"La Vita e’ cio’ che ne facciamo" (Socrate)
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Benessere .....la Salute e' nelle vostre mani.....ecco la via
Giusta per uscire dalle "malattie".....
Ecco cosa fanno i PREDATORI di ORGANI i novelli VAMPIRI) "IL TUO CERVELLO FUNZIONA ANCORA DOPO LA MORTE" Partecipiamo alla Settimana Mondiale del Cervello (12 – 18 marzo) inviando il link al video: “Il tuo cervello funziona ancora dopo la morte” di Hashem Al-Ghaili (4 minuti). Ti aiuterà a capire che la morte è un processo e non vi è la possibilità di stabilire precocemente quando cessa la vita. Quindi quanto fasulli siano i criteri accelerati di preteso “accertamento” della morte, sia quella cosiddetta in “morte cerebrale” ma a cuore battente e sangue circolante, sia quella a cuore fermo ma cervello ancora vivo. Protocolli formulati per il business degli espianti/trapianti. Di seguito riportiamo i sottotitoli del video tradotti “Dopo la tua morte, il tuo cervello continua a funzionare per più di 10 minuti.
La nostra attuale opinione della morte è molto elementare. Noi consideriamo morte le persone nel momento in cui il loro cuore si ferma. I sistemi respiratorio e circolatorio non funzionano più. Il corpo si spegne e la vita cessa. Ma c'è molto più di questo.
Anche se hai un cuore che non funziona il tuo cervello continuerà a funzionare, infatti potrebbe essere l'ultima parte del tuo corpo a morire. Attimi prima di morire, il tuo cervello riceve un aumento di elettricità. Nessuno sa perché succede ! Inizia anche a perdere ossigeno. Perfino quando il tuo respiro e il tuo battito cardiaco si fermano sei ancora cosciente per circa 2 - 20 secondi.
Questo perché la corteccia cerebrale può resistere senza ossigeno.
Questa parte del cervello è responsabile del pensiero e della capacità decisionale. E' anche responsabile della conversione in azioni delle informazioni raccolte dai nostri sensi.
Nonostante questa attività nella corteccia cerebrale, perdi tutta la capacità reattiva e muscolare prima della morte.
In questa condizione, il cervello sta vivendo i suoi ultimi minuti, le cellule del cervello stanno attivando percorsi chimici che le condurranno alla loro morte definitiva.
Una pompa di ossigeno è ciò che sta tra voi e il vostro ultimo momento. Se qualcuno si adopera per fare ripartire il vostro cuore attraverso CPR (rianimazione cardio-polmonare) o trattamenti di sostegno alla vita il vostro cervello riceverà abbastanza ossigeno per svegliarsi ancora, se non c'è ossigeno il vostro cervello comincerà ad arrendersi.
La maggior parte del tuo cervello è ormai morta, ma c'è un' ultima area che non molla così facilmente: è il centro della memoria, che conserva i ricordi più emozionali che hai sperimentato. Questa parte del tuo cervello non è soggetta a perdite di sangue neanche in occasione di ferite gravi ed è l'ultima parte del cervello a cedere.
Prima di cedere il centro della memoria proietta immagini della tua vita nei tuoi occhi. Quando i medici spengono i supporti vitali ai pazienti terminali dichiarati clinicamente (ndr cerebralmente) morti, il cervello risulta attivo per più di 10 minuti. E quando registrano l'elettroencefalogramma in questi individui trovano sorprendenti differenze tra loro. Questo probabilmente significa che ognuno di noi vivrà un'esperienza unica nella morte.
Due giorni dopo la morte, più di 1000 geni sono ancora funzionanti nel corpo, alcuni di questi geni sono molto attivi ed hanno funzioni molto importanti: stimolare infiammazioni, colpire il sistema immunitario e contrastare lo stress. Ma alcuni di questi geni vengono attivati solo nello sviluppo embrionale. E' possibile che il corpo stia cercando di salvarsi dalla morte imminente ritornando allo stadio cellulare? (…) E' possibile che la nostra opinione della morte sia falsa.
E' etico dichiarare le persone morte quando alcune parti del loro corpo stanno ancora funzionando ? E cosa significa questo per coloro i cui organi sono donati immediatamente dopo la morte ? Dovremmo essere più prudenti nel condurre autopsie su corpi morti ? Solo il tempo e più ricerca ce lo riveleranno.” Your brain still works after death: https://www.youtube.com/watch?v=DKYWlbcSCMk
segnalato da: www.antipredazione.org
COSI' PARLO' MASSIMO BONDI' L.D. Patol. Chir. e Proped. Clinica Università La Sapienza-Roma, Patologo e Chirurgo generale, MD. General Surgeon Sidney-Australia, Presidente Comitato Medico-Scientifico Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente. Grande medico, un luminare, che ha saputo coniugare scienza ed etica e denunciare espianti/trapianti come crimini, anticipando che in neurologia il fattore tempo è decisivo e che il coma è un sintomo non una diagnosi. L'articolo pubblicato anche sul Nuovo Medico D'Italia nel 2005 è al presente estremamente attuale.
Un algoritmo per stabilire lo stato di coscienza - 21/12/2018
Stabilire se un paziente con una lesione cerebrale è consapevole di se stesso o dell'ambiente è un compito complesso, anche a causa delle incertezze sulla reale natura della coscienza. Un algoritmo di apprendimento automatico usa i tracciati dell'EEG per calcolare le probabilità che un paziente in coma si risvegli, ma il suo utilizzo solleva diversi interrogativi di Sam Rose / Scientific American
La coscienza è un'idea particolare, anche misteriosa. Da un chilo e mezzo di carne emerge la consapevolezza del corpo che la ospita e del mondo che la circonda.
Tutti noi riconosciamo la coscienza quando la vediamo, ma che cos'è veramente? E dove va quando non c'è più?
Le neuroscienze non hanno gli strumenti per rispondere a queste domande - se pure è possibile farlo - ma in un ospedale i medici devono essere in grado di stabilirne la presenza. Devono sapere se un paziente con una lesione cerebrale è consapevole di se stesso o dell'ambiente circostante. Questa diagnosi per lo più è ancora fatta con un semplice esame al capezzale.
Il paziente esegue i comandi ? Sta gesticolando o verbalizzando intenzionalmente, eccetera ?
Per i pazienti sul limitare della coscienza, non lucidi ma non comatosi, definire lo stato di coscienza è difficile. Movimenti e suoni casuali possono somigliare molto a quelli intenzionali. La consapevolezza va e viene.
In molti casi, la posta in gioco con la diagnosi è molto alta. Il paziente si trova in uno stato di minima coscienza, dove c'è una certa probabilità di guarigione, o il paziente è colpito da sindrome di veglia aresponsiva, in cui le azioni sono ritenute casuali e prive di intenzionalità e in cui c'è ben poca speranza di recupero? Purtroppo, in ben il 40 per cento dei casi la diagnosi è problematica.
Considerata la posta in gioco, un studio da poco pubblicato sulla rivista "Brain" cerca di dare ai medici un piccolo aiuto.
L'articolo descrive in dettaglio un algoritmo di apprendimento automatico che distingue la sindrome di veglia aresponsiva dallo stato di minima coscienza usando le registrazioni elettroencefalografiche (EEG).
Se fosse adottato, l'algoritmo ridurrebbe la necessità di affidarsi a congetture per formulare la diagnosi e probabilmente funzionerebbe meglio della maggior parte dei medici umani. Ma diagnosticare lo stato mentale con un algoritmo solleva preoccupazioni etiche. Fino a che punto ci sentiamo tranquilli ad affidare una diagnosi di vita o morte a una macchina, soprattutto pensando alla ben scarsa chiarezza su cosa sia la coscienza?
L'idea di scrutare il cervello alla ricerca di tracce di coscienza non è nuova. Per decenni, i ricercatori hanno vagliato la possibilità di usare tecniche di scansione del cervello come la PET e la fMRI per studiare il limite della coscienza.
In un importante studio del 2014, le scansioni PET hanno dimostrato che in alcuni pazienti a cui era stata diagnosticata (sbagliando) la sindrome di veglia aresponsiva il cervello poteva rispondere alle indicazioni. Inoltre, i pazienti con una PET attiva avevano maggiori probabilità di ottenere un recupero significativo.
Questo risultato indica che in caso di dubbi sullo stato di coscienza di un paziente si dovrebbe ricorrere alle scansioni PET. Queste scansioni, però, non sono disponibili in tutti gli ospedali, e sono costose, soggette ad artefatti e difficili da interpretare.
Un'alternativa più accessibile è l'elettroencefalografia, in cui sensori elettrici sono collocati sul cuoio capelluto del paziente per rilevare l'attività cerebrale attraverso il cranio. L'EEG registra l'attività cerebrale sotto forma di onde quando un numero sufficiente di neuroni si attiva all'unisono. In una persona sana, queste onde hanno frequenze prevedibili. Dopo una lesione cerebrale, il loro schema è meno prevedibile.
Nel nuovo studio, un gruppo dell'ospedale Pitié-Salpêtrière di Parigi ha effettuato registrazioni EEG su 268 pazienti ai quali era stata diagnosticata la sindrome di veglia aresponsiva o uno stato di minima coscienza.
Gli EEG sono stati registrati prima e durante un compito di ascolto progettato per rilevare l'elaborazione cosciente dei suoni. Decine di aspetti dei dati sono stati inseriti in un algoritmo di apprendimento automatico chiamato DOC-Forest.
In questo complesso compito DOC-Forest si è comportato piuttosto bene. Circa 3 casi su 4 sono stati diagnosticati correttamente. (Nota: per valutare le prestazioni invece della classica accuratezza, gli autori hanno usato una metrica più sofisticata chiamata AUC. La AUC tiene conto del tasso di falsi positivi, che in questo caso ha conseguenze significative.)
Gli autori hanno testato DOC-Forest anche in scenari realistici, introducendo nei dati del rumore casuale in modo da simulare l'effetto di possibili differenze nelle procedure di raccolta dei dati. Hanno considerato la diversa disposizione dei sensori sul cranio, e hanno anche usato l'algoritmo su un secondo gruppo di pazienti. DOC-Forest ha dato sempre buoni risultati, fornendo valori di prestazione simili.
Sotto un certo profilo, questo algoritmo di apprendimento automatico rappresenta un progresso significativo. I dati EEG sono complessi e hanno molte dimensioni - tempo, frequenza, condizioni di prova, posizione dei sensori, e via discorrendo - che si sviluppano sul monitor schermata dopo schermata.
In genere, i ricercatori si concentrano su una manciata di caratteristiche di facile interpretazione, per esempio la comparsa di una specifica onda cerebrale durante l'attività di ascolto. Questa focalizzazione sull'interpretazione esclude però aspetti potenzialmente importanti dei dati. L'apprendimento automatico non ha questo pregiudizio umano a favore dell'interpretabilità e della comunicabilità. Si concentra solo sulla classificazione corretta dei dati, che è tutto ciò che serve in questo caso.
DRENAGGIO NEI TRAUMATIZZATI CRANICI sull'insorgenza del coma (eziopatogenesi del coma vegetativo) Il drenaggio nei traumi cranio-cerebrali deve “considerarsi terapia urgente, quanto il blocco di una emorragia”.
Infatti la terapia è finalistica solo quando si oppone tempestivamente al processo patologico in atto o in via di costituzione. Senza una terapia mirata l'evolversi del processo patologico determina -lesioni consequenziali- che saranno tanto più difficili da eliminare quanto più tempo sarà trascorso dall'inizio dell'insulto patologico. Ciò è vero per qualsiasi processo patologico (settico, neoplastico, meccanico, chimico, traumatico) e la diversa etiologia non modifica il concetto della precocità dell'azione terapeutica.
Tale concetto diviene essenziale e di massima urgenza applicativa nelle lesioni traumatiche cranio-cerebrali.
Infatti in tali tipi di lesioni l'instaurarsi sin dall'inizio di un versamento ematico, diviene subito compressivo, considerati gli spazi virtuali meningei e l'indeformabilità della teca ossea cranica, e ciò provoca un progressivo deterioramento della corteccia cerebrale, rendendo difficile ed impossibile se non si interviene con estrema urgenza il recupero del paziente che così si avvia verso quella condizione che i protocolli di Stato chiamano “morte cerebrale”.
Tale dichiarazione diviene operante per lo più nelle prime 24/48 ore dal trauma del paziente divenuto comatoso.
Più il tempo passa più la sostanza cerebrale avida di ossigeno, perde la sua vitalità. Pertanto l'intervento chirurgico di drenaggio in presenza di un paziente traumatizzato cranico comatoso, va sempre e comunque eseguito d'urgenza, allo scopo di decomprimere il cervello: il tempo in questi casi è prezioso.
Andrebbe ripristinato tale intervento negli ospedali di prima accoglienza. In passato il chirurgo generale di tali ospedali aveva la preparazione per eseguire tali interventi decompressivi ed era tenuto ad effettuarli. Oggi la spedalizzazione neuro-chirurgica e l'interesse al prelievo di organi impongono che tali pazienti vengano inviati agli ospedali maggiori più lontani, per cui sovente si superano i tempi ideali per il loro recupero.
Grandi patologi e chirurghi dello scorso secolo (1) raccomandavano l'inamovibilità di tali pazienti e la creazione di una assistenza specialistica intorno al paziente.
Ben nota la frase “Il faut batir un Hôpital autour d'un traumatisé du crane et non pas le transporter à un Hôpital dejà bâti”.
La terapia finalistica efficace nel traumatizzato cranico comatoso, da eseguire con estrema urgenza, possibilmente nei primi 60/120 minuti (2) dall'incidente si concretizza in:
a) drenaggio extra e subdurale, b) ventricolostomia, c) craniotomia per ematoma costituito.
Drenaggio extra e subdurale: applicazione in sede frontale, parietale e temporale di drenaggi tubulari tipo Rédon a circuito chiuso e a pressione aspirativa controllata;
Ventricolostomia: con la chirurgia stereo-tassica è oggi di facile applicazione un drenaggio a circuito chiuso del terzo ventricolo atto a controllare la ipertensione liquorale;
Ematomi extra e subdurali di facile diagnosi clinico-radiologica, quando presenti, necessitano di una craniotomia evacuativa.
E' bene chiarire che una aspirazione di pochi cc di liquido ematico e di eventuale Liquor ventricolare iperteso, può essere sufficiente a decomprimere la corteccia cerebrale, far ricomparire la coscienza e comunque a migliorare le condizioni generali e le condizioni inerenti alla patologia traumatica cerebrale.
ANTIEDEMIGENI, COAGULANTI, DIURETICI E IPOTERMIA CEREBRALE CONTROL-LATA (3) completano il trattamento terapeutico urgente.
Un soggetto colpito da un trauma cranico grave, ha sempre un versamento emorragico endocranico, modesto nei casi di contusione e di frattura-lussazione di una delle due prime vertebre cervicali, in quanto ossa laminari relativamente sottili (la dislocazione di frammenti ossei che colpiscano il pavimento del quarto ventricolo, sede dei centri cardio-respiratori, può determinare la morte sul colpo).
Nei casi di frattura della base cranica, sono invece interessate le due rocche petrose che sono ossa molto vascolarizzate e provocano un versamento emorragico importante, che si trasforma più o meno rapidamente in ematoma.
La patologia compressiva cortico-cerebrale, oltre alla ipossia corticale determina il coma per un fenomeno di “Asinapsia” (4); si verifica cioè il collasso del canale sinaptico unificato (5) e trascorse 2-3 ore dal trauma il coma si aggrava progressivamente.
Tutto ciò considerato i pazienti traumatizzati cranici che presentano un versamento più o meno cospicuo, vanno tutti trattati con un intervento evacuativo (craniotomia) o derivativo (drenaggio tubolare compresa la ventricolostomia) a seconda dei casi; alcuni di essi potranno non superare l'intervento, altri guariranno. In tal modo si evita tutta la patologia inerente ad una compressione corticale prolungata, che sfocia nel coma vegetativo più o meno persistente (talora anni di sofferenze per il paziente e per i parenti e un aumento della spesa sanitaria).
Si avrà ovviamente una diminuzione degli espianti di organi, ma a lato delle guarigioni si avrà anche una riduzione della frequenza del coma vegetativo. Ciò dimostra come l'instaurare indiscriminatamente la sola Rianimazione respiratoria (ventilazione automatica), senza intervenire chirurgicamente per decomprimere il cervello, sia la causa di una patologia corticale vegetativa che era al contrario rarissima nel periodo precedente alla respirazione automatica, anche nei casi non strettamente necessari. Infatti i casi sono due: o il paziente che perviene ad un Pronto soccorso non ha respirazione spontanea ed allora il paziente è deceduto, oppure la respirazione spontanea è presente e allora la respirazione automatica non è razionale, poiché i centri respiratori vanno comunque stimolati e non sostituiti dalla ventilazione automatica, che può essere presa in considerazione solo per i casi che vengono operati, mettendo in atto lo svezzamento come per ogni altro intervento operatorio. Quando poi i parametri clinico-analitici non corrispondono ai protocolli della legge di Stato, allora non potendo prelevare gli organi il paziente si avvia verso la sindrome vegetativa, ne fanno fede in Italia circa 1.500 casi.
Concludendo, se l'intervento decompressivo evacuativo e di drenaggio non viene eseguito con estrema urgenza, come d'urgenza si interviene per fermare una emorragia, il paziente si avvia inevitabilmente al deterioramento compressivo della corteccia cerebrale, sede dei centri sensoriali, motori e del linguaggio che contribuiscono a formare la coscienza.
Rispondendo ai criteri imposti dalla legge (promulgata ad hoc per i trapianti) per altro carente del Clinico Medico e Chirurgo, una Commissione decreta una condizione di Patologia cerebrale irreversibile, conseguenza di una MANCATA TERAPIA D'URGENZA. E' ormai accertato che il Coma Irreversibile non esiste in quanto se curati sono tutti reversibili.
Prof. Dr. Massimo Bondì
Comitato Medico-Scientifico: Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente
References:
J. Patel, L. Leger: Nouveau Precis de Path. Chirurgical, tome 3, Masson, 1960
R. Barton, F. Cerra, Dept. of Surgery Univ. Utah, Univ. Minnesota, Stampa Medica, 506 (5), marzo 1991
N. Hayashy: Dept. of emergency & critical care medic., Nihon Univ. “Brain hypotermia therapy” Jpn. med. Jour. n° 3767, Julay 6.1996
M.Koonsman et al.: “How much monitoring is needed for basilar skull fracture?” Congress apr. 26-29, 1992. The amer. Jour. of surgery, vol. 164, nov. 1992
A.N. Konovalov et al.: Ist. Neuroch. Burdenko-Mosca-”I traumi cranio-encefalici” pg. 32, Arcadia edit. Modena, 1995
M. Bondì, M. Bondì: Riv. Biol/Biology Forum. “The role of synaptic junctions in the identification of human consciousness” (1998), pag. 329-334
M.Bondì, M. Bondì: “... interpretation of the pathogenesis of the coma”, ECPD Brain cosciousness intern. Symposyum, 22-23 sept. 1997, pag. 201-204, Belgrade, Jugoslave
Chiarimenti sul decreto di attuazione della legge L 91/99 sulla donazione degli appena emanato dal ministro Grillo da parte della Lega Nazionale contro la predazione degli Organi e la morte a cuore battente.
Gentili Socie e Soci, Medici e Avvocati collegati, Il decreto firmato oggi (20 agosto 2019) dalla Ministra Grillo non è l'applicazione del silenzio-assenso, art. 4 e 5 della Legge 91 del 1999, come molti titoli hanno travisato, ma è un decreto di passaggio fondamentale per l'eventuale applicazione successiva del silenzio-assenso. E' il decreto previsto dall'art. 7 (Principi organizzativi) che recita, comma 2: “E' istituito il sistema informativo dei trapianti nell'ambito del sistema informativo sanitario nazionale” e comma 3: “Il Ministro della sanità … , con proprio decreto, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome … stabilisce gli obiettivi, le funzioni e la struttura del sistema informativo dei trapianti, comprese le modalità del collegamento telematico ...”. Tale decreto è un passaggio pericoloso verso il silenzio-assenso, in quanto l'art. 28 della stessa legge, comma 2 stabilisce che “Le disposizioni previste dall'art. 4 (Dichiarazione di volontà in ordine alla donazione) acquistano efficacia a decorrere dalla data di attivazione del sistema informativo dei trapianti di cui all'art. 7”. Va però sottolineato che l'art. 4 della L 91/99, che introdurrebbe il silenzio-assenso, non ha valore senza l'attuazione dell'art. 5 che prevede l'emanazione di un Decreto attuativo per le (norme sulla dichiarazione di volontà), da parte del Ministro della sanità. Decreto che "disciplina i termini, le forme e le modalità attraverso i quali le aziende unità sanitarie locali sono tenute a notificare ai propri assistiti... la richiesta di dichiarare la propria volontà secondo modalità tali da garantire l'effettiva conoscenza della richiesta da parte di ciascun assistito". In altre parole il decreto ministeriale Grillo, odierno, regolamenta dopo 20 anni i principi organizzativi del SIT, Sistema Informativo Trapianti, che per anni ha incamerato le dichiarazioni in ordine alla donazione di organi e tessuti dei cittadini senza avere un regolamento formale. Quindi all'atto pratico la realtà di oggi è quella di ieri ed è opportuno che tutti i cittadini non-donatori scrivano una dichiarazione autografa d'opposizione all'espianto di organi e tessuti ( Carta-Vita), da tenere con sé unita alla carta d'identità. By Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente - www.antipredazione.org
PROMEMORIA IMPORTANTE Silenzio/Assenso NASCOSTO all'espianto, quando si richiede la Carta di Identita' - ecco come RAPINANO gli organi, alla popolazione schiava ed ignorante...., le pecore......, senza chiedere l'assenso.
Nel caso non lo sapeste, io non lo sapevo, scopro pochi giorni fa che al rinnovo della carta d’identità automaticamente, seguendo la regola del silenzio assenso, viene dato il tacito consenso alla donazione degli organi !
Non entro in merito alla questione morale ed etica, poiché ciascuno ha la sua visione.
Resta fermo che NESSUNO neppure la corporation Italy Republic of si può permettere di decidere arbitrariamente per me quando devo morire e se donare organi e pelle del mio corpo.
Quindi fatte le opportune verifiche rispetto ad una lontana legge del 1999, mai applicata se non recentemente nel silenzio mediatico, mi rivolgo allo sportello dell’ufficio preposto all’anagrafe della mia città di residenza.
Con molta gentilezza chiedo conferma (pur avendola già verificata antecedentemente) e scopro, non solo che mi viene tutto confermato, ma che i bastardi perché solo così meritano di essere chiamati, si iniziano ad aggrappare ai vetri lisci senza unghie prendendo scuse, del tipo, che il sistema informatico non gli permetteva di inserire la risposta, quindi hanno evitato di formularmela al rinnovo del documento un anno fa, per passare poi a sfogarsi con frasi del tipo “non capisco perché fanno fare a noi queste cose che dovrebbero essere svolte dall’Asl” scaricando così il barile !
Avrei avuto molto da dire loro su quanto invece centrassero con questo squallore ed ingerenza, a partire dal certificato di nascita = FINZIONE PERSONA GIURIDICA, e dal furto della proprietà dell’essere umano, a favore della FINZIONE PERSONA GIURIDICA nella sua maschera = azienda privata/finzione giuridica/cod. fiscale; ma come potevo soffermarmi a perdere tempo con 4 ignoranti (nel senso di ignorare la verità, nel senso di assenza di conoscenza).
Dopo ben 10 minuti di tolleranza nell’assurdo ascolto di cazzate (ovvero per me un tempo infinito), rispondo che comunque non ho autorizzato nulla del genere e che quindi dovranno correggere, poiché intendo negare il consenso; vengo rimbalzata all’asl del distretto di competenza !
Armata di pazienza ma determinata a risolvere la questione oggi vado all’asl, e scopro che esiste un ufficio apposito per queste cose, molto in sordina e relegato, dove c’era pronto il modulo per il negato consenso, per i cagacazzo come me che proprio non si vogliono sottomettere alla dittatura di regime del sistema satanista che ci controlla, leggo il testo e resto basita.
Quindi domando “mi scusi signora ma oltre a non essere stata messa a conoscenza in municipio di un mio diritto, qui leggo una cosa totalmente “sbagliata” e rileggo ad alta voce: “dichiaro di oppormi alla donazione dei miei organi e tessuti dopo la morte a scopo di trapianto”!
L’espianto casomai è prima della morte e fino a prova contraria si tenta il salvataggio fino all’ultimo istante di vita” dell’uomo, mi dispiace ma firmo questo documento solo aggiungendo la frase più corretta ovvero “mi oppongo all’espianto per la donazione degli organi anche prima della morte” firmo e riquadro tutto.
Aveva capito che doveva stare attenta a ciò che diceva, quindi aggiunge “sa comunque si può negare il consenso anche all’ultimo istante” ora in franchezza non conoscendo questa “persona” nella sua finzione so che poteva non saperlo realmente (anche se dubito che certi uffici siano abitati da umani), quindi le spiego che la famosa legge a cui si riferiva, era stata applicata dopo tanti anni, di informarsi, poiché non era più possibile.
A questo punto le concedo il beneficio del dubbio e provo a spiegarle con gentilezza che ogni individuo ha diritto di scelta come per la storia dei vaccini, non conta cosa scegli, ma se togli ad un umano il diritto di scegliere stai confermando che è un “detenuto civile” e che non ha facoltà o diritto neppure della propria vita o della propria morte. Mi guarda come se fossi un fantasma, non basita attenzione ma scollegata come se in lei non ci fossero segnali in funzione, spenta, da riavviare come un pc in bomba. Capisco tutto e non perdo altro tempo.
Morale: prima di uscire mi consegna un depliant “chi dona gli organi ama la vita” sorrido 😊e penso “il nwo del resto fa bene ad eliminare qualche miliardo di persone” spero invece nella resilienza degli umani, che possano andare oltre all’ingerenza ed ai soprusi !
Vi esorto quindi se siete per la libertà di scelta, qualunque scelta, ma soprattutto per la libertà, di andare all’anagrafe ciascuno nel proprio comune e poi all’asl e pretendere il diritto all’informazione, qualunque essa sia comunicata a chiare lettere e non scippata come un qualunque borseggiatore di provincia !
Fatevi rilasciare attestazione di avvenuta dichiarazione. Gli espianti non si fanno DOPO ma prima della morte fisica ! Matrix come sempre a te il mio pensiero ultimo !
Tratto da una chat di Whatsapp
Promemoria: questa legge L 91/99 inventata per Rapinare organi a cuore battente, quindi da vivo, basata sul silenzio assensoe' illegale, in quanto dopo l'apposita legge sull'espianto/trapianto di organi, dovevano essere attuati gli appositi decreti attuattivi, MAI EMANATI, dal Parlamento, per informare la popolazione con lettere scritte, dalle varie ASL ai cittadini/sudditi, quindi la Legge e' illegittima e NON si puo' applicare salvo preciso e personale consenso scritto della persona prima della sua morte !
Una nuova normativa entrata in vigore il primo gennaio renderà possibile l’espianto degli organi anche con parere contrario dei familiari, a meno di dissenso espresso su un apposito “Registro del rifiuto”.....schedati anche li, come in Italia....per qualsiasi diritto di scelta.... >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Trenton McKinley, un ragazzino di 13 anni dell'Alabama (USA), considerato “morto cerebrale” si è svegliato dal coma poco dopo che i genitori avevano firmato il modulo per l'autorizzazione all'espianto dei suoi organi.
Nel marzo scorso Trenton si trovava in casa di amici a giocare con un rimorchio trainato da un'auto, dopo una brusca frenata, si trovò catapultato sul cemento ed il rimorchio, ribaltatosi, gli è finito addosso colpendolo alla testa: sette fratture al cranio e un grave trauma cerebrale.
Ricoverato presso l'Usa Medical Center, è stato messo sotto ventilazione di sostegno alla vita e ha dovuto superare una serie di prove drammatiche: craniotomia, 4 arresti cardiaci uno di questi della durata di 15 minuti, insufficienza renale. A questo punto i medici hanno detto ai genitori che il figlio non sarebbe più tornato “normale” e se si fosse svegliato sarebbe rimasto in stato vegetativo e che se avesse avuto un altro arresto cardiaco, sarebbe stato meglio “lasciarlo andare”.
La madre, Jennifer Reindl, riferì ai media locali che dopo vari giorni aderì a firmare il modulo di donazione dopo aver saputo che suo figlio avrebbe salvato 5 vite. “Firmammo si anche perché ci hanno assicurato che avrebbero mantenuto ancora per un po' in vita Trenton per pulire i suoi organi che sarebbero stati trapiantati”.
Ma il giorno prima dell'esecuzione, Trenton ha manifestato segni di attività cerebrale e ha cominciato a respirare da solo per cui l'ultimo EEG già in programma è stato cancellato, fino a quando a fine marzo, si è svegliato arrivando a pronunciare frasi complete.
Il 23 marzo la madre postava su Facebook “Egli è un miracolo”. Lo stesso ragazzino ora dice che quando non era cosciente è andato in paradiso prima di essere riportato sulla terra: “Camminavo dritto in un campo infinito”.
Passarono due mesi di faticoso recupero e sofferenza per dolore ai nervi e convulsioni, dovrà anche subire un'altra operazione per riposizionare la metà rimossa del suo cranio.
La madre riferisce che da quando è cosciente cammina, parla, legge, fa perfino i compiti e dal 29 marzo era già in grado di andare nella palestra dell'ospedale e dalla sua sedia realizzare 4 canestri e Trenton aggiunge “non c'è altra spiegazione per il mio ritorno che l'opera di Dio...”
Trenton resta come potente testimonianza che la “morte cerebrale” a cuore battente dichiarata con protocolli variabili da medici interessati al procacciamento d'organi è ascientifica, amorale e asociale.
By Redazione
Fonti: USA TODAY (7.5.2018) e ABYSSUS ABYSSUM INVOCAT (9.5.2018); trattato anche nella edizione di The Straits Time del 9.5.2018 col titolo “Bambino in morte cerebrale si sveglia un giorno prima della donazione degli organi”.
DONAZIONE ORGANI - IL FALSO OBBLIGO DEI COMUNI - UNA SCELTA ALL'ANAGRAFE DA RIFIUTARE - 2018 La legge per espianti-trapianti (L. 91/99 art. 5) prevede, per la dichiarazione di volontà positiva o negativa alla donazione degli organi, l'emissione di un Decreto attuativo che regolamenti 10 situazioni dalla stessa legge indicate come imprescindibili. Tale Decreto non è stato emesso. Pertanto non vige il cosiddetto "silenzio-assenso" ma la legge ci considera comunque donatori salvo opposizione scritta della persona o della famiglia (Disposizioni transitorie, art. 23).
Nell'assenza del Decreto attuativo sono proliferati vari inganni sotto l'egida dello Stato e del Centro Nazionale Trapianti (CNT). Ultimo e più propagandato in assoluto è la schedatura presso le anagrafi quando si va a rinnovare o avviare la Carta d'Identità.
L'artificio battezzato “una scelta in Comune”, è frutto di un accordo privato tra CNT, Ministro della Salute e Associazione Nazionale Comuni d'Italia (ANCI). Ma non tutti i sindaci sono stati al gioco.
Andando al pratico, all'anagrafe l'impiegato ti presenta un modulo prestampato ingannevole, come se fosse obbligatorio, invece è un'iniziativa CONTRO-LEGGE, non obbligatoria né per il Comune né per il cittadino. Se firmi il modulo, sarà raccolto negli archivi dell'anagrafe e la tua volontà verrà trasmessa telematicamente al Sistema Informativo dei Trapianti (SIT) del CNT, al quale tu non hai accesso, ma 24 ore su 24 vi accedono i medici del coordinamento espianti-trapianti.
Tale modulo non esplicita che si tratta di espianto su persona in cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente, perpetuando la falsità del “dona dopo la morte” e afferma falsamente in caratteri microscopici a piè pagina che tale registrazione “è secondo normativa” indicando 3 norme: la Legge 91/99 che invece è marchianamente elusa mancando il Decreto attuativo dell' art. 5; il D.M. 8 aprile 2000 (Rosi Bindi) che invece è temporaneo e usato per dare la stura a vari inganni come il presente; e il D.M. 11 marzo 2008 (Livia Turco) che si aggancia al suddetto Decreto temporaneo della Bindi per introdurre l'illecita e incostituzionale registrazione presso i Comuni.
La propaganda fa passare questo imbroglio come una “opportunità in più” ma non è così: è invece il turpe tentativo di intrappolarci, di fatto, uno alla volta (donatori, NON-donatori ed astenuti) nel database del Centro Nazionale Trapianti, ponendo anche gravi problemi di privacy. Rifiutati di firmare all'anagrafe !
Infatti i cittadini che firmano il consenso all'anagrafe sono raggirati, perché la legge ci considera già donatori salvo opposizione. Inoltre se cambiano idea devono revocare addirittura su tre fronti: Anagrafe, CNT e FSE (Fascicolo Sanitario Elettronico).
I cittadini che firmano il Diniego all'anagrafe mettono il loro “NO” nelle mani del nemico perché il CNT è luogo di promozione dei trapianti. I NON-donatori devono invece munirsi di un libero documento come per esempio la Carta-Vita/Dichiarazione-autografa di opposizione all'espianto di organi, tessuti e cellule, scaricabile dal nostro sito www.antipredazione.org sezione “Difenditi”, da unire alla carta d'identità, e dare in copia ai famigliari e persone di fiducia.
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DATI- DICHIARAZIONI ANTICIPATE di TRATTAMENTO: SOLO PROMOZIONE di MORTE, MANCA la SCELTA di VITA
COMUNICATO STAMPA - ANNO XXXIII n. 3 - 14 Febbraio 2017
All'Aula della Camera si discuterà il 20 febbraio sulla Proposta di legge “Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari”.
Una farisaica proposta di legge che illude il cittadino maggiorenne, capace di intendere e di volere, di poter scegliere in vita, anni prima, in previsione di una propria futura incapacità di autodeterminarsi, se accettare o negare determinati interventi della meditecnica, attraverso disposizioni anticipate di trattamento. Con le “DAT” può esprimere il consenso o il rifiuto anche per le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali. Può altresì indicare una persona di sua fiducia (“fiduciario”) che ne faccia le veci e lo rappresenti nelle relazioni con il medico e le strutture sanitarie.
Sembra un'enunciazione banalmente logica ma non è così.
In primis le DAT devono essere redatte burocraticamente in forma scritta, datate e sottoscritte davanti ad un pubblico ufficiale, ad un medico o a due testimoni o attraverso strumenti informatici di comunicazione e ciò esclude di fatto la più parte della popolazione. Quindi aria fritta soprattutto se negli anni cambi idea e devi ripetere il giro burocratico o magari cambi idea proprio dopo il ricovero e ti tocca magari di morire, perché la burocrazia vince sul rapporto umano medico-paziente.
Questo farisaico provvedimento non abroga la legge che impone la “morte cerebrale” a cuore battente in 6 ore a cittadini che la rifiutano, al fine di permettere loro una scelta di vita e di cure.
Hanno creato una categoria di malati senza diritti: sono i malati affetti da lesioni cerebrali per traumi o malattia che vengono esclusi in vita dal diritto di rifiutare la “morte cerebrale” e gli esami dannosi non finalizzati alla cura ma all'utilizzo o eliminazione del paziente (esami immuno-genetici per la compatibilità, coronarografie, angiografie cerebrali, test dell'apnea...).
Atti di tortura praticati senza autorizzazione. Costoro subiscono recalcitranti la Distanasia di Stato o se preferite la “crudele eutanasia autoritaria imposta dalla legge”: vengono uccisi con l'espianto o se “non donatori” soffocati per rimozione della ventilazione senza “svezzamento” e senza autorizzazione.
Si verifica una discrepanza di diritti tra i cittadini che possono in vita presentare i DAT per vietare idratazione e nutrizione artificiali nello stato vegetativo ed i cittadini che non possono coi DAT vietare la tortura della Distanasia/Eutanasia di Stato. Ciò va a contrastare l'art 3 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge...”
Piuttosto che questo approccio farisaico al problema, meglio nessuna legge.
Consiglio Direttivo - Presidente: Nerina Negrello - www.antipredazione.org
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Data per morta, donna si risveglia prima dell’espianto - 10 luglio 2013
Syracuse, Usa — Ha dell’incredibile la vicenda accaduta, negli Stati Uniti. Una donna che aveva ingerito farmaci in grande quantità è stata data per morta. Ma poco prima dell’espianto degli organi si è risvegliata facendo rimanere di sasso i medici. La poveretta si è poi suicidata sedici mesi dopo.
Protagonista della vicenda riportata dal New York Post, Colleen Burns ritenuta morta per un’overdose di farmaci dai medici del St. Joseph’s Hospital Health Center.
La donna, 41 anni e madre di tre figli, era sul lettino operatorio quando ha aperto gli occhi. Dopo lo choc, i medici hanno gridato al miracolo. La donna è stata dimessa dall’ospedale due settimane più tardi. La famiglia ha citato in giudizio l’ospedale, mentre il Dipartimento della salute lo ha multato per 6000 dollari, ritenendo inadeguate le procedure di sicurezza adottate.
L’overdose di farmaci aveva provocato un coma profondo nella donna. I medici ritenevano che avesse subito danni irreversibili al cervello tali da procedere all’espianto degli organi. Non era così.
La poveretta si è poi uccisa nel gennaio del 2011 a causa di una profonda depressione che le avevano amplificato con l’overdose di medicinali propinati dai medici ai quali si era rivota per la sua depressione.
Cari Amici, e Soci della Lega Antipredazione, Come già precedentemente segnalato, la neuroscienziata italiana operante in Francia, a Lione, è riuscita servendosi di elettrostimolazioni applicate al nervo vago per un intero mese, a far recuperare la coscienza ad un paziente in stato vegetativo giudicato "irreversibile" da ben 15 anni: un risultato strabiliante.
Quello che stupisce è che questa notizia rivoluzionaria, rimbalzata sulla stampa nazionale, sia rapidamente scomparsa inghiottita nel torrentizio fluire della cronaca.
Lo stesso è successo nel 1998 con la terapia della "ipotermia cerebrale controllata" che in Giappone è utilizzata per salvare da traumi cranici ed ischemie cerebrali. Tacciono per non smentire convinzioni a-scientifiche e leggi autoritarie che impongono l'utilitaristica "morte cerebrale" per espianti-trapianti.
Il prof. Roberto Fantini, autore dell'articolo sottostante, nonché nostro socio, ha esplicitato una limpida critica alla scienza e alla religione, dando forma ad obiezioni che assillano molti laici e cattolici. http://www.flipnews.org/component/k2/questione-trapianti-di-organi-un-ragionato-invito-a-scienza-e-religione-ad-abbracciare-un-filosofico-sapere-di-non-sapere.html
By Lega antipredazione
Vi segnaliamo un caso accaduto in Texas - US - il giovane Zack Clements si accascia al suolo durante una partita di football. Viene dichiarato morto per arresto cardiaco, ma dopo 20 minuti torna in vita senza riportare alcuna lesione cerebrale.
Questo è un altro caso che dimostra che il prelievo di organi in arresto cardiocircolatorio dopo 1-5 minuti, praticato in alcuni Stati e recentemente, ma illegalmente, in alcuni ospedali italiani per aumentare la disponibilità di organi, è un crimine inaccettabile
Il breve video al seguente link: http://video.virgilio.it/guarda-video/torna-in-vita-dopo-20-minuti-di-morte-ecco-cosa-ha-visto_bc5312045841001
La cosiddetta "scienza" NON e' mai esatta al 100%, perche e' formata da molte ipotesi/teorie, che poi puntualmente vengono in grande parte smentite e/o rimesse in discussione formando nuovi "dogmi" da insegnare, e cio' accade ogni dieci anni...specie in medicina ! Ci vuole quindi umiltà nell'ascoltare le opinioni. Bisogna cambiare filosofia. Oggi il mondo e' dominato dal Dio denaro e finche chi è più ricco e potente perde invece la cultura la solidarietà, la fratellanza, e/o la ricerca medica diagnostica indipendente e multidisciplinare come dice da decenni il dr. Jean Paul Vanoli.
In particolare, Tutti i medici hanno i paraocchi e viaggiano su un binario unico tutta la vita...a loro basta una stupida laurea, ma la vera conoscenza e' fatta di confronto, di prove errori umiltà, imparare dal lavoro altrui e condividerlo.
Ci vuole una filosofia diversa...meno acida, dato che oggi tutti pensano di essere i più intelligenti e furbi, ma la presunzione e' proprio il loro limite. Bisogna aprirsi al mondo alle culture alternative.
By Claudio Creviz (chimico) e commenti di: Jean Paul Vanoli (giornalista investigativo e naturopata)
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MINORI IN PASTO AGLI ADULTI: ELUSIVI STATO - ISTITUZIONI - CHIESA Ida Magli, la grande antropologa, nel suo ultimo formidabile libro afferma: «I bambini sono oggi al centro del mercato degli organi [...] Il numero di bambini che “scompaiono” nel mondo è spaventoso: otto milioni in un anno, ossia quasi 22.000 al giorno [...]
La grande maggioranza, sulla quale vige un silenzio assoluto, finisce nel mercato degli organi».
«Tutte le denunce sul rapimento e la scomparsa dei bambini che si sono susseguite negli ultimi anni, da parte soprattutto delle suore missionarie in Africa, sono cadute nel vuoto. Quando queste povere suore disperate si sono decise a rivolgersi al giornale ufficiale del Papa, “L’Osservatore Romano”, e hanno fatto l’orribile rivelazione che in Mozambico i bambini ricoverati nei loro collegi vengono rapiti e i corpicini espiantati si ritrovano nei cassonetti della spazzatura, nessuno ha risposto. Gli ultimi Papi, da Wojtyła a Ratzinger a Bergoglio, non hanno mai alluso a questo terribile dramma, né l’hanno mai condannato. Hanno predicato contro ogni peccato e crimine possibile, ma mai contro questo». «Il mercato degli organi e quello dei trapianti sono oggi uno degli affari più lucrosi a livello mondiale».
IDA MAGLI, I figli dell’uomo-Duemila anni di mito dell’infanzia, Rizzoli-Bur Saggi 2015, pp.71-84
28 Febbraio 2016 L'Agenzia Europol e ACAT Italia denunciano “Almeno 10.000 migranti minorenni scomparsi dopo il loro arrivo in Europa. Il giornalista Gianni Lannes ne denuncia 12.000. L'agenzia d'intelligence europea precisa in Italia ne sono scomparsi 5.000, mentre il Ministero ne denuncia oltre 6.000. Bande di trafficanti di schiavi e trafficanti d'organi umani sono in azione.
15 Gennaio 2017 – 103^ Giornata mondiale del migrante e del rifugiato
Il Presidente della Repubblica Mattarella parla fumosamente di “realtà che interroga le coscienze di ciascuno e l'intera società”. Fa pigliar aria alla lingua. Non si è mai pronunciato contro l'espianto/omicidio dei minori in balia degli adulti anche nell'infame legalità.
Il Ministro dell'Interno, Alfano, incapace contro l'infrastruttura criminale non fa sgambetti ai trapiantisti. Mai una parola di condanna per gli espianti legali subiti dai minori.
Francesco Bergoglio dalla finestra vaticana: “Questi nostri piccoli fratelli , specialmente se non accompagnati, sono esposti a tanti pericoli. E vi dico, eh, sono tanti”. Ma non ha ancora il coraggio di menzionare quali sono: espianto d'organi e mercato della prostituzione. Il suo appello è un generico invito a proteggere i minori migranti. Non ha mai condannato l'espianto legale sui minori.
Il Garante dell'Infanzia, del passato e del presente, pur enunciando di agire “nell'esclusivo interesse dei minori” non ha mai pronunciato parole di condanna verso l'uso e l'abuso dei minori espiantati a cuore battente. Lascia che i genitori li donino su pressione dei trapiantisti.
Telefono Azzurro dichiara il principio che il minore sia considerato a pieno titolo “cittadino soggetto di diritto”, ma tace, come molti altri, sulla propaganda menzognera nelle scuole ed i video-spot per indurre i minori alla donazione...
Le autorità parlano bene ma razzolano male. Le parole al vento equivalgono all'indifferenza e al silenzio e aprono la strada alla complicità con l'infrastruttura criminale sia legale che illegale. STOP AGLI ESPIANTI SUI MINORI
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INTERVISTA AL DOTT. HERMANN DEUTSCHMANN trascritta e tradotta da Armin Benedikter membro della Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente. L'importanza di questa intervista sta nel fatto che la critica parte da un medico appartenente al sistema trapiantistico istituzionale (ha diretto il servizio di emergenza della DSO della Bassa Sassonia). La conoscenza di questi errori dovrebbe imporre un blocco dei trapianti. Vedi
www.antipredazione.org sezione “Video” Abbreviazioni:
BÄK = Bundesärztekammer (Camera federale dei medici della Germania) DSO = Deutsche Stifung für Organtrans-plantation (Fondazione tedesca per il trapianto d’organi)
ERRORI NELLA DIAGNOSI DI MORTE CEREBRALE - NON È CERTA COME LA MORTE Il neurologo dott. Hermann Deutschmann ritiene molto delicata la diagnosi relativa alla morte cerebrale. Per parecchi anni il dott. Deutschmann ha diretto il servizio di emergenza della DSO della Bassa Sassonia. Durante tale attività notò che molti medici dei reparti di rianimazione hanno poca esperienza nella diagnosi della morte cerebrale. Questi casi il dott. Deutschmann li ha documentati in uno studio successivo. Abbiamo esaminato circa 230 pazienti in un periodo di circa 5 anni ed abbiamo constatato i requisiti in base ai quali i medici curanti pensavano che si fosse in presenza di una morte cerebrale: invece per circa il 30% di questi pazienti la morte cerebrale non era in atto. Ciò significa che manifestamente c’è una grande incertezza relativa alla diagnosi di morte cerebrale, nonostante che, secondo i criteri già fissati dalla BÄK, si dovrebbe pensare che tale esame sia relativamente semplice e dovrebbe di per sé essere accessibile ad ognuno – così lo formula anche la BÄK, la quale dice che nei reparti di rianimazione si riesce ad individuare la morte cerebrale anche senza grandi sussidi tecnici.
Allora anche i primi verbali di morte cerebrale sono stati compilati così? Sì, anche, nella misura del 20-30% abbiamo riscontrato anche dei verbali di morte cerebrale redatti da preesaminatori, ma tali verbali erano utilizzabili solo raramente, perché erano compilati in maniera sbagliata. Non si trattava del fatto che si esprimeva una diagnosi sbagliata, ma si trattava in genere del fatto che i fogli erano compilati in maniera sbagliata, che per es. dei requisiti che devono essere adempiuti non erano documentati, che parti dell’esame che devono essere documentate, non erano documentate, e, nel caso più grave, che il cosiddetto test dell’apnea (ndr test dannoso imposto dai protocolli), il quale costituisce il decisivo ultimo esame per dichiarare la morte cerebrale non era documentato, ma che ciò nonostante questo verbale di morte cerebrale era compilato come tale e si dava persino atto con la sottoscrizione che il paziente era già morto.
Quali sono le fonti principali di errori, che cosa va garantito assolutamente affinché si possa fare una tale diagnosi? In linea di principio devono essere rispettati dei requisiti, cioè si deve aver chiarezza sui quesiti: Di che cosa si era ammalato il donatore? Che cosa ha cagionato la sua morte cerebrale? E ciò deve essere verificato tramite una checklist e va confermato in conformità. Ne fanno parte delle cose banali le quali al giorno d’oggi non dovrebbero costituire un problema presso nessun reparto di rianimazione: non ci devono essere delle grossolane deviazioni da parte degli elettroliti, cioè i sali del corpo devono essere in regola, non ci devono essere estreme deviazioni da parte della glicemia, il che infatti forse potrebbe dar l’illusione che si sia in presenza di morte cerebrale, e dev’essere chiaro se tale lesione sia una lesione cerebrale primaria o secondaria, perché ciò ha degli effetti sul modo in cui sarà poi da eseguire l’esame.
Noi della commissione di ricerca, come principio e indipendentemente dal fatto se fosse assolutamente necessario o meno, abbiamo utilizzato un esame tecnico. Nella commissione di ricerca si è quasi esclusivamente impiegato l’esame EEG e l’ecografia Doppler, in alcuni casi anche entrambi contemporaneamente nel corso del medesimo esame. In tali occasioni abbiamo rilevato che l’ecografia Doppler è molto più sensibile o suscettibile nella propria significatività, perché ci sono dei referti non univoci, e per tale motivo l’ecografia Doppler, che di per sé è una procedura relativa al sistema circolatorio, in molti casi non è idonea per constatare se la funzione cerebrale si sia del tutto spenta. Un po’ più affidabile é stato in proposito l’EEG.
Ma la BÄK finora non ha nemmeno richiesto una diagnostica comparativa, il che ovviamente viene al momento messo in discussione. Ciò per Lei è necessario? Per la nostra commissione di ricerca e per me personalmente l’esame tecnico è indispensabile, in proposito non ho il minimo dubbio, non dubito minimamente che ciò si possa fare soltanto con l’ausilio di un esame tecnico perché ci sono molte imponderabilità che magari uno non le sospetta nemmeno, per es. il fatto che siano stati assunti dei medicinali i quali possono falsificare la constatazione della morte cerebrale o almeno possono dar l’illusione che si sia in presenza di morte cerebrale, e ciò può in larga misura essere escluso mediante l’esame tecnico, e in tale contesto, in linea di principio, si deve fare anche un esame tossicologico, cioè si deve accertare se il paziente abbia ricevuto una dose rilevante di analgesici, di tranquillizzanti o di altre sostanze, per es., ciò che sarebbe la cosa più grave, un distensivo per i muscoli, a causa dei quali ogni reazione potrebbe essere soppressa.
Ma questo esame di laboratorio è obbligatorio per determinati medicinali o è rimesso alla discrezionalità di chi esamina? L’esame di laboratorio non è obbligatorio, anzi. La BÄK nelle proprie direttive emanate nel 1997 o nel 1998, fa una descrizione molto complessa di come sia da maneggiare tale esame, ma tale descrizione nella situazione concreta, almeno a mio avviso, è poco utile. E per tale motivo, penso sia in ogni caso molto più semplice e rassicurante per tutte le persone coinvolte che per particolari medicinali venga effettuata la rispettiva analisi.
Lei in occasione dello studio successivo da Lei effettuato, per quanto ho letto, ha riscontrato anche 8 casi in cui la morte cerebrale era accertata con dei test clinici, ma poi la diagnostica comparativa ha dato un altro risultato. Infatti noi con l’esame aggiuntivo comparativo guardiamo se sussista ancora una chance di vita e rispettivamente se ci siano ancora dei segni di vita. Se come segno di vita prendiamo l’EEG che dimostra ancora certe oscillazioni mentre i criteri clinici di morte cerebrale sono pienamente adempiuti, allora è esclusa la constatazione di morte cerebrale.
D’altro canto un’ecografia con indizi secondo i quali la circolazione sanguigna nel cervello si è ancora conservata, esclude la constatazione assoluta della morte cerebrale, ragion per cui uno si deve concentrare su altre cose, impiegando eventualmente altri tipi di esame.
Ma noi da una parte cerchiamo segni di vita, dall’altra parte cerchiamo delle chance di sopravvivenza per altri.
Ma Lei si augurerebbe che ci fosse una formazione per gli addetti alla diagnosi di morte cerebrale? Che ci fossero veri e propri corsi per insegnare come sia da fare correttamente? Io mi augurerei che la BÄK creasse la possibilità di una formazione per la diagnosi di morte cerebrale, con un corso di alcuni giorni, anche con istruzioni pratiche, facendo in modo che esista questa caratteristica di qualificazione, il che significa anche un’ulteriore sicurezza per la popolazione.
Sussiste il pericolo che, se basta il solo esame clinico, la diagnosi di morte cerebrale possa essere effettuata da chi non ne ha idee esatte? Questo pericolo sussiste effettivamente, particolarmente quando qualcuno l'ha fatto molti anni fa. Se penso a come ho fatto la diagnostica di morte cerebrale 30 anni fa e come la faccio oggi, allora nel frattempo ho imparato molto, allora penso che una volta io non lo abbia fatto in maniera così sicura come oggi. Chi lo fa raramente rischia anche di fare qualche sbaglio, non necessariamente una diagnosi sbagliata, ma di fare cose non conformi alle regole.
Ma non esiste un’analisi standardizzata degli errori, mediante la quale i casi in cui qualcosa è andato storto, vengano di routine inoltrati ad un determinato organismo competente? No, non esiste.
Ma come allora si vuole che si impari qualcosa dagli errori compiuti? Nel team consiliare per mezzo dei nostri fogli di garanzia di qualità abbiamo fatto in modo di discutere all’interno del team, e così abbiamo anche raggiunto la nostra certezza come andassero gestite le situazioni critiche, e in ultima analisi ciò nel 2009 ha comportato la pubblicazione di un articolo in riviste specializzate, nel quale abbiamo esposto come si dovevano affrontare le questioni particolari che si presentano in casi singoli, ma tali spiegazioni non si trovano così facilmente nelle esposizioni della BÄK, e quindi le stesse direttive della BÄK per molte cose che si presentano nella vita pratica non sono utili.
Ma come posso dare alla popolazione l’illusione che tutto sarebbe completamente sicuro, che non vi può essere assolutamente alcun errore, se non c’è un’analisi degli errori? Lei come medico come la pensa in proposito? Si dovrebbe in ogni caso rendere possibile l’analisi degli errori, tramite una buona organizzazione che vi sta dietro. Io qui intravedo effettivamente la possibilità che la BÄK inserisca ciò nella propria responsabilità complessiva, nel complesso dei propri compiti.
Ciò che non capisco tanto bene: come mai adesso si fa una nuova legge sui trapianti, ma non si tiene anche conto di questa analisi degli errori? A Lei risulta comprensibile per quale motivo tale analisi non viene prevista? Ecco, sarebbe stata una buona occasione per revisionare adesso anche le direttive finora in atto e le conseguenze che ne derivano, e per cambiare varie cose, purtroppo si è persa questa occasione.
Lei si augurerebbe che tali modifiche fossero fatte presto? Certamente, assolutamente, e io volentieri collaborerei, se ci fosse ancora la possibilità di apportare modifiche.
Quali possono essere i motivi per cui non lo si è fatto finora? La BÄK, a mio avviso, finora si è sempre sforzata di non rendere pubblici i problemi, perché si teme che in tale maniera qualcuno potrebbe essere disilluso, che qualcun'altro possa diffonderli e che qualcuno eventualmente possa ingigantire problemi piccoli. Laddove a mio avviso a proposito della diagnosi della morte cerebrale non esistono problemi piccoli, ma semmai soltanto problemi grandi, e per tale motivo si deve procedere con estrema accuratezza. Infatti se lì qualcosa va storto, ne sorgeranno problemi immensi.
Ma penso anche che si debba coltivare una certa cultura degli errori, non in pubblico, ma almeno all’interno delle cerchie di specialisti si dovrebbero discutere i problemi apertamente. Ed anche ciò, penso, finora è stato omesso.
Perché questi team consiliari, i quali si sono dati da fare per collaborare ed anche per analizzare i possibili errori, sono stati aboliti dalla DSO? Io adesso posso parlare soltanto per il team consiliare della regione Nord: tale team, così come era composto, venne più o meno sciolto per meri motivi economici, vale a dire molti di coloro che operavano per il team consiliare si sono ritirati perché si sentivano discriminati dai modelli di finanziamento della DSO, e precisamente non discriminati perché c’erano troppi pochi soldi, ma perché ce n’erano troppi per il singolo intervento, il che da noi veniva ritenuto una cosa più o meno indecente.
Ma se non si sa con certezza quale sarà il risultato che ne uscirà, perché tale finanziamento sarebbe indecente? In verità noi abbiamo considerato ciò che veniva pagato come una taglia, cioè l’esaminatore era spinto ad aver successo... ma certo, non lo si può dire così...
Sì, va bene, Lei dice che non si può parlare di una “tangente”, è vero? No, no, ma ciò nonostante nelle nostre discussioni l’abbiamo così denominata.
Ci sono stati anche dei casi in cui si esaminava semplicemente in maniera sbagliata, in cui si facevano degli errori? Ci sono stati casi del genere, casi singoli, in cui per es. era stato omesso il test dell’apnea e tuttavia era stato compilato un verbale, con valutazioni del tutto sbagliate nell’esame aggiuntivo... Io personalmente una volta ho assistito ad un caso in cui per un bambino venne fatto un EEG e nell’EEG c’erano state alte oscillazioni...., che lì poi come referto si parlava di una linea zero che però non era mai stata una linea zero. Inoltre al momento dell’esame clinico il bambino aveva ancora respirato per cui la morte cerebrale era da escludersi in maniera chiarissima, ma soltanto la valutazione dell’esame tecnico era erronea.
Come ha reagito il medico al quale ciò era successo? Era molto colpito. Ciò costituiva un evidente segno del fatto che egli non aveva praticamente nessuna esperienza della diagnosi di morte cerebrale, visto che ciò proprio per i pediatri era una cosa molto rara, almeno se si pensa che la faccenda è avvenuta 6 o 8 anni fa.
Se Lei descrive così le cose, lo Stato agisce forse in maniera colposa se non si preoccupa in prima persona di questa diagnosi, ma se la facesse fare ad un’organizzazione privata? Ho un doppio atteggiamento verso la DSO, perché stimo i collaboratori della stessa, ma penso che la DSO non sia in grado di ristrutturarsi da sola, e probabilmente essa dovrà essere anche abolita e sostituita con un’altra organizzazione che forse lo fará meglio.
E perché lo Stato permette tutto questo andazzo? Lo Stato è contento di avere qualcuno che lo fa. La BÄK sostiene lo Stato, pare almeno, in questa situazione, e laddove non c’è un attore, lì in ultima analisi non c’è neanche un giudice, e lì allora non si sarà costretti a cambiare nulla.
Il dott. Hermann Deutschmann è deceduto nell’ottobre 2014. Intervista di: Silvia Matthies - Relazione: Dr.med.Regina Breul + Silvia Matthies - DRB Production www.unzensierte-dokumentationen.de
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Schemi cerebraliumani di attivitàoltre la lineaestremaisoelettricadi coma profondo – 18/09/2013
By Daniel Kroeger, Affiliation: Department of Stomatology, School of Dentistry, Université de Montreal, Montreal, Canada - Bogdan Florea, Affiliation: Medical Centre Regina Maria, Cluj-Napoca, Romania
Florin Amzica - DOI: 10.1371/journal.pone.0075257
Abstract
L' elettroencefalogramma (EEG) riflette l'attività elettrica del cervello. Un EEG (isoelettrico) piatto, che di solito è registrato durante un coma molto profondo, è considerato un punto di svolta tra un cervello vivente e un cervello defunto. Pertanto, l'EEG isoelettrico costituisce, insieme con l’evidenza di irreversibili danni cerebrali strutturali, uno dei criteri per la valutazione della morte cerebrale. In questo studio utilizziamo registrazioni EEG per gli esseri umani, da un lato, e dall'altro doppie registrazioni intracellulari simultanee nella corteccia e nell'ippocampo, combinati con EEG, nei gatti. Essi servono a dimostrare che un fenomeno complesso nel cervello è osservabile sia in esseri umani e animali durante il coma che è più profonda di quella riflessa dallo EEG isoelettrico, e che questo stato è caratterizzato da attività cerebrale generato all'interno della formazione dell'ippocampo. Questo nuovo stato è stato indotto sia da farmaci applicati al coma posta-noxic (nell'uomo) o mediante l'applicazione di alte dosi di anestesia (isoflurano in animali) che portano ad una attività EEG di onde taglienti quasi – ritmiche, che d'ora in poi ci proponiamo di chiamare ν -complessi (Nu- complessi). L’uso registrazioni intracellulari simultanee in vivo, nella corteccia e nell'ippocampo (in particolare nella regione CA3), dimostriamo che ν-complessi sorgono nell'ippocampo e sono successivamente trasmesse alla corteccia. La genesi di un ippocampo ν-complesso dipende un'altra attività dell'ippocampo, nota come attività ripple, che non è apertamente rilevabile a livello corticale. Sulla base delle nostre osservazioni, proponiamo uno scenario di come auto-oscillazioni nei neuroni dell'ippocampo possono portare ad un fenomeno complesso cerebrale durante il coma.
Human Brain Activity Patterns beyond the Isoelectric Line of Extreme Deep Coma
By Daniel Kroeger, Affiliation: Department of Stomatology, School of Dentistry, Université de Montreal, Montreal, Canada - Bogdan Florea, Affiliation: Medical Centre Regina Maria, Cluj-Napoca, Romania
Florin Amzica - DOI: 10.1371/journal.pone.0075257
Abstract
The electroencephalogram (EEG) reflects brain electrical activity. A flat (isoelectric) EEG, which is usually recorded during very deep coma, is considered to be a turning point between a living brain and a deceased brain. Therefore the isoelectric EEG constitutes, together with evidence of irreversible structural brain damage, one of the criteria for the assessment of brain death. In this study we use EEG recordings for humans on the one hand, and on the other hand double simultaneous intracellular recordings in the cortex and hippocampus, combined with EEG, in cats. They serve to demonstrate that a novel brain phenomenon is observable in both humans and animals during coma that is deeper than the one reflected by the isoelectric EEG, and that this state is characterized by brain activity generated within the hippocampal formation.
This new state was induced either by medication applied to postanoxic coma (in human) or by application of high doses of anesthesia (isoflurane in animals) leading to an EEG activity of quasi-rhythmic sharp waves which henceforth we propose to call ν-complexes (Nu-complexes). Using simultaneous intracellular recordings in vivo in the cortex and hippocampus (especially in the CA3 region) we demonstrate that ν-complexes arise in the hippocampus and are subsequently transmitted to the cortex. The genesis of a hippocampal ν-complex depends upon another hippocampal activity, known as ripple activity, which is not overtly detectable at the cortical level. Based on our observations, we propose a scenario of how self-oscillations in hippocampal neurons can lead to a whole brain phenomenon during coma.
Commento NdR: come volevasi dimostrare, l’attivita’ cerebrale e’ paragonabile ad un maxi e complesso circuito elettronico simile ma molto molto piu’ sofisticato di una radioTV ricetrasmittente, che si sintonizza ed e’ quindi tarato, sulle frequenze di questa dimensione, dell’UniVerso e particolarmente della Terra.
Quando nel cervello cambiano: pH del liquor, oppure esso viene intossicato da droghe, o per mancanza di ossigeno, come il coma negli stati di premorte, il cervello pur non avendo piu’ il sangue ad irrorarlo, cambia la sintonizzazione del suo apparato ricetrasmittente (un esempio, e' cio' che avviene ai cromosomi del DNA come antenna), che era gia’ stato tarato dalla nascita, sulle frequenze Terrestri, si ri-sintonizza sulle nuove frequenze ove dove dovrebbe o si deve recare lo Spirito / energia del comatoso in fase di pre-morte o morte definitiva e quindi inizia a vedere, sentire, avere sensazioni diverse, ma del luogo ove Egli viene attratto in via preventiva e/o in via definitiva e, quando dal coma si dovesse risvegliare, racconta se lo desidera e/o lo vuole, l’esperienza vissuta nel coma profondo, descrivendo cose meravigliose vissute in prima persona e con la propria individualita' cosciente..
Quindi fate molta attenzione agli espianti frettolosi...
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>> Questovideo mostra come gli organi di un paziente definito "morto" vengano espiantati quando sono ancora perfettamente sani.
Una legislazione ipocrita e senza fondamento scientifico permette infatti letteralmente di "uccidere" un paziente in coma cerebrale nell’arco di poche ore, andando ad alimentare un mercato degli organi altamente lucrativo, ma moralmente molto discutibile.
Vedi anche questa pagina: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3592
Caro "donatore"
o se sei
in
procinto
di
divenirlo sappi
che: Quando sarai
dichiarato "morto",
ti
faranno un'anestesia
totale
per
prelevarti
gli
organi....
e
sai perche'
?,
perche'
la
procedura prevista
per
l'espianto
prevede
che tu
venga
anestetizzato,
ma se sei veramente
morto
perche'
lo
fanno ? .....perche'
sanno...che
in
realta'
potresti
svegliarti
da
quella morte
e/o
potresti sentire dolore
!
(Tratto da Anestesia, giornale
degli anestesisti della Gran
Bretagna)
Quello che non ti dicono: Non ti hanno detto che l'espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua da persona in coma, sottoposta a ventilazione forzata, e non da un morto in arresto cardio-circolatorio-respiratorio, come tutti intendiamo. La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc... Le donne gravide portano avanti la gravidanza. Non è vero che prima si interrompa la ventilazione che poi, a cuore e respiro fermi, si inizi il prelievo, ma è proprio l'opposto. Gli organi vengono tolti da persona che ha perso la coscienza, le cui reazioni alla sofferenza prodotta dall'espianto sono impedite da farmaci paralizzanti o da anestetici.
In Italia, la
Legge 91/99
considera donatori
TUTTI
coloro che
non ne hanno fatto esplicita
opposizione
tramite
proprio documento autografo e/o
tramite risposta entro 3 mesi
(alle ASL di competenza) alla
loro richiesta di autorizzazione
che esse avrebbero dovuto
inviare, e che non hanno
inviato, appositamente per
lasciare tutti nel "silenzio
assenso"
come previsto dalla legge
italiana (art 23) ...che di
fatto rapina gli organi
senza
chiedere il consenso
!
Le
opposizioni
debbono essere effettuate
entro 6 ore
dalla
dichiarazione
di morte
(tempo
di osservazione)....
Recenti
ricerche hanno dimostrato che
dopo un trapianto di organo,
nel ricevente si può sviluppare
un cancro.
Queste ricerche sono state
effettuate in primis da: Robert
Schreiber, Washington University
Scool of Medicine, St Louis, MO,
Usa insieme a Cornelis Melief,
Leiden University Medical
Center, Olanda.
C'è un futuro per
il trapianto di cuore ? -
British
Medical Journal 2003; 326 David W. Evans, docente (Fellow Commoner) del Queens'
College di Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth
Hospital del Cambridgeshire a causa della sua
opposizione alla morte cerebrale. EDITORE - La risposta alla vostra domanda: "C'è un
futuro per il trapianto di cuore ?" pubblicata sulla
copertina del British Medical
Journal n. 326 è "NO". Che non avesse un futuro a lungo
termine era chiaro sin dall'inizio, se non altro perché la disponibilità di cuori di donatori non sarebbe mai
stata sufficiente a coprire la domanda, se la procedura
fosse risultata di successo ed accettabile. Ma, come Anyanwu e Treasure fanno notare (1), non è mai
stata portata alcuna prova della sua efficacia, mentre
ora gli sviluppi nella profilassi e nella terapia
offrono alternative preferibili libere
dall'approvvigionamento e dai problemi etici che hanno
sempre afflitto i trapianti di cuore umano. Non ultima
fra questi è la dipendenza della procedura dall'idea che
la morte del tronco cerebrale possa essere
diagnosticata, con la necessaria certezza, per mezzo di
test eseguiti al letto del paziente su alcuni riflessi
del tronco cerebrale, unitamente ad un (pericoloso) test
dell'apnea. Questa nozione semplicistica è stata messa in dubbio
molti anni fa (2) ed è finalmente risultata
definitivamente falsa (3). L'acquisizione di cuori dei
donatori dipende quindi dalla falsa rappresentazione di
una sindrome pre-mortale diagnosticata grossolanamente;
come la morte del paziente destinato ad essere donatore,
con tutti gli inganni specifici e generali, pubblici e
professionali del caso. Tale pratica non può più
continuare. Non ha sinora prodotto buoni frutti e non ne
produrrà mai (4).
Bibliografia: 1 - Anyanwu A, Treasure, T. - Prognosi dopo il trapianto
di cuore, BMJ 2003; 326: 509-10 (March 8) 2 - Evans DW, Hill DJ. - Il tronco cerebrale dei donatori
non è morto, Catholic Medicai Quarterly 1989; 40:113-121 3 - Facco E, Munari M, Gallo F, Volpin Sh1, Beliau,
Baratto F, Giron - Ruolo dei potenziali evocati di breve latenza nella
diagnosi di morte cerebrale, Clinical Neurophysiology 2002,113:1885-66 4 - Matteo 7: 18
5 - Prof. Dr. Massimo Bondì, L.D. Pat. Chir. e Prop. Clin. Univ. La Sapienza Roma, chirurgo generale e patologo generale: "La morte cerebrale è ascientifica, amorale e asociale" (Audizione Commissione sanità 1992).
6 - Dr. David W. Evans, Fellow Commoner of Queens' College Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth Hospital per opposizione alla "morte cerebrale": "C'è grande differenza tra essere veramente morto ed essere dichiarato clinicamente in morte cerebrale" (Audizione Commissione sanità 1992).
7 - Dr. Robert D. Truog, Dr. James C. Fackler, Harvard Medical School Boston: "Non è possibile accertare la cessazione irreversibile di tutte le funzioni del cervello con i mezzi clinico-strumentali attuali [Critical Care Medicine, n° 12, 1992, "Rethinking Brain Death" (Ripensamento sulla morte cerebrale)].
8 - Prof. Peter Singer, Presidente dell'Associazione Internazionale di Bioetica: "...la morte cerebrale non è altro che una comoda finzione. Fu proposta e accettata perché rendeva possibile il procacciamento di organi" (Congresso di Cuba 1996).
9 - Dr. Cicero Galli Coimbra, Head of Department neurology and neurosurgery, Univ. Sau Paulo, Brasil: "...i protocolli diagnostici per dichiarare la morte cerebrale (test dell'apnea) inducono un danno irreversibile su pazienti che potrebbero essere salvati" (Convegno internazionale Roma 19/2/2009).
Dalla NIHON UNIVERSITY - TERAPIA DELLA IPOTERMIA CEREBRALE CONTROLLATA: Dei Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14 pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12 con ischemia cerebrale globale da arresto cardiaco da 30 a 47 minuti, riportandoli a normale vita quotidiana, con pieno ristabilimento delle capacità di comunicazione verbale. "Una dichiarazione affrettata di cosiddetta 'morte cerebrale' senza che sia stata tentata tale terapia potrebbe ben costituire omicidio o, come minimo, premeditata omissione di soccorso e malpractice" (Yoshio Watanabe MD; Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic Of The Proponents. JPN Heart J, Sept 1997 - Hayashi N, MD, Brain Hypothermia Therapy, JPN Med J, July 6, 1996).
Molti medici illustri hanno espresso pubblica condanna, al concetto di "morte cerebrale": - Prof. Lodovico Bergamini, docente di neurologia all'Università di Torino scrive: "Un tracciato elettroencefalografico può essere normale anche se piatto, cioè privo di ritmo visibile: ad esempio soggetti adulti ansiosi o soggetti neonati possono avere un tracciato piatto che di per sé non è assolutamente definibile patologico" (Manuale di neurologia clinica). - Prof. Dr. Nicola Dioguardi, emerito di medicina interna, Università di Milano; - Prof. Dr. Edoardo Storti, emerito di clinica medica, Università di Pavia; - Prof. Dr. Paolo Puddu, direttore dell'Istituto di patologia speciale medica e metodologia clinica, Università di Bologna; - Dss.a Maria Luisa Robbiati, anestesista-rianimatrice, già dell'ospedale S. Camillo e del Policlinico Gemelli di Roma; - Dr. Giuseppe Bertolini, anestesista-rianimatore, già degli Ospedali Riuniti di Roma; - Dss.a Stefania Dente, anestesista-rianimatrice, già all'ospedale C.T.O. di Napoli, anestesista all'Osp. di Bolzano; - Dr. Dario Miedico, specialista medicina legale, Milano; - Dr. Paolo Bavastro, cardiologo, primario medico alla Filderklinik, Stoccarda; - Prof. Giuseppe Sermonti, ordinario di genetica, Università di Palermo e di Perugia; - Dr. Dario Sepe, specialista malattie del fegato, Roma; - Prof. Dr. Rocco Maruotti, primario chirurgo, Milano; - Prof. Dr. Gerardo Ciannella, docente in medicina lavoro Univ. Napoli, Dirigente medicina preventiva Osp. Monaldi; - David J. Hill, M.A., FRCA emeritus consultant anaesthetist, Cambridge, UK; ….e questo e’ un piccolissimo elenco…..
L'Aids
e' la malattia chiamata Sindrome Da Immunodeficienza
Acquisita, ma con che cosa ? Con le VACCINAZIONI effettuate negli anni 1970 nelle
nazioni del Centro Africa, si sono indebolite
immunitariamente milioni di persone che successivamente
negli anni 1980 si sono ammalate di Aids, per via della
sommatoria di cofattori ai Vaccini che sono immunosopressori = immunodepressione generata dai
vaccini + malnutrizione + scarsa igiene !! Il virusHIV (se esiste e
se non esiste lo si crea...)
e' solo un depistaggio dalla realta' dei fatti e per
avere guadagni dai brevetti sui
test
inaffidabili....e sulla vendita dei successivi
farmaci... Nel 2006 ormai nel mondo vi sono quasi 50 milioni di
individui ammalati (dati OMS)
ed il 75% e' in Africa......ma altre nazioni dell'africa
+ quelle di altri paesi del sud del mondo (quelle
occidentali sono state gia' vaccinate – in esse quelli piu' a rischio sono coloro che utilizzano droghe,
farmaci ecc. - ma la stragrande maggioranza della
popolazione occidentale non ha problemi di
malnutrizione, ne' di scarsa igiene, come le
popolazioni dei paesi del terzo mondo e quindi la
malattia (aids) produce meno casi, invece in Africa e
nei paesi del terzo mondo, si e' propagata nei soggetti per via delle
difese immunitarie rese
labili dai Vaccini
in soggetti malnutriti e con scarsa igiene. In quelle stesse nazioni negli anni 1980 - 1990
e’ “nata” anche
Ebola, una malattia degenerativa
MORTALE, ed altre ne
continueranno a nascere..! Forse
questa guerra batteriologica
contro le popolazioni, che
proliferano troppo rispetto alla razza bianca.....e'
stata studiata a tavolino, per
mantenere i neri sotto il
dominio delle
multinazionali di Farmaci e Vaccini
in mano alla razza bianca……gestita
da BIG
PHARMA ?
SPIRITO e SALUTE = Mente sana in
Corpo
Sano PERDONAREe NON TENERE RANCORE, FA BENE alla
SALUTE Un
gruppo di ricercatori hanno sperimentato
con successo la terapia del “perdono”
di genitori di vittime di omicidi in
Irlanda del Nord;
i risultati della
sperimentazione su 259 persone, sono stati
presentati al meeting dell’American Psycological Association a San Francisco (USA) dallo psicologo Carl Thorensen della Stanford University
in California, che ha tenuto a
sottolineare che il perdono deve essere
inteso come rinuncia al diritto di
provare, esasperazione, rancore,
irritazione o desiderio di vendetta;
un
carattere clemente, facilita anche
l’amore ed i
rapporti intimi !!
Donatore del seme trasmette malattia a 9 bimbi: uno è morto
L'uomo soffriva di una rara sindrome cardiaca che non ha sintomi evidenti. Polemiche sui controlli
Italy, Milano 30 ottobre 2009 - Nove bambini nati tramite una donazione di sperma hanno ereditato una malattia cardiaca grave e uno di loro è morto, secondo una notizia pubblicata dal Journal of the American Medical Association e ripresa dal britannico Daily Telegraph. Il donatore, che all'epoca aveva 23 anni e ora ne ha 42, donò lo sperma alla banca del seme di San Francisco in America; il seme è stato poi utilizzato per la nascita di ben 22 bambini, oltre ai due figli nati dal matrimonio del donatore stesso. Quando un bimbo nato dal seme dell'uomo è morto all'età di due anni per problemi cardiaci, sono stati effettuati test tramite i quali si è risalito al donatore di sperma che avrebbe trasmesso la malattia. Tra gli altri otto bambini su cui è stata riscontrata la malattia, due soffrono di gravi problemi cardiaci mentre gli altri sei non hanno sintomi.
POLEMICA sui CONTROLLI - L'uomo non sapeva di soffrire della cardiomiopatia ipertrofica, una condizione cardiaca rara che non ha sintomi evidenti e che può causare la morte. Il caso ha creato polemiche sui controlli medici attualmente in atto sui donatori di sperma. Gli esperti dicono che la condizione poteva essere individuata tramite elettrocardiogramma anche se, ammettono, è difficile monitorare tutti i difetti genetici che possono portare a sviluppare malattie cardiache. Tratto da: corriere.it
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Le Giornate Nazionali Donazione e Trapianto Organi e Tessuti
Si stanno concludendo in questi giorni le “Giornate Nazionali Donazione e Trapianto Organi e Tessuti” (3 – 10 maggio 2009), sotto lo slogan “Un donatore moltiplica la vita”, scelto per significare “a consolazione dei familiari dei donatori, che la donazione del proprio corpo dopo la morte può non solo salvare molte vite minacciate o limitate da gravi malattie, ma è un gesto che permette di contribuire a dare un nuovo impulso alla vita” (http://www.trapianto-giornatanazionale.it/pagina.aspx?ida=1 ).
Già, ma occorre essere meglio informati sul concetto di morte cui si attengono i medici, per procedere ai prelievi di organi. Nel volantino divulgato dagli organizzatori della campagna, si legge che il prelievo di organi e tessuti avviene dai cadaveri dei donatori, escludendo, ovviamente, organi e tessuti che, senza pregiudizio per la propria vita, si possono donare anche da vivi (http://www.trapianto-giornatanazionale.it/public/09 volantino a5.pdf).
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LEGA NAZIONALE CONTRO laPREDAZIONE di
ORGANI
e
la
MORTE a
CUORE BATTENTE 24121
BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22 -
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
J'ACCUSE CONTRO
la MORTE CEREBRALE a CUORE BATTENTE
La volontà di salvare gli organi ad ogni costo
elimina la volontà di salvare il paziente ad
ogni costo -
Documento presentato al Parlamento ed al
Movimento critico internazionale
La così detta “morte cerebrale” costituisce il
cardine centrale su cui è basata
l'espianto-trapiantologia(1). Senza di essa la
chirurgia sostitutiva centrata sull'espianto di
organi da soggetti vivi che hanno perso la
coscienza, non avrebbe avuto un seguito. I
pazienti sotto ventilazione definiti
arbitrariamente “cadaveri” dai medici che
dichiarano la “morte cerebrale”, in realtà non
lo sono né per la biologia né per la legge.
Per la biologia non lo sono perché i pazienti
hanno tutti i loro organi perfettamente
funzionanti. Per la legge non lo sono perché la
normativa recita: “per cadavere si intende il
corpo umano rimasto privo delle funzioni
cardiorespiratoria e cerebrale”(2).
E' noto che le funzioni del cervello conosciute
costituiscono solo il 10%(4), quindi la legge
578/93 che all'art.1 dichiara: “La morte si
identifica con la cessazione irreversibile di
tutte le funzioni dell'encefalo” è
scientificamente assurda(3) perché non si può
dichiarare “cessata” una funzione che non si
conosce. Inoltre è stato ampiamente dimostrato
da molti autori(4) e perfino dalla Harvard
School di Boston(5) che alcune delle poche
funzioni cerebrali note sono ancora presenti
contrariamente a quanto enunciato dalla legge.
Entriamo così nel vivo della controversa
questione dell'espianto-trapiantologia.
Già nel 1985 la Lega Nazionale Contro la
Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente
dichiarò inaccettabile la “morte cerebrale” e si
costituì in associazione per contrastare tale
concetto(6).
La “morte cerebrale” viene dichiarata sempre
(rare sono le eccezioni) nelle prime 24/48 ore
dal ricovero di un paziente comatoso, in genere
traumatizzato cranico, in un reparto di
Rianimazione, durante le quali non si attua
alcun tentativo serio ed efficace di terapia
finalistica.
La terapia è finalistica solo quando si oppone
tempestivamente al processo patologico in atto.
Senza una terapia mirata si instaura un
progressivo deterioramento della corteccia
cerebrale, rendendo difficile il recupero del
paziente.
Più il tempo passa più la sostanza grigia
cerebrale, avida di ossigeno, perde la sua
vitalità.
Quindi l'intervento chirurgico elettivo va
sempre e comunque eseguito d'urgenza allo scopo
di decomprimere il cervello. Il tempo in questi
casi è prezioso e quindi andrebbe ripristinato
l'intervento decompressivo presso gli ospedali
di prima accoglienza.
Infatti in passato il chirurgo degli ospedali
minori aveva la preparazione per eseguire tali
interventi decompressivi ed era tenuto ad
effettuarli. Oggi, allo scopo di incrementare i
trapianti, tali pazienti vengono avviati agli
ospedali maggiori, più lontani, per cui sovente
si superano i tempi ideali per il loro recupero.
Così facendo però si salvano gli organi ad ogni
costo.
La terapia finalistica non viene quasi mai
attuata negli ospedali maggiori deputati al
trapianto, poiché i neurochirurghi, pressati
dalla richiesta di organi, sono consapevoli che
salvare il paziente ad ogni costo può
significare anche perderlo con l'atto chirurgico
o durante il decorso post-operatorio, perdendo
così i suoi organi.
Per terapia finalistica efficace intendiamo
alcuni atti chirurgici: ventricolostomia,
drenaggi extra e subdurali, e quando necessario
craniotomia per ematoma extradurale, eseguiti
d'urgenza, possibilmente nei primi 60/120 minuti
dall'incidente(7) allo scopo finalistico di
decomprimere il cervello.
E' bene chiarire che un'aspirazione di pochi cc.
di liquido emorragico e del liquor ventricolare
può essere sufficiente a decomprimere il
cervello e così fare ricomparire la coscienza e
fare uscire il paziente dal coma. Antiedemigeni,
diuretici e ipotermia cerebrale controllata(8),
completano il trattamento della terapia
d'urgenza.
Infatti un soggetto colpito da un trauma cranico
grave, ha sempre un versamento emorragico
endocranico che, modesto nei casi di
frattura/lussazione di una delle prime due
vertebre cervicali (modesto perché sono ossa
laminari sottili)(9), diviene al contrario un
versamento ematico importante che si trasforma
in un ematoma endocranico più o meno voluminoso
in presenza di frattura della base cranica, cioè
delle due rocche petrose che sono ossa molto
vascolarizzate(10).
Notoriamente quest'ultimo tipo di frattura si
diagnostica con estrema facilità anche prima di
ogni accertamento radiologico per la presenza di
una otorragia mono o bilaterale (presenza di
sangue che si raccoglie nel padiglione
auricolare).
Tale versamento emorragico infiltrativo e/o
ematoma, comprime la massa cerebrale e quindi lo
strato corticale/cerebrale (circa 1 cm. di
spessore) a contatto con la struttura ossea
indeformabile della volta cranica. La
compressione dello strato corticale, sede dei
centri sensoriali e dei centri motori e del
linguaggio, che contribuiscono a formare la
coscienza, determina il conseguente collasso del
“canale sinaptico unificato”(11), struttura che
come una rete labirintica si estende tra
miliardi di neuroni. Tale collasso fa scomparire
la coscienza. Il paziente si presenta in coma
più o meno profondo a causa della compressione.
Stessa attenzione e tempestività di intervento
si impone, è ovvio, per la patologia emorragica
extradurale (ematoma da frattura o grave
contusione delle ossa fronto-parietali). Tali
pazienti hanno un tipico ritmo a due tempi: il
paziente cade, si rialza, una piccola arteriola
o capillare corticale/meningeo lacerato
sanguina, si forma l'ematoma in un tempo
variabile e il paziente entra in coma alcune ore
dopo, quando la raccolta ematica determina una
compressione della corteccia cerebrale.
Sia che il paziente giunga ad un ospedale
maggiore direttamente o dopo aver perso tempo
prezioso nell'ospedale minore, la patologia
compressiva, trascorse 2/3 ore dal trauma, si
aggrava. I medici preposti sono consapevoli che
sottoporre un paziente ad un intervento
decompressivo può comportare la perdita degli
organi sia in caso di esito positivo
(guarigione) che negativo (morte), in quanto gli
organi seguono il destino del paziente.
I parenti vengono tranquillizzati e tacitati con
la frase rituale “faremo tutto il possibile per
salvarlo”, ma rinunciando a qualsiasi intervento
chirurgico decompressivo il destino del paziente
è segnato. La dichiarazione di “morte cerebrale”
copre qualunque malpractice ed evitando
l'intervento i neurochirurghi, i rianimatori, i
medici legali si sentono comunque al sicuro,
poiché “SALVARE GLI ORGANI AD OGNI COSTO” è in
linea con la filosofia di Stato.
Tale perverso comandamento elimina il salvare il
paziente ad ogni costo, comandamento questo che
affonda le sue radici nella storia della
medicina.
Se il paziente comatoso giunge in ospedale con
respirazione spontanea, ciò significa che i
centri respiratori del bulbo non sono
compromessi e pertanto non dovrebbe essere
intubato se non per necessità operatoria. Di
solito, però, il paziente arriva già intubato e
ventilato automaticamente, anche quando non è
necessario. Da quel momento le sue condizioni
vengono valutate attraverso le risposte riflesse
agli stimoli, l’esame elettroencefalografico e
il test dell’apnea (sospensione della
ventilazione, senza svezzamento, e attesa delle
ripresa spontanea del respiro), che viene
ripetuto anche più volte consecutive, per
valutare la profondità del coma e stabilire il
raggiungimento delle condizioni richieste dai
protocolli dello Stato per la dichiarazione
della cosiddetta “morte cerebrale”. Con questo
test si intenderebbe saggiare la reattività dei
centri respiratori alla CO2 (anidride carbonica
che si accumula nel sangue dopo l’arresto). Ma,
con l’arresto del respiro, si provoca anche una
diminuzione dell’ossigenazione del sangue
(anossia), la quale, specialmente se viene
ripetuta, può determinare un aggravamento,
sovente irreversibile, delle condizioni
neurologiche già critiche di un traumatizzato
cranico(12).
A tale proposito dobbiamo ricordare una legge di
fisiologia generale: qualunque organo, sistema,
tessuto o singola cellula, se viene sostituito
nella sua funzione cessa progressivamente di
esercitare la funzione, sino alla sua atrofia.
E' una legge ben conosciuta che riscontriamo
nella metodologia dell'intubazione con
ventilazione automatica. Ben lo sanno gli
anestesisti, che per svegliare i pazienti
dall'anestesia usano il metodo dello
“svezzamento continuo e progressivo”, non
utilizzato nel test dell'apnea.
Si perviene così alla convocazione della
commissione medica che decreta, senza
possibilità di obiezione di coscienza, una
condizione di patologia che, rispondendo ai
criteri imposti dallo Stato, è dichiarata
irreversibile. Tutto ciò è conseguente alla
mancata terapia d'urgenza. Tale dichiarazione
pertanto rappresenta una condanna a morte
annunciata e messa in atto d'autorità dopo un
ridicolo periodo di osservazione di 6 ore che
avvia il paziente all'espianto dei suoi organi.
Espianto che viene eseguito su un paziente che
reagisce istantaneamente all'incisione
chirurgica con movimenti degli arti e del
tronco, aumento della frequenza del polso e
della pressione arteriosa a conferma della sua
vitalità, rendendo necessaria la
somministrazione preventiva di farmaci
curarizzanti (paralizzanti) o di anestetici. E'
solo con l'espianto degli organi che interviene
la morte nel senso comune e classico del
termine.
Il voler salvare gli organi ad ogni costo
elimina la volontà di salvare il paziente ad
ogni costo e così il concetto basilare della
professione medica "primum non nocere"
viene tristemente abbandonato. E' tempo di
restituire ai medici il diritto/dovere di curare
secondo scienza e coscienza senza limiti imposti
dallo Stato e dalle centrali del potere
sanitario che hanno imposto la finzione della
“morte cerebrale”(4).
E' tempo di rivedere drasticamente la
legislazione in merito e dare voce ad un
paziente che non può parlare, ma lancia il
messaggio “perché non provate a curarmi?”.
Qualcuno dovrà pure ascoltarlo.
Comitato Medico-scientifico: Prof. Dr. Massimo
Bondì, L. D. Pat. Chir. e Prop. Clin. Università
di Roma “La Sapienza”, Patologo e Chirurgo
generale
Nerina Negrello, Presidente Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente
NOTE INFORMATIVE
1. La “morte cerebrale” compare sulla scena
medica americana nel 1968, quando dopo il primo
trapianto di cuore (Barnard 1967 – Città del
Capo), la Harvard Medical School introdusse i
criteri per la definizione di “morte cerebrale”
su soggetti vivi, in coma presunto
irreversibile, per giustificare
l'espianto-trapianto.
2. Definizione di cadavere come da Circolare n.
24 del 24-06-93 esplicativa del D.P.R. 285/90.
3. Ridefinizione di morte come da L. 578/93, DM.
582/94.
Con la parola morte si accomuna artatamente il
paziente vivo sotto ventilazione dichiarato in
“morte cerebrale” sulla base dei protocolli di
Stato, e il morto tradizionale in arresto
cardiocircolatorio e respiratorio. Nel passato
il morto era sempre un cadavere, nel presente il
“morto cerebrale” non è un cadavere.
4. Evans D.W., MD, Consultant Cardiologist al
Papworth Hospital, Hill D.J., MA FFARCS,
Consultant Anaesthetist all' Addenbrooke's
Hospital, The Brain stems of organ donors are
not dead, Catholic Medical Quarterly Vol. XL n.
3 – agosto 1989.
Molinari Gf., MD, The NINCDS collaborative study
of brain death, n. 81-2286 Bethesda National
Institute of Health 1980. Riporta 503 casi nei
quali non è stato possibile trovare
invariabilmente una correlazione tra la diagnosi
di morte cerebrale precedente all'arresto
cardiaco e la distruzione diffusa del cervello.
Baldissera F., Ordinario Fisiologia umana,
Università Milano, Morte dell’uomo o della
persona?, Bioetica 2, Franco Angeli ed., 1993.
Nannini U.G., Ordinario di Scienze Giuridiche,
Valore della persona e definizione legale di
morte - Cedam 1996
Singer P., Presidente Ass. Internazionale
Bioetica, 2° Congresso Intern. sulla “morte
cerebrale”, Cuba 1996 La morte cerebrale è una
finzione, atti editi da Calisto Machaco
Institute of Neurology and Neurosurgery.
Bondì M., Patologo e Chirurgo generale, Eravate
matematicamente certi che fossero deceduti?
Ospedale d'Italia vol. XX n. 5, maggio 1969.
Barrow J.D., I numeri dell'universo, Mondadori
2003 - p. 114 “..la stima moderna del numero
delle connessioni elettriche che il cervello
potrebbe contenere si aggira ad un totale di
1070.000.000.000 di possibili connessioni...”.
5. Truog R. D. e Fackler J. Department of
Anesthesia Harvard Medical School, Rethinking
brain death ,Critical Care Medicine Vol. 20 n.
12, 1992.
6. La “Lega Nazionale Contro la Predazione di
Organi e la Morte a Cuore Battente” si
costituisce nel 1985 a Bergamo dopo il primo
trapianto di cuore su promozione dell'AEDfemminismo
(Ass. Educazione
Demografica-antimedicalizzazione-) fondata nel
1970da Nerina Negrello, attuale presidente della
Lega Nazionale che si è sviluppata
nell'aggregazione di liberi cittadini e
associazioni culturali eterogenee. E' attiva in
ambito culturale, scientifico, legale,
legislativo, informativo. Audizioni parlamentari
del 1992 (Bondì M., Baldissera F., Penso G.,
Romeo N., Evans D.W., Hill D.J.) e del 1998
(Bertolini G., Negrello N., Robbiati M.L.,
Sonnino R.). Associazione dei “non-donatori” che
diffonde la Carta-vita/dichiarazione autografa
d'opposizione alla “morte cerebrale” e
all'espianto di organi/prelievo di tessuti e
cellule.
7. Barton R. e Cerra F. Department of Surgery
University Utah, University Minnesota, Il
trattamento iniziale del paziente traumatizzato
- Gli interventi da effettuare nei successivi
sessanta minuti, Stampa Medica, 50 (5) 15.3.'91.
8. Watanabe Y., Emeritus of Medicine, Once again
on Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic
Of The Proponents, JPN Heart J. Sept 1997.
Hayashi N., Department of Emergency&Critical
Care Medicine, Nihon University, Brain
hypothermia terapy, Jpn Med J. No 3767, July 6,
1996.
9. La frattura/lussazione delle due prime
vertebre cervicali se lede i centri bulbari
determina la morte sul colpo.
10. Koonsman M. e altri, Department of Surgery
-Methodist Medical Center – Dallas, How much
monitoring is needed for basilar skull fractures?,
Congress April 26-29 1992. The Americam Journal
of Surgery vol.164,november 1992.
11. Bondì M. e Bondì M., Riv. Biol. / Biology
Forum, The role of synaptic junctions in the
identification of human consciousness (1998) pp.
329-334.
Bondì M. e Bondì M., Interpretation of the
pathogenesis of the coma, ECPD Brain
consciousness international-symposium, 22-23
settembre 1997 pag. 201-204 – Belgrade
Jugoslave.
12. Coimbra Cicero, - Medico Nneurologista e
Prof. Adjunto o Departamento de Neurologia e
Neurocirurgia Un. Federal de São Paulo, Apnèia
na Morte Encefalica, luglio 2001. Implications
of ischemic penumbra for the diagnosis of brain
death: apneia testing may induce rather than
diagnose death, 2.7.2001
Coimbra Celso, avvocato, ha presentato (1.3.04)
al Ministero Federale la denuncia Omicidio como
pratica medica determinada pelos gestores do
Conselho Federal de Medicina: un'accusa ben
circostanziata di omicidio come pratica medica,
nell'esecuzione del test dell'apnea ampiamente
usato nel cosiddetto “accertamento” di “morte
cerebrale”.
Ma vediamo come e' andato il
primo trapianto di mano...!
LONDRA - Alla fine ce l' ha
fatta. Dopo aver girato il mondo
per un anno alla ricerca di un
chirurgo disposto ad amputargli
la mano che gli era stata
trapiantata nel 1998, Clint
Hallam ha ottenuto quello che
voleva. Ieri mattina, in un
ospedale privato di Londra, il
professor Nadey Hakim gli ha
asportato quell' arto che aveva
scritto una nuova pagina della
medicina.
Neozelandese, 50 anni, Hallam
era stato il primo uomo al mondo
a subire un trapianto di mano.
Il 23 settembre 1998, all'
ospedale di Lione, un' équipe
composta dai maggiori
specialisti internazionali gli
aveva cucito all' avambraccio
destro la mano di un
motociclista morto in un
incidente stradale. L'
intervento era durato più di 13
ore e aveva avuto un esito
positivo. Nel giro di pochi
mesi, Hallam riusciva a muovere
le dita, usare le posate e
scrivere qualche parola a penna.
Il suo caso aveva spianato la
strada a molte operazioni
analoghe e ridato speranza a chi
pensava di doversi rassegnare a
vivere senza un arto. Hallam,
però, si è rivelato un paziente
non proprio modello. Un anno
dopo l'intervento, ha smesso di
prendere regolarmente i
medicinali che gli erano stati
prescritti per evitare il
rigetto.
La mano si è così
coperta di croste e riempita di
pus, le dita si sono gonfiate e
hanno smesso di funzionare.
Hallam è tornato all' ospedale
di Lione e ha chiesto l'
amputazione, che però gli è
stata negata in Francia, in
Australia, in Nuova Zelanda. In
Inghilterra, venerdì, gli è
stata concessa. «Clint Hallam
sta bene - ha fatto sapere ieri
con un comunicato il chirurgo
Nadey Hakim -. Prima dell'
operazione ha confermato che non
prendeva farmaci da 60 giorni.
Potrebbe essere dimesso già
lunedì».
L' intervento è al
centro di accesi dibattiti. Il
professor Earl Owen, il primario
australiano che aveva guidato l'
équipe che aveva cucito la mano,
ha sottolineato che Hallam
doveva aspettare ancora e
ricominciare a prendere i
medicinali.
Hallam, invece, sostiene che i
medici abbiano messo a
repentaglio la sua vita
rifiutandosi di amputargli la
mano «per puro orgoglio
professionale». Sono stati anni
terribili, ha raccontato alla
Bbc. «I primi dodici mesi è
andato tutto bene. Poi c' è
stato il crollo. Ho cominciato a
sentire dolore, la mano ha
smesso di funzionare e si è
trasformata sotto i miei occhi.
Non riuscivo più a guardarla, mi
faceva sentire male, la tenevo
sempre coperta con un telo nero.
Una volta mi è caduto il telo
mentre ero per strada e dei
bambini sono scappati gridando.
Non capisco perché i medici non
abbiano voluto togliermela
prima.
Non c' è dubbio che Hallam abbia
sofferto: la mano che ha
mostrato in tv poco prima di
entrare di nuovo in sala
operatoria era mostruosa al
punto da non sembrare neanche
una mano. Ma la storia di quest'
uomo non è per niente chiara.
Nel 1998 aveva ottenuto l'
intervento mentendo: aveva detto
di essere australiano e di aver
perso la mano in un incidente
domestico.
Era invece neozelandese e si era
fatto male 14 anni prima con una
sega elettrica mentre era in
prigione per frode. Ora si trova
a Londra, non si sa in quale
ospedale. Ha venduto un'
intervista esclusiva a una
rivista e non ha intenzione di
parlare con altri.
Fonte :
http://archiviostorico.corriere.it/2001/febbraio/04/
COMUNICATO STAMPA -
ANNO XXVI - n.16 - 23 Nov. 2010
APPELLO ai GENITORI che HANNO
DONATO - NEL XVII
ANNIVERSARIO dell'ESPIANTO
di NOSTRO FIGLIO PAOLO
Sentiamo il dovere di dirvi che
anche noi abbiamo, purtroppo,
ceduto alla richiesta degli
organi di nostro figlio Paolo
che aveva 19 anni. Eravamo
distrutti dal dolore ed abbiamo
firmato. Mai decisione fu più
sciagurata: noi tutti abbiamo
ceduto i nostri figli per
disinformazione e sfinimento di
fronte alla pressione
sanitaria dell'industria dei
trapianti. Inconsapevolmente
abbiamo fatto macellare,
eviscerare, senza anestesia i
nostri figli. I torturatori nei
lager almeno non chiedevano ai
genitori di firmare
l’autorizzazione ad uccidere i
figli.
I nostri figli sono stati
sequestrati in rianimazione,
soli senza i loro genitori, e
poi uccisi in sala operatoria:
“Il chirurgo affonda il coltello
dal collo giù fino allo sterno e
poi fino all’ombelico e poi fino
all’inguine. Il cuore batte. I
polmoni respirano. Il sangue
circola. Il corpo è caldo. Si
muove, cerca di reagire, ma per
i chirurghi sono solo riflessi
spinali da controllare con
farmaci paralizzanti.
Inesorabile la mano del boia
spacca lo sterno, afferra il
cuore che batte, e recide”. Così
sono morti i nostri figli,
indifesi e abbandonati non hanno
potuto ricevere una carezza,
l’ultimo bacio di mamma e papà.
I loro corpi sono divenuti merce
contesa da chi ha pregato per
ottenere i loro organi. I nostri
figli sono stati trattati peggio
dei condannati a morte o degli
animali al macello, perché
almeno a questi viene
risparmiata la tortura
prolungata.
Tutti noi abbiamo dato quella
firma perché ci hanno fatto
credere di “fare il bene”: l’omertà
mafiosa dell'industria dei
trapianti ha vinto
contro di noi.
Combattete perché nessun altro
genitore soffra quello che oggi
stiamo soffrendo per esserci
fidati dei “coordinatori dei
trapianti”, dei chirurghi/espiantatori
e di tutti gli altri
collaborazionisti: medici
legali/rianimatori/neurologi,
infermieri, giornalisti
prezzolati e altri ancora che
partecipano alla
mattanza/espianto che spacciano
per “donazione” di organi.
Questo modo di procedere tra
furbizia ed inganni genera odio
sociale, non amore.
Genitori che avete donato
abbiate il coraggio, anche voi,
di dire la verità e denunciare
pubblicamente la vostra
sofferenza: non soffocatela nei
centri psichiatrici ad hoc
istituiti.
Fermiamo questo cannibalismo
moderno, camuffato da scienza.
I Genitori di Paolo Mondo:
Stellio Mondo e Silvana Mergiani
- Consigliera Nazionale di:
antipredazione.org
Intervista a Nerina Negrello presidente Lega Antipredazione Organi
"MORS TUA, VITA
MEA !", così titola
l'intervista alla nostra Presidente su
"PROFILI Italia", mensile di economia,
costume e società (ottobre 2008), che
trovate di seguito.
L'articolo è stato curato da Vera Paola
Termali, giornalista e presidente
S.I.H.eN. (Sindacato Italiano
Heilpraktiker e Naturopati), che ci ha
così concretamente manifestato stima e
riconoscimento del lavoro svolto,
andando contro la tendenza comune di
censurarci.
"Da 40 anni il potentato scientifico
internazionale ha stabilito che, se
l'encefalo è a loro dire
irrecuperabile, la persona è morta anche
se il suo corpo è vivo. Da 40 anni gli
scienziati onesti denunciano che la
"morte
cerebrale" a cuore battente non
è altro che una comoda finzione per
procacciare organi per trapianti. Già
nel '92 ricercatori della Harvard
University, nel documento di
autocritica "Ripensamento sulla morte
cerebrale", sottolineavano che "molti
pazienti, dichiarati in morte cerebrale,
non soddisfano il requisito base della
cessazione irreversibile di tutte le
funzioni dell'encefalo".
Infatti nel cosiddetto morto cerebrale
molte funzioni dell'encefalo permangono.
Molte delle poche che si conoscono."
Così mi accoglie Nerina Negrello,
presidente della Lega Nazionale Contro
la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente, quando entro nel suo
ufficio a Bergamo. Più di vent'anni sono
passati da quando iniziò la battaglia
contro la definizione di "morte
cerebrale", ma il suo impegno e la sua
foga non sono diminuiti. Le ho chiesto
quest'intervista perché trovo scandaloso
che, nel momento in cui si riapre il
dibattito, lei non venga intervistata da
tutti i quotidiani. Ma lei non è donna
da preamboli e vuole spiegarmi subito
cosa intendeva.
"La scienza non conosce affatto "tutte"
le funzioni del cervello. E nemmeno
conosce "tutto" di quelle poche funzioni
che crede di conoscere. Quel documento
ed altri furono presentati al Parlamento
in audizioni particolari e al Vaticano,
ma ne fecero coriandoli per carnevale."
"Si, ma ora il dibattito si è riaperto
proprio sull'Osservatore Romano..."
"Sono maestri nell'aprire e chiudere i
dibattiti quelli della Pontificia
Accademia delle Scienze. Non è la prima
volta che sembra che la verità prorompa
e invece tutto si affossa e continua la
propaganda alla donazione di organi.
"Possiamo prevedere nuovi criteri
sull'accertamento di morte?" Solo
peggiorativi. La Chiesa da sempre è
stata a favore della
morte cerebrale.
Escludo che possa ammettere di avere
sbagliato nell'affidarsi ai variabili
protocolli di Stato. Nella teoria e
nella pratica la Chiesa accetta la
dichiarazione di morte neurologica sulle
persone sotto ventilazione, ma teme che
il giudizio di morte cerebrale, per
logica, possa estendersi ai comi
vegetativi come quello di Eluana.
Il problema è che la ventilazione viene
imposta ad arbitrio medico quindi anche
la dichiarazione di morte cerebrale è
imposta e guarda caso va a favorire i
trapianti.
"Stop al trapianto quindi?" E' quello
che vorremmo, perché il trapianto ha
aperto le porte al crimine e alla
riduzione dell'uomo a merce. Invece, pur
di sviluppare la disponibilità di organi
a lato dell'attuale criterio su base
neurologica, l'apparato trapiantistico
ha trovato nuovi stratagemmi. Il più
eclatante già in uso al San Matteo di
Pavia è "l'espianto in arresto cardiaco
precoce". In alcuni stati, in
particolare per i reni, il prelievo
si effettua dopo soli 2/5 minuti
dall'arresto cardiaco con evidente
omissione di soccorso.
"Attualmente ci vogliono tre medici che
attestino i segni della morte."
"Qui è l'errore ! Non cercano i segni
della vita. Sono medici "esecutori"dei
protocolli di Stato a cui non è
riconosciuta l'obiezione di coscienza.
Con il nuovo e illecito Decreto
11.4.2008 di Livia Turco essi sono
stati autorizzati ad eseguire esami
dannosi sul paziente in rianimazione al
solo fine di facilitare la dichiarazione
di "morte cerebrale".
"Ma se l'EEG è piatto ?" Non è piatto,
bensì di ampiezza inferiore a 2
microVolts, pari al 5% del valore
normale. I cittadini devono sapere che
durante l'intervento di espianto si
manifesta tachicardia, iper-ipotensione,
sudorazione e movimenti degli arti e del
tronco che vengono inibiti con farmaci
paralizzanti. All'espiantando, che non
può urlare perché ha un tubo in gola,
coprono gli occhi con una pezza per non
leggervi il terrore.
"Quello che dice è agghiacciante. Se le
persone si soffermassero su questo
fatto, tutti i soldi che girano intorno
ai trapianti, smetterebbero di fluire.
Come possiamo difenderci, dobbiamo
andare alla ASL a rendere note le nostre
volontà in materia ?" "Siamo in
Disposizioni Transitorie da quasi dieci
anni, perché i Ministri della Sanità non
hanno emesso il Decreto Attuativo per la
manifestazione di volontà previsto dalla
legge 91/99, quindi non si deve andare
all'Asl. Siamo all'anarchia. Il sito del
Centro Nazionale Trapianti dà
indicazioni contrarie alla legge per
incastrare i cittadini. Gli ospedali
chiedono la firma illegale di donazione
ai parenti, atto illecito sotto il
profilo legale e morale. La situazione è
altamente predatoria. Il cittadino che
vuole evitare la macellazione può
richiedere la Carta-Vita/Dichiarazione
Autografa alla Lega Nazionale Contro la
Predazione di Organi e la Morte a Cuore
Battente - Bergamo (tel.035 219255), un
documento secondo legge art.23. da
portare sempre con sé.
Per approfondire il discorso si può
visitare
www.antipredazione.org".
Esco con una sensazione di gelo allo
stomaco. E tutti quei genitori che hanno
permesso l'espianto del loro bambino,
sapevano veramente cosa autorizzavano ?
E se fosse mio figlio ad avere bisogno
di un organo, cosa deciderei ? Mors tua,
vita mea ? Come madre prego Dio che non
mi metta davanti a questa scelta; come
cittadino non posso non prendere
posizione, come giornalista non posso
non divulgare una verità così abilmente
tenuta nascosta.
By Vera Paola Termali
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LEGA
NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
COMUNICATO STAMPA ANNO XXV – n. 15 21
Ottobre 2009
IL TRAPIANTISTA IGNAZIO MARINO CAVALCA
“RETHINKING BRAIN DEATH” DI TRUOG 20
ANNI DOPO
Ignazio Marino liquidato dal gotha
trapiantistico, fa il politico e cavalca
a Viareggio (27/09/09) il lavoro
scientifico di R. Truog e J. Fackler del
1992 “Rethinking Brain Death – another
point of view” (Revisione della
morte cerebrale – un altro punto di
vista) Critical Care Medicine, Harvard
Medical School vol. 20, No.12 1992, che
fin da allora rendeva noto a tutto il
mondo scientifico che “molti pazienti
oggi diagnosticati in ‘morte cerebrale’
non soddisfano il requisito base della
cessazione irreversibile di tutte le
funzioni dell’encefalo”.
Tale importante “antico” documento noto
anche in Italia in quanto tradotto,
stampato e diffuso in oltre 5 mila copie
dalla Lega Nazionale Contro la
Predazione di Organi e la Morte a Cuore
Battente, nonché consegnato alla
Commissione Affari Sociali ripetutamente
nelle udienze a noi riservate, è stato
ignorato sia dalla Commissione, sia con
ogni evidenza da quel Ignazio Marino,
che nel frattempo soggiornava a
Pittsburgh e non poteva non essere al
corrente.
Quindi non c’è da cantar vittoria, come
fanno i giornalisti che incensano in
tutta fretta, senza capire il gioco
sommerso, trasformando un “pluriomicida
legalizzato” in un santo solo perché
riesuma un documento scientificamente
valido nella condanna dei protocolli
attuali di accertamento di “morte
cerebrale” imposti dalla legge, ma
all’un tempo pericolosissimo nelle
intenzioni dell’autore e “nelle mani”di
Marino.
Giacché senza memoria non c’è
conoscenza, ricordiamo:
1973 Marino si iscrive a medicina
all’Università Cattolica (RM)
determinato a fare il chirurgo e a
occuparsi di trapianti, a suo dire
perché voleva soluzioni immediate ai
problemi.
1983 – 1992 è assistente universitario
al Policlinico Gemelli, ma frequenta i
centri di trapianto a Cambridge, dove
pratica espianti, e a Pittsburgh.
1992 Diventa Co-Direttore del National
Liver (fegato) Transplant Center del
Presbyterian Hospital di Pittsburgh,
dove pratica espianti e trapianti di
fegato a piene mani sotto Thomas Starzl.
Espianta sovente individui coinvolti in
sparatorie nella vicina Newark.
1992 e ‘93 fa parte del team che ha
effettuato due trapianti di fegato da
babbuino ad uomo. Si tratta di
interventi sperimentali. Dice “I
volontari che si erano offerti erano
persone affette da gravi malattie in
fase terminale che avevano ancora pochi
mesi di vita”(!!!) e si giustifica dei
fallimenti così: “..avevamo trapiantato
moltissimi ratti utilizzando il fegato
dei criceti, e diversi cani con il
fegato dei maiali per valutare la reale
efficacia dei farmaci antirigetto”.
1995 Da Pittsburgh pubblica su
Leadership Medica l’articolo “Il
donatore multiorgano: aspetti
organizzativi e di trattamento”, da cui
stralciamo: “La somministrazione di
anestetici generali è necessaria per
controllare la reazione del simpatico
che si manifesta durante l’intervento
chirurgico (d’espianto ndr)… con
tachicardia, ipertensione, sudorazione e
movimenti involontari… delle braccia e
delle mani verso il corpo che possono
essere di ostacolo alla procedura
chirurgica, rendendo necessaria la
somministrazione preventiva di farmaci
curarizzanti (paralizzanti ndr)”.
Evidentemente la denuncia di R. Truog a
quel tempo non lo aveva ancora
“folgorato”perché gli avrebbe ostacolato
la carriera.
1995 Cova già il progetto per la
fondazione dell’ ISMETT
Istituto Mediterraneo per i Trapianti e
Terapie ad alta specializzazione per
lo sviluppo del business trapiantistico,
sia da cosiddetti morti cerebrali che da
donatori viventi, nell’area del
mediterraneo (era
appena passata la legge della
morte cerebrale 578/93 con DPR
582/94 e in Italia si prevedevano
espropri facili).
1997 L’Istituto Mediterraneo per i
Trapianti e Terapie ad Alta
Specializzazione nasce da una
partnership internazionale
pubblico/privata tra gli ospedali
palermitani Civico e Cervello ed il
Centro Medico dell’Università di
Pittsburgh (Upmc Healthy System). Il
progetto per la creazione di un centro
trapianti multiorgano è stato
pianificato nel 1996 e avviato nel 1997,
finanziato dalla Regione Sicilia, dal
Ministero della Sanità, oltre che
fortemente sostenuto dal Comune di
Palermo.
La trattativa viene sviluppata dal prof.
Ignazio Marino, quale legale
rappresentante e direttore dell’Ismett
S.r.l..
E’ lui che apre il mercato italiano agli
americani, all’Upmc
uno dei più importanti provider sanitari
del mondo, leader del settore trapianti,
che dà lavoro a 50.000 persone con un
giro d’affari di 5,6 miliardi di euro,
che pone le condizioni: “I costi …
saranno responsabilità esclusiva
dell’Italia. L’Upmc provvederà alla
consulenza e supervisione sia per la
costruzione dell’edificio che per la
scelta delle apparecchiature”. Per quel
compito di supervisore sarà pagato a
gettito miliardario.
Nell’Ismett S.r.l. i due ospedali
(Civico e Cervello) hanno un
rappresentante per uno, mentre l’Upmc –
University of Pittsburgh Medical Center,
ha tre suoi uomini, compreso il
direttore I. Marino.
Il verbale dell’accordo per la
realizzazione dell’Ismett è firmato il
18 aprile ‘07 alla presenza del
Cardinale Salvatore Pappalardo e del
Ministro della Sanità Rosy Bindi.
1999 la polemica si scatena sulla stampa
perché l’Ismett ha affidato al socio
americano la gestione pagando una
“parcella” di 9 milioni di dollari
all’anno per 9 anni (da rinnovare per
altri 9) partendo dal ‘97, più un
“compenso per caso trattato”, compreso
il progetto esecutivo “chiavi in mano”,
messo a punto oltreoceano, ed a Palermo
affidato al manager di Provenzano per
l’importo complessivo di 98 miliardi di
lire. Qualcuno parla di mafia
italoamericana. Si contestano
i 50 miliardi già pagati senza aver
fatto neppure un trapianto e così
fluiscono decine di miliardi degli
italiani verso gli USA.
2001 Presso l’Ismett Marino esegue un
trapianto di rene da vivente su paziente
sieropositivo. Segue lettera di censura
del Centro Nazionale Trapianti e del
Ministro della Sanità Sirchia per aver
contravvenuto alle decisioni della
Consulta Tecnica Nazionale, con la quale
si contesta una sperimentazione non
autorizzata. Marino si contrappone,
forte dell’Upmc e dei protocolli di
Pittsburgh.
2002 L’allontanamento di Marino dalla
direzione dell’Ismett e da tutte le
posizioni presso l’Upmc University di
Pittsburgh, e sue sedi mondiali, nonché
dal Centro Nazionale per i Trapianti
Italiano è da ricercarsi tra l’altro
nelle ripetute richieste di rimborso
spese presentate in doppio sia all’Upmc
di Pittsburgh sia alla filiale italiana.
(La lettera di liquidazione dell’Upmc è
stata recentemente resa di dominio
pubblico da Il Foglio).
Il 6 settembre Marino rassegna le
dimissioni.
2003 Dopo l’allontanamento da
Pittsburgh-Upmc diventa professore di
chirurgia alla Thomas Jefferson
University di Philadelphia. Esaltandone
l’organizzazione dei trapianti, scrive
su La Repubblica (29/05/03) “l’obiettivo
finale è quello di arrivare a
‘normalizzare’ la donazione degli organi
considerandola come un atto quasi
scontato, un dovere dei cittadini verso
la collettività”. Di costoro esalta “le
strategie di frontiera per incrementare
il numero dei donatori… Queste strategie
vanno dall’utilizzo di donatori anche a
cuore non battente (ma trattati con
anticoagulanti prima della morte attesa
ndr), al prelievo da donatori anziani
(fino a 85 anni), alla donazione da
vivente (cosciente ndr), ecc”. E questo
sarebbe un laico ?
2006 Il salvataggio di Marino arriva da
Massimo D’Alema e dalla sua Fondazione
Italianieuropei garantendosi la
candidatura e l’ascesa al Parlamento
italiano. Quel D’Alema che, in qualità
di presidente del Consiglio dei
Ministri, nel 1999 firmò insieme ad
Oscar Luigi Scalfaro la Legge 91 detta
del silenzio-assenso per promuovere il
prelievo d’organi e tessuti.
Il Sen. Marino fino all’aprile 2008
presidente della Commissione Igiene e
Sanità e attualmente presidente della
Commissione d’inchiesta sull’efficienza
del Servizio Sanitario, giustifica
l’omissione del Decreto attuativo
(L.91/99) sulla manifestazione di
volontà a favore o contro il prelievo di
organi, adducendo la scusa che “risulta
costoso … 10 euro a notifica…” impedendo
di rendere operativa la scelta.
Invece compila l’illecita tessera
promossa dall’EPAC
per la donazione di organi (soprattutto
fegato) e del 5 per mille, che circola
come propaganda con la sua foto e la
scritta “Presidente della XII Comm.
Igiene e Sanità”.
2008 Marino presenta il Disegno di legge
(S10) Norme per la dichiarazione
anticipata di trattamento…, in realtà un
provvedimento pieno di tranelli, inclusa
tra le altre la “donazione del corpo, di
organi e tessuti a scopo di trapianto,
ricerca o didattica”, dove la libertà è
già conculcata con il solito artificio
delle parole “dopo la morte”, senza la
precisazione “morte
cerebrale”.
Sfruttando la superficialità del
movimento in rete, lancia un appello il
24.11.2008 per il diritto alla libertà
di cura, escludendo però il diritto di
opposizione alle indagini invasive e
dannose per la dichiarazione autoritaria
di morte cerebrale emessa in 6 ore. Pubblica un
libretto fuorviante per
studenti “Idee per diventare chirurgo
dei trapianti” dove insegna che il
prelievo è da donatore “cadavere” e da
“persone decedute”, rafforzando il falso
con queste parole: “la perdita
irreversibile di tutte le funzioni
cerebrali corrisponde alla morte della
persona… quando il cervello muore, anche
se il cuore batte l’individuo è morto”.
2009 Viareggio: cosa succede al
“Festival della Salute” ? Anche Marino
folgorato come S. Paolo sulla strada per
Damasco ? Dopo decenni di espianti a
cuore battente, da lui spacciati per
prelievo da “cadavere” fino al giorno
prima (la casistica indica oltre 650
trapianti), all’improvviso dichiara che
“i criteri attualmente in uso per
stabilire la morte cerebrale sono troppo
rigidi bisogna rivederli in modo di
tener conto della pratica clinica” e
auspica con Truog ed altri una revisione
della morte cerebrale “meno rigida” (?).
Cosa significhi lo spiega R. TRUOG nel
sommario del lavoro del 1992:
“Conclusioni: la
morte cerebrale è un concetto di
morte valido, perché equivale a perdita
permanente della coscienza. I criteri
della morte cerebrale dovrebbero quindi
essere basati sulla diagnosi della
perdita permanente della coscienza
piuttosto che sulla perdita delle
funzioni vegetative del cervello.
Occorrerebbe esaminare la possibilità di
rivedere la nostra attuale definizione
di morte cerebrale riferita a “tutto il
cervello”, sostituendola col criterio di
“cervello superiore (higher brain)”.
Non di rimozione della ‘morte
cerebrale’ quindi si tratta, ma di
estensione del potere medico sulla
valutazione della coscienza in termini
di morte. Dalla padella alla brace. Cosa
potevamo aspettarci da Marino! Il
rifiuto dell’idratazione e della
nutrizione forzate non deve cercare
giustificazioni di morte cerebrale per
la sospensione. Questi pazienti in coma
vegetativo hanno il legittimo diritto
costituzionale ed umano di rifiutare
qualsiasi tipo di trattamento perché non
sono cavie al servizio della
sperimentazione coatta.
“NELLE TUE MANI” …
si salvi chi può !
Presidente: Nerina Negrello - foto e
link su:
http://snipurl.com/p0am
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il 20 dicembre
2009 il quotidiano “Il Fatto” pubblica un
articolo dal titolo “Il cuore nuovo che
uccide”
in cui si racconta la storia di Silvia
Trabalzini, 34 anni, giornalista, morta durante
il trapianto il 04/07/2008.
Solo ora i fatti sono resi pubblici. Sorgono
spontanei alcuni interrogativi: Silvia scrive un
sms agli amici “E’ arrivato un cuore nuovo per
me”. Come può ridursi una persona ad usare
termini così banalmente utilitaristici, che
mercificano la vita degli altri?
La telefonata della disponibilità di un cuore è
arrivata a Silvia mentre stava lavorando in
qualità di responsabile dell’Ufficio Stampa al
Comune di Grosseto, quindi in piena attività. Da
cosa era determinata allora l’urgenza? Non è
forse vero che i trapianti si effettuano quando
il malato sta relativamente “bene” e non quando
il paziente è troppo grave?
Chiamata al telefono il 3 luglio, operata il 4
dalle ore 2 alle 16.30 e un’ora dopo i medici
comunicano che non c’è più niente da fare. Non
si fanno indagini mirate prima di tale
intervento?
Era in lista d’attesa da 3 mesi. Come mai tanto
“privilegio”, ma non si lamentano sempre che
mancano gli organi ?
Non è forse vero che in
tutti gli ospedali abilitati al trapianto si
deve superare la soglia del 50% dell’attività
minima prevista dagli standard per non vedersi
revocare l’idoneità all’attività trapiantistica ?
(L. 91/99 art. 16)
Aveva un problema cardiaco di aritmia dalla
nascita, che però le ha permesso di condurre per
34 anni una vita normale, come dichiara sua
madre. Perché allora rischiare la vita con un
trapianto?
Il consenso è stato ottenuto con una
informazione corretta sui rischi? E’ stata
informata della terapia dell’ablazione con
radiofrequenze delle aree colpite da
fibrillazione che risolve la malattia nell’80%
dei casi? Praticata su scala mondiale, in Italia
16.300 pazienti trattati (Corriere 20/12/2009).
Nanni Costa (Direttore del Centro Nazionale
Trapianti) ha dichiarato in un’intervista che
“lo stato di salute di Silvia era gravissimo,
una persona da sottoporre urgentemente a
trapianto”. Sono tutte “gravi” come Silvia le
persone che vengono sottoposte a trapianto ?
“Quel cuore avrebbe però potuto permettere (a
Silvia) di proseguire a vivere ancor più
normalmente rispetto a sempre”.
Tutti potremmo
essere “più perfetti” allora ci sarà un momento
in cui ci metteranno tutti in lista per un
trapianto? La competizione tra ospedali può
portare a questo?
La mamma dichiara “Non cerchiamo colpevoli, ma
pretendiamo che si faccia chiarezza su questa
nostra tragedia”.
Perché questa “immunità” per
la classe medica? Perché il perdono prima ancora
della verità?
“Un dono per la vita - trapianto è vita” dice la
propaganda. Chissà se Silvia, come molti altri
suoi colleghi giornalisti, sarebbe ancora
d’accordo con questo motto pro-trapianti !
By Matteo Ciarimboli, Comitato Giovani
Presidente dell'Associazione contro la
Predazione degli Organi - By Nerina Negrello
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GIAPPONE, NIHON
UNIVERSITY: "Morti" si risvegliano
grazie alla "Terapia dell'ipotermia cerebrale
controllata col computer"
Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14
pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto
associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12
con ischemia cerebrale globale cerebrale da
arresto cardiaco da 30 a 47 minuti. Tali
condizioni equivalgono a quella che è definita
in Italia per legge una condizione di morte, la
"morte
cerebrale". Tali persone in Italia (ed in
quasi tutti gli altri paesi) vengono
frettolosamente dichiarate morte e considerate
dei possibili "donatori di organi".
Utilizzando la terapia dell'ipotermia
controllata la maggior parte delle persone
"resuscitate" hanno recuperato quasi tutte le
funzionalità cerebrali che avevano prima con
pieno ristabilimento della capacità di
comunicazione verbale.
Fonti:
- Articolo di Yoshio Watanabe "Cardiac
transplantation: flaws in the logic of the
proponents", nella rivista medica giapponese JPN
heart J, Sept 1997
- Articolo di Hayashi N "Brain hypotermia
therapy", nella rivista medica giapponese JPN
med J, 6 luglio 1996
Tratto da:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/01/morti-che-si-risvegliano-dal-coma.html
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COMUNICATO STAMPA
ANNO XXIII –
n. 10 - 5 Novembre 2007
CENTRO
NAZIONALE TRAPIANTI. al SALONE COM-PA
BOLOGNA, 6-7-8 Nov. 2007
PREPARA
NUOVI ARTIFICI MASCHERATI DA LEGALITA'
Si e' tenuto il 6, 7, 8 novembre a
Bologna il salone COM-PA, promosso
dall'Associazione Italiana della
Comunicazione Pubblica e Istituzionale
che coinvolge operatori impegnati nella
"modernizzazione della Pubblica
Amministrazione, nell'efficienza dei
servizi e delle relazioni con i
cittadini".
Luogo dove si promuove il prodotto
istituzionale, che è quello di sempre
-prodotto di dominio- in altre parole un
rafforzamento delle istituzioni che si
rifanno un make-up accattivante con
l'ausilio delle nuove tecnologie sempre
più sofisticate e rapide ma anche sempre
più efficaci nell'inganno e nel
controllo.
Quest'anno nell'area espositiva figura
anche il
Centro Nazionale Trapianti
che
si è comperato, a suon di decine di
milioni di lire, uno stand di 32 mq per
fare pubblicità al suo prodotto "alla
donazione e al trapianto di organi e
tessuti".
Il direttore generale del CNT dr.
Alessandro Nanni Costa nel sito
presenta il suo compito così:
"trasparenza, credibilità e corretta
informazione sono i punti di forza del
sistema trapianti e una comunicazione
sempre più integrata, efficace e vicina
al linguaggio della gente che deve
sentirsi rassicurata", ovvero che deve
andare serenamente al macello.
Ma noi sappiamo perfettamente che Nanni
Costa, relatore il giorno 7 alle ore
16,30 (sala O-Centro Servizi) al
convegno dal titolo "Donazione e
trapianto: percorsi di
comunicazione"..... dirà come sempre le
solite menzogne.
- Dirà che l'espianto di organi è da
cadavere; e non dirà che
invece è da persona
che ha perso la coscienza il cui
cuore
batte autonomamente.
- Dirà che la manifestazione di volontà
alla donazione è regolata dal Decreto 8
aprile 2000 (Rosy Bindi) nonostante sia
un decreto contra legem che permette
tesserini illegali messi in tasca a
tradimento; e non dirà che il Ministro
della sanità non ha
adempiuto al suo dovere di emettere il Decreto attuativo
previsto dall'art. 5 della legge 91 del
1° Aprile 1999.
- Dirà che è a punto il SIT, il
Sistema
Informativo Trapianti; ma non dirà che
la schedatura in atto al Centro
Nazionale Trapianti (CNT) è illegale e
lo sarà fino a quando non sarà emesso
il decreto attuativo vero.
Ometterà la notizia data al
telegiornale inglese del 2.11.07 sera,
che il
Papworth Hospital di Cambridgeha
sospeso tutti i trapianti di
cuore
perché 7 trapiantati su
20 sono morti
in soli 30 giorni.
I mass-media
italici, tutti, hanno censurato la
notizia. La
censura è la causa
del degrado.
Nanni Costa, nominato direttore generale
del CNT da Rosy Bindi nel 2000, "dona"
la sua attività al prezzo di 240 milioni
di lire all'anno (L.91/99 art.8 c.7)
con un contratto privato quinquennale
rinnovabile e aggiornabile, mentre non
gli è vietato l'accumulo di altre
prebende. Nanni Costa come un ragno
tesse la tela ovunque ed ora con
l'ausilio degli operatori della
comunicazione, che pare non si pongano
problemi di natura morale e politica.
Col pretesto di ottenere organi
per salvare la vita a chi senza un trapianto non
potrebbe sopravvivere, si sta varando una legge
per la donazione forzata degli organi: ma
per essere utili, questi organi devono
essere asportati da persone ancora vive.
L’espiantato viene inciso dal
bisturi mentre il cuore
batte, il sangue circola ed egli può
muovere gambe e braccia ed assolvere funzioni
fisiologiche, e l’espianto viene effettuato
in anestesia generale altrimenti il presunto
morto si dibatte quasi a difendere i suoi
organi.
NEWS
dalla Lega
Contro la Predazione degli
Organi
Purtroppo,
il commercio internazionale d'organi destinati
ai trapianti è un cancro che ha metastasi
nella pedofilia, nella guerra, nel traffico
d'esseri umani, nella droga.
Proprio il traffico di carne umana ci può aiutare
a comprendere perché il fenomeno viene bollato
come "leggenda metropolitana", giacché
trae origine dal suo antenato ed archetipo: lo
schiavismo.
Sapevano,
i raffinati nobili europei che acquistavano uno
schiavo per reggere l'ombrellino parasole alla
signora, che la prassi dei negrieri arabi - quando
assalivano un villaggio - era quella di catturare
quasi solamente donne e bambini ? E gli uomini ?
Per cautelarsi da possibili ritorsioni, li
uccidevano tagliando loro una gamba e li
lasciavano morire dissanguati. Crimini avvenuti
nella notte dei tempi ? No, accaduti poco più di
un secolo or sono nell'area Sahariana.
La
contraddizione sulla mercificazione dell'essere
umano è e fu stridente: mentre a Parigi
s'osannavano i nuovi principi di libertà
dell'Illuminismo, i negrieri francesi facevano
affari in Africa e nelle Americhe. Mentre
dichiariamo di voler "esportare" la
democrazia ovunque - anche a rischio d'uccidere i
destinatari di tanta giustizia - non sappiamo che,
già nel 1984, Al-Gore redasse un preciso verbale
di fronte alla Camera dei Rappresentanti che
inchiodava un trafficante d'organi, un medico
americano.
Il
Procuratore della Repubblica di Catanzaro ha
dovuto ammettere – nel luglio del 2005 - che
alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali
indicavano chiaramente che "fra
le attività criminali degli organizzatori
dell'immigrazione clandestina c'era sicuramente la
tratta d'esseri umani destinati ai trapianti
d'organi, senza alcun dubbio". Il
magistrato fece l'ammissione - inequivocabile -
quasi ad occhi bassi, come se si vergognasse di ciò
che stava dicendo. Possiamo comprendere il
ribrezzo del magistrato nell'aver scoperto tanto
orrore: non per questo, però, sarà necessario
prevedere un processo "a porte
chiuse".
D'altro canto, non è la prima volta che accade:
due medici turchi sono stati sospesi dall'attività
dalla Sanità Pubblica turca per traffico
d'organi.
Nel
mezzo della tempesta ci sono l'AIDO, il Centro
Trapianti e le Commissioni Parlamentari che ci
assordano con tanto silenzio. Sulle nuove razzie
schiaviste in Mozambico, sul turpe commercio in
Afghanistan, sulla rapina dei reni in Moldavia e
sul commercio d'organi su Internet mai una parola,
anzi, un coro di disapprovazione per chi tenta di
portare a galla il problema.
Se
molti sanno - come l'ex ministro per la famiglia
del primo governo Berlusconi (1994), Antonio Guidi
- il quale dichiarò pubblicamente che "L'Italia
è terra di passaggio: quei bambini attraversano
il nostro paese come uccelli migratori, ed il loro
destino è d'essere abbattuti",
perché nessuno cerca di squarciare il velo
omertoso ?
Non basta affermare che le indagini sono
difficili, che le mafie internazionali
"coprono" i loro traffici con astuzia,
veleggiando ora in un "paradiso fiscale"
e domani in un sito Internet: c'è dell'altro.
Il
traffico d'organi è il più turpe mercato che
si possa immaginare, ma è un mercato che
segue anch'esso le regole del liberismo: si compra
dove le materie prime costano poco, e si opera
sapientemente affinché le condizioni di povertà
mantengano quelle aree come serbatoi di materie
prime a basso costo.
Quanto
vale la vita di un africano che vive con gli aiuti
internazionali ? E quella di un bambino
abbandonato in una metropoli brasiliana ? Chi li
protegge ? Chi s'accorge se spariscono ? Ecco da
dove inizia il cammino della nuova schiavitù,
interi od a pezzi: oggi sei utile per raccogliere
pomodori, domani potresti fornire un cuore a chi
ne ha bisogno.
E' una novità ? Assolutamente no: dal punto di
vista giuridico, abbiamo soltanto restaurato - di
fatto - il diritto di vita e di morte sugli
schiavi, come avveniva nel mondo antico e nelle
piantagioni americane.
Le
nostre analisi sono estreme, poco credibili,
fastidiose ? Chiedetelo ai bambini del Mozambico
od a quelli afgani: chiedete loro se si sentono
una "leggenda metropolitana", oppure se
hanno letto "Hansel e Gretel". Non
l'hanno letto, l'hanno vissuto.
By Carlo Bertani - bertani137@libero.it
- www.carlobertani.it
TRAPIANTI
Nella questione dei trapianti i punti
controversi sono talmente gravi e numerosi che
non si finirebbe più di parlarne anche se la
discussione fosse ammessa; in realtà, invece,
esiste un ordine segreto ma inderogabile che
vieta qualsiasi informazione
sull'argomento, salvo qualche compiaciuta
notizia che viene data su casi straordinari tesi
a meravigliare l'opinione pubblica e a incitarla
a mettere a disposizione senza remore tutti i
corpi, quello proprio e quello dei familiari.
Questo è il primo dato sul quale bisogna
riflettere:
perché le Istituzioni vogliono a tutti i costi
incrementare la pratica dei trapianti e hanno
impostato fin dall'inizio una campagna
pubblicitaria indirizzata a convincere i sudditi
in modo che non li sfiori neanche il minimo
indizio negativo ?
Quale interesse ha lo Stato ? I trapianti sono
autorizzati esclusivamente nelle strutture
pubbliche, quindi la spesa enorme che comportano
è a carico dei cittadini.
Nessuna cifra, però, viene mai allo scoperto.
Cifre spaventose, comunque, anche se non ne
conosciamo l'entità perché non riguardano
soltanto i numerosi fallimenti (i trapianti di
midollo, per esempio, vengono ripetuti più volte
e non sempre riescono), ma soprattutto a causa
dell'incremento di malattie genetiche le quali
ovviamente non guariscono con il trapianto.
E' il caso di molte cardiopatie: gli individui
trapiantati mettono al mondo dei figli a loro
volta bisognosi di trapianto.
In Italia esistono ormai le terze e le quarte
generazioni di portatori di trapianto cardiaco e
nessuno si sogna neanche di esortarli almeno a
non procreare: altro che "dono", non c'è
mondo più egoista di quello dei trapianti.
"Merce finale" l'ha chiamata Giovanni Berlinguer
- un medico dalla coscienza trasparente e della
cui sapienza marxista nessuno può dubitare - in
un saggio dedicato alla "compravendita di parti
del corpo umano" uscito ormai oltre dieci anni
fa (Baldini & Castoldi, 1996).
Non fece scalpore allora, ma continuano a non
fare scalpore neanche oggi le notizie che pure
si susseguono ogni giorno sul crimine più infame
che l'umanità abbia mai compiuto:
bambini, bambine, ragazze, rapiti e uccisi per
rifornire di organi palpitanti il mercato dei
trapianti.
Per non parlare degli adulti, povere donne
soprattutto, che in India vendono un rene per
pochi dollari (condannandosi così ad una morte
precoce per l'impossibilità di sopravvivere con
un solo rene alle gravidanze).
Come mai nessuno inorridisce ?
Ogni volta che si è tentato di portare alla luce
gli atroci segreti della "merce finale", le
notizie sono sprofondate subito nel più complice
dei silenzi. Perfino quando hanno alzato la voce
i missionari e le missionarie in Africa e in
Brasile; perfino quando, come pochi giorni fa,
sono stati i Vescovi a denunciare questi delitti
tramite l'Osservatore Romano, quotidiano
ufficiale della Santa Sede, non è successo
nulla.
Noi dobbiamo per forza chiederci: perché, perché
? Cosa si nasconde dietro i trapianti ?
Come mai non vengono denunciati i tanti
chirurghi, i tanti anestesisti che sono
indispensabili per tali operazioni e che
uccidono prelevando organi bambini rapiti in
ogni parte del mondo, o che, come minimo,
tacciono sull'origine degli organi che
trapiantano ?
Sia ben chiaro: occorrono strutture adeguate,
camere sterili, strumentazione apposita,
laboratori di analisi, assistenza e farmaci per
i pazienti, tutte cose che sicuramente sono in
molti a conoscere. La motivazione economica non
è sufficiente a spiegare una complicità così
estesa e che coinvolge, anche soltanto con il
silenzio, medici, giornalisti, politici,
sacerdoti, poliziotti, nel crimine più
efferato, più sconvolgente che sia possibile
immaginare.
Stefano Lorenzetto ha messo in luce,
nell'articolo pubblicato sul Il Giornale del 4
settembre scorso, molti punti controversi nella
questione dei trapianti e, più importante di
tutti, il problema della "morte
cerebrale".
E' inutile girarci intorno: la definizione di
morte cerebrale è una convenzione indispensabile
al prelievo di organi ed è stata fissata a
questo unico scopo. Non mi soffermo su tutti gli
interrogativi che Lorenzetto ha già esposto in
modo chiarissimo.
La mia domanda è sempre la stessa: perche’ ?
Perché tutte le istituzioni hanno abbracciato
con tale entusiasmo la definizione di morte
cerebrale ?
Perché la Chiesa, perché Karol Wojtyla ha dato
il massimo impulso alla pratica dei trapianti
presiedendo il Convegno organizzato
appositamente al Gemelli? E'stato in quella
occasione che Wojtyla ha messo la parola fine ad
ogni discussione rifiutandosi di far conoscere
la lettera che centinaia di cardiologi ed
anestesisti cattolici gli avevano mandato
dall'America proprio per motivare pubblicamente
il loro rifiuto della "morte cerebrale".
Torno a chiedere: perché ?
Togliendo qualsiasi significato trascendente
alla morte, la Chiesa ha compiuto un errore
gravissimo, forse irreparabile. E' sulla "morte"
che sono state create le religioni, sull'al di
là della morte che si fonda l'idea di
Dio.
Il trapianto di organi, nella sua brutale
concretezza, ha tolto qualsiasi sacralità alla
morte; e ha cancellato la trascendenza presente,
con il suo immenso mistero, nel corpo del
defunto.
Ci si lamenta del "materialismo" del nostro
tempo: l'utilizzazione come pezzi di ricambio
dei corpi degli altri ne è la massima prova.
Nessun materialismo può andare più in là di
così. Né lo si camuffi con la terminologia del
"dono": il soggetto agente è quello che "ti
pensa" come pezzo di ricambio, che "ti
vede" come pezzo di
ricambio, che ti utilizza come
pezzo di ricambio.
By Ida Magli - Tratto da: ilgiornale.it
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Grazie per “offrire
spontaneamente” i vostri organi
! Gran Bretagna - 18/01/2008
A proposito di cose incredibilmente stupide, il
Primo Ministro inglese Gordon Brown ha
presentato un piano per rubare gli organi dei
pazienti attraverso un escamotage che lui chiama
“consenso implicito di donazione degli organi”.
Davvero, non si tratta di uno scherzo; è la pura
verità! Se Brown riuscirà nel suo intento, ai
pazienti che moriranno nel Regno Unito saranno
immediatamente asportati gli organi e venduti
all’opulenta industria della donazione di
organi, in cui ogni organo disponibile genera
almeno $ 250.000 di profitto per gli ospedali,
per i chirurghi e per le industrie farmaceutiche
coinvolte. Il consenso del paziente non è più
richiesto, è sottinteso dallo Stato. Non sto
scherzando. È definito “consenso implicito”.
D’altronde, quale paziente potrebbe obiettare? I
morti non discutono, giusto ?
Sembrerebbe che Brown abbia già dato l’assenso
per la donazione di uno dei suoi organi, il suo
cervello! L’organo è stato promesso al
presidente americano George W. Bush che sta
ancora aspettando il trapianto di cervello dal
momento che la rimozione di quello vecchio non è
stata possibile perché il chirurgo non è
riuscito a trovarlo! Piuttosto, hanno deciso di
somministrargli le statine, sperando che la
demenza possa scomparire…
C’è una cosa che mi ha sempre preoccupato circa
il prelevamento degli organi, anche di quelli
che provengono dai donatori volontari: non è
forse vero che quando il paziente muore i suoi
organi perdono ossigeno e iniziano a
deteriorarsi nel giro di qualche secondo?
Quindi, non è forse negli interessi dei
profittatori dell’opulenta industria del
prelevamento e trasporto degli organi iniziare a
estrarre gli organi dai pazienti prima che essi
siano effettivamente morti del tutto ?
Il sistema
cerebrale è vivo e attivo ancora per alcuni
minuti dopo che il cuore cessa di battere,
giusto il tempo per asportare selvaggiamente gli
organi e schiaffarli nel ghiaccio! Pensateci la
prossima volta che vi verrà in mente di esporre
l’assenso a donare gli organi sulla vostra
patente.
L’autorizzazione da parte di Gordon Brown a
prelevare gli organi da ogni paziente morto, fa
sembrare assolutamente umana la politica della
Cina che permette di prelevare soltanto gli
organi dei criminali. Se c’è qualcosa da
ricordare questa settimana, è la seguente: Non
morite nel Regno Unito! Se state per tirare le
cuoia, correte, nuotate o trascinatevi lontano
in qualche paese la cui giurisdizione vi
permette di morire in pace anziché in pezzi.
Titolo originale: "Week in Review: Cloned Meat,
Scientific Fraud and Mandatory Organ Harvesting
from (Nearly) Dead Patients"
Fonte:
http://www.naturalnews.com
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura
di Aglaia Kochelokhov
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COMUNICATO STAMPA - ANNO XXII - n.4,
11 Maggio 2006
14 MAGGIO GIORNATA della "DONAZIONE" all'INSEGNA
della TRUFFA Aiuto e compassione per i malati, non
sacrifici umani
Nuova truffa a danno dei cittadini sostenuta dal
Centro Nazionale Trapianti (CNT), nell'ambito
della campagna governativa di promozione degli
espianti/trapianti, in combutta con associazioni
private interessate agli organi Aido, Acti, Aitf,
Aned, Forum, Assirt, Liver Pool, Ass. Marta
Russo, tramite il sito
www.daivaloreallavita.it.
La truffa sta nell'aver creato la "tessera del
donatore on-line". Un sì telematico che permette
a chiunque di donare chiunque a sua insaputa.
Basta nome e cognome, data di nascita, luogo di
nascita e una e-mail.
Niente di più facile. Automaticamente il
"donato" verrà inserito in un archivio
informatico gestito dall'Ufficio Marketing e
Commerciale di una società di Roma, che
ovviamente li passerà al CNT collegato con gli
archivi informatici dei Centri interregionali,
garantendogli un espianto alla prima occasione.
Se i cittadini fossero più svegli inserirebbero
come donatori i politici (dati reperibili su
www.camera.it
-
www.senato.it) che hanno varato la legge
della "morte
cerebrale a cuore battente" e i
rianimatori e trapiantisti che la mettono in
pratica per effettuare gli espianti, insegnando
loro la coerenza.
Evidentemente non sono sufficienti le già note
illegalità in atto: il fasullo Tesserino blu
della Bindi (nel 2000), i moduli prestampati
presso le ASL, gli ospedali, gli ambulatori, le
latrine pubbliche e le scuole, e neppure le
tessere di donazione delle associazioni dei
malati in attesa di organi.
Obiettivo di questa canagliata istituzionale, è
di ottenere di riffe o di raffe una
dichiarazione di donazione, in modo di escludere
i parenti dal diritto di opposizione
all'espianto previsto dalle Disposizioni
transitorie art. 23 della L 91 del 1 aprile 99,
in difesa di chi non si è espresso.
La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente ha già diffidato il
Ministro della Salute per la mancata emanazione
del Decreto attuativo previsto all'art. 5 della
legge. Conseguentemente ricorrerà al TAR per
cancellare le schedature truffaldine in atto.
Nanni Costa trapiantista e direttore del Centro
Nazionale Trapianti ha dichiarato che "sono
diminuite le opposizioni delle persone che in
vita hanno deciso di non donare".
Un falso conclamato, perché i cittadini
oppositori informati dalla Lega Nazionale non
vanno certo a registrarsi in una schedatura
illegale, ma attendono il Decreto con le 10
direttive secondo legge.
Inoltre ha dichiarato "che l'Italia supera gli
Usa ed ora è seconda al mondo dopo la Spagna",
dato e non concesso, sarebbe solo frutto di
espianti fatti d'autorità e con inganno, pro
business.
Nanni Costa se l'è proprio guadagnato il suo
compenso annuale pari a 240 Milioni delle
vecchie lire (art.8 c.7) per un contratto di 5
anni, rinnovabile.
Aiuto e compassione per i malati manipolati dai
trapiantisti; però non facciamoci sopraffare
dalla loro arroganza e perdita di valori. Se il
malato diventa una aberrazione non solo nel
corpo ma anche nell'anima, al punto di
pretendere gli organi altrui ad ogni costo, di
distruggere le basi della convivenza e secoli di
lotte per i diritti umani e civili, non deve
essere assecondato.
Si dà valore alla vita solo rispettando e
curando i traumatizzati cranici e i malati in
coma, invece di farli fuori dopo una frettolosa
e falsa dichiarazione di
morte cerebrale a cuore
battente, per espiantarli caldi e pulsanti,
sotto farmaci paralizzanti, mentre respirano.
Presidente della Lega: Nerina Negrello
COMUNICATO STAMPA - ANNO XXIV - n. 11 - 12
Giugno 2008
PRONTO PER L'ESPIANTO, MA IL PAZIENTE
DICHIARATO MORTO PER ARRESTO CARDIACO
ERA VIVO
- La carenza di organi ispira ai medici nuovi
crimini......
Il fatto risale al febbraio 2008 a Parigi: un
45enne vittima di un infarto per strada viene
rianimato in ambulanza per 10 minuti e
consegnato all'ospedale La Pitiè-Salpetriè che
lo considera "morto per arresto cardiaco", ma
continua la rianimazione per trasformarlo in
donatore.
L'équipe dell'espianto tarda a venire e i medici
nell'attesa sono costretti a praticare il
massaggio cardiaco per un'ora e mezza, non per
salvarlo ma per mantenere l'attività
circolatoria elemento indispensabile per
ottenere organi (reni) utili al trapianto. In
sala operatoria il suo cuore riprende a battere
autonomamente, il paziente dà segni di
sofferenza: è vivo.
Quel ritardo è stato provvidenziale, ora parla e
cammina. Ma i medici hanno fretta di procacciare
i reni per coloro che sono in lista d'attesa.
Una équipe puntuale lo avrebbe ucciso.
A lato della falsa "morte
cerebrale"dichiarata
d'autorità a cuore battente su persone
ventilate, per ottenere organi vivi pulsanti, si
sta diffondendo un nuovo stratagemma sanitario
praticato a tradimento in alcune nazioni: la
morte dichiarata in arresto cardiaco precoce di
soli 2/5 minuti. Aprendo a questa ulteriore
definizione di morte, i medici trapiantisti
sperano di incrementare il numero di organi
disponibili, ma la comunità medica è divisa su
questo modo di procedere.
"E' palese che le definizioni di morte sono
state distorte per ottenere organi da
trapiantare", dice il prof. Dr. Massimo Bondì
chirurgo e patologo generale "la morte cerebrale
non è morte, ma nella migliore delle ipotesi è
prognosi di morte" e aggiunge "la morte cardiaca
precoce dichiarata in 2/5 minuti non è morte
perché è una situazione potenzialmente
reversibile, quindi si deve parlare di omissione
di soccorso". Ciò dimostra che gli organi non
sono mai presi dai morti, ma sempre dai vivi o
dai morenti.
L'aspetto più grave della "donazione" in arresto
cardiaco è la prassi di somministrare farmaci
come anticoagulanti prima o all'atto della
rimozione della ventilazione col solo fine di
preservare gli organi durante l'espianto e non a
favore del paziente.
Sembra inoltre che i medici abbiano dimenticato
che esiste la "morte apparente", soprattutto
negli infartuati, dove il movimento vermicolare
delle fibre muscolari del miocardio garantisce
una circolazione subliminale che manda ossigeno
al cervello, per cui il cuore può riprendersi,
se gli si lascia il tempo necessario. Tale
movimento non è percepito
dall'elettrocardiogramma (ECG). Sono segnalati
circa 1000 casi all'anno di "morti apparenti"
nel registro europeo. Sarebbe interessante
verificare se nelle nazioni che hanno introdotto
i programmi sperimentali per l'espianto in
"presunto arresto cardiaco", i casi di "morte
apparente" siano diminuiti.
Sarebbe la prova che i pazienti vengono uccisi
dalla fretta di espiantare.
In Italia per legge "l'accertamento della morte
per arresto cardiaco può essere effettuato da un
medico (anche non cardiologo ndr) con il rilievo
grafico dell'elettrocardiogramma (ECG) protratto
per 20 minuti primi" o dopo 24 ore di semplice
osservazione e nel dubbio di "morte apparente"
48 ore.
Viene spontanea una domanda: dopo la sospensione
autoritaria della ventilazione su un cosiddetto
"morto cerebrale" non donatore, qual è l'attesa
prima di considerarlo morto cardiaco? Dopo 20
minuti o è subito considerato morto e usato per
reni e tessuti? Possiamo veramente escludere che
i nostri medici nel chiuso delle sale operatorie
non espiantino i reni subito dopo il presunto
arresto cardiaco ?
Abbiamo le prove che l'Italia sta lavorando al
nuovo stratagemma sanitario. L'Italia impara
dalla Spagna dove il 30% degli espianti di reni
è fatto con questo trucco, come in USA, Canada,
Inghilterra, Francia.
Il dibattito pubblico è stato tacitato ovunque
nell'interesse dell'industria trapiantistica.
By Comitato medico-scientifico: Prof. Dr.
Massimo Bondì, L. D. Pat. Chir. e Prop. Clin.
Consiglio direttivo
LEGA NAZIONALE
CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A
CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22 -
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
Presidente: Nerina Negrello
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I TEST PER LA
DIAGNOSI DI MORTE CEREBRALE SONO SUFFICIENTI
?
LA RISPOSTA DEVE ESSERE “NO”
Stralcio del documento pubblicato su Catholic
Medical Quarterly Volume 62(2) May 2012,
p.p.15-20
MORTE DEL TRONCO ENCEFALICO E TRAPIANTO DI
ORGANI
DOTT. DAVID W. EVANS, PRIMARIO CARDIOLOGO
(Cardiologo dimessosi dal Papworth Hospital in
Cambridge per opposizione alla morte cerebrale)
I TEST SONO
SUFFICIENTI ?
I test sono sufficienti alla diagnosi di morte
cerebrale, date le precedenti premesse ? La
risposta deve essere “No”.
Il RAS (Reticular Activating System) non è
indagabile direttamente. I suoi elementi nel
tronco encefalico possono definirsi
permanentemente disattivati solo quando il
tronco encefalico è completamente morto. I soli
test al capezzale dei pazienti non sono in grado
di stabilire tale stato come stato di fatto. Non
verificano la pressione sanguigna residua e il
controllo del battito cardiaco da parte dei
centri midollari, che possono successivamente
evidenziarsi durante gli interventi chirurgici
di espianto di organi, né il controllo della
motilità esofagea, mentre il centro respiratorio
del tronco encefalico non è sottoposto a test
specifici (che potrebbero aggravare il danno
cerebrale o anche causare la morte).
Nell’era della pratica medica basata
sull’evidenza, non è più possibile sostenere che
la morte del tronco encefalico, diagnosticata
dai test clinici ufficialmente prescritti, sia
morte. La sindrome clinica identificata in tal
modo non rispetta i requisiti di alcuno dei due
nuovi concetti e definizioni di morte umana
proposti dai Medical Royal Colleges2, 7 nel 1979
e nel 1995.
Attualmente non può essere considerato buona
pratica medica cercare di diagnosticare tale
sindrome allo scopo di espiantare organi. La
serie prescritta di test – in particolare il
test calorico e il distacco del respiratore
senza sedazione – rischiano di causare
sofferenza in almeno alcuni pazienti indagati in
tal modo.
TRAPIANTO DI ORGANI
L'espianto di organi da pazienti in cosiddetta
“morte del tronco encefalico” deve essere ora
considerata una procedura chirurgica pre-morte
su un paziente paralizzato che non è, per certo,
permanentemente incosciente. La protezione da
conseguenze legali può essere offerta dai Codici
di Pratica ufficiali che governano tale attività
e dalla presenza di anestesisti che intervengano
sulla possibilità di sofferenza con la
somministrazione di una anestesia generale. Ai
potenziali donatori di organi e a coloro a cui
viene richiesto di dare il consenso al prelievo
degli organi dei propri figli in seguito alla
diagnosi di morte per test sul tronco
encefalico, dovrebbero certamente essere date
tutte le informazioni relative alla diagnosi e
alla procedura – e all’opzione di richiedere
l’anestesia generale durante l'intervento.
Altre fonti di reperimento di organi sono state
cercate dopo che il prelievo di organi da
persone in stato di “morte del tronco
encefalico” è diminuito. Una fonte nota è quella
di donatori in buona salute (parenti o non
parenti “altruisti”). Un’altra sono le persone
dichiarate morte dopo un breve periodo di
arresto cardiaco indotto da distacco progressivo
delle apparecchiature per il sostegno alla vita.
In quest’ultimo caso si può avere incannulamento
preventivo ed irrorazione del paziente morente,
riconosciuto come potenzialmente senziente, per
il procacciamento di organi. Il periodo di
osservazione richiesto dopo ciò che è avvertito
come l’ultimo battito cardiaco è di norma
nell’ordine di pochi minuti – forse abbastanza
lungo per affermare che in seguito non vi sarà
recupero spontaneo dell'azione cardiaca
coordinata, ma non sufficientemente lungo per
garantire l’irreversibilità, sicuramente un
tratto essenziale della morte. Ho personalmente
resuscitato molti pazienti dopo periodi di
arresto cardiaco osservato assai maggiori – il
più lungo durato 40 minuti, di un coraggioso
neurologo ritornato ben presto al lavoro.
La dichiarazione di morte (per fini di
trapianto) dopo 2-5 minuti è effettuata sul
presupposto che da quel momento in poi non sarà
praticata la specifica rianimazione, non che non
possa essere praticata.
CONFONDERE LA MORTE
UMANA
Perché vi è tanta confusione e manipolazione del
pensiero su un argomento fondamentale come la
morte umana? Non ve n’è mai stato bisogno in
conseguenza dello sviluppo delle tecniche di
sostegno alla vita di per se'. Quando
riconoscevamo che misure ulteriori,
straordinarie di sostegno alla vita erano senza
scopo ed inopportune, non c'era difficoltà ad
abbandonarle per consentire ai nostri pazienti
di morire. L’abbiamo considerato nostro dovere e
l'ultimo servizio reso loro – ed è divenuto in
seguito buona pratica medica1.
La risposta va ricercata nell’avvento del
trapianto di organi, per il quale la morte è
stata ridefinita in vari modi dal 1968. Nessun
altro scopo si serve di tali ridefinizioni che
sono ora riconosciute come incoerenti dal punto
di vista biologico e come mere invenzioni
legali.
CONCLUSIONE
La pratica del trapianto degli organi umani
solleva diverse serie preoccupazioni etiche, con
conseguenze sulla fiducia nella professione
medica che è di importanza fondamentale nella
buona pratica medica.
A mio parere è errata, perché il reperimento di
organi vitali complessi comporta l’abuso dei
morenti o di nuocere ai sani – attività nelle
quali i medici non dovrebbero essere coinvolti.
Questa non è l’opinione corrente del pubblico
che è favorevole ai trapianti, ma mi domando se
così sarebbe se fosse pienamente e correttamente
informato sulla pratica di reperimento di
organi.
Può essere tempo di rammentare la citazione da
Victor Hugo che il defunto Richard Nilges – un
neurochirurgo che vedeva al di là del
“grossolano, utilitaristico concetto di morte
cerebrale” – ha posto a prefazione del proprio
articolo sulla presente rivista nel 1990:
Il male commesso per una buona causa rimane
male.
Anche quando ha successo ? Soprattutto
quando ha successo.
Tradotto da Lega Antipredazione: dr.a L. Roveda
http://www.cmq.org.uk/CMQ/2012/May/brain_stem_death_and_organ_transplantation.html
Watch "La "morte cerebrale" è una
finzione - Parte 2 - Gennaio 2019" on
YouTube
Una interessante
riflessione del nostro socio Prof. Roberto
Fantini a seguito del comunicato n. 16 del
23/11/17 firmato da Silvana Mondo, mamma di
Paolo: "L'espianto è tortura con
omicidio - La pena è dell'ergastolo - Legge 14
luglio 2017, n. 110"
Espianto o
predazione degli organi
? Per la serie:
il miglior modo per commettere reati è
far sì che certe azioni non siano più
considerate reato.
Consapevole e
in accordo al fatto che in stato di
necessità ed in emergenza non è
necessario il consenso ad un atto medico
(se trovo per strada un ferito grave non
gli chiedo se posso fermare una
emorragia, come non chiedo a una persona
in shock anafilattico se posso aiutarlo
con adrenalina o cortisone, e così via..
), sono in totale disaccordo e trovo
lesivo dell' individuo il fatto che per
donare gli organi basti il silenzio
assenso, cioè se non voglio devo
dissentire formalmente, se voglio non
devo acconsentire. Questa legge
che come sempre ha impronta europeista
come tutto ciò che ha a che fare col
grande capitolo esproprio della salute,
è una ulteriore conferma di quanto non
si abbia libertà e che di noi lo stato
può disporne come vuole.
Pur capendo
che un organo può magari salvare una
vita (non credete però che un
trapiantato abbia una qualità di vita
pari a una persona non trapiantata, e
sinceramente sarebbe meglio non arrivare
a un punto del genere, ma intervenire
prima per evitare che l'organo non sia
più funzionante), rimane il fatto che
gli organi sono espiantati per
definizione a cuore battente, il che
determina l'essere ancora vivi, anche se
cerebralmente morti (circostanza tutta
da dimostrare pure li). Il retroscena
più brutto di questo potere tendente a
Dio che viene dato ai medici, è che
possono decidere pure per i bambini (a
prescindere dalla volontà dei genitori),
che sempre di più vengono considerati
cavie se non carne da sacrificio. Ognuno può
avere la sua opinione in merito alla
singola questione, è indubbio però che
vaccini, espianto e 5G facciano tutti
parte di un grande piano di esproprio
della salute mai visto prima, e questo è
veramente inquietante. By Diego
Tomassone (medico):
https://www.facebook.com/diego.staphysagriat?__tn__=%2CdC-R-R&eid=ARBeeWlpG0VAP4vW7OthbET8HN9ICgns-RSTkQWP77GxkhY3cs4wXOJCOoIyTSCeRyWb8s9QfO_mWo77&hc_ref=ARQxjZRA2pVPJWE1lUYZ1Ny-KQGA9MJv6B4ingB7IWNzQa2LQxRRaHWAZaFNTKxYYFk&fref=nf
Indagini su traffici d'organi con
espianti da persone vive
Trieste (Italy)
Un fascicolo contro ignoti su presunti
traffici internazionali di organi
è stato aperto dalla Direzione
Distrettuale Antimafia di Trieste che
non esclude l' ipotesi che, per alcuni
"donatori", sia prevista, fin
dall'inizio, l'uccisione dopo l'espianto
degli organi. Una conferma di
quest'ultima ipotesi è venuta attraverso
i contatti di collaborazione con la
Procura della Repubblica di Monaco di
Baviera (Germania) che, nei giorni
scorsi, ha comunicato al Procuratore
Distrettuale Antimafia di Trieste,
Nicola Maria Pace, di aver arrestato un
cittadino rumeno che -secondo le
indagini dei magistrati tedeschi - aveva
offerto, in più ospedali europei, la
disponibilità di soggetti a donare
organi. Si sarebbe trattato di persone
ormai moribonde, allo stato non
identificate.
«Stiamo monitorando, con particolare
attenzione, - ha affermato il
procuratore Pace - un fenomeno in
aumento nell'ultimo periodo, quello di
minorenni che entrano in Italia
accompagnati da sedicenti parenti e che
potrebbero essere, invece, destinati al
mercato della pedofilia o, addirittura,
a quello dell'espianto abusivo o della
schiavitù».
"Traffici d'organi
di bimbi albanesi", Il Gazzettino, 20
October 1998. 35. "Bambini albanesi
venduti in Italia per prelevare organi"
IL PIANO DEL
CENTRO NAZIONALE TRAPIANTI, PER ESPIANTARE
ORGANI IN ARRESTO CARDIACO, E' ILLEGALE E
FRAUDOLENTO
Per anni in Italia
l'espianto di organi per trapianto a norma di
legge è stato praticato su persone affette da
lesioni encefaliche sottoposte a misure
rianimatorie e dichiarate in cosiddetta “morte
cerebrale” a Cuore Battente secondo protocolli
di Stato, assurdi, ascientifici ma definiti, con
possibilità di opposizione.
Ma da qualche tempo, vari ospedali italiani
vantano la pratica, chiaramente illegale, di
espianto di organi dopo arresto
cardiocircolatorio, nascondendo però che le
dolorose ed invasive “manovre preliminari”
all'espianto iniziano immediatamente tra 1-5
minuti dall'arresto cardiaco quindi quando il
cervello è ancora vivo e non già dopo 20 minuti
di ECG come viene sbandierato. Un inganno che
inizia sui moribondi. E' un terribile
protocollo, che si avvale di tecniche di
perfusione artificiale (circolazione
extracorporea - ECMO) dopo cessazione della
circolazione naturale.
La confusione ingenerata dal Centro Nazionale
Trapianti (CNT), nei concetti e nella pratica,
tra prelievo in cosiddetta “morte cerebrale” e
prelievo in arresto cardiaco ha lo scopo di
omologare forzosamente le due ben diverse
situazioni e far quadrare il cerchio sotto la
legge che disciplina il prelievo di organi e
tessuti nella falsa coscienza che in entrambi i
casi si tratti di cadaveri.
Lo sconfinamento nella falsità, nell'illegalità
e nell'abuso è palese.
Nella “Position
Paper” del Centro Nazionale Trapianti, 21 pagine
linkate in calce per approfondimento, si precisa
che “la legge italiana promuove la cultura
della donazione di organi, di ogni forma di
donazione, e di tutte le attività sanitarie ad
essa connesse”.
Si sostiene che “Non esiste … alcuna
differenza tra la donazione dopo “morte
encefalica” e “morte in asistolia” (ndr
cardiaca)”. Così si finge di essere nella
legalità!
Si afferma che “E' legittimo (per il
prelievo in arresto cardiaco ndr) che la volontà
del soggetto, se non conosciuta, sia
ipotizzabile come favorevole alla donazione."
Si programma "l'inizio del supporto
circolatorio con ECMO, per la preservazione
degli organi, (e altre sevizie ndr) anche in
assenza di un familiare o in attesa della
verifica definitiva della volontà".
Si autorizza “l'inserimento del pallone
intra-aortico sopradiaframmatico per consentire
la ECMO sottodiaframmatica” (ovvero
l'ossigenazione principalmente dei reni e del
fegato) e ad un tempo si impedisce che il sangue
ossigenato giunga al cervello.
Così, affermano, non si frustra la volontà
donazionista e “in caso di opposizione
successiva da parte dei familiari, l'ECMO e le
azioni intraprese (anche chirurgiche ndr)
potranno essere sospese” (ma non le
conseguenze negative e le sofferenze patite dal
malato e dalla famiglia).
Troppa criminale malizia in questo procedere!
Loro ben sanno che i parenti non possono capire
se le azioni intraprese sono finalizzate alla
cura del malato o al trattamento degli organi
per trapianto. Sotto l'alibi dei tempi ristretti
il prelievo a Cuore Non Battente si traduce di
fatto in un esproprio automatico illegale, una
bomba atomica contro i diritti umani
personalissimi. Anche
“Il Comitato Nazionale
per la Bioetica (CNB) ritiene che (...) la
riduzione di tempi di osservazione funzionale al
prelievo di organi non è ritenuta eticamente
accettabile”.
La medicina di
emergenza-urgenza è in disarmo, carenza di
specialisti al Pronto Soccorso e tecnologia
obsoleta, per cui ci si affida ad agenzie
interinali per il reclutamento temporaneo di
personale. Questa deriva a fronte delle spese
multimiliardarie destinate ai trapianti è
inaccettabile. Il fine vita è sempre più nelle
mani dei tecnici che sentenziano sulla base
della classe sociale se vale la pena di curarti
o dichiararti spacciato/a e farti a pezzi.
Si tratta inequivocabilmente di esproprio di
organi da persona a Cuore Non Battente ma
cervello vivo. Atto illegale, incostituzionale,
ascientifico, truffaldino, criminale.
Vanno fermati. E' necessario un dibattito
nazionale. Link :
http://trapianti.net/wp-content/uploads/2013/10/PP_DCD_PARTEprima_10_luglio_.pdf
By Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente
Il
Silenzio-assenso è dittatura
La Legge 91 del 1°
aprile 1999, detta del silenzio-assenso, prevede
all'art. 5 un Decreto Ministeriale per la
manifestazione di volontà, negativa o positiva,
alla donazione degli organi. Tale Decreto non è
stato emanato da nessuno dei Ministri che si
sono susseguiti (Bindi, Veronesi, Sirchia,
Storace, Turco, Sacconi, Fazio, Balduzzi).
La giustificazione
data da Nanni Costa, direttore del Centro
Nazionale Trapianti, è il costo e dichiara in
data 19/06/2008:
“si è scoperto che è troppo farraginosa e che la
procedura dell'informazione ai cittadini
chiamati a comunicare in forma ufficiale all'ASL
le proprie volontà costava troppo. Circa 10 € a
persona. Niente fondi”. Ribadita da Ignazio
Marino.
La verità è che
temono che i cittadini dichiarino la loro
opposizione. Preferiscono circuire ad uno ad uno
i familiari che hanno parenti in coma per
incidente o malattia, perché dal loro
isolamento, stordimento e sofferenza il
coordinatore degli espianti strappa più
frequentemente delle firme illecite di non
opposizione.
Ricordiamo che la
Legge precedente, L. 644/75, permetteva al
familiare l'opposizione anche per coloro che
erano donatori d'organi presso le associazioni
di donazione.
La propaganda
trapiantistica per la nuova legge verteva sul
fatto che era ingiusto che la volontà di
donazione venisse ostacolata dai familiari,
quindi il Decreto Attuativo della L. 91/99 aveva
come scopo che ciascuno decidesse per sé.
Omettendo il Decreto
Attuativo hanno ostacolato la personale
dichiarazione e, capovolgendo lo spirito della
legge, nella pratica i medici utilizzano
illecitamente i parenti per autorizzare
l'espianto, facendo ricadere su di loro la
responsabilità e così facendo frenano eventuali
denunce.
Ci vuole conoscenza
della violenza dell'espianto praticato a cuore
battente e sangue circolante per opporsi con
determinazione scrivendo, all'atto del ricovero,
o appena possibile, una preventiva opposizione
cautelativa, ma i modi e i tempi dell'espianto
vengono sistematicamente omessi dalla propaganda
manipolatrice.
SENZA DECRETO
ATTUATIVO art. 5, NON E' APPLICABILE IL SILENZIO
ASSENSO art. 4, VIGONO DISPOSIZIONI TRANSITORIE
art. 23
1) Diritto della
persona di opporsi all'espianto di
organi/tessuti con dichiarazione autografa, per
es. la CARTA-VITA da noi emessa.
2) Diritto dei
parenti di presentare opposizione scritta per
coloro che non si sono espressi. I parenti sono
esclusi in presenza di documentata volontà
favorevole alla donazione stilata dal malato.
(Attenti ai tesserini fasulli!).
3) Senza una forma
scritta d’opposizione “è consentito procedere al
prelievo di organi e tessuti”. Il pericolo è
totale per le persone sole.
Chi visita il sito
del Centro Nazionale Trapianti va in confusione
a causa della genericità, superficialità,
ambiguità ed illegalità delle informazioni
fornite, in quanto sulla base di un Decreto
Temporaneo (8 aprile 2000) contro legge, sono
state aperte le porte a raccolte illecite presso
Asl, ospedali, ambulatori, associazioni
pro-trapianto, anagrafi comunali e siti web...
Non ultimo il
tesserino della Bindi, che consigliamo di
buttare via, perché illecito e di facile
manipolazione laddove il soggetto nega la
disponibilità, vedi Comunicati Stampa:
31/05/1999
“Informazione fondamentale sulla legge 91/99”;
04/05/2000
“Espianti, tesserino fasullo contro legge, ma
pericoloso”;
01/04/2000
“Referendum 21 maggio e moduli ingannevoli per
l'espianto di organi”;
31/03/2001 “Alcune
ASL/USL hanno avviato registrazioni illegali
senza attendere il Decreto Attuativo”;
10/03/2004
“Presentata diffida alle ASL italiane relativa
all'illecita schedatura in assenza del Decreto
Attuativo”;
11/05/2007 “Ricorso
al TAR del Lazio”.
E' da sottolineare
che all'art. 23 la legge stabilisce che siamo
già proprietà dello Stato, salvo opposizione
documentata: “è consentito procedere al prelievo
di organi e tessuti... salvo che il soggetto
abbia esplicitamente negato il proprio assenso”.
Quindi la mancata
emanazione del Decreto Attuativo per la
manifestazione di volontà colpisce
esclusivamente i non donatori, che non hanno il
modo garantito in sede pubblica per manifestare
l'opposizione e devono ricorrere alla Lega
Nazionale Contro la Predazione di Organi per
ottenere la Carta-Vita/Dichiarazione Autografa,
un chiaro documento di difesa. Il consenso alla
donazione è pleonastico, perché siamo già in
donazione presunta, in mancanza di opposizione
scritta.
La Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente condanna il concetto del
silenzio-assenso, attuabile solo dopo
l'emanazione delle direttive del Decreto
Attuativo (art. 5), ma piuttosto che le forme
illecite praticate negli ospedali, riteniamo che
la legge debba essere applicata con chiarezza
nella legalità. Auspicabile sarebbe
l'abrogazione dell'articolo che prevede il
silenzio-assenso e una nuova formulazione che
sancisca il silenzio-dissenso, ovvero l'intoccabilità
della persona dichiarata d'ufficio in “morte
cerebrale”, a meno che non richieda in forma
scritta di entrare nel registro dei soli
donatori che firmano l'accettazione
dell'espianto a cuore battente.
Per comprendere
l'abuso del silenzio-assenso pubblichiamo
l'appello del Magistrato Salvatore Macca,
Presidente Emerito della Corte d'Appello di
Brescia e Presidente o.a. della Corte di
Cassazione, mandato al Presidente della Corte
Costituzionale, pochi giorni prima del voto
definitivo al Senato che approvò la Legge 91/99
con artificio il 31 marzo 1999, sottolineando
l'incostituzionalità del concetto e e la
violenza della pratica del silenzio-assenso
contro i cittadini.
25/03/1999 Appello
esplicativo del Magistrato Salvatore Macca (pdf)
ALTRE VOCI DEL
DISSENSO
IL PARLAMENTO
INGLESE PER BEN DUE VOLTE HA BOCCIATO IL
SILENZIO-ASSENSO ALL'ESPIANTO DI ORGANI
- CRESCE LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANI “PEZZI DI RICAMBIO”
Comunicato Stampa
del 5-Luglio-2004
Comunicato Stampa
del 22-Gennaio-2008
NUOVAMENTE IL 17
NOVEMBRE 2008 UNA TASKFORCE GOVERNATIVA INGLESE
HA RESPINTO LA PROPOSTA DI LEGGE DEL PRIMO
MINISTRO GORDON BROWN CHE VOLEVA INTRODURRE IL
CONSENSO PRESUNTO
"...Gordon Brown è a
favore del silenzio assenso e del consenso
presunto perchè suo figlio è malato di fibrosi
cistica e presto o tardi vorrà un polmone da
trapiantare..." Daily Mail 18/11/2008 / Mail
Online 12/07/2011
Questa rivelazione
ci dimostra che sul conflitto di interessi il
dibattito è aperto in Inghilterra, mentre
l'Italia continua a nascondere gli interessi
personali di molti politici alla “morte
cerebrale” per ottenere organi. Il
silenzio-assenso in Inghilterra non è passato né
nel 2004, né nel 2008.
Articolo - The
Guardian del 18-Novembre-2008 PDF
ANCHE IL GOVERNO
SVIZZERO CONTRARIO AL SILENZIO ASSENSO
MARZO 2013 - CRESCE
LA VERGOGNA DI ESSERE ITALIANI “PEZZI DI
RICAMBIO”
Il Consiglio
federale (il governo svizzero) si è dichiarato
contrario all'introduzione del silenzio-assenso
per aumentare il numero dei trapianti. Il
governo non ha usato l'espressione
silenzio-assenso (Widerspruchslösung), ma
"prelievo automatico" di organi.
Al momento attuale non c'è una maggioranza nel
paese favorevole a questa soluzione e il governo
ne prende atto (non dimentichiamo che gli
Svizzeri possono ricorrere al referendum
abrogativo di una legge del parlamento:
occorrono 50'000 firme).
Purtroppo il governo attuerà delle misure nella
speranza che il numero dei trapianti, uno dei
più bassi in Europa, aumenti.
IL GOVERNO SVIZZERO
HA RESPINTO L'ENNESIMO TENTATIVO DI INTRODURRE
IL SILENZIO ASSENSO
MARZO 2015
Oggi Governo e
Parlamento (107 contrari, 67 favorevoli) hanno
respinto l'introduzione anche in Svizzera della
normativa del silenzio-assenso. Contrari anche
la Camera alta (Consiglio degli Stati).
Questione chiusa.
Resiste l'obbligo
dell'assenso esplicito del donatore o dei
familiari se una persona non si è espressa.
Nessuno deve essere
obbligato ad esprimere il suo parere, nessuno
deve essere schedato per forza.
Nationalrat für
Status quo Ohne Zustimmung keine Organspende
Consiglio nazionale
(camera dei deputati) per lo status quo
Senza assenso,
niente donazione di organi
By: Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente
COMUNICATO STAMPA -
ANNO XXXV n. 2 - 11 gennaio 2019
ALLA DONAZIONE DI
ORGANI - E' INCOSTITUZIONALE
L' iniziativa “Una
scelta in Comune” in ordine alla donazione
d'organi e tessuti quando andiamo a rinnovare la
Carta d'Identità è contro-legge e
incostituzionale. E' un'operazione costruita
passo passo con decreti ad incastro dal lontano
1999.
Il decreto attuativo
mai emanato
La legge degli
espianti-trapianti L.91/99 artt. 4 e 5
stabilisce per la dichiarazione di volontà che
il ministro emani un Decreto attuativo con
direttive su “termini, forme e modalità” per far
partire le notifiche dell'ASL a ciascun
cittadino e praticare poi il “silenzio-assenso”.
Non fu mai emanato, quindi dopo 20 anni siamo
ancora in Disposizioni Transitorie (art. 23).
Un decreto
temporaneo che apre all'abuso
Fu invece emanato un
Decreto temporaneo (Bindi 8 aprile 2000)
contrario alla legge nello spirito e nella
lettera, crogiuolo di infiniti abusi, che aprì
le porte a raccolte illegali presso ospedali,
ambulatori, ASL, medici di famiglia,
associazioni di malati e propaganda, ecc., al
fine di effettuare una schedatura di fatto,
senza garanzie, nel database del Centro
Nazionale Trapianti (CNT).
Nel 2008 Livia Turco
su proposta del direttore del CNT, e ad
integrazione del Decreto temporaneo Rosi Bindi,
emana un Decreto che amplia i punti di ricezione
della dichiarazione di volontà coinvolgendo i
Comuni. Inoltre introduce la conservazione e la
trasmissione delle dichiarazioni tramite
l'utilizzo di supporti informatici, notoriamente
a rischio di violazioni e falsificazioni.
Decreto
“Milleproroghe” varato sulla fiducia
Nel 2010 con Decreto
legge (1) varato sulla fiducia, il Parlamento ha
consentito soluzioni che ampliano gli effetti
negativi del già illecito Decreto Bindi
prorogandone illecite possibilità applicative. A
tale fine è stato perfino modificato il Testo
Unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui
al Regio decreto del 18 giugno 1931, n. 773 -
all'art. 3 è inserito il seguente: “La Carta
d'Identità PUO' altresì contenere l'indicazione
del consenso ovvero del diniego della persona
cui si riferisce a donare i propri organi in
caso di morte”. PUO', non deve. Il legislatore
non ha sancito un obbligo, né per i cittadini né
per i sindaci. Successivamente, nel 2013,
l'art.3 fu modificato con altro Decreto legge
(2):“I comuni trasmettono i dati del consenso o
diniego al Sistema Informativo Trapianti (SIT)”
e “Il consenso e diniego confluisce nel
Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE)”.
“Una scelta in
Comune” ingannevole
“Una scelta in
Comune”, voluta dal Ministero della Salute, dal
Centro Nazionale Trapianti e dall'Anci (Ass.
Nazionale Comuni Italiani) che vede l'Aido come
partner, pratica l'esperienza pilota in Umbria
nel 2012.
Nel 2015 si
definiscono le Linee Guida tra Ministero della
Salute e Ministero dell'Interno, poi il piano
prende corpo e si propaganda a tutti i Comuni.
In cosa consiste? Le amministrazioni possono
stabilire che il proprio ufficio anagrafe
diventi un punto di raccolta e registrazione
delle dichiarazioni di volontà al momento del
rinnovo della Carta d'Identità. Ci vuole una
delibera di giunta, l'adesione dei Comuni quindi
è facoltativa, ma purtroppo disinformata dal CNT
che addirittura fornisce il testo prestampato da
firmare per l'approvazione.
Abbiamo avvertito
gli 8000 sindaci che si tratta di truffa dei
potentati istituzionali, frutto di accordi
contro legge e contro i cittadini, ma Nanni
Costa, direttore del CNT, il 12.6.2018 ha
ribattuto bugiardamente con una lettera
circolare ai centri regionali, alle anagrafi,
all'Anci, ecc. spergiurando che i “Comuni hanno
l'obbligo di attivare la procedura”, mentre “ai
cittadini è lasciata la libertà di dichiarare o
non dichiarare, così come quella di dare un
consenso o un dissenso”. Invece nella pratica i
cittadini vengono ricattati all'anagrafe e
negata loro la Carta d'Identità se non firmano
il modulo in ordine alla donazione,
trasformando proditoriamente la facoltà in
obbligo: atto incostituzionale. Per giunta
trattasi di un modulo manipolato con tre opzioni
(SI – NO – NON mi esprimo) al posto delle due
(SI – NO) stabilite nelle Linee Guida. Si tratta
di abuso d'ufficio, abuso di potere e falsità
ideologica.
Segnalazione al
Garante della Privacy
Abbiamo presentato
una segnalazione al Garante della Privacy il 6
luglio 2018, dopo due mesi ha risposto “Roma per
Toma” e alla nostra richiesta di far rimuovere
il vile ricatto, ha risposto in stile kafkiano
che “il modulo del quale si contesta l'utilizzo
(…) non è quello indicato per la manifestazione
del consenso o diniego alla donazione degli
organi nelle Linee Guida, bensì soltanto il
'modulo ricevuta' della dichiarazione per
verificare che l'impiegato abbia correttamente
inserito la volontà così come espressa”.
La “scelta in Comune” è quindi una dichiarazione
verbale interpretata da un impiegato e
trasferita in elettronico al SIT0, ASSURDO ! Non
dice questo la propaganda. Il cittadino firmando
il modulo pensa di fare una dichiarazione
diretta, di suo pugno. Al Garante abbiamo
contestato che il modulo non porta la scritta
Ricevuta, ma “Manifestazione di volontà in
ordine alla donazione di organi e tessuti dopo
la morte a scopo di trapianto”, e che
l'informazione in calce non è coerente e
veritiera. Un modulo fatto apposta per
ingannare.
Infatti non
esplicita che si tratta di prelievo in
cosiddetta “morte cerebrale” a cuore battente e
afferma in caratteri microscopici che tale
registrazione “è secondo normativa” indicando
tre norme: la L.91/99 che invece è
marchianamente elusa mancando il Decreto
attuativo dell'art.5, il D.M. 8 aprile 2000
(Bindi) che invece è temporaneo e usato per dare
la stura a varie truffe come “la scelta in
Comune” e il D.M. 11 marzo 2008 (Turco) che si
aggancia al suddetto Decreto temporaneo della
Bindi per introdurre l'illecita registrazione
presso i Comuni.
“Una scelta in
comune” incostituzionale
Una “Scelta in
Comune” decretata e pubblicizzata come
facoltativa ma nella pratica resa obbligatoria
all'atto del rinnovo della Carta d'identità (Cie-on-line)
è incostituzionale. Giudizio di
incostituzionalità enunciato già nel 2010 (Milleproroghe)
dal Presidente della Commissione Affari
Costituzionali del Senato Carlo Vizzini che fece
correggere dall'esecutivo in Aula il verbo
“Deve” per sostituirlo col verbo “Può”, poiché
spiegò “Una norma del genere con l'obbligo di
dichiarare o meno il proprio consenso alla
donazione di organi sarebbe stata
incostituzionale”.
Inoltre il
legislatore continua a sviluppare decreti
contro-legge 91/99 costruiti su un regolamento
ministeriale temporaneo (Bindi) che di fatto
ingarbuglia la materia e rinvia nel tempo il
Decreto attuativo che deve costituire la
normativa uniforme definitiva ed essenziale.
Invitiamo i
cittadini a non cedere al ricatto e a mantenersi
fermi nel diritto di non firmare quel modulo
all'anagrafe.
Dichiarazione
Autografa d'opposizione necessaria per i
non-donatori
Abbiamo pubblicato
sul nostro sito
www.antipredazione.org
la Carta-Vita/Dichiarazione Autografa
d'opposizione all'espianto di organi e tessuti
da scaricare liberamente dalla sezione
“Difenditi e sostienici”.
Facciamo in modo che tutti i cittadini portino
in tasca un'opposizione alla macellazione e ne
siano fieri. Insieme nella lotta.
Note:
1) Decreto legge 30
dicembre 2009, n. 194, articolo 3, comma 8-bis,
convertito, con modificazioni, in legge 26
febbraio 2010, n. 25.
2) Successivamente
modificato dall'articolo 43, comma 1, del
decreto legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito,
con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n.
98.
Nerina Negrello
Presidente, Lega Nazionale Contro la Predazione
di Organi e la Morte a Cuore Battente