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E’
evidente che al giorno di oggi è messa in forte
discussione la funzionalità della Sanità, la sua
ideologia, il suo monopolio, la pretesa
infallibilità, le sue regole e per l’operatore
sanitario, il “modo” moderno di fare il
medico, che ha prodotto la perdita dell’Arte
medica, divenendo un semplice rappresentate delle
case farmaceutiche.
Un'ex
direttore dell’OMS, Hiroshi Nakajima, ha detto
che l’Etica
Medica dovrebbe divenire una disciplina
obbligatoria in tutte le facoltà di medicina e
che i medici dovrebbero continuare a studiarla
anche dopo la laurea.
Questa “nuova” materia
aumenterebbe la sensibilità dei medici
rispetto alle decisioni che devono adottare
nell’esercizio della loro professione e porterà
sicuramente ad un gran risparmio di denaro
pubblico, ottenuto attraverso l’eliminazione
degli sprechi e dei tanti disservizi di cui
si occupano così spesso la cronaca e la
magistratura.
Ma la mancanza più
grave anzi gravissima, è che il moderno medico
NON conosce tutte le tecniche
sanitarie possibili, anche quelle delle
Medicine Biologico Naturali, non è quindi in
grado di ottemperare nei confronti dei suoi
pazienti il Vero “consenso informato”, che
oltre ad essere sancito dal codice deontologico è
divenuto in Italia, obbligatorio per legge.
La richiesta di accertamenti diagnostici inutili
o non adatti allo scopo, sono all’ordine del
giorno da parte dell'attuale classe medica, che
non conosce tutte le tecniche diagnostiche e
terapeutiche possibili, tecniche che possono
evitare non pochi sprechi di denaro in stupidi
ed inutili esami di laboratorio, magari anche
invasivi o dannosi ed alle volte ripetuti senza
utilità. Occorre che il medico che prescrive
esami inutili, sia responsabilizzato e multato e
la multa deve essere proporzionale non solo
all’entità dell’errore, ma anche alla frequenza
con la quale il medico sbaglia nel prescrivere
quegli esami.
Anche nel campo sanitario e sopra tutto in
quello medico deve essere resa obbligatoria la “Certificazione
di Qualità”.
Inoltre
pensiamo sia estremamente utile che ogni medico in
futuro sia obbligato a farsi rilasciare dai propri
pazienti, un attestato di guarigione, per mezzo
del quale egli otterrà dei "punteggi"
utili alla sua carriera professionale; ovviamente
il paziente dovrà compilare bene, onestamente ed
accuratamente questo attestato, in modo da fornire
indicazioni sull’Etica, professionalità e sopra
tutto sul risultato (guarigione o meno) della
prestazione e della profilassi ricevuta dal
medico; quindi la remunerazione dello stesso dovrà
avvenire in base ai risultati ottenuti evidenziati
dagli attestati di guarigione; se non otterrà un
certo punteggio minimo non potrà esercitare la
professione.
Solo
la vera professionalità, in tutti i campi, deve
essere promossa, l’inabilità e la scarsa
professionalità deve essere bloccata a tutti i
livelli ed in tutti i mestieri.
Ma
il nostro intimo pensiero è che per amministrare
la nostra salute e cioè i nostri soldi, NON
occorre il Ministero della Sanità (Governo), né
le società sanitarie od assicurative private, ma
noi dobbiamo tutelare la nostra salute da soli,
mediante la prevenzione e le auto cure, salvo per
i casi di traumi da incidenti, nei quali l’opera
degli specialisti (chirurgo, ortopedico ecc.) sono
necessarie; gli ospedali diverranno quindi solo
centri di pronto soccorso ed al limite di
informazione alla Salute.
A
questo livello elevato di civiltà ci si può
arrivare solo per gradi e negli anni futuri, purché
si parta OGGI per informare la popolazione sulle
verità della Salute e la necessità educativa
della malattia, ma evidentemente se ciò non
avviene è perché gli interessi a mantenere la
popolazione nell’ignoranza è così grande da
impedire qualsiasi forma di evoluzione della
pratica sanitaria.
Fatte
queste debite considerazioni e tenendo conto anche
delle direttive della CEE, suggeriamo ai politici
Italiani, questo tipo di Riforma della Sanità:
Il
Territorio
(Questo
paragrafo è stato preparato in collaborazione con
un tecnico/medico che si occupa di queste
problematiche)
1)
Premessa fondamentale è che il cittadino debba
essere messo in grado di tutelarsi per mezzo
dell’informazione sulla sua Salute e garantito
nel poter liberamente scegliere a chi rivolgersi
per questa tutela ed a quale tipo di prevenzione,
diagnostica, forma di riabilitazione, terapia,
profilassi, utilizzare.
Lo
Stato si deve incaricare di effettuare finalmente
la Tutela del cittadino (ordinata dall’art. 32
della Costituzione e da sempre disatteso)
informandolo fin dall’infanzia per mezzo della
scuola, di tutte le tecniche sanitarie possibili,
quindi anche quelle delle Medicine Biologico
Naturali.
Che
la Medicina deve assolutamente divenire BIOLOGICA
e non tossica. Qualsiasi prodotto utilizzabile in
materia sanitaria NON deve assolutamente essere
tossico, cioè contenere un qualsiasi prodotto
pericoloso.
Ogni
cittadino deve avere obbligatoriamente
un'assicurazione (privata o pubblica) che lo
garantisca e garantisca coloro che effettuano le
prestazioni, almeno per quelle di urgenza e di
assoluta necessità.
Oltre
alla garanzia della tutela della sua salute deve
essere comunque salvaguardato il diritto ad
ammalarsi.
Ogni
cittadino deve essere coperto almeno per la
medicina di base, l’ospedale e gli interventi
chirurgici.
In
nessun caso il costo del servizio assicurativo
privato può sorpassare quello del servizio
pubblico e quest’ultimo deve essere ad un costo
concorrenziale di mercato.
Il
cittadino deve poter partecipare al controllo ed
alla gestione del servizio pubblico e privato; i
costi dei ricoveri ospedalieri devono avere
tariffe concordate e controllate.
La
copertura del servizio sanitario deve valere per
tutta la VITA (dalla nascita alla morte) e non può
essere in nessun caso disdettata dall’Ente che
presta il servizio di copertura.
Il
costo del servizio sanitario deve prevedere sconti
(bonus) per colui che durante il periodo
assicurato non utilizza tale servizio ed aggravato
invece, per colui che lo utilizza di frequente
(come per le Assicurazioni auto), a seconda del
tipo di malattia. Particolari bonus di sconto,
potranno essere concordati dall’utente con
l’ente assicuratore, in funzione della sua
personale conoscenza, pratica sanitaria e stato di
salute.
Vi
devono essere varie forme di copertura
assicurativa a scelta del cittadino.
2)
Deve essere nettamente distinto il “sociale”
dal “sanitario”, dove per sanitario si intende
tutto quanto attiene la diagnosi e la cura della
malattia; per sociale tutto quanto attiene la
prevenzione (educazione alla Salute e quella
Sanitaria).
Questa
distinzione è necessaria in quanto solo al suo
seguito può essere definito il compito della
pubblica amministrazione nella gestione delle
parti comuni della sanità.
Si
tratta quindi della premessa che permette di
definire quali sono i compiti e gli obblighi della
medicina pubblica e quali possono essere gli spazi
della medicina privata.
L’operatore
sanitario deve obbligatoriamente essere rieducato
su: Etica medica, ogni tipo di possibile tecnica
preventiva, diagnostica, profilassi, terapia,
forme di riabilitazione, quindi anche su tutte le
Medicine Naturali, attraverso Università,
Istituti, Scuole, private o pubbliche.
A
tale scopo il settore Educazione del Min. Pubblica
Istruzione, deve far effettuare nelle scuole fino
all’Università, l’insegnamento Olistico di
tutte le medicine possibili, utilizzando il
personale (insegnanti) già formatisi con le
strutture educative nazionali od estere.
Tutti
i cittadini dovranno essere informati in materia
di Salute e Sanità in modo da conoscere tutte le
tecniche sanitarie possibili, per essere e
divenire il più possibile autosufficienti.
Ogni
cittadino deve avere una propria tessera magnetica
sanitaria, che contenga ogni suo atto sanitario e
tutti gli studi obbligatori effettuati in materia
di sanità.
Ogni
tecnica sanitaria possibile dovrà
obbligatoriamente essere conosciuta dai medici
(sopra tutto quelli di base) e praticata
all’occorrenza o se richiesta dal paziente in
tutti gli ospedali, cliniche, statali o private.
3)
Ogni forma di medicina pubblica deve essere
gestita con contratti per gli operatori sanitari
di tipo privatistico, sia che l’attività sia
esplicata “intra ospedaliera” oppure sul
territorio.
Il
rapporto con gli operatori qualificati del settore
(operatori sanitari di tutti i tipi, medicina
Olistica, Completa) deve prevedere differenti
retribuzioni anche in considerazione del tipo di
spese che devono essere sostenute.
Ad
esempio: il maggior costo degli affitti, le
maggiori spese di riscaldamento e i diversi
coefficienti fiscali per il Nord rispetto al
Centro ed al Sud Italia, comportano maggiori costi
di gestione della professione; infatti la sanità
deve essere organizzata su base Regionale,
lasciando solo il coordinamento delle informazioni
regionali (ricerca in: epidemiologia, effetti
collaterali dei farmaci, nuovi medicinali
(omeopatici, ayurvedici, ecc., integratori
biologici, ecc.) ed a livello nazionale, per mezzo
di un apposito ufficio coordinatore.
4)
L’operatore sanitario potrà stabilire rapporti
contrattuali con enti pubblici e privati fino ad
un massimo di 38 ore settimanali.
Il
rapporto unico con il servizio pubblico porta oggi
la medicina a strutturarsi in settori
rigorosamente chiusi con l’impossibilità di
interscambio e di conseguenza ad un impoverimento
culturale di tutta la categoria, che perde di
competitività di fronte alle medicine estere.
Alcuni
specialisti dal rapporto unico, vengono di fatto
oggi impediti a svolgere il proprio lavoro,
esempio: il chirurgo del territorio, che non può
operare se non in casa di cura il proprio malato,
perché non ha accesso all’ospedale pubblico.
L’istituzione
del rapporto unico, ha costi di realizzazione
(circa 1200 miliardi) che oggi sono superiori alla
capacità di assorbimento del sistema. Si tratta
dunque di una operazione antieconomica e
completamente svantaggiosa che non migliora nessun
livello della medicina pubblica, ma crea problemi
ai cittadini (5 milioni hanno recentemente
cambiato medico).
5)
La sanità suddivisa per Regioni, con autonomia
impositiva locale è necessaria, per poter
impostare un sistema sanitario regionale equo e
che sia utile al cittadino.
Un
fondo di solidarietà può essere destinato dalle
varie regioni allo Stato per la gestione delle
linee guida nazionali. Tutti gli oneri del
cittadino versati per l’Assicurazione Contro la
Malattia (ACM) e non Tassa sulla Salute, (che deve
essere abolita) sia nella scelta del pubblico che
del privato, devono essere deducibili
dall’imponibile. I fondi per la medicina sociale
devono essere forniti da altri capitoli di entrate
(esempio: tassa dello 0,X % sull’imponibile).
6)
E’ medicina sociale: la prevenzione
(l’educazione alla salute e l’informazione
sanitaria); vaccinazioni facoltative secondo il
principio della libertà totale di scelta
preventiva e terapeutica, la medicina
d’ambiente, la tutela degli anziani, la tutela
dei poveri; la tutela dell’urgenza e
dell’emergenza sanitaria, la rianimazione, a
tutela di chi è affetto da alcune patologie
particolarmente gravi e invalidanti e la
riabilitazione.
La
medicina sociale è gestita dalla regione che si
può avvalere anche di convenzioni con le varie
Associazioni dei medici (Medicina generale,
Chirurgia, Odontoiatria, Omeopatia, Medicine
Biologiche Naturali, Olistiche ecc.) o con
privati.
L’Ordine
dei medici va` abolito o NON deve essere l’unico
organo che abilita o meno all’esercizio della
professione medica, ma vi debbono essere apposite
commissioni miste (cittadini e tecnici) che
vagliano l’abilità (in funzione degli attestati
di guarigione ottenuti dai pazienti, dai singoli
medici) e la conoscenza/pratica dagli stessi, di
tutte le possibili tecniche sanitarie possibili,
secondo le modalità della Certificazione di
Qualità.
La
medicina sociale non deve in alcun modo prevedere
forme di assistenzialismo come il “tutto gratis
a tutti”, salvo nel caso della medicina
d'urgenza, in quel caso il fondo di solidarietà
si farà carico della spesa, salvo il fatto di
rivalersi sul cittadino che per comportamenti non
etici, ha danneggiato se stesso e fin qui poco
male, ma ha comunque utilizzato una struttura
sociale che deve essere in quel caso risarcita in
denaro od in prestazioni di tempo da dedicare per
servizi sociali.
In
tutti i casi (medicina d'urgenza e quella per i
non abbienti), per la giusta responsabilizzazione
del cittadino utilizzatore, si deve prevedere
comunque una compartecipazione alla spesa
sostenuta dalla struttura che ha effettuato la
prestazione; per la parte di competenza dello
stato si otterrà il finanziamento con un'apposita
tassa (minima) su tutti i farmaci, medicinali ed
ospedalizzazioni.
7)
La medicina individuale si realizza in tre momenti
differenti e inter connessi fra loro: la medicina
generale, la medicina specialistica, anche
Alternativa, la medicina ospedaliera e la
riabilitativa
8)
La medicina generale deve essere considerata il
perno sulla quale ruota tutto l’asse sanitario,
essa può prevedere due tipi di operatori
sanitari: quelli convenzionati e quelli non
convenzionati.
a)
Quelli convenzionati sono gli operatori che
intrattengono un rapporto con il sistema pubblico
assistendo i cittadini poveri (elenchi forniti dai
comuni, che provvedono anche alla corresponsione
del compenso degli operatori sanitari preposti,
con tariffe concordate e denaro prelevato dal
fondo di solidarietà del comune stesso) ed a
tariffe concordate i cittadini non poveri (vedi
punto 8/b). Il cittadino provvede alla
corresponsione dell’onorario prestabilito
all’operatore sanitario e con la fattura
dell’operatore chiede il rimborso a chi tutela
la sua salute (servizio pubblico, assicurazione,
mutua) che rimborsa il 70% dell’onorario
restando a carico del cittadino il 30%.
Il
cittadino non compreso negli elenchi forniti dai
comuni, è libero di scegliere qualunque medico di
sua fiducia.
Tutti
i cittadini non abbienti (poveri) devono anche
essere seguiti da operatori specializzati
(privati, pagati dai comuni), per consulenze
professionali ed atte a riordinare, insegnare
lavori utili al sociale, in modo che questi
cittadini possano operare per il bene comune,
rendendo quindi in prestazioni lavorative (se sono
in grado di farlo) l’assistenza sanitaria
ottenuta.
b)
Quelli non convenzionati sono quelli che applicano
tariffe libere. Il cittadino che si avvale delle
prestazioni di uno di questi operatori otterrà il
rimborso della spesa sostenuta nella misura pari
al 70% rispetto a quella prevista per le
prestazioni convenzionate.
c)
La convenzione può essere richiesta da qualunque
operatore sanitario con le qualifiche ed i
punteggi adatti.
d)
Non devono essere previsti massimali o rapporti
ottimali che snaturino il rapporto operatore
sanitario e paziente. L’operatore che assiste i
cittadini degli elenchi comunali, deve essere
remunerato con un minimo concordato e con quote
proporzionali al numero di assistiti in carico
(occorre trovare tipo di gestione e controllo).
9)
L’accesso convenzionato allo specialista è
richiesto solo dall’operatore sanitario curante,
egli deve relazionare lo specialista sullo stato
del paziente e lo specialista è tenuto a
relazionare il curante del proprio operato e
quest’ultimo deve informare il paziente.
Il
cittadino ha diritto di libera scelta dello
specialista di fiducia, del tipo di terapia,
riabilitazione, profilassi.
La
medicina specialistica prevede due livelli: a - b
a)
gli specialisti convenzionati che sono tenuti ad
applicare delle tariffe concordate con
l’organizzatore del servizio e rilasciano
ricevuta della loro prestazione per
l’ottenimento del rimborso che analogamente alle
prestazioni di medicina generale sarà pari al 70%
della spesa sostenuta (gratuita per i non abbienti
con pagamento delle prestazioni da parte dei
comuni e con il rimborso da parte del paziente, in
prestazioni di lavoro sociale se in grado di
farlo).
b)
gli specialisti non convenzionati che applicano
tariffe libere e per le cui notule il cittadino
otterrà un rimborso pari al 70% delle tariffe
convenzionate di quanto previsto per la medicina
specialista convenzionata.
c)
la convenzione può essere richiesta da qualunque
specialista e solo per la branca per la quale è
fornito di diploma di specialità.
L’operatore
generico e specialista può operare in entrambe le
mansioni anche se vi sono più specializzazioni.
10)
L’ospedale, pubblico o privato, aperto a tutti i
tipi di medicine (Biologico Naturale, Allopatica,
Omeopatica, Auyrvedica, ecc.), ha come finalità
la cura di quelle patologie che non possono essere
trattate domiciliarmente.
Ogni
ospedale è un Ente Autonomo che deve vivere con
il frutto delle proprie prestazioni senza fini di
lucro; le degenze dei cittadini sono pagate dagli
enti assicuratori che assistono o tutelano i
cittadini stessi; sono ammesse convenzioni.
L’operatore
sanitario che opera nell’ospedale, oltre il
proprio orario di lavoro concordato (tempo pieno o
definito) è libero di operare nel servizio extra
ospedaliero.
I
rapporti fra operatori sanitari del territorio e
quelli ospedalieri devono essere improntati alla
massima collaborazione nell’interesse del
paziente.
La
regione con i comitati dei cittadini si riservano
il controllo della gestione sia amministrativa che
sanitaria di ogni ospedale convenzionato e
verificano che tutti gli ospedali siano in
possesso dei requisiti richiesti per il buon
funzionamento
11)
Le ASL devono essere trasformate in strutture
amministrative (tipo srl, spa) per la gestione
della medicina pubblica e della medicina sociale.
In
un sistema sanitario misto (che in più stimola la
competitività), la funzione oltre che di
coordinamento e di indirizzo dei vari servizi è
quella di essere esecutrici delle delibere
sanitarie della Regione e del Distretto sanitario.
Le ASL, che presumibilmente dovranno farsi carico
di un numero ridotto di cittadini per la scelta di
buona parte della popolazione di forme
assicurative private, devono essere ridotte
drasticamente di numero: non più di una per
provincia (per poter ridurre il numero dei
burocrati).
I
direttori sia sanitari che amministrativi delle
ASL saranno nominati dalle regioni, sentiti gli
albi professionali, ma in base alla loro sicura ed
accertata professionalità, confermata per
iscritto dai loro pazienti, con apposito
documento.
Le
ASL saranno in questo modo più rivolte al
controllo, alle proposte, alle soluzioni, dei
problemi ambientali, di lavoro, rifiuti,
assistenza anziani, ecc.
12)
L’assistenza farmaceutica è assimilata
all’assistenza specialistica. La regione
individua qualsiasi tipo di medicinale essenziale,
concedibile ai cittadini, ai quali richiederà
comunque un concorso alla spesa, non inferiore al
30%.
Tutti
gli altri prodotti, integratori, ecc., saranno a
carico dei cittadini. Vengono aboliti tutti i
ricettari pubblici e ogni operatore sanitario è
autorizzato alla prescrizione dei farmaci o
prodotti che ritiene secondo scienza e coscienza
idonei al trattamento del paziente.
Deve
essere impedita qualsiasi forma di pubblicità su
medicinali essenziali (allopatici e non).
13)
La Regione stipula convenzioni o assume degli
operatori sanitari occorrenti per il funzionamento
dei servizi (medicina scolastica, medicina del
lavoro, tutela dell’ambiente, per la
prevenzione; si dovrà coinvolgere anche il
Ministero della Pubblica Istruzione o
l’organismo che lo sostituirà ed obbligare le
TV, Radio, Giornali a fornire spazi in modo
gratuito, prima per il servizio sociale di
Educazione all’Etica ed alla Salute e poi per
quella Sanitaria.
14)
Occorre ricordare che lo Stato non DEVE assumersi
il mantenimento dell’assistenza sanitaria di
quei cittadini (anche i non abbienti, che hanno
l’assistenza sanitaria gratuita) che una volta
regolarmente istruiti sulle regole che mantengono
la perfetta Salute, continuano per loro stupidità
e di conseguenza per loro scelta, a trasgredire
quelle Leggi fondamentali per recuperare o
mantenere la Salute, pensando: tanto ci pensa lo
Stato !
Questi
dovrebbero essere obbligati totalmente a pagare le
loro cure e ad aiutare altri malati gratuitamente
per 1 mese, negli ospedali od in centri
appositamente costituiti ed attrezzati.
Ogni
trasgressione alle regole della Salute, NON deve
essere solo punitiva, perché ci pensa la malattia
stessa a punire, ma DEVE essere fonte di
Rieducazione della persona.
Questa
proposta di Legge dovrebbe essere immediatamente
varata, in uno Stato che si dice
Democratico, per il principio della massima libertà
di scelta e per ottenere una migliore
professionalità nei servizi Sanitari; ma noi
auspichiamo ciò che abbiamo detto all’inizio
del paragrafo, l’Auto sufficienza in materia di
Salute e malattia.
vedi CURE
NATURALI
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