I dati dell'Istituto Tumori
di Milano (Italy) pubblicati su internet:
http://www.istitutotumori.mi.it/INT/InfoPubblico/Educational/LLC/0704Allotrapianto.asp?LinkAttivoPub=12
...affermano che in seguito al trapianto di
midollo per la "cura della
leucemia" il 40% dei pazienti sopravvivono
al trapianto e vengono considerati guariti (il
che vuol dire, secondo l'usanza del trattamento
statistico dei dati sui tumori da parte della
medicina ufficiale, che se dopo sei anni
qualcuno si riammala di leucemia o se dopo 7
anni muore per le complicazioni o gli effetti
collaterali del trapianto loro, a 5 anni
dall'intervento, egli va comunque considerato
guarito)
- il 20-35% dei pazienti muore nel giro di 5
anni dal trapianto
- il 25-40% muore subito dopo l'intervento.
Da un'altra ricerca, riportata da Goleman (uno
psicologo che non manifesta nel libro nessuna
forma di scetticismo per le terapie della
medicina ufficiale) nel libro intelligenza
emotiva riporta dati ben più drammatici, ossia
che il 65% delle persone che subiscono un
trapianto del midollo muoiono nel giro di due
anni (dall'articolo di James Strain "Cost offset
from a psychiatric consultation - liaison
intervention with elderly hip fracture patients
pubblicato nell' American Journal of Psychiatry
148,1991).
Questi dati fanno luce sul fatto che la maggior
parte delle morti post-trapianto avviene a poco
tempo dal trapianto stesso.
I dati sulla mortalità della leucemia si trovano
pubblicati a pagina 14 di questo documento in
pdf
http://www.unipg.it/~dipigmed/RTUP/Pubblicazioni/Incidenza9499.pdf
dell'università degli studi di Perugia,
dipartimento di igiene e sanità pubblica in cui
si attesta che mortalità della leucemia (n. di
morti diviso numero di casi diagnosticati) è
circa 2/3.
Se la matematica non e' un'opinione 2/3=0,6667,
ossia in percentuale 66,67%
I dati presentati in precedenza sembrano quindi
dimostrare che la mortalità per trapianto di
midollo nel giro di pochi anni oscilla fra lo
0,6 e lo 0,65
Ne segue che il trapianto ne uccide quanti la
leucemia, e metà di quelli che sono uccisi dal
trapianto muoiono subito dopo l'operazione,
ossia la loro speranza di vita viene
drasticamente ridotta dal trapianto di midollo.
Per concludere possiamo, dati alla mano,
sostenere che sottoporsi a un trapianto di
midollo porta
- il 40% circa dei pazienti ad accorciare la
loro speranza di vita (di cui buona parte morti
subito dopo l'operazione, a cui si aggiungono
quelli morti nel giro di un paio di anni) ***
il 20% ad avere una speranza di vita di poco
inferiore o forse uguale a quella che potevano
avere senza il trapianto
- il 40% circa ad avere un'aspettativa di vita
FORSE maggiore che in assenza di trapianto
Il motivo di quel FORSE nell'ultima frase è
motivato sia dal fatto che la mortalità della
leucemia è circa del 66,67% sia da due questioni
essenziali che restano al di fuori dei dati
usualmente presentati dagli oncologi.
C'è da chiedersi se quel 40% che a 5 anni dal
trapianto sono ancora in vita hanno
un'aspettativa di vita migliore di quelli che
non subiscono il trapianto.
E poi, cosa altrettanto se non più importante,
se hanno una qualità di vita migliore di chi non
ha subito il trapianto.
Finora non ho trovato dati in proposito e dubito
che i medici li renderanno noti per le seguenti
ragioni.
1) Il trapianto è preceduto da un'irradiazione
(radiazioni nucleari) lungo tutta la colonna per
uccidere il midollo pre-esistente
2) L'impianto del midollo del donatore
3) La somministrazione di farmaci
immuno-soppressori perché il paziente sopravviva
al rigetto (nei primi mesi 7 dopo l'intervento
).
Ciò vuol dire che i pazienti così trattati
sopportano i danni da radiazioni (accorciamento
della durata della vita, generazione di tumori
legati all'alta dose di radiazioni assorbita)
più i danni causati dalla soppressione delle
funzioni del
sistema
immunitario (una banale diventa un rischio
mortale, si deve ricorrere in continuazione agli
antibiotici per contrastare ogni minima
infezione con tutte le ovvie conseguenze di un
abuso di tali potenti farmaci, il cancro in
stadio iniziale non può essere aggredito dal
sistema immunitario e quindi i pazienti
facilmente lo sviluppano anche a causa dei
farmaci anti-rigetto).
Difficile immaginare con queste premesse che la
presunta guarigione sia equivalente ad una
aspettativa di vita positiva per durata e
qualità.
Vorrei vedere quale malato di leucemia, a
conoscenza di tutti i dati del caso, potrebbe
mai rischiare la vita in cambio di una misera
speranza di una non meglio precisata
"guarigione".
Fra l'altro i dati della mortalità da leucemia
sono viziati da due fatti
1) che alcuni dei casi di morte conteggiati in
tale statistica sono morti per trapianto
2) che chi non riceve il trapianto riceve
comunque dei chemioterapici che sono
farmaci anch'essi altamente tossici e che,
quand'anche sconfiggono o tengono sotto
controllo la leucemia,
intossicano l'organismo a livello globale,
spesso causando altri tipi di malattie (cancro
compreso).
È fin troppo frequente la "guarigione" dal
cancro seguita dalla morte a distanza di pochi
mesi dal paziente.
Per chi non crede nell'effetto della
chemioterapia i dati di "mortalità" da
leucemia sono in gran parte dati di "mortalità
da chemioterapia".
La prossima volte che vedrete raccogliere soldi
per l'AIL (associazione Italiana per la lotta
alla Leucemia), per l'Associazione Paolo Belli,
per l'ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo)
pensate un po' che sono tutte associazioni che
propagandano il trapianto del midollo e fate le
vostre deduzioni.
vedi:
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MEDICI IMPREPARATI