Il
PERICOLO del “SALTO INTERSPECIE” in SEGUITO a
XENOTRAPIANTI
Il
rischio di trasmissione di infezioni dagli animali all’uomo, quale che
sia la conclusione di queste ricerche, esiste ed è ben documentato;
esperimenti di laboratorio, preparazione di vaccini e oggi anche gli
xenotrapianti sono procedure da tenere rigorosamente sotto controllo per
evitare rischi di portata difficilmente immaginabile.
E gli xenotrapianti sono più vicini alla pratica clinica di quanto si
possa pensare, grazie anche a chi fa pressione per bruciare le tappe. E’
il caso di alcune associazioni di pazienti diabetici che ripongono
molte speranze nel trapianto di insule pancreatiche, come cura definitiva
della loro patologia.
Il principale donatore animale per gli xenotrapianti sull’uomo è il
maiale. Finora sono stati individuati sull’uomo è il maiale; i PERV
(porcine endogenuous retroviruses) sono tra i più studiati.
E’ stato dimostrato che i PERV A e B sono in grado di infettare le
cellule umane ma si replicano a basso titolo.
“Allo stato attuale delle
conoscenze” spiega Jonathan Stoye, Divisione di Virologia,
National Institute for Medical Research, gran Bretagna, “per minimizzare il
rischio di infezione o eventuali malattie associate; sembra inoltre
consigliabile prendere delle misure per ridurre la possibilità di
trasmettere infezioni (counseling sulle modalità di trasmissione, evitare
di donare sangue, ecc.) In ogni caso è sempre bene ricordare che il
rischio di malattia infettive derivanti da xenotrapianti non è mai uguale
a zero”.
L’esperienza con i trapianti da uomo ad uomo ha dimostrato la possibilità
di trasmissione di malattie infettive (quali ad es. AIDS, malattia di Creutzfelrfdt-jakob, rabbia, epatite B e C), dal donatore al ricevente.
Per
questo motivo gli xenotrapianti con
cellule, tessuti e organi
viventi non umani, non può non far pensare ai possibili rischi di
infezione del ricevente da parte di agenti infettivi noti ed emergenti.
Una violenta opposizione all’impiego dei primati come fonte di
xenotrapianti è portata avanti da molti scienziati e associazioni
scientifiche; tra queste l’America Society of Transplant Physician e
l’American College of Cardiology.
Qualcuno invoca la non eticità
dell’impiegare animali così vicini all’uomo nella scala biologica;
altri richiamano ai rischi della possibile diffusione di malattie
infettive dalle scimmie all’uomo.
Sono state documentate infezioni
persistenti da SFV (simian foamy virus) a carico delle cellule
dell’ospite umano, la persistenza di microchimerismo con cellule di
babbuino contenenti SFV, citomegalovirus e retrovirus endogeni di
babbuino (BaEV) negli individui sottoposti a xenotrapianto con
fegato di babbuino; sono stati infine individuati nuovi virus porcini in
grado di infettare le cellule umane. In particolare è stata dimostrata la
possibilità che cellule umane vengano infettate dai retrovirus porcini
endogeni di tipo A e B.
Questo punto ha messo in serio dubbio la
fattibilità di xenotrapianti a partire da cellule o tessuti del maiale.
Sono stati di recente messi a punto una serie di test diagnostici per
valutare la presenza di questi retrovirus nei tessuti del maiale e del
babbuino. Non è nota tuttavia la validità di questi test in vivo: i PERV
sono infatti molto sensibili all’inattivazione e alla lisi da parte del
siero umano, ma è stato anche dimostrato che il virus diventa resistente
all’inattivazione, dopo un singolo passaggio attraverso le cellule
umane. In attesa che il busillis si chiarisca, l’FDA ha prudentemente
messo “in quarantena” tutti gli studi sugli xenotrapianti di maiale.
Le zoonosi sono malattie infettive degli animali trasmesse all’uomo
attraverso l’esposizione o il consumo della fonte animale.
Molti agenti
infettivi responsabili di zoonosi sono ben noti e caratterizzati (toxoplasma,
salmonella, ecc) e possono essere facilmente individuati attraverso test
diagnostici.
Nel caso degli xenotrapianti, la distruzione artificiale
delle barriere di specie e la terapia immunosoppressiva aumentano il
rischio di trasmissioni di malattie virali. Gli agenti infettivi
potenzialmente derivati dallo xenotrapianto, potrebbero inoltre in seguito
diffondersi dal ricevente ad altri esseri umani; il rischio in altre
parole potrebbe non essere circoscritto al trapianto ma anche alle persone
che vengono in contatto con lui.
E’ ovviamente fatto divieto ai
riceventi di uno xenotrapianto di donare il sangue.
Ma le vie di
trasmissione di un agente infettivo sono molte. Le infezioni emergenti
inoltre potrebbero non essere diagnosticabili con i test attualmente
disponibili. L’ultimo esempio di questo rischio viene dall’AIDS; HIV,
agente eziologico di questa malattia, è stato "isolato" e identificato solo
a distanza di diversi anni dalla comparsa della malattia. Retrovirus e
altre infezioni inoltre potrebbero avere dei lunghi periodi di latenza
prima di manifestare con i segni di una malattia infettiva o tumorale.
Questo può ovviamente facilitare la trasmissione dell’infezione,
clinicamente silente, da persona a persona per molti anni.
Tratto
da DOCTOR N° 16 dicembre 2001
Commento NdR: a parte le considerazioni sui trapianti che
sono il dichiarato fallimento
della medicina ufficiale
quella preventiva o terapeutica, le malattie vengono
trasmesse NON dagli agenti detti impropriamente infettivi, ma
dalle cellule provenienti dal "donatore" (cioe' dal
Terreno alterato
o diverso) ed inserite con
i trapianti nei nuovi soggetti che per reazioni immunitarie e
per la tossicita' ed
infiammazione indotta dal trapianto di
cellule malate....si ammala e puo' muorire prematuramente !