.da.v precisano di non essere contrari alla
somministrazione dei vaccini, anzi riconosciamo che a suo tempo
abbiano giocato, e in alcuni casi giochino tuttora, un ruolo
fondamentale per la tutela della salute. Quello che chiede
l’associazione alle Istituzioni Sanitarie è di fornire alle persone
precise indicazioni sugli effetti collaterali prodotti dai vaccini,
cosa del resto già prevista dalla legge 210/92.
Purtroppo questa legge è sempre stata disattesa, creando così gravi
danni ai soggetti vaccinati: ignorare i possibili effetti collaterali
ha, infatti, in alcuni casi, reso impossibile il riconoscimento degli
stessi come patologie legate al vaccino, precludendo in questo modo la
possibilità di un intervento terapeutico mirato e tempestivo.
Dal 1996 ai primi mesi del 1999 10 hanno subito dei danni a causa dei
vaccini.
Di questi 8 si sono ammalati di poliomielite post-vaccinica
dopo la prima dose di vaccino Sabin, contro la poliomielite, 1 in
terza dose mentre 1 è deceduto. Si tratta di casi già ufficialmente
riconosciuti dal Ministero della Sanità ed equivalgono ad un numero
di 1 caso ogni 200.000 prime dosi circa.
Sui numeri però il Condav esprime dei dubbi.
L’associazione esige risposte esaurienti ad alcune domande. Per
esempio, si chiede come mai la comunità scientifica parla di
"statistiche attendibili" riferendosi al numero esiguo di
danneggiati da vaccino,
mentre da istituzioni e professori vengono
date cifre discordanti.
Il prof. Silvio Garattini, ad esempio, parla di 1 caso ogni 500.000;
il prof. Alberto Ugazio, di Brescia, 1 caso ogni 750.000; il dott.
Gobio Casali, di Mantova, 1 caso ogni 7.000.000; il dott. Francesco
Tancredi, di Napoli, 1 caso ogni 1.000.000; il Consiglio Superiore di
Sanità, 1 caso ogni 2.200.000; l’O.M.S. parla di 1 caso ogni
6/700.000; infine l'Istituto Superiore di Sanità, con le statistiche
in suo possesso fino al 1995, parla di 1 caso ogni 4.000.000.
Risulta,
inoltre che la media italiana è bassa rispetto a quella di altri
Paesi, per cui si ipotizza che alcuni "danni siano
sfuggiti", oppure, ipotizza il Condav, non sia stato
possibile effettuare una diagnosi certa a causa di un "non
corretto prelievo" dei campioni biologici da esaminare,
oppure che i medici non siano in grado di trovare e
dimostrare la correlazione, oppure sino in mala
fede...l'unico medico che ha avuto questa capacita' e
coraggio e' stato il dott.
M.
Montinari con i suoi studi sull'immunogenetica.
Se queste ipotesi fossero giuste, vorrebbe dire che un imprecisato
numero di bambini è stato ammalato dal vaccino Sabin e viengono
attualmente curati per un'altre patologie !
L'unica
verità
è che, attualmente, non esistono
statistiche
serie.
-
vedi:
Danni dei Vaccini
(testimonianze)
NdR: quindi si inventano i numeri a seconda delle persone
che ne parlano) -
vedi:
http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/contri/leo.htm
Nell’aprile 1999 le nostre autorità hanno cambiato strategia
vaccinale. Ora si fanno le prime due dosi del vaccino per la
polio con un tipo di
vaccino, il Salk, che "si dice" non provoca la
malattia.
Un decreto del ministro della salute ha disposto il ritiro dal
commercio di tutti i vaccini contenenti mercurio entro il 30/06/2003;
ma tale decreto è poi stato seguito da un altro che invece permette
l'utilizzo di vaccini con sali di mercurio fino (2008) a che le aziende non
avranno l'alternativa da proporre.
L’associazione chiede come mai sono dovuti passare ben 17 anni prima
che qualcuno decidesse di cambiare il vaccino Sabin, che in passato
avrebbe
salvato milioni di persone, ma che adesso non solo non è più di
nessuna utilità ma, al contrario, provoca gravi danni irreversibili
e, in alcuni casi la morte.
Il Condav inoltre pone un altro interrogativo: come mai in alcune ASL
si è continuato a vaccinare con 4 dosi di Sabin fino al novembre del
1999 e oltre, quando già dal mese di aprile 1999 il calendario
prevedeva 2 dosi di Salk e 2 di Sabin ?
Una lettera che l’associazione indirizzò il 10 marzo 1999
all'allora Ministro della Sanità Rosy Bindi, riportata dai vari Tg e
da alcune trasmissioni televisive, convinse il Ministro ad anticipare
il tanto auspicato cambio del vaccino Sabin nelle prime due dosi.
Il dott. Greco (ISS), lo scorso anno, ha dichiarato ad alcuni settimanali,
che il "cambio" non si è potuto effettuare prima perché il
nostro Paese non è ancora stato dichiarato "polio free" e
questo a causa di una mancata "sensibilizzazione" nel
monitoraggio delle paralisi flaccide.
Un problema analogo riguarda i vaccini per l’influenza. Non tutti i
pediatri condividono la necessità della vaccinazione dei bambini in
buono stato di salute, a causa della presenza di mercurio nei vaccini.
L’uso di
sali di mercurio nella produzione dei vaccini è
tecnologicamente superato,
ma consente dei risparmi per le aziende
produttrici, il mercurio ha la funzione di uccidere il virus
NdR ma come si puo' uccidere un virus che non e' un essere
vivente !...misteri degli "esperti" malinfromati...) e
conservare il prodotto, ma molte case farmaceutiche lo hanno
completamente eliminato, ma non tutte.
Fattore importante è il
prezzo: in farmacia, infatti,
il vaccino contenente mercurio arriva
con un prezzo al pubblico quasi dimezzato rispetto ai prodotti
equivalenti senza mercurio.
Il mercurio è nocivo per il sistema nervoso centrale, studi
epidemiologici lo mettono sotto accusa anche a basse dosi, specie nei
neonati.
L’Agenzia americana per la sicurezza dei farmaci e degli alimenti (FDA)
ha vietato da 4 anni l’uso di questa sostanza, mentre l’OMS
(Organizzazione Mondiale Sanità) di fronte al rischio di non poter
disporre di un sufficiente quantitativo di vaccini in ogni parte del
globo, non ritiene i pericoli del mercurio tali da richiedere il
ritiro dei farmaci incriminati.
(Tratto da ItaliaSalute.it)
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HANDICAP
E VACCINAZIONE
Le mie ricerche sui danni derivanti
dalla vaccinazione infantile - ed in particolare sui vaccini DPT
(per la difterite, pertosse, tetano) e MPR (per il morbillo, parotite
e rosolia) - mi hanno convinto che vaccinarsi è molto più pericoloso
di quanto si fosse mai sospettato.
Le vaccinazioni possono infatti provocare
l’encefalite con tutte le sue tipiche conseguenze, causano la morte di
almeno mille bambino all’anno nei soli Stati Uniti (casi diagnosticati
come SIDS) e circa 12.000 casi di danni neurologici gravi.
Questi ultimi
comprendono insorgenza precoce del diabete, ritardo mentale, autismo,
epilessia, semiepilessia, diversi tipi di paralisi (compresa la paralisi
cerebrale infantile) e diverse patologie nervose che portano a cecità,
sordità e perdita della parola. ù
Durante il congresso omeopatico LIGA,
tenutosi nel 1990 a Barcellona, ribadii che secondo me la
morte improvvisa
da vaccinazione è causata dalla paralisi del nervo vago. Quest’idea era
stimolata dall’osservazione che i bambini danneggiati soffrono di molte
altre paralisi dei nervi craniali.
Il nervo vago è il punto di origine di gran parte dell’innervazione dei
polmoni e più specificatamente fornisce il controllo della respirazione. Se
questo nervo viene indebolito da un’encefalite da vaccino, il riflesso
della respirazione viene necessariamente compromesso. Tale osservazione è
rafforzata dal
netto aumento dell’asma e di altre patologie respiratorie
osservato negli USA dall’avvento della vaccinazione di massa.
Vale la pena di notare che molte di queste patologie (cecità, sordità,
epilessia, incapacità di parlare, ritardo mentale) vengono considerate ‘congenite’.
Tuttavia esse vengono raramente identificate alla nascita. E’ più
frequente invece che i genitori si rendano conto che il bambino non può
vedere, udire o parlare o che è mentalmente ritardato quando egli ha nove
mesi o un anno.
Poiché non si può determinare alcuna altra causa per tali malattie, il
medico decide che queste erano presenti alla nascita. Tuttavia, a questo
punto, il bambino avrà già ricevuto tre volte il vaccino DPT (contro
difterite, pertosse e tetano) e si sa che questa vaccinazione è in grado di
causare le malattie già citate.
Il Congresso degli USA è stato sufficientemente convinto dal mio libro DPT:
a shot in the dark (La trivalente contro difterite, pertosse e tetano:
un salto nel buio) da varare alla fine del 1986 il "National
Vaccination Compensation Act", la legge di indennizzo per i danni da
vaccinazione. Essa istituiva a Washington un ufficio incaricato di
accogliere le richieste dei danneggiati e di risarcire la famiglia nel caso
l’istanza fosse fondata.
Con questo sistema sono stati risarciti numerosi casi, la metà dei quali
riguardavano decessi (quasi sempre classificati dal medico legale come morte
infantile improvvisa di origine sconosciuta).
Prima che scrivessimo il nostro libro le autorità americane avevano negato
la possibilità che un bambino potesse morire in seguito a vaccinazione. Ora
stanno rivedendo la loro posizione.
Il mio libro sui danni derivanti
dalla vaccinazione infantile, Vaccination, social violence and
criminology: the medical assault on the american brain (Vaccinazione,
violenza sociale e criminalità: l’aggressione medica al cervello
americano), continua le ricerche sull’argomento. Quest’opera è stata
motivata dalla consapevolezza che, poiché i fenomeni biologici danno luogo
a una gamma di effetti, se le vaccinazioni infantili provocano la morte e le
altre patologie menzionate allora esse devono necessariamente provocare
anche altre innumerevoli malattie ‘minori’.
Come nel caso del decesso da vaccinazione, si tratta di un campo che non è
mai stato oggetto di ricerca da parte delle autorità mediche o sanitarie.
L’opera descrive bambini e adulti che sono stati danneggiati dalle
vaccinazioni ma non così gravemente da essere affidati ad istituti.
Definisco la loro patologia come "sindrome postencefalitica". Il
metodo usato per valutare la portata di tali danni sulla popolazione
comprende, tra l’altro, la comparazione dei dati sui bambini danneggiati
da vaccinazioni con il gran numero di dati esistenti sulle conseguenze
dell’encefalite epidemica (encefalite letargica, encefalite di Von
Economo), malattia che aveva imperversato in gran parte del mondo negli anni
Venti e Trenta. Questi bambini soffrono delle stesse menomazioni di quelli
più gravi ma in forma attenuata.
Invece di epilessia, manifestano tic e momenti di assenza. Al posto di un
ritardo mentale con concomitante incapacità di inserimento sociale,
evidenziano un quoziente di intelligenza 80-90 che è appena sotto il
livello della normalità. Invece della paralisi, possono evidenziare una
qualche perdita di controllo muscolare (atonia), soprattutto a livello delle
mani.
I genitori diranno che il bebè non usa le mani per camminare ‘a
gattoni’ oppure che afferra gli oggetti con i piedi invece che con le
mani. Tali soggetti evidenziano leggeri difetti ai nervi craniali. Invece di
essere ciechi sono astigmatici o affetti da nistagmo (rapida oscillazione
incontrollata dei globi oculari) oppure da strabismo convergente.
Possono aver difficoltà a spostare gli occhi da un lato all’altro o sono
dislessici e incapaci di leggere, di sillabare correttamente, di capire i
numeri e cosi via. Un’altra particolarità è che talvolta sono
ossessionati dagli occhi della gente, hanno paura di guardare gli altri
negli occhi. Invece di essere totalmente sordi hanno una difficoltà di
udito, un’otite media cronica che può necessitare di un’operazione per
l’installazione di un tubetto di drenaggio del liquido da far uscire.
Almeno la metà dei bambini statunitensi ha avuto un episodio di otite media
nel primo anno di vita e comunque il 90% l’ha manifestata entro i sei
anni, fenomeno questo che comporta ogni anni 26 milioni di visite
specialistiche oltre a milioni di operazioni per l’inserimento del tubo
citato (miringotomia) del costo di mille dollari ciascuna.
Questo particolare tipo di otite era sconosciuto nel Paese prima della fine
degli anni Quaranta - inizio anni Cinquanta, il momento in cui viene
introdotta l’antipertosse. Invece dell’incapacità di parlare tali
bambini possono avere una voce particolarmente rauca, monotona o
inespressiva e spesso tartagliano o hanno altre difficoltà di parola,
manifestano asma o altri problemi respiratori.
L’incidenza dell’asma ha
avuto negli USA un incremento negli ultimi decenni soprattutto nei bambini
più piccoli.
I
bambini muoiono oggi di asma
mentre paradossalmente nel passato i medici potevano
affermare che "nessun bambino muore di asma".
I vaccinati soffrono spesso di emicrania, anoressia, bulimia, sovrappeso, disturbi del sonno e dell’appetito. Abbiamo scoperto che i
neonati affetti da coliche (allergia al latte) tendono a reagire
maggiormente alle vaccinazioni: le coliche dovrebbero di conseguenza essere
indicate come una controindicazione alla vaccinazione. Altri problemi si
manifestano con un ritmo del sonno alterato e cioè con bambini che
scambiano il giorno per la notte: essi sono iperattivi, hanno una capacità
di attenzione estremamente breve e sono impulsivi.
Inoltre manifestano un basso livello di resistenza alle infezioni, dovuto
presumibilmente ad un alterato meccanismo immunitario.
Questi difetti vengono comunemente
considerati ‘lievi’ ma bisogna tener presente che soprattutto l’iperattività,
la dislessia e l’incapacità di attenzione stanno portando al collasso
l’attuale sistema educativo americano.
In effetti gli handicap fisici sono solo una parte del problema
vaccinazioni, che si rivela infatti più grande dal lato mentale, emotivo e
morale. Questi bambini sviluppano un profilo psicologico tipico in quanto
alienati e paranoici, affetti da una debolezza di ego e di autostima. Sono
ansiosi e depressi, non tollerano frustrazioni, hanno un ossessivo bisogno
di controllare le situazioni e manifestano panico quando lo perdono. Sono
sessualmente precoci e facilmente omosessuali o bisessuali, tendono a
comportamenti ossessivi quali l’alcolismo e l’abuso di droghe.
Sono affascinati dal fuoco, piromani. Sono inclini agli scoppi di rabbia e
questo tratto psicologico, combinandosi all’impulsività, li porta ad atti
di violenza impulsiva. Questi individui sono spesso coinvolti nel crimine e
talvolta, con il suicido, arrivano a rivolgere la violenza contro loro
stessi. Raramente mostrano rimorso per ciò che hanno fatto, sembrano
dissociarsi dai loro stessi atti perché l’impulso sfugge al loro
controllo, come un tic facciale.
I lettori che abbiano una certa dimestichezza con la psichiatria moderna
riconosceranno la descrizione dei cosiddetti "disturbi del
comportamento" (disadattamento) dei bambini o "personalità
sociopatica" degli adulti.
Secondo le mie ultime stime un bambino su cinque-sei rimane danneggiato in
misura più o meno accentuata dalla vaccinazione: questa stima si basa
sull’incidenza della dislessia e dell’iperattività nelle scuole
americane, che colpiscono oggi il 15-20% dei bambini in età scolare.
I programmi statunitensi di
vaccinazione vennero istituiti alla fine degli anni Trenta e il primo gruppo
di neonati autistici si riscontra all’inizio degli anni Quaranta.
I
programmi si svilupparono dopo la guerra
ed il numero di soggetti autistici
aumentò notevolmente per arrivare agli attuali
300-400.000 casi. Quando i
vaccinati della prima generazione (i nati nel 1945) raggiunsero gli otto-nove anni, negli USA si cercò di capire "perché John non è
capace di leggere".
Il problema attualmente va peggiorando mentre in molte cittadine americane
il sistema scolastico statale è al caos. Quando questi bambini raggiunsero
l’età di 18-19 anni e affrontarono gli esami per entrare all’Università
o nella carriera militare, si vide che il loro quoziente d’intelligenza
stava declinando: in realtà sta diminuendo regolarmente dal 1963, anno in
cui la generazione nata nel 1945 ha compiuto il diciottesimo anno d’età.
Quando questa generazione entrò nell’età adulta determinò un’alta
incidenza del crimine violento, che continua ancora oggi. Omicidi, stupri,
aggressioni cominciarono ad aumentare nella metà degli anni Sessanta e sono
in progressione. Numerosi studi hanno confermato che le persone coinvolte in
crimini violenti manifestano un’alta incidenza delle tipiche patologie
post-encefalitiche da vaccino.
Almeno due vie collegano inoltre
l’adolescente post-encefalitico all’alcolismo e alla droga. In primo
luogo, questi individui - come abbiamo già visto - soffrono di ansietà,
depressione e bassa autostima e sono perciò naturalmente inclini ad evadere
dalla realtà. In secondo luogo, molte scuole statunitensi prescrivono
terapie farmaceutiche ai bambini affetti da iperattività, difficoltà di
attenzione ed incapacità di apprendimento; a un milione circa di questi
bambini vengono regolarmente prescritte anfetamine e sostanze simili come il
metilfenidato.
Si tratta di medicine che danno assuefazione e non sorprende pertanto che
questi bambini diventino in seguito dei drogati.
By Harris
Coulter, da The Omeopath del gennaio 1991
vedi anche:
Ruolo dei Vaccini nella Guerra del Golfo
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Contenuto dei Vaccini
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Uranio e Vaccini - 1 +
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Guerra del Golfo, Uranio o Vaccini ? +
Come si producono i Vaccini + Uranio
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