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I
Vaccini anche per
gli animali sono propinati e suggeriti per cercare di creare
e mantenere, anche fra di essi, il mercato dei malati !
Personalmente, ho
avuto molti cani ed ho attualmente due cani che non vaccino,
e vedo che sono molto piu' sani degli altri.
I vaccini coprono per
tutta la vita, ma dalla salute.....impedendo anche agli
animali una vita sana senza vaccini !
E' tutta una grande truffa per fare soldi sulla pelle
degli esseri viventi ! ...e cio' vale anche per i vaccini
per gli animali da allevamento !
Gli animali allo stato brado NON
sono vaccinati eppure quelle malattie non gli
vengono, come mai ? ..evidentemente sono piu' sani di quelli
che vanno dal veterinario....
Persino il mangiare per cani e gatti e' additivato in modo
eccessivo per far si che dopo un po' essi si ammalino...
I VACCINI
VETERINARI CAUSANO PROBLEMI BEN DOCUMENTATI - (di Lorenzo
Acerra.)
FINALMENTE SE NE PARLA; FINALMENTE SI AFFRONTA UN ARGOMENTO,
PER COSI DIRE, "BLINDATO"; CHI HA PER AMICO UN ANIMALE
DOVREBBE SAPERE CHE:
- LE VACCINAZIONI POSSONO CAUSARE MALATTIE,
- I VACCINI NON MIGLIORANO IL SISTEMA IMMUNITARIO,
- I RICHIAMI ANNUALI DELLE VACCINAZIONI SONO UNA CATTIVA
IDEA,
- MOLTI ALLEVATORI AMERICANI SCELGONO DI NON VACCINARE,
- LE VACCINAZIONI POSSONO PORTARE AL CANCRO,
- MOLTI ATTRIBUISCONO LA RESPONSABILITA' DELLE ALLERGIE AI
VACCINI.>
I GRUPPI DI ANIMALI VACCINATI SONO NETTAMENTE PIU' AMMALATI
DI ANIMALI MAI VACCINATI, COME SI SPIEGA ?
Forse che i produttori di vaccini hanno cercato e usato
tutta l'autorità che potevano mettere in gioco per avallare
la loro ottica del guadagno ? Forse che, come al solito, nel
mercato del vendibile agli animali domestici finiscono/sono
finiti tutto il peggio degli scarti ? Forse che possiamo
dare la colpa ai veterinari indottrinati da un'università e
un sistema di gratifica "particolari", dove la ruota gira
solo con il denaro e il consenso dei produttori di schifezze
?
IL MIO ARTICOLO CONTINUA QUI CON ALTRI ESEMPI, SPERANDO CHE
QUELLI CHE DEVONO ANNOIARE MI PERDONINO E QUELLI CHE
VOGLIONO CAPIRE PREVENTIVAMENTE SIANO PIU' NUMEROSI DI
QUELLI CHE SI SONO RISVEGLIATI ALLA REALTA' DEI FATTI PER
UNA TRAGEDIA.
QUI PUOI VEDERE VIDEO E LEGGERE L'ARTICOLO:
http://epineo.blogspot.it/…/i-vaccini-veterinari-causano-pr…
CIAO, IO SONO UNA VETERINARIA ED I MIEI ANIMALI NON SONO
VACCINATI E SONO SANI E LONGEVI.
Sono d'accordo con te per quanto riguarda cani e gatti che
vivono in canili e gattili in cui (seppur con tutto
l'impegno che i volontari ci possono mettere) le condizioni
igieniche non sono ottimali ma per gli animali (soprattutto
adulti) che vivono tra l'appartamento ed il parco credo le
controindicazioni siano di gran lunga superiori ai
benefici....i colleghi "sfruttano" il vaccino per visitare
gli animali (almeno noi veterinari li visitiamo prima di
vaccinarli!) anche perchè bisognerebbe fare un'opera di
educazione dei proprietari per farli portare a visita prima
che siano in fin di vita.... Ti consiglio di visitare il
sito di un collega (e amico) in cui trovi un pò di
letteratura a riguardo:
http://olikos.org/utilita/vaccinazioni-di-cani-e-gatti/
doc., di:
http://www.comilva.org/node/38152
Diventa sempre più evidente che c’è un retro-pensiero
dietro le ondate successive di panico di massa creato
negli ultimi anni dal
CDC, l’OMS e gli organismi
governativi. Siamo stati spaventati dal mangiare carne
bovina quando nel Regno Unito e altrove il bestiame ha
sviluppato una malattia mortale chiamata
BSE o “morbo
della mucca pazza”.
Più tardi è emersa la prova del fatto che la
BSE
era la conseguenza di una
vaccinazione precedente delle vacche
per eliminare insetti inoffensivi che esse hanno sotto la
pelle.
Più recentemente, dopo la segnalazione di alcuni casi
di quella che viene chiamata “febbre catarrale” della mucca,
della pecora e della capra in Belgio e in Olanda nel 2006,
le autorità veterinarie di Germania, Svizzera e Austria
hanno imposto una vaccinazione obbligatoria o un trattamento
farmacologico per una "sedicente protezione" degli animali dai
morsi d’insetti abitualmente inoffensivi, ma
Falsamente dichiarati
portatori di malattia.
E’ stata resa obbligatoria la vaccinazione del bestiame
bovino contro una malattia in generale così anodina da
passare inosservata e che solo in rari casi estremi può
essere mortale. Tutti gli animali di più di tre mesi devono
essere vaccinati.
I vaccini, secondo un rapporto della rivista svizzera
Aegis-Impuls del 2008, hanno provocato decessi di massa,
abbassamento della natalità, diminuzione della produzione di
latte, crisi cardiache ed altri gravi effetti. I vaccini
sono stati utilizzati malgrado nessuno ne avesse in anticipo
certificato la sicurezza. Contenevano tipicamente
idrossido d’alluminio e
Thiomersol o mercurio,
come additivo
e/o conservante,
entrambi altamente tossici ed entrambi utilizzati
nella maggior parte dei vaccini umani.
Nonostante le proteste di massa e le relazioni delle
autorità veterinarie in Germania, Svizzera e Austria, non si
è tenuto conto degli allarmi e la vaccinazione obbligatoria
è continuata. Non sorprende che i contadini siano scesi in
strada con i loro trattori per protestare.
Che i vaccini facciano bene, è tutto
da dimostrare.
Che facciano male,
invece è certo:
Gatti: Va ricordato che il esistono statistiche che indicano
un aumento di neoplasie da i n o c u l o (tumori causati da
iniezioni di vaccini) strettamente legati all’aumentare
delle vaccinazioni contro la FELV, per cui è assolutamente
consigliato non vaccinarlo.
Ma la cosa vale anche per i cani e qualsiasi altro animale
(bovino, equino, ovino, polli, uccelli ecc.)
vedi:
Muoiono tutte le pecore
vaccinate
+
Lingua
Blu, pecore vaccinate
+
Cure per animali
+
Bugiardini +
Bugiardini - 1 + Bugiardini
- 2 (elenco dei vaccini) +
BUSINESS
dei VACCINI + Vaccinare gli animali e' un crimine
+
Effetto Gregge
+
Ministero
informato sui danni dei Vaccini,,,,fa finta di
nulla...!
+
Contenuto dei Vaccini
+
Falsita' della medicina ufficiale +
1000 studi sui Danni dei Vaccini
+
Malassorbimento
video:
http://www.youtube.com/watch?v=_Tx5wtbuXDc
L’Immunità di gregge, è
la supposta carta
vincente per la difesa
della vaccinazione in
TV, Internet, riviste
mediche e giornali, sul
motivo per cui
dovremmo essere
vaccinati più e più
volte per tutta la vita,
con un numero sempre
crescente di vaccini e
cio' per ogni malattia.
Lo sbandierato a
360° "supposto
successo delle vaccinazioni" è basato fondamentalmente
su "teorie" che si danno per scontate, senza controllarle.
Quando si entra nei particolari si evince e si dimostra
invece che il tasso di incidenza e di morte di molte
malattie infettive, è diminuito radicalmente nel e dal
momento in cui si registrava un miglioramento delle
condizioni, igienico-sanitarie, abitative, alimentari e
delle procedure di isolamento,
Pero' siccome nello stesso periodo sono stati introdotti i
vaccini, la
medicina ufficiale ha dato per scontato che la sola
vaccinazione sia stata interamente responsabile della
scomparsa di queste "malattie" e per far quadrare questa
teoria fasulla, ha cambiato nome alle malattie.....QUI
in queste pagine ve ne
daremo la dimostrazione !
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A
San Marino (I) dal 2012 esiste una legge che obbliga i
genitori obiettori ai vaccini, per i loro bambini
(quelli che non vogliono vaccinare i propri figli), a
contrarre una polizza assicurativa per il “Danno
da Contagio”….richiesta
che fa ridere, perche’ siccome il danno da contagio non esiste, perché tutto
e basato sulla FALSA teoria del contagio aerobico,
che NON esiste, salvo ad esempio nel caso di trasfusioni
di sangue o contato e/o manipolazione di feci, per cui
trattasi non di contagio aerobico, ma si tratta per le
trasfusioni, di inoculazione di sangue tossico eterologo
(non proprio), quindi ritenuto tossico dall’organismo
ricevente, con tutti i pericoli del caso, e per la
manipolazione di
feci, non e' detto che i manipolatori delle feci dei
bambini vaccinati, cosa che fanno tutte le madri di bambini
vaccinati quando gli lavano il sederino dopo la loro
cacca...NON si ammalano es. di
Polio...neppure loro....si dovrebbe tenere il conto dei
“possibili” contagiati aerobici dalla data della entrata
in vigore della Legge sanmarinese sul tema, per vedere
quanti bambini non vaccinati si sarebbero ammalati con il
"contagio aerobico"; inoltre se fosse vera la "teoria del
contagio" i bambini vaccinati, essendo portatori sani o non,
dei
virus e batteri vaccinali, potrebbero "contagiare" gli
altri adulti e bambini non vaccinati, con i quali vengono in
contatto, cosa che NON avviene mai
!
Esempio:
In Italia ogni anno nascono 500 mila
bambini x 40 anni = 20 milioni di
bambini portatori, (di questi quasi il 95 % viene
vaccinato minimo con l’esavalente
che
contiene ben
6 virus vaccinali, ad esempio quello della
polio); i
bambini portatori "sani" crescono e vengono in contatto
con tutti gli altri, eppure pur essendovi in Italia oltre 20
milioni di adulti di oltre 40 anni, NON vaccinati per
la Poliomielite,
NESSUNO di questi, pur essendo a contatto con quei
bambini portatori "sani" del virus della Polio, si ammala…perche’
?..., perche’ la teoria del
contagio e’ FALSA !...... e cio’ vale anche per
la altre malattie falsamente dette "contagiose"…
Riflettete bene su questi che sono fatti !
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L'industria
dei vaccini rappresenta grandi affari e alimenta il
bisogno di sempre nuovi farmaci – 07/121/2012
I cani vaccinati sviluppavano concentrazioni
significativamente elevate di anticorpi diretti contro
proteine presenti nei vaccini commerciali quali contaminanti
del processo produttivo (studio Purdue).
Ritenevo che non potevo vivere in un mondo in cui gli
animali dovevano patire le conseguenze di una congiura del
silenzio. L'industria dei vaccini rappresenta grandi affari
e alimenta il bisogno di sempre nuovi farmaci per alleviare
il danno causato dai vaccini, che a sua volta gonfia i
forzieri dell'industria farmaceutica, Pfizer, Merck and
company.
"Come ho scoperto i danni dei vaccini sui cani" di Catherine
O'Driscoll (prologo al libro "Shock al sistema!", edizioni
Impronte di luce)
http://www.improntediluce.it/schede_libri/shock_al_sistema.html
http://www.youtube.com/watch?v=DWCNmGikLJw
Andammo a prendere Prudence in allevamento. Pat Bartlett ci
portò dai cuccioli. Ce n'erano circa otto; grassi e molli
piccoli bandoli scoordinati che rotolavano e ballonzolavano
in giro con gli occhi pieni di sonno; inciampavano e
cadevano uno sull'altro e correvano senza paura verso le
nostre braccia aperte ansiose di afferrarli. E poi Oliver
prese il mio dito nella sua piccola bocca, e Prudence si
sedette di fronte a John ed emise un dolce piccolo abbaio, e
sia Oliver che Prudence divennero dei magneti del cuore, e
John ed io eravamo la limatura di ferro.
Oliver e Prudence erano i nostri boccioli di maggio, nati in
primavera e colti in piena fioritura.
Poco dopo il nostro matrimonio, John ed io avevamo accolto
in casa un Golden retriever di nome Chappie. Poi Sophie, poi
Oliver e Prudence. Essi, i nostri figli a quattro zampe,
riempivano di felicità la nostra casa. Era una situazione
idilliaca. Tante persone vorrebbero avere un cane, ma
lavorano e non vogliono lasciare il cane da solo tutto il
giorno. Oppure vivono in appartamento o in città, senza
prati nelle vicinanze, e così aspettano, e continuano a
desiderarlo.
Ma noi eravamo fortunati: i nostri cani venivano in ufficio
con noi; John ed io avevamo una nostra attività di
marketing. I nostri cani ci facevano da receptionist e da
distruttori di documenti, ed erano delle vere star nella
città dove passeggiavamo e giocavamo all'ora di pranzo. Un
giorno un uomo anziano ci passò accanto nel parco e urlò:
«Quelli sono i cani più felici di Northampton», e io
ringraziai Dio, perché forse aveva ragione.
Ogni giorno, nel mio ufficio, Chappie si sdraiava accanto
alla finestra, Sophie ai piedi della mia scrivania, Prudence
di fianco a me, e Oliver, beh, Oliver si sdraiava sui miei
piedi oppure esattamente in mezzo all'ingresso. Era fatto
così. E ogni visitatore veniva accolto sempre con un sorriso
e un benvenuto; sempre, nella stanza, c'erano risate e
amore.
Poi, una mattina, John mi svegliò come al solito con una
tazza di tè. Ma c'era qualcosa che non andava. Oliver non
era accanto a me sul letto. «Dov'è Ollie?», chiesi, con lo
sguardo offuscato. Nei quattro anni in cui l'avevo
conosciuto, Oliver non mi aveva mai lasciato accogliere una
nuova giornata senza la sua luce nel mio cuore.
«Catherine», disse John, con tono davvero preoccupato,
«Oliver ha qualcosa che non va. Non riesce a stare in piedi.
Ha le zampe posteriori paralizzate.» Così mi alzai e scesi
al piano terra, dove Oliver era sdraiato.
Sapete, c'era un programma una volta in TV che s'intitolava
"Il giorno che cambiò la mia vita", e questo fu il giorno
che cambiò la mia. Esso si dipanò innanzi a me come un
incubo, e ancora non mi sono svegliata. Anche John non sarà
mai più lo stesso.
E dunque Oliver era sdraiato sul pavimento del salotto, e
Prudence, Chappie e Sophie gli stavano alla larga. Non
entravano nemmeno nella stanza. Ora so che i cani sentono la
morte, e lasciano in pace il morente. Ma questo allora non
lo sapevo, perché, se lo avessi saputo, non avrei fatto
quello che facemmo quel giorno.
Mi sedetti accanto a Oliver e gli parlai, ricorrendo a tutti
i suoni consolatori che riuscivo a mettere insieme. Gli
accarezzai la testa e il collo, e anche la pancia, perché
gli piaceva, e lo baciai e gli dissi di non preoccuparsi,
che l'avremmo portato dal veterinario e che il veterinario
lo avrebbe fatto stare meglio. E aspettai che John si
lavasse e si vestisse, e poi John scese giù e io andai su a
lavarmi e vestirmi. Poi mettemmo insieme una barella con
alcune coperte e trasportammo Oliver all'auto.
Dentro di noi, dovevamo sapere che era una cosa grave,
perché salii insieme a Oliver nel baule della familiare,
appoggiai la sua testa sul mio grembo e mi misi a parlargli
mentre l'auto ondeggiava e sussultava lungo la strada. A un
certo punto, Oliver si mise in testa che voleva mettersi
seduto e guardare fuori dal finestrino, ma non ci riusciva,
così lo calmai e gli accarezzai il collo e gli dissi: «Va
tutto bene, Oliver. Non ti preoccupare. Starai bene. Mamma
si prenderà cura di te».
E i suoi occhi fissarono i miei. Quello fu il momento che
cambiò la mia vita. I suoi occhi agganciarono i miei e
decisero di credermi, di fidarsi di me, di prendere la mia
parola per vera. E in quello sguardo c'era tutto l'amore
dell'Universo. La sapienza più saggia che sia mai stata
conosciuta.
Così arrivammo dal veterinario e tirammo fuori Oliver
dall'auto, e il veterinario ci stava aspettando e ci fece
accomodare di corsa nell'ambulatorio e sdraiammo il nostro
caro Oliver sul tavolo. Sapete, Oliver, quando andava dal
veterinario, di solito tremava e sussultava. Era sempre
fuori di sé dalla paura. Ma quel giorno era calmo. Era
sereno. Da lui emanava la pace, e rimase lì sdraiato su quel
tavolo, e aspettò pazientemente mentre il veterinario
provava e riprovava a trovare la vena per un prelievo di
sangue, e Oliver non era per nulla preoccupato.
E ora io penso, non lo so ma lo penso, che Oliver sapesse
fin dall'inizio che sarebbe morto in quell'ambulatorio
veterinario.
E così Oliver è sdraiato sul tavolo dell'ambulatorio
veterinario, e John ed io siamo preoccupati, perché non si
tratta del solito veterinario; è un sostituto, un giovane
insignificante e presuntuoso, e speriamo che sappia quello
che sta facendo. Ma lui sorride e ci dice di non
preoccuparci, e ci dice che pensa che Oliver abbia un virus
nella spina dorsale e che dobbiamo lasciarglielo lì in modo
che possa fargli una flebo, una flebo di steroidi, e che
Oliver dovrebbe stare bene nel giro di un paio di settimane.
E il giovane veterinario indossa un camice bianco, e noi non
sappiamo comunque cos'altro fare, per cui lasciamo Oliver in
ambulatorio. E mentre lo trasportano verso le gabbie sul
retro dell'ambulatorio, Oliver mi lancia un'occhiata e si
protende con la parte anteriore del corpo verso di me, e mi
dice con gli occhi: «Ti prego mamma, ti prego, non
lasciarmi. Fammi venire a casa con te».
E io gli dico: «Va tutto bene Oliver. Starai bene. Ci
vediamo più tardi». E poi John ed io usciamo
dall'ambulatorio e io crollo in lacrime appoggiandomi al
muro. Perché la mia testa mi sta dicendo che Oliver starà
bene e il mio cuore sa che non è vero.
E, maledizione, ho ascoltato la mia testa. E ho ascoltato il
veterinario. E non ho ascoltato Oliver.
Così John e io ce ne andammo e cercammo di portare avanti il
lavoro. Ma io continuavo a telefonare in ambulatorio. Chi se
ne frega se pensano che sono una proprietaria nevrotica? Lo
sono, in ogni caso. Così continuai a chiamare, e continuai a
chiedere se il veterinario anziano poteva andare a dare
un'occhiata a Oliver, perché, vedete, lui ci sta molto a
cuore. È una persona speciale, e dobbiamo essere certi che
il veterinario anziano lo veda. E la segretaria continua a
dirmi che il veterinario anziano non è ancora arrivato. E
poi ci dice che ha avuto troppo da fare. E io continuo a
chiamare. E John chiama pure lui e gli viene detto di andare
a casa. E poi chiamo io di nuovo, e il sostituto viene al
telefono, e inizia a borbottare e farfugliare e io in
silenzio aspetto che lui mi dica che Oliver sta bene.
«È ancora lì?» mi chiede. E io emetto un rumore in modo che
capisca che sono ancora lì, e spero, prego, che mi dica che
Oliver sta bene. Ma lui mi dice che Oliver è morto.
Vorrei picchiare il veterinario, e allo stesso tempo vorrei
abbracciarlo, perché è giovane e ha bisogno di fiducia se
vuole salvare delle vite, così me ne sto lì seduta a
piangere all'altro capo del telefono. John è in piedi
accanto a me, così gli passo il ricevitore.
E John dice che non vogliamo un'autopsia, che non vogliamo
che il nostro Oliver venga tagliato a pezzetti come se fosse
solo un taglio di carne. E poi saliamo in macchina per
andare a prendere Oliver e portarlo a casa, dove sarebbe
dovuto rimanere per tutto il tempo.
E poi ci troviamo a recitare le nostre parti
nell'ambulatorio, le parti di quelli che piangono mentre gli
altri clienti se ne stanno lì seduti a guardare imbarazzati,
e Oliver viene messo su una barella e lo portiamo fuori
dalla porta posteriore, e in qualche modo arriviamo a casa.
E poi siamo nel giardino dietro casa a cercare un posto in
cui il corpo di Oliver possa riposare. Vivevamo in una casa
moderna, e il costruttore aveva deposto la terra del nostro
giardino sopra cumuli di macerie edilizie. E John non
riusciva a scavare abbastanza in profondità per ricavare la
fossa per Oliver. E così se ne sta lì in piedi con la pala
in mano e le lacrime che gli scendono lungo il viso, e non
riesce a scavare tra quei dannati sassi, mattoni e sacchetti
di plastica, e io sono lì in piedi accanto a lui con le
lacrime che mi scorrono lungo il viso, e il sole sta
iniziando a tramontare, e il corpo di Oliver sta aspettando
nell'auto e il tempo sta per scadere. Così John mi chiede di
andare a cercare un vicino che ci presti un piccone.
E così cammino lungo il marciapiede con le lacrime che
scorrono lungo il viso e i singhiozzi che fanno sussultare
il mio corpo, e vago chiedendomi a quale porta posso bussare
con le lacrime che mi solcano il viso, e mi chiedo come
potrò riuscire a mettere insieme le parole che possano
comunicare al mio vicino che ho bisogno di un piccone.
Ian e Sue, che vivono nel cottage alla porta accanto, stanno
stendendo il bucato e mi vedono passare, e vedono le mie
lacrime e vengono di corsa verso di me. Non è previsto che i
vicini ti vedano in queste condizioni. I vicini si suppone
debbano vederti sempre calmo e sicuro, con le cose che vanno
sempre bene, ma Ian e Sue mi videro singhiozzare sul
marciapiede e corsero fuori da me.
E dissero: «Oh no, non Ollie», perché sapevano che Oliver
era un cane speciale. E il mio cuore e la mia testa
continuavano a dire: «Oh no, non Ollie».
Così Ian mi disse di tornare a casa. Disse che mi avrebbe
trovato un piccone. E Ian arrivò portando il piccone a John,
e John scavò una buca, e seppellimmo Oliver alla luce del
tramonto.
È strano come reagirono Chappie, Sophie e Prudence. Sophie
rimase seduta all'altro capo del giardino, sorridendo e
scherzando, con aria allegra. Stava cercando di tirarci su
il morale. Prudence girava di qua e di là preoccupata. E
Chappie venne alla tomba di Oliver e gli diede un ultimo
saluto. Per la prima volta nella sua vita, Chappie ululò
alla luna. E per diversi mesi, Chappie continuò a uscire in
giardino e a sedersi sulla tomba di Oliver.
In un qualche momento, nel corso di questa storia, mi chiamò
al telefono la mia matrigna e io piansi e le dissi di Oliver
e le dissi che non potevo parlare. Poi chiamò mia sorella
Leslie, perché Leslie ama i cani e poteva capire, e un'amica
ci mandò dei fiori. E tutti gli altri pensarono che Oliver
era soltanto un cane. E mi sembrò strano, questo. Voglio
dire, io pensavo davvero che il mio cuore stesse per
esplodere, mi faceva male lo stomaco e mi doleva la testa, e
l'interno del mio corpo era come una pentola a pressione. Se
il coperchio si fosse alzato, avrei cominciato a urlare e
avrei potuto non fermarmi mai, ma quando dicevo alle persone
che Oliver era morto, loro dicevano «Oh», e iniziavano a
parlare di qualcos'altro. Come se Oliver fosse stato solo un
cane.
Ma non scorderò mai Ian e Sue che mi vennero incontro di
corsa quando mi videro con le lacrime che colavano lungo le
guance. Perché so che molte persone avrebbero tirato le
tendine e non si sarebbero fatte coinvolgere.
E Oliver aveva solo quattro anni.
Due anni più tardi, quando Prudence aveva solo sei anni, ci
venne detto che aveva la leucemia; che aveva al massimo un
paio di mesi di vita. Questa volta, la perdita non fu
improvvisa; abbiamo avuto il tempo di dirle addio. Abbiamo
avuto il tempo di dirle quanto la amavamo. Tempo per
ringraziarla per l'amore che ci aveva dato. Abbiamo avuto il
tempo - trenta giorni - per vedere la vita allontanarsi da
lei, come l'aria che esce da un copertone da un piccolo
foro. E abbiamo avuto il tempo di sperare e pregare, e
guardarla andare via.
E abbiamo avuto il tempo di ascoltare Prudence. In quegli
ultimi giorni, Prudence mi disse diverse cose. Cominciò
trascinando il suo corpo stanco, con grande determinazione,
fino ad ogni casa del paese abitata dai bambini che aveva
amato. Il cuore di Pru era grande quanto l'Universo, e lei
doveva dire a tutti quanto li amasse. Prima di lasciarci. E
mi portava verso ogni persona che ci passava accanto per
strada; e si sdraiava a terra soddisfatta non appena
cominciavamo a parlare.
Pochi giorni prima di morire, Prudence si diresse verso il
centro ricreativo del paese. Guardò dentro dalla finestra e
mi disse che voleva entrare. Ma ai cani non era permesso
entrare, così la portai a casa. E il giorno dopo prese con
determinazione la strada verso il centro ricreativo, e
guardò dentro. Così entrammo. E si sdraiò a terra accanto a
me e a Sheila e aspettò che io afferrassi il messaggio.
Perché Prudence mi chiese di fare una cosa, prima di morire:
mi chiese di dire a tutti voi - voi che amate la vita -
perché i nostri cani stanno morendo, perché i nostri bambini
stanno morendo, perché gli animali e le persone in tutto il
mondo stanno morendo.
E piangendo. Così che possiamo imparare a prenderci cura
l'uno dell'altro, così come lei si prese cura di noi.
Prudence mi ha chiesto di essere la sua voce, e la voce di
tutti gli animali e di tutti i bambini, di tutte le persone
che hanno il cuore spezzato, e il corpo sofferente.
Prudence mi disse che lei morì, e che Oliver morì, per
dimostrare al mondo che l'uomo sta distruggendo il pianeta e
la vita su di esso. So che penserete che tutto questo è
folle, ma io ve lo devo dire.
Sapete, la gente dice che gli animali sono inconsapevoli.
Dice che le loro menti e le loro emozioni sono limitate ai
bisogni corporei. Pensa che solo gli esseri umani siano
capaci di emozioni complesse; che, se pensiamo diversamente,
stiamo antropomorfizzando. Eppure, quando gli elefanti
soffrono un lutto, possiamo vedere le loro lacrime. E quando
Prudence morì, io vidi la sua tenerezza verso di me e la sua
preoccupazione per me.
La malattia di Pru era una malattia crudele; tentammo di
salvarla, e alle volte si riprendeva e noi pensavamo che
stesse guarendo, ma poi peggiorava di nuovo, magari per
riprendersi ancora il giorno successivo. La notte precedente
la sua morte, Prudence chiese di venire di sopra a sdraiarsi
con me nel letto. Nei giorni precedenti avevo dormito
accanto a lei sul pavimento al piano terra. Ma quella notte
chiese di venire di sopra, così John la prese in braccio e
la depose sul letto.
Me ne stetti lì sdraiata a parlarle mentre lei faticava a
respirare, e notai che le sue zampe erano gelide e seppi
allora che stava morendo. Così le parlai; dissi: «Sei stata
sempre una brava ragazza Prudence, e io ti amo davvero
tanto. Hai protetto Chappie e Sammie, e hai giocato con
Sophie, e ti sei presa cura di me e di John. Sei una ragazza
fantastica, e non vorrei che te ne andassi; ma se non ce la
fai più, io capirò».
Prudence mi guardò ed emise quel suo piccolo suono sibilante
ed effervescente, come una bottiglia di limonata quando
viene stappata; era il suono che emetteva sempre quando
esprimeva amore e gratitudine. Mi guardò negli occhi; i suoi
occhi erano marroni e profondi mille miglia. Mi stava
ringraziando per averle dato il permesso di andare, e mi
stava dicendo che anche lei mi amava. Il mattino successivo,
prima che arrivasse il veterinario, John portò Prudence in
giardino e le disse la stessa cosa. Ci vollero due anni
prima che ci dicessimo che ognuno di noi, separatamente,
aveva dato a Prudence il permesso di lasciarci.
Tre anni dopo la morte di Pru, leggo il seguente brano nel
libro di Sogyal Rinpoche Il libro tibetano del vivere e del
morire:
Se rimanete attaccati alla persona morente, potete causarle
molta inutile sofferenza e renderle molto difficile
lasciarsi andare e morire in pace… affinché la persona possa
lasciarsi andare e morire serenamente, essa ha bisogno di
sentire due rassicurazioni verbali da parte delle persone
amate. Per prima cosa, esse devono dare alla persona il
permesso di morire e poi devono rassicurarla che staranno
bene una volta che lei se ne sarà andata, e che non c'è
bisogno che si preoccupi per loro.
Quando mi chiedono quale sia il modo migliore per dare a una
persona il permesso di morire, io dico di immaginarsi al
capezzale della persona che amano mentre dicono con la più
profonda e sincera tenerezza: «Sono qui con te e ti amo. Tu
stai morendo, e questo è del tutto naturale; succede a
tutti. Vorrei che potessi restare qui con me, ma non voglio
che continui a soffrire.
Il tempo che abbiamo trascorso insieme è stato sufficiente,
e mi sarà sempre caro. Per favore, non restare più
aggrappato a questa vita. Lascia andare. Ti do il mio pieno
e sentito permesso di morire. Non sei solo, né ora né mai.
Hai tutto il mio amore».
Sapete, quella notte, con Prudence sdraiata sul mio letto,
trascorsa guardandola morire, è stato forse il momento più
tenero della mia vita. Non stavo condividendo le ultime ore
di vita di un essere inferiore. Stavo condividendo le ultime
ore di vita di un essere nobile; l'esistenza di un cane la
cui principale motivazione nella vita era stata quella di
prendersi cura degli altri. E Prudence, fino alla fine, ha
sempre e solo voluto farmi piacere, e aveva bisogno del mio
permesso per poter morire. Qualche giorno più tardi, presi
in mano un libro e lo aprii a casaccio. Dalla pagina, mi
fissarono le seguenti parole: «Mi dispiace di essermene
dovuta andare, ma il dolore era troppo da sopportare». Non
so, ma qualcosa mi dice che quello era un messaggio da parte
di Prudence. Dovremmo ascoltare gli animali; essi sono
consapevoli.
Oliver e Prudence, quando vennero ad abitare nel mio cuore,
accesero ciascuno una piccola candela. Tutti accendiamo una
candela. È la candela dell'amore e della luce. Tutti insieme
- i cani e i gatti e il bestiame e le pecore, e persino gli
esseri umani - possiamo diffondere luce dove c'è oscurità.
Perché abbiamo creato un mondo insensato, e ora dobbiamo
tornare a dargli un senso. È arrivato il momento. I cani
sono venuti a ricordarcelo.
Avevamo quattro Golden retriever, e due erano morti prima di
aver raggiunto la mezza età. Chappie e Sophie erano ancora
con noi, ma Chappie aveva un'affezione alla tiroide e si era
rotto i legamenti crociati, cosa che lo rendeva zoppo, e
Sophie, a soli sei anni di età, aveva sviluppato un'artrite
talmente grave che al mattino non voleva alzarsi dal letto.
Dopo la morte di Oliver, in famiglia entrò Samson. Quando
aveva solo due anni, scoprimmo che aveva una malattia
autoimmune, ovvero una malattia per la quale il sistema
immunitario del corpo attacca il corpo stesso. Poi, dopo la
morte di Prudence, entrò sulla scena Gwinnie. Era talmente
allergica che, se le toccavi la schiena, questa si
increspava. Continuava a mordicchiarsi la propria pelle e le
zampe; era in un'agonia allergica.
Chiedemmo al veterinario perché Oliver fosse morto. Non lo
sapeva. Così cominciai a gemere rivolta al cielo, chiedendo
perché. Alla fine, però, trovammo un veterinario omeopata
che azzardò un'ipotesi sulla morte di Oliver. Ci disse che
sembrava proprio una classica reazione vaccinale: che Oliver
era probabilmente stato ucciso da un vaccino. Poi, dopo la
morte di Prudence, un'amica, Susan Rezy, ci inviò un
articolo scritto da una veterinaria americana, Jean Dodds.
La d.ssa Dodds sembrava a sua volta implicare i vaccini
nella morte di Oliver, e c'era un nesso anche con la morte
di Prudence.
Quando si porta a casa un cucciolo, si pensa di avere fra le
mani il proprio sogno. Ma io e John avevamo fra le mani i
nostri incubi. Pensavamo di essere i peggiori proprietari di
cani al mondo: perché i nostri cani erano così malati, e
perché stavano morendo?
Sapete, quando ci troviamo a soffrire di una tragedia
personale che è quasi troppo dura da sopportare, abbiamo una
scelta. Possiamo permettere a quella sofferenza di
amareggiarci; possiamo cercare qualcuno da incolpare e
cercare la vendetta. Oppure possiamo sollevarci al di sopra
di quella sofferenza, come farebbero i mistici. La terza
scelta è quella di trasmutare la sofferenza in una forza
rivolta al bene: usare la conoscenza acquisita attraverso
l'esperienza per aiutare altri che si trovino in situazioni
simili. Pensammo che se almeno fossimo riusciti a scoprire
dove stavamo sbagliando, anche altri cani avrebbero potuto
giovarne.
Per una serie di coincidenze, venni presentata a una signora
di nome Sally Cronk. Sally aveva perduto un cane - Sadie - a
causa dell'anemia emolitica autoimmune, e stava facendo il
nostro stesso percorso. Anche lei aveva visto il lavoro di
Jean Dodds e stava raccogliendo fondi per aiutare il Royal
Veterinary College a studiare la straziante malattia che si
era portata via Sadie. Sally ci presentò ad altre persone
che avevano sperimentato il senso di devastazione che noi
stessi avevamo provato. Tutti noi stavamo ponendoci delle
domande sui vaccini e fotocopiando articoli e inviandoceli
l'un l'altro.
Ma tutti noi, con poche eccezioni, ci trovavamo a sbattere
contro il muro dell'establishment veterinario. Singoli
veterinari e onorevoli istituzioni negavano la connessione
vaccini-malattie autoimmuni. Pochissimi veterinari
sembravano pronti ad alzarsi in piedi e a dire ciò che
pensavano sui vaccini; altri sembravano non essere proprio
consapevoli dei rischi.
Avevamo la nostra esperienza da cui partire, e avevamo anche
un gruppo crescente di amici i cui cani avevano sofferto -
essi ritenevano - per colpa di un'iniezione. […] Le persone
scrivevano ai produttori di vaccini, e le loro paure sui
vaccini spesso venivano spietatamente negate. I veterinari
usavano parole forti in difesa dei vaccini, dicendo che i
nostri cani sarebbero morti senza di essi e che saremmo
stati degli irresponsabili a correre il rischio di non
vaccinare. E in tutto questo, il danno sospettato veniva
negato o - pensavamo - sottostimato.
Essendo persone che lavorano nel mondo degli affari, John ed
io immediatamente sospettammo che fosse in corso un qualche
genere di processo di copertura per proteggere gli interessi
commerciali. Sai Baba, il guru indiano, ha detto: «L'avidità
è il semenzaio del lutto», e avevo la sensazione che avesse
ragione. Pensavamo che fossero necessarie ricerche
indipendenti: ricerche che potevano essere condotte solo
dagli amanti dei cani per i loro cani; dalle persone che non
avevano niente da perdere, né finanziariamente né
professionalmente, se si fosse scoperto che i vaccini erano
più dannosi che utili. Fondammo un gruppo chiamato Canine
Health Concern ed invitammo gli amanti dei cani di tutto il
mondo a partecipare a una ricerca indipendente.
Non ci proponevamo, tuttavia, di testare solo i vaccini.
Volevamo testare anche tutte le aree implicate nel penoso
stato di salute dei nostri cani: dieta, ambiente, prodotti
chimici, stress… il risultato fu un voluminoso questionario.
Contattammo i college di veterinaria di tutto il paese,
chiedendo sostegno. Ci dissero di stare alla larga.
Contattammo singoli veterinari: veterinari che avevano
qualche sassolino nella scarpa relativamente alle proprie
aree di specializzazione. Veterinari che incolpavano i cibi
industriali; veterinari che incolpavano gli incroci fra cani
consanguinei per ottenere i migliori soggetti da
esposizione; veterinari che rifuggivano i moderni prodotti
farmaceutici a favore di terapie "alternative". Alla fine,
avevamo messo insieme una squadra impressionante di
veterinari di tutto il mondo, ognuno con le proprie teorie,
più altri terapeuti alternativi e comportamentisti che ci
avrebbero aiutato a testare la teoria dello stress.
Il passo successivo consisteva nell'ottenere il sostegno di
chi amava i cani e la loro collaborazione. Pensavamo che
questa sarebbe stata la parte più semplice, ma si rivelò
essere la più difficile. Tanto per cominciare, dipendevamo
dalle riviste cinofile per riuscire a raggiungere il
pubblico e informarlo su ciò che stavamo cercando di fare.
Ostentatamente etichettate come riviste destinate a chi ama
i cani, divenne presto chiaro che quei periodici dipendevano
dalle grosse aziende commerciali per la loro sopravvivenza.
Senza entrate pubblicitarie, le riviste avrebbero chiuso; e
se avessero pubblicato le teorie che CHC stava cercando di
testare, le entrate pubblicitarie sarebbero presto calate.
Questo pensavamo. E magari avrebbero potuto essere citate in
giudizio se avessero pubblicato le nostre domande, basate
sull'opinione di veterinari non conformisti.
Anche quando effettivamente riuscivamo a pubblicizzare la
nostra ricerca, non c'erano abbastanza padroni di cani che
si prendessero la briga di rispondere. Non stavamo andando
da nessuna parte. I normali proprietari di cani non sapevano
di cosa ci stessimo occupando. Dopo tutto, se hai un solo
cane e questo muore di una malattia autoimmune, pensi
semplicemente di essere stato sfortunato. È solo quando hai
tanti cani e questi cominciano tutti a morire o ad
ammalarsi, che inizi a credere che stia veramente succedendo
qualcosa. Scoprimmo che le persone la cui vita era stata
toccata dalla tragica fine precoce di un animale tanto
amato, a volte rispondevano. Ma avevamo anche bisogno di
cani sani con cui confrontare i dati, altrimenti la ricerca
sarebbe stata limitata.
Così decisi di scrivere un libro per spiegare a chi ama i
cani perché questa ricerca era così cruciale. In esso,
intendevo esplorare ciascuna delle teorie: dieta, vaccini,
genetica, prodotti chimici nell'ambiente, prodotti
farmaceutici, stress… ma la questione dei vaccini emergeva
fortemente e richiedeva la mia attenzione: non esisteva
alcuna singola fonte di informazione relativamente ai pro e
ai contro della vaccinazione per i proprietari di animali. E
dal materiale che stavo raccogliendo, sembrava che le
vaccinazioni fossero probabilmente il fattore maggiormente
distruttivo per la salute dei nostri animali.
Inoltre, sembra esserci, sul tema delle vaccinazioni, una
gran quantità di emozioni coinvolte, fanatismo e posizioni
di parte, ed è terribilmente facile per le persone prendere
decisioni senza conoscere tutti i fatti. Chiedete a qualcuno
che abbia visto un cane morire di cimurro se il protocollo
vaccinale dovrebbe essere modificato: invariabilmente
risponderanno di no. Chiedete a un veterinario tipico,
convinto che i vaccini abbiano fermato le epidemie. E poi
chiedete a qualcuno il cui cane è morto di anemia emolitica
autoimmune o di infarto cardiaco nel giro di poche ore o
giorni dal richiamo annuale. Vogliamo tutti il meglio per i
nostri cani; ma la questione é: che cosa è il meglio?
I risultati dell'inchiesta sui vaccini della Canine Health
Concern mostrano - scientificamente - che fino a un cane su
cento presenta una reazione alla vaccinazione. Questa
reazione può andare da vomito e diarrea fino alle malattie
croniche come l'artrite e l'epilessia, e può anche arrivare
alla morte. Quindi ora, studiate le prove e fate la vostra
scelta informata.
Ma prima di farlo, considerate questo: la prima edizione di
questo libro è stata pubblicata nel febbraio del 1997. Entro
aprile dello stesso anno, un vaccino si era preso il terzo
dei miei amici speciali. Samson morì, all'età di cinque
anni, il 12 aprile 1997. Se notate un po' di rabbia in
queste pagine, vi prego di perdonarmi. Vedete, Samson,
Oliver e Prudence rientravano tutti nella categoria
descritta dalla Merck: non avrebbero mai dovuto ricevere un
vaccino a virus vivo. Nessuno me lo aveva detto, e solo una
ristretta élite lo sapeva. Tutto ciò che i produttori di
vaccini per cani scelgono di condividere con noi, e con i
veterinari, è la frase: «L'immunocompetenza può essere
compromessa da una serie di fattori». È sufficiente, quando
il risultato può essere la morte?
Avendo letto la prima edizione di questo libro, alcune
persone hanno detto che non faranno più fare il richiamo
annuale ai loro animali, perché non è necessario e nemmeno
sicuro. Ma si chiedono se, forse, dovrebbero far fare le
vaccinazioni al loro cucciolo e poi il primo richiamo
annuale, in quanto, comprensibilmente, vogliono dare ai loro
animali un minimo di protezione. Sammie è morto per dirvi
che questo è quanto basta.
Quando Samson era un cuccioletto, lo portammo dal
veterinario per la sua seconda vaccinazione da cucciolo. Il
giorno dopo lo trovammo in giardino con le zampe posteriori
paralizzate e la dissenteria. Ai quei tempi non avevamo idea
che i vaccini potessero fare una cosa del genere. Ancora non
ci eravamo ripresi dalla morte di Oliver e così pensammo - o
mio Dio! - che Samson avrebbe percorso la stessa strada.
Visto che non sapevo che i vaccini potessero fare questo,
corsi in giro per tutte le fattorie dei dintorni chiedendo
se qualcuno avesse distribuito del veleno.
Ma Sammie si riprese, e l'anno successivo venne spedito dal
veterinario per il suo richiamo - perché lo amavamo, e
volevamo proteggerlo. Quando ci svegliammo il mattino
successivo, Sammie stava correndo per la casa urlando, con
le testa gonfia come un pallone. Lo portammo di corsa dal
veterinario, dove gli venne fatta un'iniezione e, di nuovo,
non ci venne in mente che potesse essere il vaccino. Prima
del richiamo successivo, per fortuna, avevano iniziato a
frequentare l'ambulatorio di Chris Day, e Sammie non venne
mai più vaccinato. Ma il danno era stato fatto.
In precedenza, quando era morta Prudence, ero entrata nel
panico, e avevo fatto controllare tutti i miei cani viventi
da Chrissie Mason, una radioestesista. Sammie,
apparentemente, sembrava un cane di due anni perfettamente
sano, ma l'analisi di Chrissie la fece preoccupare
abbastanza da consigliare un'analisi del sangue. Quando
arrivarono i risultati, inorridimmo nello scoprire che il
nostro cane apparentemente sano aveva una malattia
autoimmune. Chris Day ci chiamò con i risultati dicendo: «Il
suo sistema immunitario sta ingaggiando una guerra contro se
stesso».
Seguirono intense cure omeopatiche e nutrizionali.
Effettuammo regolarmente le analisi del sangue e sembrava
che stessimo vincendo la battaglia. Nel frattempo, Sammie si
era conquistato il mio cuore - lui, che aveva un cuore e un
cervello enormi. Poi un giorno, quando Samson aveva cinque
anni, John rientrò dalla sua passeggiata mattutina con uno
sguardo preoccupato. «Sammie non sta bene», disse. «Durante
la passeggiata rimaneva continuamente indietro».
La maggior parte dei proprietari di cani non darebbe molta
importanza a una cosa del genere, ma io scoppiai in lacrime.
Il mio Sé interiore sapeva esattamente cosa ci aspettava. Vi
ho fatto piangere abbastanza; basti sapere che il mio Sammie
aveva un enorme cancro sulla milza e venne sottoposto a un
intervento urgente per rimuoverla. Di nuovo pensammo di aver
vinto la battaglia. Il Natale arrivò e passò e Sammie
sembrava più felice di quanto non fosse stato da mesi. Ma
poi smise di mangiare, e morì.
Tutto quello che ci volle fu una vaccinazione da cucciolo -
paralisi alle zampe posteriori e dissenteria - e un richiamo
annuale - reazione di ipersensibilità - per predisporre
Sammie a una morte precoce. Samson venne ucciso il giorno in
cui un vaccino distrusse il suo sistema immunitario.
Nel corso degli ultimi anni, ho trascorso molte ore al
telefono, ascoltando persone che mi raccontavano fra le
lacrime come erano morti i loro cani. Per molti di noi ci
vogliono anni per fare i conti con una morte non necessaria
e crudele di un amico molto speciale. Dalla pubblicazione
della prima edizione, ho trascorso ancora più tempo al
telefono ascoltando altre persone che piangevano. Queste
chiamate sono diventate talmente numerose che molte delle
"vittime" hanno unito le loro forze per fornire ascolto ad
altre persone che condividono la stessa esperienza. Abbiamo
formato una rete internazionale, con lo scopo di avvertire
altri dei pericoli di cui i cosiddetti "esperti" non
vogliono parlare.
Perché abbiamo il diritto di conoscere la verità. È
sbagliato che gli "esperti" prendano decisioni al posto
nostro, e che dobbiamo accettare che una certa percentuale
di cani, gatti e cavalli soffra di reazioni avverse ai
vaccini. La vita non dovrebbe essere misurata dagli
scienziati in termini di numeri. E nessuno dovrebbe
assumersi la responsabilità di nascondere la completa verità
sapendo che, in conseguenza di questo, la vita di alcuni
sarà sconvolta.
Voglio che i veterinari sappiano che cosa significa davvero
"una piccola minoranza". Non perché voglia scaricare la
colpa su qualcuno, ma perché la verità ha il potere di
renderci tutti liberi. La scienza può fare ciò che vuole e
procedere per la sua strada senza emozioni, ma io ritengo
che le emozioni - nella loro forma più elevata dell'amore -
sono la forza che porta avanti la vita. La scienza, dopo
tutto, esiste a beneficio dell'uomo, e non il contrario - e
gli esseri umani non hanno altro scopo se non quello di
amare. Tutto il resto è vano.
Gli animali sono molto importanti per le persone. Come ha
scritto Capo Seattle: «Cos'è l'uomo senza le bestie? Se
tutte le bestie sparissero, l'uomo morirebbe di grande
solitudine di Spirito, perché ciò che succede alle bestie,
presto succede anche all'uomo. Tutte le cose sono connesse».
Lo scopo di questo libro è di aiutare una rivoluzione dei
consumi che è già in corso; una rivoluzione che si sta
verificando in tutto il mondo, in ogni sfera. Questa
rivoluzione dice che i consumatori - persone comuni - non
sono stupidi, e che essi hanno il diritto di conoscere la
verità. La verità è molto spesso, anzi invariabilmente,
oscurata dalle grandi corporazioni che detengono i budget
pubblicitari, il denaro destinato alle sponsorizzazioni e i
cordoni della borsa dei sussidi alla ricerca. Noi crediamo,
più spesso che no, in ciò che dicono gli scienziati - ma io
ho scoperto che gli scienziati regolarmente dicono ciò che
sono pagati per dire, e gli altri hanno troppa paura per
uscire fuori dalla norma comunemente accettata.
Per questa ragione, un libro che espone i pericoli della
vaccinazione è dovuto venire da una "ordinaria amante dei
cani": qualcuno che non può essere cacciato dal posto di
lavoro per aver sovvertito lo status quo. Ma ho anche
ricevuto il sostegno e l'aiuto pratico di molti scienziati e
veterinari.
Dopo aver letto questo libro, potrete decidere di continuare
a vaccinare il vostro cane tutti gli anni. Questa è una
vostra scelta; ma almeno sarà una scelta informata. Se mi
guardo indietro negli anni, e piango la perdita di Oliver,
Prudence e Samson, sono convinta di un fatto: almeno
avrebbero dovuto dircelo.
By Catherine O'Driscoll – Tratto da:
fintatolleranza.blogspot.de
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I VACCINI CAUSANO PROBLEMI
BEN DOCUMENTABILI sugli Umani
e sugli Animali
Video sui danni dei vaccini
agli animali
I gruppi di animali vaccinati
sono nettamente più ammalati di animali mai vaccinati, come
si spiega ? Forse che i produttori di vaccini hanno cercato
tutta l'autorità che potevano mettere in gioco per avallare
la loro ottica del guadagno ? Forse che, come al solito, nel
mercato del vendibile agli animali domestici finiscono/ sono
finiti tutto il peggio degli scarti ? Forse che possiamo
dare la colpa ai veterinari indottrinati da un'università e
un sistema di gratifica "particolari", dove la ruota gira
solo con il denaro e il consenso dei produttori di schifezze
?
No, questa volta non si tratta
di niente di tutto questo. Si tratta invece del fatto che il
sistema immunitario degli animali è più facilmente
scardinabile di quello degli esseri umani e quindi i danni
sono più trasparenti e la logica dei vaccini viene
immediatamente sbugiardata.
Nel 2004 lo scrivente stava 12 ore al giorno
al computer su MEDLINE, perché mi ero accorto che potevo
accedere alle pubblicazioni scientifiche online e ad un
certo punto decisi che volevo capire come facesse la scienza
a dire che le cavie su cui si facevano gli studi
"sperimentali" avessero veramente la stessa identica
malattia di cui loro stavano cercando la cura farmacologica
per noi umani !
La "scienza“ creava e crea gruppi di cavie con malattie
secondo i bisogni della sperimentazione farmaceutica: topi e
conigli con artriti, anche cani, mal di testa, dermatiti,
tiroiditi etc. Dunque come fanno ad avere questi esserini
ammalati a comando
Si devono mettere ad allevarne 1000 per
averne 100 di malati ? Oppure ne allevano 100 per averne 100
malati (che è economico dal punto di vista del datore di
lavoro) ?
È un aspetto che è stato
studiato ovviamente, ma nell'ombra: esiste il tecnologo che
sa che deve recapitare delle cavie ammalate.
- Levine nel 1975 spiegava che l'uso simultaneo di vaccino
della pertosse e di adiuvante di Freund (molecole
antigeniche, molte delle quali presenti nei vaccini) era
moderatamente ma non consistentemente efficace nel produrre
encefalomielite autoimmune.
- Caspary nel 1977 avanzava altre osservazioni che
sembravano la prova inconfutabile del potenziale patologico
dei vaccini:
"La severità clinica dell'encefalomielite autoimmune nelle
cavie è aumentata dal pre-trattamento con il vaccino del
cimurro, del morbillo e della tubercolosi. Il vaccino per il
morbillo dà un inizio più grave della malattia. L'aggiunta
della vaccinazione della rosolia porta ad una leggera forma
della malattia che riappare clinicamente se si rifà uso
dell'appropriato vaccino". (...!!)
Questa pratica del far ammalare
gli animali in modo scientifico prendeva spunto da un
modello teorico di malattia valutato negli anni Trenta anche
grazie ai notevoli contributi di medici italiani: nelle
malattie cronico-degenerative esistono elementi anticorpali
che si fissano su determinati organi e che solo nel tempo, o
con l'invecchiamento magari, causano una flogosi iperergica,
che si riacutizza ogni qual volta vi è una successiva
immissione in circolo anche di piccole quantità dei medesimi
elementi anticorpali.
By Lorenzo Acerra - Continua qui:
Immunodepressione
da vaccino
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VACCINI ed animali
Canine health
concern
www.canine-health-concern.org.uk/ è il sito dell'omonima
associazione gestita da Catherine O'Driscoll, la quale si è
impegnata nella lotta contro i tossici vaccini somministrati
agli animali domestici, in particolar modo ai cani (ai quali
vengono fatti addirittura delle vaccinazioni di routine su
base annua, sulla cui inutilità vedi la fine dell'articolo).
Government - get out of bed with the pharmaceutical industry
si trova scritto nel suo sito, ovvero Governo, esci dal
letto che condividi con l'industria farmaceutica.
In questo articolo :
http://www.dfordog.co.uk/didyouknow_annual_vaccinations.htm
in inglese sulle vaccinazioni annuali ai cani potete leggere
la storia di 33 veterinari che hanno firmato una lettera
aperta contro le vaccinazioni agli animali :
http://myweb.tiscali.co.uk/k9health/wwwchc/Catherine/International
press letter.pdf
pubblicata persino sulla rivista di settore in Veterinary
Times. I veterinari sono stati minacciati di ritorsione
mentre molti loro colleghi che ne condividevano le posizioni
non hanno voluto firmare perché ben sapevano quali rischi si
corrono a criticare il sistema di potere della medicina
(veterinaria) ufficiale e delle multinazionali dei vaccini.
Anche un centinaio di proprietari di animali domestici, i
cui animali sono morti in seguito alle vaccinazioni, hanno
scritto una lettera per denunciare questa tragica realtà:
http://myweb.tiscali.co.uk/k9health/wwwchc/Catherine/letter
from dog owners.pdf
Potete approfondire la questione delle vaccinazioni agli
animali e della loro pericolosità leggendo questo articolo
di Catherine O'Driscoll :
www.riderepervivere.it/pagina.phtml?_id_articolo=279-la-vaccinazione-degli-animali-un-crimine-istituzionalizzato.html
dalla quale traggo un piccolo estratto
I sistemi immunitari di cani e gatti raggiungono la piana
maturazione intorno ai sei mesi di età.
Se un vaccino con virus modificati viene somministrato dopo
i sei mesi di età esso produce immunità, il che è un bene
per la vita dell'animale. Se un altro vaccino MLV viene
somministrato un anno più tardi, gli anticorpi del primo
vaccino neutralizzano gli antigeni del secondo e si
determina un effetto nullo o assai ridotto.
In termini meno tecnici, le scuole veterinarie degli USA e
la American Veterinary Medical Association hanno esaminato
alcuni studi che indicavano quanto a lungo durassero i
vaccini, quindi hanno tratto la conclusione ed annunciato
che la vaccinazione annuale non è necessaria.
Hanno
inoltre riconosciuto che i vaccini
non sono esenti da nocività.
Canine health concern è ovviamente impegnata anche contro la
barbara e pericolosa imposizione dei
microchip agli animali domestici.
Un altro sito interessante (in inglese) sulla salute degli
animali domestici (ed anche degli esseri umani) e sui
danni da
vaccini è lo shirley's wellness cafe che
promuove un approccio naturale ed olistico alla salute degli
esseri viventi.
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vedi:
Contenuto
dei Vaccini
anche di quelli per animali
Aluminium
- Calf serum - Fetal bovine serum - Formaldehyde -
Hydrolyzed gelatin - Lactose
- Monosodium glutamate (MSG) - Neomycin -
Phenol - Streptomycin - Sucrose - Thimerosal
(49.9% Mercury, in fase di eliminazione in certi
vaccini) - Yeast -
MRC-5 cells: DNA and protein (aborted fetal tissue
cells)
Reazioni allergiche
post-vaccinali sono frequenti anche nei cani; fra esse
l’anafilassi è certamente quella dalle conseguenze più
temibili.
In un precedente studio condotto in Giappone su
311 cani che
avevano presentato reazioni indesiderate dopo vaccinazione,
fu accertato che per 46 di essi si trattava di anafilassi;
di questi, 7 morirono.
Al fine di ottenere maggiori
informazioni epidemiologiche riguardo a queste reazioni
post-vaccinali, è stato condotto, presso l’Università di
Tokio, uno studio su 85 cani che avevano manifestato
sospette reazioni allergiche entro 24 ore dall’inoculazione
di vaccini non-rabbia.
Dalle informazioni raccolte, i
cani furono suddivisi in 3 gruppi:
1 - con sintomi predominanti cardiovascolari e/o respiratori,
2 - con sintomi predominanti dermatologici,
3 - con sintomi cardiovascolari/respiratori e dermatologici
contemporanei.
Per quanto riguarda i vaccini impiegati, le indagini
portarono alle seguenti osservazioni.
- Vaccino monovalente verso il parvovirus: 2 casi di
sospetta allergia.
- Vaccini inattivati monovalenti verso il parvovirus o la
Leptospira: nessun caso.
- Vaccino combinato verso parvovirus canino, virus cimurro,
adenovirus tipo 2 e/o virus parainfluenza: 28 casi.
- Vaccini normali ed inattivati combinati, composti da
parvovirus canino, virus cimurro, adenovirus tipo 2, virus
parainfluenza e/o coronavirus e coronavirus.
Leptospira: 53 casi.
Per quanto riguarda il tipo di reazione allergica, 24 cani
furono classificati nel gruppo 1, 59 nel gruppo 2 e 2 nel
gruppo 3.
Prima dell’inoculazione del vaccino che aveva provocato la
reazione allergica, 24 cani avevano ricevuto una sola
inoculazione di vaccino, 40 due o più inoculazioni.
Sorprendentemente, 16 cani non avevano ricevuto alcuna
vaccinazione prima di quella che aveva indotto la reazione
allergica. Di altri 5 cani non era noto il numero di
vaccinazioni subite in precedenza.
I 16 cani che avevano presentato
reazione allergica alla prima inoculazione erano stati
probabilmente sensibilizzati da allergeni inclusi nel
vaccino, la cui natura potrebbe essere riportabile alla
gelatina o al siero bovino. È pure possibile che i sintomi
rilevati in questi animali siano riportabili a reazioni
anafilattoidi, senza sensibilizzazione ad allergeni
contenuti nei vaccini.
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Vaccinazioni degli animali domestici: un
CRIMINE
istituzionalizzato
La mia missione ha un carattere
alquanto personale, visto che i dati puntano verso il fatto
che i vaccini hanno ucciso tre dei miei giovani, magnifici
amici canini attraverso malattie ad esse connesse. Sono
convinta che i miei cani siamo morti prematuramente, mentre
milioni di altri cani, gatti e cavalli sono morti e
continuano a morire a causa delle false idee o convinzioni
proprie della nostra classe medica e veterinaria.
I vaccini implicano un grande giro di affari, e da due
secoli esistono vaccini contro un’ampia gamma di malattie
virali e batteriche che colpiscono l’uomo e molte specie di
animali. Ignorando il fatto che le epidemie si manifestano
ciclicamente e si esauriscono naturalmente, nonché il fatto
che la nostra comprensione degli aspetti igienici e
nutrizionali possano aver avuto a che fare con la riduzione
delle epidemie stesse, ai vaccini è stata conferita durante
i secoli scorsi la parte predominante del merito.
La medicina convenzionale opera in base al rapporto
rischi/benefici. Tutti i farmaci convenzionali presentano il
rischio di effetti collaterali indesiderati, tuttavia,
qualora si riesca a dimostrare che sono di ausilio a un
numero di persone maggiore di quello dei soggetti per cui
risultano nocivi, allora i pericoli che essi comportano
vengono ignorati. Immagino che se è possibile iniettare
sostanze che fanno ammalare umani ed animali, allora è
altrettanto possibile trarre consistenti profitti dalla
fornitura di farmaci che promettono di lenire le suddette
malattie indotte dai vaccini.
Affermo ciò dal 1994 quando ho costituito un gruppo
denominato Canine Health Concern (CHC).
Lo scopo di questo
gruppo è quello di informare i possessori di animali
domestici, nel tentativo di porre fine alla carneficina
perpetrata contro gli animali.
Un possessore di animali “responsabile” porta il proprio
cane (gatto, cavallo ecc…) dal veterinario per l’annuale
richiamo.
Poco tempo dopo la somministrazione l’animale sviluppa
epilessia, o artrite, o problemi comportamentali, o malattie
della tiroide, o diabete, o disturbi cutanei, o allergie. O
collasso cardiaco, o danni al fegato o ai reni, o paralisi
degli arti posteriori, o colite, o persino cancro, leucemia
o qualche altra malattia immuno-mediata potenzialmente
mortale.
Solitamente né il possessore né il veterinario sospettano un
collegamento. Se tuttavia il possessore è stato
particolarmente vicino al proprio animale, comincerà a fare
domande. In qualche rara occasione il possessore non lascerà
cadere la questione ed inizierà a cercare una risposta lla
seguente domanda:
”Per quale motivo il mio animale è morto
?”.
Quindi scoprirà che un vaccino è certamente in grado di
indurre una qualsiasi delle suddette malattie e, con orrore,
che in realtà non vi era alcuna necessità di
somministrazione al proprio animale l’annuale richiamo.
La
migliore eventualità è che i singoli possessori di animale,
uno dopo l’altro, cambino lentamente il loro atteggiamento
riguardo i vaccini.
Il sistema di convinzioni su cui si basa il modello medico
convenzionale è talmente erroneo, corrotto e pericoloso che
semplicemente non potete permettervi di affidare ad esso i
vostri bambini o i vostri animali.
Indubbiamente nel nostro modello medico vi è anche molto di
buono. Tuttavia anche medici e veterinari entreranno in
sintonia con la verità di quanto affermo, per quanto ciò li
faccia infuriare o sentire a disagio. Recenti studi indicano
che ogni anno, nel Regno Unito, a causa dei farmaci
prescritti dai medici muore un numero di persone tre volte
superiore a quello degli incidenti stradali.
Medici e
veterinari non hanno il tempo di esaminare tutti gli effetti
collaterali di ciascun farmaco.
È ormai accettato che farmaci come il Vioxx e il Co-Proxamol
nella farmacologia umana, e il Rimadyl e il Deramaxx in
quella canina, hanno come potenziale effetto collaterale la
morte, e tutto questo soltanto dopo che i farmaci hanno
passato tutti i requisiti di sicurezza e di autorizzazione e
dopo che decine di migliaia di soggetti sono morti.
Troppo di frequente, comunque, i possessori di animali sono
indotti a svolgere ricerche dopo che i loro beniamini sono
morti.
Il mio scopo e quello della CHC, è quello di dare
informazioni prima che la tragedia si consumi. Posso dirvi
che gli animali sono stati implicati nell’evoluzione umana
sin dalla notte dei tempi e che continueranno ad essere
sacrificati sull’altare della scienza sino a quando noi
esseri umani non lo capiremo. In verità, se solo ci
rendessimo conto della reale portata dell’amore espresso
dagli animali nei nostri confronti, ci inchineremmo grati al
loro cospetto e nessuno sforzo per la loro salvaguardia
sarebbe eccessivo.
Un team della School of Veterinary Medicine della Purdue
University ha condotto svariati studi onde stabilire se i
vaccini possono determinare cambiamenti nel sistema
immunitario dei cani, tali da provocare malattie
immuno-mediate potenzialmente letali.
I riscontri sono stati trovati. I cani vaccinati,
diversamente da quelli non vaccinati, dello studio della
Purdue hanno sviluppato anticorpi per molti dei propri
elementi biochimici, fra cui fibronectina, laminina, DNA,
albumina, citocromo C, cardiolipina e collagene.
Questo
significa che i cani vaccinati, diversamente da quelli non
vaccinati, stavano attaccando la propria fibronectina, la
quale è implicata nella riparazione dei tessuti, nella
crescita e moltiplicazione cellulare e nella
differenziazione fra organi e tessuti di un organismo
vivente. I cani vaccinati dello studio Purdue hanno
sviluppato anticorpi anche per la laminina, implicata in
molte attività cellulari fra cui adesione, diffusione,
differenziazione, proliferazione e movimento delle cellule.
I vaccini quindi sembrano in grado di eliminare la naturale
intelligenza delle cellule.
Gli studi della Purdue hanno
inoltre rilevato che i cani vaccinati sviluppavano anticorpi
per il proprio collagene.
Circa un quarto di tutte le
proteine dell’organismo sono collagene. Il collagene
provvede alla struttura del nostro organismo, proteggendo e
sostenendo i tessuti più morbidi e connettendoli allo
scheletro. Aspetto forse ancora più inquietante, gli studi
della Purdue hanno rilevato che i cani vaccinati avevano
sviluppato anticorpi per il proprio DNA. Il campanello
d’allarme è forse suonato ?
La comunità scientifica ha richiesto la sospensione del
programma di vaccinazione? No. Al contrario, hanno allargato
le braccia, dicendo che sono necessarie ulteriori ricerche
per verificare se i vaccini possano o meno determinare danni
genetici.
Più o meno nello stesso periodo, la Vaccine-Associated
Feline Sarcoma Task Force della American Veterinari
Association (AVMA) ha avviato vari studi per scoprire il
motivo per cui ogni anno negli USA 160.000 gatti sviluppano
cancro terminale in corrispondenza dei punti di
somministrazione dei vaccini.
Il fatto che i gatti possano contrarre cancro indotto dai
vaccini è stato riconosciuto da enti veterinari di tutto il
mondo, e persino il governo britannico lo ha attestato
tramite il proprio Gruppo di Lavoro, incaricato del compito
di indagare sui vaccini canini e felini in seguito alle
pressioni esercitate dalla CHC.
Nell’agosto del 2003 il Journal of Veterinari Medicine ha
condotto uno studio italiano, che ha indicato che anche i
cani sviluppano cancri nei punti di somministrazione.
Sappiamo già cheil cancro del tipo appena descritto è anche
una possibile conseguenza dei vaccini umani, poiché si
diceva che il vaccino antipolio Salk inglobasse un
retrovirus delle scimmie che produce cancro ereditario; il
retrovirus delle scimmie SV40 continua a spuntare nei punti
di somministrazione umani. Inoltre è un dato accertato che i
vaccini possono provocare una malattia ad azione rapida,
solitamente letale, denominata anemia emolitica autoimmune (AIHA).
Comunque sia, nessuno avverte i possessori di animali prima
che questi ultimi vengano sottoposti a richiami non
necessari e ben pochi dei suddetti possessori vengono
informati sul motivo per il quale i loro beniamini sono
morti di AIHA.
Nel 2000, i riscontri del CHC sono stati confermati da
ricerche indicanti che la poliartrite ed altre malattie
quali la amiloidosi, che colpisce gli organi dei cani, erano
legate al vaccino combinato somministrato ai cani.
Nonostante la scarsità di finanziamenti da parte
dell’industria dei vaccini, esiste una voluminosa mole di
ricerche a conferma del fatto che i vaccini possono
provocare un’ampia gamma di danni al cervello ed al sistema
nervoso centrale.
Abbiamo inoltre riscontrato che nel 72,5% di casi in cui i
cani venivano considerati dai possessori nervosi e di
temperamento preoccupante, gli animali manifestavano per la
prima volta tali caratteristiche entro tre mesi del periodo
post-vaccinazione.
Anche il mal funzionamento di un organo è
sospetto quando si verifica a breve distanza da una
vaccinazione.
Il Dr. Larry Glickman, direttore della ricerca della Purdue
sostiene che i loro studi indicano che in seguito alle
vaccinazioni di routine si presenta un significativo aumento
del livello di anticorpi prodotti dai cani contro i loro
stessi tessuti e che le manifestazioni cliniche sarebbero
più pronunciate in cani che presentano una predisposizione
genetica, anche se, in linea generale i riscontri dovrebbero
essere applicabili a tutti i cani, indipendentemente dalla
razza.
Il termine “allergia” è
sinonimo di “sensibilità” e “infiammazione”;
di diritto dovrebbe esserlo anche del termine “vaccinazione”.
Questo è quanto fanno i vaccini:
sensibilizzano (rendono allergico) un individuo nel corso del processo
volto a costringerlo a sviluppare anticorpi (NdR: e cio' non
avviene sempre) per tentare di contrastare la minaccia di
una malattia.
I vaccini gettano molti soggetti in uno stato allergico e,
ancora una volta, si tratta di un disordine che varia da
forme lievi sino a forme improvvisamente letali.
Sotto il profilo genetico alcuni individui non sono
predisposti a tollerare i vaccini. Costoro sono le persone
(anche gli animali sono “persone”) che hanno ereditato delle
cellule B e T malfunzionanti. Le cellule B e T sono
componenti interne al
sistema
immunitario che identificano invasori esterni e li
distruggono, preservandoli nella memoria in modo che non
possano causare danni in futuro. Tuttavia, quando è
implicata una reazione infiammatoria, il
sistema
immunitario reagisce in modo eccessivo e provoca
effetti indesiderati quali allergie ed altri disturbi
infiammatori. Il
sistema immunitario di queste persone semplicemente non è
abbastanza capace di garantire una reazione salutare
all’assalto virale da parte di
vaccini con
virus modificati.
Gary Smith stava apprendendo dati sull’infiammazione nel
contesto dei suoi studi, quando è incappato in una teoria
talmente straordinaria da poter presentare implicazioni per
la cura di quasi ogni malattia infiammatoria, fra cui morbo
di Alzheimer, morbo di Parkinson, artrite reumatoide e
persino HIV ed AIDS.
Per la sottoscritta, questa teoria spiega il motivo per cui
il processo della vaccinazione è interamente discutibile.
Gary mette in discussione il sapere acquisito secondo cui
quando un individuo si ammala l’infiammazione che si
presenta attorno all’area infiammata contribuisce alla
guarigione. Sostiene che, in realtà, l’infiammazione
impedisce all’organismo di riconoscere una sostanza estranea
e, di conseguenza, funge da nascondiglio per gli agenti
invasori.
Se Gary ha ragione, il processo infiammatorio così
comunemente stimolato dal vaccino
non è, come si è presunto sinora, un sintomo
necessariamente positivo. Al contrario, potrebbe essere un
sintomo del fatto che il componente virale o batterico,
oppure il coadiuvante (che, contenendo proteine estranee,
viene interpretato dal sistema immunitario come un invasore)
presente nel vaccino sta prevalendo nascondendosi. Se Gary è
nel giusto nella sua convinzione che la risposta
infiammatoria non è protettiva, bensì un sintomo che
l’invasione si sta verificando di nascosto, allora i
vaccini non sono certo gli
"amici" che pensavamo.
Sono invece assassini sotto
copertura che lavorano per il nemico, mentre
medici e
veterinari stanno
inconsapevolmente agendo come collaborazionisti; ancor
peggio, non possessori di animali e genitori di fatto
paghiamo costoro per tradire inconsapevolmente i nostri
cari.
I sistemi immunitari di cani e gatti raggiungono la piana
maturazione intorno ai sei mesi di età. Se un vaccino con
virus modificati viene somministrato dopo i sei mesi di età
esso produce immunità, il che è un bene per la vita
dell’animale.
Se un altro vaccino MLV viene somministrato un
anno più tardi, gli anticorpi del primo vaccino
neutralizzano gli antigeni del secondo e si determina un
effetto nullo o assai ridotto.
In termini meno tecnici, le scuole veterinarie degli USA e
la American Veterinary Medical Association hanno esaminato
alcuni studi che indicavano quanto a lungo durassero i
vaccini, quindi hanno tratto la conclusione ed annunciato
che la vaccinazione annuale non è necessaria. Hanno inoltre
riconosciuto che i vaccini non sono
esenti da nocività.
Migliaia di persone amanti degli animali hanno sentito
quello che diciamo. In tutto il mondo i membri del CHC
utilizzano alimenti naturali come massima prevenzione
naturale delle malattie, evitando di alimentare i propri
animali con cibi in scatola e riducendo al minimo il rischio
dei vaccini. Alcuni di noi, compresa la sottoscritta,
hanno scelto di non vaccinare affatto i propri animali;
la nostra ricompensa è avere cani
in buona saluta e dalla vita lunga.
By Catherine O’Driscoll – Tratto da: Nexus - Numero 61 -
Aprile Maggio 2006
vedi:
Bibliografia
Danni dei vaccini +
Bibliografia danni
2 +
1.000 studi sui Danni dei Vaccini
+ Big
Pharma
Commento NdR: questi
studi dimostrano e confermano cio' che insegniamo da decenni e
cioe' che i
Vaccini producono nei soggetti sottoposti a
quelle infauste pratiche in-sanitarie, spacciate per
tecniche preventive,
intossicazioni,
infiammazioni e
contaminazioni da
virus e/o batteri
pericolosi che nel tempo
possono
produrre malattie
le piu' disparate, per via della
Malnutrizione
con perdita di fattori vitali essenziali alla vita sana,
alterazione e perdita di:
pH
digestivo,
sistema enzimatico,
flora
batterica autoctona,
vitamine,
minerali,
proteine vitali),
oltre alle mutazioni
genetiche occulte,
immunodepressioni
ecc.
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vedi
anche
Dati ISTAT sui Vaccini +
Malattie e Vaccini
+ Contenuto
dei vaccini
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