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Danni
anche Neurologici dai
Vaccini: visionare
questo sito in English (con anche le
citazioni bibliografiche)
Definizione delle parole:
VACCINAZIONE (dal dizionario: Inoculazione di un vaccino
a scopo di profilassi).
VACCINO (dal dizionario: ogni
sospensione di batteri vivi, attenuati, uccisi o virus
(informazioni tossiche virali od attenuate), introducibile
negli organismi a scopo profilattico.
Come si può vedere la vaccinazione è l’introduzione di un
prodotto, che non si trova in natura, confezionato dalle
industrie chimico farmaceutiche con batteri e virus non
simbiotici; di fatto trattasi di parassiti e tossine
pericolose introdotte in un organismo in modo innaturale a
scopo di profilassi; dunque trattasi NON di tecnica
preventiva ma profilattica, eppure viene spacciata per
tecnica preventiva.
Ovviamente con questa tecnica si implica in OGNI caso
l’intromissione di una o più malattie (a seconda anche di
quanti contaminanti il vaccino contiene) con base
batteriologica o tossico virale e che una volta introdotta
nell’organismo produce infezione.
Infatti l’individuo che accetta la
vaccinazione,
fino a quel momento è sano mentre dopo la vaccinazione
NON lo è PIU’ perché è stato INFETTATO
e quanto, come o quando l’infezione aggredirà il soggetto
...solo dio lo sa..., di fatto trattasi di guerra
batteriologica a tutti gli effetti.
vedi GRAVI DANNI dei
VACCINI +
Perche' vaccinare ?
+
Sfogo sdegnato di una madre verso un pediatra
Metalli
tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF
- dott. M.
Proietti +
Danni
neurologici con i vaccini
video del dott.
Massimo Montinari a Don
Chisciotte - Ott. 2012
Video su: I BAMBINI
NON
VACCINATI SONO molto PIU' SANI di
quelli VACCINATI !
Nel 1992 I.A.S. ha condotto un sondaggio
sulla salute e la vaccinazione dei
bambini della Nuova Zelanda ed ha
trovato solide prove scientifiche che I
BAMBINI NON VACCINATI sono PIU' SANI dei
loro coetanei vaccinati !
Visionare questa pagina
DANNI BIOLOGICI:
La prevenzione, il riconoscimento,
la cura del Danno biologico e Neuro-comportamentale
indotto dalle Vaccinazioni infantili
- By
dott. Massimo
Montinari & dott. Carlo Tonarelli, Associazione
Universo
Bambino, Associazione Pediatri
Omeopati
italiani, A.P.O.I.
Lancet 1995 - 345:1071-1074, Riferisce lo studio di
ricercatori americani che confermano le nostre affermazioni:
"Il virus del morbillo iniettato con le vaccinazioni,
persiste nell’intestino dei vaccinati segnalando
un’alterazione dell’assetto immunitario dei soggetti
sottoposti alla profilassi vaccinale, generando le più
disparate malattie dell’apparato gastrointestinale".
Commento
(NdR):
Attenti studi clinico sanitari, hanno confermato che l’introduzione
dei
vaccini
provoca molto facilmente la colonizzazione
nell’intestino della "candida",
noto parassita che oltre a generare micotossine, determina
le più svariate patologie nell’apparato gastrointestinale e
favorisce (anche per il fatto che la mucosa intestinale non
filtra più bene, cioè perde il suo giusto potere osmotico)
il passaggio delle tossine e dei parassiti nelle cellule del
corpo, quindi malNutrizione.
Il semplice meccanismo è questo:
nell’intestino di un lattante che viene vaccinato per
esempio con il
vaccino per la polio, vengono
introdotti 1.500.000 di unità virali (proteine tossiche);
questo milione e mezzo di tossine contenenti virus anche se
attenuati in
formaldeide, che e' una
sostanza cancerogena, modificano il pH
intestinale, che tende a divenire nel giro di qualche breve
tempo, acido; è noto che i funghi proliferano molto bene in
ambiente acido, quindi la Candida (fungo) si moltiplica a
dismisura (non trovando piu' batteri suoi antagonisti per le
gravi disbiosi indotte dal
vaccino) divenendo anche
un'altro importante cofattore di
immunosoppressione
(vi sono anche alterazioni delle IgA + quelle dei giusti
rapporti fra Th1 e Th2 + quelle cromosomiche: braccio
corto del cromosoma 6 che
guarda caso soprassiede proprio al sistema immunitario), ma
non e' finita, l'alterazione degli
enzimi e della
flora
batterica intestinale favorisce la proliferazione
della candida la
quale tende a colonizzare in primis l'intestino e
successivamente le altre mucose del corpo; cio' avviene
anche perche' le alterazioni e/o mutazioni della flora
batterica autoctona indotte dall'alterazione del
pH, vanno a
modificare i giusti rapporti biologici di antagonismo fra
funghi e batteri, svantaggiando questi ultimi a favore dei
funghi.
La Candida
"epidemia silenziosa" come la chiama il dott. A.Panfili
(medico romano), autore di un libro con quel titolo, diviene
il co-fattore dei processi di malNutrizione, di
intossicazione
(micotossine) ed
infiammazione dell’organismo.
Le RICERCHE MOSTRANO
un NESSO fra
MICROBIOMA
Intestinale (intestino)
e
CERVELLO -
09/01/2015
Chiamate collettivamente
microbioma, le migliaia
di miliardi di microbi
che abitano il corpo
umano vivono
principalmente
nell’intestino, dove ci
aiutano a digerire il
cibo, a sintetizzare le
vitamine e a difenderci
dalle infezioni. Ora,
recenti ricerche sul
microbioma hanno
dimostrato che la sua
influenza si estende ben
oltre l’intestino,
fino ad arrivare al
cervello. Negli ultimi
10 anni, vari studi
hanno collegato il
microbioma intestinale
a una serie di
comportamenti complessi,
come umori ed emozioni,
appetito e ansia.
Il microbioma
intestinale sembra
contribuire al
mantenimento della
funzionalità cerebrale,
ma non solo: potrebbe
anche incidere sul
rischio di disturbi
psichiatrici e
neurologici, fra cui
ansia,
depressione e
autismo. Una
delle modalità più
sorprendenti con cui il
microbioma influisce sul
cervello è durante lo
sviluppo.
“Esistono delle finestre
evolutive critiche in
cui il cervello è più
vulnerabile poiché si
sta preparando a
rispondere al mondo
circostante”, spiega
Tracy Baie, docente di
neuroscienze presso la
facoltà di veterinaria
dell’Università della
Pennsylvania. “Così, se
l’ecosistema microbico
della madre si modifica
- per esempio a causa di
infezioni, stress o
diete - ciò cambierà il
micro bioma intestinale
del neonato, e gli
effetti possono durare
tutta la vita.”
Altri ricercatori stanno
esplorando la
possibilità che il
microbioma abbia un
ruolo nelle malattie
neurodegenerative come
l’Alzheimer e il
Parkinson.
Fonte: MedicalXpress.com
:
http://tinyurl.com/kaa2j36
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VACCINAZIONI
E’ noto che tra le
reazioni avverse a molti vaccini vi sono sindromi
neurologiche anche gravi, provocate pare da uno scompenso
del sistema immunitario.
Nel 1976, a seguito della campagna di vaccinazione contro la
paventata pandemia di influenza suina, negli Stati Uniti si
ebbero almeno 535 casi di
Sindrome di Guillain-Barre', una grave forma di paralisi
periferica, 23 dei quali mortali. Un bilancio ben più
pesante di quello della malattia che doveva combattere.
Anche il presidente Ford si fece vaccinare.
Le autorità furono accusate di aver nascosto il rischio di
insorgenza della sindrome di Guillain-Barre' nonostante
pervenissero le notizie di sempre nuovi casi intervenuti
dopo la vaccinazione. Il programma fu annullato, mentre
iniziavano ad arrivare le richieste di risarcimento.
Nel 1976, quando il governo decise di somministrare il
vaccino a tutti (donne, uomini, bambini) le assicurazioni si
rifiutarono di stipulare polizze a coloro che avevano preso
i vaccini, non vollero quindi prendersi nessuna
responsabilità in merito e le case produttrici minacciarono
di non produrre più il vaccino. Allora il governo si prese
la responsabilità.
Furono quattro mila i danneggiati che chiesero al Governo
risarcimenti astronomici. Il 50% di chi fece causa al
governo ottenne un risarcimento.
Oggi, negli USA con il
provvedimento firmato da Bush nel dicembre 2005
nessuno potrebbe più pretendere nulla e l’amministrazione
Bush non ha destinato un dollaro per coprire i danni per ora
sono le
industrie farmaceutiche a beneficiare
di una pandemia che forse mai ci sarà.
Questo, grazie soprattutto alla compattezza della
maggioranza repubblicana… e grazie al leader repubblicano al
senato Bill Frist.
Ci si riferisce ad una legge dell’amministrazione Bush
che libera le multinazionali del farmaco dalla
responsabilità di dover risarcire le vittime di
eventuali effetti collaterali di
farmaci e
vaccini.
Un bel regalone per
Big Pharma e tanta sicurezza in meno per
noi consumatori.
Datti Ahmed, a
capo del Consiglio supremo di Kano (Nigeria)
accusa i
vaccini dell’Unicef di causare
sterilità
e di contenere il virus dell’Hiv. Ahmed,
ministro della legge islamica in uno stato dove
vige la Sharia, imputa questa presunta
contaminazione a una precisa volontà del governo
americano: ridurre la popolazione musulmana. Per
avvalorare una mossa ideologica, politica che
tutto ha a cuore tranne la salute della
popolazione, i membri del Consiglio chiamano in
ballo i risultati di alcuni test effettuati in
India per conto della Jama'atul Nasril Islam (Jni).
Non sorprende che i test confermino tutto. Del
resto, come potrebbe essere diversamente se la
Jni è legata all’organizzazione musulmana
nigeriana ?
Non si può negare, però, che nel corso degli
anni
case farmaceutiche e governi occidentali
abbiano fatto di tutto per alienarsi la fiducia
delle nazioni più povere. Medicinali scaduti.
Farmaci fondamentali negati in nome di brevetti
d’oro. Ma anche trial clinici che sfruttano
l’ignoranza della gente per testare farmaci
considerati pericolosi in Europa e Stati Uniti.
Se si va a guardare non tanto indietro, si trova
un precedente proprio per lo Stato di Kano. Nel
1996 la Pfizer approfittò di un’epidemia di
meningite, colera e
morbillo per testate sui
bambini nigeriani il
Trovan, un antibiotico che
la Pfizer avrebbe voluto usare anche per la
meningite infantile. Peccato però che negli
Stati Uniti, il Trovan non avesse ancora
ottenuto neanche l’autorizzazione alla vendita
per gli adulti. Con ricordi del genere, i leader
islamici non devono aver fatto molta fatica a
convincere la popolazione della tesi complottistica…….avvalorata dai fatti !
Tratto
in parte da: altrenotizie.org
vedi:
Vaccinazioni di massa +
Siamo Contro
la FALSA immunizzazione vaccinale
L'aids
e' la malattia chiamata Sindrome Di Immunodeficienza
Acquisita, ma con che cosa ?
Con le vaccinazioni effettuate negli anni 1970 nelle
nazioni del Centro Africa, si sono indebolite
immunitariamente milioni di persone che successivamente
negli anni 1980 si sono ammalate di Aids !!
Forse questa guerra batteriologica e' stata studiata a
tavolino, per mantenere i neri sotto il dominio delle
multinazionali di
Farmaci e
Vaccini - Nel 2006 ormai nel mondo vi sono quasi 50
milioni di individui ammalati (dati OMS) ed il 75% e' in
Africa......
L'ultima
Truffa del secolo passato....
"Tutti sono pronti a credere che la CIA menta,
che il governo menta, che l'FBI menta, che la
Casa Bianca menta. - dice il microbiologo
americano Harvey Bialy - Ma che menta l'Istituto
di Sanità no, non è possibile, la Sanità è
sacra, tutto ciò che esce dagli Istituti
Nazionali di Sanità è parola di Dio. Niente fa
differenza, nemmeno la storia di come Gallo
scoprì il virus, nemmeno il fatto che sia uno
scienziato screditato e condannato per truffa.
La strategia dell'establishment è sempre la
stessa: ignorare.
Meglio non rispondere, vuoi vedere che ci si
accorge che c'è qualcosa di strano ?"
Una musica che non suona del tutto nuova, e che
in questo caso arriva da un fronte ancora più
controverso di quello dell'undici settembre: la
medicina moderna - o meglio, l'industria
farmaceutica che la condiziona ormai alla radice
- stretta nella morsa letale del conflitto fra
altruismo e egoismo, fra missione umana e
interesse privato, in una spirale ormai
inarrestabile che la porta a inventarsi malattie
inesistenti pur di vendere più farmaci, mentre
non riesce stranamente a trovare nessuna cura
valida per le malattie che esistono davvero.
Quello che presentiamo è un lavoro di ricerca
particolarmente illuminante .http://tinyurl.com/ygn7vq
visionare su arcoiris.tv il filmato:
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=5508
È possibile che la pandemia di
AIDS sia stata
causata da vaccini antipolio accidentalmente
contaminati con un virus delle scimmie e
utilizzati in Africa alla fine degli anni '50 ?
Ebbene purtroppo SI
!!
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ALBANIA -
La POLIO in ALBANIA: UN
"INCIDENTE" DOVUTO al VACCINO ORALE SABIN
Da qualche anno, poich? la poliomielite è scomparsa nei
Paesi Occidentali, si giustifica il prosieguo della campagna
vaccinale di massa adducendo i dati di una "presunta"
epidemia di polio in Albania nel 1996.
Vogliamo chiarire la questione e fornire i dati ufficiali,
comparsi a suo tempo su tutti i maggiori quotidiani italiani
e sui rapporti delle delegazioni dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità.
Già dal 1985 non si registravano più casi di polio in
Albania; malgrado ciò, nell'aprile del 1996 si
iniziò una campagna di
vaccinazione di massa che coinvolse
bambini ed adulti e
per la quale venne utilizzato vaccino a virus
Sabin, ossia il vaccino che
contempla tra gli effetti collaterali l'induzione della
stessa polio paralitica.
Tra la fine dello stesso mese di aprile e il maggio di
quell'anno si manifestarono due casi di polio in bambini.
Seguirono poi altri casi, fino a settembre, anche fra
adulti. I lotti di vaccino utilizzati provenivano da tutte
le parti del mondo e si "presume" non siano stati sottoposti
a controlli accurati; inoltre la percentuale di polio da
vaccino si attesta (secondo i dati ufficiali) su 1 caso ogni
700.000 vaccinati (la Food and
Drug Administration afferma che con un sistema di
sorveglianza passivo gli effetti collaterali da vaccino sono
sottostimati del 90%).
Risultò evidente che il ritorno della polio in Albania, dopo
11 anni di assenza, era attribuibile al vaccino stesso.
Questo scatenò il panico tra le istituzioni sanitarie
internazionali, tanto che venne immediatamente inviata una
delegazione di esperti dell'OMS,
del CDC
di Atlanta (Center
for Control of Infective Disease and Prevention) e dell'Istituto
Superiore di Sanità Italiano.
Un esponente di spicco dell'ISS, Dr. Donato Greco, direttore
del Laboratorio di Epidemiologia, confermò, dichiarandolo su
tutti i giornali italiani, che i
casi erano dovuti al vaccino. Fu però
immediatamente smentito, poichè una tale notizia stava
diffondendo il panico. L'OMS disse allora di aver
individuato, in un caso di sospetta polio, il virus
selvaggio della malattia; quel risultato non fu mai
sottoposto a verifica e nessuno mai ne seppe qualcosa di
più.
Un'ulteriore annotazione in merito alle cifre. I casi di
polio sospetti furono un totale che varia da fonte a fonte,
da 70 a 138. I casi mortali, anche qui le cifre sono
discordanti, vanno dai 3 ai 16. Quindi non si può parlare
assolutamente di epidemia, in quanto si ha epidemia quando
la malattia in questione colpisce il 20% della popolazione
totale.
In quello stesso periodo, l'OMS
denunciò anche alcuni casi di polio (circa una ventina) in
Kosovo e in Yugoslavia, che non furono mai individuati e
riscontrati....
Furono molti gli esponenti della comunità scientifica che,
controcorrente rispetto alla stessa OMS, spiegavano il fatto
come di seguito riportato. La
polio è una malattia a trasmissione oro-fecale e, in
caso venga immesso nell'ambiente il
virus (come accade con
le vaccinazioni di massa,
poichè nelle feci dei bambini vaccinati il virus mutato
viene eliminato anche fino a 2 mesi dopo la
somministrazione), esso trova vita facile e facile
diffusione in quei Paesi che non hanno un sistema fognario
efficiente, in cui non esiste distinzione tra acque di
scarico e acque ad uso domestico e dove le condizioni
igieniche lasciano alquanto a desiderare.
Le conclusioni del rapporto OMS hanno affermato che tutto
questo è stato dovuto al fatto che in Albania, dopo la
scomparsa della polio, la gente non si vaccinava più !
Ecco quindi come viene alimentato il FALSO principio secondo
cui abbassando la copertura vaccinale, ritornerebbero le
malattie.
Fonti:
- "Polio outbreak in Albania, 1996" - Autori: Ciofi degli
Atti, Prevots, Sallabanda, Malfait, Aylwarc, Greco, Wassilak;
Eurosurveillance vol. 2, n. 5, maggio 1997
- "Vaccini sbagliati: è allarme poliomielite in Albania" -
Il Gazzettino 1/9/96
vedi:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
+
Big
Pharma
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il rapporto EFVV (European Forum For Vaccine
Vigilance) può essere ottenuto dai gruppi nazionali
aderenti alla coalizione sotto forma di stampa o in CD.
Per gli indirizzi consultare la lista delle associazioni
aderenti.
Riportiamo di seguito solo le
conclusioni generali del rapporto e le nostre proposte.
Conclusioni Generali
La nostra ricerca si è basata su
un campione di circa 1000 casi individuali, con una
distribuzione di età che va dalla nascita a circa 75 anni e,
per Belgio, Gran Bretagna, Francia e Germania in un periodo
di tempo di circa 6 anni (dal 1999 al 2004). La ricerca
spagnola ha interessato un lasso di tempo maggiore, 12 anni
(1987-2004). La maggior parte delle patologie riscontrate da
coloro che hanno risposto al questionario non sono state
riconosciute come complicanze post-vaccinali e, di
conseguenza, non sono state riportate dai servizi di
farmaco-vigilanza deputati.
Tutti i pazienti (o i loro
congiunti) hanno ammesso che fin dal primo momento hanno
sospettato la vaccinazione come causa dei loro sintomi, ma
che i medici non hanno provveduto ad un adeguato
monitoraggio e hanno negato ogni rapporto causa-effetto.
Molti dei pazienti si sono lamentati di essere stati
trattati dai loro medici con assoluta noncuranza e
disprezzo, persino ridicolizzati, rifiutando di accettare il
fatto che un vaccino possa essere stato responsabile di
quanto loro accaduto e che spesso viene definito
(minimizzando) come "disturbo" (vedere a tale proposito la
lettera allegata a pag. 57).
Fra gli altri, vale la pena di sottolineare i seguenti punti
come i più significativi:
Il più delle volte, specialmente nel caso di patologie molto
gravi, la comparsa dei sintomi è stata graduale: la
degenerazione partiva da alcuni piccoli cambiamenti che il
paziente tendenzialmente sottovalutava. Cose che
peggioravano dopo una dose di vaccino.
Più numerose erano le dosi di vaccino e peggiori erano i
"disturbi".
I Vaccini multidose tendono a
complicare il quadro generale, rendendo difficile
individuare quali componenti possono essere maggiormente
implicati nel problema.
La complessità dei "disturbi"
osservati tenderebbe ad indicare l'imminenza di una nuova
catastrofe sanitaria nella nostra società: malattie
scatenate dai vaccini.
Tipologie dei disturbi
Le complicazioni post-vaccinali osservate vanno da una
anomala febbre elevata e persistente o una inspiegabile
ipotermia fino alla morte, incluse una lunga serie di
patologie che interessano tutto l'organismo. La lista
seguente dà un'idea generale di queste patologie:
Patologie di tipo neurologico:
Autismo,
Disturbi del comportamento,
Convulsioni,
Pianto persistente ed inconsolabile,
Encefaliti,
Epilessia,
Sindrome da affaticamento cronico,
Fibromialgia,
Iperattività,
Meningiti,
Mieliti,
Paralisi,
Sclerosi Multipla,
Sordità,
Sindrome di Rett,
Sindrome di West.
Patologie di tipo allergico:
Asma,
Bronchioliti,
Celluliti,
Shock anafilattico,
Dermatiti,
Eczema,
Intolleranze alimentari,
Laringiti,
Psoriasi,
Tosse persistente,
Orticaria.
Infezioni:
Linfadeniti,
Tonsilliti,
Artriti,
Bronchiti,
Influenza,
Epatiti,
Infezioni del tratto urinario,
Mononucleosi (febbre ghiandolare),
Parotiti,
Otiti,
Faringiti,
Polmonite,
Morbillo,
Sindrome febbrile,
Tubercolosi.
Malattie autoimmuni:
Diabete,
Trombocitopenia,
Lupus erimatoso,
Purpura (Henoch-Schonlein),
Retiniti,
Sindromi nefrotiche,
Tiroiditi,
Vasculiti.
Tumori:
Leucemia,
Tumore di Hodgkin
SIDS (Sindrome cosiddetta della morte improvvisa):
Tipi di vaccino e patologie
correlate
I vaccini multidose contenenti difterite, tetano, polio,
pertosse e/o Hib sono quelli che più frequentemente sono
stati implicati in patologie neurologiche.
Il vaccino antiepatite B è quello che più di altri è stato
segnalato come responsabile per malattie di carattere
autoimmune o delle articolazioni e per una serie di
patologie che sono state classificate in modo generico come
"fatica cronica".
Il vaccino trivalente MPR
(Morbillo, Parotite, Rosolia) è stato considerato come
responsabile della comparsa di diabete, ENT(1) e problemi
renali, come pure di artriti.
(1) Malattia comune in cani e
gatti. Comunemente si manifesta con disturbi all'udito,
ostruzione delle vie aeree superiori, disfagia e tumori
della testa e del collo.
Il vaccino antinfluenzale sembra
causare problemi respiratori e indurre vari disturbi di tipo
influenzale.
Tutti gli altri vaccini, sia combinati che in dose singola,
somministrati in un modo o nell'altro possono indurre
disturbi la cui intensità e durata variano da individuo a
individuo.
Intervallo di tempo intercorso
prima del comparire dei sintomi
Per tre quarti delle vittime dei
danni da vaccino, il tempo intercorso fra la vaccinazione e
la comparsa dei primi sintomi varia da qualche ora dopo la
somministrazione fino ad un massimo di 60 giorni. Altri
eventi avversi possono comparire oltre i primi due mesi
dalla somministrazione. In alcuni casi gli effetti
indesiderati possono comparire anche dopo diversi anni
dall'iniezione. In tali casi è ovviamente difficile
stabilire con assoluta certezza un collegamento fra la
malattia e la vaccinazione, specialmente se non si è mai
istituito un sistema di monitoraggio adeguato
all'osservazione di questi fenomeni. Quello che può essere
osservato più comunemente è il fatto che dopo la prima
somministrazione di vaccino, i bambini sembrano talvolta
indisposti (disturbi del sonno, perdita di appetito,
cambiamenti nel carattere, irritabilità, infezioni
ricorrenti dell'apparato respiratorio, ecc.). Questi
disturbi sono considerati "normali" ma purtroppo sono dei
sintomi precursori di patologie più pesanti che possono
manifestarsi anche molto tempo dopo nel corso della vita.
Questo studio non pretende di
essere una valutazione statistica o epidemiologica rigorosa.
Dobbiamo tuttavia riconoscere che il numero delle reazioni
avverse post-vaccinali raccolte è senz'altro significativo.
Sono in numero sufficientemente elevato da smentire la
propaganda dei sostenitori delle vaccinazioni che tende a
far considerare i vaccini come virtualmente sicuri. Le
percentuali dei danneggiati riferite dalla classe medica
spesso non riflettono la realtà dei fatti. I genitori dei
bambini danneggiati diventano niente più che dei numeri in
un gioco di profitti e perdite (quando sono considerati)
mentre per loro il vaccino è stato sicuramente una perdita
al 100%. Tutte le vittime dei vaccini si sentono, senza
eccezione alcuna, abbandonate a se stesse e alla loro
disperazione.
Se ci fosse stata una
registrazione dettagliata delle reazioni avverse ai vaccini
nell'ultimo secolo allora potremo notare che i grandi
successi che sono attribuiti a questa branca della medicina
moderna sono molto meno imponenti di quanto non si voglia
far credere. È molto probabile che la totalità delle vittime
dei danni da vaccino superi di gran lunga le vittime delle
malattie per cui si vaccina. Dovremo quindi continuare una
pratica che risulta così destabilizzante per la salute
dell'umanità e che rappresenta un così pesante fardello per
la nostra società. Noi speriamo sinceramente che il
risultato del lavoro fatto qui in Europa risuoni attraverso
gli altri paesi nel mondo e che possa far aumentare la
consapevolezza di questa controversa questione.
La PROPOSTA dell'EFVV -
INTRODUZIONE
Il Forum Europeo per la Vigilanza sui Vaccini ha lavorato
attivamente in circa dieci paesi europei negli ultimi sei
anni. Questo lavoro, che ha comportato ricerche nel campo
delle reazioni avverse in conseguenza delle vaccinazioni, ha
comportato la convinzione che tali vaccinazioni non debbano
mai più essere imposte e che gli eventi avversi debbano
essere riconosciuti in una più vasta scala.
Assenza di una farmacovigilanza
pre-vaccinale
Il nostro lavoro ha evidenziato che in tutti i paesi
europei, lo stato di salute dei pazienti prima della
vaccinazione non viene mai preso in considerazione. La
mancanza di conoscenza di ogni profilo individuale e la
mancanza di sensibilità per questo aspetto è una
caratteristica comune della farmacovigilanza in tutta
Europa. Se la vaccinazione viene concepita come uno
strumento di prevenzione, la consapevolezza e
l'approfondimento della storia sanitaria di ogni profilo
candidato alla somministrazione deve essere un prerequisito
essenziale. Le attuali conoscenze nel campo della
immunologia (e particolarmente le informazioni sul sistema
HLA) indicano la necessità di un'indagine approfondita delle
predisposizioni e della suscettibilità individuale prima
della somministrazione di alcun vaccino.
Assenza di una farmacovigilanza
post-vaccinale
Nessun sistema di farmacovigilanza specifico per le
vaccinazioni, degno di questo nome, è presente nei vari
paesi. Sembra quindi estremamente necessario istituire un
sistema globale ed indipendente per poter monitorare
l'effetto delle vaccinazioni sulla nostra popolazione. Al
momento, l'effetto delle vaccinazioni è stato osservato in
un lasso di tempo breve (tre mesi al massimo) e ciò è
totalmente insufficiente per mettere in evidenza le reazioni
avverse alla stimolazione degli antigeni. I vaccini causano
un cambiamento sul lungo termine nell'organismo umano ed è
perciò in questo intervallo temporale che si deve
considerare la validità di ogni intervento di prevenzione.
È stato osservato che le
vaccinazioni routinarie causano un graduale indebolimento
dell'organismo che comporta l'emergere di sempre nuove
malattie croniche di tipo degenerativo la cui diffusione è
sempre maggiore, spesso partendo da casi sporadici, e verso
le quali le cure tradizionali non hanno alcuna efficacia.
Questa evidenza non è emersa
solo nei paesi europei dove i nostri gruppi hanno lavorato
ma anche in tutto il resto del mondo, in ogni area
geografica, cultura o razza.
I vaccini multidose non
permettono di stabilire il meccanismo causa-effetto
Al momento, l'uso di vaccine multidose (fino a sette
antigeni somministrati in una sola volta) rende difficile,
se non impossibile, applicare qualsiasi tipo di metodologia
allopatica per stabilire un collegamento di causa-effetto
fra uno specifico vaccino e l'eventuale patologia insorta
come conseguenza. Solo le cosiddette "medicine non
convenzionali" offrono un approccio appropriato a questo
problema e possono aiutare a capire meglio questa potenziale
relazione. La gran parte dei vaccini combinati prodotti
oggigiorno sono stati coinvolti in programmi di ricerca per
stabilire possibili relazioni di causa-effetto. Questo però
non giustifica comunque l'accettazione di questi rischi o
l'opinione che i problemi che sorgono dopo una vaccinazione
non sono altro che delle "coincidenze". Una tale opinione è
eticamente insana.
Ora, dopo 100 anni di
vaccinazioni di massa, abbiamo osservato che il numero delle
patologie post-vaccino superano di gran numero i casi di
malattie che si supponeva di eliminare con le vaccinazioni
medesime. Possiamo definire questo un caso di progresso
scientifico? Qual è l'impatto reale che hanno le
vaccinazioni sulla nostra salute?
Non c'è un'unica definizione di
salute e la malattia presenta normalmente molte
sfaccettature. Questo rende difficile stabilire un chiaro
legame fra causa ed effetto. Dobbiamo quindi smettere di
chiedere una "protezione assoluta" (come nel diritto penale)
ed eccedere in prudenza, basando le nostre decisioni su
ammassi di probabilità scientifiche. Dobbiamo soprattutto
ascoltare le vittime dei vaccini e prendere in
considerazione le loro malattie. La specie umana è qualcosa
di più che una semplice raccolta di statistiche e ridurla ad
una questione economica di profitti e perdite è veramente
tragico.
Noi proponiamo quindi:
I - Assumendo l'uguaglianza
costituzionale
1 - Che le vaccinazioni
obbligatorie siano abolite in tutti paesi europei
Nessuna legge possa giustificare la pratica delle
vaccinazioni obbligatorie perché esse rappresentano un
assalto alla nostra integrità fisica e perciò rappresenta
una violazione di tutti i principi fondamentali che
garantiscono le libertà fondamentali difese su tutto il
territorio europeo (dichiarazione dei diritti umani, carta
europea dei diritti fondamentali, codice europeo di etica
medica, principio di precauzione, ...).
L'abolizione delle vaccinazioni obbligatorie eliminerebbe la
possibilità di applicare la restrizione di questi diritti
imposta contro i bambini che frequentano la scuola o verso
qualsiasi persona nei luoghi di lavoro. Ogni obbligo o
coercizione, diretta o indiretta, fisica o morale che
riguardi l'immunizzazione deve perciò essere abolita.
2 - Escludendo l'abolizione
dell'obbligo vaccinale, che si possa applicare una clausola
di obiezione di coscienza
Questo implica che tutti i cittadini si possano richiamare
ad una clausola, per mezzo della quale, facendo appello alla
propria coscienza e assumendo la completa responsabilità
delle proprie azioni, abbiano il diritto di scegliere se
vaccinarsi o meno e se vaccinare o meno i propri figli. La
libertà di scelta di vaccinazione deve far parte dei diritti
fondamentali dell'uomo e, di conseguenza, nessun
procedimento penale dovrà essere avviato verso coloro che la
rivendicano.
3 - Che non ci siano
discriminazioni di legge per i non vaccinati
Questo implica parità di diritti in tutti gli aspetti
legislativi, di lavoro e di salute. Nessuna discriminazione
potrà perciò essere tollerata fra coloro che sono vaccinati
e quanti non lo sono. La scelta di non vaccinare un bambino
non dovrà mai essere considerata un reato che possa
comportare l'incriminazione di un genitore in una situazione
di conflitto personale (ad es. una causa di divorzio ecc.).
Questa libertà di scelta,
chiaramente stabilita dalla legge, dovrà essere fatta
osservare in tutto il territorio europeo, senza eccezione
alcuna e allo stesso modo.
4 - Che l'integrità fisica di
ogni cittadino europeo meriti il totale rispetto
L'imposizione della vaccinazione è un assalto all'integrità
fisica individuale, come definito in tutti i testi di legge
che garantiscono le libertà fondamentali in tutta l'unione
europea. È intollerabile che la vaccinazione possa essere
un'eccezione a questa regola o che possa essere considerata
al di fuori della legge. Con la scusa della protezione delle
masse, la vaccinazione, in qualche modo, riesce ad evadere
il sistema legislativo privato in modo tale da privare il
cittadino del controllo del proprio corpo. Insistiamo che la
vaccinazione è in ogni caso una questione di scelta
personale che riguarda ogni individuo, senza alcuna
pressione di carattere governativo, medico o economico.
II - Che ciascuno possa essere
completamente informato riguardo agli eventi avversi delle
vaccinazioni
1 - Che ne siano informate le
autorità sanitarie e la popolazione
I medici e le case farmaceutiche devono informare a norma di
legge i loro pazienti e l'opinione pubblica sui rischi
associati ai loro trattamenti. In tal modo, la notifica dei
casi di patologie conseguenti la vaccinazione dovrà essere
obbligatoria. I dati raccolti nel merito dovranno essere di
dominio pubblico nella loro integrità, senza nessuna censura
e omissione. Essi non dovranno essere nascosti, censurati o
negati dalla classe medica: infatti potrebbero costituire la
base per una discussione preparatoria alla vaccinazione fra
il paziente e il suo medico generico, in modo da permettere
una scelta consapevole. Il dovere del medico deve essere
principalmente quello di ridurre ogni rischio (ad es.
attraverso l'uso di un questionario standard per raccogliere
le informazioni necessarie a stabilire eventuali
predisposizioni personali). È essenziale che tutti gli
studenti in medicina ricevano una formazione approfondita
sui rischi che sui benefici delle vaccinazioni e che, a tale
proposito, possano essere consultati diversi pareri di
medici e paramedici.
2 - Che ne siano informati gli
esperti
Tutti i rappresentanti delle varie discipline della medicina
e delle cosiddette cure alternative dovrebbero essere
presenti a livello degli organismi governativi europei
laddove si debbano prendere delle decisioni di carattere
generale.
3 - Che ne siano informati i
pazienti
Tutti i componenti dei vaccini devono essere indicati nei
foglietti illustrativi che accompagnano il farmaco. I
produttori che omettono di indicare queste informazioni
devono essere sanzionati e obbligati a renderne conto.
Questi componenti devono essere specificati anche in tutti i
dizionari medici (Vidal, Martingale, Red Book, Medex, ecc.)
III - Che si crei un sistema di
farmacovigilanza indipendente
1 - Che siano rispettati i
principi di precauzione
Se prendiamo i singoli componenti dei vaccini singolarmente
possiamo dire che i vaccini sono delle sostanze altamente
tossiche. In aggiunta, i principi attivi, vivi o attenuati
con i quali sono prodotti, rappresentano un rischio diretto,
visto che essi possono in qualsiasi momento tornare al loro
stato di attività originale. Per di più, contrariamente a
quanto viene normalmente detto sulla loro efficacia, la loro
innocuità e la durata della protezione che conferiscono
verso la malattia sono alquanto incerte, rendendoli dei
prodotti estremamente rischiosi. I vaccini sono inoltre
somministrati ad individui che sono ognuno diverso
dall'altro e ciò può portare in qualsiasi momento a delle
reazioni inaspettate ed imprevedibili. È vitale, in questi
casi, che venga rispettato il principio di precauzione,
secondo il quale nessuna azione viene intrapresa se c'è
anche il minimo dubbio che possa arrecare danno. In questo
senso, sarebbe assolutamente inconcepibile per i medici che
preparano la letteratura scientifica sulle controindicazioni
alle vaccinazioni essere sottoposti a qualsiasi tipo di
pressione.
Allo stesso tempo, ai genitori che scelgono di rinviare le
vaccinazioni dei loro figli, deve essere permesso di
iniziare il ciclo vaccinale dopo il secondo anno di vita del
bambino.
Considerando il danno che i metalli pesanti arrecano
all'organismo umano, è fondamentale che il mercurio,
l'alluminio e tutti i composti la cui presenza è causa ben
nota di reazioni avverse, vengano rimossi dai preparati
vaccinali.
2 - Che si conducano indagini
esaustive sugli eventi avversi delle vaccinazioni
È imperativo che venga costituita una unità di
farmacovigilanza espressamente per i vaccini. I dati
raccolti da questa unità devono essere accessibili
all'opinione pubblica, ai medici, a tutti gli operatori
sanitari, ai gruppi organizzati che operano in questo
settore , pazienti ecc.
Questa unità, che opererebbe in
ogni paese della comunità europea, dovrebbe riportare ad
organismi scientifici indipendenti. Queste autorità di
farmacovigilanza avrebbero la responsabilità di ricevere e
distribuire (all'interno dei foglietti illustrativi del
farmaco) tutte le informazioni sull'effetto delle
vaccinazioni, senza restrizioni di ogni genere. I medici e i
professionisti del settore dovrebbero segnalare a questa
unità ogni evento avverso post-vaccinale e ciascuno dovrebbe
avere il diritto di indirizzare una denuncia di non
conformità alle regole così stabilite, qualora il personale
preposto ometta tali segnalazioni.
L'idea di un Centro Europeo di
Vaccinovigilanza, ovvero di un Osservatorio Europeo per gli
effetti avversi alle vaccinazioni, fu proposta molto tempo
addietro, durante la riunione di intergruppo del Parlamento
Europeo, tenuta dal Prof. Lery, il 7 luglio del 1996, a
Strasburgo. Per essere veramente operativa, una tale unità
di vaccinovigilanza dovrebbe essere orientata al servizio
dei consumatori e non a quello dei produttori di vaccini. In
quanto tale, prima di considerare valido ogni studio di
ricerca sull'argomento, dovrebbero essere sentite diverse
opinioni scientifiche indipendenti.
IV - Indennizzo di tutti i danni
da vaccino
È altrettanto imperative che in tutti i paesi della Comunità
Europea venga costituito un sistema per l'indennizzo
automatico di tutte le vittime dei vaccini. Le procedure
burocratiche che le persone danneggiate devono seguire per
ottenere il riconoscimento del loro status di danneggiati e
per avere al contempo la giusta considerazione da parte
della classe medica, dovranno essere semplificate. Troppo
spesso i disturbi di cui soffrono queste persone sono
minimizzati fino al ridicolo, dal momento che viene
ipotizzata qualsiasi relazione con una vaccinazione. Se
dobbiamo parlare, purtroppo ancora oggi, della necessità di
una adeguato indennizzo verso le persone danneggiate da
vaccino, senza doversi inoltrare nelle pastoie burocratiche,
ciò è principalmente dovuto alla mancanza di sensibilità del
problema a qualsiasi livello. È necessario un drastico
cambiamento nell'affrontare questo tema e questo sarà
possibile se, e soltanto se, diventerà possibile accertare
il vero costo delle vaccinazioni per la nostra società, così
da poter ribaltare il cosiddetto rapporto rischio/beneficio.
Tratto da:
http://www.vaccinatieschade.be/efvvwebsite/i2.html
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L’enorme
MENZOGNA dei
VACCINI - vedi
Contenuto dei vaccini
1) L’inefficacia dei vaccini nel proteggerci dalle malattie,
anzi le produce.
2) La vaccinazione può provocare la malattia che dovrebbe
prevenire e non solo.
3) La persona vaccinata può TRASMETTERE la malattia, anche
senza ammalarsi (portatori sani).
4) La vaccinazione sensibilizza la persona a tutte le
malattie, il Sistema Immunitario è leso per sempre.
5) Manifestazione di nuove malattie incontrollabili (vedi
Aids, Ebola ecc.).
6) Modificazione irreversibile e trasmissibile alla progenie
della "mutazione genetica" indotta dai vaccini, di cui non
osiamo anticiparne le conseguenze.
7) La vaccinazione permette di effettuare studi
epidemiologici sulle popolazioni (gruppi etnici) per
raccogliere informazioni sulla loro resistenza immunitaria
ad un microbo, virus, iniettato con il vaccino, nell’ambito
della presunta lotta contro una malattia, ma anche in quella
contro una malattia provocata.......e così si controllano i
quantitativi degli esseri viventi; i nazisti erano persone
per bene al loro confronto !
I nuovi vaccini sono preparati con l’ingegneria genetica
(manipolazione genetica nascosta) quindi in futuro potranno,
quando vorranno, far ammalare od uccidere di nascosto solo
alcuni gruppi di popolazione, i "ribelli" al sistema da loro
controllato.
Primo esperimento pratico negli Stati Uniti, nel 1978, la
vaccinazione consente di selezionare la popolazione da
decimare ed uccidere persone indesiderate od a "rischio":
gli omosessuali di S. Francisco, Los Angeles, Denver,
Chicago, S. Louis, USA con l’antiepatite B o quelle di una
determinata razza o nazione vedi i neri degli stati del
centro Africa, con le vaccinazioni ripetute e da
esperimento, nel nome della salute e della prevenzione !
Per le nazioni del terzo mondo basta pagare i loro capi; per
quelle "civilizzate" occorre convincerle, come: diffondendo
idee tipo, l’inverno che è la stagione fredda diviene
"l’inverno è la stagione dell’influenza, occorre vaccinarsi"
e sopra tutto le persone anziane e quelle a rischio....... e
così si pagano meno pensioni o si ereditano prima patrimoni.
Uno degli inventori del vaccino ripete spesso ai suoi
amici..."se volete ereditare in fretta, vaccinate i vostri
nonni contro l’influenza....." persino i "religiosi" si
prestano a queste campagne di distruzione di esseri viventi
!
Il Centro Nazionale Informazioni Vaccini (USA) informa con
una sua circolare:
Le ricerche del Dr. W.J. Martin (vincitore del premio di
Patologia ed Immunologia dell’Università della California
del Sud) hanno portato alla scoperta di un virus atipico
presente in bambini ed adulti che soffrono di sintomi
neurologici, psichiatrici, deficienza immunologica,
stanchezza cronica, fibromialgia, depressione, schizofrenia,
ansie, attacchi di panico, ritardo nello sviluppo, autismo,
lupus, sclerosi multipla, alzheimer, parkinson,
encefalopatie inspiegabili, stati vegetativi cronici, ecc.
Martin ed i suoi collaboratori hanno studiato
meticolosamente questo fatto, arrivando alla certa
conclusione che esso proviene dalla Scimmia Verde Africana,
animale utilizzato nelle colture per la produzione del
vaccino orale antiPolio e di altri tipi di vaccini.
Questo significa che TUTTI coloro che sono vaccinati con
questi vaccini sono sicuramente infettati e potenzialmente
malati delle malattie sopra enunciate.
Nel 1973 alcuni ricercatori hanno dimostrato che l’incidenza
di tumori cerebrali era 3 volte più elevata fra i figli di
donne vaccinate contro la polio durante la gravidanza.
Nel 1980 altri ricercatori hanno trovato frammenti di
SV40 (virus che genera malattie gravissime) nei
tumori cerebrali umani (il 25% dei casi).
Nonostante tutto, ciò l’UNESCO e l’ONU continuano a
finanziare le campagne vaccinali nel mondo, invece di
fornire acqua, pane ed igiene, li si vaccinano inserendo nei
loro corpi dei contaminanti pericolosi, ecco la GUERRA
BATTERIOLOGICA.
Nel 1974 l’OMS
("Organizzazione Mondiale Sanità"), ha lanciato un vasto
programma mondiale per promuovere la "salute per tutti", nei
fatti cosa è avvenuto:
Essa si è "auto consacrata" ad esser l’ente "supremo" che
può decidere in materia di Salute e sanità su TUTTI gli
Stati del mondo !
Nel 1978 gli stati membri dell’OMS riuniti ad Alma Ata
impongono la medicina "scientifica" come unica valida ed
eliminano tutte le Medicine Alternative dai loro paesi,
perché anti scientifiche !
La
riunione di Alta Ata è
stata finanziata dalla Fondazione Rockefeller, la
Banca
Mondiale, e l’Unicef,
ecco i loro sponsor, la grande
finanza mondiale !
Nel 1983 "santa"
OMS predica la salute
per tutti e "consiglia" di vaccinare tutti i bambini del mondo contro 6
malattie e viene costituito un comitato presieduto da 4
persone: Robert Mc Namara, ex presidente della Banca
Mondiale (la banca ufficiale dell’ONU) fu anche colui che
ordinò i bombardamenti massicci sul Vietnam ed uno degli
istigatori del programma di vaccinazione mondiale, egli non
ha esitato a dichiarare "Occorre prendere misure drastiche
di riduzione demografica, contro la volontà delle
popolazioni: Ridurre il tasso di natalità si è rivelato
impossibile od insufficiente; bisogna quindi aumentare il
tasso di mortalità, come ? con mezzi naturali, la carestia e
la malattia " (vedi "J’ai tout compris" n.2 FEB/89, ediz.
Machiavel); Jonas Salk direttore del Salk Institute
(produttore di vaccini e reagenti biologici) sopra tutto per
l’esercito degli Stati Uniti, un suo dipartimento lavora
sotto contratto per il Pentagono (vedi Wall Street Journal
5/4/88); Leopold Sédar Senghot, ex presidente del Senegal;
Van den Hoven, presidente della Unilever (multinazionale
specializzata nello sfruttamento del terzo mondo, per la sua
specialità nell’imporre la monocoltura delle arachidi, essa
è la più importante produttrice di margarina, sapone,
(sostanze tossiche) e di oli del mondo.
1984 per realizzare la "salute per tutti", la vaccinazione
dei bambini in tutto il mondo, OMS, UNICEF, Banca mondiale,
l’ONU, La Fondazione Rockfeller fondano la: " Forza di
intervento per la sopravvivenza del bambino", incoraggiati
anche dalla Fondazione Merieux (che controlla nel mondo il
30 % del mercato dei vaccini) e dall’Istituto Pasteur,
produttore di vaccini.
Per poter imporre ai bambini la vaccinazione l’OMS fa
adottare all’ONU sua controllata, la "Convenzione dei
diritti dei Bambini" per "migliorare la vita degli stessi",
impone unilateralmente senza discussione, arbitrariamente e
senza il consenso dei cittadini stessi, la modifica della
struttura della società e della famiglia, definendo in
pratica:
la nozione di "cittadinanza del bambino"
1) sostituisce il diritto di autorità dei genitori con un
dovere di obbedienza alle autorità amministrative.
Questo significa che la "patria Potestà" è sostituita con la
"responsabilità del genitore"
2) Autorizza le autorità a separare un bambino da genitori
"negligenti".
3) Riconosce al bambino la libertà di scelta, pensiero,
espressione, religione, associazione e riunione pacifica,
tranne che per le restrizioni di legge...... e per la
salute....... Stabilisce il DOVERE agli Stati di assicurare
l’applicazione di questi diritti e di quello di godere delle
migliori condizioni di salute e di prendere le misure
necessarie per sviluppare le cure "preventive" tra le quali
la vaccinazione ! ECCO come vogliono TUTELARCI !
Questa Convenzione consente alle autorità di imporre con la
forza e contro il volere dei genitori di: fare trasfusioni
di sangue; vaccinare anche chi si oppone; obbligo della
"medicina scientifica" a coloro che utilizzano le medicine
dolci; cure mediche pesanti (vedi
AZT per l’aids).
Con questa convenzione, non siamo più genitori liberi di
educare i nostri bambini, né essi sono più da noi
dipendenti, non siamo più pazienti consapevoli, di fatto le
autorità, cittadini, genitori e figli devono essere soggetti
a "santa OMS" e quindi al potere finanziario !
In Africa si sono fatti tutti i tipi di esperimenti di
vaccini e di guerra batteriologica, infatti l’Aids ed Ebola
sono nati proprio nei paesi africani che si sono sottoposti
ai programmi vaccinali (e non solo) voluti dall’OMS, che per
poterlo fare, hanno pagato in denaro e potere i dirigenti
locali.
Perché tutto ciò, perché le colonie sono sparite, ma il
colonialismo no e quindi ci si vuole impadronire delle
immense risorse di quei territori e guai a chi si oppone,
vengono vaccinati o...... "nel processo intentato dal dott.
Gothlieb alla C.I.A., egli ha ammesso di aver versato nel
fiume Congo (Zaire) nel 1960, una grande quantità di virus
allo scopo di inquinare e contaminare le popolazioni locali
che utilizzavano l’acqua del fiume".
Lo stesso individuo è stato in seguito nominato direttore
del National Cancer Institute (USA), notizia di fonte
Statunitense per ricerche effettuate dalla dott.ssa Eva
Snead)
Nel 1968 alcuni virologi, cioè specialisti in virus, hanno
installato il loro materiale di laboratorio negli ospedali
dello Zaire.
Nel 1992 e 1993 un reportage della agenzia "Reuter"
riferisce che una malattia simile all’aids (chiamata per
distinguerla Kala Azar, ma i sintomi sono gli stessi) ha
fatto 60.000 morti nel Sudan Meridionale.
Nel 1986 in Alaska, la sanità impone la vaccinazione sui
bimbi nati, contro l’epatite B, senza chiedere il permesso
ai genitori, in seguito molti si sono ammalati ed alcuni
sono morti; pare che in quel vaccino vi fosse un virus
chiamato RSV (Rous Sarcoma Virus).
Le popolazioni indiane autoctone degli USA sono state e sono
sottoposte a molte vaccinazioni; proprio queste popolazioni
sono difficili da controllare, da dominare e sono
proprietarie di immense distese di terreno che fanno gola
alle multinazionali.
In Italia ormai vi sono, migliaia di casi di "obiettori
alle vaccinazioni" che sono stati denunciati ai
Tribunali dei Minori Italiani e centinaia di migliaia di
famiglie che si oppongono, con metodi legali e non (anche
con certificati medici fasulli che comprovano la
vaccinazione, che invece non è stata fatta) alla
obbligatorietà delle vaccinazioni.
Ma quello che è gravissimo è che le Leggi Italiane sulle
vaccinazioni prevedono dei tempi precisi sulla
vaccinoprofilassi che vengono puntualmente trasgredite: vedi
LEGGI VACCINALI
ITALIANE
Vi ricordiamo ancora una volta che il 100 % dei vaccini
prodotti nel mondo, contiene delle sostanze tossiche e sopra
tutto contaminanti pericolosi che derivano dal tipo di
coltura sui quali vengono "prodotti", che in genere sono di
origine animale, ma che di fatto vengono inoculati in
milioni di individui con il vaccino.
Pensate che fino ad oggi i test per i vaccini (rarissimi) od
i farmaci (più frequenti) su cavie umane vengono anche
effettuati dalle case farmaceutiche nei paesi occidentali ed
in quelli del terzo mondo all’insaputa delle popolazioni ed
alcune volte nei paesi "civili" su detenuti o su volontari
pagati ma consapevoli di ciò che può loro accadere.
Recentemente e nell’era "moderna e civile" si sta
modificando il modo di agire di queste case farmaceutiche;
pensate che negli USA per avere delle cavie umane da
sottoporre ad esperimenti con nuovi farmaci, vaccini ecc.,
si fanno pubblicare degli annunci pubblicitari sui giornali
nei quali si invitano le persone che abboccano a soggiornare
gratuitamente in un certo luogo, con un tenore di vita da
ricchi ma a spese dell’azienda farmaceutica; questa offerta
viene fatta senza metterli al corrente delle vere
pericolosità, che in realtà sono sempre più gravi di quanto
gli sperimentatori sappiano o dicano; questa prassi è
tollerata dal Ministero della Sanità degli USA; questo pur
di avere delle cavie umane ignare ed inconsapevoli di quanto
accade loro; questo senza contare che se queste cavie sono
ancora in età prolifica, essi inseriranno nella loro
progenie tutte le informazioni incise dai farmaci o vaccini
che hanno consumato per prova nei vari test, sempre che
sopravvivano nel tempo senza molti danni.
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GRAVE reazione avversa intestinale, dopo somministrazione
del vaccino
RotaTeq
(vaccino per le gastroenteriti pediatriche)
Sono giunte all’FDA (Food
and Drug Administration) 28 segnalazioni di neonati con
grave reazione avversa a livello intestinale dopo aver
ricevuto il nuovo vaccino di Merck & Co, RotaTeq.
Negli Stati Uniti sono state distribuite 3.5 milioni di dosi
del vaccino, non tutte somministrate.
I neonati sono andati incontro a intussuscezione,
un’invaginazione intestinale che consiste in uno
scivolamento di un tratto dell’intestino dentro un altro
tratto dello stesso intestino, con conseguente ostruzione
intestinale. L’intussuscezione è una condizione
potenzialmente minacciante la vita che causa un forte dolore
addominale.
Un ritardo nell’intervento chirurgico può comportare un
esito fatale.
Casi di intussuscezione avevano
indotto le Autorità Sanitarie, nel 1999, a ritirare dal
commercio il vaccino RotaShield della società farmaceutica
Wyeth.
RotaShield era un vaccino attenuato contro il
rotavirus che era stato approvato dall’FDA nel 1998.
Appena dopo l’approvazione si erano presentati casi di
intussuscezione.
Il sistema di sorveglianza degli Stati Uniti VAERS ( Vaccine
Adverse Event Reporting System ) aveva registrato 76 casi,
con il 70% di manifestazioni dopo la prima dose del vaccino.
Queste segnalazioni indussero i CDC ( Centers for Disease
Control and Prevention ) a chiedere il ritiro del vaccino,
che avvenne nell’ottobre 1999.
Fonte: FDA, 2007 - Xagena 2007
Intussuscezione dopo
somministrazione del vaccino
RotaTeq
L’FDA
( Food and Drug Administration) ha informato di aver
ricevuto 28 segnalazioni post-marketing di intussuscezione
dopo somministrazione del vaccino anti-rotavirus
RotaTeq, prodotto dalla
società farmaceutica
Merck & Co.
L’intussuscezione è una grave condizione, potenzialmente
minacciante la vita, in cui parte dell’intestino scivola
all’interno di un altro tratto intestinale, provocando
ostruzione dell’intestino. L’intussuscezione avviene
generalmente quando l’intestino tenue si congiunge con il
colon. L’intussuscezione può presentarsi spontaneamente
anche in assenza di vaccinazione.
Dei 28 casi di intussuscezione segnalati dopo vaccinazione
con RotaTeq, quasi la metà si è presentata nel periodo
compreso tra i giorni 1 e 21 successivi alla vaccinazione.
Il range è stato di 0-73 giorni.
Sedici dei 28 casi di intussuscezione hanno richiesto
l’ospedalizzazione e l’intervento chirurgico a livello
intestinale.
RotaTeq è un vaccino che trova indicazione nella prevenzione
della gastroenterite da rotavirus.
Il vaccino è stato approvato dopo essere stato valutato su
70.000 neonati, di questi 35.000 hanno ricevuto il vaccino e
35.000 il placebo.
Nel corso degli studi di pre-marketing, 6 neonati trattati
con RotaTeq hanno presentato intussuscezione, contro 5 ai
quali era stato somministrato placebo.
Per valutare la sicurezza di Rotateq, la società produttrice
del vaccino, Merck & Co, sta conducendo uno studio di
post-marketing su quasi 44.000 neonati.
Contemporaneamente, il CDC Vaccine Safety Data Link sta
conducendo un altro studio di post-marketing su circa 90.000
neonati.
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DANNI dei VACCINI
Riassumendo, la scia dei disastri del vaccino si sta
ingrossando. Non solo le vaccinazioni non sono efficaci nel
migliorare la salute dei bambini e di chi le riceve, ma
causano gravi problemi di salute e sofferenze alle loro
famiglie, imbrogliando le vittime dei vaccini.
I genitori dei piccoli in eta’ di vaccinazione
dovrebbero usare il loro discernimento ed informarsi loro
stessi sui reali pericoli di questa procedura medica non
scientifica, inutile, dannosa ed invasiva.
Non importa quanto si cerchi di imporre i vaccini, la
vaccinazione non e’ obbligatoria in Australia (sebbene il
Ministero Liberale Federale della Sanita’ abbia annunciato
un piano per renderlo tale nel prossimo - il che, al
momento, suona piu’ come una minaccia) e i genitori non
devono vaccinare i loro figli..............
L'incapacita’ di ascoltare ed osservare la verita’ ha
creato un manipolo di medici praticanti che infliggono il
male anziche’ curare, che diventano accusator,i anziche’
aiutare e che stanno decisamente nascondendo -
consapevolmente o inconsciamente, ma con una frequenza
paurosamente in aumento - i disastri creati dai loro inutili
intrugli mortali e dalla loro assistenza ipocrita.
Forse dovrebbe essere introdotto il termine "boomerang di
Munchausen" per descrivere quei membri della professione
medica che ingannano le vittime dei loro dannosi interventi
(i vaccini in particolare).
Vorrei ricordare a coloro i
quali potrebbero ancora pensare che i rischi delle lesioni
da vaccino siano superati dai benefici stessi, che le
malattie infettive sono benefiche per i bambini perche’
preparano e fanno maturare il loro sistema immunitario.
Queste malattie rappresentano anche delle pietre miliari
dello sviluppo.
Avere il morbillo non solo
fornisce una immunita’ specifica al morbillo stesso per
tutta la vita, ma anche una
immunita’ non specifica ad una moltitudine di altre,
piu¹ serie condizioni: malattie degenerative di
ossa e cartilagini, certi tumori, malattie della pelle ed
immunoreattive (Ronne, 1985).
Si e’ scoperto che gli
orecchioni proteggono contro il cancro alle ovaie (West,
1966). Quindi non c'e’ alcun bisogno di tentare di impedire
che i bambini contraggano malattie infettive.
Inoltre, secondo la ricerca
immunologica ortodossa, i vaccini non immunizzano, ma
sensibilizzano; essi rendono i riceventi piu’ suscettibili
alla malattia (Craighead, 1975).
Proprio i bambini vaccinati
soffrono di malattie croniche (l'asma
e le costanti infezioni agli orecchi, otiti,
sono due dei molti effetti
collaterali dei vaccini); sviluppano effetti
collaterali a malattie quali polmonite o morbillo atipico
(che ha un rischio di mortalita’ pari al 12-15 per
cento); o possono incontrare delle difficolta’ nel
decorso di malattie innocue come la varicella, poiche’ il
loro
sistema immunitario
e’ stato annientato dai vaccini.
A conclusione della questione,
invito i genitori a porsi alcune domande.
Avete notato quanto premono per le
vaccinazioni
con minacce,
coercizioni, imbrogli e misure punitive in danaro, con i
genitori che vengono poi accusati di cio’ che e’ provocato
dagli effetti collaterali dei vaccini stessi ?
Vorreste soccombere allo stesso tipo di pressione se un
qualunque altro prodotto venisse imposto con la stessa
veemenza ?
Non sareste sospettosi e non vi chiedereste che cosa non va
nel prodotto, se ne venisse forzato il consumo ?
Perche’ cosi’ tanti genitori attenti, come pure molti medici
informati, ora rifiutano la vaccinazione ?
Non dovreste sospettare di un
sistema medico che vi costringe, che non accetta la
responsabilita’ dei danni inferti dal vaccino e, in
modo illegale, cerca di togliervi il vostro diritto
costituzionale, democratico e legale di esercitare il
controllo sulla vostra salute e su quella dei vostri figli,
senza essere vessati e ingannati ?
Tratto da: censurati.it
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Sindrome POST-VACCINICA:
Diagnosi, trattamento, prevenzione - Settembre 1997
PREFAZIONE
La "sindrome post-vaccinica" è ormai da anni una diagnosi
sempre più comune nella mia pratica medica. Ho gradatamente
costruito un metodo efficace per il suo trattamento.
Considero un dovere divulgare le mie scoperte, per i medici,
i genitori e tutte le persone più o meno coinvolte in questo
argomento. Sono cosciente dell'importanza di questa nuova
diagnosi ed anche della delicatezza dell'argomento; per
questo motivo ho compilato il presente libro con la massima
cura.
Prima della pubblicazione ho
apportato più volte cambiamenti al testo per includere le
opinioni di un certo numero di colleghi sul suo contenuto,
cercando di non distrarmi però dalla sua essenza. Devo
ringraziare di cuore tutti per i loro suggerimenti, in
particolare: la pediatra Yvonne Pernet, l'omeopata unicista
Peter Guinée, il naturista Noor Prent-Tromp, il medico di
base Adrian van de Sande e Martin Wyers, i medici omeopatici
José Vermeulen e Hans Reijnen, i genitori Ellen e Johan
Huiskens, Mart e Marijet van Poppel, Wil Yvonne Wijers,
Wilma Bloemsma e in ultimo mio figlio Gael, studente in
medicina.
Sono contento di dedicare questo
studio a tutti i bambini
che si sono trovati a sperimentare gli
effetti negativi dei vaccini, e
ai loro genitori che si sono spesso trovati di fronte a
momenti di grande incertezza e a domande senza risposta.
Spero con esso che tante sofferenze non necessarie vengano
evitate e che possa iniziare così una prevenzione ed un
trattamento efficace della sindrome post-vaccinica.
SOMMARIO
Obiettivo. L'identificazione di una nuova sindrome in
medicina, la "sindrome post-vaccinica" (*). Inoltre una
descrizione della sua diagnosi, del metodo per trattarla, e
la sua prevenzione.
Scopo. Le scoperte di cui
parlerò sono il frutto consolidato di accurate osservazioni
che coprono un certo numero di anni, basate sul dialogo con
i genitori e i pazienti, e dall'esperienza acquisita dal
trattamento e dalla prevenzione di questo disturbo.
Metodo. La tecnica omeopatica,
includendo l'uso dei vaccini attentamente potenziati (*) e
diluiti, che confermano la diagnosi, la terapia e la
prevenzione.
Risultati. I risultati raggiunti
con l'uso dei vaccini potenziati nella diagnosi e allo
stesso tempo nel trattamento della SPV (sindrome
post-vaccinica) appaiono così consistenti e risolutivi, che
il metodo in sé stesso può essere usato come prova
conclusiva nei confronti della questione, spesso
controversa, dell'esistenza o meno della SPV in un paziente.
Tutto ciò verrà chiarito da più di venti casi clinici.
Conclusioni. La diagnosi di
"sindrome post-vaccinica" ha ormai indiscutibilmente un
posto preminente nella diagnostica pediatrica. Questa
condizione clinica può essere trattata con successo usando
vaccini potenziati, come verrà descritto in questo libro.
Le implicazioni e i chiari risultati delle misure preventive
ottenute con vaccini potenziati per evitare la SPV, potranno
essere forniti e successivamente dimostrati per mezzo di un
progetto di ricerca parallelo. (*)
Raccomandazioni. Le osservazioni
ottenute e valutate con grande attenzione e l'uso di vaccini
potenziati ci hanno indotto a stilare una lista di
raccomandazioni nel rispetto delle norme di legge olandesi,
come risulta dal capitolo "Raccomandazioni".
INTRODUZIONE
Il mio interesse per le vaccinazioni e i loro effetti
collaterali risale a circa venti anni fa, quando i miei
figli erano piccoli. In tutto questo lungo periodo ho
collezionato informazioni e, durante gli ultimi dieci anni,
ho anche preso nota di tutti i casi che ho visto nella
pratica.
La pratica omeopatica ha
riconosciuto sempre che malattie croniche possono originare
a seguito di vaccinazioni, già dai tempi della vaccinazione
antivaiolosa del secolo scorso. Per moltissimo tempo Thuja
fu riconosciuto dagli omeopati come il rimedio principale
per questi disturbi; ma l'applicazione di questa
prescrizione è apparsa a me personalmente, da subito, del
tutto insoddisfacente. Circa dieci anni fa acquistati un
libro "La médecine retrouvée" scritto dal collega Jean
Elmiger, che cambiò il mio punto di vista sul metodo di
trattamento dei disturbi post-vaccinici ed anche le mie
frequenti sensazioni di scoraggiamento cominciarono a
diminuire.
Il metodo che descriveva era molto semplice sia per il
trattamento che per la prevenzione. Io stesso presi
l'abitudine di indagare sulla storia personale legata alle
vaccinazioni in ciascun bambino e frequentemente le mamme
con gratitudine mi dicevano: "Quanto lei dice è ciò che ho
sempre pensato, ma nessun medico mi avrebbe mai creduto;
continuano a sostenere che i disturbi di mio figlio non
hanno nulla a che fare con le vaccinazioni".
I vaccini hanno in realtà più
effetti collaterali di quanto fin qui studiato.
Va
ricordato che essi sono
generalmente composti di bacilli attenuati, morti o
divisi, o tossine (*) batteriche con il loro additivi, tra
cui impurità (fosfato di alluminio,
idrossido di alluminio, neomicina,
thiomersal - un composto
mercuriale -, formaldeide,
2-fenoxietanolo, albumine, ecc.).
La mia tesi illustra che le
vaccinazioni possono essere responsabili di seri problemi
per la salute sia in forma acuta che cronica.
Mi piacerebbe portare questo piccolo libro all'attenzione di
tutti i dottori, dei genitori e dei pazienti che in
qualsiasi modo si siano trovati coinvolti a combattere le
conseguenze di una vaccinazione.
Saranno analizzati i seguenti argomenti: la sindrome
post-vaccinica, il metodo omeopatico, la conferma della
diagnosi, le possibilità per il trattamento della SPV, la
prescrizione, le misure preventive, l'indebolimento del
sistema generale immunitario, le implicazioni per future
ricerche, alcune raccomandazioni per la politica delle
vaccinazioni, e le mie conclusioni personali.
Per facilità di lettura ho cercato di mettere insieme tutti
i casi clinici in un capitolo separato alla fine del testo,
cui il lettore può riferirsi per convenienza.
DESCRIZIONE ESSENZIALE DELLA
"SINDROME POST-VACCINICA"
I sintomi inclusi in questa sindrome originano da due fonti.
La prima fonte, che comprende un grande numero di sintomi
che già esistono nella letteratura medica classica, e altri,
che invece vengono dalla mia osservazione clinica. Va
enfatizzato in questo contesto che ogni singolo sintomo che
si manifesta a seguito di una vaccinazione e che scompare
subito dopo il trattamento con il suo vaccino potentizzato,
va considerato causato dalla vaccinazione suddetta.
La SPV può essere divisa in una
sindrome acuta ed una cronica. Questi sono i sintomi della
sindrome acuta: febbre, convulsioni, distrazione, encefalite
e/o meningite, gonfiori degli arti intorno al punto di
inoculazione, tosse pertussoide, bronchite, diarrea,
eccessiva sonnolenza, pianto frequente ed inconsolabile,
urla acute e penetranti (cri encéfalique), svenimento/shock,
polmonite, morte, morte in culla (va notato che in Giappone,
paese dove il vaccino per la pertosse viene effettuato
all'età di due anni, la morte in culla, statisticamente
parlando, è praticamente inesistente).
Con uno studio attento ed
accurato dei casi clinici arriviamo invece alla seguente
lista di sintomi della SPV cronica: raffreddori, espettorato
verdastro o color ambra, infiammazione agli occhi, perdita
del contatto visivo, strabismo, otiti medie, bronchiti,
tosse, asma, eczema, allergie, infiammazioni alle
articolazioni, stanchezza e mancanza di vigore, sete
eccessiva, diabete, diarrea, stitichezza, cefalee, disturbi
del sonno con momenti di risveglio e pianto, epilessia,
rigidità dei muscoli della schiena, crampi muscolari,
sensazione di testa leggera, mancanza di concentrazione,
perdita di memoria, disturbi della crescita, mancanza di
coordinazione motoria, disturbi dello sviluppo psicofisico,
disturbi comportamentali come irritazione e aggressività,
cattivo umore, squilibri emotivi, confusione, mancanza di
volontà, torpore mentale, etc.
Questa lista è inevitabilmente
incompleta poiché i disturbi post-vaccinici possono essere
estremamente divergenti. La diagnosi non si basa tanto
"sulla sintomatologia attuale" quanto piuttosto su quella
che inizia dopo l'inoculazione dello specifico vaccino.
Tanto per complicare le cose va
detto che non è possibile attribuire certi sintomi
individuali alla SPV specificatamente in relazione alla
vaccinazione trivalente o alla trivalente con pertosse, o
alla vaccinazione rosolia-morbillo-parotite o ancora alla
vaccinazione anti-haemophilus B; infatti nella pratica
osserveremo che ciascun vaccino può essere responsabile di
molti dei sintomi riferiti prima, ma anche di ulteriori
sintomi non riferiti nell'elenco.
Non vi è un chiaro limite tra
disturbi acuti e cronici in quanto i disturbi acuti sono
spesso l'inizio di una sofferenza cronica.
Il fatto che un paziente non ha
riferito reazioni dirette in seguito ad una vaccinazione non
esclude necessariamente la possibilità che il vaccino stesso
sia responsabile di disturbi cronici. Questi disturbi
diventano ben chiari solo dopo una, due, o anche più
settimane e il medico non fa diagnosi di SPV in un caso
cronico perché l'intervallo spazio - temporale tra la causa
(vaccinazione) e la comparsa della malattia è
fondamentalmente confuso.
Il caso numero 12 (Ellen) pag.
37 dimostra ciò. Spesso infatti è solo dopo la seconda,
terza o quarta somministrazione di un vaccino che i problemi
appaiono improvvisamente. Un buon esempio in merito è il
caso numero 1 (Jurgen) pag. 16.
IL METODO OMEOPATICO
La diagnosi, il trattamento e la prevenzione vengono
realizzati in accordo con il metodo omeopatico. Una
conoscenza di base dell'omeopatia è dunque necessaria.
L'omeopatia fu scoperta e diffusa in tutto il mondo 200 anni
fa dal medico tedesco Samuel Hahnemann.
I principi dell'omeopatia si
basano sulla legge dei simili. Ciò significa che i malati
andranno trattati con medicamenti che producono in individui
sani sintomi che sono simili a quelli che sono presenti nel
paziente. Le proprietà dei medicamenti vengono poi
pubblicate nella materia medica.
Il rimedio omeopatico agisce
sull'aspetto più profondamente energetico del disturbo, che
ne è il responsabile primario.
E' chiaro perciò che le malattie possono diventare croniche
solamente se la sostanza iniettata - limito le mie
considerazioni qui solo a malattie associate con le
vaccinazioni - avrà già creato un disturbo energetico, o un
danno evidente ai tessuti. La sostanza iniettata è
rapidamente escreta dal corpo e può essere causa di un
disturbo cronico solo nel caso in cui il tessuto sia stato
danneggiato.
Le malattie croniche associate con la SPV saranno quindi
prevalentemente basate su un disordine energetico.
I rimedi omeopatici diventano
curativi in quanto fortemente diluiti e potenziati. Il
nostro punto di partenza per il trattamento della SPV è una
diluizione 1:100 in acqua pura del vaccino, energicamente
scosso 100 volte (potentizzazione). Questo trattamento ci
porterà alla potenza 1K o 1C. Una parte di essa viene poi
mescolata con 99 parti di acqua e potentizzata 100 volte per
produrre la potenza 2K o 2C. Se useremo ripetutamente la
stessa fiala produrremo le potenze K o Korsakov. Se invece
useremo una fiala diversa per ciascuna diluizione, otterremo
le potenze CH o centesimali hahnemanniane. Continuando
questa procedura 30 volte, otterremo la 30K o 30C. Per
guarire da una malattia in modo completo è spesso necessario
somministrare rimedi di differenti livelli energetici. Tanto
più alta la potenza tanto più sottile sarà la vibrazione del
rimedio. E' stato osservato sperimentalmente che taluni
livelli di potenza portano a migliori risultati, così per
anni abbiamo usato in sequenza la 30CH, la 200CH, la 1000CH
(MCH), e la 10000CH (XMCH). Personalmente uso sempre le
potenze K, ma gli stessi risultati possono essere ottenuti
usando le potenze CH.
Una 30K o 30 CH può essere
definita come una potenza puramente energetica che è stata
diluita in modo seriale 30 volte (100-30) e potenziata
30x100 volte (10030).
Se è un vaccino la causa di un
disturbo, quello stesso vaccino in diluizione omeopatica (DKPT
30K) sarà il rimedio perfettamente corrispondente (simillimum)
e potrà perciò essere considerato sia un rimedio che un
agente diagnostico.
NB: (L'autore usa le potenza K,
quindi il lettore troverà nel testo 30K, 200K, MK, XMK, cui
può far corrispondere dosi 30CH, 200CH, MCH, XMCH.)
PRINCIPI GENERALI
Come può essere possibile che diluizioni omeopatiche di un
vaccino possono curare dei disturbi causati dallo stesso
vaccino? In realtà il vaccino è l'agente della malattia e
l'omeopatia ha fin dalle sue origini usato degli agenti che
causano malattie, trasformandoli in rimedi dopo diluizione e
potentizzazione. Medicamenti come Tuberculinum
(tubercolosi), Syphilinum (sifilide) e Medorrhinum
(gonorrea), furono applicati con successo nel diciannovesimo
secolo, e tuttora usati frequentemente in omeopatia.
Quando una malattia si è
instaurata sul livello energetico - stiamo parlando di
malattie croniche - sarà possibile usare l'agente causale
della malattia in forma potenziata (rimedio omeopatico).
Queste malattie possono essere causate non solo dai vaccini,
ma anche da altre medicine allopatiche. Il decorso della
malattia di Peter, caso 2 pag. 32 è un chiaro esempio di
ciò.
Malattie ad insorgenza naturale, come varicella, influenza,
Pfeiffer, cytomegalovirus, etc. possono ugualmente essere
causa di sintomi cronici molto tempo dopo la scomparsa della
malattia attuale.
Vedi caso 3, Henri, pag. 32.
DIAGNOSI
La SPV si diagnostica essenzialmente sulla base di domande
attentamente scelte e dirette al paziente o ai suoi
genitori.
Il medico dovrebbe sempre
considerare con serietà una diagnosi di sindrome
post-vaccinica ogniqualvolta i disturbi cominciano dal
momento della vaccinazione o in periodo immediatamente
successivo. Il trattamento, seguendo le indicazioni di
questo libretto, dovrebbe essere considerato come elettivo.
Ciò anche per ovviare una penosa e infinita serie di esami e
terapie, come molti casi clinici illustreranno
successivamente. Laddove osserveremo risultati positivi con
questo trattamento, la sospetta diagnosi di SPV verrà
confermata. Solo in un secondo tempo, se il paziente non
trarrà un beneficio completo dal trattamento effettuato,
sarà opportuno far seguire una diagnosi di follow-up. Il
caso clinico seguente ci illustra quanto lungo e penoso
possa essere questo processo.
Caso 4
Luuk è nato ai primi di novembre
del 1994 e ha ricevuto il 15 febbraio 1995 la prima
inoculazione di DKTP/HIB (*). Alcuni giorni dopo si ammalò;
presentava un quadro caratterizzato da respiro corto e
rumoroso. Il medico di famiglia prescrisse Bricanyl e
Clamoxyl (*), ma non fu sufficiente per cui fu somministrato
un 2° ciclo di Clamoxyl. L'11 di aprile il reperto obiettivo
indicava che i suoi polmoni erano completamente puliti e
così ricevette la seconda inoculazione di DKTP/HIB. Due
giorni dopo manifestò una diarrea della durata di una
settimana, per la quale lo stesso medico prescrisse
Diarolyte (*). L'11 maggio fece la terza vaccinazione di
DKTP/HIB ed il 16 maggio il bambino ripresentò dispnea per
la quale il suo medico riprescrì il Clamoxyl, questa volta
insieme a Deptoprine.
Visto che la condizione di Luuk non migliorava, a metà
giugno venne somministrato Atrovent e Erythrocine (*). Il 23
giugno un nuovo ciclo di Erythrocine con aggiunta di Zaditen
(*), e il 13 luglio (4 mesi dall'inizio della sua malattia)
fu visto da un pediatra, che non fece alcuna diagnosi ma
suggerì di sospendere il trattamento. La salute di Luuk
migliorò gradualmente. Il 21 novembre venne somministrata la
4° DKPT/HIB. Il 26 di novembre cominciò ad avere scariche di
muco nasale, a tossire e a soffrire nuovamente di dispnea.
Luuk era in viaggio per andare a trovare i nonni in un'altra
città e la madre consultò un medico di base del luogo, che
diagnosticò SPV e suggerì alla madre di portarlo al mio
studio. Il lunedì successivo visitai il bambino che
presentava difficoltà respiratorie e un forte stato di
congestione polmonare.. Prescrissi una soluzione di DKTP/HIB
30K. Già nelle prima 24 ore i problemi respiratori erano
migliorati.
Per diversi giorni continuò a tossire e ad espettorare e
durante la settimana successiva il catarro scomparve
completamente.
Per completare l'eliminazione del disturbo causato dai
vaccini gli venne prescritta una serie successiva di vaccini
potentizzati dalla 30K alla XMK per 4 giorni consecutivi. Da
allora (sono trascorsi 9 mesi) Luuk non si è più ammalato.
A causa della sua grande
efficacia ed affidabilità questa metodologia ci offre una
opportunità eccellente per stabilire la causa di certe
malattie. Possiamo seguire passo dopo passo quale vaccino o
medicina sia stata causa di un certo disturbo. Questo schema
ci permette anche di scoprire la causa della tanto discussa
"Sindrome della giungla" ("Jungle syndrome"), un disturbo
che ha colpito moltissimi giovani soldati e per la quale la
medicina tradizionale non ha potuto offrire nè una procedura
diagnostica efficace ne una soddisfacente terapia. Il caso
di Johan, un marinaio di 19 anni, è un chiaro esempio di
questa procedura diagnostica e terapeutica (vedi il caso 5,
pag. 33).
TRATTAMENTO
Il trattamento avviene con vaccini potenziati. Il miglior
metodo per una SPV cronica di solito è la somministrazione
del rimedio in quattro differenti potenze per quattro giorni
consecutivi; il primo giorno 30CH, il secondo giorno 200CH,
il terzo giorno MCH, e il quarto giorno XMCH. Ogni
somministrazione consiste in circa dieci globuli da
sciogliere direttamente in bocca senza alcun liquido.
I granuli si sciolgono completamente in circa un minuto. E'
buona prassi consigliare di non mangiare o bere o lavarsi i
denti mezz'ora prima e dopo questa somministrazione, per
permettere al medicamento di agire senza interferenze. Se i
sintomi si aggravano dopo una di queste quattro potenze,
sarà sempre necessario aspettare la fine della reazione
prima di continuare il trattamento.
In questi casi viene ripetuta la stessa potenza. Questo
procedimento viene continuato finché il paziente non avrà
più reazioni, cosa che in genere avviene dopo una o due dosi
ripetute. A questo punto la serie viene completata. E' anche
possibile trattare una reazione curativa grave con una dose
30CH sciolta in soluzione. In questo caso si sciolgono dieci
globuli in mezzo bicchiere d'acqua che viene poi
somministrata, un sorso o un cucchiaino, ogni volta per uno
o due giorni. La reazione più comune in questi casi è la
comparsa di febbre, che non richiederà particolari
trattamenti. Se un bambino è vulnerabile, per esempio a
causa di complicazioni da uso di vaccinazioni multiple o se
è un vero caso di ipersensibilità, ciascuna potenza può
essere somministrata settimanalmente.
Eventuali reazioni gravi possono allo stesso modo essere
trattate con ripetizioni settimanali della stessa potenza,
fino alla completa assenza di reazioni. Se i disturbi non
sono completamente scomparsi, dopo tre settimane, l'intera
serie può essere ripetuta. In genere è sufficiente un numero
di serie da una a tre.
Nei casi acuti il trattamento è
praticamente lo stesso, e si differenzia solo nel fatto che
daremo preferenza alle soluzioni acquose delle potenze 30CH
o 200CH , come descritto precedentemente. Questa soluzione è
somministrata sotto forma di un sorso o un cucchiaino ogni
ora, per un certo numero di giorni; generalmente tre giorni
saranno sufficienti. (vedi il caso 6, Ragma, pag. 34).
Anche casi di SPV di lunga
durata possono essere trattati con successo, come è
illustrato dal caso 7 pag. 35, che durava già da undici anni
e il caso 8 pag. 36, che aveva un'anamnesi vecchia di 17
anni. In entrambi i casi i disturbi vennero completamente
curati.
PREVENZIONE
I medici omeopatici raccomandavano, e molti ancora
raccomandano, una dose di Thuja 30CH prima di una
vaccinazione. Personalmente ho avute esperienze del tutto
negative con questa metodologia e non sono mai stato in
grado di confermarne l'efficacia. La pediatra Yvonne Pernet
ha raccomandato per molti anni una dose di Thuja 30CH anche
ai genitori di tutti i bambini che venivano vaccinati.
Quando cominciò anche lei ad utilizzare come preventivi i
vaccini potenziati, la differenza nei risultati fu
nettissima. Con questo nuovo metodo infatti vi era una
chiara riduzione degli effetti collaterali da vaccino.
Infatti in questo modo il livello energetico viene
salvaguardato in modo tale che il vaccino non sarà in grado
di disturbarlo. E' come se l'organismo venisse preavvertito
che una malattia "artificiale" si sta avvicinando e può
perciò mantenere con più efficacia il suo equilibrio.
Va ricordato che malattie croniche possono insorgere
soltanto perché i livelli più profondi della nostra energia
sono stati disturbati.
Si procede come segue: due giorni prima della vaccinazione
si deve somministrare il vaccino potenziato (per esempio
DKPT) alla 200CH, circa dieci granulini, da ripetersi dopo
la vaccinazione lo stesso giorno. I granuli sono di lattosio
e saranno rapidamente sciolti in bocca. Se non vi saranno
successive vaccinazioni per qualche tempo, considero una
buona idea somministrare lo stesso vaccino potenziato il
mese dopo, a potenze crescenti per quattro giorni
consecutivi - 30CH, 200CH, MCH, XMCH - in modo da poter
correggere qualsiasi possibile disturbo ai livelli
energetici più profondi. Se nonostante tutto insorgessero
complicazioni - la qualcosa non può mai escludersi
completamente - nonostante tutte queste misure preventive,
raccomando una soluzione acquosa della 200CH, da
somministrarsi per tre giorni in fase acuta e di ripetere la
intera serie le settimane successive (vedi il caso 9,
Lisette, pag. 17).
DANNI AL MECCANISMO DI DIFESA
IMMUNITARIO
Sebbene in astratto l'immunità dell'organismo contro certe
malattie potrebbe aumentare per mezzo di un vaccino - che è
ciò che si desidererebbe - la pratica in realtà mostra che
l'intero sistema difensivo può risultarne molto indebolito.
Osserviamo ad esempio un gruppo di bambini, apparentemente
in buona salute, sviluppare dopo una vaccinazione tutta una
serie di infezioni; oppure bambini in cui preesistenti
disturbi si aggravano lentamente. E' quanto illustrato dal
caso di polmonite numero 6 (Ragma, pag. 34).
Un sistema immunitario indebolito si manifesta spesso con
raffreddori cronici, infezioni agli orecchi, bronchiti e mal
di gola.
Ciò che succede in genere è che il medico di famiglia e
successivamente il pediatra prescriveranno la terapia
antibiotica. In casi simili l'indebolimento dell'immunità è
già osservabile: gli antibiotici saranno infatti meno
efficaci e se ne renderanno indispensabili numerosi cicli
consecutivi. E spesso nonostante ciò le infezioni possono
continuare per settimane, persino mesi.
Questo indebolimento immunitario si potrebbe ascrivere a uno
spostamento dal livello dell'immunità cellulare (legata
all'attività dei leucociti) a livello della immunità umorale
(quella legata all'attività anticorpale). Le vaccinazioni
rinforzano l'immunità umorale e indeboliscono quella
cellulare.
Se ciò accade quando il bambino ha solo pochi mesi di vita e
la sua immunità cellulare è in via di formazione, la
conseguenza sarà una forte diminuzione del suo meccanismo
naturale di difesa e una maggiore sensibilità a contrarre
infezioni in genere.
Johan E. Sprietsma (2) è
dell'opinione che se il sistema immunitario dell'organismo
viene spostato troppo dal livello cellulare al livello
umorale diventa molto meno efficace e qualsiasi disturbo
comincia ad assumere un carattere di cronicità.
L'Organizzazione Mondiale della
Sanità (Ginevra, aprile 1977) ha confermato l'enorme
incremento delle malattie infettive. Questo verrebbe
spiegato come il risultato della raggiunta autosufficienza
dei paesi ricchi e le deplorevoli condizioni igieniche nei
paesi poveri. Ma è così vero che nei paesi poveri le
condizioni sono oggi più deplorevoli di quanto non siano mai
state ?
La malaria e la tubercolosi sono
tornate in molte parti del mondo e sono diventate più
difficili da fronteggiare. Lo stesso dicasi per la peste, la
febbre gialla, la difterite e il colera. L'OMS
considera tutto ciò conseguenza della penetrazione umana in
aree della terra precedentemente non abitate , e della
sovrappopolazione urbana. Il collasso degli stati del
vecchio blocco sovietico e l'enorme mole del traffico aereo
(più di 50 milioni di persone annualmente) sono spesso
indicate come cause associate.
Peraltro le condizioni di vita in molte nazioni non sono
profondamente cambiate per diverse decadi, e le migliorate
condizioni economiche nei paesi ricchi non posso essere
considerate tali da aver ridotto realmente la sensibilità
alle infezioni; al contrario in queste aree riscontriamo un
incremento di malattie infettive.
Altre cause considerate dall'OMS sono: l'invecchiamento, la
migrazione, il turismo, e la produzione industriale del
cibo. Quest'ultima causa certamente non va sottovalutata. Si
è stabilito ormai che nel nostro opulento occidente stiamo
gradualmente diventando sottoalimentati a causa dell'intera
struttura della produzione della catena alimentare, in
relazione alla preservazione, produzione e preparazione del
cibo. La credenza che una dieta varia assicuri un'adeguata
nutrizione è stata a lungo dibattuta ed è stata ora spazzata
via dai risultati delle ricerche scientifiche. Ma l'OMS
sembra non far caso al fatto che le popolazioni sia dei
paesi ricchi che poveri mostrano scarse difese e sono perciò
diventate più che mai suscettibili. Una persona con buone
difese immunitarie non ha molta necessità di preoccuparsi
delle malattie infettive. La
medicina ufficiale
attribuisce l'incidenza di una infezione a contaminazioni
esterne laddove in realtà chi gioca il ruolo fondamentale è
solo il sistema difensivo dell'individuo.
La sola causa che realmente incide sull'intera popolazione
mondiale è la molteplicità di vaccini che vengono
somministrati ai neonati, spesso entro pochi giorni dalla
nascita. Sono in grado di affermare, avendo ormai
un'esperienza di molti anni, che sono stati proprio questi
vaccini a causare la caduta delle resistenze organiche a
ogni sorta di malattia infettiva. Ho potuto osservare questo
fenomeno sia in Olanda che in Nepal, dove ho lavorato per
diversi mesi come medico omeopatico. Soprattutto nei paesi
poveri, dove le difese generali sono basse, per
malnutrizione e inadeguate condizioni igieniche, le
vaccinazioni di massa hanno portato ad un fondamentale
incremento nei pericoli per la salute umana e a ciò fa
seguito che ogni malattia infettiva, sia vecchia che nuova,
può esplodere con grande facilità.
Per esempio ai bambini nepalesi appena nati viene
somministrata una iniezione di BCG, infettandoli con la
tubercolosi prima della fine del primo giorno di vita,
mentre non più tardi del 1979 la stessa OMS pubblicò i
risultati di un progetto di ricerca parallelo molto
esaustivo sull'efficacia della vaccinazione BCG nel sud
dell'India, che coinvolse 260.000 persone che furono seguite
con un follw-up di sette anni e mezzo. Vi parteciparono due
gruppi tribali, e i risultati dimostrarono che la
vaccinazione BCG era interamente priva di qualsiasi valore
protettivo. (" La distribuzione di nuovi casi di tubercolosi
bacillare tra i non infettati al momento dell'inoculazione
non ha dimostrato alcuna evidenza di effetto protettivo da
parte dei vaccini BCG "). Un anno dopo, in un articolo dal
titolo,
E' vero che la vaccinazione BCG protegge il neonato e il
bambino piccolo?, H.G. ten Dam e K.L. Hitze asserirono che
vi è pochissima evidenza diretta dell'efficacia della
vaccinazione BCG contro la tubercolosi infantile (13). Mi è
incomprensibile il fatto che in Nepal e in molti altri paesi
si somministri una vaccinazione BCG alla nascita: è
sicuramente non nell'interesse del neonato essere infettato
con la tubercolosi, e ferito nel suo meccanismo generale di
difesa, a una così tenera età. Se l'esposizione ad una
infezione naturale alla tubercolosi non garantisce
resistenza contro possibili successive infezioni
tubercolari, come possiamo aspettarcela da una forma
attenuata ?
E' arrivato il tempo secondo me
di fare serie considerazioni sugli effetti delle
vaccinazioni verso l'immunità da quelle persone il cui
interesse su questo argomento non è finanziario.
Hanse Rümke per esempio pediatra
al RIVM(*), Bilthoven, Olanda, che è il responsabile della
qualità della produzione dei vaccini in Olanda - ed è anche
membro degli effetti collaterali! - parla del libro che
avete in mano sulla SPV definendolo "pericolosa spazzatura"
in quanto egli è seriamente preoccupato su ciò che potrebbe
accadere se la SPV ricevesse un riconoscimento più ampio
(7).
Anche qui, vediamo, esiste un
conflitto di
interessi. Io credo che i tempi siano maturi per un
comitato sugli effetti collaterali del tutto indipendente, e
in nessun modo coinvolto con la politica delle vaccinazioni.
Fino ad ora gli effetti collaterali delle vaccinazioni sono
stati considerati una minaccia alla politica delle
vaccinazioni stesse e un'approccio più critico, persino
quelli basati interamente sull'esperienza clinica, vengono
derisi e indicati come "spazzatura" senza alcun confronto
con i responsabili di queste serie ricerche.
Una ricercatrice, Viera
Schneibner, che ha condotto una gigantesca quantità di
ricerche sulle conseguenze da vaccini basate esclusivamente
su materiali tratti dalla letteratura medica ortodossa, ha
reso le sue conclusioni del tutto chiare già nel titolo del
suo libro: Vaccinazioni, cento anni di ricerche ortodosse
dimostrano che i vaccini rappresentano un assalto medico al
sistema immunitario (11). Sono arrivato alla stessa
conclusione dall'esperienza svolta nel mio ambulatorio
privato e del tutto indipendentemente dalle sue
investigazioni.
Gli esempi che seguono
dimostrano come, la resistenza di un bambino piccolissimo
possa essere quasi impercettibilmente indebolita, e anche
l'alto livello di competenza necessario per riconoscere e
diagnosticare questo processo come SPV ed infine trattarlo.
Caso 26
1. Sabina aveva circa due anni
quando la vidi per la prima volta, nel marzo 1997. I suoi
problemi erano iniziati nel novembre del '96 quando cominciò
ad andare al nido. Aveva frequente catarro nasale, accessi
di tosse, vomito e diarrea. Le furono somministrati tre
cicli di terapia antibiotica ( novembre, dicembre e gennaio
). Prese la varicella alla fine di novembre. Prima di allora
la sua vita era trascorsa senza particolari problemi. La
gravidanza era anch'essa trascorsa bene e la bambina era
nata da parto cesareo.
Venne allattata al seno per sette mesi. Ricevette le prime
vaccinazioni nei tempi dovuti. A seguito della prima DKTP/HIB
ebbe il primo episodio di raffreddore e la sua ultima
vaccinazione ( luglio 96 ), la MMR, non fu seguita da
reazioni apprezzabili.
Infatti i problemi iniziarono solo tre mesi dopo, quando
iniziò a frequentare il nido tre volte a settimana. La madre
la descriveva a questo punto come " un vero supplizio ",
un'aggressiva, che si arrabbiava rapidamente quando le cose
non andavano e cominciava a tirare oggetti.
Avida di apprendere, contenta, chiassosa, aveva anche
problemi con l'alimentazione e il sonno. Era molto
chiacchierona, con una reazione violenta al dolore e non
poteva mai lasciar correre. Adorava essere abbracciata e le
piaceva succhiare il ciuccio.
Pallida d'aspetto, grande difficoltà a mangiare cibi caldi,
ma aveva piacere a mangiare il pane. Beveva molto,
specialmente se non stava bene. Aveva bisogno di mangiare
molto tra i pasti. Vi è una forte storia di cancro e diabete
nella famiglia; il ramo paterno tende all'obesità. Secondo
un criterio omeopatico, questa bambina mostra chiaramente un
quadro Saccharum, che perciò prescrissi alla dose 200K, una
volta ogni due settimane.
Le difese immunitarie in questo
caso erano state sicuramente indebolite. Era inoltre figlia
unica, con pochi contatti con altri bambini. Questa è
probabilmente la ragione del perchè i suoi problemi
cominciarono all'asilo nido.
Dieci giorni dopo l'inizio del
trattamento la madre mi telefonò per dirmi che c'era stato
un aggravamento e che Sabina presentava una temperatura di
40°C. Prescrissi Saccharum officinale 30K in acqua, un sorso
ogni ora, ma la mattina dopo si era ulteriormente aggravata
e la madre era in preda al panico. Prendemmo un appuntamento
perchè potessi vedere la bambina e mi sembrò trattarsi di
un'otite bilaterale. A livello bronchiale non vi erano
segni. Conclusi perciò che c'era un altro livello che stava
bloccando l'efficacia del rimedio costituzionale (Saccharum
officinale), un livello che faceva da schermo al livello
energetico del Saccharum.
Quest'ultimo non era stato in grado di aumentare le difese
della bambina e quindi quella sua debolezza a rispondere al
trattamento doveva imputarsi a un'origine diversa da quella
costituzionale. L'esperienza mi suggerisce ormai che le
vaccinazioni sono la spiegazione più comune di questo tipo
di problemi, e che in Sabina, con una vita così breve,
questa era la spiegazione più probabile, quindi decisi di
somministrare immediatamente MMR 30K, per combattere
l'effetto di quel vaccino somministrato tre mesi prima.
Il giorno dopo Sabina era sfebbrata, dopo aver trascorso una
buona nottata di sonno ed era visibilmente migliorata.
La somministrazione di MMR venne continuata con potenze più
alte nelle settimane successive, e dopo cominciai con i
vaccini potentizzati DKTP e HIB. Fu così che Sabina venne
completamente curata dalla SPV e fu solo allora che anche la
madre realizzò che Sabina era stata sconvolta nel suo
equilibrio prima del periodo dell'asilo nido. Ora la piccola
ha ricominciato a essere una bambina felice,ed è tornata a
essere la delizia di tutti i familiari.
Caso 27
2. Il caso di Sanne è anch'esso
molto interessante. E' notevolmente malata: in particolare
presenta attacchi epilettici e polmoniti. Ho la bimba sotto
trattamento da sette anni e in tutto questo tempo non ha mai
dovuto essere ospedalizzata, sebbene talvolta la cosa era
fortemente nell'aria, e devo ammettere che in gran parte il
merito va ai genitori, il cui coraggio e competenza hanno
notevolmente influenzato il suo benessere. L'ho vista perciò
molto di rado negli ultimi anni, perchè erano sufficienti le
consultazioni telefoniche e la collaborazione con il medico
di base, che la visitava di tanto in tanto, per tenere sotto
controllo le polmoniti e per prevenire l'aggravamento
dell'epilessia. Per queste situazioni la bambina rispondeva
molto bene ad Opium e a Cuprum metallicum.
E così arrivammo al nono compleanno; a questo punto si
decise di vaccinare con la DTP e l'MMR, anche se non nella
stessa giornata. Alla fine di febbraio la madre mi telefonò
perchè la solita polmonite sembrava imminenete, ma stavolta
Opium non funzionò, neanche a potenze crescenti. Il nuovo
medico di base voleva ospedalizzare la piccola ma la madre
si rifiutò: lei stessa predispose l'alimentazione per flebo
e col suo consenso decidemmo di tentare la terapia
antibiotica, sebbene in passato non avesse mai sortito un
esito positivo. Sembrò migliorare all'inizio, ma il terzo
giorno dopo il ciclo di antibiotici era esattamente nelle
condizioni di partenza con una chiara polmonite in corso. Ci
consultammo con il precedente medico di base. Prescrissi
invano Cuprum metallicum e Cuprum sulphuricum. Perciò fece
seguito un secondo ciclo di antibiotici, di nuovo senza
effetti. Niente sembrava efficace.
A seguito di un attento studio cronologico scoprii che Sanne
aveva ricevuto la MMR a ottobre e la DTP sei mesi prima.
Iniziai immediatamente con un sorso ogni ora di MMR 30K, e
il giorno dopo la piccola ebbe un magnifico quadro
sintomatologico tipo Opium. Dormì tutto il giorno, non si
riusciva a svegliarla, gli occhi rivolti all'indietro. Guarì
perfettamente in una settimana, prima grazie a Opium, poi a
Cuprum metallicum. La sua reattività recuperò completamente
dopo che anche la vaccinazione DTP venne disattivata.
Tutto ciò mostra chiaramente
come un rimedio " costituzionale " per sette anni, sempre
con grandi risultati, può fallire a causa delle
inoculazioni, e come anche gli antibiotici possano fallire.
Ciò che diventa indispensabile è quindi il ritorno alla
norma del sistema immunitario, controbilanciando la SPV per
far sì che i rimedi omeopatici ed eventualmente persino gli
antibiotici possano funzionare di nuovo. I casi che seguono
sono altri chiari esempi di gravi diminuzioni nella
resistenza immunitaria: caso 10, Patrick, pag. 36, caso 11,
Hanneke, pag. 37, e caso 12, Ellen, pag. 37.
CAMBIAMENTI DI UMORE,
MODIFICAZIONI CARATTERIALI
Ci si può aspettare che un bambino con un raffreddore, o con
difficoltà uditive e un'infiammazione all'orecchio diventi
caratterialmente difficile, piagnucoloso, di cattivo umore,
ecc. Vi è ancora un certo numero di bambini che sviluppa
disturbi comportamentali dopo una vaccinazione, e che non
possono essere semplicemente inquadrati dal punto di vista
clinico come bambini difficili. Fino ad oggi nessuno ha
posto un'attenzione approfondita ai disturbi di questo tipo
e nessuno, a parte un gruppetto di "iniziati", sospetta che
le vaccinazioni possano profondamente interferire con il
carattere dei bambini. I genitori mi dicono regolarmente
dopo la terapia di neutralizzazione dei vaccini: "E'
incredibile, ma mio figlio è proprio come era prima, ed è di
nuovo contento proprio come prima delle inoculazioni. Ha
smesso di lamentarsi, ora è di nuovo un piacere passare il
tempo con lui mentre prima era diventato un compito
pesante". E' significativo che nella maggior parte dei casi
i genitori non si erano particolarmente lamentati del
comportamento dei loro figli; piuttosto erano venuti in
ambulatorio per la cura di disturbi fisici. Questi genitori
generalmente non si lamentano con il loro medico per i
disturbi emotivi dei loro figli; solo in casi molto gravi
questo avviene, e la causa del problema non viene mai
associata alle vaccinazioni. Sono convinto che le due
principali cause dei disturbi comportamentali nei bambini
sono:
a) un disordine nel metabolismo
dei carboidrati (zuccheri)
b) le vaccinazioni.
(Sono attualmente coinvolto in
una ricerca sul punto a), il risultato della quale verrà
pubblicato alquanto prima)
Caso 1
Jurgen ci dà un buon esempio di
quanto sopra. Aveva esattamente un anno di vita quando la
madre me lo portò per la prima volta in ambulatorio. A tre
settimane di vita prese un raffreddore dal quale di fatto
non era ancora guarito. Fino a sei mesi mostrava un
carattere quieto ed amabile, ma questo aspetto rapidamente
cambiò: divenne agitato, chiassoso e presentava spesso delle
sindromi febbrili di un giorno, una decina di volte l'anno.
La madre disse che il figlio era completamente cambiato, era
difficilissimo accontentarlo, rifiutava di sederle in
braccio, neppure per giocare o chiacchierare. Proprio nello
stesso periodo aveva ricevuto varie vaccinazioni "senza
assolutamente problemi", con la sola eccezione un mese prima
della quarta inoculazione di DKTP/HIB, cui seguì una
reazione febbrile di un giorno. Ebbe anche difficoltà alla
dentizione, con temperatura elevata e diarrea. I suoi
raffreddori erano caratterizzati da rinorrea acquosa,
espettorato mucoso e respirazione rumorosa. "Senti sempre
qualche rumore" riporta la madre.
Dai sei mesi di vita furono aggiunti alla dieta lattea
vegetali e succhi di frutta.
Il bambino dunque soffriva di
raffreddori già a tre settimane di vita, lasciando presumere
che avesse una tendenza innata alle infezioni, con difese
deboli. Però l'enorme cambiamento caratteriale a sei mesi di
vita fu la cosa che più mi colpì nel racconto. Teoricamente
il cambio dietetico avrebbe potuto esserne responsabile, ma
non fui molto convinto della spiegazione. Pensai piuttosto
ad una sindrome post-vaccinica.
Questo significava perciò
somministrargli una serie di DKTP/HIB potentizzate che con
ogni probabilità avrebbero dovuto invertire le modificazioni
caratteriali. Le sue deboli difese immunitarie - indicate
dai suoi continui raffreddori - sarebbero state trattate in
seguito, dal momento che erano presenti già prima del
periodo delle vaccinazioni. Dopo un ciclo di DKTP/HIB 30K,
che venne somministrato la sera prima di andare al letto,
ebbe crisi di pianto incessante per quattro ore, dopo di che
il suo umore fu notevolmente migliorato. Ebbe scariche di
diarrea il giorno dopo. La dose 30K fu perciò ripetuta
alcuni giorni dopo, e quindi le altre potenze fino a
completare la serie. Ho visto di nuovo Jurgen tre settimane
dopo. La madre racconta che il suo carattere è notevolmente
migliorato, il bambino è molto più contento, si fa tenere in
braccio, si dimostra totalmente felice, per esempio quando i
genitori ritornano a casa. E' anche più contento nel modo di
giocare, non passa più da un gioco all'altro, l'agitazione
motoria è molto ridotta. Dall'inizio del trattamento ha
spesso episodi di diarrea e di sonno agitato, con risvegli
notturni e desiderio di giocare. Quando la madre esce di
casa spesso urla. Ho perciò prescritto serie ripetute di
DKTP/HIB potentizzate, alle quali il bambino reagì con tre
giorni di febbre a 40°C, rinorrea, tosse e congiuntivite. A
questo fece seguito un periodo con frequenti attacchi di
diarrea, rifiuto del cibo e continui raffreddori.
Successivamente ebbe un periodo con disturbi fisici legati
alla dentizione, tosse con espettorato e respiro rumoroso.
Sembrava come se il paziente fosse disturbato da qualcosa di
più delle conseguenze da vaccino, così decisi sulla base dei
suoi sintomi di trattarlo con Cuprum Metallicum. Finalmente
recuperò del tutto: riprese a dormire normalmente, la
diarrea scomparve e così anche i raffreddori e le
congiuntiviti. Jurgen è completamente guarito.
Caso 9
A seguito della inoculazione
della DTP all'età di quattro anni, Lisette manifestò un
enorme declino nel suo sviluppo, malgrado l'assunzione, due
giorni prima della vaccinazione e poi anche lo stesso
giorno, di una dose di DTP 200K. Cominciò ad avere dei
disturbi di nutrizione , era sempre stanca ed anche forti
episodi regressivi di ordine caratteriale: ricominciò a dire
parole senza senso, voleva essere di nuovo allattata al seno
e a bere dal biberon. Divenne apatica, restava tutto il
tempo stesa a terra e voleva essere sempre coccolata. Nello
stesso tempo sviluppo grande ipersensibilità al dolore.
Somministrai la serie completa di DTP 30K, 200K, MK, XMK per
quattro giorni, e da quel momento in poi i disturbi
scomparvero completamente e il suo sviluppo continuò in modo
normale.
Caso 25 (extra)
La madre di Lotte mi telefonò il
20 novembre 1995 perché la figlia di quattro anni con cui
era in vacanza aveva cominciato a tossire. Manifestava
inoltre una gran stanchezza e sembrava infelice visto che i
sintomi non erano scomparsi da soli. La madre li attribuì al
forte e inusuale caldo e al fatto che la bambina aveva da
poco iniziato le scuole elementari. Alle mie domande dirette
scoprii che aveva ricevuto il 26 giugno una iniezione DTP,
apparentemente senza sviluppare problemi. La tosse cominciò
circa una settimana dopo. Quindi la trattai per quattro
giorni con la serie DTP 30K - XMK. Il 30 novembre la mamma
mi telefonò per dirmi che tutti i sintomi erano scomparsi.
Era scomparsa la tosse e la bambina era tornata attiva e di
buon umore, come era sempre stata. Riportò che dopo la terza
dose (DTP MK) Lotte ebbe una febbre a 38.5°C, e perciò la
madre aspettò un giorno, ripetè la dose MK e quando non ci
fu più alcuna reazione dette la dose XMK il giorno
successivo.
POSSIBILITA' DI AUMENTO DEI
RISCHI NELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE
Quando i genitori hanno avuto problemi di salute dopo una
vaccinazione, che spesso sono passati inosservati, vi è una
maggiore probabilità che la loro progenie possa soffrire di
SPV. Il fatto che numerosi bambini della stessa famiglia
abbiano manifestato disturbi nel periodo delle vaccinazioni
ne può essere una conferma.
Caso 13
Il caso di Ralf è un esempio
interessante. Mi ha consultato ad un anno e mezzo per un
eczema iniziato all'età di sette mesi.
Una settimana dopo la vaccinazione DKTP/HIB e BMR iniziò a
svegliarsi la notte con urla, in uno stato di vero panico, e
rifiutava di andare a dormire; doveva essere allattato per
riaddormentarsi. Dopo la terza inoculazione di DKTP/HIB
iniziò anche a vomitare e ad evacuare feci di odore fetido.
L'eczema si aggravò seriamente dopo il BMR, il bambino
divenne aggressivo, teso e cominciò a tirare oggetti.
La madre mi riferì di un vero e proprio crollo nervoso. Mi
disse che il bambino era stato del tutto tranquillo per i
primi sei mesi e che per gli ultimi sei mesi era invece
diventato agitato e incline a sviluppare continui
raffreddori. Dal settimo mese cominciò a bere molto la
notte, e dal BMR, anche durante il giorno. Fu trattato con
la serie BMR 30K, 200K, MK, e XMK e alla distanza di tre
settimane con la serie DKTP/HIB 30K, 200K, MK, e XMK. Dopo
la serie BMR il bambino divenne molto più rilassato e
contento e quando finì anche la serie DKTP/HIB tornò ad
essere "il bimbo che era una volta" , come mi disse la
madre. Tornò ad essere pieno di energia e un pò
chiacchierone come era prima. Nonostante ciò la sua sete
notturna non diminuì e il bambino non si calmava se non dopo
aver bevuto. Sviluppò successivamente un altro brutto
raffreddore accompagnato da feci viscide ed acquose. Ho
fatto ripetere la serie BMR, e nei tre giorni successivi si
svegliò di nuovo la notte urlando e manifestò anche la paura
di andare a letto la sera, proprio come dopo l'inoculazione
del vaccino BMR. Due settimane dopo ho ripetuto la serie
DKTP/HIB e il bambino reagì allo stesso modo del BMR; anche
queste reazioni duravano per un paio di giorni.
Successivamente, e in poche settimane la sete eccessiva
notturna scomparve, cominciò a dormire in modo
progressivamente più profondo e nell'arco di tre mesi
osservammo l'eczema decrescere senza ulteriori terapie.
Tutti i sintomi che erano comparsi a seguito delle
vaccinazioni scomparvero completamente.
Non tutti i bambini si aggravano
e in modo così evidente dopo una vaccinazione. Ralf è stato
uno dei pochi fortunati ad approfittare del piano di cura
completo e programmato. Il bimbo appartiene ad una famiglia
che ha una storia di gravi reazioni alle vaccinazioni.
La mamma infatti si recò in Indonesia nel 1983 e fu trattata
con due iniezioni anti-colera, la DTP, l'antitifica, e una
gamma globulina (*). Da allora cominciò a soffrire di
affaticamento, che continuò per undici anni (caso 7, pag.
35). Anche suo padre era stato precedentemente in Indonesia,
per il servizio militare, e fece le vaccinazioni necessarie.
Ralf rappresenta il terzo caso in questa famiglia a mostrare
problemi post vaccinazioni.
OSTACOLI IMPLICITI
ALL'ACCETTAZIONE DELLA SPV
Accettare che una connessione tra le vaccinazioni e le loro
conseguenze possa verificarsi solo se compare una malattia
visibile nelle prime tre giornate equivale a rinnegare la
realtà stessa della SPV.
Il periodo delle tre giornate
permette solo la diagnosi di SPV acuta, e ci fa escludere le
più importanti e vistose manifestazioni della SPV, cioè i
casi cronici. Accettare quanto detto sopra taglia la testa
completamente all'aspetto fondamentale dell'argomento
oggetto di studio. Le statistiche disponibili sugli effetti
collaterali delle vaccinazioni diventano perciò del tutto
prive di significato, specialmente quando (come nel caso dei
Paesi Bassi) i soggetti politici responsabili delle
vaccinazioni fanno contemporaneamente parte del comitato che
valuta gli effetti collaterali dei vaccini stessi. Una gran
parte dei danni da vaccinazione si sviluppa in modo occulto
e solo successivamente potrà essere svelata con la comparsa
di sintomi, settimane o anche mesi dopo la somministrazione
del vaccino.
Questa situazione è ben
esemplificata dal caso di Sabina ( n. 26 ) del precedente
capitolo. Il danno che ella subì divenne evidente solo
quando, tre mesi dopo, vennero svolte indagini sul suo
sistema immunitario, quando cominciò il lavoro alla nursery.
Soltanto allora emerse il fatto che le sue difese naturali
erano state indebolite dalla vaccinazione MMR , che fino a
quel momento non aveva dato alcun problema visibile. Eppure
sono proprio istanze di questo tipo, cioè ad esempio
indicare come motivazione responsabile dei sintomi quella
del contatto con altri bambini, piuttosto che il vaccino,
quelle che tipicamente sono portate avanti da chi si oppone
al riconoscimento della SPV. Non vengono svolte
considerazioni sul fatto che originariamente erano presenti
delle buone difese o che il bambino è in grado di evitare di
ammalarsi in seguito a qualsiasi contatto al nido,
all'asilo, a scuola o in qualsiasi altro luogo di incontro
pubblico ove batteri e altri germi possano essere trasmessi.
La somministrazione di vaccini potentizzati ha dimostrato
che nella maggioranza dei casi l'efficienza del sistema
immunitario indebolito può essere ripristinata, così da
poter considerare quei contatti sociali semplicemente la
provocazione, non la causa, della malattia. Diventa facile,
a questo punto, spiegare l'incidenza mondiale di ogni sorta
di malattia infettiva. Dobbiamo chiederci - e solo
un'accurata ricerca indipendente potrà dare una risposta
soddisfacente - se non stiamo attivamente distruggendo un
meccanismo indispensabile, di vitale importanza per la
nostra sopravvivenza in un mondo dove i germi sono parte
integrante del mezzo ambiente. Per molto tempo abbiamo
tentato di combattere le difese generali con antibiotici, ma
sembra che oggi un naturale sistema immunitario sia
diventato di primaria importanza. Per quanto buoni i rimedi
terapeutici tradizionali possano sembrare, mostrano sempre
molte inadeguatezze.
E' perciò essenziale osservare
ciò che accade non solo nei primi tre giorni che seguono una
vaccinazione, ma quanto avviene successivamente. L'uso di
vaccini potentizzati può svolgere un ruolo importante in
questa fase. Infatti è un metodo che ci offre eccellenti
opportunità per confermare o escludere una diagnosi. Ciò è
prezioso e può anche aiutarci a chiarire e ad approfondire
l'estensione reale di certi problemi.
Quanto segue dimostra come allo
stato attuale certi casi acuti vengano presi clamorosamente
alla leggera.
Caso 28
Anita ricevette la sua terza
inoculazione combinata DKTP/HIB a cinque mesi. Quella sera
stessa sviluppò una febbre a 40°, cominciò a piangere
incessantemente e apparvero crampi gastrici. La madre
cominciò a preoccuparsi e il giorno dopo consultò il medico.
Esaminata la bambina questi disse di non poter escludere la
possibilità di una SPV acuta, di cui comunque non conosceva
il trattamento. Anita non migliorò e una seconda visita con
lo stesso medico non sortì alcuna novità. Quando la madre il
terzo giorno tornò alla clinica dove alla piccola erano
stati inoculati i vaccini per chiedere consigli su questa
possibile SPV, un'infermiera le rispose che le vaccinazioni
non potevano essere causa di nessun disturbo poiché
qualunque effetto sarebbe terminato entro le 24 ore. A
questo punto la madre mi chiamò e io prescrissi
immediatamente una soluzione di DKTP/HIB 30K, che portò
Anita a completa guarigione in 12 ore. Quando
successivamente telefonai al collega del centro di salute
pubblica per fare le mie lamentele sul consiglio che era
stato dato, mi venne data una risposta allo stesso tempo
priva di senso e diplomatica, e che comunque escludeva
qualsiasi rimando alla SPV. Egli ripetè che qualsiasi
complicanza non poteva durare più di 24 ore. Piuttosto Anita
avrebbe facilmente potuto contrarre un'infezione che non
aveva nulla a che vedere con i vaccini somministrati, e che
era migliorata spontaneamente proprio in concomitanza della
mia prescrizione DKTP/HIB 30K. Per l'ennesima volta la
realtà è negata ed è attribuita a coincidenze...
RICERCHE
Il passo successivo a quanto
detto sopra sarebbe quello di iniziare un progetto di
ricerca parallelo (*) e su vasta scala per cui a un gruppo
di bambini viene data a scopo preventivo una dose 200CH di
vaccino due giorni prima dell'inoculazione, come descritto
sopra, e ad un altro gruppo un placebo.* Questa identica
procedura ( 200 CH o placebo ) andrebbe ripetuta
immediatamente dopo la vaccinazione. Un tabulato
attentamente aggiornato del bambino e del suo stato di
salute, prima dell'inizio delle vaccinazioni e delle sue
eventuali reazioni ad esse, andrebbe conservato per
valutare: febbre, pianto, insonnia, convulsioni, meningiti,
epilessia, disturbi dei parametri di crescita, disturbi
caratteriali, infezioni quali otiti, bronchiti, asma
bronchiale, eczema, includendo lo sviluppo mentale e
motorio. Il progetto dovrebbe coprire il gruppo di età dai
tre mesi ai 18 mesi. In questo modo le differenti modalità
di reazione, tra bambini trattati e non con diluizioni
omeopatiche potrà essere osservato su un grafico. Un lavoro
del genere creerebbe una dimensione di studio per questo
problema, in quanto una comparazione tra bambini vaccinati e
non vaccinati non è mai stata svolta finora in nessuna parte
del mondo, nonostante la pratica delle vaccinazioni di
massa. A queste condizioni nessun altro farmaco sarebbe
permesso sul mercato.
RACCOMANDAZIONI
Oltre le misure preventive già descritte, consistenti
nell'uso del vaccino potentizzato alla 200CH, vi sono anche
altre misure preventive che possono diminuire i rischi da
vaccinazioni. Questo in primo luogo significa essere
consapevoli di eventuali segnali provenienti dal bambino a
seguito di una vaccinazione. E' fin troppo frequente dare
per scontato che tutto andrà per il meglio e che quindi il
vaccino stesso venga somministrato di routine.
Caso 14
Nel "Tijdschrift voor
Jeudgezondheidszorg" del '94 vi è una interessante
descrizione. "La commissione ha considerato il caso di una
bimba, che ora ha due anni di età, il cui sviluppo
psicomotorio è rimasto seriamente ritardato. A seguito del
suo parto a termine (*) aveva manifestato un normale
sviluppo e un normale peso. Si ammalò seriamente a seguito
della seconda inoculazione del DKTP, con una temperatura di
41°C e sintomi chiari di pertosse: sei settimane dopo
apparve chiaro che il suo sviluppo mentale era ritardato.
Anche a seguito della prima DKTP la bambina si era sentita
male con febbre a 40°C , attacchi di tosse con difficoltà di
respiro e vomito, ma in modo meno vistoso rispetto alla
seconda inoculazione.
Il comitato riconosce che
sebbene un legame causale (*) con le due inoculazioni non
possa venire escluso a priori, sembra piuttosto improbabile
che il corso di questa malattia vada ascritta ad esse, in
quanto ciò contrasta con la letteratura scientifica a nostra
conoscenza".
L'opinione della commissione
rispetto a questo caso non è particolarmente interessante,
ma significativa, in quanto sottolinea come questi problemi
vengano generalmente affrontati. Ciò che mi sembra
particolarmente rilevante è che i responsabili della
commissione avrebbero potuto essere più cauti rispetto alla
seconda inoculazione del DKPT, avendo visto la comparsa di
tosse, oppressione toracica e temperatura a 40°C a seguito
della prima. Sarebbe stato probabilmente molto opportuno
decidere, nel richiamo del DKTP di non inoculare il vaccino
anti-pertosse.
Per un altro esempio del genere
vedi caso 11, Hanneke, pag.37.
Sarebbe ingiusto concludere da
quanto riportato sopra che gli organismi responsabili non
riportino in modo serio la descrizione dei disturbi. In
realtà il problema ha due facce. In primo luogo, la maggior
parte dei casi di SPV non raggiunge la commissione di
controllo perché i dottori e i pediatri non hanno un
training adeguato per riconoscere la sindrome
post-vaccinica, e quindi ai genitori verrà detto che la
vaccinazione non ha nulla a che fare con la malattia del
loro figlio. In secondo luogo, la commissione stessa non
possiede i giusti mezzi per stabilire una relazione definita
con un vaccino laddove venga diagnosticata una sindrome
post-vaccinica; tutto ciò comporta per i genitori una grande
frustrazione per le insoddisfacenti risposte del medico di
turno che cominciano con la frase: "Mi sembra improbabile
che ....". L'unica possibilità per una vera conferma
scientifica sarebbe di stabilire una definita relazione in
un rapporto di causa-effetto, ciò che fino ad oggi non è
stato possibile.
Il metodo descritto in questo
libro offre un'eccellente possibilità per compensare questa
lacuna, con un vantaggio in più: quello di risolvere
l'incertezza dei genitori e allo stesso tempo offrire buone
prospettive di guarigione per il paziente.
Il dott. Jean Elminger nel suo
libro La médicine retrouvée (3) dichiara che:
- le vaccinazioni vengono effettuate troppo prematuramente;
- troppi vaccini vengono somministrati contemporaneamente;
- i vaccini vengono somministrati troppo frequentemente;
- vengono usati i vaccini coltivati su proteine animali, che
contengono anche additivi chimici che possono scatenare
allergie.
Appare chiaro che qualche forma
di azione preventiva potrà essere sviluppata verso queste
circostanze.
Punto 1.
Le vaccinazioni vengono
effettuate troppo prematuramente, nel senso che il neonato
sta ancora sviluppando il suo naturale sistema immunitario,
quello cellulare (generale), e con la vaccinazione sarà
forzato a una stimolazione verso l'immunità umorale. Ne
risulta un indebolimento del sistema immunitario nella sua
totalità.
E' interessante notare in questo
contesto che la morte in culla è stata praticamente
debellata in Giappone (1), che è un paese in cui il vaccino
anti-pertosse non viene somministrato prima dei due anni di
vita.
Punto 2.
Caso 15
Un buon esempio della pratica
dei troppi vaccini somministrati insieme ci viene fornito
dal caso di Marieke. La quarta inoculazione di DKPT e HIB
venne posticipata di un pò di tempo; la bimba ricevette
all'età di quindici mesi un'altra inoculazione di DKPT, HIB
e BMR. Furono somministrati tutti insieme, in totale otto
vaccini. La madre volle informarsi bene e mise in questione
se questa procedura fosse giusta e le venne risposto
affermativamente. Ebbe una reazione alle prime tre iniezioni
di DKPT e HIB con una febbre oltre 39°C e con crisi di
pianto inconsolabile - specialmente i primi giorni -. Il
nono giorno dopo questa inoculazione massiva ebbe una crisi
convulsiva con rantoli, respirazione ostruita e il lato
destro del suo corpo divenne completamente rigido. La febbre
salì fino alla temperatura di 41,2°C. Venne quindi
ospedalizzata e furono eseguiti test del sangue e una
puntura lombare; fu esclusa diagnosi di malattia infettiva.
Dopo due giorni sembrò aver recuperato completamente, ma in
terza giornata alle otto ebbe un grave attacco epilettico
che durò fino a sera. La bambina era irriconoscibile, il
linguaggio si limitava a "Hmmm, Hmmm,....".
Si dondolava continuamente avanti e indietro e non aveva più
un contatto oculare , nel senso che il suo sguardo era perso
nel vuoto. Era diventata una bambina invalida che aveva
bisogno di nuovo di essere imboccata per mangiare, non
poteva più camminare carponi né parlare. Aveva praticamente
smesso di crescere.
Marieke sembrava aver perso il
suo senso di equilibrio; nei movimenti oscillava con le
braccia e i genitori erano stati costretti già da due mesi a
un supporto di fisioterapia e di terapia del linguaggio.
Diceva soltanto "Mamma" e "Papà". In compenso i medicamenti
erano stati ridotti dopo tre mesi, perché gli attacchi
epilettici non si erano ripetuti.
La vedo per la prima volta a due
anni e mezzo; fino ad allora non era ancora stata
diagnosticata la SPV. Il pediatra di famiglia aveva spesso
chiesto alla madre se fosse convinta che la malattia della
figlia dipendesse dai vaccini, e la madre rispose che ne era
convinta al 99%. Ma anche in questo caso una prova
definitiva sul nesso causale venne solo con l'uso dei
vaccini potentizzati. Cominciammo perciò il trattamento con
molta cautela, utilizzando somministrazioni settimanali del
solo BMR in diluizione omeopatica. Non era per niente certo
che Marieke potesse guarire completamente dallo stato in cui
si trovava.
Il trattamento cominciò il 22
aprile e la rividi il 14 agosto, circa 4 mesi dopo. Aveva
ricevuto ciascuna potenza del BMR due volte, perché la sua
condizione si aggravava dopo ogni somministrazione. L'ultima
dose (XMK) l'aveva ricevuta tre settimane prima.
Marieke era già cambiata
enormemente. Fin dall' inizio del trattamento sviluppò
un'abbondante secrezione nasale ed entrò in una fase di
grande sensibilità emotiva che si manifestò con delle crisi
di pianto praticamente per qualsiasi cosa e con continui
momenti in cui si aggrappava alla madre, proprio come quando
era ricoverata in ospedale. Inoltre era in grado di sentirsi
nuovamente sicura con il papà e la mamma e poteva essere
lasciata in compagnia di gente che conosceva. Al telefono la
madre mi disse che la vedeva molto migliorata. La bambina è
più libera, è più sociale con le persone, è decisa in ciò
che vuole, essendo la sua coordinazione migliorata
notevolmente. Il suo grado di sopportazione non è più quello
di una neonata, e il suo controllo muscolare e il senso
dell'equilibrio avevano fatto progressi da gigante. Ora era
in grado di camminare nuovamente senza far oscillare le
braccia, non presentava più midriasi e la sua
ipersensibilità alla luce si era molto ridotta. La qualità
della digestione anche migliorò, non vi era più cibo
indigerito nelle feci e anche l'odore era diventato normale.
Migliorò anche la capacità di comunicare; cominciò ad usare
qualche nuova parola sebbene rispetto all'età ancora aveva
un ritardo di linguaggio. Parlando in generale si può dire
che la bambina era, rispetto alla sua età, indietro di circa
metà anno, il che significa che dopo soli quattro mesi di
terapia recuperò dal punto di vista psicomotorio e
caratteriale circa un anno e mezzo. Una visita con il medico
di base che aveva somministrato tutti i vaccini
contemporaneamente si rivelò molto deludente. Ella sostenne
di aver agito correttamente e disse che in futuro si sarebbe
comportata allo stesso modo. Decisi a quel punto di
eliminare i disturbi legati agli altri vaccini (DKPT e HIB)
dal momento che Marieke aveva molta più energia, ed
eventualmente di ripetere l'intera procedura se fosse stato
necessario. Penso che anche Marieke possa guarire
completamente dalla sua sindrome post-vaccinica. Questo
trattamento mi ha chiarito in modo definitivo che la causa
di un ritardo fisico e mentale può essere parte di una
sindrome post-vaccinica.
Per ragioni economiche da alcuni
anni sta aumentando la pratica di suggerire ai piccoli
pazienti vaccinazioni multiple allo stesso tempo, per
esempio BMR-D(K)PT o DKTP-HIB. Sei o sette diversi vaccini
tutti insieme fanno aumentare i rischi collaterali; dopo
tutto sembra del tutto impossibile contrarre sei o sette
malattie tutte allo stesso momento.
L'idea originaria era quella di
somministrare l'HIB separato dal DKPT, in quanto una
combinazione dei due avrebbe sovraccaricato il bambino.
Nella pratica però ci furono difficoltà organizzative in
merito e venne perciò deciso di somministrare il DKPT e l'
HIB insieme. Il risultato fu perciò che a bambini di tre
mesi venivano somministrate anche quindici vaccinazioni
nello spazio di due mesi. A quell'età il sistema immunitario
è ancora in via di sviluppo e quindi molto vulnerabile. A
quell'epoca di sviluppo tutte le difese passate al bambino
dalla madre stanno venendo meno perché il bambino inizia lo
sviluppo di una immunità propria. Non ci si deve sorprendere
che questi sperimenti grosse difficoltà in seguito alla
somministrazione di sostanze così pesanti per il suo
meccanismo difensivo, come i germi inoculati con i vaccini,
le proteine eterologhe, gli additivi chimici, tutti
introdotti in un breve lasso di tempo.
In questo modo il bambino è
forzato a concentrare le sue difese specifiche contro le
malattie somministrate artificialmente e non viene più
sollecitato lo sviluppo del suo meccanismo difensivo
generale; anzi appare piuttosto chiaro come da alcuni casi
che stiamo illustrando che questa immunità generale venga
seriamente compromessa.
La necessità di vaccinare così
da piccoli e così frequentemente in un periodo di
vulnerabilità immunitaria non è mai stata dimostrata.
Parlando in senso generale, due vaccinazioni D(K)PT e un
richiamo sei mesi dopo dovrebbe essere più che sufficiente
per i primi quattro anni di vita.
Punto 3.
Caso 16
Saskia a causa di una
ripetizione non necessaria di un vaccino anti-pertosse
sviluppò dopo ogni vaccinazione reazioni gravi. Ricevette la
prima inoculazioni di DKPT/HIB a tre mesi e dopo quattordici
giorni sviluppò la pertosse in seguito al contagio di un
amichetto già infetto. Il pediatra diagnosticò una pertosse
che durò quasi cinque mesi. Ma anche dopo la guarigione
continuava a non stare bene: raffreddori, influenze, diarrea
e ogni altro disturbo da contatto. Nonostante questa
evidenza e nonostante la richiesta diretta dei genitori
sulla necessità di non ripetere i richiami della pertosse
ricevette un'altra somministrazione di DKPT/HIB a otto mesi.
Sviluppò una febbre altissima e fu gravemente malata per due
giorni. Un mese dopo la terza dose di DKPT rimase ammalata
per una settimana con temperatura molto alta. Solo allora il
medico di base decise che in futuro avrebbe interrotto la
superflua inoculazione dell'anti-pertosse. Non manifestò più
reazioni ai successivi vaccini DTP/HIB, ma vi erano già
gravi segni di alterazioni del suo sviluppo. A quasi due
anni la bambina infatti ancora non parlava e poteva solo
mangiare cibo in pappe. La schiena e il collo erano tesi e
rigidi e si muoveva carponi deviando sempre da un lato.
Camminava con grandi difficoltà e doveva cercare di continuo
un supporto dove poggiarsi con la mano. Al momento attuale,
tre mesi dopo l'inizio del trattamento omeopatico, Saskia è
una bambina diversa. Ricevette DKPT/HIB 30K, 200K, MK, XMK e
Pertussinum 30K, 200K, MK, (non la XMK). Il miglioramento
cominciò lentamente, ma divenne sempre più chiaro che stava
guarendo. Definirei l'esito di questo trattamento quasi
spettacolare. Adesso può camminare normalmente, correre,
arrampicarsi sulle scale, camminare a marcia indietro e
camminare carponi simmetricamente.
Il suo linguaggio è molto soddisfacente e lo sviluppo
osteo-articolare molto incrementato. E' energica, meno
dipendente dalla mamma, non si fa più prendere dal panico se
non la vede. Ha bisogno di meno sonno, e non prende più
medicine. Un raffreddore con catarro verdastro poté essere
curato per la prima volta senza aggravamenti polmonari né
oppressione respiratoria, cosa che prima era del tutto
tipica. La madre riporta che vede la bambina molto contenta;
io personalmente lo considero un caso praticamente guarito
da gravi effetti collaterali di DKPT/HIB e pertosse.
Punto 4
La preparazione di vaccini più
sicuri senza proteine animali nè additivi chimici è un
argomento controverso. Una possibilità potrebbe essere
quella di preparare vaccini completamente sintetici. Il
primo vaccino completamente sintetico (contro la malaria),
costruito in Bolivia, è già in uso, ma su piccola scala.
Riassumendo vorrei tracciare le
seguenti linee guida a proposito delle vaccinazioni:
1. Completare il protocollo
delle vaccinazioni più tardi. Ritardare le vaccinazioni fino
al momento in cui il bambino ha sviluppato sufficientemente
l'immunità cellulare (generale).
A livello mondiale si osservano
notevoli variazioni per quanto riguarda l'età alla quale i
bambini ricevono la loro prima vaccinazione.
Un utile esempio è quello della vaccinazione in Giappone,
che non viene mai somministrata prima del compimento del
secondo anno di vita.
Uno studio comparativo potrebbe
essere sviluppato per esempio osservando in una particolare
regione bambini non vaccinati prima del decimo mese e
seguire il loro sviluppo comparandoli con un gruppo di
controllo di bimbi vaccinati a partire dal terzo mese.
2. Laddove è possibile,
somministrare i vaccini separatamente.
In primo luogo l'HIB andrebbe
somministrato da solo come negli Stati Uniti. Inoltre il
DKPT o il DTP non dovrebbero mai essere combinati con il BMR,
come ora accade con i bimbi di nove anni (Olanda). A bambini
vulnerabili che hanno già mostrato forti reazioni fin dalle
prime vaccinazioni dovrebbero consigliare l'uso del DTP
invece del DKTP. Una ricerca (6) illustra che il DKPT causa
disturbi più frequentemente del DTP.
3. Aumentare gli intervalli tra
le vaccinazioni: due mesi invece di un mese. Questo causa
sicuramente meno problemi al bambino ed è più efficace.
4. Ridurre il numero totale
delle vaccinazioni a tre, dalle quattro previste per il D(K)PT
e HIB (Olanda), le prime due con un intervallo di due mesi e
la terza dopo sei mesi, come già avviene per i bambini
provenienti da paesi stranieri.
5. Tenere un diario accurato
delle reazioni del bambino alle precedenti vaccinazioni
prima di continuare il protocollo di vaccinazioni stesse.
Urge una linea di condotta più cauta e rigorosa in merito.
6. Non sottoporre a vaccinazioni
fino a completa cura dei sintomi della SPV. I bambini con
una sospetta diagnosi di SPV hanno bisogno di un trattamento
e cura con vaccini potentizzati. Come conseguenza successive
vaccinazioni complete o parziali andranno abbandonate e
misure preventive con il vaccino alla 200K dovranno essere
considerate.
7. Una protezione sistematica
con vaccini potentizzati ad ogni ricorrenza di vaccinazione
andrà riconsiderata se uno studio adeguato produce
indicazioni chiare.
8. Specifiche istruzioni sulla
SPV a medici, infermieri, genitori.
CONCLUSIONI
Con l'uso dei vaccini
potentizzati abbiamo un'arma efficace per combattere la
sindrome post-vaccinica. E' quindi indispensabile che i
medici sappiano riconoscere questi disturbi con il loro
nome. Questo opuscolo ha lo scopo di aprire la strada a
questo riconoscimento. Stiamo infatti parlando di un
disturbo che fino ad oggi non è quasi mai stato praticamente
diagnosticato. Ciononostante una diagnosi corretta può
portare ad una terapia semplice. E' quindi per questa
ragione che i genitori stessi dovrebbero descrivere al
medico o alla unità sanitaria locale le reazioni dei loro
bambini. L'accuratezza delle loro osservazioni può
significare una terapia efficace.
Il mio trattamento della SPV con
vaccini potentizzati conferma o smentisce la diagnosi. Se un
medico crede di avere un caso di SPV, potrà dimostrare
l'esattezza della sua diagnosi con il vaccino potentizzato.
Se la sua diagnosi è corretta i disturbi scompariranno o
miglioreranno con la terapia. Laddove non vi sarà
miglioramento sarà necessario scoprire se vi è stata per
caso una più recente possibilità etiologica per la malattia
o per il suo aggravamento. Il disturbo più recente dovrà
sempre essere trattato per primo. Se per esempio un certo
disturbo è comparso dopo il quarto DKPT ma il bambino ha
ricevuto nel frattempo il vaccino BMR, è consigliabile e
necessario eliminare l'alterazione dovuta al BMR prima del
disturbo da DKTP. Se questo atteggiamento non porta a
guarigione, si deve cominciare a sospettare una diagnosi
diversa.
CASI CLINICI SUPPLEMENTARI E
ULTERIORI OSSERVAZIONI SULLA SINDROME POST-VACCINICA
Principi generali
Caso 2.
Peter, di dieci mesi, a seguito
della prima inoculazione di DKPT cominciò a soffrire di una
sintomatologia grippale e di feci di consistenza dura quasi
come sassi, che lo faceva svegliare dal sonno e urlare per
ore. La madre è una figlia DES (*), soffre di morbo di Crohn
(*), e prese la Salazopirina (*) durante e dopo la
gravidanza, e perciò non poté allattare il bambino. Peter
soffrì di evacuazioni molto dure dalla sesta settimana, ed
ebbe sempre bisogno di due giorni per espellere le feci.
Diventava rosso con una traspirazione generalizzata, con
crisi di rabbia, calci e urla. Dopo il primo DKTB/HIB
manifestò una febbre di un giorno e una coscia si gonfiò
"come una salsiccia". Urlò incessantemente per cinque ore.
Dopo la seconda inoculazione di DKTP/HIB di nuovo manifestò
febbre con gonfiore e rossore ad un arto. Si osservarono
anche disordini di crescita. Il terzo richiamo del vaccino
fu inoculato nel braccio e si sviluppò ancora una febbre e
il gonfiore all'arto stesso.
Vaccini potentizzati vennero
somministrati: DKTP/HIB 30K, 200K, MK, e XMK, in 4 giorni
consecutivi; dopo la MK Peter pianse tutto il giorno e
subito dopo cominciò a guarire. Dopo due settimane
ricominciarono i suoi vecchi disturbi. DKTP/HIB 30K e 200K
vennero allora ripetuti con successo. La madre parlò di un
miracolo, vide il bambino più contento senza crisi di
pianto, e la curva del peso aveva ricominciato a salire.
Rimanevano ancora le feci dure, e c'era da aspettarselo
poiché questo era un sintomo precedente alle vaccinazioni.
Considerai due possibilità: una
possibile predisposizione a disturbi intestinali o
manifestazioni intestinali legate a una fase intrauterina
come risultato dell'uso della Salazopirina durante la
gravidanza. Prescrissi, ritenendo più probabile la seconda
ipotesi, Salazopirina 30K una volta a settimana. Dopo due
mesi la stitichezza era completamente guarita.
Caso 3.
Henri è un bimbo che dai sei
mesi ha un carattere molto brontolone. All'inizio la madre
non fece alcuna associazione con la varicella che il bambino
aveva avuto, perché era guarita senza alcuna complicazione.
Dopo un'accurata anamnesi apparve del tutto chiaro il
rapporto con quell'esantema. Ho perciò prescritto
Varicellinum 200K. Una grossa eruzione, come una macchia,
comparve sul suo torace e dopo di ciò il bambino guarì
completamente.
La "sindrome della giungla"
(Jungle Syndrome)
Caso 5.
Johan si arruolò nei marines
nell'agosto '93 e ricevette l'iniezione di Mantoux (*) il 13
agosto, poi il 20 agosto il DPT e l'anti-tifica, e il 16
settembre una vaccinazione supplementare anti-tifoidea. Come
lui stesso descrisse, si sentì decadere nel suo stato di
salute, era stanchissimo, con serie difficoltà alla
concentrazione, grave perdita di memoria, e una distorsione
al ginocchio sinistro.
Dolori addominali specialmente la notte, con dolori
brucianti allo stomaco e palpitazioni cardiache. Dopo tre
mesi venne congedato. Tornò al suo impiego precedente, ma
poteva lavorare a orari estremamente ridotti; per un anno e
mezzo il suo stipendio era talmente misero, che nell'estate
del '95 cominciò a prendere il sussidio statale. Un
reumatologo consultato lo dichiarò "in perfetta salute".
Fu a questo punto che cominciò a cercare terapie alternative
e finì nel mio ambulatorio. Mi disse che si sentiva
raffreddato tutto il giorno, sudava abbondantemente, doveva
bere molto e urinanava molto frequentemente. La notte la
trascorreva male e si sentiva esausto. Era troppo debole
persino per guidare il suo motorino. Aveva crampi allo
stomaco e si ammalava dopo aver bevuto un pò di birra.
I suoi problemi erano certamente dovuti ad una delle
vaccinazioni; ogni altra spiegazione mi sembrava poco
convincente. Venne trattato con Tifo 30K fino alla XMK per
quattro giorni consecutivi senza alcun successo. Tre
settimane dopo con DTP 30K fino alla XMK, anche in questo
caso senza successo. Nulla accadde a seguito di successive
ripetizioni di questi due farmaci. Rimaneva ancora il
Mantoux. A seguito della serie Mantoux potentizzata,
cominciò a sentirsi subito meglio e di nuovo in grado di
lavorare per l'intera giornata. Nonostante il miglioramento
soggettivo avvenne rapidamente si sentiva ancora lontano
dalla sua forma ottimale.
La serie Mantoux fu ripetuta numerose volte, ogni volta con
un intervallo di tre settimane. La guarigione è ora totale.
E che cosa dobbiamo pensare dei
casi sparsi in tutto il mondo di bambini cui viene
somministrato il BCG (*), sicuramente molto più forte del
Mantoux, nei primissimi giorni di vita! Nei Paesi Basi il
BCG non è mai somministrato a bambini. Nonostante ciò
l'incidenza di tubercolosi in Olanda è la più bassa del
mondo.
Volevo chiarire con questo caso
che la metodologia dei vaccini potentizzati potrebbe offrire
delle buone prospettive di cura per tutti quei militari
affetti da "sindrome della giungla". Non sarebbe realistico
concludere dal caso precedente che l'iniezione di Mantoux
possa essere la sola responsabile di questa sindrome. In
ogni singolo caso il paziente va esaminato individualmente
per scoprire il vaccino o la medicina responsabile dei suoi
disturbi (il Lariam (*) potrebbe essere un'altra causa di
simili sintomatologie).
La sindrome post-vaccinica acuta
Caso 6.
Ragma aveva un anno di vita,
quando nelle prime ore del mattino del 4 maggio 1992 suo
padre molto preoccupato mi telefona dicendo che sua figlia è
seriamente malata. Entrambi i genitori della bimba sono
medici omeopatici di base e conoscono i rischi delle
vaccinazioni. Avevano infatti deciso di distanziare il più
possibile le inoculazioni dei vaccini, per evitarne i
rischi. Si erano però trovati nella circostanza di dover
affrontare un lungo viaggio, così decisero di sottoporre a
vaccinazione DTP la bambina, all'età di tredici mesi. Fino
ad allora la bambina era stata in perfetta salute. Aveva
soltanto avuto qualche accesso di tosse scomparso
spontaneamente. Il giorno dopo l'inoculazione DTP la bambina
divenne estremamente indifferente, e dopo una settimana
cominciarono tosse e vomito con temperatura di 38-39 °C. Era
completamente inappetente e rifiutava qualsiasi cibo solido
o liquido oltre la sua poppata giornaliera. Si svegliava
frequentemente, riuscendo a riaddormentarsi del tutto solo
verso le cinque della mattina. Specialmente la notte aveva
frequenti accessi di pianto. I genitori provarono senza
successo Thuja MCH. Le sue condizioni si aggravarono e
cinque giorni dopo si scoprì che la bimba aveva un chiaro
infiltrato (*) nel lobo inferiore del polmone sinistro.
La febbre era a 39,5°C, non mangiava e non beveva e aveva
attacchi di vomito a seguito delle crisi di tosse. I
genitori erano preoccupati sulla possibile disidratazione e
temettero di doverla ospedalizzare. Il medico di famiglia
prescrisse d'urgenza un ciclo di antibiotici.
Fu in quel momento che il padre mi telefonò ed io suggerii
un'immediata somministrazione, ogni ora, di un cucchiaino di
una soluzione DTP 200K. Riuscii a visitare la bambina nel
tardo pomeriggio della stessa giornata. Le condizioni della
bambina erano gravi. Erano chiaramente udibili crepitii (*)
nella bassa zona del polmone sinistro. Decidemmo di
continuare il trattamento e di posporre ulteriori decisioni
al mattino seguente. Il mattino dopo ricevetti una
telefonata entusiastica dei genitori. Ragma aveva dormito
meglio, la febbre era a 37,9°C, aveva tossito molto meno, il
vomito era cessato ed era molto più attiva. Il trattamento
(un sorso di DTP 200K ogni ora) fu continuato.
Il mattino dopo Ragma era
completamente sfebbrata, l'appetito era tornato normale,
aveva chiesto numerose volte di bere, anche il colorito del
viso era tornato normale. Smettemmo la medicina ed il
polmone guarì senza problemi.
Ho utilizzato il caso di Ragma
perché mi ha permesso di sperimentare da allora in poi il
trattamento di disturbi post-vaccinici con vaccini
potentizzati ed ha rafforzato la mia fede nell'efficacia di
questo metodo. Gli antibiotici avrebbero in un caso del
genere lavorato troppo lentamente per prevenire il
riassorbimento dei fluidi al polmone e l'ospedalizzazione,
mentre il DTP 200K non solo curò con grande efficacia la
sindrome post-vaccinica, ma ripristinò anche il meccanismo
di difesa generale.
Trattamento della sindrome
post-vaccinica a lungo termine
Caso 7.
Si tratta di una donna di 38
anni, la madre del piccolo Ralf (caso 13.). Nel 1983,
all'età di 28 anni, per un viaggio in Indonesia le
somministrarono due inoculazioni di vaccino anti-colera, DTP
e anti-tifico, e una gammaglobulina. Da allora cominciò a
sentirsi stanca, i capelli avevano perso la lucentezza, la
memoria cominciò ad essere molto debole e si sentiva di
umore molto lunatico. Mostrava una seria difficoltà di
concentrazione e un continuo disagio, con la paura che non
sarebbe riuscita a fare le cose per tempo. La sua energia
sessuale era completamente scomparsa. Soffriva di costanti
dolori muscolari; cominciò a mangiare compulsivamente,
aumentando di parecchi chili in breve tempo. Durante tutto
questo periodo l'intestino manifestò diarrea. Non riusciva
ad evitare il benché minimo raffreddore; specialmente se i
suoi figli ne prendevano uno, lei lo prendeva a sua volta.
Nel 1993, dieci anni dopo l' Indonesia, nacque suo figlio
Ralf con un parto cesareo, a causa del quale venne
anestetizzata.
Dopo questo episodio ebbe due aborti e subì un'altra
anestesia generale per un curettage; a seguito di questi
trattamenti manifestò un'ulteriore declino della memoria e
della concentrazione. Le prescrissi una serie di Nux vomica,
dalla 30K fino alla XMK per ripulirla dagli effetti
collaterali degli anestetici. Migliorò nettamente, aumentò
la sua energia generale e scomparvero i suoi mal di testa.
Ora era in grado di esporsi al sole senza nessun
rigonfiamento alle vene, e senza manifestare cefalea, Si
sentiva anche meno lunatica, ma la memoria e la
concentrazione erano molto fiacche. La ripetizione della
serie Nux vomica non la fece migliorare ulteriormente.
Il passo successivo che feci,
iniziato nel giugno del 1995 e ancora non completato
(settembre 1996), fu di ridurre gli effetti nocivi dei
vaccini. Una cura del genere è un processo graduale che
presenta talvolta seri aggravamenti e ritorno indietro dei
sintomi. Scoprii che il vaccino anti-tifico era il diretto
responsabile dei suoi disturbi. La paziente infatti reagisce
ancora con forza al vaccino tifoideo potentizzato, mostrando
però ad ogni trattamento un miglioramento progressivo. La
memoria è già nettamente migliorata, il suo aspetto generale
è chiaramente più energico. Dice:"Mi è tornata la volontà e
mi sento diversa. Se guardo indietro al periodo precedente
al suo trattamento me lo ricordo come se tutto era velato e
buio, come se avessi vissuto avvolta da una coperta;
qualunque cosa facessi era routine. Ora la nebbia si è
diradata. La concentrazione è ritornata; posso di nuovo
leggere libri e ho voglia di studiare. Mi ricordo meglio le
cose. Mi sento come se mi stessi rifacendo di dieci anni
perduti. Mi sento bene quando mi sveglio al mattino e non
più affaticata come mi è successo per tutti questi anni".
Caso 8.
E' il caso di un collega che
trattò una ragazza di diciassette anni per una forma di
orticaria (*) al viso. Aveva già girato l'intero paese
cercando sollievo da diversi medici, ma invano. Quando il
collega le chiese da quanto tempo era comparso l'eczema la
madre riferì che era iniziato tre mesi dopo la prima
iniezione di DKTP, cioè diciassette anni prima. Fu
somministrata una serie di DKTP 30K, 200K, MK, XMK in
quattro giorni e il rush scomparve come neve al sole in due
settimane e al momento di questo scritto (sono trascorsi
nove mesi) non è più ritornato.
Indebolimento dell'immunita'
generale.
Caso 10.
Patrick mi ha consultato per la
prima volta a nove mesi. Presenta un costante raffreddore
con muco verdastro. Fin dalla nascita aveva sofferto di
problemi respiratori, ma ora i disturbi si erano aggravati e
si era aggiunta questa emissione mucosa. La madre interruppe
l'allattamento dopo quattro mesi e mezzo. In quel periodo il
bambino soffrì anche di eczema ai gomiti e dietro ai
ginocchi, e per questo fu trattato con una pomata al
cortisone (*). Ebbe tutte le vaccinazioni previste dalla
legge, al terzo, quarto e quinto mese. Circa dieci mesi dopo
la DKPT/HIB ebbe una bronchite con accessi di tosse, che fu
trattata con un ciclo di antibiotici dal medico di famiglia.
Da allora cominciò la produzione di questo espettorato. Con
il secondo ciclo di DKTP/HIB sviluppò un forte raffreddore.
Solo il terzo vaccino venne somministrato separatamente,
cioè prima il DKTP e quattordici giorni dopo l'HIB, e in
effetti senza reazioni collaterali.
Nella primavera successiva ebbe
una congiuntivite con produzione di pus verde all'occhio di
destra e durante la prima visita scoprì anche una otite
media sinistra. Aveva fatto tre cicli di penicillina e ad
ogni ciclo sviluppava un rush cutaneo. Al momento della
visita prendeva due Becotide (*) tre volte al giorno. Sudava
copiosamente. Ho cominciato il trattamento con una serie di
HIB, cui seguì una settimana dopo una serie di DKTP, e di
nuovo dopo due settimane una serie di DKTP/HIB. Quando lo
rividi cinque settimane dopo non notai alcun miglioramento;
dell'ultima serie aveva preso solo la dose 30K e aveva
manifestato un'infezione all'orecchio con febbre a 40.6°C,
che fu trattata con penicillina dal medico di famiglia. Ebbi
l'impressione che queste iniezioni potessero di nuovo
spiegare questi suoi disturbi, come se apparentemente un
disturbo ne mascherasse un altro. L'omepatia sa che
disordini multipli debbono essere trattati nella sequenza
corretta, cioè nell'ordine inverso a quello di comparsa. Mi
sembrava cioè che gli antibiotici fossero responsabili della
comparsa dei suoi problemi al punto da prevenire del tutto i
benefici della terapia prescritta. Somministrai perciò in
serie Penicillinum 30K, 200K, MK, XMK. Dopo la MK sviluppò
un espettorato color ambra e una febbre secca. La
somministrazione della XMK fece scomparire completamente
questo espettorato. Dopo due settimane, prese la serie DKTP/HIB,
e da quel momento in poi cominciò a migliorare. Un mese dopo
era completamente guarito: i raffreddori scomparvero e così
pure l'espettorato.
Caso 11.
Un altro caso che dimostra la
riduzione dell'immunità naturale è quello di Hanneke. Mi fu
portata per la prima volta a sette mesi.
A cinque mesi aveva sofferto del primo raffreddore, cui fece
seguito un'otite destra e una bronchite, per la quale fu
trattata con antibiotici. Nel giro di una settimana l'otite
si manifestò anche all'altro orecchio e siccome la bronchite
non era stata curata del tutto le venne somministrato un
secondo ciclo di antibiotici. Da allora il suo respiro era
diventato rumoroso a causa della presenza di muco nei
polmoni. Mi venne detto che tutto era sembrato cominciare
dopo la terza inoculazione di DKTP. Prescrissi perciò una
serie di DKTP/HIB 30K, 200K, MK, XMK, per quattro giorni
consecutivi. Da allora le otiti e le bronchiti sono
praticamente scomparse, mentre i raffreddori sono rimasti.
Cominciò anche a sedere, e gattonò in breve tempo. Questo mi
fece scoprire meglio il fatto che il suo sviluppo in realtà
era stato leggermente ritardato fino ad allora. Vi era
ancora un pò di muco nell'orecchio di destra. Venne eseguito
un esame audiometrico e si scoprì che la bambina
praticamente non sentiva più dall'orecchio di sinistra e
aveva una sensibile riduzione all'orecchio destro. Soffriva
di dolori ai denti che la facevano piangere durante la
notte. Aveva spesso un'aspetto stravolto. Alla fine di
febbraio somministrai la serie DKTP/HIB, 30K, 200K, MK, XMK,
dato che i sintomi della sindrome post-vaccinica erano
ancora presenti. A seguito di questo trattamento i
raffreddori scomparvero. Il suo udito divenne perfetto, il
carattere di nuovo allegro. Hanneke è nuovamente in salute
perché la sua immunità venne così completamente ristorata.
Caso 12.
Finalmente il caso di Ellen.
L'ho vista per la prima volta a metà febbraio, all'età di
undici mesi. Soffriva costantemente di raffreddori fin dalla
nascita. Durante le prime settimane di vita piangeva
costantemente durante la notte, probabilmente come risultato
di crampi allo stomaco. A cinque mesi ebbe una grave diarrea
fluida, a getto, per due settimane. A otto mesi fu
disturbata per la prima volta da un'infiammazione
suppurativa dell'orecchio medio, con una temperatura
superiore a 40°C. Furono somministrati per la prima volta
antibiotici. Dopo questo episodio ebbe altri quattro
attacchi di otite media; l'ultimo si accompagnò a vomito,
diarrea acquosa e a una temperatura tra 37.5°C e 38.6°C. Per
il resto si trattava di una bambina vivace, intelligente,
ben sviluppata, in grado di mangiare e dormire senza
difficoltà. Quando stava poco bene manifestava un odore
amaro sulla pelle. Ricevette tre somministrazioni di DKTP,
senza reazioni apparenti. Nell'anamnesi familiare
prevalevano dalla parte materna infiammazioni dell'orecchio
medio e disturbi digestivi. Cominciò un trattamento
omeopatico classico senza successo. Il 15 aprile le venne
somministrata la quarta inoculazione di DKTP e due settimane
dopo ebbe di nuovo un raffreddore, molto catarro, muco
purulento dagli occhi, netta diminuzione dell'appetito,
pianti notturni e di nuovo un'otite media. La vidi di nuovo
all'inizio di giugno, presentava scolo catarrale da entrambi
gli orecchi, molto muco nasale e negli occhi; mi fu chiaro
che si trattava di una SPV. Prescrissi DKTP, 30K, 200K, MK,
XMK, per quattro giorni consecutivi. Il 20 giugno la madre
mi telefonò per dirmi che la bambina "non era mai stata così
bene". Tutti i sintomi erano terminati e anche gli amici
della famiglia rimasero sorpresi del totale stato di salute
della bambina. Fino ad ora non vi è stata alcuna
regressione.
Asma, bronchite asmatica,
bronchite cronica, polmonite.
Questi sono disturbi
relativamente comuni.
Il netto incremento nella
popolazione infantile di questo genere di malattie potrebbe
essere molto ben correlato ai moltissimi vaccini
somministrati fin dalla più tenera età. Infatti è in
costante crescita il numero di bambini che presentano
continui raffreddori e otiti, infezioni delle vie
respiratorie e tonsilliti. Credo fortemente che
l'inquinamento atmosferico e la trasmissione infettiva di
tipo scolastico o al nido di infanzia è assai meno
responsabile di queste malattie di quanto non sia
comunemente accettato.
Un bambino dovrebbe essere in grado di rispondere con le sue
difese naturali. Occasionali raffreddori - senza
complicazioni - sono perfettamente naturali. Purtroppo un
numero crescente di bambini è costretto a fare i conti con
infezioni ricorrenti ormai croniche, trattate in
continuazione con cicli di antibiotici.
Caso 17 (extra)
Frances illustra quanto detto
sopra. All'età di circa 2 anni sviluppò dei problemi
respiratori. Una settimana dopo la seconda inoculazione di
DKPT cominciarono a manifestarsi crisi di dispnea ogni volta
che prendeva un banale raffreddore. Somministrai quindi DKPT
30K, 200K, MK, XMK per quattro giorni consecutivi. A seguito
della dose XMK cominciò un sintomo di pianto notturno
andando a dormire, qualcosa di cui non aveva mai sofferto
prima. Sviluppò inoltre dei gravi sintomi di panico. Quattro
giorni dopo la XMK manifestò un raffreddore con debolezza
nelle gambe e cominciò a piagnucolare. Perciò le
somministrai la dose DKPT 200K in soluzione. Aveva ancora un
pò di respiro ansimante ma nettamente meno del solito.
Cominciò a migliorare lentamente. Durante il successivo
attacco di raffreddore manifestò sintomi di tosse ma senza
più ostruzione nasale. L'ultimo episodio di raffreddamento
risultò scevro da qualunque complicazione. Al momento
attuale Frances è completamente guarita e la sua dispnea non
è più tornata.
Caso 18 (extra)
Un altro esempio è quello di
Walter, un paziente che vidi al mio ambulatorio per la prima
volta a quattordici mesi. Sviluppò un quadro di polmonite a
tre mesi, trattato con penicillina, ma continuava a tossire.
Per un anno fece una terapia a base di 2,5 ml di Deptoprine*
3 volte al giorno, ma gli attacchi di tosse continuavano
giorno e notte. Sospettai la SPV, ma la madre mi assicurò
che la polmonite comparve prima dell'inoculazione del
vaccino DKTP. Praticamente non mostrò alcuna reazione alla
DKTP e alla HIB. Prescrissi un rimedio omeopatico basato sui
suoi sintomi senza alcun successo. Due settimane dopo la
madre mi informò per telefono di aver scoperto sulla tessera
sanitaria del bambino che la polmonite era comparsa quattro
giorni dopo la prima inoculazione del vaccino DKPT. Ho
prescritto immediatamente DKPT 30K, 200K, MK, XMK, per
quattro giorni consecutivi, e una settimana dopo la tosse
era scomparsa ed il Deptoprine venne rapidamente ridotto.
Caso 19 (extra)
Joop aveva un anno e mezzo e
aveva ricevuto la somministrazione combinata dei vaccini
anti-orecchioni, anti-morbillo e anti-rosolia a quattordici
mesi. Dopo una settimana prese un raffreddore che si
complicò con un respiro molto rumoroso. La vaccinazione DKPT
non gli aveva causato alcuna reazione. Fu perciò
somministrata una terapia a basa di Penicillina, ma un mese
dopo ebbe di nuovo un raffreddore con difficoltà
respiratorie. Ho perciò somministrato MMR. Migliorò molto ma
non completamente. Feci quindi seguire BMK 30K, 200K, MK,
XMK, che lo curò completamente e la sua patologia non tornò
più.
Disturbi dermatologici (Eczema)
Come segno di squilibri interni
causati da vaccinazioni, si osservano frequentemente
problemi cutanei. Con un trattamento a base di vaccini
potentizzati, anche dopo anni, questi disturbi scompaiono
completamente, come il caso della ragazza diciassettenne
curata dalla sua orticaria faciale con la serie DKPT in
diluizioni omeopatiche (vedi caso 8, pag.36).
Caso 20 (extra)
Frits aveva 5 mesi quando fu
portato per la prima volta al mio ambulatorio. Da sei
settimane aveva sviluppato un "eczema costituzionale" che
cominciò sulla guancia destra e rapidamente ricoprì tutto il
corpo. Si scoprì che il bambino era ipersensibile alla
frutta e alle proteine del latte di mucca. Esattamente un
mese prima dell'inizio dell'eczema ricevette la prima
iniezione del vaccino DKPT e la seconda inoculazione appena
due giorni prima dell'incontro nel mio ambulatorio.
Prescrissi DKPT 30K, 200K, MK, XMK, e a seguito della dose
MK sviluppò una febbre per cui decisi di posporre la dose
MK. L'eczema si ridusse rapidamente.
Dopo due settimane ricevette la dose XMK cui fece seguito la
completa scomparsa dell'eczema. Un mese più tardi l'intera
serie venne ripetuta a causa di un lieve ritorno dei sintomi
e dopo di ciò l'eczema fu completamente curato.
Caso 21 (extra)
Berth aveva otto mesi. Dalla
prima inoculazione di DKTP/HIB sviluppò un eczema ai gomiti,
sulla schiena, le gambe e le spalle.
Tra la seconda e la terza vaccinazione contrasse la
varicella. Dopo la terza DKTP/HIB l'eczema aumentò molto,
diventando inoltre molto umido e pruriginoso. A seguito
della prima inoculazione cominciò a soffrire di raffreddori
cronici e il suo respiro divenne " ruvido " ( così lo
descrisse la madre ). Ebbe anche due episodi di catarro con
pus negli occhi. La diagnosi del pediatra fu di eczema
costituzionale, e il suo suggerimento fu di utilizzare una
pomata a base di ormoni. Berth era stato fino ad allora un
bambino in salute. Cominciai il trattamento con DKTP/HIB
30K, 200K, MK, XMK per quattro giorni consecutivi. L'eczema
di Berth, specialmente alla schiena, peggiorò già dopo la
dose 30K, sviluppando anche una febbre alta. La temperatura
scese spontaneamente dopo un giorno; le potenze più alte
vennero rimandate e venne piuttosto ripetuta la
somministrazione della dose 30K il giorno dopo. Visto che
l'eczema non si aggravava più, seguendo il normale schema
terapeutico, vennero a questo punto somministrate le dosi
più alte.
Dopo due settimane fu somministrata una serie di dosi di
Varicellinum per correggere un eventuale sbilanciamento
energetico risultante dalla varicella. Questa serie di dosi
non fu stavolta accompagnata da aggravamenti di sorta. A
distanza di circa cinque settimane dall'inizio del
trattamento l'eczema cominciò a migliorare rapidamente e
dopo due settimane il bambino era completamente guarito.
I suoi bronchi erano nuovamente in grado di espandersi e
terminarono del tutto anche i continui raffreddori. Il
bambino non mostrava più segni di iperattività e il suo
malumore scomparve; i capelli e le unghie cominciaromo a
crescere di nuovo in modo regolare ( e notevolmente meglio
di prima della cura ). Aveva però ancora il problema del pus
negli occhi ogni mattina. Venne perciò ripetuta la serie
DKTP/HIB due mesi dopo l'inizio del primo trattamento. Si
pensò che se anche questo disturbo fosse legato alle
vaccinazioni sarebbe dovuto scomparire durante il
trattamento omeopatico. Andò proprio in questo modo e sei
settimane più tardi Berth tornò a essere un bambino in
perfetta salute.
Caso 22 ( extra )
Il caso di Joep è un'ulteriore
dimostrazione di questo trattamento. Mi venne portato la
prima volta a due anni e mezzo.
Un rash cutaneo estremamente pruriginoso gli causava grande
agitazione, specialmente la notte. Si svegliava ogni notte
tra le dieci e mezza e le undici perché si grattava durante
il sonno e a quel punto l'eczema diventava rosso e il
bambino cominciava a piangere. Durante il corso della notte
questo succedeva un'altra volta o due e l'unica cosa che lo
calmava un pò era bere qualcosa.
Il disturbo cominciò ad appena un mese di vita con delle
zone di rigonfiamento molto arrossate su tutto il corpo. Il
medico di base prescrisse una pomata al cortisone senza
successo. Dopo la prima somministrazione di DKTP, e per tre
mesi consecutivi, il rash si espanse molto e si manifestò
sotto forma di chiazze rosse. Inoltre si aggravò
l'irritazione e il piccolo cominciò a grattarsi fino a
sanguinare. All'età di un anno i genitori andarono da un
medico omeopatico ma tutti i rimedi somministrati non
facevano che aggravare senza portare giovamento. A questo
punto fu anche consultato un dietologo senza alcun
beneficio.
Joep fu vaccinato nei periodi "
classici ", ma non ebbe particolari reazioni salvo un pò di
aggravamento dei suoi problemi dermatologici. In questo caso
mi sembrò opportuno seguire una soluzione per tappe,
cominciando a eliminare i disturbi direttamente causati
dalle vaccinazioni; se i vaccini avessero continuato a
interferire, qualunque approccio terapeutico avrebbe
soltanto aggravato il caso, prevenendo ulteriori
miglioramenti successivi. Penso che questo spieghi cosa
successe durante il trattamento omeopatico tradizionale con
il primo medico quando Joep aveva un anno di vita. Fu
iniziato un trattamento con MMR 30K, 200K, MK e XMK per
quattro giorni consecutivi; fin dal primo giorno divenne più
calmo e dormì più tranquillo, visto che erano diminuiti il
prurito e il rash. Smise anche di piangere durante il
risveglio notturno e non chiese più nulla da bere. La sete
notturna cominciò dopo la vaccinazione MMR. Dopo altre due
settimane fu somministrata la serie DPT + Polio a seguito
della quale il piccolo si calmò ulteriormente mentre
l'eczema continuava a diminuire. Ho visto Joep quattro
settimane dopo la prima consultazione e sto continuando il
trattamento con un rimedio di base che dovrebbe ridurre
definitivamente la sua predisposizione all'eczema.
Irregolarita' nello sviluppo del
bambino
C troviamo spesso di fronte a bambini in cui lo sviluppo
fisico, mentale ed emotivo improvvisamente diventa
ritardato. La curva del peso comincia ad appiattirsi e viene
sconvolto l'intero sviluppo del bambino. Spesso né i
genitori, né il medico riescono a capire ciò che non va.
Vengono spesso somministrate terapie di stimolazione, con
reazioni in genere solo molto parziali. Ciò che non va nel
piccolo è che il suo sviluppo è instabile.
Caso 23 ( extra )
Lieke è una bambina di questo
tipo. Ha quasi due anni. A circa tre mesi di vita
cominciarono a manifestarsi i primi segni dell'eczema sul
petto che ora si è esteso ai gomiti, gambe e guance. Sbava
in continuazione e ha gli occhi infiammati, con secrezione
di pus verdastro. Produce inoltre di continuo muco verde. In
parole povere, un chiaro caso di deboli difese immunitarie.
Il suo corpo è molto teso e non ha ancora iniziato a
camminare. Ha solo cominciato a gattonare alcuni mesi fa.
Sta svolgendo anche delle sedute settimanali di psicoterapia
ormai da quasi un anno, ma piange incessantemente e lo
psicoterapeuta non sa più cosa fare.
Come se non bastasse ha problemi con l'intestino: deve
sforzarsi molto sebbene le feci siano piuttosto soffici. Sta
ancora seguendo un'alimentazione semi-solida e rigurgita
ogni volta che nel cibo trova pezzi più grandi. Il suo
sviluppo linguistico è gravemente ritardato. E' stata
vaccinata nei tempi standard ed ha avuto un giorno di febbre
dopo ogni inoculazione di DKTP/HIB e MMR.
Tutto punta il dito per una diagnosi di SPV: l'eczema
iniziale a tre mesi, gli occhi infiammati con il muco
verdastro dai tre ai cinque mesi, le deboli difese organiche
e l'atrofia nello sviluppo, sia mentale che motorio. Sebbene
il suo disturbo sembri chiaramente riferito alle serie di
DKTP/HIB, è molto opportuno in casi del genere cominciare ad
eliminare l'influenza perturbatrice della vaccinazione MMR.
Qui una sorta di effetto cumulativo potrebbe essere presente
e questo strato deve essere trattato per primo, altrimenti
la MMR potrebbe agire da fattore ostruttivo alla cura.
Perciò furono somministrate a Lieke dosi di MMR 30K, 200K,
MK, XMK in quattro giorni consecutivi, a risultato dei quali
la piccola sembrò da subito più contenta e sviluppò un forte
raffreddore con abbondante secrezione acquosa ( per la prima
volta un pò di pulizia ! ). Due settimane dopo si continuò
la terapia con la serie DKTP/HIB 30K, 200K, MK, XMK sempre
nell'arco di quattro giorni. La bambina cominciò a bere di
più e si cominciò a notare un lento ma chiaro miglioramento
della sua salute. Quando la rividi, dopo sei settimane, era
completamente cambiata. Era diventata più contenta, non
aveva più crisi di pianto notturno, era più attiva e giocava
volentieri. Ora può rimanere impegnata completamente in una
cosa per almeno mezz'ora, laddove prima passava
continuamente da una cosa all'altra cercando di coinvolgere
costantemente la madre. Si presenta molto meno tesa e la
psicoterapeuta nel corso dell'ultima visita rimase stupita,
dicendo: " Proprio quello che avresti dovuto fare un anno
fa! ".
La sua attività muscolare ha fatto considerevoli progressi:
resta in piedi per lunghi periodi, spinge la carrozzina,
cammina mano nella mano con un adulto, gattona e ha
cominciato ad arrampicarsi. Sua madre conferma che ha
recuperato l'anno perduto. E' curiosa, attiva e
intraprendente. Si lamenta assai meno di non essere in grado
di fare ciò che vuole. E' contenta dei suoi giochi e non se
li lascia più prendere dal fratello. I suoi disturbi fisici
sono in larga misura scomparsi e dopo una ripetuta serie di
DKTP/HIB potentizzate il trattamento venne terminato con
successo.
Caso 24 ( extra )
Tim è un altro caso da prendere
in considerazione.
Una mattina di aprile sua madre
mi telefonò perché il figlio, di circa 10 mesi, aveva un
attacco di febbre a 40°. Apparentemente soffriva di un lieve
stato febbrile fin dalla prima inoculazione di DKTP nel
gennaio scorso. Le prime due iniezioni di DKTP non gli
avevano causato problemi. Ma dopo la terza vi fu una chiara
graduale diminuzione del suo sviluppo. Era avvilito e
inattivo ed era cresciuto a stento negli ultimi tre mesi.
Anche i capelli e le unghie mostravano evidenti problemi di
crescita. Aveva desiderio di dormire più frequentemente del
solito e non aveva voglia di fare nulla. Un bambino un tempo
felice era ora in uno stato penoso.
A gennaio era già in grado di sedersi, ma ora cadeva in
continuazione. Suggerii alla madre di fargli assumere DKTP
200K sciolto in acqua. Il giorno dopo la febbre era un pò
scesa e la medicina venne continuata per un altro giorno.
Quando rividi Tim una settimana dopo, era quasi del tutto
tornato alla normalità. Si dimostrava felice nuovamente,
aveva ricominciato a gattonare, e potè finalmente sedersi (
la madre lo ha portato al mio ambulatorio seduto sul
seggiolino per bambini della sua bicicletta ). E' di nuovo
un bambino attivo e nell'ultima settimana la madre ha notato
che i capelli e le unghie hanno ricominciato a crescere. La
temperatura febbrile è scomparsa. Si è completamente risolto
il problema dell'arresto dello sviluppo.
LETTERATURA
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11. Viera Scheibner Ph D. VACCINATION, 100 years of orthodox
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Govetts Leap Road, Blackheath, NSW 2785, Australia; fax 047
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14. Care 40 - feb / mar 1997 : Gevonden en gewraakt : het
postvaccinaal syndroom. Peter Fokkens
By Dr. Tinus Smits - Traduzione
dall'originale inglese: Dr. Maurizio Paolella + Dr.
Giancarlo Quartucci
Si ringrazia Giuliana Moretti per il lavoro di impaginazione
e correzione.
Tratto da:
http://www.post-vaccination-syndrome.com/3926/la-sindrome-post-vaccinica.aspx
Continua anche in:
Danni dei
Vaccini +
Pag. 2 +
Pag. 3 (intervista al
dr. Moulden)
+ Danni Vaccini -1
+ Danni Vaccini - 3 +
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni 2
+ 1.000 studi sui Danni
dei Vaccini
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