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Diventa sempre più evidente che c’è un retro-pensiero
dietro le ondate successive di panico di massa creato
negli ultimi anni dal
CDC, l’OMS e gli organismi
governativi. Siamo stati spaventati dal mangiare carne
bovina quando nel Regno Unito e altrove il bestiame ha
sviluppato una malattia mortale chiamata
BSE o “morbo
della mucca pazza”.
Più tardi è emersa la prova del fatto che la
BSE
era la conseguenza di una
vaccinazione precedente delle vacche
per eliminare insetti inoffensivi che esse hanno sotto la
pelle.
Più recentemente, dopo la segnalazione di alcuni casi
di quella che viene chiamata “febbre catarrale” della mucca,
della pecora e della capra in Belgio e in Olanda nel 2006,
le autorità veterinarie di Germania, Svizzera e Austria
hanno imposto una vaccinazione obbligatoria o un trattamento
farmacologico per una "sedicente protezione" degli animali dai
morsi d’insetti abitualmente inoffensivi, ma
Falsamente dichiarati
portatori di malattia.
E’ stata resa obbligatoria la vaccinazione del bestiame
bovino contro una malattia in generale così anodina da
passare inosservata e che solo in rari casi estremi può
essere mortale. Tutti gli animali di più di tre mesi devono
essere vaccinati.
I vaccini, secondo un rapporto della rivista svizzera
Aegis-Impuls del 2008, hanno provocato decessi di massa,
abbassamento della natalità, diminuzione della produzione di
latte, crisi cardiache ed altri gravi effetti. I vaccini
sono stati utilizzati malgrado nessuno ne avesse in anticipo
certificato la sicurezza. Contenevano tipicamente
idrossido d’alluminio e
Thiomersol o mercurio,
come additivo
e/o conservante,
entrambi altamente tossici ed entrambi utilizzati
nella maggior parte dei vaccini umani.
Nonostante le proteste di massa e le relazioni delle
autorità veterinarie in Germania, Svizzera e Austria, non si
è tenuto conto degli allarmi e la vaccinazione obbligatoria
è continuata. Non sorprende che i contadini siano scesi in
strada con i loro trattori per protestare.
Che i vaccini facciano bene, è tutto
da dimostrare.
Che facciano male,
invece è certo:
Gatti: Va ricordato che il esistono statistiche che indicano
un aumento di neoplasie da i n o c u l o (tumori causati da
iniezioni di vaccini) strettamente legati all’aumentare
delle vaccinazioni contro la FELV, per cui è assolutamente
consigliato non vaccinarlo.
Ma la cosa vale anche per i cani e qualsiasi altro animale
(bovino, equino, ovino, polli, uccelli ecc.)
vedi:
Muoiono tutte le pecore
vaccinate
+
Lingua
Blu, pecore vaccinate
+
Cure per animali
+
Bugiardini +
Bugiardini - 1 + Bugiardini
- 2 (elenco dei vaccini) +
BUSINESS
dei VACCINI + Vaccinare gli animali e' un crimine
video:
http://www.youtube.com/watch?v=_Tx5wtbuXDc
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VACCINI ed animali
Canine health
concern
www.canine-health-concern.org.uk/ è il sito dell'omonima
associazione gestita da Catherine O'Driscoll, la quale si è
impegnata nella lotta contro i tossici vaccini somministrati
agli animali domestici, in particolar modo ai cani (ai quali
vengono fatti addirittura delle vaccinazioni di routine su
base annua, sulla cui inutilità vedi la fine dell'articolo).
Government - get out of bed with the pharmaceutical industry
si trova scritto nel suo sito, ovvero Governo, esci dal
letto che condividi con l'industria farmaceutica.
In questo articolo :
http://www.dfordog.co.uk/didyouknow_annual_vaccinations.htm
in inglese sulle vaccinazioni annuali ai cani potete leggere
la storia di 33 veterinari che hanno firmato una lettera
aperta contro le vaccinazioni agli animali :
http://myweb.tiscali.co.uk/k9health/wwwchc/Catherine/International
press letter.pdf
pubblicata persino sulla rivista di settore in Veterinary
Times. I veterinari sono stati minacciati di ritorsione
mentre molti loro colleghi che ne condividevano le posizioni
non hanno voluto firmare perché ben sapevano quali rischi si
corrono a criticare il sistema di potere della medicina
(veterinaria) ufficiale e delle multinazionali dei vaccini.
Anche un centinaio di proprietari di animali domestici, i
cui animali sono morti in seguito alle vaccinazioni, hanno
scritto una lettera per denunciare questa tragica realtà:
http://myweb.tiscali.co.uk/k9health/wwwchc/Catherine/letter
from dog owners.pdf
Potete approfondire la questione delle vaccinazioni agli
animali e della loro pericolosità leggendo questo articolo
di Catherine O'Driscoll :
www.riderepervivere.it/pagina.phtml?_id_articolo=279-la-vaccinazione-degli-animali-un-crimine-istituzionalizzato.html
dalla quale traggo un piccolo estratto
I sistemi immunitari di cani e gatti raggiungono la piana
maturazione intorno ai sei mesi di età.
Se un vaccino con virus modificati viene somministrato dopo
i sei mesi di età esso produce immunità, il che è un bene
per la vita dell'animale. Se un altro vaccino MLV viene
somministrato un anno più tardi, gli anticorpi del primo
vaccino neutralizzano gli antigeni del secondo e si
determina un effetto nullo o assai ridotto.
In termini meno tecnici, le scuole veterinarie degli USA e
la American Veterinary Medical Association hanno esaminato
alcuni studi che indicavano quanto a lungo durassero i
vaccini, quindi hanno tratto la conclusione ed annunciato
che la vaccinazione annuale non è necessaria. Hanno
inoltre riconosciuto che i vaccini
non sono esenti da nocività.
Canine health concern è ovviamente impegnata anche contro la
barbara e pericolosa imposizione dei
microchip agli animali domestici.
Un altro sito interessante (in inglese) sulla salute degli
animali domestici (ed anche degli esseri umani) e sui
danni da
vaccini è lo shirley's wellness cafe che
promuove un approccio naturale ed olistico alla salute degli
esseri viventi.
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Contenuto
dei Vaccini:
Aluminium
- Calf serum - Fetal bovine serum - Formaldehyde -
Hydrolyzed gelatin - Lactose
- Monosodium glutamate (MSG) - Neomycin -
Phenol - Streptomycin - Sucrose - Thimerosal
(49.9% Mercury, in fase di eliminazione) - Yeast -
MRC-5 cells: DNA and protein (aborted fetal tissue
cells)
Reazioni allergiche
post-vaccinali sono frequenti anche nei cani; fra esse
l’anafilassi è certamente quella dalle conseguenze più
temibili.
In un precedente studio condotto in Giappone su 311 cani che
avevano presentato reazioni indesiderate dopo vaccinazione,
fu accertato che per 46 di essi si trattava di anafilassi;
di questi, 7 morirono.
Al fine di ottenere maggiori
informazioni epidemiologiche riguardo a queste reazioni
post-vaccinali, è stato condotto, presso l’Università di
Tokio, uno studio su 85 cani che avevano manifestato
sospette reazioni allergiche entro 24 ore dall’inoculazione
di vaccini non-rabbia.
Dalle informazioni raccolte, i
cani furono suddivisi in 3 gruppi:
1- con sintomi predominanti cardiovascolari e/o respiratori,
2- con sintomi predominanti dermatologici,
3- con sintomi cardiovascolari/respiratori e dermatologici
contemporanei.
Per quanto riguarda i vaccini impiegati, le indagini
portarono alle seguenti osservazioni.
- Vaccino monovalente verso il parvovirus: 2 casi di
sospetta allergia.
- Vaccini inattivati monovalenti verso il parvovirus o la
Leptospira: nessun caso.
- Vaccino combinato verso parvovirus canino, virus cimurro,
adenovirus tipo 2 e/o virus parainfluenza: 28 casi.
- Vaccini normali ed inattivati combinati, composti da
parvovirus canino, virus cimurro, adenovirus tipo 2, virus
parainfluenza e/o coronavirus e coronavirus.
Leptospira: 53 casi.
Per quanto riguarda il tipo di reazione allergica, 24 cani
furono classificati nel gruppo 1, 59 nel gruppo 2 e 2 nel
gruppo 3.
Prima dell’inoculazione del vaccino che aveva provocato la
reazione allergica, 24 cani avevano ricevuto una sola
inoculazione di vaccino, 40 due o più inoculazioni.
Sorprendentemente, 16 cani non avevano ricevuto alcuna
vaccinazione prima di quella che aveva indotto la reazione
allergica. Di altri 5 cani non era noto il numero di
vaccinazioni subite in precedenza.
I 16 cani che avevano presentato
reazione allergica alla prima inoculazione erano stati
probabilmente sensibilizzati da allergeni inclusi nel
vaccino, la cui natura potrebbe essere riportabile alla
gelatina o al siero bovino. È pure possibile che i sintomi
rilevati in questi animali siano riportabili a reazioni
anafilattoidi, senza sensibilizzazione ad allergeni
contenuti nei vaccini.
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Vaccinazioni degli animali domestici: un
crimine
istituzionalizzato
La mia missione ha un carattere
alquanto personale, visto che i dati puntano verso il fatto
che i vaccini hanno ucciso tre dei miei giovani, magnifici
amici canini attraverso malattie ad esse connesse. Sono
convinta che i miei cani siamo morti prematuramente, mentre
milioni di altri cani, gatti e cavalli sono morti e
continuano a morire a causa delle false idee o convinzioni
proprie della nostra classe medica e veterinaria.
I vaccini implicano un grande giro di affari, e da due
secoli esistono vaccini contro un’ampia gamma di malattie
virali e batteriche che colpiscono l’uomo e molte specie di
animali. Ignorando il fatto che le epidemie si manifestano
ciclicamente e si esauriscono naturalmente, nonché il fatto
che la nostra comprensione degli aspetti igienici e
nutrizionali possano aver avuto a che fare con la riduzione
delle epidemie stesse, ai vaccini è stata conferita durante
i secoli scorsi la parte predominante del merito.
La medicina convenzionale opera in base al rapporto
rischi/benefici. Tutti i farmaci convenzionali presentano il
rischio di effetti collaterali indesiderati, tuttavia,
qualora si riesca a dimostrare che sono di ausilio a un
numero di persone maggiore di quello dei soggetti per cui
risultano nocivi, allora i pericoli che essi comportano
vengono ignorati. Immagino che se è possibile iniettare
sostanze che fanno ammalare umani ed animali, allora è
altrettanto possibile trarre consistenti profitti dalla
fornitura di farmaci che promettono di lenire le suddette
malattie indotte dai vaccini.
Affermo ciò dal 1994 quando ho costituito un gruppo
denominato Canine Health Concern (CHC).
Lo scopo di questo
gruppo è quello di informare i possessori di animali
domestici, nel tentativo di porre fine alla carneficina
perpetrata contro gli animali.
Un possessore di animali “responsabile” porta il proprio
cane (gatto, cavallo ecc…) dal veterinario per l’annuale
richiamo.
Poco tempo dopo la somministrazione l’animale sviluppa
epilessia, o artrite, o problemi comportamentali, o malattie
della tiroide, o diabete, o disturbi cutanei, o allergie. O
collasso cardiaco, o danni al fegato o ai reni, o paralisi
degli arti posteriori, o colite, o persino cancro, leucemia
o qualche altra malattia immuno-mediata potenzialmente
mortale.
Solitamente né il possessore né il veterinario sospettano un
collegamento. Se tuttavia il possessore è stato
particolarmente vicino al proprio animale, comincerà a fare
domande. In qualche rara occasione il possessore non lascerà
cadere la questione ed inizierà a cercare una risposta lla
seguente domanda: ”Per quale motivo il mio animale è morto
?”.
Quindi scoprirà che un vaccino è certamente in grado di
indurre una qualsiasi delle suddette malattie e, con orrore,
che in realtà non vi era alcuna necessità di
somministrazione al proprio animale l’annuale richiamo.
La
migliore eventualità è che i singoli possessori di animale,
uno dopo l’altro, cambino lentamente il loro atteggiamento
riguardo i vaccini.
Il sistema di convinzioni su cui si basa il modello medico
convenzionale è talmente erroneo, corrotto e pericoloso che
semplicemente non potete permettervi di affidare ad esso i
vostri bambini o i vostri animali.
Indubbiamente nel nostro modello medico vi è anche molto di
buono. Tuttavia anche medici e veterinari entreranno in
sintonia con la verità di quanto affermo, per quanto ciò li
faccia infuriare o sentire a disagio. Recenti studi indicano
che ogni anno, nel Regno Unito, a causa dei farmaci
prescritti dai medici muore un numero di persone tre volte
superiore a quello degli incidenti stradali. Medici e
veterinari non hanno il tempo di esaminare tutti gli effetti
collaterali di ciascun farmaco.
È ormai accettato che farmaci come il Vioxx e il Co-Proxamol
nella farmacologia umana, e il Rimadyl e il Deramaxx in
quella canina, hanno come potenziale effetto collaterale la
morte, e tutto questo soltanto dopo che i farmaci hanno
passato tutti i requisiti di sicurezza e di autorizzazione e
dopo che decine di migliaia di soggetti sono morti.
Troppo di frequente, comunque, i possessori di animali sono
indotti a svolgere ricerche dopo che i loro beniamini sono
morti.
Il mio scopo e quello della CHC, è quello di dare
informazioni prima che la tragedia si consumi. Posso dirvi
che gli animali sono stati implicati nell’evoluzione umana
sin dalla notte dei tempi e che continueranno ad essere
sacrificati sull’altare della scienza sino a quando noi
esseri umani non lo capiremo. In verità, se solo ci
rendessimo conto della reale portata dell’amore espresso
dagli animali nei nostri confronti, ci inchineremmo grati al
loro cospetto e nessuno sforzo per la loro salvaguardia
sarebbe eccessivo.
Un team della School of Veterinary Medicine della Purdue
University ha condotto svariati studi onde stabilire se i
vaccini possono determinare cambiamenti nel sistema
immunitario dei cani, tali da provocare malattie
immuno-mediate potenzialmente letali.
I riscontri sono stati trovati. I cani vaccinati,
diversamente da quelli non vaccinati, dello studio della
Purdue hanno sviluppato anticorpi per molti dei propri
elementi biochimici, fra cui fibronectina, laminina, DNA,
albumina, citocromo C, cardiolipina e collagene. Questo
significa che i cani vaccinati, diversamente da quelli non
vaccinati, stavano attaccando la propria fibronectina, la
quale è implicata nella riparazione dei tessuti, nella
crescita e moltiplicazione cellulare e nella
differenziazione fra organi e tessuti di un organismo
vivente. I cani vaccinati dello studio Purdue hanno
sviluppato anticorpi anche per la laminina, implicata in
molte attività cellulari fra cui adesione, diffusione,
differenziazione, proliferazione e movimento delle cellule.
I vaccini quindi sembrano in grado di eliminare la naturale
intelligenza delle cellule.
Gli studi della Purdue hanno
inoltre rilevato che i cani vaccinati sviluppavano anticorpi
per il proprio collagene.
Circa un quarto di tutte le
proteine dell’organismo sono collagene. Il collagene
provvede alla struttura del nostro organismo, proteggendo e
sostenendo i tessuti più morbidi e connettendoli allo
scheletro. Aspetto forse ancora più inquietante, gli studi
della Purdue hanno rilevato che i cani vaccinati avevano
sviluppato anticorpi per il proprio DNA. Il campanello
d’allarme è forse suonato ?
La comunità scientifica ha richiesto la sospensione del
programma di vaccinazione? No. Al contrario, hanno allargato
le braccia, dicendo che sono necessarie ulteriori ricerche
per verificare se i vaccini possano o meno determinare danni
genetici.
Più o meno nello stesso periodo, la Vaccine-Associated
Feline Sarcoma Task Force della American Veterinari
Association (AVMA) ha avviato vari studi per scoprire il
motivo per cui ogni anno negli USA 160.000 gatti sviluppano
cancro terminale in corrispondenza dei punti di
somministrazione dei vaccini.
Il fatto che i gatti possano contrarre cancro indotto dai
vaccini è stato riconosciuto da enti veterinari di tutto il
mondo, e persino il governo britannico lo ha attestato
tramite il proprio Gruppo di Lavoro, incaricato del compito
di indagare sui vaccini canini e felini in seguito alle
pressioni esercitate dalla CHC.
Nell’agosto del 2003 il Journal of Veterinari Medicine ha
condotto uno studio italiano, che ha indicato che anche i
cani sviluppano cancri nei punti di somministrazione.
Sappiamo già cheil cancro del tipo appena descritto è anche
una possibile conseguenza dei vaccini umani, poiché si
diceva che il vaccino antipolio Salk inglobasse un
retrovirus delle scimmie che produce cancro ereditario; il
retrovirus delle scimmie SV40 continua a spuntare nei punti
di somministrazione umani. Inoltre è un dato accertato che i
vaccini possono provocare una malattia ad azione rapida,
solitamente letale, denominata anemia emolitica autoimmune (AIHA).
Comunque sia, nessuno avverte i possessori di animali prima
che questi ultimi vengano sottoposti a richiami non
necessari e ben pochi dei suddetti possessori vengono
informati sul motivo per il quale i loro beniamini sono
morti di AIHA.
Nel 2000, i riscontri del CHC sono stati confermati da
ricerche indicanti che la poliartrite ed altre malattie
quali la amiloidosi, che colpisce gli organi dei cani, erano
legate al vaccino combinato somministrato ai cani.
Nonostante la scarsità di finanziamenti da parte
dell’industria dei vaccini, esiste una voluminosa mole di
ricerche a conferma del fatto che i vaccini possono
provocare un’ampia gamma di danni al cervello ed al sistema
nervoso centrale.
Abbiamo inoltre riscontrato che nel 72,5% di casi in cui i
cani venivano considerati dai possessori nervosi e di
temperamento preoccupante, gli animali manifestavano per la
prima volta tali caratteristiche entro tre mesi del periodo
post-vaccinazione.
Anche il mal funzionamento di un organo è
sospetto quando si verifica a breve distanza da una
vaccinazione.
Il Dr. Larry Glickman, direttore della ricerca della Purdue
sostiene che i loro studi indicano che in seguito alle
vaccinazioni di routine si presenta un significativo aumento
del livello di anticorpi prodotti dai cani contro i loro
stessi tessuti e che le manifestazioni cliniche sarebbero
più pronunciate in cani che presentano una predisposizione
genetica, anche se, in linea generale i riscontri dovrebbero
essere applicabili a tutti i cani, indipendentemente dalla
razza.
Il termine “allergia” è
sinonimo di “sensibilità” e “infiammazione”;
di diritto dovrebbe esserlo anche del termine “vaccinazione”.
Questo è quanto fanno i vaccini:
sensibilizzano (rendono
allergico) un individuo nel corso del processo
volto a costringerlo a sviluppare anticorpi (NdR: e cio' non
avviene sempre) per tentare di contrastare la minaccia di
una malattia.
I vaccini gettano molti soggetti in uno stato allergico e,
ancora una volta, si tratta di un disordine che varia da
forme lievi sino a forme improvvisamente letali.
Sotto il profilo genetico alcuni individui non sono
predisposti a tollerare i vaccini. Costoro sono le persone
(anche gli animali sono “persone”) che hanno ereditato delle
cellule B e T malfunzionanti. Le cellule B e T sono
componenti interne al
sistema
immunitario che identificano invasori esterni e li
distruggono, preservandoli nella memoria in modo che non
possano causare danni in futuro. Tuttavia, quando è
implicata una reazione infiammatoria, il
sistema
immunitario reagisce in modo eccessivo e provoca
effetti indesiderati quali allergie ed altri disturbi
infiammatori. Il
sistema immunitario di queste persone semplicemente non è
abbastanza capace di garantire una reazione salutare
all’assalto virale da parte di
vaccini con
virus modificati.
Gary Smith stava apprendendo dati sull’infiammazione nel
contesto dei suoi studi, quando è incappato in una teoria
talmente straordinaria da poter presentare implicazioni per
la cura di quasi ogni malattia infiammatoria, fra cui morbo
di Alzheimer, morbo di Parkinson, artrite reumatoide e
persino HIV ed AIDS.
Per la sottoscritta, questa teoria spiega il motivo per cui
il processo della vaccinazione è inerentemente discutibile.
Gary mette in discussione il sapere acquisito secondo cui
quando un individuo si ammala l’infiammazione che si
presenta attorno all’area infiammata contribuisce alla
guarigione. Sostiene che, in realtà, l’infiammazione
impedisce all’organismo di riconoscere una sostanza estranea
e, di conseguenza, funge da nascondiglio per gli agenti
invasori.
Se Gary ha ragione, il processo infiammatorio così
comunemente stimolato dal vaccino
non è, come si è presunto sinora, un sintomo
necessariamente positivo. Al contrario, potrebbe essere un
sintomo del fatto che il componente virale o batterico,
oppure il coadiuvante (che, contenendo proteine estranee,
viene interpretato dal sistema immunitario come un invasore)
presente nel vaccino sta prevalendo nascondendosi. Se Gary è
nel giusto nella sua convinzione che la risposta
infiammatoria non è protettiva, bensì un sintomo che
l’invasione si sta verificando di nascosto, allora i
vaccini non sono certo gli
"amici" che pensavamo.
Sono invece assassini sotto
copertura che lavorano per il nemico, mentre
medici e
veterinari stanno
inconsapevolmente agendo come collaborazionisti; ancor
peggio, non possessori di animali e genitori di fatto
paghiamo costoro per tradire inconsapevolmente i nostri
cari.
I sistemi immunitari di cani e gatti raggiungono la piana
maturazione intorno ai sei mesi di età. Se un vaccino con
virus modificati viene somministrato dopo i sei mesi di età
esso produce immunità, il che è un bene per la vita
dell’animale.
Se un altro vaccino MLV viene somministrato un
anno più tardi, gli anticorpi del primo vaccino
neutralizzano gli antigeni del secondo e si determina un
effetto nullo o assai ridotto.
In termini meno tecnici, le scuole veterinarie degli USA e
la American Veterinary Medical Association hanno esaminato
alcuni studi che indicavano quanto a lungo durassero i
vaccini, quindi hanno tratto la conclusione ed annunciato
che la vaccinazione annuale non è necessaria. Hanno inoltre
riconosciuto che i vaccini non sono
esenti da nocività.
Migliaia di persone amanti degli animali hanno sentito
quello che diciamo. In tutto il mondo i membri del CHC
utilizzano alimenti naturali come massima prevenzione
naturale delle malattie, evitando di alimentare i propri
animali con cibi in scatola e riducendo al minimo il rischio
dei vaccini. Alcuni di noi, compresa la sottoscritta,
hanno scelto di non vaccinare affatto i propri animali;
la nostra ricompensa è avere cani
in buona saluta e dalla vita lunga.
By Catherine O’Driscoll – Tratto da: Nexus - Numero 61 -
Aprile Maggio 2006
vedi:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
+ Big
Pharma
Commento NdR: questi
studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana,
alterazione e perdita di:
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali),
oltre alle mutazioni
genetiche occulte,
immunodepressioni,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo
possono
produrre malattie
le piu' disparate
! - vedi: Contenuto
dei vaccini
Pag.
6 -
Pag. 7
-
Pag. 8
- Pag.
9 -
Pag. 10
-
Pag 11 -
Pag. 12
-
Pag. 13 -
Pag 14
- Pag 15
-
Pag. 16 -
Pag. 17
-
Pag. 18 -
Pag.19
-
Pag. 20 -
Pag. 21
vedi
anche
Dati ISTAT sui Vaccini +
Malattie e Vaccini
|
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