In cosa consiste il lavoro di lobbista a Bruxelles? In pochi in realtà sanno rispondere. Si può descrivere come una serie di azioni strategiche messe in atto da un rappresentante d'interessi specifici per ottenere un importante risultato dichiarando apertamente i propri obiettivi. Si tratta di cambiare qualcosa che altrimenti troverebbe difficoltà e ostacoli, modificando la percezione e la definizione delle politiche Ue. Mentre per alcuni poi consiste in una mera attività di monitoraggio delle legislazioni Ue in determinati settori.
«In Italia fare lobby significa il più delle volte chiedere favori ai politici , qui si preparano dossier per i decisori, materiale che la controparte è libera di valutare, mentre in Italia vi è una pressione troppo personalistica» ha affermato Marcello Missaglia, consulente in affari europei.

Da noi in Italia, rimane una professione non ben definita e a volte poco trasparente, mentre a Bruxelles è indispensabile la conoscenza delle procedure.
Due sono i profili professionali in questo campo: il lobbista interno che proviene direttamente dalla società o associazione e il lobbista esterno che è vincolato dal singolo mandato.

Dopo alcuni casi di corruzione, o di tentata corruzione, è stato istituito il registro per la trasparenza delle lobby all'interno delle istituzioni europee. Il registro però rimane su base volontaria, anche se solo chi è iscritto può presentare richiesta per l'accredito annuale alle istituzioni.