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Sangue e
affari. Uno scandalo internazionale nell'industria
dei farmaci
http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?shop=948&c=QJVN1M6JS7OLR
Un'inchiesta che racconta come migliaia di
emofilici europei, tra i quali circa 250
pazienti italiani, infettati dai virus dell'Hcv
e dell'Hiv, stiano partecipando a un'azione
legale internazionale, sotto forma di citazione
in giudizio collettiva, in corso negli Stati
Uniti contro quattro case farmaceutiche
produttrici di emoderivati. Illustra quali
interessi abbiano spinto i quattro colossi a
produrre emoderivati contaminati, facendo
ricorso a donazioni a rischio in America e nel
Terzo Mondo, spiega come le stesse aziende
omisero di rivelare i pericoli derivanti
dall'uso dei loro prodotti e di effettuare i
trattamenti per la distruzione del virus e di
come continuarono a venderli all'estero, una
volta vietata la vendita negli USA.
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Il
Ministero della Salute Italiano non convince. Sul ruolo del
Governo rispetto al maxiprocesso per il sangue
infetto a Trento, l'Associazione Politrasfusi
Italiani si dice ancora insoddisfatta.
"Quanto dichiarato dall'Ufficio Stampa del
Ministero - dichiara Angelo Magrini - più che di
reale volontà sa tanto di rimedio "in
corner" per non creare un caso internazionale
e per non rovinare del tutto le relazioni con le
famiglie dei danneggiati: siamo pronti a
scommettere che senza la nostra accusa tutto
sarebbe rimasto come prima".
Ma non e' finita: per i dirigenti dell'API
"dalle dichiarazioni ministeriali appare un
atteggiamento di evidente estraneità alle carte
processuali: si parla della necessità di
"attenta valutazione della situazione
processuale e dei reali capi di imputazione",
tutti elementi che mezzo mondo conosce, pubblicati
15 mesi fa quando la Procura di Trento emise la
prima richiesta di rinvio a giudizio !".
L'API punta quindi il dito contro il Ministero
sostenendo, con un velo di amarezza, che di fronte
ad accuse di epidemia ed omicidio e in tragedie
nazionali come quella del sangue e dei farmaci
infetti, il ruolo istituzionale e sociale dello
Stato dovrebbe concretarsi in una adesione piena
ed incondizionata: ma sembra che questo momento
sia ancora di là da venire.
Tratto da: http://web.tiscalinet.it/nadir_ong
vedi:
Trasfusioni di sangue
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A
causa della trasfusione con sangue
infetto oltre
6000 persone in Italia hanno contratto malattie
gravissime
(Aids, epatiti, ecc.), sovente mortali.
Molti di essi
o i loro eredi hanno avviato cause nei confronti
dello Stato Italiano,
responsabile di
aver omesso
i necessari controlli per garantire la assoluta
purezza delle sacche di sangue utilizzate nelle
strutture ospedaliere. E’ inoltre
definitivamente accertato che in alcuni casi la
criminalità organizzata, non senza coperture
probabilmente “politiche”, ha
consapevolmente
rivenduto sacche dichiarate infette, ricavando
centinaia di milioni di euro sulle spalle degli
ammalati. In occasione dell’ultima finanziaria
del governo Prodi (Legge 244/2007) sono stato
tra i parlamentari che ha proposto ed appoggiato
lo stanziamento delle somme a favore dei
danneggiati da sangue infetto. La copertura era
stata trovata nell’aumento delle tasse sul
tabacco.
Lo Stato Italiano ha realmente incassato i 330
milioni di euro previsti ma pare non intenda
impegnarli entro il 31 dicembre 2008. Se così
fosse le somme non impegnate potrebbero essere
cancellate dal bilancio dello Stato, con
gravissime conseguenze per le oltre 6000
famiglie, che hanno sin qui sopportato
sofferenze indicibili insieme ai loro famigliari
direttamente danneggiati. La prossima settimana
presenterò una interpellanza urgente ai Ministri
della Salute e dell’Economia per chieder conto
di un simile inaccettabile comportamento, simile
a quello di un rapinatore e per di più aggravato
dalla debolezza dei soggetti derubati.
Tratto da. antonioborghesi.it
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Immagini del
dramma: un libro bianco per raccogliere e
denunciare alcune fra le tante disgrazie
nell'ambito dello scandalo del sangue infetto.
vedi:
Intossicazione
del sangue con proteine tossiche e micro cristalli
A scandalo si aggiunge scandalo: il
Ministero della Salute, pur
responsabile di quanto fatto e disfatto dai suoi funzionari, rimarrà
assente.
Eppure in Italia dal 1970 si sono contratte malattie, quali il virus
dell'HIV o dell'HCV, mortali o comunque gravemente invalidanti ad
esclusivo beneficio, secondo la Procura, delle speculazioni delle
case
farmaceutiche e di alti funzionari del Ministero della Salute (NdR:
che e' latitante nel perseguire i
danni dei
vaccini e quelli dei
farmaci....).
Eppure è accaduto a tutti coloro che sono stati contagiati da trasfusioni
di sangue e di emoderivati o vaccinazioni.
Come se non bastasse, oltre al danno del contagio, molte di queste persone
hanno avuto la beffa del rifiuto dell'indennizzo: prima nessuno li ha
informati dell’esistenza della legge; poi, fatta la domanda, a distanza
di anni gli interessati o i loro eredi, hanno saputo che era stata
respinta in quanto presentata fuori termine.
Un termine, quello di tre anni per l’HCV (epatite), palesemente troppo
breve, a fronte dei gravissimi danni, spesso letali, provocati dalla
malattia o ancora dalla possibilità che la persona ammalata non sappia
ancora, di averla contratta.
E allora sarebbe più consono indicare in almeno 10 anni, come peraltro già
previsto per la contrazione da HIV, il termine per la domanda.
Anche se giustizia sostanziale vorrebbe che fosse lasciata libertà al
cittadino malato o ai suoi parenti di decidere se e quando fare la
richiesta.
Invece così non è: si è preferito imporre perentori termini capestro e
poi, ingolfati gli uffici per scarsezza di personale e soprattutto
insensibilità delle istituzioni competenti, a tutti i livelli, lasciare
attendere per anni i richiedenti.
Associazione Politrasfusi Italiani
magrini@politrasfusi.it
- Maggiori informazioni
:
http:
//www.politrasfusi.it
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Sangue
infetto, udienza preliminare per 27 imputati
Sono
27 gli imputati coinvolti nell'udienza preliminare prevista per domattina
dal gup di Trento, Giorgio Flaim a conclusione dell'inchiesta della
procura su plasma ed emoderivati infetti. Sono accusati di epidemia
colposa.
Il 12 dicembre dello scorso anno Flaim aveva decretato la nullità di una
prima richiesta di rinvio a giudizio formulata dai pm Francantonio Granero
e Bruno Giardina per i 27 indagati.
Aveva così accolto le eccezioni presentate dagli avvocati Stile, Balducci
e Dinoia, che lamentavano di non aver avuto a disposizione tutta le
documentazione relativa ai capi di imputazione degli assistiti, in
particolare le cartelle cliniche delle persone infette. Di qui la
restituzione degli atti ai pubblici ministeri.
Sulla vicenda si era espresso anche il garante per la privacy, che aveva
contestato l'immissione in Internet di tutto l'elenco delle parti lese.
Per questo il Gup di Trento aveva deciso la notifica via Internet degli
atti a tutti gli interessati, ma senza la pubblicazione dell'elenco
completo delle parti lese. Fra queste infatti vi sono molte persone morte
in questi anni in seguito a infezione da Aids.
E' prevedibile che l'udienza di domani sarà caratterizzata dalla
presentazione da parte della difesa di una serie di eccezioni procedurali.
L' inchiesta sul sangue era partita cinque anni fa con un primo
megasequestro di sacche di sangue eseguito dalla guardia di finanza nelle
celle frigorifere dei magazzini generali di Padova.
Tra gli accusati dalla procura di Trento vi sono nomi eccellenti della
sanità italiana: da Guelfo e Paolo Marcucci, a capo di industrie
specializzate nella lavorazione di plasma e accusati anche di epidemia
dolosa; a Duilio Poggiolini, già direttore generale del servizio
farmaceutico, presidente della commissione trasfusione sangue e componente
del Consiglio superiore di sanità; a tecnici del Gruppo Marcucci; ai
responsabili della società Copla specializzata nel trasporto di plasma in
Italia; ad alcuni sanitari di centri trasfusionali, accusati di aver
fornito bleending list in bianco o parzialmente in bianco per consentire
l'ingresso nel mercato del sangue italiano di sacche di plasma non
testate.
Di qui l'accusa di epidemia colposa, per casi di contagio registrati tra
l'86 e il '97, avanzata dai magistrati trentini in un dossier di 400
pagine, affiancato da una volume di quasi 300 pagine costituito
dall'indice degli atti. Atti che occupano uno scaffale lungo 180 metri e che ora sono stati
trasferiti su Cd.
Proprio la mole delle fonti di prova era stata alla base della richiesta
di eccezione della difesa.
La richiesta di rinvio a giudizio
costituisce uno stralcio della corposa
inchiesta condotta per cinque anni dai
magistrati trentini e che avrebbe portato ad
ipotizzare analoghe responsabilità anche da
parte di multinazionali americane, svizzere
e austriache, tutte operanti sul mercato
italiano degli emoderivati, controllato dal
Gruppo Marcucci per
circa il 40%.
(By ediz. Red)
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Sangue infetto un'epidemia di cause
(Italia, 2006)
Migliaia di nuove azioni legali stanno
travolgendo le corti civili.
Promosse da persone infettate con
trasfusioni ed emoderivati che hanno
scoperto di essere malate solo negli ultimi
anni. E la legge dà loro ragione.
Un'epidemia di cause si sta diffondendo nei
tribunali civili italiani.
Sono migliaia le richieste di risarcimento
danni avanzate da persone contagiate con
sangue infetto. Il numero più consistente
riguarda la seconda sezione del tribunale di
Roma, in un certo senso specializzata in
questa materia, che negli ultimi sei anni ha
emesso circa 200 sentenze, mentre altre 150
sono nella fase istruttoria.
Domande di risarcimento presentate tra il
2002 e il 2006 («fresche», per dirla con le
parole di un magistrato), anche al tribunale
di Milano, dove la seconda sezione civile,
alla quale affluiscono le cause contro il
ministero della Salute, è alle prese con
procedimenti intentati da uomini e donne che
alla fine degli anni Ottanta hanno contratto
il virus dell'aids o si sono ammalati di
epatite B e C in seguito a una trasfusione o
all'assunzione di emoderivati.
Secondo le stime di Angelo Magrini,
presidente dell'Associazione politrasfusi
italiani, «ammontano a 3.028 i cittadini che
hanno fatto causa per danno biologico.
Che cosa è successo ? Perché si torna a
parlare di sangue infetto a distanza di 22
anni dallo scandalo che costò l'accusa di
epidemia colposa (e dolosa) a 27 persone, in
mezzo alle quali anche Duilio Poggiolini,
all'epoca direttore del Servizio
farmaceutico e presidente della commissione
trasfusione sangue ?
Il fatto è che, seppure con grave ritardo,
la giustizia italiana da qualche tempo ha
cominciato a dare ragione a quanti,
emofilici e non, hanno scoperto di essere
stati trattati con prodotti positivi al
virus dell'hiv e delle epatiti, specie
quella C.
«I risarcimenti» precisa il giudice Antonio
Lamorgese «si aggirano in media sui 400-500
mila euro, dipende dall'età della persona
infettata e dalla gravità della situazione.
In alcuni casi abbiamo accordato anche cifre
molto alte, intorno a un milione di euro».
Emoderivati, la storia si ripete - 24
Gen 2011
Lo scandalo del sangue infetto è ormai
vecchio di 20 anni, ma chi si fosse illuso
di aver chiuso per sempre con Poggiolini &
co. si deve purtroppo ricredere. L'articolo
di oggi sul Repubblica ci riporta indietro
con la mente, è vero. Ma aiuta a capire
come, in realtà, questa questione non sia
mai stata risolta davvero. Già, perché i
proprietari dell'azienda monopolista della
lavorazione del sangue in Italia sono
proprio quei Marcucci di poggioliniana
memoria, già venti anni fa proprietari
dell'azienda al centro dello scandalo del
sangue infetto. Nel frattempo l'azienda ha
cambiato nome, ma le redini le tengono
sempre le stesse persone. Quelle contro cui
l'Associazione
Politrasfusi Italiani sta combattendo da
anni.
L'ultimo
capitolo di questa penosa vicenda si gioca
su un'ipotetica lite fra
AIFA e
ISS, come
spiega l'articolo di Custodero. Litigiosità
peraltro smentita da un
comunicato stampa dell'ISS che
sottolinea ancora una volta l'assenza di
pericolo per le trasfusioni.
Anche ammesso che sia così (i politrasfusi
dicono che così non è), nessuno sente
l'esigenza di spendere due parole sul fatto
che in Italia l'azienda monopolista per gli
emoderivati è la stessa che 20 anni fa ha
fatto girare da noi e anche all'estero
sacche di sangue infetto.
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