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da il
Nuovo.it - Paese Italia / Fatti della vita del 6 marzo 2001 ore 17:00
"Per
quel vaccino ho perso due figli ed un terzo reso incapace all'
autosufficienza"
La
drammatica storia di Giorgio Tremante, due figli uccisi per la reazione al
vaccino per la polio,
il terzo che vive attaccato al respiratore artificiale.
"
Voglio che venga riconosciuta l'obiezione da vaccino in caso di
rischio".
By Barbara Acquaviti
È una storia reale di vita vissuta,
raccontata dal protagonista della vicenda, che ha lottato assieme alla sua
famiglia per un ventennio perché venisse alla luce la “verità” sulla
responsabilità diretta della vaccinazione per la polio Sabin, causa della
morte di due suoi figli e della malattia di Alberto.
Marco è deceduto all’età di sei anni; Andrea, il gemello monovulare di
Alberto, è deceduto a quattro anni e la stessa sorte era stata riservata
anche a lui. Alberto è sopravissuto, riportando gravissime lesioni, ma
sufficientemente “vivo” per essere “lui stesso” testimone vivente
della verità sulla vaccinazione per la polio: una verità mai accettata e
negata aprioristicamente.
Questo libro espone le sopraffazioni e gli inganni che il sistema sanitario
ha compiuto per mettere a tacere questa famiglia scomoda: nonostante ciò il
loro disperato grido di dolore ha già raggiunto tante persone, e oggi con
questo “libro-documento” si propongono di mettere in guardia quanti
ancora rischiano di ripetere ciò che a loro è già capitato.
I dolori che hanno
segnato la sua vita li senti riflessi nella voce. Mentre Giorgio
Tremante racconta, il
tono è sofferto ma anche battagliero. Perché Giorgio Tremante non ha mai
smesso di combattere contro l'obbligatorietà del vaccino, contro quello
per la polio Sabin che ha causato la morte di due suoi figli e che
ora costringe il terzo a vivere attaccato a un respiratore artificiale.
La
sua storia comincia nel 1971. Il primo figlio, Marco, aveva solo
sei anni quando morì.
Da allora Giorgio Tremante non ha smesso un solo
istante di lavorare per promuovere la nascita di una serie di
associazioni in Italia e di tentare di interloquire con le
istituzioni perché si ammettesse la connessione tra la vaccinazione e la
patologia che hanno ucciso i suoi ragazzi.
A distanza di cinque
anni da quel primo lutto, Giorgio Tremante è diventato padre di due
gemelli monovuli.
"La sofferenza per la perdita di Marco era ancora troppo grande. Ero
spaventato e non volevo che anche loro venissero vaccinati, ma fui
costretto. Subii pressioni di ogni genere dai servizi sanitari: richiami
verbali e scritti.
Alla fine mi convinsero e purtroppo i miei timori si
rivelarono fondati".
I due gemelli avevano
appena otto mesi. I sintomi della della malattia si mostrarono
immediatamente, e i piccoli peggiorarono progressivamente col passare
degli anni. "I bambini presentavano l'alvo giallo, non riuscivano
neanche a stare in piedi. A tratti, avevano tremore all'occhio, alle mani
e alle gambe e difficoltà a parlare".
Le diagnosi furono le
più disparate. Poi, la situazione precipitò. "I bambini avevano
quattro anni.
Era estate e i problemi da qualche tempo si erano moltiplicati, anche a
causa della disidratazione.
Ricordo, erano le 10, fui costretto a ricoverarne uno dei due. Chiesi con
fermezza di non somministrare farmaci immunodepressivi perché sapevo che
sarebbero stati pericolosi. Ma il mio appello fu inutile, dopo 5 ore il
primo dei due gemelli morì".
I problemi non erano
finiti, ma la battaglia di Giorgio Tremante neppure. Nell'83, il
secondo gemello venne ricoverato per l'ennesima volta a causa di
insufficienza respiratoria, per sottoporsi a un'operazione alla trachea.
"Rimase in ospedale per sei mesi, poi fu trasferito d'ufficio in
una altra struttura sanitaria.
E lì mi dissero che ormai mio figlio non aveva alcuna speranza di vivere.
Fu allora che decisi di portarmelo a casa per sottoporlo a una terapia immunostimolante.
I medici, però, me lo volevano impedire.
Si rivolsero addirittura al Tribunale
dei minori e mi fecero togliere la patria potestà. Fortunatamente riuscì
a far revocare quel provvedimento".
Ancora adesso, quel
ragazzo, che ora ha 25 anni, viene curato in casa sotto con una terapia
immunostimolante, sotto la personale responsabilità del padre. Perché
ancora adesso, il vaccino per la polio è obbligatorio. E questo nonostante una
legge del '92 abbia ammesso l'esistenza di danni provocati da vaccino.
"Ho cercato
sempre di porre il problema all'attenzione all'interesse delle
istituzioni. Anche l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini si
interessò alla mia vicenda, mettendomi a disposizione addirittura l'aereo
di Stato per far trasferire mio figlio a Napoli, dove il professo Giulio
Tarli pratica la terapia immunostimolante.
Nel '95 ho anche incontrato il ministro della Sanità, che ha
riconosciuto l'esistenza di questa malattia.
Il punto è che, malgrado ciò, il vaccino continua ancora a essere
obbligatorio indipendentemente dalle deficienze immunologiche del
singolo.
E' pazzesco. Già non
era accettabile che si morisse per encefalite post vaccinica negli anni
'80.
E' mai possibile che nel 2004 non sia cambiato niente ?"
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Maggiorenne
e vaccinato o diritto alla vita ?
Ricordiamo qui anche il libro scritto da
Giorgio Tremante, una drammatica
testimonianza contro l'obbligo di vaccinazione dei ragazzi imposto dal
sistema sanitario nazionale: Maggiorenne e vaccinato o diritto alla vita ?
200 pagine in cui l'autore racconta il dramma di una famiglia segnata
dalle conseguenze gravemente menomanti delle vaccinazioni antipolio cui
aveva sottoposto i suoi tre figli.
Giorgio ha
anche aperto un sito
www.tremante1.supereva.it (sito molto interessante sui
danni dei vaccini) da cui conduce la sua battaglia contro questo obbligo.
Lo abbiamo aperto:
Inizia con una frase rassicurante: Questo sito non intende terrorizzare le
persone sul tema vaccinale ma l'intento è quello di porsi delle domande
allo scopo di capire se noi genitori siamo sufficientemente informati di
ciò che può anche accadere ai nostri figli quando vengono sottoposti
alle pratiche vaccinali. Si può così iniziare a porsi delle domande
abbastanza banali...
Aprendo
però le pagine del sito non è possibile evitare di essere presi
dall'angoscia come davanti ad alcune foto tra cui quella di un bambino intubato. Sotto la didascalia: Accettereste che un vostro figlio venisse
ridotto in queste condizioni ? Più oltre l'appello del "Comitato per
la tutela dei diritti umani e civili di Alberto", un bambino
cancellato dalla vita dalle vaccinazioni: Nato sano come suo fratello
Marco e come il suo gemello Andrea.
Ridotto in queste condizioni per
nascondere la verità del danno prodotto dalla vaccinazione per la
polio Sabin perché non ci consigliarono alcun accertamento immunologico prima
di sottoporlo alla vaccinazione.
Ancora oggi questi casi possono ripetersi
poiché "ottusamente" la Legge Italiana impone l'obbligatorietà
delle vaccinazioni senza prevedere prima alcuna verifica al fine di
appurare se il soggetto da vaccinare potrà sopportare o meno l'effetto
prodotto dal vaccino !
Infine
un indirizzo che da solo vale mille spiegazioni:
Vittime dei vaccini, Via Danilo Preto 8, 37137 Verona Italia.
Chi avesse un figlio in età di vaccinazioni avrà un motivo in più per
visitare il sito ma una scorsa è consigliabile a tutti... tanto per
ricordarsi quanto la vita sia appesa ad un filo, proprio come ci aveva
indicato un certo Damocle già 2.500 anni fa !
Commento
(NdR): le
Multinazionali dei farmaci e dei
vaccini NON permettono che
queste porcherie vengano alla luce, in quanto essi traggono dei enormi
vantaggi economici in tutto il mondo, perche' vaccinando si crea e si
mantiene il mercato
dei malati....
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