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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
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AUTISM and VACCINS -  3 
(English) 
Relazione-Dossier del dott. M. Montinari su Autismo dai Vaccini
PROTOCOLLO DAN (dott. F. Verzella)
AUTISMO dai VACCINI - SENTENZA del TRIBUNALE
vedi qui: il PDF dello studio che indica la correlazione fra Autismo e Vaccini
INTERVISTA con il dott. William Shaw (USA)
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF -  (dott. M. Proietti)
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica

MINERALOGRAMMA (test per conoscere il livello ed il tipo di intossicazioni da minerali e metalli tossici anche dei vaccini)
Il Thiomersal dei vaccini produce danni anche gravi
Metalli tossici
Danni al sistema enzimatico da Vaccini e metalli 
By Giusy Arcidiacono (CT) - arcidiaconogiusy@hotmail.com -
Perito Commerciale - chimico
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

La Verita' sullo studio del dott. Wakefield
Terapia Naturale per l'Autismo (Gaps)
AUTISMO e malattie varie dai Vaccini - Studi Pubblicati - PDF
 

Vaccinazioni per l’infanzia ed Autismo
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF -  dott. M. Proietti

Sentenza 2012 - Trib. Rimini su Vaccini=Autismo

Commento NdR: sulla sentenza di Rimini: vaccini = autismo
BENE ha fatto il Giudice del Tribunale di Rimini (Italia) a sentenziare in quel modo, perche' egli non  si e' lasciato influenzare dalle FALSITA' del Ministero della "salute" (che e' stato da noi informato sui Danni dei vaccini dal 1996 e se ne sta zitto.....assieme a tutti gli altri "enti"....)  fino agli ordini dei medici......tutti al servizio di Big Pharma !
- vedi lo studio del dott.: Wakefield.htm

 

In CINA dopo le campagne vaccinali esplode l'Autismo ! - Maggio 2016
http://yournewswire.com/autism-rates-explode-in-asia-after-introducing-western-vaccines/
VERISSIMO, ma non solo l'autismo....ma una innumerevole sequela di altre malattie....
Autismo e non solo dai Vaccini:

USA, Giugno 2013 - AUTISMO = 1 bambino autistico su 26, non come era nel 2010, 1 su 80 ....
vedi QUI: http://autismovaccini.com/2012/05/01/statistiche-per-lautismo-a-confronto-probabile-1-ogni-29-anziche-1-ogni-88/
Ricordo che, molta importanza hanno anche i cibi assunti non adatti al gruppo sanguigno del soggetto.

I Tribunali anche USA, confermano tranquillamente che il vaccino MMR causa l'autismo. Austin (USA) - 27 Luglio 2013
Dopo decenni di appassionato dibattito, per i genitori che probabilmente hanno perso i ripetuti ricorsi richiesti dalle aziende farmaceutiche e governi, che i vaccini infatti causano l'autismo.
Per i genitori interessati alla ricerca della verità, vale la pena ricordare che le stesse persone che possiedono le aziende farmaceutiche di tutto il mondo possono anche possedere agenzie di stampa americane.
La Ricerca di informazioni prive di propaganda è stata fino ad ora molto difficile.
Ma Whiteout Press non è qui per sostenere o contrastare i vaccini. Siamo qui per portare i lettori la notizia che è il tema e’ in black-out, cover-up e censurato dalle autorita’Sanitarie e Governative.
Tratto da: http://www.whiteoutpress.com/timeless/courts-quietly-confirm-mmr-vaccine-causes-autism/

La prova della FRODE del CDC per le cause dei Vaccini nell'Autismo - CONFESSIONE di un alto dirigente CDC, davanti al Congresso US

Gli esperti di vaccini del CDC, hanno spesso conflitti di interesse - 18/03/2010
CDC e Conflitti di interesse - 1 + CDC e Conflitti di interesse - 2 + CDC e Conflitti di interesse - 3 + Corruzione + Danni dei Vaccini + Contro Immunizzazione

CDC conflitti di interesse anche per i vaccini + anche per la FDA
http://healthimpactnews.com/2014/cdcs-purchase-of-4-billion-of-vaccines-a-conflict-of-interest-in-overseeing-vaccine-safety/

Davvero inquietante !
Questo medico il Dott. Andrew Moulden è MORTO (probabilmente assassinato) in modo inspiegabile nel novembre 2013 al età di 49, subito dopo aver pubblicato le SUE RICERCHE che DIMOSTRANO il DANNO CAUSATO dai VACCINI, RICONOSCIBILI SOLO da un SEMPLICE ESAME ESTERNO
http://vaccineimpact.com/2015/dr-andrew-moulden-learning-to-identify-vaccine-damage/ 

Parlamentari pagati dalle Lobbies ? - Roma Ott. 2013 
L'intervista a un assistente di un Senatore che svelerebbe i traffici illeciti tra parlamentari e Lobbies.
Video dell'intervista: 
http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/390060/roma-parlamentari-pagati-dalle-lobbies.html

Informatore dei CDC CONFESSA la FRODE e le FALSIFICAZIONI sugli studi della correlazione VACCINO=AUTISMO

Un'analisi epidemiologica dell'ipotesi "autismo quale avvelenamento da mercurio"
International Journal of Risk & Safety in Medicine 20 (2008) 135–142 135
DOI 10.3233/JRS-2008-0436 - IOS Press
By David Austin - Life and Social Sciences, Swinburne University of Technology, Melbourne, Australia

Riassunto.
Dove la ricerca sperimentale diretta di una ipotesi causale di una malattia è impossibile, sia per considerazioni etiche che pratiche, la deduzione epidemiologica è la via accettata per stabilirne le cause. Perciò, per esaminare l'autismo come un'ipotesi di avvelenamento da mercurio, questa ricerca riesamina la letteratura scientifica esistente allo scopo di stabilire criteri epidemiologici e constatare che l'evidenza per una relazione causale è convincente.
 L'esposizione al mercurio (tramite vaccini e amalgami dentarie materne) in utero e durante gli anni dell'infanzia è confermato: l'avvelenamento da mercurio è conosciuto come causa di sintomi coerenti con l'autismo; il modello animale supporta questa connessione e i livelli di mercurio sono più elevati sia nelle urine che nel sangue dei bambini autistici rispetto ai non autistici.
Analogamente alle prove epidemiologiche sulla relazione fumo-cancro al polmone, è confermata la relazione mercurio-autismo.
Il principio precauzionale richiede che i professionisti della salute non eseguano delle azioni se c'è il sospetto che quell'azione possa causare un grave o definitivo effetto sulla salute, non c'è bisogno dell'assoluta certezza.
Perciò, data la gravità, il devastante impatto per tutta la vita e la prevalenza estremamente elevata di autismo, sarebbe irresponsabile continuare ad esporre donne incinta e mamme in allattamento con i neonati a quantità evitabili di mercurio.

1. Introduzione
L'autismo è un disturbo del neurosviluppo presente nell'infanzia che colpisce 1 su 150 bambini negli USA [8]. La condizione è caratterizzata da gravi disabilità nella socializzazione, comunicazione e comportamento. I bambini con autismo possono mostrare uno spettro di comportamenti-problema come iperattività, mancanza di attenzione, impulsività, aggressività, auto-aggressività e scoppi d'ira. In più, questi bambini spesso mostrano una risposta inusuale alle stimolazioni sensoriali quali ipersensibilità alla luce o ad alcuni tipi di suoni, colori, odori o al tatto, oltre ad avere un alta soglia del dolore [1]. La diffusione dell'autismo è venuta incrementandosi fino ad un livello epidemico [47] di cui non si tiene conto per le modifiche ai criteri diagnostici o al miglioramento di questi sistemi [5,12].
L'autismo fu inizialmente proposto come un nuovo disordine nel 1943 da Kanner [26]. Fino a quel momento, la ricerca di un agente causale aveva dato risultati evasivi. Una teoria dominante lo collegava ad una suscettibilità genetica [14].
La ricerca per una base genetica dell'autismo si è, finora, dimostrata senza successo nonostante vasti lavori di ricerca [2,7,35,48]. Per di più, è difficile conciliare la causa genetica con l'epidemia autistica, dato che l'autismo era sconosciuto prima del 1940 e la diffusione è andata progressivamente incrementandosi esponenzialmente solo a partire da quel momento.
Questi fattori suggeriscono che una causa puramente genetica è improbabile.
L'altra teoria dominante afferma che l'autismo ha una causa nell'esposizione al mercurio nell'utero materno e/o nella primissima infanzia [4,28]. La fonte principale di esposizione al mercurio fra i neonati è data dai vaccini (sia materni che pediatrici) e dalle amalgami dentarie (materne). L'ipotesi è stata riconosciuta come biologicamente plausibile dal Centro per il Controllo delle Malattie (CDC) negli USA [39], ed è così legante che la valutazione di quell'ipotesi è stata gestita nel contesto di un esame epidemiologico.
Una revisione epidemiologica è essenziale, in quanto non si è mai condotto uno studio che dimostri (o neghi) che il mercurio causa autismo perché non si può, eticamente e praticamente, condurre una sperimentazione casuale per controllare un esperimento nel quale alcuni bambini vengano selezionati per essere esposti ad una riconosciuta neurotossina (mercurio) e altri no. La situazione è analoga per le ricerche sul fumo e il cancro al polmone. Non si hanno (e non potremmo avere) prove dirette sperimentali che il fumo causa il cancro al polmone, ma si può avvicinarlo epidemiologicamente (come si è in effetti realizzato) e la relazione fumo-cancro al polmone è stata infine stabilita quale causa principale [32].
Solo lavorando nello stesso modo, saremo in grado di realizzare il collegamento tra autismo e mercurio e misurare l'associazione tra le due variabili e, se si incontreranno determinati criteri, si scoprirà quale dei due causa l'altro.
Sebbene un'associazione tra i due fenomeni non sia indicativa di una causalità, si possono applicare criteri per calibrare la forza della correlazione e se questa è forte, dedurne che un fenomeno causa l'altro.
Questo è il fondamento dell'approccio epidemiologico di causa-effetto [44]. Storicamente, ci sono cinque criteri usati in epidemiologia per stabilire la relazione causa-effetto [38], che sono:
(1) alto rischio relativo;
(2) coerenza;
(3) grado di risposta in funzione del grado della dose;
(4) relazione temporale;
(5) meccanismo plausibile.
Perciò, per stabilire che il mercurio causa autismo, avremmo bisogno di una serie di studi che esaminino la relazione tra le due variabili in modi diversi che soddisfino questi criteri. Questo documento mira a rivedere la letteratura scientifica esistente su mercurio e autismo all'interno di questa struttura epidemiologica.

2. Il mercurio è conosciuto per essere in grado di causare disordini del neurosviluppo nei bambini piccoli (alto rischio relativo, meccanismo plausibile)

Il mercurio è da lungo tempo conosciuto per essere una potente neurotossina; infatti, il cervello è il primo obbiettivo tissutale del mercurio, dove il cervello dei feti e dei neonati sono più suscettibili di danni da mercurio rispetto al cervello adulto [10].
Non c'è da sorprendersi allora, se l'avvelenamento da mercurio nei neonati sia conosciuto nella produzione di sintomi quali ritardo mentale, perdita di coordinazione nella parola, nella scrittura, nell'incedere, intontimento, irritabilità e brutto carattere che progredisce in mania [39]. Oltre al caso singolo relativo a rari avvelenamenti infantili da mercurio [3] si hanno ben documentati avvelenamenti epidemici infantili da mercurio su larga scala che illustrano chiaramente come il mercurio può produrre (e produce) disordini del neurosviluppo nei bambini [13]. L'Acrodinia è una condizione medica che colpisce i bambini nei primi anni di vita ed è caratterizzata da comportamenti anormali e manifestazioni psicologiche, incluse psicosi, perdita della parola ed isolamento sociale [33]. L'epidemia di acrodinia nel periodo 1900-1956 è stata definitivamente associata al mercurio (mercurio cloride) contenuto nei comuni trattamenti giornalieri per dentizione e vermicidi intestinali.
Solo una piccolissima sottopopolazione di bambini ne fu affetta, così da suggerire che la suscettibilità individuale agli effetti del mercurio era altamente variabile e fu perciò un fattore di rischio indipendente conseguente dall'esposizione al mercurio.
Questo esempio tratto dalla storia della medicina aiuta a migliorare la comprensione dei tossicologi sugli effetti del mercurio al di là del principio fondamentale per cui "la dose crea il veleno" [31]. I più recenti concetti della tossicologia riconoscono il ruolo sia della dose che della suscettibilità individuale ad agenti tossici d'interesse [19].
Questo concetto moderno è assolutamente coerente con i precedenti documentati riguardo alla Acrodinia e fornisce un modello per come si potrebbe vedere l'autismo come un'ipotesi di avvelenamento da mercurio e contemporaneamente implicare la suscettibilità individuale agli effetti del mercurio [21]. In questo senso l'ipotesi riguardo l'autismo come avvelenamento da mercurio è coerente con il "Diathesis-stress Model" di una malattia [49], dove il meccanismo causale è pensato come un'azione reciproca tra la predisposizione alla suscettibilità fisica (per esempio: sensibilità al mercurio) unita a stress ambientali (per esempio: il mercurio).

3. I sintomi dell’autismo sono coerenti con quelli da avvelenamento da mercurio (coerenza, meccanismo plausibile, alto rischio relativo)

Con riferimento alla storica analogia tra autismo e Acrodinia, è necessario essere informati dei dati seguenti:

(1) Le forme di mercurio che si pensa causino autismo (etilmercurio dai vaccini e vapori di mercurio dalle amalgami dentarie materne) sono forme differenti di mercurio rispetto a quella che causa la Acrodinia (mercurio cloride).
(2) Anche le modalità di esposizione sono differenti. Nella Acrodinia l'esposizione avveniva per ingestione, mentre oggi la maggiore esposizione si ha in forma intravenosa (direttamente dalle vaccinazioni infantili) o attraverso la placenta e/o allattamento nel caso di amalgami dentarie e vaccini materni.
(3) E' assolutamente stabilito che l'avvelenamento da mercurio si presenta sotto sindromi diverse dipendenti dalla forma di mercurio, tipo di esposizione e differenze individuali di vario tipo quali l'età e condizioni biochimiche idiosincratiche [19].
Perciò si deve accettare che sarebbe improbabile scoprire sindromi identiche nell'autismo nella storia della letteratura medica, quale la fenomenologia ipotizzata dell'avvelenamento da mercurio attraverso mercurio vaccinale (etilmercurio) e amalgami al mercurio (vapori di mercurio) che, a tutt'oggi, non sono documentate. Tuttavia molti ricercatori si esprimono sulla similarità tra mercurialismo infantile e autismo [4,16,28]. Infatti, il mercurio può causare disfunzioni immunitarie, sensoriali, neurologiche motorie e comportamentali, simili per definite caratteristiche o associabili all'ASD [17].
Tra i sintomi comuni sia al mercurialismo infantile che all'autismo, sono inclusi ritardo mentale, perdita del linguaggio, mancanza di socializzazione, problemi sensoriali e comportamenti insoliti [4,17,33,43].

4. Le anormalità biochimiche riscontrate nell'autismo sono coerenti con l'avvelenamento da mercurio (coerenza, meccanismo plausibile)

Oltre alla coerenza comportamentale direttamente osservabile tra autismo e mercurialismo infantile, è importante e considerare le patologie specifiche delle due sindromi. Le evidenze biologiche nell'autismo sono coerenti con l'avvelenamento da mercurio incluso l'elevato stress ossidativo [27], deplazione nel glutathione [25], irregolarità neurochimiche [9], disfunzioni gastrointestinali [23], disfunzione immunitaria [11] e problemi generali e neurologici [40]. Tutti questi sono effetti ben conosciuti da avvelenamento da mercurio e, specificatamente, da avvelenamento da mercurio nei bambini piccoli [4].
Queste evidenze dovrebbero altresì essere viste alla luce delle dirette scoperte tossicologiche, che dimostrano come i bambini autistici abbiano un più elevato carico di mercurio misurabile rispetto ai pari non autistici.

5. Esiste una relazione certa tra esposizione al mercurio e diffusione dell’autismo (grado di risposta in funzione del grado della dose, alto rischio relativo)

Benché il vecchio adagio delle tossicologia "la dose crea il veleno" [31] sia definito come una parziale spiegazione nei fenomeni di avvelenamento, resta comunque un euristicamente utile per determinare il rischio relativo rispetto ad un livello specifico di esposizione ad agenti tossici. Perciò, nel contesto di un’indagine epidemiologica, ci si attenderebbero almeno alcune relazioni dose-risposta tra mercurio e autismo se la relazione è sicuramente reale e di natura causale.
Alti livelli di esposizione al mercurio sono stati osservati tra i bambini autistici confrontati per controllo in uno studio non pubblicato [41] e in uno pubblicato [18], con il primo che dimostrava un rischio relativo di autismo di 2,48 nei bambini che avevano ricevuto 62,5 µg (microgrammi) o più di etilmercurio (attraverso i vaccini) dai tre mesi di età. In aggiunta, in uno studio ecologico di Palmer et al. [30] è stato riscontrato che "l'associazione tra il mercurio rilasciato nell'ambiente e il tasso di istruzione differenziata erano completamente mediate dall'incremento dei livelli di autismo".
Questo significa che si può ragionevolmente dedurre una relazione tra il grado di livello di esposizione al mercurio e autismo. Presi insieme, tutti questi dati rappresentano la prova epidemiologica diretta della relazione dose-risposta tra mercurio e autismo.

6. I bambini vengono esposti al mercurio (relazione temporale, alto rischio relativo, meccanismo plausibile)

Un componente fondamentale di un esame eziologico di autismo e mercurio richiede prima di tutto che venga dimostrata evidenza di esposizione al mercurio. Di questo possiamo essere certi; infatti l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto che l’amalgama dentaria è non solo la maggior fonte di esposizione negli adulti, ma anche per i neonati in quanto questo mercurio passa facilmente al feto attraverso la placenta o attraverso l’allattamento [46].
E’ stata anche confermata esposizione attraverso il mercurio contenuto nei vaccini. Per esempio, Stajich et al. [37] trovarono che “il paragone tra i livelli di mercurio prima e dopo le vaccinazioni mostrava un significativo aumento dopo le vaccinazioni sia nei nati prematuri che nei neonati nati a termine".
Molti documenti hanno dimostrato che i bambini sono stati esposti negli anni successivi a quelli in cui furono riportati i primi casi di autismo a livelli sempre più alti di mercurio [4]. Infatti, alla fine degli anni ’90 e nei primi anni del 2000, i neonati negli Stati Uniti sono stati esposti a livelli di mercurio eccedenti di molto rispetto alle linee guida federali di sicurezza [28].
Questo è fondamentale per capire la relazione mercurio–autismo.
L'esposizione al mercurio a cui milioni di bambini sono stati sottoposti, è probabilmente cronica (per via del mercurio delle amalgami materne), ma anche acuta per l'esposizione avvenuta di volta in volta come parte del programma vaccinale standard (per esempio, giorno della nascita, 6 mesi, 12 mesi, 2 e 4 anni).

7. L'emergere dell'autismo negli anni '30 e il successivo aumento dei suoi livelli di incidenza coincide con l'incremento dell'esposizione al mercurio di madri, feti, neonati e bambini (Relazione temporale).

L'autismo è un disturbo moderno: è stato identificato per la prima volta alla fine degli anni '30 e riportato nel 1943 da Kanner [26]. E' importante collocare l'inizio e la successiva crescita epidemica dell'autismo nel contesto storico dell'esposizione ambientale al mercurio, ed è quindi importante sapere che l'inizio delle vaccinazioni su larga scala (contenenti mercurio) avvenne negli anni '30. Inoltre, i primi anni del 90 videro aumentare la diffusione e la popolarità di cure dentarie in cui la amalgama al mercurio era il materiale maggiormente usato per le otturazioni [36]. E' anche degno di interesse il fatto che vaccinazioni e cure dentarie non erano disponibili gratuitamente nel pubblico, ma erano utilizzate solo dalle classi sociali medio-alte.
Questo contesto storico è quindi anche coerente con l'ipotesi sostenuta da molti che l'autismo si diffonda soprattutto nelle classi sociali medie e alte [26,34].

8. Studi su animali mostrano che il mercurio può causare comportamenti simili a quelli autistici (meccanismo plausibile, coerenza)

Nei casi in cui non possano condursi studi sperimentali di un ipotizzato disturbo per motivi etici, viene accettato che modelli animali rappresentino un’alternativa plausibile. Riguardo all'ipotesi mercurio-autismo, questo diventa un grosso problema: per prima cosa, non è accettato che gli animali possano "avere" l'autismo. Anche se potessero, non abbiamo criteri stabiliti per valutarli e diagnosticarli. Inoltre, specie differenti rispondono al mercurio in modi differenti.
I topi comunque sono riconosciuti come possessori di una biochimica equivalente a quella umana utile per la maggior parte dei tentativi, ed hanno anche il vantaggio di essere relativamente intelligenti e con ben note convenzioni sociali analoghe ai comportamenti sociali umani [45]. Uno studio ha esaminato gli effetti dell'ipotesi autismo-mercurio il più direttamente possibile riproducendo la forma di mercurio (etilmercurio), la dose (secondo il peso come per il programma vaccinale standard negli Stati Uniti ) e modo di somministrazione (iniezione intravenosa) del programma standard di vaccinazioni degli Stati Uniti [22].
I ricercatori hanno dimostrato che l'effetto tossico del composto di etilmercurio trovato in molti vaccini era dipendente dal ceppo relativo al topo utilizzato.
Nello specifico, vennero notati effetti tossici (simili ai sintomi autistici) più comunemente tra razze specifiche di topi.
Questo studio ha dimostrato non solo che un’esposizione al mercurio in dosi corrispondenti a quelle usate per l'uomo può produrre sintomi di tipo autistico, ma anche che fattori di suscettibilità individuale erano un aiuto al processo, esattamente come previsto nell'ipotesi mercurio-autismo quando intesa come modello non-diathesis–stress (nota: per diathesis-stress model si intende la teoria psicologica secondo la quale il comportamento dipende da fattori biologici e genetici, e dall’esperienza personale).

9. I livelli di mercurio sono più alti nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici (meccanismo plausibile, grado di risposta in funzione del grado della dose, relazione temporale, coerenza, alto rischio relativo)

Forse la più convincente evidenza tossicologica disponibile, al di fuori dell’evidenza sperimentale, è la scoperta che il livello dell'agente causativo ipotizzato è significativamente più alto nella popolazione malata proposta. Nello specifico, l'ipotesi mercurio-autismo suggerirebbe che il mercurio dovrebbe essere considerevolmente più alto nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici. Una revisione della letteratura in questa area, infatti, prova che è esattamente così.
Sono stati riportati aumenti significativi di mercurio nelle urine [6] e nel sangue [15], così come in specifici biomarkers di mercurio [16,29]. Un vantaggio dello studio su 2 gruppi di analisi del sangue eseguito da DeSoto e Hitlan [15] è che questi non sono soggetti a interpretazioni multiple o complesse. Per esempio, quando considerato alla luce dell'evidenza epidemiologica prima descritta per l'autismo come ipotesi di avvelenamento da mercurio, il fatto che i livelli di mercurio nel sangue sono più alti nei bambini autistici rispetto a quelli non autistici può solo suggerire che o (1) il mercurio causa autismo, o (2) che l'autismo causa il mercurio.
La seconda affermazione è evidentemente senza senso e non supportata da alcuna letteratura scientifica e secondo le regole di metodologia statistica non è valida nemmeno l'idea che non possa essere né la prima né la seconda ipotesi, essendo esclusa la possibilità di coincidenza. Eè opportuno anche riflettere che i proponenti dell'ipotesi della Acrodinia come avvelenamento da mercurio, avevano solo gli studi di base del mercurio nelle urine a guidarli, attraverso le quali alcuni studi (ma non tutti) mostravano che il mercurio urinario nei bambini con Acrodinia era spesso più alto che nei coetanei sani.
Nonostante la limitata evidenza scientifica, questo bastò nel 1950 ad sostenere l'eliminazione dei prodotti dentali contenenti mercurio e degli antiparassitari intestinali dal mercato, con la conseguente eliminazione della malattia. Questo ci fornisce una grande lezione sull'importanza di applicare i principi precauzionali sul sospetto di danno piuttosto che aspettare che si verifichi.

10. Principio precauzionale
Il fondamentale principio precauzionale accettato in tutte le discipline sanitarie è "primo, non recare danno".
Questo non significa certo che occorra compiere una azione che causi una reazione avversa per stabilire che non bisognava farla: si richiede semplicemente il sospetto del danno [20]. La scienza dietro l'autismo come ipotesi di avvelenamento da mercurio incontra tutti i criteri epidemiologici attraverso troppi studi indipendenti per essere considerata una coincidenza.
Per cui, l'ipotesi che il mercurio possa causare l'autismo è confermata epidemiologicamente.

11. Assenza di evidenza ed evidenza di assenza
Rivedendo la letteratura, si trovano diversi studi che non sono riusciti a trovare una relazione tra autismo e mercurio (per esempio [24,41]). Questi documenti riportano semplicemente che non sono riusciti a trovare evidenze che supportino la relazione mercurio-autismo. E' importante ricordare che l'assenza di evidenza non è sinonimo di evidenza di assenza.
Molto spesso, gli studi non riescono a trovare relazioni quando l'effetto è scarso, e/o il campione è piccolo o di natura non generalizzabile. In questi casi i ricercatori riportano meramente l'assenza di evidenza della relazione, e non l'evidenza dell'assenza di quella relazione. Quindi, questi studi non rappresentano un’inconsistenza nella letteratura sulla relazione mercurio-autismo. Questo avviene soprattutto in ricerche che attraversano quasi tutte le discipline. Il principio precauzionale chiede che venga presa molto seriamente l'associazione tra mercurio e autismo e considerarle preferibilmente come prove nulle, per rispettare gli obblighi del dovere di attenzione nel principio precauzionale.

12. Conclusione
La letteratura scientifica esistente fornisce il terreno per forti sospetti che il mercurio giochi un ruolo causativo nello sviluppo dell'autismo. Dato questo sospetto, e la natura grave, l'impatto devastante per tutta la vita e l'alta prevalenza dell'autismo, sarebbe negligente continuare ad esporre donne incinta e madri che allattano e bambini piccoli a qualsiasi quantità di mercurio. Le autorità sanitarie di tutto il mondo dovrebbero muoversi senza esitazione per eliminare e rimuovere tutto il mercurio in tutti i prodotti medici nel più breve tempo possibile.

Riferimenti Bibliografici:
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Lenny and The Mad Hatter

  (a)      Rigid literal interpretation of word meaning; word meaning and pragmatic errors which interfere with social communication

  Lenny - "He was very literal minded, and words spoken to him became matters of immutable fact. For example, he was trying on new shoes. His mother asked him if they slipped up and down. He said they didn't, and when asked again if he were sure, he replied, 'No, they don't slip up and down; they slip down and then they slip up.' "

  The Mad Hatter - "Take some more tea," the March Hare said to Alice, very earnestly.

"I've had nothing yet," Alice replied in an offended tone: "so I ca'n't take more."

"You mean you ca'n't take less," said the Hatter: "It's very easy to take more than nothing."

  (b)      Social deficits, inability to interpret social rules, leading to perceived rude behavior

  Lenny - "Although he tried working in his father's business for a time, his immaturity, self-centered behavior, and lack of social judgment required his return to a sheltered setting."

  The Mad Hatter - "Your hair wants cutting," said the Hatter. He had been looking at Alice for some time with great curiosity, and this was his first speech.

"You should learn not to make personal remarks," Alice said with some severity: "it's very rude."

The Hatter opened his eyes wide upon hearing this; but all he said was "Why is a raven like a writing desk?"
(c)       Inability to engage in meaningful social conversation; poor conversational interpretation skills; perseverative thoughts

  Lenny - "During one interview he engaged in a 20 minute monologue about a broken washing mashine.
The interviewer momentarily dozed off. Upon rousing, the interviewer exclaimed, 'Oh, Lenny, I'm sorry!'  'It's all right,' Lenny replied calmly, 'the washing machine got fixed."

  The Mad Hatter (who talks obsessively/perseveratively about Time for a good portion of the chapter) - "What a funny watch!" she remarked. "It tells the day of the month, and doesn't tell what o'clock it is !"
"Why should it?" muttered the Hatter. "Does your watch tell you what year it is?"

"Of course not, " Alice replied very readily: "but that's because it stays the same year for such a long time altogether."

"Which is just the case with mine," said the Hatter.

Alice felt dreadfully puzzled. The Hatter's remark seemed to her to have no sort of meaning in it, and yet it was certainly plain English.

 

Language and Hearing
The third diagnostic criterion for autism is a qualitative impairment in communication (APA, 1994), and such impairment is a primary feature of mercury poisoning.
Delayed language onset is often among the first overt signs of ASD (Eisenmajer et al, 1998). 
Historically, half of those with classic autism failed to develop meaningful speech (Gillberg & Coleman, 1992; Prizant, 1996); and oral-motor deficits (e.g. chewing, swallowing) are often present (Filipek et al, 1999). 
When speech develops, there may be “specific neuromotor speech disorders,” including verbal dyspraxia, a dysfunction in the ability to plan the coordinated movements to produce intelligible sequences of speech sounds, or dysarthria, a weakness or lack of control of the oral musculature” leading to articulation problems (Filipek et al, 1999).  Echolalic speech and pronoun reversals are typically found in younger children. 
Many ASD subjects show poorer performance on tests of verbal IQ relative to performance IQ (Dawson, 1996; Filipek at al, 1999).  Higher functioning individuals, such as those with Asperger’s Syndrome, may have language fluency but still exhibit semantic (word meaning) and pragmatic (use of language to communicate) errors (Filipek et al, 1999).
Auditory impairment is also common.  Two separate studies, for example, both found that 24% of autistic subjects have a hearing deficit (Gillberg & Coleman, 1992).  More recently Rosenhall et al (1999) have diagnosed hearing loss ranging from mild to profound, as well as hyperacusis,otitis media, and conductive hearing loss, in a minority of ASD subjects, and these traits were independent of IQ status.  Among the earliest signs of autism noted by mothers were strange reactions to sound and abnormal babble (Gillberg & Coleman, 1992),and many ASD children are tested for deafness before receiving a formal autism diagnosis (Vostanis et al, 1998). 
 “Delayed or prompted response to name” differentiates 9-12 months old toddlers, later diagnosed with autism, from mentally retarded and typical controls (Baranek, 1999).  In fact, “bizarre responses” to auditory stimuli are nearly universal in autism and may present as“either a lack of responsiveness or an exaggerated reaction to auditory stimuli” (Roux et al, 1998), possibly due to sound sensitivity (Grandin, 1996).  Kanner noted an aversion to certain types of sounds, such as vacuum cleaners (Kanner, 1943). 
Severe deficits in language comprehension are often present (Filipek et al, 1999).  Difficulties in picking out conversational speech from background noise are commonly reported by high functioning ASD individuals (Grandin, 1995; MAAP, 1997-1998).
In regard to language and auditory phenomena, autism's parallels to mercurialism are striking.  Emerging signs of mercury poisoning are dysarthria (defective articulation in speech due to CNS dysfunction) and then auditory disturbance, leading to deafness in very high doses (Clarkson, 1992).  In some cases, hearing impairment manifests as an inability to comprehend speech rather than an inabilityto hear sound (Dales, 1972). 
Hg poisoning can also result in aphasia, the inability to understand and/or physically express words (Kark et al, 1971). 
Speech difficulties may arise from “intention tremor, which can be noticeable about the mouth, tongue, face, and head, as well as in the extremities” (Adams et al, 1983).
Mercury-exposed children especially show a marked difficulty with speech (Pierce et al, 1972; Snyder, 1972; Kark et al, 1971). 
Even children exposed prenatally to “safe” levels of methylmercury performed less well on standardized language tests than did unexposed controls (Grandjean et al, 1998).  Iraqi babies exposed prenatally either failed to develop language or presented with severe language deficits in childhood. 
They exhibited“exaggerated reaction” to sudden noise and some had reduced hearing (Amin-Zaki, 1974 and 1979).  Iraqi children who were postnatally poisoned from bread containing either methyl or ethylmercury developed articulation problems, from slow, slurred word productionto the inability to generate meaningful speech.  Most had impaired hearing and a few became deaf (Amin-Zaki, 1978).  In acrodynia, symptoms of sufferers (vs. controls) include noise sensitivity and hearing problems (Farnesworth, 1997).
Adults also exhibit these same Hg-induced impairments.  There is slurred or explosive speech (Dales, 1972), as well as difficulty in picking out one voice from a group (Joselow et al, 1972). 
Poisoned Iraqi adults developed articulation problems (Amin-Zaki, 1974).  A 25 year old man with elemental mercury poisoning had reduced hearing at all frequencies (Kark et al, 1971).  Thimerosal injected into a 44 year old man initially led to difficulty verbalizing, even though his abilities in written expression were uncompromised; he then progressed to slow and slurred speech, although he could still comprehend verbal language; and he finally lost speech altogether (Lowell et al, 1996).  In Mad Hatter’s disease, there were word retrieval and articulation difficulties (O’Carroll et al, 1995).  A scientist who recently died from dimethylmercury poisoning demonstrated an inability to understand speech despite having good hearing sensitivity for pure tones (Musiek and Hanlon, 1999).  Workers exposed to mercury vapor showed decreased verbal intelligence relative to performance IQ (Piikivi et al, 1984; Vroom and Greer, 1972).
 

Table III:  Summary of Speech, Language & Hearing Deficits in Autism & Mercury Poisoning

Mercury Poisoning

Autism

Complete loss of speech in adults or children; failure to develop speech in infants

Delayed language onset; failure to develop speech

Dysarthria; speech difficulties from intention tremor; slow and slurred speech

Dysarthria; dyspraxia and oral-motor planning difficulties; unintelligible speech

Aphasia, the inability to use or understand words, inability to comprehend speech although ability to hear sound is intact

Speech comprehension deficits, although ability to hear sound is intact

Difficulties verbalizing; word retrieval problems

Echolalia; pronoun reversals, word meaning and pragmatic errors; limited speech production

Auditory disturbance; difficulties differentiating voices in a crowd

Difficulties following conversational speech with background noise

Sound sensitivity

Sound sensitivity

Hearing loss; deafness in very high doses

Mild to profound hearing loss

Poor performance on standardized language tests

Poor performance on verbal IQ tests

SenSensory Perception
Sensory impairment is considered by many researchers to be a defining characteristic of autism (Gillberg and Coleman, 1992; Williams, 1996).  Baranek (1999) detected sensory-motor problems - touch aversion, poor non-social visual attention, excessive mouthing of objects, and delayed response to name - in 9-12 month old infants later diagnosed with autism, and suggests that these impairments both underlie later social deficits and serve to differentiate ASD from mental retardation and typical controls. 
Besides sensitivity to sound, as previously noted, ASD often involves insensitivity to pain, even to a burning stove (Gillberg & Coleman, 1992), while on the other hand there may be an overreaction to stimuli, so that even light to moderate touches are painful. 
Pinprick tests are usually normal.  Children with autism have been described as “stiff to hold,” and one of the earliest signs reported by mothers is an aversion to being touched (Gillberg & Coleman, 1992).  Abnormal sensation in the extremities and mouth are common.  Toe-walking is frequently seen. Oral sensitivity often results in feeding difficulties (Gillberg & Coleman, 1992, p.31).  Autistic children frequently have vestibular impairments and difficulty orienting themselves in space (Grandin, 1996; Ornitz, 1987).


vedi:
 AUTISMO + Autism REFERENCES + Autismo dai VACCINI + Autismo - La prova dei Danni dei Vaccini + Bibliografia su Autismo dai vaccini + Bibliografia Danni dei vaccini  +  Bibliografia danni 2  + Amish senza autismo perche' NON vaccinano + 1.000 studi sui Danni dei Vaccini  

Continua in: Pag.1  -  Pag.2 -  Pag.4  -  Pag.5  -  Pag.6  -  Pag.7  -  Pag.8  -  Pag.9 - Pag.10  -  Pag.11 -  Pag.12