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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
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DANNI da VACCINO - 3  
(anche in gravidanza)
Danni dei VACCINI (English) +
Gravissimi i Danni dei vaccini
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica

Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

Vaccino Acelluvax (Chiron-Novartis) DANNOSO
20 FATTI misconosciuti sui Vaccini + Perche' vaccinare ? + I miti dei Vaccini
La scomparsa delle malattie infettive NON e' dovuta ai vaccini ! (Francais)
Lettera di un padre di bambino rovinato dai Vaccini

Leggere i disastri fatti dal vaccino per lo  HPV in India e non solo
Premi in denaro ai medici che vaccinano...
 

Continua da: Pag. 1 + Pag. 2 + Pag. 3 + Pag. 4 + Pag. 5 + Pag. 6

Danni anche Neurologici dai Vaccini: visionare questo sito in English (con anche le citazioni bibliografiche)
Continua anche in:  Pag. 2 + Pag. 3 (oltre all'INTERVISTA al dr. MOULDEN)
vedi anche questa: raccolta di dati medico-scientifici sui gravi danni dei Vaccini


Associazione temporale di alcuni disturbi NeuroPsichiatrici DOPO la vaccinazione di bambini e adolescenti:
Uno studio Pilota con  casi-controllo
http://journal.frontiersin.org/article/10.3389/fpsyt.2017.00003/full

MOLTI VACCINI sono IRRADIATI con COBALTO 60 (isotopo radioattivo del metallo Cobalto) e la perdita della Radioattivita' di cio' che e' stato irradiato si esaurisce fra i 5 ed i 7 anni....dall'irradiazione...
Il Cobalto 60 è un isotopo radioattivo e instabile del cobalto che decadendo emette radiazioni ionizzanti. I raggi gamma prodotti dalla sorgente di Co-60 penetrano il materiale e deviano gli elettroni dalla loro orbita. Per le applicazioni a scopo di sterilizzazione (come viene fatto per i vaccini), questo fenomeno ha un effetto disgregante sul DNA 
vedi: la prova dell'iradiazione, nello studio nel PDF

Uno studio in inglese dimostra, che bambini NON vaccinati sono più sani che i bambini vaccinati
http://www.naturalblaze.com/2014/02/studies-prove-without-doubt-that.html

I bambini NON vaccinati sono più sani - Bologna, 28 ottobre 2015
A sostenerlo non sono pseudo-guaritori, maghi o fattucchieri. Ma oltre 120 medici che, dopo settimane di dibattiti e polemiche sul tema, escono allo scoperto con una lettera aperta all’Istituto superiore di sanità. Primo firmatario il cardiologo Roberto Gava, membro della ‘Società medicina centrata sulla persona’ di Bologna, appoggiato da oltre una ventina di professionisti emiliano-romagnoli e marchigiani.
Il corposo documento prende le mosse dalle affermazioni del presidente dell’Istituto, il professor Gualtiero Ricciardi (leggete i conflitti di interesse che questo soggetto ha con la GSK, produttore di vaccini), che ha recentemente sostenuto la sicurezza dei vaccini pediatrici: "Su 19 milioni di vaccinazioni ci sono stati soli 5 casi di reazioni gravi, peraltro non mortali".
Non è esattamente così per i firmatari della missiva che rivelano l’esistenza di "reazioni avverse che ammontano a migliaia di rilievi all’anno".
Non per questo vogliono essere classificati come i fautori del no, senza se e senza ma. E infatti nella premessa mettono in chiaro che, oggigiorno, un qualsiasi medico dotato "di buon senso" e di "un minimo di conoscenza scientifica" non può essere "contro le vaccinazioni pediatriche".
Ma poi mettono sul tavolo la loro esperienza sul campo. E cioè "pratica medica specializzata" accanto al bambino malato, non "frettolosa ma fatta di osservazione e ascolto, di considerazione di quello che lui ci comunica e subliminale e di quello che i genitori raccontano". E tutto ciò "ci ha aperto gli occhi".
La conclusione è destinata a suscitare scalpore: "I bambini non vaccinati appaiono indubbiamente e globalmente più sani, meno soggetti alle patologie infettive, specie delle vie aeree, meno soggetti ai disturbi intestinali e alle patologie croniche, meno soggetti a patologie neurologiche e comportamentali e scarsi consumatori di farmaci e di interventi sanitari".
- vedi questo studio: Confronto fra vaccinati e NON vaccinati


Le RICERCHE MOSTRANO un NESSO fra MICROBIOMA Intestinale (intestino) e CERVELLO - 09/01/2015
Chiamate collettivamente microbioma, le migliaia di miliardi di microbi che abitano il corpo umano vivono principalmente nell’intestino, dove ci aiutano a digerire il cibo, a sintetizzare le vitamine e a difenderci dalle infezioni. Ora, recenti ricerche sul microbioma hanno dimostrato che la sua influenza si estende ben oltre l’intestino, fino ad arrivare al cervello. Negli ultimi 10 anni, vari studi hanno collegato il microbioma intestinale a una serie di comportamenti complessi, come umori ed emozioni, appetito e ansia.
Il microbioma intestinale sembra contribuire al mantenimento della funzionalità cerebrale, ma non solo: potrebbe anche incidere sul rischio di disturbi psichiatrici e neurologici, fra cui ansia, depressione e autismo. Una delle modalità più sorprendenti con cui il microbioma influisce sul cervello è durante lo sviluppo.
“Esistono delle finestre evolutive critiche in cui il cervello è più vulnerabile poiché si sta preparando a rispondere al mondo circostante”, spiega Tracy Baie, docente di neuroscienze presso la facoltà di veterinaria dell’Università della Pennsylvania. “Così, se l’ecosistema microbico della madre si modifica - per esempio a causa di infezioni, stress  o diete - ciò cambierà il micro bioma intestinale del neonato, e gli effetti possono durare tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno esplorando la possibilità che il microbioma abbia un ruolo nelle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com : http://tinyurl.com/kaa2j36


vedi: Bugiardini dei vaccini
+ Danni Vaccini -1 + Danni vaccini - 2
+ GRAVI DANNI dei VACCINI + Perche' vaccinare ? + Sfogo sdegnato di una madre verso un pediatra + Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF -  dott. M. Proietti + Danni neurologici con i vaccini

SINDROME della STANCHEZZA CRONICA
Quello che era un indizio, oggi è un sospetto con radici ben fondate. La sindrome da stanchezza cronica, condizione che in Italia colpirebbe all’incirca duecentomila persone (manca un registro ufficiale), è quasi certamente una malattia che nasce da un’alterazione della flora intestinale e non ha invece un’origine psicologica. Questo, almeno, è quanto sostiene un gruppo di ricercatori della Cornell University (Ithaca) in uno studio pubblicato sulla rivista « Microbiome ».  
«La sindrome da stanchezza cronica nasce dall’intestino, non dalla testa», hanno sentenziato gli scienziati, le cui parole confermano l’ipotesi più battuta dagli specialisti impegnati nell’individuare l’esatta eziologia della malattia. 


L’ORIGINE della MALATTIA RISIEDE nell’INTESTINO  
Nell’ultimo studio, i ricercatori hanno identificato alcune alterazioni del microbiota intestinale comuni a tutte le persone coinvolte nello studio (48) che segnalavano sintomi riconducibili alla sindrome da stanchezza cronica (rispetto ai 39 soggetti inseriti nel gruppo di controllo).
L’osservazione, riferibile all’83 per cento delle persone che segnalavano i sintomi caratteristici della condizione (stanchezza protratta, difficoltà di concentrazione, dolori articolari, mal di gola e mal di testa che non si attenuano con i farmaci), è avvenuta attraverso il campionamento delle feci e un semplice prelievo.  
«Il nostro lavoro dimostra che chi soffre di affaticamento cronico ha un’alterazione della flora batterica intestinale che risulta probabilmente responsabile dei sintomi gastrointestinali e dei processi infiammatori riscontrabili in questi pazienti», afferma Maureen Hanson, docente di genetica e biologia molecolare alla Cornell University e prima firma della pubblicazione.
Molti aspetti restano ancora da scoprire, ma secondo la scienziata l’evidenza è «sufficiente a escludere l’origine psicologica della malattia», finora presa in esame vista la frequente concomitanza con le sindromi depressive
Sequenziando le regioni di Dna microbico raccolte attraverso i campioni di feci, i ricercatori hanno identificato diverse tipologie di batteri, tra le persone sane e quelle colpite dalla sindrome da stanchezza cronica. In particolare nelle persone malate è stata individuata una quota inferiore di microrganismi dotati di azione antinfiammatoria.
Il riscontro, ottenuto anche in alcuni studi mirati a indagare il possibile ruolo della flora batterica intestinale nei meccanismi di insorgenza delle malattie infiammatorie croniche intestinali , ha convinto gli esperti a cercare nel microbiota le possibili cause della risposta immunitaria sovradimensionata che innesca la sindrome da stanchezza cronica.
Resta poco chiaro se le alterazioni siano una causa o un effetto della malattia, ma su un aspetto gli esperti concordano: il legame non è da trascurare. Oltre ai batteri, i ricercatori puntano a capire se un ruolo determinante non sia giocato anche da virus e funghi.  

Altri FATTORI CORRESPONSABILI  
Finora, infatti, tra le possibili cause della malattia è stato considerato anche il virus di Epstein-Barr, responsabile della mononucleosi: spesso presente nel sangue dei pazienti, al momento della diagnosi.
Non si esclude comunque che a innescare i meccanismi immunologici alla base del disturbo ci siano altri fattori: alimentari, ambientali o endocrini. Senza trascurare l’ipotesi ormonale, viste le disfunzioni riscontrate in molti pazienti a carico dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. La strada per completare la conoscenza della sindrome da stanchezza cronica rimane ancora lunga.
By F. Todaro - Tratto da: lastampa.it

Commento NdR: quello che scatena questi sintomi chiamati impropriamente "malattie" e' l'infiammazione della mucosa gastrointestinale, l'alterazione del pH digestivo dovuto ad alimentazione inadatta al soggetto, che dovrebbe rispettare questi canoni = Crudismo + Emodieta), che genera alterazioni anche della flora batterica, od ad alimenti contaminati, fegato intossicato, che quindi non depura il sangue, denti malcurati, ingestione di farmaci, ma e soprattutto dai Vaccini che sempre creano disbiosi che protratte nel tempo in certi soggetti generano anche questi sintomi importanti !

Il 13/10/2009, ricercatori dell’Università del Nevada, dell’Istituto Nazionale contro il Cancro  e della Cleveland Clinic hanno annunciato la scoperta, accolta con grande entusiasmo dal mondo scientifico, che alla radice della Sindrome da Fatica Cronica (CFS), una debilitante malattia neuroimmunitaria che colpisce più di un milione di persone nei soli Stati Uniti,  potrebbe esserci un virus
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Science,  ha trovato  infatti un virus, chiamato XMRV,  nel 95% dei pazienti con diagnosi di Encefalopatia Mialgica/Sindrome da Fatica Cronica.
 

L'AUTISMO E' ASSOCIATO ad una INFEZIONE VIRALE vaccinica - Il virus XMRV (divenuto tale per una mutazione virale)sembrerebbe coinvolto anche nell'autismo, cosi dicono le autorita' mediche, che comunque brancolano nel buoi, se non sono addirittura in malafede.

IMPORTANTE Ricordare che: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !

Visionare queste pagine DANNI BIOLOGICI (i meccanismi): e...
La prevenzione, il riconoscimento, la cura del Danno biologico e Neuro-comportamentale indotto dalle  Vaccinazioni infantili -
By dott. Massimo Montinari & dott. Carlo Tonarelli, Associazione Universo Bambino, Associazione Pediatri Omeopati italiani, A.P.O.I.

Sono i Vaccini la Causa del Calo della Salute dei Nostri Bambini ? - MCS America - 04 giugno 2008
Quello volgarmente noto come concetto di immunita' e' una teoria matematica la quale afferma che per proteggere da una malattia l'intero gruppo, bisogna immunizzarne la maggioranza.  Sia i politici che gli operatori medici stanno lavorando duro per forzare le vaccinazioni di ogni uomo, donna e bambino al mondo.

Negli Stati Uniti esiste una rimarchevole controversia sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini. 
Le ricerche a sostegno della sicurezza sono poche ed insufficienti, benche' decisive per il benessere di tutti i cittadini americani.
Ogni giorno, i genitori sono forzati, blanditi ed anche spaventati a morte affinche' vaccinino i loro figli
.
Quei genitori che coscientemente scelgono di non vaccinarli, dopo aver soppesato rischi e benefici, sono spesso segnalati ai Servizi di Protezione Infantile per il cosiddetto "aver messo in pericolo i bambini".
Ma chi sta veramente mettendo in pericolo la salute dei bambini ?
Diamo uno sguardo ad una piccola parte delle numerose statistiche sulle vaccinazioni nel 2008:
4 gennaio: Hanoi, bambino di 45 giorni muore dopo vaccinazione epatite B;
25 gennaio: Thua Thien,  bambino di 2 mesi muore dopo vaccinazione epatite B e difterite-pertosse-tetano;
31 gennaio: autorita' francesi aprono inchiesta per omicidio colposo nei confronti di una campagna di vaccinazione degli anni '90 che causo' 30 azioni civili per danni da vaccino, incluse le famiglie delle cinque persone morte per le vaccinazioni;
19 febbraio: bambino di 4 mesi muore dopo vaccinazione con vaccino difterite-pertosse-tetano, epatite B e due gocce di anti-polio di nome Poliovax;
25 febbraio: centinaia di persone intentano causa per aver contratto l'epatite B causa vaccinazioni obbligatorie subite da bambini;
28 febbraio: 9 bambini per ogni 10.000 vaccinati con ProQuad - una combinazione di vaccino per il morbillo, gli orecchioni , la rosolia e la varicella - mostrano crisi apoplettiche e convulsioni;
2 marzo: un bambino di 2 mesi a Ca Mau e' morto dopo l'iniezioni di vaccino per l'epatite B, la pertosse ed il tetano;
23 aprile: 4 neonati morti dopo vaccinazione per il morbillo;
30 aprile: neonato di 3 mesi morto dopo vaccinazione per pertosse. difterite ed itterizia;
13 maggio: ragazzo di 17 anni morto dopo inoculazione vaccino morbillo;
15 maggio: 60 persone ricoverate in Ucraina dopo vaccinazione per morbillo;
16 maggio: altre 32 persone ricoverate in Ucraina dopo vaccinazione per morbillo;

La maggior parte delle morti collegate alle vaccinazioni, sono classificate, negli Stati Uniti come sindromi di morte improvvisa infantile (SIDS), [ sudden infant death syndrome, ndt ] invece che come morti da vaccinazione.
SIDS e' la piu' diffusa singola causa di morte nel periodo postnatale. Nel periodo 1983 - 1994,  i centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie hanno calcolato che il SIDS e' stato indicato come causa di morte per 61.882 morti infantili.

Dal 1980 il numero di vaccinazioni richieste per i bambini e' aumentato drammaticamente.
Questi vaccini contengono molte sostanze tossiche, che comprendono il thimerosal, un neurotossico contenente mercurio ( Hg), che puo' contribuire a disordini dello sviluppo neuronale quali SIDS, autismo, disordine da iperattivita' e deficit dell'attenzione (ADHD), e sensibilita' chimica multipla (MCS), che sono tutti in aumento ( Hertz-Pccioto et al, 2006; Losiniecki & Prahlow, 2006; Braun et al, 2006; Meggs et al, 1996; Szpir, 2006).

Secondo l'Ufficio del Censimento degli Stati Uniti, autismo, ADHD ed altri disturbi dello sviluppo neurologico possono colpire negli Stati Uniti 1 bambino su 6, per un totale di 12.000.000 di cittadini ( Ball, 2001).

Molte di queste condizioni sono comparse od aumentate nel periodo di aumento del numero delle vaccinazioni.
Un confronto fra l'insorgenza di disturbi dello sviluppo neurologico e l'uso di prodotti di sintesi chimica, mostra che i dati incominciano ad aumentare nel 1970 (Colborn, v. 2004),  praticamente in contemporanea con l'aumento del numero delle vaccinazioni per ogni bambino. E' opportuno condurre ulteriori studi sul possibile ruolo dei vaccini nell'insorgenza di disturbi dello sviluppo neurologico.

L'industria farmaceutica ed il governo, quando si tratta di vaccinazioni, svolgono un gran bel lavoro volto a calmare le paure degli americani. Lo svolgono in varie maniere, principalmente attraverso i mezzi di comunicazione di massa ufficiali, creando la paura delle "malattie", pubblicizzando un numero di casi di morbillo statisticamente insignificante ma utile al fine di creare la paura di una pandemia, usando ingannevoli campagne di vaccinazione, ed impegnandosi ad instillare un senso di colpa per lo scegliere di non vaccinarsi.

Il senso di colpa viene creato con campagne vaccinatorie ingannevoli sui mass media, che proclamano che i bravi genitori fanno vaccinare e che se un genitore ama i suoi figli, li deve vaccinare. Il pensiero critico ci insegna che l'affermazione "i bravi genitori fanno vaccinare" e' un finto ragionamento od un errore logico, conosciuto come cercar favori.

Un altro imbroglio logico al quale governo ed autorita' mediche ricorrono e' l'appello all'autorita'.
L'appello all'autorita' si ha quando si afferma che una cosa e' vera - in questo caso che i vaccini fanno bene alla salute - perche' lo dice una figura con autorita', che non e' un esperto, per esempio un politico. Infatti i politici regolarmente approvano leggi che obbligano le vaccinazioni per gli studenti che vogliano iscriversi a scuola.

I genitori del New Jersey hanno recentemente fatto sapere che sarebbero stati messi in galera se non avessero dimostrato, in un'aula di tribunale una certa domenica,  che i loro figli erano stati vaccinati o di essere stati obbligati a farli vaccinare con la minaccia del tribunale.
La salute individuale dei bambini non era stata tenuta nella minima considerazione ed i giudici ed i politici coinvolti nel caso non avevano nessuna qualifica medica che li rendesse idonei a prendere decisioni sulla correttezza delle vaccinazioni per questo o quel bambino.
Ci sono casi nei quali esistono controindicazioni per le vaccinazioni a livello di popolazione. Eppure i genitori sono forzati dalla falsita' logica, dall'appello all'autorita', secondo i quali queste figure autoritarie hanno a cuore l'interesse dei figli degli altri genitori.

Quello che e' decisivo da sapere e': funzionano i vaccini ? ed ancor di piu' : sono sicuri ? Quali sono i rischi ?
Ed infine : il bambino, o la persona, ha una qualche controindicazione a quello specifico vaccino ?
Avendo queste informazioni, si puo' fare una analisi completa dei rischi e dei vantaggi per uno specifico bambino.
Ma questo e' quello che ne’ il governo ne’ l'industria farmaceutica vogliono... dei genitori che pensano.
L'industria farmaceutica ha soldi da fare con le vaccinazioni, soldi che in parte poi gira ai politici sotto forma di contributi alle campagne elettorali. In mezzo a tutto cio', ci sono i genitori che devono prendere decisioni che potrebbero cambiare il corso della vita dei loro figli, causare disturbi, morte, autismo o salvarli dalle malattie.

Il governo vuole che i genitori pensino che i vaccini siano perfettamente sicuri, che non esiste nessuna connessione con nessun disturbo neurologico e che le morti che si verificano dopo le vaccinazioni non hanno nulla a che fare con le medesime.
Si pagano o si finanziano spesso ricercatori
con conflitti di interesse perche' producano ricerche dimostranti non esserci connessione alcuna fra vaccini e morti, fra vaccini e disturbi, soprattutto come e' gia' successo con l'autismo.
Invece, le ricerche genuinamente indipendenti dimostrano semplicemente il contrario. C'e' una indiscussa correlazione fra aumento del numero delle vaccinazioni ed aumento simultaneo del numero dei bambini ammalatisi ed anche morti.

Il primo progetto di studio condotto per esaminare gli effetti del carico globale medio di vaccinazioni ai quali e' sottoposto un bambino ha dimostrato che un infante di scimmia  che riceva lo stesso carico mostra sintomi e segni di tipo autistico.
Wakefield e colleghi hanno riscontrato anomalie nel funzionamento cerebrale centrale negli animali vaccinati che possono essere indicative di alcuni aspetti autistici, indicativi di un disordine acquisito nello sviluppo neurologico.
Hewitson ha studiato le conseguenze comportamentali, funzionali e neuromorfometriche del regime di vaccinazioni infantili ed ha scoperto che assomigliano ad alcune anomalie neurologiche tipiche dell'autismo.

Walker e colleghi ( 2008 ), hanno trovato molte significative differenze, nei profili dell'espressione genetica dei tessuti GI [ gastrointestinali, ndt ],  fra animali vaccinati e non.

Ci sono molti altri studi che mostrano risultati analoghi, inclusi molti ai quali e' stata negata la pubblicazione su riviste mediche, possedute dall'industria farmaceutica, che ha enormi interessi nel vendere i propri vaccini.

Che cosa e' peggio... il rischio di malattia o quello dei danni da vaccinazione ?
Solo tu puoi decidere
ed ognuno di noi dovrebbe avere il diritto di decidere cosa e' meglio per il proprio corpo e per quello dei propri cari.
By Lourdes Salvador  - Tradotto per EFFEDIEFFE.com  da Massimo Frulla
All articles Copyrighted © 2008 MCS America (01 giugno 2008)
Originale > 
Injurious Inoculation - Is Vaccination Behind Children´s Declining Health?

video del dott. Massimo Montinari a Don Chisciotte  - Ott. 2012

Video su: I BAMBINI NON VACCINATI SONO molto PIU' SANI di quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio sulla salute e la vaccinazione dei bambini della Nuova Zelanda ed ha trovato solide prove scientifiche che I BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei loro coetanei vaccinati !

I danneggiati dai vaccini approdano in Parlamento Italiano - Italy, Roma 26/06/2000
L'onorevole Franco Raffaldini, esponente dei DS alla Camera dei Deputati, e' stato autore di un interessantissimo intervento illustrato nell'aula di Montecitorio durante la seduta del 16 marzo 1999; tale intervento e' stato poi seguito da un'intensa attivita' di sensibilizzazione che ha portato alla recente costituzione di una commissione che si occupera' di velocizzare le pratiche per quelle centinaia di bambini italiani colpiti da danni causati da vaccino ogni anno.
Riportiamo il testo dell'intervento.

Signor Presidente,
come ieri e oggi hanno fatto reti televisive nazionali, voglio dedicare solo pochi secondi ad una bambina della mia terra (l'on. Raffaldini e' originario di Suzzara, provincia di Mantova, - Ndr). Silvia Rodi Rizzini e' una bambina di venti mesi che si e' ammalata di poliomielite dopo aver fatto una vaccinazione antipolio obbligatoria. Silvia e' nata nel 1997; nel settembre dello stesso anno e' stata sottoposta appunto a vaccinazione antipolio obbligatoria; dopo due settimane sopraggiungono forti febbri e tremori, per cui viene ricoverata in ospedale da dove viene dimessa dopo tre giorni. Successivamente la bimba si irrigidisce ed una gamba sembra paralizzata; viene di nuovo ricoverata e solo dopo tre giorni di cure vengono decise analisi specifiche. A Modena un medico riconosce subito la malattia; l'ospedale di Pavia fornisce il risultato delle analisi e comunica purtroppo l'esito temuto: e' ammalata di poliomielite. Inizia così per Silvia ed i genitori il calvario tra gli ospedali di tutta Italia (il Besta di Milano, Firenze, il Don Gnocchi).
La cura della bambina costringe la mamma, che ha altri tre figli, ad abbandonare il proprio lavoro.
L'unico sostentamento e' quello del padre. Tutte le cure debbono essere pagate. La bambina e' sottoposta quotidianamente a terapia fisica. Viene avviata la pratica per l'indennizzo previsto dalla legge n. 210 del 1992.
Per questo la bimba - che lo ricordo allora aveva poco piu' di un anno - deve sottoporsi ad una visita medica presso l'ospedale militare di Brescia. Dopo questa trafila l'Asl ha istruito la pratica e l'ha inviata al ministero della sanita' il 6 ottobre 1998.
A tutt'oggi sembra che di questa pratica al ministero non vi sia traccia. Tutto questo sembra il paradigma del cittadino solo di fronte ai drammi della vita e per queste persone non vale il rilievo statistico secondo cui vi e' una possibilita' su 700.000 che si verifichi un caso analogo. Rimangono grandi interrogativi.
Ai genitori possono essere fornite maggiori informazioni nel momento in cui si sottopone un bimbo alle vaccinazioni ?
E' possibile utilizzare un metodo diverso dal Sabin, ad esempio, quello Salk gia' utilizzato in altri paesi ?
E' possibile conoscere dall'istituto Superiore di Sanita' il reale numero di malati di poliomielite da vaccino ?
Quali sono i punti di riferimento medici, scientifici, istituzionali ed associativi cui possono rivolgersi con facilita' genitori soli e disperati ?
Non debbono essere previsti immediati sostegni economici per le spese mediche che devono essere sostenute ?
Quando la diagnosi e' fatta da enti pubblici specialistici non e' inutile vessazione per un bimbo la commissione medica presso gli ospedali militari ?
Lo stesso meccanismo del risarcimento previsto dalla legge puo' diventare, se non automatico, pressoche' immediato, piuttosto che una pena burocratica che dura anni ed anni prima di avere una risposta dignitosa ?
E' chiaro, signor Presidente, che su questo punto assumero' un'iniziativa specifica parlamentare, ma ritenevo giusto esprimere subito in quest'aula una posizione ed un sentimento di vicinanza e di impegno in favore di quei genitori, di Silvia e di quei cittadini che oggi, altrimenti, si sentirebbero soli e forse abbandonati.
Tratto da: "VacciNetwork 

vedi: Morti per vaccino = Bambini  muoiono dopo la vaccinazione

Video del redattore della Pagina su Vaccini si o no ?

 

Vaccinato all'Asl, diventa poliomielitico - Dolorosa vicenda a Roccasinibalda dove i genitori di un neonato denunciano: "Lo Stato non informa e ora ci ha abbandonato"
Il piccolo, dopo la somministrazione in ambulatorio, e' rimasto paralizzato a una gamba
Roccasinisbalda. I genitori vanno avanti da mesi, tra centri di riabilitazione e costose cure specialistiche pur di far guarire il loro bimbo colpito dalla poliomielite all'eta' di tre mesi, malattia contratta subito dopo la somministrazione del vaccino.
Mattia, che oggi ha sei mesi, e' venuto alla luce senza complicazioni. Un bambino sanissimo, come del resto lo e' il fratellino maggiore di sei anni. Fino a quando non e' stato sottoposto a trattamento antipolio obbligatorio presso il distretto sanitario di Roccasinibalda.
Ed e' stato l'inizio del dramma perche' dopo due settimane il piccolo ha cominciato ad accusare febbre alta e una graduale paralisi in varie parti del corpo. 
Un primo campanello di allarme l'hanno fatto suonare i responsabili del centro materno infantile di Rieti che hanno consigliato l' immediato trasferimento di Mattia al Bambin Gesu' di Roma. La diagnosi dell'Istituto superiore della Sanita' e' stata un'autentica mazzata per i genitori: "Vostro figlio ha la poliomielite".

Secondogenito di Michele Miniucchi, sottufficiale dell'Aeronautica in servizio a Viterbo, e di Cinzia Bucciolotti, insegnante, si ritrova oggi con la paralisi flaccida e completa della gamba destra per le conseguenze, e' stato accertato dai medici, provocate dal vaccino. Una storia dolorosa che i suoi genitori hanno voluto rendere nota autorizzando anche la pubblicazione dei propri nomi "perche' - dicono - se ci sono altre famiglie in Italia colpite come noi, le invitiamo a contattarci e a unirsi alla nostra lotta.
Lo Stato ha precise responsabilita' e non puo' sottrarsi dal suo dovere di risarcire nostro figlio". Una prima citazione affidata all'avvocato Mariella Cari nei confronti del ministero della Sanita' e' gia' partita, ma la battaglia non sara' facile e soprattutto sanno i due genitori che mai nessuna cifra potra' restituirgli un figlio senza handicap. "Lo sappiamo che non sara' facile ed e' per questo che abbiamo voluto rendere pubblico il nostro dramma, proprio perche' non si ripeta un altro caso Mattia" affermano Michele Miniucchi e sua moglie Cinzia Bucciolotti la cui vita, dal giorno in cui il bimbo ha contratto la polio, e' radicalmente cambiata.
Settimane intere trascorse tra ospedali e centri di riabilitazione, la gran parte dei risparmi spesi per le cure e la prospettiva di dover lottare ancora a lungo nella speranza che Mattia possa vivere in futuro una vita il piu' possibile normale.
Oggi lanciano un vero e proprio atto di accusa: "Lo Stato, senza alcuna campagna di informazione, prima ti obbliga a vaccinare il figlio senza offrirti neppure la possibilita' di scegliere quale vaccino usare, come invece accade in altri paesi. Pero' poi ti abbandona quando si verifica un caso del genere. Basti dire - sottolineano i coniugi Miniucchi - che oggi in Italia non esistono piu' strutture di prevenzione della poliomielite perche' e' ritenuta una malattia debellata. 
E noi siamo vittime dirette di questo smantellamento perche' per conoscere dall'Istituto superiore di Sanita' l'esito degli esami, abbiamo atteso settimane e solo grazie a una virologa che aveva preso a cuore la situazione di Mattia, non abbiamo dovuto aspettare ancora di piu'. A noi e' rimasta solo la speranza di un miracolo, ma chi ha sbagliato deve pagare". 
(By Massimo Cavoli)

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I genitori di Ilaria: "Due i vaccini somministrati a nostra figlia"
I coniugi hanno deciso di rompere il silenzio: uno e' quello obbligatorio l'altro invece facoltativo

SAN CATALDO - La triste fine della piccola Ilaria, la neonata nissena MORTA per cause ancora sconosciute dopo essere stata vaccinata, e' adesso diventato un caso giudiziario La macchina della magistratura si e' messa in moto. Aperta l'inchiesta da parte della Procura della Pretura circondariale, il magistrato ha disposto il sequestro delle due partite di vaccino sospette, quella relativa alla cosiddetta 'trivalente' e quella relativa al cosiddetto 'anthiemofilus', il vaccino facoltativo che i genitori di Ilaria avevano deciso di utilizzare sulla piccola assieme a quello obbligatorio.
A giorni dal Palazzo di Giustizia dovrebbe avvenire la nomina dei periti che eseguira' i controlli necessari.
La famiglia continua a mantenere l'assoluto silenzio su quanto accaduto ed e' anche comprensibile. Ieri pero' i genitori hanno fatto sapere che in questo momento con l'indagine aperta da poco e con nessuna certezza tra le mani ogni dichiarazione potrebbe essere fraintesa o potrebbe colpevolizzare qualcuno e non e' questa di certo l'intenzione della famiglia di Ilaria. 'Vogliamo fare chiarezza solo su un aspetto che riteniamo importante - hanno sottolineato - a nostra figlia non e' stato somministrato solo la 'trivalente', vale a dire il vaccino obbligatorio ma anche quello "antihemofilus", che e' facoltativo.
Diciamo cio' perche' in questi giorni si e' parlato solo della "trivalente"'. Probabilmente fin da ora e' da escludere l'errore umano o, peggio ancora, il dolo. Potrebbe invece trattarsi di quello che, comunemente, viene definito 'errore strutturale', cioe' legato a pratiche comuni che escludono a monte eventuali rischi, ma sono semplici supposizioni. Tanti genitori, che in questi giorni si sono recati a far vaccinare i propri figli si sono 'improvvisamente' ricordati di chiedere se ci sono controindicazioni e rischi. Articolo di: Salvatore Caramanna.

Commento NdR: la vicenda assume i suoi reali contorni. Nonostante il silenzio dei medici alcune piccole verita' si fanno strada, grazie anche al coraggio dei genitori.

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Sette mesi, in COMA dopo il vaccino contro la pertosse - La piccola ricoverata a Palermo
CALTANISSETTA - Da cinque giorni lotta tra la vita e la morte. Una bambina di appena 7 mesi, sabato sera, ha improvvisamente perso i sensi dopo la somministrazione di un vaccino per la pertosse. Le sue condizioni sono disperate. Attualmente e' in coma e i medici del reparto rianimazione dell'ospedale "Di Cristina" di Palermo stanno tentando l'impossibile per salvarla. "Il problema - affermano i sanitari - e' capire quali siano le cause di questo improvviso malessere. Fino a ora, non e' stato possibile stabilirlo con precisione". Sono stati fatti diversi accertamenti di laboratorio e una tac, ma non si e' capito perche' la piccola sia improvvisamente entrata in coma.

Secondo indiscrezioni, l'unico fattore scatenante potrebbe essere proprio una dose di vaccino per la pertosse o altro, somministrato alla piccola la mattina di sabato o nei giorni immediatamente precedenti. Anche su questo le notizie sono scarne: i familiari, sopraffatti dal dolore e dalla disperazione, non hanno alcuna voglia di rilasciare dichiarazioni; la loro identita' e' segreta, si sa soltanto che si tratta di una coppia di commercianti che risiede a Caltanisetta.
La tragedia si consuma nella giornata di sabato. Improvvisamente la bambina perde i sensi.
Viene immediatamente trasportata all'ospedale "S. Elia" di Caltanisetta, dove i medici la sottopongono ai primi accertamenti. Non c'e' emorragia cerebrale, ne' altre patologie che giustifichino lo stato di semicoscienza.
Il quadro clinico si aggrava di ora in ora, fino a quando la piccola non entra in coma.
A quel punto si decide di trasferirla in elicottero in una struttura piu' attrezzata, come e' appunto il reparto di rianimazione dell'ospedale "Di Cristina" di Palermo. Anche qui vengono fatti altri esami di laboratorio, tac, visite neurologiche. I medici allargano le braccia senza riuscire a capire la causa del coma. La bambina viene posta in un'incubatrice e aiutata con un respiratore automatico.
Da quattro giorni le sue condizioni sono gravissime ma stazionarie, mentre i sanitari continuano a interrogarsi sulle cause di tutto cio'. Il collegamento piu' immediato e' quello col vaccino, ma in proposito nessuno si sbilancia, sapendo di aprire un fronte di polemiche che in Italia e' aperto da anni. Non si puo' neanche escludere che la piccola sia entrata in coma per altre cause, come una misteriosa infezione cerebrale.
Un'ipotesi che convincerebbe di piu' i medici dell'ospedale "Di Cristina", i quali comunque si trincerano dietro un riserbo assoluto evitando qualunque dichiarazione.
Articolo di: Alfio Sciacca.

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Prima di fare il vaccino obbligatorio per la poliomielite era una bambina sana e spensierata, ora e' malata: ha contratto il virus, e' poliomelitica  - MILANO
La mamma, Nadia G. si e' rivolta con una lettera al ministro della Sanita', per sollevare il problema di una corretta informazione sui vaccini. Ma anche per chiedere perche' e' potuta accadere una cosa del genere. E denuncia che il caso della sua piccola, purtroppo non e' l'unico: altri sei bambini si sarebbero ammalati dopo il vaccino per la polio.
Silvia, che ora ha 20 mesi, vive con i genitori e tre fratelli a Sabbioneta (Mantova): la mamma, che per seguire le cure della piccola ha lasciato il lavoro, racconta nella lettera il suo calvario. Lamenta l'assenza di qualsiasi sostegno da parte della medicina pubblica e aggiunge che la piccola e' stata fortunata perche' per caso ha incontrato una brava fisioterapista, che pero' ha dovuto decidere tutto da sola senza alcun ausilio medico.
Anche perche' ormai in Italia - ricorda la signora - la polio non si manifesta piu' da molti anni e quindi nessuno si preoccupa dei metodi per curarla. Nadia G. rivendica il diritto dei genitori a essere sempre informati sui rischi dei vaccini e a dare il consenso.
Inoltre negli Usa, per l'antipolio da anni viene usato un particolare metodo che evita il rischio di paralisi post vaccinica, rileva la signora domandando perche' in Italia non venga applicato.
"Non sono contraria alla pratica delle vaccinazioni di massa. Anzi riconosco - dice la mamma di Silvia - che a suo tempo esse abbiano giocato un ruolo fondamentale per la tutela della salute di milioni di bambini. Ma oggi mi chiedo perche' mia figlia e altri bimbi come lei, so di altri sei casi, debbano soffrire inutilmente".
"Purtroppo puo' succedere, anche se molto raramente, che un bambino si ammali dopo il vaccino anti-polio - spiega Alberto Giovanni Ugazio,
Direttore Dipartimento di Medicina Pediatrica Ospedale Pediatrico Bambino Gesù  (Medico pediatra che fa propaganda ai vaccini...)-. E' anche vero che mai come in questo momento e' importante tutelare i nostri piccoli da queste malattie che stanno tornando nel nostro Paese con le ondate di immigrati".
Il professore cita un esempio per tutti: "Nel '96 in Albania c'e' stata un'epidemia di poliomielite paralitica (NdR: dopo una campagna di vaccinazione antiPolio, ma non si deve dire.... ), si calcola che 30 mila albanesi siano stati infettati e alcune migliaia oggi sono in Italia. Se nessun italiano si e' ammalato e' perche' siamo ben protetti (NdR dal fatto che l'igiene e' migliore che in Albania...non dal fatto che sono vaccinati....).
Fino al 1964 si registravano fino a 6 mila casi l'anno, dall'introduzione del vaccino l'ultimo caso risale al 1983.
A parte gli ammalati ''da vaccino'', casi molto rari. Escludo, come sostiene la signora, che sei bambini, contemporaneamente, si siano ammalati di polio dopo il vaccino". Le statistiche parlano chiaro.
"Ogni anno - dice il pediatra - in Italia nascono mezzo milione di bambini, possiamo dire che si verifica un caso di polio da vaccino ogni uno o due anni, uno ogni 750 mila prime vaccinazioni". (NdR: ma quello che NON dice e' che lo 80% dei bambini si ammala dopo i vaccini di malattie gastrointestinali e successivamente di altre malattie frutto del vaccino che ha loro destabilizzato il sistema immunitario che risiede principalmente nell'intestino !)
Sul modello introdotto negli Usa un anno fa, anche in Italia e' allo studio un nuovo tipo di vaccino.
"La commissione nazionale vaccini - spiega Ugazio - ha inviato la proposta al Consiglio Superiore di Sanita' che ne discutera' il 17 aprile. Si tratta di utilizzare per la prima vaccinazione il virus morto e non quello vivo attenuato di Sabin, che verra' somministrato soltanto nella successiva vaccinazione, quando il rischio di contrarre la malattia e scesa ad un caso ogni 12 milioni e mezzo.
Il virus vivo e' necessario perche' da piu' protezione e, somministrato solo nella seconda vaccinazione, non da in pratica, problemi".

By: Massimo Cavoli

Commento NdR: Poveretti questi signori, che vengono chiamati professori....NON sanno neppure che i virus non sono ne' vivi ne' morti in quanto sono solo sostanze NON esseri viventi....!

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Rischio di BSE (Mucca pazza) nei Vaccini
titolo originale: Risk of BSE in vaccines revealed
Traduzione dall'articolo originale: Quattro dei maggiori scienziati britannici hanno valutato i potenziali rischi della trasmissione di BSE (encefalopatite spongiforme dei bovini o morbo della mucca pazza, n.d.t.) all'uomo, attraverso i vaccini, al fine di prevenire situazioni di allarme sanitario (panico). Essi insistono sul fatto che non siano state osservate sufficientemente le procedure segrete che imponevano la produzione di vaccini da materiale bovino non infettato da BSE. La nuova inchiesta di Lord Phillips sulla BSE rivela come il gruppo di lavoro, formato nel 1989 da Margaret Tatcher e capeggiato da Sir Richard Southwood, valutava come il rischio di trasferimento del morbo attraverso il vaccino fosse "relativamente alto" e non "remoto" come appare nella versione finale della relazione del gruppo stesso. La strada attraverso la quale il morbo della mucca pazza si trasferisce all'uomo nella forma nota di morbo di Creutzfeldt-Jakob (encefalite spongiforme umana) e' tuttora sconosciuta.
C'e' la possibilita' che una via di infezione possa essere rappresentata dalle migliaia di dosi di vaccino usate fin dal 1993 e prodotte con materiale biologico proveniente da bovini infetti. Questi vaccini sono stati usati per malattie infettive come il Morbillo (Measles), Rosolia (Rubella) e Tetano.
Nel 1989, quando le conoscenze sulla BSE erano ancora trascurabili, il rapporto Southwood poneva l'accento sulla necessita' di una attenta sorveglianza e di una valutazione del rischio di taluni prodotti: in particolare viene citato nella relazione il Comitato per la sicurezza dei medicinali (Committee on Safety of Medicines) in merito alla decisione di non distruggere migliaia di dosi di vaccino facente parte delle scorte e prodotti con l'utilizzo di materiale biologico bovino.
e' stato stimato che l'allarmismo creatosi attorno a questa vicenda dei vaccini contaminati potrebbe causare indirettamente la morte di circa 170 persone le quali, per il fatto di non rischiare la contaminazione del morbo di Creutzfeldt-Jakob, non si sottoporranno alla vaccinazione.
Nell'ambito dell'inchiesta in corso, il prof. Southwood (professore di Zoologia all'universita' di Oxford) e i suoi stimati colleghi, Lord Walton, primario di clinica neurologica, Sir Anthony Epstein, a capo del dipartimento di patologia all'universita' di Bristol e il Dr. William Martin, uno stimato veterinario, sono stati invitati da Phillips a spiegare il fatto che il rapporto da loro redatto "presentava un quadro deviante dovuto ad una versione di parte del lavoro svolto".
Il prof. Southwood ammise che la sua inchiesta non definiva il rischio come "remoto" ma "relativamente alto".
Alla domanda se il rischio attraverso i vaccini fosse maggiore di quello derivante dal nutrirsi di carne bovina infetta, il prof. Southwood rispose affermativamente.
Nella giornata di ieri Sir Anthony Epstein ha cercato di giustificare l'approccio all'inchiesta di Southwood da parte delle autorita' competenti. Egli sostiene che "quelle autorita' hanno tenuto conto del rapporto alla lettera: se hanno ritenuto di non far conto delle avvertenze contenute o di nasconderle sotto la definizione di remote, cosa possiamo farci ?". 
By: Jonathon Carr-Brown Political Reporter.

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Vaccinazioni materne a ridosso della gravidanza - By Dr. Edward Yazbak, Associazione Americana di Pediatria, Dic. 1999
20 bambini su 25, le cui madri avevano ricevuto una dose di mantenimento del vaccino della rosolia o del triplo vaccino MPR (Morbillo- Parotite- Rosolia) nel periodo a ridosso del concepimento o subito dopo il parto, hanno avuto gravi reazioni alle vaccinazioni MPR con successiva diagnosi di autismo.

I responsabili sanitari dovrebbero spiegare alle madri che la trasmissione al neonato del virus della rosolia (che è presente in forma attenuata nel vaccino) attraverso il latte materno è stata documentata da numerosi ricercatori ('Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases', Centre Disease Control, 5th edition, gennaio 1999, p. 185). In seguito a questi riscontri, la pratica medica della vaccinazione di madri post-parto dovrebbe essere riesaminata.

5.2 Descrizione dei casi clinici

Caso n. 1: La madre ricevette il triplo vaccino Morbillo- Parotite- Rosolia (MPR) nel 1994, poche ore dopo il parto. Non aveva avuto aborti prima del 1994 e da allora la donna ne ha avuti tre. Il bambino non mostrò nessuna anomalia fino ai 13 mesi di età, quando gli fu somministrato la prima dose di vaccino MPR. I sintomi autistici furono notati 1-2 mesi dopo. Sia la madre che la zia materna sono rimaste comunque suscettibili alla rosolia, nonostante numerose vaccinazioni ripetute.

Caso n. 2: La madre aveva ricevuto dosi di mantenimento del triplo vaccino MPR nel 1983 e nel 1991, quindi ne ricevette un'altra nel 1993, 4 ore dopo il parto. Il bambino, fu allattato dalla madre senza problemi e stette bene fino all'età di 15 mesi, quando gli fu somministrato il vaccino MPR. Entro un mese ebbe problemi gastrointestinali e iniziò a sviluppare sintomi che portarono alla diagnosi di autismo.

Caso n. 3: Madre che aveva avuto morbillo e parotite da bambina. Ricevette perciò solo il vaccino della rosolia nel 1985, due giorni dopo il parto. Non poté allattare il bambino perché egli aveva labbra e palato leporini. Il bambino ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 15 mesi. A seguito di ciò comparvero sintomi autistici che andarono via via peggiorando, fino a diventare la sindrome molto grave. Il bambino è risultato positivo al test Myelin Basic Protein Antibody (antigeni delle proteine di base della mielina). Una bambina nata successivamente è rimasta normale anche dopo le vaccinazioni.

Caso n. 4: Madre che aveva ricevuto da giovane due dosi di mantenimento del vaccino MPR. Le fu somministrato di nuovo il vaccino della rosolia subito dopo il parto. Ha recentemente sviluppato asma e problemi immunitari. Il bambino, che ora ha 18 mesi, viene ancora allattato, ha allergie, otiti ricorrenti, ma nessun sintomo di autismo fino ad ora.

Caso n. 5: Madre, che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1989, poco dopo la nascita della terza figlia. La bambina non è autistica ma ha otiti ricorrenti. La madre ha avuto due successivi aborti, uno a 12 settimane nel dicembre 1996 ed un altro a 14 settimane nel gennaio 1999. Precedenti di disfunzioni immunitarie nella famiglia.

Caso n. 6: Madre che, 24 ore dopo il parto, ricevette una dose di mantenimento del triplo vaccino MPR. Il neonato ebbe un tranquillo primo periodo di vita e fu normalmente allattato dalla madre. Rimase normale fino all'età di 4 mesi, quando ricevette la seconda dose di vaccino DPT, dopo di che ebbe febbre elevata e strillò per molti giorni. Divenne quindi estremamente indifferente e difficile da stimolare, molto meno propenso all'allattamento ed iniziò ad avere riflusso gastrointestinale.

Il bambino sviluppò progressivamente movimenti atetoidi e gli fu in breve diagnosticata cerebral palsy. Egli ha oggi 13 anni. È ad uno stadio molto avanzato, ha seri problemi di comunicazione interpersonale e a volte “si astrae del tutto dal mondo e non risponde”. La vaccinazione MPR è stata posposta a causa dei suoi problemi neurologici. Un suo fratellino più giovane sta bene ed è stato vaccinato.

Caso n. 7: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita di suo figlio, nel novembre 1989. La concentrazione di antigeni alla rosolia rimase bassa e, 3 giorni dopo il suo secondo parto, ricevette un'altra dose del vaccino. La donna ha ancora un livello basso di immunizzazione alla rosolia.

Il primo figlio fu allattato al seno per un periodo brevissimo. È stato vaccinato e sembra che sia normale. Il secondo bambino, nato il 31 maggio 1991, fu allattato al seno per un mese e ricevette tutte le vaccinazioni come previsto. All'età di 2 anni e mezzo mostrò segni di autismo. All'età di 3 anni e mezzo gli fu diagnosticata una sindrome autistica. Ha avuto enterocolite autistica ed ha prurito, mal di testa e mal di orecchi.

La sorella, nata dopo di lui, ha aprassia verbale.

Caso n. 8: Madre che ricevette la dose di mantenimento del vaccino della rosolia 8 settimane dopo il parto, nel 1983. Il bambino, allattato al seno solo per un mese, è stato vaccinato ed è normale. Il secondo figlio nacque nel 1991. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 14 mesi, iniziò a mostrare sintomi autistici intorno all'età di 3 anni, e fu diagnosticato con Sindrome di Asperger.

Caso n. 9: La madre aveva avuto gravi reazioni al vaccino del morbillo somministratole quando aveva 5 anni. Le fu data una dose di mantenimento MPR l'11 settembre 1993, cinque giorni dopo aver partorito una bambina. La figlia, nata il 6 settembre 1993, fu allattata al seno per 5 mesi. A 16 mesi questa bambina, precedentemente molto socievole, ricevette il vaccino MPR. Nei giorni successivi al vaccino sviluppò sintomi autistici e la diagnosi seguì di li a poco. Ebbe anche sintomi di enterocolite autistica.

La sorella, nata il 20 novembre 1997, secondo la madre “ha dei sintomi autistici ma non completamente. Ha una disfunzione di coordinazione sensoria e gravi problemi di linguaggio. Ha le stesse difficoltà digestive della sorella. Non è stata vaccinata.

Caso n. 10: La madre ricevette il vaccino della rosolia due mesi dopo il parto della primogenita (20 maggio 1992), che è stata vaccinata e sta bene. Il secondo figlio nacque il 14 gennaio 1994. Fu allattato al seno per 6 mesi. Ricevette il vaccino MPR all'età di 15 mesi, nell'aprile 1995. Nel luglio del 1995 iniziò a mostrare sintomi autistici e regredì progressivamente fino alla diagnosi di autismo. È risultato positivo al test Myelin Basic Protein, ed ha una altissima concentrazione di antigeni al morbillo.

Il terzo figlio, ha 2 anni ed è normale.

Caso n. 11: La madre ricevette il vaccino della rosolia nel 1991, immediatamente dopo il parto del secondo figlio. Da allora la madre ha avuto diversi problemi di allergie. Il ragazzo fu allattato normalmente dalla madre. Era felice e gli piaceva parlare, tutto ciò fino alla vaccinazione MPR a 15 mesi. Successivamente divenne autistico e parallelamente comparvero problemi di colite ulcerosa, cattiva digestione e candidosi.

Il primo figlio, nato nel 1990, è in buona salute ed è stato vaccinato.

Caso n. 12: La madre ricevette il vaccino della rosolia qualche giorno dopo il parto. Da allora ha iniziato ad avere problemi di artrite. Il suo unico figlio, nato nel maggio 1996, ricevette latte materno per 13 mesi. Non è stato vaccinato, non mostra segni di autismo, ma ha gravi intolleranze alla maggior parte dei cibi.

Caso n. 13: La madre ricevette l'iniezione del vaccino della rosolia nel 1993, a sei settimane dal parto, durante l'allattamento. La donna ha ora 35 anni ed a seguito di quella vaccinazione sono iniziati problemi di artrite alle gambe. La figlia, nata nel maggio 1993, ha ricevuto tutte le vaccinazioni e non sembra essere autistica. Però le è stata diagnosticata sindrome di McCune Albright e ha avuto una pubertà precoce con ipertiroidismo e tumore ovarico. La sua ovaia destra è stata asportata chirurgicamente.

Una seconda figlia, nata nel giugno 94, fu diagnosticata con Kawasaki Syndrome, tre mesi dopo la vaccinazione MPR a 15 mesi, ed ora ha scarse capacità motorie.

Caso n. 14: La madre ricevette la dose di mantenimento MPR il 18 dicembre 1991, due giorni dopo la nascita della prima figlia, che allattò al seno solo per 3-4 giorni. Questa bambina è stata vaccinata e non ha problemi.

13 mesi dopo, rimase incinta una seconda volta. Il bambino fu allattato per due giorni. Ricevette il triplo vaccino MPR all'età di 12 mesi. Tra il 16° e il 20° mese di età iniziarono i sintomi, la diagnosi di autismo seguì dopo poco. A seguito della vaccinazione la madre ha sviluppato una patologia autoimmune.

Caso n. 15: La madre ebbe una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1993. Il suo livello di immunizzazione alla rosolia è comunque rimasto basso e le è stata data un'altra dose MPR nel 1997, subito dopo il parto della seconda figlia che, nel primo anno di vita, non sembra avere problemi dello sviluppo.

Il primo bambino, nato il 7 dicembre 1993, ha ricevuto la prima dose di MPR a 15 mesi. Egli iniziò a sviluppare sintomi di autismo all'età di 18 mesi, peggiorando progressivamente fino a che fu confermata la diagnosi di autismo. Egli non ha ricevuto la seconda dose di MPR.

Caso n. 16: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino della rosolia 3 giorni dopo il suo primo parto, quello di una bambina, nata il 22 febbraio 1992, che ora sta bene. Il successivo figlio non fu allattato al seno. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 14 mesi, la seconda all'età di 4 anni e mezzo. È autistico ed i suoi sintomi iniziarono all'età di 22 mesi.

Caso n. 17: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino della rosolia pochi giorni dopo la nascita della prima figlia (5 aprile 1993). Questa bambina è stata vaccinata e sta bene. Il successivo bambino, nato il 19 ottobre 1994, non è stato allattato al seno. Fu vaccinato a 18 mesi con MPR. I genitori notarono insoliti sintomi che iniziarono all'età di 20 mesi. Il bambino è ora stato diagnosticato avente una grave e generalizzata sindrome dello sviluppo (PDD-NOS, Pervasive Development Disease/ Not Otherwise Specified). La terza figlia, nata il 28 luglio 1997, sta bene ed è stata vaccinata.

Caso n. 18: La madre ricevette il vaccino della rosolia poco dopo il parto del figlio, 18 febbraio 1986. Il bambino è stato diagnosticato con sindrome di Asperger.

Caso n. 19: La madre ha ricevuto una dose di mantenimento del vaccino MPR il 6 gennaio 1991, due giorni dopo la nascita del primo figlio, che non ha avuto problemi nello sviluppo e che è stato vaccinato.

Il secondo figlio, nato il 2 settembre 1992, era rimasto normale fino all'età di 18 mesi, quando ha ricevuto la prima dose del vaccino MPR. Entro due mesi iniziò a mostrare sintomi autistici e tale diagnosi fu confermata in seguito.

Caso n. 20: La madre ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nel 1982. Nel gennaio 1991, il suo livello di immunizzazione alla rosolia era ancora basso e le fu data un'altra dose di mantenimento MPR dopo la nascita del suo primo figlio. Il bambino è stato diagnosticato con sindrome di attenzione deficitaria (Attention Deficit Disorder) ed ha dei tratti di autismo. Il suo secondo figlio ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età di 18 mesi, e fu diagnosticato con autismo all'età di 33 mesi. Una terza figlia non ha problemi dello sviluppo ma ha allergie ed eczema.

Il livello di immunizzazione della madre alla rosolia, che si era normalizzato nel 1992, nel 1994 di nuovo si era abbassato.

Caso n. 21: La madre, che è un medico, ricevette il vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita del suo primo figlio nel 1989. Il bambino sembra normale dal punto di vista dello sviluppo. Il secondo figlio nato nel 1993 fu diagnosticato con autismo all'età di tre anni.

Caso n.22: La madre ricevette il vaccino MPR poco dopo aver partorito per la prima volta. La figlia non sembra essere affetta a livello neurologico. La seconda bambina, che fu concepita otto mesi dalla vaccinazione della madre, mostrò sintomi autistici prima del suo primo anno di età e la diagnosi di autismo è arrivata di seguito.

Caso n. 23: Il livello di antigeni alla rosolia della madre durante la sua prima gravidanza era di 9.2. Ebbe un parto prematuro il 1 ottobre 1993 e, siccome il livello di immunizzazione alla rosolia era inferiore a 10, fu sottoposta due giorni dopo ad una dose di mantenimento MPR. La bambina non ha avuto ritardi o problemi nello sviluppo.

Una seconda figlia nacque prematuramente di 4 settimane, il 15 gennaio 1996. Fu allattata al seno per 6 mesi. Diceva qualche parola prima del suo primo compleanno. Il 20 gennaio 1997 ricevette i vaccini MPR, HIB e Varicella. All'età di 18 mesi iniziò a sviluppare gravi problemi comportamentali ed allo stesso tempo perse le capacità di linguaggio che aveva acquistato fino ad allora. La diagnosi di autismo fu confermata nell'ottobre 1998.

Caso n. 24: La madre ricevette una dose di mantenimento di vaccino della rosolia il 15 agosto 1989, meno di 24 ore dalla nascita del suo primo figlio. Il bambino non fu allattato con latte materno. Nel primo anno di vita ebbe riflusso gastrointestinale, problemi di costipazione ma non problemi di sviluppo. A 15 mesi ricevette il triplo vaccino MPR. Comparvero sintomi autistici e la regressione fu rapida. Prima dei 18 mesi di età aveva perso gran parte del contatto con l'esterno, le sue capacità di linguaggio deteriorarono e fu diagnosticato autistico.

La donna ebbe in seguito una bambina che ora ha 8 anni e che è intollerante al glutine e alla caseina. Ha avuto problemi di apprendimento ed è stata diagnosticata con sindrome di attenzione deficitaria.

Caso n. 25: La madre ricevette la dose di mantenimento del vaccino della rosolia nel 1979. Il suo primo parto di una bambina risale al 1986. Nel 1992 partorì un bambino e le fu somministrata un'altra dose del vaccino della rosolia. Quest'ultimo figlio ebbe problemi di linguaggio ed altri problemi e fu diagnosticato avente la sindrome di Asperger.

5.3 Discussione dei risultati

Sono state identificate 25 famiglie in cui le madri erano state vaccinate nel periodo post-parto. 14 madri avevano ricevuto il vaccino della rosolia e 11 quello triplo Morbillo- Parotite- Rosolia.

In 10 casi su 20, i bambini le cui madri erano state vaccinate poco dopo la nascita svilupparono autismo. In altri dieci casi, il figlio partorito prima della vaccinazione materna non fu colpito, ma al successivo figlio fu diagnosticata la sindrome autistica.

Nei casi 16 e 17, la madre vaccinata di recente non allattò il neonato e questi non sviluppò autismo, mentre lo svilupparono i figli successivi. Nei casi 3 e 24, però, non c'è stato allattamento al figlio successivamente diventato autistico e quindi la trasmissione eventuale del virus attenuato del vaccino deve essere avvenuta per contatto diretto o per altro mezzo.

Nelle famiglie descritte nei casi 4, 5, 6, 12 e 13 i bambini non diagnosticati con autismo riportano comunque insoliti problemi. In uno di questi casi, il n.6, il bambino sembra avere tendenze autistiche. In un altro il bambino non è stato sottoposto al vaccino MPR.

Il caso 9, in cui la madre aveva avuto reazioni gravi al vaccino ricevuto a 5 anni, presenta due figlie: la prima, sottoposta a vaccinazioni, sembra più affetta dall'autismo rispetto alla seconda, nata 4 anni dopo la dose di mantenimento ricevuta del vaccino della rosolia ricevuta dalla madre.

Per la maggior parte delle madri il basso problema del numero di antigeni alla rosolia continua nonostante le numerose dosi di mantenimento ricevute. Si continuano ad usare queste dosi di mantenimento in donne adulte nonostante queste non risolvano il problema, che sembra avere una componente ereditaria.

Dei bambini, le cui madri si sono vaccinate subito dopo la loro nascita e che hanno successivamente sviluppato autismo, 9 sono maschi e una femmina.

Tra i dieci casi in cui è stato il figlio successivo a sviluppare l'autismo, ci sono stati 8 maschi e due femmine.

Nelle famiglie descritte nei casi 5, 10, 13, 14, 15, 16, 17, 22, 23 ci sono i neonati, tutti di sesso femminile, le cui madri fecero ricorso a dosi di mantenimento di vaccini subito dopo il parto, e che non svilupparono sindromi autistiche. Però alcune di loro svilupparono problemi immunologici, di apprendimento o comunque insoliti. Di questi casi, il 10, 14, 16 e 17 il figlio maschio successivo fu diagnosticato con autismo. Nei casi 5 e 13 le bambine che seguirono non svilupparono autismo, mentre nei casi 22 e 23, le figlie successive ne furono colpite.

5.4 Effetto di vaccinazioni materne durante la gravidanza

Dr. Edward Yazbak,
Associazione Americana di Pediatria
dicembre 1999

Il Center for Disease Control & Prevention ed i produttori di vaccini già da molto tempo avvertono di non somministrare vaccini attenuati a donne durante la gravidanza o a ridosso del momento del concepimento.

L'ente per la salute americano CDC scrive nel manuale ufficiale Epidemiology and Prevention of Vaccine-Preventable Diseases, quinta edizione, CDC, pag.152:

“Donne che sanno di essere incinte non dovrebbero ricevere il vaccino del morbillo. La gravidanza dovrebbe essere evitata per almeno un mese dall'iniezione di vaccino del morbillo e per 3 mesi dall'iniezione del vaccino MPR”.

A pag. 184: 'Donne incinte o che cercano di rimanere incinte non dovrebbero ricevere il vaccino della rosolia. Non ci sono studi sull'effetto del vaccino della rosolia sul feto, ma la gravidanza dovrebbe essere evitata per almeno 3 mesi dalla vaccinazione della rosolia o MPR”.

“I possibili effetti di vaccini sullo sviluppo fetale sono al momento ignoti' pag. 1737, Pregnancy Disease Registry, USA 1999.

“È noto che il vaccino MR (morbillo- rosolia) può causare danno fetale' pag. 1834, Pregnancy Disease Registry, USA 1999.

Invece, “il vaccino dell'epatite B dovrebbe essere dato a donne incinte solo se assolutamente necessario” pag. 1884, Pregnancy Disease Registry, USA 1999.

Nella pratica medica di tutti i giorni, come vedremo nelle descrizioni dei casi clinici che seguono, sembra che i medici non posseggano informazioni che suggeriscano loro cautela nei casi di somministrazione di vaccini a donne incinte.

Sono riportate in questo studio 7 casi in cui la madre è stata vaccinata durante la gravidanza. In tutti i casi il risultato della gravidanza è stato un bambino che sviluppava sindrome autistica.

5.5 Descrizione dei casi clinici:

Caso n. 1: Madre che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR al College nel 1985 ed un'altra durante gli studi di specializzazione post-laurea nel 1988. Nel 1992 fece domanda di lavoro presso un ospedale e fu riscontrato che era di nuovo suscettibile al morbillo. Essendo incinta ed avendo paura della componente rosolia dell'MPR, chiese ed ottenne di ricevere solo il vaccino del morbillo invece del vaccino triplo MPR. Stava portando avanti al gravidanza di due gemelli e uno morì nell'utero poco prima del parto. Il secondo gemello, un maschio, sembrò in buona salute alla nascita. A seguito delle vaccinazioni ha sviluppato numerosi problemi sensoriali e neurologici tipici della sindrome autistica ed ha limitate capacità di socializzare.

La madre è rimasta suscettibile al morbillo, ma ha rifiutato ulteriori dosi di mantenimento del vaccino.

Caso n. 2: Madre che ricevette il vaccino della rosolia durante la sua prima gravidanza. Il bambino, che ora è stato diagnosticato autistico, ebbe uno sviluppo ritardato fino alla vaccinazione con MPR, momento in cui regredì completamente e perse le poche capacità che aveva acquisito fino ad allora.

Anche gli altri due figli nati successivamente hanno alcuni tratti autistici.

Caso n. 3: Madre che ricevette una dose di mantenimento del vaccino MPR nell'adolescenza. Nel 1984 le fu somministrato il vaccino del morbillo al College. Quando scoprì di essere incinta immediatamente contattò i responsabili medici del College ed il suo dottore, ma questi dissero che non c'era niente di cui preoccuparsi.

Il bambino manteneva uno scarso contatto con gli occhi e rispondeva agli stimoli decisamente meno della norma. Gli fu somministrato il vaccino triplo MPR all'età di 16 mesi e da quel momento la sua condizione deteriorò fino alla diagnosi di autismo, che risale all'età di 26 mesi.

Caso n. 4: Madre che ricevette la dose di mantenimento MPR nel giugno 1994, 5 mesi prima del concepimento. Le fu anche data una dose di vaccino epatite B, il 1 settembre 1994, ed un'altra il 6 ottobre 1994. La terza e ultima dose del vaccino dell'epatite B le fu somministrato il 6 aprile 1995, quando era incinta. Partorì un bambino il 4 agosto 1995 e lo allattò per 8 mesi. Il bambino era normale nel primo anno di vita, a parte qualche problema del tratto digerente. Ricevette il vaccino dell'epatite B nelle seguenti date: 1 sett. 1995, 2 ott. 1995 e 6 giugno 1996. Il vaccino triplo MPR gli fu somministrato all'età di 16 mesi. Iniziò ad esibire sintomi autistici all'età di 18 mesi, perse completamente le capacità di linguaggio all'età di 23 mesi. Diagnosticato autistico, egli è risultato positivo al test Myelin Basic Protein Antibody ed ha elevati livelli di antigeni al morbillo. Soffre costantemente di costipazione.

Un secondo figlio nato dopo è stato vaccinato e sta avendo uno sviluppo normale.

Caso n. 5: Madre che fu sottoposta ad una dose di mantenimento MPR nel marzo 1990, quando era incinta, senza saperlo, di alcune settimane. Partorì a novembre ed allattò al seno per 6 mesi il neonato. A 10 mesi di età iniziò a esibire sintomi di autismo. Ricevette la prima dose di MPR a 18 mesi, la diagnosi di autismo fu confermata poco più tardi.

La seconda figlia, nata nel maggio 1992 è stata vaccinata ed è in buona salute.

Caso n. 6: Nell'aprile 1992 la madre, che era alla 13ma settimana di gravidanza, fu sottoposta al vaccino della rosolia perché i suoi livelli di immunità si erano abbassati. Il 5 luglio 1992 partorì prematuramente di 13 settimane. Dopo il parto le fu data una dose di mantenimento di vaccino MPR. Il 19 ottobre 1992 la bambina ebbe un allarmante episodio ipotonico- iporeattivo a seguito del secondo gruppo di vaccinazioni di DPT, Polio e vaccini HIB. Le fu somministrato il vaccino triplo MPR nell'ottobre 1993 e, conseguentemente a ciò, iniziò a sbattere la testa contro i mobili e percuotersi da sola. Comparve anche una grave forma di costipazione. La diagnosi di autismo fu confermata ai 40 mesi di età.

Caso n. 7: La madre ricevette il vaccino della rosolia quando era incinta di soli pochi giorni, nel 1981. Partorì una bambina che sembrava non stesse avendo alcun problema nello sviluppo e che fu da lei allattata senza problemi. La bambina ricevette il vaccino triplo MPR il 14 luglio 1983, poco dopo aver compiuto un anno e successivamente è stata diagnosticata autistica.

Discussione dei risultati

Sette casi di madri vaccinate durante la gravidanza sono descritti in questo studio. 3 madri ricevettero il vaccino della rosolia, 2 il vaccino del morbillo ed una il vaccino triplo MMR. La settima madre (caso n. 4) ricevette una dose di vaccino di epatite B, ma aveva ricevuto il vaccino MPR 5 mesi prima del concepimento.

In tutti i casi ci furono problemi con il bambino, o direttamente alla nascita o in seguito con lo sviluppo di autismo a seguito della vaccinazione. I problemi erano evidenti alla nascita nei casi n. 1 e n. 6.

In un caso, la madre ebbe altri due figli che svilupparono sintomi autistici (caso n. 2).

Esempio della Lettera/SCHEDA  da inviare all'AIFA di denuncia per qualsiasi, anche piccolo, danno dai vaccini
- Compilatela direttamente nel loro sito web.


Continua anche in:  Pag. 2 + Pag. 3 (intervista al dr. Moulden) + Danni Vaccini -1 + Danni vaccini - 2 + Danni dei Vaccini Bibliografia Danni dei vaccini  +  Bibliografia danni 2  +  1.000 studi sui Danni dei Vaccini