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Il
Colera è una
malattia a trasmissione
oro-fecale. In altre parole (anche se la cosa fa un poco
schifo) per contrarla bisogna ingerire dei cibi o delle
bevande contaminate dalle feci di un malato di colera.
In occidente i rifiuti urbani, non c'entrano, in quanto
nella immondizia non ci sono feci contaminate, che
finiscono correttamente nelle fogne.
La sua diffusione puo'
iniziare con l'espulsione di feci dell'individuo
contagiato e termina con l'ingestione da parte di un
individuo non sano, cioe' con
Terreno
disordinato e con
disbiosi
intestinale per la
perdita
di batteri autoctoni, di alimenti o acqua
contaminati da
parassiti.
Questa malattia è particolarmente diffusa nelle zone
dove scarseggia la pulizia sia personale, carenza di
norme igieniche, scoli di acque fognarie a cielo aperto
ecc.
Il colera provoca diarrea profusa dall’intestino.
La forte
intossicazione e la conseguente
infiammazione
intestinale spesso è asintomatica o paucisintomatica ma
a volte può essere severa e mortale, per ingestione di
acqua, alimenti contaminati, trasmissione oro-fecale.
L'infiammazione si manifesta da 1 a 6 giorni.
La malattia, si manifesta con diarrea improvvisa e
intensa con scariche sempre più liquide e incolori, con
la caratteristica “acqua di riso” e quindi con enormi
perdite di liquidi, calcio e potassio. Segue il vomito
che aggrava lo stato di disidratazione. Il paziente è
ipoteso, tachicardico e con diuresi ridotta o
addirittura assente (anuria).
Se non interviene la cura reidratante, con l’aggiunta di
Sali bilanciati, la situazione clinica può evolvere
verso lo stato di shock irreversibile e, in seguito ad
ulteriore peggioramento verso la morte. A volte però la
malattia si presenta in forma molto attenuata e quindi
benigna.
Essa è comunque sempre grave quando interessa i bambini,
in quanto in questi l'equilibrio idrico ed elettrolitico
è molto delicato.
Dal punto di vista epidemiologico una persona su 20
manifesta una forma severa di infezione con diarrea
profusa, acquosa, vomito e crampi alle gambe. In questi
individui si ha una rapida perdita dei liquidi corporei
che portano a disidratazione e stato di shock. Senza
idoneo trattamento, vi è la morte anche in poche ore.
Vi sono forme fulminanti che uccidono in 1-2 giorni,
forme gravi, spesso mortali, che durano una settimana e
forme meno intense dalla durata più lunga. Se non
s’interviene sul paziente infettato con ad esempio, una
cura deidratante, si ha uno shock irreversibile e poi la
morte dell’ammalato.
La contaminazione proviene dalle acque destinate al
bere, e/o con la contaminazione di cibi in genere
derivanti da animali. Per il mare, si ha un
avvelenamento dei molluschi come cozze, vongole e altri
frutti di mare.
Il controllo del colera si ottiene mediante il controllo
ambientale, la purificazione delle acque, una
informazione mirata delle popolazioni più esposte
sull’utilizzo dei cibi o sul loro trattamento prima di
essere ingeriti, sul controllo dell’ igiene personale
per evitare la diffusione dell’infezione.
Per chi viaggia in Paesi a rischio, la prevenzione si
basa soprattutto sulla cottura degli alimenti e sull'uso
di bevande sicure (imbottigliate o in lattina). L'acqua
da bere può essere bollita o trattata con disinfettante.
Inoltre è bene sbucciare la frutta cruda, evitare di
acquistare alimenti, anche cotti, da ambulanti, e di
mangiare in locali con evidenti carenze igieniche.
Inutile ogni perdita di
tempo, occorre il ricovero immediato perché dovranno
essere impiegate le fleboclisi (somministrazione
continuata per via venosa di soluzioni fisiologiche o
medicamentose).
Si dovrà inoltre procedere anche alla reintegrazione dei
liquidi e dei sali perduti. NON
vaccinarsi con il siero per il colera, puo'
essere altamente pericoloso !
Si dovrà cercare di ricordare il probabile momento e
luogo dell‘infezione e di tutte le persone, essendo
presenti in quel luogo, possono correre lo stesso
rischio.
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Colera a Napoli ? NO, solo intossicazione da militi
!
il prof. Giulio Tarro (immunologo), il quale onestamente
ha tentato di smentire questa falsa terrificante, ma non
nuova notizia “del colera a Napoli”, e ci riuscì,
nonostante le minacce che aveva ricevuto dall'allora
direttore dell'Istituto
Superiore di Sanità e, con grande coraggio, dimostrò
che si trattava invece del “Virus
Sincinziale” che aveva colpito parte della popolazione
partenopea che aveva mangiato dei mitili
inquinati, pescati nell'inquinato porto di Napoli.
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Durante la
famosa epidemia di colera che ha colpito Londra nel 1854,
il tasso di mortalità al London Homeopathic Hospital fu
del 16%, mentre il tasso medio degli ospedali non
omeopatici
vicini raggiunse il 60%.
Nel Paese esiste una lunga tradizione tra la famiglia
reale e l’omeopatia. Ecco quindi che il London
Homeopathic Hospital , facente parte del Servizio
Sanitario Nazionale, è diventato «Royal» nel 1947 e il
direttore medico Peter Fischer è stato nominato medico
omeopata personale della Regina nel novembre 2001.
Ricordiamo che il colera e' scomparso solo quando le
condizioni igieniche sono mutate e non per qualche
vaccino....
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A partire
dal 1832 fino al 1854 Londra fu ripetutamente investita
da violente epidemie di colera.
Di fronte alla sconcertante diffusione della malattia le
voci dei maggiori esponenti dell'allora classe medica si
schierarono attorno a due teorie, pro e contro la
trasmissibilità del colera.
Passeggiando per le vie di
Londra non lontano da Piccadilly Circus, vi potete
imbattere in uno strano monumento che rappresenta una
fontanella, o meglio una pompa usata per
approvvigionarsi di acqua potabile fino al 1854.
Nella stessa strada, chiamata nell'Ottocento Broad
street ed oggi Broadwick street, potreste rifocillarvi
in un pub intitolato al medico John Snow. Fu proprio
studiando i casi di colera tra i cittadini che usavano
quella pompa, che John Snow fornì una stringente
dimostrazione della modalità di trasmissione del colera,
aprendo così la strada agli interventi per eradicare
quella malattia dall'Europa.
Questa scoperta segna una tappa fondamentale nello
sviluppo della sanità pubblica ed è uno degli eventi
fondanti dei metodi di indagine dell'epidemiologia. Snow
ne fornisce un resoconto dettagliato in un saggio
pubblicato nel 1855, che oggi il Pensiero Scientifico ci
ripropone in una bella edizione della quale
l'epidemiologo
Tom Jefferson ha curato l'introduzione, la
traduzione e numerose chiose al testo che guidano il
lettore contemporaneo alla comprensione del lavoro di
Snow (Cattive
acque. John Snow e la vera storia del colera a Londra,
di: Il Pensiero Scientifico Editore).
Nell'Ottocento il colera
aveva colpito a più riprese ed in modo massiccio le aree
urbane dell'Europa, in particolare le città portuali.
Si
stima ad esempio che in Italia, tra il 1835 ed il 1911,
possa aver causato oltre 700.000 vittime.
Per contro, gli interventi per contrastare la malattia
apparivano largamente inefficaci anche a causa della
mancata comprensione delle cause e dei meccanismi di
trasmissione della malattia. Non si era ancora
inaugurata l'era della microbiologia che avrebbe portato
rapidamente a partire dalla fine dell'Ottocento alla
scoperta dei batteri e di altri microrganismi ed alla
accettazione universale del loro ruolo come causa delle
malattie infettive.
All'epoca, la teoria dominante era la cosiddetta teoria
miasmatica.
Secondo questa teoria a partire dalla decomposizione di
materiale organico si generavano effluvi dannosi, i
miasmi. Questi, una volta inalati, potevano causare una
rottura dell'equilibrio fisiologico e portare
all'insorgenza di malattie come appunto il colera.
Questa teoria sembrava cogliere alcuni aspetti reali ed
importanti per la sanità pubblica come ad esempio il
legame tra la povertà, le pessime condizioni igieniche
degli agglomerati urbani dell'epoca e l'insorgenza delle
malattie. Ma non spiegava perché, ad esempio,
l'incidenza della malattia era diversa in quartieri
ugualmente degradati.
Snow conduce la sua indagine
(tra l'altro a proprie spese) a partire da un'ipotesi su
come l'agente del colera possa venire acquisito per
ingestione, danneggiare l'intestino causando la diarrea
che è il sintomo centrale della malattia ed essere
eliminato con le feci. Passa poi ad esaminare una serie
di epidemie arrivando a concludere che la contaminazione
dell'acqua è il meccanismo che spiega meglio il loro
sviluppo.
Ma è analizzando la situazione a Londra che arriva alla
sue dimostrazioni più convincenti. Prima paragona la
frequenza di malattia in diversi distretti della città e
dimostra come questa sia più elevata nelle zone servite
da acquedotti che captano l'acqua dal Tamigi in zone più
a valle. Poi concentra la sua attenzione su Broad street.
E qui, costruendo una mappa del verificarsi dei casi,
nota che questi si concentrano intorno alla pompa
incriminata, che pesca l'acqua da una cisterna situata
vicino ad un pozzo nero. Il consiglio parrocchiale crede
alla teoria di Snow e fa rimuovere nell'estate del 1854
la manovella che aziona la pompa, ma dovranno passare
ancora almeno due decenni prima che l'establishment
medico e scientifico accetti le idee di Snow. E del
resto manca ancora alla teoria del medico inglese un
tassello importante: l'identificazione del germe
responsabile del colera. E proprio nel 1854 a Firenze
Filippo Pacini aveva identificato nell'intestino di
persone morte di colera degli organismi microscopici a
forma di virgola che chiamò vibrioni.
Ma anche sua scoperta ebbe una risonanza minima e il
ruolo di questi germi verrà ignorato fino alla loro
"riscoperta" alla fine del secolo da parte di Robert
Koch .
Tratto da: pensiero.it - 20 febbraio 2008
Commento NdR: quello che qui non si dice e' che, in
Gran Bretagna, durante quell'epidemia di colera i
vaccinati e/o
figli di vaccinati
per il vaiolo,
furono quelli che piu'
facilmente morirono di
colera ! -
vedi: Storia dei
Vaccini
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Com'e' semplice
prevenire il colera ..., senza Vaccini.... ASIA - BANGLADESH
Il filtraggio dell'acqua non purificata, utilizzando un semplice pezzo
di tessuto piegato in quattro, offre la migliore protezione contro il
colera, piuttosto che i vaccini distribuiti a man larga, per
via delle continue e pesanti pressioni delle
imprese farmaceutiche
multinazionali che li producono…..Big
Pharma ringrazia...
Questa e' la sorprendente
conclusione di un rapporto di una equipe di ricercatori Usa, dopo tre
anni passati in Bangladesh, dove la malattia ha fatto stragi continue.
Ma queste cose NON si devono
dire altrimenti non si vaccina piu'.....ed i fatturati
delle Multinazionali scendono....
Commento NdR: questi
studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana,
alterazione e perdita di:
enzimi,
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali),
oltre alle mutazioni
genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo
possono
produrre malattie
le piu' disparate
! - vedi: Contenuto dei
vaccini Pag.
6 -
Pag. 7
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Pag. 8
- Pag.
9 -
Pag. 10
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Pag. 18 -
Pag.19
-
Pag. 20 -
Pag. 21
vedi anche
Dati ISTAT sui
Vaccini
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