I Tribunali anche USA, confermano
tranquillamente che il vaccino
MMR causa l'autismo. Austin (USA) - 27
Luglio 2013
Dopo decenni di appassionato dibattito, per i
genitori che probabilmente hanno perso i
ripetuti ricorsi richiesti dalle aziende
farmaceutiche e governi, che i vaccini infatti
causano l'autismo.
Per i genitori interessati alla ricerca della
verità, vale la pena ricordare che le stesse
persone che possiedono le aziende farmaceutiche
di tutto il mondo possono anche possedere
agenzie di stampa americane.
La Ricerca di informazioni prive di propaganda è
stata fino ad ora molto difficile.
Ma Whiteout Press non è qui per sostenere o
contrastare i vaccini. Siamo qui per portare i
lettori la notizia che è il tema e’ in
black-out, cover-up e censurato dalle autorita’Sanitarie
e Governative.
Tratto da:
http://www.whiteoutpress.com/timeless/courts-quietly-confirm-mmr-vaccine-causes-autism/
Davvero inquietante !
Questo medico il Dott.
Andrew Moulden è MORTO (probabilmente
assassinato) in modo inspiegabile nel novembre
2013 al età di 49, subito dopo aver pubblicato
Le SUE RICERCHE che DIMOSTRANO il DANNO CAUSATO
dai VACCINI, RICONOSCIBILI SOLO da un SEMPLICE
ESAME ESTERNO
http://vaccineimpact.com/2015/dr-andrew-moulden-learning-to-identify-vaccine-damage/
Sentenza 2012 - Trib. Rimini su Vaccini=Autismo
+
Autismo dai vaccini +
Conferme autismo da vaccino
In un
ulteriore studio, condotto dal Professor John O'Leary il
virus del
morbillo fu trovato negli
intestini di 24 bambini su 25 i quali avevano
sviluppato
enterocolite
autistica dopo un'infanzia apparentemente sana.
Il
Professor John O'Leary, parlando sotto giuramento nel corso di un'udienza
di fronte al potente Comitato Congressuale sulle Riforme Governative ha
riferito come il suo sofisticato laboratorio aveva identificato il virus
del morbillo - qualcosa che certamente non avrebbe dovuto trovarsi lì -
in campioni prelevati dagli intestini di non meno di 24 su 25 pazienti
presi in considerazione.
Le scoperte di questo studio di vitale
importanza, riportate per la prima volta il 6 aprile presso l'udienza
congressuale sull'autismo, forniscono una convincente nuova testimonianza
del
collegamento fra l'infezione da virus morbillo e questa terribile
disgrazia; queste scoperte, tre, richiedono urgentemente nuovi parametri
sulla sicurezza del vaccino MMR - la vaccinazione combinata per
orecchioni,
morbillo e
rosolia che viene regolarmente somministrata ogni
anno a centinaia di migliaia di bambini in Gran Bretagna (e nel resto del
mondo).
Sono
passati più di cinque anni da quando Rosemary Kessick, ansiosa di
scoprire perché il suo bimbo in precedenza sano aveva contratto delle
terribili affezioni all'intestino e di punto in bianco si comportava in
modo incontrollabile, dapprima cercò l'uomo che forni al Professor O'Leary
quelle fondamentali biopsie di tessuti prelevati da bambini autistici;
ella si rivolse al gastroenterologo Dr. Andrew Wakefield, consulente
onorario presso il Royal Free Hospital di Londra nonché acclamato
ricercatore delle affezioni infiammatorie dell'intestino.
Il Dr. Wakefield non aveva mai visto prima un bambino come William, il cui
autismo era calato su di lui quasi nel giro di una notte. Quando esaminò
il rivestimento dell'intestino di William con una telecamera a fibre
ottiche, egli rimase sbalordito nello scoprire un'inspiegabile anormalità.
Nel febbraio del 1998, dopo aver visto altri 11 pazienti con sintomi
identici, osò suggerire che genitori come Mary, i quali ritenevano che i
loro bambini avessero sviluppato l'autismo dopo che era stato loro
somministrato il vaccino, adesso avrebbero dovuto essere presi sul serio.
In
un documento scientifico pubblicato sulla rivista medica leader, The
Lancet, il Dr. Wakefield ed i suoi colleghi hanno descritto come
scoprirono questo medesimo esempio di infiammazione dell'intestino - che
essi ritenevano fosse una componente di una nuova malattia, l'enterocolite
autistica - in tutti I 12 bambini. Essi hanno riportato che i genitori di
otto bambini hanno detto che il comportamento dei piccoli ha iniziato a
deteriorarsi dopo le loro vaccinazioni MMR.
Mentre non vi era alcuna prova
diretta di un legame, il Dr. Wakefield disse che bisognava indagare
adeguatamente sulla faccenda; egli sottolineò di non essere contro i
vaccini e di volere soltanto programmi di vaccinazione sicura per i
bambini.
Tuttavia
all'interno dell'ambiente medico consolidato non esiste eresia piu grande
che mettere in discussione la sicurezza dei vaccini per l'infanzia. Il Dr.
Wakefield fu presto accusato di minare la fiducia dei genitori nel MMR e
di mettere a rischio le vite di molti bambini poiché un gran numero di
genitori aveva deciso di evitare il vaccino; da quel giorno in poi la
comunità medica gli diede l'ostracismo. I suoi meticolosi studi sui 12
bambini - e di conseguenza, altre centinaia nelle loro condizioni -
vennero ignorati dal governo britannico e accantonati dagli
"esperti" del Medical Research Council;
i suoi capi
dell'University College di Londra gli
ordinarono di
NON parlare con la stampa.
By
Lorraine Fracer @ 2000
Correlazione fra
aumento di
Vaccini
(affari)
ed autismo
Un nuovo studio
pubblicato sulla rivista scientifica
Neurotoxicology conferma le
convinzioni di
genitori e scienziati
preoccupati per la crescente
aggressività del
piano vaccinale e per le
sostanze
tossiche
contenute nei vaccini
03/Oct/2009
Un team di ricercatori dell'Università
di Pittsburgh ha notato un
significante ritardo nello sviluppo dei
riflessi controllati dal tronco cerebrale nei
cuccioli di macaco che sono stati sottoposti
ad un singolo
vaccino per
l'epatite B
contenente il thimerosal come conservante. I
cuccioli di macaco non
sottoposti al
vaccino
hanno avuto uno sviluppo normale.
Nel 1991 il governo statunitense ha esteso il
piano
vaccinale includendo il
vaccino per l'epatite
B nei
primi giorni di vita dei neonati, nonostante
l'epatite B sia
prevalentemente trasmessa sessualmente o per
passaggio di aghi infetti.
L'introduzione del vaccino era parte del
programma vaccinale
creato in fretta e furia e
coincide con
il drastico aumento dei casi di
autismo di
cui ora sono affetti un bambino americano su
90-100.
Negli Stati Uniti il thimerosal è stato rimosso
dal vaccino per l'epatite B nell'anno 2000 ma
rimase sul mercato per circa altri 2 anni.
Tuttora è presente in altri vaccini, compresi i
vaccini multidose sia per l'influenza
che per l'H1N1.
Le attuali raccomandazioni del governo americano
per l'influenza
stagionale e l'influenza
suina suggeriscono tutti e due i
vaccini alle donne in gravidanza
e addirittura 6 differenti vaccini per
l'influenza ai bambini di sei mesi di età.
"Questo non prende nemmeno in considerazione la
quantità addizionale di mercurio che il lattante
assorbe dal latte materno quando il vaccino
viene effettuato sia alla madre che al bambino"
dice Lori McIlwain presidente dell'associazione
Nazionale Autismo (NAA). "Il risultato di questo
studio conferma che una tale esagerazione del
programma vaccinale è un attacco allo sviluppo
cerebrale dei nostri bambini".
Nello specifico questo studio ha
dimostrato:
- E' stato somministrato a tredici macachi
Rhesus il vaccino Epatite B contenente una dose
standardizzata di thimerosal nella dose
stabilita in proporzione al peso, a quattro è
stato somministrato un placebo salino e a tre
non è stato somministrato nulla.
- Gli animali vaccinati hanno avuto un notevole
ritardo nello sviluppo di tre riflessi
essenziali alla sopravvivenza rispetto agli
animali non vaccinati. Il riflesso di suzione,
dei punti cardinali e del muso, sono tre
riflessi essenziali alla sopravvivenza delle
scimmie allo stato brado.
- Questi riflessi sono controllati dal tronco
cerebrale, una parte del cervello di vitale
importanza che regola le funzioni automatiche
come il respiro, il battito cardiaco e
l'attività intestinale.
- I riflessi neonatali nelle scimmie non
vaccinate non hanno subito alcun ritardo nello
sviluppo.
- Il ritardo nell'acquisizione di tre riflessi
essenziali su quattro non è dipeso dal peso alla
nascita o dall'età gestazionale.
Per anni i genitori di bambini autistici
hanno fatto pressioni
alle agenzie governative
per la salute affinché facessero delle
ricerche
paragonando lo stato di salute dei bambini
vaccinati con quello dei bambini non vaccinati e
per rimuovere il thimerosal da tutti i vaccini. Nessuna delle due
richieste è stata soddisfatta.
La signora McIlwain dichiara:"Questo studio
evidenzia la mancanza di
azioni efficaci del
governo per garantire la sicurezza
dei vaccini.
Se le agenzie governative avessero condotto le
ricerche più elementari sulle conseguenza dei
vaccini sulla salute dei bambini, avrebbero
potuto evitare la sofferenza a migliaia bambini
con danni neurologici. E'
vergognoso."
Articolo originale in inglese del National
Autism Association
Article URL:
http://www.medicalnewstoday.com/articles/166102.php
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Identificato il
collegamento
scientifico per l’autismo - Jackson, New
Jersey, USA: 18 novembre 2010.
Il
Center for Modeling Optimal Outcomes®, LLC
(d’ora in poi denominato il Centro) ha fatto una sorprendente scoperta
mentre stava svolgendo una ricerca
sull’applicazione della neuroscienza nel
business.
Il Centro ha scoperto delle relazioni uniche tra
le varie sostanze chimiche del cervello (neuroormoni,
neutrotrasmettitori, ecc.) e ha provato ad
applicare questo modello alla letteratura
scientifica.
Con stupore questo gruppo di studiosi ha così
scoperto che questo modello di relazioni poteva
essere applicato ai processi scientifici per
mantenere l’equilibrio (relazioni omeostatiche)
in tutti i campi della scienza, dalle particelle
subatomiche, alla chimica, alle sostanze
biologiche.
L’intera comunità scientifica sa che l’omeostasi
esiste, ma questa conoscenza non era ancora
stata convertita in un modello replicabile,
passo dopo passo. Il Centro ora ha identificato
con precisione tale processo esplicito.
Studiando in particolare l’autismo, il gruppo
del Center's Life Sciences è stato in grado di
formulare un modello scientificamente
verificabile per un altamente probabile percorso
causale dell’autismo.
Applicando il loro modello, è diventato
apparente che l’autismo è un risultato di
diverse variabili e che quando la relazione
omeostatica di ciascuna di queste variabili
viene distrutta, si forma lo scenario di una
“tempesta perfetta” che dà come risultato
l’autismo.
L’applicazione del modello ha identificato
diverse variabili che spiegano la proporzione
superiore maschile di malati di autismo (4
maschi a 1 femmina) e spiegano perché non tutti
i bambini maschi si ammalano di autismo.
Ora la comunità scientifica dovrà validare
queste scoperte ma, secondo il Centro, il
modello di verifica delle relazioni omeostatiche
indica che il fattore scatenante dell’autismo
sia uno sbilanciamento tra una coppia di
aminoacidi neurotrasmettitori, il glutamato e la
glicina. William McFaul, il fondatore del
Centro, ha dichiarato: “Se non fosse stato per i
genitori che insistevano
dicendo che i vaccini sono responsabili della
condizione dei loro figli, non
avremmo mai scoperto che lo stabilizzatore
del vaccino MMR e di qualche altro vaccino è la
gelatina idrolizzata, una sostanza composta per
il circa il 21% da glicina.
Appare chiaro che, basandosi su una scienza
facilmente verificabile, l’uso di quella forma
di glicina scateni uno sbilanciamento nei
neurotrasmettitori aminoacidi responsabili del
tasso di assorbimento di alcune classi di
cellule in tutto il corpo.
E’ proprio questa distruzione ad ampio spettro
che risulterebbe nei problemi sistemici che
affliggono la mente e il corpo e che vengono
attualmente definiti come autismo “classico”.
L’utilizzo del nostro modello indica che
ciascuno dei disturbi nello spettro autistico (ASD)
è attribuibile a differenti distruzioni
nell’omeostasi.” Il Centro ora sta cercando di
affiliarsi ai centri accademici per fornire il
proprio modello alla comunità scientifica che
avrà, a sua volta, le risorse per studiare in
maniera più approfondita questa scoperta e
diffonderla.
Fonte in italiano:
http://autismo-e-dintorni.blogspot.com/2009/11/identificato-il-collegamento.html
Fonte in inglese:
http://www.prnewswire.com/news-releases/scientific-link-to-autism-identified-
Tratto da: autosmoparliamone.org
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L'AUTISMO E' ASSOCIATO ad una
INFEZIONE VIRALE ? -
Il virus
XMRV
sembrerebbe coinvolto
anche
nell'autismo.
La scorsa settimana ricercatori
dell’Università del Nevada, dell’Istituto
Nazionale contro il Cancro e della Cleveland
Clinic hanno annunciato la scoperta, accolta con
grande entusiasmo dal mondo scientifico, che
alla radice della Sindrome da Fatica Cronica (CFS),
una debilitante malattia neuroimmunitaria che
colpisce più di un milione di persone nei soli
Stati Uniti, potrebbe esserci un
virus.
Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica
Science, ha trovato infatti un virus, chiamato
XMRV, nel 95% dei pazienti con diagnosi di
Encefalopatia Mialgica/Sindrome da Fatica
Cronica.
Questo virus, esattamente un retrovirus, si
trasmette, attraverso sangue e non attraverso l’aria.
Questa scoperta ha un grande significato anche
per diversi altri disordini compreso l’autismo.
I ricercatori hanno analizzato infatti campioni
di sangue di un “piccolo gruppo di bambini” con
autismo e hanno trovato che il 40% è positivo al
virus XMRV. Ovviamente sono in corso ulteriori
test che la Commissione dell’Università del
Nevada sui Disordini dello Spettro Autistico ha
ritenuto necessari, temendo che questo 40% possa
essere fortemente più alto (un timore, dato il
piccolo campione, al momento puramente
speculativo).
Più precisamente, la Dr. Mikovits, ricercatrice
del
Whittemore Peterson Institute for Neuro-Immune
Disease, associato con l’
Universita del Nevada, a Reno , ha spiegato
in un famoso
programma televisivo, che "non è nello
studio e non è stato riportato, ma sono stati
eseguite alcuni di queste analisi su bambini con
autismo e si è trovato il virus in un numero
significativo di campioni. Potrebbe esserci un
collegamento con un certo numero di malattie
neuro-immunitarie, compreso l’autismo. Questo
naturalmente non in tutti i casi, in quanto ci
sono difetti genetici che portano all’autismo,
ma ci sono anche fattori ambientali. Infatti si
può sempre verificare che un bambino che stava
bene si ammali e poi sviluppi l’autismo”.
Nel corso della stessa trasmissione, la Dr.
Mikovits ha fatto una dichiarazione davvero
esplosiva, aggiungendo che lo studio sulla
Stanchezza Cronica, pubblicato su
Retrovirology, può spiegare
perchè i vaccini
possono causare l'autismo.
La spiegazione è che "questi virus, si
riproducono nei linfociti, le
cellule
della
risposta immunitaria, B e T.
Così quando somministriamo un vaccino, mandiamo
le cellule B e T in intensa attività nel
sistema immunitario,
essendo questo il loro compito. Per cui se
abbiamo un virus lo moltiplichiamo e lo
amplifichiamo col vaccino e da qui parte una
malattia che non può più essere tenuta sotto
controllo dal sistema immunitario".
E’ questa quindi una
spiegazione ufficiale e scientifica di come i
vaccini causino autismo regressivo in un
significativo numero di casi, anche se,
naturalmente, è necessaria ancora molta ricerca
per confermare queste prime ipotesi e provare se
il virus sia coinvolto nel causare l’autismo o
se i bambini contraggono il virus come risultato
del disordine.
E’ ad ogni modo
considerevole il fatto che una simile domanda
venga posta da una fonte accreditata e ufficiale
come l’Università del Nevada e, per estensione,
dell’Istituto Nazionale contro il Cancro e
della Cleveland Clinic: una infezione da virus
XMRV in aggiunta alle vaccinazioni può creare le
condizioni per l’autismo regressivo ?
Questo ovviamente
deve essere ancora provato, ma se l'intera
comunità scientifica è stata entusiasta, forse
vuol dire che le migliaia di genitori che
affermano che i loro figli siano regrediti
nell’autismo subito
dopo essere stati vaccinati potrebbero non essere del tutto pazzi.
Secondo quanto detto
dalla Dr. Mikovits, gli scienziati cui questi
dati sono stati presentati (oltre che pubblicati
su Science, ad una conferenza del NIH e ad una
presentazione internazionale poche settimane fa)
sono rimasti sorpresi e fortemente interessati:
tutti si sono messi a lavorarci su, collaborando
con le proprie ricerche.
Da parte nostra
speriamo che questo campo della medicina
completamente nuovo possa aprire una nuova
strada per aiutare anche le persone con autismo,
una malattia difficile, ma che come malattia può
essere sconfitta.
Questo il commento
del dr Goldberg,"padre" della definizione di
autismo come sindrome neuroimmune (NIDS)
sull'importanza della notizia che la sindrome da
stanchezza cronica è causata molto probabilmente
da un virus. Questa notizia mi ha colpita e ho
pensato "quando arrverà il nostro turno"? Sono
rimasta sorpresa anche dalla accoglienza non
ostica che ha ricevuto.
SMETTIAMOLA di
CHIAMARLO "AUTISMO"
E se la malattia psicologica "autismo" non fosse
mai esistita ?
E se si vedesse nelle scuole un numero sempre
crescente di bambini che non parlano, sono persi
nel loro mondo e hanno inspiegabili crisi
epilettiche?
Gli daremmo una diagnosi di "disturbo dello
sviluppo"?
O cercheremmo l'origine delle cause della loro
MALATTIA e tratteremmo quello che hanno a
livello medico?
E se quello che i nostri bambini hanno non fosse
affatto "autismo", ma una malattia in gran parte
causata da virus?
Secondo un nuovo studio apparso sul numero di
Ottobre di Science, la ricerca supporta questa
idea e questo è esattamente quello che sostengo
da 27 anni.
Questo studio
descrive il ritrovamento di un virus chiamato
XMRV in circa due terzi dei pazienti con
diagnosi di sindrome da fatica cronica (CFS).
E' stato condotto da ricercatori che hanno
collaborato col Whittemore Peterson Institute,
la Cleveland Clinic, e il National Cancer
Institute e ha delle fortissime implicazioni per
ogni famiglia coinvolta con l"autismo"
Molti di quelli
diagnosticati con "autismo" hanno,secondo gli
esami, la presenza dello stesso virus. L'autismo
(o dovrei dire la "diagnosi" di autismo)
è aumentata
impressionantemente di numero nei
passati dieci anni.
Uno su 91 bambini negli USA ha quello a cui ci
si riferisce come "autismo", secondo l'ultimo
report dell'AAP. Questa statistica è firmata dal
CDC, dall'AAP e altre agenzie. La California
riporta un aumento del 273%, il Maryland del
513% e la Florida del 600%.
Quando a un bambino
viene diagnosticato un cancro, chiunque conosce
la serietà della malattia e il suo trattamento,
perciò la ricerca sul cancro ha molte
sovvenzioni.
L' "autismo " è al momento la terza malattia
infantile a livello numerico, ma rimane la meno
finanziata in termini di ricerca. E quanti di
questi fondi vengono spesi in ricerche genetiche
? Stiamo sprecando dei fondi preziosi in
ricerche genetiche per una malattia che non è
assolutamente genetica in natura; inoltre, i
costi scolastici sono astronomici e crescono
ogni anno. Stiamo prosciugando i budget e ci
sono bambini che NON migliorano.
Quella che abbiamo è
un'epidemia. I disturbi dello sviluppo non
aumentano del 600% e nè si presentano in
proporzioni epidemiche.
Da una prospettiva puramente scientifica, una
epidemia di qualcosa che non può essere diffusa
dai germi NON E' POSSIBILE.
Sarebbe anche impossibile trattare a livello
medico e guarire bambini con questi tipi di
disturbi, ma è quello che ho fatto per 27 anni (CFS
e ADHD) e da 14 anni per lo "spettro autistico".
Abbiamo perso troppo tempo focalizzando le
nostre energie sulla genetica e sulle mamme
frigorifero come causa di questa malattia. Ora è
tempo di agire. Dobbiamo rifocalizzare le nostre
risorse e muoverci nella giusta direzione con
scienza, logica e dati e finalmente affrontare
questa crisi a livello medico.
E' tempo di creare
un nuoco focus con UN obiettivo e UNA idea per
aiutare i bambini. Dobbiamo promuovere i
trattamenti medici per questa malattia. Abbiamo
provato molte volte che i bambini possono
migliorare, e insieme alla comunità medica
concentrarci all'insegna del NIDS, o qualunque
altro nome si voglia, tranne "autismo" e
focalizzarci sulla vera crisi medica. Questa è
una malattia difficile, ma come malattia può
essere sconfitta.
E' tempo per genitori e medici di unirci e far
sì che il recupero sia possibile per tutti i
bambini colpiti da quella malattia una volta
conosciuta come autismo.
By Michael Goldberg, MD -
www.nids.net -
www.neuroimmunedr.com
Tratto da emergenzautismo.org
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Scandalo Autismo
e Vaccinazioni: NEWS – 07/02/2015
Gentili lettori, fateci caso. Ormai è un lento
adagio che si ripete spesso. Il gioco mediatico
è molto semplice, ovvero sviare l’attenzione in
merito al problema “autismo da vaccino“. Come?
Eccovi un paio di esempi recenti:
all’indomani della Sentenza
di Milano, autismo da esavalente, ha
fatto seguito la crescente preoccupazione per i decessi
da vaccino antinfluenzale Fluad, risolta con
la veloce ed immancabile innocenza del prodotto
farmaceutico. Così facendo la notizia “autismo
da vaccino esavalente” è caduta nel
dimenticatoio; in questi giorni, negli Stati
Uniti, è stato azionato un meccanismo simile,
facendo leva sulla strategia della paura, per qualche
caso di morbillo a Disneyland, tutt’altro
che grave. Il motivo è sviare l’attenzione in
merito alle novità che riguardano ancora il
problema “autismo da vaccino”.
Infatti, il Dr. William Thompson, ricercatore
pentito dei
CDC, uscito
dall’anonimato sei mesi fa, per aver ammesso
la manipolazione dei dati in uno studio
scientifico [SIC !] del 2004,riguardante
il vaccino MMR e la sua correlazione
con l’Autismo, potrà
beneficiare dell’immunità concessagli
dall’amministrazione Obama per testimoniare
di fronte al Congresso degli Stati Uniti.
Per informazione, ad oggi, The Daily Caller è
l’unica fonte che riporta questa notizia.
Da quando sono uscite le dichiarazioni
ufficiali del Dr William Thompson, in data
27 agosto 2014, lo scienziato ha
mantenuto il silenzio e si è rifiutato
di parlare con i giornalisti.
Ora sembra che sia pronto a entrare in scena, se
risponde al vero la notizia che vi
sarà un’audizione al Congresso. E
questo rappresenta un grande interrogativo.
Thompson sta collaborando con il noto deputato
della Florida, William
Bill Posey. A sua volta,Posey è
membro della Commissione
di Vigilanza della Casa della Scienza che
ha l’autorità investigativa generale e
speciale in merito a tutte le questioni di
competenza per Scienza,Spazio e Tecnologia.
Un’udienza al Congresso potrebbe essere esplosiva, se i
membri del comitato formuleranno a Thompson le giuste domande, indagando a fondo, per scoprire
e verificare esattamente come è stato
formulato un accordo, all’interno del CDC, per insabbiare la
correlazione fra il vaccino trivalente MMR
e l’autismo.
Lo studio in questione ha avuto diversi
autori, due dei quali – Frank De Stefano e Coleen
Boyle – figurano ancora fra i dirigenti del
settore vaccini del
CDC.
Se Thompson dimostrasse in modo convincente che
gli autori erano a conoscenza della
manipolazione, l’intera questione esploderebbe a
livello internazionale e il CDC sarebbe
inevitabilmente esposto alle sue bugie,
risultando altresì una minaccia per la
salute umana nei confronti
dell’opinione pubblica. Tuttavia, se l’audizione
durerà un giorno solo, e la
testimonianza evolverà in un noioso botta e
risposta, senza alcun preavviso per la
stampa,l’esito [e la verità dei fatti] sarà
interamente nelle mani dei media alternativi ed
indipendenti.
Un altro
importante dato, riguardante questo scandalo ai
CDC, coinvolge la DottoressaJulie Gerberding, ex direttore
del CDC nel 2004 e successivamente
dirigente della divisione vaccini della
Merck. Dovrebbe essere citata in
giudizio per testimoniare?
Nel 2004, il
Dr. Thompson aveva scritto una lettera nella
quale avvertita che aveva dati sensibili
e preoccupanti circa il collegamento del
vaccino MMR all’autismo, e avrebbe dovuto
presentare i dati in una grande conferenza sul
tema autismo e vaccini. A quanto pare, la
Gerberding non rispose alla lettera e la
presentazione di Thompson fu annullata.
Nel 2009, dopo aver lasciato il CDC, la Gerberding salì
alla carica di direttore della divisione
vaccini della Merck vaccini. Merck produce il
vaccino trivalente MMR tutt’ora sotto
inchiesta da parte del Governo americano.
A seguito di questa inchiesta, che sta
inchiodando il gigante farmaceutico alle proprie
responsabilità, è altresì interessante notare
che, lo scorso mese
di dicembre 2014, la Merck ha rimosso la Gerberding dalla
sua carica e l’ha destinata a un nuovo ruolo che
non è mai esistito prima in
quell’azienda: vice-presidente esecutivo per
“comunicazioni strategiche, di politica pubblica
globale e salute della popolazione“.
Merck ha fatto questa mossa per proteggere la Gerberding da
un eventuale scandalo legato alla frode
scientifica del 2004 presso il CDC?
Nel caso di un’audizione al Congresso, la Gerberding potrebbe
non presenziare per casuali impegni all’estero a
seguito del suo nuovo incarico internazionale
per conto di Merck ?
In sostanza, anche per la Gerberding si sta
preparando il terreno per “la grande fuga” da
una delle storie più criminali che riguarda
l’intera umanità. E, qualora le questioni
giudiziarie interne agli Stati Uniti dovessero
mettersi molto male per Merck, la Gerberding potrebbe
aggiungersi all’altro scienziato-truffatore
danese, Poul Thorsen, nella lista dei
maggiori ricercati dalla FBI.
A questo punto, non
ci resta che attendere pazientemente risposte in
merito a questi ulteriori sviluppi che si stanno
sposando con alcuni avvenimenti che, proprio in
questi giorni, si stanno verificando qui in
Italia e sui quali dobbiamo mantenere il massimo
riserbo per non compromettere l’avvio di
approfondite indagini giudiziarie in merito alla
questione “autismo
da vaccini“.
Tratto da: autismovaccini.org
Gli esperti di
vaccini
del
CDC, hanno spesso
conflitti di
interesse
- 18/03/2010
CDC e
Conflitti di interesse - 1
+
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
+
Danni dei
Vaccini +
Contro Immunizzazione
CDC
conflitti di
interesse
anche per i vaccini +
anche per la FDA
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Autismo: un
“male” ancora non chiaro di cui sono evidenti i
sintomi ma non ben definite le cause.
Il termine indica una sindrome grave, che
colpisce migliaia di bambini e si manifesta con
esordi clamorosi in taluni casi, più spesso,
invece, la sintomatologia è subdola.
Dal punto di vista
scientifico le ipotesi eziopatologiche sono
molteplici e, a volte, contraddittorie. Recenti
studi dimostrano che l’autismo comporta nei
piccoli oltre ai disturbi comportamentali anche
alterazioni biochimiche, intossicazioni virali,
intossicazioni da metalli pesanti che
determinano il dissesto di vari sistemi:
immunitario, gastroenterico, endocrino,
ormonale, neurologico ecc.. Per questo la
terminologia più corretta ed esplicativa della
patologia in questione può divenire: “sindrome
encefalica acquisita della mielina da
mercurialismo, per insulto virale tossinico, con
colite e autoanticorpi” [Montinari 2002].
Approfondendo
l’eziologia “tossinica” possiamo scoprire molti
aspetti chiarificatori.
“Vi siete mai chiesti come fanno gli scienziati
a produrre animali con malattie autoimmuni, così
da sperimentare, sulla patologia indotta,
l’efficacia sintomatologica dei farmaci ?
Ebbene, il modello sperimentale per le
condizioni artritiche in conigli consiste
nel sottoporre gli animali a
vaccinazioni
ripetute; lo stesso vale per una serie di
sindromi autoimmuni prodotte in animali di
laboratorio; esse sono affidate a un arsenale di
“adiuvanti” (batteri uccisi,
mercurio,
alluminio),
vaccini e
altre sostanze da iniettare nella cavia.
Volete mettere l’organismo in uno stato di
iper-attivazione immunitaria ?
Sottoponete l’organismo a una serie di
inoculazioni di materiale antigenico.
La presenza direttamente nel sangue di tossoidi
e batteri uccisi è un evento di una pericolosità
che l’organismo ben conosce; infatti nelle
malattie infettive (morbillo, rosolia ecc.) c’è,
da parte dell’organismo, una fase di
preparazione della immunità locale, poi
dell’immunità dei macrofagi del sangue, poi
dell’immunità cellulare e umorale che dura circa
10 giorni (incubazione), e, solo dopo queste
essenziali fasi, il virus passa nel sangue.
Con la
vaccinazione
invece andiamo a creare proprio le condizioni
che l’organismo accuratamente evita: immettere
cioè direttamente nel sangue
tossoidi e
materiale virale che possono attaccare
direttamente cervello, intestino, tiroide, cuore
e altri organi vitali”. [L. Acerra 2002]
Si spiega, così,
perché Zecca e collaboratori [1998] hanno
segnalato che i livelli di anticorpi di rosolia
e morbillo in bambini diagnosticati autistici
erano del 300% superiori a quelli normali.
Questi livelli elevati di anticorpi possono
essere interpretati come un’attivazione cronica
del sistema immunitario contro un’ infezione
subclinica. [M. Montinari 2002]
“Nelle vaccinazioni infantili riscontriamo
quattro situazioni diverse che, andando a
sommarsi, rappresentano un cocktail esplosivo:
1) per natura il bambino da due mesi a due anni
è in uno stato di minore difesa contro eventuali
attacchi virali;
2) il vaccino crea un periodo di alcuni giorni
di pronunciata immunosoppressione;
3) il vaccino a virus attenuato consiste in un
virus indebolito che è somministrato proprio per
produrre un certo grado di sfida all’organismo
medio, immunologicamente sano. A volte questi
virus sono tripli, cioè più virus vengono
contemporaneamente iniettati;
4) uno degli effetti della vaccinazione è di
aumentare la permeabilità intestinale ed
ematoencefalica, con la conseguenza di favorire
il passaggio virale ai tessuti periferici. Nel
primo anno di età è stato dimostrato che molti
virus restano nell’organismo in modo
asintomatico. Pass [1981] ha dimostrato che
l’infezione da herpes virus era asintomatica in
25 su 27 bambini infetti”. [M. Montinari 2002].
Da ciò può nascere
la considerazione che non viene opportunamente
tutelata la salute del bambino, perché non
vengono applicati i metodi preventivi
cautelativi per comprendere, davvero, in quale
condizione immunitaria si trovano i piccoli
soggetti da vaccinare.
I metodi per una
necessaria prevenzione cautelativa potrebbero
essere:
a) rimandare le vaccinazioni alla scadenza del
secondo anno di età;
b) eseguire l’esame “delle sottopopolazioni
linfocitarie” o tipizzazione linfocitaria,
previo emocromo, per stabilire, con
un’accettabile precisione, eventuali deficit o
scompensi immunitari del bambino;
c) eseguire l’estrazione DNA tipizzazione
genomica HLA di I e II classe (A, B, C, e DR, DQ)
in bassa risoluzione, che predice le eventuali
patologie che l’insulto vaccinico potrebbe
provocare nelle persone geneticamente
predisposte e con i deficit relativi al punto b.
Quando non vengono
prese le opportune misure cautelative, il
momento della vaccinazione diventa per molti
piccoli soggetti una lotteria, e purtroppo, per
alcuni il premio finale risulta l’incontro con
un improvviso “fantasma maligno” (es. autismo),
per qualcuno persino il “trapasso”.
E’ risaputo che dove
giunge questo “fantasma maligno” stravolge, come
un uragano, la vita delle famiglie.
Famiglie che spesso restano “sole”, abbandonate
anche dai parenti più stretti, famiglie che si
chiedono perché hanno meritato una tale sorte;
famiglie che restano nella confusione, nel
rimorso o addirittura nella vergogna per anni,
in quanto pensano di essere le dirette ed uniche
responsabili di tale male; genitori che si
dannano, perché sono stati convinti, da questo o
quel luminare, che la patologia del figlio è
determinata da uno squilibrio incurabile della
psiche, insorto, magari, dopo un litigio “quella
notte” con la/il consorte, o forse dovuto
all’alterazione di un momento finita con un
ceffone al piccolo durante l’ennesima nottata di
veglia e disperazione.
Troppi genitori, persuasi che l’unico motivo
della terribile realtà che vivono sia una di
queste ragioni, si riducono ad una esistenza
avvolta nel sudario del dolore, e, quel che è
peggio, si chiudono nella rassegnazione,
riluttanti ad ogni nuova informazione
scientifica, e quindi, anche alla ricerca di
altre possibilità d’intervento .
Autismo: termine
costituito da “aut”, dall’inglese “out” che si
traduce “fuori” e “ismo” che ne indicherebbe la
patologia. Unendo le due radici otteniamo
letteralmente “fuorismo”.
Gettando un’occhiata cinica e superficiale a
tale termine dovremmo concludere che esso indica
soggetti che sono “fuori”, soggetti che vivono
“fuori” dalla nostra realtà, e troppo spesso
considerati esseri che vegetano ”fuori” dal
nostro “sapere”; concretizzando e raffinando il
cinismo, perché non definirli addirittura “cose
fuori posto”?
E se non fosse così
? E se la verità fosse un’altra ?
Credo sia giunto il momento di far vacillare
certe “errate” certezze alzando gli occhi alla
ricerca, ai dati scientifici, agli studi e alle
testimonianze che si levano, grazie a Dio, da
più parti nel nostro paese e in tutto il pianeta
!
In un articolo
apparso su Panorama del 4-12- 03 :veniamo a
sapere che una bimba di 4 anni sarebbe divenuta
autistica a causa di un vaccino sperimentale !
L’ASL si difende: “non era un vaccino
sperimentale !”
Personalmente sono in perfetto accordo con
l’ASL; infatti non è necessario che il vaccino
sia “sperimentale” affinché si possa sviluppare
una sindrome autistica,
basta semplicemente che
sia un vaccino, somministrato alla
persona sana ma in condizioni “immunitarie”e
“genetiche” non adeguate per riceverlo, quindi
praticato alla persona sbagliata e nel momento
sbagliato !
Con esami preventivi
che rilevano le condizioni immunitarie e
genetiche della persona si potrebbe sfuggire al
rischio di subire danni enormi e capire, in
giusto anticipo, se è il caso o no di praticare
il vaccino (sentenza n. 258 del 1994 della Corte
Costituzionale; sentenza della Corte
Costituzionale n. 307 del 22-6-90 che richiama
alla responsabilità personale il medico secondo
l’ art. Codice Civile 2043).
Ludovica Cantarutti nel libro Le parole del
silenzio, Edizioni del Leone, racconta la storia
dell’autismo post-vaccinale di sua figlia Scilla
che fu colpita dalla sindrome in maniera così
grave da essere definita dai luminari di turno:
“una cosa”.
Scilla grazie alle amorevoli cure della madre e
della sorella Ilaria, impegnate per anni nel
praticarle la tecnica della comunicazione
facilitata è migliorata in modo incredibile e ha
scritto la seconda parte del libro .
A riprova di ciò l’estratto della conferenza del
22 aprile 1998 tenuta a Bologna dalla dott.ssa
Bruna Dozzo, psicologa dell’Associazione AGOR di
Verona, documenta: “più si stimolano tutte le
altre funzioni più le aree problematiche hanno
la possibilità di funzionare meglio. NON perché
si generino nuove cellule nervose, ma perche’ le
cellule presenti ma inattive si attivino e
creino nuove sinapsi.
I dati emersi
dall’esperienza riabilitativa su un centinaio di
bambini autistici sono:
- diminuzione o scomparsa dell’iperattività;
- diminuzione o scomparsa dell’autostimolazione;
- diminuzione o scomparsa dei disturbi di
percezione;
- reazioni comportamentali adeguate alle
situazioni;
- miglioramento significativo della comprensione
valutato attraverso l’uso della “comunicazione
facilitata”;
- miglioramento significativo della
coordinazione. “ [ Dozzo 1998]
Questi innocenti
figli, specie quando superano l’adolescenza
senza aver sviluppato alcuna forma minima di
linguaggio, sono di frequente considerati, dalla
maggior parte della società, “pesi
irrecuperabili”. Li vediamo spesso vagare nei
corridoi delle scuole con l’insegnante di
sostegno che “arrampicandosi sugli specchi”
cerca di trascorrere al meglio la giornata,
sempre con il telefonino tra le mani pronta a
chiamare a casa laddove un pianto o un urlo più
incisivi possano creare problemi. Questi figli
invece potrebbero prendere parte attiva alla
vita scolastica se accanto a loro ci fosse un
esperto in “comunicazione facilitata”, finirebbe
il vagare per i corridoi, l’inventarsi la
giornata e sboccerebbe da “quell’essere,
imprigionato in un barattolo sigillato da un
tappo maligno”, un’energia meravigliosa, ricca
di emozioni, di informazioni, di considerazioni,
finalmente incanalate nei sentieri della vita
sociale.(“La comunicazione facilitata”- Biklen,
1992.)
Il dott. Delacato
individua tre tipi di disturbi nella percezione
sensoriale del bambino autistico:
iposensibilità, ipersensibilità, rumore bianco.
Inoltre ipotizza che le stereotipie del bambino
autistico scaturiscono da disfunzioni percettive
del “sistema sensoriale”. Egli ritiene che i
comportamenti ripetitivi sono tentativi che il
soggetto opera per normalizzare le vie
sensoriali “alterate”. Il metodo Delacato mira a
risolvere le alterazioni sensoriali attraverso
una corretta e guidata esperienza sensoriale. I
risultati: appena i canali sensoriali vengono
rieducati e quindi normalizzati, cessa il
comportamento ripetitivo e l’attenzione del
bambino aumenta e si rivolge al mondo esterno.
Ancor meglio a
questi “angeli” potrebbero essere applicate,
soprattutto nei primi anni di vita, tecniche
metodologiche precoci atte a risolvere i
problemi sia comportamentali che cognitivi e in
particolare a sviluppare il linguaggio.
In proposito il
dott. Massimo Borghese, foniatra (autore di
Autismo e linguaggio, Edizioni Culturali
Internazionali, Roma, 2003) oltre ad inquadrare
e valutare dal punto di vista medico il disturbo
autistico, attraverso la terapia logopedica
precoce avvia il bambino alle strategie
comunicative preferendo e privilegiando il
linguaggio. La tecnica applicata riesce a dare
notevoli e stabili risultati nei soggetti
trattati.
Confortante è ciò
che egli stesso scrive nel suo libro in merito
alle applicazioni terapeutiche per i bambini
autistici: “esigenze che ritengo dover
identificare nel raggiungimento della verbalità,
delle autonomie fondamentali, di comportamenti
sociali compatibili con una normale vita di
relazione, con le possibilità di aver una
carriera scolastica normale e, successivamente,
un inserimento lavorativo nella società.”
Il dott. Alfred
Tomatis, otorino-laringoiatra, approfondisce uno
studio per i soggetti autistici che riguarda
l’ambito del sonoro. Egli ritiene che “la
rinascita sonora” apre la persona autistica al
mondo esterno. Tale tecnica favorisce la
possibilità di ascolto, potenzia le facoltà
relative al linguaggio e alle relazioni, riduce
i disturbi del comportamento, migliora la
postura, il coordinamento, la concentrazione e
il rilassamento ecc.
Un grande esempio
dei frutti prodotti dalla perseveranza impiegata
nel lavoro attivo, positivo, costante e mirato
alla risoluzione dei problemi dell’autismo è la
storia di Donna Williams.
Donna Williams, in "Il mio e il loro autismo",
[Williams 2000] racconta in modo dettagliato il
proprio autismo, descrive inoltre quali passi ha
compiuto per migliorare il suo stato fino a
laurearsi in medicina (individuazione di: dieta,
intossicazioni da metalli, agenti patogeni
intestinali, alterazioni biochimiche, esercizi
cognitivi ecc.);
A svelare, invece,
cause e concause relative all’insorgenza di
insulti tossinici, virali, immunitari, genetici,
ecc, che riguardano varie patologie e tra queste
anche l’albeggiare dell’ autismo, concorre un
ampio ventaglio di articoli e testi quali:
- Vaccinazioni: il grande attacco al cervello e
alla psiche di Harris L. Coulter, Edizioni
NOI-Verlag, Klangenfurt, 1996.
Il titolo è già l’epilogo del discorso.
L’introduzione al libro contiene illuminanti
citazioni: “Ogni epoca viene dominata da una
moda e la maggior parte degli uomini non riesce
neppure a vedere i tiranni da cui viene
dominata.” (Albert Einstein).
E ancora:
“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio
e vizio che non vivano della loro segretezza.
Bisogna portare alla luce del giorno questi
segreti, descriverli, renderli ridicoli agli
occhi di tutti e prima o poi la pubblica
opinione li getterà via. La sola divulgazione di
per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico
mezzo senza il quale falliscono tutti gli
altri.” (Joseph Pulitzer).
- Maggiorenni e vaccinati o diritto alla vita ?,
di Giorgio Tremante, Macro Edizioni, Cesena,
2000. E’ la drammatica storia di Giorgio
Tremante e della sua famiglia distrutta dai
vaccini.
- Autismo, di Massimo Montinari, Macro Edizioni,
Cesena, 2002, che descrive centinaia di casi di
bimbi divenuti autistici con associato
malassorbimento in seguito alle vaccinazioni e
dimostra la diagnosi di “Autismo post
vaccinale”. Alcuni dei casi presentati hanno
avuto il riconoscimento da parte del ministero
della Sanità.
- La Prova evidente del Danno, David Kirby,
2006, Macro Edizioni
Dettaglia
scientificamente come i vaccini scatenano
l’autismo in soggetti geneticamente predisposti.
- Vaccinazioni istruzioni per l’uso, di L.
Acerra, Demetra, 2002, conferma i rischi a cui
Massimo Montinari fa riferimento.
- Vaccinazioni. Perché ?, di Valerio Pignatta,
Macro Edizioni, Cesena 2001, descrive l’iniziale
capitale genetico dell’umanità ormai a rischio
perché minato pesantemente dai vaccini e il
consequenziale indebolimento della salute
dell’uomo d’oggi.
- Asma e Vaccinazioni, di Valerio Pignatta,
Macro Edizioni, Cesena, 2000.
Questo saggio riunisce le ricerche più
aggiornate e studi clinici che stabiliscono
l’interrelazione, talvolta drammatica, tra le
vaccinazioni e le malattie dell’apparato
respiratorio di tipo allergico come l’asma.
- Decisiva ricerca sulla inutilità e sui
pericoli della vaccinazione obbligatoria
antiepatite B, di R. Barisani, Macro Edizioni
Cesena 1998.
E ancora:
- Decisiva ricerca sulla inutilità delle
vaccinazioni obbligatorie antipolio e
antidifterica, di R. Barisani, Macro Edizioni,
Cesen 2001, il lavoro contiene anche
un’appendice su tetano e antitetanica a cura di
V. Pignatta.
- Denti tossici di L. Acerra, Macro Edizioni,
Cesena 1999, oltre a descrivere la pericolosità
del mercurio contenuto nell’amalgama dentale per
tutte le persone, sottolinea anche la grande
tossicità che rappresenta per il feto in madri
con amalgami.
- Inoltre è da sottolineare che centinaia di
famiglie di bambini con sindrome autistica si
recano ogni anno in America in centri medici
specializzati come il Pfeiffer Institute di
Chicago, (ritenuto tra i migliori del pianeta
per lo studio e la cura della sindrome
autistica) per sottoporre i loro figli a
consulto specialistico che precede esami su
sangue, feci, urine e capelli. Ciò al fine di
ottenere uno screening molto specifico che
rivela le condizioni generali del soggetto e in
particolare il danno alla mucosa intestinale, il
malassorbimento, gli agenti patogeni intestinali
presenti, i problemi connessi ai metalli pesanti
rilevati, il deficit enzimatico, le carenze
vitaminiche ecc. Una volta delineato il quadro
diagnostico e dettagliate con test le
intolleranze alimentari, per sopperire ai danni
e ai deficit evidenziati, ai piccoli viene
indicata una dieta naturale (senza glutine,
caseina, conservanti chimici, glutammato, ecc.),
e prescritti integratori, enzimi, probiotici,
antimicotici ecc.
Il protocollo che si
applica al Pfeiffer Istitute di Chicago è
chiamato Dan! Protocoll (Defeat Autism Naw!
Slogan che mira a incentivare l’impegno di
risolvere l’autismo ora!)
Documenti,
testimonianze, studi internazionali che ci
provengono da ogni parte del mondo (Chicago
Pfeiffer Inst; Birmingham, dott. Waring; Oslo,
dott. Reichelt; Bari, dott. M. Montinari;
Napoli, dott. M. Borghese; Bologna, Dott. F.
Verzella; Verona, Dott. Dozzo; ecc.) gremiscono
gli spazi virtuali di Internet a conferma di
quanto i vaccini, le attivazioni virali, le
intossicazioni da metalli [ Daunderer 2003], la
dieta non adeguata, la permeabilità intestinale,
il malassorbimento, lo scompenso enzimatico
ecc., giochino un ruolo primario e determinante
nell’autismo: altro che concentrare il discorso
sul litigio di una notte o lo schiaffo sfuggito
per disperazione !
Se qualcuno ancora pensa che alcune migliaia di
vittime da vaccini sono necessarie per il
benessere della moltitudine, non ha compreso il
nocciolo del problema che risiede
nell’immunosoppressione post-vaccinale: “Un
vaccino diminuisce l’immunità mediata da
linfociti del 50%, due vaccini insieme riducono
tale immunità del 70%. Oramai è una norma
iniettare tre vaccini (e più esavalente) nella
stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi
successive a distanza di qualche mese” (Montinari,
2002);
“Un aspetto assolutamente certo e riconoscibile
in tutte le vaccinazioni consiste nella
soppressione post-vaccinale delle difese
immunitarie, con un massimo di caduta dei
livelli di linfociti 10 giorni dopo
l’inoculazione. Questa fase sembra non sia molto
nota ai medici che vaccinano.” (Montinari,
Tonarelli, Associazione A.P.O.I., - Associazione
Universo Bambino, 2004).
“L’indebolimento delle difese si può ascrivere
ad uno spostamento dal livello dell’immunità
cellulare (legata all’attività dei globuli
bianchi) al livello dell’immunità umorale
(quella legata all’attività anticorpale) : una
vaccinazione rinforza l’immunità umorale e
indebolisce quella cellulare.” (Montinari,
Tonarelli, 2004). Vale a dire che la battaglia
si ingigantisce mentre i soldati diventano più
deboli per poterla affrontare: per questo molti,
che si ritrovano un’armatura inadeguata ne
escono sconfitti.
Ciò crea nel bambino
le condizioni favorevoli per un grave attacco
alla salute, specie se il soggetto presenta
particolari predisposizioni genetiche, o, se per
svariati motivi (mercurio, palladio, nickel ecc.
materno, o candida ecc.) si trova in condizioni
immunitarie precarie, che, ovviamente, non sono
visibili ad occhio nudo, ma evidenziabili, come
già detto, solo attraverso gli esami di
tipizzazione linfocitaria ed esame HLA in bassa
risoluzione.
E’ così che molti
piccoli, finiscono “segnati” dal vaccino (es.
autistici , bambini con malattie autoimmuni, o
bambini che sviluppano gravi anomalie del
comportamento: iperattività, dislessia ecc.);
gli altri, forse, avranno passeggeri malesseri e
poi in apparenza tornano come prima, magari
sviluppano qualche allergia, la bronchite,
l’asma o un eczema atopico, si ammaleranno più
spesso, manifesteranno qualche intolleranza
alimentare, meno resistenza ai virus, qualche
problema gastroenterico, si ripeteranno le
tonsilliti e le otiti, ma questo sconvolge
“poco” la famiglia che non assocerà mai la
vaccinazione ai sopraggiunti disturbi, anzi il
genitore si avvierà con grande anticipo al
calendario per segnare la data della prossima
“provvidenziale” vaccinazione e purtroppo non
segnala quasi mai all’ASL, nell’apposito modello
preposto, i disturbi post vaccinali accusati dal
figlio, perché ritenuti dal coro medico
assolutamente “normali”.
L’altro importante
nocciolo della questione riguarda l’età in cui
viene praticato il vaccino: “Subito dopo la
nascita ci sono due stadi per lo sviluppo del
cervello che richiedono intensa solfatazione.
Il primo stadio, durante la proliferazione delle
cellule, coinvolge la solfatazione dei
glicosaminoglicani (GAG) nel cervello.
Il secondo stadio consiste nella mielinizzazione
del tessuto cerebrale, che avviene in buona
parte nel periodo che va dal terzo fino al
quindicesimo mese di vita.
Questo periodo critico per l’organizzazione di
base del cervello coincide, come sappiamo bene,
con il periodo delle vaccinazioni infantili.
Il neonato non
abbonda di materiale per la solfatazione e
l’improvvisa richiesta di solfatazione, a
seguito delle vaccinazioni, mette in
competizione cervello e ileo (intestino) per
questo materiale cruciale. E’ normale che in un
organismo venga continuamente perduto materiale
solfatato per essere sostituito dal nuovo.
Questa “muta” del materiale solfatato subisce
una accelerazione enorme a seguito di
attivazioni immunitarie (da vaccini!).
La natura si è
intenzionalmente appoggiata a meccanismi non
infiammatori nell’affrontare le infezioni
durante i primi mesi di vita, fornendo al
neonato IgA non infiammatori dal sistema
immunitario della madre, veicolati attraverso il
latte materno. Le vaccinazioni però vanno a
indurre nel bambino proprio ciò che la natura
voleva evitare, e infatti producono un fenomeno
infiammatorio coinvolgente IgG e IgM.” [Montinari,
2002].
Inoltre:
“L’insulto vaccinico provoca perdite di
materiale solfatato e, in individui
suscettibili, gravi avarie della solfatazione.
Dunque l’avaria nella solfatazione è anche il
meccanismo per cui le membrane intracraniali
meningee perdono parte della capacità di
espandersi e di accomodare quindi la crescita
del cervello e delle ossa del cranio.” [Terapia
craniosacrale e autismo, dott. John E. Upledger
,1979].
Nei paesi dove le
vaccinazioni si sono ridotte e le dosi sono
state praticate dopo i 30 mesi di vita i danni
da vaccini sono calati in modo sorprendente.
(Svezia, Giappone, Germania, ecc).
Nonostante un incredibile mare di informazioni
scientifiche confermino il rapporto esistente
tra autismo e vaccinazioni, autismo e sistema
neurogastroenterico, autismo e sistema
neuro-immuno-endocrino, un “illuminato”
psicologo convince, anzi condanna a vita un
disperato genitore attestando che la patologia
neurologica di suo figlio è stata determinata da
quel ceffone sfuggito in una notte lontana e
triste.
La scienza conferma ampiamente che ben altri
processi tossici e neurotossici, virali, ecc, e,
non solo quelli emotivi, inducono all’autismo.
Si legge in
Celiachia,
intolleranze, allergie alimentari, Macro
Edizioni, Cesena, Tranfaglia, 2003, a proposito
di autismo post-vaccinale: “Quale cultura del
passato ha reso autistici schiere di bambini
nati sani?”
Ebbene, numerosi
studi chiariscono, in modo dettagliato, che le
persone autistiche non sono “cose fuori posto”,
sono, invece, creature, spesso, profondamente
danneggiate da un sistema che non si mette in
discussione e risulta quindi corresponsabile di
tante “anime intrappolate in un inquieto e
doloroso mondo!”.
La buona volontà dei
familiari, il loro amore, i loro immensi
sacrifici, la perseverante dedizione di ogni
giorno, non pongono definitivo rimedio a tale
grave problema che richiede anche e sopratutto
il sostegno continuo di una mirata, seria e
riconosciuta ricerca scientifica. Ricerca
positiva, consapevole e corretta che coinvolga
l’intero pianeta (Chicago, Pfeiffer Inst.;
Birmingham, dott. Waring; Oslo, dott. Reishelt;
Bari, dott. Montinari; Napoli, dott. Borghese;
Bologna, Dott. Verzella; Verona, Dott. Dozzo;
ecc.).
Le famiglie che comprendono ciò si caricano di
un aggravio economico molto serio per
raggiungere i luoghi della vera guarigione,
altre, che vorrebbero, ma non possono
permettersi tali approdi, restano a guardare
nella mortificazione !
E intanto, le
famiglie che non sono documentate circa le
correlazioni autismo-cervello-intestino e
ignorano il ruolo delle vaccinazioni,
l’efficacia della dieta senza glutine e caseina,
le implicazioni enzimatiche connesse, quelle
legate agli agenti patogeni intestinali, ai
dismetabolismi o ai metalli tossici ecc.
continuano, in buona fede, ad affidare i loro
figli agli effetti degli psicofarmaci
addizionando ancora “sbarre malefiche” alla
“gabbia autismo”.
Coloro che, invece,
sono approdati alle verità scientifiche prima
menzionate osservano con grande diligenza i
consigli dei centri specializzati italiani,
europei o d’oltre oceano. Essi non mollano la
presa e con esemplare coraggio affrontano
qualunque sacrificio che tale strada implica,
perché rilevano, nel tempo,inimmaginabili e
inaspettati risultati.
E’ il caso di M.
(sindrome autistica 15 anni) che oltre a seguire
una dieta naturale priva di glutine, caseina,
zucchero ecc., assume solo medicine omeopatiche,
enzimi, probiotici, vitamine. Da circa 2 anni ha
sospeso gli antiepilettici. Risultato: sono 2
anni che finalmente non ha più le convulsioni.
Il caso di L.
(ritardo mentale, e anticorpi antiglutine nella
norma – 19 anni). Soffriva per una stitichezza
così grave che i medici avevano prospettato un
intervento chirurgico. Per farlo evacuare era
necessario praticargli i clisteri addirittura in
sede ospedaliera, ciò sconvolgeva e aggravava le
condizioni psicofisiche del ragazzo. L. da 2
anni osserva una dieta naturale senza glutine e
caseina, senza zucchero, insaccati ecc. ha
eliminato medicine allopatiche e assume
enzimi,vitamine e probiotici.
Risultato: evacua in
modo naturale tutti i giorni ed è più sereno.
I veri specialisti di questa complessa sindrome
sono senza dubbio loro: i genitori.
Genitori coraggiosi che non esitano a donare a
questi angeli la loro vita, la loro anima.
E proprio con l’anima ragionano, studiano, si
confrontano, approfondiscono, comprendono,
scelgono, operano accettando di affrontare
enormi sacrifici pur di concretizzare indiscussi
risultati.
Anime colme di un amore immenso rivolto sempre e
solo alla ricerca della verità, al bene per i
loro figli.
Proprio questo coraggiosissimo amore, questo
dantesco “intelletto d’amore”, è il motore che
muove in loro un’enorme forza e la
determinazione a continuare, sempre e comunque
in ogni periglioso sentiero.
E tale coraggio li premia: i figli di questo
meraviglioso amore, un passetto per volta, si
allontanano dal “fantasma maligno”, alcuni,
oggi, riescono a seguire i programmi scolastici
e vivono un’accettabile vita sociale.
Anche nel giorno di maggiore scoramento,
stanchezza, difficoltà, disperazione, essi non
demordono. Dignitosi e consapevoli del doloroso
e lontano vissuto guardano indietro per
ricordare i tanti problemi superati, registrando
nel presente i traguardi raggiunti: ciò basta a
rasserenarli e a riempirli di nuova energia e
volontà per continuare!
Oggi è necessario ed
urgente che la società sviluppi piena coscienza
della realtà dell’autismo a partire da ciò che
si vive, si affronta e si soffre ogni giorno
nelle case dove è arrivato questo “fantasma
maligno”, usurpatore del sorriso, della serenità
e della stabilità di tante famiglie !
Un paese libero e
democratico come il nostro dovrebbe provvedere
come un buon padre di famiglia alla “tragedia
autismo” e con grande senso di responsabilità
comprenderne prima la natura e poi attivarsi
affinché tutti i danneggiati possano ricevere le
migliori cure che oggi la scienza e la ricerca
mondiale offrono; dovrebbe sostenere queste
famiglie in modo concreto e continuo. Ciò
permetterebbe di aiutare tutti i figli innocenti
divenuti “prigionieri di un inferno poco
conosciuto, né riconosciuto”!
Superati e fuori
posto, in verità, mi appaiono, invece, approcci
terapeutici di taluni operatori sanitari che,
fermandosi alle mere apparenze della sindrome,
rimpinzano ancora questi “angeli intrappolati”
di malefici psicofarmaci, affinché neppure un
giustificato lamento o un urlo, che lascerebbe
intravedere la loro dolorosa esistenza possa
raggiungere questo “perverso mondo”.
Il farmaco
somministrato a bambini autistici con esordi
epilettici o ad altri pazienti con problemi
comportamentali è spesso l’acido valproico,
utilizzato sui topi di laboratorio proprio per
produrre il modello sperimentale di alterazioni
dello sviluppo neurologico dell’autismo [Rodier
1997]
Le anomalie
caratteristiche del paziente autistico, tra cui
deficit ai neuroni motori del nervo craniale,
riduzioni in numero di cellule di Purkinje e
riduzione in volume del cervelletto, in
particolare nel lobo posteriore, possono essere
riprodotte identicamente in topi di laboratorio
previa esposizione fetale all’acido valproico .ngram
2000]
Taluni operatori
sanitari credono ancora, seduti sul pulpito
delle indiscusse verità, che l’unico luogo da
curare, in caso di autismo, meglio ancora da
stordire (con psicofarmaci), sia il cervello,
lasciando così il male, anzi aggravandolo, negli
altri organi implicati:
“Nell’autismo sono
presenti frequentemente disordini
gastrointestinali, correlati essenzialmente
al
malassorbimento, al quale si associa nel 70%
dei casi una patologia da reflusso
gastro-esofageo.
Nella nostra esperienza il reflusso
gastro-esofageo era correlato soprattutto a
gastropatie da intolleranze alimentari (latte
vaccino, latticini, e
glutine). […] Appare evidente che ogni
alterazione della complessa struttura anatomo-
funzionale dell’apparato
digerente e dell’intestino
tenue in particolare, possa modificare il
ruolo fondamentale nell’equilibrio del
sistema immunitario”. [Montinari, 2002]
“Il
cervello
addominale (intestino),
insomma, lavora in modo autonomo e invia più
segnali al cervello “nella testa” di quanti non
ne riceva da esso […]. La rete di cellule
nervose intravista da Auerbach è la centralina
di gestione e di controllo che […] comanda anche
la velocità di transito ed altre funzioni,
grazie all’equilibrio tra neurotrasmettitori
inibitori ed eccitatori, ormoni stimolanti e
secrezioni protettive” (Borghese 2003 ).
“L’azione di
glutine e caseina assumono un ruolo
importantissimo nella genesi di numerose
patologie del sistema nervoso centrale, quali
l’autismo, il ritardo neuromotorio e la
schizofrenia.” […] “Già nel 1981 Reichelt ,
osservava l’incremento nei soggetti autistici e
schizofrenici di peptidi nelle urine; nel 1986
dallo stesso fu osservata l’iperpeptiduria, come
incremento della casomorfina bovina” […] “Tali
osservazioni hanno permesso di stabilire il
ruolo svolto dal glutine e dalla caseina,
sottoforma di glutomorfina e casomorfina sul
sistema nervoso centrale con l’inibizione della
normale maturazione neuronale”. [Montinari,
2002]
Se il buon Dio
avesse reputato i vaccini la nostra salvezza
saremmo nati con le dosi attaccate al collo
unitamente alle istruzioni per l’uso.
Egli sa che nel sistema perfetto che ha creato,
osservando le regole che la Natura stessa ci
indica, le vaccinazioni non servono a nessuno,
per virus e batteri possono bastare talune
terapie naturali [Vergini 2003] ; in un sistema
dove si dimenticano gli insegnamenti della
Natura e del buon Dio (intossicazioni da
mercurio, cadmio, nickel, palladio,
alimentazione squilibrata ed alterata da
additivi, prodotti
OGM,
acquedotti costruiti in eternit ecc.) le
vaccinazioni diventano una necessaria beffa
obbligatoria, rischiosa e inutile da praticare a
tutti per creare l’insana illusione di essere
virtualmente al sicuro !
Brioschi e Donzetti [1976] fanno una rilevante
affermazione circa l’uso dei vaccini: “Appare
evidente che il sistema vaccinale non
costituisce quello scudo protettivo che si è
soliti attribuirgli; bisogna riconoscere però
che esso esercita un’innegabile funzione
tranquillante sulla popolazione, almeno nella
misura in cui non sono di dominio pubblico i
suoi effetti negativi”.
[Acerra 2002]
Dedico questo
scritto a tutti gli angeli tornati al Signore
dopo la vaccinazione, ai tanti “angioletti in
trappola” e ai loro genitori che ogni giorno
continuano a combattere !
Che Iddio ci perdoni ! Che aiuti e sostenga
tutti gli uomini di buona volontà !
By Teresa Tranfaglia - Tratto da
ilconsapevole.org
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STUDI che
DIMOSTRANO l'associazione significativa fra
thimerosal (mercurio) e
autismo:
Thimerosal exposure in infants and
neurodevelopmental disorders: an assessment of
computerized medical records in the Vaccine
Safety Datalink.
The study evaluated possible associations
between neurodevelopmental disorders (NDs) and
exposure to mercury (Hg) from
Thimerosal-containing vaccines (TCVs) by
examining the automated Vaccine Safety Datalink
(VSD). A total of 278,624 subjects were
identified in birth cohorts from 1990-1996 that
had received their first oral polio vaccination
by 3 months of age in the VSD. The birth cohort
prevalence rate of medically diagnosed
International Classification of Disease, 9th
revision (ICD-9) specific NDs and control
outcomes were calculated.
Exposures to Hg from TCVs were calculated by
birth cohort for specific exposure windows from
birth-7 months and birth-13 months of age.
Poisson regression analysis was used to model
the association between the prevalence of
outcomes and Hg doses from TCVs. Consistent
significantly increased rate ratios were
observed for autism, autism spectrum disorders,
tics, attention deficit disorder, and emotional
disturbances with Hg exposure from TCVs. By
contrast, none of the control outcomes had
significantly increased rate ratios with Hg
exposure from TCVs. Routine childhood
vaccination should be continued to help reduce
the morbidity and mortality associated with
infectious diseases, but efforts should be
undertaken to remove Hg from vaccines.
Additional studies should be conducted to
further evaluate the relationship between Hg
exposure and NDs.
Tratto da:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18482737
- Pubblicato su: J Neurol Sci. 2008 Aug
15;271(1-2):110-8
Questo studio
evidenzia come l'associazione con l'autismo ci sia anche
rispetto alla distanza da fonti ambientali di mercurio
Proximity to point sources of environmental mercury
release as a predictor of autism prevalence.
The objective of this study was to determine if
proximity to sources of mercury pollution in 1998 were
related to autism prevalence in 2002.
Autism count data from the Texas Educational Agency and
environmental mercury release data from the
Environmental Protection Agency were used. We found that
for every 1000 pounds of industrial release, there was a
corresponding 2.6% increase in autism rates (p<.05) and
a 3.7% increase associated with power plant emissions(P<.05).
Distances to these sources were independent predictors
after adjustment for relevant covariates. For every 10
miles from industrial or power plant sources, there was
an associated decreased autism Incident Risk of 2.0% and
1.4%, respectively (p<.05). While design limitations
preclude
interpretation of individual risk, further
investigations of environmental risks to child
development issues are warranted.
Tratto da. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18353703
- Health Place. 2009 Mar;15(1):18-24.
E dobbiamo stare attenti anche ai report con dati errati
o falsati
Blood levels of mercury are related to diagnosis of
autism: a reanalysis of an important data set.
The question of what is leading to the apparent
increase in autism is of great importance. Like the
link between aspirin and heart attack, even a small
effect can have major health implications. If there is
any link between autism and mercury, it is absolutely
crucial that the first reports of the question are not
falsely stating that no link occurs. We have reanalyzed
the data set originally reported by Ip et al. in 2004
and have found that the original p value was in error
and that a significant relation does exist between the
blood levels of mercury and diagnosis of an autism
spectrum disorder. Moreover, the hair sample analysis
results offer some support for the idea that persons
with autism may be less efficient and more variable at
eliminating mercury from the blood.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18006963
J Child Neurol. 2007 Nov;22(11):1308-11.
Anche questa ricerca sperimentale può indicare qualcosa
Induction of metallothionein in mouse cerebellum and
cerebrum with low-dose thimerosal injection.
Thimerosal, an ethyl mercury compound, is used worldwide
as a vaccine preservative. We previously observed that
the mercury concentration in mouse brains did not
increase with the clinical dose of thimerosal injection,
but the concentration increased in the brain after the
injection of thimerosal with lipopolysaccharide, even if
a low dose of thimerosal was administered. Thimerosal
may penetrate the brain, but is undetectable when a
clinical dose of thimerosal is injected; therefore, the
induction of metallothionein (MT) messenger RNA (mRNA)
and protein was observed in the cerebellum and cerebrum
of mice after thimerosal injection, as MT is an
inducible protein. MT-1 mRNA was expressed at 6 and 9 h
in both the cerebrum and cerebellum, but MT-1 mRNA
expression in the cerebellum was three times higher
than that in the cerebrum after the injection of 12
microg/kg thimerosal. MT-2 mRNA was not expressed until
24 h in both organs. MT-3 mRNA was expressed in the
cerebellum from 6 to 15 h after the injection, but not
in the cerebrum until 24 h. MT-1 and MT-3 mRNAs were
expressed in the cerebellum in a dose-dependent manner.
Furthermore, MT-1 protein was detected from 6 to 72 h
in the cerebellum after 12 microg/kg of thimerosal was
injected and peaked at 10 h. MT-2 was detected in the
cerebellum only at 10 h.
In the cerebrum, little MT-1 protein was detected at 10
and 24 h, and there were no peaks of MT-2 protein in
the cerebrum. In conclusion, MT-1 and MT-3 mRNAs but not
MT-2 mRNA are easily expressed in the cerebellum rather
than in the cerebrum by the injection of low-dose
thimerosal. It is thought that the cerebellum is a
sensitive organ against thimerosal. As a result of the
present findings, in combination with the brain
pathology observed in patients diagnosed with autism,
the present study helps to support the possible
biological plausibility for how low-dose exposure to
mercury from thimerosal-containing vaccines may be
associated with autism.
Tratto da:
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19357975
Cell Biol Toxicol. 2009 Apr 9.
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Vaccinazioni per l’infanzia ed
autismo: un caso accertato negli
Stati Uniti
Mercoledì 9
Aprile 2008 - Gli studi clinici avevano fallito nel mostrare un
legame tra vaccinazione ed autismo, ma molti genitori di bambini
autistici hanno nutrito dubbi su queste conclusioni.
Il Governo americano ha ora ammesso che la
vaccinazione può avere arrecato
danni ad una bambina di 9 anni, ed ha annunciato che si farà
carico delle spese per la cura.
Nel 2000 Hannah aveva 19 mesi ed uno sviluppo normale, quando
ricevette 5 iniezioni per la prevenzione di 9 malattie
infettive.
Nel 2001 alla bambina è stato diagnosticato il disturbo
autistico.
Per il fatto che il padre di Hannah era un neurologo al Johns
Hopkins Hospital, la bambina è stata sottoposta ad una serie di
esami, che hanno evidenziato un disordine a livello
mitocondriale.
Due teorie sono state ipotizzate: la prima che la bambina
presentava una sottostante malattia mitocondriale e che la
vaccinazione ha slatentizzato, la seconda è che la vaccinazione
ha
causato questo disordine.
Il Governo ha optato per la prima ipotesi: la bambina aveva una
sottostante malattia mitocondriale che è stata aggravata dalla
vaccinazione.
Molti dei vaccini che Hannah ha ricevuto contenevano Tiomersale,
un preservativo a base di Mercurio.
Negli Stati Uniti, il Tiomersale è stato rimosso dai vaccini
somministrati nell’infanzia a partire dal 2001.
Rimane aperto il dibattito sulle vaccinazioni multiple
nell’infanzia. ( Xagena Medicina )
Fonte: The New York Times, 2008 -
Medicina-Online.net + vedi
Autismo - La prova dei
Danni dei Vaccini +
Autismo dai VACCINI
+
Bibliografia su Autismo dai vaccini + Mutazioni cromosomiche
con i vaccini +
Mutazioni genetiche con i
vaccini
+
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
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Adesione cellulare e
rischio di autismo
La suscettibilità allo sviluppo di disturbi dello spettro
autistico è influenzata da differenze genetiche nei meccanismi
di adesione fra cellule cerebrali
Tre distinti studi hanno identificato alcuni fattori genetici,
alcuni rari altri comuni, che influiscono sul rischio di
sviluppare disturbi dello spettro autistico (DSA), confermando
l'importanza dei geni che sono coinvolti nella formazione e nel
mantenimento delle connessioni fra le cellule cerebrali.
Lo studio più ampio, che ha coinvolto oltre 10.000 soggetti, è
quello condotto da ricercatori della
University of Pennsylvania School of Medicin,
dell'Università della California a Los Angeles e dell'University
of Miami Miller School of Medicine pubblicato su "Nature".
Nel loro lavoro i ricercatori coordinati da Hakon Hakonarson
hanno trovato diverse varianti genetiche comunemente associate
ai DSA, tutte riferibili a posizioni sul
cromosoma 5 situate fra i geni CDH9 e CDH10. Entrambi questi
geni codificano per delle caderine, proteine della superficie
cellulare che consentono alle cellule di aderire le une alle
altre.
Gli studiosi hanno anche scoperto un gruppo di circa 30 geni che
codificano per proteine di adesione cellulare (fra cui caderine
e neurexine) più fortemente associate ai DSA. Nel cervello in
via di sviluppo queste proteine consentono ai neuroni di migrare
nella posizione corretta e quindi di entrare in connessione con
altri neuroni.
In un secondo studio, pubblicato sugli "Annals
of Human Genetics", Margaret Pericak-Vance e collaboratori
dell'University
of Miami Miller School of Medicine hanno completato uno
studio indipendente per la ricerca di piccole varianti genetiche
correlate ai DSA, che ha confermato come questi disturbi siano
associati a piccole variazioni relative ai geni CDH9 e CDH10.
Nel terzo studio, pubblicato ancora su "Nature" e diretto da
Hakonarson e Gerard D. Schellenberg, i ricercatori hanno cercato
duplicazioni o delezioni di geni nei soggetti affetti da DSA. In
alcuni rari casi hanno trovato che si potevano riscontrare
variazioni di questo tipo associate a geni coinvolti
nell'adesione cellulare, mentre in altri apparivano interessati
geni coinvolti nel sistema ubiquitina-proteasoma, un sistema di
allocazione degli "scarti" cellulari che si ritiene influire sul
turnover sulla superficie cellulare della proteine di adesione.
(gg
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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Autismo:
dagli anni 70 il numero dei casi
è cresciuto di dieci
volte.
(NdR: cioe' da quando sono iniziate
le campagne vaccinali
(1966 vaccinazione obbligatoria
per la Polio)
In tutto il mondo le diagnosi di
autismo sono in aumento: dagli anni 70 a
oggi si è passati da 4-6 casi a 40-60 ogni 10 mila bambini. Il
problema però è nella diagnosi e nel numero di manifestazioni
che via via sono state codificate nell'autismo, nella sindrome
di Asperger e nel disturbo pervasivo dello sviluppo. Tutte
sindromi che hanno in comune l'incapacità di immaginare scenari
astratti, di stabilire relazioni sociali, di comunicare. Vi
possono essere poi disturbi organici, depressione, ansia,
iperattività. Il primo caso riconosciuto risale al 1944, quando
fu coniato il termine autismo. Ma in letteratura scientifica c'è
un caso nell'Irlanda del 1930, in un bambino appena
vaccinato
per il vaiolo.
Da indagini su larga scala condotte negli Stati Uniti e in
Inghilterra, si stima che i casi con comportamenti
autistico-simili siano dai 15 ai 20 ogni 10.000 nati. Sei
bambini ogni diecimila è l'attuale media mondiale. In realtà,
l'ultimo dato americano, dei Centri per il controllo e la
prevenzione delle malattie (Cdc) di Atlanta, è allarmante:
autismo e altre sindromi simili colpirebbero 1 bimbo ogni 150.
Quasi 600 mila ragazzini americani soffrirebbero di una qualche
forma del disturbo. Una nota: le stime variano considerevolmente
a seconda del Paese, passando da circa 2 ogni 10.000 nati in
Germania ad addirittura 16 ogni 10.000 in Giappone.
TRE MASCHI MALATI OGNI FEMMINA - Il rapporto tra i due sessi
sembra uguale sull'intero pianeta. In Italia l'autismo colpisce
oggi circa 20 bambini ogni 10 mila nati. Nel 1997 erano 4 ogni
10 mila. In un decennio sarebbero circa 6 mila gli autistici
venuti al mondo nel nostro Paese. Ma quanti sono in totale i
viventi e quanti sono stati diagnosticati? Forse 10 volte le
stime. Numeri diversi a causa dei diversi criteri di diagnosi,
ma anche a causa di fattori genetici e influenze ambientali,
anche cause vaccinali.
La diminuzione delle capacità di sviluppo, apprendimento e
comportamento negli Usa interessa 12 milioni di bambini, oltre
un milione dei quali ha subito danni cerebrali a causa del pesce
contaminato da mercurio. In California, per esempio, l'incidenza
dell'autismo è cresciuta del 270% tra il 1987 e il 2007». «Gli
agenti tossici determinano nei bambini effetti a livello
immunitario, endocrinologico, genetico e a livello degli organi
» conclude Burgio. Risultato: allergie e malattie
autoimmunitarie sono in aumento, così come l'autismo.
StephenM. Edelson, direttore del Centro per lo studio
dell'autismo di Salem, nell'Oregon, spiega come accorgersi che
qualcosa non va: «Molti neonati autistici sono diversi fin dalla
nascita: incurvano la schiena per allontanarsi dalla persona che
li accudisce, restano passivi, con il corpo abbandonato quando
devono essere presi in braccio.
Nei primi mesi di vita possono essere passivi o estremamente
agitati.
Durante l'infanzia, poi, iniziano a dondolarsi e a picchiare la
testa contro la culla, anche se ciò non sempre avviene».
Aggiunge Edelson: «Alcuni raggiungono tappe dello sviluppo
(parlare, gattonare e camminare) molto in anticipo; in altri
casi le stesse tappe vengono raggiunte invece con ritardo.
Un
terzo dei bambini autistici si sviluppa in modo normale fino a
una età compresa tra un anno e mezzo e tre anni, dopodiché la
malattia comincia a emergere». Metà dei colpiti non sviluppa il
linguaggio ed il 75-80% presenta ritardo mentale.
La cura definitiva per la guarigione ? Per ora è
impossibile, ma i pazienti possono
stare meglio e recuperare in parte i loro danni - vedi
Protocollo Montinari