|
Vaccinazioni per l’infanzia ed
Autismo
Metalli tossici
dei vaccini = Autismo vedi: PDF - dott.
M. Proietti
Sentenza 2012 - Trib. Rimini su
Vaccini=Autismo
Commento NdR: sulla sentenza di Rimini: vaccini =
autismo
BENE ha
fatto il Giudice del Tribunale di Rimini (Italia) a
sentenziare in quel modo, perche' egli non si e'
lasciato influenzare dalle FALSITA' del
Ministero della "salute" (che e'
stato da noi
informato sui Danni dei vaccini dal 1996 e
se ne sta zitto.....assieme a
tutti gli altri "enti"....) fino agli ordini
dei medici......tutti al servizio di
Big Pharma !
- vedi lo studio del dott.:
Wakefield.htm
In CINA dopo le campagne vaccinali esplode
l'Autismo ! - Maggio 2016
http://yournewswire.com/autism-rates-explode-in-asia-after-introducing-western-vaccines/
VERISSIMO, ma non solo l'autismo....ma una
innumerevole sequela di altre
malattie....
Autismo
e non solo dai Vaccini:
USA, Giugno 2013 - AUTISMO = 1 bambino
autistico su 26, non come era nel 2010, 1
su 80 ....
vedi QUI:
http://autismovaccini.com/2012/05/01/statistiche-per-lautismo-a-confronto-probabile-1-ogni-29-anziche-1-ogni-88/
Ricordo che,
molta importanza hanno anche i cibi assunti non
adatti al gruppo sanguigno del soggetto.
I Tribunali anche USA, confermano tranquillamente che il
vaccino
MMR causa l'autismo. Austin (USA) - 27 Luglio 2013
Dopo decenni di appassionato dibattito, per i genitori che
probabilmente hanno perso i ripetuti ricorsi richiesti dalle
aziende farmaceutiche e governi, che i vaccini infatti causano
l'autismo.
Per i genitori interessati alla ricerca della verità, vale la
pena ricordare che le stesse persone che possiedono le aziende
farmaceutiche di tutto il mondo possono anche possedere agenzie
di stampa americane.
La Ricerca di informazioni prive di propaganda è stata fino ad
ora molto difficile.
Ma Whiteout Press non è qui per sostenere o contrastare i
vaccini. Siamo qui per portare i lettori la notizia che è il
tema e’ in black-out, cover-up e censurato dalle autorita’Sanitarie
e Governative.
Tratto da:
http://www.whiteoutpress.com/timeless/courts-quietly-confirm-mmr-vaccine-causes-autism/
La prova della FRODE del
CDC
per le cause dei
Vaccini
nell'Autismo
- CONFESSIONE di un alto dirigente
CDC, davanti al Congresso US
Gli esperti di
vaccini
del
CDC, hanno spesso
conflitti di
interesse
- 18/03/2010
CDC e
Conflitti di interesse - 1
+
CDC e Conflitti
di interesse - 2
+
CDC e Conflitti
di interesse - 3
+
Corruzione
+
Danni dei
Vaccini +
Contro Immunizzazione
CDC
conflitti di
interesse
anche per i vaccini +
anche per la FDA
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/
Davvero inquietante !
Questo medico il Dott.
Andrew Moulden è MORTO (probabilmente
assassinato) in modo inspiegabile nel
novembre 2013 al età di 49, subito dopo
aver pubblicato le SUE RICERCHE che
DIMOSTRANO il DANNO CAUSATO dai VACCINI,
RICONOSCIBILI SOLO da un SEMPLICE ESAME
ESTERNO
http://vaccineimpact.com/2015/dr-andrew-moulden-learning-to-identify-vaccine-damage/
Parlamentari pagati dalle Lobbies ? -
Roma Ott. 2013
L'intervista a un assistente di un Senatore
che svelerebbe i traffici illeciti tra
parlamentari e
Lobbies.
Video dell'intervista:
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html
Informatore dei
CDC
CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli
studi della correlazione VACCINO=AUTISMO
Un'analisi
epidemiologica dell'ipotesi "autismo quale avvelenamento da
mercurio"
International Journal of Risk & Safety in
Medicine 20 (2008) 135–142 135
DOI 10.3233/JRS-2008-0436 -
IOS Press
By David Austin - Life and Social Sciences,
Swinburne University of Technology, Melbourne, Australia
Riassunto.
Dove la ricerca sperimentale diretta di una ipotesi causale di
una malattia è impossibile, sia per considerazioni etiche che
pratiche, la deduzione epidemiologica è la via accettata per
stabilirne le cause. Perciò, per esaminare l'autismo come
un'ipotesi di avvelenamento da mercurio, questa ricerca
riesamina la letteratura scientifica esistente allo scopo di
stabilire criteri epidemiologici e constatare che l'evidenza per
una relazione causale è convincente.
L'esposizione al mercurio
(tramite vaccini e amalgami dentarie materne) in utero e durante
gli anni dell'infanzia è confermato: l'avvelenamento da mercurio
è conosciuto come causa di sintomi coerenti con l'autismo; il
modello animale supporta questa connessione e i livelli di
mercurio sono più elevati sia nelle urine che nel sangue dei
bambini autistici rispetto ai non autistici.
Analogamente alle prove epidemiologiche sulla relazione
fumo-cancro al polmone, è confermata la relazione
mercurio-autismo.
Il principio precauzionale richiede che i
professionisti della salute non eseguano delle azioni se c'è il
sospetto che quell'azione possa causare un grave o definitivo
effetto sulla salute, non c'è bisogno dell'assoluta certezza.
Perciò, data la gravità, il devastante impatto per tutta la vita
e la prevalenza estremamente elevata di autismo, sarebbe
irresponsabile continuare ad esporre donne incinta e mamme in
allattamento con i neonati a quantità evitabili di mercurio.
1. Introduzione
L'autismo è un disturbo del neurosviluppo presente nell'infanzia
che colpisce 1 su 150 bambini negli USA [8]. La condizione è
caratterizzata da gravi disabilità nella socializzazione,
comunicazione e comportamento. I bambini con autismo possono
mostrare uno spettro di comportamenti-problema come
iperattività, mancanza di attenzione, impulsività, aggressività,
auto-aggressività e scoppi d'ira. In più, questi bambini spesso
mostrano una risposta inusuale alle stimolazioni sensoriali
quali ipersensibilità alla luce o ad alcuni tipi di suoni,
colori, odori o al tatto, oltre ad avere un alta soglia del
dolore [1]. La diffusione dell'autismo è venuta incrementandosi
fino ad un livello epidemico [47] di cui non si tiene conto per
le modifiche ai criteri diagnostici o al miglioramento di questi
sistemi [5,12].
L'autismo fu inizialmente proposto come un nuovo disordine nel
1943 da Kanner [26]. Fino a quel momento, la ricerca di un
agente causale aveva dato risultati evasivi. Una teoria
dominante lo collegava ad una suscettibilità genetica [14].
La
ricerca per una base genetica dell'autismo si è, finora,
dimostrata senza successo nonostante vasti lavori di ricerca
[2,7,35,48]. Per di più, è difficile conciliare la causa
genetica con l'epidemia autistica, dato che l'autismo era
sconosciuto prima del 1940 e la diffusione è andata
progressivamente incrementandosi esponenzialmente solo a partire
da quel momento.
Questi fattori suggeriscono che una causa
puramente genetica è improbabile.
L'altra teoria dominante afferma che l'autismo ha una causa
nell'esposizione al mercurio nell'utero materno e/o nella
primissima infanzia [4,28]. La fonte principale di esposizione
al mercurio fra i neonati è data dai vaccini (sia materni che
pediatrici) e dalle amalgami dentarie (materne). L'ipotesi è
stata riconosciuta come biologicamente plausibile dal Centro per
il Controllo delle Malattie (CDC) negli USA [39], ed è così
legante che la valutazione di quell'ipotesi è stata gestita nel
contesto di un esame epidemiologico.
Una revisione epidemiologica è essenziale, in quanto non si è
mai condotto uno studio che dimostri (o neghi) che il mercurio
causa autismo perché non si può, eticamente e praticamente,
condurre una sperimentazione casuale per controllare un
esperimento nel quale alcuni bambini vengano selezionati per
essere esposti ad una riconosciuta neurotossina (mercurio) e
altri no. La situazione è analoga per le ricerche sul fumo e il
cancro al polmone. Non si hanno (e non potremmo avere) prove
dirette sperimentali che il fumo causa il cancro al polmone, ma
si può avvicinarlo epidemiologicamente (come si è in effetti
realizzato) e la relazione fumo-cancro al polmone è stata infine
stabilita quale causa principale [32].
Solo lavorando nello stesso modo, saremo in grado di realizzare
il collegamento tra autismo e mercurio e misurare l'associazione
tra le due variabili e, se si incontreranno determinati criteri,
si scoprirà quale dei due causa l'altro.
Sebbene un'associazione
tra i due fenomeni non sia indicativa di una causalità, si
possono applicare criteri per calibrare la forza della
correlazione e se questa è forte, dedurne che un fenomeno causa
l'altro.
Questo è il fondamento dell'approccio epidemiologico di
causa-effetto [44]. Storicamente, ci sono cinque criteri usati
in epidemiologia per stabilire la relazione causa-effetto [38],
che sono:
(1) alto rischio relativo;
(2) coerenza;
(3) grado di risposta in funzione del grado della dose;
(4) relazione temporale;
(5) meccanismo plausibile.
Perciò, per stabilire che il mercurio causa autismo, avremmo
bisogno di una serie di studi che esaminino la relazione tra le
due variabili in modi diversi che soddisfino questi criteri.
Questo documento mira a rivedere la letteratura scientifica
esistente su mercurio e autismo all'interno di questa struttura
epidemiologica.
2. Il mercurio è conosciuto per essere in grado
di causare disordini del neurosviluppo nei bambini piccoli (alto
rischio relativo, meccanismo plausibile)
Il mercurio è da lungo tempo conosciuto per
essere una potente neurotossina; infatti, il cervello è il primo
obbiettivo tissutale del mercurio, dove il cervello dei feti e
dei neonati sono più suscettibili di danni da mercurio rispetto
al cervello adulto [10].
Non c'è da sorprendersi allora, se
l'avvelenamento da mercurio nei neonati sia conosciuto nella
produzione di sintomi quali ritardo mentale, perdita di
coordinazione nella parola, nella scrittura, nell'incedere,
intontimento, irritabilità e brutto carattere che progredisce in
mania [39]. Oltre al caso singolo relativo a rari avvelenamenti
infantili da mercurio [3] si hanno ben documentati avvelenamenti
epidemici infantili da mercurio su larga scala che illustrano
chiaramente come il mercurio può produrre (e produce) disordini
del neurosviluppo nei bambini [13]. L'Acrodinia è una condizione
medica che colpisce i bambini nei primi anni di vita ed è
caratterizzata da comportamenti anormali e manifestazioni
psicologiche, incluse psicosi, perdita della parola ed
isolamento sociale [33]. L'epidemia di acrodinia nel periodo
1900-1956 è stata definitivamente associata al mercurio
(mercurio cloride) contenuto nei comuni trattamenti giornalieri
per dentizione e vermicidi intestinali.
Solo una piccolissima
sottopopolazione di bambini ne fu affetta, così da suggerire che
la suscettibilità individuale agli effetti del mercurio era
altamente variabile e fu perciò un fattore di rischio
indipendente conseguente dall'esposizione al mercurio.
Questo esempio tratto dalla storia della medicina aiuta a
migliorare la comprensione dei tossicologi sugli effetti del
mercurio al di là del principio fondamentale per cui "la dose
crea il veleno" [31]. I più recenti concetti della tossicologia
riconoscono il ruolo sia della dose che della suscettibilità
individuale ad agenti tossici d'interesse [19].
Questo concetto
moderno è assolutamente coerente con i precedenti documentati
riguardo alla Acrodinia e fornisce un modello per come si
potrebbe vedere l'autismo come un'ipotesi di avvelenamento da
mercurio e contemporaneamente implicare la suscettibilità
individuale agli effetti del mercurio [21]. In questo senso
l'ipotesi riguardo l'autismo come avvelenamento da mercurio è
coerente con il "Diathesis-stress Model" di una malattia [49],
dove il meccanismo causale è pensato come un'azione reciproca
tra la predisposizione alla suscettibilità fisica (per esempio:
sensibilità al mercurio) unita a stress ambientali (per esempio:
il mercurio).
3. I sintomi dell’autismo sono coerenti con
quelli da avvelenamento da mercurio (coerenza, meccanismo
plausibile, alto rischio relativo)
Con riferimento alla storica analogia tra autismo
e Acrodinia, è necessario essere informati dei dati seguenti:
(1) Le forme di mercurio che si pensa causino
autismo (etilmercurio dai vaccini e vapori di mercurio dalle
amalgami dentarie materne) sono forme differenti di mercurio
rispetto a quella che causa la Acrodinia (mercurio cloride).
(2) Anche le modalità di esposizione sono differenti. Nella
Acrodinia l'esposizione avveniva per ingestione, mentre oggi la
maggiore esposizione si ha in forma intravenosa (direttamente
dalle vaccinazioni infantili) o attraverso la placenta e/o
allattamento nel caso di amalgami dentarie e vaccini materni.
(3) E' assolutamente stabilito che l'avvelenamento da mercurio
si presenta sotto sindromi diverse dipendenti dalla forma di
mercurio, tipo di esposizione e differenze individuali di vario
tipo quali l'età e condizioni biochimiche idiosincratiche [19].
Perciò si deve accettare che sarebbe improbabile scoprire
sindromi identiche nell'autismo nella storia della letteratura
medica, quale la fenomenologia ipotizzata dell'avvelenamento da
mercurio attraverso mercurio vaccinale (etilmercurio) e amalgami
al mercurio (vapori di mercurio) che, a tutt'oggi, non sono
documentate. Tuttavia molti ricercatori si esprimono sulla
similarità tra mercurialismo infantile e autismo [4,16,28].
Infatti, il mercurio può causare disfunzioni immunitarie,
sensoriali, neurologiche motorie e comportamentali, simili per
definite caratteristiche o associabili all'ASD [17].
Tra i
sintomi comuni sia al mercurialismo infantile che all'autismo,
sono inclusi ritardo mentale, perdita del linguaggio, mancanza
di socializzazione, problemi sensoriali e comportamenti insoliti
[4,17,33,43].
4. Le anormalità biochimiche riscontrate nell'autismo sono
coerenti con l'avvelenamento da mercurio (coerenza, meccanismo
plausibile)
Oltre alla coerenza comportamentale direttamente
osservabile tra autismo e mercurialismo infantile, è importante
e considerare le patologie specifiche delle due sindromi. Le
evidenze biologiche nell'autismo sono coerenti con
l'avvelenamento da mercurio incluso l'elevato stress ossidativo
[27], deplazione nel glutathione [25], irregolarità
neurochimiche [9], disfunzioni gastrointestinali [23],
disfunzione immunitaria [11] e problemi generali e neurologici
[40]. Tutti questi sono effetti ben conosciuti da avvelenamento
da mercurio e, specificatamente, da avvelenamento da mercurio
nei bambini piccoli [4].
Queste evidenze dovrebbero altresì
essere viste alla luce delle dirette scoperte tossicologiche,
che dimostrano come i bambini autistici abbiano un più elevato
carico di mercurio misurabile rispetto ai pari non autistici.
5. Esiste una relazione certa tra esposizione al
mercurio e diffusione dell’autismo (grado di risposta in
funzione del grado della dose, alto rischio relativo)
Benché il vecchio adagio delle tossicologia "la
dose crea il veleno" [31] sia definito come una parziale
spiegazione nei fenomeni di avvelenamento, resta comunque un
euristicamente utile per determinare il rischio relativo
rispetto ad un livello specifico di esposizione ad agenti
tossici. Perciò, nel contesto di un’indagine epidemiologica, ci
si attenderebbero almeno alcune relazioni dose-risposta tra
mercurio e autismo se la relazione è sicuramente reale e di
natura causale.
Alti livelli di esposizione al mercurio sono stati osservati tra
i bambini autistici confrontati per controllo in uno studio non
pubblicato [41] e in uno pubblicato [18], con il primo che
dimostrava un rischio relativo di autismo di 2,48 nei bambini
che avevano ricevuto 62,5 µg (microgrammi) o più di etilmercurio
(attraverso i vaccini) dai tre mesi di età. In aggiunta, in uno
studio ecologico di Palmer et al. [30] è stato riscontrato che
"l'associazione tra il mercurio rilasciato nell'ambiente e il
tasso di istruzione differenziata erano completamente mediate
dall'incremento dei livelli di autismo".
Questo significa che si
può ragionevolmente dedurre una relazione tra il grado di
livello di esposizione al mercurio e autismo. Presi insieme,
tutti questi dati rappresentano la prova epidemiologica diretta
della relazione dose-risposta tra mercurio e autismo.
6. I bambini vengono esposti al mercurio
(relazione temporale, alto rischio relativo, meccanismo
plausibile)
Un componente fondamentale di un esame eziologico
di autismo e mercurio richiede prima di tutto che venga
dimostrata evidenza di esposizione al mercurio. Di questo
possiamo essere certi; infatti l’Organizzazione Mondiale della
Sanità ha riconosciuto che l’amalgama dentaria è non solo la
maggior fonte di esposizione negli adulti, ma anche per i
neonati in quanto questo mercurio passa facilmente al feto
attraverso la placenta o attraverso l’allattamento [46].
E’
stata anche confermata esposizione attraverso il mercurio
contenuto nei vaccini. Per esempio, Stajich et al. [37]
trovarono che “il paragone tra i livelli di mercurio prima e
dopo le vaccinazioni mostrava un significativo aumento dopo le
vaccinazioni sia nei nati prematuri che nei neonati nati a
termine".
Molti documenti hanno dimostrato che i bambini sono stati
esposti negli anni successivi a quelli in cui furono riportati i
primi casi di autismo a livelli sempre più alti di mercurio [4].
Infatti, alla fine degli anni ’90 e nei primi anni del 2000, i
neonati negli Stati Uniti sono stati esposti a livelli di
mercurio eccedenti di molto rispetto alle linee guida federali
di sicurezza [28].
Questo è fondamentale per capire la relazione
mercurio–autismo.
L'esposizione al mercurio a cui milioni di bambini sono stati
sottoposti, è probabilmente cronica (per via del mercurio delle
amalgami materne), ma anche acuta per l'esposizione avvenuta di
volta in volta come parte del programma vaccinale standard (per
esempio, giorno della nascita, 6 mesi, 12 mesi, 2 e 4 anni).
7. L'emergere dell'autismo negli anni '30 e il
successivo aumento dei suoi livelli di incidenza coincide con
l'incremento dell'esposizione al mercurio di madri, feti,
neonati e bambini (Relazione temporale).
L'autismo è un disturbo moderno: è stato
identificato per la prima volta alla fine degli anni '30 e
riportato nel 1943 da Kanner [26]. E' importante collocare
l'inizio e la successiva crescita epidemica dell'autismo nel
contesto storico dell'esposizione ambientale al mercurio, ed è
quindi importante sapere che l'inizio delle vaccinazioni su
larga scala (contenenti mercurio) avvenne negli anni '30.
Inoltre, i primi anni del 90 videro aumentare la diffusione e la
popolarità di cure dentarie in cui la amalgama al mercurio era
il materiale maggiormente usato per le otturazioni [36]. E'
anche degno di interesse il fatto che vaccinazioni e cure
dentarie non erano disponibili gratuitamente nel pubblico, ma
erano utilizzate solo dalle classi sociali medio-alte.
Questo
contesto storico è quindi anche coerente con l'ipotesi sostenuta
da molti che l'autismo si diffonda soprattutto nelle classi
sociali medie e alte [26,34].
8. Studi su animali mostrano che il mercurio può
causare comportamenti simili a quelli autistici (meccanismo
plausibile, coerenza)
Nei casi in cui non possano condursi studi
sperimentali di un ipotizzato disturbo per motivi etici, viene
accettato che modelli animali rappresentino un’alternativa
plausibile. Riguardo all'ipotesi mercurio-autismo, questo
diventa un grosso problema: per prima cosa, non è accettato che
gli animali possano "avere" l'autismo. Anche se potessero, non
abbiamo criteri stabiliti per valutarli e diagnosticarli.
Inoltre, specie differenti rispondono al mercurio in modi
differenti.
I topi comunque sono riconosciuti come possessori di
una biochimica equivalente a quella umana utile per la maggior
parte dei tentativi, ed hanno anche il vantaggio di essere
relativamente intelligenti e con ben note convenzioni sociali
analoghe ai comportamenti sociali umani [45]. Uno studio ha
esaminato gli effetti dell'ipotesi autismo-mercurio il più
direttamente possibile riproducendo la forma di mercurio (etilmercurio),
la dose (secondo il peso come per il programma vaccinale
standard negli Stati Uniti ) e modo di somministrazione
(iniezione intravenosa) del programma standard di vaccinazioni
degli Stati Uniti [22].
I ricercatori hanno dimostrato che
l'effetto tossico del composto di etilmercurio trovato in molti
vaccini era dipendente dal ceppo relativo al topo utilizzato.
Nello specifico, vennero notati effetti tossici (simili ai
sintomi autistici) più comunemente tra razze specifiche di topi.
Questo studio ha dimostrato non solo che un’esposizione al
mercurio in dosi corrispondenti a quelle usate per l'uomo può
produrre sintomi di tipo autistico, ma anche che fattori di
suscettibilità individuale erano un aiuto al processo,
esattamente come previsto nell'ipotesi mercurio-autismo quando
intesa come modello non-diathesis–stress (nota: per
diathesis-stress model si intende la teoria psicologica secondo
la quale il comportamento dipende da fattori biologici e
genetici, e dall’esperienza personale).
9. I livelli di mercurio sono più alti nei
bambini autistici rispetto a quelli non autistici (meccanismo
plausibile, grado di risposta in funzione del grado della dose,
relazione temporale, coerenza, alto rischio relativo)
Forse la più convincente evidenza tossicologica
disponibile, al di fuori dell’evidenza sperimentale, è la
scoperta che il livello dell'agente causativo ipotizzato è
significativamente più alto nella popolazione malata proposta.
Nello specifico, l'ipotesi mercurio-autismo suggerirebbe che il
mercurio dovrebbe essere considerevolmente più alto nei bambini
autistici rispetto a quelli non autistici. Una revisione della
letteratura in questa area, infatti, prova che è esattamente
così.
Sono stati riportati aumenti significativi di mercurio
nelle urine [6] e nel sangue [15], così come in specifici biomarkers di mercurio [16,29]. Un vantaggio dello studio su 2
gruppi di analisi del sangue eseguito da DeSoto e Hitlan [15] è
che questi non sono soggetti a interpretazioni multiple o
complesse. Per esempio, quando considerato alla luce
dell'evidenza epidemiologica prima descritta per l'autismo come
ipotesi di avvelenamento da mercurio, il fatto che i livelli di
mercurio nel sangue sono più alti nei bambini autistici rispetto
a quelli non autistici può solo suggerire che o (1) il mercurio
causa autismo, o (2) che l'autismo causa il mercurio.
La seconda affermazione è evidentemente senza senso e non
supportata da alcuna letteratura scientifica e secondo le regole
di metodologia statistica non è valida nemmeno l'idea che non
possa essere né la prima né la seconda ipotesi, essendo esclusa
la possibilità di coincidenza. Eè opportuno anche riflettere che
i proponenti dell'ipotesi della Acrodinia come avvelenamento da
mercurio, avevano solo gli studi di base del mercurio nelle
urine a guidarli, attraverso le quali alcuni studi (ma non
tutti) mostravano che il mercurio urinario nei bambini con
Acrodinia era spesso più alto che nei coetanei sani.
Nonostante
la limitata evidenza scientifica, questo bastò nel 1950 ad
sostenere l'eliminazione dei prodotti dentali contenenti
mercurio e degli antiparassitari intestinali dal mercato, con la
conseguente eliminazione della malattia. Questo ci fornisce una
grande lezione sull'importanza di applicare i principi
precauzionali sul sospetto di danno piuttosto che aspettare che
si verifichi.
10. Principio precauzionale
Il fondamentale principio precauzionale accettato in tutte le
discipline sanitarie è "primo, non recare danno".
Questo non
significa certo che occorra compiere una azione che causi una
reazione avversa per stabilire che non bisognava farla: si
richiede semplicemente il sospetto del danno [20]. La scienza
dietro l'autismo come ipotesi di avvelenamento da mercurio
incontra tutti i criteri epidemiologici attraverso troppi studi
indipendenti per essere considerata una coincidenza.
Per cui,
l'ipotesi che il mercurio possa causare l'autismo è confermata epidemiologicamente.
11. Assenza di evidenza ed evidenza di assenza
Rivedendo la letteratura, si trovano diversi studi che non sono
riusciti a trovare una relazione tra autismo e mercurio (per
esempio [24,41]). Questi documenti riportano semplicemente che
non sono riusciti a trovare evidenze che supportino la relazione
mercurio-autismo. E' importante ricordare che l'assenza di
evidenza non è sinonimo di evidenza di assenza.
Molto spesso,
gli studi non riescono a trovare relazioni quando l'effetto è
scarso, e/o il campione è piccolo o di natura non
generalizzabile. In questi casi i ricercatori riportano
meramente l'assenza di evidenza della relazione, e non
l'evidenza dell'assenza di quella relazione. Quindi, questi
studi non rappresentano un’inconsistenza nella letteratura sulla
relazione mercurio-autismo. Questo avviene soprattutto in
ricerche che attraversano quasi tutte le discipline. Il
principio precauzionale chiede che venga presa molto seriamente
l'associazione tra mercurio e autismo e considerarle
preferibilmente come prove nulle, per rispettare gli obblighi
del dovere di attenzione nel principio precauzionale.
12. Conclusione
La letteratura scientifica esistente fornisce il terreno per
forti sospetti che il mercurio giochi un ruolo causativo nello
sviluppo dell'autismo. Dato questo sospetto, e la natura grave,
l'impatto devastante per tutta la vita e l'alta prevalenza
dell'autismo, sarebbe negligente continuare ad esporre donne
incinta e madri che allattano e bambini piccoli a qualsiasi
quantità di mercurio. Le autorità sanitarie di tutto il mondo
dovrebbero muoversi senza esitazione per eliminare e rimuovere
tutto il mercurio in tutti i prodotti medici nel più breve tempo
possibile.
Riferimenti Bibliografici:
[1] American
Psychiatric Association, Diagnostic and Statistical Manual of
Mental Disorders, 4th edn, APA, Washington, DC, 1994.
[2] The Autism Genome Project Consortium, Mapping autism risk
loci using genetic linkage and chromosomal rearrangements,
Nature Genetics 39 (2007), 319–328.
[3] C. Beck, B. Krafchik, J. Traubici and S. Jacobson, Mercury
intoxication: It still exists, Pediatric Dermatology 21 (3)
(2004), 254–259.
[4] S. Bernard, A. Enayati, L. Redwood, H. Roger and T.
Binstock, Autism: A novel form of mercury poisoning, Medical
Hypotheses 56 (4) (2001), 462–471.
[5] M.F. Blaxill, D.S. Baskin and W.O. Spitzer, Commentary:
Blaxill, Baskin, and Spitzer on Croen et al. (2002), The
changing prevalence of autism in California, Journal of Autism
and Developmental Disorders 33 (2003), 223–226.
[6] J. Bradstreet, D.A. Geier, J.J. Kartzinel, J.B. Adams and
M.R. Geier, A case-control study of mercury burden in children
with autistic spectrum disorders, Journal of American Physicians
and Surgeons 8 (3) 2003, 76–79.
[7] D.B. Campbell, J.S. Sutcliffe, P.J. Ebert and R. Militerni,
From the cover: A genetic variant that disrupts MET
transcription is associated with autism, Proceedings of the
National Academy of Sciences103(45) (2006), 16834–16839.
[8] Centers for Disease Control and Prevention, Autism spectrum
disorders overview,
http://www.cdc.gov/ncbddd/autism/overview.htm#who (retrieved
July 15, 2008).
[9] D.C. Chagani, O. Muzik, M. Behen et al., Developmental
changes in brain seratonin synthesis capacity in autistic
andnon-autistic children,Annals of Neurology45(1999), 287–295.
[10] T.W. Clarkson, L. Magos and G.J. Myers, The toxicology of
mercury – current exposures and clinical manifestations,New
England Journal of Medicine349(18) (2003), 1731–1737.
[11] H.H. Cohly and A. Panja, Immunological findings in autism,International
Review of Neurobiology71(2005), 317–341.
[12] L.A. Croen, J.K. Grether, J. Hoogstrate and S. Selvin, The
changing prevalence of autism in California,Journal of Autismand
Developmental Disorders32(2002), 207–215.
[13] A. Dally, The rise and fall of pink disease,Social History
of Medicine10(2) (1979), 291–304.
[14] G. Dawson, S. Webb, G.D. Schellenberg and S. Dager,
Defining the broader phenotype of autism: Genetic, brain,
andbehavioral perspectives,Development and
Psychopathology14(2002), 581–611.
[15] M.C. DeSoto and R.T. Hitlan, Blood levels of mercury are
related to diagnosis of autism: A reanalysis of an importantdata
set,Journal of Child Neurology22(11) (2007), 1308–1311.
[16] D.A. Geier and M.R. Geier, A prospective assessment of
porphyrins in autistic disorders: A potential marker for
heavymetal exposure,Neurotoxicity Research10(1) (2006), 57–64.
[17] D.A. Geier and M.R. Geier, A case series of children with
apparent mercury toxic encephalopathies manifesting withclinical
symptoms of regressive autistic disorders,Journal of Toxicology
and Environmental Health70(2007), 837–851.
[18] M.R. Geier and D.A. Geier, Neurodevelopmental disorders
after thimerosal-containing vaccines: A brief communication,Experimental
Biological Medicine228(6) (2003), 660–664.
[19] L.R. Goldfrank, N.E. Flomenbaum, N.A. Lewin, M.A. Howland
and R.S. Hoffman (eds),Goldfrank's Toxicology Emer-gencies, 7th
edn, McGraw-Hill, New York, 2002.
[20] B.D. Goldstein, The precautionary principle also applies
to public health actions,American Journal of Public
Health91(9)(2001), 1358–1361.
[21] B.E. Haley, Mercury toxicity: Genetic susceptibility and
synergistic effects,Medical Veritas2(2005), 535–542.
[22] M. Hornig, D. Chian and W.I. Lipkin, Neurotoxic effects of
postnatal thimerosal are mouse-strain dependent,MolecularPsychiatry9(2004),
833–845.
[23] K. Horvath and J.A. Perman, Autism and gastrointestinal
symptoms,Current Gastroenterology Reports4(3) 2002, 251–258.
[24] A. Hviid, M. Stellfeld, J. Wohlfahrt and M. Melbye,
Association between thimerosal-containing vaccine and autism,JAMA290(2003),
1763–1766.
[25] S.J. James, P. Cutler, S. Melnyk, S. Jernigan, L. Janak,
D. Gaylor and J.A. Neubrander, Metabolic biomarkers of
increasedoxidative stress and impaired methylation capacity in
children with autism,American Journal of Clinical
Nutrition80(2004), 1611–1617.
[26] L. Kanner, Autistic disturbances of affective contact,Nervous
Child2(1943), 217–250.
[27] J. Kern and A.M. Jones, Evidence of toxicity, oxidative
stress, and neuronal insult in autism,Journal of Toxicology
andEnvironmental Health9(2006), 485–499.
[28] J. Mutter, J. Naumann, R. Schneider, H. Walach and B.
Haley, Mercury and autism: Accelerating evidence?, Neuroendi-cronology
Letters26(5) (2005), 439–446.
[29] R. Nataf, C. Skorupka, L. Amet, A. Lam, A. Springbett and
R. Lathe, Porphyrinuria in childhood autistic disorder:
Impli-cations for environmental toxicity,Toxicology and Applied
Pharmacology214(2006), 99–108. 142D. Austin / Analysis of the "autism
as mercury poisoning" hypothesis.
[30] R.F. Palmer, S. Blanchard, Z. Stein, D. Mandell and C.
Miller, Environmental mercury release, special education rates,and
autism disorder: an ecological study of Texas,Health &
Place12(2006), 203–209.
[31] Paracelsus,The Hermetic And Alchemical Writings Of
Paracelsus, Two Vols, translated by Arthur Edward Waite,
London,1894.
[32] M. Parascondola, D.L. Weed and A. Dasgupta, Two surgeon
general's reports on smoking and cancer: a historical
inves-tigation of the practice of causal inference,Emerging
Themes in Epidemiology3(1) (2006), 1–11;
http://www.ete-online.com/content/3/1/1
(retrieved January 17, 2008).
[33] C. Rocaz,Pink Disease (Infantile Acrodynia), translated by
I.J. Wood from L'Acrodynie Infantile, London, 1933.
[34] E. Schoepler, C.E. Andrews and K. Strupp, Do autistic
children come from upper-middle-class parents?,Journal of
Autismand Developmental Disorders9(2) (1979), 139–152.
[35] D.A. Skaar, Y. Shao, J.L. Haines and J.E. Stenger,
Analysis of the RELN gene as a genetic risk factor for autism,MolecularPsychiatry10(2005),
563–571.
[36] J.I. Soler, J. Ellacuria, R. Triana, E. Guinea and J.W.
Osborne, A history of dental amalgam,Journal of the History
of Dentistry50(3) (2002), 109–116.
[37] G.V. Stajich, G.P. Lopez, S.W. Harry and W.R. Sexson,
Iatrogenic exposure to mercury after hepatitis B vaccination
inpreterm infants, Journal of Pediatrics136(2000), 679–681.
[38] US Department of Health, Education and Welfare, Smoking
and health, Report of the Advisory Committee to the
SurgeonGeneral of the Public Health Service, Washington, DC,
USA, 1964.
[39] US Food and Drug Administration, Center for Biologics
Evaluation and Research, Thimerosal in vaccines (2007-09-06) (retrieved
on 2007-10-01).
[40] D.L. Vargas, C. Nacimbene, C. Krishnan, A.W. Zimmerman and
C.A. Pardo, Neuroglial activation and neuroin ammationin the
brain of patients with autism,Annals of Neurology 57(1) (2005),
67–81.
[41] T. Verstraeten, R.L. Davis and F. DeStefano, Thimerosal
VSD study phase 1 (29/02/2000), obtained via Freedom
of Information Act USA.
[42] T. Verstraeten, R.L. Davis, F. DeStefano, T.A. Lieu, P.H.
Rhodes, S.B. Black, H. Shinefield and R.T. Chen, Safety
ofThimerosal-containing vaccines: A two-phased study of
computerized health maintenance organization databases, Pediatrics112(5) (2003), 1039–1048.
[43] J. Warkany and D.M. Hubbard, Mercury in the urine of
chilsren with acrodynia, Lancet1(1948), 829–838.
[44] D.L. Weed, Environmental epidemiology: Basics and proof of
cause-effect,Toxicology 181/182(2002), 399–403.
[45] Q. Whishaw, The laboratory rat, the Pied Piper of
twentieth century neuroscience,Brain Research Bulletin 50(5/6)
(1999),411.
[46] World Health Organization, Consensus statement on dental
amalgam, 7 March 1997, WHO, Geneva, 1999.
[47] E.F. Yazbak, Autism in the United States: a perspective, Journal
of American Physicians and Surgeons 8(2003), 103–107.
[48] T. Ylisaukko-oja, M. Alarcon, R.M. Cantor and M. Auranen,
Search for autism loci by combined analysis of autismgenetic
resource exchange and Finnish families,Annals of Neurology 59(1)
(2006), 145–155.
[49] J. Zubin and B. Spring, Vulnerability – A new view of
schizophrenia,Journal of Abnormal Psychology 86(2)
(1977),103–126.
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Lenny and The Mad Hatter
(a) Rigid literal interpretation of word
meaning; word meaning and pragmatic errors which interfere with social
communication
Lenny -
"He was very literal
minded, and words spoken to him became matters of immutable fact. For
example, he was trying on new shoes. His mother asked him if they slipped
up and down. He said they didn't, and when asked again if he were sure, he
replied, 'No, they don't slip up and down; they slip down and then they
slip up.' "
The Mad Hatter -
"Take some more
tea," the March Hare said to Alice, very earnestly.
"I've had nothing
yet," Alice replied in an offended tone: "so I ca'n't take
more."
"You mean you ca'n't take
less," said the Hatter: "It's very easy to take more than
nothing."
(b) Social deficits, inability to interpret
social rules, leading to perceived rude behavior
Lenny -
"Although
he tried working in his father's business for a time, his immaturity,
self-centered behavior, and lack of social judgment required his return to
a sheltered setting."
The Mad Hatter -
"Your
hair wants cutting," said the Hatter. He had been looking at Alice
for some time with great curiosity, and this was his first speech.
"You should learn not to
make personal remarks," Alice said with some severity: "it's
very rude."
The Hatter
opened his eyes wide upon hearing this; but all he said was "Why is a
raven like a writing desk?"
(c)
Inability to engage in meaningful social conversation; poor conversational
interpretation skills; perseverative thoughts
Lenny -
"During one interview he
engaged in a 20 minute monologue about a broken washing mashine.
The
interviewer momentarily dozed off. Upon rousing, the interviewer
exclaimed, 'Oh, Lenny, I'm sorry!' 'It's all right,' Lenny replied
calmly, 'the washing machine got fixed."
The Mad Hatter (who
talks obsessively/perseveratively about Time for a good portion of the
chapter) -
"What
a funny watch!" she remarked. "It tells the day of the month,
and doesn't tell what o'clock it is !"
"Why
should it?" muttered the Hatter. "Does your watch tell you what
year it is?"
"Of course not, "
Alice replied very readily: "but that's because it stays the same
year for such a long time altogether."
"Which is just the case
with mine," said the Hatter.
Alice felt dreadfully puzzled.
The Hatter's remark seemed to her to have no sort of meaning in it, and
yet it was certainly plain English.
Language and Hearing
The third diagnostic criterion for autism is a qualitative impairment in
communication (APA, 1994), and such impairment is a primary feature of
mercury poisoning.
Delayed language onset is often among the first overt signs of ASD
(Eisenmajer et al, 1998).
Historically, half of those with classic
autism failed to develop meaningful speech (Gillberg & Coleman, 1992;
Prizant, 1996); and oral-motor deficits (e.g. chewing, swallowing) are
often present (Filipek et al, 1999).
When speech develops, there may
be “specific neuromotor speech disorders,” including verbal dyspraxia,
a dysfunction in the ability to plan the coordinated movements to produce
intelligible sequences of speech sounds, or dysarthria, a weakness or lack
of control of the oral musculature” leading to articulation problems
(Filipek et al, 1999). Echolalic speech and pronoun reversals are
typically found in younger children.
Many ASD subjects show poorer
performance on tests of verbal IQ relative to performance IQ (Dawson,
1996; Filipek at al, 1999). Higher functioning individuals, such as
those with Asperger’s Syndrome, may have language fluency but still
exhibit semantic (word meaning) and pragmatic (use of language to
communicate) errors (Filipek et al, 1999).
Auditory impairment is also common. Two separate studies, for
example, both found that 24% of autistic subjects have a hearing deficit
(Gillberg & Coleman, 1992). More recently Rosenhall et al (1999)
have diagnosed hearing loss ranging from mild to profound, as well as
hyperacusis,otitis media, and conductive hearing loss, in a minority of
ASD subjects, and these traits were independent of IQ status. Among
the earliest signs of autism noted by mothers were strange reactions to
sound and abnormal babble (Gillberg & Coleman, 1992),and many ASD
children are tested for deafness before receiving a formal autism
diagnosis (Vostanis et al, 1998).
“Delayed or prompted response to
name” differentiates 9-12 months old toddlers, later diagnosed with
autism, from mentally retarded and typical controls (Baranek, 1999).
In fact, “bizarre responses” to auditory stimuli are nearly universal
in autism and may present as“either a lack of responsiveness or an
exaggerated reaction to auditory stimuli” (Roux et al, 1998), possibly
due to sound sensitivity (Grandin, 1996). Kanner noted an aversion
to certain types of sounds, such as vacuum cleaners (Kanner, 1943).
Severe deficits in language comprehension are often present (Filipek et
al, 1999). Difficulties in picking out conversational speech from
background noise are commonly reported by high functioning ASD individuals
(Grandin, 1995; MAAP, 1997-1998).
In regard to language and auditory phenomena, autism's parallels to
mercurialism are striking. Emerging signs of mercury poisoning are
dysarthria (defective articulation in speech due to CNS dysfunction) and
then auditory disturbance, leading to deafness in very high doses
(Clarkson, 1992). In some cases, hearing impairment manifests as an
inability to comprehend speech rather than an inabilityto hear sound
(Dales, 1972).
Hg poisoning can also result in aphasia, the
inability to understand and/or physically express words (Kark et al,
1971).
Speech difficulties may arise from “intention tremor, which
can be noticeable about the mouth, tongue, face, and head, as well as in
the extremities” (Adams et al, 1983).
Mercury-exposed children especially show a marked difficulty with speech
(Pierce et al, 1972; Snyder, 1972; Kark et al, 1971).
Even children
exposed prenatally to “safe” levels of methylmercury performed less
well on standardized language tests than did unexposed controls (Grandjean
et al, 1998). Iraqi babies exposed prenatally either failed to
develop language or presented with severe language deficits in childhood.
They exhibited“exaggerated reaction” to sudden noise and some had
reduced hearing (Amin-Zaki, 1974 and 1979). Iraqi children who were
postnatally poisoned from bread containing either methyl or ethylmercury
developed articulation problems, from slow, slurred word productionto the
inability to generate meaningful speech. Most had impaired hearing
and a few became deaf (Amin-Zaki, 1978). In acrodynia, symptoms of
sufferers (vs. controls) include noise sensitivity and hearing problems
(Farnesworth, 1997).
Adults also exhibit these same Hg-induced impairments. There is
slurred or explosive speech (Dales, 1972), as well as difficulty in
picking out one voice from a group (Joselow et al, 1972).
Poisoned
Iraqi adults developed articulation problems (Amin-Zaki, 1974). A 25
year old man with elemental mercury poisoning had reduced hearing at all
frequencies (Kark et al, 1971). Thimerosal injected into a 44 year
old man initially led to difficulty verbalizing, even though his abilities
in written expression were uncompromised; he then progressed to slow and
slurred speech, although he could still comprehend verbal language; and he
finally lost speech altogether (Lowell et al, 1996). In Mad
Hatter’s disease, there were word retrieval and articulation
difficulties (O’Carroll et al, 1995). A scientist who recently
died from dimethylmercury poisoning demonstrated an inability to
understand speech despite having good hearing sensitivity for pure tones
(Musiek and Hanlon, 1999). Workers exposed to mercury vapor showed
decreased verbal intelligence relative to performance IQ (Piikivi et al,
1984; Vroom and Greer, 1972).
|
Table
III: Summary of Speech, Language
&
Hearing Deficits in Autism & Mercury Poisoning |
|
Mercury
Poisoning
|
Autism
|
|
Complete
loss of speech in adults or children; failure to develop speech in
infants
|
Delayed
language onset; failure to develop speech
|
|
Dysarthria;
speech difficulties from intention tremor; slow and slurred speech
|
Dysarthria;
dyspraxia and oral-motor planning difficulties; unintelligible speech
|
|
Aphasia,
the inability to use or understand words, inability to comprehend speech
although ability to hear sound is intact
|
Speech
comprehension deficits, although ability to hear sound is intact
|
|
Difficulties
verbalizing; word retrieval problems
|
Echolalia;
pronoun reversals, word meaning and pragmatic errors; limited speech
production
|
|
Auditory
disturbance; difficulties differentiating voices in a crowd
|
Difficulties
following conversational speech with background noise
|
|
Sound
sensitivity
|
Sound
sensitivity
|
|
Hearing
loss; deafness in very high doses
|
Mild
to profound hearing loss
|
|
Poor
performance on standardized language tests
|
Poor
performance on verbal IQ tests
|
SenSensory Perception
Sensory
impairment is considered by many researchers to be a defining
characteristic of autism (Gillberg and Coleman, 1992; Williams, 1996).
Baranek (1999) detected sensory-motor problems - touch aversion,
poor non-social visual attention, excessive mouthing of objects, and
delayed response to name - in 9-12 month old infants later diagnosed
with autism, and suggests that these impairments both underlie later
social deficits and serve to differentiate ASD from mental retardation
and typical controls.
Besides
sensitivity to sound, as previously noted, ASD often involves
insensitivity to pain, even to a burning stove (Gillberg & Coleman,
1992), while on the other hand there may be an overreaction to stimuli,
so that even light to moderate touches are painful.
Pinprick tests are usually normal.
Children with autism have been described as “stiff to hold,”
and one of the earliest signs reported by mothers is an aversion to
being touched (Gillberg & Coleman, 1992).
Abnormal sensation in the extremities and mouth are common.
Toe-walking is frequently seen. Oral sensitivity often results in
feeding difficulties (Gillberg & Coleman, 1992, p.31).
Autistic children frequently have vestibular impairments and
difficulty orienting themselves in space (Grandin, 1996; Ornitz, 1987).
vedi:
AUTISMO
+
Autism
REFERENCES
+
Autismo dai VACCINI
+
Autismo - La prova dei
Danni dei Vaccini
+
Bibliografia su Autismo dai vaccini +
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 + Amish
senza autismo perche' NON vaccinano +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
Continua
in:
Pag.1 - Pag.2 - Pag.4 - Pag.5 - Pag.6 - Pag.7
- Pag.8 - Pag.9
-
Pag.10 - Pag.11 -
Pag.12
|