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Una
squadra di medici del policlinico universitario di
Tokyo ha concluso stamani dopo 20 ore un delicato
trapianto di fegato su un paziente emofiliaco che
ha contratto l'Aids e l'epatite C a causa di
farmaci coagulanti prodotti con sangue infetto.
L'uomo di 41 anni ha ricevuto parte del fegato dal
fratello di 48 anni. Entrambi, hanno detto i
medici, sono al momento in buone condizioni. E' il
primo trapianto di fegato su un paziente ad alto
rischio per l'infezione simultanea dei virus
dell'Aids e dell'epatite C.
Malati di questo tipo muoiono di solito per i
danni irreversibili al fegato anche in caso di
risposta positiva alla terapia contro l'Aids. In
Giappone molti emofiliaci hanno contratto il virus
dell'Aids e dell'epatite per colpevoli negligenze
delle autorità sanitarie negli anni '80 nell'uso
di farmaci coagulanti non trattati con il calore.
Nella seconda metà degli anni '80 e inizio anni
'90, circa 500 emofiliaci sono morti di Aids.
Decine di migliaia di persone hanno invece
contratto l'epatite attraverso farmaci infetti.
Il 28 marzo scorso il principale responsabile
dello scandalo del sangue infetto, l'ex vice
preside dell'università Tekyo, Takeshi Abe, 84
anni, è stato assolto con formula piena
dall'accusa di omicidio colposo da un tribunale di
Tokyo.
Ediz. Red - Como
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