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A
chi sono utili le vaccinazioni obbligatorie ?...alle
Multinazionali
dei
Farmaci
e
Vaccini
per creare il
mercato dei malati
!
Prima di tutto, sono utili alle
industrie farmaceutiche che cercano, come
ogni altra azienda, di vendere e guadagnare il più possibile. Sono utili
a tanti pediatri che ricavano una parte (o tutto) del loro stipendio dal
lavoro di somministrazione dei vaccini.
Sono utili ai politici corrotti
che possono ottenere notevoli tangenti dalle
industrie farmaceutiche
interessate a vendere milioni di prodotti e a realizzare grandi guadagni.
Pediatri, politici e
industrie occultano sistematicamente e
non
riconoscono danni e morti causati dai
vaccini.
Giornali e TV nascondono la
verità e, insieme al personale sanitario, incutono paure infondate per
costringere i genitori a sottomettersi.
Non esistono dati sulla sperimentazione di questi vaccini. Non sono mai
stati effettuati studi controllati e a “doppio cieco” che garantiscano
la sicurezza e la reale efficacia di questi preparati. Nella composizione
dei vaccini entrano a far parte sostanze altamente tossiche e ritenute
probabili cancerogene, quali formaldeide, alluminio, mercurio. Questo è
il quadro in cui si inserisce la pubblicazione della perizia del Dott.
Raffaele Barisani: un documento pubblico di straordinaria importanza per
chi vuole informarsi e non subire passivamente la propaganda dei pediatri
e delle industrie che producono vaccini.
Questa perizia documenta la scrupolosità con cui il dottor Barisani
esegue l’incarico ricevuto dai giudici: nonostante la sua formazione e
l'appartenenza alla medicina convenzionale, egli, per onestà, deve
riconoscere che poliomielite e
difterite sono scomparse in Italia e perciò
che i pericoli dei danni
conseguenti alle vaccinazioni non sono in alcun
modo giustificabili.
vedi:
Effetto
Gregge +
Perche' vaccinare ?
L’Immunità di gregge, è
la supposta carta
vincente per la difesa
della vaccinazione in
TV, Internet, riviste
mediche e giornali, sul
motivo per cui
dovremmo essere
vaccinati più e più
volte per tutta la vita,
con un numero sempre
crescente di vaccini e
cio' per ogni malattia.
Lo sbandierato a
360° "supposto
successo delle vaccinazioni" è basato fondamentalmente
su "teorie" che si danno per scontate, senza controllarle.
Quando si entra nei particolari si evince e si dimostra
invece che il tasso di incidenza e di morte di molte
malattie infettive, è diminuito radicalmente nel e dal
momento in cui si registrava un miglioramento delle
condizioni, igienico-sanitarie, abitative, alimentari e
delle procedure di isolamento,
Pero' siccome nello stesso periodo sono stati introdotti i
vaccini, la
medicina ufficiale ha dato per scontato che la sola
vaccinazione sia stata interamente responsabile della
scomparsa di queste "malattie" e per far quadrare questa
teoria fasulla, ha cambiato nome alle malattie.....QUI
in queste pagine ve ne
daremo la dimostrazione !
VACCINI OMICIDIO di
MASSA
PERIZIA
Tecnica d'Ufficio:
In materia di opportunità per la
vaccinazione antiepatite B effettuata dal dr. Raffaele Barisani,
incaricato dalla Corte d'Appello di Trieste, Sezione per i Minorenni.
Il provvedimento è stato
richiesto in seguito alla sospensione della patria potestà ad una coppia
di genitori del 25/11/95.
Il Dr. Barisani conclude che : "Non sembra oggi utile misura ai fini
della salvaguardia della salute della minore, considerata nelle sue
attuali condizioni di vita individuale e sociale, la vaccinazione
obbligatoria contro il virus dell'epatite B".
La perizia era relativa ad un'adolescente normalissima, come tante altre
in Italia; come lo sono praticamente tutti i figli dei cosiddetti
"Obiettori".
Una ragazzina che viveva in una cittadina insieme ai propri genitori e
conduceva una vita sana e normale.
Riportiamo alcuni brani della perizia, che possono chiarire molti dubbi.
"L'utilità (della vaccinazione, ndr) deve essere valutata non
limitatamente alla prevenzione della malattia epatitica, ma in modo più
ampio in relazione alla salute da intendersi come globale integrità
psico-fisica rapportata allo stato generale del soggetto; ed al termine
'utile' attribuiamo il significato di vantaggioso e proficuo o anche di
funzionale proficuità in vista di determinati fini, dove il fine non è
la semplice prevenzione della malattia, bensì la salvaguardia della
salute globale intesa come integrità psico-fisica".
"La differente situazione dei portatori in Italia è (...) (dati
tratti da Pasquini e Mele; Public Health 102, 329, 1988):
1) per tutte le regioni settentrionali e centrali prevalenza sempre
inferiore al 2% (Trentino 0,5 - Friuli 1,1 - Emilia Romagna 1 - Piemonte
1,6 - Liguria 1,5 - Toscana 1,1 - Umbria 1,4 - Marche 1 - Lazio 1,7), a
parte Valle d'Aosta 2 - Veneto 2,2 - Lombardia 3,5
2) per le regioni meridionali/insulari prevalenza sempre superiore
al 2% con punte massime in Campania, Puglia, Sardegna".
"La guarigione (dall'infezione naturale, ndr) rappresenta la regola,
in quanto avviene in più del 95% dei casi e la vera cronicizzazione si ha
solo nell'1-2% dei giovani adulti sani."
"La durata dell'immunità (prodotta dalla vaccinazione, ndr) è
variabile ed ancora oggetto di discussione; (...) si può affermare che
duri probabilmente dai 3 ai 5 anni".
"Vi è poi la possibilità di reazioni generali gravi (alla
vaccinazione, ndr) (...), che possono comportare angioedema, broncospasmo
e reazioni anafilattiche anche importanti e fatali".
"Nell'ambito delle reazioni generali più gravi, ma tardive, va
segnalata la possibilità di artriti e reazioni dermatologiche importanti
(...); anafilassi; disturbi a carico del sistema nervoso e comportanti
paralisi agli arti, neuropatie, mieliti, sintomi di demielinizzazione,
convulsioni, atassia cerebellare; disturbi a carico del sangue, con
importanti deficit di piastrine; disturbi dell'apparato osteo-articolare,
con artriti e sindromi di Reiter; disturbi a carico del sistema vascolare,
disturbi a carico del fegato con necrosi epativa acuta; disturbi a carico
della retina; disturbi a livello cutaneo come eritema multiforme; (...)
entro le 4 settimane successive alla somministrazione della prima dose
(...) mielite trasversa, meningite asettica, sindrome di Giullaume-Barrè
ed eritema multiforme".
"Le epatiti (da infezione naturale, ndr) a decorso grave e fulminante
vanno in Italia ogni anno da 10 a 100. Quindi la guarigione dalla malattia
rappresenta la regola, oltre il 95% (...); va poi osservato che la
malattia si verifica in grande prevalenza nei soggetti definiti a rischio.
(...) Sembra chiaro che la perizianda non appartiene a nessuna delle
categorie di persone individuate come a rischio".
"Le più importanti possibilità di contagio possono essere
sicuramente evitate mediante l'adozione di condotta di vita attenta e
consapevole e mediante adeguata informazione sui rischi, con particolare
riferimento a quelli sessuali".
"La realtà regionale e ambientale, riferita all'Italia del Nord in
genere, nella quale la perizianda vive, vede un tasso di diffusione di
soggetti portatori di epatite B inferiore al livello raccomandato dall'OMS
per procedere alla pratica vaccinale. In sostanza quindi appare evidente
che per la minore la possibilità di contrarre epatite è decisamente
remota per difficoltà di contagio in relazione alle specifiche condizioni
di vita individuali e sociali; inoltre in caso di sfortunato contagio, va
confermato che la malattia di regola guarisce senza residuati o
conseguenze apprezzabili per la salute".
"La vaccinazione non può essere definita sicura in modo assoluto.
(...) Inoltre va considerato che il vaccino è di introduzione
relativamente recente e che quindi una precisa definizione degli effetti
collaterali non è ancora disponibile".
"Per la minore la probabilità di essere contagiata e di ammalarsi
oggi, e negli anni immediatamente a venire, è decisamente remota. In
relazione ai rischi da vaccino, con eventuali conseguenze gravi per la
salute, a volte menomanti e anche fatali, si deve ammetterne la possibilità".
Gli
stralci della Perizia sono stati tratti da. vaccinetwork.org (sito ormai
chiuso non si sa perche'...)
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A chi servono i vaccini ?
SOLO alle
Case Farmaceutiche ! I
sospetti sono stati confermati per coloro che diffidano nel
vaccinare i loro figli. Un recente studio conferma le
indagini indipendenti che mettono a confronto bambini non
vaccinati a bambini vaccinati.
Tutti gli studi mostrano che i
bambini vaccinati hanno da due a cinque volte in più
malattie infantili e allergie rispetto ai soggetti non
vaccinati. Il recente studio ha coinvolto più di 17.000
bambini fino a 19 anni.
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato
dall’omeopata Andreas Bachmair. Tuttavia, il rimando
americano per lo studio Bachmair si può trovare sul sito web
VaccineInjury.info che ha aggiunto un link per i
genitori di bambini vaccinati al fine di partecipare allo
studio.
Finora questa indagine in corso ha ben oltre 11.000
partecipanti. I risultati sono stati simili tra i diversi
paesi.
Naturalmente, nessuno di questi risultati è stato raccolto
dal MSM (media tradizionali). Nessun finanziamento inoltre
dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie
(CDC)
o l’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS) o qualsiasi agenzia
sanitario nazionale o internazionale (http://healthimpactnews.com)…More…
Essi non osano confrontare la salute dei
bambini non vaccinati a bambini vaccinati con obiettività
poichè rischierebbero di perturbare la loro vaxmania (mania
per la vaccinazione). Il punto di riferimento per tutti gli
studi era per lo più sulle malattie infantili che si
verificano con la maturazione del bambino. Lesioni da
vaccino drammatiche, debilitanti o letali non sono mai state
al centro dell’attenzione dal momento che pochi di questi
casi, il cinque per cento o meno, vengono segnalati al VAERS
(Vaccine Adverse Injuries Reporting System) negli Stati
Uniti per vari motivi, tra cui:
* E ‘un sistema complesso che richiede uno studio medico e,
di conseguenza, tempo.
* La maggior parte dei genitori non sa dell’esistenza di
questa associazione
* Solo le reazioni avverse che si verificano subito dopo le
vaccinazioni vengono prese in considerazione
* Dal momento che la VAERS è un’associazione volontaria, la
maggior parte dei medici non vuole auto incriminarsi con gli
infortuni di vaccinazione e per questo motivo mantiene la
propria posizione di negazione rispetto i pericoli del
vaccino.
Di conseguenza, nemmeno le reazioni avverse più terribili
vengono riconosciute ed i problemi a lungo termine negativi
per la salute derivanti dai vaccini non vengono considerati
rilevanti.
Diverse
indagini riassunte
Le malattie infantili di solito poste in analisi agli
intervistati dalle indagini indipendenti si occupano di
asma, ricorrenti tonsillite, bronchite cronica, sinusite,
allergie, eczema, infezioni dell’orecchio, diabete, disturbi
del sonno, enuresi, dislessia, emicranie, iperattività, ADD,
epilessia, depressione, lento sviluppo di linguaggio o
abilità motorie.
Nel
1992, un gruppo neozelandese chiamato Immunization Awareness
Society (IAS) ha intervistato 245 nuclei familiari per un
totale di 495 bambini. I bambini sono stati divisi in 226
vaccinati e 269 non vaccinati. Ottantuno famiglie avevano
sia bambini vaccinati che non.
Le differenze sono state drammatiche, i bambini non
vaccinati mostrarono molta meno incidenza di malattie
infantili comuni rispetto ai bambini vaccinati (http://www.vaccineinjury.info/images/stories/ias1992study.pdf).
Da un
sondaggio diverso nell’Isola del Sud della Nuova Zelanda
(città di Christchurch) tra i bambini nati durante o dopo il
1977, nessuno dei bambini non vaccinati aveva mai avuto
episodi di asma mentre quasi il 25% dei bambini vaccinati
sono stati curati per l’asma, intorno all’età di 10 anni.
Molti
dei commenti da parte dei genitori che hanno scelto di non
vaccinare i propri figli (VaccineInjury.info) per l’indagine
in corso Bachmair menzionano il pericolo effettivo
rappresentato dalla vaccinazione e lo sviluppo naturale
dell’immunità (http://www.vaccineinjury.info).
Il
dottor Tetyana Obukhanych, un immunologo Phd, ha scritto un
libro al riguardo: “Illusione vaccino” con il quale è andato
contro il dogma e il background della sua formazione medica.
Egli afferma che l’immunità a qualsiasi malattia vera non è
conferita dai vaccini. L’esposizione alla malattia, che
venga contratta o meno, è il vero vaccino. (http://www.vaccinationcouncil.org).
Può darsi che la più informale indagine in corso ora è di
Tim O’Shea, DC, autore di “Vaccinazione non è
Immunizzazione”.
Egli ha semplicemente ricevuto riscontri da parenti non
vaccinati e li ha confrontati con il grado di salute di
amici, figli e famiglie di sua conoscenza che invece erano
stati vaccinati. Questo e molto altro è disponibile sul suo
sito (http://www.thedoctorwithin.com).
Fonti:
http://healthimpactnews.com
http://www.vaccineinjury.info/images/stories/ias1992study.pdf
PF Louis for
Naturalnews
Traduzione di Marta C. per
Dionidream.wordpress.com
Tratto da:
http://www.informarexresistere.fr/2013/01/17/i-bambini-vaccinati-rischiano-di-sviluppare-fino-al-500-di-patologie-in-piu-rispetto-ai-non-vaccinati/#ixzz2IF07NXDa
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Vaccins, ce
que tout parent doit savoir (Francais) - Quello che i
genitori debbono sapere.
En 2013, l'Union
européenne a autorisé la mise sur le marché d'un nouveau
vaccin « 6-en-1 »
pour les nourrissons. Ce vaccin, appelé Hexyon et produit
par le laboratoire Sanofi, regroupe les vaccins contre la
diphtérie, le tétanos, la coqueluche, l'hépatite B, la
poliomyélite et contre certaines infections comme la
méningite.
Cette « innovation » est généralement présentée par les
médias comme « une vraie avancée en matière de vaccination,
à l'heure où les autorités sanitaires tentent par différents
moyens (…) de redonner confiance aux Français en cette
méthode préventive » (lu sur le site Informations
Hospitalières).
En ce qui me concerne, je ne suis pas rassuré.
Je m'explique. Le fait de mélanger
ensemble un grand nombre de vaccins est une méthode connue
des laboratoires pharmaceutiques pour compliquer la preuve
d'effets indésirables. Car plus il y a de vaccins dans
l'injection, plus il devient difficile de prouver qu'un
effet indésirable précis est lié à l’un des vaccins. Il faut
un nombre de cas déclarés d'effets secondaires négatifs
beaucoup plus important pour obtenir un niveau de preuve
statistiquement fiable.
Or, cette tactique se développe justement au moment où le
grand public réalise que les effets indésirables des vaccins
sont tout sauf négligeables.
Des effets secondaires inquiétants
Un nombre alarmant d'études scientifiques met actuellement
en lumière les dangers des vaccins.
Il ne s'agit plus de mises en garde émanant de mouvements
associatifs marginaux ou à tendances sectaires. Non, c'est
maintenant la communauté médicale internationale elle-même
qui exprime ses doutes, voire ses inquiétudes.
Le British Medical Journal, une revue mondialement connue et
respectée pour sa rigueur scientifique, a publié le 30 janvier 2013
une étude démontrant que le vaccin contre la grippe H1N1
Pandermix avait causé des milliers de cas de narcolepsie
chez les enfants, une maladie grave et incurable, sans que
cette catastrophe ne soit compensée par des vies sauvées par
ailleurs par ce vaccin. (1) Une association, quoique
plus faible, a aussi été établie entre le vaccin contre la
grippe et la maladie de Guillain-Barré (paralysie). (2)
Le Gardasil, vaccin contre le papillomavirus et le cancer
cervical, est aujourd'hui au centre d'un scandale qui n'en
finit pas. Selon le décompte effectué par
l'association Sanevax, ce vaccin est relié à 29 003 effets
adverses graves et au moins à 130 décès. (3)
Le vaccin contre l'hépatite B, lui aussi, est fortement
critiqué. Il est accusé de tuer les cellules du foie, alors
qu'il est précisément supposé protéger contre une maladie du
foie. (4) D'autre part, le 21 novembre 2012, le Conseil d'Etat
français a reconnu que l'aluminium dans le vaccin hépatite B
avait été la cause d'une terrible maladie invalidante, la
myofasciite à macrophages, dont souffre depuis 1996 un
employé de la Ville de Paris, permettant à cette personne d'être
indemnisée. (5) Des milliers de personnes, qui n'ont pas eu
l'idée de porter plainte, pourraient être dans le même cas.
Les vaccins peuvent en effet
contenir diverses substances notoirement toxiques, même
à faibles doses, comme le formaldéhyde (cancérigène), le
mercure (neurotoxique), l'aluminium (neurotoxique) ou le
phénoxyéthanol.
Les jeunes enfants sont particulièrement vulnérables à ces
substances, qui peuvent affecter de façon dramatique leurs
fonctions nerveuses et immunitaires.
Ces molécules sont employées comme adjuvants pour renforcer
l'efficacité des vaccins en stimulant la réponse immunitaire.
Ainsi les personnes prédisposées génétiquement peuvent voir
leur immunité s'emballer et déclencher alors une maladie
auto-immune, comme la fameuse myofasciite à macrophages, le
syndrome de Guillain-Barré ou le syndrome des
antiphospholipides, des effets secondaires rares et graves
mais parfaitement connus.
L'aluminium pourrait aussi être une cause majeure de maladie
d'Alzheimer et de cancer du sein, ce qui expliquerait les
proportions épidémiques que sont en train de prendre ces
maladies dans les générations d'après-guerre.
Un rapport
risque/avantage douteux
Ces effets indésirables sont toutefois présentés par les
autorités médicales et la grande presse comme bénins par
rapport aux « immenses avantages » qu'auraient les vaccins.
L'opinion publique leur prête en effet le mérite de nous
protéger de nombreuses maladies infectieuses et d'avoir
éradiqué toutes les épidémies qui décimaient autrefois nos
pays : typhus, diphtérie, coqueluche, scarlatine,
tuberculose, méningite, tétanos et, bien entendu, les
maladies infantiles, rougeole, oreillons, rubéole, etc.
Et pourtant, en dehors du cas particulier de la poliomyélite
(qui mériterait un article à elle seule), la vérité
scientifique et historique m'oblige à écrire, sans hésiter,
qu'il s'agit là d'une pure mythologie.
Les maladies citées ci-dessus avaient cessé de faire des
morts à grande échelle bien avant que l'on introduise les
vaccins. C'est l'amélioration des conditions de vie, de
l'hygiène, de l'eau potable, le recul de la malnutrition et
du paupérisme qui expliquent l'effondrement du nombre de
morts par ces maladies tout au long du XXe siècle.
Le cas emblématique de la
diphtérie
Je ne peux traiter dans cette simple
lettre de toutes les maladies et me contenterai d'exemples
symboliques. Mais des chiffres similaires à ceux cités ici
existent pour les autres maladies pour lesquelles les
gouvernements vaccinent à l'échelle industrielle. Les
lecteurs qui voudront en savoir plus se reporteront pour
cela à l'excellent dossier « Survey on Vaccinations in
Europe » dont sont tirés les chiffres suivants. (6)
En Espagne, il y avait chaque année 5 000 morts de diphtérie
en 1900, mais seulement 81 en 1964, l'année où la
vaccination systématique fut introduite.
En France, la vaccination obligatoire contre la
diphtérie fut imposée en 1938. L'année suivante, il y eut
15000 cas de diphtérie puis trois fois plus pendant la
guerre !
En Allemagne, il y avait 100 000 cas de diphtérie par an
pendant la Première Guerre mondiale. Les nazis imposèrent le
vaccin obligatoire contre la diphtérie en 1939. En 1940, il
y avait à nouveau 100 000 cas, et 250 000 en 1945. Après la
guerre, la vaccination obligatoire fut abandonnée et le
nombre de malades de la diphtérie baissa régulièrement,
jusqu'à 800 annuellement en 1972 (une baisse de 99,2 %).
En Norvège, 555 personnes moururent de
diphtérie en 1908, mais seulement 2 en 1939. Le pays
fut alors envahi par l'Allemagne, qui imposa le vaccin : le
nombre de personnes touchées par la diphtérie monta à 22 787
cas en 1942 et près de 700 morts.
Ces chiffres indiquent que la diphtérie se répand lorsque
les conditions de vie se dégradent (guerre), et que les
campagnes de vaccination sont malheureusement impuissantes à
enrayer le phénomène.
En revanche, le retour à la prospérité et à une meilleure
hygiène de vie s'accompagne d'un recul de la maladie, jusqu'à
une disparition quasi totale.
Ils indiquent également que les gouvernements sont capables
d'introduire la vaccination systématique de la population
pour une maladie quasi inexistante (cas de l'Espagne en
1964, de l'Allemagne en 1939).
Un phénomène
général
Les mêmes phénomènes ont été observés avec les autres
grandes maladies infectieuses.
La fièvre typhoïde, qui décimait les armées de
Napoléon et fit 5 à 7 000 morts par an pendant la Guerre
civile espagnole (à partir de 1937) fut quasiment éradiquée
à la fin des années 50, sans qu'il y ait eu de campagne
importante de vaccination.
Le vaccin contre la coqueluche ne commença à être administré
que dans les années 40 aux Etats-Unis. En 1953, il fut
autorisé en Angleterre. A ce moment-là, la coqueluche
faisait 25 morts par million d'enfants de moins de 15 ans,
contre 1 500 en 1850. Une baisse de 98,5 % sans que le
vaccin y soit pour quoi que ce soit.
En Espagne, la coqueluche ne faisait plus que 33 morts par
an en 1965 quand furent lancées les campagnes de vaccination DPT
(diphtérie, coqueluche, tétanos).
La scarlatine ne fait pratiquement plus
aucun mort depuis les années 60 bien qu'il n'y ait jamais eu
de vaccin.
En France, les campagnes à grande échelle de vaccination ROR
(rougeole, oreillons, rubéole) furent lancées en 1983, alors
que le nombre de décès causés par la rougeole était tombé à
20 personnes par an, contre 3 756 en 1906, une baisse de la
mortalité de 99,5 % sans vaccin ! En Espagne, 18 473
personnes moururent de la rougeole en 1901, contre 19 en
1981. Les campagnes de vaccination
nationales commencèrent pourtant en… 1982.
La
tuberculose et le BCG
Mais le cas le plus emblématique reste celui de la
tuberculose. Censée être prévenue par le vaccin « BCG »,
cette maladie a en réalité plus vite régressé dans des pays
comme la Belgique et les Pays-Bas qui ne vaccinaient pas
leur population, qu'en France où tous les écoliers se
faisaient vacciner.
Aujourd'hui, alors que le BCG n'est plus obligatoire ni en
Allemagne, ni en Angleterre, ni en Belgique, ni au
Luxembourg, ni aux Pays-Bas, ni en Espagne, et qu'il n'est
imposé en Italie qu'à certains adultes à risque (personnel
de santé, militaires…), la France continue à vacciner
religieusement des millions d'écoliers chaque année.
Les études de l'INSERM sont pourtant sans appel : le nombre
de décès par tuberculose avait déjà chuté de 80 % quand fut
introduit le BCG obligatoire le 5 janvier 1950, malgré les
très difficiles conditions de vie des années d'après-guerre.
Les campagnes de vaccination n'ont
ensuite eu aucun effet notable sur les courbes de la maladie.
Celle-ci a continué à régresser au même rythme qu'auparavant,
avec l'amélioration de l'hygiène et la généralisation de
l'eau courante. Ce qui n'est pas étonnant quand on sait que
le fait d'être vacciné contre le BCG ne protège ni de l'infection,
ni de la transmission de la maladie. Les personnes qui
meurent aujourd'hui de la tuberculose en France ne sont
nullement des personnes qui n'ont pas été vaccinées, mais
des personnes marginalisées socialement et souffrant de
dénutrition.
Le problème est que le BCG comporte des risques importants
d'effets secondaires, raison pour laquelle la vaccination
obligatoire a été abandonnée dans les années 70 et 80 (sauf
en France, où l'obligation a été supprimée en 2007).
C'est en effet un vaccin vivant, qui pose
des risques, y compris de décès, aux enfants et aux
personnes dont le système immunitaire est affaibli. Une
étude réalisée à Barcelone a indiqué une baisse
significative des cas de méningite chez les jeunes enfants
après l'abandon des campagnes de vaccination au BCG.
Ce n'est donc nullement la vaccination qui a permis à
nos sociétés de sortir des grandes épidémies mais la
prospérité économique. Celle-ci a permis une amélioration de
l'hygiène, de l'alimentation et de l'habitat. Si ces
conditions devaient se dégrader de façon significative, il
est évident que, malgré tous nos vaccins, on assisterait à
un retour en force de ces maladies, exactement comme cela
fut le cas pendant la Seconde Guerre mondiale.
La vérité
soigneusement dissimulée
Actuellement, malheureusement, une industrie gigantesque
s'est développée pour assurer la vaccination de masse des
populations du monde entier. Cette industrie est d'autant
plus lucrative qu'elle est totalement financée par les
gouvernements, et que les entreprises qui se partagent le
marché sont protégées à la fois par des brevets (dont le
respect est assuré par les pouvoirs publics) et par une
réglementation touffue que seuls quelques grands groupes
armés de bataillons de juristes peuvent comprendre et
respecter.
Des milliards de vaccins sont administrés chaque année, et
des dizaines de milliards d'euros sont encaissés par les
multinationales pharmaceutiques.
Pour le seul vaccin contre la grippe A, le gouvernement
français avait payé 1,5 milliard d'euros pour 94 millions de
doses, ce qui fait quasiment deux doses par citoyen.
A l'achat des vaccins, il a fallu ajouter le coût
de :
- la campagne de vaccination
pour un montant de 35,8 millions d'euros ;
-
l'acquisition de respirateurs pour 5,8 millions d'euros ;
- l'achat
d'antiviraux pour 20 millions d'euros ;
-
150,6 millions d'euros de masques ;
-
41,6 millions d'euros de dépenses logistiques ;
-
290 millions afin d'indemniser les personnels de santé
réquisitionnés ;
-
59,6 millions destinés aux frais d'information et à la
campagne de communication ;
-
100 millions de « frais liés à l'organisation territoriale
de la campagne de vaccination » ;
- et encore
375 à 752 millions d'euros de dépenses liées aux
consultations de médecins, à la prescription de médicaments.
Finalement, le nombre de vaccins utilisés n'a été que de
4,5 millions, ce qui est une bonne chose, mais cela veut
dire que sur les 94 millions de doses, 89,5 millions sont
parties à la poubelle, une fois atteinte la date de
péremption. (7)
Ce gaspillage révoltant a été dénoncé par le Professeur
Bernard Debré et le député et médecin Jean-Marie Le Guen.
Mais la presse a traité l'affaire comme un scandale
isolé, sans lien avec la surconsommation systématique des
autres vaccins, en France et à travers le monde.
Pas de suivi
des accidents liés aux vaccins
De même, personne ne se soucie actuellement des risques
réels que vous faites courir à vos enfants en les vaccinant.
Et s'ils tombent malades juste après la vaccination, vous
pouvez être certain qu'on vous expliquera qu'il s'agit d'une
pure coïncidence, y compris s'il y a décès.
Le cas arrive tous les ans à des milliers de parents. Leur
enfant se fait vacciner et, dans les heures qui suivent, il
déclenche de graves réactions pouvant aller des maux de tête
aux vomissements, en passant par l'eczéma, l'hyperactivité,
les perturbations du sommeil et un peu plus tard une maladie
auto-immune incurable ou pire, la mort.
Dans la plupart des cas, les professionnels de santé, non
seulement nient le lien avec le vaccin, mais ils ne
déclarent même pas l'accident aux autorités de
pharmacovigilance (agences responsables de surveiller les
effets indésirables des médicaments) puisqu'ils considèrent
qu'il n'y a pas de lien.
C'est ce qui est arrivé à la petite Christina
Richelle, décédée suite au vaccin Gardasil contre le HPV (papillomavirus),
et à tant d'autres personnes que l'on retrouve sur les
innombrables sites d'information sur la vaccination. (8)
Un témoignage parmi d'autres, recueilli par l'EFVV (European
Forum For Vaccine Vigilance) :
« Je ne peux vous dire mon nom et je ne peux pas vous
révéler l'identité de mon bébé parce que j'ai peur que cela
me retombe dessus, mais j'ai voulu vous contacter en
entendant parler de votre projet, parce que je suis si
heureuse que quelqu'un entreprenne quelque chose.
Mon bébé est mort dans les 24 heures
après avoir reçu son premier vaccin DPT (diphtérie,
coqueluche, tétanos), il y a deux mois. Je me sens si
horriblement mal, personne ne peut avoir la moindre idée de
ce que c'est. Elle était parfaite. Lorsqu'on lui fit l'injection,
elle se mit à crier pendant au moins une heure, d'une façon
bizarre. Puis elle parut très fatiguée, s'est endormie
profondément, et ne s'est plus jamais réveillée. J'ai
commencé à m'inquiéter parce qu'elle semblait dormir plus
longtemps que d'habitude et lorsque j'ai voulu vérifier, j'ai
remarqué qu'elle avait un peu vomi et qu'elle ne respirait
plus. Ils ont dû faire une autopsie mais
ils n'ont pas pu identifier la cause du décès. Je
sais que c'est le vaccin qui l'a tuée. Elle n'avait pas été
malade une seule fois jusque là. Mais
plus je l'ai dit au corps médical, plus ils sont devenus
hostiles. Aujourd'hui, j'ai peur qu'ils me prennent mon
autre enfant et je ne veux pas qu'ils m'accusent d'avoir tué
mon bébé. Je ne devrais pas avoir à vivre comme ça, c'est
horrible. Je suis presque trop terrorisée pour pouvoir faire
mon deuil correctement. Elle était si belle. »
Mais c'est très souvent le même scénario:
officiellement, il ne peut y avoir aucun lien entre le
vaccin et les accidents qui s'ensuivent. La plupart des
médecins nieront farouchement l'évidence. Rien ne serait
plus facile, pourtant, que de donner à chaque personne
vaccinée un petit questionnaire, à renvoyer à l'Agence
Nationale du Médicament, sur lequel elle noterait tous les
effets anormaux qu'elle constaterait durant, par exemple,
les huit jours suivant la vaccination.
Cela permettrait très rapidement
d'établir enfin des statistiques globales sur les effets
indésirables réels des vaccins. Dans un cas comme
cité ci-dessus, il est vraiment trop facile de déclarer que
l'enfant est décédé « de cause inexpliquée » ou encore que
c'est la « mort subite du nourrisson ».
Parce qu'injecter un vaccin, cela consiste à introduire dans
l'organisme non seulement des virus potentiellement
dangereux (même artificiellement affaiblis) et des adjuvants
que les systèmes immunitaires immatures ne supportent pas
forcément.
Mais pour des raisons qui n'ont rien à voir avec votre santé
ni le bien commun, et tout à voir avec les comptes en
banques des industriels et des politiques, ce type de
mesures n'est absolument pas envisagé aujourd'hui par les
autorités sanitaires.
Que faire ??
Cela veut-il dire qu'il faille à arrêter de vacciner tous
les enfants ?
Non. Car même si on a exagéré les bienfaits des vaccins sur
la santé publique, et même si les dangers de la vaccination
sont minorés, il existe probablement de nombreux cas où il
est raisonnable de vacciner.
Le problème est que l'absence d'études sérieuses sur les
risques et bénéfices réels des vaccins obscurcit
considérablement le débat. Ni les citoyens, ni les
professionnels de santé de bonne volonté, ne disposent
aujourd'hui d'éléments fiables pour prendre des décisions
éclairées.
Nous sommes donc obligés de jouer à la roulette russe avec
les vaccins.
Il semble toutefois raisonnable a priori d'éviter tous les
vaccins qui ne sont pas obligatoires, lorsqu'on est en bonne
santé. Faire du zèle est coûteux, mais plus probablement
encore dangereux.
Pour toutes les maladies, il y a des personnes « à risque »,
et d'autres qui le sont moins. Vacciner aveuglément tous les
enfants avec tous les vaccins du calendrier vaccinal est,
dans la plupart des cas, nocif.
De plus, il ne faut pas oublier que même les vaccins
obligatoires (DTPolio et BCG en France) ne le sont plus si
votre médecin constate des contre-indications. Cela n'est
pas théorique car de nombreuses personnes peuvent en fait
présenter des contre-indications, en particulier les
personnes allergiques, souffrant de maladies auto-immunes,
ou ayant d'autres problèmes liés à leur système immunitaire.
Un examen médical est donc recommandé avant toute
vaccination, même si ce n'est pas prévu par le système.
Une réforme
indispensable et urgente
Il est donc indispensable et urgent que les pouvoirs publics
prennent des mesures visant à améliorer la connaissance des
vaccins et l'information des médecins comme du grand public
à ce sujet.
Une information transparente doit être donnée sur les
dangers de chaque vaccin. S'il y a eu des morts, des
personnes gravement handicapées, ou malades à vie, les
personnes qui sont sur le point de se faire vacciner doivent
en être informées.
Beaucoup de vaccins ont un rapport bénéfices/risques douteux.
Une information lisible et facilement compréhensible doit
figurer sur l'emballage des vaccins, indiquant clairement
ceux qui sont indispensables, ceux qui ne sont nécessaires
que dans certains cas, et ceux qui sont inutiles dans la
plupart des cas.
Mais même si c'est aux médecins de s'assurer qu'ils ne font
pas courir de risque inutile à leurs patients (serment
d'Hippocrate), rappelons-nous que nous ne vivons pas dans
l'utopie et que ce sera toujours à nous, ultimement, d'être
responsable de notre santé.
Bien à vous,
By Jean-Marc Dupuis
Vaccins: soyez le premier informé.
Il y a 12 ans déjà que des lecteurs bien informés ont été
sensibilisés sur les risques réels des adjuvants vaccinaux,
8 ans qu'ils connaissent les dangers des pilules
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Sources:
- Rapport « Survey on Vaccinations in Europe », EFVV,
téléchargeable gratuitement sur
www.efvv.org
Risk of narcolpesy in children and young people receiving
AS03 - BMJ 2013;346:f794
- Guillain-Barré Syndrome After Influenza Vaccination in
Adults, David N. Juurlink, Therese A. Stukel, Jeffrey Kwong,
Alexander Kopp, Allison McGeer, Ross E. Upshur, Douglas G.
Manuel, Rahim Moineddin, Kumanan Wilson, Arch Intern Med.
2006;166:2217-2221.
Décompte
effectué par Sanevax :
http://sanevax.org/breaking-news-gardasil-fingerprints-found-in-post-mortem-samples/
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22249285
http://www.quechoisir.org/sante-bien-etre/maladie-medecine/maladie/actualite-aluminium-dans-les-vaccins-lien-de-cause-a-effet-etabli
Rapport
« Survey on Vaccinations in Europe », EFVV, téléchargeable
gratuitement sur
www.efvv.org
http://www.lemonde.fr/epidemie-grippe-a/article/2010/01/04/une-grippe-a-deux-milliards-d-euros_1287422_1225408.html
http://www.gardasilandunexplaineddeaths.com/
Voir
également :
- Meyer, J., & Jensen, K. A. (1954). A fatal case of
tuberculosis produced by BCG. Am Rev Tuberc, 70(3), 402–412.
JAMES E. F., Fatal case of tuberculosis produced by BCG,
American review of tuberculosis, 1955, tome 71, pp.321-323 ;
Pedersen, F. K., Engbaek, H. C., Hertz, H., & Vergmann, B.
(1978). Fatal BCG infection in an immunocompetent girl. Acta
Paediatr Scand, 67(4), 519–523.
OMS, L'éradication mondiale de la variole – Rapport
final de la commission mondiale pour la certification de l'éradication
de la variole, éd. OMS, 1980.
Fonte: sante-nature-innovation.fr
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vedi anche
Dati ISTAT sui
Vaccini
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