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Danni
anche Neurologici dai
Vaccini: visionare
questo sito in English (con anche le
citazioni bibliografiche)
Continua anche in:
Pag. 2 +
Pag. 3 (intervista al
dr.
Moulden)
Le RICERCHE MOSTRANO
un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO -
09/01/2015
Chiamate collettivamente
microbioma, le migliaia
di miliardi di microbi
che abitano il corpo
umano vivono
principalmente
nell’intestino, dove ci
aiutano a digerire il
cibo, a sintetizzare le
vitamine e a difenderci
dalle infezioni. Ora,
recenti ricerche sul
microbioma hanno
dimostrato che la sua
influenza si estende ben
oltre l’intestino,
fino ad arrivare al
cervello. Negli ultimi
10 anni, vari studi
hanno collegato il
microbioma intestinale
a una serie di
comportamenti complessi,
come umori ed emozioni,
appetito e ansia.
Il microbioma
intestinale sembra
contribuire al
mantenimento della
funzionalità cerebrale,
ma non solo: potrebbe
anche incidere sul
rischio di disturbi
psichiatrici e
neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo. Una
delle modalità più
sorprendenti con cui il
microbioma influisce sul
cervello è durante lo
sviluppo.
“Esistono delle finestre
evolutive critiche in
cui il cervello è più
vulnerabile poiché si
sta preparando a
rispondere al mondo
circostante”, spiega
Tracy Baie, docente di
neuroscienze presso la
facoltà di veterinaria
dell’Università della
Pennsylvania. “Così, se
l’ecosistema microbico
della madre si modifica
- per esempio a causa di
infezioni, stress o
diete - ciò cambierà il
micro bioma intestinale
del neonato, e gli
effetti possono durare
tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno
esplorando la
possibilità che il
microbioma abbia un
ruolo nelle malattie
neurodegenerative come
l’Alzheimer e il
Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com
:
http://tinyurl.com/kaa2j36
vedi:
Bugiardini dei
vaccini +
Danni Vaccini -1
+ Danni vaccini - 2
+ GRAVI DANNI dei VACCINI
+
Perche' vaccinare ?
+
Sfogo
sdegnato di una madre verso un pediatra +
Metalli
tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF -
dott. M. Proietti
+
Danni
neurologici con i vaccini
SINDROME della STANCHEZZA
CRONICA
Quello che era un indizio, oggi è un sospetto con radici
ben fondate. La sindrome da stanchezza cronica,
condizione che in Italia colpirebbe all’incirca
duecentomila persone (manca un registro ufficiale), è
quasi certamente una malattia che nasce da
un’alterazione della flora intestinale e non ha invece
un’origine psicologica. Questo, almeno, è quanto
sostiene un gruppo di ricercatori della Cornell
University (Ithaca) in uno studio pubblicato sulla
rivista « Microbiome ».
«La sindrome da stanchezza cronica nasce dall’intestino,
non dalla testa», hanno sentenziato gli scienziati, le
cui parole confermano l’ipotesi più battuta dagli
specialisti impegnati nell’individuare l’esatta
eziologia della malattia.
L’ORIGINE della MALATTIA
RISIEDE nell’INTESTINO
Nell’ultimo studio, i ricercatori hanno identificato
alcune alterazioni del microbiota
intestinale comuni a tutte le persone coinvolte
nello studio (48) che segnalavano sintomi riconducibili
alla sindrome da stanchezza cronica (rispetto ai 39
soggetti inseriti nel gruppo di controllo).
L’osservazione, riferibile all’83 per cento delle
persone che segnalavano i sintomi caratteristici della
condizione (stanchezza protratta, difficoltà di
concentrazione, dolori articolari, mal di gola e mal di
testa che non si attenuano con i farmaci), è avvenuta
attraverso il campionamento delle feci e un semplice
prelievo.
«Il nostro lavoro dimostra che chi soffre di
affaticamento cronico ha un’alterazione della flora
batterica intestinale che risulta probabilmente
responsabile dei sintomi gastrointestinali e dei
processi infiammatori riscontrabili in questi pazienti»,
afferma Maureen Hanson, docente di genetica e biologia
molecolare alla
Cornell University e prima firma della
pubblicazione.
Molti aspetti restano ancora da scoprire, ma secondo la
scienziata l’evidenza è «sufficiente a escludere
l’origine psicologica della malattia», finora presa in
esame vista la frequente concomitanza con le
sindromi depressive.
Sequenziando le regioni di Dna microbico raccolte
attraverso i campioni di feci, i ricercatori hanno
identificato diverse tipologie di batteri, tra le
persone sane e quelle colpite dalla sindrome da
stanchezza cronica. In particolare nelle persone malate
è stata individuata una quota inferiore di microrganismi
dotati di azione antinfiammatoria.
Il riscontro, ottenuto anche in alcuni studi mirati a
indagare il possibile ruolo della flora batterica
intestinale nei meccanismi di insorgenza delle malattie
infiammatorie croniche intestinali , ha convinto gli
esperti a cercare nel microbiota le possibili cause
della risposta immunitaria sovradimensionata che innesca
la sindrome da stanchezza cronica.
Resta poco chiaro se le alterazioni siano una causa o un
effetto della malattia, ma su un aspetto gli esperti
concordano: il legame non è da trascurare. Oltre ai
batteri, i ricercatori puntano a capire se un ruolo
determinante non sia giocato anche da virus e funghi.
Altri FATTORI CORRESPONSABILI
Finora, infatti, tra le possibili cause della malattia è
stato considerato anche il virus di Epstein-Barr,
responsabile della mononucleosi: spesso presente nel
sangue dei pazienti, al momento della diagnosi.
Non si esclude comunque che a innescare i meccanismi
immunologici alla base del disturbo ci siano altri
fattori: alimentari, ambientali o endocrini. Senza
trascurare l’ipotesi ormonale, viste le disfunzioni
riscontrate in molti pazienti a carico dell’asse
ipotalamo-ipofisi-surrene. La strada per completare la
conoscenza della sindrome da stanchezza cronica rimane
ancora lunga.
By F. Todaro - Tratto da: lastampa.it
Commento NdR: quello che scatena questi
sintomi chiamati impropriamente "malattie"
e' l'infiammazione
della
mucosa gastrointestinale, l'alterazione del
pH
digestivo dovuto ad
alimentazione inadatta al soggetto, che dovrebbe
rispettare questi canoni =
Crudismo +
Emodieta), che genera alterazioni anche della
flora batterica, od ad
alimenti contaminati,
fegato intossicato, che quindi non depura il sangue,
denti malcurati,
ingestione di farmaci, ma e soprattutto dai
Vaccini
che sempre creano
disbiosi che protratte nel tempo in certi soggetti
generano anche questi sintomi importanti !
Il 13/10/2009, ricercatori
dell’Università del Nevada, dell’Istituto
Nazionale contro il Cancro e della Cleveland
Clinic hanno annunciato la scoperta, accolta con
grande entusiasmo dal mondo scientifico, che
alla radice della Sindrome da Fatica Cronica (CFS),
una debilitante malattia neuroimmunitaria che
colpisce più di un milione di persone nei soli
Stati Uniti, potrebbe esserci un
virus.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica
Science, ha trovato infatti un virus, chiamato
XMRV, nel 95% dei pazienti con diagnosi di
Encefalopatia Mialgica/Sindrome da Fatica
Cronica.
L'AUTISMO E' ASSOCIATO ad una
INFEZIONE VIRALE
vaccinica -
Il
virus
XMRV (divenuto tale per una
mutazione virale)sembrerebbe coinvolto
anche
nell'autismo, cosi dicono le autorita' mediche, che
comunque brancolano nel buoi, se non sono addirittura in
malafede.
IMPORTANTE Ricordare che:
OGNI tipo
di
Vaccino
produce
Stress ossidativo cellulare e
quindi
tissutale
!
Visionare queste pagine
DANNI BIOLOGICI
(i meccanismi): e...
La prevenzione, il riconoscimento, la
cura del Danno biologico e Neuro-comportamentale indotto
dalle Vaccinazioni infantili -
By dott.
Massimo Montinari & dott. Carlo Tonarelli, Associazione
Universo Bambino,
Associazione Pediatri
Omeopati
italiani, A.P.O.I.
Sono i Vaccini la Causa del
Calo della Salute dei
Nostri Bambini ? - MCS America - 04 giugno 2008
Quello volgarmente noto come concetto di immunita' e'
una teoria matematica la quale afferma che per proteggere da
una malattia l'intero gruppo, bisogna immunizzarne la
maggioranza. Sia i politici che gli operatori medici
stanno lavorando duro per forzare le vaccinazioni di ogni
uomo, donna e bambino al mondo.
Negli Stati Uniti esiste una rimarchevole controversia
sulla sicurezza ed efficacia dei vaccini.
Le ricerche
a sostegno della sicurezza sono poche ed insufficienti, benche' decisive per il benessere di tutti i cittadini
americani.
Ogni giorno, i genitori sono forzati, blanditi ed anche
spaventati a morte affinche' vaccinino i loro figli.
Quei genitori che coscientemente scelgono
di non vaccinarli, dopo aver soppesato rischi e benefici,
sono spesso segnalati ai Servizi di Protezione Infantile per
il cosiddetto "aver messo in pericolo i bambini".
Ma chi sta veramente mettendo
in pericolo la salute dei bambini ?
Diamo uno sguardo ad una piccola parte delle numerose
statistiche sulle vaccinazioni nel 2008:
4 gennaio: Hanoi, bambino di 45 giorni muore dopo
vaccinazione epatite B;
25 gennaio: Thua Thien, bambino di 2 mesi muore
dopo vaccinazione epatite B e difterite-pertosse-tetano;
31 gennaio: autorita' francesi aprono inchiesta per
omicidio colposo nei confronti di una campagna di
vaccinazione degli anni '90 che causo' 30 azioni civili per
danni da vaccino, incluse le famiglie delle cinque persone
morte per le vaccinazioni;
19 febbraio: bambino di 4 mesi muore dopo vaccinazione
con vaccino difterite-pertosse-tetano, epatite B e due gocce
di anti-polio di nome Poliovax;
25 febbraio: centinaia di persone intentano causa per
aver contratto l'epatite B causa vaccinazioni obbligatorie
subite da bambini;
28 febbraio: 9 bambini per ogni 10.000 vaccinati con
ProQuad - una combinazione di vaccino per il morbillo, gli
orecchioni , la rosolia e la varicella - mostrano crisi
apoplettiche e convulsioni;
2 marzo: un bambino di 2 mesi a Ca Mau e' morto dopo
l'iniezioni di vaccino per l'epatite B, la pertosse ed il
tetano;
23 aprile: 4 neonati morti dopo vaccinazione per il
morbillo;
30 aprile: neonato di 3 mesi morto dopo vaccinazione per
pertosse. difterite ed itterizia;
13 maggio: ragazzo di 17 anni morto dopo inoculazione
vaccino morbillo;
15 maggio: 60 persone ricoverate in Ucraina dopo
vaccinazione per morbillo;
16 maggio: altre 32 persone ricoverate in Ucraina dopo
vaccinazione per morbillo;
La maggior parte delle morti collegate alle
vaccinazioni, sono classificate, negli Stati Uniti come
sindromi di morte improvvisa infantile (SIDS),
[ sudden infant death syndrome, ndt ] invece che come
morti da vaccinazione.
SIDS e' la piu' diffusa singola causa di morte nel
periodo postnatale. Nel periodo 1983 - 1994, i centri
per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie hanno
calcolato che il SIDS e' stato indicato come causa di morte
per 61.882 morti infantili.
Dal 1980 il numero di
vaccinazioni richieste per i bambini e' aumentato
drammaticamente.
Questi vaccini contengono molte sostanze tossiche, che
comprendono il thimerosal, un
neurotossico contenente mercurio ( Hg), che puo' contribuire
a disordini dello sviluppo neuronale quali SIDS, autismo,
disordine da iperattivita' e deficit dell'attenzione (ADHD),
e sensibilita' chimica multipla (MCS), che sono tutti in
aumento ( Hertz-Pccioto et al, 2006; Losiniecki & Prahlow,
2006; Braun et al, 2006; Meggs et al, 1996; Szpir, 2006).
Secondo l'Ufficio del Censimento degli Stati Uniti,
autismo,
ADHD ed
altri disturbi
dello sviluppo neurologico possono colpire negli
Stati Uniti 1 bambino su 6, per un totale di 12.000.000 di
cittadini ( Ball, 2001).
Molte di queste condizioni sono comparse od aumentate
nel periodo di aumento del numero delle vaccinazioni.
Un confronto fra l'insorgenza di disturbi dello sviluppo
neurologico e l'uso di prodotti di sintesi chimica, mostra
che i dati incominciano ad aumentare nel 1970 (Colborn, v.
2004), praticamente in contemporanea con l'aumento
del numero delle vaccinazioni per ogni bambino. E'
opportuno condurre ulteriori studi sul possibile ruolo dei
vaccini nell'insorgenza di disturbi dello sviluppo
neurologico.
L'industria farmaceutica ed il governo, quando si tratta
di vaccinazioni, svolgono un gran bel lavoro volto a calmare
le paure degli americani. Lo svolgono in varie maniere,
principalmente attraverso i
mezzi di comunicazione di massa
ufficiali, creando la paura delle
"malattie", pubblicizzando un numero di casi di morbillo
statisticamente insignificante ma utile al fine di creare la
paura di una pandemia, usando ingannevoli
campagne di
vaccinazione, ed impegnandosi ad instillare un senso di
colpa per lo scegliere di non vaccinarsi.
Il senso di colpa viene creato con campagne vaccinatorie
ingannevoli sui mass media, che
proclamano che i bravi genitori fanno vaccinare e che se un
genitore ama i suoi figli, li deve vaccinare. Il pensiero
critico ci insegna che l'affermazione "i bravi genitori
fanno vaccinare" e' un finto ragionamento od un errore
logico, conosciuto come cercar favori.
Un altro
imbroglio logico al quale governo ed autorita'
mediche ricorrono e' l'appello
all'autorita'.
L'appello all'autorita' si ha quando si afferma che una
cosa e' vera - in questo caso che i vaccini fanno bene alla
salute - perche' lo dice una figura con autorita', che non
e' un esperto, per esempio un politico. Infatti i politici
regolarmente approvano leggi che
obbligano le
vaccinazioni per gli studenti che vogliano iscriversi a
scuola.
I genitori del New Jersey hanno recentemente fatto
sapere che sarebbero stati messi in galera se non
avessero dimostrato, in un'aula di tribunale una certa
domenica, che i loro figli erano stati vaccinati o di
essere stati obbligati a farli vaccinare con la minaccia del
tribunale.
La salute individuale dei bambini non era stata tenuta
nella minima considerazione ed i giudici ed i politici
coinvolti nel caso non avevano nessuna qualifica medica che
li rendesse idonei a prendere decisioni sulla correttezza
delle vaccinazioni per questo o quel bambino.
Ci sono casi nei quali esistono controindicazioni per le
vaccinazioni a livello di popolazione. Eppure i genitori
sono forzati dalla falsita' logica, dall'appello all'autorita',
secondo i quali queste figure autoritarie hanno a cuore
l'interesse dei figli degli altri genitori.
Quello che e' decisivo da sapere e': funzionano i
vaccini ? ed ancor di piu' : sono sicuri ? Quali sono i
rischi ?
Ed infine : il bambino, o la persona, ha una qualche
controindicazione a quello specifico vaccino ?
Avendo queste informazioni, si puo' fare una analisi
completa dei rischi e dei vantaggi per uno specifico
bambino.
Ma questo e' quello che ne’ il governo ne’ l'industria
farmaceutica vogliono... dei
genitori che pensano.
L'industria farmaceutica ha soldi da fare con le
vaccinazioni, soldi che in parte
poi gira ai politici sotto
forma di contributi alle campagne elettorali. In
mezzo a tutto cio', ci sono i genitori che devono prendere
decisioni che potrebbero cambiare il corso della vita dei
loro figli, causare disturbi,
morte, autismo o salvarli dalle malattie.
Il governo vuole che i genitori pensino che i vaccini
siano perfettamente sicuri, che non esiste nessuna
connessione con nessun disturbo neurologico e che le morti
che si verificano dopo le vaccinazioni non hanno nulla a che
fare con le medesime.
Si pagano o si finanziano spesso
ricercatori con
conflitti di interesse perche' producano
ricerche dimostranti non esserci connessione alcuna fra
vaccini e morti, fra
vaccini e disturbi, soprattutto
come e' gia' successo con l'autismo.
Invece, le ricerche genuinamente indipendenti
dimostrano semplicemente il contrario. C'e' una
indiscussa correlazione fra
aumento del numero delle vaccinazioni ed aumento
simultaneo del numero dei
bambini ammalatisi
ed anche
morti.
Il primo progetto di studio condotto per esaminare gli
effetti del carico globale medio di vaccinazioni ai quali e'
sottoposto un bambino ha dimostrato che un infante di
scimmia che riceva lo stesso carico mostra sintomi e
segni di tipo autistico.
Wakefield e colleghi hanno riscontrato anomalie nel
funzionamento cerebrale centrale negli animali vaccinati che
possono essere indicative di alcuni aspetti autistici,
indicativi di un disordine acquisito nello sviluppo
neurologico.
Hewitson ha studiato le conseguenze comportamentali,
funzionali e neuromorfometriche del regime di vaccinazioni
infantili ed ha scoperto che assomigliano ad alcune anomalie
neurologiche tipiche dell'autismo.
Walker e colleghi ( 2008 ), hanno trovato molte
significative differenze, nei profili dell'espressione
genetica dei tessuti GI [ gastrointestinali, ndt ],
fra animali vaccinati e non.
Ci sono molti altri studi che mostrano risultati
analoghi, inclusi molti ai quali e' stata negata la
pubblicazione su riviste mediche, possedute dall'industria
farmaceutica, che ha enormi interessi nel vendere i propri
vaccini.
Che cosa e' peggio... il rischio di malattia o quello
dei danni da vaccinazione ?
Solo tu puoi decidere
ed ognuno di noi dovrebbe avere
il diritto di decidere cosa e' meglio per il
proprio corpo e per quello dei propri cari.
By Lourdes Salvador - Tradotto
per EFFEDIEFFE.com da Massimo Frulla
All articles Copyrighted © 2008 MCS America (01 giugno
2008)
Originale >
Injurious Inoculation - Is Vaccination Behind Children´s
Declining Health?
video del dott.
Massimo Montinari a Don
Chisciotte - Ott. 2012
Video su: I BAMBINI
NON
VACCINATI SONO molto PIU' SANI di
quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio
sulla salute e la vaccinazione dei
bambini della Nuova Zelanda ed ha
trovato solide prove scientifiche che I
BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei
loro coetanei vaccinati !
I danneggiati dai vaccini approdano in Parlamento
Italiano
- Italy, Roma 26/06/2000
L'onorevole Franco Raffaldini, esponente dei DS alla
Camera dei Deputati, e' stato autore di un
interessantissimo intervento illustrato nell'aula di
Montecitorio durante la seduta del 16 marzo 1999; tale
intervento e' stato poi seguito da un'intensa attivita'
di sensibilizzazione che ha portato alla recente
costituzione di una commissione che si occupera' di
velocizzare le pratiche per quelle centinaia di bambini
italiani colpiti da danni causati da vaccino ogni anno.
Riportiamo il testo dell'intervento.
Signor Presidente,
come ieri e oggi hanno fatto reti televisive nazionali,
voglio dedicare solo pochi secondi ad una bambina della
mia terra (l'on. Raffaldini e' originario di Suzzara,
provincia di Mantova, - Ndr). Silvia Rodi Rizzini e' una
bambina di venti mesi che si e' ammalata di poliomielite
dopo aver fatto una vaccinazione antipolio obbligatoria.
Silvia e' nata nel 1997; nel settembre dello stesso anno
e' stata sottoposta appunto a vaccinazione antipolio
obbligatoria; dopo due settimane sopraggiungono forti
febbri e tremori, per cui viene ricoverata in ospedale
da dove viene dimessa dopo tre giorni. Successivamente
la bimba si irrigidisce ed una gamba sembra paralizzata;
viene di nuovo ricoverata e solo dopo tre giorni di cure
vengono decise analisi specifiche. A Modena un medico
riconosce subito la malattia; l'ospedale di Pavia
fornisce il risultato delle analisi e comunica purtroppo
l'esito temuto: e' ammalata di poliomielite. Inizia così
per Silvia ed i genitori il calvario tra gli ospedali di
tutta Italia (il Besta di Milano, Firenze, il Don
Gnocchi).
La cura della bambina costringe la mamma, che ha altri
tre figli, ad abbandonare il proprio lavoro.
L'unico sostentamento e' quello del padre. Tutte le cure
debbono essere pagate. La bambina e' sottoposta
quotidianamente a terapia fisica. Viene avviata la
pratica per l'indennizzo previsto dalla legge n. 210 del
1992.
Per questo la bimba - che lo ricordo allora aveva poco
piu' di un anno - deve sottoporsi ad una visita medica
presso l'ospedale militare di Brescia. Dopo questa
trafila l'Asl ha istruito la pratica e l'ha inviata al
ministero della sanita' il 6 ottobre 1998.
A tutt'oggi sembra che di questa pratica al ministero
non vi sia traccia. Tutto questo sembra il paradigma del
cittadino solo di fronte ai drammi della vita e per
queste persone non vale il rilievo statistico secondo
cui vi e' una possibilita' su 700.000 che si verifichi
un caso analogo. Rimangono grandi interrogativi.
Ai
genitori possono essere fornite maggiori informazioni
nel momento in cui si sottopone un bimbo alle
vaccinazioni ?
E' possibile utilizzare un metodo diverso
dal Sabin, ad esempio, quello Salk gia' utilizzato in
altri paesi ?
E' possibile conoscere dall'istituto
Superiore di Sanita' il reale numero di malati di
poliomielite da vaccino ?
Quali sono i punti di
riferimento medici, scientifici, istituzionali ed
associativi cui possono rivolgersi con facilita'
genitori soli e disperati ?
Non debbono essere previsti
immediati sostegni economici per le spese mediche che
devono essere sostenute ?
Quando la diagnosi e' fatta da
enti pubblici specialistici non e' inutile vessazione
per un bimbo la commissione medica presso gli ospedali
militari ?
Lo stesso meccanismo del risarcimento previsto dalla
legge puo' diventare, se non automatico, pressoche'
immediato, piuttosto che una pena burocratica che dura
anni ed anni prima di avere una risposta dignitosa ?
E' chiaro, signor Presidente, che su questo punto
assumero' un'iniziativa specifica parlamentare, ma
ritenevo giusto esprimere subito in quest'aula una
posizione ed un sentimento di vicinanza e di impegno in
favore di quei genitori, di Silvia e di quei cittadini
che oggi, altrimenti, si sentirebbero soli e forse
abbandonati.
Tratto da: "VacciNetwork
vedi:
Morti per vaccino = Bambini
muoiono
dopo la vaccinazione
Video del redattore della Pagina su Vaccini si o
no ?
Vaccinato
all'Asl, diventa
poliomielitico
- Dolorosa vicenda a Roccasinibalda dove i
genitori di un neonato denunciano: "Lo Stato non informa
e ora ci ha abbandonato"
Il piccolo, dopo la somministrazione in
ambulatorio, e' rimasto paralizzato a una gamba
Roccasinisbalda. I genitori vanno avanti da mesi, tra
centri di riabilitazione e costose cure specialistiche
pur di far guarire il loro bimbo colpito dalla
poliomielite all'eta' di tre mesi, malattia contratta
subito dopo la somministrazione del vaccino.
Mattia, che
oggi ha sei mesi, e' venuto alla luce senza
complicazioni. Un bambino sanissimo, come del resto lo
e' il fratellino maggiore di sei anni. Fino a quando non
e' stato sottoposto a trattamento antipolio obbligatorio
presso il distretto sanitario di Roccasinibalda.
Ed e'
stato l'inizio del dramma perche' dopo due settimane il
piccolo ha cominciato ad accusare febbre alta e una
graduale paralisi in varie parti del corpo.
Un primo campanello di allarme l'hanno fatto suonare i
responsabili del centro materno infantile di Rieti che
hanno consigliato l' immediato trasferimento di Mattia
al Bambin Gesu' di Roma. La diagnosi dell'Istituto
superiore della Sanita' e' stata un'autentica mazzata
per i genitori: "Vostro figlio ha la poliomielite".
Secondogenito di Michele Miniucchi, sottufficiale
dell'Aeronautica in servizio a Viterbo, e di Cinzia
Bucciolotti, insegnante, si ritrova oggi con la paralisi
flaccida e completa della gamba destra per le
conseguenze, e' stato accertato dai medici, provocate
dal vaccino. Una storia dolorosa che i suoi genitori
hanno voluto rendere nota autorizzando anche la
pubblicazione dei propri nomi "perche' - dicono - se ci
sono altre famiglie in Italia colpite come noi, le
invitiamo a contattarci e a unirsi alla nostra lotta.
Lo
Stato ha precise responsabilita' e non puo' sottrarsi
dal suo dovere di risarcire nostro figlio". Una prima
citazione affidata all'avvocato Mariella Cari nei
confronti del ministero della Sanita' e' gia' partita,
ma la battaglia non sara' facile e soprattutto sanno i
due genitori che mai nessuna cifra potra' restituirgli
un figlio senza handicap. "Lo sappiamo che non sara'
facile ed e' per questo che abbiamo voluto rendere
pubblico il nostro dramma, proprio perche' non si ripeta
un altro caso Mattia" affermano Michele Miniucchi e sua
moglie Cinzia Bucciolotti la cui vita, dal giorno in cui
il bimbo ha contratto la polio, e' radicalmente
cambiata.
Settimane intere trascorse tra ospedali e
centri di riabilitazione, la gran parte dei risparmi
spesi per le cure e la prospettiva di dover lottare
ancora a lungo nella speranza che Mattia possa vivere in
futuro una vita il piu' possibile normale.
Oggi lanciano
un vero e proprio atto di accusa: "Lo Stato, senza
alcuna campagna di informazione, prima ti obbliga a
vaccinare il figlio senza offrirti neppure la possibilita' di scegliere quale vaccino usare, come
invece accade in altri paesi. Pero' poi ti abbandona
quando si verifica un caso del genere. Basti dire -
sottolineano i coniugi Miniucchi - che oggi in Italia
non esistono piu' strutture di prevenzione della
poliomielite perche' e' ritenuta una malattia
debellata. E noi siamo vittime dirette di questo
smantellamento perche' per conoscere dall'Istituto
superiore di Sanita' l'esito degli esami, abbiamo atteso
settimane e solo grazie a una virologa che aveva preso a
cuore la situazione di Mattia, non abbiamo dovuto
aspettare ancora di piu'. A noi e' rimasta solo la
speranza di un miracolo, ma chi ha sbagliato deve
pagare". (By Massimo Cavoli)
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I genitori di Ilaria: "Due
i vaccini somministrati a nostra figlia"
I coniugi hanno deciso di rompere il
silenzio: uno e' quello obbligatorio l'altro invece
facoltativo
SAN CATALDO - La triste
fine della piccola Ilaria, la neonata nissena
MORTA
per cause ancora sconosciute dopo essere stata
vaccinata, e' adesso diventato un caso giudiziario La
macchina della magistratura si e' messa in moto. Aperta
l'inchiesta da parte della Procura della Pretura
circondariale, il magistrato ha disposto il sequestro
delle due partite di vaccino sospette, quella relativa
alla cosiddetta 'trivalente' e quella relativa al
cosiddetto 'anthiemofilus', il vaccino facoltativo che i
genitori di Ilaria avevano deciso di utilizzare sulla
piccola assieme a quello obbligatorio.
A giorni dal Palazzo di Giustizia
dovrebbe avvenire la nomina dei periti che eseguira' i
controlli necessari. La famiglia
continua a mantenere l'assoluto silenzio su quanto
accaduto ed e' anche comprensibile. Ieri pero' i
genitori hanno fatto sapere che in questo momento con
l'indagine aperta da poco e con nessuna certezza tra le
mani ogni dichiarazione potrebbe essere fraintesa o
potrebbe colpevolizzare qualcuno e non e' questa di
certo l'intenzione della famiglia di Ilaria. 'Vogliamo
fare chiarezza solo su un aspetto che riteniamo
importante - hanno sottolineato - a nostra figlia non e'
stato somministrato solo la 'trivalente',
vale a dire il vaccino obbligatorio ma anche quello
"antihemofilus", che e' facoltativo.
Diciamo cio' perche' in questi giorni si e' parlato solo
della "trivalente"'. Probabilmente fin da ora e' da
escludere l'errore umano o, peggio ancora, il dolo.
Potrebbe invece trattarsi di quello che, comunemente,
viene definito 'errore strutturale', cioe' legato a
pratiche comuni che escludono a monte eventuali rischi,
ma sono semplici supposizioni. Tanti genitori, che in
questi giorni si sono recati a far vaccinare i propri
figli si sono 'improvvisamente' ricordati di chiedere se
ci sono controindicazioni e rischi. Articolo di:
Salvatore Caramanna.
Commento
NdR: la vicenda assume i suoi reali contorni. Nonostante
il silenzio dei medici alcune piccole verita' si fanno
strada, grazie anche al coraggio dei genitori.
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Sette mesi, in
coma dopo il vaccino contro
la pertosse - La piccola
ricoverata a Palermo
CALTANISSETTA - Da cinque giorni lotta tra la vita e la
morte. Una bambina di appena 7 mesi, sabato sera, ha
improvvisamente perso i sensi dopo la somministrazione
di un vaccino per la pertosse. Le sue condizioni sono
disperate. Attualmente e' in coma e i medici del reparto
rianimazione dell'ospedale "Di Cristina" di Palermo
stanno tentando l'impossibile per salvarla. "Il problema
- affermano i sanitari - e' capire quali siano le cause
di questo improvviso malessere. Fino a ora, non e' stato
possibile stabilirlo con precisione". Sono stati fatti
diversi accertamenti di laboratorio e una tac, ma non si
e' capito perche' la piccola sia improvvisamente entrata
in coma. Secondo indiscrezioni,
l'unico fattore scatenante potrebbe essere proprio una
dose di vaccino per la pertosse o altro, somministrato
alla piccola la mattina di sabato o nei giorni
immediatamente precedenti. Anche su questo le notizie
sono scarne: i familiari, sopraffatti dal dolore e dalla
disperazione, non hanno alcuna voglia di rilasciare
dichiarazioni; la loro identita' e' segreta, si sa
soltanto che si tratta di una coppia di commercianti che
risiede a Caltanisetta. La tragedia
si consuma nella giornata di sabato. Improvvisamente la
bambina perde i sensi. Viene
immediatamente trasportata all'ospedale "S. Elia" di
Caltanisetta, dove i medici la sottopongono ai primi
accertamenti. Non c'e' emorragia cerebrale, ne' altre
patologie che giustifichino lo stato di semicoscienza.
Il quadro clinico si aggrava di ora in ora, fino
a quando la piccola non entra in coma.
A quel punto si decide di trasferirla in elicottero in
una struttura piu' attrezzata, come e' appunto il
reparto di rianimazione dell'ospedale "Di Cristina" di
Palermo. Anche qui vengono fatti altri esami di
laboratorio, tac, visite neurologiche. I medici
allargano le braccia senza riuscire a capire la causa
del coma. La bambina viene posta in un'incubatrice e
aiutata con un respiratore automatico.
Da quattro giorni le sue condizioni
sono gravissime ma stazionarie, mentre i sanitari
continuano a interrogarsi sulle cause di tutto cio'. Il
collegamento piu' immediato e' quello col vaccino, ma in
proposito nessuno si sbilancia, sapendo di aprire un
fronte di polemiche che in Italia e' aperto da anni. Non
si puo' neanche escludere che la piccola sia entrata in
coma per altre cause, come una misteriosa infezione
cerebrale.
Un'ipotesi che convincerebbe di piu'
i medici dell'ospedale "Di Cristina", i quali comunque
si trincerano dietro un riserbo assoluto evitando
qualunque dichiarazione. Articolo di:
Alfio Sciacca.
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Prima di fare
il vaccino obbligatorio per la
poliomielite era una
bambina sana e spensierata, ora e' malata: ha contratto
il virus, e' poliomelitica
- MILANO La mamma, Nadia G. si e'
rivolta con una lettera al
ministro della Sanita', per
sollevare il problema di una corretta informazione sui
vaccini. Ma anche per chiedere perche' e' potuta
accadere una cosa del genere. E denuncia che il caso
della sua piccola, purtroppo non e' l'unico:
altri sei bambini si sarebbero ammalati dopo
il
vaccino per la polio. Silvia, che
ora ha 20 mesi, vive con i genitori e tre fratelli a
Sabbioneta (Mantova): la mamma, che per seguire le cure
della piccola ha lasciato il lavoro, racconta nella
lettera il suo calvario. Lamenta l'assenza di qualsiasi
sostegno da parte della medicina pubblica e aggiunge che
la piccola e' stata fortunata perche' per caso ha
incontrato una brava fisioterapista, che pero' ha dovuto
decidere tutto da sola senza alcun ausilio medico.
Anche perche' ormai in Italia - ricorda la signora - la
polio non si manifesta piu' da molti anni e quindi
nessuno si preoccupa dei metodi per curarla. Nadia G.
rivendica il diritto dei genitori a essere sempre
informati sui rischi dei vaccini e a dare il consenso.
Inoltre negli Usa, per l'antipolio da anni viene usato
un particolare metodo che evita il rischio di paralisi
post vaccinica, rileva la signora domandando perche' in
Italia non venga applicato. "Non sono
contraria alla pratica delle vaccinazioni di massa. Anzi
riconosco - dice la mamma di Silvia - che a suo tempo
esse abbiano giocato un ruolo fondamentale per la tutela
della salute di milioni di bambini. Ma oggi mi chiedo
perche' mia figlia e altri bimbi come lei, so di altri
sei casi, debbano soffrire inutilmente".
"Purtroppo puo' succedere, anche se molto
raramente, che un bambino si ammali dopo il vaccino
anti-polio - spiega Alberto Giovanni Ugazio,
Direttore Dipartimento di
Medicina Pediatrica Ospedale Pediatrico Bambino Gesù
(Medico pediatra
che fa propaganda ai vaccini...)-.
E' anche vero che mai come in questo momento e'
importante tutelare i nostri piccoli da queste malattie
che stanno tornando nel nostro Paese con le ondate di
immigrati".
Il professore cita un esempio per tutti: "Nel
'96 in
Albania c'e' stata un'epidemia di
poliomielite
paralitica (NdR: dopo una
campagna di vaccinazione antiPolio,
ma non si deve dire.... ), si calcola che 30 mila
albanesi siano stati infettati e alcune migliaia oggi
sono in Italia. Se nessun italiano si e' ammalato e'
perche' siamo ben protetti (NdR dal fatto che l'igiene
e' migliore che in Albania...non dal
fatto che sono vaccinati....). Fino al
1964 si registravano fino a 6 mila casi l'anno,
dall'introduzione del vaccino l'ultimo caso risale al
1983. A parte gli ammalati ''da
vaccino'', casi molto rari. Escludo, come sostiene la
signora, che sei bambini, contemporaneamente, si siano
ammalati di polio dopo il vaccino". Le statistiche
parlano chiaro. "Ogni anno - dice il
pediatra - in Italia nascono mezzo milione di bambini,
possiamo dire che si verifica un caso di polio da
vaccino ogni uno o due anni, uno ogni 750 mila prime
vaccinazioni". (NdR: ma quello che NON dice
e' che lo 80% dei bambini si ammala dopo i vaccini di
malattie gastrointestinali e successivamente di
altre malattie frutto del vaccino che ha loro
destabilizzato il sistema immunitario che risiede
principalmente nell'intestino !) Sul modello introdotto
negli Usa un anno fa, anche in Italia e' allo studio un
nuovo tipo di vaccino. "La
commissione nazionale vaccini - spiega Ugazio - ha
inviato la proposta al Consiglio Superiore di Sanita'
che ne discutera' il 17 aprile. Si tratta di utilizzare
per la prima vaccinazione il virus morto e non quello
vivo attenuato di Sabin, che verra' somministrato
soltanto nella successiva vaccinazione, quando il
rischio di contrarre la malattia e scesa ad un caso ogni
12 milioni e mezzo.
Il virus vivo e' necessario perche'
da piu' protezione e, somministrato solo nella seconda
vaccinazione, non da in pratica, problemi".
By: Massimo Cavoli
Commento NdR: Poveretti questi signori, che
vengono chiamati professori....NON
sanno neppure che i
virus non sono ne' vivi ne'
morti in quanto sono solo sostanze NON esseri
viventi....!
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Rischio di
BSE
(Mucca pazza) nei
Vaccini
titolo originale: Risk of BSE in vaccines
revealed
Traduzione dall'articolo originale: Quattro dei
maggiori scienziati britannici hanno valutato i
potenziali rischi della trasmissione di BSE (encefalopatite
spongiforme dei bovini o morbo della mucca pazza, n.d.t.)
all'uomo, attraverso i vaccini, al fine di prevenire
situazioni di allarme sanitario (panico). Essi insistono
sul fatto che non siano state osservate sufficientemente
le procedure segrete che imponevano la produzione di
vaccini da materiale bovino non infettato da BSE. La
nuova inchiesta di Lord Phillips sulla BSE rivela come
il gruppo di lavoro, formato nel 1989 da Margaret
Tatcher e capeggiato da Sir Richard Southwood, valutava
come il rischio di trasferimento del morbo attraverso il
vaccino fosse "relativamente alto" e non "remoto" come
appare nella versione finale della relazione del gruppo
stesso. La strada attraverso la quale il morbo della
mucca pazza si trasferisce all'uomo nella forma nota di
morbo di Creutzfeldt-Jakob (encefalite spongiforme
umana) e' tuttora sconosciuta. C'e' la possibilita'
che una via di infezione possa essere rappresentata
dalle migliaia di dosi di vaccino usate fin dal 1993 e
prodotte con materiale biologico proveniente da bovini
infetti. Questi vaccini sono stati usati per malattie
infettive come il Morbillo (Measles), Rosolia (Rubella)
e Tetano. Nel 1989, quando le conoscenze sulla BSE
erano ancora trascurabili, il rapporto Southwood poneva
l'accento sulla necessita' di una attenta sorveglianza e
di una valutazione del rischio di taluni prodotti: in
particolare viene citato nella relazione il Comitato per
la sicurezza dei medicinali (Committee on Safety of
Medicines) in merito alla decisione di non distruggere
migliaia di dosi di vaccino facente parte delle scorte e
prodotti con l'utilizzo di materiale biologico bovino.
e' stato stimato che l'allarmismo creatosi attorno a
questa vicenda dei vaccini contaminati potrebbe causare
indirettamente la morte di circa 170 persone le quali,
per il fatto di non rischiare la contaminazione del
morbo di Creutzfeldt-Jakob, non si sottoporranno alla
vaccinazione. Nell'ambito dell'inchiesta in corso, il
prof. Southwood (professore di Zoologia all'universita'
di Oxford) e i suoi stimati colleghi, Lord Walton,
primario di clinica neurologica, Sir Anthony Epstein, a
capo del dipartimento di patologia all'universita' di
Bristol e il Dr. William Martin, uno stimato
veterinario, sono stati invitati da Phillips a spiegare
il fatto che il rapporto da loro redatto "presentava un
quadro deviante dovuto ad una versione di parte del
lavoro svolto". Il prof. Southwood ammise che la sua
inchiesta non definiva il rischio come "remoto" ma
"relativamente alto". Alla domanda se il rischio
attraverso i vaccini fosse maggiore di quello derivante
dal nutrirsi di carne bovina infetta, il prof. Southwood
rispose affermativamente. Nella giornata di ieri Sir
Anthony Epstein ha cercato di giustificare l'approccio
all'inchiesta di Southwood da parte delle autorita'
competenti. Egli sostiene che "quelle autorita' hanno
tenuto conto del rapporto alla lettera: se hanno
ritenuto di non far conto delle avvertenze contenute o
di nasconderle sotto la definizione di remote, cosa
possiamo farci ?". By: Jonathon Carr-Brown Political
Reporter.
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Vaccinazioni
materne a ridosso della gravidanza - By Dr. Edward
Yazbak, Associazione Americana di Pediatria, Dic. 1999
20 bambini su 25, le cui madri avevano ricevuto
una dose di mantenimento del vaccino della rosolia o del
triplo vaccino MPR (Morbillo-
Parotite- Rosolia) nel periodo a ridosso del
concepimento o subito dopo il parto, hanno avuto gravi
reazioni alle vaccinazioni MPR con successiva diagnosi
di autismo.
I responsabili sanitari dovrebbero spiegare alle madri
che la trasmissione al neonato del virus della rosolia
(che è presente in forma attenuata nel vaccino)
attraverso il latte materno è stata documentata da
numerosi ricercatori ('Epidemiology and Prevention of
Vaccine-Preventable Diseases', Centre Disease Control,
5th edition, gennaio 1999, p. 185). In seguito a questi
riscontri, la pratica medica della vaccinazione di madri
post-parto dovrebbe essere riesaminata.
5.2 Descrizione dei casi clinici
Caso n. 1: La madre ricevette il triplo vaccino
Morbillo- Parotite- Rosolia (MPR) nel 1994, poche ore
dopo il parto. Non aveva avuto aborti prima del 1994 e
da allora la donna ne ha avuti tre. Il bambino non
mostrò nessuna anomalia fino ai 13 mesi di età, quando
gli fu somministrato la prima dose di vaccino MPR. I
sintomi autistici furono notati 1-2 mesi dopo. Sia la
madre che la zia materna sono rimaste comunque
suscettibili alla rosolia, nonostante numerose
vaccinazioni ripetute.
Caso n. 2: La madre aveva ricevuto dosi di mantenimento
del triplo vaccino MPR nel 1983 e nel 1991, quindi ne
ricevette un'altra nel 1993, 4 ore dopo il parto. Il
bambino, fu allattato dalla madre senza problemi e
stette bene fino all'età di 15 mesi, quando gli fu
somministrato il vaccino MPR. Entro un mese ebbe
problemi gastrointestinali e iniziò a sviluppare sintomi
che portarono alla diagnosi di autismo.
Caso n. 3: Madre che aveva avuto morbillo e parotite da
bambina. Ricevette perciò solo il vaccino della rosolia
nel 1985, due giorni dopo il parto. Non poté allattare
il bambino perché egli aveva labbra e palato leporini.
Il bambino ricevette la prima dose di vaccino MPR
all'età di 15 mesi. A seguito di ciò comparvero sintomi
autistici che andarono via via peggiorando, fino a
diventare la sindrome molto grave. Il bambino è
risultato positivo al test Myelin Basic Protein Antibody
(antigeni delle proteine di base della mielina). Una
bambina nata successivamente è rimasta normale anche
dopo le vaccinazioni.
Caso n. 4: Madre che aveva ricevuto da giovane due dosi
di mantenimento del vaccino MPR. Le fu somministrato di
nuovo il vaccino della rosolia subito dopo il parto. Ha
recentemente sviluppato asma e problemi immunitari. Il
bambino, che ora ha 18 mesi, viene ancora allattato, ha
allergie, otiti ricorrenti, ma nessun sintomo di autismo
fino ad ora.
Caso n. 5: Madre, che ricevette una dose di mantenimento
del vaccino MPR nel 1989, poco dopo la nascita della
terza figlia. La bambina non è autistica ma ha otiti
ricorrenti. La madre ha avuto due successivi aborti, uno
a 12 settimane nel dicembre 1996 ed un altro a 14
settimane nel gennaio 1999. Precedenti di disfunzioni
immunitarie nella famiglia.
Caso n. 6: Madre che, 24 ore dopo il parto, ricevette
una dose di mantenimento del triplo vaccino MPR. Il
neonato ebbe un tranquillo primo periodo di vita e fu
normalmente allattato dalla madre. Rimase normale fino
all'età di 4 mesi, quando ricevette la seconda dose di
vaccino DPT, dopo di che ebbe febbre elevata e strillò
per molti giorni. Divenne quindi estremamente
indifferente e difficile da stimolare, molto meno
propenso all'allattamento ed iniziò ad avere riflusso
gastrointestinale.
Il bambino sviluppò progressivamente movimenti atetoidi
e gli fu in breve diagnosticata cerebral palsy. Egli ha
oggi 13 anni. È ad uno stadio molto avanzato, ha seri
problemi di comunicazione interpersonale e a volte “si
astrae del tutto dal mondo e non risponde”. La
vaccinazione MPR è stata posposta a causa dei suoi
problemi neurologici. Un suo fratellino più giovane sta
bene ed è stato vaccinato.
Caso n. 7: La madre ricevette una dose di mantenimento
di vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita
di suo figlio, nel novembre 1989. La concentrazione di
antigeni alla rosolia rimase bassa e, 3 giorni dopo il
suo secondo parto, ricevette un'altra dose del vaccino.
La donna ha ancora un livello basso di immunizzazione
alla rosolia.
Il primo figlio fu allattato al seno per un periodo
brevissimo. È stato vaccinato e sembra che sia normale.
Il secondo bambino, nato il 31 maggio 1991, fu allattato
al seno per un mese e ricevette tutte le vaccinazioni
come previsto. All'età di 2 anni e mezzo mostrò segni di
autismo. All'età di 3 anni e mezzo gli fu diagnosticata
una sindrome autistica. Ha avuto enterocolite autistica
ed ha prurito, mal di testa e mal di orecchi.
La sorella, nata dopo di lui, ha aprassia verbale.
Caso n. 8: Madre che ricevette la dose di mantenimento
del vaccino della rosolia 8 settimane dopo il parto, nel
1983. Il bambino, allattato al seno solo per un mese, è
stato vaccinato ed è normale. Il secondo figlio nacque
nel 1991. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età
di 14 mesi, iniziò a mostrare sintomi autistici intorno
all'età di 3 anni, e fu diagnosticato con Sindrome di
Asperger.
Caso n. 9: La madre aveva avuto gravi reazioni al
vaccino del morbillo somministratole quando aveva 5
anni. Le fu data una dose di mantenimento MPR l'11
settembre 1993, cinque giorni dopo aver partorito una
bambina. La figlia, nata il 6 settembre 1993, fu
allattata al seno per 5 mesi. A 16 mesi questa bambina,
precedentemente molto socievole, ricevette il vaccino
MPR. Nei giorni successivi al vaccino sviluppò sintomi
autistici e la diagnosi seguì di li a poco. Ebbe anche
sintomi di enterocolite autistica.
La sorella, nata il 20 novembre 1997, secondo la madre
“ha dei sintomi autistici ma non completamente. Ha una
disfunzione di coordinazione sensoria e gravi problemi
di linguaggio. Ha le stesse difficoltà digestive della
sorella. Non è stata vaccinata.
Caso n. 10: La madre ricevette il vaccino della rosolia
due mesi dopo il parto della primogenita (20 maggio
1992), che è stata vaccinata e sta bene. Il secondo
figlio nacque il 14 gennaio 1994. Fu allattato al seno
per 6 mesi. Ricevette il vaccino MPR all'età di 15 mesi,
nell'aprile 1995. Nel luglio del 1995 iniziò a mostrare
sintomi autistici e regredì progressivamente fino alla
diagnosi di autismo. È risultato positivo al test Myelin
Basic Protein, ed ha una altissima concentrazione di
antigeni al morbillo.
Il terzo figlio, ha 2 anni ed è normale.
Caso n. 11: La madre ricevette il vaccino della rosolia
nel 1991, immediatamente dopo il parto del secondo
figlio. Da allora la madre ha avuto diversi problemi di
allergie. Il ragazzo fu allattato normalmente dalla
madre. Era felice e gli piaceva parlare, tutto ciò fino
alla vaccinazione MPR a 15 mesi. Successivamente divenne
autistico e parallelamente comparvero problemi di colite
ulcerosa, cattiva digestione e candidosi.
Il primo figlio, nato nel 1990, è in buona salute ed è
stato vaccinato.
Caso n. 12: La madre ricevette il vaccino della rosolia
qualche giorno dopo il parto. Da allora ha iniziato ad
avere problemi di artrite. Il suo unico figlio, nato nel
maggio 1996, ricevette latte materno per 13 mesi. Non è
stato vaccinato, non mostra segni di autismo, ma ha
gravi intolleranze alla maggior parte dei cibi.
Caso n. 13: La madre ricevette l'iniezione del vaccino
della rosolia nel 1993, a sei settimane dal parto,
durante l'allattamento. La donna ha ora 35 anni ed a
seguito di quella vaccinazione sono iniziati problemi di
artrite alle gambe. La figlia, nata nel maggio 1993, ha
ricevuto tutte le vaccinazioni e non sembra essere
autistica. Però le è stata diagnosticata sindrome di
McCune Albright e ha avuto una pubertà precoce con
ipertiroidismo e tumore ovarico. La sua ovaia destra è
stata asportata chirurgicamente.
Una seconda figlia, nata nel giugno 94, fu diagnosticata
con Kawasaki Syndrome, tre mesi dopo la vaccinazione MPR
a 15 mesi, ed ora ha scarse capacità motorie.
Caso n. 14: La madre ricevette la dose di mantenimento
MPR il 18 dicembre 1991, due giorni dopo la nascita
della prima figlia, che allattò al seno solo per 3-4
giorni. Questa bambina è stata vaccinata e non ha
problemi.
13 mesi dopo, rimase incinta una seconda volta. Il
bambino fu allattato per due giorni. Ricevette il triplo
vaccino MPR all'età di 12 mesi. Tra il 16° e il 20° mese
di età iniziarono i sintomi, la diagnosi di autismo
seguì dopo poco. A seguito della vaccinazione la madre
ha sviluppato una patologia autoimmune.
Caso n. 15: La madre ebbe una dose di mantenimento del
vaccino MPR nel 1993. Il suo livello di immunizzazione
alla rosolia è comunque rimasto basso e le è stata data
un'altra dose MPR nel 1997, subito dopo il parto della
seconda figlia che, nel primo anno di vita, non sembra
avere problemi dello sviluppo.
Il primo bambino, nato il 7 dicembre 1993, ha ricevuto
la prima dose di MPR a 15 mesi. Egli iniziò a sviluppare
sintomi di autismo all'età di 18 mesi, peggiorando
progressivamente fino a che fu confermata la diagnosi di
autismo. Egli non ha ricevuto la seconda dose di MPR.
Caso n. 16: La madre ricevette una dose di mantenimento
del vaccino della rosolia 3 giorni dopo il suo primo
parto, quello di una bambina, nata il 22 febbraio 1992,
che ora sta bene. Il successivo figlio non fu allattato
al seno. Ricevette la prima dose di vaccino MPR all'età
di 14 mesi, la seconda all'età di 4 anni e mezzo. È
autistico ed i suoi sintomi iniziarono all'età di 22
mesi.
Caso n. 17: La madre ricevette una dose di mantenimento
del vaccino della rosolia pochi giorni dopo la nascita
della prima figlia (5 aprile 1993). Questa bambina è
stata vaccinata e sta bene. Il successivo bambino, nato
il 19 ottobre 1994, non è stato allattato al seno. Fu
vaccinato a 18 mesi con MPR. I genitori notarono
insoliti sintomi che iniziarono all'età di 20 mesi. Il
bambino è ora stato diagnosticato avente una grave e
generalizzata sindrome dello sviluppo (PDD-NOS,
Pervasive Development Disease/ Not Otherwise Specified).
La terza figlia, nata il 28 luglio 1997, sta bene ed è
stata vaccinata.
Caso n. 18: La madre ricevette il vaccino della rosolia
poco dopo il parto del figlio, 18 febbraio 1986. Il
bambino è stato diagnosticato con sindrome di Asperger.
Caso n. 19: La madre ha ricevuto una dose di
mantenimento del vaccino MPR il 6 gennaio 1991, due
giorni dopo la nascita del primo figlio, che non ha
avuto problemi nello sviluppo e che è stato vaccinato.
Il secondo figlio, nato il 2 settembre 1992, era rimasto
normale fino all'età di 18 mesi, quando ha ricevuto la
prima dose del vaccino MPR. Entro due mesi iniziò a
mostrare sintomi autistici e tale diagnosi fu confermata
in seguito.
Caso n. 20: La madre ricevette una dose di mantenimento
del vaccino MPR nel 1982. Nel gennaio 1991, il suo
livello di immunizzazione alla rosolia era ancora basso
e le fu data un'altra dose di mantenimento MPR dopo la
nascita del suo primo figlio. Il bambino è stato
diagnosticato con sindrome di attenzione deficitaria (Attention
Deficit Disorder) ed ha dei tratti di autismo. Il suo
secondo figlio ricevette la prima dose di vaccino MPR
all'età di 18 mesi, e fu diagnosticato con autismo
all'età di 33 mesi. Una terza figlia non ha problemi
dello sviluppo ma ha allergie ed eczema.
Il livello di immunizzazione della madre alla rosolia,
che si era normalizzato nel 1992, nel 1994 di nuovo si
era abbassato.
Caso n. 21: La madre, che è un medico, ricevette il
vaccino della rosolia immediatamente dopo la nascita del
suo primo figlio nel 1989. Il bambino sembra normale dal
punto di vista dello sviluppo. Il secondo figlio nato
nel 1993 fu diagnosticato con autismo all'età di tre
anni.
Caso n.22: La madre ricevette il vaccino MPR poco dopo
aver partorito per la prima volta. La figlia non sembra
essere affetta a livello neurologico. La seconda
bambina, che fu concepita otto mesi dalla vaccinazione
della madre, mostrò sintomi autistici prima del suo
primo anno di età e la diagnosi di autismo è arrivata di
seguito.
Caso n. 23: Il livello di antigeni alla rosolia della
madre durante la sua prima gravidanza era di 9.2. Ebbe
un parto prematuro il 1 ottobre 1993 e, siccome il
livello di immunizzazione alla rosolia era inferiore a
10, fu sottoposta due giorni dopo ad una dose di
mantenimento MPR. La bambina non ha avuto ritardi o
problemi nello sviluppo.
Una seconda figlia nacque prematuramente di 4 settimane,
il 15 gennaio 1996. Fu allattata al seno per 6 mesi.
Diceva qualche parola prima del suo primo compleanno. Il
20 gennaio 1997 ricevette i vaccini MPR, HIB e
Varicella. All'età di 18 mesi iniziò a sviluppare gravi
problemi comportamentali ed allo stesso tempo perse le
capacità di linguaggio che aveva acquistato fino ad
allora. La diagnosi di autismo fu confermata
nell'ottobre 1998.
Caso n. 24: La madre ricevette una dose di mantenimento
di vaccino della rosolia il 15 agosto 1989, meno di 24
ore dalla nascita del suo primo figlio. Il bambino non
fu allattato con latte materno. Nel primo anno di vita
ebbe riflusso gastrointestinale, problemi di
costipazione ma non problemi di sviluppo. A 15 mesi
ricevette il triplo vaccino MPR. Comparvero sintomi
autistici e la regressione fu rapida. Prima dei 18 mesi
di età aveva perso gran parte del contatto con
l'esterno, le sue capacità di linguaggio deteriorarono e
fu diagnosticato autistico.
La donna ebbe in seguito una bambina che ora ha 8 anni e
che è intollerante al glutine e alla caseina. Ha avuto
problemi di apprendimento ed è stata diagnosticata con
sindrome di attenzione deficitaria.
Caso n. 25: La madre ricevette la dose di mantenimento
del vaccino della rosolia nel 1979. Il suo primo parto
di una bambina risale al 1986. Nel 1992 partorì un
bambino e le fu somministrata un'altra dose del vaccino
della rosolia. Quest'ultimo figlio ebbe problemi di
linguaggio ed altri problemi e fu diagnosticato avente
la sindrome di Asperger.
5.3 Discussione dei risultati
Sono state identificate 25 famiglie in cui le madri
erano state vaccinate nel periodo post-parto. 14 madri
avevano ricevuto il vaccino della rosolia e 11 quello
triplo Morbillo- Parotite- Rosolia.
In 10 casi su 20, i bambini le cui madri erano state
vaccinate poco dopo la nascita svilupparono autismo. In
altri dieci casi, il figlio partorito prima della
vaccinazione materna non fu colpito, ma al successivo
figlio fu diagnosticata la sindrome autistica.
Nei casi 16 e 17, la madre vaccinata di recente non
allattò il neonato e questi non sviluppò autismo, mentre
lo svilupparono i figli successivi. Nei casi 3 e 24,
però, non c'è stato allattamento al figlio
successivamente diventato autistico e quindi la
trasmissione eventuale del virus attenuato del vaccino
deve essere avvenuta per contatto diretto o per altro
mezzo.
Nelle famiglie descritte nei casi 4, 5, 6, 12 e 13 i
bambini non diagnosticati con autismo riportano comunque
insoliti problemi. In uno di questi casi, il n.6, il
bambino sembra avere tendenze autistiche. In un altro il
bambino non è stato sottoposto al vaccino MPR.
Il caso 9, in cui la madre aveva avuto reazioni gravi al
vaccino ricevuto a 5 anni, presenta due figlie: la
prima, sottoposta a vaccinazioni, sembra più affetta
dall'autismo rispetto alla seconda, nata 4 anni dopo la
dose di mantenimento ricevuta del vaccino della rosolia
ricevuta dalla madre.
Per la maggior parte delle madri il basso problema del
numero di antigeni alla rosolia continua nonostante le
numerose dosi di mantenimento ricevute. Si continuano ad
usare queste dosi di mantenimento in donne adulte
nonostante queste non risolvano il problema, che sembra
avere una componente ereditaria.
Dei bambini, le cui madri si sono vaccinate subito dopo
la loro nascita e che hanno successivamente sviluppato
autismo, 9 sono maschi e una femmina.
Tra i dieci casi in cui è stato il figlio successivo a
sviluppare l'autismo, ci sono stati 8 maschi e due
femmine.
Nelle famiglie descritte nei casi 5, 10, 13, 14, 15, 16,
17, 22, 23 ci sono i neonati, tutti di sesso femminile,
le cui madri fecero ricorso a dosi di mantenimento di
vaccini subito dopo il parto, e che non svilupparono
sindromi autistiche. Però alcune di loro svilupparono
problemi immunologici, di apprendimento o comunque
insoliti. Di questi casi, il 10, 14, 16 e 17 il figlio
maschio successivo fu diagnosticato con autismo. Nei
casi 5 e 13 le bambine che seguirono non svilupparono
autismo, mentre nei casi 22 e 23, le figlie successive
ne furono colpite.
5.4 Effetto di vaccinazioni materne durante la
gravidanza
Dr. Edward Yazbak,
Associazione Americana di Pediatria
dicembre 1999
Il Center for Disease Control & Prevention ed i
produttori di vaccini già da molto tempo avvertono di
non somministrare vaccini attenuati a donne durante la
gravidanza o a ridosso del momento del concepimento.
L'ente per la salute americano CDC scrive nel manuale
ufficiale Epidemiology and Prevention of
Vaccine-Preventable Diseases, quinta edizione, CDC,
pag.152:
“Donne che sanno di essere incinte non dovrebbero
ricevere il vaccino del morbillo. La gravidanza dovrebbe
essere evitata per almeno un mese dall'iniezione di
vaccino del morbillo e per 3 mesi dall'iniezione del
vaccino MPR”.
A pag. 184: 'Donne incinte o che cercano di rimanere
incinte non dovrebbero ricevere il vaccino della
rosolia. Non ci sono studi sull'effetto del vaccino
della rosolia sul feto, ma la gravidanza dovrebbe essere
evitata per almeno 3 mesi dalla vaccinazione della
rosolia o MPR”.
“I possibili effetti di vaccini sullo sviluppo fetale
sono al momento ignoti' pag. 1737, Pregnancy Disease
Registry, USA 1999.
“È noto che il vaccino MR (morbillo- rosolia) può
causare danno fetale' pag. 1834, Pregnancy Disease
Registry, USA 1999.
Invece, “il vaccino dell'epatite B dovrebbe essere dato
a donne incinte solo se assolutamente necessario” pag.
1884, Pregnancy Disease Registry, USA 1999.
Nella pratica medica di tutti i giorni, come vedremo
nelle descrizioni dei casi clinici che seguono, sembra
che i medici non posseggano informazioni che
suggeriscano loro cautela nei casi di somministrazione
di vaccini a donne incinte.
Sono riportate in questo studio 7 casi in cui la madre è
stata vaccinata durante la gravidanza. In tutti i casi
il risultato della gravidanza è stato un bambino che
sviluppava sindrome autistica.
5.5 Descrizione dei casi clinici:
Caso n. 1: Madre che ricevette una dose di mantenimento
del vaccino MPR al College nel 1985 ed un'altra durante
gli studi di specializzazione post-laurea nel 1988. Nel
1992 fece domanda di lavoro presso un ospedale e fu
riscontrato che era di nuovo suscettibile al morbillo.
Essendo incinta ed avendo paura della componente rosolia
dell'MPR, chiese ed ottenne di ricevere solo il vaccino
del morbillo invece del vaccino triplo MPR. Stava
portando avanti al gravidanza di due gemelli e uno morì
nell'utero poco prima del parto. Il secondo gemello, un
maschio, sembrò in buona salute alla nascita. A seguito
delle vaccinazioni ha sviluppato numerosi problemi
sensoriali e neurologici tipici della sindrome autistica
ed ha limitate capacità di socializzare.
La madre è rimasta suscettibile al morbillo, ma ha
rifiutato ulteriori dosi di mantenimento del vaccino.
Caso n. 2: Madre che ricevette il vaccino della rosolia
durante la sua prima gravidanza. Il bambino, che ora è
stato diagnosticato autistico, ebbe uno sviluppo
ritardato fino alla vaccinazione con MPR, momento in cui
regredì completamente e perse le poche capacità che
aveva acquisito fino ad allora.
Anche gli altri due figli nati successivamente hanno
alcuni tratti autistici.
Caso n. 3: Madre che ricevette una dose di mantenimento
del vaccino MPR nell'adolescenza. Nel 1984 le fu
somministrato il vaccino del morbillo al College. Quando
scoprì di essere incinta immediatamente contattò i
responsabili medici del College ed il suo dottore, ma
questi dissero che non c'era niente di cui preoccuparsi.
Il bambino manteneva uno scarso contatto con gli occhi e
rispondeva agli stimoli decisamente meno della norma.
Gli fu somministrato il vaccino triplo MPR all'età di 16
mesi e da quel momento la sua condizione deteriorò fino
alla diagnosi di autismo, che risale all'età di 26 mesi.
Caso n. 4: Madre che ricevette la dose di mantenimento
MPR nel giugno 1994, 5 mesi prima del concepimento. Le
fu anche data una dose di vaccino epatite B, il 1
settembre 1994, ed un'altra il 6 ottobre 1994. La terza
e ultima dose del vaccino dell'epatite B le fu
somministrato il 6 aprile 1995, quando era incinta.
Partorì un bambino il 4 agosto 1995 e lo allattò per 8
mesi. Il bambino era normale nel primo anno di vita, a
parte qualche problema del tratto digerente. Ricevette
il vaccino dell'epatite B nelle seguenti date: 1 sett.
1995, 2 ott. 1995 e 6 giugno 1996. Il vaccino triplo MPR
gli fu somministrato all'età di 16 mesi. Iniziò ad
esibire sintomi autistici all'età di 18 mesi, perse
completamente le capacità di linguaggio all'età di 23
mesi. Diagnosticato autistico, egli è risultato positivo
al test Myelin Basic Protein Antibody ed ha elevati
livelli di antigeni al morbillo. Soffre costantemente di
costipazione.
Un secondo figlio nato dopo è stato vaccinato e sta
avendo uno sviluppo normale.
Caso n. 5: Madre che fu sottoposta ad una dose di
mantenimento MPR nel marzo 1990, quando era incinta,
senza saperlo, di alcune settimane. Partorì a novembre
ed allattò al seno per 6 mesi il neonato. A 10 mesi di
età iniziò a esibire sintomi di autismo. Ricevette la
prima dose di MPR a 18 mesi, la diagnosi di autismo fu
confermata poco più tardi.
La seconda figlia, nata nel maggio 1992 è stata
vaccinata ed è in buona salute.
Caso n. 6: Nell'aprile 1992 la madre, che era alla 13ma
settimana di gravidanza, fu sottoposta al vaccino della
rosolia perché i suoi livelli di immunità si erano
abbassati. Il 5 luglio 1992 partorì prematuramente di 13
settimane. Dopo il parto le fu data una dose di
mantenimento di vaccino MPR. Il 19 ottobre 1992 la
bambina ebbe un allarmante episodio ipotonico-
iporeattivo a seguito del secondo gruppo di vaccinazioni
di DPT, Polio e vaccini HIB. Le fu somministrato il
vaccino triplo MPR nell'ottobre 1993 e, conseguentemente
a ciò, iniziò a sbattere la testa contro i mobili e
percuotersi da sola. Comparve anche una grave forma di
costipazione. La diagnosi di autismo fu confermata ai 40
mesi di età.
Caso n. 7: La madre ricevette il vaccino della rosolia
quando era incinta di soli pochi giorni, nel 1981.
Partorì una bambina che sembrava non stesse avendo alcun
problema nello sviluppo e che fu da lei allattata senza
problemi. La bambina ricevette il vaccino triplo MPR il
14 luglio 1983, poco dopo aver compiuto un anno e
successivamente è stata diagnosticata autistica.
Discussione dei risultati
Sette casi di madri vaccinate durante la gravidanza sono
descritti in questo studio. 3 madri ricevettero il
vaccino della rosolia, 2 il vaccino del morbillo ed una
il vaccino triplo MMR. La settima madre (caso n. 4)
ricevette una dose di vaccino di epatite B, ma aveva
ricevuto il vaccino MPR 5 mesi prima del concepimento.
In tutti i casi ci furono problemi con il bambino, o
direttamente alla nascita o in seguito con lo sviluppo
di autismo a seguito della vaccinazione. I problemi
erano evidenti alla nascita nei casi n. 1 e n. 6.
In un caso, la madre ebbe altri due figli che
svilupparono sintomi autistici (caso n. 2).
Continua anche in:
Pag. 2 +
Pag. 3 (intervista al
dr. Moulden)
+ Danni Vaccini -1
+ Danni vaccini - 2
+ Danni dei Vaccini
+
Bibliografia Danni dei vaccini +
Bibliografia
danni 2 +
1.000 studi sui Danni dei
Vaccini
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