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Definizione di
Atopia: stato allergico che induce reazioni
anomale al contatto con agenti normalmente
innocui (allergeni).
Sindrome
infiammatoria chiamata "Asia" scatenata dai
vaccini
!
ASIA_Sindrome
infiammatoria-dai-vaccini-Riassunto.pdf
Tratto da: http://www.assis.it/wp-content/uploads/2014/12/ASIARiassunto.pdf
... ed e' noto che... le
infiammazioni sono foriere di qualsiasi tipo
di sintomi, che i
medici impreparati
allopati chiamano erroneamente "malattie"....
vedi: Allergie dai
vaccini +
IMPORTANTE:
OGNI tipo
di
Vaccino
produce
Stress ossidativo cellulare
e
quindi
tissutale !
Ma ricordo che,
molta importanza hanno anche i cibi assunti non
adatti al gruppo sanguigno del soggetto allergico.
In particolare il termine atopia definisce quei
casi in cui esiste una tendenza familiare a
sviluppare un'allergia, con sintomi quali
febbre da fieno, asma, orticaria, dermatite
eczematosa. Studi condotti su pazienti atopici
hanno messo in evidenza la presenza nel loro
sangue di elevati livelli di IgE, una classe di
immunoglobuline che si lega in modo specifico a
recettori localizzati sulla superficie dei
mastociti, inducendo la liberazione di sostanze
chimiche.
Atopia: una
malattia iatrogena ? Una possibile
conseguenza dell'abuso di farmaci e
vaccini e della
riduzione delle malattie infettive.
Il ruolo delle MnC per contrastare questo
fenomeno.
3 dicembre 2004 -
Elio Rossi
Premessa:
Per atopia si intende una situazione caratterizzata da una risposta
allergica, mediata dalle IgE, ad antigeni
ambientali, gli allergeni, come la polvere di
casa e i pollini, con manifestazioni cliniche
che vanno dall'asma, alla rinite allergica e
all'eczema. Alla base di questa patologia ci
sarebbero complesse interazioni fra fattori
genetici e stimolazioni ambientali di diversa
natura (13).
Il fenomeno sta
crescendo in maniera preoccupante nei paesi
sviluppati, e non solo i questi (9). L'aumento
riguarda la prevalenza ma anche la gravità delle
manifestazioni cliniche (10) (11) (12). Secondo
alcuni dati almeno un terzo dei bambini dei
paesi industrializzati soffre di disturbi
atopici (8).
Da qualche tempo sta
emergendo fra i ricercatori l'ipotesi che alla
base di questa costante crescita del fenomeno ci
sia, oltre alla predisposizione genetica e
all'aumento dell'inquinamento ambientale
(polluzione atmosferica, scarichi industriali,
addittivi alimentari, nuovi prodotti di sintesi,
...) un collegamento fra la scomparsa o la
riduzione drastica di alcune malattie infettive,
specie nell'infanzia, determinato
dall'intervento farmacologico massiccio
(vaccini, antibiotici, cortisonici,
antipiretici) in questi ultimi cinquant'anni,
per altro in continua crescita.
Il costante aumento
del consumo di farmaci
Tabella 1 "Il mercato dei farmaci in Europa
1999 in mld di US Dollari"
Germania > 15.5
Francia > 14.6
Italia > 9.4
Gran Bretagna > 9.1
Spagna > 5.5
(Il Sole 24 ore - Sanità 23-29.5.00)
Tabella 2
"Aumento del consumo farmacologico in Italia
1999/2000" Numero ricette + 8.8%
Valore medio ricette + 9.3%
Sfondamento 1999 + 16.6%
Incremento 2000 + 17.7%
Spesa pro capite + 64.270 Lire
Spesa pro capite + 75.646 Lire
(Il Sole 24 Ore - Sanità 23-29.5.00)
Il consumo
farmacologico nei paesi occidentali è
enormemente aumentato.
In Europa (dati Ims
Health) guida la classifica la Germania con una
spesa farmaceutica annua di 15.5 mld di US
Dollari, seguono Francia con 14.4 mld, l'Italia:
9.4 (tabella 1)
In Italia la
previsione di spesa per l'acquisto di farmaci
per l'anno in corso sarà maggiore di 2000 mld di
lire (1 mld di dollari) rispetto al previsto.
Solo nel primo trimestre di quest'anno secondo
la Federfarma, la spesa è aumentata del 17%.
(tabella 2)
Le ragioni sono
molteplici e vanno dall'introduzione di nuovi
farmaci nella categoria di rimborsabilità,
all'aumento del costo per confezione (+ 7.3% il
costo medio lordo della ricetta) come
adeguamento al Pme, ma certamente è anche per il
continuo aumento delle prescrizioni mediche
(aumentate le ricette a carico del SSN
dell'8.8%) e il consumo pro capite.
Ad esempio il
consumo di antibiotici iniettabili monodose, tra
i più costosi (un ciclo di 6 fl costa
150-173.000 lire, 75-87 dollari), concessi
gratuitamente per l'uso solo in alcuni tipi di
infezioni particolarmente gravi, è aumentato nel
1999 in molte regioni italiane rispetto alla
media nazionale, in totale 5.837.984 di pezzi,
per una spesa complessiva maggiore di 145 mld di
lire (73 ml di US dollari).
L'abuso delle
terapie antibiotiche Secondo un recente rapporto
dell'OMS, per esempio, in tutto il mondo è
aumentata la selezione di mutanti resistenti
agli antibiotici quale conseguenza dell'uso
inappropriato degli stessi.
"Può darsi che ci
restino ancora 10 o 20 anni per utilizzare al
meglio i farmaci attualmente a disposizione per
bloccare le infezioni" ha dichiarato David
Heymann, responsabile per l'OMS del programma
sulle malattie contagiose (La Repubblica
10.6.00).
Secondo il rapporto
almeno la metà degli antibiotici prescritti dal
medico sono inutili. C'è un uso indiscriminato
della prescrizione antibiotica e un abuso
generale di farmaci.
Negli USA sono
almeno 14.000 i pazienti deceduti annualmente
per infezioni da microrganismi farmacoresistenti,
spesso contratti durante una degenza
ospedaliera.
Nell'Europa dell'Est
e in Russia in particolare sarebbero almeno il
10% le TBC resistenti alla normale terapia
antibiotica. In gran parte del sud est asiatico
la resistenza alla penicillina dei ceppi di
gonococchi è ormai del 98%.
Un problema
importante è poi l'uso dell'antibiotico negli
allevamenti animali, come terapia a basso
dosaggio, e come integratori dei mangimi per
favorire la crescita degli animali. Un
inquinamento da farmaci dovuto appunto all'uso
massiccio di questi farmaci negli allevamenti, è
stato così trovato nelle falde acquifere e negli
scarichi fognari di parecchie città italiane,
con conseguenze facilmente immaginabili in
termini di diffusione alla popolazione.
L'aumento delle
allergie: le possibili cause Una delle possibili
conseguenze dell'esagerato consumo di farmaci e
di antibiotici nei paesi occidentali potrebbe
essere l'aumento delle patologie allergiche. In
Italia ne soffre almeno il 10-15 % della
popolazione. Infatti risulta ormai evidente che
la polluzione atmosferica, da sempre incriminata
come responsabile di questo fenomeno, non è il
maggiore fattore di rischio per le atopie. Paesi
come la Cina o l'Europa dell'Est con alti tassi
di polluzione hanno livelli di asma nella
popolazione decisamente bassi, mentre paesi con
bassissimo grado di inquinamento atmosferico
come la Nuova Zelanda hanno un'alta prevalenza
di asma (6). In ogni caso il fenomeno sembra
essere correlato a condizioni socioeconomiche
elevate, sia nei paesi industrializzati (18)
(19) che in quelli in via di sviluppo (20), e
comunque ad un migliore livello educativo (21).
Secondo A.
Mantovani, immunologo dell'Università di Brescia
questo è il prezzo che paghiamo per avere
eliminato le malattie infettive (La Repubblica,
14.5.00). La spiegazione del fenomeno
risiederebbe nel fatto che le ripetute risposte
degli organi linfatici alle aggressioni
infettive producevano un ambiente immunologico
sfavorevole allo sviluppo di reazioni di tipo
allergico.
In uno studio
realizzato su militari di leva (1) i portatori
di anticorpi anti virus A dell'epatite (Ab anti
HAV), che quindi potevano aver contratto
l'infezione nell'infanzia per aver mangiato
alimenti contaminati, avevano un'incidenza di
allergie inferiore della metà rispetto ai
soggetti sieronegativi. Non solo; nei soggetti
sieronegativi le malattie atopiche aumentano
significativamente nei bambini senza o con un
minor numero di fratelli maggiori. Secondo gli
autori questo significherebbe che le infezioni
comunemente acquisite in età precoce, anche per
la presenza in famiglia di fratelli e sorelle
maggiori, così come vivere in condizioni di
cattiva igiene o degrado riducono il rischio di
sviluppare malattie atopiche.
In molti studi fatti
su bambini in Svezia, Svizzera, Finlandia,
Austria e Baviera (2) (3) (4) (5)è stato
riscontrata una minore prevalenza di fenomeni
allergici nei bimbi che abitano in aree rurali
rispetto a bambini che vivono in città.
Per esempio in
Austria (4) sono stati studiati con un
questionario diretto ai genitori 2283 bambini di
età di 8 - 10 anni, a 1137 dei quali sono stati
fatti anche prick tests cutanei a sette
allergeni locali. La prevalenza di raffreddore
da fieno nei bambini che vivono in campagna
rispetto a quelli delle aree urbane è stata di
3.1 vs 10.3 % (P = 0.0002), dell'asma 1.1 vs 3.9
(P = 0.017) e di una reazione positiva al prick
test ad almeno uno degli antigeni locali 8.8 vs
32.7 (P = 0.001). Il fenomeno viene spiegato in
vari modi, per es. potrebbe essere dovuto allo
sviluppo di immunotolleranza o alla stimolazione
delle cellule Th1 e la soppressione dei Th2 per
l'aumentata esposizione dei bambini di campagna
agli agenti microbici, secondo alcuni autori
particolarmente micobatteri e actinomiceti (3),
nelle fattorie e nei campi.
Il più interessante
di questi lavori è l'articolo comparso il 1°
Maggio 1999 su Lancet, intitolato: "Atopie in
bambini con uno stile di vita antroposofico" (Alm
J.S. 1999) realizzato su bambini appartenenti a
famiglie che per scelta hanno deciso di crescere
i propri figli senza l'uso di vaccini e
antibiotici, a contatto con gli animali e la
natura, e si è visto che l'incidenza di allergie
è notevolmente inferiore a quella rilevata sulla
popolazione normale. Lo studio è stato
realizzato su 295 bambini che frequentavano due
scuole steineriane presso Stoccolma (Svezia)di
età compresa fra 5 13 anni, comparati con un
gruppo di 380 altri bambini della stessa età,
cresciuti con modalità igieniche e alimentari
convenzionali. Sono state prese in
considerazione un'eventuale storia di atopia,
confrontata con la frequenza di malattie
infettive, l'uso di antibiotici, la
vaccinazione, e le variabili sociali e
ambientali. Sono state anche realizzate analisi
ematologiche a bambini e genitori alla ricerca
di anticorpi IgE nel siero allergene-specifici e
prick-tests diretti contro 13 allergeni locali
più comuni.
I bambini delle
scuole antroposofiche avevano ricevuto nel
passato cure antibiotiche nel 525 dei casi
rispetto al 90% dell'altro gruppo. Il 18% aveva
ricevuto una vaccinazione trivalente anti
morbillo, parotite e rosolia, contro il 93%,
mentre il 63% dei bambini antroposofici aveva
ricevuto solo l'immunizzazione contro il
morbillo. Faceva consumo di vegetali contenenti
lactobacilli il 63% dei bambini del primo gruppo
contro il 4-5% del gruppo di controllo. I tests
cutanei e gli esami ematochimici hanno
dimostrato che i bambini delle scuole
steineriane avevano una minore prevalenza di
atopia rispetto ai controlli (odds ratio
0.62[95% Cl 0.43-0.91])
Si può quindi
concludere che esiste una relazione inversamente
proporzionale tra le principali caratteristiche
di uno stile di vita salutista di tipo
antroposofico e il rischio di atopia (p for
trend = 0.01).
Non tutte le
malattie infettive sono associate alla comparsa
o meno delle atopie, benchè sembri accettato che
solo la malattia naturale o comunque il contatto
con l'agente infettivo, e non l'immunizzazione
mediante vaccino, possa conferire una protezione
allo sviluppo delle atopie.
Infatti mentre la
positività alla tubercolina è associato in modo
significativo ad una diminuzione dell'incidenza
di malattie allergiche in uno studio giapponese
(17), la vaccinazione con BCG non risulta avere
effetti significativi sullo sviluppo di atopie
nei bambini svedesi in età prescolare (22). Per
altro la incidenza della tubercolosi in Giappone
è dieci volte maggiore che in Svezia.
Certamente il
morbillo, cioè la malattia naturale, risulta
inversamente proporzionale allo sviluppo delle
atopie. Questo è stato riscontrato sia in uno
studio epidemiologico realizzato in Guinea
Bissau (14) che in un'analisi degli effetti
della malattia naturale sulle dermatiti atopiche
sensibili agli antigeni alimentari (15).
Nel lavoro di
Shaheen sono stati esaminati nel 1994 nel
distretto di Bandin 395 giovani che avevano,
all'età di 0-6 anni, contratto la malattia o
erano stati vaccinati contro di essa in
occasione di una epidemia di morbillo occorsa
durante il 1979. Dei 133 che avevano avuto il
morbillo 17 (12.8%) erano atopici, mentre 33
(25.6%) dei 129 che erano stati vaccinati
avevano sviluppato reazioni allergiche, in
particolare è risultata estremamente
significativa la differenza di positività del
prick test al Dermatophagoides pteronyssinus
(p=0.02) e farinae (p=0.01).
Più controverso
appare il ruolo protettivo che potrebbe avere
l'allattamento al seno (16), che comunque
presenta tanti e tali vantaggi dal punto di
vista immunitario oltre che della relazione
madre e bambino, che non si può escludere che in
futuro si possa accertarne l'efficacia anche in
questo campo.
Alcune conclusioni
L'analisi dell'insieme di questi dati si presta
naturalmente a diverse interpretazioni, che non
consentono se non conclusioni parziali e
provvisorie. Certamente nella genesi delle
atopie intervengono vari fattori che si sommano
ad una sicura predisposizione genetica.
Sono stati chiamati
in causa di volta in volta l'aumento della
polluzione atmosferica e degli antigeni della
polvere domestica che si accumula per una minore
ventilazione delle case (17) le dimensioni del
nascituro e l'ordine di nascita (18). Studi su
soggetti emigrati dal Sud nel mondo nei paesi
più industrializzati dimostrerebbero che
potrebbero influire il cambiamento di certe
abitudini di vita e di dieta.
Alcuni dati però
sembrerebbero confermare quello che, in modo
spesso molto empirico e senza molte prove
documentali, viene detto da tempo da molti
medici e operatori delle medicine non
convenzionali, e cioè che una soppressione delle
malattie infettive e l'abuso indiscriminato di
farmaci immunosoppressivi contribuisce a
determinare una crescita dei fenomeni patologici
di tipo degenerativo, e in particolare delle
forme allergiche, delle atopie. Che sia cioè la
drastica riduzione della morbilità per molte
delle malattie esantematiche e l'inibizione
della risposta immunologica spontanei e i
bambini a favorire l'instaurarsi di malattie
atopiche e delle allergie respiratorie in primo
luogo.
Da tempo infatti in
ambito omeopatico vengono associate le malattie
esantematiche in età pediatrica ad un maggiore
sviluppo della capacità difensiva immunologica,
considerando gli esantemi infantili una specie
di palestra di allenamento del sistema
immunitario, capace per esempio di conferire, a
differenza della vaccinazione, un'immunità
permanente.
A partire dalla
prima sperimentazione di Carcinosinum (23) e
dalla verifica clinica successiva (24) l'assenza
di malattie infettive esantematiche
nell'infanzia viene inoltre considerata il segno
di una possibile predisposizione allo sviluppo
di malattie degenerative nell'età adulta. Di qui
la ragione di un'opposizione alle campagne di
vaccinazione trivalente, anti morbillo pertosse
e rosolia, molto in voga in questi ultimi anni,
di molti medici delle MnC e omeopati in
particolare.
Incerta è ancora la
spiegazione del meccanismo fisiopatologico alla
base della relazione inversamente proporzionale
dello sviluppo delle malattie allergiche e della
diffusione delle malattie infettive.
Le infezioni
respiratorie tipiche dell'infanzia, così come il
morbillo, la pertosse e la tubercolosi, di
sicuro modificano nei bambini la risposta
immunitaria a livello respiratorio e sistemico.
Questo potrebbe essere dovuto al fatto che le
malattie infettive stimolano la produzione di
fattori Th1 correlati quali IL-2, interferone-y
(IFN-y), fattore di necrosi tumorale (TNF), che
inibiscono la produzione di citochine,
interleuchine IL-4, IL-10, IL-13, derivate dalle
cellule Th 2 e che sono fondamentali nel mediare
la produzione di IgE e lo sviluppo
dell'ipersensibilità immediata (19).
Le MnC e l'omeopatia
in particolare, si sono già dimostrate efficaci
nel trattamento delle patologie di tipo
allergico. Secondo P.Bellavite (25): " I
meccanismi del principio di similitudine ed
anche degli effetti delle alte diluizioni
omeopatiche di antigeni o di altri mediatori
dell'infiammazione sono stati studiati in molti
modelli sperimentali che coinvolgono l'allergia
e/o l'infiammazione acuta, che dell'allergia è
un importante meccanismo. Tali modelli
riguardano sia le cellule in vitro sia gli
animali per arrivare alle prove cliniche
sull'uomo".
Gli autori di una
meta-analisi degli studi clinici in omeopatia
disponibili fino al 1991 (26) scrivono che
l'evidenza presentata potrebbe essere
sufficiente per considerare l'omeopatia come un
trattamento da prendere realmente in
considerazione per determinati casi", sebbene
essi raccomandino ulteriori studi - e di
migliore qualità - prima che possano essere
tirate conclusioni definitive".
In ogni caso se,
come afferma il Prof. Sergio Romagnani,
immunoallergologo dell'Università di Firenze,
"l'aumento delle allergie dipende dal modo con
cui sono cresciuti oggi i bambini, che prima
vivevano allo stato brado, e ora sono reucci
coccolati" (La Repubblica, 14.5.00), è anche
vero che l'alterazione profonda dell'equilibrio
immunologico dei bambini, che si consuma
quotidianamente attraverso un ricorso crescente
all'immunizzazione contro tutti e tutto, l'abuso
di farmaci antibiotici, antipiretici e
corticosteroidi, sembra incidere pesantemente
sull'aumento delle patologie allergiche nella
popolazione, soprattutto infantile.
In questo contesto,
il ricorso a pratiche terapeutiche non
convenzionali, specie in gravidanza e nel corso
dell'infanzia, in grado di stimolare la
reattività immunitaria, capaci di accompagnare
anziché sopprimere le reazioni di difesa
dell'organismo, possono sicuramente contribuire
a invertire la tendenza attuale alla crescita
esponenziale non solo delle forme atopiche, ma
delle malattie degenerative nel loro complesso.
Bibliografia
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Bellavite P et al. Il "simile" in allergologia:
un ponte tra omeopatia e scienza
Kleijnen J et al. BMJ 1991; 302: 316-323
Tabella 3:
"Riassunto delle caratteristiche degli studi in
allergologia e orl"
Anno > Autore >
Patologia > Tipo di studio > N° pz. > Tipo
omeopatia
1985 > Wiesenauer > Rinite allergica >
Doppio-cieco > 160 > Clinica
1986 > Reilly > Rinite allergica > Doppio-cieco
166 > Isopatia
1987 > Wiesenauer > Rinite > Doppio-cieco > 132
> Clinica
1989 > Wiesenauer > Sinusite > Doppio-cieco >
152 > Complesso
1989 > Zenner > Tonsillite > Schema libero > 773
> Complesso
1989 > Sprenger > Rinite > Schema libero > 65 >
Complesso
1990 > Campbell > Asma allergico > Singolo-cieco
> 28 > Isopatia
1992 > Castellsagu > Asma allergico > Schema
libero > 26 > Classica
1994 > Weiser > Sinusite cron. > Doppio-cieco >
155 > Complesso
1994 > Reilly > Asma allergico > Doppio-cieco >
28 > Isopatia
1994 > Frase > Rinite > Schema libero > 1090 >
Complesso
1994 > De Lange > Riniti, tonsilliti > Doppio
cieco > 170 > Classica
1997 > Friese > Otite media > Controllato > 131
> Classica
1998 > Miccichè > Rinite > Controllato > 70 >
Complesso
1998 > Kruse > Otite media > Controllato > 155 >
Classica
1999 > Matusiewicz > Asma allergico >
Doppio-cieco > 84 > Complesso
F. Moda, R. Caniato
e P. Bellavite "Studi clinici omeopatici in
allergologia ed otorinolaringoiatria" Leader for
Chemist 2000;10 (7): 4-17.
Tratto
da:
http://www.lycopodium.it/lycopodium/articles/423.html
Commento (NdR):
pur essendo in accordo con quanto scritto,
ricordiamo a quel medico che non e' solo il
vaccino per il
morbillo che scatena
l'Asma e/o l'Atopia,
ma tutti i
vaccini
producono anche
quelle malattie !
Questi
scritti dimostrano e confermano cio' che
affermiamo ed insegniamo da decenni, e cioe', che i
Vaccini producono
nei soggetti sottoposti a quelle infauste
profilassi in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla
vita sana, alterazione e perdita di:
flora
batterica autoctona,
enzimi,
vitamine,
minerali,
proteine vitali),
oltre alle
intossicazioni,
infiammazioni,
immunodepressioni,
mutazioni
genetiche occulte,
e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi,
fattori che nel tempo
possono
produrre
malattie
le piu' disparate
! - vedi anche: Contenuto dei
vaccini
Consulenze e perizie per
Danni da Vaccino
dott.
M. Montinari +
Interrogazione
Parlamentare
Autismo,
Vaccini, la prova -
Il
libro
ormai esaurito, del
dott.
Massimo Montinari
Gli anticorpi che dovrebbero essere indotti
da un vaccino NON indicano immunità.
Ciò che mette molti medici in confusione è
che parte della reazione nei confronti del
vaccino porta alla produzione di anticorpi.
Ciò è falsamente
considerato immunità.
Continua in:
Immunogenetica
+ Pag.2
+ Pag.3 + Pag.
4
+
Bibliografia
vedi:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini +
Big Pharma
Pag.
6 -
Pag. 7
-
Pag. 8
-
Pag.
9 -
Pag. 10
-
Pag 11 -
Pag. 12
-
Pag. 13 -
Pag 14
-
Pag 15
-
Pag. 16 -
Pag. 17
-
Pag. 18 -
Pag.19
-
Pag. 20 -
Pag. 21
vedi anche
Dati ISTAT sui
Vaccini
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