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TRAPIANTI, Espianti - 1
INTRODUZIONE, informazioni sul tema
TRAPIANTI, ESPIANTI - 2
INDICE, SOMMARIO, Articoli, Studi
Prima
di introdurvi negli argomenti trattati, sarebbe
utile che leggeste queste pagine,
per comprendere
successivamente e bene, cio' che esponiamo su
questo argomento molto importante !
vedi video Espianto a cuore battente
Come nasce la Malattia ?
+
Dove
e perché Nasce la Malattia ?
CONFLITTI
SPIRITUALI IRRISOLTI
+
Piu' Caos = Meno Salute
Infiammazione
(conCausa delle malattie fisiche) +
Tossiemia
+
ACQUA del CORPO
La
Bugia Pasteuriana
(di Pasteur) +
Terrorismo
Mediatico
La
Teoria dei germi come causa delle malattie e'
FALSA
Falsita'
della medicina ufficiale
+
TRASFUSIONI
I
TRAPIANTI sono il
dichiarato FALLIMENTO
della
medicina ufficiale, impotente di fronte alle malattie, essendo incapace a sanare, essa porta lentamente ma inesorabilmente il malato verso il trapianto o la morte prematura. Data per morta, donna si risveglia prima dell’espianto - 10 luglio 2013
Syracuse, Usa — Ha dell’incredibile la vicenda accaduta, negli Stati Uniti. Una donna che aveva ingerito farmaci in grande quantità è stata data per morta. Ma poco prima dell’espianto degli organi si è risvegliata facendo rimanere di sasso i medici. La poveretta si è poi suicidata sedici mesi dopo.
Protagonista della vicenda riportata dal New York Post, Colleen Burns ritenuta morta per un’overdose di farmaci dai medici del St. Joseph’s Hospital Health Center.
La donna, 41 anni e madre di tre figli, era sul lettino operatorio quando ha aperto gli occhi. Dopo lo choc, i medici hanno gridato al miracolo. La donna è stata dimessa dall’ospedale due settimane più tardi. La famiglia ha citato in giudizio l’ospedale, mentre il Dipartimento della salute lo ha multato per 6000 dollari, ritenendo inadeguate le procedure di sicurezza adottate.
L’overdose di farmaci aveva provocato un coma profondo nella donna. I medici ritenevano che avesse subito danni irreversibili al cervello tali da procedere all’espianto degli organi. Non era così.
La poveretta si è poi uccisa nel gennaio del 2011 a causa di una profonda depressione che le avevano amplificato con l’overdose di medicinali propinati dai medici ai quali si era rivota per la sua depressione.
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Schemi cerebrali umani di attività oltre la linea estrema isoelettrica di coma profondo – 18/09/2013
By Daniel Kroeger, Affiliation: Department of Stomatology, School of Dentistry, Université de Montreal, Montreal, Canada - Bogdan Florea, Affiliation: Medical Centre Regina Maria, Cluj-Napoca, Romania
Florin Amzica - DOI: 10.1371/journal.pone.0075257
Abstract
L' elettroencefalogramma (EEG) riflette l'attività elettrica del cervello.
Un EEG (isoelettrico) piatto, che di solito è registrato durante un coma molto profondo, è considerato un punto di svolta tra un cervello vivente e un cervello defunto.
Pertanto, l'EEG isoelettrico costituisce, insieme con l’evidenza di irreversibili danni cerebrali strutturali, uno dei criteri per la valutazione della morte cerebrale.
In questo studio utilizziamo registrazioni EEG per gli esseri umani, da un lato, e dall'altro doppie registrazioni intracellulari simultanee nella corteccia e nell'ippocampo, combinati con EEG, nei gatti.
Essi servono a dimostrare che un fenomeno complesso nel cervello è osservabile sia in esseri umani e animali durante il coma che è più profonda di quella riflessa dallo EEG isoelettrico, e che questo stato è caratterizzato da attività cerebrale generato all'interno della formazione dell'ippocampo.
Questo nuovo stato è stato indotto sia da farmaci applicati al coma posta-noxic (nell'uomo) o mediante l'applicazione di alte dosi di anestesia (isoflurano in animali) che portano ad una attività EEG di onde taglienti quasi – ritmiche, che d'ora in poi ci proponiamo di chiamare ν -complessi (Nu- complessi).
L’uso registrazioni intracellulari simultanee in vivo, nella corteccia e nell'ippocampo (in particolare nella regione CA3), dimostriamo che ν-complessi sorgono nell'ippocampo e sono successivamente trasmesse alla corteccia.
La genesi di un ippocampo ν-complesso dipende un'altra attività dell'ippocampo, nota come attività ripple, che non è apertamente rilevabile a livello corticale.
Sulla base delle nostre osservazioni, proponiamo uno scenario di come auto-oscillazioni nei neuroni dell'ippocampo possono portare ad un fenomeno complesso cerebrale durante il coma.
Human Brain Activity Patterns beyond the Isoelectric Line of Extreme Deep Coma
By Daniel Kroeger, Affiliation: Department of Stomatology, School of Dentistry, Université de Montreal, Montreal, Canada - Bogdan Florea, Affiliation: Medical Centre Regina Maria, Cluj-Napoca, Romania
Florin Amzica - DOI: 10.1371/journal.pone.0075257
Abstract
The electroencephalogram (EEG) reflects brain electrical activity. A flat (isoelectric) EEG, which is usually recorded during very deep coma, is considered to be a turning point between a living brain and a deceased brain. Therefore the isoelectric EEG constitutes, together with evidence of irreversible structural brain damage, one of the criteria for the assessment of brain death. In this study we use EEG recordings for humans on the one hand, and on the other hand double simultaneous intracellular recordings in the cortex and hippocampus, combined with EEG, in cats. They serve to demonstrate that a novel brain phenomenon is observable in both humans and animals during coma that is deeper than the one reflected by the isoelectric EEG, and that this state is characterized by brain activity generated within the hippocampal formation.
This new state was induced either by medication applied to postanoxic coma (in human) or by application of high doses of anesthesia (isoflurane in animals) leading to an EEG activity of quasi-rhythmic sharp waves which henceforth we propose to call ν-complexes (Nu-complexes). Using simultaneous intracellular recordings in vivo in the cortex and hippocampus (especially in the CA3 region) we demonstrate that ν-complexes arise in the hippocampus and are subsequently transmitted to the cortex. The genesis of a hippocampal ν-complex depends upon another hippocampal activity, known as ripple activity, which is not overtly detectable at the cortical level. Based on our observations, we propose a scenario of how self-oscillations in hippocampal neurons can lead to a whole brain phenomenon during coma.
Commento NdR: come volevasi dimostrare, l’attivita’ cerebrale e’ paragonabile ad un maxi e complesso circuito elettronico simile ma molto molto piu’ sofisticato di una radioTV ricetrasmittente, che si sintonizza ed e’ quindi tarato, sulle frequenze di questa dimensione, dell’UniVerso e particolarmente della Terra.
Quando nel cervello cambiano: pH del liquor, oppure esso viene intossicato da droghe, o per mancanza di ossigeno, come il coma negli stati di premorte, il cervello pur non avendo piu’ il sangue ad irrorarlo, cambia la sintonizzazione del suo apparato ricetrasmittente (un esempio, e' cio' che avviene ai cromosomi del DNA come antenna), che era gia’ stato tarato dalla nascita, sulle frequenze Terrestri, si ri-sintonizza sulle nuove frequenze ove dove dovrebbe o si deve recare lo Spirito / energia del comatoso in fase di pre-morte o morte definitiva e quindi inizia a vedere, sentire, avere sensazioni diverse, ma del luogo ove Egli viene attratto in via preventiva e/o in via definitiva e, quando dal coma si dovesse risvegliare, racconta se lo desidera e/o lo vuole, l’esperienza vissuta nel coma profondo, descrivendo cose meravigliose vissute in prima persona e con la propria individualita' cosciente..
Quindi fate molta attenzione agli espianti frettolosi...
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Questo video mostra come gli organi di un paziente definito "morto" vengano espiantati quando sono ancora perfettamente sani.
Una legislazione ipocrita e senza fondamento scientifico permette infatti letteralmente di "uccidere" un paziente in coma cerebrale nell’arco di poche ore, andando ad alimentare un mercato degli organi altamente lucrativo, ma moralmente molto discutibile.
Vedi anche questa pagina: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3592
Caro "donatore"
o se sei
in
procinto
di
divenirlo sappi
che:
Quando sarai
dichiarato "morto"
ti
faranno un'anestesia
totale
per
prelevarti
gli
organi....
e
sai perche'
?,
perche'
la
procedura prevista
per
l'espianto
prevede
che tu
venga
anestetizzato,
ma se sei veramente
morto
perche'
lo
fanno ?
.....perche'
sanno...che
in
realta'
potresti
svegliarti
da
quella morte
e/o
potresti sentire dolore
!
(Tratto da Anestesia, giornale
degli anestesisti della Gran
Bretagna)
In Italia, la
Legge 91/99
considera donatori
TUTTI
coloro che
non ne hanno fatto esplicita
opposizione
tramite
proprio documento autografo e/o
tramite risposta entro 3 mesi
(alle ASL di competenza) alla
loro richiesta di autorizzazione
che esse avrebbero dovuto
inviare, e che non hanno
inviato, appositamente per
lasciare tutti nel "silenzio
assenso"
come previsto dalla legge
italiana (art 23) ...che di
fatto rapina gli organi
senza
chiedere il consenso
!
Le
opposizioni
debbono essere effettuate
entro 6 ore
dalla
dichiarazione
di morte
(tempo
di osservazione)....
Recenti
ricerche hanno dimostrato che
dopo un trapianto di organo,
nel ricevente si può sviluppare
un cancro.
Queste ricerche sono state
effettuate in primis da: Robert
Schreiber, Washington University
Scool of Medicine, St Louis, MO,
Usa insieme a Cornelis Melief,
Leiden University Medical
Center, Olanda.
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C'è un futuro per
il trapianto di cuore ? -
British
Medical Journal 2003; 326 David W. Evans, docente (Fellow Commoner) del Queens'
College di Cambridge, cardiologo dimessosi dal Papworth
Hospital del Cambridgeshire a causa della sua
opposizione alla morte cerebrale. EDITORE - La risposta alla vostra domanda: "C'è un
futuro per il trapianto di cuore ?" pubblicata sulla
copertina del British Medical
Journal n. 326 è "NO". Che non avesse un futuro a lungo
termine era chiaro sin dall'inizio, se non altro perché la disponibilità di cuori di donatori non sarebbe mai
stata sufficiente a coprire la domanda, se la procedura
fosse risultata di successo ed accettabile. Ma, come Anyanwu e Treasure fanno notare (1), non è mai
stata portata alcuna prova della sua efficacia, mentre
ora gli sviluppi nella profilassi e nella terapia
offrono alternative preferibili libere
dall'approvvigionamento e dai problemi etici che hanno
sempre afflitto i trapianti di cuore umano. Non ultima
fra questi è la dipendenza della procedura dall'idea che
la morte del tronco cerebrale possa essere
diagnosticata, con la necessaria certezza, per mezzo di
test eseguiti al letto del paziente su alcuni riflessi
del tronco cerebrale, unitamente ad un (pericoloso) test
dell'apnea. Questa nozione semplicistica è stata messa in dubbio
molti anni fa (2) ed è finalmente risultata
definitivamente falsa (3). L'acquisizione di cuori dei
donatori dipende quindi dalla falsa rappresentazione di
una sindrome pre-mortale diagnosticata grossolanamente;
come la morte del paziente destinato ad essere donatore,
con tutti gli inganni specifici e generali, pubblici e
professionali del caso. Tale pratica non può più
continuare. Non ha sinora prodotto buoni frutti e non ne
produrrà mai (4).
Bibliografia: 1. Anyanwu A, Treasure, T. - Prognosi dopo il trapianto
di cuore, BMJ 2003; 326: 509-10 (March 8) 2. Evans DW, Hill DJ. - Il tronco cerebrale dei donatori
non è morto, Catholic Medicai Quarterly 1989; 40:113-121 3. Facco E, Munari M, Gallo F, Volpin Sh1, Beliau,
Baratto F, Giron - Ruolo dei potenziali evocati di breve latenza nella
diagnosi di morte cerebrale, Clinical Neurophysiology 2002,113:1885-66 4. Matteo 7: 18
L'Aids
e' la malattia chiamata Sindrome Da Immunodeficienza
Acquisita, ma con che cosa ? Con le VACCINAZIONI effettuate negli anni 1970 nelle
nazioni del Centro Africa, si sono indebolite
immunitariamente milioni di persone che successivamente
negli anni 1980 si sono ammalate di Aids, per via della
sommatoria di cofattori ai Vaccini che sono immunosopressori = immunodepressione generata dai
vaccini + malnutrizione + scarsa igiene !! Il virus HIV (se esiste e
se non esiste lo si crea...)
e' solo un depistaggio dalla realta' dei fatti e per
avere guadagni dai brevetti sui
test
inaffidabili....e sulla vendita dei successivi
farmaci... Nel 2006 ormai nel mondo vi sono quasi 50 milioni di
individui ammalati (dati OMS)
ed il 75% e' in Africa......ma altre nazioni dell'africa
+ quelle di altri paesi del sud del mondo (quelle
occidentali sono state gia' vaccinate – in esse quelli piu' a rischio sono coloro che utilizzano droghe,
farmaci ecc. - ma la stragrande maggioranza della
popolazione occidentale non ha problemi di
malnutrizione, ne' di scarsa igiene, come le
popolazioni dei paesi del terzo mondo e quindi la
malattia (aids) produce meno casi, invece in Africa e
nei paesi del terzo mondo, si e' propagata nei soggetti per via delle
difese immunitarie rese
labili dai Vaccini
in soggetti malnutriti e con scarsa igiene. In quelle stesse nazioni negli anni 1980 - 1990
e’ “nata” anche
Ebola, una malattia degenerativa
MORTALE, ed altre ne
continueranno a nascere..! Forse
questa guerra batteriologica
contro le popolazioni, che
proliferano troppo rispetto alla razza bianca.....e'
stata studiata a tavolino, per
mantenere i neri sotto il
dominio delle
multinazionali di Farmaci e Vaccini
in mano alla razza bianca……gestita
da BIG
PHARMA ?
SPIRITO e SALUTE = Mente sana in
Corpo
Sano PERDONARE
e NON TENERE RANCORE, FA BENE alla
SALUTE Un
gruppo di ricercatori hanno sperimentato
con successo la terapia del “perdono”
di genitori di vittime di omicidi in
Irlanda del Nord;
i risultati della
sperimentazione su 259 persone, sono stati
presentati al meeting dell’American Psycological Association a San Francisco (USA) dallo psicologo Carl Thorensen della Stanford University
in California, che ha tenuto a
sottolineare che il perdono deve essere
inteso come rinuncia al diritto di
provare, esasperazione, rancore,
irritazione o desiderio di vendetta;
un
carattere clemente, facilita anche
l’amore ed i
rapporti intimi !!
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Morti
della medicina ufficiale
+
Pericolo
Farmaci
$$$
influenzano studi sulle Ricerche Mediche
+
Big Pharma +
Big Pharma 2
Influenza
Aviaria +
Influenza Suina
Donatore del seme trasmette malattia a 9 bimbi: uno è morto
L'uomo soffriva di una rara sindrome cardiaca che non ha sintomi evidenti. Polemiche sui controlli
Italy, Milano 30 ottobre 2009 - Nove bambini nati tramite una donazione di sperma hanno ereditato una malattia cardiaca grave e uno di loro è morto, secondo una notizia pubblicata dal Journal of the American Medical Association e ripresa dal britannico Daily Telegraph. Il donatore, che all'epoca aveva 23 anni e ora ne ha 42, donò lo sperma alla banca del seme di San Francisco in America; il seme è stato poi utilizzato per la nascita di ben 22 bambini, oltre ai due figli nati dal matrimonio del donatore stesso. Quando un bimbo nato dal seme dell'uomo è morto all'età di due anni per problemi cardiaci, sono stati effettuati test tramite i quali si è risalito al donatore di sperma che avrebbe trasmesso la malattia. Tra gli altri otto bambini su cui è stata riscontrata la malattia, due soffrono di gravi problemi cardiaci mentre gli altri sei non hanno sintomi.
POLEMICA sui CONTROLLI - L'uomo non sapeva di soffrire della cardiomiopatia ipertrofica, una condizione cardiaca rara che non ha sintomi evidenti e che può causare la morte. Il caso ha creato polemiche sui controlli medici attualmente in atto sui donatori di sperma. Gli esperti dicono che la condizione poteva essere individuata tramite elettrocardiogramma anche se, ammettono, è difficile monitorare tutti i difetti genetici che possono portare a sviluppare malattie cardiache. Tratto da: corriere.it
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Le Giornate Nazionali Donazione e Trapianto Organi e Tessuti
Si stanno concludendo in questi giorni le “Giornate Nazionali Donazione e Trapianto Organi e Tessuti” (3 – 10 maggio 2009), sotto lo slogan “Un donatore moltiplica la vita”, scelto per significare “a consolazione dei familiari dei donatori, che la donazione del proprio corpo dopo la morte può non solo salvare molte vite minacciate o limitate da gravi malattie, ma è un gesto che permette di contribuire a dare un nuovo impulso alla vita” (http://www.trapianto-giornatanazionale.it/pagina.aspx?ida=1 ).
Già, ma occorre essere meglio informati sul concetto di morte cui si attengono i medici, per procedere ai prelievi di organi. Nel volantino divulgato dagli organizzatori della campagna, si legge che il prelievo di organi e tessuti avviene dai cadaveri dei donatori, escludendo, ovviamente, organi e tessuti che, senza pregiudizio per la propria vita, si possono donare anche da vivi (http://www.trapianto-giornatanazionale.it/public/09 volantino a5.pdf).
Contro questa affermazione e per l’ ammissione che gli espianti non avvengono da cadaveri, bensì da persone ancora vive, si batte da anni la “Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente” (www.antipredazione.org - http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=19352).
L’accertamento della morte cerebrale, infatti, evento ritenuto sufficiente a giustificare l ‘immediato prelievo di organi, è al centro di un intenso dibattito scientifico internazionale, in quanto l’esatto momento della cessazione dell’attività cerebrale di una persona non può stabilirsi convenzionalmente, facendolo equivalere alla morte comunemente intesa, cioè come evento irreversibile e definitivo, contro il quale più nulla sia possibile.
http://www.portaledibioetica.it/documenti/000368/000368.htm
http://www.corrispondenzaromana.it/bioetica/bioetica-la-morte-cerebrale-un-principio-discutibile.html
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5001
http://www.dirittolibertadicura.org/images/stories/File/Ricerche/espianto di organi a cuore battente.pdf
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LEGA NAZIONALE CONTRO
la
PREDAZIONE
di
ORGANI
e
la
MORTE
a
CUORE BATTENTE
24121
BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22 -
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
nata nel
1985 -
http://www.antipredazione.org
lega.nazionale@antipredazione.org
J'ACCUSE CONTRO
la MORTE CEREBRALE a CUORE BATTENTE
La volontà di salvare gli organi ad ogni costo
elimina la volontà di salvare il paziente ad
ogni costo -
Documento presentato al Parlamento ed al
Movimento critico internazionale
La così detta “morte cerebrale” costituisce il
cardine centrale su cui è basata
l'espianto-trapiantologia(1). Senza di essa la
chirurgia sostitutiva centrata sull'espianto di
organi da soggetti vivi che hanno perso la
coscienza, non avrebbe avuto un seguito. I
pazienti sotto ventilazione definiti
arbitrariamente “cadaveri” dai medici che
dichiarano la “morte cerebrale”, in realtà non
lo sono né per la biologia né per la legge.
Per la biologia non lo sono perché i pazienti
hanno tutti i loro organi perfettamente
funzionanti. Per la legge non lo sono perché la
normativa recita: “per cadavere si intende il
corpo umano rimasto privo delle funzioni
cardiorespiratoria e cerebrale”(2).
E' noto che le funzioni del cervello conosciute
costituiscono solo il 10%(4), quindi la legge
578/93 che all'art.1 dichiara: “La morte si
identifica con la cessazione irreversibile di
tutte le funzioni dell'encefalo” è
scientificamente assurda(3) perché non si può
dichiarare “cessata” una funzione che non si
conosce. Inoltre è stato ampiamente dimostrato
da molti autori(4) e perfino dalla Harvard
School di Boston(5) che alcune delle poche
funzioni cerebrali note sono ancora presenti
contrariamente a quanto enunciato dalla legge.
Entriamo così nel vivo della controversa
questione dell'espianto-trapiantologia.
Già nel 1985 la Lega Nazionale Contro la
Predazione di Organi e la Morte a Cuore Battente
dichiarò inaccettabile la “morte cerebrale” e si
costituì in associazione per contrastare tale
concetto(6).
La “morte cerebrale” viene dichiarata sempre
(rare sono le eccezioni) nelle prime 24/48 ore
dal ricovero di un paziente comatoso, in genere
traumatizzato cranico, in un reparto di
Rianimazione, durante le quali non si attua
alcun tentativo serio ed efficace di terapia
finalistica.
La terapia è finalistica solo quando si oppone
tempestivamente al processo patologico in atto.
Senza una terapia mirata si instaura un
progressivo deterioramento della corteccia
cerebrale, rendendo difficile il recupero del
paziente.
Più il tempo passa più la sostanza grigia
cerebrale, avida di ossigeno, perde la sua
vitalità.
Quindi l'intervento chirurgico elettivo va
sempre e comunque eseguito d'urgenza allo scopo
di decomprimere il cervello. Il tempo in questi
casi è prezioso e quindi andrebbe ripristinato
l'intervento decompressivo presso gli ospedali
di prima accoglienza.
Infatti in passato il chirurgo degli ospedali
minori aveva la preparazione per eseguire tali
interventi decompressivi ed era tenuto ad
effettuarli. Oggi, allo scopo di incrementare i
trapianti, tali pazienti vengono avviati agli
ospedali maggiori, più lontani, per cui sovente
si superano i tempi ideali per il loro recupero.
Così facendo però si salvano gli organi ad ogni
costo.
La terapia finalistica non viene quasi mai
attuata negli ospedali maggiori deputati al
trapianto, poiché i neurochirurghi, pressati
dalla richiesta di organi, sono consapevoli che
salvare il paziente ad ogni costo può
significare anche perderlo con l'atto chirurgico
o durante il decorso post-operatorio, perdendo
così i suoi organi.
Per terapia finalistica efficace intendiamo
alcuni atti chirurgici: ventricolostomia,
drenaggi extra e subdurali, e quando necessario
craniotomia per ematoma extradurale, eseguiti
d'urgenza, possibilmente nei primi 60/120 minuti
dall'incidente(7) allo scopo finalistico di
decomprimere il cervello.
E' bene chiarire che un'aspirazione di pochi cc.
di liquido emorragico e del liquor ventricolare
può essere sufficiente a decomprimere il
cervello e così fare ricomparire la coscienza e
fare uscire il paziente dal coma. Antiedemigeni,
diuretici e ipotermia cerebrale controllata(8),
completano il trattamento della terapia
d'urgenza.
Infatti un soggetto colpito da un trauma cranico
grave, ha sempre un versamento emorragico
endocranico che, modesto nei casi di
frattura/lussazione di una delle prime due
vertebre cervicali (modesto perché sono ossa
laminari sottili)(9), diviene al contrario un
versamento ematico importante che si trasforma
in un ematoma endocranico più o meno voluminoso
in presenza di frattura della base cranica, cioè
delle due rocche petrose che sono ossa molto
vascolarizzate(10).
Notoriamente quest'ultimo tipo di frattura si
diagnostica con estrema facilità anche prima di
ogni accertamento radiologico per la presenza di
una otorragia mono o bilaterale (presenza di
sangue che si raccoglie nel padiglione
auricolare).
Tale versamento emorragico infiltrativo e/o
ematoma, comprime la massa cerebrale e quindi lo
strato corticale/cerebrale (circa 1 cm. di
spessore) a contatto con la struttura ossea
indeformabile della volta cranica. La
compressione dello strato corticale, sede dei
centri sensoriali e dei centri motori e del
linguaggio, che contribuiscono a formare la
coscienza, determina il conseguente collasso del
“canale sinaptico unificato”(11), struttura che
come una rete labirintica si estende tra
miliardi di neuroni. Tale collasso fa scomparire
la coscienza. Il paziente si presenta in coma
più o meno profondo a causa della compressione.
Stessa attenzione e tempestività di intervento
si impone, è ovvio, per la patologia emorragica
extradurale (ematoma da frattura o grave
contusione delle ossa fronto-parietali). Tali
pazienti hanno un tipico ritmo a due tempi: il
paziente cade, si rialza, una piccola arteriola
o capillare corticale/meningeo lacerato
sanguina, si forma l'ematoma in un tempo
variabile e il paziente entra in coma alcune ore
dopo, quando la raccolta ematica determina una
compressione della corteccia cerebrale.
Sia che il paziente giunga ad un ospedale
maggiore direttamente o dopo aver perso tempo
prezioso nell'ospedale minore, la patologia
compressiva, trascorse 2/3 ore dal trauma, si
aggrava. I medici preposti sono consapevoli che
sottoporre un paziente ad un intervento
decompressivo può comportare la perdita degli
organi sia in caso di esito positivo
(guarigione) che negativo (morte), in quanto gli
organi seguono il destino del paziente.
I parenti vengono tranquillizzati e tacitati con
la frase rituale “faremo tutto il possibile per
salvarlo”, ma rinunciando a qualsiasi intervento
chirurgico decompressivo il destino del paziente
è segnato. La dichiarazione di “morte cerebrale”
copre qualunque malpractice ed evitando
l'intervento i neurochirurghi, i rianimatori, i
medici legali si sentono comunque al sicuro,
poiché “SALVARE GLI ORGANI AD OGNI COSTO” è in
linea con la filosofia di Stato.
Tale perverso comandamento elimina il salvare il
paziente ad ogni costo, comandamento questo che
affonda le sue radici nella storia della
medicina.
Se il paziente comatoso giunge in ospedale con
respirazione spontanea, ciò significa che i
centri respiratori del bulbo non sono
compromessi e pertanto non dovrebbe essere
intubato se non per necessità operatoria. Di
solito, però, il paziente arriva già intubato e
ventilato automaticamente, anche quando non è
necessario. Da quel momento le sue condizioni
vengono valutate attraverso le risposte riflesse
agli stimoli, l’esame elettroencefalografico e
il test dell’apnea (sospensione della
ventilazione, senza svezzamento, e attesa delle
ripresa spontanea del respiro), che viene
ripetuto anche più volte consecutive, per
valutare la profondità del coma e stabilire il
raggiungimento delle condizioni richieste dai
protocolli dello Stato per la dichiarazione
della cosiddetta “morte cerebrale”. Con questo
test si intenderebbe saggiare la reattività dei
centri respiratori alla CO2 (anidride carbonica
che si accumula nel sangue dopo l’arresto). Ma,
con l’arresto del respiro, si provoca anche una
diminuzione dell’ossigenazione del sangue
(anossia), la quale, specialmente se viene
ripetuta, può determinare un aggravamento,
sovente irreversibile, delle condizioni
neurologiche già critiche di un traumatizzato
cranico(12).
A tale proposito dobbiamo ricordare una legge di
fisiologia generale: qualunque organo, sistema,
tessuto o singola cellula, se viene sostituito
nella sua funzione cessa progressivamente di
esercitare la funzione, sino alla sua atrofia.
E' una legge ben conosciuta che riscontriamo
nella metodologia dell'intubazione con
ventilazione automatica. Ben lo sanno gli
anestesisti, che per svegliare i pazienti
dall'anestesia usano il metodo dello
“svezzamento continuo e progressivo”, non
utilizzato nel test dell'apnea.
Si perviene così alla convocazione della
commissione medica che decreta, senza
possibilità di obiezione di coscienza, una
condizione di patologia che, rispondendo ai
criteri imposti dallo Stato, è dichiarata
irreversibile. Tutto ciò è conseguente alla
mancata terapia d'urgenza. Tale dichiarazione
pertanto rappresenta una condanna a morte
annunciata e messa in atto d'autorità dopo un
ridicolo periodo di osservazione di 6 ore che
avvia il paziente all'espianto dei suoi organi.
Espianto che viene eseguito su un paziente che
reagisce istantaneamente all'incisione
chirurgica con movimenti degli arti e del
tronco, aumento della frequenza del polso e
della pressione arteriosa a conferma della sua
vitalità, rendendo necessaria la
somministrazione preventiva di farmaci
curarizzanti (paralizzanti) o di anestetici. E'
solo con l'espianto degli organi che interviene
la morte nel senso comune e classico del
termine.
Il voler salvare gli organi ad ogni costo
elimina la volontà di salvare il paziente ad
ogni costo e così il concetto basilare della
professione medica "primum non nocere"
viene tristemente abbandonato. E' tempo di
restituire ai medici il diritto/dovere di curare
secondo scienza e coscienza senza limiti imposti
dallo Stato e dalle centrali del potere
sanitario che hanno imposto la finzione della
“morte cerebrale”(4).
E' tempo di rivedere drasticamente la
legislazione in merito e dare voce ad un
paziente che non può parlare, ma lancia il
messaggio “perché non provate a curarmi?”.
Qualcuno dovrà pure ascoltarlo.
Comitato Medico-scientifico: Prof. Dr. Massimo
Bondì, L. D. Pat. Chir. e Prop. Clin. Università
di Roma “La Sapienza”, Patologo e Chirurgo
generale
Nerina Negrello, Presidente Lega Nazionale
Contro la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente
NOTE INFORMATIVE
1. La “morte cerebrale” compare sulla scena
medica americana nel 1968, quando dopo il primo
trapianto di cuore (Barnard 1967 – Città del
Capo), la Harvard Medical School introdusse i
criteri per la definizione di “morte cerebrale”
su soggetti vivi, in coma presunto
irreversibile, per giustificare
l'espianto-trapianto.
2. Definizione di cadavere come da Circolare n.
24 del 24-06-93 esplicativa del D.P.R. 285/90.
3. Ridefinizione di morte come da L. 578/93, DM.
582/94.
Con la parola morte si accomuna artatamente il
paziente vivo sotto ventilazione dichiarato in
“morte cerebrale” sulla base dei protocolli di
Stato, e il morto tradizionale in arresto
cardiocircolatorio e respiratorio. Nel passato
il morto era sempre un cadavere, nel presente il
“morto cerebrale” non è un cadavere.
4. Evans D.W., MD, Consultant Cardiologist al
Papworth Hospital, Hill D.J., MA FFARCS,
Consultant Anaesthetist all' Addenbrooke's
Hospital, The Brain stems of organ donors are
not dead, Catholic Medical Quarterly Vol. XL n.
3 – agosto 1989.
Molinari Gf., MD, The NINCDS collaborative study
of brain death, n. 81-2286 Bethesda National
Institute of Health 1980. Riporta 503 casi nei
quali non è stato possibile trovare
invariabilmente una correlazione tra la diagnosi
di morte cerebrale precedente all'arresto
cardiaco e la distruzione diffusa del cervello.
Baldissera F., Ordinario Fisiologia umana,
Università Milano, Morte dell’uomo o della
persona?, Bioetica 2, Franco Angeli ed., 1993.
Nannini U.G., Ordinario di Scienze Giuridiche,
Valore della persona e definizione legale di
morte - Cedam 1996
Singer P., Presidente Ass. Internazionale
Bioetica, 2° Congresso Intern. sulla “morte
cerebrale”, Cuba 1996 La morte cerebrale è una
finzione, atti editi da Calisto Machaco
Institute of Neurology and Neurosurgery.
Bondì M., Patologo e Chirurgo generale, Eravate
matematicamente certi che fossero deceduti?
Ospedale d'Italia vol. XX n. 5, maggio 1969.
Barrow J.D., I numeri dell'universo, Mondadori
2003 - p. 114 “..la stima moderna del numero
delle connessioni elettriche che il cervello
potrebbe contenere si aggira ad un totale di
1070.000.000.000 di possibili connessioni...”.
5. Truog R. D. e Fackler J. Department of
Anesthesia Harvard Medical School, Rethinking
brain death ,Critical Care Medicine Vol. 20 n.
12, 1992.
6. La “Lega Nazionale Contro la Predazione di
Organi e la Morte a Cuore Battente” si
costituisce nel 1985 a Bergamo dopo il primo
trapianto di cuore su promozione dell'AEDfemminismo
(Ass. Educazione
Demografica-antimedicalizzazione-) fondata nel
1970da Nerina Negrello, attuale presidente della
Lega Nazionale che si è sviluppata
nell'aggregazione di liberi cittadini e
associazioni culturali eterogenee. E' attiva in
ambito culturale, scientifico, legale,
legislativo, informativo. Audizioni parlamentari
del 1992 (Bondì M., Baldissera F., Penso G.,
Romeo N., Evans D.W., Hill D.J.) e del 1998
(Bertolini G., Negrello N., Robbiati M.L.,
Sonnino R.). Associazione dei “non-donatori” che
diffonde la Carta-vita/dichiarazione autografa
d'opposizione alla “morte cerebrale” e
all'espianto di organi/prelievo di tessuti e
cellule.
7. Barton R. e Cerra F. Department of Surgery
University Utah, University Minnesota, Il
trattamento iniziale del paziente traumatizzato
- Gli interventi da effettuare nei successivi
sessanta minuti, Stampa Medica, 50 (5) 15.3.'91.
8. Watanabe Y., Emeritus of Medicine, Once again
on Cardiac Transplantation: Flaws In The Logic
Of The Proponents, JPN Heart J. Sept 1997.
Hayashi N., Department of Emergency&Critical
Care Medicine, Nihon University, Brain
hypothermia terapy, Jpn Med J. No 3767, July 6,
1996.
9. La frattura/lussazione delle due prime
vertebre cervicali se lede i centri bulbari
determina la morte sul colpo.
10. Koonsman M. e altri, Department of Surgery
-Methodist Medical Center – Dallas, How much
monitoring is needed for basilar skull fractures?,
Congress April 26-29 1992. The Americam Journal
of Surgery vol.164,november 1992.
11. Bondì M. e Bondì M., Riv. Biol. / Biology
Forum, The role of synaptic junctions in the
identification of human consciousness (1998) pp.
329-334.
Bondì M. e Bondì M., Interpretation of the
pathogenesis of the coma, ECPD Brain
consciousness international-symposium, 22-23
settembre 1997 pag. 201-204 – Belgrade
Jugoslave.
12. Coimbra Cicero, - Medico Nneurologista e
Prof. Adjunto o Departamento de Neurologia e
Neurocirurgia Un. Federal de São Paulo, Apnèia
na Morte Encefalica, luglio 2001. Implications
of ischemic penumbra for the diagnosis of brain
death: apneia testing may induce rather than
diagnose death, 2.7.2001
Coimbra Celso, avvocato, ha presentato (1.3.04)
al Ministero Federale la denuncia Omicidio como
pratica medica determinada pelos gestores do
Conselho Federal de Medicina: un'accusa ben
circostanziata di omicidio come pratica medica,
nell'esecuzione del test dell'apnea ampiamente
usato nel cosiddetto “accertamento” di “morte
cerebrale”.
Ma vediamo come e' andato il
primo trapianto di mano...!
LONDRA - Alla fine ce l' ha
fatta. Dopo aver girato il mondo
per un anno alla ricerca di un
chirurgo disposto ad amputargli
la mano che gli era stata
trapiantata nel 1998, Clint
Hallam ha ottenuto quello che
voleva. Ieri mattina, in un
ospedale privato di Londra, il
professor Nadey Hakim gli ha
asportato quell' arto che aveva
scritto una nuova pagina della
medicina.
Neozelandese, 50 anni, Hallam
era stato il primo uomo al mondo
a subire un trapianto di mano.
Il 23 settembre 1998, all'
ospedale di Lione, un' équipe
composta dai maggiori
specialisti internazionali gli
aveva cucito all' avambraccio
destro la mano di un
motociclista morto in un
incidente stradale. L'
intervento era durato più di 13
ore e aveva avuto un esito
positivo. Nel giro di pochi
mesi, Hallam riusciva a muovere
le dita, usare le posate e
scrivere qualche parola a penna.
Il suo caso aveva spianato la
strada a molte operazioni
analoghe e ridato speranza a chi
pensava di doversi rassegnare a
vivere senza un arto. Hallam,
però, si è rivelato un paziente
non proprio modello. Un anno
dopo l'intervento, ha smesso di
prendere regolarmente i
medicinali che gli erano stati
prescritti per evitare il
rigetto.
La mano si è così
coperta di croste e riempita di
pus, le dita si sono gonfiate e
hanno smesso di funzionare.
Hallam è tornato all' ospedale
di Lione e ha chiesto l'
amputazione, che però gli è
stata negata in Francia, in
Australia, in Nuova Zelanda. In
Inghilterra, venerdì, gli è
stata concessa. «Clint Hallam
sta bene - ha fatto sapere ieri
con un comunicato il chirurgo
Nadey Hakim -. Prima dell'
operazione ha confermato che non
prendeva farmaci da 60 giorni.
Potrebbe essere dimesso già
lunedì».
L' intervento è al
centro di accesi dibattiti. Il
professor Earl Owen, il primario
australiano che aveva guidato l'
équipe che aveva cucito la mano,
ha sottolineato che Hallam
doveva aspettare ancora e
ricominciare a prendere i
medicinali.
Hallam, invece, sostiene che i
medici abbiano messo a
repentaglio la sua vita
rifiutandosi di amputargli la
mano «per puro orgoglio
professionale». Sono stati anni
terribili, ha raccontato alla
Bbc. «I primi dodici mesi è
andato tutto bene. Poi c' è
stato il crollo. Ho cominciato a
sentire dolore, la mano ha
smesso di funzionare e si è
trasformata sotto i miei occhi.
Non riuscivo più a guardarla, mi
faceva sentire male, la tenevo
sempre coperta con un telo nero.
Una volta mi è caduto il telo
mentre ero per strada e dei
bambini sono scappati gridando.
Non capisco perché i medici non
abbiano voluto togliermela
prima.
Non c' è dubbio che Hallam abbia
sofferto: la mano che ha
mostrato in tv poco prima di
entrare di nuovo in sala
operatoria era mostruosa al
punto da non sembrare neanche
una mano. Ma la storia di quest'
uomo non è per niente chiara.
Nel 1998 aveva ottenuto l'
intervento mentendo: aveva detto
di essere australiano e di aver
perso la mano in un incidente
domestico.
Era invece neozelandese e si era
fatto male 14 anni prima con una
sega elettrica mentre era in
prigione per frode. Ora si trova
a Londra, non si sa in quale
ospedale. Ha venduto un'
intervista esclusiva a una
rivista e non ha intenzione di
parlare con altri.
Fonte :
http://archiviostorico.corriere.it/2001/febbraio/04/
COMUNICATO STAMPA -
ANNO XXVI - n.16 - 23 Nov. 2010
APPELLO ai GENITORI che HANNO
DONATO - NEL XVII
ANNIVERSARIO dell'ESPIANTO
di NOSTRO FIGLIO PAOLO
Sentiamo il dovere di dirvi che
anche noi abbiamo, purtroppo,
ceduto alla richiesta degli
organi di nostro figlio Paolo
che aveva 19 anni. Eravamo
distrutti dal dolore ed abbiamo
firmato. Mai decisione fu più
sciagurata: noi tutti abbiamo
ceduto i nostri figli per
disinformazione e sfinimento di
fronte alla pressione
sanitaria dell'industria dei
trapianti. Inconsapevolmente
abbiamo fatto macellare,
eviscerare, senza anestesia i
nostri figli. I torturatori nei
lager almeno non chiedevano ai
genitori di firmare
l’autorizzazione ad uccidere i
figli.
I nostri figli sono stati
sequestrati in rianimazione,
soli senza i loro genitori, e
poi uccisi in sala operatoria:
“Il chirurgo affonda il coltello
dal collo giù fino allo sterno e
poi fino all’ombelico e poi fino
all’inguine. Il cuore batte. I
polmoni respirano. Il sangue
circola. Il corpo è caldo. Si
muove, cerca di reagire, ma per
i chirurghi sono solo riflessi
spinali da controllare con
farmaci paralizzanti.
Inesorabile la mano del boia
spacca lo sterno, afferra il
cuore che batte, e recide”. Così
sono morti i nostri figli,
indifesi e abbandonati non hanno
potuto ricevere una carezza,
l’ultimo bacio di mamma e papà.
I loro corpi sono divenuti merce
contesa da chi ha pregato per
ottenere i loro organi. I nostri
figli sono stati trattati peggio
dei condannati a morte o degli
animali al macello, perché
almeno a questi viene
risparmiata la tortura
prolungata.
Tutti noi abbiamo dato quella
firma perché ci hanno fatto
credere di “fare il bene”: l’omertà
mafiosa dell'industria dei
trapianti ha vinto
contro di noi.
Combattete perché nessun altro
genitore soffra quello che oggi
stiamo soffrendo per esserci
fidati dei “coordinatori dei
trapianti”, dei chirurghi/espiantatori
e di tutti gli altri
collaborazionisti: medici
legali/rianimatori/neurologi,
infermieri, giornalisti
prezzolati e altri ancora che
partecipano alla
mattanza/espianto che spacciano
per “donazione” di organi.
Questo modo di procedere tra
furbizia ed inganni genera odio
sociale, non amore.
Genitori che avete donato
abbiate il coraggio, anche voi,
di dire la verità e denunciare
pubblicamente la vostra
sofferenza: non soffocatela nei
centri psichiatrici ad hoc
istituiti.
Fermiamo questo cannibalismo
moderno, camuffato da scienza.
I Genitori di Paolo Mondo:
Stellio Mondo e Silvana Mergiani
- Consigliera Nazionale di:
antipredazione.org
Intervista a Nerina Negrello presidente Lega Antipredazione Organi
"MORS TUA, VITA
MEA !", così titola
l'intervista alla nostra Presidente su
"PROFILI Italia", mensile di economia,
costume e società (ottobre 2008), che
trovate di seguito.
L'articolo è stato curato da Vera Paola
Termali, giornalista e presidente
S.I.H.eN. (Sindacato Italiano
Heilpraktiker e Naturopati), che ci ha
così concretamente manifestato stima e
riconoscimento del lavoro svolto,
andando contro la tendenza comune di
censurarci.
"Da 40 anni il potentato scientifico
internazionale ha stabilito che, se
l'encefalo è a loro dire
irrecuperabile, la persona è morta anche
se il suo corpo è vivo. Da 40 anni gli
scienziati onesti denunciano che la
"morte
cerebrale" a cuore battente non
è altro che una comoda finzione per
procacciare organi per trapianti. Già
nel '92 ricercatori della Harvard
University, nel documento di
autocritica "Ripensamento sulla morte
cerebrale", sottolineavano che "molti
pazienti, dichiarati in morte cerebrale,
non soddisfano il requisito base della
cessazione irreversibile di tutte le
funzioni dell'encefalo".
Infatti nel cosiddetto morto cerebrale
molte funzioni dell'encefalo permangono.
Molte delle poche che si conoscono."
Così mi accoglie Nerina Negrello,
presidente della Lega Nazionale Contro
la Predazione di Organi e la Morte a
Cuore Battente, quando entro nel suo
ufficio a Bergamo. Più di vent'anni sono
passati da quando iniziò la battaglia
contro la definizione di "morte
cerebrale", ma il suo impegno e la sua
foga non sono diminuiti. Le ho chiesto
quest'intervista perché trovo scandaloso
che, nel momento in cui si riapre il
dibattito, lei non venga intervistata da
tutti i quotidiani. Ma lei non è donna
da preamboli e vuole spiegarmi subito
cosa intendeva.
"La scienza non conosce affatto "tutte"
le funzioni del cervello. E nemmeno
conosce "tutto" di quelle poche funzioni
che crede di conoscere. Quel documento
ed altri furono presentati al Parlamento
in audizioni particolari e al Vaticano,
ma ne fecero coriandoli per carnevale."
"Si, ma ora il dibattito si è riaperto
proprio sull'Osservatore Romano..."
"Sono maestri nell'aprire e chiudere i
dibattiti quelli della Pontificia
Accademia delle Scienze. Non è la prima
volta che sembra che la verità prorompa
e invece tutto si affossa e continua la
propaganda alla donazione di organi.
"Possiamo prevedere nuovi criteri
sull'accertamento di morte?" Solo
peggiorativi. La Chiesa da sempre è
stata a favore della
morte cerebrale.
Escludo che possa ammettere di avere
sbagliato nell'affidarsi ai variabili
protocolli di Stato. Nella teoria e
nella pratica la Chiesa accetta la
dichiarazione di morte neurologica sulle
persone sotto ventilazione, ma teme che
il giudizio di morte cerebrale, per
logica, possa estendersi ai comi
vegetativi come quello di Eluana.
Il problema è che la ventilazione viene
imposta ad arbitrio medico quindi anche
la dichiarazione di morte cerebrale è
imposta e guarda caso va a favorire i
trapianti.
"Stop al trapianto quindi?" E' quello
che vorremmo, perché il trapianto ha
aperto le porte al crimine e alla
riduzione dell'uomo a merce. Invece, pur
di sviluppare la disponibilità di organi
a lato dell'attuale criterio su base
neurologica, l'apparato trapiantistico
ha trovato nuovi stratagemmi. Il più
eclatante già in uso al San Matteo di
Pavia è "l'espianto in arresto cardiaco
precoce". In alcuni stati, in
particolare per i reni, il prelievo
si effettua dopo soli 2/5 minuti
dall'arresto cardiaco con evidente
omissione di soccorso.
"Attualmente ci vogliono tre medici che
attestino i segni della morte."
"Qui è l'errore ! Non cercano i segni
della vita. Sono medici "esecutori"dei
protocolli di Stato a cui non è
riconosciuta l'obiezione di coscienza.
Con il nuovo e illecito Decreto
11.4.2008 di Livia Turco essi sono
stati autorizzati ad eseguire esami
dannosi sul paziente in rianimazione al
solo fine di facilitare la dichiarazione
di "morte cerebrale".
"Ma se l'EEG è piatto ?" Non è piatto,
bensì di ampiezza inferiore a 2
microVolts, pari al 5% del valore
normale. I cittadini devono sapere che
durante l'intervento di espianto si
manifesta tachicardia, iper-ipotensione,
sudorazione e movimenti degli arti e del
tronco che vengono inibiti con farmaci
paralizzanti. All'espiantando, che non
può urlare perché ha un tubo in gola,
coprono gli occhi con una pezza per non
leggervi il terrore.
"Quello che dice è agghiacciante. Se le
persone si soffermassero su questo
fatto, tutti i soldi che girano intorno
ai trapianti, smetterebbero di fluire.
Come possiamo difenderci, dobbiamo
andare alla ASL a rendere note le nostre
volontà in materia ?" "Siamo in
Disposizioni Transitorie da quasi dieci
anni, perché i Ministri della Sanità non
hanno emesso il Decreto Attuativo per la
manifestazione di volontà previsto dalla
legge 91/99, quindi non si deve andare
all'Asl. Siamo all'anarchia. Il sito del
Centro Nazionale Trapianti dà
indicazioni contrarie alla legge per
incastrare i cittadini. Gli ospedali
chiedono la firma illegale di donazione
ai parenti, atto illecito sotto il
profilo legale e morale. La situazione è
altamente predatoria. Il cittadino che
vuole evitare la macellazione può
richiedere la Carta-Vita/Dichiarazione
Autografa alla Lega Nazionale Contro la
Predazione di Organi e la Morte a Cuore
Battente - Bergamo (tel.035 219255), un
documento secondo legge art.23. da
portare sempre con sé.
Per approfondire il discorso si può
visitare
www.antipredazione.org".
Esco con una sensazione di gelo allo
stomaco. E tutti quei genitori che hanno
permesso l'espianto del loro bambino,
sapevano veramente cosa autorizzavano ?
E se fosse mio figlio ad avere bisogno
di un organo, cosa deciderei ? Mors tua,
vita mea ? Come madre prego Dio che non
mi metta davanti a questa scelta; come
cittadino non posso non prendere
posizione, come giornalista non posso
non divulgare una verità così abilmente
tenuta nascosta.
By Vera Paola Termali
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LEGA
NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
COMUNICATO STAMPA ANNO XXV – n. 15 21
Ottobre 2009
IL TRAPIANTISTA IGNAZIO MARINO CAVALCA
“RETHINKING BRAIN DEATH” DI TRUOG 20
ANNI DOPO
Ignazio Marino liquidato dal gotha
trapiantistico, fa il politico e cavalca
a Viareggio (27/09/09) il lavoro
scientifico di R. Truog e J. Fackler del
1992 “Rethinking Brain Death – another
point of view” (Revisione della
morte cerebrale – un altro punto di
vista) Critical Care Medicine, Harvard
Medical School vol. 20, No.12 1992, che
fin da allora rendeva noto a tutto il
mondo scientifico che “molti pazienti
oggi diagnosticati in ‘morte cerebrale’
non soddisfano il requisito base della
cessazione irreversibile di tutte le
funzioni dell’encefalo”.
Tale importante “antico” documento noto
anche in Italia in quanto tradotto,
stampato e diffuso in oltre 5 mila copie
dalla Lega Nazionale Contro la
Predazione di Organi e la Morte a Cuore
Battente, nonché consegnato alla
Commissione Affari Sociali ripetutamente
nelle udienze a noi riservate, è stato
ignorato sia dalla Commissione, sia con
ogni evidenza da quel Ignazio Marino,
che nel frattempo soggiornava a
Pittsburgh e non poteva non essere al
corrente.
Quindi non c’è da cantar vittoria, come
fanno i giornalisti che incensano in
tutta fretta, senza capire il gioco
sommerso, trasformando un “pluriomicida
legalizzato” in un santo solo perché
riesuma un documento scientificamente
valido nella condanna dei protocolli
attuali di accertamento di “morte
cerebrale” imposti dalla legge, ma
all’un tempo pericolosissimo nelle
intenzioni dell’autore e “nelle mani”di
Marino.
Giacché senza memoria non c’è
conoscenza, ricordiamo:
1973 Marino si iscrive a medicina
all’Università Cattolica (RM)
determinato a fare il chirurgo e a
occuparsi di trapianti, a suo dire
perché voleva soluzioni immediate ai
problemi.
1983 – 1992 è assistente universitario
al Policlinico Gemelli, ma frequenta i
centri di trapianto a Cambridge, dove
pratica espianti, e a Pittsburgh.
1992 Diventa Co-Direttore del National
Liver (fegato) Transplant Center del
Presbyterian Hospital di Pittsburgh,
dove pratica espianti e trapianti di
fegato a piene mani sotto Thomas Starzl.
Espianta sovente individui coinvolti in
sparatorie nella vicina Newark.
1992 e ‘93 fa parte del team che ha
effettuato due trapianti di fegato da
babbuino ad uomo. Si tratta di
interventi sperimentali. Dice “I
volontari che si erano offerti erano
persone affette da gravi malattie in
fase terminale che avevano ancora pochi
mesi di vita”(!!!) e si giustifica dei
fallimenti così: “..avevamo trapiantato
moltissimi ratti utilizzando il fegato
dei criceti, e diversi cani con il
fegato dei maiali per valutare la reale
efficacia dei farmaci antirigetto”.
1995 Da Pittsburgh pubblica su
Leadership Medica l’articolo “Il
donatore multiorgano: aspetti
organizzativi e di trattamento”, da cui
stralciamo: “La somministrazione di
anestetici generali è necessaria per
controllare la reazione del simpatico
che si manifesta durante l’intervento
chirurgico (d’espianto ndr)… con
tachicardia, ipertensione, sudorazione e
movimenti involontari… delle braccia e
delle mani verso il corpo che possono
essere di ostacolo alla procedura
chirurgica, rendendo necessaria la
somministrazione preventiva di farmaci
curarizzanti (paralizzanti ndr)”.
Evidentemente la denuncia di R. Truog a
quel tempo non lo aveva ancora
“folgorato”perché gli avrebbe ostacolato
la carriera.
1995 Cova già il progetto per la
fondazione dell’ ISMETT
Istituto Mediterraneo per i Trapianti e
Terapie ad alta specializzazione per
lo sviluppo del business trapiantistico,
sia da cosiddetti morti cerebrali che da
donatori viventi, nell’area del
mediterraneo (era
appena passata la legge della
morte cerebrale 578/93 con DPR
582/94 e in Italia si prevedevano
espropri facili).
1997 L’Istituto Mediterraneo per i
Trapianti e Terapie ad Alta
Specializzazione nasce da una
partnership internazionale
pubblico/privata tra gli ospedali
palermitani Civico e Cervello ed il
Centro Medico dell’Università di
Pittsburgh (Upmc Healthy System). Il
progetto per la creazione di un centro
trapianti multiorgano è stato
pianificato nel 1996 e avviato nel 1997,
finanziato dalla Regione Sicilia, dal
Ministero della Sanità, oltre che
fortemente sostenuto dal Comune di
Palermo.
La trattativa viene sviluppata dal prof.
Ignazio Marino, quale legale
rappresentante e direttore dell’Ismett
S.r.l..
E’ lui che apre il mercato italiano agli
americani, all’Upmc
uno dei più importanti provider sanitari
del mondo, leader del settore trapianti,
che dà lavoro a 50.000 persone con un
giro d’affari di 5,6 miliardi di euro,
che pone le condizioni: “I costi …
saranno responsabilità esclusiva
dell’Italia. L’Upmc provvederà alla
consulenza e supervisione sia per la
costruzione dell’edificio che per la
scelta delle apparecchiature”. Per quel
compito di supervisore sarà pagato a
gettito miliardario.
Nell’Ismett S.r.l. i due ospedali
(Civico e Cervello) hanno un
rappresentante per uno, mentre l’Upmc –
University of Pittsburgh Medical Center,
ha tre suoi uomini, compreso il
direttore I. Marino.
Il verbale dell’accordo per la
realizzazione dell’Ismett è firmato il
18 aprile ‘07 alla presenza del
Cardinale Salvatore Pappalardo e del
Ministro della Sanità Rosy Bindi.
1999 la polemica si scatena sulla stampa
perché l’Ismett ha affidato al socio
americano la gestione pagando una
“parcella” di 9 milioni di dollari
all’anno per 9 anni (da rinnovare per
altri 9) partendo dal ‘97, più un
“compenso per caso trattato”, compreso
il progetto esecutivo “chiavi in mano”,
messo a punto oltreoceano, ed a Palermo
affidato al manager di Provenzano per
l’importo complessivo di 98 miliardi di
lire. Qualcuno parla di mafia
italoamericana. Si contestano
i 50 miliardi già pagati senza aver
fatto neppure un trapianto e così
fluiscono decine di miliardi degli
italiani verso gli USA.
2001 Presso l’Ismett Marino esegue un
trapianto di rene da vivente su paziente
sieropositivo. Segue lettera di censura
del Centro Nazionale Trapianti e del
Ministro della Sanità Sirchia per aver
contravvenuto alle decisioni della
Consulta Tecnica Nazionale, con la quale
si contesta una sperimentazione non
autorizzata. Marino si contrappone,
forte dell’Upmc e dei protocolli di
Pittsburgh.
2002 L’allontanamento di Marino dalla
direzione dell’Ismett e da tutte le
posizioni presso l’Upmc University di
Pittsburgh, e sue sedi mondiali, nonché
dal Centro Nazionale per i Trapianti
Italiano è da ricercarsi tra l’altro
nelle ripetute richieste di rimborso
spese presentate in doppio sia all’Upmc
di Pittsburgh sia alla filiale italiana.
(La lettera di liquidazione dell’Upmc è
stata recentemente resa di dominio
pubblico da Il Foglio).
Il 6 settembre Marino rassegna le
dimissioni.
2003 Dopo l’allontanamento da
Pittsburgh-Upmc diventa professore di
chirurgia alla Thomas Jefferson
University di Philadelphia. Esaltandone
l’organizzazione dei trapianti, scrive
su La Repubblica (29/05/03) “l’obiettivo
finale è quello di arrivare a
‘normalizzare’ la donazione degli organi
considerandola come un atto quasi
scontato, un dovere dei cittadini verso
la collettività”. Di costoro esalta “le
strategie di frontiera per incrementare
il numero dei donatori… Queste strategie
vanno dall’utilizzo di donatori anche a
cuore non battente (ma trattati con
anticoagulanti prima della morte attesa
ndr), al prelievo da donatori anziani
(fino a 85 anni), alla donazione da
vivente (cosciente ndr), ecc”. E questo
sarebbe un laico ?
2006 Il salvataggio di Marino arriva da
Massimo D’Alema e dalla sua Fondazione
Italianieuropei garantendosi la
candidatura e l’ascesa al Parlamento
italiano. Quel D’Alema che, in qualità
di presidente del Consiglio dei
Ministri, nel 1999 firmò insieme ad
Oscar Luigi Scalfaro la Legge 91 detta
del silenzio-assenso per promuovere il
prelievo d’organi e tessuti.
Il Sen. Marino fino all’aprile 2008
presidente della Commissione Igiene e
Sanità e attualmente presidente della
Commissione d’inchiesta sull’efficienza
del Servizio Sanitario, giustifica
l’omissione del Decreto attuativo
(L.91/99) sulla manifestazione di
volontà a favore o contro il prelievo di
organi, adducendo la scusa che “risulta
costoso … 10 euro a notifica…” impedendo
di rendere operativa la scelta.
Invece compila l’illecita tessera
promossa dall’EPAC
per la donazione di organi (soprattutto
fegato) e del 5 per mille, che circola
come propaganda con la sua foto e la
scritta “Presidente della XII Comm.
Igiene e Sanità”.
2008 Marino presenta il Disegno di legge
(S10) Norme per la dichiarazione
anticipata di trattamento…, in realtà un
provvedimento pieno di tranelli, inclusa
tra le altre la “donazione del corpo, di
organi e tessuti a scopo di trapianto,
ricerca o didattica”, dove la libertà è
già conculcata con il solito artificio
delle parole “dopo la morte”, senza la
precisazione “morte
cerebrale”.
Sfruttando la superficialità del
movimento in rete, lancia un appello il
24.11.2008 per il diritto alla libertà
di cura, escludendo però il diritto di
opposizione alle indagini invasive e
dannose per la dichiarazione autoritaria
di morte cerebrale emessa in 6 ore.
Pubblica un
libretto fuorviante per
studenti “Idee per diventare chirurgo
dei trapianti” dove insegna che il
prelievo è da donatore “cadavere” e da
“persone decedute”, rafforzando il falso
con queste parole: “la perdita
irreversibile di tutte le funzioni
cerebrali corrisponde alla morte della
persona… quando il cervello muore, anche
se il cuore batte l’individuo è morto”.
2009 Viareggio: cosa succede al
“Festival della Salute” ? Anche Marino
folgorato come S. Paolo sulla strada per
Damasco ? Dopo decenni di espianti a
cuore battente, da lui spacciati per
prelievo da “cadavere” fino al giorno
prima (la casistica indica oltre 650
trapianti), all’improvviso dichiara che
“i criteri attualmente in uso per
stabilire la morte cerebrale sono troppo
rigidi bisogna rivederli in modo di
tener conto della pratica clinica” e
auspica con Truog ed altri una revisione
della morte cerebrale “meno rigida” (?).
Cosa significhi lo spiega R. TRUOG nel
sommario del lavoro del 1992:
“Conclusioni: la
morte cerebrale è un concetto di
morte valido, perché equivale a perdita
permanente della coscienza. I criteri
della morte cerebrale dovrebbero quindi
essere basati sulla diagnosi della
perdita permanente della coscienza
piuttosto che sulla perdita delle
funzioni vegetative del cervello.
Occorrerebbe esaminare la possibilità di
rivedere la nostra attuale definizione
di morte cerebrale riferita a “tutto il
cervello”, sostituendola col criterio di
“cervello superiore (higher brain)”.
Non di rimozione della ‘morte
cerebrale’ quindi si tratta, ma di
estensione del potere medico sulla
valutazione della coscienza in termini
di morte. Dalla padella alla brace. Cosa
potevamo aspettarci da Marino! Il
rifiuto dell’idratazione e della
nutrizione forzate non deve cercare
giustificazioni di morte cerebrale per
la sospensione. Questi pazienti in coma
vegetativo hanno il legittimo diritto
costituzionale ed umano di rifiutare
qualsiasi tipo di trattamento perché non
sono cavie al servizio della
sperimentazione coatta.
“NELLE TUE MANI” …
si salvi chi può !
Presidente: Nerina Negrello - foto e
link su:
http://snipurl.com/p0am
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il 20 dicembre
2009 il quotidiano “Il Fatto” pubblica un
articolo dal titolo “Il cuore nuovo che
uccide”
in cui si racconta la storia di Silvia
Trabalzini, 34 anni, giornalista, morta durante
il trapianto il 04/07/2008.
Solo ora i fatti sono resi pubblici. Sorgono
spontanei alcuni interrogativi: Silvia scrive un
sms agli amici “E’ arrivato un cuore nuovo per
me”. Come può ridursi una persona ad usare
termini così banalmente utilitaristici, che
mercificano la vita degli altri?
La telefonata della disponibilità di un cuore è
arrivata a Silvia mentre stava lavorando in
qualità di responsabile dell’Ufficio Stampa al
Comune di Grosseto, quindi in piena attività. Da
cosa era determinata allora l’urgenza? Non è
forse vero che i trapianti si effettuano quando
il malato sta relativamente “bene” e non quando
il paziente è troppo grave?
Chiamata al telefono il 3 luglio, operata il 4
dalle ore 2 alle 16.30 e un’ora dopo i medici
comunicano che non c’è più niente da fare. Non
si fanno indagini mirate prima di tale
intervento?
Era in lista d’attesa da 3 mesi. Come mai tanto
“privilegio”, ma non si lamentano sempre che
mancano gli organi ?
Non è forse vero che in
tutti gli ospedali abilitati al trapianto si
deve superare la soglia del 50% dell’attività
minima prevista dagli standard per non vedersi
revocare l’idoneità all’attività trapiantistica ?
(L. 91/99 art. 16)
Aveva un problema cardiaco di aritmia dalla
nascita, che però le ha permesso di condurre per
34 anni una vita normale, come dichiara sua
madre. Perché allora rischiare la vita con un
trapianto?
Il consenso è stato ottenuto con una
informazione corretta sui rischi? E’ stata
informata della terapia dell’ablazione con
radiofrequenze delle aree colpite da
fibrillazione che risolve la malattia nell’80%
dei casi? Praticata su scala mondiale, in Italia
16.300 pazienti trattati (Corriere 20/12/2009).
Nanni Costa (Direttore del Centro Nazionale
Trapianti) ha dichiarato in un’intervista che
“lo stato di salute di Silvia era gravissimo,
una persona da sottoporre urgentemente a
trapianto”. Sono tutte “gravi” come Silvia le
persone che vengono sottoposte a trapianto ?
“Quel cuore avrebbe però potuto permettere (a
Silvia) di proseguire a vivere ancor più
normalmente rispetto a sempre”.
Tutti potremmo
essere “più perfetti” allora ci sarà un momento
in cui ci metteranno tutti in lista per un
trapianto? La competizione tra ospedali può
portare a questo?
La mamma dichiara “Non cerchiamo colpevoli, ma
pretendiamo che si faccia chiarezza su questa
nostra tragedia”.
Perché questa “immunità” per
la classe medica? Perché il perdono prima ancora
della verità?
“Un dono per la vita - trapianto è vita” dice la
propaganda. Chissà se Silvia, come molti altri
suoi colleghi giornalisti, sarebbe ancora
d’accordo con questo motto pro-trapianti !
By Matteo Ciarimboli, Comitato Giovani
Presidente dell'Associazione contro la
Predazione degli Organi - By Nerina Negrello
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GIAPPONE, NIHON
UNIVERSITY: "Morti" si risvegliano
grazie alla "Terapia dell'ipotermia cerebrale
controllata col computer"
Neurochirurghi giapponesi hanno salvato 14
pazienti su 20 con ematoma subdurale acuto
associato a danno cerebrale diffuso e 6 su 12
con ischemia cerebrale globale cerebrale da
arresto cardiaco da 30 a 47 minuti. Tali
condizioni equivalgono a quella che è definita
in Italia per legge una condizione di morte, la
"morte
cerebrale". Tali persone in Italia (ed in
quasi tutti gli altri paesi) vengono
frettolosamente dichiarate morte e considerate
dei possibili "donatori di organi".
Utilizzando la terapia dell'ipotermia
controllata la maggior parte delle persone
"resuscitate" hanno recuperato quasi tutte le
funzionalità cerebrali che avevano prima con
pieno ristabilimento della capacità di
comunicazione verbale.
Fonti:
- Articolo di Yoshio Watanabe "Cardiac
transplantation: flaws in the logic of the
proponents", nella rivista medica giapponese JPN
heart J, Sept 1997
- Articolo di Hayashi N "Brain hypotermia
therapy", nella rivista medica giapponese JPN
med J, 6 luglio 1996
Tratto da:
http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/01/morti-che-si-risvegliano-dal-coma.html
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COMUNICATO STAMPA
ANNO XXIII –
n. 10 - 5 Novembre 2007
CENTRO
NAZIONALE TRAPIANTI. al SALONE COM-PA
BOLOGNA, 6-7-8 Nov. 2007
PREPARA
NUOVI ARTIFICI MASCHERATI DA LEGALITA'
Si e' tenuto il 6, 7, 8 novembre a
Bologna il salone COM-PA, promosso
dall'Associazione Italiana della
Comunicazione Pubblica e Istituzionale
che coinvolge operatori impegnati nella
"modernizzazione della Pubblica
Amministrazione, nell'efficienza dei
servizi e delle relazioni con i
cittadini".
Luogo dove si promuove il prodotto
istituzionale, che è quello di sempre
-prodotto di dominio- in altre parole un
rafforzamento delle istituzioni che si
rifanno un make-up accattivante con
l'ausilio delle nuove tecnologie sempre
più sofisticate e rapide ma anche sempre
più efficaci nell'inganno e nel
controllo.
Quest'anno nell'area espositiva figura
anche il
Centro Nazionale Trapianti
che
si è comperato, a suon di decine di
milioni di lire, uno stand di 32 mq per
fare pubblicità al suo prodotto "alla
donazione e al trapianto di organi e
tessuti".
Il direttore generale del CNT dr.
Alessandro Nanni Costa nel sito
presenta il suo compito così:
"trasparenza, credibilità e corretta
informazione sono i punti di forza del
sistema trapianti e una comunicazione
sempre più integrata, efficace e vicina
al linguaggio della gente che deve
sentirsi rassicurata", ovvero che deve
andare serenamente al macello.
Ma noi sappiamo perfettamente che Nanni
Costa, relatore il giorno 7 alle ore
16,30 (sala O-Centro Servizi) al
convegno dal titolo "Donazione e
trapianto: percorsi di
comunicazione"..... dirà come sempre le
solite menzogne.
- Dirà che l'espianto di organi è da
cadavere; e non dirà che
invece è da persona
che ha perso la coscienza il cui
cuore
batte autonomamente.
- Dirà che la manifestazione di volontà
alla donazione è regolata dal Decreto 8
aprile 2000 (Rosy Bindi) nonostante sia
un decreto contra legem che permette
tesserini illegali messi in tasca a
tradimento; e non dirà che il Ministro
della sanità non ha
adempiuto al suo dovere di emettere il Decreto attuativo
previsto dall'art. 5 della legge 91 del
1° Aprile 1999.
- Dirà che è a punto il SIT, il
Sistema
Informativo Trapianti; ma non dirà che
la schedatura in atto al Centro
Nazionale Trapianti (CNT) è illegale e
lo sarà fino a quando non sarà emesso
il decreto attuativo vero.
Ometterà la notizia data al
telegiornale inglese del 2.11.07 sera,
che il
Papworth Hospital di Cambridge ha
sospeso tutti i trapianti di
cuore
perché 7 trapiantati su
20 sono morti
in soli 30 giorni.
I mass-media
italici, tutti, hanno censurato la
notizia. La
censura è la causa
del degrado.
Nanni Costa, nominato direttore generale
del CNT da Rosy Bindi nel 2000, "dona"
la sua attività al prezzo di 240 milioni
di lire all'anno (L.91/99 art.8 c.7)
con un contratto privato quinquennale
rinnovabile e aggiornabile, mentre non
gli è vietato l'accumulo di altre
prebende. Nanni Costa come un ragno
tesse la tela ovunque ed ora con
l'ausilio degli operatori della
comunicazione, che pare non si pongano
problemi di natura morale e politica.
Col pretesto di ottenere organi
per salvare la vita a chi senza un trapianto non
potrebbe sopravvivere, si sta varando una legge
per la donazione forzata degli organi: ma
per essere utili, questi organi devono
essere asportati da persone ancora vive.
L’espiantato viene inciso dal
bisturi mentre il cuore
batte, il sangue circola ed egli può
muovere gambe e braccia ed assolvere funzioni
fisiologiche, e l’espianto viene effettuato
in anestesia generale altrimenti il presunto
morto si dibatte quasi a difendere i suoi
organi.
NEWS
dalla Lega
Contro la Predazione degli
Organi
Purtroppo,
il commercio internazionale d'organi destinati
ai trapianti è un cancro che ha metastasi
nella pedofilia, nella guerra, nel traffico
d'esseri umani, nella droga.
Proprio il traffico di carne umana ci può aiutare
a comprendere perché il fenomeno viene bollato
come "leggenda metropolitana", giacché
trae origine dal suo antenato ed archetipo: lo
schiavismo.
Sapevano,
i raffinati nobili europei che acquistavano uno
schiavo per reggere l'ombrellino parasole alla
signora, che la prassi dei negrieri arabi - quando
assalivano un villaggio - era quella di catturare
quasi solamente donne e bambini ? E gli uomini ?
Per cautelarsi da possibili ritorsioni, li
uccidevano tagliando loro una gamba e li
lasciavano morire dissanguati. Crimini avvenuti
nella notte dei tempi ? No, accaduti poco più di
un secolo or sono nell'area Sahariana.
La
contraddizione sulla mercificazione dell'essere
umano è e fu stridente: mentre a Parigi
s'osannavano i nuovi principi di libertà
dell'Illuminismo, i negrieri francesi facevano
affari in Africa e nelle Americhe. Mentre
dichiariamo di voler "esportare" la
democrazia ovunque - anche a rischio d'uccidere i
destinatari di tanta giustizia - non sappiamo che,
già nel 1984, Al-Gore redasse un preciso verbale
di fronte alla Camera dei Rappresentanti che
inchiodava un trafficante d'organi, un medico
americano.
Il
Procuratore della Repubblica di Catanzaro ha
dovuto ammettere – nel luglio del 2005 - che
alcune intercettazioni telefoniche ed ambientali
indicavano chiaramente che "fra
le attività criminali degli organizzatori
dell'immigrazione clandestina c'era sicuramente la
tratta d'esseri umani destinati ai trapianti
d'organi, senza alcun dubbio". Il
magistrato fece l'ammissione - inequivocabile -
quasi ad occhi bassi, come se si vergognasse di ciò
che stava dicendo. Possiamo comprendere il
ribrezzo del magistrato nell'aver scoperto tanto
orrore: non per questo, però, sarà necessario
prevedere un processo "a porte
chiuse".
D'altro canto, non è la prima volta che accade:
due medici turchi sono stati sospesi dall'attività
dalla Sanità Pubblica turca per traffico
d'organi.
Nel
mezzo della tempesta ci sono l'AIDO, il Centro
Trapianti e le Commissioni Parlamentari che ci
assordano con tanto silenzio. Sulle nuove razzie
schiaviste in Mozambico, sul turpe commercio in
Afghanistan, sulla rapina dei reni in Moldavia e
sul commercio d'organi su Internet mai una parola,
anzi, un coro di disapprovazione per chi tenta di
portare a galla il problema.
Se
molti sanno - come l'ex ministro per la famiglia
del primo governo Berlusconi (1994), Antonio Guidi
- il quale dichiarò pubblicamente che "L'Italia
è terra di passaggio: quei bambini attraversano
il nostro paese come uccelli migratori, ed il loro
destino è d'essere abbattuti",
perché nessuno cerca di squarciare il velo
omertoso ?
Non basta affermare che le indagini sono
difficili, che le mafie internazionali
"coprono" i loro traffici con astuzia,
veleggiando ora in un "paradiso fiscale"
e domani in un sito Internet: c'è dell'altro.
Il
traffico d'organi è il più turpe mercato che
si possa immaginare, ma è un mercato che
segue anch'esso le regole del liberismo: si compra
dove le materie prime costano poco, e si opera
sapientemente affinché le condizioni di povertà
mantengano quelle aree come serbatoi di materie
prime a basso costo.
Quanto
vale la vita di un africano che vive con gli aiuti
internazionali ? E quella di un bambino
abbandonato in una metropoli brasiliana ? Chi li
protegge ? Chi s'accorge se spariscono ? Ecco da
dove inizia il cammino della nuova schiavitù,
interi od a pezzi: oggi sei utile per raccogliere
pomodori, domani potresti fornire un cuore a chi
ne ha bisogno.
E' una novità ? Assolutamente no: dal punto di
vista giuridico, abbiamo soltanto restaurato - di
fatto - il diritto di vita e di morte sugli
schiavi, come avveniva nel mondo antico e nelle
piantagioni americane.
Le
nostre analisi sono estreme, poco credibili,
fastidiose ? Chiedetelo ai bambini del Mozambico
od a quelli afgani: chiedete loro se si sentono
una "leggenda metropolitana", oppure se
hanno letto "Hansel e Gretel". Non
l'hanno letto, l'hanno vissuto.
By Carlo Bertani -
bertani137@libero.it
-
www.carlobertani.it
TRAPIANTI
Nella questione dei trapianti i punti
controversi sono talmente gravi e numerosi che
non si finirebbe più di parlarne anche se la
discussione fosse ammessa; in realtà, invece,
esiste un ordine segreto ma inderogabile che
vieta qualsiasi informazione
sull'argomento, salvo qualche compiaciuta
notizia che viene data su casi straordinari tesi
a meravigliare l'opinione pubblica e a incitarla
a mettere a disposizione senza remore tutti i
corpi, quello proprio e quello dei familiari.
Questo è il primo dato sul quale bisogna
riflettere:
perché le Istituzioni vogliono a tutti i costi
incrementare la pratica dei trapianti e hanno
impostato fin dall'inizio una campagna
pubblicitaria indirizzata a convincere i sudditi
in modo che non li sfiori neanche il minimo
indizio negativo ?
Quale interesse ha lo Stato ? I trapianti sono
autorizzati esclusivamente nelle strutture
pubbliche, quindi la spesa enorme che comportano
è a carico dei cittadini.
Nessuna cifra, però, viene mai allo scoperto.
Cifre spaventose, comunque, anche se non ne
conosciamo l'entità perché non riguardano
soltanto i numerosi fallimenti (i trapianti di
midollo, per esempio, vengono ripetuti più volte
e non sempre riescono), ma soprattutto a causa
dell'incremento di malattie genetiche le quali
ovviamente non guariscono con il trapianto.
E' il caso di molte cardiopatie: gli individui
trapiantati mettono al mondo dei figli a loro
volta bisognosi di trapianto.
In Italia esistono ormai le terze e le quarte
generazioni di portatori di trapianto cardiaco e
nessuno si sogna neanche di esortarli almeno a
non procreare: altro che "dono", non c'è
mondo più egoista di quello dei trapianti.
"Merce finale" l'ha chiamata Giovanni Berlinguer
- un medico dalla coscienza trasparente e della
cui sapienza marxista nessuno può dubitare - in
un saggio dedicato alla "compravendita di parti
del corpo umano" uscito ormai oltre dieci anni
fa (Baldini & Castoldi, 1996).
Non fece scalpore allora, ma continuano a non
fare scalpore neanche oggi le notizie che pure
si susseguono ogni giorno sul crimine più infame
che l'umanità abbia mai compiuto:
bambini, bambine, ragazze, rapiti e uccisi per
rifornire di organi palpitanti il mercato dei
trapianti.
Per non parlare degli adulti, povere donne
soprattutto, che in India vendono un rene per
pochi dollari (condannandosi così ad una morte
precoce per l'impossibilità di sopravvivere con
un solo rene alle gravidanze).
Come mai nessuno inorridisce ?
Ogni volta che si è tentato di portare alla luce
gli atroci segreti della "merce finale", le
notizie sono sprofondate subito nel più complice
dei silenzi. Perfino quando hanno alzato la voce
i missionari e le missionarie in Africa e in
Brasile; perfino quando, come pochi giorni fa,
sono stati i Vescovi a denunciare questi delitti
tramite l'Osservatore Romano, quotidiano
ufficiale della Santa Sede, non è successo
nulla.
Noi dobbiamo per forza chiederci: perché, perché
? Cosa si nasconde dietro i trapianti ?
Come mai non vengono denunciati i tanti
chirurghi, i tanti anestesisti che sono
indispensabili per tali operazioni e che
uccidono prelevando organi bambini rapiti in
ogni parte del mondo, o che, come minimo,
tacciono sull'origine degli organi che
trapiantano ?
Sia ben chiaro: occorrono strutture adeguate,
camere sterili, strumentazione apposita,
laboratori di analisi, assistenza e farmaci per
i pazienti, tutte cose che sicuramente sono in
molti a conoscere. La motivazione economica non
è sufficiente a spiegare una complicità così
estesa e che coinvolge, anche soltanto con il
silenzio, medici, giornalisti, politici,
sacerdoti, poliziotti, nel crimine più
efferato, più sconvolgente che sia possibile
immaginare.
Stefano Lorenzetto ha messo in luce,
nell'articolo pubblicato sul Il Giornale del 4
settembre scorso, molti punti controversi nella
questione dei trapianti e, più importante di
tutti, il problema della "morte
cerebrale".
E' inutile girarci intorno: la definizione di
morte cerebrale è una convenzione indispensabile
al prelievo di organi ed è stata fissata a
questo unico scopo. Non mi soffermo su tutti gli
interrogativi che Lorenzetto ha già esposto in
modo chiarissimo.
La mia domanda è sempre la stessa: perche’ ?
Perché tutte le istituzioni hanno abbracciato
con tale entusiasmo la definizione di morte
cerebrale ?
Perché la Chiesa, perché Karol Wojtyla ha dato
il massimo impulso alla pratica dei trapianti
presiedendo il Convegno organizzato
appositamente al Gemelli? E'stato in quella
occasione che Wojtyla ha messo la parola fine ad
ogni discussione rifiutandosi di far conoscere
la lettera che centinaia di cardiologi ed
anestesisti cattolici gli avevano mandato
dall'America proprio per motivare pubblicamente
il loro rifiuto della "morte cerebrale".
Torno a chiedere: perché ?
Togliendo qualsiasi significato trascendente
alla morte, la Chiesa ha compiuto un errore
gravissimo, forse irreparabile. E' sulla "morte"
che sono state create le religioni, sull'al di
là della morte che si fonda l'idea di
Dio.
Il trapianto di organi, nella sua brutale
concretezza, ha tolto qualsiasi sacralità alla
morte; e ha cancellato la trascendenza presente,
con il suo immenso mistero, nel corpo del
defunto.
Ci si lamenta del "materialismo" del nostro
tempo: l'utilizzazione come pezzi di ricambio
dei corpi degli altri ne è la massima prova.
Nessun materialismo può andare più in là di
così. Né lo si camuffi con la terminologia del
"dono": il soggetto agente è quello che "ti
pensa" come pezzo di ricambio, che "ti
vede" come pezzo di
ricambio, che ti utilizza come
pezzo di ricambio.
By Ida Magli - Tratto da: ilgiornale.it
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Grazie per “offrire
spontaneamente” i vostri organi
! Gran Bretagna - 18/01/2008
A proposito di cose incredibilmente stupide, il
Primo Ministro inglese Gordon Brown ha
presentato un piano per rubare gli organi dei
pazienti attraverso un escamotage che lui chiama
“consenso implicito di donazione degli organi”.
Davvero, non si tratta di uno scherzo; è la pura
verità! Se Brown riuscirà nel suo intento, ai
pazienti che moriranno nel Regno Unito saranno
immediatamente asportati gli organi e venduti
all’opulenta industria della donazione di
organi, in cui ogni organo disponibile genera
almeno $ 250.000 di profitto per gli ospedali,
per i chirurghi e per le industrie farmaceutiche
coinvolte. Il consenso del paziente non è più
richiesto, è sottinteso dallo Stato. Non sto
scherzando. È definito “consenso implicito”.
D’altronde, quale paziente potrebbe obiettare? I
morti non discutono, giusto ?
Sembrerebbe che Brown abbia già dato l’assenso
per la donazione di uno dei suoi organi, il suo
cervello! L’organo è stato promesso al
presidente americano George W. Bush che sta
ancora aspettando il trapianto di cervello dal
momento che la rimozione di quello vecchio non è
stata possibile perché il chirurgo non è
riuscito a trovarlo! Piuttosto, hanno deciso di
somministrargli le statine, sperando che la
demenza possa scomparire…
C’è una cosa che mi ha sempre preoccupato circa
il prelevamento degli organi, anche di quelli
che provengono dai donatori volontari: non è
forse vero che quando il paziente muore i suoi
organi perdono ossigeno e iniziano a
deteriorarsi nel giro di qualche secondo?
Quindi, non è forse negli interessi dei
profittatori dell’opulenta industria del
prelevamento e trasporto degli organi iniziare a
estrarre gli organi dai pazienti prima che essi
siano effettivamente morti del tutto ?
Il sistema
cerebrale è vivo e attivo ancora per alcuni
minuti dopo che il cuore cessa di battere,
giusto il tempo per asportare selvaggiamente gli
organi e schiaffarli nel ghiaccio! Pensateci la
prossima volta che vi verrà in mente di esporre
l’assenso a donare gli organi sulla vostra
patente.
L’autorizzazione da parte di Gordon Brown a
prelevare gli organi da ogni paziente morto, fa
sembrare assolutamente umana la politica della
Cina che permette di prelevare soltanto gli
organi dei criminali. Se c’è qualcosa da
ricordare questa settimana, è la seguente: Non
morite nel Regno Unito! Se state per tirare le
cuoia, correte, nuotate o trascinatevi lontano
in qualche paese la cui giurisdizione vi
permette di morire in pace anziché in pezzi.
Titolo originale: "Week in Review: Cloned Meat,
Scientific Fraud and Mandatory Organ Harvesting
from (Nearly) Dead Patients"
Fonte:
http://www.naturalnews.com
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura
di Aglaia Kochelokhov
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COMUNICATO STAMPA - ANNO XXII - n.4,
11 Maggio 2006
14 MAGGIO GIORNATA della "DONAZIONE" all'INSEGNA
della TRUFFA
Aiuto e compassione per i malati, non
sacrifici umani
Nuova truffa a danno dei cittadini sostenuta dal
Centro Nazionale Trapianti (CNT), nell'ambito
della campagna governativa di promozione degli
espianti/trapianti, in combutta con associazioni
private interessate agli organi Aido, Acti, Aitf,
Aned, Forum, Assirt, Liver Pool, Ass. Marta
Russo, tramite il sito
www.daivaloreallavita.it.
La truffa sta nell'aver creato la "tessera del
donatore on-line". Un sì telematico che permette
a chiunque di donare chiunque a sua insaputa.
Basta nome e cognome, data di nascita, luogo di
nascita e una e-mail.
Niente di più facile. Automaticamente il
"donato" verrà inserito in un archivio
informatico gestito dall'Ufficio Marketing e
Commerciale di una società di Roma, che
ovviamente li passerà al CNT collegato con gli
archivi informatici dei Centri interregionali,
garantendogli un espianto alla prima occasione.
Se i cittadini fossero più svegli inserirebbero
come donatori i politici (dati reperibili su
www.camera.it
-
www.senato.it) che hanno varato la legge
della "morte
cerebrale a cuore battente" e i
rianimatori e trapiantisti che la mettono in
pratica per effettuare gli espianti, insegnando
loro la coerenza.
Evidentemente non sono sufficienti le già note
illegalità in atto: il fasullo Tesserino blu
della Bindi (nel 2000), i moduli prestampati
presso le ASL, gli ospedali, gli ambulatori, le
latrine pubbliche e le scuole, e neppure le
tessere di donazione delle associazioni dei
malati in attesa di organi.
Obiettivo di questa canagliata istituzionale, è
di ottenere di riffe o di raffe una
dichiarazione di donazione, in modo di escludere
i parenti dal diritto di opposizione
all'espianto previsto dalle Disposizioni
transitorie art. 23 della L 91 del 1 aprile 99,
in difesa di chi non si è espresso.
La Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
e la Morte a Cuore Battente ha già diffidato il
Ministro della Salute per la mancata emanazione
del Decreto attuativo previsto all'art. 5 della
legge. Conseguentemente ricorrerà al TAR per
cancellare le schedature truffaldine in atto.
Nanni Costa trapiantista e direttore del Centro
Nazionale Trapianti ha dichiarato che "sono
diminuite le opposizioni delle persone che in
vita hanno deciso di non donare".
Un falso conclamato, perché i cittadini
oppositori informati dalla Lega Nazionale non
vanno certo a registrarsi in una schedatura
illegale, ma attendono il Decreto con le 10
direttive secondo legge.
Inoltre ha dichiarato "che l'Italia supera gli
Usa ed ora è seconda al mondo dopo la Spagna",
dato e non concesso, sarebbe solo frutto di
espianti fatti d'autorità e con inganno, pro
business.
Nanni Costa se l'è proprio guadagnato il suo
compenso annuale pari a 240 Milioni delle
vecchie lire (art.8 c.7) per un contratto di 5
anni, rinnovabile.
Aiuto e compassione per i malati manipolati dai
trapiantisti; però non facciamoci sopraffare
dalla loro arroganza e perdita di valori. Se il
malato diventa una aberrazione non solo nel
corpo ma anche nell'anima, al punto di
pretendere gli organi altrui ad ogni costo, di
distruggere le basi della convivenza e secoli di
lotte per i diritti umani e civili, non deve
essere assecondato.
Si dà valore alla vita solo rispettando e
curando i traumatizzati cranici e i malati in
coma, invece di farli fuori dopo una frettolosa
e falsa dichiarazione di
morte cerebrale a cuore
battente, per espiantarli caldi e pulsanti,
sotto farmaci paralizzanti, mentre respirano.
Presidente della Lega: Nerina Negrello
Si sveglia dallo
“stato vegetativo” dopo 12 anni e rivela: “Ero
consapevole di tutto.”
http://informatitalia.blogspot.fr/2015/03/si-sveglia-dallo-stato-vegetativo-dopo.html#more
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COMUNICATO STAMPA - ANNO XXIV - n. 11 - 12
Giugno 2008
PRONTO PER L'ESPIANTO, MA IL PAZIENTE
DICHIARATO MORTO PER ARRESTO CARDIACO
ERA VIVO
- La carenza di organi ispira ai medici nuovi
crimini......
Il fatto risale al febbraio 2008 a Parigi: un
45enne vittima di un infarto per strada viene
rianimato in ambulanza per 10 minuti e
consegnato all'ospedale La Pitiè-Salpetriè che
lo considera "morto per arresto cardiaco", ma
continua la rianimazione per trasformarlo in
donatore.
L'équipe dell'espianto tarda a venire e i medici
nell'attesa sono costretti a praticare il
massaggio cardiaco per un'ora e mezza, non per
salvarlo ma per mantenere l'attività
circolatoria elemento indispensabile per
ottenere organi (reni) utili al trapianto. In
sala operatoria il suo cuore riprende a battere
autonomamente, il paziente dà segni di
sofferenza: è vivo.
Quel ritardo è stato provvidenziale, ora parla e
cammina. Ma i medici hanno fretta di procacciare
i reni per coloro che sono in lista d'attesa.
Una équipe puntuale lo avrebbe ucciso.
A lato della falsa "morte
cerebrale"dichiarata
d'autorità a cuore battente su persone
ventilate, per ottenere organi vivi pulsanti, si
sta diffondendo un nuovo stratagemma sanitario
praticato a tradimento in alcune nazioni: la
morte dichiarata in arresto cardiaco precoce di
soli 2/5 minuti. Aprendo a questa ulteriore
definizione di morte, i medici trapiantisti
sperano di incrementare il numero di organi
disponibili, ma la comunità medica è divisa su
questo modo di procedere.
"E' palese che le definizioni di morte sono
state distorte per ottenere organi da
trapiantare", dice il prof. Dr. Massimo Bondì
chirurgo e patologo generale "la morte cerebrale
non è morte, ma nella migliore delle ipotesi è
prognosi di morte" e aggiunge "la morte cardiaca
precoce dichiarata in 2/5 minuti non è morte
perché è una situazione potenzialmente
reversibile, quindi si deve parlare di omissione
di soccorso". Ciò dimostra che gli organi non
sono mai presi dai morti, ma sempre dai vivi o
dai morenti.
L'aspetto più grave della "donazione" in arresto
cardiaco è la prassi di somministrare farmaci
come anticoagulanti prima o all'atto della
rimozione della ventilazione col solo fine di
preservare gli organi durante l'espianto e non a
favore del paziente.
Sembra inoltre che i medici abbiano dimenticato
che esiste la "morte apparente", soprattutto
negli infartuati, dove il movimento vermicolare
delle fibre muscolari del miocardio garantisce
una circolazione subliminale che manda ossigeno
al cervello, per cui il cuore può riprendersi,
se gli si lascia il tempo necessario. Tale
movimento non è percepito
dall'elettrocardiogramma (ECG). Sono segnalati
circa 1000 casi all'anno di "morti apparenti"
nel registro europeo. Sarebbe interessante
verificare se nelle nazioni che hanno introdotto
i programmi sperimentali per l'espianto in
"presunto arresto cardiaco", i casi di "morte
apparente" siano diminuiti.
Sarebbe la prova che i pazienti vengono uccisi
dalla fretta di espiantare.
In Italia per legge "l'accertamento della morte
per arresto cardiaco può essere effettuato da un
medico (anche non cardiologo ndr) con il rilievo
grafico dell'elettrocardiogramma (ECG) protratto
per 20 minuti primi" o dopo 24 ore di semplice
osservazione e nel dubbio di "morte apparente"
48 ore.
Viene spontanea una domanda: dopo la sospensione
autoritaria della ventilazione su un cosiddetto
"morto cerebrale" non donatore, qual è l'attesa
prima di considerarlo morto cardiaco? Dopo 20
minuti o è subito considerato morto e usato per
reni e tessuti? Possiamo veramente escludere che
i nostri medici nel chiuso delle sale operatorie
non espiantino i reni subito dopo il presunto
arresto cardiaco ?
Abbiamo le prove che l'Italia sta lavorando al
nuovo stratagemma sanitario. L'Italia impara
dalla Spagna dove il 30% degli espianti di reni
è fatto con questo trucco, come in USA, Canada,
Inghilterra, Francia.
Il dibattito pubblico è stato tacitato ovunque
nell'interesse dell'industria trapiantistica.
By Comitato medico-scientifico: Prof. Dr.
Massimo Bondì, L. D. Pat. Chir. e Prop. Clin.
Consiglio direttivo
LEGA NAZIONALE
CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI E LA MORTE A
CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22 -
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660
Presidente: Nerina Negrello
Indagini su traffici d'organi con
espianti da persone vive
Trieste (Italy)
Un fascicolo contro ignoti su presunti
traffici internazionali di organi
è stato aperto dalla Direzione
Distrettuale Antimafia di Trieste che
non esclude l' ipotesi che, per alcuni
"donatori", sia prevista, fin
dall'inizio, l'uccisione dopo l'espianto
degli organi. Una conferma di
quest'ultima ipotesi è venuta attraverso
i contatti di collaborazione con la
Procura della Repubblica di Monaco di
Baviera (Germania) che, nei giorni
scorsi, ha comunicato al Procuratore
Distrettuale Antimafia di Trieste,
Nicola Maria Pace, di aver arrestato un
cittadino rumeno che -secondo le
indagini dei magistrati tedeschi - aveva
offerto, in più ospedali europei, la
disponibilità di soggetti a donare
organi. Si sarebbe trattato di persone
ormai moribonde, allo stato non
identificate.
«Stiamo monitorando, con particolare
attenzione, - ha affermato il
procuratore Pace - un fenomeno in
aumento nell'ultimo periodo, quello di
minorenni che entrano in Italia
accompagnati da sedicenti parenti e che
potrebbero essere, invece, destinati al
mercato della pedofilia o, addirittura,
a quello dell'espianto abusivo o della
schiavitù».
"Traffici d'organi
di bimbi albanesi", Il Gazzettino, 20
October 1998. 35. "Bambini albanesi
venduti in Italia per prelevare organi"
Traffico d'Organi:
http://www.youtube.com/watch?v=JfUPHrqmjMU
http://www.estropico.com/id256.htm
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