Sentenza 2012 - Trib. Rimini su
Vaccini=Autismo
Commento NdR: sulla sentenza di Rimini: vaccini =
autismo
BENE ha
fatto il Giudice del Tribunale di Rimini (Italia) a
sentenziare in quel modo, perche' egli non si e'
lasciato influenzare dalle FALSITA' del
Ministero della "salute" (che e'
stato da noi
informato sui Danni dei vaccini dal 1996 e
se ne sta zitto.....assieme a
tutti gli altri "enti"....) fino agli ordini
dei medici......tutti al servizio di
Big Pharma !
- vedi lo studio del dott.:
Wakefield.htm
I Tribunali anche USA, confermano tranquillamente che
il vaccino
MMR causa l'autismo. Austin (USA) - 27 Luglio
2013
Dopo decenni di appassionato dibattito, per i genitori
che probabilmente hanno perso i ripetuti ricorsi
richiesti dalle aziende farmaceutiche e governi, che i
vaccini infatti causano l'autismo.
Per i genitori interessati alla ricerca della verità,
vale la pena ricordare che le stesse persone che
possiedono le aziende farmaceutiche di tutto il mondo
possono anche possedere agenzie di stampa americane.
La Ricerca di informazioni prive di propaganda è stata
fino ad ora molto difficile.
Ma Whiteout Press non è qui per sostenere o contrastare
i vaccini. Siamo qui per portare i lettori la notizia
che è il tema e’ in black-out, cover-up e censurato
dalle autorita’Sanitarie e Governative.
Tratto da:
http://www.whiteoutpress.com/timeless/courts-quietly-confirm-mmr-vaccine-causes-autism/
Nei
primi anni del 1900 era prassi comune trattare bambini sotto i 5 anni
con ritardo della dentizione usando polveri di mercurio.
Una certa
percentuale di questi bambini (1 su 500/ 1000), esposti cronicamente a
tali dosi di mercurio, sviluppavano una condizione multisintomatica
definita acrodinia, intossicazione da mercurio caratterizzata spesso da
depressione, distacco e ogni forma di anomalia comportamentale.
Fu
il dr Josef Warkany [1948], del
Cincinnati Children’s Hospital, che avanzo' tale ipotesi per la prima volta, 50 anni dopo l’inizio di
quell’epidemia causata dal trattamento medico dentale al mercurio.
Intorno a tale ipotesi inizio' a crescere un generale consenso, non
senza, pero', una resistenza dura da parte di scienziati e degli uomini
di medicina nelle posizioni di maggior potere.
Il mercurio in polvere per uso dentale fu rimosso nel 1954, su
iniziativa dei produttori a causa della cattiva pubblicita' e
probabilmente nella speranza di prevenire richieste di risarcimento.
L’epidemia di acrodinia cesso' istantaneamente.
Oggi
neonati e bambini sono esposti ancora una volta a basse dosi di
mercurio, usato come conservante dei vaccini ed iniettato a piu'
riprese direttamente nel sangue. Come e' stato per l’acrodinia, la
morbilita' e' di 1 su 500/ 1000 dei bambini esposti alla stessa dose di
mercurio dei vaccini. Come e' stato per l’acrodinia, ci si e' posti il
problema di misurare i livelli di mercurio nell’organismo di questi
bambini con un po’ di anni di ritardo.
Come
e' stato per l’acrodinia, le verita' scientifiche misurabili ed
accertabili vengono ricacciate indietro dalle
lobbies economiche con
l’arte del negare l’evidenza e di non far fare indagini
serie ed accurate.
Potrebbe
il mercurio cui sono esposti i neonati attraverso dosi multiple di
mercurio spiegare l’epidemia di autismo degli ultimi decenni ?
Nel
febbraio 2001, alla conferenza sulla “Disintossicazione dei bambini autistici”, tenuta dall’
Autism Research Institute a Dallas, 25 tra
medici e ricercatori hanno riportato di aver trattato con DMPS o DMSA,
chelanti del mercurio, circa 1.500 pazienti autistici, ottenendo
consistenti miglioramenti.
e'
noto che casi di intossicazione da mercurio i livelli di mercurio in
urine e sangue possono essere nomali gia' pochi giorni dopo
l’esposizione. Il test con DMPS di escrezione urinaria di mercurio e'
il solo modo accurato di stimare il carico corporeo di mercurio. Una
media di 87 mcg di mercurio per grammo di creatinina e' stato
riscontrato in questi bambini autistici a seguito di un carico di DMPS.
Questi risultati superano nettamente i 40 mcg considerati indice di
un’intossicazione di mercurio.
I livelli di mercurio nei capelli andava dai 2.6 e i 5.6 mcg/g.
A
seguito del trattamento intermittente con DMPS o l’altro chelante del
mercurio DMSA c’era nei bambini autistici trattati una normalizzazione
dei livelli di mercurio nei capelli e netti miglioramenti delle capacita'
di linguaggio e comportamento, documentato sulla base di scale di
valutazioni di neuropsicologia.
L’esposizione
della popolazione infantile al mercurio
Le iniezioni di vaccini sono
una nota fonte di mercurio [Plotkin & Orenstein, 1999]. Halsey
[1999] ed Egan [2000] hanno confrontato la somma delle dosi di mercurio
ricevute attraverso le vaccinazioni infantili con i valori considerati
tollerabili per ingestioni di mercurio. La dose di mercurio nei vaccini
a 3 mesi e' equivalente a 30 volte l’esposizione giornaliera massima,
con i neonati di peso corporeo minore che ricevevano quasi 3 mesi di
esposizione tollerabile giornaliera al mercurio in un solo giorno. Tali
dati diventano ancora piu' gravi e preoccupanti se si considera che:
1.
il mercurio produce danno agli esseri umani persino alle dosi
considerate tollerabili [Grandjean, 1998];
2. il mercurio iniettato
e' piu' dannoso del mercurio ingerito [EPA,
1997, p.3-55; Diner & Brenner, 1998];
3.
il mercurio, che colpisce principalmente il sistema nervoso
centrale, e' particolarmente dannoso per il cervello in fase di sviluppo
[Davis et al, 1994; Friberg, 1994; Grandjean, 1999; Yeates, 1994];
4.
il mercurio entra molto piu' facilmente nei tessuti cerebrali del
bambino perche' la barriera sanguigna del cervello non si e' ancora
chiusa completamente [Wild & Benzel, 1994]. e' stato dimostrato che
i neonati esposti al mercurio, diversamente da cio' che accade negli
adulti, accumulano notevolemente piu' mercurio nel cervello rispetto ad
altri organi [EPA, 1997, p.4-1];
5.
infine bambini sotto i 6 mesi di vita non riescono ad espellere
mercurio, principalmente per la loro incapacita' nel produrre bile, la
principale via di escrezione del mercurio organico [Koos & Longo,
1976; Clarkson, 1993].
Sebbene
l’infanzia sia riconosciuta come un periodo di rapido sviluppo
neurologico, non esistono ancora pubblicazioni o studi in questo campo:
gli effetti sulla salute del mercurio iniettato come nelle modalita'
delle vaccinazioni, da pochi mesi di vita a 2 anni di eta' [Hepatitis
Control Report, 1999; Pediatrics, 1999; EPA, 1997, p.6-56].
Neonati
esposti al mercurio attraverso il latte materno avevano ritardi nello
sviluppo e un minor quoziente di intelligenza.
Il
21 giugno 2000 si e' riunita ad Atlanta negli USA la Commissione del
governo sulle vaccinazioni. e' stata valutata la possibilita' di
correlazione tra esposizione al timerosal [il mercurio nei vaccini] e
specifici sintomi neurocomportamentali in 400.000, bambini seguiti
nell’ambito del progetto monitoraggio sulla sicurezza dei vaccini [Verstraeten,
2000].
e'
stata dimostrata una correlazione statisticamente significativa tra
esposizione cumulativa al timerosal da vaccini e ritardi dello sviluppo,
tic, sindrome di deficit attentivo, minori capacita' di linguaggio e di
apprendimento.
Secondo
uno studio sull’uso del timerosal nei vaccini [Weekly Epidemiology
Record, gen. 2000], “la valutazione fatta sulla sua sicurezza
attualmente non puo' escludere la possibilita' di subcliniche anomalie
neurocomportamentali nei neonati derivanti da esposizione cumulativa al
timerosal nei vaccini”.
Non
tutti i bambini cui viene iniettata una certa dose di mercurio
sviluppano le stesse reazioni.
La suscettibilita' complessiva dell’individuo al mercurio dipende da
fattori ambientali e genetici:
1. l’abilita' di disintossicare i metalli pesanti;
2. la capacita' di mantenere una microflora intestinale
equilibrata, da cui dipende la maggior parte della rimozione dei
metalli;
3. iper-sensibilita' immuntaria al mercurio.
Questi
3 fattori di suscettibilita' all’intossicazione da mercurio, e' stato
dimostrato, sono statisticamente significativi nell’autismo rispetto a
gruppi di controllo. Infatti, nella letteratura medica troviamo che
bambini autistici avevano:
1.
difficolta' con la disintossicazione dei metalli pesanti [Edelson &
Cantor, 1998, O’Reilly & Waring, 1993];
2.
squilibri della microflora intestinale che impedisce l’escrezione di
tossine [Shattock, 1997];
3.
anomalie biochimiche indicanti autoimmunita' [Zimmerman, 1993].
Effetti del mercurio
Boyd
Haley, professore di chimica all’Universita' del Kentucky, che studia
da anni gli effetti sui tessuti cerebrali del mercurio e i danni che
produce, afferma: "I dati preliminari delle mie ricerche sono molto
evidenti ed indicano che il mercurio dei vaccini e' un fattore
probabilmente fondamentale nel causare l’autismo".
La
tossicita' del mercurio e' cumulativa e si verifica quando la velocita'
di esposizione e' maggiore di quella di eliminazione. In tal modo c’e'
una neurotossicita' ritardata nel tempo, che pua' manifestarsi mesi dopo
l’esposizione. Le reazioni alle dosi di mercurio sono raramente
evidenti subito, la regressione autistica comincia generalmente molte
alcune settimane dopo la vaccinazione.
L’intossicazione
da mercurio causa molte anomalie biologiche, le stesse che si
riscontrano nell’autismo. Vediamone alcune.
Organizzazione
neuronale e circonferenza del capo
Il
mercurio causa stress ossidativo nei neuroni. Numerosi ricercatori hanno
sottolineato che l’autismo e' caratterizzato da “una condizione di
disorganizzazione neuronale, in particolare relativamente allo sviluppo
di un albero dendritico, di sinaptogenesi e sviluppo della complessa
interconnessione entro e tra regioni del cervello” [Minshew, 1996;
Bailey, 1996].
Il
mercurio puo' interferire con la migrazione neuronale e deprimere la
divisione cellulare nel cervello in via di sviluppo
Anomalie
nella crescita neuronale durante lo sviluppo sono implicate nelle
differenze di grandezza del capo che si ritrovano sia nell’autismo che
nei casi disintossicazione da mercurio
Cervelletto
e corteccia cerebrale
Courchesne
[1989], Bauman e Kemper [1988], Ritvo [1986] hanno fatto notare che la
sola anomalia neurobiologica che si riscontra sempre poco prima
dell’insorgenza di sintomatologie autistiche e' la perdita di neuroni
Purkinje nel cervelletto.
Danni
al cervelletto sono implicati nell’alterazione della coordinazione,
equilibrio, tremori e sensazioni [Davis, 1994; Tokuomi, 1982], ed e'
stato dimostrato che il mercurio provoca cio' quando danneggia la
trasmissione sinaptica nel cervelletto tra le fibre e le cellule
Purkinje [Yuan & Atchison, 1999]. Acrodinia, una forma particolare
di intossicazione infantile da mercurio, e' considerata una patologia
causata principalmente dalla degenerazione della corteccia cerebrale e
del cervelletto a seguito dell’avvelenamenteo da mercurio [Matheson,
1980].
Le
cellule piu' colpite, sia nell’autismo che nell’intossicazione da
mercurio, sono quelle che hanno una ridotta capacita' di produrre
elevati livelli di metallotionina e glutatione, sostanze che hanno
azione protettiva verso la tossicita' da mercurio [Fukino, 1984].
Granuli e cellule Purkinje hanno un rischio maggiore di tossicita' da
mercurio in quanto producono un minor livello di sostanze protettive [Ikeda,
1999; Li, 1996].
Amigdala
e ippocampo
Nell’autismo
si possono evidenziare alterazioni relstive al lobo temporale, in
particolare l’amigdala e l’ippocampo, ed aree connesse. In
particolare queste alterazioni sono caratterizzate da aumentata densita'
cellulare e ridotta massa neuronale [Abell, 1999; Hoon & Riess,
1992, Otsuka, 1999; Kates, 1998; Bauman, 1985]. In alcuni casi anche i
gangli basali mostrano lesioni [Sears, 1999], soprattutto una
diminuzione di flusso sanguigno [Ryu, 1999].
Numerosi
studi e autopsie hanno dimostrato che il mercurio si accumula
selettivamente nell’ippocampo e nell’amigdala, soprattutto nelle
cellule piramidali, a seguito di esposizione prenatale o nei primi mesi
di vita [Warfvinge, 1994, Faro, 1998] e sono stati docuemtnati i danni
conseguenti dall’azione tossica del mercurio [Lorscheider, 1995,
Larkfors, 1991; Li, 1996].
Altre
disfunzioni biochimiche
Il
mercurio causa l’alterazione dei livelli dei neurotrasmettitori
serotonina, dopamina, glutamato e acetilcolina.
Queste stesse anomalie sono trovate in bambini con autismo.
E'
noto che l’esposizione al mercurio causi disfunzioni
nell’apprendimento e difficolta' di linguaggio, difficolta' con idee
astratte e comandi complessi, tendenza a ritrarsi dal contatto con la
gente, ansia e comportamenti ossessivi / compulsivi. Tutti questi
sintomi sono ben documentati in bambini con autismo.
Disturbi
sensoriali, tra cui mancanza di sensibilita' nella bocca, mani e piedi,
oppure ipersensibilita' ai rumori, avversione al tatto e risposte
esagerate o del tutto mancanti al dolore, sono manifestazioni comuni
dell’intossicazione da mercurio. Questi stessi disturbi nella recezione sensoriale sono anche comuni nei bambini con autismo.
Il
mercurio causa anomalie diffuse nell’organismo legandosi allo zolfo,
così da causare danni multipli a enzimi, meccanismi di trasporto e
proteine strutturali. Percio' le manifestazioni cliniche coinvolgono
funzioni e organi multipli, con caratteristiche e intensita' variabili.
Lo stesso si verifica nell’autismo [Alberti, 1999].
L’intossicazione
da mercurio causa immunosoppressione, ridotta funzionalita' delle
cellule natural killer, e proliferazione sistemica di lieviti, tutte
condizioni concomitanti nei casi di autismo [Warren, 1987; Gupta, 1996].
Insolita attivita' epilettiforme (epilessia)
e' stata trovata in numerose forme di
intossicazione da mercurio:
[Brenner, 1980, Fagala & Wigg, 1992;
Piikivi & Tolonen, 1989; Rohyans, 1984; Lowell, 1996; Szasz, 1999].
Gillberg e Coleman [1992] stimano che il 35 - 45% degli autistici
sviluppano ad un certo punto attivita' epilettica. LeWine [1999], usando
MEG ha trovato attivita' epilettiforme nell’82% di 50 bambini con
regressione autistica.
vedi:
Bibliografia su Autismo
dai vaccini
Gli esperti di
vaccini
del
CDC, hanno spesso
conflitti di
interesse
- 18/03/2010
CDC e
Conflitti di interesse - 1
+
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
+
Danni dei
Vaccini +
Contro Immunizzazione
CDC
conflitti di
interesse
anche per i vaccini +
anche per la FDA
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Davvero inquietante !
Questo medico il Dott.
Andrew Moulden è MORTO (probabilmente
assassinato) in modo inspiegabile nel
novembre 2013 al età di 49, subito dopo
aver pubblicato Le SUE RICERCHE che
DIMOSTRANO il DANNO CAUSATO dai VACCINI,
RICONOSCIBILI SOLO da un SEMPLICE ESAME
ESTERNO
http://vaccineimpact.com/2015/dr-andrew-moulden-learning-to-identify-vaccine-damage/
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
AUTISMO
L’autismo comincia a manifestarsi nei primi
trenta mesi di vita, con modalita' di esordio
riassumibili nelle seguenti situazioni:
- Autismo che insorge come tale sin dai primi
mesi di vita. Bambino che non inizia proprio a
mostrare capacita' comunicative, siano esse
verbali, siano esse non verbali; non si
relaziona con gli altri, sfugge il contatto
oculare, non reagisce in modo significativo o
non reagisce affatto agli stimoli esterni;
spesso presenta anche un ritardo di sviluppo
motorio.
- Autismo che insorge in un bambino che ha
invece cominciato a sviluppare le proprie
capacita' relazionali, comunicative e motorie in
modo normale e nel rispetto delle tappe di
normalita' di riferimento. E’ il comunemente
detto “autismo regressivo”, anche se
personalmente non condivido questa terminologia,
perche' “regressivo” e' lo sviluppo del bambino,
non dell’autismo, che, anzi, e' progressivo; per
cui quando si dice autismo regressivo si
commette l’errore -a mio parere- di abbinare un
aggettivo riguardante lo sviluppo del bambino,
al sostantivo che invece definisce la patologia
“in progress”.
In entrambe le situazioni, e indipendentemente
dalla cause (spesso multiple) che innescano la
sindrome autistica, si puo' affermare che il
bambino “avviato verso l’autismo”, si trova ad
attraversare un periodo piu' o meno lungo -in
genere della durata di alcuni mesi- durante il
quale manifesta un progressivo emergere ed un
progressivo accentuarsi della sintomatologia che
poi configurera' l’autismo conclamato.
E’ un po’ come dire che “non ci si sveglia
autistici improvvisamente un mattino”, ma lo si
diventa progressivamente, anche se nel volgere
di poco tempo.
E’ su questo periodo breve, che spesso passa
inosservato o viene male interpretato, che
intendo soffermare l’attenzione e proporre
alcune considerazioni che a mio parere sono di
fondamentale importanza per la realizzazione
(improcrastinabile) di un intervento preventivo
o, se vogliamo definirlo così, curativo precoce.
Obiettivi
Stabilire se, e in che misura, una immediata o
comunque precoce presa in carico
foniatrico-logopedica abilitativa, puo'
modificare l’evoluzione delle disabilita'
comunicative di bambini che manifestano segni
iniziali di autismo.
Casistica
La casistica di partenza e' sufficientemente
ampia, soprattutto per quanto concerne il
cosiddetto “gruppo di controllo”, peraltro non
desiderato ne' auspicato da chi scrive, ma
costituitosi di fatto spontaneamente per
volonta' di tutti quei genitori che non hanno
voluto accettare l’invito ad una presa in carico
precoce. Ci si e' trovati pertanto a disporre di
un gruppo di bambini con sintomi iniziali di
autismo comparsi da almeno un mese, che hanno
intrapreso un percorso abilitativo
foniatrico-logopedico entro trenta-quaranta
giorni dal momento della prima visita; ed un
(anche piu' ampio) gruppo di bambini, ugualmente
portatori di segni precoci di autismo, ma non
trattati prima di almeno due anni a partire dal
giorno della prima visita.
La necessita' di mantenere un’omogeneita' dei
due gruppi di riferimento per rendere piu'
chiari i termini dello studio comparativo,
circoscrive il numero degli appartenenti alle
due categorie-campione di soggetti
rispettivamente “trattati” e “non trattati”, a
venticinque per ciascun gruppo; anche se, di
fatto, il numero dei bambini su cui poter
discutere al riguardo, e' molto piu' elevato.
Metodi
Considerati i criteri diagnostici per l’autismo
(come da DSM IV):
- Esordio della sintomatologia entro i 30 mesi
di vita
- Carenza globale di reattivita' nei confronti
di altre persone
- Deficit grossolani nello sviluppo del
linguaggio
- Se presenti, forme espressive verbali
caratterizzate da ecolalie, stereotipie,
inversioni di pronomi, enunciati incomprensibili
- Reazioni bizzarre a vari aspetti
dell’ambiente, come ad esempio resistenza ai
cambiamenti, interesse particolare o inusuale
attaccamento per oggetti prevalentemente
inanimati
- Aggressivita' verso se stessi o verso gli
altri (non nella totalita' dei casi)
- Mancato o inadeguato raggiungimento di altre
abilita' non verbali, quali le autonomie, i
comportamenti sociali, le capacita' di
adattamento Sono stati identificati come sintomi
di riferimento per parlare di rischio autismo,
alcuni segni tali da poter considerare i bambini
che li presentavano, “nell’anticamera
dell’autismo”, cioe' in un momento molto
particolare e delicato, durante il quale si puo'
notare ed osservare un bambino che:
- prima parlava di piu', ora parla meno ed in
modo talvolta ripetitivo e meno referenziale;
- prima era piu' attivo, ora e' piu' spento e
tende ad isolarsi;
- prima giocava con gli altri, ora preferisce
stare da solo con un giocattolo, per lo piu'
sempre quello;
- prima guardava negli occhi, ora lo fa meno o
non lo fa piu'…, oppure un bambino che sin dalle
prime tappe del suo sviluppo comunicativo appare
diverso da quelli che sviluppano nei tempi e nei
modi normali: la lallazione, la produzione delle
prime parole, le manifestazioni espressive
mimico-gestuali contestuali e referenziali.
Ai familiari di tutti i bambini cosiddetti “a
rischio autismo”, e' stato suggerito di avviare
immediatamente il trattamento da noi proposto, e
consistente in sedute quotidiane di logopedia
aventi come obiettivi:
- un immediato recupero o un’immediata
attivazione-induzione delle abilita' espressive
verbali, attraverso un’intensa stimolazione
comportamentale-relazionale, ed un lavoro sul
versante fonologico, semantico-lessicale e
grammaticale-sintattico,
- un’apertura relazionale verso figure estranee
adulte e soprattutto di pari eta', realizzata
attraverso una serie di iniziative prese sia
nell’ambito della struttura stessa in cui si
effettuano i trattamenti, sia nel contesto
scolastico, previo contatti e continuita' di
lavoro con gli insegnanti - una stimolazione
sistematica e organica delle abilita'
percettive-integrative, espressive
grafico-plastiche, motorie globali e fini,
oltre, naturalmente, alle gia' citate abilita'
espressive verbali A tale programma ha aderito
solo una parte delle famiglie sollecitate, e di
queste ne considereremo venticinque, in
contrapposizione a venticinque (tra le molto
piu' numerose) che invece hanno declinato
l’invito ad avviare il protocollo di intervento
precoce.
Entrambi i gruppi erano composti da bambini di
eta' compresa tra i 30 ed i 60 mesi; con
caratteristiche sintomatologiche, anamnestiche
personali e anamnestiche familiari alquanto
simili, senza significative variazioni
individuali, e appartenenti a famiglie di
livello socio-culturale ed economico medio o
medio alto.
Il periodo di follow-up considerato per valutare
gli effetti dell’iniziativa (o della mancata
realizzazione di tale iniziativa) terapeutica,
e' stato di due anni; cioe' due anni di distanza
tra la prima visita con invito ad avviare il
trattamento, ed il momento della prima
valutazione catamnestica.
Risultati
Nell’ambito del gruppo dei bambini sottoposti a
trattamento logopedico precoce e intensivo
(dalle tre alle cinque sedute settimanali, con
collaborazione di genitori e insegnanti,
invitati a realizzare anche a casa e a scuola
cio' che veniva proposto in terapia), e' stato
possibile riscontrare il cento per cento dei
recuperi nei soggetti che avevano iniziato il
percorso entro i tre anni e mezzo di eta': nove
su venticinque, tutti e nove normalizzati. Negli
altri sedici, si e' potuto ugualmente parlare di
“uscita dallo spettro autistico”, essendo
risultati estinti sintomi quali tendenza
all’isolamento, mancanza di contatto oculare,
assenza o forte distorsione del linguaggio,
autolesionismo (quando presente, e lo era in
quattro casi), stereotipie. A distanza di due
anni dall’inizio della presa in carico,
residuavano solo sintomi quali sporadiche
dislalie, difficolta' sintattiche nella
costruzione della frase, lieve iperattivita' con
deficit attentivo, ma nulla che potesse
riportare ad una sintomatologia di tipo
autistico.
Nel gruppo (nostro malgrado) autocostituitosi
come gruppo di controllo, nel cui ambito dieci
su venticinque erano di eta' inferiore ai tre
anni e mezzo, solo due bambini su venticinque
sono risultati, a distanza di due anni, fuori
dallo spettro autistico. Degli altre ventitre',
per diciassette la diagnosi alla verifica e'
stata di sindrome autistica (conclamata), gli
altri sei hanno presentato sintomi di grave
ritardo prestazionale coinvolgente fortemente il
linguaggio, le capacita' cognitive ed il
comportamento adattivo, non al punto di poter
parlare di autismo vero e proprio, ma comunque
di forte ritardo prestazionale.
Al di fuori dei gia' citati cinquanta bambini
ripartiti nei due gruppi omogenei per poter
effettuare lo studio comparativo
scientificamente attendibile, posso affermare di
aver riscontrato in un’altra elevata quantita'
di casi, brillanti recuperi e soddisfacenti
“uscite” dallo spettro autistico quando un
soggetto con sintomi iniziali di autismo o con
autismo conclamato ma diagnosticato da pochi
mesi, e' stato avviato subito ad un trattamento
logopedico intensivo; e per “intensivo” intendo
quotidiano, per almeno due anni, e con la piena
collaborazione della famiglia. Viceversa, tutte
le politiche “attendiste” non hanno quasi mai
trovato conforto nei riscontri successivi. Solo
in una quota non superiore al 10% del totale dei
casi visionati (e mi riferisco a centinaia di
bambini), segni iniziali di autismo hanno avuto
una remissione spontanea; a conferma peraltro
che l’autismo si sviluppa e lascia “fiorire” i
suoi sintomi, in modo progressivo, non
presentandosi subito con tutto il corteo
sintomatologico che ne caratterizza lo stato
conclamato.
Considerazioni conclusive
Il riscontro nel tempo dell’evoluzione dei
quadri clinici dei soggetti non trattati,
conferma e dimostra che i sintomi iniziali non
hanno carattere benigno, ma sono veri e propri
prodromi di autismo, mentre l’immediato ricorso
ad un programma foniatrico-logopedico
abilitativo precoce ed intensivo consente nella
maggior parte dei casi di estinguere la
progressione maligna della malattia autistica.
La tempestivita' dell’intervento diventa
elemento fondamentale per cambiare l’andamento
dell’evoluzione della sintomatologia, e gli
effetti favorevoli del trattamento sono
direttamente proporzionali non solo alla
tempestivita' ma anche alla sua intensivita'.
Alla luce anche dei follow-up effettuati sui
casi clinici che hanno avuto destini diversi
quanto all’avvenuto o mancato recupero, mi sento
di affermare che un intervento abilitativo
precoce, competente, adeguato ed intensivo, puo'
cambiare la vita ed il destino di un bambino
inizialmente avviato verso l’autismo.
By Massimo Borghese - Centro Studio
Diagnosi e Terapia dell’Autismo. Napoli. Milano
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Montinari M., Autismo, Diegaro di Cesena (FC),
Macro Edizioni, 2002.
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Autism Research Review International, 1995, 9,
3.
Schindler O.,
Manuale di patologia della comunicazione. Volume
secondo, parte terza, Torino, Edizioni Omega,
1988.
Schindler O., Vernero I., Utari C., Schindler
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ritardo mentale, paralisi cerebrale o ad altre
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Wing J.K., Diagnosis, epidemiology, aetiology:
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Pergamon Press, 1966: 3-50.
Tratto da:
http://italiasalute.leonardo.it/Copertina.asp?Articolo_ID=9014
Commento NdR: Quello che l’articolista
non dice in buona o mala fede, e’ che questa
grave malattia invalidante e’ prodotta nei
giovani e nei bambini dai
VACCINI e
dalle
amalgami dentali delle loro madri.
Ma non e' solo il
mercurio e/o l'alluminio
dei vaccini o
delle
amalgami dentali, a produrre queste gravi
patologie, ma e' il
vaccino ed
il suo contenuto
TOSSICO
virale a
determinare anch'esso questi
gravi
problemi,
piu' o meno
intensi !
Ricordo che,
molta importanza hanno anche i cibi assunti non
adatti al gruppo sanguigno del soggetto.
vedi i lavori del dott.
M. Montinari (medico-ricercatore -
Immunogenetica)
+
Bibliografia su Autismo dai vaccini
+
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini